LE ULTIME NOTIZIE
-A seguire i resoconti mediatici, pare che la magistratura viva l'attuale riforma della giustizia come un'emergenza democratica, il colpo di grazia alla legalità repubblicana del 'quasi dittatore' di Arcore. E invece...
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-L'Italia demonizza la cattiva volontà dei tunisini, che non bloccano più le poche migliaia di immigrati irregolari diretti a Lampedusa, creando così ciò che il nostro governo ha definito uno tsunami umano: peccato che..
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-Berlusconi indagato solo dopo la discesa in politica, e comunque sempre assolto? Non esattamente: ad esempio nel 1990 fu dichiarato colpevole di falsa testimonianza in merito alla sua affiliazione alla P2...
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-Quando Vendola affermava "Non c'è allarme criminalità, ma criminalità dell'allarme"...
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-L'intervento occidentale in Libia giustificato da motivi umanitari e pro democrazia ... ma allora perchè non in Sudan, Bielorussia, Burma, Costa d'Avorio, Sri Lanka, Yemen ecc.?
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-L'Italia stoppa il nucleare? Non certo il decreto che ne perfeziona l'avvio tecnico.
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-La battaglia dei finiani per sbarazzarsi di Berlusconi è animata da sincero interesse per il Paese, o da un mero calcolo di convenienze politiche? Un indizio emerge da un'intervista del capogruppo Bocchino, che appena 20 giorni prima della rottura, si definiva entusiasta del Cavaliere..
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-I documenti di Wikileaks? Tutto fuorchè top secret. Le sigle che li caratterizzano vanno da 'confidenziale' a 'solo per uso ufficiale', da 'segreto' a 'segreto' o 'confidenziale'/'solo per gli Usa' ('secret no forn'). In realtà si tratta del modus operandi dell'amministrazione americana: solo per il fatto che venga inviato da un'ambasciata estera a Washington, al documento si appone il timbro della segretezza, ma solo di quella generica d'ufficio. Ossia segreta è per prassi la comunicazione, a prescindere dal contenuto. I veri documenti off limits, classificati 'top secret', non vengono invece trascritti e inviati in rete con trascrizioni verbatim (parola per parola). Di essi si fa un riassunto analitico che gira all'interno di un diverso circuito, molto più ristretto, accessibile con appositi codici. Non è dunque un caso che dai file di Assange e soci non emerga alcuna notizia che non fosse già nota agli osservatori più attenti, ma persino a qualunque assiduo lettore di giornali o indiscrezioni online.
10/12/2010- Il governo Berlusconi accusa i finiani di incoerenza per aver tradito il patto elettorale, ma al posto di sottosegretario con delega all'attuazione del suo programma, ci ha piazzato la Santanchè: una che nelle politiche 2008 aveva fatto campagna (tra le fila de La Destra di Storace) contro Berlusconi e il programma del Pdl.
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-Il conflitto d'interessi che mina alla radice la credibilità del pentito Spatuzza: autoaccusandosi e tirando in ballo Berlusconi ha solo da guadagnare. E in effetti è ciò che sta già accadendo.
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-L'agenzia europea del farmaco è finanziata dalle stesse ditte produttrici su cui dovrebbe vigilare. Incluse le imprese che realizzano i vaccini per la 'suina'. Un tale scandalo mette a rischio la salute di 400 milioni di cittadini Ue, ma incredibilmente non entra neppure di striscio nel dibattito politico.
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-Almeno un link tra Berlusconi e la mafia forse c'è..
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-Il concorso esterno in associazione mafiosa, il presunto reato che aleggia su Dell'Utri e Berlusconi (come già su Andreotti), in realtà nel nostro codice penale non esiste nemmeno, tanto che c'è chi pensa di introdurlo. La tipica bizzarria giuridica all'italiana...
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-Amanda e Raffaele condannati in primo grado a Perugia. Che siano colpevoli o innocenti, a giudicarli sono stati in maggioranza dei 'passanti', estratti a sorte tra i semplici cittadini. A comporre la giuria, oltre ai due giudici togati, c'erano infatti 6 popolari, 3 donne e 3 uomini, di cui uno solo (casualmente un avvocato) aveva una certa dimestichezza con le questioni legali.
-Se i boss Graviano avevano davvero stretto un accordo con Berlusconi, perchè sono finiti in galera subito dopo?
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-In ogni caso Khaled Sheik Mohammed non tornerà libero. L'ha assicurato l'Attorney general Eric Holder. E allora a che serve riprocessare a New York l'ideatore dell'11/9?
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-Missione afgana: zitto zitto il Pdl cambia i codici militari..
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-Anche l'Inter dopo la Juve dentro Calciopoli. Finalmente c'è una prova..
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-Berlusconi un mafioso: parola di Umberto Bossi!
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-Nemmeno la D'Addario esclude che Berlusconi potesse non sapere che lei era una escort, e non una semplice amica di 'Gianpi' Tarantini. Lo ammette lei stessa nel suo libro "Gradisca Presidente". Classica notizia che non esce..
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-L'emergenza violenza nelle carceri tiene banco dalla morte del povero Cucchi. Tra le difese sdegnate delle forze dell'ordine messe sotto accusa. Ma in realtà in Italia manca proprio la normativa contro la tortura..
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-L'inchiesta sulla guerra in Iraq sembra smascherare la malafede britannica, svelando che, già due anni prima dell'invasione anglo Usa, il gabinetto Blair ne discuteva la possibilità. Ma nessuno fa notare come, proprio in quelle riunioni, il rovesciamento di Saddam fu respinto in quanto giudicato illegale.
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-Ma l'immunità parlamentare non l'avevano abolita con Tangentopoli? Il caso Cosentino svela l'ipocrisia del dibattito sulla reintroduzione dello scudo anti-giustizia per i nostri politici: non era mai stato cancellato..
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-Lo scandalo delle email hackerate:«Sul
riscaldamento globale dati falsificati».
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-Una pandemia influenzale mieterà anche quest'anno almeno un milione di vittime in tutto il mondo. Ma non si tratta della suina H1N1, bensì del 'normale' virus che ogni inverno ci mette a letto, senza che i media o le case farmaceutiche lancino allarmi apocalittici..
-Il mistero del computer sotto l'acqua in casa del trans di Marrazzo: per la verità il pc era poggiato sulla vaschetta di destra del lavabo, e per giunta su un piano inclinato, mentre l'acqua scrosciava in quella di sinistra. Cadevano gocce anche sull'apparecchio solo perchè entrambi i rubinetti perdevano..
-Fini si erge a difensore della causa degli immigrati. Eppure fino a qualche tempo fa era l'araldo della battaglia per cacciarli. L'ennesima clamorosa capriola intellettuale di un voltagabbana seriale, nella più classica tradizione del machiavellico cinismo italico..
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-Il ministro Alfano ripete alla noia il ritornello della persecuzione giudiziaria contro Berlusconi, portando quale prova il fatto che "le inchieste partono solo dal '94, dopo la sua discesa in campo". Peccato non sia vero: i magistrati avevano iniziato a occuparsi di lui anni prima.
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-La morte della trans di Marrazzo: omicidio o semplice incidente? Un indizio illuminante: sotto il corpo di Brenda ritrovate senza vita nel soppalco, non si trova la fuliggine dell'incendio. Dunque la poveretta si stese a terra prima che il fumo (certificato dagli inquirienti come la causa del decesso) si spandesse nel monolocale.
-Ecco come il governo ci tutela dai possibili danni collaterali del vaccino contro l'influenza suina: il ministero della salute, con il contratto siglato il 21 agosto scorso, si è impegnato a indennizzare, manlevare e tenere indenne l'azienda farmaceutica Novartis per ogni danni causato dal vaccino stesso, salvo difetti di fabbricazione del prodotto attribuibili a due soli fattori (sistemi di fabbricazione non conformi agli standard e non conformità alle specifiche su composizione del prodotto).
-L'Anm spara a zero sulla riforma del 'processo breve', paventando prescrizioni di massa per i procedimenti giudiziari. In realtà le prescrizioni in Italia ci sono già, e falciano almeno 1 milione di processi.
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-Le vittime del crack Parmalat non hanno avuto la soddisfazione di verederlo fallito o (ancora) condannato. Ma l'ex patron, il cavalier Tanzi, almeno un danno dalla vicenda l'ha subito: un disturbo della parola, una forma di balbettio di cui è vittima da quando soggiornò nelle patrie galere. L'affezione psicosomatica del fondatore di Parmalat è emersa a più riprese durante il processo a suo carico.
-Berlusconi: un ruolo nelle stragi del 93?
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-La 'vera' riforma della giustizia di Berlusconi: quella per salvarsi lui..
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-La Why not non era un'indagine basata su elementi solidi. I detrattori di De Magistris avevano ragione..
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-Per Alfano con il processo breve cadrebbero solo l'1 per cento dei processi: ma allora, secondo lui, non esisterebbe alcun problema di ritardi nei tempi della giustizia italiana (argomento adoperato dal governo per difendere questa cosiddetta riforma della giustizia dall'accusa di provvedimento salva-Silvio). Della serie, quando il ministro contraddice sè stesso..
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-La Svizzera non è più il paradiso degli evasori? L'Austria ne prende il posto. Ed essendo un membro Ue (dunque con diritto di veto) l'Europa non puà farci niente..
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-Italia fanalino di coda dell'Occidente? Ma se per ricchezza media siamo secondi nel G20...
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-Il presunto omicidio di Brenda, la Trans di Marrazzo: ma appena qualche settimana fa aveva cercato di suicidarsi tagliandosi braccia e vene...
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-Un rapporto diretto tra i boss di Cosa Nostra e Berlusconi? Lo sostiene, per la prima volta, il pentito Spatuzza.
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-I privati nel servizio idrico pubblico? Ci sono già...
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-Gianfranco Fini è sincero quando prende le distanze dal Cavaliere. O sta solo recitando il solito copione da politico machiavellico di tradizione italica? Ai tempi dello strappo del predellino definiva l'iniziativa di Berlusconi una comica, poi ha sciolto An per confluire nel partito nato da quella comica..
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-Privatizzazione dell'acqua la definiscono giornali e tg. In realtà il testo della legge specifica che in ogni caso "le risorse idriche restano di esclusiva proprietà pubblica". Il cui governo spetta alle istituzioni per garantire "universalità e accessibilità del servizio". I privati, partecipando alle gare, potranno prendere in gestione dagli enti locali solo le reti di distribuzionee il servizio idrico. Venderanno l'acqua ai cittadini ma per conto dello stato attraverso contratti che ogni municipalità firmerà caso per caso.
-La Semenya era innocente. E ora chi la risarcirà della demolizione a mezzo stampa sui media di tutto il mondo?
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-La Fao denuncia il boom del numero di affamati... negli Stati Uniti!
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-Tremonti sostiene che l'Italia ha tenuto il debito sotto controllo malgrado la crisi. Riscuotendo il plauso dei giornali anglosassoni e dei colleghi europei. E invece..
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-Il presidente del senato Schifani (la terza carica dello stato) e i suoi trascorsi come avvocato di mafiosi..
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-Neppure il processo breve lo salverebbe più, perchè nuove inchieste per mafia pendono sulla sua testa: ecco il vero motivo per cui Berlusconi minaccia di far saltare il banco..
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-Il povero Cucchi ucciso dopo un arresto per il possesso di qualche canna, si era detto all'indomani della tragedia. E invece in casa gli hanno trovato un chilo di droga: rischiava una condanna pesante..
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-Mussolini? Una spia al soldo della 'perfida Albione'...
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-Processo breve. Secondo il Pdl rimangono esclusi dagli sconti sulla prescrizione i delitti gravi e
sanguinari. Eppure nella lista del Ddl sono stati inclusi, nell'ordine, i reati di: omicidio colposo, lesione personale, abbanodno di minori, percosse, omissione di soccorso, truffa, appropriazione indebita, ricettazione, danneggiamento, peculato e corruzione ai danni dello stato, frode, corruzione di minore, violazione di domicilio, falso dei revisori societari, illecite operazioni sulle azioni, aggiotaggio in borsa, dichiarazione tributaria fraudolenta ecc.
-Processo Mills (imputato Berlusconi): secondo la stessa Corte, l'avvocato inglese prima testimoniò e poi fu pagato. Ma allora dov'è il reato?
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-Processo breve: ma Parmalat non salterà
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-I veri colpevoli del caso Marrazzo sono i Carabinieri, ma tutti sembrano glissare sul punto, giustificando le forze dell'ordine con l'alibi delle 'poche mele marce'. In realtà solo dal gennaio 2007 a oggi, gli agenti arrestati sono circa 500, il 30 per cento per mafia, un altro 30 per omicidi, stupri, estorsione, violenze varie e traffico di permessi di soggiorno. Il restante per reati di droga.
-Il miracolo dell'Hudson? Tutto merito dell'aereo
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-Il papello della presunta trattativa stato mafia è un documento attendibile? Un punto sembra però metterne in dubbio la veridicità. La richiesta nuemro sette tra quelle sottoposte dal vertice di cosa nostra, ovvero la chiusura delle super carceri, sarebbe stata annacronistica, ove scritta come si sostiene prima della strage di via D'Amelio: allora i boss della mafia erano ancora detenuti nelle prigioni ordinarie.
-Ecco il curriculum dell'autrice del servizio sul giudice Misiano, mandato in onda da Canale 5. Uno spaccato eloquente sui criteri di reclutamento nel giornalismo italiano.
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-L'immunità non esiste più dai tempi di Tangentopoli? Non esattamente: l'art.68 della costituzione è sempre in vigore.
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-Il nuovo film di Tarantino: il presunto 'maestro' americano ha rubato l'idea a un regista italiano di 'serie B'...
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-Berlusconi rivendica l'appoggio della maggioranza degli italiani. Ma le statistiche sui votanti dicono altro..
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-Il rapimento di Quattrocchi? Gli italiani lo sapevano in anticipo. Ora lo confermano anche le carte processuali..
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-Comincia ad emergere ciò che in molti avevano sospettato: il caso Saviano è stato un bluff mediatico. E senza la 'fatwa' camorrista ai suoi danni, non sarebbe mai esploso a livello editoriale, fino a diventare un novello Rushdie in salsa mafiosa..
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-Lo scudo non coprirà i delinquenti, proclama il governo annunciando l'obbligo di segnalazione, da parte degli intermediari finanziari, dei casi 'sospetti'. Peccato che il più classico dei conflitti d'interesse impedirà a banche e promotori di denunciare (e dunque perdere) i nuovi clienti...
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-Il solito inutile polverone mediatico: anche senza lo scudo Alfano, Berlusconi non rischia nulla. La leggina sull'immunità delle alte cariche, bocciata dalla Consulta, il suo obiettivo lo ha infatti già raggiunto, dilazionando quel tanto che basta i procedimenti contro il cavaliere.
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-Di Pietro definisce una vergogna lo scudo Alfano, ovvero il tentativo da parte di Berlusconi di godere di un trattamento speciale davanti alla giustizia. Ma proprio il fondatore dell'Italia dei valori qualche mese fa aveva approfittato dell'immunità al parlamento europeo. Delle serie la legge sia uguale per tutti... tranne il sottoscritto.
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-La rivelazione di Martelli sulla trattativa mafia stato all'epoca della strage di Borsellino: le versioni dell'ex ministro della giustizia sono in realtà due, e confliggono. Quale di esse è quella vera?
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-Bocciatura del Lodo Alfano. Berlusconi sostiene di avere dalla sua il 68.7 per cento degli italiani. Ma quello è il giudizio sul suo operato al governo, mentre riguardo all'immunità delle alte cariche il 72 per cento degli italiani dice no.
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-Berlusconi, nel respingere la sentenza sul lodo Alfano e il ruolo a suo dire ambiguo del capo dello stato, sostiene di essere l'unica figura istituzionale legittimata direttamente dal voto popolare. In realtà è vero il contrario: è proprio il presidente della repubblica ad affidare l'incarico presidente del consiglio dei ministri, in maniera del tutto autonoma. La nostra è infatti ancora una repubblica parlamentare, non presidenziale. E la stessa legge elettorale in vigore, che pure ci fa votare (formalmente, senza obblighi per il Quirinale)) il nome del premier nel simbolo della coalizione, non è coerente con la costituzione. Ma difficilmente le leggi elettorali diventano a loro volta oggetto di giudizio da parte della Consulta.
-Quando le 'dieci domande' a Berlusconi le faceva la Lega, e non riguardavano innocui gossip da cronaca rosa...
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-Il Nobel per la pace a un guerrafondaio. E se stavolta avessero ragione i Taliban? D'altronde, la giuria incaricata di assegnare il premio è tutt'altro che super partes o indipendente: il Norwegian Nobel committee è un comitato di 5 membri eletti dal parlamento norvegese.
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-Il premio Nobel per la pace assegnato a Obama per la visione di un mondo libero dalle armi atomiche... eccetto però quelle di Israele.
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-Lodo Alfano sull'immunità delle alte cariche dello stato: il verdetto stesso da parte della Consulta, qualunque esso sia, potrebbe rivelarsi a sua volta non valido. Perchè per la prima volta nella storia repubblicana è stato un pubblico ministero, e non un giudice come la Carta vorrebbe, a sollevare l'eccezione di incostituzionalità.
-L'accordo raggiunto dal 5+1 con l'Iran a Ginevra avrebbe incassato la promessa iraniana a far arricchire l'uranio della discordia all'estero (in Russia e in Francia). In realtà questo sarebbe l'uranio destinato ad alimentare il reattore di ricerca di Teheran per la produzione di isotopi a scopo medico. E il regime degl ayatollah manterrebbe nel frattempo intatta la possibilità di arricchire il restante uranio per le future centrali nucleari in patria.
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-Tremonti e lo scudo fiscale: quando l'integerrimo Giulio (sper)giurava "mai più condoni"...
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-I Ris di Parma sono sotto inchiesta giudiziaria! Finalmente sui delitti 'imperfetti' di questi ultimi anni sta per emergere il vero 'colpevole'. Ma i media danno la notizia in un trafiletto o, la maggior parte, la nascondono del tutto.
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-Il ministro della giustizia italiano è indagato. Persino lui. Qualcuno ha sentito la notizia in qualche tg?
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-Ecco la lista dei 'traditori' di entrambi i fronti nella votazione sullo scudo fiscale, che avrebbe potuto mandare a casa il governo Berlusconi.
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-E se l'uomo non discendesse dalle scimmie? Uno studio pubblicato su Science lo mette in dubbio..
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-Alberto Stasi, l'unico indagato per l'omicidio di Garlasco, scagionato dalle superperizie? Non esattamente. Anzi proprio da un esame sulle scarpe, l'accusa potrebbe riprendere forza..
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-La comunità internazionale mette alle strette Teheran perchè rinunci ad un programma nucleare autonomo. Quando invece, secondo lo statuto dell'Aiea (agenzia atomica Onu) i Paesi in possesso della teconologia nucleare dovrebbero al contrario assistere quelli che ne sono privi a sviluppare il know how. Gli articoli in questione sono il due e il quattro.
-Obama costringe l'Iran ad aprire agli ispettori atomici Onu. Ma sulle ispezioni alle installazioni nucleari segrete di Israele, che mai ha ratificato il trattato di non proliferazione, neanche un cenno..
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-Tremonti e lo scudo fiscale. L'ipocrisia del superministro, che si proclama da sempre un mastino anti evasione mentre vara condoni più o meno mascherati, ha radici lontane e molto personali..
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-Secondo gli iraniani Ahmaninejad ha vinto le elezioni in maniera legittima. Lo conferma ora un sondaggio 'a freddo' con supervisione accademica americana.
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-L'Iran non è una minaccia per Israele, e non si sta costruendo l'atomica. Sono perfettamente d'accordo due delle figure chiave nella crisi sull'Iran nucleare. Chi sono? Il ministro della difesa israeliano e il capo dell'agenzia atomica Onu. Della serie: ma allora ditelo..
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-In Italia c'è una prevalenza di media orientati a sinistra? Sicuramente il più visto telegiornale non ne fa parte..
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-Per quella guerra il mondo aveva demonizzato la Russia, ma il conflitto in Ossezia era colpa dei giorgiani. E "l'altrogiornale" l'aveva detto in medias res.
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-Tavaroli e lo spionaggio in Telecom. Dopo anni di autodifese a mezzo stampa, il protagonista della vicenda ha ammesso la propria colpevolezza patteggiando. Ergo nello scandalo del dossieraggio illegale era tutto vero..
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-Chi uccise Chiara di Garlasco? Anche una donna, o forse solo una donna..
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-Il caso di Eluana Englaro? Fu eutanasia. La prova nella testimonianza del medico che la curò nelle prime ore dopo l'incidente fatale..
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-I dati sull'aumento della produttività degli statali esibiti da Brunetta: se anche ci fosse stata, il campione statistico adoperato per misurarla è tutt'altro che scientifico..
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-La rivoluzione anti fannulloni di Brunetta finisce in una bolla di sapone. Ovviamente nel silenzio dei gran di media..
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-La polemica tra Brunetta e i giudici 'fannulloni'. E' vero che l'Italia spende per la giustizia più degli altri partner europei (4.8 mld l'anno contro i 3.4 della Francia), e che da noi ci sono 13.7 toghe ogni 100.000 abitanti (in Francia 11.9, 10.1 in Spagna), con ben 4.2 addetti non togati per magistrato (rispetto ai 2.5 dell'Olanda e ai 2 della Francia). Tuttavia i milioni di cause arretrate inevase nel nostro Paese si spiegano con 4 semplici parole: obbligatorietà dell'azione penale. Un principio sconosciuto nel resto del continente, che obbliga a dare corso ad ogni genere di denuncia, indipendentemente dalla sua solidità.
-L'Iran non era tenuto a comunicare in anticipo all'Aiea l'esistenza di un secondo sito di arricchimento dell'uranio. In punto di diritto internazionale, stavolta hanno ragione gli ayatollah. Lo conferma anche l'ex ispettore Onu per le armi di distruzione di massa Scott Ritter.
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-Altro che 'scoperta' di un sito nucleare iraniano segreto. L'esistenza di un secondo impianto di arricchimento a Qom era noto a tutti, media compresi, dal 2006. Le foto con le batterie anti missile a protezione dell'installazione avevano fatto il giro dell'mondo già allora, e lo stesso Obama ha ammesso che gli americani lo sapevano "da anni"..
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-Berlusconi e lo stalliere Mangano. Secondo i pm la sua presenza ad Arcore negli anni 70 sarebbe la prova dell'ambiguo legame, a sfondo ricattatorio, tra il Cavaliere e Cosa Nostra col tramite di Dell'Utri. Un fatto comunque è certo, il futuro premier, ora paladino della lotta alla
criminalità, voleva pagare alla mafia un pizzo da 30 milioni: lo svela una telefonata tra Silvio e Dell'Utri intercettata il 29 novembre '83.
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-L'arresto di Roman Polanski fa scatenare le femministe. Ma il procedimento che lo accusò di stupro fu tutt'altro che solido e cristallino. A mettere in luce tutte le aporie del caso, un documentario investigativo presentato lo scorso maggio a Cannes, del quale segnaliamo il link.
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-A sentire giornali e tv Obama avrebbe rinunciato, con decisione storica, allo scudo anti missile in Europa. Tutto il contrario: lo estende e lo rafforza. Parola del segretario di stato Hillary Clinton e del ministro alla giustizia Gates.
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-Briatore un martire del cinismo della Formula uno? In realtà anche prima del presunto scandalo in Renault, la fedina di Mr.Billionaire non era esattamente intonsa.
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-Tanto rumore per nulla: la mortalità del nuovo virus dell'influenza suina H1N1 è la metà di quella delle normali influenze stagionali: 0.4 ogni 1000 casi. Lo confermano i dati epidemiologici sui decessi mondiali registrati fino ad oggi.
-Italiani in Afghanistan in missione di pace? Ma se le cronache degli ultimi mesi sono zeppe di operazioni "search and destroy" portate avanti contro i Talebani proprio dalle nostre truppe...
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-La sentenza del Tar boccia l'alimentazione forzata (direttiva Sacconi) ai pazienti in stato vegetativo (come Eluana)? Assolutamente no. Della serie: un caso emblematico di manipolazione da parte dei media..
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-Contrordine: Sollecito innocente, Stasi colpevole?
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-Si riapre il caso di Ilaria Alpi dopo le rivelazioni sul traffico di navi coi rifitui tossici. Ma in realtà gli italiani a Bosaso non ci sono stati mai..
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-Per la prima volta Ahmadinejad si tradisce, e ammette che forse in futuro l'Iran potrebbe dotarsi dell'atomica..
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-Berlusconi rivendica le tante misure anticrisi varate dal governo. Ma i numeri lo smentiscono.
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-Tutti contro l'Iran per le sue mire nucleari. E invece chi vìola davvero le regole internazionali in materia è Israele..
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-L'Italia intera commossa dalle immagini dei bambini dei militari italiani uccisi a Kabul. Ma neanche un pensiero, nelle omelie, ai bambini rimasti vittime della strage.
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-Ciancimino? Un testimone inattendibile. Lo hanno appena sentenziato i giudici. Ma la grande stampa non dedica alla notizia nemmeno lontanamente i titoloni riservati a suo tempo alle indiscrezioni anti Berlusconi del figlio dell'ex sindaco di Palermo.
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-Grande cordoglio per i 6 morti tra i soldati italiani in Afghanistan, ma nessuno parla della maggioranza delle vittime: ossia dei quasi 20 afghani innocenti rimasti uccisi nell'attentato (più 70 feriti). Ecco spiegata l'avversione del popolo di Kabul alla presenza di militari internazionali.
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-Il famoso maestro unico? Alla fine si rivela una bufala: alle elementari è facoltativo. E a decidere sono le singole scuole.
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-Le case ai terremotati abruzzesi in cinque mesi: un exploit senza precedenti? Tutt'altro...
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-Si diffonde il panico da influenza H1N1. Ma la mortalità del nuovo virus che atterrisce il mondo è persino inferiore, e di molto, a quella delle normali influenze stagionali: in Italia ad esempio le vittime annuali dell'influenza ammontano a 8000, mentre l'H1N1 ne mieterà, secondo le stime, sulla base dei decessi mondiali finora, qualche centinaio al massimo. Anche perchè colpirà soggetti mediamente più giovani.
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-Le case ai terremotati in Abruzzo: il nuovo miracolo di Berlusconi... Ma non secondo gli interessati..
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-L'ombra di nuove inchieste per mafia incombe sul premier? In realtà il suo presunto grande accusatore l'ha già scagionato..
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-Berlusconi tesse le lodi di Mike Bongiorno al funerale del presentatore scomparso. Ma finchè era vivo non si degnava nemmeno di richiamarlo..
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-Caso Battisti. La corte suprema brasiliana potrà anche assolverlo. Ma dargli lo status di rifugiato spetta al governo e al presidente della repubblica. Atto che estinguerebbe automaticamente il processo d'estradizione.
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-Oggi Fini denuncia l'assenza di democrazia dentro Forza Italia. Ma quando il segretario di partito era lui, era anche peggio..
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-Berlusconi spara a zero contro i giornali e promette querele. Ma il 13 febbraio 2006, quando Feltri fu condannato a 18 mesi per aver diffamato il defunto senatore Chiaromonte sul caso Mitrokhin, contro il malvezzo di condannare e denunciare i giornalisti, dichiarava all'Ansa: "Resto sconcertato alla notizia che Feltri venga condannato per un reato d'opinione. A questo punto è definitivamente urgente depenalizzare i reati a mezzo stampa".
-La legge contro lo stalking? Con buona pace dei toni da crociata della Carfagna, soltanto uno spot: nella pratica non cambierà nulla.
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-Scagionato il turista italiano che baciò la figlia in Brasile, titolano i media italiani. In realtà gli hanno concesso la libertà provvisoria e non potrà assentarsi per più di 8 giorni dalla sua abitazione italiana. Inoltre il processo avrà luogo, e l'imprenditore di Guidonia dovrà presentarsi alla corte. Se verrà giudicato colpevole rischia tra 8 e 15 anni di carcere per molestie sessuali su una minorenne.
-Teheran rifuita ogni confronto sul nucleare? Falso.
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-Se davvero era stato Boffo, e non un suo collaboratore tossicodipendente, a molestare via telefono, come mai le sue vittime sporsero denuncia querela alla procura di Terni contro ignoti, e non contro di lui, di cui pur conoscevano la voce e le intenzioni? E perchè una volta identificato come suo il cellulare incriminato, pur non potendo bloccare il procedimento d'ufficio per molestie, rimisero subito la querela?
-Il vero motivo della liberazione del terrorista libico Al Megrahi: l'autore della strage al jet di Lockerbie non era lui, ma gli iraniani. Lo affermavano i memo top secret della Dia statunitense che, nel caso del preannunciato appello contro la condanna, sarebbe venuti alla luce, cerando un imbarazzo senza precedenti al governo britannico.
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-Nessun paziente zero. Il napoletano con l'H1N1 è morto di altre patologie pregresse.
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-Elezioni in Afghanistan: l'inchiostro è 'simpatico', e la celebrata correttezza del voto se ne va 'a rotoli'..
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-Per mesi ci hanno ammorbato con la storia della banca svizzera costretta a dare i nomi degli evsori al governo Usa. Ma in realtà non è stato consegnato alcun nominativo..
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-Il grande abbaglio collettivo del Superenalotto: le probabilità matematiche di centrare la
combinazione vincente rimangono in realtà sempre le stesse, indipendentemente dalla durata del periodo di 'magra'. E sono per giunta una su 622 milioni.
-Alla fine il capo dei Talebani era morto davvero...
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-Gli Agnelli evasori fiscali. Ecco perchè in ogni caso la faranno franca..
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-I media spacciano il jackpot del superenalotto italiano, che ha superato i 136 milioni di euro, come il più cospicuo del mondo e di tutti i tempi. Falso. Il record resterà saldamente appannaggio della lotteria Usa Big game, che nel 2000 distribuì a una giocata collettiva 350 milioni di dollari (298 milioni di euro). Ma anche il Powerball, la lotteria americana che si gioca attualmente, nell'ultima estrazione (la scorsa settimana) ha messo sul piatto un montepremi da 213 milioni di dollari (150 milioni di euro).
-Il grande imbroglio dei 50 milioni di americani esclusi dalla sanità. Un gioco di prestigio statistico dell'illusionista Obama..
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-Tanto rumore per nulla: le gabbie salariale esistono già. Anzi, non sono mai davvero sparite. Semplicemente si chiamano con un altro nome..
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-Emergenza disoccupazione? Non esattamente: non si trova un addetto su cinque..
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-La Gelmini dà la pagella agli atenei, e stravince il nord: ma i parametri non sono affatto oggettivi e neppure meritocratici..
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-Il Cavaliere non ha mai pagato una donna? Almeno una forse sì..
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-Da oggi palpare una donna non è più reato. I molestatori gongolano..
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-Italia patria degli incidenti ferroviari? Tutt'altro..
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-Pacchetto razzista e fascista? In realtà il provvedimento sulla sicurezza riduce la pena!
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-Influenza suina: il Messico non c'entrava niente...
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-Di Pietro e il lodo Alfano: tutti devono essere uguali davanti alla legge, afferma nella pagina pubblicata a pagamento sull'Herald Tribune. Eppure proprio lui...
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-Ma non era stato unanimemente definito 'un accordo storico'? Rivedere giornali e tg per credere...
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-Quelli che giuravano che non si sarebbero candidati: Grillo, Berlusconi, Di Pietro, Franceschini, Cofferati, Veltroni. Della serie un Paese fondato sulla coerenza..
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-L'autodifesa del presunto stupratore seriale di Roma, Luca Bianchini.
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-La Lega e la sanatoria immigrati: a parole giurava che l'avrebbe impedita, e invece...
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-Il no del Pd all'iscrizione di Grillo non sta in piedi. Lo statuto parla chiaro: Beppe Grillo guida un movimento, ma non è iscritto a partiti o gruppi di altri partiti dentro organi istituzionali elettivi.
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-Berlusconi che mette le mani sotto la camicetta di una delle sue ospiti di Villa Certosa. Questa la vera foto dello scandalo. Ma si sapeva già dal 2007: la classica notizia che esce ma 'non esce'...
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-Il reato (e il carcere) per chi ospita immigrati clandestini esistevano già dal 1998 e non è mai successo nulla. La polemica sulle badanti irregolari è la solita tempesta surreale..
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-Via libera americano al raid israeliano sull'Iran: Obama smentisce oppure no? Le sue parole sembrano contraddirsi..
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-Nasce il reato di clandestinità? Non esattamente: al colpevole verrà comminata solo una multa, ch nessun clandestino avrà i mezzi per pagare.
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-La più grave recessione della storia Un problema solo occidentale..
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-E ci avevano detto che era tutta una bufala..
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-Il G8 è alle porte è Berlusconi si aspetta un'altra ondata di foto imbarazzanti. Ma il fotografo che le ha scattate assicura che non ci sono pose sconce. Se lo dice anche lui..
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-Berlusconi un sessuomane (o womanizer, come lo definiscono i media anglosassoni)? In realtà al Premier il sesso potrebbe risultare impossibile: nel '96 gli tolsero la prostata all'ospedale S.Raffaele di Milano, in seguito a un tumore. E non era ancora troppo diffusa la metodica attraverso cui, pur asportando la zona prostatica, si lascia intatto un certo nervo maschile indispensabile per la 'copula'. Sempre che nel suo caso non sia stata necessaria una 'pulizia' ad ampio raggio su tutta l'area.
-Ma non c'era un'epidemia di morti bianche?
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-M.Jackson vittima di un banale errore medico: il suo dottore personale, tale Murray, gli ha praticato massaggio cardiaco e respirazione bocca a bocca sul letto, e non su una superficie rigida, come prescrive la tecnica. Lo rivela l'avvocato di Murray, nel raccontare che il polso della star batteva ancora..
-Anche se tutto fosse stato in regola, gli operai della Thyssen sarebbero morti lo stesso. Non lo afferma l'accusa ma la procura..
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-Altri dettagli scabrosi dalla D'Addario..
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-L'influenza suina tocca un milione di casi solo negli Usa. Lo dice l'Associated press. Ma non doveva essere tutta una bufala mediatica?
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-Pdl e Pd grande maggioranza nel Paese? Solo per il 23 per cento..
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-Ma i giudici non erano i nemici del Cavaliere? Della serie: se passa il lodo Alfano, la responsabilità non sarà di Berlusconi..
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-A diffondere il video di Neda un graphic designer..
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-E adesso chi potrà negare che è Israele a non volere la pace?
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-L'Iran era una democrazia... prima che gli americani, nel '53, la uccidessero con un colpo di stato.
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-La coerenza del 'Minzo'..
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-Ma la Russia non era una finta democrazia nelle mani del quasi dittatore Putin?
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-Gli Israeliani non temono un Iran nucleare..
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-I conflitti d'interesse dei difensori del Cavaliere..
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-Berlusconi a letto con una escort. Stavolta smentire non basterà: la voce stessa del Cavaliere è immortalata su nastro registrato.
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-Fu Mir Hossein Mousavi a violare per primo il trattato di non proliferazione, avviando in gran segreto il programma nucleare iraniano. Quando era un primo ministro stragista che prometteva la distruzione di Israele. Eppure il circo
politico-mediatico delle anime belle, lo stesso che contestava l'embargo a Saddam, c'è cascato un'altra volta. Innalzando a nuovo idolo delle piazze l'oppositore di Ahmadinejad. Assurto nel volgere di pochi giorni a campione di democrazia e moderazione, se non ad erede delle storiche lotte di liberazione nel terzo mondo. Nessuno che si sia degnato di dare una scorsa alla biografia di cotanto eroe popolare. Forse per non scoprire che il vero cattivo della favola iraniana è lui, più del suo despota rivale. O che almeno è un grande attore.
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-L'Italia e i referendum di domenica: una repubblica fondata sulla frode costituzionale.
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-E se Ahmadinejad avesse vinto davvero?
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-Dai brogliacci delle intercettazioni di qualche tempo fa, Berlusconi, le ragazze e i favori. E questo non riuscirà a negarlo neanche Ghedini..
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-Per chi dice che il conflitto d'interessi non conta..
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-L'inganno fiscale ai danni dei terremotati..
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-Europee: 33 su 72 eletti per finta..
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-Rielezione di Ahmadinejad: perchè il governo aveva fatto stampare 58 milioni di schede se gli elettori erano quantificati tra i 46 e i 51 milioni? Dunque la possibilità di imbrogliare c'era eccome..
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-Affermava di essere stato assolto, in realtà non è mai stato processato. Il padre di Noemi Letizia è tutt'altro che un cittadino al di sopra di ogni sospetto. E il mistero del perchè della sua amicizia con Berlusconi non può che infittirsi.
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-La strana amica del cuore di Noemi Letizia..
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-I veri risultati delle elezioni europee...
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-Giustizia: con l'indulto diminuiscono i recidivi, ma nessuno lo dice.
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-Par condicio inesistente. Sulle tv governo straripante. L'Authority chiede il riequilibrio e multa Rete4 per 180mila euro
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-Impossibile che un fulmine distrugga un aereo in volo? Quella dell'effetto isolante della carlinga è una leggenda pseudoscientifica..
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-Gli italiani assenteisti? Non esattamente..
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-La bufala della sconfitta di Fiat nella battaglia per Opel.
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-Elezioni europee: la truffa delle candidature.
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-Processo Mills: tanto rumore per nulla. Il reato in realtà è già decaduto, grazie alla 'salva Previti' che ha accorciato i tempi di prescrizione. Un intero Paese si divide su un caso inesistente, senza saperlo..
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-Berlusconi, il trucco c'è e si vede. Il Cavaliere si paragona da sempre all'uomo della strada: ma l'italiano medio si mette il fondotinta?
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-Anni di polemiche al vetriolo da parte della Lega sulla necessità di introdurre il reato di immigrazione illegale, ed ecco il risibile risultato nel celebrato decreto sicurezza: "l'istituzione del reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato prevede che l'immigrato irregolare sia punito con un'ammenda da 5.000 a 10.000 euro". Niente pene nè carcere, solo una multa, che nessun clandestino, essendo nullatenente, potrà mai pagare. Della serie quando la propaganda elettorale supera la realtà..
-Contributo statale del cento per cento per ricostruire le prime case degli aquilani? Solo in senso lato...
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-Arrivano i soldi per il terremoto... dai poveri. Il governo rivendica una velocità senza precedenti nella gestione del post sisma, ma della natura dei finanziamenti dirottati alle popolazioni sfollate non parla.
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21/5/09- Sbarca nelle scuole di Roma l'influenza suina A/H1N1: scherzo di natura o virus di laboratorio 'dal sen fuggito'?
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-Quando Berlusconi diceva a Prodi: quelle navi coi clandestini non vanno fermate, perchè il diritto non lo prevede..
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-Presidente anti xenofobo? Da ministro espelleva in massa i clandestini. Nel 1997, furono costretti al rimpatrio 544 albanesi. Tra loro Mirsada, bambina cieca e sordomuta. L’ordine arrivò direttamente da Napolitano.
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-La giornalista americana scarcerata dall'Iran aveva davvero compiuto atti di spionaggio. La conferma viene dal suo stesso avvocato..
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-L'Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati punta l'indice contro la nuova politica italiana dei respingimenti in mare, che impedirebbe agli aspiranti rifugiati di presentare domanda d'asilo. Ma come fanno gli uomini dell'Unhcr a dirsi tanto sicuri che nel Canale di Sicilia viaggiano frotte di disperati in fuga da guerre e persecuzioni? La risposta è disarmante: perchè sono proprio loro a guidarli, una volta sbarcati sulle coste della Penisola, come da contratto col Ministero degli interni e il programma dell'Ue Argo.
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-Papa Ratzinger, in visita al museo israeliano dedicato alle vittime della soluzione finale, non fa alcun cenno all'Olocausto nazista. Forse perchè lui stesso militò tra le fila dell'esercito hitleriano..
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-Berlusconi al compleanno di Noemi:
un'improvvisata complice il maltempo, o una relazione ben più strutturata, come ha sostenuto la moglie Veronica?
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-Berlusconi ossessionato dalle donne?/Berlusconi commosso dal terremoto in Abruzzo?
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-La giovane giustiziata in Iran per reati compiuti da minorenne tra le proteste dei difensori dei diritti umani: in realtà in quel Paese la maggiore età comincia a nove anni..
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-Quando gli extracomunitari brutti e cattivi eravamo noi italiani..
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-Proprio gli Usa finanziano il programma nucleare iraniano! Una delle più clamorose 'notizie che non escono degli ultimi anni.
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7/5/09-Berlkusconi da Vespa liquida come fantasie della sinistra le presunte candidature di veline e affini alle prossime europee, all'origine della bufera tra il Cavaliere e la moglie Veronica. Ma almeno un fatto di cronaca lo smentisce senza ombra di dubbio..
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-Marchionne: il nuovo genio industriale italico che salva la Fiat e conquista il mondo? In realtà in Italia c'è soltanto nato, poi è cresciuto e ha studiato oltreoceano. Della serie: mi pareva strano..
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-Su giornali e tv campeggia il rapporto dell'Onu sui misfatti israeliani durante l'offensiva di Gaza. Neanche un cenno all'altro rapporto: quello di Hrw sulle barbarie commesse dai palestinesi... ai danni dei loro stessi compatrioti.
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-La Forleo era vittima di un errore. O se preferite di una persecuzione. Chi la risarcirà ora per mesi di violenta campagna di stampa ai suoi danni? Non certo i media, che nascondono la notizia tra i titoli interni..
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-Si è finto straniero e ha violentato due donne: dove sono stavolta i titoli da crociata razziale?
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-Secondo Tremonti, Draghi e Marcegaglia il peggio della crisi sarebbe passato. Ma i numeri dicono altro..
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-A sentire i leghisti sembrava che Malta, nella vicenda della PInar, avesse giocato sporco. Ma anche per l'Europa...
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-La mascherina anti influenza messicana, che viene usata regolarmente dai giapponesi o da passeggeri di altre nazionalità, non ha alcuna efficacia per eventuale contagio. Per evitare la contaminazione servirebbero delle protezioni a maglia molto fitta che però sono inutilizzabili proprio a causa della loro maglia a trama fittissima. Il contagio, inoltre, avviene solo attraverso goccioline di saliva o attraverso gli starnuti. Per evitare il contagio, quindi, sarebbe sufficiente stare alla larga da persone sconosciute.
-Quando l'Iran parla di pace con Israele. Ma la cosa non fa notizia..
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-Marchionne acchiappatutto: la Fiat nuovo genio del marketing automobilistico? Non esattamente...
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2/5/09- Israele è uno stato 'canaglia'. Almeno in tema di armi di distruzione di massa. A dirlo non sono gli arabi, ma la diplomazia Usa, che dopo 50 anni di riserbo ammette l'esistenza di un arsenale atomico nel Pese ebraico, chiedendo ufficialmente (e pubblicamente) a Gerusalemme di aderire al trattato di non proliferazione.
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-Secondo Berlusconi era lo scandalo più grosso della storia della Repubblica. Per settimane Genchi è stato messo alla berlina con titoli a 9 colonne. Ma ora che la giustizia sgonfia il caso, i media e tv fan finta di niente.
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-La galassia dei media liberal si era già scagliata contro Obama per la decisione di non processare gli autori materiali delle torture di cui ha pubblicato i memorandum autorizzativi. O almeno così era stata interpretata la notizia. Invece...
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-La grande bufala del cemento con la sabbia di mare nelle aree terremotate d'Abruzzo. In realtà la sabbia e l'acqua sono dei componenti base di ogni calcestruzzo..
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-L'Iran e l'attacco a Israele nella conferenza sul razzismo. In realtà anche la repubblica islamica di Ahmadinejad ha firmato, all'interno del testo approvato, il paragrafo 66 dove si afferma che "l'Olocausto degli ebrei non deve mai essere dimenticato". A dispetto del negazionismo di facciata..
-Non l'ha denunciato solo Santoro: anche secondo la rappresentanza di base dei vigili del fuoco, l'intervento della Protezione civile in Abruzzo è stato tutt'altro che immune da pecche..
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20/4/09-Ma se un terremoto non è prevedibile, perchè affermavano che non c'era pericolo?
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-Un politico coerente: Gianfranco Fini?
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-Scoppia la pace tra Usa e Iran? Così millantano i grandi media. Ma è tutto l'opposto: dall'America arrivano nuove sanzioni.
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-Un politico con le idee chiare: Gianfranco Fini?
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-I reality sono sceneggiature truccate ad arte..
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-Il vero piano casa che servirebbe all'Italia..
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-Malgrado le promesse, i cocopro restano ancora senza tutele.
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-Quando i rumeni non fanno notizia..
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-Il rischio di denuncia degli immigrati nei pronti soccorsi non era una paronia. Ecco perchè.
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-Il Papa contro magie e stregoni d'Africa. E gli angeli e i miracoli del cristianesimo? Da che pulpito!?!...
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-Studenti guerriglieri? Sì caro Brunetta, ma di destra..
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-Fritzl, un caso unico negli annali della psicopatologia sessual/criminale. Non esattamente...
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-29/3/09-Il calcolo dei disoccupati? Tutt'altro che certo e scientifico..
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--Crisi mondiale? Non esattamente. La Cina quest'anno crescerà dell'8 per cento. L'India solo un filo meno. Quanto l'Italia in 30 anni. Per due miliardi e mezzo di abitanti delle Terra la crisi è un problema dell'Occidente...
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-Il procuratore della corte penale internazionale che ha emesso il mandato di cattura contro il presidente sudanese Bashir. Ovvero un giudice doppiopesista...
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-L'Iran non produce (ancora) uranio militare. A leggere i giornali di queste settimane pareva che l'agenzia atomica Onu avesse denunciato la raggiunta capacità da parte iraniana di farsi la prima bomba. Invece ha detto esattamente il contrario..
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-Il governo annuncia il mega investimento per il ponte sullo stretto. Se proprio si vuole investire sui trasporti, sarebbe invece il caso di dare qualche soldo alle ferrovie...
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13/3/09- La mucca pazza alla base dell'Alzheimer. E c'è chi da tempo si riferiva all'epidemia del 2000 come a un polverone mediatico. Da Nature del 26 febbraio...
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-La grande bugia sul nucleare durata 22 anni: i referendum dell'87 non proibirono in alcun modo la costruzione di centrali atomiche in Italia..
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-Obama e il ritiro dall'Iraq: tradita la madre di tutte le sue promesse. Cinquantamila soldati resteranno, anche con un ruolo da combattenti. Lo dice lo stesso Obama nell'integrale del suo discorso del 27 febbraio a Camp Lejeune.
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-A sentire giornali e tv sembrava che l'agenzia atomica dell'Onu avesse confermato il fatto che l'Iran poteva per la prima volta fabbricarsi un'atomica. Il rapporto Aiea afferma invece proprio il contrario: l'Iran ha abbastnaza uranio (ma quello lo ha già da tempo), eppure non lo ha arricchito quanto servirebbe per un'arma nucleare.
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-Il processo sull'omicidio Politkovskaja. I media di tutto il mondo hanno gettato la croce addosso al Cremlino. Eppure Medvedev ha sgridato gli inquirenti..
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-Sarkò e Carlà. Ora c'è la prova: più che una storia d'amore, una strategia di marketing mediatico...
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-A leggere le tabelle statistiche dei giornali di questa settimana sembrerebbe che gli stupri stiano calando, e che gran parte di questi odiosi atti siano opera di italiani. In realtà calano le violenze sessuali, non gli stupri in particolare. E comunque quelli commessi da italiani, mentre sale il numero degli sturpatori stranieri.
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4/3/09- Il gioco delle tre carte di Obama: chiude Guantanamo, ma ne riapre un'altra capiente 5 volte tanto in Afghanistan.
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-La storica bufala sulla 'dittatura' di Chavez: in realtà potrà essere rieletto a vita solo se la gente continuerà a votarlo. Esattamente come un premier italiano o un presidente americano fino al 1951. E come 17 presidenti su 27 stati Ue.
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-Mentana spiega da Gad Lerner la vera storia delle sue dimissioni. L'ex uomo di punta delle news di Canale 5 pensava di essersi dimesso (per protesta contro la mancata interruzione del Grande Fratello nell'ultima sera di Eluana Englaro) soltanto dalla carica di direttore editoriale dell'informazione Mediaset. Non anche da conduttore di Matrix. Grande la sua sorpresa nello scoprire che i vertici dell'azienda consideravano interrotto l'intero rapporto professionale, a fronte di una rottura (a loro giudizio) del patto di fiducia. Sembrava strano che uno come 'Chicco' Mentana, alterego commerciale del giornalismo zuccheroso e bipartisan alla Bruno Vespa, avesse avuto un tale scatto di dignità, dopo anni di torpore alle dipendenze del Biscione di Arcore.
-Il governo vara i Tremonti bond per sostenere le banche, permettendogli di ripatrimonializzarsi a sufficienza da poter di nuovo prestare soldi alle piccole e medie imprese. Ma intanto le stesse grandi banche si erano offerte di prestare un miliardo alla solita Fiat...
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-Franceschini su Berlusconi: dottor Jeckill e Mister Hyde..
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-L'Italia firma lo storico accordo di collaborazione sul nucleare con la Francia. Ci serve davvero il ritorno all'atomo? In realtà con le 4 centrali in programma dal 2020 in poi, copriremo solo il 25 per cento del fabbisogno di energia elettrica del nostro Paese. Ma il comparto elettrico rappresenta solo il 15 per cento dell'energia consumata in totale (fabbriche in testa).
-La vera causa che ha fatto scoppiare i disordini a Lampedusa.
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-Guantanamo era l'unico carcere Usa all'estero dove vigeva la convenzione di Ginevra. E chiudono proprio quello..
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-Gli Stati Uniti perdono la loro base in Asia centrale, essenziale per gestire il conflitto afgano e nella nuova guerra fredda con Mosca? Non esattamente..
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-Il processo a Corona. Elkann fa la parte della vittima, ma il cinico Corona gli regalò una videocassetta, su richiesta del rampollo Fiat, con l'intervista a un secondo transessuale (Roberta, non il celebre Lino Brocco) che raccontava i dettagli dei suoi incontri con Lapo.
-Le tangenti: una specialità...americana.
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25/2/09- Il premier salvato dal lodo Alfano. Ma i media italiani hanno quasi nascosto la notizia..
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-Quanto rumore inutile sullo scontro tra Berlusconi e Napolitano: in realtà il capo dello stato non può respingere una legge più di una volta. Lo dice proprio la costituzione.
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-L'altro scandalo torture di cui nessuno parla..
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-Carcere obbligatorio per gli stupratori, ma non per gli incendiari killer a sfondo razzista. Dove sono stavolta i giustizieri della politica?
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-Salvati 30.000 posti di lavoro nei call center...
E se invece li incoraggiassimo a cercarsi occasioni di lavoro normali, come fanno tutti gli altri, al posto di martellare di chiamate inutili chi non vuole essere disturbato?
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-Più immigrazione uguale più criminalità? Dalle statistiche non sembrerebbe..
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18/2/09-Eluana: c'era una terza via, ma nessuno ci ha pensato. Curarla...
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-L'opposizione della Chiesa al distacco del sondino ha avuto un peso determinante nella battaglia sul destino di Eluana. Eppure proprio a Papa Wotyla fu concesso di "tornare al padre"..
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-Archiviazione per De Magistris. Giornali e tivù nascondono la notizia in un trafiletto o la oscurano del tutto.
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-E se avesse ragione il Brasile? "Al carcere di San Vittore si esercita la tortura a poche centinaia di metri dal Duomo". Lo ha dichiarato il presidente della Corte d'appello, Giuseppe Grechi, nel suo intervento all'inaugurazione dell'anno giudiziario dei penalisti.
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-Battisti un innocente perseguitato che non ha mai sparato a nessuno? Non secondo i suoi ex compagni..
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-La lega contro i raccomandati in stile meridionale? Non quando si tratta del figlio del Boss...i
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-Almeno Eluana non ha sofferto. La morte straziante, propagandata per settimane dai sostenitori dell'alimentazione a oltranza,o dal padre di Terry Schiavo, non si è verificata. Perchè la donna è stata sedata già nel suo penultimo giorno di vita.
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-Tutto il fuoco delle polemiche che riguardano l'immigrazione clandestina si concentrano su Lampedusa. Ma gli sbarchi (Lampedusa compresa) rappresentano in totale solo il 15 per cento degli arrivi irregolari. E peraltro il 75 per cento dei 'lampedusani' fa richiesta di asilo politico, vedendosi riconoscere questo diritto come fondato nella metà dei casi. E anche per i restanti, se non si accerta la nazionalità dell'immigrato o non esiste un accordo bilaterale di riammissione col Paese d'origine, non si può rispedirli a casa. Altro che rimpatrio diretto dalla piccola isola siciliana..
-La costituzione testo sacro e inviolabile? Non secondo... la stessa costituzione
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-Secondo il padre Beppino e la sua amica del cuore, Eluana aveva espresso la volontà di non rimanere in coma, in caso le fosse accaduto un incidente. In realtà le testimonianze di altre sue amiche ed ex maestre sembrano contraddire questo racconto. o perlomeno restituiscono l'immagine di una ragazza meno manichea del previsto.
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-Quote marron sempre in auge...
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-Il Pil del mondo quest'anno crescerà: dello 0.5 per cento. La Cina del 7-8 per cento. Forse sarebbe il caso di chiamarla per ciò che è: una crisi dell'Occidente industrializzato, non dell'intero pianeta.
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-Lo ammettono gli stessi israeliani: la proliferazione illegale delle colonie non si è mai fermata. E poi si lamentano del fallimento della Road Map..
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-Nell'intero anno appena trascorso, l'aumento delle retribuzioni in Italia è stato del 3,5%, il più alto dal 1997. Forse una crisi ogni tanto non guasta...
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-Una nuova tivù di Berlusconi!!
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-La polizia giudiziaria svincolata dal controllo del pm: nelle pieghe dell'accordo sulla giustizia, una rivoluzione dalle conseguenze impensabili. Eppure nessuno ne parla..
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-Indagati Idv non candidabili... eccetto Tonino.
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-La pistola che uccise la Politkovskaja veniva... dalla procura.
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-E invitavano a mollare il Tfr...
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-Il 'paterno' Berlusconi..
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-Quando Saviano stava dalla parte di Battisti..
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-"Beppino Englaro si è inventato tutto": la sconvolgente accusa dal fratello di un 'risvegliato' dal coma.
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-De Benedetti in pensione? Non esattamente..
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-Il governo delle tasse? Quello di Berlusconi.
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-Stupratori in cella subito. Invece gli assassini no: per chi ammazza qualcuno (e per tutti gli altri reati) si va in galera immediatamente solo se sussistono rischi di fuga, reiterazione del fatto o pericolo di inquinamento delle prove.
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-Quel bravo ragazzo di Garlasco..
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-Tanto rumore per Gaza: e lo Sri Lanka? Quando la guerra non fa cassetta...
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-Che Guevara tradito da... Castro.
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-La vicenda dei lavoratori italiani contestati in Inghilterra per aver 'rubato' il posto agli operai locali: in realtà i britannici non dovrebbero prendersela con la ditta italiana, ma con la multinazionale francese che ha vinto l'appalto. Quello dell'Irem è infatti solo un subappalto Total.
10/2/09- Cesare Battisti come il dottor morte di Auschwitz, Joseph Mengele. Vissuto decenni in terra carioca, con licenza di clonare un nuovo Fuhrer, insieme agli altri ricercati nazisti. O assimilabile agli aguzzini neri e rossi della dittatura (di alcuni dei quali la procura di Roma chiede invano la consegna), e alle squadre killer della polizia che ancora torturano nella patria del samba. Ecco il vero motivo che spinge Lula, e i suoi collaboratori ex guerriglieri, ad assolvere uno dei più truci terroristi dei '70. Il timore di dover rispondere, per analogia, delle atrocità dell'unico Paese latinoamericano che non ha mai fatto i conti col proprio passato. E dove secondo l'Onu tutt'oggi si vìolano sistematicamente i diritti umani.
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-Prima rivendica di non essere mai stato un militante armato, ma subito dopo si smentisce, affermando di aver fatto uso di armi per finanziare la sua organizzazione. Le contraddizioni del caso Battisti racchiuse in poche sincerissime righe...
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-Almeno sul figlio di Torregiani, ha ragione Battisti: in carrozzella non l'ha fatto finire lui, e nemmeno uno dei suoi complici. Lo dicono le carte della sentenza.
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-Il polverone sul presunto archivio Genchi: la solita distorsione mediatica. Il superconsulente non fece per De Magistris neppure una sola intercettazione.
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-Kakà è rimasto al Milan perchè è un ragazzo d'oro: in tutti i sensi...
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-Alitalia: italianità assicurata almeno per 4 anni? Non esattamente.
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-E i controllori del governo finirono sotto controllo...
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-Ad occuparsi del dossier intercettazioni del caso De Magistris-Genchi, è uno dei principali sospettati politici dell'inchiesta: Francesco Rutelli, in qualità di capo della commissione di controllo sui servizi. Poche ore fa il leader del Pd ha interrogato al Copasir proprio il presunto autore delle intercettazioni (Gioacchino Genchi). Della serie che Paese...
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-La crisi mondiale ha dei precisi responsabili, con nomi e cognomi..
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-Carlà le ha molto lunghe, ma le sue bugie hanno gambe cortissime..
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-Il conflitto d'interessi di Berlusconi? Forse esiste..
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30/1/09-Hamas: una creazione israeliana...
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-Ma non dovevano diminuire le tasse? (La vittoria sul centro sinistra era maturata sulla scia di una campagna contro Prodi e Visco, dipinti come sanguisighe fiscali..)
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-L'addio a Bush da parte di Obama: "Era un buono che ha fatto il meglio che si poteva". Non esattamente da messia del cambiamento...
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-E se Madoff fosse innocente?
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-Obama un clandestino alla Casa Bianca?
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-Israele non avrebbe utilizzato il fosforo bianco in maniera illegale. Quando a dirlo è la Croce rossa internazionale..
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-Il nuovo ministro del tesoro americano: un evasore fiscale..
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-Il vero numero dei morti a Gaza: la metà di quanto millantato da Hamas (e solo 95 tra i guerriglieri/terroristi!)
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-Israele criminale di guerra, per le bombe su Gaza? La risposta all'eterno dilemma la dà il diritto internazionale..
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23/1/09- La guerra di Gaza è anche un po' italiana..
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-Il Riesame ha dichiarato legittime le ispezioni pro De Magistris da parte della procura di Salerno contro quella di Catanzaro. Ma la grande informazione italiana oscura in blocco la notizia. Uno dei peggiori casi di occultamento mediatico..
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-Israele avrebbe potuto eliminare la minaccia di Hamas ed Hezbollah già da diversi anni. Con un innovativo laser antimissile. Ma gli interessi del suo complesso militar-industriale hanno avuto e continuano ad avere la meglio..
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-Israele non rioccupa la Striscia? Almeno un pezzo sì, e probabilmente per sempre..
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-Quando la Lega non voleva Malpensa. (E visti i risultati della campagna contro Alitalia e il dehubbing, forse non la vuole ancora..)
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- Delle oltre mille vittime palestinesi a Gaza sono sì responsabili gli isrealiani, ma se l'Egitto non avesse tenuto chiuso il valico di Rafah, i civili inermi avrebbero potuto trovare una via di fuga nel Paese di Mubarak. Come accade di solito in tutte le guerre. E sotto le bombe di Gaza non sarebbe rimasto quasi nessuno, visto che molti dei 15.000 combattenti di Hamas si sono già nascosti all'estero o confusi tra la popolazione civile.
-Passa il reato di immigrazione clandestina, titolano i giornali. In realtà è come non fosse tale: la pena prevista non è il carcere ma un'ammenda. Che per clandetsini senza un euro in tasca non rappresenta certo un deterrente. La solita pantomima a uso e consumo mediatico..
14/01/09- Hanno torturato consapevolmente. I ruoli si invertono, e stavolta a 'confessare' sono gli americani..
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-E' la prova regina della malafede di Hamas. La dimostrazione che il suo vero obiettivo -aldilà della retorica vittimista- non è la nascita di uno stato palestinese indipendente e sovrano, bensì la guerra infinita contro Israele. Tutto parte da una semplice domanda: che ci fanno dei campi profughi palestinesi nella Striscia di Gaza, a inizio 2009?
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-Moggi assolto dalle accuse di aver frodato gli sportivi italiani? A leggere i giornali sembrerebbe proprio così. E invece non ancora..
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-I leghisti criminalizzati dagli alleati di governo e dall'opposizione per la richiesta di una tassa sul permesso di soggiorno: in realtà il provvedimento era già in fase di approvazione, e i seguaci di Bossi chiedevano al contrario uno sconto!
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- E ora le dittature diventano due: Abu Mazen dal 9 gennaio è il dittatore della Cisgiordania. Proprio come i capi di Hamas a Gaza..
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-Si parla tanto del diritto di Mosca ad adeguare il prezzo scontatissimo del gas all'Ukraina (179 $ per 1000 m3 invece di 450). Neanche una parola però, sul fatto che anche il transito sul territorio di Kiev Putin lo paga a prezzo politico: 1.7 miliardi per 1000 metri cubi ogni 100 km, invece dei 3.7 chiesti dagli ukraini.
-La deformazione del volantino sul boicottaggio dei negozi ebraici..
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-Ma quale crisi. E' shopping compulsivo...
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-Quando la strage non riguarda il mondo islamico, finisce nelle brevi...
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-Ma non ci avevano sempre detto che lo scioglimento dei ghiacci sarebbe equivalso al tracollo climatico del pianeta?
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-Le 'notizie' da Gaza? Una grande truffa mediatica: Israele ha impedito alla stampa di entrare nella Striscia. I presunti inviati stanno al massimo al confine isareliano, altri addirittura a Gerusalemme. Le novità gli arrivano dalle agenzie internazionali via telefono o via computer, esattamente come fossero nella redazione del loro giornale. A raccontare le stragi di Gaza, sono dunque solo le fonti di parte di Hamas, Onu e (unica tra i media) Al Jazeera.
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-Ma L'Iran non voleva distruggere Israele? Gli Ayatollah invece bloccano persino i volontari disposti a difendere Gaza...
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- L'attacco al convoglio Onu che ne ha provocato il temporaneo ritiro dalle operazioni umanitarie: forse è colpa di Hamas..
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10/01/08- Bush 'il guerrafondaio': ora è ufficiale, ha bloccato l'attacco di Israele all'Iran. E insieme una probabile terza guerra mondiale (nucleare) con teatro il Medioriente.
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-Ancora circa le vere responsabilità nella rottura della tregua... Ecco la cronaca originale dell'attacco israeliano di novembre, scritta quando nessuno poteva immaginare conseguenze tanto importanti.
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-La reazione di Israele al lancio di razzi da Gaza è sproporzionata oppure no? La risposta nel rispettivo numero di vittime in campo ebraico e palestinese, durante gli ultimi dieci anni.
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-Il Vaticano vìola il concordato...
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3/1/09/- Hamas? Una creazione del Mossad..
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-Dopo ventidue anni il miracolo si è ripetuto. L'Italia, definita con sprezzo dai sudditi di sua Maestà il 'sick man' o malato d'Europa, ha superato di nuovo i primi della classe inglesi.
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-I primi a violare la tregua a Gaza? Gli israeliani, già a inizio novembre, col bombardamento di un tunnel al confine. Gli stessi quotidiani ebraici riportano la notizia con grande evidenza.
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-Tanto rumore per nulla. Il governo ci aveva costruito la campagna elttorale, sul niet al controllo francese su Alitalia, e sulla difesa di Malpensa. Nemmeno nove mesi dopo, la resa ai transalpini e quella dell'aeroporto meneghino ai rivali di Fiumicino. E, aproposito, non cambia neppure il nome della compagnia: la Cai ritorna ufficialmente a chiamarsi Alitalia.
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-La crisi economica mondiale: una manna...
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-Inflazione da euro? Esattamente l'opposto. Il confronto fra decenni fa paiazza pulita dei luoghi comuni..
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30/12/08- Romeo, l'imprenditore al centro della nuova tangentopoli, è un recidivo: era già stato condannato in una precedente tangentopoli partenopea. Chi dice non sapevo chi fosse, è in malafede..
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-Il ritiro deglli americani dall'Iraq entro il 2011? La solita bufala mediatica...
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-Infuria la polemica sull'età pensionabile delle donne, dopo la proposta di Brunetta di equipararla a quella maschile. In realtà solo in teoria uomini e donne vanno in pensione a 65 e 60 anni: l'età effettiva di pensionamento in Italia, secondo eurostat e Inps, è di 58.4 anni per gli uomini e 57.2 per le donne. Ossia, considerato il surplus di lavoro usurante e non retribuito svolto dalle signore in famiglia, praticamente identica.
-La battaglia di Brunetta per innalzare l'età pensionabile delle donne a quella degli uomini. Qualcuno lo avverta che per le donne restare al lavoro fino a 65 anni è già possibile oggi...
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-Carlo e Camilla non sarebbero marito e moglie...
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-Il Pdl e Berlusconi attaccano il Pd sulla questione morale: da quale pulpito...
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-Secondo i giornali arriva anche in Italia la pillola abortiva: ma se c'è già da un sacco di tempo in almeno una trentina di ospedali!?...
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-Tanzi, condannato a 10 anni, unico responsabile del crack Parmalat? Ma se Deloitte e Touche (i 'controllori' fallaci) hanno sborsato al commissario Parmalat Bondi 149 milioni di euro, per bloccarne l'azione legale contro di loro...
-'L'eroe' iracheno del lancio di scarpe contro l'invasore Bush, già beatificato dalle opinioni pubbliche dell'intero mondo arabo, si scioglie al primo interrogatorio come una pera cotta: pentendosi e chiedendo scusa per iscritto, supplicando Al Maliki di "essere buono"...
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-Dietro la truffa di Madoff (la più grande di sempre a livello finanziario, 50 miliardi $) un familismo in perfetto stile 'italiano'. E poi il Paese degli inciuci eravamo noi...
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-Il nuovo treno Frecciarossa della Tav Milano Roma concorrenziale con l'aereo? Tutt'altro..
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-Il Pdl vuole riformare la giustizia cambiando la costituzione. Ma non era nel suo programma...
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18/12/08- Picchiato e rapito da uomini di Al Qaeda. 'L'eroe' iracheno del lancio delle scarpe a Bush forse ha sbagliato bersaglio..
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-La crisi finanziaria? Per noi italiani in realtà è un vantaggio: ci fa calare il debito pubblico...
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-Accordo al ribasso sul clima in Europa. Berlusconi esulta, l'opposizione lo fustiga. In realtà l'Italia inquina poco..
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-Il colpo di stato del premier canadese!
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-Il 60° della dichiarazione universale dei diritti umani dell'Onu: il Vaticano non l'ha mai sottoscritta.
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-I terroristi di Mumbai erano davvero pakistani. La conferma dai loro concittadini nei villagi natali..
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-L'accordo per il salvataggio statale dei big dell'auto americani: ma gli Usa non erano per il mercato e il darwinismo economico sociale? Quando noi salvavamo Fiat e Alitalia dal mondo anglosassone ci bacchettavano...
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-Il vero motivo dell'incredibile guerra tra procure sul caso De Magistris
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-Ma l'università italiana è proprio il carrozzone marcio che da ogni parte si descrive? Forse no...
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-Si stenta a crederci, ma invece che eliminare le province e comunità montane, in Italia ci apprestiamo ad introdurre un ennesimo livello di enti locali nuovi di zecca. Si chiameranno GECT...
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-Il ragazzo morto negli scontri in Grecia: ucciso da un colpo di rimbalzo
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-Italia superindebitata? Non esattamente: sommando debito pubblico e privato, come sarebbe più corretto fare, non facciamo peggio di Francia o Spagna. E stiamo meglio di Usa e Gb.
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-Quando a chiedere un'iva bassa era la Fininvest...
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-Il 2008 sarà l'anno più freddo della decade. Che fine ha fatto il riscaldamento globale?
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-Alitalia ed Air France: tanto valeva vendergliela subito...
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-A maggio quel Saladino non sapeva chi fosse, ora gli atti gli rinfrescano la memoria. Antonio Di Pietro: ovvero, chi di giustizia ferisce...
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-Il decreto del governo raddoppia l'Iva alle pay tv (Sky), ma non agli utenti dei programmi in pay per view: ossia ai 2.4 milioni di smart card distribuite da Mediaset. Solo una coincidenza?
-Corte dei Conti in rivolta per un emendamento che potrebbe paralizzarne l'azione di controllo.
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-L'affare De Magistris in mano al boia di Tortora..
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-Quando Berlusconi corteggiava Di Pietro, sapeva benissimo chi era e cosa aveva fatto. La scusa del "non lo conoscevo ancora" non regge..
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10/12/08- L'accordo sul ritiro dall'Iraq entro il 2011: fosse stato per Obama, la data si sarebbe spostata in avanti!
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-Scuole private, la Cei protesta e il governo ripristina i fondi... Ma che fine ha fatto l'art.33 della costituzione?
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-La più grande rapina della storia della repubblica. Il colpevole? Ovviamente le banche...
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-La vincitrice dell'isola dei famosi, Vladimir Luxuria, ridiventa l'eroina di una parte della sinistra 'operaia'. Ma se c'è una che non ha mai lavorato è proprio lei: per anni, col falso alibi della disoccupazione, ha preferito prostituirsi, pur avendo una laurea da 110 in lingue, e vivendo in una grande città come Roma.
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-Il ritiro dall'Iraq entro il 2011? Tutt'altro che deciso. I media vendono la pelle dell'orso prima del tempo: sarà la popolazione irachena a decidere tutto con un apposito referendum.
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-Ma gli Usa non erano in crisi nera?
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-Sembra che all'inviata di Porta a Porta il padre di Azouz abbia smentito la storia dell'uomo 'ombra' che scagionava Olindo e Rosa. Invece ha solo chiesto alla persona sbagliata. Il misterioso tunisino aveva infatti avvertito della presunta innocenza dei vicini di Erba non il padre del Marzouk, bensì la madre e il fratello. Lo ribadisce anche il legale di Azouz Tropenscovino.
-Due dei terroristi di Mumbai parlavano Marathi: un po' strano per essere dei pakistani...
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-Ma alla fine è valsa davvero la pena rifiutare l'offerta di Air France per mantenere in patria l'Alitalia? Non certo per l'utente viaggiatore...
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-Le motivazioni della sentenza su Bolzaneto smentiscono l'assoluzione..
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-Le stragi di Mumbai sono state definite un evento senza precedenti, l'11 settembre indiano. In realtà si tratta solo delle ultime di una lunga serie, di cui i media occidentali non si sono mai accorti: già nel 1993 una serie di 13 bombe islamiche contemporanee uccise a Mumbai 257 persone, due anni fa più di 200 persone furono assassinate da attacchi bomba a treni e stazioni ecc.
-Il giallo dell'ex di Eluana.
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-Olindo e Rosa separati per tre anni o forse per sempre, oltre che condannati all'ergastolo? Non esattamente.
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-Il mistero del braccialetto indù al polso dei terroristi 'islamici' di Mumbai..
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-Il bluff della Gelmini: tanto sulle università che per le elementari, la famosa 'riforma' ha calato le braghe...
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-Il mea culpa di BUsh: "L'Iraq è stato un errore".
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-Melanina anche nel latte americano: ma non era uno scandalo dei 'barbari' cinesi?
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-Più che il grembiulino servirebbero i muri...
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4/12/08- Il geniale Tremonti?!...
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30/11/08-I retroscena che scagionerebbero Olindo e Rosa..
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-Tra le italiane, questa si candida ad essere la 'migliore' notizia che non esce del 2008: Brunetta, il crociato anti fannulloni, risulta lui stesso tale. La prova nell'esiguo numero delle sue reali votazioni alla camera dei deputati dall'insediamento in primavera fino ad oggi: solo il 18 per cento.
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-Veltroni e Di Pietro gridano al golpe contro l'elezione di Villari al posto di Orlando a presidente della commissione di vigilanza Rai, a loro dire opera di un Berlusconi in versione argentina. In realtà, stando ai voti, a nominare Villari hanno contribuito anche tre esponenti del Pd. Uno certamente lo stesso neo eletto, ma gli altri due?
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-Finalmente la conferma ufficiale da parte di una fonte terza sul campo: la guerra in Ossezia fu scatenata dai georgiani, non dai russi. A dirlo sono gli osservatori dell'Osce.
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15/11/08- La gaffe di berlusconi sull'Obama 'abbronzato' ha fatto il giro del mondo, dando un'occasione d'oro ai nostri detrattori per gettare discredito sull'Italia. In realtà proprio quella stessa stampa anglosassone che ha crocifisso il premier italiano, continua da anni a definirlo proprio Berlusconi 'perma tanned' (abbronzato in permanenza), praticamente in ogni articolo che lo riguarda. Dal Times all'Independent, da Usa Today alla Reuters all' Associated press, da Cnn a Abc alla Bbc: basta una rapida ricerca su internet per rendersene conto. Come dimostra il pezzo del Daily Mail in esteso..
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-I nostri politici ci vendono da settimane la frottola di un'Italia messa meglio degli Usa e del resto del mondo, quanto a crisi bancario-finanziaria. E invece le nostre maggiori banche sono meno solvibili della media Ue (e le altre banche europee fanno peggio delle americane)...
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-Il nuovo braccio destro di Obama è figlio di un terrorista...
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-Obama, il 'pacifista' guerrafondaio...
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-Ma allora aveva ragione Marx?
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-Berlusconi e la minaccia di reprimere con la forza le manifestazioni studentesche. Carta canta...
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-La Melanina cinese ha scatenato il panico solo sul mercato del latte. In realtà, siccome la davano e continuano a darla agli animali insieme al mangime, ha contaminato l'intera catena alimentare...
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-Per anni ha alimentato le teorie complottiste. Ora che emerge la verità, finisce in trafiletti da 4 righe. Risolto il mistero della scomparsa di Fosset..
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-Le elementari un orgoglio nazionale. Non proprio...
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-In America non esiste un'agenzia federale che abbia autorità di supervisione o vigilanza sull'industria dei sistemi di votazione.
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-Ma in Iraq gli americani non torturavano? Human Rights Watch cambia idea...
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-La Carfagna e Berlusconi: non sarà proprio come Caligola col suo cavallo, ma forse qualcosa sotto c'era...
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-Un ministero degli esteri fascista?
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-La vittoria di Hamilton nel mondiale di F1 continua a scatenare le teorie complottiste dei tifosi Ferrari contro il tedesco Glock, reo di aver fatto passare il pilota nero all'ultima curva. Ma lo stesso team manager del cavallino Domenicali lo assolve per un motivo tecnico inedito..
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-Il proprietario di un carro attrezzi scagionerebbe Sollecito e Amanda: la macchina scura da lui notata davanti al cancello della casa dell'omicidio di Perugia, aveva a suo dire una targa 'vecchia', e Raffaele possedeva una macchina nuova, mentre la Knox proprio non aveva la patente.
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-Yes we...can't
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-Ma Tremonti non aveva promesso di dimettersi se non veniva ritirata? Passata la festa (mediatica), gabbato lo santo..
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-Del Turco è colpevole o innocente? Una dritta per orientarsi...
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-In borsa le macchinine della Mattel superano per capitalizzazione le macchine della General Motors. E dire che gli Usa si definivano una Federazione di stati fondati sulle automobili..
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-La sparatoria contro i 5 minori a Secondigliano è stata spacciata come la conferma pratica della cappa camorristica descritta da Saviano in Gomorrah. Faceva tanto comodo con la candidatura all'oscar dell'ominimo film alle porte. E invece...
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-La polemica sulle classi separate per gli immigrati? Un mero circo mediatico. Ecco cosa dichiarava il 27 ottobre la Gelmini al Corriere della sera...
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-I salvataggi e i bailout sono sufficienti per non far affondare le istituzioni finanziarie nell'attuale crisi mondiale? Ma se neanche volendolo, in tutto il pianeta ci sarebbero abbastanza soldi...
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-Le elezioni presidenziali americane: non si tratta di una consultazione elettorale diretta. In realtà i grandi elettori potrebbero anche scegliere un candidato diverso da quello che i suoi concittadini gli hanno indicato. E a volte è successo davvero..
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-Il mostro austriaco Josef Fritzl iniziò la sua 'carriera' non rinchiudendo la figlia, ma sua madre
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-La manifestazione di Veltroni al Circo Massimo: i media internazionali si bevono la bufala dei due milioni e mezzo di partecipanti contro Berlusconi.
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10/11/08- Finalmente emerge la verità sulla breve guerra estiva tra Russia e Georgia. E a confermare che la colpa è tutta georgiana sono gli osservatori internazionali Osce.
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-Il lodo Alfano doveva sospendere i processi per le più alte cariche dello stato, non distruggerli. E invece...
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-Il lodo Alfano non blocca solo i processi. In realtà elimina anche la stessa possibilità di fare indagini sulle più alte cariche dello stato...
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-Ma l'America è una vera democrazia? Non esattamente...
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-A che serve il rispetto del protocollo di Kyoto da parte eurpea? Praticamente a nulla. Stati Uniti, Cina, Giappone, India, ovvero i maggiori inquinatori del pianeta, non lo stanno implementando. E poi nel 2012, una volta scaduti gli obiettivi del protocollo, comunque nessun Paese sarà più obbligato a limitare la produzione di gas serra.
-La morte di Haider. Più che l'alcool o la velocità potè un sms: dalle indagini risulterebbe che al momento dell'impatto il leader austriaco stesse mandando un messaggino dal suo cellulare.
-La guerra dei numeri tra Italia e Ue sui tagli alle emissioni inquinanti. Non solo il nostro governo brandisce consapevolmente le cifre dello scenario peggiore (sui 7 ipotizzati dalla stessa Unione Europea), ma dimentica di sottrarre ai costi per il rispetto del protocollo di Kyoto il risparmio nell'import di idrocarburi, e nei costi per contrastare l'inquinamento. Senza contare l'aumento del Pil che deriverebbe dall'indotto delle operazioni di adeguamento. Come spiega Edoardo Zanchini di Legambiente rispettivamente "per l'Italia la Ue stima un taglio di 7.6 miliardi l'anno dell'import di idrocarburi e di 0.9 nei costi anti smog". Dunque il nostro Paese addirittura finirebbe per gfuadagnarci, una volta a regime, 600 milioni di euro l'anno. Sempre esclusi i benefici di lungo termine sul piano dello sviluppo nel settore delle rinnovabili e di contestuale crescita occupazionale.
-Il crollo nelle percentuali di assenteismo nella pubblica amministrazione. Ovvero il miracolo di San Brunetta. Ma le cifre non sono proprio affidabili...
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-Anche Travaglio nelle 'quote marron': condannato in primo grado in sede penale, diventa anche lui un pregiudicato, ironia della sorte lo salva dal carcere l'indulto berlusconiano...
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-Per anni il centro destra ha bollato la storia delle frequenze negate a Europa 7 come una laggenda creata ad arte dalla sinistra antiberlusconiana. Ma ora c'è la prova che era tutto vero...
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-Joe l'idraulico? Un impostore mediatico...
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-Il bailout (salvataggio) di Bush anti crisi finanziaria affidato -in qualità di capo del nuovo Ufficio sulla stabilità finanziaria- a uno dei stessi papaveri di quella stessa casta che ha fatto crollare il sistema: l'ex vice presidente della banca d'affari Goldman Sachs...
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-Cancellato il diritto costituzionale allo sciopero? Sarebbe una decisione comunque storica. ma nessuno ne parla...
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-Amanda e Raffaele vengono descritti dagli amici come due ragazzi normali. Insomma nessun segno premonitore che possa far pensare a loro come a degli assassini a sfondo sessuale. E invece...
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-Proprio grazie all'esplosione della bolla finanziaria i prezzi scendono. E la chiamano crisi...
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-Saviano diventa il nuovo Rushdie dopo la presunta confessione di un pentito circa un attentato ai suoi danni da parte dei camorristi. In realtà l'informativa non nasce dalla deposizione diretta del pentito casalese, ma dalle dichiarazioni di un medico, che confidandosi con un poliziotto avrebbe raccontato discorsi a loro recepiti durante una cena a Milano.
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-Arriva finalmente la proprietà rpivata per i cittadini cinesi. I almeno così la vendono tg e giornali. In realtà già dal 1978 gli agricoltori del celeste impero godono del diritto di sfruttare per periodi di 30 anni la terra che coltivano, e ora potranno anche cedere ad altri l'uso dei terreni ricevuti dai governi locali, ottenendo per sè un profitto. Ma, come prevede la costituzione, la terra era e rimane sempre di proprietà dello stato. Almeno formalmente...
-John McCain un eroe di guerra? No, piuttosto un criminale di guerra...
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-Il processo al rumeno che uccise la Reggiani. Troppe notizie che non escono, e precisamente quelle che scagionerebbero Mailat...
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-Le 'mitiche' agenzie di rating non riuscite a prevedere nemmeno questo gigantesco terremoto finanziario 2008. I voti alle banche sull'orlo del fallimento sono rimasti altissimi (doppie A) fino a un momento prima del crollo. Dietro a un fallimento in apparenza imbarazzante si cela il solito conflitto d'interessi ignoto al risparmiatore medio. Ossia il fatto che Moody's, Standard and poor's e Fitch non sono enti istituzionali e nemmeno terzi o indipendenti. I loro nilanci dipendono anzi direttamente dai soggetti controllati (banche, finanziarie e quant'altro), i quali pagano le tre agenzie per avere l'assegnazione di un rating. E come si può facilmente intuire... il cliente ha sempre ragione.
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-La Mambro e Fioravanti passano per due martiri della destra, ingiustamente condannati per la strage di Bologna in mancanza dei veri colpevoli. Ma se anche per quella tragedia fossero innocenti, nessuno pubblicizza mai gli altri omicidi di cui si sono macchiati...
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-La leggenda del Fondo Monetario Internazionale che parla di una nuova grande depressione
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-Ecco come l'amministrazione Bush ha affrontato la bufera del nuovo '29 finanziario. Molto indicativo!...
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-L'assalto di fine agosto degli ultrà napoletani alle Fs? La tipica bufala...
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-Il mondo spazzato dalla crisi finanziaria. Si parla in termini catastrofici di borse in calo, calo dei consumi, banche sull'orlo del fallimento e recessione, nuovo '29. Ma in Etiopia forse la vedono con occhi un po' diversi: Secondo il World food program 10 milioni di etiopici saranno alla fame entro marzo 2009, la peggiore crisi umanitaria dal 1984. A fronte di aumenti del 330 per cento degli alimentari in un anno, e una popolazione duplicata dal 1980.
-La rapina con sequestro di Oj Simpson? Un trappolone organizzato ad arte: la camera del reato era stata microfonata in anticipo...
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21/10/08- Le elementari gioiello nazionale e le medie anello debole? Forse il contrario...
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-Sorpresa Iran: se la comunità internazionale ci assicura la fornitura di combustibile nucleare, fermeremo l'arricchimento, afferma il delegato iraniano all'Aiea Soltanieh. La notizia è tra le più importanti degli ultimi mesi, ma nessuno se la fila. Inclusi guarda caso Usa e Israele...
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-Ma non avevano vinto le elezioni presentandosi come i risanatori dell'Italia, contro lo statalismo prodiano? Le cifre svelano l'inganno...
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-Berlusconi ha vinto: non verrà mai più condannato nel processo Mills. Ma i media italiani non spiegano la notizia...
-La Gelmini 'licenzia' decine di migliaia di insegnanti dalla scuola italiana. Ma davvero da noi è necessario tornare al maestro unico perchè "siamo il Paese europeo con più docenti"? In realtà gli altri Paesi non includono nelle cifre del personale docente nè gli insegnanti di religione (che altrove non sono pagati dallo stato o non esistono proprio), nè quelli di sostegno ai bambini in difficoltà, i cui costi vengono calcolati sotto la voce sanità e non sotto quella istruzione.
-700 miliardi di dollari per salvare i pescecani di Wall street. A tanto ammonta il piano di salvataggio varato dal governo Usa. Ma se la preoccupazione era che saltasse l'intero sistema, finendo per travolgere i milioni di comuni americani che hanno contratto mutui e investito con quelle istituzioni, bastava garantire (con una cifra infinitamente più modesta) i singoli cittadini eventualmente travolti. Invece dell'ennesimo regalo agli amici potenti ecco cosa si poteva fare con quei 700 miliardi, oltre che mantenere in vita per 1000 anni tutti gli abitanti del pianeta che vivono con un dollaro al giorno...
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-La melanina nel latte cinese? Non fa male se a berla non è un bimbo piccolo. A smontare la psicosi planetaria, non un blog di sovverisivi, ma la Food and Drug administration in persona...
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-Il grande orecchio Telecom che dossierava mezza Italia? Una altrettanto grande bufala. Ma ovviamente la stampa 'nasconde' la notizia...
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- «La prostituta lasciata seminuda per terra? S’è fatta male da sola»
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-E se il rumeno accusato dell'assassinio della Reggiani fosse innocente? Peraltro Mailat non è un Rom, ma un rumeno-tedesco...
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-La Cia dietro la campagna anti costituzione europea in Irlanda.
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5/10/08- La cordata della nuova Alitalia? Un'azienda per la vendita all'ingrosso di articoli di merceria! E dire che il problema della compagnia è sempre stato un management di non addetti ai lavori...
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-Ora c'è la prova: la colpa dei rincari del petrolio è dei carburanti vegetali...
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1/10/08- L'altra settimana, come sapete, lo Stato USA è intervenuto, a spese dei suoi cittadini, per salvare le banche. Quello che forse non tutti sanno è che questo provvedimento non è il primo nel corso della storia. In tre altre occasioni si sono avuti degli interventi analoghi. Ve li elenco.
Nel 1989 fu creata la cosidetta "Resolution Trust Corporation" per risanare il collasso di centinaia di casse di risparmio. La Resolution t.c. si fece carico di interi istituti di credito, costando allo Stato 125 miliardi di dollari, ma non distrusse il sistema capitalistico.
Combinazione, in quel periodo moriva un altro sistema, quello comunista, ma non il capitalismo.
Altri due provvedimenti del genere sono stati realizzati durante la Grande Depressione.
Nel 1932 fu creata la Recostrution Finance Corporation, incaricata di salvare banche ed aziende e vide quasi tutti i propri prestiti restituiti.
La Home Owners' Loan Corporation, un'altra creazione fatta in quegli anni, quando chiuse aveva addirittura un piccolo profitto.
-Ma non era colpa della Cgil se la firma del personale di volo per il salvataggio di Alitalia stava saltando? Stando al governo e ai media che lo sostengono il cattivone della storia era solo Epifani, il quale pare avesse prima accettato e poi disdetto l'accordo, sempre a mezzo lettera. In realtà la prima delle due missive era a firma Filt Cgil, la seconda l'avevano sottoscritta le altre sigle sindacali ribelli di cui nessuno parlava. E infatti la quasi totalità dei piloti e degli assistenti di volo non era rappresentata da Filt Cgil bensì da Anpac (900 piloti), Up (300 piloti), Anpav(500 assistenti), Avia (300 assistenti), Sdl ecc. Il bluff si è scoperto quando la Cgil ha firmato, ma per chiudere l'accordo c'è voluta tutta un'altra nottata di trattative e concessioni alle sigle di cui sopra.
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- La crisi di Alitalia colpa dei dipendenti fannulloni e privilegiati? Esattamente il contrario.
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-Tra i soci della cordata Cai che sta rilevando Alitalia su input del governo Berlusconi, figura anche il fondo Equinox di Salvatore Mancuso: nella cui compagine, che ha sede in Lussemburgo, si trova anche la Fininvest di Berlusconi. Tanto un conflitto d'interessi in più o in meno...
-Il governo ha regalato o no l'Alitalia alla cordata di imprenditori amici? In effetti la Banca Leonardo, incaricata dall'esecutivo di valutare in qualità di advisor terzo gli asset buoni della compagnia da vendere alla Cai, tutto è fuorchè indipendente. Tra i suoi azionisti figurano infatti alcuni dei soci della cordata salva Alitalia: Benetton, Ligresti, Tronchetti Provera. Come stupirsi se poi il prezzo del salvataggio è di soli 300 milioni di euro, quando solo gli slot vengono valutati dalla stampa specializzata 7-800 milioni, e il parco aerei da solo almeno 1 miliardo...
-I due commercianti milanesi che hanno ucciso a sprangate il giovane di colore Abba ladro di biscotti Ringo e già autore di qualche furtarello: per una certa parte dell'opinione pubblica sfiancata dalla microcriminalità degli immigrati, bisognerebbe riconoscere agli assassini le attenuanti dell'esasperazione. Della serie non si ruba a gente che lavora onestamente. E invece anche i due commercianti, padre e figlio, erano pregiudicati, e loro stessi proprio per reati contro la proprietà: il primo per rapina a mano armata (pena scontata di 10 anni), l'altro per furto.
-Lo svizzero Yves Rossy, che per primo sorvola la Manica su ali 'proprie': i media lo vendono come colui che ha realizzato il sogno dell'uomo uccello di Leonardo Da Vinci. In realtà le sue ali erano "jet propelled", e gli permettevano di raggiungtere la velocità di 125 miglia l'ora. E anche l'atterraggio è avvenuto in modo sicuro solo garzie a un paracadute ad hoc.
26/9/08- L'ispezione sul trattamento dei rom in Italia da parte dell'Unione Europea? Una burla...
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-L'Alitalia a pochi giorni dal fallimento? Ce lo ripetono da settimane. In realtà l'attuale commissariamento non fa venir meno per sei mesi licenze e autorizzazioni all'attività per le società che operano nei servizi pubblici essenziali. Lo stabilisce l'art.1 del decreto legge 134 varato a fine agosto dal governo. Dunque, fondi permettendo, Alitalia potrebbe continuare a volare fino a febbraio 2009.
-La nuova guerra fredda tra Russia e Occidente per il mancato ritiro dalla Georgia? Tutta colpa di un errore di traduzione dal francese. Ovvero, come a volte i dettagli facciano la storia. Una incredibile chicca della serie 'lost in translation'...
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-La bufera finanziaria mondiale lui l'aveva paventata, denunciando l'assenza di regole in tempi non sospetti, e ora tutti lo guardano come un guru. Peccato che il 'geniale' Tremonti quelle stesse regole in Italia abbia provveduto a rimuoverle...
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-A leggere i giornali sembra che la crisi di Alitalia pesi in toto sulle spalle dei suoi privilegiatissimi dipendenti: e invece si scopre che il costo del lavoro ammonta solo al 16 per cento del fatturato della compagnia. Nella prima compagnia al mondo, tale AirFrance si tocca il 29! Insomma, se Air France acquistasse Alitalia, per equiparare tutti i dpiendenti del gruppo dovrebbe alzare gli stipendi a quelli italiani...
-Panico nelle borse di tutto il mondo? Giornali e tv fanno a gara per consigliare al risparmiatore investimenti tranquilli e sicuri in questo momento di bufera. Niente di più sbagliato: questo è proprio il momento migliore per investire in borsa. Si comprano azioni quando hanno toccato il fondo, non quando sono al top: ma a qualcuno non fa piacere che la gente comune mangi la foglia...
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-Gli orsi naufraghi erano una bufala...
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-L'ecstasy? Non fa così male: molto peggio alcool e tabacco.
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-Un intero Paese impegnato a salvare qualche migliaio di impiegato dell'Alitalia, che comunque un posto lo troverebbero lo stesso, anche se licenziati in tronco, vista la continua espansione del trasporto aereo. Senza contare che nel frattempo godrebbero di sette anni di ammortizzatori sociali. Ma agli altri lavoratori italiani che ogni anno perdono il posto senza la minima garanzia, chi ci pensa?
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-Tutti a discettare sul maestro unico e su grembiule si grembiule no. Mentre la vera notizia che non esce è ben altra...
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23/9/08- Il governo addossa a Epifani la mancata firma per il salvataggio Alitalia. Ma in Cgil comanda proprio lui? A quanto pare non sembra...
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-Obama che ammette la sua fede musulmana? Ma quale lapsus: una distorsione a mezzo stampa senza precedenti. Anzi...da manuale.
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-Nuova crisi del '29 si abbatte sugli Usa? Piccolo dettaglio: nel secondo trimestre 2008 l'economia americana 'in crisi' è cresciuta del 3.3 per cento (quanto l'Italia in un decennio o giù di lì). Sono inoltre cresciuti i consumi di beni non primari (tv, lavatrici, computer), e l'indice di Chicago sui consumi e la vendita di case sono in salita. Mentre nel 1930 il Pil Usa crollò del 9 per cento, la disoccupazione arrivò al 25 per cento e la ricchezza prodotta durante la grande depressione giunse a dimezzarsi. Forse ai media serve un minimo di prospettiva...
-Malpensa vergogna, firmato Bossi: per la serie la coerenza non è il mio forte...
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-Le lodi si sono sprecate: lasciando fallire Lehman Brothers gli Usa han voluto dire basta alla logica dei salvataggi statali in stile 'vecchia Europa'. E invece un solo giorno dopo ci sono ricascati. Forse è vero che la Lehman è stata lasciata al suo destino perchè gran parte dei danni sarebbero ricaduti su investitori internazionali oltreoceano..
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-Si minaccia da mesi il fallimento di Alitalia: in realtà prima del fallimento, per legge si va in amministrazione straordinaria, in modo da garantire comunque il servizio pubblico.
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-Il federalismo migliora l'efficienza gestionale? Non esattamente. E neppure nella mitica Padania...
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-Tanto rumore per nulla. Ricordate la bufera mediatica sui conti italiani nel Lichtenstein? Era appena la scorsa primavera. Ora si scopre che era tutto un fuoco di paglia. Ma stavolta la notizia finisce nei trafiletti...
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-Tante discussioni e polemiche sulla riforma delle elementari gelminiana. Come fosse il problema essenziale alla base del declino italiano. E' esattamente l'opposto: nel nostro Paese spendiamo troppo per le elementari (6835 euro ad alunno contro una media Ocse di 6252), mentre per l'rodine di studi fondamentale per lo sviluppo di una nazione, l'università, siamo clamorosamente sotto (8026 contro 11512). E i finanziamenti alle università vengono ulteriormente ridotti!
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-Proibizionismo: la grande bugia mediatica dei test su strada...
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-La nuova legge sul 'federalismo': ulteriori tasse e più soldi a Roma...
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-Il povero ragazzo di colore ucciso a sprangate a Milano per il furto di qualche biscotto non era comunque uno stinco di santo. Per montare lo stereotipo dell'omicidio a sfondo razzista si fa su di lui il classico santino, e invece il ragazzo, operaio di 19 anni, aveva già alle spalle precedenti penali per due furti.
-Adesso si scaglia contro il revisionismo dei suoi colonnelli, ma solo pochi anni fa definiva Mussolini il più grande statista del secolo. L'ennesima prova di indecente opportunismo da parte del leader di An Fini.
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-La nuova Miss Italia: una raccomandata di ferro...oops, predestinata...
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-L'esperimento sul Big Bang al Cern di Ginevra. Pericolo scampato, scrivono i giornali, nessun buco nero 'involontario' inghiottirà la Terra. Perchè come spiega Margherita Hack: "«Per il momento è stato solo dimostrato che la macchina funziona ora dobbiamo aspettare che vada a regime». E in effetti è decisamente troppo presto per parlare, e anche per tirare un sospiro di sollievo per lo scampato pericolo di fine del mondo. La gigantesca macchina funziona per il momento a appena un decimo della sua potenza e solo nelle prossime settimane (qualcuno dice addirittura a inizio 2009) i due fasci saranno accelerati a una velocità quasi pari a quella della luce e posti in collisione. Sarà allora che cominceranno a arrivare le vere notizie.
-Vittoria di Bush in Iraq? Il comandante sul campo, smentisce (per la seconda volta....)
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-Dura reprimenda del ministro dell'interno Maroni circa la presenza di centinaia di pregiudicati tra gli hooligans napoletani che hanno devastato la stazione Termini e svariati treni. Peccato che anche, ossia lo stesso ministro degli interni italiano in carica, sia un pregiudicato: condannato in via definitiva a 4 anni e 20 giorni per resistenza a pubblico ufficiale durante la perquisizione nella sede della Lega Nord di via Bellerio a Milano. Quando si dice il buon esempio...
-Mondiali 2006 la Bild: "Sospetti su Italia-Ucraina": Partita truccata ai mondiali del 2006?
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-La grande bufala degli attentati aerei con esplosivo liquido...
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-Un nuovo testimone irrompe nel processo Mez a Perugia, giurando d'aver visto i tre imputati sotto la casa di Meredith la sera dell'omicidio. In realtà è la sua seconda versione: in un primo tempo aveva collocato l'avvistamento la sera del 31 ottobre.
-L'abolizione dell'Ici? Quasi una goccia nel mare delle tasse sulla casa: nel 2007 gli immobili hanno prodotto 42.8 miliardi in imposte, ora senza l'Ici 39 ( e mezza Ici l'aveva già abolita Prodi..).
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15/9/08-La Gelmini predica contro i favoritismi della classe insegnante meridionale, ma lei stessa ne ha approfittato per diventare avvocato: in un Paese serio, appena la notizia fosse stata di pubblico dominio, il ministro dell'istruzione si sarebbe dimesso per la vergogna, ma non in Italia.
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-I draconiani tagli al personale dell'Alitalia: perchè mai, se l'indice di produttività pro capite è largamente superiore alla media della concorrenza? Forse il cancro della compagnia va cercato altrove...
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-Le migliaia di morti della guerra in Ossezia erano una bufala. Le cifre ufficiali, condivise da entrambi i contendenti (inquirenti russi tramite l'agenzia Itar Tass e governo di Tblisi), parlano di 412 vittime in totale.
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-Berlusconi ha firmato uno storico accordo risarcitorio con Gheddafi. E' la fine della diatriba coloniale con la Libia, dichiara il Cavaliere. Nessuno fa notare che è stato deciso di incaricare delle commissioni tecniche bilaterali ad hoc per un lavoro di chiarimento dei molti punti giuridici oscuri, da svolgersi anche dopo la famosa firma tra il nostro premier e Gheddafi. Il che la dice lunga sulla volontà dei libici di chiudere una volta per tutte la partita.
-Alitalia rimarrà italiana? Malgrado i proclami del Cavaliere in realtà la garanzia dura solo 5 anni. Ed Air France si avvia a diventare già da ora l'azionista di maggioranza relativa.
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-L'immigrazione non aumenta la criminalità...
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-Gli Usa hanno effettivamente collaborato alla guerra in Ossezia dando una mano ai georgiani, come denuncia Putin. La prova negli Humvee sequestrati dai russi
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-Adesso anche l'Osce conferma: a mentire è stata la Georgia.
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-Barack, l'attentato è all'informazione
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-Newsweek dopo anni di critiche ha finalmente partorito un servizio elogiativo dei meriti di Berlusconi. In realtà l'autore del pezzo non è un giornalista americano, bensì il trentottenne milanese Jacopo Barigazzi, già collaboratore di Finanza e Mercati e Adnkronos. Non proprio un testimone 'esterno'...
-La Cina non ha condannato le due vecchine contestatrici dei Giochi. Ma sui giornali la notizia si eclissa o finisce in una breve.
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-L'Occidente contro la Russia per il riconoscimento dei separatisti osseti e abkhazi e il mancato ritiro totale dalla Georgia. Ma se invece si parla di Kosovo, allora la secessione, per Bush e i suoi alleati, diventa legale (come due mesi e mezzo di bombardamenti Nato sulla Serbia stato sovrano). E il Tibet? Quando sono i monaci a chiedere l'autodeterminazione, allora è tutto normale. E che dire del mancato ritiro Usa da Iraq e di quello israeliano dai territori palestinesi? Evidentemente la coerenza è dote richiesta solo ai russofoni...
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-I primi ad attaccare sono stati i georgiani. La conferma da diplomatici e militari americani ed europei. Ma ora addirittura dal viceministro della difesa di Tblisi in un'intervista al Financial Times.
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-La prermanenza di truppe russe in Georgia non è illegale. Anzi, uno dei sei punti del cessate il fuoco patrocinato da Sarkozy, che ha messo fine alla guerra in Ossezia, prevede espressamente "misure di sicurezza rinforzate" rispetto al già previsto diritto di pattugliare città georgiane e controllare zone 'cuscinetto' codificato dalla missione di peacekeeping Osce e dai trattati di pace russo-georgiani fin dal 1992 (anno del primo massacro di Tblisi ai danni dei separatisti osseti). In particolare secondo gli accordi degli anni 90 i russi possono far stazionare fino a 2600 peacekeepers oltre i confini di Ossezia e Abkhazia, ossia in terra georgiana a pochi km da Gori e Poti.
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-La storia del negato ingresso alla musulmana col niqab nel museo veneziano. Nessuno in realtà le ha vietato la visita, men che meno il custode finito sotto accusa, e spacciato per campione dell'antifondamentalismo. E' stata lei a decidere di andarsene. Ma come al solito tv e grandi giornali, incredibilmente tacciono il 'dettaglio' che ribalta tutto...
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-Ecco finalmente la verità sul Tibet, svelata dalla massima sinologa italiana, oltre che fonte terza super partes. Un pezzo di informazione fondamentale che sui media mainstream non leggerete mai...
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- Nel 'vero' medagliere l'Italia batte in proporzione Usa e Cina!
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-Sullo storico risultato di Phelps, primo a vincere 8 medaglie alle Olimpiadi, l'ombra di un centesimo galeotto.
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-Abolita l'Ici? Nient'affatto: cambia il nome ma è solo una partita di giro...
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-La piccola McCann rapita da un giro di pedofili? In realtà la dritta, citata come sicura dai quotidiani britannici, è giunta da fonte anonima...
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-Esisteva davvero un accordo di non belligeranza reciproca tra palestinesi e Italia ai tempi della prima Repubblica, con annessa libertà di contrabbandare esplosivi sul nostro territorio? Si riapre il dibattito politico giudiziario su quel presunto patto, che avrebbe 'involontariamente' determinato la strage alla stazione di Bologna. Ma allora come si spiega l'attentato palestinese all'aeroporto di Fiumicino del 1985?
-La dominazione cinese del Tibet? Un toccasana...
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-La prima a violare le regole del diritto internazionale non è stata la Russia ma proprio la Nato..
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-I due turisti olandesi assaliti a Roma. Nessuno evidenzia che si erano accampati in un casale di proprietà privata, senza alcun rispetto per le rogole civiche
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-L'incidente aereo di Madrid, il più grave di sempre in Europa, e la scia di quasi disastri registrati nei cieli in questi giorni: eppure, statisticamente gli incidenti sono in calo record...
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-Quando i soldati in Georgia sono americani, allora nessuno grida allo scandalo...
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-La Robin tax la stiamo pagando noi...
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-Il Berlusconi anti rifiuti glorificato da Newsweek come salvatore dell'ambiente: E invece...
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-Gli ultimi incidenti agli Eurostar? Colpa dei macchinisti, non delle ferrovie...malgrado la retorica.
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-Annuncio dell'accordo sul ritiro delle truppe Usa dall'Iraq: i classici conti senza l'oste (in questo caso il parlamento iracheno), ma l'informazione ci casca con tutte le scarpe...
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Aggiornamenti di fine agosto- La vera storia del massacro delle tre cooperanti straniere in Afghanistan..
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-Bush incolpa la Russia di aver aggredito la Georgia. In realtà, fino a poche ore prima dell'attacco georgiano ai peacekeepers russi in Ossezia, proprio la Rice aveva intimato a Saakashvili di fermarsi, per non fornire pretesti a un intervento russo. E' la conferma che a scatenare la guerra è stata Tbilisi.
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-Ricordate la bufera sulle impronte ai bambini rom?
Tipica storia all'italiana: il danno d'immagine a livello mediatico globale è stato formidabile, ma queste famose impronte non sono mai state prese!
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-Chi ha vinto la partita a scacchi nel Caucaso tra Russi e americani? Certamente i primi, a giudicare dal risultato pratico e poco pubblicizzato della crisi: "La Rice dà ai peacekeeperspiù poteri", (Associated Press)
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-Il presidente del Comitato olimpico cinese? Un torturatore.
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-L'abominevole uomo delle nevi, mezzo uomo e mezzo scimmia: forse esiste. Ne parla pure la Cnn..
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-Allarme sicurezza? Reati in calo del 10 per cento. E il merito è del governo Prodi...
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-L'acqua del rubinetto più sana di quella in bottiglia? Non esattamente...
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-L'antidoping alle olimpiadi di Pechino: mai tanti controlli come stavolta. Peccato però che gli atleti vengano testati solo al momento delle gare, e non lo siano stati affatto durante gli allenamenti. Il doping non serve infatti ad andare forte solo durante le competizioni, ma pure a rinforzare fisico ed abilità negli anni che precedono il grande appuntamento. Consentendo un potenziamento generale, allenamenti più rigidi o diete più severe. Grazie ad esempio al testosterone, all'ormone della crescita, a Fenfluoramina e Sibutramina, ma anche all'Epo o alla Cera. Basterà interromperne l'assunzione appena prima dell'inizio della manifestazione sportiva per non dare modo ai controllori del Cio di trovare tracce. Lo denuncia uno dei massimi esperti italiani di lotta al doping, Massimo Donati.
-La piscina olimpica di Pechino teatro di innumerevoli record olimpici. I commentatori celebrano la comparsa di una nuova generazione nel nuoto. In realtà a spingere gli atleti oltre i loro limiti sono i nuovi costumi e le caratteristiche speciali della vasca: maniglie che consentono maggiori slanci in partenza, canali di scolo ai lati per una perfetta superficie acquatica, maggiore profondità che riduce le turbolenze, funi di corsia anti onde, acqua disinfettata con ozono meno fastidioso del cloro.
16/8/08- Tante critiche dall'Europa sulla politica delle impronte nei confronti di categorie specifiche introdotta dal governo Berlusconi per combattere l'immigrazione selvaggia. Eppure proprio il consiglio dei ministri della giustizia e dell'interno dell'Ue ha varato l'1 dicembre 2000 l'Eurodac, una banca dati continentale delle impronte digitali di chi chiede asilo o tenta di entrare nei Pesi dell'Unione. Obiettivo iniziale, impedire agli asilanti di fare domanda contemporaneamente in più stati membri. Il sistema è tuttora in fase di realizzazione.
-Per la prima volta i palestinesi dicono che potrebbero rinunciare a un proprio stato autonomo da Israele!
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-Antrace: caso risolto? Tutt'altro...
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-La polemica sulle impronte ai bambini rom? Tutta una inutile pantomima. Perchè sotto i 14 anni le impronte non sono affidabili...
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-Berlusconi aveva accusato Prodi di bloccare la crescita dell'Italia, promettendo che un cambio della guardia a suo favore avrebbe fatto ripartire l'Italia. E' successo esattemente il contrario, eppure gli italiani continuano a identificare i due anni scarsi dell'Unione prodiana con un momento di crisi, e gratificano Berlusconi con un indice di gradimento record tra gli statisti occidentali. Misteri del meccanismo di formazione del consenso o colpa dei media?
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-Attirandosi le ire di Bush, i russi sostengono che l'integrità territoriale georgiana è ormai da dimenticare, perchè l'Ossezia del sud non intende più tornare sotto il giogo di Tbilisi. E' vero: gli osseti si sono già espressi al 99 per cento per l'indipendenza dalla Georgia in un apposito referendum tenutosi nel novembre 2006
14/8/08- L'invasione russa dell'Ossezia è davvero un bis di quelle sovietiche in Ungheria, Cecoslovacchia e Afganistan (anch'esse giustificate a suo tempo con la necessità di proteggere i cittadini di passaporto russo che risiedevano in tali Paesi)? No, perchè stavolta una forza di interposizione e peacekeeping era già in Ossezia dalla fine delle guerre (perdute) per l'indipendenza da Tbilisi scoppiate in loco tra 1991 e 1992, in segfuito alla revoca dello status di regione autonoma da parte del governo georgiano dopo il crollo dell'Urss. Il contingente, benedetto dall'Onu, si componeva di tremila soldati, mezzi russi e mezzi georgiani. Dunque la presenza di militari di Mosca sul suolo osseto era frutto di un agreement nilaterale proprio con i vertici georgiani, che grazie al suddetto accordo erano riusciti a spegnere l'impeto dei secessionisti filo russi. A rompere la tregua la notte del 7 agosto scorso l'esercito georgiano, che ha attaccato la capitale dell'Ossezia con razzi multipli su larga scala. Da notare che proprio la Georgia nel 2005 aveva sottoscritto un ulteriore accordo che la impegnava a non usare più la forza per gestire la crisi osseta.
-Lo stereotipo mediatico di una Cina nemica dei diritti umani, ingigantito dalla copertura sulle olimpiadi, ha completamente oscurato una notizia di portata storica: quasi in contemporanea con l'inizio dei giochi, il regime comunista ha introdotto una nuova legge che prevede punizioni per le autorità che coi loro abusi provochino rivolte di massa e arresti ingiustificati.
-Tutto l'Occidente accusa Putin di imperialismo da guerra fredda per la dura reazione militare contro la Georgia. In realtà la Russia non ha fatto altro che obbedire al mandato che l'Organizzazione per la cooperazione e la sicurezza in Europa (l'Osce) aveva affidato, alla fine di un primo conflitto degli anni 90, proprie alle truppe russe di stanza in Ossezia del sud e in Abkazia. Ovvero difendere l'autonomia de facto di quelle regioni dal giogo di Tiblisi. E a maggior ragione da un pesante attacco militare da parte della Georgia ai danni delle popolazioni civili, come quello verificatosi nei giorni scorsi (per quanto innescato da scontri tra indipendentisti locali e soldati e civili georgiani). La cosa incredibile semmai è che l'Osce avesse incaricato dell'operazione di peacekeeping una delle parti in causa invece che un contingente neutrale.
-Migliaia di morti per la nuova guerra nel Caucaso? Una panzana buona per i media in un periodo di magra da burning stories...
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-Il suicidio del presunto colpevole delle morti da Antrace negli Usa. Secondo l'Fbi era l'autore delle missive contaminate del 2001. In realtà proprio Bruce Ivins, per 18 anni scienziato presso il laboratorio di biodifesa federale di Fort Detrick, è colui che ha analizzato i ceppi di Antrace incriminati per conto della stessa Fbi, dopo essere stato interrogato, perquisito e sottoposto alla macchina della verità già sei anni fa. Davvero poco credibile che si sia voluto incriminare da sè, fornendo agli inquirenti la prova della propria colpevolezza. Peraltro Ivins ha passato gli ultimi anni ad inventare un vaccino contro l'Antrace, brevettando due scoperte cruciali per lo sviluppo del vaccino geneticamente modificato della VawGen, l'azienda californiana che ne ha appunto rifornito il governo ameericano dopo il 2001. Non a caso Ivins è stato nel marzo del 2003 fra i tre bioscienziati a ricevere la Decoration for exceptional civilian service, la più alta onorificenza del Dipartimento per la difesa.
-La magistratura respinge il revisionismo di Fini e della Cdl circa i veri colpevoli della strage alla stazione di Bologna. Ricordando che Mambro e Fioravanti sono stati giudicati colpevoli in regolari processi. Ma allora perchè, se gli autori dell'attentato furono davvero loro, sono già entrambi liberi? Fioravanti infatti è in libertà condizionale (e tra due anni potrebbe addirittura candidarsi con qualche chance al parlamento!), mentre la Mambro ha avuto la sospensione della pena causa una curiosa maternità che dura però da ben sette anni. Evidentemente non si è ritenuto di dare l'ergastolo nemmeno ai responsabili del più sanguinoso massacro della storia repubblicana (oltre 80 morti). O forse i giudici non erano del tutto convinti della sentenza di colpevolezza...
-Precari saltuari? Anche per loro adesso c'è speranza di essere assunti...
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-La grande bugia di Tienanmen: non fu una rivolta di studenti contro il comunismo, ma di lavoratori contro il caos e la corruzione innescati dall'introduzione da parte di Deng Xiaoping delle riforme capitalistiche. Il santino di una primavera di Praga in salsa cinese è tutto opera dei media occidentali...
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-Il genocidio in Ruanda: responsabili i francesi...
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-Ma non dovevano chiudere i rubinetti dell'innigrazione?
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-Del Turco scarcerato. E le fila degli innocentisti si ingrossano. Ma come la mettiamo con i racconti inquivocabili delle segretarie del grande accusatore Angelini?
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-L'Italia a crescita zero mentre le imprese fanno utili record grazie all'export: ma non ci avevano detto per anni che la salute economica del Paese coincideva con quella del mondo industriale
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-Incidente con l' «altra», Freeman lasciato dalla moglie.
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-Berlusconi e i suoi avevano citato Israele come esempio di Paese dove è in vigore un'anaologo del lodo Alfano (immunità penale per il premier). Ma a Gerusalemme c'è anche tutt'altra sensibilità politica e senso delle istituzioni...
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-Minoranze represse nella Cina comunista? In realtà le minoranze etniche sono le uniche esentate dalla politica del figlio unico. E dunque in prospettiva destinate a surlcassare demograficamente la razza dominante.
10/08/08-La lobby dei diritti umani rimpiange i tempi del Tibet indipendente: quelli di una teocrazia illiberale...
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-Pechino sotto una cappa di smog? "Come le città italiane 10 anni fa"
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-Doping, controlli inaffidabili. "Procedure poco trasparenti" Una ricerca pubblicata da "Nature" rivela: "Il sistema di controllo è nel caos". "Spesso si stronca la carriera degli atleti senza fare accertamenti rigorosi".
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-Arriva l'esercito...ma non per la 'ndrangheta...
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-Tanti anni passati a denunciare il conflitto di interessi di Berlusconi, e ora? Anche Veltroni e i Ds si fanno la tv!
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-Uno stato dell'Ue, la Gran Bretagna, coinvolto in prima persona nelle rendition e nelle torture extragiudiziali. La notizia deflagra come una bomba sui media anglosassoni, ma in Europa nessuno ne parla. Forse sono troppo occupati a dare dei razzisti all'Italia...
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-5000 esuberi per salvare Alitalia? "Mai visti..."
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-Berlusconi nega i tagli alla sicurezza. Ma non dice che...
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-Emergenza sicurezza? Ma se quanto a omicidi in Italia siamo gli ultimi d'Europa!...
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-«Sono stata io la prima Carlà di Sarkozy»
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-Per la prima volta il Pakistan ammette che nei ranghi dei suoi 007 ci sono dei filotalebani...
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-La verità sui due elicotteristi italiani in afganistan: niente stress, ma atto di alto profilo etico per non uccidere civili innocenti.
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-Le morti bianche? Cifre gonfiate...
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-E' partita la 'grande' operazione militari in strada: a Milano, su 6 milioni di abitanti dell'area conurbata, ben 45 (!) uomini in pattuglia. A fronte di un contemporaneo taglio di 700 poliziotti, previsto dai risparmi della finanziaria triennale per il ministero degli interni...
-Bossi e il gestaccio all'inno, e le tirate leghiste contro Garibaldi 'colpevole' dell'unità d'Italia. Qualcuno li avverta che è precisamente opera di nordisti: Garibaldi, Mazzini e Mameli sono di Genova, Cattaneo di Milano, i fratelli Bandiera veneziani, Luciano Manara bergamasco. L'unità d'Italia l'hanno fatta i 'barabba' milanesi del 1853, i popolani di Milano delle cinque giornate, i veneziani della resistenza all'impero austriaco.
-Quanto è preciso il doping? Ovvero quanto conviene agli atleti cercare di fregare i giudici, scommettendo sul fatto che non verranno scoperti? Ancora molto, a giudicare dal caso Riccò: il ciclista poi reo confesso, è stato controllato al Tour per 10 volte, risultando positivo solo due. Una su cinque.
-Quali regioni italiane hanno la più alta spesa pubblica pro capite? Non indovinereste mai. Sono la Campania, che nella media tra 2002 e 2006 ha toccato i 5300 euro a testa e la Calabria, 5250. La Lombardia ne spende 13.700, il Veneto 10.850. La Sicilia 5450. Il Piemonte 11.500. Praticamente il Nord e il centro spendono il doppio che sud e isole.
-All'Iran niente nucleare, ma nel frattempo gli Usa hanno siglato un accordo di assistenza atomica (con annessa fornitura del combustibile) al programma dell'India. Paese che, a differenza dell'Iran, non ha mai aderito al trattato di non proliferazione e ha già testato illegalmente diverse bombe nucleari.
-Qualcuno forse vide Maddie, ma la polizia portoghese non l'ha mai rivelato...
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-Se la politica non ci mettesse lo zampino forse Karadzic potrebbe dormire sonni tranquilli: finora non una delle 161 persone indiziate dal Tribunale dell'Aja per crimini di guerra nell'ex Jugoslavia è stato riconosciuto colpevole di genocidio, incluso quello di Srebrenica
6/8/08- L'accordo che gli americani tentano di imporre all'Iraq, circa la permanenza futura di truppe e basi Usa, non avrebbe comunque alcun valore legale. Ecco perchè...
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-Le accuse di Tavaroli a Fassino circa la firma di un esponente Ds su un presunto conto tangentizio estero (l'Oak Fund): una bufala nella bufala. Infatti sul documento macchiato, a cui l'ex n.1 della sicurezza Telecom fa riferimento, la firma in questione non era di Fassino ma di D'Alema!
Inutile dire che non un telegiornale ha rettificato la notizia: d'altronde Fassino è ormai un ex, mentre D'alema è ancora il grande burrattinaio dei Ds...
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-Le motivazioni della Cassazione sulla sentenza di condanna della mamma di Cogne descrivono un delitto "compiuto con razionale lucidità", e una "madre assassina per futili motivi, fredda, lucida, manipolatrice, con grandi capacità di alterazione della scena, di depistaggio, di recitazione e manipolazione". Ma allora, se la signora Franzoni non era pazza, e nemmeno affetta da un fantomatico temporaneo stato crepuscolare, perchè è stata condannata solo a metà della pena prevista per un omicidio compiuto "con modalità poarticolarmente efferate"? Ovvero a 16 anni invece che a 30 o all'ergastolo? Evidentemente l'antigiuridico sillogismo del non poteva non essere nessun altro che lei, deve aver lasciato tracce di un qualche ripensamento inconscio nella mente stessa dei giudici...
-Non reggono le nuove accuse di Tavaroli contro Tronchetti e il presunto fondo estero Ds:ora afferma di averne parlato coi Pm, ma proprio Tavaroli aveva dichiarato che...
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-A leggere i giornali italiani sembra che l'Europa abbia accusato l'Italia di trattamenti inumani e razzismo nei confronti dei Rom. Ma il Consiglio d'Europa non ha niente a che vedere con le istituzioni dell'Ue.
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-Tronchetti Provera nega ogni suo coinvolgimento nell'opera di presunte intercettazioni del suo ex capo sicurezza in Telecom, Tavaroli. E allora quelle nei confronti dei giocatori dell'Inter?
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-Il network Telecom del geniale team segreto di intercettatori e maghi del computer smascherato da un signor Bianchi. Della serie il Paese di Pulcinella...
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-Il polverone Telecom: in realtà non c'è nessuna prova di intercettazioni abusive! Incredibile ma vero...
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-Militari schierati nelle città per contrastare l'emergenza sicurezza: la montagna ha partorito un topolino, svelando il carattere solo mediatico elettorale dell'operazione. Per strada a Milano solo 170 uomini in più, a Roma 195, a Palermo 50, a Torino 80. In totale in pattuglia andranno 1000 uomini su 3000, gli altri finiranno in parti uguali a fare i piantoni fissi ad ex Cpt e obiettivi sensibili (per lo più ambasciate), tutti siti peraltro già vigilati...
-La storia dell'immunità americana a Karadzic può essere vera? Molti gli episodi 'dubbi' che depongono a favore...
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-Maroni e il prolungamento dello stato di 'emergenza' immigrazione. Eppure i numeri dicono che rispetto agli ultimi anni il fenomeno è stabile...
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-Karadzic ha passato questi lunghi anni di latitanza riciclandosi come medico e terapeuta new age: un vecchio saggio o il solito psicopatico camaleonte dei massacri in Bosnia? In realtà il suo 'maestro', il settantottenne Mina Minic, leader spirituale dell'accademia russa della scienze tradizionali con sede a Belgrado, rivela di averlo accolto in casa sua dopo la guerra con un forte esaurimento nervoso. L'ex boia di Pale venne a farsi visitare in piena notte. Minic lo iniziò successivamente all'arte dei 'santi guaritori'.
-Quando i torturatori sono arabi ai danni di altri arabi, la notizia non fa il giro del mondo...
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-Ma l'immunità dei politici anche per reati penali (ossia non 'funzionali') non esiste già?
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1/8/08- Ma il conflitto d'interessi non era il cavallo di battaglia della sinistra contro Berlusconi? Tra poco non più...
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-Dietro alla lunghissima latitanza di Karadzic si celava un accordo con gli Usa...
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-La cattura di Karadzic riapre il dibattito sui crimini della guerra balcanica. Ma a quelli in quota Nato/Ue nemmeno un cenno. Eppure...
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-Detenzione extragiudiziale a tempo indefinito e annesse torture contro i presunti terroristi di Al Qaeda. Tutta colpa di Bush? Non esattamente. Ecco la conferma che l'avallo legale è venuto in entrambi i casi da istituzioni del sistema giudiziario americano.
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-Tante polemiche sulle impronte ai Rom, e nessuno che si accorge di un prelievo ben più invasivo ed arbitrario...
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-Il Pdl difende il lodo Alfano rimarcando che i processi stoppati, incluso quello Mills contro Berlusconi, riprenderanno non appena la carica istituzionale cesserà. La verità è che il processo Mills per l'attuale premier è ormai morto e sepolto per sempre. E con esso anche l'altro procedimento contro il Cavaliere per frode fiscale sui diritti tv Mediaset. Ecco perchè...
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-Berlusconi giustifica l'immunità del lodo Alfano come l'unica via per garantire che contro poteri esterni impediscano agli eletti dal popolo di governare. Ma per scongiurare una tale eventualità esiste da sempre un articolo del codice penale..
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-La sospensione dei processi prevista dal lodo Alfano vale per il premier "salvo il caso di nuova nomina nel corso della stessa legislatura" (art.5). Ma quale: quella cominciata col primo incarico, o una nuova a decorrere dal reincarico? Fra l'altro il fatto che si vada a votare una volta ogni 5 anni non è un obbligo in una democrazia parlamentare come l'Italia.
-Trecento miliardi per garantire il rifinanziamento dei mutui e altre centinaia per salvare Fannie Mae e Feddie Mac. E Qualche mese fa il salvataggio della banca Bears Stearn. Tutto a spese del contribuente Usa: ma gli Stati Uniti non predicavano la religione del libero mercato, criticando da sempre la politica di aiuti pubblici nella vecchia Europa? Evidentemente la regola vale solo quando riguarda gli altri...
-L'introduzione della visita di controllo obbligatoria per gli statali già dal primo giorno di malattia: Brunetta la spaccia come una sua rivoluzione, ma non lo è. Il problema semmai è che tali visite non vengono effettuate, perchè le pubbliche amministrazioni dovrebbero rimborsare le Asl per un servizio di proporzioni gigantesche, e non certo gratuito. Ma ovviemente non hanno i soldi.
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-I repubblicani Usa rialzano la testa celebrando il successo della 'surge' in Iraq. In realtà a far diminuire la violenza nel martoriat Paeseo non è stato affatto il quasi ininfluente aumento di ventimila unità fra le truppe americane. Bensì la messa a libro paga con ruoli da security di 90.000 'Figli dell'Iraq', già insorti sunniti. Più che le armi ha potuto il dollaro...
-'Storico' discorso di Obama a Berlino: "Abbattiamo tutti i muri rimasti". Peccato che il candidato democratico venisse giusto da Israele, dove non pare avesse rivolto appelli ai leader ebraici per abbattere il muro eretto al confine con la Palestina. Anzi, si era fatto campione della proposta più di destra mai sostenuta da un futuro presidente Usa: Gerusalemme tutta intera agli israeliani. Ovviamente grazie al muro...
-I pezzi e i libri sulla casta serviranno forse a far vendere giornali ed editori, ma i politici se ne fregano. Siamo sicuri che sia davvero un tema così sentito dalla gente? Sorge il dubbio che le priorità per gli italiani siano altre, magari il (mancato) rispetto dei programmi elettorali. Se nò la classe che ci governa farebbe almeno qualche atto simbolico per farsi bella...
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27/7/08- Israele riprende la realizzazione di nuove colonie, in barba a tutte le risoluzioni Onu e persino al consiglio-divieto degli alleati occidentali. Ma la grande stampa ignora la notizia.
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-Il miracolo di San Silvio coi rifiuti partenopei: una mezza bufala. A meno di non chiamare Napoli solo la downtown della metropoli flegrea, dimenticandosi di periferie e hinterland. Qualcuno avverta la Cnn...
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-L'arresto di Karadzic riportano d'attualità le stragi anti musulmane del boia serbo. Le ragioni segrete di quel genocidio, ordinato da una persona altrimenti acculturata e apparentemente pacifica- come dimostrano i dettagli della sua latitanza da curatore new age- vanno cercate nella biografia dell'ex statista psichiatra. Suo padre, partigiano comunista, venne ucciso dagli ustascia islamici croati alleati dai nazisti, e sua figlia Anna si suicidò per l'opposizione del padre al matrimonio con un musulmano.
-Le impronte ai bambini Rom hanno monopolizzato i titoli dei giornali per settimane. Ma ora che Maroni fa un'indecorosa marcia indietro, la notizia viene nascosta in un trafiletto!
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-La lega e il suo storico anti-europeismo: poi al momento clou gli uomini di Bossi votano compatti per la 'sottomissione a Bruxelles!
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-Tremonti ha soppresso l'alto Commissariato per la lotta alla corruzione. Proprio quando scoppia una nuova tangentopoli in Abruzzo e Trasparency international mette il BelPaese, quanto a bustarelle, dietro a Macao e Botswana.
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-Tutte le polemiche sull'identificabilità di stranieri e Rom, e del relativo giro di vite imposto da Maroni, rischia di rivelarsi comunque aria fritta: rifiutarsi di fornire le proprie generalità a un pubblico ufficiale è da sempre già illegale, anche per gli italiani. E se si dichiarano false generalità la pena è attualmente da uno a tre anni di reclusione.
-Riccò positivo al Tour. Tutt'altro che un fulmine a ciel sereno...
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-Riccò e Piepoli licenziati dalla squadra Saunier Dival dopo la positività al Tour. Ma colui che li ha cacciati con toni molto severi, il responsabile del team Mauro Gianetti, nel '94 quando era in forza alla Mapei era nientemeno che un sostenitore del doping-free. E infatti in seguito ha avuto seri problemi per l'assunzione di sostanze illecite.
-I rifiuti in Campania hanno dato al mondo l'immagine del solito sud trascurato e pasticcione. E invece...
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-Impiegati pubblici assenteisti fannulloni? In realtà secondo la Ragioneria dello stato i giorni di assenza per malattia nel pubblico impiego sono 10.5 all'anno contro i 9.6 del privato: grosso modo gli stessi, forse anche meno considerato che nel settore statale la percentuale di donne arriva al 50 per cento, e le donnesi sa, spesso rimangono incinta...
-Lo scambio di prigionieri tra Israele ed Hezbollah: se Olmert l'avesse accettato due anni fa, 158 militari e civili israeliani e 1.100 civili libanesi (a almeno altrettanti miliziani di Hezbollah) sarebbero ancora vivi. L'ultima guerra in Libano fu infatti motivata con l'avvenuto rapimento ad opera del Partito di Dio dei militi di Tsahal.
-"Va subito detto che le predette indagini non evidenziavano situazioni atte a riscontrare incassi diretti di denaro contante in conseguenza delle dazioni effettuate da Angelini (..a Ottaviano Del Turco)...". Firmato il Gip che ha ordinato l'arresto per tangenti del governatore Ds dell'Abruzzo. Della serie che Paese...
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-Storica svolta nei rapporti Usa Iran. Dopo 30 anni i primi colloqui diretti. O almeno così titolavano i giornali tra ieri e oggi. In realtà...
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-Berlusconi porta in trionfo Bertolaso celebrando la 'fine' dell'emergenza rifiuti a Napoli. Neanche una parola da tg e giornali su come l'eroico commissario è arrivato a questo risultato: violando le regole ambientali e sulla tutela della salute pubblica. Lo confermano i verbali degli interrogatori dei suoi due ex bracci destri, Michele Greco e Marta di Gennaro. I quali hanno ammesso proprio in questi giorni gli addebiti della procura sullo smaltimento illecito dei rifiuti stradali.
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-L'aver monopolizzato il parlamento con le leggi ad personam anti magistrati non avrebbe nuociuto a Berlusconi quanto a favore dei cittadini elettori. O almeno così la vendono i giornali di centro destra. E invece...
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-Di Pietro fa il moralizzatore sulla nuova presunta tangentopoli abruzzese. Ma aveva un suo uomo nella giunta incriminata!...
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-A Villa Certosa nessun abuso ambientale: sembra la conferma che i teoremi dei giudici contro Berlusconi quasi sempre si rivelano fasulli. E invece a salvare il Cavaliere con il non luogo a procedere per violazioni ambientali sono stati i condoni edilizi di questi anni. Non l'assenza di illeciti.
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-La cosiddetta minaccia iraniana: quanto è credibile? Stando ai precedenti non troppo. Teheran almeno in tempi moderni non pare aver attaccato nessun altro stato, mentre a mettere in atto un colpo di stato in Iran, detronizzando il leader costituzionalmente eletto Mohammed Mossadegh, furono nel 1953 proprio gli Usa e la Gran Bretagna. Replicando con l'appoggio militare e logistico alla sangionosissima (500.000 morti)invasione irachena dell'Iran per tutti gli anni 80.
-I media rilanciano l'ennesima storica 'pace vicina' fra Palestina e Israele, annunciata da Olmert al vertice Euro Mediterraneo. Senza aggiungere che il premier ebraico è un leader ormai bruciato dagli scandali tangentizi, sulla via del ritiro dalla politica attiva. E che comunque la sua controparte Abu Mazen non rappresenta anche il governo di Hamas a Gaza.
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19/7/08- In realtà si era capito da tempo. Da quando alla gara di Lucerna Pistorius aveva ottenuto sì il suo personale di 46.25, ma non il minimo per partecipare ai giochi di 45.55. Eppure la stampa mondiale ha preferito ricamarci sopra senza farlo presente. Ora la conferma ufficiale: l'atleta senza gambe del Sud Africa non andrà alle olimpiadi. Quattro altri corridori del suo Paese han fatto tempi migliori per la staffetta nazionale dei 4x400. L'annuncio dalla federazione sudafricana. Alla fine l'autorizzazione del tribunale arbitrale della Iaaf è stata inutile: era solo tutto un grande spot.
-Il governo Berlusconi aveva vinto le elezioni promettendo fuoco e fiamme sul tema sicurezza e sul taglio delle tasse. Ma ora fa tutto il contrario: taglia i fondi per forze dell'ordine ed esercito, e aumenta il prelievo fiscale.
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-Quello di Eluana Englaro rischia di essere un caso di eutanasia? Tecnicamente no...
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-Del Turco e il suo passato non proprio cristallino...
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-Le morti bianche e gli infortuni sul lavoro? In calo, e in media con l'area Euro. E se non fosse per gli stranieri, sarebbero ancora di meno.
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15/7/08- Il ritocco digitale sulle foto dei lanci missilistici iraniani ha finito per buttare in burletta la minaccia di Teheran. Ma le fonti diplomatiche e militari Usa hanno dichiarato alla Cnn che l'Iran ha effettivamente lanciato 7 missili, tra cui uno a lungo raggio (Shahab 3). Fallendo uno solo dei lanci, ripetuto con successo il giorno seguente.
-Quello di Eluana Englaro non è il primo caso italiano di interruzione di terapia...
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-La sentenza sulla sorte di Eluana Englaro scatena i mastini anti eutanasia del Vaticano. Eppure proprio Ratzinger l'aveva teorizzata in un caso del genere...
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-L'indicibile si dice Oltreoceano...
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-Berlusconi, piuttosto che Fini, Casini o Napolitano, da qui ai prossimi 5 anni potranno impunemente uccidere, rubare, struprare, macchiarsi di pedofilia o di qualunque altro reato del codice penale. E continuare a farlo per un numero infinito di volte senza rischiare la galera, e nemmeno un processo, finchè non si conclude la legislatura. Questo prevede il lodo Alfano approvato dalla maggioranza. Montesquieu, il teorico della divisione tra i poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario) nello stato moderno, diceva: "tutto sarebbe perduto se il medesimo uomo facesse le leggi, ne eseguisse i comandi e giudicasse delle infrazioni". Ma persino lui avrebbe faticato a immaginare tanto. Peraltro esiste già un Paese il cui detentore del potere esecutivo (in questo caso il presidente della Repubblica) gode della stessa incredibile impunità per tutti gli anni del suo mandato (minimo sette): ed è proprio la Francia.
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-Il colpo gobbo della liberazione della Betancourt rilancia Uribe. Ma secondo le Farc non si è trattato di un escamotage ben congegnato, bensì del frutto del tradimento di due suoi uomini, Cèsar e Gafas. Sui giornali però finisce nelle brevi...
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-L'Occidente contro l'Iran per le 3000 centrifughe double use con cui il regime degli ayatollah potrebbe arricchire l'uranio anche per eventuali testate atomiche. Ma in realtà si può arricchire l'uranio pure senza centrifughe, attraverso la diffusione gassosa. Proprio gli Usa e il Regno Unito ci riuscirono senza...
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13/7/08- Berlusconi finanziatore del terrorismo islamico?
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8/7/08- Berlusconi e il caso Mills, alla base del lodo Alfano e del blocca processi: se anche fosse colpevole manca la prova. Da ieri è ufficiale. Perchè allora non farsi processare?
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-Avevano bevuto, ballato seminude e spinellato. Non smentisce (come rilanciato dalla maggior parte dei media) ma conferma l'amica della povera Federica Squarise, morta in Spagna.
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-I predecessori di Gesù nel ruolo di Messia della tradizione ebraica...
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-Di chi la colpa dei rincari sui beni alimentari, che affliggono particolarmente i consumatori italiani? Ora c'è la risposta...
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-Lieto fine per la querrelle nucleare con la Corea del nord? Non esattamente...
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-Quando era Di pietro a volere una legge contro le intercettazioni selvagge e le violazioni giudiziarie della privacy a mezzo stampa...
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- La liberazione della Betancourt: tutta una
messinscena politico mediatica? Fatto sta che il 3 giugno la senatrice colombiana Piedad Cordoba affermò di essere stata informata di una trattativa in corso tra il governo e le Farc per la consegna di un riscatto in cambio della liberazione della Betancourt e degli altri mercenari Usa.
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-Il palestinese che ha fatto strage in Israele con una ruspa. Fiumi di inchiostro sul suo presunto odio anti ebraico, per poi scoprire che invece aveva una fidanzata ebrea.
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-Le intercettazioni sconce del Cavaliere ancora non escono, ma c'è un precedente che forse può farne immaginare il tono...
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-L'enorme bufala dello 'storico' accordo sulla Tav...
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-Berlusconi e il conflitto di interessi: un lontano retaggio del suo passato da imprenditore? Non esattamente: si è appena comprato un'altra tv...
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--La liberazione della Betancourt. Nessuno in queste ore di gioia ricorda che l'ex candidata alla presidenza colombiana si era praticamente consegnata in mano ai ribelli, verso i quali caldeggiava una politica di dialogo e concessioni. Credeva che proprio per questo non l'avrebbero toccata, quando nel 2002 decise di fare un rischiosissimo viaggio pre elettorale tra le città di Florencia e San Vicente, nel capoluogo della zona di distensione nel sud della Colombia allora controllata dalle Farc, appena 5 giorni dopo la rottura del negoziato di pace tra i ribelli e l'allora presidente Pastrana.
-La rielezione farsa di Mugabe ha provocato una bufera internazionale e il preannuncio di sanzioni. Nenache una parola invece sugli altri dittatori africani con cui l'Occidente ha relazioni normali come nulla fosse, da Mubarak a Gheddafi. Mugabe è certamente un dittatore, ma altrettanti despoti comandano in altri 18 Paesi africani. Gli stati del continente nero parzialmente liberi sono poi ulteriori 21, mentre quelli democratici ammontano solo a 8.
3/7/08 -Come mai se succede in Italia, invece che in una cittadina austriaca, la notizia non fa il giro del mondo?
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-Lo scontro tra Berlusconi il Csm e il Capo dello stato. Tanto rumore per nulla: i pareri della magistratura sono ininfluenti, e Napolitano dopo un primo rifiuto deve comunque firmare qualunque legge...
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-Il Lodo Schifani bis sospenderà tutti i procedimenti penali per le più alte cariche dello stato. Tranne l'alto tradimento e l'attentato alla costituzione riguarderà tutti i reati. Dunque, se per assurdo Berlusconi o uno degli altri beneficiari dovessero macchiarsi di un omicidio, piuttosto che di atti di pedofilia, truffa allo stato o qualunque altro crimine non collegato alla loro funzione istituzionale, non potranno essere processati e spediti in galera sino alla fine della legislatura quinquennale.
-La sfida Alemanno Veltroni sul mega debito di Roma. l'unica fonte terza per bypassare le rispettive letture ideologiche è uno studio dell'agenzia di rating Standard and poor's che ha raffrontato i dati 2006 di alcune grandi città. Ne risulta che il debito comunale pro capite sulle spalle di ogni milanese ammonta a 2782 euro, mentre per ogni romano è di 2426. Inoltre la spesa per interessi pagata dal comune di Milano era pari al 15.5 per cento delle entrate municipali, contro il 13.9 del Campidoglio. In totale il debito meneghino era di 3.6 miliardi contro i 6.5 della capitale. Da allora il divario tra le due città è ancora peggiorato a sfavore di Milano, che tra il 2001 e il 2007 ha visto salire i debiti del 18.2 per cento contro il 14.4 di Roma, portandoli oggi a 2540 euro per ogni romano rispetto ai 2840 dell'abitante di Milano. Le principali agenzie di rating proprio qualche giorno fa hanno confermato che il debito 2008 di Roma non è di 10 miliardi di euro come dichiarato da Berlusconi conteggiando anche le linee di credito attivate per gli investimenti in metrpolitane, bensì di 6.874 mld.
-Secondo Formigoni e i suoi assessori il sistema sanitario lombardo funziona egregiamente. Prova ne sia che, a loro dire sarebbero stati proprio i controlli degli ispettori regionali a far scoprire le magagne alle clinica 'degli orrori' Santa Rita. Cosa che nelle altre regioni non avverrebbe. Peccato che la verità sia un tantino diversa...
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2/7/08 -I Giudici hanno per ora accantonato l'accusa di omicidio colposo per il chirurgo della clinica degli orrori Brega Massone. Che ora viene fatto passare da certa stampa quasi come una vittima di un linciaggio mediatico e giudiziario. In realtà alla fine del settembre scorso, quando partirono le indagini, fu proprio lui a mandare a un collega il seguente sms: "Ormai non dormo più, sono disperato. Tra le cartelle chissà quante saranno pompate. Mi arresteranno come truffatore". Firmato: "L'Arsenio Lupin della chirurgia".
-Il nuovo lodo Schifani sull'immunità della alte cariche dello stato. Berlusconi cita il precedente francese, e invece si tratta di una prima mondiale per un premier.
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-Le votazioni in Zimbabwe: davvero una farsa? Secondo la stampa internazionale sì, perchè Mugabe era il candidato unico. In realtà sulla scheda figurava anche la foto e il nome del suo rivale dell'opposizione Tsvangirai Morgan. Il cui ritiro dalla competizione, annunciato a 5 giorni dal voto, è stato un atto comunque volontario. E di stampo mediatico, come testimonia il permanere del suo nome sulla scheda.
-Finalmente la risposta sul dilemma Tfr: ha fatto bene chi non si è fidato della gestione privata...
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-L'Ue non vieta la schedatura razziale, nemmeno quella dei bambini: Maroni può stare tranquillo...
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- La blocca processi? Esiste già da 10 anni», e la inventò il governo Prodi, con l'avallo di Scalfaro e del Csm, che allora non ebbe nulla da obiettare...
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-Tanto can can per il decreto blocca processi (o salva premier) varato da Berlusconi. E lui che lancia strali di fuoco contro il 'cancro' dei giudici che vorrebbero detronizzarlo. Ma nessuno entra nel merito: il Cavaliere è o meno colpevole nel processo Mills?
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-Avevano vinto contro Prodi definendolo Mr.Tasse e promettendo un calo della pressione fiscale appena tornati al governo. Ma dal Dpef di Tremonti emerge che la pressione fiscale rimarrà costante fino al 2013 (termine della legislatura berlusconiana).
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-Brega Massone, apparentemente scagionato dall'accusa di omicidio, diventa il nuovo simbolo della mala-giustizia. In realtà un pentito conferma gli orriri della S.Rita, mentre la procura non ha mai derubricato l'accusa per omicidio volontario dal fascicolo d'indagine, e solo ora gli esperti delle parti cominceranno a combattere la guerra delle perizie sui singoli casi.
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-Italia eliminata agli europei: la Figc ci guadagna.
Il mancato premio ai giocatori in caso di vitooria finale (5 milioni di euro) sopravanza i costi della spedizione e di Casa Azzurri (2.4 milioni). Inoltre in federcalcio incassano dall'Uefa il gettone di partecipazione (7.5 milioni), quello per il pareggio con la Romania (0.5), per la vittoria con la Francia (1) e il passaggio ai quarti (2), arrivando a un montepremi di 11 milioni.
-Walesa spia comunista?
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-Il centro destra aveva vinto le elezioni promettendo un giro di vite sul fronte della microcriminalità e dei reati predatori contro i cittadini. Ma poi con la nuova norma blocca processi stoppa proprio i procedimenti che a tali reati si riferiscono: giudicandoli meno gravi!!...
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-Lo scandalo della S.Rita è ancora fresco di stampa, e il governo che fa? Preannuncia la depenalizzazione degli errori medici. Quando si dice il termpismo...
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-Chiudendo l'indagine sull'omicidio di Meredith il pm Giuliano Mignini accusa Amanda e Raffaele di "aver portato fuori dall'abitazione del Sollecito senza giustificato motivo un grosso coltello da punta e taglio lungo 31 cm". Ma nel capo d'imputazione non c'è alcuna indicazione sul fatto che sia proprio quella l'arma del delitto.
-"Non me ne frega proprio un c...": così Brega Massone intercettato reagisce all'atto di citazione della paziente cui secondo l'accusa avrebbe tolto un polmone inutilmente. In realtà il senso delle sue parole, riportate solo ametà, è ben altro.
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-L'autogol dell'Irlanda: il suo no al trattato di Lisbona, motivato da un'attitudine 'indipendentistica' profonda, respinge in realtà il primo documento che riconosce agli stati Ue la possibilità di recedere dall'adesione all'Unione.
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-Il clamoroso caso del tendine 'sbagliato' alla clinica degli orrori. Non solo non c'è stato scambio, ma si trattava anzi della tecnica più usata dagli specialisti: per la ricostruzione di un crociato si privilegia un tibiale rispetto a un rotuleo. A volte le intercettazioni ingannano..
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-Berlusconi si avvia a un'epocale giro di vite sulle intercettazioni. Per evitare che i pm continuino a far filtrare i verbali ai giornalisti. In realtà nessuno ricorda che l'attuale disciplina di legge prevede la segretezza dei testi delle intercettazioni solo fino al momento in cui il soggetto indagato o i suoi difensori non ne abbiano avuto conoscenza.
-L'orribile morte 'bianca' dei sei operai di Mineo. Riprendono forza le solite filippiche contro i cattivi padroni che se ne infischiano della vita dei dipendenti. Ma questi sei erano dipendenti pubblici, ovvero del piccolo comune in provincia di Catania per conto del quale stavano pulendo la vasca del depuratore.
-Troppe intercettazioni e troppo costose? Non esattamente..
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-Il gol in fuorigioco che ha innescato la sconfitta italiana contro l'Olanda agli europei: la regola è stata interpretata correttamente, perchè c'era troppo poco tempo (2 secondi) per interpretarla diversamente. Lo dicono anche Collina e il capo dell'Aia Gussoni.
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-Emergenza furti nelle abitazioni in Italia? In Italia sono stati 143.000, ma in Gran Bretagna 292.000, e in Francia 177.000.
-E' polemica tra Alfano e Anm sui danni alla macchina giudiziaria del nuovo reato di clandestinità. Il ministro sostiene che in diversi Paesi europei è già legge senza ingolfare i tribunali. Ma dimentica che solo in Italia esiste l'obbligatorietà dell'azione penale...
-La centrale nucleare sicura esiste già. Un prototipo da 300 megawatt dell'impianto tanto atteso dall'umanità, quello di quarta generazione che elimina per sempre il pericolo di incidenti (come quello sloveno) e disinnesca il problema delle scorie, è perfettamente in funzione da 6000 ore, oltre otto mesi, in uno stabilimento in Russia. Grazie alla tecnologia di una ditta milanese. Qualcuno ne informi Scajola...
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-E' la sfida decisiva per stabilire chi sarà il prossimo inquilino della Casa Bianca. Ma a giocarsela non sono Obama e Hillary contro McCain. Bensì due personaggi semi-sconosciuti al grande pubblico: l'ex accusatore di Bill Clinton Bob Barr e l'avvocato storico dei consumatori Ralph Nader.
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-Ma non era la compagnia perfetta, quella talmente in salute da poter salvare il moribondo carrozzone di Alitalia?
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-Per la giustizia ha ucciso suo figlio. Ma pur non essendo stata riconosciuta incapace di intendere e di volere, e nemmeno seminferma di mente, Annamaria Franzoni non passerà in carcere più di 5 anni.
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23/5/08-Polemiche al calor bianco sull'introduzione nel pacchetto sicurezza del reato di immigrazione clandestina. Nessuno fa notare che il carcere per clandestini e irregolari era già previsto dalla Bossi Fini in vigore dal 2002.
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-Il pil dell'Italia nel primo trimestre 2008 è cresciuto dello 0.4 per cento (da un meno 0.4). Quanto quello della Gran Bretagna e un +0.3 rispetto agli Usa. Sconfessando così tutte le previsioni ultra-pessimistiche. Ma in campagna elettorale, Tremonti e Berlusconi non avevano accusato Prodi di lasciare un Paese in crisi inevitabilmente votato alla recessione?
-Berlusconi e i suoi alleati hanno vinto le elezioni accusando Prodi dell'invasione di immigrati e della conseguente emergenza sicurezza. Gli elettori non si sono accorti di un minuscolo dettaglio: la legge sull'immigrazione in vigore sotto il governo Prodi era sempre la Bossi Fini. Il governo del professore non è mai stato in grado di varare la 'sua' legge Amato Ferrero per i noti dissidi nella ormai ex maggioranza.
-Scajola promette il ritorno al nucleare per abbattere la bolletta energetica italiana. In realtà il nucleare oggi costa più delle altre fonti, fossili in particolare.
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-Mentre ci lementiamo e imponiamo misure
draconiane contro gli immigrati, la nostra costituzione, a noi italiani, non pone alcun limite per l'emigrazione all'estero, sancendolo quale diritto. Lo afferma l'art.35.
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-Clandestino sventa sturpo. Com'era prevedibile la notizia si perde nelle pagine interne...
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-Abolita dal governo della Lega l'unica imposta davvero territoriale: lo strano caso dei federalisti anti Ici..
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-Italia invasa dai Rom? Non esattamente..
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-La vera storia della povera Lorena, la "brava ragazza" uccisa a Niscemi..
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-Un danno irrecuperabile di proporzioni globali, non solo per Napoli ma per l'intera Italia. Così tutti i commentatori sulle ricadute della crisi rifiuti in Campania. In realtà la perdita di fatturato ammonta solo a 64 milioni di euro. Un'inezia.
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-Il calo dei salari negli ultimi 25 anni? Mangiato non dalla globalizzazione ma dai profitti della classe padronale. Lo afferma uno stiudio della Bri.
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-Ici, tanto rumore per pochi spiccioli...
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-Secondo Maroni e soci la normativa europea permetterebbe di espellere i comunitari (nel caso specifico i rumeni) sprovvisti del minimo vitale. Ma una risoluzione del 15 novembre 2007 del parlamento europeo chiarisce una volta per tutte che tra i motivi per espellere tali soggetti non possono figurare quelli economici. La frase precisa è "not to be invoked economic ends". E rappresenta l'interpretazione ufficiale del massimo organo Ue sulla controversa direttiva 38/2004.
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-Rumena stuprata da un italiano. Ovviamente la notizia non strappa i titoloni delle prime pagine. Se fosse stato il contrario ci avrebbero aperto i tg...
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-Le parole di Travaglio sul presidente del senato scatenano furibonde reazioni da parte del centro destra, e innescano un nuovo 'editto bulgaro'. Eppure ciò che il giornalista ha detto in tv lo aveva ammesso lo stesso Schifani, nel verbale della deposizione al tribunale di Palermo.
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-Le amicizie pericolose del nuovo presidente del senato Schifani tengono banco. Ma non dimentichiamoci di quelle di Alfano e Dell'Utri..
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-Isteria ingiustificata sul fronte sicurezza?
In Italia nel 2007 solo 593 omicidi su 58 milioni di abitanti. Mentre in una città di 600.000 abitanti come Baltimora ce ne sono 300 l'anno, e 200 a in una da 300.000 come New Orleans.
-Tante polemiche sulle amicizie pericolose di Schifani, che pur non hanno mai prodotto nulla di penalmente rilevante. Silenzio assoluto invece sull'imbarazzante passato del nuovo sindaco di Roma Alemanno. Che fu arrestato tre volte: per aver picchiato uno studente con mazze da baseball nel 1981, per aver lanciato una molotov all'ambasciata russa l'anno seguente, e nell'89 per aver cercato di bloccare la visita di Bush senior.
-Il tentativo di rapimento della bimba di Ponticelli da parte di una rom riaccende le parnoie sugli zingari ladri di minori. Ma nessuno si azzarda a far notare che i destinatari del mercato di compravendita dei bambini rubati dai nomadi rom sono coppie sterili di italiani...
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-L'omicidio del branco neofascista di Verona. Forse è degli amici della vittima la colpa della scazzottata da cui ha avuto origine la tragedia..
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-L'ipotesi Aeroflot nella crisi Alitalia? In realtà in mani ai russi Alitalia non potrebbe più volare. La nostra compagnia è infatti un vettore comunitario. Nella Ue gode di diritti e privilegi che sono riconosciuti alle imprese sottoposte al controllo effettivo di soggetti europei, che -non importa se stati o privati- devono possedere la maggioranza del capitale. Un accordo con un partner non comunitario farebbe quindi perdere i diritti di volo alla compagnia. Sia sulle rotte interne Ue che su quelle intercontinentali verso Paesi non Ue.
-La cosiddetta emergenza sicurezza: secondo i sondaggi e il sentire comune è peggiorata, ma i numeri, che non sono nè di destra nè di sinistra, dicono il contrario. Peraltro, riguardo alla presunta epidemia stupri, si dà la colpa agli immigrati, mentre il 69 per cento per cento delle violenze avviene in famiglia, e non viene quasi mai denunciata.
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-A tradire l'accordo non è stata l'Italia, ma Air France: l'accordo originario prevedeva l'impegno a sviluppare un multihub Malpensa compresa. E si parlava di collaborazione e integrazione, non di acquisizione. Ecco il comunicato stampa originale dall'archivio Alitalia, rintracciabile all'indirizzo: http://corporate.alitalia.com/it/press/press/2001/detailpage.aspx?componentUri=tcm:6-258
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-Avevano promesso due 'partiti unici'. Le liste elettorali hanno rivelato l'inganno di due mini-coalizioni (Pdl con Lega e Mpa, e Pd con l'Idv). Ora Di Pietro rinnega anche la promessa del gruppo parlamentare unico..
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-La perizia sul delitto di Meredith stravolge il quadro delienato dagli inquirenti finora. E svela che la ragazza inglese morì stragolata.
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-Il colmo dei colmi...
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-Ma perchè ora tutti i precari non fanno causa all'azienda?
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-Il genocidio silenzioso dell'ethanol for food: secondo l'Onu con 232 kg di granoturco si riempie il serbatoio di un'auto con 50 litri di etanolo. Oppure si alimenta un bambino per un anno..
-Terrorismo islamico in Europa e in Italia? Non proprio...
Secondo il rapporto Eropol 2008 a far la parte del leone nel 2007, con l'89 per cento del totale su 583 episodi, i separatisti (517 tra Spagna e Francia). In Italia solo 11 attentati di cui 9 di matrice anarchica o di estrema sinistra, 3 con motivazioni non specifiche.
-Effetto serra? Mah...
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-Berlusconi ha dato per anni la colpa del flop del suo secondo governo (2001-2006) alla crisi seguita all'11 settembre. E anche stavolta, visto l'esito delle elezioni, gli italiani devono avergli creduto. In realtà secondo l'Eurostat nel 2001 il Pil italiano crebbe molto: l'1.8 per cento. E nel 2002 ancora di mezzo punto. La crisi arrivò invece nel 2003 (crescita zero).
-La crisi americana dei subprime, che ha sua volta innescato una recessione mondiale. Si poteva evitare con un'adeguata vigilanza delle istituzioni preposte? In realtà la Fed non ha alcun compito di intervento su di esse, e dunque nemmeno alcun potere di sorveglianza sulle banche d'affari. Tradizionalmente il compito della Federal Reserve era quello di garantire (supervisionando e regolando) la stabilità delle banche commerciali (le banche che raccolgono depositi e prestano alle imprese) elargendo i suoi prestiti, non di quelle d'affari (che non prendono depositi e operano principalmente nel sottoscrivere titoli).
-L'America che vota oggi è più misogina che razzista: il 76 x100 si dichiara pronto a un presidnete nero, solo il 63 a uno donna.
-Il Pdl trionfa e il Pd perde? Esattamante il contrario. Lo svela l'Istituto Cattaneo analizzando i risultati delle elezioni del 13 aprile.
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-Cellulari più pericolosi del fumo..
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-Grillo ambientalista? Macché, consuma come un intero paese.
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-Berlusconi si candida a gestire l'emergenza rifiuti mentre l'Ue appioppa all'Italia una condanna per la gestione delle discariche negli anni del suo secondo governo.
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-Terrorismo islamico in Italia? Per ora l'unico a fare attentati è stato un italiano già leghista (appena arrestato)...ma contro l'islam.
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-Bush ammette di aver approvato di persona le torture.
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-I romborsi elettorali ai partiti: non solo un tradimento rispetto al referendum del '93 con cui gli italiani dissero mai più al finanziamento pubblico. Ma anche il triplo rispetto alle spese effettive: la rapina del secolo..
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-La gazzara di Berlusconi sull folle disegno delle schede elettorali, che indurrebbero all'errore. In realtà fu il suo governo a concepire così le nuove schede, prescrivendolo nero su bianco in un apposito decreto formato da Castelli. Addirittura negli allegati in fondo al decreto c'è un fac simile della scheda elettorale identica a quella con cui si vota il 13 aprile, e per cui Amato è stato definito un malato mentale da esponenti vicini al Pdl.
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-Lo strano federalismo all'italiana.
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-Chiudere il partito di Erdogan è ammissibile, dice la Corte Suprema.
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-Il governo non si rassegna al dietrofront di Air France, e insiste per regalargli Alitalia: paradossalmente dalla cessione della nostra compagnia di bandiera i francesi ci guadagnerebbero, spendendo 138 milioni di euro e incassandone 370. La terra di Fiumicino ne vale infatti 300, eil 2% di Air France Klm posseduto da Alitalia ne vale 70. Aerei e rotte sono omaggio.
-Omicidio Hariri: l'indagine Onu sembra aver concluso che furono dei criminali locali, non la Siria. Se l'avessero appurato prima, forse il Libano si sarebbe risparmiato l'ultima guerra tra l'Hizballah filosiriano e Israele.
4/4/08- Il 31 marzo è passato, Air France si è ritirata, ma Alitalia non è fallita. Spinetta, Prato e Padoa Schioppa evidentemente ci avevano mentito..
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Appalto «rosso» per il Dal Molin
Gli Usa assegnano l'appalto per la costruzione della base di Vicenza a una joint venture composta dalla Cmc e dal Consorzio cooperative costruzioni di Ravenna. Due cooperative. Costo totale: 245 milioni di euro.
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-Il distacco di un gigantesco iceberg in Antartide: i media di tutto il mondo lo vendono come una prova del riscaldamento globale. In realtà è tutto il contrario..
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-Sembra che l'intera economia nazionale, il made in Italy e la regione Campania siano in crisi nera per lo stop alle mozzarelle di bufala. Nessuno dice che l'export della pregiata mozzarella bufalina costituisce solo il 16% del totale della produzione.
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-Sullo stop internazionale alla mozzarella di bufala si grida al complotto. In realtà dovremmo ringraziare l'Europa e il mondo per aver fatto sapere agli italiani che una parte delle mozzarelle campane contiene diossina sopra i limiti. Che erano in effetti destinate al mercato interno, e non all'esportazione. Ma il nostro ministro non ci aveva avvertito..
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-Quando Walter, su Alitalia, parlava come Silvio.
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-Il primo uomo mamma della storia: una enorme bufala.
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-Alitalia in crisi costretta a un taglio drastico del personale? Ma se qualche giorno fa mentre infuriava la polemica sugli esuberi di Air France sono state assunte 401 persone a Fiumicino: addetti ai bagagli e al check in di Alitalia servizi, precari da anni.
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-Il dimissionario ex governatore di New York, Spitzer: non è imputato nè accusato quale cliente di una prostituta. In realtà l'Fbi indaga su una possibile incriminazione per structuring (aver tentato di mascherare l'origine dei fondi usarti per saldare i conti del club per cui la ragazza lavorava), e sulla violazione della legge Mann del 1910(proibisce il trasporto di donne da uno stato all'altro per scopi immorali: incontrò in un albergo di Washington una prostituta proveniente da New York).
-Padoa Schioppa e Spinetta insistono sulla deadline del 31 marzo, come data ultima entro la quale raggiungere un accordo con l'acquirente di Alitalia, sia esso Air France o una cordata italiana. Ma nella lettera di accettazione dell'offerta francese firmata lo scorso 18 marzo dal ministro dell'economia in cairca, non si parla di alcuna scadenza per la presentazione di eventuali offerte concorrenti. E quella da parte di Air France si realizzerà concretamente, con l'acquisto della azioni della compagnia di bandiera italiana, non prima del prossimo giugno.
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-Gli Usa hanno cancellato la Cina dalla black list sui diritti umani poche ore prima dell'inizio della repressione in Tibet. Eppure il rapporto allegato alla cancellazione, firmato proprio dal Dipartimento di stato, dice che Pechino ha tutt'altro che abbandonato le 'maniere forti' contro gli oppositori. E le vicende tibetane di queste ore ne sono la conferma sul campo.
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-A una domanda del magistrato che gli chiedeva, riferendosi al suo aggressore, "Lei lo ha mai visto?", il sopravvissuto e unico testimone oculare della strage di Erba, Mario Frigerio, rispose: No. mai visto...dopo 23 anni".
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-Risolvere l'emergenza rifiuti a Napoli quasi da un giorno all'altro. All'irrisorio prezzo di una quindicina di milioni di euro. Liberare le strade bypassando completamente la raccolta differenziata, e mandando in pensione per sempre siti di stoccaggio, discariche, impianti di compostaggio, inceneritori. E contemporaneamente ricavandone 5 volte l'energia per chilo rispetto a un termovalorizzatore. Con spese di costruzione 33 volte inferiori, e un impatto ambientale zero in termini di fumi e scorie. Il tutto racchiuso in uno spazio equivalente a una palazzina, per giunta mobile.
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-"Per fortuna di Alitalia c'è Silvio Berlusconi che impiegherà tutto il suo talento per risolvere un problema che altri non hanno saputo risolvere". Queste le parole pronunciate da Berlusconi...il 17 febbraio del 2004. Quando era ancora presidente del consiglio. Come è andata a finire è sotto gli occhi di tutti.
-A sorpresa la Ue sorpassa gli Usa.
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-Aspettare altre tre settimane prima di veder formalizzata la proposta d'acquisto di Alitalia da parte della fantomatica cordata italiana rilanciata da Berlusconi in fondo non costa nulla...
Esattamente, secondo l'ultimo rapporto sulle disponibilità finanziarie della compagnia di bandiera aggiornato al 31 gennaio, costa al contribuente (azionista di maggioranza dell'azienda) 31 euro al secondo, 2.7 milioni al giorno e 85 al mese. Di tanto si riduce infatti la liquidità di Alitalia col passare del tempo.
-Lo psicodramma collettivo delle morti bianche affolla quasi quotidianamente i titoli di giornali e tg. In realtà la cosiddetta emergenza è in calo:
Nel 2007 le morti sul lavoro in Italia sono state 1.260, il 6 per cento in meno rispetto all'anno precedente. Il numero degli infortuni, invece, è stato di 913.500, l'1,5 per cento in meno rispetto al 2006. Lo evidenzia la relazione nazionale dell'Inail presentata oggi, a Torino, dal direttore generale, Pietro Giorgini, e dal ministro del lavoro, Cesare Damiano.
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-Secondo le ultime statistiche il pil del Tibet nel 2003 era cresciuto di 28 volte rispetto al 1978. La Cina infatti ci ha investito miliardi di dollari. E lo chiamano neo colonialismo...
-"Gli iscritti di An decideranno in autunno se sciogliersi nel Pdl, ma solo se anche Forza Italia e le altre forze politiche avranno valori, programmi e regole condivise". Parola di Fini in Videochat col Corriere della sera. Alla faccia del partito unico...
-La pensione baby da 5300 euro di Veltroni ex europarlamentare. Lui sostiene che non potendo rifiutarla la incassa ma devolve tutto in beneficienza. In realtà non è affatto obbligatorio prendere per legge vitalizio o liquidazione Chi non li vuole può non ritirarli: non è un reato. E infatti ad esempio Giuliano Ferrara non ritira la pensione da ex di Bruxelles.
-Lo scandalo dello spionaggio sui passaporti dei tre candidati alla Casa Bianca: il sospettato n uemro uno è Obama...
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-Avevano giurato per giorni di aver usato in Tibet solo gas lacrimogeni e idranti. E invece...
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-La sinistra: "Ai precari Walter vende bufale".
Il quotidiano Liberazione: parla di salario minimo per tutti invece nel suo piano di governo c’è un compenso per i "collaboratori dipendenti", che non esistono. L’ex ds Salvi: "Nel programma del Pd la promessa dei 1000 euro al mese non c’è, andrebbe multato per pubblicità ingannevole"
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-In patria sono contro la secessione basca. Ma in Kosovo fanno la guardia a quella degli albanesi dalla Serbia. I soldati spagnoli.
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-L'agenzia garante per le comunicazioni (Agcom) giudica fortemente squilibrata a favore del Pdl di Berlusconi l'informazione tv Mediaset. Il Cavaliere si è sempre difeso dalle accuse sul conflitto d'interessi sostenendo che in realtà le sue televisioni non lo avevano favorito. Invece i dati dicono che su Tg4 il Pdl ha avuto visibilità per il 56.35% del tempo contro il 15.66 del Pd. Sul Tg5 36.62 contro 24.78.Su Studio aperto 38.35 contro 22.20. Il tg più equilibrato risulta proprio il Tg3, definita da Barlusconi Telekabul: 31.86 al Pdl e 31-16 al Pd.
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-Stpendi dei politici. Il vero scandalo non è la cifra in sè, equiparata ad esempio a quella dei magistrati. Ma il fatto che non sia vietato ai parlamentari e politici italiani di svolgere altri mestieri, e dunque di guadagnare da altrre fonti esterne, mentre governano.
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-Trentennale della morte di Moro: Cossiga afferma su Repubblica che...
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-Ma De Gennaro è ancora in auge...
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-Mistero Eichmann: «Salvò 800 ebrei»
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-Disastro del Concorde del 2000, che portò al pensionamento del supersonico. La procura di Pontoise ha chiesto il rinvio a giudizio della Continental airlines (compagnia aerea americana) e di due suoi dipendenti per omicidio colposo. Le indagini hanno accertato che il disastro fu causato da una lamella persa sulla pista da un Dc-10 della Continental stessa. La lamella, alta 43 cm, forò un pneumatico del Concorde determinando il dramma.
-Il segreto della Ventura: a 18 anni abortì.
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-I giudici turchi : è fuori legge il partito del premier al governo.
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25/3/08-"La globalizzazione funziona". Retromarcia del contadino Bové.
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-Processo di Erba. Dietro la strage non ci sarà stata una vendetta trasversale di ex compagni di carcere di Azouz o una ritorsione nata nel mondo degli spacciatori, ma nel caso, gli indizi proprio non mancherebbero. A partire dalle minacce subite durante la detenzione del marito da Raffaella, alla quale era anche intestato l'appartamento di Merone dove i parenti di Azouz spacciavano droga.
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-Lo scandalo prostituzione che ha travolto il governatore dello stato di New York. In Italia passa come l'ennesima manifestazione del puritanesimo made in America, condita dal rito patetico delle scuse agli elettori con la moglie al fianco. In realtà Spitzer non è solo stato con una escort: rischia 5 anni di prigione per aver fatto viaggiare una prostituta da uno stato all'altro (un crimine federale), e altri 10 per aver finanziato (con i suoi regali in denaro alla brunetta) una rete illegale di prostituzione internazionale, facendo peraltro transitare il denaro da uno stato all'altro in barba al fisco.
-Gli uomini di Berlusconi giustificano con la crisi internazionale seguita all'11/9 la mancata crescita del Pil, durante il governo del cavaliere tra 2001 e 2006. Purtroppo non fu proprio così...
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-Della tortura, sotto forma di waterboarding, sapevano tutti leader delle camere Usa, oltre che della comunità dell'intelligence. Da almeno sei anni. E solo uno non si dichiarò d'accordo. Anzi la preoccupazione era che l'annegamento simulato per estrarre informazioni dai presunti terroristi, potessse non funzionare.
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-E adesso anche lo sperma artificiale. Malgrado i mugugni di Ruini e c., proprio l'uomo diventa sempre più simile a Dio...
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-Il padre dei fratellini di Gravina è passato dal carcere ai domiciliari. Non è stato rimesso in libertà. Ma le motivazioni della procura, anche per questo secondo provvedimento, non reggono. Ecco perchè...
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17/3/08- Al processo di Erba Rosa Bazzi e la sua denuncia di violenza carnale nei confronti di Azouz: La procura di Como ha da tempo aperto un fascicolo che vede Azouz indagato. Ma il fascicolo è definito improcedibile dagli stessi magistrati. Non è infatti mai stata presentata querela formale da parte della donna. Un atto indispensabile nei casi di violenza sessuale.
-Il disastro rifiuti in Campania: i cittadini possono farsi rimborsare la tassa.
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-Berlusconi vende come una novità rivoluzionaria la presentazione del nuovo 'partito unico' del centrodestra alle elezioni di aprile. In realtà quella da lui guidata è la solita coalizione a più teste.
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-Il nuovo attentato a Gerusalemme dopo due anni di stop. Hamas non c'entra niente, e neanche Al Fatah o tutti gli altri gruppi della jihad antisionista. Il nemico è in casa...
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-La tortura in America non è vietata. Dopo infiniti tentativi di svicolare e/o minimizzare, è il presidente a sancirlo ufficialmente...
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-L'innocua sceneggiata di Cassano con l'arbitro punita con 5 giornate di squalifica. Mentre a Nedved per aver tirato i capelli a un avversario solo due...
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-L'sms di Sarkozy alla ex moglie: Cecilia nega di averlo mai ricevuto.
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-Solo una parte minoritaria del gettito in più incassato nel 2007 dallo stato è frutto della lotta all'evasione. E stavolta ad ammetterlo è Visco in persona.
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-Diliberto si fa bello cedendo il suo posto in lista a un operaio. In realtà si tratta di un sindacalista. Il vero operaio della Thyssenkrupp è candidato sì, ma col Pd.
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-Di Pietro, il campione della politica 'pulita', non è poi così lindo...
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-Il mistero della borsa mancante sullo sfondo della strage di Borsellino.
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-La polemica sulla necessità di divulgare i nomi degli italiani coinvolti nello scandalo sui conti in Lichtenstein. Il mondo politico insiste perchè siano resi noti prima delle elezioni. Visco risponde di non conoscere il contenuto del file. In effetti la normativa europea impone comunque di mantenere la privacy in questo tipo di scambi di informazioni sui contribuenti a livello internazionale. In particolare la direttiva comunitaria n.799 del 1977. Che comsente l'utilizzo dei dati ai soli fini fiscali.
-Più di 100 volte sulle preferenziali. L'autista del Cayenne che causò col suo suv lo schianto a Porta Vittoria, «incastrato» dalle telecamere e più volte multato. Le infrazioni sono nei faldoni del Nucleo radiomobile dei vigili. Ogni cartella, un verbale. Una disinvoltura che accomuna molti stranieri.
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-La foto di Obama in costume tradizionale africano islamico fa il giro del mondo. Non accede lo stesso per una foto della Clinton con la figlia, entrambe col velo islamico, in visita nel 1999 ad Amman dalla regina Noor di Giordania. Nè quella, speculare a quella di Obama, di Bill Clinton in abiti tradizionali islamici africani durante una visita in Nigeria nell'aprile 2001.
-Mastella si lamenta dell'immagine di uomo nero che i media danno di lui, e perciò annuncia che non si ricandiderà. Ma a creare quell'immagine ha contribuito lui per primo. Ecco come raccontava i suoi inizi in politica:
Laureato in Filosofia, è giornalista professionista. La sua carriera come giornalista e i suoi esordi nella vita politica sono stati ampiamenti descritti da lui stesso in varie interviste, citate ad esempio nel recente libro "La casta" dei giornalisti Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo[3], dove si legge come l'assunzione alla Rai di Mastella sarebbe stata agevolata da una raccomandazione del potentissimo democristiano Ciriaco De Mita, tanto che ne seguirono ben 3 giorni di sciopero della redazione locale. In vista delle elezioni politiche del 1976, come racconta lui stesso, nelle pause pranzo dei dipendenti della Rai, chiedeva "ai centralinisti di telefonare nei comuni del mio collegio elettorale. Mi facevo introdurre come direttore della Rai e segnalavo questo nostro bravo giovane da votare: Clemente Mastella. Funzionò".
-Nel disinteresse generale, il direttore supremo dell'intelligence americana, Michael McConnell, si è clamorosamente rimangiato il tranquillizzante rapporto (o Nie) sulla retromarcia degli iraniani nella corsa all'atomica, che lui stesso aveva diffuso a inizio dicembre. Arrivando persino a indicare una data per la prima bomba degli ayatollah: inverno 2009. In un'ipotetica classifica delle più recenti notizie che non escono, questa finirebbe ampiamente in testa.
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-La tragedia delle 5 morti bianche a Molfetta. Nel mondo politico si riaccende fortissimo il dibattito sulla necessità di approvare la legge sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Ma a Molfetta (e in molti altri casi analoghi) le leggi non servono a nulla, se poi chi dovrebbe beneficiarne, è il primo a non applicarle. La normativa che impone la mascherina antigas quando si ispeziona una cisterna esiste, ed è perfettamente in vigore. Sta poi ai lavoratori decidere di indossarle. E stavolta non c'entra nemmeno il tentativo di risparmiare da parte del titolare: lui stesso nell'incidente ha perso la vita.
-Sotto il governo Prodi il carovita sembra mordere a livelli mai sfiorati negli ultimi anni. E il dato del nuovo paniere Istat, che calcola l'inflazione sui prodotti acquistati più di frequente, sembra confermarlo. Ma è davvero così? In realtà l'inflazione al + 4 x100 rilevata con questo sistema non si riferisce a tutto il 2007, ma solo all'ultimo trimestre. La media totale dell'anno scorso è del 2.9 sul paniere ad alta frequenza, la cui rilevazione forniva numeri peggiori nel triennio berlusconiano 2002-2003-2004: rispettivamente il 3.1, 3.4 e 3.1. Anche l'inflazione 'classica' allora era più alta: 2.5, 2.7, 2.2 contro l'1.8 del 2007. E ancora di poco più alta anche nel 2001 (2.7), 2005 (1.9) e 2006 (2.1).
-Con la violazione della risoluzione Onu 1244, il Kosovo ha rivendicato il proprio diritto 'naturale' alla secessione dalla Serbia. Ma se ora facessero lo stesso i kosovari di etnia serba, concentrati a nord del fiume Ibar (e in poche enclavi a macchia di leopardo più a sud), la prospettiva del governo di Pristina cambierebbe radicalmente. A chiarirlo, in una dimostrazione di rara incoerenza, è stato il premier kosovaro Thaci, il quale ha affermato: "Capiamo e rispettiamo le reazioni pacifiche, conformi alla legge, ma non permetteremo che si metta in questione l'integrità territoriale del Kosovo. Non permetteremo a nessuno di prendere anche un solo centimetro del Kosovo". Insomma, esattamente quanto va affermando proprio la Serbia di fronte alla secessione 'illegale' da parte della sua ex provincia a maggioranza albanese.
-La vicenda dei conti nel Lichtenstein scuote l'establishment di mezza Europa. Ma quanto è affidabile la gola profonda da cui sono trapelati i nomi dei potenziali evasori? Non troppo, a giudicare dalla sua storia personale, segnata da una condanna per truffa.
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5/3/08- Gli Usa danno la colpa della mancata liberazione dei prigionieri di Guantanamo al rifiuto europeo di accogliere questi novelli apolidi. Che ove rientrassero nei loro Paesi, malgrado il venir meno delle accuse di terrorismo, rischierebbero grosso. Una domanda sorge spontanea: ma perchè mai allora non vengono accolti sul suolo americano?
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-Esiste anche una minima chance che quanto racconta lo stragista di Erba, Olindo Romano, sul presunto lavaggio del cervello da parte dei carabinieri, corrisponda alla verità? I verbali dell'interrogatorio 'incriminato' tolgono ogni dubbio.
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-La tragedia dei due fratellini di Gravina di Puglia. Se anche le indagini si fossero focalizzate da subito sulla pista dell'incidente, sarebbe stato stato comunque tutto inutile. Nel senso che Francesco e Salvatore sarebbero morti in ogni caso prima dell'arrivo dei soccorritori. Il primo secondo l'autopsia è deceduto in seguito all'emorragia da fratture multiple esposte dopo appena 5 ore dalla caduta nel pozzo. Mentre Tore, secondo l'autopsia, ha resistito 12 ore alla temperatura da frigo (5-6 gradi) dell'antica cisterna. Complici i vestitini estivi indossati da due, e la mancanza di acqua e cibo. Le prime ricerche invece erano scattate soltanto a 24 ore dalla scomparsa, avvenuta il 5 giugno. Alle 23.50 di quella sera il padre dei bimbi si era sì presentato al commissariato ma non aveva ancora sporto una formale denuncia di scomparsa. E due ore dopo l'aveva segbnalata solo citofonicamente allo stesso commissariato. Alle 7 del giorno dopo è la polizia a chiedergli se sono tornati e, invitato a ripassare in caserma risponde Pappalardi risponde che non può perchè sta lavorando. Peraltro il caseggiato dove hanno trovato la morte i due minori era poi stato sommariamente ispezionato dalle forze dell'ordine (a testimoniarlo una croce rossa con freccia all'insù dipinta sugli edifici controllati durante le ricerche): ma a ormai due settimane di distanza dal pomeriggio fatale.
-Record su record del supereuro, che sfonda quota 1.5 sul dollaro. Ma è davvero una vittoria dell'Europa sugli Usa? Grazie al mini-dollaro le esportazioni americane nella seconda metà del 2007 hanno fatto un più undici per cento. E la crescita, garantisce Bernanke sarà forte anche quest'anno.
-La rottura tra Berlusconi e l'Udc: tutta una pantomima. In Sicilia sostengono insieme il candidato alla presidenza Lombardo. E anche in Friuli, a Roma, e in molte altre città dove il partito di Casini sarà alleato del Pdl, la Rosa bianca di Tabacci sarà costretta ad andare da sola, malgrado la 'fusione' nel polo di centro a livello nazionale.
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-Di Pietro il moralista araldo dell'antipolitica e del grillismo nella battaglia contro le quote 'marron' in parlamento: in realtà un indagato col partito zeppo di inquisiti.
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-Gli antidepressivi... Una gran bufala. Il sospetto ci era venuto da tempo: non sarà semplicemnete che la vita, per molti, non è proprio il massimo?
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-Altro che provocazioni culturali. Non di sola arte campa l'artista. Graziano Cecchini, noto per le pierinate futuriste(fontana di Trevi in rosso e palline colorate giù da Trinità dei monti) ha messo in moto il merchandising. Registrando due marchi: Rossotrevi, con Oliviero Toscani e Futurzig. Il secondo è anche un sito. Ha inoltre disegnato una linea di occhiali e una di jeans. In cantiere anche un fumetto, un corto, un viedogioco, un libro e una mostra. Solo parte del ricavato andrà in solidarietà. Per la prossima performance nel mirino Parigi.
-Le auto a bioetanolo inquinano più del petrolio?
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-Ferrara vittima della sindrome di Klinefelter come il feto abortito dalla donna di Napoli al centro delle polemiche sulla legge 194?
Impossibile. Lui stesso ha ammesso di aver inseminato con successo tre volte le sue compagne (che poi peraltro abortirono). Chi ha quella sindrome è sterile (oltre che glabro, ritardato mentale e alto).
-Pareva che l'ordine dei medici avesse preso posizione a favore della legge 194 sull'aborto. Almeno così l'avevano sparata i giornali. La realtà è leggermente diversa...
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-Berlusconi definisce uno scandalo l'alleanza con 'l'orribile' e 'manettaro', giustizialista e forcaiolo Di Pietro, da parte di Veltroni. Ma se fu proprio il Cavaliere a proporre all'allora pm un posto da ministro degli interni! Il 6 dicembre '94 Di Pietro annunciò le sue dimissioni, e 9 mesi prima, subito dopo le elezioni, Berlusconi gli aveva chiesto di entrare a far parte del suo governo enientemeno che nel ruolo più delicato, ossia come ministro dell'interno.
-Walter un rassicurante moderato, incompatibile con la sinistra estrema? O solo il classico uomo politico cinico e strumentale, pronto a cambiare posizione per mero calcolo?
Della serie, quando la coerenza è tutto...
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-Berlusconi e l'esclusione dalle liste deegli indagati: ma nemmeno lui potrebbe candidarsi...
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1/3/08- Il famoso sms di Sarkozy all'ex moglia prima di sposarsi con la Bruni ("Se torni annullo tutto"). Il presidente francese aveva fatto causa al Nouvele observateur per falso e uso di falso. Denunciando in particolare l'autore dello scoop Airy Routier. Il quale, convocato dalla polizia giudiziaria, ha ora affermato di aver sì utilizzato fonti "serie e affidabili", ma ha ammesso di non aver personalmente visto il messaggino e soprattutto di non esser sicuro della data in cui fu inviato. Ossia del dettaglio essenziale per collegare l'ultimo invito a Cecilià e le nozze con la Bruni. A Routier verrà dunque contestato di non aver professionalmente verificato l'infornmazione ricevuta.
-Rosa e Olindo non colpevoli? Più che la testimonianza del Frigerio o la controversa macchia di sangue sull'auto, un particolare può risultare decisivo per inchiodarli, mentre anche in libreria cominciano a comparire i primi libri 'innocentisti': una ferita a un dito alla mano di Rosa coperta con un cerotto e un'escoriazione al polso del marito, notate dagli inquirenti proprio all'indomani della strage. Lo ha riferito al processo Luciano Gallorini, lo storico comandante dei Cc di Erba. Colui che fin dalla notte del delitto volle vederci chiaro nell'alibi dei due presunti stragisti, andando a bussare alla loro porta.
-Per chi votano in maggioranza i giovani? Tradizionalmente si pensa che le loro preferenze si indirizzino a sinistra. E invece...
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-Cossiga: «I francesi provocarono la strage di Ustica».
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-Il gioco della verità su alcune cifre sparate dai politici in questa campagna elettorale. Secondo l'autorevole sito di economisti indipendenti lavoce.info.
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-Record 'storico' del prezzo petrolio? Non proprio...
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-Il gran rifiuto di Spielberg ai giochi olimpici cinesi. In realtà se non fosse stato per le preesioni di Pechino su Karthoum, in Darfur non ci sarebbero mai stati i peacekeepers dell'Onu.
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-Colpo finale alla paradossale crociata anti pedofili di Rignano.
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-Ferrara presenta alle prossime elezioni una lista contro l'aborto. Lo fa in maniera strumentale o è semplicemente coerente fino alle estreme conseguenze? Ebbene, non molti sanno che 'Giulianone' è stato complice di ben tre aborti, ovvero, secondo la sua definizione, di un omicidio perfetto. Lo rivela lui stesso.
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-Coerenza di Casini nel rifiutare il partito unico con Berlusconi? Tutt'altro. Cesa, a nome dell'Udc aveva già firmato l'accordo per la nascita del partito unico del centrodestra. E proprio Casini, al sorgere della sua costituente (29 luglio 2005), inviò un messaggio che recitava così: "Appoggio con forza la nascita di un partito dei moderati italiani da creare entro l'autunno per rispondere ai nostri elettori".
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-Ma il Pdl è un vero partito, o la solita alleanza elettorale? Buona la seconda...
La conferma dallo stesso Berlusconi, che a Unomattina dice: "Casini faccia un piccolo sacrificio sul simbolo. Venga con noi e faremo un gruppo unico". Così Silvio Berlusconi rinnova l'appello all'Udc in vista delle elezioni del 13 e 14 aprile. "Il nome del marchio - spiega Berlusconi - non è una rinuncia, Casini potrebbe tenere la sua forza politica e la sua organizzazione".
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-Veltroni e la sua prima promessa, di ridurre le tasse. Ma a Roma sono da record..
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-L'integerrimo Di Pietro raccomanda la figlia...
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-Il blitz antiaborto all'ospedale di Napoli: innescato da una rivendicazione contro lo sfruttamento del personale all'interno del nosocomio, non dalla volontà di denuncia di un presunto obiettore.
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-Il Partito della libertà non è un vero partito, malgrado si definisca tale. Alle politiche di aprile si presenterà l'ennesima coalizione o listone elettorale formata da Fi, An, Mussolini, Rotondi, Pensionati ecc. Nessuno di questi soggetti sta sciogliendo il suo partito. E non è detto che lo farà nemmeno dopo.
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-Il legame tra forte uso dei cellulari e cancro esiste. Anche qui le prime prove scientifiche, ottenute da un'indagine in Israele.
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-Biocarburanti uguale più gas serra. Le prime prove scientifiche, targate Princeton.
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-La storiaccia della 'raccomandazione' della moglie di Mastella sulle nomine alla Asla campana. In realtà si tratta comunaue di una raccomandazione solo tentata: l'eventuale reato non sarebbe stato consumato, in quanto quei due posti incriminati (rivendicati da Sandra Lonardo pro quota Udeur) sono stati poi assegnati ad altri.
-Ancora sulla 'coerenza' di Fini sullo scioglimento di An nel Pdl, rispetto al 'ribelle' Cssini. Così appena un mese fa (il 16 dicembre 2007) il leader di Alleanza Nazionale si esprimeva in un'intervista su Libero: "Il Cavaliere ha fatto tutto da sè. Ha messo in piedi i circoli della libertà con la Brambilla, poi ha creato il Pdl senza nemmeno avvertire i suoi amici di Fi, quindi ha distrutto la Cdl. Conclusi i giochi, a regole scritte alla stesura delle quali non siamo stati chiamati a partecipare, dovremmo bussare alla sua porta col cappello in mano e la cenere sulla testa. Non siamo postulanti. I progetti si ideano assieme e si realizzano assieme, per chi vuole andare lontano. Non ho nulla di cui scusarmi".
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17/2/08-Le polemiche sull'esclusione dei figli di clandestini dagli asili milanesi. Il caso è stato montato ad arte, se è vero com'è vero che che la madre marocchina che ha fatto ricorso al giudice avrebbe comunque potuto ottenere l'accoglimento della domanda d'iscrizione, in quanto risulta in attesa di ricevere il permesso di soggiorno (benchè attualmente irregolare).
-Se la morte di Diana fosse stata il frutto di un complotto, con ogni probabilità sarebbero stati loro: la tecnica dell'incidente nel tunnel con l'aiuto di un flash stroboscopico era nell'arsenale del servio segreto inglese.
-L'Udeur stoppa la riforma dei regolamenti parlamentari
La riforma dei regolamenti parlamentari, in questa legislatura, non si farà. Oggi in conferenza dei capigruppo di Montecitorio è tornata la richiesta bipartisan di metter mano, prima del voto, alle regole dei lavori della camera, ma è arrivato lo stop dell'Udeur che vanifica un'ipotesi di lavoro che necessitava dell'unanimità.
-I Romano non erano gli unici vicini con cui Raffaella Castagna e il marito Azouz avevano dei dissapori. Raffaella aveva un debito di 3500 euro con un'altra vicina di casa che aveva querelato il Marzouk in seguito a uno spintone datole durante un litigio. Partì la querela ma le parti trovarono un accordo economico affinchè venisse ritirata. Tre colleghe di Raffaella hanno inoltre testimoniato che la Castagna si sentiva spiata e pedinata, ma non solo dai Romano.
-L'annuncio dell'indipendenza del Kosovo avverrà probabilmente il 17 febbraio. Se l'Italia la riconoscerà, allineandosi a molta parte d'Europa e agli Usa, sarà l'ennesima violazione del diritto internazionale: la risoluzione 1244 dell'Onu riconosce la sovranità della Serbia su quella regione a maggioranza albanese. E i 2683 soldati italiani della KFor-Nato sono lì appunto per farla rispettare. Altro che nuova missione di polizia a guida italiana per impedire scontri dopo la (illegale) dichiarazione d'indipendenza.
-Il testa a testa tra Hillary e Obama al supermartedì è finito in parità. Ma ai democratici converrebbe candidare il nero Barak. Perchè nei sondaggi contro l'ormai certo candidato repubblicano Mc Cain viene dato per vincente a novembre con lo 0.7, mentre la Clinton perderebbe con l'1.8.
-La fusione tra Berlusconi e Fini. Ma il presidente di An, appena qualche settimana fa, in occasione della 'svolta' del predellino, non aveva detto quanto segue? "Comportarsi come sta facendo Berlusconi non ha niente a che fare col teatrino della politica: significa essere alle comiche finali. Da queste mie parole, volutamente molto nette, voglio sia chiaro a tutti che, almeno per quel che riguarda il presidente di An, non esiste alcuna possibilità che An si sciolga e confluisca nel nuovo partito di Berlusconi".
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-Le nozze tra Sarkozy e la Bruni potrebbero essere nulle. Lo scrive Le Figaro interpellando esperti francesi del diritto di famiglia: c'è una prassi formale che non è stata rispettata, ossia il fatto che le cerimonie devono essere pubbliche e quindi le porte dell'Eliseo avrebbero dovuto rimananere aperte.
10/2/08- A causa della caduta del governo prodi i banchieri coinvolti in inchieste giudiziarie per vicende connesse alle loro funzioni, come Cesare Geronzi di Mediobanca, non avranno sorprese negative per i loro incarichi. Le due norme che avrebbero dovuto regolare la presenza ai vertici di banche o assicurazioni di manager indagati o condannati, saltano. Ecco dunque cui prodest la caduta anticipata dell'esecutivo...
-«Appoggio con forza l'idea di un partito dei moderati italiani da creare entro l'autunno per dare tempestiva risposta di discontinuità ai nostri elettori». Era l'agosto del 2005 e Pier Ferdinando Casini parlava così.
-Le vere modalità della mancata adesione di Casini al Pdl..
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-Supertuesday in America: islamici costretti a tifare il guerrafondaio repubblicano McCain, perchè tanto Obama che Hillary, secondo i canoni coranici, sono infedeli da pena capitale.
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-Si vota ad aprile: autogol di Berlusconi. Se si fosse votate anche solo a giugno, o comunque dopo il 10 maggio, il nuovo presidente della repubblica nel 2013 lo avrebbe eletto con ogni probabilità la maggioranza del Cavaliere. E lui stesso avrebbe potuto imporre la propria elezione al colle più alto, assicurandosi di rimanere al centro della politica italiana per altri sette anni da quel momento. Il mandato di Napolitano scade infatti il 10 maggio del 2013, e la legislatura che comincerà in primavera, appena prima, il 13-14 aprile 2013. A guadagnarci in questo caso è dunque Veltroni, il quale tuttavia aveva provato anche lui a buttarsi la zappa sui piedi, chiedendo elezioni ritardate di un anno..
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-Alla base della caduta di Prodi c'è stata la rivolta dei piccoli partiti, Mastella in testa, contro l'ipotesi di una nuova legge elettorale, innescata a sua volta dal referendum 'Guzzetta' ammesso pochi giorni prima dalla Corte costituzionale. Ovvero dall'organo chiamato a garantire la costituzionalità di referendum e leggi della Repubblica. Peccato però che la stessa Corte sia in una condizione di incostituzionalità: dopo le dimissioni di uno dei suoi membri, nella consulta siedono e votano in 14 invece del plenum di 15 prescritto dalla costituzione.
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-Olindo e Rosy si proclamano innocenti. E in effetti molti elementi sembrano non tornare. Ma nessuno parla di un episodio che, ove i due fossero del tutto estranei alla mattanza di Erba, risulterebbe difficilmente giustificabile. Il comandante della stazione dei carabinieri di Asso, Salvatore Melchiorre, ha raccontato di un pedinamento da parte dei coniugi Romano ai danni di Raffaella Castagna molti mesi prima della strage. La seguirono in auto fino alla stazione delle nord di Asso. La giocvane, spaventata, chiamò i carabinieri e questi, impegnati altrove, fecero intervenire la polizia locale. Dopo la strage, Melchiorre spedì il verbale di quella giornata convulsa in procura.
-I 'puri' magistrati da un lato contro l'impresentabile Mastella dall'altro. Quasi uno scontro di civiltà agli occhi dei mainstream media.
Eppure dalle intercettazioni emerge che diversi magistrati contattavano proprio l'ex guardasigilli di Ceppaloni per farsi raccomandare.
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-Il falso mito delle preferenze: la loro abolizione, col 'porcellum', avrebbe espropriato i cittadini del loro diritto di scegliersi i candidati. A parte il fatto che le liste le hanno sempre formate i partiti e non gli elettori, nemmeno il sistema maggioritario con cui gli italiani hanno eletto i parlamentari fino alle elezioni 2006 non prevedeva alcuna scelta. (Ad esempio, quando i Ds decisero di candidare Di Pietro al Mugello, e Ferrara schierò Ferrara, gli elettori non vennero assolutamente consultati.
-I giornali di tutto il mondo sparano contro l'obbrobrio genetico: 'creato un embrione con tre genitori (due madri). E' la solita bufala a sensazione: Si tratta infatti della fecondazione in vitro di un ovulo di donna portatrice di malattie mitocondriali con uno spermatozoo. Una volta formato l'embrione monocellulare si preleva il nucleo (che contiene quindi il dna paterno e materno) e lo si trapianta nell'ovulo nell'ovulo senza nucleo di una seconda donna che ha il dna di mitocondri sano. Ma il secondo ovulo è privo di nucleo. Dunque non c'è scambio genetico tra mitocondri e nucleo. Non esiste quindi pericolo alcuno che il dna mitocondriale della seconda donna si mescoli con quello dei genitori di partenza.
-Il primo kamikaze in Israele in un anno fa strage a Dimona. Lo stato ebraico punta l'indice contro l'abbattimento temporaneo del muro di Rafah da parte dei parte dei palestinesi di Gaza. In realtà il kamikaze non è entrato da Rafah in Israele, bensì in Egitto, e da lì, attraverso il deserto del Sinai egiziano nel sud di Israele. Dunque il problema più che Gaza è la frontiera israeliana con l'Egitto.
-Gli Usa uno stato torturatore? Sdegnati solo qualche giorno addietro gli americani avevano fatto depennare gli Stati Uniti da una lista di Paesi canaglia compilata dai vicini canadesi. Eppure, a margine dell'audizione al Congresso del direttore della Cia Hayden (che per la prima volta ha ammesso in pubblico l'utilizzo della tecnica del waterboarding, o annegamento simulato, contro 3 prigionieri di Al Qaida), emerge che in America il wtareboarding, aldilà delle smentite dell'amministrazione Bush, è ancora tra le tecniche papabili. Il capo dell'intelligence Cia Mike Connel ha confermato che è ancora nell'arsenale a disposizione dell'agenzia.
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7/2/08-Tante polemiche sulla legge elettorale in vigore, definita una porcata dal suo stesso autore (Calderoli). Si dice che non avrebbe dato all'Unione di Prodi la forza necessaria per governare. In realtà L'Unione al senato aveva perso le elezioni, andando sotto di 300.000 voti rispetto al centro destra. Se ci fosse stato ancora il vecchio mattarellum (il predecessore del 'porcellum') il governo Prodi non avrebbe mai ottenuto la fiducia a palazzo Madama neanche coi senatori a vita.
-Le dimissioni 'spintanee' di Cuffaro...
Il presidente della Sicilia si è dimesso all'indomani dell'annuncio da parte del governo della volontà di rimuoverlo dal suo ruolo istituzionale in seguito alla condanna. Come previsto dalla legge e anticipato da L'altrogiornale qualche notizia fa.
-Kosovo. Nel verbale segreto istruzioni Usa all'Ue.
Scoppia a Lubiana un incredibile caso di vassallaggio europeo nei confronti di Washington. Lo rivela il quotidiano Dnevnik di Lubiana pubblicando nei dettagli il contenuto di un verbale «segreto» su cui in parlamento è stata già inoltrata dall'opposizione un'interrogazione parlamentare.
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-Controlli su Tav e metro Roma
La truffa Il cemento «cattivo» potrebbe causare rischi alla stabilità e la durata di opere pubbliche e non in tutta Italia. Ecco l'elenco.
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-La frode record alla Socgen: se la dirigenza della banca non fosse intervenuta a bloccare ogni operazione appena scoperto il movimento, il trader 'solitario' Kerviel sarebbe andato in pari coi guadagni del 2007, anno in cui aveva guadagnato, sempre in maniera illecita 1.4 miliardi di euro. Quando lo hanno bloccato era infatti sotto di una cifra simile. Il resto, fino ad arrivare a 5 miliardi è stato l'effetto del ritardato ritorno sul mercato del trading di Socgen e delle sue mosse intempestive in un mondo dove il timing è tutto.
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-L'Eudeur passa come il partito di fango per le nomine politiche nelle Asl campane, intercettate dalla procura di Capua Vetere. In realtà in Italia è uno dei soggetti partitici meno sporchi dal quel punto di vista: Nella lottizzazione dei direttori generali Asl, pubblicata dal Sole 24 ore: il 28.6 (79 in tutto) è targato Ds, il 25 Margherita, 22.1 Fi, 5.1 An, 4.7 Lega nord, 3.6 Sdi, 2.5 Udc, 1.8 Rifondazione, 1.8 Udeur (5 in totale). Solo i comunisti ne han di meno con lo 0.4 (1 solo). Il solo Pd ha il 54 per cento di tutti i direttori. Perfino in Campania l'Udeur è in netta minoranza: il 48 per cento dei direttori è di area(e dunque nomina) Margherita, il 26 Ds.
-Tante polemiche sull'esclusione di Pistorius dalla olimpiadi di Pechino. Nessuno però dice che in ogni caso non avrebbe potuto partecipare: il tempo di qualificazione per i 400 metri è 45"95, mentre Oskar a Roma gareggiò in 46"90.
-La crisi del valico di Gaza, abbattuto e poi rieretto è stato causato dall'assedio con embargo israeliano sulla Striscia, innescato a sua volta dal lancio di missili verso Sderot e le altre colonie. Ma un rapporto interno dell'esercito israeliano al premier Olmert indica che il 32 per cento dei lanci di Qassam da Gaza è opera delle brigate Al Aqsa del Fatah di Abu Mazen, non di Hamas. Oltre a più del 40 per cento dei colpi di mortaio.
-La strage di Erba non è certo nata dal nulla. La prima che i Romano chiamarono i carabinieri per denunciare i rumori molesti di Raffaella era il 10 febbraio del 2001, quasi sette anni prima della mattanza. Quando Azouz non era ancora alle viste. Da allora ben quattro cause opposero in tribunale le due famiglie.
-Rosa Bazzi, la stragista di Erba, viene dipinta come la tipica vicina di casa di ognuno di noi. In realtà un evento particolare nella sua vita precedente c'è stato: all'età di 10 anni raccontò di essere stata violentata per strada (smentita dalla sorella). Reato della cui minaccia accusò anche il marito di Raffaella Castagna, il tunisino Azouz.
31/1/08- L'endorsment del New York Times per Mc Cain e la Clinton. Attenzione: non è l'espressione dei giornalisti che ci lavorano, ma della proprietà, e dunque della famiglia Sulzberger, che ha il controllo diretto della pagina dei commenti e degli editoriali. Il direttore e i giornalisti, che contano per il restante 98 per cento del giornale, si occupano solo di notizie, inchieste, analisi e della prima pagina, che non contiene mai un commento.
-Nuova perizia sulla morte dell’ultrà: «Il proiettile fu deviato da una rete»
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-Ancora sul rogo della Thyssen: di fronte alle fiamme violentissime sviluppatesi in seguito a un piccolo incendio che a sua volta ha sciolto la gomma di un tubo, facendolo rompere e schizzare olio, anche un numero superiore di estintori sarebbe stato del tutto inutile..
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-Secondo il centro destra il governo Prodi sarebbe stato il peggiore della storia della repubblica...
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29/1/08- L'azione dei leader del centro destra si ispira ad ideali politici di coerenza, nell'interesse della nazione, oppure a guidarli è solo il desiderio di potere personale ad ogni costo? Una risposta definitiva viene dal magico ricompattamento tra Berlusconi Fini e Casini all'indomani della caduta di Prodi: tutti per uno come i tre moschettieri, mentre fino a pochi giorni fa dichiaravano ormai morta la loro alleanza.
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-Quando i leader dell'Unione giuravano: mai un governicchio, se cade Prodi subito alle urne.
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-La caduta di Prodi? Se il senato non fosse stato tenuto per 1 anno e 8 mesi in una condizione di illegalità, si sarebbe potuta evitare. Chi è causa del suo mal...
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-La produzione di bestiame mondiale è responsabile di più gas dell'intero sistema dei trasporti. Il consumo di carne raddoppierà entro il 2050, se non varieremo l'alimentazione. La bistecca fa male alla Terra
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-Alla fin della fiera, ci conviene o no tenerci gli immigrati? Il conto finale è positivo per il sistema Italia? La risposta è affermativa: secondo l'ultimo rapporto Eirispes gli immigrati stranieri contribuiscono all'8.8 x 100 del Pil, e sono l'80 x 100 dei presenti, mentre l'altro 20 delinque sottraendo ricchezza, ma solo in ragione di meno di mezzo punto sul Pil (7 miliardi l'anno).
-Col più serio studio di sempre, firmato dall'Oms, spariscono 450.000 morti dalla mattanza irachena, ma nessuno lo sottolinea a dovere: perchè farebbe la differenza tra una guerra (giusta o sbagliata che sia) e un genocidio imperialista.
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28/1/08- A giorni la dichiarazione unilaterale
d'indipendenza del Kossovo. La Serbia chiede alla comunità internazionale il rispetto della risoluzione Onu che impediva la secessione degli albanesi. Ma se anche Belgrado fosse tenuta al rispetto del diritto, e dunque a un trattamento non discriminatorio della minoranza albanese kossovara, le conseguenze sarebbero ingestibili anzitutto per i serbi: se i kossovari fossero rappresentati in parlamento, avrebbero almeno 80 delegati sugli attuali 250, ossia una pattuglia in grado di condizionare fortemente ogni scelta politica.
-Ogni volta che un governo cade in anticipo, raddoppia, per gli anni di legislatura mancante, il finanziamento pubblico ai partiti. Dunque Prodi e c. ( e con loro le opposizioni), grazie al prematuro crollo, verranno premiati con un bonus da 700 miliardi di vecchie lire. La persistenza dei finanziamento statale tradisce peraltro da ormai 15 anni la volontà popolare.
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-L'Italia lasciata dal governo Prodi 2 sarebbe in declino rispetto agli anni del Berlusconi 2? Non esattamente...
Crescita annua del Pil 1.9 contro 0.1, rapporto deficit pil 2 contro 4,1, disoccupazione al 5.6 contro l'8, rapporto debito pil 104 contro 106.2, export +2.5 contro un -0.5, rapporto avanzo primario pil 2.9 contro 0.4, investimenti dall'estero 28.1 mld contro 20. Solo l'inflazione è al 2.6 contro il 2.2 (eppure gli anni del cavaliere furono quelli dell'euro!)
-Giuliano Ferrara, il campione della battaglia anti aborto fu lui stesso complice di aborti. E' lui stesso a rivelarlo: "Ho raccontato di essere stato complice di 3 aborti. Li ho vissuti come un delitto morale, un atto di violenza contro me stesso, le mie compagne di allora, e contro le creature che oggi avrebbero 25, 30, 35 anni. Dietro questa battaglia c'è anche la nostalgia della paternità mancata.
-I parlamentari più assenteisti nella XV legislatura (Prodi 2) al 20 dicembre 2007: alla camera vince Berlusconi col 98.51 x100 di assenze (4623) su 4693 votazioni, secondo è Denis di Fi (93.8), quinto e settimo Cicchitto e Bondi, sempre di Fi (89.8, 87.4). Al senato in testa c'è Dell'Utri di Fi (41.06), secondo è Ghedini di Fi (38.6).
Insomma gli azzurri tiferanno anche per l'Italia, ma ...da casa.
-Ma i contractors della Blackwater erano davvero colpevoli?
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-La causa della situazione fallimentare di Alitalia sarebbe Malpensa? Dicono ben altro i dati pubblicati nei giorni scorsi dalla Prealpina (Fonte SEA) relativi ai Load Factor (indice di riempimento passeggeri) delle rotte intercontinentali che verrano spostate a Fiumicino perchè “non porfittevoli”.
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-"Non è reato scaricare musica da internet".
La Procura di Roma chiede di archiviare l’inchiesta sugli indirizzi web più cliccati da chi condivide brani e film senza pagare. Il pm: "Fenomeno diffuso, di difficile criminalizzazione".
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27/1/08- "Così Ahmadinejad uccideva i dissidenti".
Esce in Francia una biografia che svela l'attività del presidente iraniano nei servizi segreti. Il suo macabro soprannome: "L'uomo del colpo di grazia"
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-Biocombustibile, l'altra faccia della medaglia
Gli agrocomunbustibili sono più nocivi per l'ambiente di quelli fossili.
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-I cellulari dell'aereo di turisti italiani caduto in Venezuela suonavano ancora a ore dalla sciagura...
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-Se Cuffaro è ancora presidente della regione Sicilia, malgrado la condanna a cinque anni, dobbiamo ringraziare il governo Prodi...
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-Thyssengroup: davvero colpa dei tedeschi? Non esattamente
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-Totò Cuffaro scagionato una volta per tutte dall'accusa di Mafia?
Ma se c'è una seconda inchiesta in corso...
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-Epidemia di infortuni sul lavoro? Non proprio
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-Le intercettazioni della moglie di Mastella fanno esplodere le polemiche sulle nomine politiche nella sanità. Ne emerge l'immagine del solito sud familistico e nepotista. In verità proprio in Campania dal marzo 2006 esiste una legge d'avanguardia che assegna la nomina dei primari negli ospedali a una commissione tecnica i cui membri vengono sorteggiati dall'apposito albo nazionale.
-Sulla Pausini piovono grammies e telegatti. E' la più grande artista musicale italiana di sempre per tutto il mondo. Nessuno che faccia notare come il disco grazie a cui ha ottenuto questi premi è una raccolta di canzoni già celebri di altri cantautori, da Baglioni a Grignani a Cocciante. Lei ci mette solo una voce e un'interpretazione non proprio fuori dalla norma.
-Di Pietro contro la regione Campania e Pecoraro sullo scandalo rifiuti: l'ex pm si propone come la faccia pulita della politica. In realtà Tonino parla per bocca del suo capogruppo regionale campano, Nicola Marrazzo, la cui famiglia gestisce proprio una ditta di smaltimento rifiuti. La quale nel 2004 è stata interdetta per legislazione antimafia.
-Ancora sul referendum elettorale: aldilà dei capziosismi, sembrerebbe violare la sostanza di diversi articoli della costituzione...
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-Il referendum sulla legge elettorale è stato dichiarato costituzionale dalla consulta. In realtà introdurrebbe una nuova legge elettorale: ma i referendum non erano solo abrogativi?
23/1/08- Grande azienda la Rai. Soprattutto molto professionale...
Berlusconi, a margine dell'avviso di garanzia giuntogli per la telefonata con Saccà, afferma: "In Rai non c'è nessuno che non sia stato raccomandato. A partire dal direttore generale, che non è certo stato scelto con una ricerca di mercato". (18 gen '08)
-Contrada accusato solo da pentiti inattendibili in cerca di vendetta? Non esattamente...
Nella lista dei testimoni contro di lui financo una schiera di autorevolissimi magistrati, oltre a colleghi poliziotti e altri incensurati vari.
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-Cuffaro festeggia per una condanna a cinque anni che però lo scagiona dall'accusa di favoreggiamento alla Mafia. E annuncia proprio per questo che non si dimetterà da presidente della Sicilia. In realtà la sentenza non lo scagiona affatto...
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-L'atto d'accusa del procuratore di S.Maria Capua Vetere alla famiglia Mastella e all'Udeur: emesso da un giudice che all'inizio dell'ordinanza si dichiara incompetente, visto che a suo avviso la competenza è della procura e del tribunale di Napoli. Dove il procedimento sta appunto per essere trasferito. (Peraltro il reato per cui la moglie di Mastella è finita ai domiciliari non è concussione ma tentata concussione: la vittima del tentativo, il direttore generale dell'Asl di S.Sebastiano già in quota Udeur Luigi Annunziata, non ha infatti obbedito ai diktat di Lady Lonardo.
-La nuova bufera su Mastella e sua moglie? Tutto nato da una banalissima multa...
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-Il primo uomo clonato è lui, sparano i media di tutto il mondo, il dr.Samuel Wood della ditta californiana Stemagen. In realtà nel 2005 un'equipe inglese aveva già clonato il nucleo di una staminale umana (invece che di una cellula adulta).
-Cala il gelo sui catastrofisti Il caldo del 2007 è un bluff
Per gli estremisti del clima doveva essere «l’anno più afoso di sempre». Ma le temperature sono invariate e la neve è arrivata persino a Bagdad
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-Il discorso che il papa avrebbe dovuto pronunciare alla Sapienza era tutt'altro che innocuo: in effetti è un inno alla superiorità della fede in Dio e in Gesù rispetto al metodo razionale per giungere alla verità. E lo stesso Benedetto XVI vi sottolinea di parlare in un'università non da professore ma da vescovo. La versione integrale, letta in absentia durante l'inaugurazione dell'anno accademico, non lascia dubbi in proposito.
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18/1/08- Ecco il motivo vero per cui le ecoballe della Campania non si possono smaltire facilmente o o riciclare come tutti gli altri rifiuti urbani: perchè sono anche il frutto di 20 milioni di tonnellate di rifiuti tossici inviati dal nord nella terra di Bassolino. In questo caso, la raccolta differenziata non sarabbe comunque servita. Della serie 'è tutta colpa dei soliti meridionali'...
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-Forse anche De magistris non vaneggiava. Ma la notizia certo non aprirà i giornali...
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-L'emergenza rifuiti in Camapnia. Tutta colpa della mancata realizzazione del termovalorizzatori?
Non esattamente: se anche si fossero fatti, non si sarebbe risolto il problema dello smaltimento dei milioni di ecoballe accatastate ovunque sul territorio. Esse infatti non possono venire bruciate negli inceneritori, poichè non si sa cosa ci sia dentro. E' notorio che sostanze tossiche da lavorazione industriale e da scarto di radiologie ospedaliere sono state assemblate con rifiuti ordinari. Due anni fa alcune ecoballe furono portate a Terni per lo smaltimento e si rivelarono radioattive contaminando l'inceneritore. La Stessa Germania si era detta pronta a stoccarle a grande profondità nel sottosuolo, non a incenerirle.
-Chi ha ragione nella diatriba tra i difensori del Papa e i prof della Sapienza, che non lo vogliono all'inaugurazione dell'anno accademico?
La raccolta di riferimenti anti-modernisti e anti-Galileo in un testo di Ratzinger c'è davvero. Ma il pontefice la cita appunto per prenderne le distanze. Leggere per credere.
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-Fermare i rifornimenti bellici non è un atto da galera, ma 'di valore morale e sociale'. Sentenza epocale pro pacifisti.
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-Lo scontro sfiorato tra Usa e Iran nello stretto di Hormuz? Tutto una bufala.
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-«L’emergenza rifiuti è un danno per l’immagine del Paese». Parola di Massimo D’Alema, ministro degli Esteri, che nei giorni scorsi ha lodato la decisione prodiana di nominare il prefetto Gianni De Gennaro commissario straordinario in Campania.
Si tratta di dichiarazioni, parole appunto. Nei fatti, la realtà è ben diversa e l’Ama, la municipalizzata del Comune di Roma che si occupa dell’igiene urbana, lo sa bene. La Farnesina è debitrice nei confronti dell’azienda di ben 3.961.981 euro per il mancato pagamento della Tari, la tariffa urbana sui rifiuti. Il ministero degli Esteri, però, non è stato il solo a «sorvolare» su questo balzello ed è in buona compagnia. Ama vanta un credito di 3.171.678 euro anche nei confronti del ministero delle Comunicazioni (uffici postali compresi). Di minore importo la morosità del ministero della Salute (2.170.994 euro) e di quello delle Infrastrutture (2.037.897 euro).
-Termovalorizzatori Di Pietro smemorato
Il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, cambia spesso posizione. A denunciarlo è il consigliere dei Verdi in Regione Lombardia, Marcello Saponaro, che a proposito dell'ultima presa di posizione del leader dell'Italia dei Valori, che ha accusato il ministro Pecoraro Scanio di non aver voluto i termovalorizzatori, ricorda come «nel non troppo lontano 2006 lo stesso Di Pietro scriveva sul suo blog: 'L'Italia dei Valori si opporrà alla costruzione di nuovi inceneritori, anche con la richiesta dell'abolizione dei finanziamenti fino ad oggi disposti, e proporrà interventi legislativi a favore di una riduzione dei rifiuti all'origine e di sostegno alle aziende impegnate nel settore del riutilizzo dei rifiuti». Lunedì, sottolinea Saponaro, lo stesso Di Pietro «si chiedeva se oltre alla camorra non vi fosse 'anche qualche responsabilità di chi si è sempre opposto alla realizzazione dei termovalorizzatorì. Si tratta di un cambio di posizione molto interessante - afferma Saponaro- considerando soprattutto il gran da fare che Di Pietro si sta dando in questi giorni in termini di presenze televisive. La verità - conclude - è che l'emergenza in Campania non si risolve con la demagogia ma con l'assunzione collettiva di responsabilità».
-Ecco la prova che la Forleo non 'vaneggiava': ma sul maggior quotidiano italiano solo un trafiletto nelle pagine interne.
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-La querrelle sull'eventuale concessione della grazia a Bruno Contrada, l'ex superpoliziotti condannato per collusione con la mafia. Napolitano ne stoppa l'iter in quanto non ci sarebbe stata alcuna richiesta formale da parte dell'interessato (o del suo avvocato). In realtà secondo la legge potrebbe concedergliela anche in assenza di richiesta, sua sponte.
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12/1/08- Ombre sulla rinascita di Hillary in New Hampshire.
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-Chi vince in New Hampshire diventa presidente. Questo il luogo comune diffuso a piene mani dopo la sorprendente rimonta di Hillary su Obama. Ma le eccezioni sono due e di rilievo: Bill Clinton finì secondo 9 punti dietro Paul Tsongas nel 1992. Bush figlio di ben 20 lunghezze nel 2000 alle spalle di McCain.
-La vendita di Alitalia ai francesi porterà un ridimensionamento delle rotte per Malpensa? Ma se la legge europea impone a chi non usa gli slot di metterli sul mercato...
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-L'emergenza rifiuti in Campania. Il solito sud inetto e pasticcione che ci imbarazza davanti al mondo? Non esattamente: la colpa di tutto è del mancato completamento del termovalorizzatore di Acerra, la cui responsabilità è tutta di una grande ditta del nord, l'Impregilo (dietro Fibe spa). Altro che Bassolino and company...
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-Epidemia menengite in Italia? In realtà, secondo il capo dipartimento prevenzione e comunicazione del ministero della salute, il prof.Donato Greco, l'Italia è il Paese europeo con la più bassa incidenza di meningite (il 10 per cento della popolazione, sei milioni di persone, ha il meningococco in gola ma è portatore sano)
- Il legittimo erede della Bhutto non è il figlio, nè tantomeno il marito. In ordine 'dinstico' e femiliare viene prima la sorella minore e unica figlia ancora in vita del patriarca Ali Bhutto.
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10/1/08- Arriva la Ru486 in Italia? Ma se c'è già da un sacco di tempo...!
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-I caucus dell'Iowa hanno dato il via alle primarie per la scelta dei candidati per le presidenziali Usa.
In realtà queste 50 primarie eleggono i 2.864 delegati (cui vanno aggiunti senatori, deputati, governatori e altre cariche pubbliche invitate automaticamente, per un totale di 4.366 partecipanti) che poi parteciperanno alla convention democratica a Denver (Colorado) dal 25 al 28 agosto; e i 2379 delegati alla convention repubblicana a Minneapolis (Minnesota) dal primo al 4 settembre. Di fatto i delegati di ogni stato sono vincolati nella convention a votare per i candidati per cui si è espressa la loro base, ma in teoria i delegati di molti stati potrebbero persino votare per un candidato diverso (lo stesso avviene per il voto presidenziale: in alcuni stati, i Grandi Elettori che eleggono il presidente potrebbero anche sconfessare il voto popolare del proprio stato). Inoltre si tratta pur sempre delle primarie dei partiti democratico e repubblicano, mentre eventuali candidati indipendenti, come Bloomberg (o in passato Perot o Nader) potranno comunque presentarsi alle elezioni, e modificarne gli esiti, senza passare da alcun caucus o primaria di sorta.
-Il trionfo di Obama e Huckabee ai caucus 2008 dell'Iowa, e la caduta di Hillary e Giuliani. Ma quanto ci si può fidare di questi primi risultati nel piccolo stato del midwest? Nel 1992 Bill Clinton vi ottenne un misero tre per cento. E anche nella successiva primaria in New Hampshire arrivà solo secondo tra i democratici, dietro un tale senatore Paul Tsongas.
-L'uomo sopravvissuto a una caduta dal 47simo piano. In realtà a salvarlo è stata la piattaforma di alluminio su cui si trovava il lavavetri in questione, la quale ha attutito il colpo.
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-Il petrolio ha raggiunto quota 100 dollari. Record storico, sparano i giornali. In realtà il record risale al primo trimestre 1980(per effetto della rivoluzione iraniana e della guerra Iran Iraq). Dai 35 dollari al barile si balzò a 35, che però a prezzi attualizzati a oggi valgono 80 dollari odierni. E la punta massima di quel periodo è stata calcolata dagli economisti fino a 105 dollari attuali.
6/1/08- L'assassinio della Bhutto, e le sue preveggenti accuse a Musharraf durante la campagna elettorale, appena prima di morire, per non averla protetta a sufficienza: le stesse accuse rivolte proprio dai parenti di Benazir all'allora prima donna premier islamica una decina d'anni fa.
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1/1/08- La Corea del nord inadempiente circa le promesse di un anno fa sul disarmo nucleare. La deadline scadeva alla mezzanotte del 31 dicembre 2007.
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-Il tragico assassinio della Bhutto, ovvero chi è causa del suo mal pianga sè stesso...
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-La Bhutto aveva fatto i nomi di chi secondo lei voleva e aveva già tentato di ucciderla: il figlio di Bin Laden!
La prova su un video di Youtube a quest'indirizzo:
http://blog.wired.com/27bstroke6/2007/12/in-a-prescient.html
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-Sarkozy sotto tiro in patria per la storia da copertina con la Bruni. definita una love story stile scarface. Al 'rozzo Nicholàs si contrappone la figura da statista di Mitterand, dimenticando un dettaglio: anche l'allora presidente socialista andava ospite per le vacanze in Egitto, e non di un amico miliardario ma di un dittatore (Mubarak), e per giunta in compagnia di un amore clandestino, Anne Pingeot, e della loro figlia segreta, Mazarine. Proprio tutto un altro stile...
-Quanta retorica sulla 'svendita' di Malpensa ai francesi. La verità è che lo scalo lombardo si era già declassato da sè. Non è infatti mai diventato un hub: solo un passeggero su otto del pregiato traffico business dell'area padana lo preferiva ai gradi scali europei. Era la stessa Malpensa (e insiema ad essa Linate) a rubarsi da sola il traffico per portarlo negli altri hub europei. Ad esempio verso lo Charles de Gaulle di Parigi, che già oggi è la tratta con più passeggeri in assoluto per l'aeroporto varesino. Inoltre dalla stessa Malpensa partono sei voli giornalieri per Zurigo, che alimentano l'hub della Swiss, e moltissimi sono gli imprenditori che scelgono di volare da Malpensa per Francoforte per poi proseguire con Lufthansa. Linate, finita sotto accusa perchè sottrarrebbe traffico a Malpensa per dirottarlo verso hub concorrenti, ne trasporta meno della metà: 386.000. Fra le cause della disaffezione verso Malpensa perfino il mancato collegamento ferroviario tra l'aerostazione e le stazioni ferroviarie di Mialno centrale e Garibaldi.
-Se la situazione in Iraq è migliorata non è merito del cosiddetto 'surge' (l'aumento del numero delle truppe, comunque parziale e minimo). Bensì dell'applicazione dell'antica tattica del divide et impera, in versione mesopotamica. Una soluzione assolutamente contingente e provvisoria, che potrebbe presto saltare. Ad esempio non appena la tattica di collaborazione da parte dei sunniti venisse meno.
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25 /12/07-Paris Hilton diseredata dal nonno. Ma il 3 per cento dell'eredità di 2.3 miliardi di dollari che comunque finirà alle due nipoti ammonta a 70 milioni di dollari. E già Paris ne guadagna da sè altri 7 milioni l'anno. Insomma non resterà proprio al verde..
-La divulgazione della telefonate tra Berlusconi e Saccà ha riacceso la polemica sulla liceità delle intercettazioni. Secondo vari esponenti del centro destra l'uso generalizzato di questo strumento da parte dei magistrati travalicherebbe le fattispecie previste dalla legge. Che a loro dire ne circoscriverebbe l'uso a gravi reati di mafia, droga, banda armata. Chi ha ragione? Una lettura dell'art.266 del codice penale scioglie ogni dubbio..
-Mentre circa lo stralcio delle intercettazioni 'irrilevanti' dal fascicolo col quale si portano avanti le indagini, e che perciò viene a conoscenza delle parti e quindi potenzialmente del pubblico, a fare testo è l'art.187 del cpp. Che prevede la cancellazione di dette parti, ma soltanto se non attinenti a un'imputazione di uno degli intercettati.
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-Ma l'Iran ha davvero smesso di aspirare all'atomica nel 2003? E allora, perchè procurarsi dalla Korea del nord, ancora nel 2005, 18 missili in grado di traportare testate nucleari?
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-L'impronta con una 'stellina' Nike riferibile a una scarpa di Alberto Stasi, repertata sulla scena del delitto di Perugia: ma lo Stasi non ha mai negato di essere entrato in quella casa... dopo l'uccisione di Meredith, sospettando dalle parole di Amanda che fosse successo qualcosa di grave.
-Tanto rumore per nulla: Con un solenne colpo di martello l'assemblea generale dell'Onu ha proclamato la moratoria internazionale sulla pena di morte. Grazie a 104 sì, il parlamento del pianeta ha approvato un documento che chiede ai paesi di ridurre progressivamente le esecuzioni (di moratoria si tratta, nemmeno di stop definitivo). Il documento non è comunque vincolante: ogni stato è sovrano e l'organismo internazionale può suggerire direttive, ma senza mettere il naso sui codici nazionali.
-Il direttore del personale ha negato che nell'acciaieria in dismissione mancassero figure professionali (come i manutentori) indispensabili per la sicurezza. In sintesi, la ThyssenKrupp e, soprattutto, i suoi dirigenti locali non hanno nulla da rimproverarsi.
Lo scaricabarile ha urtato i membri della Commissione, di destra, di centro e di sinistra. «Non occorre cercare lontano, i responsabili sono qua», aveva dichiarato la settimana scorsa all'Infedele Livio Corazza, ex capo manutentore alla ThyssenKrupp. Si riferiva ai dirigenti italiani che «giravano le spalle» ogni volta che veniva segnalato qualche problema di sicurezza. I responsabili, a nostro modesto parere, stanno anche in Germania. Comunque, i dirigenti italiani sentono sul collo il fiato di Guariniello e si portano avanti con il lavoro difendendosi di fronte alla Commissione d'inchiesta.
Sulla linea 5 ritenuta «non particolarmente a rischio», ha dichiarato Cafueri, erano installati 22 estintori (mezza dozzina nel punto dell'incendio, gli altri nella zona della saldatura). Ogni dieci giorni gli estintori venivano «controllati» da una ditta esterna specializzata. Nessuna delle 5 prescrizioni fatte dall'Asl alla ThyssenKrupp prima dell'incidente riguardava l'impianto antincendio. Nella notte della tragedia la squadra antincendio «era presente» in fabbrica. E' intervenuta in modo disorganizzato perchè purtroppo il caportuno che avrebbere dovuto coordinarla era stato investito dalla fiammata (è Rocco Marzo, la quinta vittima, oggi il cardinale Poletto celebra il funerale). Il direttore del personale Ferrucci ha ammesso che «alcuni» manutentori avevano lasciato l'azienda. «Ma abbiamo fatto un contratto per ottenerne due per ogni turno».
-Chi ha ragione nella disfida tra Generale Speciale e Pdoa Schioppa e Visco? Le interpretazioni più varie si sprecano, ma nessuno fa riferimento alla legge, che non lascia spazio a dubbi. Articolo 1 della legge 23 aprile 1959, n.59: "Il corpo della Guardia di finanza dipende direttamente ea tutti gli effetti dal ministro delle finanze".
-Le intercettazioni del 'Moggi 2'. L'ex manager juventino ha continuato ad esercitare un'influenza nel mondo del calcio anche dopo la squalifica quinquennale. In realtà la sua suqalifica e quella di Giraudo non sono state mai notificate a Uefa e Fifa, come sarebbe stato possibile già dal giorno delle sentenza della corte federale con commissario della Figc Guido Rossi, il 25 luglio 2006.
19/12/07- Ancora sulla presunta emergenza morti bianche..
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"Tutto quello che c'è scritto su Repubblica e riguarda la mia persona è vero. Si tratta di un troncone di un'indagine in corso e tramite delle intercettazioni, uno degli intermediari del Cavaliere telefonava anche a me. Mi sto facendo delle grandi risate perché apprendo che era stato fotografato l'incontro con l'intermediario e ho scoperto, soprattutto, che prima di fare un approccio alla mia persona avevano controllato il mio conto corrente in Australia, scoprendo che ero il più povero di tutti".
(Nino Randazzo, senatore dell'Unione eletto nella circoscrizione Asia-Oceania, Ansa, 12 dicembre 2007).
-L'uranio russo è in Iran. La notizia dovrebbe essere l'apertura di tutti media del mondo, e invece se va bene finirà nelle brevi.
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-Un successo la conferenza di Bali sul clima? tutt'altro. Non c'è stato alcun accordo sui nuovi vincoli per contrastare il riscaldamento globale. Bensì un rinvio a un altro vertice nel 2009 che dovrebbe portare a una Kyoto 2 nel 2012, tra ben cinque anni. O meglio al suo probabile svolgimento, non all'adesione automatica alle quote di riduzione delle emissioni inquinanti dei Paesi che non avevano sottoscritto il primo trattato di Kyoto. Quanto poi al presunto ritorno al tavolo degli Usa, nel 2009 non ci sarà più l'amminstrazione Bush che ha detto sì a questa pur incerta road map climatica. Peraltro, se anche si fosse rispettato alla lettera l'accordo di Kyoto del 1997, a quest'ora si sarebbero ridotte le emissioni solo dell'uno per cento (ossia con la conseguenza di ritrovarci nella stessa situazione che si voleva evitare dopo 101 anni invece che dopo 100).
-Una rivista di Pechino rivela i conti segreti del Grande timoniere: al momento della morte un patrimonio di 55 milioni di euro
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-Il generale Speciale ha vinto il ricorso al Tar. In realtà non verrà mai reintegrato a capo della Guardia di finanza. malgrado ciò che titolano tutti i giornali. Il perchè lo spiegano i difensori del presunto reintegrato: "Speciale dovrebbe essere reintegrato nei ruoli dell'amministrazione militare di provenienza, ovvero l'esercito, e lui ormai come ufficiale delle forze armate è in pensione". Senza contare che il comando della Gdf è un incarico fiduciario nella esclusiva disponibilità dell'esecutivo, non ancora della magistratura amministrativa.
-Il decreto flussi in realtà è una sanatoria gigantesca. La stragrande maggioranza di coloro che hanno fatto domanda non sono stranieri che rsiedono all'estero, ma immigrati più o meno irregolari presenti oggi in Italia. D'altronde chi mai assumerebbe una badante o un operaio di fiducia senza averlo mai visto?
-Ancora sulla vicenda della Thyssenkrupp. E' passata l'immagine della famiglia di ricconi del capitalismo più retrivo che specula sulla pelle degli operai. E invece: il maggior pacchetto azionario di Tk, attualmente il 25,1 per cento, è controllato da una fondazione culturale senza fini di lucro, in cui sono confluite le quote di famiglia dopo che l'ultimo discendente, Arndt von Bohlen und Albach, ha rinnciato all'eredità. Il 71,92% è sparpagliato tra piccoli azionisti. Il 2,98 è detenuto dall'azienda stessa.
-La tragedia alla Thyssenkrupp. I dibattiti sull'epidemia di morti bianche impazzano. Ma dal 2002 al 2006 gli incidenti mortali sul lavoro nella provincia di Torino sono diminuiti del 34.8 per cento, e in Piemonte del 25.2. Contro un calo del 9.1 nell'intera Italia. Sono dati Inail. In diminuzione anche il dato complessivo degli infortuni sul lavoro (mortali e non)negli ultimi 5 anni: -9.2 in provincia di Torino e -10.3 in Piemonte, contro un -6.5 in Italia. Considerando poi loa sola industria manifatturiera, -19.5 a Torino, -18.2 in Piemonte, -14.4 in Italia.
-L'Italia pecora nera dell'inquinamento? Questa l'immagine diffusa dalla stampa nei giorni del vertice climatico di Bali. Eppure non esattamente così. Considerando il rapporto Pil/CO2, al nostro Paese spetta un valore di emissioni di 0.31. Sotto la media mondiale dello 0.51, sotto Cina e Usa (0.60 e 0.55), Regno unito (0.34), Giappone e Spagna (0.35), India (0.36), Germania (0.41).
-Sull'emendamento anti omofobia stava c ascando il governo e ssono innestate roventi polemiche tra teodem e partiti laici. Ma la nuova carta europea, appena firmata a Lisbona taglia la testa al toro. All'art.21 sulla non discriminazione recita infatti: è vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata sul sesso...o le tendenze sessuali. Qualsiasi. E quando il testo verrà ratificato dal parlamento diverrà vincolante per la nostra legislazione. Alla faccia della Binetti e del Vaticano.
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-Le raccomandazioni di Berlusconi con Saccà in favore di Antonella Troise, Evelina Manna ed Elena Russo. La vera notizia è che l'uomo più potente d'Italia non riesce a far lavorare nemmeno tre attricette: delle tre infatti nessuna ha poi ottenuto contratti con le società di produzione che lavorano per Rai Fiction.
-Lo scandalo doping nel baseball Usa. Buona parte degli eipsodi risale a prima del 2003, quando non erano ancora in vigore i test anti droga nel baseball americano. E tuttora i test non sono affidati a un'agenzia indipendente ma comgiuntamente a Lega e associazioni dei giocatori.
-Berlusconi e le intercettazioni con Saccà. Si tratta di una violazione della legge Boato che impone il via libera del parlamento per utilizzare quelle che coinvolgono deputati e sanatori?
No, perchè nella decina di chiamate incriminate tra giugno e novembre 2007, Berlusconi chiama e riceve dal cellulare in uso al suo bodyguard. Non da un0utenza intestata a lui.
-L'Istat parla di "miglioramento", ma il confronto parte dai dati del 2005 che sono stati
"aggiustati". Ecco l'incredibile storia della lacuna tutta italiana sui numeri della sicurezza stradale
Incidenti stradali 2006.
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-Gli stupratori solo al 10 per cento stranieri. Sembra cadere lo stereotipo dell'immigrato maniaco. In realtà , essendo gli immigrati il 4 per cento della popolazione italiana, la media è oltre il doppio rispetto agli italiani doc.
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-L'insegnante inglese dell'orsetto Mohammed. Appena liberata ha dichiarato: "Incolpo me stessa perchè non avrei dovuto farlo (permettere ai bambini di dare quel nome al peluche, ndr). L'ignoranza della legge non è una giustificazione".
-La tragedia alla Thyssenkrupp di Torino. La manutenzione degli estintori risultatti vuoti spettava a una società esterna. Che aveva effettuato i controlli periodici come da contratto, l'ultimo a fine novembre 2007. Gli estintori sono stati adoperati dopo quella data, e non ricaricati: operazione che secondo la 626 spetta alle singole aziende, in compartecipazione tra dirigenza e maestranze in base alle regiole decise tra le due parti caso per caso. Nello specifico alla Thyssenkrupp di Torino il compito di controllare e ricaricare gli estintori era sempre stato in carico agli operai, addetti alla sicurezza sulle linee o scelti random volta per volta. In seguito al fuggi fuggi di operai esperti, conseguenza dell'annuncio della prossima chiusura della fabbrica, gli operai avrebbero dovuto riorganizzarsi per provvedere al giro dei controlli, individuando nuovi incaricati. Agli ispettori della Asl competono soltanto ispezioni periodiche o su chiamata diretta, non la routine quotidiana sulla sicurezza.
-Ancora sui dubbi dal delitto di Erba..
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-La Forleo si è inventata tutto?
Per sapere come si sono svolti if atti bisognerebbe ascoltare Fusco e Blandini. mentre il Csm sente solo Blandini. Cioè l'oste. Il quale giura che il vino è ottimo: lui si guardò bene dall'accennare a D'Alema, anzi fu la Forleo a manifestargli preoccupazione per il ministro degli esteri. Purtroppo la cosa è inverosimile: non avendo nè i brogliacci nè le trascrizioni, la Gip non conosceva ancora il contenuto delle intercettazioni. Fusco, sentito dalla procura di Brescia, conferma la versione Forleo. Se l'avesse sentito anche il Csm difficilmente avrebbe affermato che le dichiarazioni della Forleo non han trovato riscontro. In realtà il Csm ha però acquisito le carte del processo di Brescia. Dunque non può che trattarsi di prevenzione 'politica'.
-La campagna acquisti di Berlusconi in senato? Non c'era bisogno delle intercettazioni con Saccà...
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-Ma lunedì 10 dicembre non doveva scoppiare il finimondo in Kossovo? Malgrado il battage dei giornali che da settimane martellano sul punto, non è successo niente.
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-La nuova censura a Luttazzi: anche la sua presunta vittima, Giuliano Ferrara dice che era satira.
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-Ora il Sunday Times rivela le conclusioni di un laboratorio di analisi. James Watson, dopo le frasi-choc la sorpresa
"Aveva antenati neri di origine africana.
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-Anche Alkleanza Nazionale cambbia nome. Mentre Fini rimprovera Berlusconi di aver fatto solo un restyling di facciata, si avvia a fare lo stesso.
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-La nuova emergenza morti bianche sulla scia del rogo alla Thyssenkrupp. In realtà dal 1995 al 2004 gli incidenti mortali sul lavoro sono calati del 25 per cento. E in Europa, secondo gli ultimi dati disponibili, il numero delle disgrazie fatali su 100.000 occupati è nel nostro Paese di 2.5: sotto la media dell'Ue a 12 (2.8), e pari alla media dell'Ue a 15. Sotto il dato della Francia (2.7), di Belgio (2.9), Lussemburgo(3.2), Spagna(3.7), Austria(5.3), Portogallo (6.7). E appena sopra Finlandia, Germania e Irlanda(2.4, 2.2 e 2.2).
-Vicenda De Magistris. L'avevamo scritto, su L'altrogiornale, in tempi non sospetti. Ora la conferma arriva dalla cassazione. Emerge comunque che la violazione della legge Boato non sarebbe avvenuta sull'onda della polemica sul trasferimento chiesto da Mastella: risaliva infatti al 20 aprile 2007, non all'autunno.
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-La Forleo e le pressioni da sinistra, smentite da Imposimato. Chi mente? Quando due rondini fan primavera..
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Dicembre 2007- Il candidato principe alle elezioni Usa per i repubblicani, Rudy Giuliani, già eroe da sindaco di New York durante l'11/9, fa affari con uno dei complici della strage newyorkese. Per la serie pecunia non olet.
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-La Russia ha avviato la sua moratoria temporanea dal trattato sulle armi convenzionali in Europa. Secondo la stampa sarebbe solo una ripicca per il progetto di scudo americano anti missili nel vecchio continente. Ma il ministro della difesa di Mosca fornisce una giustificazione tecnica che non si può comunque trascurare. La Nato avrebbe appunto superato il limite previsto dal trattato Cfe per i Paesi membri dell'alleanza: eccedendo di 6000 tank, 10.000 veicoli corazzati, 5000 pezzi d'artiglieria 1500 aerei da combattimento.
-Il voto di Cossiga che ha salvato il governo Prodi non era valido?
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-Il nuovo rapporto dell'intelligence Usa che sembra scagionare l'Iran dall'accusa di mirare alle armi nucleari. Ma a leggerlo in integrale dice ben altro: l'allarme è giustificato, e il punto di non ritorno vicinissimo nel tempo.
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-Rudy ha scagionato Sollecito. Il misterioso assassino italiano di cui parla Rudy Guede, indiziato per l'omicidio di Perugia, era "coi capelli castano scuri". Dunque non potrebbe essere lo studente pugliese che li ha chiari.
7/12/07- Il governo ieri sera non stava per cadere sul decreto sicurezza/espulsioni. In realtà a far vacillare l'esecutivo di Prodi è stato un emendamento contro le discriminazioni razziali e sessuali imposto a sorpresa da Rifondazione. A quel punto tre senatori teodem dell'Ulivo lo hanno contestato, e una di loro, la Binetti, non ha votato la fiducia. Al pari del senatore a vita (e da sempre vicinissimo al Vaticano) Andreotti.
7/12/07- Cossiga incoerente sul voto che salva il governo Prodi? Non proprio: il senatore a vita aveva in effetti dichiarato la sua contrarietà al decreto sicurezza sulle espulsioni. Ma infatti ha solo votato la fiducia all'esecutivo per evitare che cadesse. Mentre al momento del voto sul pacchetto sicurezza ha lasciato l'aula, non votandolo.
-L'Occidente ha tirato un sospiro di sollievo per la sconfitta di Chavez al referendum costituzionale. Scongiurato almeno per ora dunque il pericolo di una presidenza a vita sul modello catsrista in Venezuela. In realtà Chavez non aveva (e non avrà) bisogno del referendum per cambiare la costituzione a suo piacimento: si può fare anche per via parlamentare, visto che i suoi sostenitori in parlamento contano su una maggioranza schiacciante.
-Le elezioni in Russia un trionfo per Putin? Non esattamente. La maggioranza di cui dispone alla Duma è anche meno forte della precedente. Con la quale peraltro non aveva finora cambiato la costituzione per poter tornare alla presidenza, pur avendone già i numeri. Il 'golpe bianco' poteva dunque già farlo da tempo. Ora, malgrado gli allarmi dei media, è addirittura meno probabile.
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-La questione salariale. Ma davvero i salari sono crollati negli ultimi anni?
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-Anche Ds e Margherita non si sono sciolti. E cercano tessere e contributi.
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-La polemica sulla pubblicazione delle
intercettazioni sull'inciucio Rai-Mediaset ai tempi del governo Berlusconi. Malgrado ciò che si pensa non c'è stata, come quasi sempre in questi casi, una illecita fuga di notizie:
la fase istruttoria, nel processo per bancarotta della società dell'ex sondaggista Crespi, è chiusa da tempo, e tutti gli atti relativi sono stati depositati nella cancelleria del tribunale di Milano a disposizione delle parti, e dunque sono pubblici. Il segreto istruttorio, con l'eccezione dei parlamentari, fu abolito nell'89. Repubblica ha pubblicato estratti di brogliacci della Finanza già depositati e disponibili.
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-Azouz si era venduto le foto dei suoi familiari, da vivi e da morti.
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-L'insegnante inglese e l'orsetto Mohammed. Non fu lei a dargli quel nome.
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-Ancora dubbi sulla strage di Erba.
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-Annapolis definitivamente fallita, ma nessuno ne parla..
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-La vicenda dei due fratellini scomparsi a Gravina di Puglia, Ciccio e Tore. 'Piccolo' dettaglio fondamentale che non esce circa il rapporto del padre Filippo Pappalardi, appena arrestato, coi due bambini che aveva avuto dall'ex moglie Rosa Carlucci. Ossia la violenza operata dal padre su uno di loro L'ambientale dell'8 giugno, tre giorni dopo la sparizione, è agghiacciante. La Carlucci commenta col suo nuovo convivente Nicola Nuzzolese: "quando trovano i bambini facciamo parlare direttamente loro di tutti i maltrattamenti che abbiamo avuto e poi vediamo se sono pazza io o il padre...li devono far parlare i bambini. Quello non vuole che Ciccio deve venire da me, se nò deve dire che cosa gli è stato fatto, capito Nicola? CI E' STATO VIOLENTATO. Il figlio mio ha una condanna di quelle mai viste". E il 9 giugno 2006 sempre lei a Nuzzolese: "Ciccio diceva...papà deve pagare il male che mi ha fatto". Ecco perchè Ciccio aveva paura che il padre lo uccidesse, anzi era sicuro che sarebbe accaduto, e lo aveva detto a mamma Rosa.
-Finisce la dittatura vaticana e neocon sulla ricerca genetica.
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-Il 'killer' rom dei 4 ragazzi in auto, e ora novella 'star' mediatica beneficiaria di contratto da 40.000 euro per il lancio della 'linearom', Marco Ahmetovic, non è proprio uno straniero e uno sbandato. E' nato a Caserta 22 anni fa da un commerciante di rame. Ad Ascoli ha frequentato le stesse scuole dei ragazzi che ha travolto e d'estate ha giocato a pallone con due delle sue vittime.
-Le tracce di Amanda sul manico del coltello della cucina di Sollecito e a ridosso della vittima sulla punta della lama (tracce di Dna) possono essere legate alla sua presenza in casa dello studente pugliese con cui era fidanzata. Quelle di Meredith sono inoltre tracce non di sangue, ma di materiale genetico per giunta minimo. Il dna di Meredith potrebbe dunque esser finito sul coltello portato dalla stessa Amanda che viveva a stretto contatto conla povera vittima.
-L'arresto del padre dei due fratellini scomparsi a Gravina di Puglia. Le intercettazioni alla base del provvedimento sono tutt'altro che univoche.
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-Trionfali cronache dal vertice di Annapolis su tutti i media mondiali. La pace è a portata di mano? In realtà Hamas ha già detto che le decisioni assunte nella conferenza americana sono carta straccia. E di annunci di negoziati per riprendere la road map poi non rispettati ce ne sono stati a bizzeffe anche in passato. Inoltre anche da Israele è già giunto un primo stop. Ovviamente poco pubblicizzato..
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-Ci siamo. I sostenitori occulti del programma nucleare iraniano hanno gettato la maschera. Da lunedì mattina e fino a giovedì, gli uomini dell'Aiea, l'agenzia dell'Onu che dovrebbe tenere a freno le ambizioni di Tehran, sono invece impegnati a impacchettare col loro marchio le barre di uranio russo, così da poterle poi spedire alle centrali degli ayatollah. Che le aspettano invano da oltre due lustri.
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-Berlusconi afferma di non aver mai detto che Forza Italia si sarebbe sciolta. Ma il sonoro del suo discorso ai gazebo di piazza San Babila, trasmesso da tutte le tv e ancora negli archivi multimediatici dei più disparati siti di informazione, testimonia che lo disse eccome: "Oggi nasce ufficialmente un nuovo grande partito: Il partito del popolo italiano della libertà. Anche Forza Italia si scioglierà in questo movimento".
"Forza Italia - ha proseguito Berlusconi - si sciogliera' nella nuova formazione politica. Forza Italia e' un nome che ha contato ma che contribuira' a dare forza alla nuova formazione politica e a renderla piu' grande". "Sono le 7 milioni di firme rccolte - ha aggiunto - che oggi stesso ci spingono a questo nuovo futuro della politica italiana. Io spero che aderiranno tutti, nessuno e' escluso. Dare vita a questa nuova creatura che sara' la protagonista di liberta' e democrazia nei prossimi decenni". "Il popolo delle liberta' e' - ha ancora detto Berlsconi - aperto a tutti, lo vogliono tutti i cittadini. Prova ne e' che i sette milioni che hanno firmato non erano tutti elettori di Forza Italia. Si sono recati ai gazebo per dire basta alla situazione attuale, uniti contro la frammentazione e per fronteggiare la sinistra sotto i diktat della sinistra estrema. Questo e' cio' che la gente vuole".
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28/11/07- Il dubbio ci era venuto, e lo avevamo scritto su questo giornale all'indomani dell'annuncio di Berlusconi (esattamente 9 notizie fa). Oggi la conferma: Forza Italia non si scioglie!
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-Il caso del capo dei vigili di Roma Giovanni Catanzaro cacciato da Veltroni: la sua auto aveva comunque diritto di esporre il pass invalidi, in quanto trasportava, al momento in cui è stata parcheggiata, una donna invalida di 86 anni dotata appunto del suddetto pass. L'unico errore è stato quello di esporre sul cruscotto, per un banale lapsus, il documento vecchio, che l'anziana credeva smarrito e aveva invece poi ritrovato, al posto di quello nuovo regolarmente valido.
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-Eccola qui nero su bianco la prova che gli alleati del Cavaliere avevano già ufficialmente siglato -nel corso di una cerimonia a palazzo Wedekind alla vigilia delle ultime politiche- il loro via libera alla nascita del partito unico del centro destra. Ovvero quando Fini e Casini spingevano e Berlusconi recalcitrava.
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-La richiesta dei Savoia di un risarcimento da 260 mln allo stato italiano, per la confisca dei loro beni, dei quali chiedono la restituzione per poterli poi mettere a disposizione degli italiani. In realtà essi non sono mai stati confiscati nè espropriati o nazionalizzati dallla Repubblica. Bensì avocati. E dunque, almeno in teoria, è come fossero ancora di proprietà dei Savoia, e (anche) da loro utilizzabili.
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-Universi paralleli e viaggi nel tempo? Esistono davvero...
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-Il maresciallo capo Daniele Paladini è morto mentre lo stavano evacuando in elicottero verso Kabul ed altri tre soldati italiani sono rimasti feriti. Il bilancio delle vittime afghane è ancora più grave: 9 vittime, compresi tre o quattro bambini, e una dozzina di feriti. Alcuni testimoni locali sostengono che almeno un bambino ed un altro civile siano stati uccisi da proiettili sparati dagli italiani, subito dopo l’attacco kamikaze, per timore di un altro attentato.
Il kamikaze, in abiti civili, indossava un giubbotto con 15-20 chilogrammi di esplosivo ad alto potenziale. Inoltre aveva aggiunto le biglie d’acciaio dei cuscinetti a sfera che sono schizzate come proiettili. Del terrorista è rimasto ben poco.
«Poco dopo l’esplosione una delle nostre sentinelle, al posto di guardia sul lato sud, ha sparato in aria una sventagliata di 5-6 colpi con l’arma individuale. Dei colpi di avvertimento per fermare delle macchine che stavano arrivando come prescrive la procedura in questi casi» rivela il comandante di Italfor. «Ero con mio nipote quando gli italiani hanno sparato in aria, ma anche contro un minibus che stava sopraggiungendo. Ci sparavano contro temendo un secondo attacco. Quando tutto è finito mi sono guardato attorno e il bambino era a terra, colpito al torace e alla testa da proiettili» sostiene lo zio Mohamed Qasim. La vittima si chiamava Walid Ahmad e aveva dieci anni. Pure il padre accusa gli italiani. All’ospedale Ali Abad di Kabul è arrivato il cadavere di un adulto, dalla zona dell’attentato, colpito da proiettili. Le vittime sono state già sepolte secondo il rito islamico.
-La repressione contro l'uso di cannabis funziona? Secondo i dati dell'osservatorio sulle droghe di Lisbona non sembra. L'Italia è in testa alla lista europea dei consumatori con l'11 per cento di adulti che han fumato uno spinello nell'ultimo anno. Siamo al primo posto. Cechi, Regnio Unito, Francia, Austria e Germania. Mentre l'Olanda dei coffee shop delle canne libere è all'ultimo posto per consumi, sotto la media continentale.
-Ancora incongruenze dal giallo di Erba...
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-Il nuovo partito annunciato da Berlusconi corrisponde davvero alla fondazione di un nuovo soggetto politico, oppure si tratta di un semplice cambio di nome da Forza Italia a Partito del popolo/della libertà? La risposta l'ha data lo stesso Berlusconi ai parlamentari azzurri. Non solo nella nuova formazione non si scioglieranno dunque, come hanno già indicato, An, Lega, Udc, e nemmeno La destra di Storace. Ma la stessa Forza Italia...
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-Veltroni aveva appena lanciato la proposta di "un sistema proporzionale, senza premio di maggioranza". Proposta che il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, bocciava senza mezze misure: "Non ci sono i tempi: la legge proporzionale annunciata da alcuni (Veltroni) riporterebbe l'Italia indietro nel tempo a quando non si sapeva per chi si stava votando". Era l'11 novembre 2007. Meno di 6 giorni prima dell'annuncio di Piazza S.Babila, con cui il Cavaliere ha a sua volta comunicato di essere favorevole a un ritorno al proporzionale. Per liberare la politica dai "parrucconi" Quando si dice la coerenza.
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18/11/07- Berlusconi annuncia la nascita del nuovo Partito del popolo delle libertà e l'appoggio a una riforma elettorale di stampo proporzionale, decretando la fine della Cdl. Sostiene che il processo sia nato dal basso in modo democratico, col via libera dato da 10 milioni di elettori ai gazebo di Fi. Piccolo dettaglio 'trascurabile': ai suddetti gazebo i cittadini erano stati chiamati a firmare per mandare via il governo Prodi, non certo per fornire l'avallo al nuovo partito o alla rinuncia al maggioritario.
18/11/07- Berlusconi fonda il Partito del popolo delle libertà. Con l'intenzione di sottrarre i governi ai ricatti di coalizioni eterogenee. Lo stesso che ha animato a sinistra la nascita del Partito democratico. Peccato che l'art. 67 della Costituzione vigente continui a recitare: "Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato". Dunque, se alla urne si ottengono vittorie di misura, potranno essere ancora pochi singoli parlamentari, una volta eletti, l'ago della bilancia. Più che di una riforma elettorale ci sarebbe bisogno di una modifica costituzionale.
-Marijuana in giardino Forse è stata uccisa per averla scoperta
Si fa sempre più serrata la caccia al quarto uomo per il quale la Procura di Perugia ha emesso un ordine di custodia cautelare in carcere. Per gli inquirenti è uno degli «amici» di Amanda Knox, e la ragazza deve temerlo abbastanza da non averne voluto fare il nome, limitandosi a tirare in ballo Patrick Lumumba. Probabilmente, l'africano tossicodipendente che gli inquirenti hanno individuato come presente sulla scena del delitto dalle molte tracce lasciate in casa e vicino al cadavere, potrebbe essere un amante e «socio» di FoxyKnoxy in qualche affare non troppo limpido. Un affare, forse legato agli stupefacenti (nell'orto della casa sono state ritrovate piantine di marijuana) che Meredith avrebbe scoperto. Un motivo di attrito in più tra l’americana e Mez, che già non sembrava gradire il via-vai di conoscenti di Amanda nell'abitazione di via della Pergola, come aveva confidato alle amiche inglesi. Il quarto uomo, un ivoriano, potrebbe così aver organizzato una «azione» contro la studentessa londinese, coinvolgendo almeno Amanda nella realizzazione. Una punizione pianificata in quel giorno approfittando del fatto che per il ponte di Ognissanti gli altri occupanti della casa erano fuori, e pensata solo per spaventarla. Ma poi degenerata in un tentativo di violenza sessuale e finita in tragedia.
-Nessuna traccia biologica dei coniugi Romano nella casa del massacro di Erba. E i due che, intercettati, sembrano proclamare almeno l'innocenza di lui.
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-Tanto rumore per nulla. Pare che l'Italia abbia vinto una battaglia fondamentale contro la pena di morte in sede Onu. Ma si tratta solo della possibilità di sottoporre all'assemblea generale a metà dicembre una risoluzione sulla moratoria alle esecuzioni capitali. E in quella sede assumerà comunque valore morale (non vincolante pratico) solo se i 192 Paesi la approveranno votando a favore.
-L'Iccp, l'organismo Onu che un giorno sì e l'altro pure diffonde i suoi rapporti catastrofici sul riscaldamento globale, in verità non è una vera comunità scientifica. Ne fanno parte 2500 scienziati, ma tutti di nomina intergovernativa, non uno specchio fedele e obbiettivo del mondo scientifico.
-Per due anni politici e media hanno cavalcato la storia dell'assassinio di Hina, la ragazza pakistana ufficialmente uccisa dal padre con un delitto d'onore, perchè tradiva i valori dell'Islam e della tradizione per una 'dissoluta' way of life di stampo occidentale. In realtà suo padre abusava di lei sessualmente. E proprio per questo Hina l'aveva già denunciato.
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-Quello in Pakistan da parte di Musharraf è davvero un colpo di stato? Sì, perchè secondo la costituzione il presidente puà in effetti dichiarare lo stato d'emergenza in caso fi grave minaccia alla nazione, ma il decreto del 3 novembre è stato firmato solo dal capo dell'esercito, non dal presidente, ed è dunque un atto incostituzionale.
-Una persona aveva visto rapire Madeleine. E conferma tutto. E' il dettaglio che non esce della vicenda della scomparsa della bimba inglese in Portogallo.
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-Ricordate la storia di Sotheby's che fallisce perchè non riesce a vendere un Van Gogh (Il campo di grano) all'asta degli impressionisti, uscita qualche giorno fa sui media mondiali. In realtà in quella stessa seduta Il mattino di Gaguin era stato vendito per una cifra record. E solo pochi giorni dopo, venerdì 16 novembre, la casa d'aste newyorchese ha stabilito il record per una sola seduta: in 263 anni d'attività, con 316 milioni di dollari.
-La proprosta di riforma elettorale di Veltroni, o Veltronellum. Secondo i media sarebbe un proporzionale senza più maggioritario. E invece..
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-Secondo i soloni del commento post hoc, non c'era alcun collegamento tra l'episodio della rissa all'autogrill, che ha portato all'uccisione del laziale Gabriele Sandri, e il mondo del calcio. Ma le deposizioni dei protagonisti dicono altro. A provocare lo scontro è stato infatti un diverbio innescato proprio dalla diversa fede calcistica dei due gruppi di tifoso incontratisi per caso. A quelli della Lazio pareva che gli juventini li guardassero storti, e dal classico "che cazzo guardi" si è passati a una bottigliata e alle ombrellate e cazzotti. Dunque nessun parcheggio rubato o cappuccino rovesciato dietro il tafferuglio, come ipotizzato finora. Solo l'attitudine alla violenza degli ultrà curvaroli. Che non a caso giravano armati: nei pressi dell'autogrill i compagni di Sandri, all'apparire della polizia, si era subito liberata di due coltelli, ritrovati in seguito.
-Un ultrà 'diverso', l'esatto contrario del teppista da stadio. Questa il santino cucito su misura dalla stampa per Gabriele Sandri, il ragazzo ucciso mentre andava a vedere a Milano la partita della Lazio. E invece era anche lui un facinoroso della domenica: e proprio per questo nel 2002 era stato denunciato e sottoposto al Daspo.
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-L'agente che ha ucciso il tifoso laziale Gabriele Sandri potrebbe finire assolto anche se si riscontrasse che ha sparato volontariamente ad altezza d'uomo. L'articolo 53 del codice penale elenca le fattispecie in cui le forze dell'ordine possono sparare. E il caso di un'auto (la Mercedes scura degli juventini) che si avvia a tutta velocità con lo sportello aperto mandando al tappeto uno dei laziali ancora fuori dall'abitacolo della Renault, sommato agli scambi continuati di botte tra una decina di elementi, potrebbe rientrarvi. Vista da lontano era un po' difficile distinguere il tutto da un tentato omicidio. Ma ecco cosa dice il codice:
"Articolo 53-Uso legittimo delle armi.
Ferme le disposizioni contenute nei due articoli precedenti, non e' punibile il pubblico ufficiale che, al fine di adempiere un dovere del proprio ufficio, fa uso ovvero ordina di far uso delle armi o di un altro mezzo di coazione fisica, quando vi e' costretto dalla necessita' di respingere una violenza o di vincere una resistenza all'Autorita' e comunque di impedire la consumazione dei delitti di strage, di naufragio, sommersione, disastro aviatorio, disastro ferroviario, omicidio volontario, rapina a mano armata e sequestro di persona (1) . La stessa disposizione si applica a qualsiasi persona che, legalmente richiesta dal pubblico ufficiale, gli presti assistenza. La legge determina gli altri casi, nei quali e' autorizzato l'uso delle armi o di un altro mezzo di coazione fisica. (1)Comma cosi' modificato dalla L. 22 maggio 1975, n. 152".
-Ancora sull'editto bulgaro anti-Biagi. Dal testo del discorso di Berlusconi a Sofia si omette in realtà una frase pronunciata in chiusura, rispondendo a precisa domanda dei giornalisti presenti allora alla conferenza. Alla stampa che gli chiedeva se Biagi Santoro e Luttazzi avrebbero dovuto lasciare la Rai, il Cavaliere rispose infatti: "Ove cambiassero, nulla ad personam, ma siccome non cambieranno...". Dunque, se anche la cosiddetta cacciata è poi avvenuta con ogni probabilità per un eccesso di zelo dei dirigenti della tv pubblica, andava esattamente incontro alle aspettative del neo-premier. Il quale, pur non avendo poteri diretti su viale Mazzini, era pur sempre il capo della maggioranza al cui controllo sottostava a sua volta la commissione di vigilanza (di nomina politica) che governa i destini del consiglio di amministrazione della Rai. Ciò non toglie comunque che Biagi non fu mai licenziato dalla tv di stato, nè il suo programma cancellato, bensì spostato in altra collocazione per questioni di marketing pubblicitario non proprio campate in aria (rilanciare la sfida degli ascolti nella fascia presidiata da Striscia). La scelta di non rifarlo e di interrompere i rapporti con l'azienda fu sua.
-La cattura del boss Lo Piccolo a Palermo. Viene presentata come il frutto delle nuove tecniche di indagine: chiusa l'era dei pentiti si sarebbe aperta quella delle nuove tecnologie e dei pazienti appostamenti sul campo. Peccato che a tradire il boss sia stato invece anche stavolta il solito pentito...
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-Dal 21 dicembre vengono rimossi i posti di frontiera tra Italia ed est Europa. Ma nessuno ne parla. E' la classica notizia che non esce, dalle conseguenze, comunque la si pensi, epocali.
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-L'editto bulgaro contro Biagi. Al funerale si riaccendono le polemiche contro tra le figlie e Berlusconi sulla scomparsa del grande giornalista dal video per cinque anni. Il capo di Forza Italia si proclama innocente. Chi ha ragione? Una prima risposta viene dalla lettura della frase incriminata, pronunciata il 18 aprile 2002 mentre il Cavaliere era a Sofia in qualità di premier. Inoltre, nessuno lo dice, ma Biagi non fu mai licenziato. La sua trasmissione, Il Fatto si concluse come da contratto a fine stagione, e in seguito fu lui a rifiutare le proposte della Rai per altri programmi o altre collocazioni orarie dello stesso 'Fatto'. Rescindendo poi il contratto per andare in causa sua sponte.
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-Polemiche infinite e una gestazione travagliatissima per il 'nuovo' decreto sulle espulsioni di rom e nomadi rumeni. In realtà dallo scorso 6 febbraio è già in vigore una sua perfetta fotocopia: il decreto n.30, in attuazione della direttiva 38 del 2004.
Inoltre, anche se la direttiva europea proibisce l'allontanamento dei comunitari stranieri senza mezzi di sostentamento, l'art.21 del decreto Amato n.30 del 6 febbraio 2007 ne prevede invece la possibilità (il provvedimento di allontanamento può altresì essere adottato quando vengono a mancare le condizioni che determinano il diritto di soggiorno dell'interessato). E infatti il ministro amato ha ricordato in una lettera al Corriere di aver già utilizzato questa fattispecie, allontando dall'Italia alcuni comunitari in base all'articolo 21 del decreto n. 30.
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-Il centro destra chiede l'espulsione anche dei rom che non hanno di che mantenersi. Ma è la direttiva europea (la 38 del 2004) ad proibirlo. Ecco cosa dice.
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-In fumo il 'martirio' mediatico della Forleo, che piangendo confessa: "Mai parlato di pressioni istituzionali" Ma sul Corriere e sui principali giornali finisce in un trafiletto nelle pagine interne.
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-Gli Usa a parole stigmatizzano l'ultimo colpo di mano di Musharaff in Pakistan. Ma in realtà il Pentagono ha dichiarato che, a differenza degli aiuti puramente economici (poca cosa sul totale), il sostegno militare al Pakistan non verrà meno: dai 7 ai 10 miliardi di dollari di aiuti militari l'anno -ufficialmente classificati sotto la voce lotta al terrorismo filo telebano e qaedista- coi quali il generalissimo e bis-golpista puntella il proprio regime sul fronte interno.
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-La strage del cecchino di Guidonia (due morti e 15 feriti). Com'è possibile che una persona congedata per disturbi psichici dall'esercito possedesse armi? Il motivo è semplice: l'idoneità psicofisica viene stabilita solo al momento della prima concessione del porto d'armi. I successivi rinnovi, annuali rilasciati dal prefetto, avvengono senza più visite mediche della Asl o degli uffici medico legali militari o della polizia. Lo svela il segretario del Savip, il sindacato delle guardie giurate, Vincenzo del Vicario. Per la certificazione di abilità all'uso delle armi, nel caso del cecchino Spagnoli, faceva fede proprio la militanza nell'esercito.
6/11/07- Il rumeno Mailat Nicolae, l'assassino di Giovanna Reggiani, non avrebbe potuto essere espulso, perchè era nel nostro Paese solo da tre settimane, molto meno dei tre mesi richiesti dalla direttiva europea e dalla legge italiana per poterlo allontanare o riaccompagnare in patria. Anche col nuovo decreto sulla sicurezza in gestazione, non si sarebbe potuto prevenire rimandandolo in Romania, come l'opinione pubblica chiede di fare coi tanti suoi connazionali che risiedono nelle periferie italiane.
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-L'omicidio di Giovanna Reggiani da parte del rumeno Nicolae:
Per molti ma non per lui.Forse qualcuno avrà notato che il decreto «ad personam», approvato in fretta e furia dal governo per punire il rumeno accusato di aver ucciso Giovanna Reggiani colpirà molti ma di sicuro non lui. Se al termine del processo per direttissima l'uomo sarà giudicato colpevole infatti potrà essere espulso immediatamente con una pena accessoria già prevista da tempo dalle leggi esistenti.
-L'uccisione di Giovanna Reggiani a Tor di Quinto ha rinfocolato le polmiche tra opposizione e governo sulla responsbilità dell'invasione migratoria rumena. Ma è vero che si sarebbe potuto introdurre una moratoria al libero accesso, come avrebbero fatto altri Paesi europei al momento dell'ingresso della Romania nell'Ue?
In realtà non era possibile alcuna moratoria sugli ingressi dei neocomunitari. E infatti nessuno ha potuto imporla. L'unica limitazione possibile. adottata in alcuni Paesi europei, riguardava solo certe categorie di lavoratori. Ma di lavoratori appunto si sarebbe trattato. Non di delinquenti o nomadi Rom disoccupati.
-Dalla sentenza di Madrid sulla strage di Atocha, la classica notizia che non esce: non fu opera di Al Qaeda.
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1/11/07- Ieri la corte iberica lo ha confermato: i colpevoli della strage di Madrid furono gli islamici, condannati a 40.000 anni di carcere in totale, Piccolo dettaglio: mai avrebbero potuto realizzarla, se a fornirgli l'esplosivo non fosse stato uno spagnolo, o meglio il minatore Emilio Trashorras che ha gli vendette la dinamite della miniera Conchita in cambio di droga. Dunque gli attentati non saranno stati targati Eta, ma il fornitore delle bombe proveniva proprio dalle zone dell'indipendentismo basco zone. Trashorras è infatti un asturiano.
1/11/07- La donna di Roma massacrata dall'immigrato rumeno. A denunciare il connazionale alle forze dell'ordine è stata una nomade Rom, tale Emilia, che dopo aver visto il colpevole allontanarsi con il corpo della vittima in spalla, si è buttata in mezzo alla strada fermando il bus 36, al grido di "Corri, c'è una donna in fondo al burrone. Chiama la polizia!". Indicando succesivvamente alla polizia la via di fuga sehguita dall'assassino Mailat.
-La denuncia del giudice Clementina Forleo su presunte 'trame' istituzionali ai suoi danni. Ma a cosa si riferisce nello specifico il gip milanese? Si tratta di sospetti concreti o dell'ennesima sparata mediatica di un magistrato sotto pressione?
Comuqnue la si giudichi, non si può negare che un episodio inquietante nelle vita recente della Forleo si sia effettivamente verificato. Pochi mesi fa, nel bel mezzo del ciclone intercettazioni Unipol, entrambi i suoi genitori sono morti in un incidente stradale in cui anche il marito si è salvato per miracolo. Minacce in quantità erano giunte all'anziana coppia a seguito delle indagini contro la politica svolte dalla figlia. Tanto da innsecare una denuncia contro ignoti alla procura di Brindisi.
Solo una coincidenza?
-Le polemiche sul doppio rigore contro la Juve al S.Paolo di Napoli riaccendono l'eterno dibattito sulla necessità della moviola in campo. Si citano altri sport che la utilizzano con successo, come il rugby. Ma nessuno dice che anche nel calcio è già stata utilizzata, e non proprio in una partitella di provincia: l'istant replay è stato usato per espellere Zidane per la celeberrima testata a Materazzi, durante l'ultima finale mondiale
-Il referendum sulla secessione di Cortina dal Veneto. I media parlano di schiacciante vittoria dei sì. In realtà si tratta di un esito virtuale senza risvolti pratici. Che da solo non può portare all'agognato trasloco in Trentino della nota località sciistica. Perchè vi sia l'effetto pratico, le camere devono prima approvare una legge di modifica costituzionale. Peraltro non è ancora chiaro se la revisione dei confini regionali possa essere attuata senza ridiscutere il trattato internazionale De Gasperi-Gruber del 1946. E comunque, prima dell'intervento delle camere, la Corte costituzionale deve convalidare i risultati del referndum inviatigli dal prefetto, il consiglio dei ministri elaborare l'apposito disegno di legge da sottoporre al parlamento, e, last but not least, la regione Veneto e la provincia autonoma di Bolzano devono esprimere un parere non vincolante e trasmetterlo alle camere.
-La causa di Margherita Agnelli per conoscere l'esatto ammontare del patrimonio dell'Avvocato in chiave eredità. E se il 'patto' del 2004 (a cui la stessa Margherita aveva aderito rinunciando a ulteriori pretese per poi fare marcia indietro fra le accuse di tradimento degli altri familiari) fosse stato invalido già in partenza? Esso conteneva infatti la rinuncia all'eredità di Marella Agnelli (madre di Margherita), e il diritto italiano non lo prevede.
-Vi ricordate la vicenda dell'ex parlamentare dell'Udc Cosimo Mele e della sua notte brava base di sesso e droga che gli valse la proscrizione da parte dei colleghi? Ebbene, a distanza di qualche mese dalla 'crocifissione' mediatica, sembra emergere che alla squillo protagonista del fattaccio gli stupefacenti non li avrebbe dati lui.
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-Semplice come l'uovo di Colombo. Ecco la soluzione per combattere alla radice le gigantesche stragi causate dagli incidenti stradali in tutto il globo. Perchè allora non si fa' eppure basterebbe solo una legge...
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-Palle e spallate
"Non ho mai pensato a nessuna spallata, è un termine che non ho mai usato. E' stato usato dalla stampa ma non mi appartiene"
(Silvio Berlusconi, Ansa, 28 ottobre 2007)
"Sono amareggiato per alcune assenze che hanno compromesso un colpaccio (nella votazione sull'ordinamento giudiziario al Senato, ndr): perché questa era un'occasione storica per dare al governo Prodi quella spallata che lo avrebbe mandato a casa, visto che se la maggioranza fosse andata sotto ci sarebbe stata sicuramente la crisi". (Silvio Berlusconi, Ansa, 11 luglio 2007)
*(dalla rubrica Carta Canta di Marco Travaglio del 29 ottobre 2007)
-I biocarburanti accrescono la fame nel mondo..
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-Prosciolto il marine che uccise Calipari in Iraq. Difetto di giurisdizione o la solita autoreferenzialità del complesso militare Usa? In effetti l'Italia ha aderito alla risoluzione dell'Onu secondo cui tutto il personale della coalizione di stanza in Iraq è sottoposto alla giurisdizione dello stato di invio. E dunque può essere giudicato solo in patria. Per la serie chi è causa del suo mal...
24/10/07- Le false stimmate di Padre Pio..
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23/10/07-Anche l'Italia partecipa al controverso progetto di scudo spaziale americano. La conferma direttamente da Bush, che in un'esternazione alla
National Defense University sulla necessità di una difesa missilistica anti Iran in Europa, ringrazia l'Italia che partecipa al programma dal 2001 lavorando "in stretto rapporto" con Washington.
22/10/07- De Magistris, il pm di Cantanzaro che ha messo sotto indagine Mastella, ha iscritto il guardasigilli nel registro degli indagati, ipotizzando sulla base di intercettazioni telefoniche indirette i reati di finanziamento illecito dei partiti abuso d'ufficio e truffa, senza prima far chiedere (e ottenere) dal Gip l'autorizzazione alle camere. Ovvero senza fare ciò che la normativa (art.4-6 della legge 140 del 2003. cosiddetta Boato, e art.68 della costituzione) prescrive nel caso di un parlamentare.
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-Tanto rumore per nulla. Sulla vicenda della richiesta di trasferimento del Pm De Magistris da parte di Mastella, non sarebbe in ogni caso lui a decidere. Il ministro ha solo il potere d'iniziativa, ovverro di sottoporre alla Cassazione la proposta. Poi sono i giudici dell'apposita sezione, dunque sempre dei magistrati, a pronunciarsi in piena autonomia, nel corso di una specie di processo in cui De magistris avrà tutte le chance di difendersi e farsi difendere. Staisticamente metà delle proposte di trasferimento (finora su iniziativa del Pg della cassazione) di magistrati, circa la metà viene respinta. Peraltro, se non si fosse fatto della richiesta di trasferimento mastelliana un caso da martirio mediatico, l'inchiesta Why not non sarebbe mai stata tolta al Pm di Catanzaro, come accaduto attraverso la recente avocazione per incompatibilità tra lui e il ministro.
20/10/07- Benazhir Bhutto simbolo dell'aspirazione alla democrazia e al buon governo in Pakistan?
Non esattamente: le accuse di corruzione non erano infondate, e la sua salita alla testa del Pakistan People's Party (e dunque dell'opposizione) avvenne per diritto familiare, dopo il padre e la madre.
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20/10/07- L'iscrizione di Mastella nel registro degli indagati: ma su di lui non si indagava già dal 21 settembre?
Ennesima clamorosa conferma del fatto che l'iscrizione nel suddetto registro, così come l'avviso di garanzia, teoricamente misure appunto a garanzia dell'imputato, in realtà non lo sono.
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-La lotta per l'eredità di Pavarotti: il 'maestro' lasscia tutti a bocca sciutta. il tesoretto si rivela un monte di debiti.
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-Ma Sarkozy può divorziare ? È corsa voce che il segretario generale dell'Eliseo, Claude Guéant, abbia fatto fare delle ricerche su casi di divorzio di un presidente in esercizio nel mondo (c'è solo il greco Papandreu). In Francia, per l'articolo 67 della Costituzione (riformato da Chirac), il presidente «non può, durante il suo mandato e di fronte ad alcuna giurisdizione o autorità amministrativa francese, essere richiesto di testimoniare e neppure fare oggetto di nessuna azione» di carattere giudiziario. Quindi Cécilia non può chiedere il divorzio, cosa che comporterebbe la comparizione di Nicolas Sarkozy di fronte a un giudice (anche in caso di divorzio consensuale). L'unica possibilità è che sia lo stesso Sarkozy a chiedere il divorzio, oppure, ironizzano i giuristi Norbert Foulquier e Vincent Valentin su Libération, potrebbe rivolgersi alla Corte europea dei diritti dell'uomo per denunciare la discriminazione di cui è vittima la moglie del presidente: la sola donna francese a non poter chiedere il divorzio.
19/10/07- L'impianto nucleare proibito colpito da Israele in Siria? Tutto colpa di un'errata traduzione. Ovvero 'lost in translation'.
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10 ott.- Ladri nella casa della famiglia Poggi a Groppello Cairoli. Rubato il portafoglio e le foto di Chiara. E' quanto riportato dal quotidiano 'Libero' che spiega: ''la madre di Chiara, suo marito e il figlio Marco si sono trasferiti qui, perche' in via Pascoli e' tutto sotto sequestro. In questa casa-rifugio, sabato scorso un balordo (o forse piu' di uno) ha messo a segno l'ennesimo oltraggio. Ancora una violenza su Chiara - spiega - I Poggi erano a mangiare la pizza al ristorante del paese. In quelle ore qualcuno ha sfondato la porta di casa ed e' entrato. Compiendo il gesto vile. Le stanze che vengono ribaltate e gli armadi svuotati, mentre mani ciniche e spietate frugano nella borsa di Chiara''
-Gli esami di riparazione reintrodotti dal ministro Fioroni? Una bufala.
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-Dibattito sulla necessità del ticket sul traffico nella megalopoli meneghina. In realtà secondo l'Arpa (agenzia regionale per l'ambiente)negli utlimi 15 anni c'è stato un crollo verticale delle sostanza inquinanti in Lombardia: il biossido di zolfo è sceso da 38 a 5 microgrammi per metro cubo(-87 x cento), quello di azoto da 115 a 60(-48), l'ossido di carbonio da 3.9 a 1.3 mg(-679) e le famigerate polveri sottili sospese pm10 da 140 a 59 microgrammi per metro cubo (-58).
-Ancora sulla richiesta di trasferimento di De Magistris..
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-Prezzo del petrolio a livello record? In realtà, aggiustati all'inflazione, i 30 dollari dell'inizio anni 80 equivalgono oggi a 96-100. Lo ricorda il prof. della statale di Milano Marzio Galeotti.
15/10/07- Veltroni aveva promesso per anni che dopo l'elezione a sindaco di Roma l'avrebbe smessa con la politica. E se ne sarebbe andato in Africa a fare il cooperante. Oggi è diventato segretario del Partito democratico: primo giorno primo impegno non rispettato, un record.
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-Il nuovo partito del centro sinistra italiano non si chiama Partito democratico. La sigla ufficiale è L'Ulivo-Partito democratico, e infatti così viene chiamato nel manifesto del Pd, e infatti questa era la dicitura sulla scheda delle primarie. In pratica alle primarie del 14 ottobre gli italiani hanno votato per far nascere L'Ulivo!
Forse già dal nome (oltre che dal fatto che le facce dei protagonisti sono sempre quelle) si può arguire che non si tratta esattamente di una rivoluzione. Almeno le altre volte, prima di fare flop avevano cambiato il nome (Cosa 1 o 2, Fed, Gad, Unione). D'altronde il marchio Partito Democratico in Italia esiste già, e lo ha registrato pochi mesi prima che iniziasse la marcia di avvicinamento della formazione veltroniana tale Gianfranco Danti di Padova. Ciò testimonia la totale sfiducia nel progetto che ancora fino al 2006 regnava nel centro sinistra rispetto alle chance del Pd di vedere la luce. Deve averli convinti il crollo delle quotazioni del governo Prodi in seguito alla prima finanziaria all'insegna delle tasse. Altrimenti qualcuno avrebbe provveduto a registrarne il copyright col giusto anticipo.
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-Mastella: "E' stato De Magistris
a chiedere di essere trasferito"
Rivelazione del Guardasigilli: "Aveva chiesto di essere spostato in un'altra procura prima della mia richiesta al Csm. La sua domanda è del 29 giugno". Il pm: "L'ho fatto per verificare la graduatoria di anzianità"
"Dicono che io voglio ammazzare i magistrati, che li voglio mandare via, ma al Csm annuncio che Luigi De Magistris aveva già fatto domanda di trasferimento il 29 giugno, prima che io intervenissi sul caso". Lo ha detto il Guardasigilli Clemente Mastella nel suo intervento alla Conferenza nazionale sulla giustizia in corso a Roma. "Voglio che si faccia un po' di verità - ha aggiunto il ministro - io mi assumo le mie responsabilità sono il titolare di alcune cose che prima non c’erano, delle nuove norme che prima non esistevano, mi permettono di agire come ministro. Ma dire che non voglio combattere la mafia e che ostacolo la magistratura è distorcere la realtà".
Il pm replica: De Magistris si difende e spiega che era la "richiesta che spesso i magistrati fanno per verificare la posizione in graduatoria di anzianità sul territorio nazionale". "Ho più volte ribadito, per chi non lo avesse ancora capito - aggiunge - che voglio rimanere a lavorare nella Procura di Catanzaro nei prossimi anni e che quindi nessuna volontà di trasferimento mi può essere attribuita. Anzi, tutt’altro".
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-Il Nobel della pace a Gore per meriti ambientali:
Qualche tempo fa il Nashville Electric Service ci ha fatto sapere, perché l'America è un grande Paese, che la casa di Al Gore, venti camere da letto, tre saloni, piscina coperta e scoperta, consuma più elettricità in un mese di quanto una famiglia americana media ne consumi in un anno. Nel suo An Inconvenient Truth, premiato con l'Oscar per il miglior «documentario», l'ex vicepresidente sconfitto da Bush nel 2000 fa appello agli americani per ridurre il consumo di elettricità nelle loro case. Ebbene, negli Stati Uniti il consumo medio per casa è di poco superiore ai 10mila kilowatt-ora (kWh) all'anno, mentre nel 2006 casa Gore ha divorato circa 221mila kWh: più di 20 volte la media nazionale. Soltanto lo scorso agosto, Gore ha bruciato 22mila kWh, con una bolletta che sfiora i 1400 dollari. Dall'uscita di An Inconvenient Truth, poi, il consumo energetico di casa-Gore è cresciuto da una media di 16mila kWh al mese nel 2005 agli oltre 18mila kWh al mese del 2006. «Come portavoce del movimento per la lotta al global warming - ha dichiarato Drew Johnson, presidente del Tennessee Center for Policy Research - Gore dovrebbe dare il buon esempio agli americani». Non lo fa.
***Inoltre, pur riciclatosi come pacifista, fu sotto Clinton l'ispiratore dell'Iraqi liberationact che innescò il countdown per il cambio del regime di Saddam. E ancore prima, un acceso fautore del bombardamento del Kosovo. Piuttosto, il suo vero merito consiste nell'aver dato, porpio lui, il via a internet: fu lui a proporre le due leggi che trasformarono il sistema di comunicazione superveloce segreto del Pentagono nell'autostrada dell'informazione che oggi conosciamo. Ma a sfruttare internet sarebbero stati poi Al Qaeda e i terroristi islamici di tutto il mondo. Non proprio una rete della pace...
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-L'incidente che ha ucciso il piccolo di Bormio: L'avvocato Giuseppe La Capria ha ribadito come quella in cui è avvenuta la tragedia sia una strada vicinale, accessibile ai proprietari dei fondi vicini e non una pista ciclabile. "Nella sua drammaticità - ha aggiunto - si tratta di un omicidio colposo, mentre questi due ragazzi sono stati definiti degli assassini. Si doveva essere più cauti".
"Per chi viene da Valdisotto c'è un solo cartello - ha detto La Capria, che è anche assessore ai lavori pubblici del comune di Bormio - su cui è scritto: Vietato l'accesso a esclusione dei proprietari e dei conduttori di fondi. Su quella strada - ha detto - non potevano quindi esserci né il mio assistito né la madre con il bambino".
-I legali di Olindo Romano e Rosa Bazzi, con tanto di nota ufficiale, sostengono che la consulenza dei Ris escluderebbe non solo la presenza di tracce compromettenti dei due stragisti di Erba nella loro casa. Ma soprattutto nell'appartamento di Raffaella Castagna, teatro dell'eccidio.
-Le primarie del Pd sono una cosa seria?
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10/10/07- Forza Italia il partito dell'antipolitica e Berlusconi un Grillo ante litteram? Eppure Fi è appena stata l'unica formazione a votare contro alla camera al progetto di riduzione del numero di deputati e senatori.
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-Il refrendum sul welfare un successo? In realtà hanno votato 5.1 milioni ma su 36 di potenziali aventi diritto(tra lavoratori e pensionati). E su 5.1 mln, 1.1 erano pensionati.
-Mastella simbolo della Casta e Di pietro l'anti-Mastella? Eppure, sui 1285 consulenti assoldati dai ministeri, gli unici due dicasteri che non ne hanno a libro paga neanche uno sono proprio il ministero della giustizia e quello delle infrastrutture. Tutti gli altri contribuiscono invece a una spesa per gli emolumenti che sfiora i 500 milioni annui: in testa i beni culturali con 436 in coda l'interno con 1.
-Il protocollo sul welfare,appena sottoposto a referendum con esito positivo, migliora davvero anche la situazione dei precari, come affermano la triplice sidnacale e il governo? Non esattamente..
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-Se anche fossero stati i genitori, non sarebbe da attribuire alla sedazione la morte della piccola Maddie in Portogallo. lo spiega Maurizio Bonati del dipartimento salute materno-infantile al Mario Negri di Milano. Che definisce il Calpol un blando analgesico a base di paracetamolo che si dà ai bimbi con la febbre. Può sì provocare intossicazione o avvelenamento, ma a dosi 10 volte il normale. E comunque perchè la morte sopraggiunga ci vogliono parecchie ore, non poche o un paio. Inoltre non può esserci uno psicofarmaco dietro le tracce di sangue di Maddie trovate dalla polizia. Non provocano emorraggie, bensì danni a fegato e reni.
-Ma com'è che agli italiani piacciono così poco le tasse? All'indomani dell'infelice battuta di Padoa Schioppa, che in tv le ha definite "bellissime", si è riaperta l'eterna polemica sui 'tartassati'. A un'analisi superficiale il livello del prelievo fiscale in Italia sembra assolutamente in linea con la media dell'Europa a 13, anzi persino più basso di quello di alcuni nostri partner continentali (vedi la Francia). Il punto è che da noi la platea su cui si distribuisce il fardello di imposte e balzelli, è in realtà molto più ristretta di quanto i numeri ufficiali non dicano. Ciò che fa schizzare il dato del salasso statale -sommando alle imposte dirette nazionali e locali anche le occulte o indirette (Iva, accise, multe ecc.)- da un irrealistico 43.1% fino al 70% e oltre. Aldilà della provocazione statistica, una soglia comunque superiore all'attuale, e insostenibile per chi non ha mezzi per svicolare
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-Domenica si vota per le primarie del Pd. In circa 10.000 seggi sparsi su tutto il territorio italiano si voterà per eleggere il segretario nazionale, i 2.400 componenti dell’assemblea costituente nazionale, i segretari politici regionali e i 4.800 componenti delle assemblee costituenti regionali. I componenti da eleggere saranno ripartiti fra i 475 collegi utilizzati per la quota maggioritaria della Camera dei deputati secondo la legge elettorale «Mattarellum». Ma si votano liste bloccate con sistema proporzionale. Esattamente come prevede a livello nazionale la legge elettorale 'porcata' che da sinistra si vuole abolire col referendum. Della serie la coerenza non è il loro forte..
-In Italia c'è un'emergenza precari? Stando alle cifre non pare. La nostra media nel 2006 è stata secondo Eurostat del 13.1% di lavoratori con contratti temporanei sul totale degli occupati (ed era al 12.7 già nel 2000). Quella dell'Europa a 15 14.3, in Germania 14.2, Francia 13.5, Spagna 34. Paradossalmente solo l'ultraliberista Regno Unito è invece al 5.8.
-Craig Venter crea la prima vita artificiale modificando il cromosoma di un batterio? Ma se già una ventina d'anni fa il biochimico americano e premio Nobel Arthur Kornberg produceva un virus sintetico..
-Anche Stella, il moralizzatore del best seller La casta, ha i suoi scheletri nell'armadio. Per la serie chi è senza peccato...
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-Al referendum tra i lavoratori sul protocollo del Welfare possono partecipare pensionati, lavoratori, financo i disoccupati, presentando libretti, buste paga e iscrizione al collocamento. Ma non la categoria forse più interessata dall'accordo: i lavoratori atipici.
-Referndum tra i lavoratori sul Welfare. Ma l'accordo ha davvero superato gli effetti dello scalone previdenziale di Maroni, come pretende il governo? Giudicate voi: la legge Maroni prevedeva l'innalzamento a 62 anni nel 2014. Il protocollo firmato coi sindacati nel 2013. Un anno prima.
-Le polemiche che investono il ministro della giustizia Mastella sulla sua volontà di trasferire De magistris il magistrato di Catanzario le cui inchieste coinvolgono Prodi e hanno sfiorato lo stesso guardasigilli. In realtà Mastella ha soltanto chiesto al Csm, ovvero all'organo di autogoverno dei giudici, composto anch'esso da magistrati e autonomo dall'esecutivo, di esprimersi sulla possibilità di trasferirlo. Dunque alla fine saranno sempre i suoi colleghi, non il ministro, a decidere.
-Coi cellulari il rischio tumore sale del 20-30 per cento.
Chi utilizza il cellulare da più di 10 anni vede aumentare le possibilità del 20 per cento di contrarre il glioma e del 30 per cento di ammalarsi di neuroma acustico. Il primo è un tipo di tumore maligno che colpisce soprattutto il tessuto nervoso del cervello, ed è difficilmente curabile; il secondo è una formazione benigna. La probabilità di incorrere in tumori è indiscutibile, almeno stando ad una ricerca condotta da due scienziati svedesi, Lennart Hardell dell'University Hospital di Orebro e Kjell Hansson Mild della Umea University, e pubblicata su 'Occupational Environmental Medicine'.
I due ricercatori hanno analizzato 11 ricerche che dalla Svezia alla Danimarca, dalla Germania al Giappone e dagli Stati Uniti alla Gran Bretagna hanno studiato l'evolversi di tumori al cervello e hanno scoperto che il fenomeno è in stretta relazione con l'uso dei cellulari e che i tumori si manifestano soprattutto sul lato della testa dove normalmente viene appoggiato il telefonino. In particolare si è rilevato un aumento dei glioma e dei neuromi acustici. I due ricercatori hanno voluto condurre loro stessi delle ricerche e la loro conclusione conferma quanto scoperto dagli studi internazionali.
A tutt'oggi sono numerosi gli studi realizzati per verificare la pericolosità dei telefoni cellulari sull'uomo. La maggior parte ha concluso che il loro utilizzo non induce alterazioni alle cellule tali da ritenersi pericolose. Solo il mese scorso, ad esempio, un progetto voluto dal governo britannico e da varie società di telecomunicazioni inglesi, chiamato "Mobile Telecommunications and Health Research", aveva stabilito che "non è stata trovata alcuna relazione tra l'uso dei cellulari ed effetti dannosi sulla salute delle persone".
Ma mai era stato realizzato una ricerca sui rischi dell'uso prolungato dei telefonini, mai cioè l'analisi si era soffermata su chi stesse utilizzando in modo continuo la telefonia mobile da almeno 10 anni. E questo perché - naturalmente - mancavano i dati. Ma ora questi dati ci sono, proprio perché i cellulari hanno avuto il loro boom a partire da una decina di anni fa. E i risultati dell'uso dei telefonini sugli effetti al cervello non sono certo incoraggianti.
Ma cosa significa essere utilizzatori abituali dei cellulari? "Significa usare un telefonino, ma anche un cordless, per circa un'ora al giorno, che equivale a 2000 ore in 10 anni", hanno spiegato i due ricercatori al quotidiano Indipendent.
Il consiglio è quello più ovvio: utilizzare il meno possibile il cellulare per lunghe conversazioni e soprattutto proibirne quasi completamente l'uso ai bambini, in quanto il loro cranio più fine fa arrivare con maggiore intensità le radiazioni al cervello e al sistema nervoso ancora particolarmente vulnerabile.
Sottolinea Kjell Hansson Mild: "Se in 10 anni l'aumento dei tumori al cervello come conseguenza dell'uso dei telefonini è evidente, se non si interviene soprattutto nei più giovani, nell'arco di 20 o 30 anni si potrebbe avere una vera e propria epidemia". I ricercatori, inoltre, sottolineano l'importanza di studiare e mettere a punto apparecchi che siano il meno possibile emettitori di radiazioni proseguendo la strada già percorsa da quando vennero costruiti i primi cellulari ad oggi.
(da La Repubblica dell'8 ottobre 2007)
-Anche Di Pietro, l'anti-Mastella e anti-casta, in elicottero a Monza. E l'anno scorso sul palco a premiare. E comunque l'aereo di stato di Mastella doveva fare quel tragitto lo stesso, e l'elicottero era dell'organizzazione del Gp.
Perché L’Espresso non se la prende anche con tanti altri, come Antonio Di Pietro, "con figlio e amici al seguito", che per la stessa ragione hanno usato la navetta in elicottero da Linate? Se lo chiede Mauro Fabris, capogruppo dell’Udeur alla Camera, secondo il quale "nella gara a chi le spara più grosse l’Espresso questa volta ha superato ogni decenza". "Quello che vorrei denunciare è la strumentalità dell’attacco portato individualmente al ministro Mastella per l’utilizzo, a leggere L’Espresso, di un elicottero-limousine super lusso di una società privata, pagato da chissà chi". "Per colpire Mastella - spiega Fabris - L’Espresso dimentica (solo casualmente?) che il servizio navetta elicotteri da Linate all’autodromo di Monza, come in tutte le altre precedenti edizioni del Gp d’Italia, viene organizzato dalla società di gestione dello stesso autodromo a beneficio non solo delle autorità pubbliche, ma anche di tantissimi altri ospiti della manifestazione, giornalisti compresi". "Sono stato personalmente testimone del fatto che innumerevoli colleghi parlamentari, di maggioranza e opposizione, numerosi sottosegretari, finanche il ministro Di Pietro con figlio e amici al seguito, domenica scorsa hanno impiegato lo stesso servizio navetta utilizzato dal ministro Mastella. La domanda sorge allora spontanea - sottolinea il capogruppo dell’Udeur - perché L’Espresso con il suo articolo compie un’azione di killeraggio politico solo contro il Guardasigilli?".
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-La rapina dell'ex Br in semilibertà ha riacceso le polemiche sulla necessità di riformare la legge Gozzini. Ma...
Reale efficacia della Gozzini. I dati parlano chiaro: il ministero della Giustizia segue ogni anno fino a 50mila persone. Le revoche per commissione di reati non superano lo 0,36% dei beneficiari (136 casi sui 37.846 seguiti nel 2000). Nel primo semestre di quest'anno, su 7.304 misure alternative in esecuzione, solo 10 sono state revocate per questa ragione. E si tratta della percentuale più bassa del decennio, lo 0,14%.
«È un sistema che funziona bene», spiega il sottosegretario Luigi Manconi, «al punto che a cinque anni dal fine pena la recidiva tra i beneficiari di misure alternative è del 19%, mentre quella dei condannati che hanno scontato per intero la loro pena è del 68,45%». Attenti a trarre «da un gravissimo fatto di cronaca conseguenze contrarie a una efficace politica della sicurezza e della tutela dei diritti dei cittadini», conclude Manconi. A difesa della Gozzini si schiera anche l'Unione delle camere penali.
-Mastella minaccia di sfiduciare il consiglio d'amministrazione della Rai se non puniranno Santoro per la puntata gogna di Annozero contro di lui. Ma la legge 'salva' Santoro. In realtà nemmeno il parlamento può più revocare il mandato al consiglio, figurarsi la commissione di vigilanza: il precedente governo di Berlusconi, abrogò questa possibilità, riservata ai presidenti delle camere dalla passata legge 650 del '96, su proposta adottata col voto dei due terzi della vigilanza. Tanto che il futuro ddl Gentiloni vorrebbe riassegnare questo potere appunto alla commissione parlamentare di vigilanza. Che ora non può dunque chiedere le dimissioni del vertice Rai. L'unica soluzione sarebbero le dimissioni volontarie della maggioranza dei suoi componenti.
-Scoppiata la storica pace tra le due Coree? In realtà l'esercito comunista non si è mosso dal 38° parallelo.
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-Interessi italiani in Birmania...
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-Stepney: anche la Ferrari ha rubato alla Mc laren per mio tramite. Lo scambio di dati top secret era reciproco.
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-L'antipolitica? Picco nel 2001, oggi è in calo fra gli italiani. Sondaggio sorprendente dell'università di Siena, all'apice del grillismo.
L'onda mediatica di Grillo non ha effetto sugli italiani. Dalla ricerca-sondaggio "L'Immagine della politica ed il buongoverno" -condotta su un campione di 801 cittadini e 143 politici(parlamentari, consiglieri regionali e di capoluoghi provinciali) da Paolo Bellucci e Pierangelo Isernia per il Laps(Laboratorio di analisi politiche e socialei dell'università di Siena)- emerge che gli italiani semplicemnete conservano un pluridecennale atteggiamento di sfiducia nei confronti della politica, addirittura meno accentuato che in passato. Insomma la disaffezione sembrerebbe in calo: oggi è sotto il 60 per cento, mentre all'inizio del 2006, pochi mesi prima dell'elezione di Prodi, era al 60. Dati comunque lontani dai picchi del 1972 e di metà 2001, quando si avvicinò a 65. Anche nel 1985, 1990 e 1975 la disaffezione superava quella odierna. Per trovarne di meno occorre tornare al periodo 1959-1970. (Fonte del grafico sulla disaffezione alla politica fra 1959 e 2007: Laps, Icpsr, Itanes, Segatti).
4/10/07- I poveri sono gli stessi, numericamente parlando, da 4 anni, E nel 2006 sono anzi diminuiti rispetto a un anno prima. Dunque con Prodi non si è ingigantita la sindrome della quarta (o terza) settimana, che affligge quanti non riescono ad arrivare a fine mese. Malgrado la retorica della Cdl, e i titoloni dei media, che oggi sparano la notizia dei 7.5 milioni di poveri senza i dovuti distinguo.
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-Quando Grillo votava per Berlusconi!
(e distruggeva i computer)
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-L'ex Br che rimesso in libertà ha rapinato una banca di Siena: Cristoforo Piancone in realtà non era stato appena liberato, si trovava in stato di semilibertà grazie alla legge Gozzini da tre anni, lavorando come bidello in una scuola di Torino.
-E se sulla storia delle tasse Valentino Rossi fosse innocente? Peraltro la commissione governativa che studia il fisco sembrerebbe confermarlo, auspicando un'introduzione del regime fiscale britannico anche in Italia.
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-I progetti dell'attuale presidente russo Putin di diventare premier sono tutt'altro che scontati. Il suo partito deve vincere le elezioni. E il suo successore accettare di cedere il potere.
Grande agitazione sui media nostrani - e occidentali in genere - per la notizia che Vladimir Putin non esclude di poter fare il primo ministro, una volta lasciata la carica di presidente. C'è chi si lascia andare a considerazioni sull'eternità del potere putiniano, chi al contrario vede in questa ipotesi il segno di una democratizzazione del sistema politico russo, con una miglior suddivisione dei poteri tra le varie cariche istituzionali. Tutti considerano la cosa come fatta, anche se in realtà si tratta solo di un'ipotesi, di uno scenario eventuale per la cui realizzazione pratica mancano ancora almeno due elementi essenziali, descritti dallo stesso Putin nel suo discorso di lunedì al congresso del partito Russia Unita: primo, che il partito stesso vinca le elezioni parlamentari che si terranno in dicembre; secondo, che nelle elezioni presidenziali di marzo vinca un candidato con il quale l'attuale presidente possa andare facilmente d'accordo.
Non sono condizioni irrilevanti, o di realizzazione automatica: al contrario, sono ancora tutt'altro che scontate.
La prima di esse, la vittoria elettorale di Russia Unita, è in forse fino al punto che il presidente, per renderla più probabile, ha dovuto compiere un passo straordinario e ai limiti della costituzionalità come il candidarsi per l'elezione a semplice deputato, collocandosi come unico capolista del partito, senza la prevista «trojka» di notabili - che molti osservatori fra l'altro aspettavano per averne indicazioni sui favoriti nella corsa alla successione di Putin. Avete mai visto un capo dello stato in carica chiedere ai cittadini di eleggerlo come deputato in parlamento? Non si capisce perché mai Putin abbia fatto una cosa del genere, se non per aumentare le chances del partito sfruttando la propria enorme popolarità. Ma questo comporta due corollari: uno, l'ammissione che altrimenti Russia Unita rischiava di non vincere - o perlomeno di non vincere in modo abbastanza largo; due, la rinuncia da parte del presidente, in questo modo, ad essere il punto di riferimento «di tutti» per diventare un leader di partito.
Questa sì che è stata una decisione importante, anche se i media hanno visto solo l'aspetto più folkloristico, lo zar che resta al potere come primo ministro. Non a caso i media russi, evidentemente più sensibili alle questioni vere, hanno riportato la notizia della candidatura parlamentare con molto più rilievo di quella del futuro premierato.
Anche la seconda condizione, la vittoria nelle presidenziali di un uomo con cui Putin possa andar d'accordo, è complicata da realizzare. Tutti gli uomini che oggi sono soggetti al suo potere assoluto, sono «putiniani»: ma cosa diventerà, l'indomani della sua elezione, l'uomo che si ritroverà ad avere in mano a sua volta il potere assoluto? Dal punto di vista del presidente attuale - non solo in termini personali, ma anche e forse soprattutto in termini di visione strategica per il governo del Paese - l'unica garanzia è rappresentata dalla possibilità di mantenere un'influenza politica forte ed esplicita, tale da condizionare il futuro presidente: e questa influenza può venire a Putin, allo stato attuale delle istituzioni russe, solo dall'essere il capo reale del partito di maggioranza assoluta, strutturato come un partito vero e autonomo e non più solo come una macchina per la gestione del potere presidenziale. Il congresso di Russia Unita, chiuso ieri a Mosca, non è stato per niente un momento di folklore monarchico: esso ha davvero posto le basi per un ridisegno dei poteri (anche e soprattutto finanziari) al suo interno, che ne impedisca un futuro collasso. Tutto a posto, a questo punto? Non è detto: anche se pare solo una formalità, bisogna che gli elettori, a dicembre, assecondino il progetto votando massicciamente per Russia Unita e lascino ben indietro gli altri partiti: quello comunista, quello nazionalista di Zhirinovskij nonché quello - esso pure creazione presidenziale - che sostiene Putin «da sinistra», Russia Giusta, reduce da una serie di prove elettorali locali dove ha ottenuto un forte successo, quasi sempre a spese proprio di Russia Unita. La scelta degli elettori sarà certamente «aiutata» in vario modo, ma non è per niente certo che tutto vada come desidera il Cremlino: in altre parole, Putin sta rischiando molto, in una partita a scacchi complicata in cui l'avversario non è Garry Kasparov, come forse piacerebbe a Washington e al sistema mediatico occidentale, ma l'intera macchina politica che il presidente ha messo in piedi negli ultimi sette anni.
(di Astrit Dakli da Il Manifesto)
-Occultò le prove: indagato il detective del caso Maddie
Fidarsi o no della polizia portoghese che conduce l'inchiesta sul caso della scomparsa della piccola Maddie? A porre legittimi dubbi sull'operato degli inquirenti locali è stato ieri il Mail on Sunday con le ultime rivelazioni sul detective che ha preso parte all'interrogatorio della mamma della bambina, Kate McCann prima che questa venisse formalmente indagata insieme al marito. L'ispettore capo Goncalo Amaral, al vertice della polizia giudiziaria di Portimao è anch'esso formalmente indagato e sotto inchiesta sospettato di aver occultato delle prove in un caso che risale al 2004 e che, incredibilmente, riguardava anch'esso la scomparsa di una bambina, Joana Cipriano di otto anni. Il suo corpo non venne mai ritrovato, ma del suo omicidio venne ritenuta colpevole la madre Leanor che fu condannata a sedici anni di carcere. I difensori di Leanor sostengono che la confessione della donna le fu estorta da Amaral con una serie di violenze inaudite delle quali per la prima volta un giornale britannico pubblica anche le prove.
Dopo la loro incriminazione formale Gerry e Kate hanno fatto capire di essere sicuri che la polizia stia cercando d'incastrarli nel tentativo disperato di chiudere un caso dove fino ad una settimana fa non esisteva neppure uno straccio di prova. La polizia pare convinta che la bimba sia morta, ma il corpo finora non è stato ritrovato. Dalle indagini intanto si è scoperto che non sono di Maddie i frammenti di capelli recuperati nell’auto presa a noleggio dai suoi genitori. Una scoperta che mette in serio dubbio la tesi per cui gli esami del dna testimoniavano che i McCann avevano utilizzato la macchina per spostare il corpo della figlia. Intanto nei prossimi giorni la signora McCann dovrebbe venir interrogata dalla polizia britannica. I McCann hanno appena lanciato una costosissima campagna pubblicitaria per ritrovare la figlia. Ieri mattina il Sunday Times riportava la notizia che Richard Branson ha staccato un assegno di circa 150mila euro, per sostenere le spese legali dei McCann.
(da Il Giornale)
1/10/07- Nei giornali è finita nelle brevi, ma può rivelarsi un elemento fondamentale nella vicenda dell'omicidio di Garlasco.
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-Boicottare la Birmania per togliere ossigeno al regime. Europa e Usa, questa volta, sembrano fare sul serio. Ma mentre si discute sulle nuove misure, vale la pena fare un passo indietro per ricordare una vicenda che imbarazza proprio Stati uniti ed Europa. E anche l'Italia.
La denuncia era stata lanciata nel luglio scorso da un gruppo di organizzazioni non governative europee e internazionali, quali Rete Disarmo e Amnesty International: negli elicotteri da combattimento Alh (Advanced light helicopter), prodotti in India per essere venduti in Birmania, c'è tecnologia occidentale. Componenti sofisticati, prodotti in Europa e Stati uniti e assemblati in India, finiscono per diventare potenti strumenti di repressione nelle mani dei militari. Il tutto a dispetto dell'embargo sulla fornitura di armi decretato dall'Unione europea e dagli Stati uniti. Il coinvolgimento dell'India, seppur condannabile, non sorprende più di tanto. New Delhi è diventata da qualche anno uno dei principali partner economici della giunta birmana. Meno noto è che le maglie dell'embargo occidentale non sono poi così strette. Sul banco degli imputati c'è anche l'Italia, perché i freni del potente elicottero indiano sono prodotti dalla Elettronica Aster Spa. Secondo Amnesty, l'azienda ha ammesso la vendita dei componenti, specificando però che avviene nel rispetto delle leggi vigenti.
Già il 18 luglio scorso, due sindacati, la Cisl e la Federazione italiana metalmeccanici (Fim), hanno scritto una lettera al governo italiano per chiedere spiegazioni. Ma ad oggi non c'è stata risposta. Scorrendo il dossier, si scopre però che altre nazioni danno un contributo indiretto alla costruzione degli elicotteri indiani. Gli indiani Alh sono potenti velivoli anti-guerriglia, dotati di mitragliatori e missili, possono sfiorare i 300 km all'ora di velocità e, con due soli uomini alla guida, far saltare in aria un carro armato. La Svezia fornisce equipaggiamento di autoprotezione (Saab Ab); la Gran Bretagna le attrezzature idrauliche e il sistema di stoccaggio del carburante (Apph Precision Hydraulics e Fpt Industries Ltd); in Germania si producono il sistema di controllo e le pale (Eurocopter e Sitec Aerospace); il Belgio provvede al sistema di lancio dei razzi (Forges de Zeebrugge Fz); la carrozzeria e i missili aria aria sono infine made in Francia (Turbomeca, Giat Industries-Nexter e Mbda). E sono di produzione israelo-americana i sistemi computerizzati di controllo degli elicotteri.
(da Lettera 22)
-«Trattativa bloccata dalla fuga di notizie»
C’era un canale aperto per liberare i due agenti Sismi, saltato quando la notizia del sequestro è diventata pubblica. Una giornalista di Al Jazeera: «Segreto violato dalla Cia, non da noi».
Il direttore del Sismi Bruno Branciforte somma qualche dettaglio alla ricostruzione del sequestro dei due agenti del Sismi avvenuto due settimane fa in Afghanistan.
Ma il particolare raccontato ieri davanti al Comitato parlamentare sui servizi segreti aiuta solo in parte a ricomporre il mosaico del rapimento. Non è chiaro, infatti, se siano stati i miliziani di scorta a vendere gli italiani ai talebani. «Per trentasei ore - racconta, in sostanza, Branciforte - i rapitori hanno creduto che i due italiani fossero "cooperanti" e non agenti dei servizi segreti». Se fossero stati venduti da qualcuno - è il ragionamento - l'«acquirente» avrebbe certo saputo di aver comprato 007.
In quelle prime trentasei ore era ancora possibile tentare una trattativa. Solo dopo, quando la notizia della vera identità dei due agenti ha cominciato a diffondersi prima in Afghanistan e poi tramite Reuters ed Al Jazeera, il contingente Isaf e la Difesa pensarono che l'unica strada possibile per liberare gli agenti fosse un blitz militare.
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-Il nostro senato è in una condizione di illegalità. Addirittura, se qualcuno si prendesse la briga di impugnarne le delibere partorite nell'ultimo anno e mezzo, potrebbe tentare di farle dichiarare nulle dinanzi alla magistratura. Eppure nessuno ne parla.
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-La Mattel si scusa con la Cina, ammettendo che la colpa dei giocattoli difettosi era sua! Ma chi risarcirà più il colosso asiatico per il danno d'immagine sui media di tutto il mondo?
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20/9/07- Ma quale scampato pericolo per il centro sinistra: nessuno pare rendersi più conto che andare sotto in parlamento su un voto di verso da quello di fiducia non implica la caduta del governo.
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-Ridicola svista nel caso delle intercettazioni e la relativa richiesta del gip Forleo«Unipol: su D'Alema tocca a Parlamento Ue.
Carlo Giovanardi, presidente della Giunta per le autorizzazioni: «All'epoca dei fatti il presidente Ds non era deputato italiano»
Il presidente della Giunta per le autorizzazioni a procedere, Carlo Giovanardi (Eidon)
Il presidente della Giunta per le autorizzazioni a procedere, Carlo Giovanardi (Eidon)
ROMA - «Entro giovedì avremmo dovuto decidere sulla richiesta di autorizzazione per D'Alema, Fassino e Cicu. Tuttavia, dopo un approfondimento fatto dagli uffici, abbiamo rilevato che l'onorevole D'Alema all'epoca delle intercettazioni, nel luglio del 2005, non era un parlamentare italiano, ma europeo». Lo ha affermato Carlo Giovanardi, presidente della Giunta per le autorizzazioni della Camera, a proposito della richiesta del gip di Milano Clementina Forleo di utilizzare le intercettazioni telefoniche relative a Massimo d'Alema e Piero Fassino nell'ambito dell'inchiesta Unipol-Bnl.
LE COMPETENZE - «Molto probabilmente - aggiunge Giovanardi - la richiesta di autorizzazione all'utilizzo delle intercettazioni non andava mandata al Parlamento italiano, ma a quello europeo. Dove i parlamentari italiani eletti in Europa godono delle stesse guarantigie che hanno in Italia e che devono essere verificate, però, da un apposito organismo del Parlamento europeo che ha le stesse competenze che ha la Giunta in Italia».
IL RINVIO - Proprio la necessità di capire meglio quale sia la procedura corretta da adottare, la Giunta ha deciso di rinviare alla prossima settimana ogni decisione. «Il relatore Elias Vacca ha chiesto tempo fino a lunedì per poter approfondire questa novità» ha spiegato Giovanardi. La giunta ha quindi deciso di riaffrontare il caso mercoledì prossimo, evitando di stralciare la sola posizione di D'Alema da quelle di Fassino e Cicu.
20 settembre 2007
-Alla base del crack sui subprime che ha depresso le borse in questo scorcio del 2007, il conflitto d'interessi all'interno delle agenzie di rating. In uno studio di Joseph Mason (prof.di finanza alla Drexel University) e di Joshua rosner(analista della Graham Fisher), si dimostra come le agenzie hanno lavorato su commissione dalle stesse banche emittenti che dovevano controllare, e non dagli investitori, come avveniva fino agli anni 70. Hanno cioè dato consigli alle banche daffari che creano i bond su come impacchettarli, mettendo insieme i mutui sicuri con quelli ad alto rischio in modo da ottenere una buona votazione agli occhi dei risparmiatori. Proprio grazie alle obbligazioni basate sui mutui (Mbs) e ai suoi derivati (Cdo) ad esempio Moody's dal 2003 ha triplicato le sue quotazioni in borsa. Per la gioia del suo azionista più famoso, quello squalo della speculazione Warren Baffet che ne detiene il 17 per cento del capitale. Dunque anche in questo caso, come già per gli scandali dei bond italiani all'epoca della Bankitalia di Fazio e in parte tuttora, il problema fondamentale è quello dell'indipendenza degli istituti terzi o di vigilanza del mercato. Che siano società di certficazione, rating o controllori istituzionali, se la proprietà e i suoi 'clienti'/finanziatori non sono super partes, il disastro per i risparmiatori è assicurato.
-La discesa in politica di Beppe Grillo: il comico si propone come garante dell'assenza di condannati dalle sue liste, di cui "certificherà la trasparenza". Peccato che anche lui, proprio lui, abbia sulla sua fedina penale una condanna definitiva a un anno e tre mesi!
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-Rapimento della piccola Madeleine. Dall'entourage della coppia dei genitori inglesi si accusa il governo portoghese di averli indagati per difendere l'immagine del turismo. Mentre dalla stampa inglese giungono accuse di scarsa professionalità nelle indagini. Ma non si dice che le indagini scientifiche sono state fatte non dai portoghesi, ma dalla scientifica inglese. i risultati del test del Dna nell'appartamento e nell'auto sono arrivati dal Britain's forensic science service laboratory di Birmingham, e anche i due cani poliziotto che hanno fiutato il sangue nell'auto e nell'appartamento dove dormiva la bimba erano della scientifica britannica.
-Ancora Veronesi sui presunti embrioni'chimera' approvati in Gran Bretagna «In realtà è un ulteriore passo avanti nell' ottica di evitare rischi di clonazioni a fini riproduttivi. E' lo sviluppo della soluzione che aveva proposto la commissione da me insediata nel 2000 quando ero ministro della Sanità. La tecnica di trasferimento nucleare per produrre cellule staminali autologhe (Tnsa). E se allora la proposta di quella commissione, a cui avevano preso parte diversi scienziati cattolici, non fu nemmeno presa in considerazione dal governo successivo oggi torna di attualità. Qual è il problema? Se si prende un ovulo di donna, lo si svuota del patrimonio genetico e vi si inserisce del Dna del paziente si cominciano a creare staminali embrionali (ma il processo viene fermato all' inizio e non si crea un embrione) terapeutiche per il paziente stesso. Proposta congelata dal terrore che qualche genetista pazzoide potesse portare avanti lo sviluppo del processo fino alla clonazione umana vera e propria. Questo timore (perché finora l' etica della scienza non ha mai portato a un clone umano) viene annullato del tutto della tecnica approvata dagli inglesi: usando un uovo di mucca o di pecora e inserendo in esso il Dna del paziente si arriva alle staminali senza alcun rischio di clonare a fini riproduttivi. E' la Natura stessa che farebbe abortire un eventuale sviluppo. Minotauri, centauri, sirene sono frutto della mitologia. In Natura sarebbero destinati ad abortire. Quindi una via che garantisce anche dall' ipotesi del "genetista pazzo". E una garanzia di riuscita: perché le cellule staminali sono autologhe, della persona stessa. Senza i rischi di fallimento collegati al rigetto».
***E, in his own words, l'inventore in persona degli embrioni chimera, lo scienziato inglese Stephen Minger che ha ottenuto coi colleghi di Newcastle ed Edinburgo l'autorizzazione a lavorarci: Noi prendiamo una cellula di una persona affetta da una malattia genetica e la inseriamo nell’ovocita di una mucca svuotato del nucleo. La nuova cellula, stimolata da impulsi elettrici, comincerà a duplicarsi come se l’ovocita fosse stato fecondato ed ecco l’embrione. Sono delle cellule in un piattino. Una vita allo stato potenziale. Anche il mio sperma potrebbe diventare una vita ma non finisco in prigione se ne muore un po’. Quando l’ovocita viene fecondato e comincia a dividersi «inizia la vita». Solo che senza il trasferimento in utero non può diventare un essere umano. -Ma perché allora non usare ovociti umani?- Guardi qui. Non sappiamo quanti ovuli ci vorranno per fare una linea di cellule. In Corea non ne sono bastati duemila. Sarebbe immorale sottoporre centinaia di donne a una stimolazione ormonale per una procedura così sperimentale. Perché non usare, invece, i gameti delle mucche destinate al macello?.
-A sei anni dall'11 settembre Osama ancora non risulta inquisito per le stragi di quel giorno.
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-Pavarotti un'analfabeta musicale?!...
Lo si volle accostare a Beniamino Gigli e, ripeto, per bellezza di timbro e chiara dizione ne era un erede. Ho un prezioso ricordo d'un testimone oculare quanto autorevole. Interpretava questo ruolo al Massimo di Palermo sotto la bacchetta del grande e burbero Antonino Votto. Rientrando il Maestro in camerino dopo la recita, borbottava: «Nunn' è ccosa!». Perché un direttore di tal calibro era scontento d'un delizioso tenore? Pavarotti possedeva in radice difetti da definirsi in radice che i pregi della giovinezza dissimulavano ma non potevano cancellare. Egli era un analfabeta musicale, nel senso che non aveva mai appreso a leggere la notazione musicale: le opere doveva impararle a fatica nota per nota con un tapeur paziente. Questo è ancora il meno. Egli era a-ritmico per natura, non era possibile inculcargli se non in modo vago la nozione della durata delle note e dei rapporti di durata.
L'Opera lirica non è il canto del muezzin, è prodotto di accompagnamento orchestrale e richiede voci che s'accordino fra loro. S'immagini Pavarotti nel Sestetto della Lucia di Lammermoor..(Paolo Isotta dal Corriere del 7 settembre)
-Polemica Bush Bremer sullo smantellamento dell'esercito di Saddam, ritenuto dagli analisti il grande errore alla base del ginepraio post bellico. Ma non è stato nè Bush nè Bremer a smantellarlo: si auto-dissolse già dalle prime ore dell'invasione americana. I suoi membri buttarono le divise per paura di essere presi di mira dai 'liberatori', ed entrarono in clandestinità, spesso anche armata.
Peraltro non si sarebbe comunque potuto tenere in piedi un esercito formato da soli sunniti, minoranza nel Paese.
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7/9/2007- Grandi polemiche per il via libera britannico agli 'embrioni chimera', metà uomo metà animale. In realtà non si tratta di embrioni in senso proprio. Ossia di forme di vita allo stato embrionale che, ove non distrutte, porterebbero alla nascita di un individuo. Quei cosiddetti embrioni non potrebbero mai dar vita ad un individuo, in quanto tali entità cellulari sono prive del potenziale per riuscirci: si tratta dinfatti del prodotto (per clonazione) di cellule somatiche umane (non cellule uovo) e di cellule uovo animali, ma private del loro nucleo. Peraltro la creazione di cellule ibride col ricorso al dna umano nelle ricerche zootecniche a fini farmaceutici è già prassi. E comunque non si tratta di una novità, come dicono i media: già nel 2003 scienziati cinesi annunciarono a Shangai ibridi di cellule umane e di conigli.
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-Gli scarcerati per indulto, alla fine costano il doppio dei detenuti. Sono le conclusioni di una ricerca condotta su dati Istat e Abi da due economisti italiani specializzatisi in Usa: Giovanni Mastrobuoni, assistant professor al Collegio Carlo Alberto di Torino e Alessandro Barbarino della Federal Reserve Board di Washington.
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-Ricorrere a denunce e multe per sbarazzarsi del fenomeno lavavetri? Se questo fosse il vero obiettivo, applicando ciò che prescrive la legge non ce ne sarebbe alcun bisogno: gli stranieri che ci assalgono agli incroci cittadini dovrebbero infatti essere espulsi, molto più semplicemente, in quanto immigrati a vario titolo irregolari. Ma in Italia le norme sull'immigrazione illegale rimangano quasi sempre lettera morta, un mero esercizio retorico senza riscontro nella pratica quotidiana.
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-Ma allora Gheddafi era innocente?
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-L'agonia dell'Alitalia sembra inarrestabile? Eppure i passeggeri nel 2006 sono aumentati a 24 milioni, del 7.8 per cento rispetto al 2005. E fino a luglio 2007 sono cresciuti in totale di un altro 2.4 per cento in totale, il più 26.8 sulle tratte domestiche.
-Combustibile dall'acqua? Il sogno degli alchimisti potrebbe diventare realtà.
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-La Brambilla registra il marchio del nuovo partito delle libertà...Ma non l'aveva già registrato Adornato "presso i competenti uffici italiani" già "nella primavera del 2005, quando è cominciato il percorso costituente"?
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-I conflitti d'interesse delle agenzie di rating dietro la crisi sui subprime che sconvolge le borse.
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-Qualche mese fa Zidane aveva svelato ai tabloid inglesi il contenuto della famosa frase di Materazzi che aveva innescato la sua testata nella finale dei mondiali. Allora Materazzi aveva denunciato Sun, Daily Mail e Daily sun, rivolgendosi all'alta corte di Londra. All'inizio di marzo, il difensore azzurro dice ad un mensile di volere le scuse pubbliche del trequartista e dichiara: «Mi è dispiaciuto che lui si sia sentito offeso». A fine ottobre, Materazzi racconta di aver scritto un libro dal titolo «Cosa ho detto a Zidane».
Ebbene, ora il difensore nerazzurro invece ammette tutto.Innanzitutto, non eravamo qui a strapparci i capelli per saperlo. Anzi, viene da dire proprio «chissenefrega». Anche se a questo punto qualcosa di più elaborato ci stava. Con sei parole a disposizione, Materazzi poteva creare concetti molto più strepitosi. E, incece, sembra proprio abbia detto «Preferisco la puttana di tua sorella». Versione già ipotizzata da chiunque in tempi non sospetti. Ma, probabilmente Zidane l'aveva fraintesa, l'immaginazione del francese ci piace credere sia molto più alta, visto quello che ha saputo fare palla al piede. Tutta fantasia, genio e champagne. Da qui tutta questa attesa.
Il difensore della Nazionale ieri ha svelato al mondo intero quel che veramente ha detto al francese durante la finale mondiale dell'estate scorsa. Esatto, stiamo parlando di 13 mesi fa. Le scuse erano già state fatte («Più che a Zidane devo chiedere scusa a lei», aveva chiarito), quindi? Niente di nuovo. Tanto segreto per nulla. Niente terrorismo, nessuna offesa alla madre, ma un attacco esplicito, da calcio di strada.
Ricostruiamo l'episodio: Materazzi tira la maglia in area al numero 10 francese. Lui risponde «Se ci tieni tanto la maglia te la regalo a fine partita» (per fortuna questa frase di 12 parole è stata svelata subito). Materazzi provoca, attaccando la signorina Zidane (Lila, 38 anni, penultima dei cinque fratelli, una vita riservata a Marsiglia, con brevi apparizioni in passerella). Zidane gli tira la testata. E in quella maniera il fuoriclasse algerino ha lasciato il calcio, non proprio con una standing ovation. Quello che non torna è perchè l'interista ha fatto un sacco di storie durante questi mesi, ogni volta che si faceva riferimento a quell'episodio. E in un'intervista a Magazine del Corriere sul nuovo libro Una vita da guerriero ancora Materazzi: "mi diede fastidio il modo con cui Zidane mi scrutà mentre parlava. Dalla testa ai piedi. Gli avevo appena chiesto scusa per averlo strattonato. Uno scusa che riassumeva un lungo discorso: del tipo capiscimi, ma non posso farti saltare, prima hai quasi fatto gol. Così ti tengo un po'. Se l'arbitro vede e mi dà rigore contro fa parte del gioco".
-La grande deminizzazione dei giocattoli'cinesi':
La Cina al contrattacco dopo lo scandalo e le polemiche sui giocattoli Mattel: la responsabilità sulla sicurezza dei prodotti esportati è dei designer e degli importatori. Il colosso statunitense ha ritirato, a metà agosto, dal mercato oltre 18 milioni di giocattoli made in China, ritenuti pericolosi a causa della presenza di piccoli magneti e dell'alto contenuto di piombo nelle pitture.
Secondo Li Changjiang, capo dell'Amministrazione sul controllo di qualità di Pechino, "circa l'85% dei giochi sono stati disegnati dal produttore statunitense ed è stato fabbricato sulla base dei requisiti richiesti dall'importatore". Mentre i giochi ritirati per l'alta concentrazione di piombo, ha sottolineato, "rappresentano un 15%". Il funzionario ha aggiunto che "se riconosciamo che i produttori cinesi devono essere accusati per i giocattoli difettosi, quale tipo di responsabilità dovrebbe essere invece addossata ai disegnatori e agli importatori statunitensi a riguardo?"
Li Changjiang ha comunque ribadito che la polemica che si è scatenata è di natura politica, ma ha anche invocato una normativa più severa per il settore manifatturiero. Secondo il ministro all'origine dei problemi di sicurezza dei prodotti sono i differenti standard di qualità e la mancanza di comunicazione tra Cina e Stati Uniti.
-Strage di Ferragosto della n'drangheta in Germania. Una fonte della polizia ribalta lo stereotipo della faida, che secondo la Bild non c'entrerebbe.
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-Bossi rilancia lo sciopero fiscale: ma se davvero si facesse, tra le regioni che se ne avvantaggerebbero di più figurano proprio il Lazio di 'Roma ladrona' e la Campania della camorra.
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-Per l'omicidio di Garlasco si parla poco dei due misteriosi sms una delle cugine Cappa, Stefania, mandò la sera del 14 agosto a una conoscente: "Ho fatto una cazzata non guardare i tg Mediaset e Rai". E un altro il giorno dopo: "Compra La Provincia e gli altri giornali che tutti ne parlano". Anche Lucrezia, l'amica con cui Stefania è rimasta al tel. dalle 9.30 alle 11 il giorno del delitto, ha raccontato di aver ricevuto sms analoghi.
-La Ducati in pole position per vincere il campionato del mondo della MotoGp con Stoner. In italia ci si consola pensando che se non vince un pilota italiano (Rossi) almeno vince una squadra italiana. In realtà Ducati è di proprietà di una serie di fondi esteri. Bi invest ha, diretto o indiretto, il 20 per cento, ed è parceticpato dal Government investment fund di Singapore. (Dentro cui, ma con una piccola quota, c'è anche Seragnoli).
-Bossi rilancia lo sciopero fiscale. Ma i dati dicono che più che di Roma ladrona bisognerebbe paerlare di federalismo rapace:
Un lento, inesorabile salasso. Gli uffici di riscossione degli enti locali lavorano a pieno ritmo e le tasche degli italiani si ritrovano sempre più vuote. È quanto emerso da uno studio realizzato dalla Cgia di Mestre, che ha lanciato un nuovo allarme sull’insostenibile pressione fiscale alla quale sono sottoposti i contribuenti.
In undici anni, dal 1995 al 2006, comuni, province e comunità montane hanno più che raddoppiato le proprie entrate, da 38 a 96 miliardi di euro. Un’escalation inarrestabile, pari ad un aumento percentuale del 111%. Più del 10% ogni anno.
Sono dunque le tasse locali che vanno a incidere sempre più sui bilanci familiari. Ed è attraverso l’esazione locale che lo Stato stringe sempre più il torchio fiscale. Già, perché nello stesso periodo l’amministrazione centrale ha aumentato le entrate solo del 12,1%, passando dai 304 miliardi di euro del ’95 agli attuali 339 miliardi. L’associazione degli artigiani e delle piccole imprese di Mestre che ha curato questo studio, sottolinea come tutti i dati raccolti siano da intendere al netto dell’inflazione.
Dunque, sotto accusa finiscono sindaci e governatori, più dei governi. «Sicuramente - commenta Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre - molte amministrazioni locali hanno calcato la mano e non sempre alle imposte pagate sono stati corrisposti dei servizi alla cittadinanza qualitativamente e quantitativamente accettabili». L’accusa è in sintonia con la protesta della Lega Nord, per la quale l’esazione fiscale non è giustificata dai servizi resi.
«Tuttavia - spiega Bortolussi -, negli ultimi anni i comuni hanno assunto un gran numero di nuove competenze e funzioni, senza ricevere in cambio un corrispondente aumento dei trasferimenti.
Anzi, lo Stato centrale li ha pure ridotti». L’equazione è semplice: i comuni si devono occupare di molte faccende e lo Stato non allarga i cordoni della borsa? Sindaci ed assessori fanno da sé, e aumentano le tasse locali.
L’unica via di uscita è il «federalismo fiscale»: «Così - conclude Bortolussi - si responsabilizzano gli enti locali, consentendo loro di trattenere sul territorio gran parte delle risorse prodotte».
-Rogo dei Rom a Livorno.
Potrebbe essere stata una aggressione a causare l' incendio in cui quattro bambini rom sono morti carbonizzati nel rogo di una baracca alla periferia di Livorno. Il gip Rinaldo Merani, che ieri doveva decidere sul fermo dei genitori dei bambini, ha infatti ritenuto credibile la versione del gruppo di nomadi accampati sotto il viadotto di Stagno, periferia nord della città, che hanno sempre raccontato di essere stati vittima di un agguato da parte di un gruppo di persone, probabilmente extracomunitari. «Li abbiamo visti lanciare nella notte bottiglie molotov sulla baracca», avevano detto a polizia e magistrato. Cadendo però in molte contraddizioni e fornendo particolari diversi e in contraddizione. Gli accertamenti della polizia scientifica e dei vigili del fuoco avevano poi avvalorato l' ipotesi che le fiamme fossero state sprigionate da un braciere improvvisato acceso per la cena all' interno della baracca. I bambini, lasciati soli dai genitori, avrebbero tentato di fuggire ma poi sarebbero stati sopraffatti dal fumo e dal fuoco. Così fino a ieri. Ma dopo l' udienza davanti al gip potrebbero cadere clamorosamente le accuse sui genitori delle piccole vittime, inquisiti per abbandono di minori (due dei quali sordomuti e dunque incapaci) e incendio doloso. «È molto probabile che già da domani (oggi ndr) le quattro persone fermate possano essere scarcerate», ha detto ieri sera il pm Antonio Giaconi. Il magistrato non ha voluto commentare la probabile decisione del gip, ma ha ribadito le sue convinzioni. «Quando ho disposto il fermo per me è stato difficile anche da un punto di vista umano - aveva detto il giorno dopo il provvedimento -. Ma da magistrato avevo in mano tutte le certezze delle reali responsabilità». Poi, durante l' udienza di convalida degli arresti che si è volta nel carcere delle Sughere, Giaconi aveva presentato anche una richiesta di custodia cautelare per pericolo di fuga degli indiziati e per pericolo di reiterazione del reato. L' appuntamento di ieri mattina si è aperto con un altro colpo di scena. Victor Lacatus, 30 anni e Elena Lacatus di 31, il papà e la mamma di Lenuca, una delle quattro vittime delle fiamme, avevano negato di essere i veri genitori della bambina come testimoniato precedentemente, facendo i nomi di un' altra coppia. A questo punto il gip ha deciso di verificare il racconto, chiedendo l' identificazione della coppia di rom e il pubblico ministero ha ordinato un nuovo esame del Dna. Così come nuovi accertamenti sono stati eseguiti in mattinata anche sul luogo dell' incendio. Insomma, non è ancora finita. E ieri mattina un piccolo gruppo di rom, accampato sotto un ponte, è stato fatto sgombrare dai vigili urbani di Livorno. I nomadi avevano montato una tenda rudimentale e avevano collocato vecchie sedie, poltrone e materassi. I vigili li hanno identificati e trasmesso gli atti ai servizi sociali. * * * LA TRAGEDIA Il ponte di Livorno sotto al quale sono morti quattro bambini e (sotto) rom davanti alla Questura * * * I morti l' inchiesta IL ROGO Venerdì notte un incendio ha distrutto un accampamento di rom sotto un cavalcavia alla periferia Nord di Livorno: le fiamme hanno ucciso quattro bambini I FERMI Il pm di Livorno ha disposto il fermo dei quattro genitori delle vittime, accusati di abbandono di minore e incendio colposo LA DIFESA I rom hanno sempre dichiarato di essere stati attaccati da qualcuno che ha gettato una bottiglia molotov sulle loro capanne. La tesi sembra condivisa dal gip che li ha sentiti ieri. (Dal Corriere della sera del 15 agosto)
Il punto però è che, al momento, «non è stata individuata alcuna determinata, riscontrata e circostanziata causa dell'incendio». Rimane dunque in piedi anche la versione fornita dai rom: dicono che al campo non c'erano né candele né fiamme libere. Per la luce si aiutavano con delle torce elettriche. Quella sera hanno sentito delle voci, hanno capito soltanto parole come «fuoco» o «ammazzare». Per questo sono usciti tutti dalle baracche e hanno inseguito delle persone, cinque forse dieci uomini. Tornati indietro hanno visto le fiamme, appiccate forse da un aggressore che era rimasto nascosto dietro le baracche. Secondo il giudice, però, questa versione è resa debole dal fatto che se un gruppo di aggressori si appresta a dare alle fiamme a un campo rom, poi non fugge di fronte all'inseguimento di tre donne e due uomini.
Ma, in ogni caso, i rom non avrebbero dovuto abbandonare i bambini. E se l'incendio fu accidentale, di certo erano soli, deduce il giudice, visto che nessuno dei rom mostrava segni di esposizione al fuoco. Se invece sono stati aggrediti da alcuni banditi, non avrebbero dovuto uscire tutti insieme per inseguirli.
«Bisogna attendere gli accertamenti tecnici», puntualizza il difensore dei rom, Andrea Collaioli «la loro ricostruzione sull'aggressione è stata concorde. Certo, è un peccato che il luogo dell'incendio non sia stato preservato intatto. Ormai ci hanno camminato tutti: giornalisti, cittadini autorità».
Ma è possibile immaginare un'aggressione di stampo razzista o fascista a un accampamento abusivo a Livorno, città «rossa»? Non è da escludere, nonostante la nota tempra democratica della città. Il 3 luglio, quindi poco tempo fa, c'è stata una rissa davanti alla stazione tra italiani e rumeni, forse rom. Questi ultimi furono portati in questura. Fuori si creò un assembramento inferocito, ragazzi italiani che volevano farsi giustizia da sé. E per quanto riguarda i rom implicati nel caso, non sarebbe la prima volta. Victor Lacatus ha raccontato di essere già stato picchiato da alcuni italiani, quando viveva a Pisa. E' stato ricoverato e ha subito un'operazione alla mascella.
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-Caso Delfino. Il Pm Enrico Zucca scelse di non chiedere la custodia. Ma, se l'avesse fatto, nel destino della povera Maria Antonietta Multari sarebbe cambiato poco: senza indizi a carico, Delfino sarebbe uscito quasi subito, dopo un'udienza davanti al tribunale del riesame e con in più il vantaggio di aver potuto leggere tutti gli atti raccolti dalla magistratura. E qualche mese dopo il suo avvocato avrebbe riso più di quanto non fece l'estate scorsa, quando Delfino trovò le microspie piazzate dai poliziotti della mobile nella sua abitazione e corse a restituirle al pm tra due ali di giornalisti che assistevano alla scena. Chissà se, in queste ore, c'è qualcuno che vorrebbe dare al pm anche la colpa di quella gaffe investigativa.
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-Chi ha ragione tra Ferrari e Mc Laren?
...Coughlan «mostra l’email relativa al fondo a Martin Whitmarsh, chief operations officer di McLaren ». Il quale, contrariamente a quanto si è detto fino a oggi, non gli dice di distruggerla ma «gli suggerisce di approfondire la questione con Paddy Lowe, il direttore degli ingegneri ». Non solo: «Coughlan fornisce uno schema del fondo a Mr. Lowe, che lo porterà alla Fia. Poi mostra anche l’email con i dettagli dell’ala posteriore: anche questi saranno consegnati alla Fia».
Siamo ormai arrivati al Gran premio d’Australia (18 marzo). La stagione di F1 è al debutto, ma, come si vede, molto è già successo: aMelbourne la McLaren avanza un ricorso alla Federazione per indagare sul fondo Ferrari. Su che basi l’ha presentato? «È la conoscenza dei nostri documenti riservati—concludono i legali di Maranello — che ha consentito di avanzare il reclamo ». Secondo Ron Dennis se non fosse stato per i disegni di Stepny la Ferrari avrebbe continuato a correre con la macchina illegale con cui aveva vinto il Gp d'Australia.
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-Visco si pavoneggia mostrando i nuovi dati dell'Agenzia delle entrate: ma più evasione scoperta, non vuole dire anche più evasione in assoluto? E non era questo il governo che rivendicava di aver ridotto l'evasione?
E' l'evasione fiscale il vero tarlo dell'economia italiana, e anche la causa dell'elevata pressione fiscale. Basta riprendere in mano i dati dell'Agenzia delle Entrate, che ha accertato, soltanto nei primi sette mesi dell'anno, un'evasione per complessivi 5,4 miliardi di euro, con una crescita del 58% rispetto allo stesso periodo del 2006. E sempre nei primi sette mesi dell'anno gli incassi sono stati pari a 1,1 miliardi di euro, rispetto ai 936 milioni del 2006. La Guardia di Finanza ha accertato, per il 2006, un'Iva non versata per 4 miliardi di euro, 17 miliardi di euro di redditi non dichiarati, 7200 evasori totali. Secondo l'ufficio studi dell'Agenzia delle Entrate, se tutti i contribuenti fossero onesti, le tasse potrebbero scendere di quasi 10 punti percentuali.
-Con la Biagi meno precari. Ora lo riconosce anche la Repubblica.
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-Una minoranza di 9-12 milioni di persone - Uno dei file più aggiornati della Divisione Roma and Travellers sono i numeri. Che vista l'assenza di censimenti della popolazione rom - per il timore che possano diventare strumenti discriminatori - è già tantissimo. In Europa si calcola che viva un gruppo di circa 9-12 milioni di persone, in qualche paese del centro e dell'est europa - Romania, Bulgaria, Serbia, Turchia, Slovacchia - arrivano a rappresentare fino al 5 per cento della popolazione. Scorrendo i fogli delle statistiche ufficiali europee (aggiornate al giugno 2006), colpisce come nei paesi della vecchia Europa, nonostante la presenza e l'afflusso continuo di popolazione rom, manchi del tutto un loro censimento. Eppure conoscere i contorni del problema dovrebbe essere il primo passo per approcciarlo. Sono censiti solo gli zingari che vivono nei paesi dell'est Europa, dal 1400 la "casa" dei popoli nomadi in arrivo dall'India del nord est.
La Romania guida la classifica dei paesi con maggior numero di gitani: l'ultimo censimento ufficiale del 2002 parla di una minoranza che si aggira tra il milione e 200 mila e i due milioni e mezzo. Seguono Bulgaria, Spagna e Ungheria a pari merito (800 mila), Serbia e Repubblica Slovacca (520 mila), Francia e Russia (tra i 340 e 400 mila; ma secondo il rapporto di Dominique Steinberger del 2000 in Francia vivrebbero almeno un milione di zingari), Regno Unito (300 mila), Macedonia (260 mila), Repubblica ceca (300 mila), Grecia (350 mila). L'Italia è al quattordicesimo posto con una stima, ufficiosa in assenza di un censimento, che si aggira sui 120 mila. Sappiamo che oggi quel numero è salito fino a 150-170 mila. Facendo un confronto con i paesi della vecchia Europa, è una stima inferiore rispetto a Spagna e Francia, Regno Unito e Germania. Sui motivi di queste concentrazioni la Storia conta poco: se è vero che la Germania nazista pianificò, come per gli ebrei, lo sterminio degli zingari (Porrajmos) e nei campi di concentramento tedeschi morirono 500 mila rom, in Spagna la dittatura di Franco ha tenuto in vigore fino agli anni settanta la legislazione speciale contro i gitani eppure gli zingari continuano ad essere, e sono sempre stati, tantissimi.
Agosto 2007-
Ma la benzina non è la più cara
Perentoria, petulante, periodica come le partenze di massa viene annunciata agli italiani questa vergogna nazionale: da noi la benzina è la più cara d’Europa. Comincia la solita organizzazione pro consumatori che cerca visibilità; seguono grandi quotidiani che vivono di titoli da shock; poi s’accende la polemica politica, il ministro minaccia severità e controlli, l’opposizione strilla che l’è tutto da rifare, governo compreso… Un teatrino basato su una falsità. La benzina è cara, molto cara, ma non è la più cara in Europa.
Chiedete a un amico, a un parente che vive negli altri grandi paesi europei. Chiedete a chi viaggia in questi giorni: partito convinto di varcare il confine della libertà a Ventimiglia, si ritrova a pagare lo stesso. Un qualunque distributore in Baviera come a Berlino, a Londra come nel Kent, ad Amsterdam come a Bruxelles, chiede lo stesso o di più per un litro di verde a 95 ottani. C’è un’eccezione fra i maggiori paesi Ue, la Spagna (1,10 euro al litro). Bisogna però ricordare che là l’iva pesa al 16 per cento, anziché al 20. E allora le tabelle e i grafici che vengono sciorinati a riprova del doloroso record italiano? Hanno quasi sempre origini fumose. Ce ne sono di più affidabili e confermano la prova distributore.
Quelle dell’Automobile association britannica, per esempio, danno questi prezzi ultimi medi rilevati sulla rete europea (http://www.theaa.com/motoring_advice/fuel/index.html): Paesi Bassi 1,50, Regno Unito 1,45, Belgio 1,42, Germania 1,40, Portogallo 1,38, Finlandia 1,36, Italia 1,35, Francia 1,33. A giugno i prezzi erano per tutti più bassi di 1-3 centesimi, ma nello stesso ordine in classifica. Ora, perché mai il più antico e glorioso club di automobilisti in Europa dovrebbe indorare la pillola agli italiani?
Si preferisce l’ufficialità? Ecco i numeri della Commissione europea (http://ec.europa.eu/energy/oil/bulletin/2007_en.htm): Paesi Bassi 1,50, Regno Unito 1,43, Belgio 1,37, Portogallo 1,37, Germania 1,35, Italia 1,35, Finlandia 1,34, Francia 1,31, Svezia 1,28... La media dei 25 paesi Ue è 1,31, ma attenzione: pagano più della media 297 milioni di europei (italiani inclusi) su 453. Riassumendo: i prezzi in Italia sono di qualche centesimo superiori alla media Ue, ricordando che questa tiene conto di parecchi paesi con un costo della vita significativamente inferiore (tipo Polonia, Repubblica Ceca, Grecia...).
Resta ampia materia di indagine per l’Antitrust: quella insopportabile e losca rigidità dei prezzi, sempre all’insù, mai in discesa, anche quando il petrolio scende o quando il dollaro cala, mentre noi paghiamo in euro. La quotazione all’ingrosso della verde in Italia da luglio 2006 è diminuita secondo stime del 13,38 per cento, anche per l’effetto euro forte; il prezzo di un pieno è sceso, secondo il qualificato centro studi artigiani di Mestre (Cgia), da 2 a 3 euro appena.
Per evitare illusioni e luoghi comuni, il ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani, alfiere delle liberalizzazioni, dovrà inoltre meditare su un significativo esempio estero. In pochi anni la Francia, terra di colossi della grande distribuzione (come l’Italia è terra di colossi delle coop), ha falcidiato le pompe di benzina lungo le strade, a favore dei distributori negli ipermercati. Oggi fare benzina in ampie regioni della Francia mentre si viaggia è disagevole; però i prezzi medi sono paragonabili all’Italia, sebbene le auto pro capite siano meno; e lungo le autostrade i prezzi sono uguali a qui. Resta dunque indimostrata un’equivalenza sempre molto sbandierata nelle polemiche in Italia: meno distributori = prezzi più bassi.
Non c’è dunque nessuno con cui prendersela? Pur sempre con i petrolieri, che hanno margini sontuosi, rispecchiati dai loro bilanci. Perché, se no, credete che le azioni Eni (Agip) in quattro anni siano passate da 13 a 25 euro? Tuttavia i petrolieri, bontà loro, non ci trattano peggio di tedeschi, inglesi, olandesi, belgi, francesi. Questo per amor di verità. (da Panorama di metà agosto).
-La più grande dei bambini Rom del rogo di Livorno, la dodicenne Eva, era sordomuta, così come suo fratello di 8 anni Danci (l'altro fratellino Mengie l'amichetta Tuta avevano 4 e 6 anni). Forse un ritardo di reazione (o nel chiedere aiuto) dovuto all'handicap è il dettaglio decivisvo per capire il perchè di una tragedia per alcuni versi inspiegabile in queste proporzioni.
-Pertini rivendicò l'attentato di via Rasella: come un resistente iracheno ante litteram...
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-La grande offensiva 2007 contro gli incidenti sulle strade da ubriachezza è una mezza farsa
con le nuove norme, un guidatore può di fatto sottrarsi al controllo del «palloncino». Chi viene fermato, infatti, deve essere in grado di soffiare l’etilometro: basta dire di avere un malore o un dolore per dimostrare di non riuscire a farlo. Dopo due tentativi falliti, il test non si può più ripetere. E allora addio arresto: è già accaduto a Torino, dove la procura ha dovuto prendere atto dell’«accertamento incompleto».
-Il centro destra dà a Prodi del capitan Uncino per aver caldeggiato l'ipotesi di rusare le riserve di Bankitalia per ridurre il debito. Memoria corta: Tremonti nel 2002, con un swap sui titoli di stato che ridimensionò il patrimonio della banca centrale, raggranellò 33 miliardi per ridurre il debito. Lasciando a via Nazionale in eredità un credito d'imposta di 8 miliardi.
-Dietro l'Iran nucleare c'è...l'Onu!
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-Prodi indagato dall'inchiesta 'Why not': le bugie hanno le gambe corte..
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-La plastica usata per alimenti e bottiglie farebbe male. A stabilirlo uno studio pubblicato sulla più seria rivista del settore, Il Journal of toxicology.
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-Il ritorno a casa di Alberto Zabbialini, fuggito dopo che a suo dire gli avevano comunicato che sarebbe morto di Aids. O almeno così se l'erano bevuta i media italiani. Perchè al laboratorio che aveva fatto le analisi a Zabbialini (che sisentiva poco bene) in realtà di Aids non avevano nemmeno parlato, anticipandogli solo, in seguito alle sue reiterate telefonate, che su tre test eseguiti due erano negativi e solo uno positivo (ma non per l'hiv), per cui erano necessari ulteriori accertamenti.Peraltro di hiv non si muore più e la semplice non vuol dire certo una condanna a morte.
Forse Zabbialini, accolto a sproposito come un eroe, è veramente malato, ma di qualche patologia psichiatrica.
- Chi ha ragione tra Hamilton e Alonso?
Nel gran premio d'Ungheria la squadra aveva deciso che lall'ultima sessione di prove doveva uscire per primo Alonso, invece è uscito Hamilton e non lo ha fatto passare. Mentre nel gran premio precedente la stessa sequenza vantaggiosa era stata a disposizione del pilota di origine giamaicana. Per questo lo spagnolo ha cercato di recuperare con la sosta prolungata poi punita dalla federazione con la retrocessione al setso posto. E' stato dunque Lewis a non obbedire a Ron Dennis, e la giustificazione che ha dato è stata patetica("non ho lasciato passare Fernando perchè c'era Raikkonen vicino e poi quando me l'hanno chiesto ancora, perchè Alonso era lontano"
-Le tariffe italiane sulla benzina le più alte d'Europa? Secondo Bersani si, secondo i petrolieri no. Ma se si considera il prezzo totale al 1° luglio 2007, tasse incluse, ovvero quello che tutti noi paghiamo alla pompa, la Gran Bretagna, la Germania e l'olanda ci battono: rispettivamente con 1.433 euro al litro, 1.395 e 1.517, contro 1.351 dell'Italia. Ma anche sulla sola componente industriale l'Olanda, con 0.610 contro i nostri 0.562 al litro.
- Don Gelmini -don favorito di Berlusconi e del centrodestra- è vittima di una crociata a sfondo politico? Eppure...
Don Mazzi dal pm contro don Gelmini
Il fondatore di Exodus interrogato su un episodio del '93 conferma le confidenze di un ragazzo: «Mi disse di aver subito violenze»
Torna indietro nel tempo fino al '93 l'inchiesta sulle presunte violenze sessuali commesse da don Pierino Gelmini su alcuni tossicodipendenti all'interno della Comunità incontro. La novità è emersa dall'interrogatorio come «persona informata sui fatti» di don Antonio Mazzi, il padre di Exodus: è stato sentito dai magistrati di Terni all'inizio della scorsa settimana e ha confermato il contenuto di una lettera da lui inviata a un ragazzo che aveva assistito nel suo centro per un paio d'anni.
Il giovane ha denunciato di aver appunto subito gli abusi 14 anni fa, quando ha trascorso un periodo di sei mesi ad Amelia. Poi si è trasferito in una struttura di don Mazzi, con il quale si è confidato e ha continuato a mantenere rapporti epistolari. Il procuratore Carlo Maria Scipio e il pm Barbara Mazzullo volevano sapere dal fondatore di Exodus se confermava quello che aveva scritto all'ex drogato nel 2003. Il sacerdote, nel corso dell'interrogatorio, ha ribadito punto per punto quello che aveva sottolineato nella missiva, in cui c'è un chiaro riferimento alle violenze sessuali.
Le parole del fondatore di Exodus avrebbero aggravato la posizione di don Gelmini: per gli inquirenti sono una conferma, seppure indiretta, delle accuse nei suoi confronti. Almeno da parte di uno dei sei ragazzi, cinque dei quali si sono rivolti agli investigatori dopo essere stati allontanati dalla Comunità per aver commesso dei furti. «Faremo presto, non perché c'è qualcuno che ce lo chiede, ma perché abbiamo tutti gli strumenti per farlo» ha annunciato la Mazzullo, lasciando capire che la conclusione dell'indagine è vicina. Più cauto l'avvocato Lanfranco Frezza, che difende don Gelmini insieme con Franco Coppi: «Non ci aspettiamo novità prima della fine di settembre ». Don Gelmini ieri era a Pompei. E il sindaco Claudio D'Alessio ha riportato le sue parole: «La Chiesa mi è vicina: io non mollo, mi sento un leone. L'albero più alto è quello che rischia di più di essere abbattuto dal vento», ha aggiunto con una metafora il capo della Comunità incontro. «L'unico vero giudice è la coscienza e io sono in pace con la mia...».
Dal mondo politico, altre manifestazioni di solidarietà per don Gelmini. «Devono finire le aggressioni che continuano nei suoi confronti», ha chiesto l'esponente di Forza Italia ed ex ministro Stefania Prestigiacomo. E Don Luigi Ciotti: «Continuo a essere vicino a don Gelmini come persona. Però per andare avanti — ha ribadito — le strutture devono essere garantite solo dagli enti locali, dalle istituzioni preposte e dai cittadini. Non dalla politica».
E: Roma, 7 ago. (Apcom) - "Sì, è vero, quel ragazzo si è confidato con me e mi ha descritto le violenze che sostiene di aver subito nel lontano 1993". Don Antonio Mazzi, il padre di Exodus, conferma le confidenze di un tossicodipendente contro Don Pierino Gelmini, il prete anti-droga, al centro dell'inchiesta su presunti abusi sessuali all'interno della comunità Incontro.
Don Mazzi è stato sentito dai magistrati di Terni all'inizio della scorsa settimana e in un'intervista al Corriere della Sera osserva: "La vicenda è molto delicata. Nella lettera che gli ho scritto nel 2003, quella che i magistrati mi hanno chiesto di confermare, rispondevo ad una missiva che il ragazzo mi aveva inviato: gli consigliavo di tornare dallo psicologo, di continuare a farsi aiutare. Quando è arrivato da noi, dove è rimasto un paio di anni, ha cominciato subito a dire qualcosa. A descrivere quello che era accaduto...".
"Innanzitutto - prosegue Don Mazzi - bisogna tutelare questo ragazzo. Proteggerlo. Ha un fratello gemello ed era stato adottato da una famiglia. Poi i genitori adottivi si sono separati. Un'infanzia e un'adolescenza difficili le sue. Quando se ne era andato si era ripreso, ma adesso non so dove sia. Lo sto cercando. Voglio incontrarlo, capire".
(Da Il Corriere della sera del 7 agosto)
Inoltre:
E' pur vero che i due che lo accusano sono alti più di un metro e 80, forti e robusti, oltre che pieni di tatuaggi. Ed erano venuti in comunità per scontare una condanna alternativa al carcere, avendo commesso dei furti. Ma all'epoca della prima denuncia, risalente a 14 anni fa erano ragazzi.
-La Corea del nord ha rinunciato al nucleare? Non esattamente..
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22/7/07- D'ora in avanti niente più sbarchi abusivi e traversate di fortuna: i clandestini arriveranno sulle nostre coste in prima classe, travestiti da turisti o "visitatori", per poi dileguarsi nelle nostre città. Senza neppure chiederci il permesso, e senza rischiare l'espulsione per i primi 90 giorni. In un silenzio mediatico assordante, tra poco più di una settimana gli aspiranti immigrati irregolari extracomunitari potranno infatti entrare in Italia liberamente, con solo gli spiccioli in tasca. E da qui, altrettanto liberamente, raggiungere qualunque altro Paese dell'Europa a 15. Protetti da una nuova legge del governo Prodi le cui modalità attuative, attese a giorni con decreto ministeriale, daranno il via effettivo a una paradossale autocertificazione degli ingressi da parte degli stessi extracomunitari. Inclusi quelli di nazioni a rischio terrorismo
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-In Italia D'alema e Prodi finiscono sotto accusa da parte del centro destra per la 'folle' ipotesi/proposta di colloqui con Hamas, definiti indispensabili per risolvere la nuova crisi palestinese. Nessuno si accorge che proprio nelle stesse ore il super falco Bush ha proposto ad Hamas di partecipare a una conferenza di pace sulla Palestina, e che Hamas ha peraltro rifiutato con forza.
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18/7/07- La fuoriuscita di acqua radioattiva dalla centrale nucleare giapponese di Kashiwazaki in seuito al terremoto dell'altro giorno. Sono sì 1200 litri e non il litro e mezzo sversato in mare di cui si era parlato all'inizio. Ma non si dice che la radioattività di quest'acqua dove venivano conservati i fusti col comustibile atomico è di appena 50 bequerel, meno di quella naturale di diverse acque minerali in commercio in Italia. Ha ragione la società che gestisce l'impianto, la Tepco, quando si difende dicendo che le perdite sono comuqnue al di sotto del limite consentito dalla legge nipponica, (inclusa l'ulteriore fuoriuscita di iodio cobalto e cromo dal reattore 7),
13/7/07- Il ritiro prodiano dall'Iraq? Una mezza bufala, oltre che la classica notizia che non esce. L'Italia si è solo spostata a Baghdad, e per giunta con ruoli di grande responsabilità.
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-Londra salvata dalle siringhe 'della mutua'...
Solo per un caso fortuito - cioè l’utilizzo delle siringhe usa-e-getta della mutua britannica - le due Mercedes ritrovate a Londra non sono esplose. Il tentativo di attivare a distanza, tramite cellulare, le due autobomba piazzate nel cuore della metropoli, sarebbe fallito a causa dell’inadeguatezza delle siringhe di plastica del National Health Service. Il sistema studiato dagli estremisti islamici prevedeva infatti che una chiamata al cellulare avrebbe infiammato il liquido contenuto dentro alla siringa e innescato l’esplosione.
8/7/07- C'è Belrlusconi dietro l'attività proibita del Sismi anti magistrati denunciata in questi giorni dal Csm? Lo stesso documento d'accusa del Consiglio superiore dei giudici parla in realtà di appunti predisposti nella primavera estate 2001: dunque già in primavera, quando ancora Berlusconi non era al governo, nè Pollari capo del servizio. E soprattutto, quando ancora lo stesso Pompa non era ancora al Sismi: diventerà infatti collaboratore esterno del Sismi solo nel dicembre 2001, e dipendente addirittura dal 2004. Guarda caso prima era stato però dipendente e consulente della Telecom degli 'spioni'. Mera coincidenza?
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1/7/07- I nuovi attentati a Londra. A due anni di distanza dagli utlimi, scrivono i giornali. Ma in realtà i servizi segreti pritannici (Mi5) dichiarano di aver sventato solo nell'ultimo anno almeno 33 complotti, e censito 1600 tra terroristi e fiancheggiatori, divisi in 200 cellule.
25/6/07-Alla fine di chi è il merito del famoso tesoretto: del passato governo Berlusconi o del suo successore Prodi?
Lo ha chiarito una volta il governatore di Bankitalia Draghi, che ha scritto quanto segue: "Poco più della metà dell'incremento delle entrate è riconducibile alla dinamica dei salari, al proseguire del rialzo azionario e dei tassi d'interesse, all'incremento del prezzo del petrolio. Un'ulteriore 30 per cento è attribuibile agli interventi della finanziaria 2006. Circa il 5 per cento ad alcuni fattori favorevoli verificatisi nell'anno. Sulla parte residua ha influito il contrasto all'evasione". Insomma per Bankitalia la guerra ai disonesti vale solo per il 15 per cento dell'extragettito.
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-CALCIO, COVISOC: INTER 2005/06 SENZA REQUISITI: non doveva partecipare al campionato che poi vinse a tavolino.
Secondo la Covisoc "Se l'Inter avesse evidenziato le perdite connesse alle plusvalenze fittizie, sarebbe saltato l'equilibrio e il club nerazzurro non avrebbe superato i parametri richiesti per l'iscrizione al campionato 2005-2006". E' quanto afferma la Commissione per la vigilanza sulle società calcistiche, nella relazione consegnata al pm Carlo Nocerino nell'ambito dell'indagine sul falso in bilancio che coinvolge Inter e Milan, indagine in prossimità di chiusura. Nel registro degli indagati sono iscritti il presidente dell'Inter, Massimo Moratti, il vicepresidente Rinaldo Ghelfi, e l'ex dirigente Mauro Gambaro, e l'amministratore delegato e vicepresidente vicario del Milan Adriano Galliani.
-Volevano solo informazioni? Non proprio..
L’ex governatore di Bankitalia rivela al Pm: "All’inizio del 2005 i diesse sono venuti da me a chiedere se si poteva fare la fusione con Bnl e Montepaschi. Io li ho ascoltati...".
Antonio Fazio resta Antonio Fazio. «Io debbo governare i fatti», dice al pm Francesco Greco. E proprio perché il pianeta politico sa che, quando era governatore della Banca d’Italia, lui «governava i fatti», Fassino e Bersani vanno da lui ad esporgli un piano. «Sono venuti da me - rivela Fazio ai giudici milanesi che lo interrogano sulla scalata Antonveneta - Fassino ed altri (poi dirà che gli «altri» era Pierluigi Bersani) a chiedermi se si poteva fare una grande fusione Unipol-Bnl-Montepaschi». E nel suo stile, aggiunge: «Io li ho ascoltati».
L’ex governatore svela ai magistrati un comportamento dei vertici dei Ds ben diverso da quello finora accreditato. Fino all’interrogatorio di Fazio (pubblicato dal Sole 24 Ore), Fassino ha sempre detto che erano i vari Consorte ed altri a chiamarlo e ad informarlo dell’andamento di un negoziato (nel caso specifico della scalata Unipol alla Bnl). Ora si scopre dalle parole di Fazio un ruolo attivo della Quercia nella definizione di operazioni finanziarie di quel periodo. Fino al punto di disegnare una grande aggregazione fra Unipol, Bnl e Montepaschi: banca, quest’ultima, rimasta esclusa (per il momento) dalle fusioni bancarie. Tant’è che l’incontro con Fassino, Fazio lo inquadra nei «primissimi mesi del 2005 o la fine del 2004».
Insomma, prima che dell’estate dei «furbetti del quartierino», della scalata all’Antonveneta da parte di Fiorani e della Bnl da parte di Unipol. Anche se poi la magistratura e la Guardia di finanza hanno verificato che le due operazioni erano strettamente collegate fra loro.
Un’altra novità contenuta nell’interrogatorio di Fazio è il ruolo di Pierluigi Bersani, oggi ministro per lo Sviluppo economico, ai tempi responsabile economico dei Ds. E sarebbe stato proprio per quel ruolo ricoperto nel partito che Bersani avrebbe accompagnato Fassino in Banca d’Italia. Nel suo entourage l’incontro con il governatore viene declassificato a presa di contatto, ad uno scambio di idee sul sistema del credito, all’illustrazione di scenari bancari. Tutto nell’ambito del ruolo istituzionale, fra un responsabile economico che segue il segretario del partito (promotore dell’incontro) ed il governatore della banca centrale.
Tant’è che viene anche ricordato come proprio in quel periodo i rapporti fra la Quercia e Fazio non fossero fra i migliori, vista la presentazione di una proposta di legge che puntava ad introdurre il mandato a termine per il numero uno della Banca d’Italia. Mandato a termine poi introdotto con la riforma della legge sul risparmio: legge non votata dall’attuale maggioranza.
Ma al di là della rivelazione sul ruolo di Fassino e Bersani, dall’interrogatorio con i magistrati emerge il profilo del «governatore Fazio»; e di come ha gestito le vicende bancarie di quell’estate del 2005 (ed anche quelle precedenti). «Nelle considerazioni finali del 2004 - racconta l’ex governatore - avevo detto: al consolidamento manca un’altra grande operazione: era Bnl-Montepaschi che poi non si è potuta fare». E spiega perché non favorì la fusione fra Banca di Roma con Antonveneta, preferendogli la cordata di Fiorani della Popolare italiana. Quello che lo chiamava nella notte promettendogli «un bacio in fronte» come ringraziamento per il via libera all’operazione da parte della Vigilanza. «Ma le regole esistono e dovrebbero essere rispettate», commenta Greco. «Se possibile...», risponde Fazio.
20/6/07-Rahmatullah Hanefi, il discusso mediatore di Emergency, doveva venire rilasciato ieri alle 12, ora di Kabul, dopo quasi tre mesi di detenzione a causa del suo ruolo nella liberazione del giornalista di Repubblica Daniele Mastrogiacomo rapito dai talebani. Invece c’è ancora qualche ostacolo da superare, nonostante Gino Strada sia già nella capitale afghana per portarsi via il suo uomo. Questa storia potrebbe riservare dei colpi di scena e stanno venendo alla luce notizie, che erano state tenute debitamente nascoste sia da parte afghana che italiana.
Innanzi tutto Hanefi è stato processato, per due soli giorni e a porte chiuse da una Corte speciale composta da tre magistrati, come rivela a il Giornale il suo avvocato, Ajmal Hodman. La sentenza di primo grado ha respinto tutte le accuse, ma il procuratore Fatah Khan, rappresentante dell’accusa, sostiene che il caso è ancora aperto. «La Corte l’ha scagionato e Hanefi - dice il legale - sarà rilasciato, ma l’Nds (i servizi afghani che hanno raccolto il dossier contro l’uomo di Emergency, ndr) crede ancora nelle accuse presentate. Continueremo a seguire il caso e quindi significa che non è completamente chiuso. Se sarà necessario si faranno ulteriori indagini».
L’aspetto più incredibile è che informazioni cruciali, raccolte dai servizi afghani nella provincia di Helmand -(ad es. quelle sui presunti giubbotti da kamikaze ritrovatigli in casa, ndr)- compresa una lista di testimoni e le dichiarazioni a verbale dei familiari di Sayed Agha, l’autista decapitato dai talebani, che accusavano pesantemente Hanefi, non sono mai arrivate a Kabul, alla Corte di primo grado. Neanche i familiari di Adjmal Nakshbandi, l’interprete anche lui ucciso dai talebani, che avevano fatto diverse rivelazioni, sono stati sentiti in tribunale.
Tutti si aspettavano un processo vero e proprio, al quale avrebbe potuto assistere la stampa, e invece giudici e difesa si sono ritrovati a porte chiuse. «Le udienze sono cominciate il 10 giugno continuando l’11. Il processo è durato due giorni e la sentenza è arrivata il 16. La Corte era composta da tre magistrati, uno dei quali si chiama Taeeb, ma non posso dire di più per questioni di sicurezza. Eravamo presenti, oltre alla Corte, solo io, Hanefi e il procuratore, Fatah Khan, per l’accusa», ha raccontato al Giornale l’avvocato dell’uomo di Emergency. Un giovane di 28 anni stipendiato dall’International legal foundation, un’organizzazione non profit americana.
Per quanto riguarda le accuse, Hodman ne cita alcune: «Tradimento, appoggio ai talebani, coinvolgimento nel rapimento (di Mastrogiacomo, ndr) e nell’uccisione di Adjmal (l’interprete del giornalista di Repubblica, ndr), atti terroristici e denaro intascato da tutte e due le parti (italiani e talebani, ndr)». I servizi afghani, però, non sono riusciti a presentare prove adeguate e la difesa ha vinto la causa. «C’è stata un’incomprensione di fondo – sostiene l’avvocato –. Nel processo di negoziazione (per liberare Mastrogiacomo, ndr) Hanefi faceva solo quello che gli italiani gli dicevano di fare. Era un traduttore fra i talebani e l’ambasciatore italiano (Ettore Sequi, ndr) e altri italiani coinvolti nel caso».
Per quanto riguarda le torture che, secondo Emergency, Hanefi avrebbe subito all’inizio della detenzione, il suo avvocato sostiene che sono accuse «ridicole. Non è mai stato picchiato ed era veramente ben trattato. Il fatto che sia stato torturato è completamente falso. A parte i problemi renali che aveva pure prima della detenzione, sta bene». Inoltre Hodman fa capire molto chiaramente quale sia stata la posta in gioco delle pressioni italiane sul governo afghano per risolvere il caso Hanefi. «Se Emergency riprenderà le sue attività in Afghanistan, 1500 persone torneranno al lavoro. Sono sicuro – nota l’avvocato – che la scarcerazione di Hanefi avrà un effetto positivo anche sul summit di Roma (la conferenza sulla giustizia del 3 luglio, ndr). Adesso siamo tutti più ottimisti sul fatto che arriverà un aiuto maggiore per il sistema legale afghano». Per il rilascio di Hanefi non resta che aspettare la firma del procuratore generale.(da Il Giornale)
-"Unipol? I Ds non favoriscono nessuno" (Massimo D'Alema, Il Sole-24 ore, 5 agosto 2005)
"Con Consorte siamo amici da 25 anni, non è reato, ci siamo sentiti per dirci dove saremmo andati in vacanza... Le cooperative sono quasi una riserva di etica protestante" (Massimo D'Alema, Corriere della sera, 3 settembre 2005).
"Non mi pare, non ricordo conversazioni con Consorte, forse sarà capitato, ma non ho idea dell'arco temporale di riferimento. Io personalmente in questa vicenda sono stato solo uno spettatore che forse non aveva capito le cose per tempo" (Massimo D'Alema, Porta a Porta, 9 gennaio 2006).
-Fa scalpore la confessione del dirigente della polizia Fournier sulla 'macelleria messicana' alla Diaz durante il G8 2001. Meno risalto viene dato a un'altra sua dichiarazione, quando afferma che "Sicuramente nella scuola c'erano persone che hanno fatto resistenza, issato barricate, per cui non mi sento di dare la patente di santità a tutti gli occupanti dell'istituto". Financo la donna che il dirigente vide a terra con la testa sanguinante, credendola mezza morta, tale Melanie Jonasch, in coda al processo in cui è coinvolto Fournier si apprende che fu arrestata con l'accusa di lesioni, resistenza e associazione a delinquere. Di questo Forunier si è dichiarato stupito, affermando di non averlo finora mai saputo.
-La querrelle sugli studi di settore, che secondo autonomi, commercianti e artigiani farebbero pagare alle loro categorie più tasse del dovuto. In realtà..
Contrariamente a quanto è stato a più riprese affermato da molti commentatori in questi giorni di convulso dibattito sugli studi di settore, i lavoratori autonomi e le piccole imprese non pagano le imposte su redditi presunti ricavati dagli studi di settore, ma sono chiamati a versare le loro imposte sul reddito effettivo, che risulta dalla differenza fra i ricavi (che devono essere certificati, ad esempio, attraverso gli scontrini e le ricevute fiscali) e i costi sostenuti. Nessuna norma che riguarda gli studi di settore può quindi essere accusata di ampliare la base imponibile, o di violare lo statuto dei contribuenti introducendo prelievi retroattivi.
E infatti se i due dati non corrispondono, il contribuente non deve far altro che dimostrare carte alla mano di avere ragione:
Nell’ipotesi in cui i ricavi o compensi contabilizzati siano inferiori a quelli presunti, il contribuente può adeguare spontaneamente i primi ai secondi, al momento della dichiarazione. Quando si verifichino discrepanze fra i ricavi dichiarati dal soggetto e i ricavi calcolati sulla base degli studi di settore, che lascino presumere l’esistenza di evasione fiscale, l’Amministrazione può operare un accertamento di tipo analitico presuntivo, il cui primo passo consiste in un confronto con il contribuente, chiamato a motivare tale scostamento.
16/6/07- Paris Hilton privilegiata? Tutto il contrario..
[leggi in esteso]
13/6/07- Polemiche al vetriolo sulla 'fuga' delle intercettazioni dalla procura di Milano sul caso Unipol, malgrado le 'strettissime misure di sicurezza' previste dai giudici. In realtà, come spiega la presidente del tribunale Livia Pomodoro, insiema al presidente della corte d'appello milanese Giuseppe Grechi: "In base alla legge Boato...le parti processuali(gli avvocati) erano già stati messi in condizione dalla procura di ascoltare il supporto fonico(delle in tercettazioni)". Dunque la fuga di notizie non è avvenuta adesso, ma già tempo addietro. E la pomodoro chiosa infatti: "Chi l'ha detto che le nostre contromisure(divieto di fotocopia, solo appuntiecc.) non hanno funzionato? Considerate che il dato fonico era già in possesso dei rappresentanti delle parti, le quali avevono potuto ascoltare le conversazioni intercettate".
-Polemiche roventi sulla pubblicazione di stralci dalle trascrizioni delle intercettazioni unipol, malgrado le presunte strettissime misure di sicurezza prese dal gip Clementina Forleo.
In realtà quei testi erano in mano a qualcuno quando ancora i magistrati non le avevano acquisite e neppure erano state trascritte. Il 30 dicembre 2005 già ne uscirono infatti parte su Il Giornale:
l quotidiano pubblica nuove intercettazioni secretate sulla scalata alla Bnl
La Quercia: "Campagna di veleni contro di noi, perché nessuno interviene?"
"Così parlavano Fassino e Consorte"
Ed è scontro tra i Ds e 'Il Giornale'
Nelle telefonate, il segretario Ds direbbe all'ex presidente Unipol
"Aspetta a denunciare: prima portiamo a casa tutto"
"Così parlavano Fassino e Consorte"
Ed è scontro tra i Ds e 'Il Giornale'
Il segretario Ds, Piero Fassino
Un nuovo capitolo nelle intercettazioni legate al caso Unipol fa esplodere l'ennesima polemica tra il mondo politico e gli organi di informazione. Dai Ds è giunta, infatti, una reazione durissima nei confronti de "Il Giornale" per la pubblicazione - nell'edizione di questa mattina - di lunghi stralci di intercettazioni telefoniche con al centro il segretario della Quercia Piero Fassino.
I passaggi sotto accusa sono quelli nei quali il segretario Ds chiede a Giovanni Consorte (amministratore delegato dell'Unipol, ora dimissionario) informazioni sulla scalata alla Banca Nazionale del Lavoro nei giorni "caldi" dello scorso mese di luglio.
Prima di entrare nel merito delle parole pronunciate da Fassino nelle intercettazioni, l'accusa durissima che il "Botteghino" muove al quotidiano milanese è sulla legittimità stessa della loro pubblicazione. "E' evidente - denuncia il portavoce Roberto Cuillo - che l'obiettivo de 'Il Giornale' di Belpietro è quello di colpire i Ds e il suo segretario con polveroni scandalistici, aggressione tanto più grave perché perseguita con la pubblicazione illegale di conversazioni di un parlamentare". Gli stralci pubblicati ieri, infatti, riportano frasi di un parlamentare e dovrebbero dunque essere del tutto secretati.
Nelle telefonate - secondo quanto si legge su "Il Giornale" - Fassino chiede informazioni sull'operazione Bnl in pieno svolgimento. E mentre Consorte tranquillizza "E' chiusa. Sì, è fatta", il segretario Ds "si lascierebbe scappare: allora siamo padroni di una banca?", per poi precisare "Siete voi padroni di una banca, io non c'entro niente". Queste le frasi iniziali riportate dal quotidiano di Maurizio Belpietro.
Segue un lungo scambio di informazioni nel quale Consorte spiega tutti i passaggi (e gli accordi preventivi) per arrivare a controllare il futuro assetto azionario della banca.
Quindi - ancora a leggere le intercettazioni riportate dal Giornale - Consorte minaccia denunce contro coloro che si stanno opponendo all'azione di Unipol, e Fassino risponderebbe: "Prima di denunciare aspetta. Portiamo a casa tutto".
Questo, in estrema sintesi, il contenuto delle intercettazioni pubblicate. Nuova puntata di rivelazioni di verbali che compaiono da giorni sul quotidiano.
E il portavoce Cuillo attacca: "Da diversi giorni 'Il Giornale' di proprietà della famiglia Berlusconi distribuisce ai suoi lettori intere pagine di presunte intercettazioni telefoniche inerenti colloqui tra il segretario dei Ds Piero Fassino e l'ex presidente di Unipol Giovanni Consorte. La semplice lettura dei testi non solo rende evidente l'assoluta irrilevanza giudiziaria di tali intercettazioni, ma conferma il carattere puramente informativo di quei colloqui telefonici, come peraltro ha sempre dichiarato il segretario dei Ds".
Per concludere con un altro richiamo alla illegittimità della diffusione dei verbali: "Non possiamo che denunciare con vigore la campagna di veleni con cui il principale quotidiano della destra cerca di intorbidare la vita politica del paese. Ci chiediamo - conclude il portavoce di Fassino - se la presidenza della Camera dei Deputati, l'Authority sulla Privacy e la stessa magistratura non abbiano nulla da dire".
-Che fine han fatto gli americani duri e puri che rimproveravano l'Italietta quando proponeva di scendere a patti e intavolare trattative con la resistenza afghana o con quella irachena?
Adesso loro vanno ben oltre, e finanziano una parte della guerriglia irachena..
Dal NyTimes del 12 giugno..
BAGHDAD, June 10 — With the four-month-old increase in American troops showing only modest success in curbing insurgent attacks, American commanders are turning to another strategy that they acknowledge is fraught with risk: arming Sunni Arab groups that have promised to fight militants linked with Al Qaeda who have been their allies in the past.
American commanders say they have successfully tested the strategy in Anbar Province west of Baghdad and have held talks with Sunni groups in at least four areas of central and north-central Iraq where the insurgency has been strong. In some cases, the American commanders say, the Sunni groups are suspected of involvement in past attacks on American troops or of having links to such groups. Some of these groups, they say, have been provided, usually through Iraqi military units allied with the Americans, with arms, ammunition, cash, fuel and supplies.
American officers who have engaged in what they call outreach to the Sunni groups say many of them have had past links to Al Qaeda in Mesopotamia but grew disillusioned with the Islamic militants’ extremist tactics, particularly suicide bombings that have killed thousands of Iraqi civilians. In exchange for American backing, these officials say, the Sunni groups have agreed to fight Al Qaeda and halt attacks on American units. Commanders who have undertaken these negotiations say that in some cases, Sunni groups have agreed to alert American troops to the location of roadside bombs and other lethal booby traps.
But critics of the strategy, including some American officers, say it could amount to the Americans’ arming both sides in a future civil war. The United States has spent more than $15 billion in building up Iraq’s army and police force, whose manpower of 350,000 is heavily Shiite. With an American troop drawdown increasingly likely in the next year, and little sign of a political accommodation between Shiite and Sunni politicians in Baghdad, the critics say, there is a risk that any weapons given to Sunni groups will eventually be used against Shiites. There is also the possibility the weapons could be used against the Americans themselves.
American field commanders met this month in Baghdad with Gen. David H. Petraeus, the top American commander in Iraq, to discuss the conditions Sunni groups would have to meet to win American assistance. Senior officers who attended the meeting said that General Petraeus and the operational commander who is the second-ranking American officer here, Lt. Gen. Raymond T. Odierno, gave cautious approval to field commanders to negotiate with Sunni groups in their areas.
One commander who attended the meeting said that despite the risks in arming groups that have until now fought against the Americans, the potential gains against Al Qaeda were too great to be missed. He said the strategy held out the prospect of finally driving a wedge between two wings of the Sunni insurgency that had previously worked in a devastating alliance — die-hard loyalists of Saddam Hussein’s formerly dominant Baath Party, and Islamic militants belonging to a constellation of groups linked to Al Qaeda.
Even if only partly successful, the officer said, the strategy could do as much or more to stabilize Iraq, and to speed American troops on their way home, as the increase in troops ordered by President Bush late last year, which has thrown nearly 30,000 additional American troops into the war but failed so far to fulfill the aim of bringing enhanced stability to Baghdad. An initial decline in sectarian killings in Baghdad in the first two months of the troop buildup has reversed, with growing numbers of bodies showing up each day in the capital. Suicide bombings have dipped in Baghdad but increased elsewhere, as Qaeda groups, confronted with great American troop numbers, have shifted their operations elsewhere.
The strategy of arming Sunni groups was first tested earlier this year in Anbar Province, the desert hinterland west of Baghdad, and attacks on American troops plunged after tribal sheiks, angered by Qaeda strikes that killed large numbers of Sunni civilians, recruited thousands of men to join government security forces and the tribal police. With Qaeda groups quitting the province for Sunni havens elsewhere, Anbar has lost its long-held reputation as the most dangerous place in Iraq for American troops.
Now, the Americans are testing the “Anbar model” across wide areas of Sunni-dominated Iraq. The areas include parts of Baghdad, notably the Sunni stronghold of Amiriya, a district that flanks the highway leading to Baghdad’s international airport; the area south of the capital in Babil province known as the Triangle of Death, site of an ambush in which four American soldiers were killed last month and three others abducted, one of whose bodies was found in the Euphrates; Diyala Province north and east of Baghdad, an area of lush palm groves and orchards which has replaced Anbar as Al Qaeda’s main sanctuary in Iraq; and Salahuddin Province, also north of Baghdad, the home area of Saddam Hussein.
Although the American engagement with the Sunni groups has brought some early successes against Al Qaeda, particularly in Anbar, many of the problems that hampered earlier American efforts to reach out to insurgents remain unchanged. American commanders say the Sunni groups they are negotiating with show few signs of wanting to work with the Shiite-led government of Prime Minister Nuri Kamal al-Maliki. For their part, Shiite leaders are deeply suspicious of any American move to co-opt Sunni groups that are wedded to a return to Sunni political dominance.
With the agreement to arm some Sunni groups, the Americans also appear to have made a tacit recognition that earlier demands for the disarming of Shiite militia groups are politically unachievable for now given the refusal of powerful Shiite political parties to shed their armed wings. In effect, the Americans seem to have concluded that as long as the Shiites maintain their militias, Shiite leaders are in a poor position to protest the arming of Sunni groups whose activities will be under close American scrutiny.
But officials of Mr. Maliki’s government have placed strict limits on the Sunni groups they are willing to countenance as allies in the fight against Al Qaeda. One leading Shiite politician, Sheik Khalik al-Atiyah, the deputy Parliament speaker, said in a recent interview that he would rule out any discussion of an amnesty for Sunni Arab insurgents, even those who commit to fighting Al Qaeda. Similarly, many American commanders oppose rewarding Sunni Arab groups who have been responsible, even tangentially, for any of the more than 29,000 American casualties in the war, including more than 3,500 deaths. Equally daunting for American commanders is the risk that Sunni groups receiving American backing could effectively double-cross the Americans, taking weapons and turning them against American and Iraq’s Shiite-dominated government forces.
Americans officers acknowledge that providing weapons to breakaway rebel groups is not new in counterinsurgency warfare, and that in places where it has been tried before, including the French colonial war in Algeria, the British-led fight against insurgents in Malaya in the early 1950s, and in Vietnam, the effort often backfired, with weapons given to the rebels being turned against the forces providing them. Maj. Gen. Rick Lynch, commander of the Third Infantry Division and leader of an American task force fighting in a wide area between the Tigris and Euphrates rivers immediately south of Baghdad, said at a briefing for reporters on Sunday that no American support would be given to any Sunni group that had attacked Americans. If the Americans negotiating with Sunni groups in his area had “specific information” that the group or any of its members had killed Americans, he said, “The negotiation is going to go like this: ‘You’re under arrest, and you’re going with me.’ I’m not going to go out and negotiate with folks who have American blood on their hands.”
One of the conditions set by the American commanders who met in Baghdad was that any group receiving weapons must submit its fighters for biometric tests that would include taking fingerprints and retinal scans. The American conditions, senior officers said, also include registering the serial numbers of all weapons, steps the Americans believe will help in tracing fighters who use the weapons in attacks against American or Iraqi troops. The fighters who have received American backing in the Amiriya district of Baghdad were required to undergo the tests, the officers said.
The requirement that no support be given to insurgent groups that have attacked Americans appeared to have been set aside or loosely enforced in negotiations with the Sunni groups elsewhere, including Amiriya, where American units that have supported Sunni groups fighting to oust Al Qaeda have told reporters they believe that the Sunni groups include insurgents who had fought the Americans. The Americans have bolstered Sunni groups in Amiriya by empowering them to detain suspected Qaeda fighters and approving ammunition supplies to Sunni fighters from Iraqi Army units.
In Anbar, there have been negotiations with factions from the 1920 Revolution Brigades, a Sunni insurgent group with strong Baathist links that has a history of attacking Americans. In Diyala, insurgents who have joined the Iraqi Army have told reporters that they switched sides after working for the 1920 group. And in an agreement announced by the American command on Sunday, 130 tribal sheiks in Salahuddin met in the provincial capital, Tikrit, to form police units that would “defend” against Al Qaeda.
General Lynch said American commanders would face hard decisions in choosing which groups to support. “This isn’t a black and white place,” he said. “There are good guys and bad guys and there are groups in between,” and separating them was a major challenge. He said some groups that had approached the Americans had made no secret of their enmity.
“They say, ‘We hate you because you are occupiers’ ” he said, “ ‘but we hate Al Qaeda worse, and we hate the Persians even more.’ ” Sunni militants refer to Iraq’s Shiites as Persians, a reference to the strong links between Iraqi Shiites and the Shiites who predominate in Iran.
An Iraqi government official who was reached by telephone on Sunday said the government was uncomfortable with the American negotiations with the Sunni groups because they offered no guarantee that the militias would be loyal to anyone other than the American commander in their immediate area. “The government’s aim is to disarm and demobilize the militias in Iraq,” said Sadiq al-Rikabi, a political adviser to Mr. Maliki. “And we have enough militias in Iraq that we are struggling now to solve the problem. Why are we creating new ones?”
Despite such views, General Lynch said, the Americans believed that Sunni groups offering to fight Al Qaeda and halt attacks on American and Iraqi forces met a basic condition for re-establishing stability in insurgent-hit areas: they had roots in the areas where they operated, and thus held out the prospect of building security from the ground up. He cited areas in Babil Province where there were “no security forces, zero, zilch,” and added: “When you’ve got people who say, ‘I want to protect my neighbors,’ we ought to jump like a duck on a june bug.”
E dell'1 giugno..
BAGHDAD, June 1 — After several days of fierce skirmishes between Al Qaeda and other Sunni fighters in the insurgent-dominated Amariyah neighborhood of western Baghdad, terrified residents on Friday holed up in their homes and said Iraqi and American forces drove through the streets warning them not to come outside.
More than a dozen people were killed this week as Amariyah erupted in violence between Al Qaeda and the Islamic Army of Iraq in what appears to be the first sustained large-scale fighting inside Baghdad between Al Qaeda and other Sunni insurgent groups.
It remained unclear whether the fighting was driven by differing ideologies and broad objections to Al Qaeda’s tactics, or was merely a battle for control in Amariyah, a large district near Abu Ghraib prison, by two insurgent factions that not long ago were allies.
The battles came amid a fresh report that violence within the capital is once again increasing, three months into the United States troop escalation, while American forces southwest of the capital continued to search for two soldiers captured by insurgents last month.
Three American soldiers were abducted May 12 when insurgents launched a coordinated attack on their patrol of vehicles near Mahmudiya. Five soldiers, including one Iraqi, were also killed in that attack, and the body of one captured soldier was later recovered.
Military officials said today that tests have concluded that a male body fished out of the Euphrates River on May 27 is not one of the two American soldiers still missing. The body was found about 20 miles from Baghdad, just west of the village of Iskandariah. The military had earlier said the body did not initially appear to be either of the two soldiers, but that DNA testing was necessary to be certain.
“It was not one of our soldiers,” said Maj. Webster Wright, a spokesman for the Second Brigade Combat Team of the 10th Mountain Division. He said the body, which appeared to be an Arab male, would be returned to Iraqi local government officials. “We’re pretty sensitive to making sure we do this the right way, but we don’t know where the body came from.”
Maj. Wright said troops continued to collect information from local residents. “Obviously, as time goes on, the information is becoming less and less available,” he said. “But the information we are getting is more detailed. We are checking out everything we are getting, but still waiting for that one piece of information that shows us where they are.”
With American troops pushing out into insurgent-dominated districts of Baghdad, Baquba and other areas, May was the deadliest month for U.S. forces, with at least 122 troops killed, since the November 2004 Marine and Army invasion of Fallujah.
The news service Agence France-Presse reported today that Iraqi civilian deaths soared by almost a third in May, following a temporary decline in April. The Iraqi government has lately refused to release data on civilian casualties, and reliable information on the rate of violent deaths is hard to come by.
But the A.F.P. report said information gathered from the ministries of interior, health and defense found at least 1,951 Iraqi civilians killed in May, a 30 percent increase from April. The numbers for May were similar to civilian deaths in March, the first full month of the troop “surge,” the report said.
Also today, Iraqi state-run television reported that Abdul Aziz al-Hakim, one of the country’s most powerful figures, has returned from Iran where he had sought treatment for a tumor. The return of Mr. Hakim came one week after it was disclosed that his main Shiite rival in Iraq, radical cleric Moktada al-Sadr, had returned from Iran.
Mr. Hakim, leader of the Supreme Islamic Iraqi Council, one of the two most powerful Shiite parties in Iraq, had earlier said he traveled to the United States and to Iran for treatment of “limited infections” and a “limited tumor.” Other reports have specified lung cancer.
-Dai nuovi testi delle intercettazioni a D'Alema e soci: il presidente Ds raccomandava a Consorte "devi farti un elenco delle prudenze che devi avere (...), sì, delle comunicazioni".
Ma forse non si riferiva al pericolo di essere intercettato. Forse si trattava di un invito a coltivare meglio l'aspetto delle comunicazioni societarie pubbliche(alla Consob) sulla scalata Unipol alla Bnl in corso.
12/6/06- Quando a dire facci sognare non erano D'Alema e Fassino ma Berlusconi...(ecco perchè il cavaliere resta stranamente in silenzio sulla vicenda delle intercettazioni della sinistra)
...A proposito delle telefonate del caso Antonveneta-Bnl, come sempre quando qualche politico finisce nelle intercettazioni, si dicono cose ben oltre i confini della realtà. Il fatto è noto: informata dalla Procura dell’esistenza di 73 chiamate registrate sulle utenze dei furbetti del quartierino che - nel pieno delle scalate bancarie - parlavano con politici (Fiorani con i forzisti Berlusconi,Comincioli, Grillo e Cicu, Consorte con i ds Fassino, D’Alema e Latorre), la gip Clementina Forleo ne ha ordinato la trascrizione a una società di consulenza. Manca quella di Berlusconi con Fiorani per un banale errore dei pm, la cui richiesta è finita nel fascicolo sbagliato.
Ma per fortuna si sa che cosa contiene: il 12 luglio 2005 il Cavaliere è a cena con Gnutti, che a un certo punto gli passa al telefono Fiorani, poi questo racconta tutto a Gnutti in una successiva chiamata: «Ho sentito il Presidente, commosso della cosa (l’ok di Fazio alla scalata Antonveneta, ndr)». E Gnutti: «Gli ho detto che andremo avanti con Rcs e che ci deve dare una mano». Fiorani: «Digli di chiamare il Number One (Fazio, ndr)». Gnutti: «Gli ho detto che, se non ci dà una mano, la sinistra prende tutto». Fiorani: «Ne parleremo domani a voce... La sinistra ci ha appoggiato più del governatore».
E ancora: "La telefonata dimenticata
Gianpiero Fiorani: "Ho sentito il presidente (Berlusconi, ndr), commosso della cosa (il via libera appena comunicato dal governatore Fazio al patròn della Banca popolare di Lodi per la scalata all'Antonveneta, ndr)".
Emilio Gnutti: "Io gli ho detto che andremo avanti con Rcs e che ci deve dare una mano...".
Fiorani: "Digli di chiamare il Number One (Antonio Fazio, ndr)".
Gnutti: "Gli ho detto che, se non ci dà una mano, la sinistra prende tutto".
Fiorani: "Ne parleremo domani a voce... La sinistra in questo momento ci ha appoggiato più di quanto abbia fatto il governatore" (telefonata intercettata dalla Guardia di Finanza, per conto della Procura di Milano, la sera del 12 luglio 2005, tra i finanzieri indagati Fiorani e Gnutti. Quest'ultimo era a una cena elettorale col premier Berlusconi a Valeggio sul Mincio).
-Ma Berlusconi trasferiva direttamente i giudici, invece che soltanto gli ufficiali della finanza dislocati presso le procure con compiti di polizia giudiziaria..
"Cosa sarebbe successo se il nostro governo avesse invitato in modo arrogante e prepotente il capo della Guardia di Finanza ad allontanare non uno ma quattro alti funzionari che stavano compiendo un'indagine su Fininvest? Credo che avremo avuto la gente in piazza e ci avrebbero cacciato a furor di popolo. E' in corso un attacco alla democrazia" (Silvio Berlusconi, Ansa, 2 giugno 2007).
"Guido Brambilla, il giudice a latere nel processo Sme Ariosto, dovrà prendere possesso immediato del nuovo incarico al Tribunale di sorveglianza, già da domani e 'senza indugio'. La risposta, netta e precisa, al presidente del Tribunale di Milano è venuta oggi del ministero della Giustizia, e subito nuove polemiche si sono sollevate sul caso politico-giudiziario che ruota attorno al processo in cui sono imputati tra gli altri, Silvio Berlusconi e Cesare Previti, che rischia di dover ricominciare da capo. Il procuratore di Milano Gerardo D'Ambrosio commenta: 'L'abbiamo saputo dagli avvocati difensori, stiamo entrando nella notte della democrazia'..." (dall'Ansa del 4 gennaio 2002 e dai quotidiani del 5 gennaio 2002).
(Dalla rubrica Carta Canta di Marco Travaglio del 6 giugno '07)
-Come al solito, sulla vicenda del giorno non 'esce' un piccolo dettaglio, il più importante. Alle pressioni di Visco sui trasferimenti nella Gdf lombarda manca il movente: a lavorare sulle intercettazioni Unipol, e dunque a far uscire i brogliacci sulla stampa, imbarazzanti per il centro sinistra, furono e sono gli uomini della polizia valutaria di Roma. Non i tre ufficiali della tributaria lombarda che Visco voleva rimuovere.
Peraltro sui tre da trasferire, due, il gen.Leandro Minervini (finora capo di stato maggiore per l'Italia nord occidentale) e il ten. col. Virgilio Pomponi(attuale capo ufficio operazioni) avrebbero dovuto nelle intenzioni di Visco essere trasferiti proprio a Roma. E in realtà nessuno degli ufficiali in questione furono poi trasferiti.
[leggi in esteso]
-Sempre sul caso Visco Speciale, le lettere dicono anche altre cose, un poì diverse dalla versione colpevolista:
24 Luglio 2006 - Le pressioni del viceministro continuano
Egregio Generale, come ricorderà il 26 giugno u.s. Ella, di sua iniziativa, mi prospettò l'opportunità di effettuare numerosi cambiamenti funzionali ai vertici della Guardia di finanza. La pregai di attendere inmodo da poter maturare qualche convinzione in proposito. A tal fine, il 13 luglio ho parlato della questione con i generali Pappa e Favaro e da questi incontri emerse l'opportunità di coinvolgere nei movimenti anche Milano. Lo stesso giorno incontrai anche Lei e la invitai a procedere nei trasferimenti, inserendo anche Milano nel complesso dei movimenti e decidendo, previa consultazione con i generali Pappa e Favaro, una proposta di avvicendamento che vi trovasse tutti concordi. Immediatamente seguirono le note polemiche giornalistiche sulle quali non intendo commentare. Tuttavia dal Comando generale del corpo non ho più ricevuto nessuna proposta, salvo quella relativa ai soli spostamenti di Milano, inviatami il 14 u.s. e che è rimasta, di fatto, sospesa. Poiché i trasferimenti riguardano la Sua competenza e responsabilità, ed Ella stessa mi ha sottolineato la opportunità di fornire certezza agli ufficiali del Corpo circa la loro destinazione futura, desidererei conoscere quali sono i Suoi attuali intendimenti in proposito invitandoLa, in ogni caso, al criterio sopra ricordato, al fine di garantire armonia ed equilibrio nella gestione del corpo.
Vincenzo Visco
26 luglio 2006
Come è noto alla S.V. il giorno 13 luglio u.s. il viceministro dell’Economia e delle Finanze convocava, alle ore 15, il comandante in seconda, alle ore 15.30, lo scrivente e alle ore 17.30, la S.V.
Al comandante generale della Guardia di finanza
1 - Come è noto alla S.V. il giorno 13 luglio u.s. il viceministro dell’Economia e delle Finanze convocava, alle ore 15, il comandante in seconda, alle ore 15.30, lo scrivente e alle ore 17.30, la S.V.
2 - Nel corso dell’incontro tra il viceministro Visco e lo scrivente venivano affrontati una serie di argomenti legati essenzialmente ai criteri seguiti negli ultimi tempi per l’assegnazione degli ufficiali del Corpo ai più importanti e delicati incarichi di comando. In particolare lo scrivente faceva presente al viceministro che alcuni avvicendamenti non lo avevano del tutto convinto per una non perfetta corrispondenza dei requisiti richiesti nei rispettivi incarichi di comando (mi riferisco, in particolare, all’assegnazione del generale di brigata Mario Forchetti al Comando regionale Lombardia, comando retto sempre da un ufficiale generale titolato Corso superiore di polizia tributaria e che sarebbe stato preferibile assegnare, data la sua importanza, ad un generale di divisione e del generale di brigata Francesco Attardi al comando dell’Accademia - in sostituzione dopo soli due anni del generale di divisione Domenico Minervini - generalmente destinato ad ufficiali tra i primi del corso di Accademia e, preferibilmente, con pregresse esperienze nel medesimo reparto di Istruzione). Anche in relazione a quanto sopra, il viceministro avvertiva l’opportunità che la movimentazione dei dirigenti riguardasse anche Milano pur senza rappresentare fatti specifici ed evidenziando due obiettivi: tener conto delle esigenze degli ufficiali interessati ai movimenti ed individuare, di comune accordo con il comandante in seconda e la S.V., ufficiali di assoluto rilievo sotto tutti i profili e pienamente adeguati ai rispettivi incarichi. Al termine dell’incontro rientravo al comando generale ove incontravo il comandante in seconda con il quale iniziavo uno scambio di vedute sul tema degli avvicendamenti degli ufficiali alla sede di Milano e alle ore 18 circa - al rientro della S.V. al comando generale -, unitamente al comandante in seconda, la raggiungevo nel suo ufficio ove pervenivamo ad elaborare, concordemente, l’ipotesi di cui all’elenco allegato alla nota in riferimento ad esclusione delle posizioni del Col. spad. Santoro e del Ten. Col. tSt Padula che non avevano formato oggetto di esame congiunto.
3 - Passando all’esame di dettaglio, riporto di seguito le rispettive motivazioni, fermo restando il criterio guida di aver tenuto conto delle esigenze degli ufficiali interessati ai movimenti:
Gen. Giovanni Mainolfi: era necessaria una sua destinazione, possibilmente alla sede di Roma per soddisfare sue esigenze personali già rappresentate;
Gen. D. Marcello Gentili: ufficiale generale in possesso dei requisiti adeguati all’incarico di comandante regionale Lombardia (generale di divisione, titolato Corso superiore Pt, a differenza del Gen. B. Mario Forchetti, a solo titolato S.F.P.). L’ufficiale generale al termine dell’incontro veniva contattato telefonicamente alla presenza dello scrivente dal comandante in seconda che registrava la sua adesione; Gen B. Mario Forchetti: ufficiale generale residente a Varese; l’assegnazione ad altro limitrofo Comando regionale favorisce l’acquisizione di un periodo di comando più ampio;
Gen. B. Giuseppe Mango: confermato;
Col. tST Antonino Maggiore: ufficiale superiore in possesso dei requisiti adeguati all’incarico di comandante provinciale di Milano;
Col. tST Rosario Lorusso (alla sede dall’ 1.6.2002): il nuovo incarico - peraltro riservato al grado di generale - risponde al soddisfacimento di serie esigenze familiari. L’ufficiale è in possesso dei requisiti adeguati al nuovo incarico;
Gen D. Domenico Minervini: l’ufficiale generale è stato eletto, in data 20 giugno u.s., presidente del Cocer, incarico che rende quanto mai opportuna - se non necessaria - la permanenza. Il nuovo incarico è vacante. L'ufficiale generale, su incarico della S.V. al termine dell’incontro veniva contattato telefonicamente, alla presenza dello scrivente, dal comandante in seconda che registrava la sua adesione;
Col. tST Ivano Maccani: l’ufficiale superiore - già alle dipendenze dello scrivente sono al 20./.2005 - è in possesso dei requisiti adeguati al nuovo incarico;
Col. tST Virgilio Pomponi (alla sede dall’ 1.7.2002) l’assegnazione al Comando generale è incarico di massimo prestigio per gli ufficiali del Corpo.
-Il governo Prodi dovrebbe dimettersi per aver silurato il generale Speciale? Si tratta di un atto eversivo come denuncia la Cdl?
Tutt'altro: la normativa assegna al ministro del tesoro la nomina del comandante generale della finanza, e dunque anche la sua eventuale rimozione/sostituzione.
-
Prima rimosso il capo di stato maggiore in sole ventiquattr'ore
Poi cambiata l'intera catena di controllo delle Fiamme
Gialle a Milano
Quando Tremonti epurò il vertice della Gdf
Dossier Visco sulle sostituzioni della Cdl
D'Ambrosio: "Domani spiegherò perché Speciale è pericoloso"
Quando Tremonti epurò il vertice della Gdf Dossier Visco sulle sostituzioni della Cdl
Per fulminare Romano Prodi e la sua evanescente maggioranza sul caso Visco-Speciale, per rendere nitida la gravità di un brutale tentativo di spoils system nella Guardia di Finanza, Silvio Berlusconi ha usato un argomento di indubbia efficacia: "Io mi domando se fosse successo a noi...". Bene. E' successo. Cinque anni fa. Quando - ministro dell'Economia Giulio Tremonti - venne prima rimosso in ventiquattro ore il capo di stato maggiore della Guardia di Finanza, perché ritenuto politicamente inaffidabile, e quindi avvicendata l'intera catena di comando delle Fiamme Gialle a Milano: il comandante regionale, il comandante provinciale, il comandante del nucleo regionale di polizia tributaria. Non si levò un fiato. Nessuno ebbe a indicare inopportuni incroci con le allora indagini sui diritti tv di Mediaset, né che tra i promossi ai nuovi incarichi vi fosse l'aiutante di campo del ministro Tremonti. Non ci fu il tempestivo e preoccupato intervento dell'Avvocatura Generale per verificare la limpidezza professionale degli ufficiali che venivano messi alla porta. Non furono sollecitate lettere allarmate alla Procura della Repubblica. Non fu chiamato in causa il capo dello Stato.
La vicenda non ha nulla di segreto, ha il pregio di mettere a nudo qualche ipocrisia e, per quel che se ne sa, è tra quelle che il viceministro Visco, in questi giorni, ha ricostruito nel suo dossier consegnato a Palazzo Chigi e di cui il senato discuterà domani. I fatti, dunque.
Settembre 2001. Giulio Tremonti è da qualche mese il nuovo ministro dell'Economia. Comandante generale della Guardia di Finanza è il generale di corpo d'armata Alberto Zignani, anche lui nuovo nell'incarico (è stato nominato in marzo). Di fatto, la Guardia di Finanza ereditata dal governo di centrodestra è quella che, per quattro anni (1997-2001), ha governato e riformato il generale Rolando Mosca Moschini, uno dei migliori e più brillanti ufficiali del nostro esercito, apprezzato all'estero, integrato per lungo tempo nei comandi Nato. Mosca Moschini, oggi consigliere militare del Presidente della Repubblica, è fumo negli occhi per il centrodestra. Nella sua lunga stagione di comando in viale XXI aprile ha aggredito un grumo di potere che ha coltivato, con il rancore, voglia di rivincita. Si è liberato di Nicolò Pollari, sostituendolo dopo neppure due mesi con un nuovo capo di Stato Maggiore, il generale Giovanni Mariella, un pugliese solare, un galantuomo di buon carattere che, di fatto, nel settembre 2001, quando Moschini lascia il comando ne raccoglie l'eredità.
Mariella dura poco. Alla fine di settembre del 2001, il centrodestra se ne libera in ventiquattro ore, sostituendolo con il generale Nino Di Paolo. Delle ragioni della sua destituzione il comandante generale Zignani non offre nessuna spiegazione. Né, soprattutto si comprende, perché, una volta avvicendato, Mariella finisca nel magazzino delle scope del Comando. Per lui non ci sono incarichi di prestigio. Non ci sono poltrone da vicesegretario del Cesis (che, a quanto pare, sono invece un esito di carriera naturale se gli ex capi di stato maggiore si chiamano Nicolò Pollari ed Emilio Spaziante). C'è solo un lungo esilio da comandante interregionale della Guardia di Finanza dell'Italia meridionale. Fino a quando, quattro mesi fa, non se lo porta via una malattia fulminante. Ai suoi funerali a Napoli, lo scorso 24 febbraio, nella basilica di san Francesco di Paola, in piazza Plebiscito, sono presenti sia il comandante generale Roberto Speciale che l'ex comandante Mosca Moschini. Ed è lui a pronunciare un ricordo che convince Speciale a lasciare infuriato la chiesa prima del feretro, per un caffè al "Gambrinus" insieme al suo seguito di ufficiali.
Ma torniamo a quell'autunno 2001. Perché accade qualcosa di più. Contemporaneamente alla destituzione di Mariella, su sollecitazione di Tremonti, viene ridisegnata competenza e gerarchia degli uffici periferici del II Reparto, l'intelligence della Guardia di Finanza (che Mariella, prima di diventare capo di Stato maggiore, ha comandato), stanza di scambio e compensazione con il Sismi, la nostra intelligence militare. Delle informazioni che raccoglieranno sul territorio, i "nuovi" reparti informazione non risponderanno più al Comando generale, ma ai comandi regionali. La "riforma" coincide con l'allontanamento di alcuni dei responsabili del reparto informazioni a Milano, come a Roma. Rende i comandanti regionali centri nevralgici nella raccolta delle informazioni, accrescendone il potere. E annuncia quel che accadrà nell'ottobre del 2002.
In un unico giro di avvicendamenti, viene sostituita l'intera catena di comando della Guardia di Finanza di Milano. Il comando interregionale della Lombardia viene assegnato al generale Emilio Spaziante. Uomo di Pollari, suo luogotenente in una piazza che esprime la nuova classe dirigente politica, i suoi interessi economici. Comandante provinciale è nominato il colonnello Rosario Lo Russo. Ma, soprattutto, al Nucleo regionale di polizia tributaria arriva il colonnello Stefano Grassi. L'ufficiale è aiutante di campo del ministro Tremonti. Ha lavorato al ministero dell'economia insieme a Marco Milanese, capo della segreteria del ministro, altro brillante ufficiale della Finanza che ha avuto quale suo compagno di corso Dario Romagnoli, poi passato allo studio tributario di Milano dello stesso Tremonti.
Gerardo D'Ambrosio, allora procuratore della Repubblica di Milano, oggi senatore dei Ds, ha un ricordo sfumato di quegli avvicendamenti. Sicuramente non prese carta e penna per redigere lettere allarmate. "Perché - dice - la legge stabilisce che il procuratore della repubblica e il procuratore generale non hanno alcun potere di intervento sui trasferimenti di ufficiali al vertice della catena di comando locale della Guardia di Finanza a meno che non si tratti di ufficiali di polizia giudiziaria. Perché in questo caso, non solo devono essere informati ma è addirittura necessario il loro consenso. Sicuramente, nessuno in quell'occasione, al contrario di come mi pare sia invece accaduto nel caso Visco, venne a sollecitare un mio interessamento a quel che stava accadendo". Aggiunge l'ex Procuratore: "La verità è che da questa storia ho tratto delle convinzioni che, domani, proverò a comunicare all'aula del Senato. Un ufficiale come il generale Speciale è pericoloso innanzitutto per la Guardia di Finanza. Se le cose fossero andate come lui dice, un anno fa avrebbe dovuto prendere la porta e denunciare Visco alla competente Procura di Roma per poi dimettersi un minuto dopo. Non mi risulta lo abbia fatto. Perché?". (da La Repubblica)
-Illuminante quadretto del generale Speciale, per la serie chi è senza peccato..
Contesta Visco. Ma il capo della Finanza fece trasferire un investigatore contro la volontà della Procura
Per uno scherzo del destino, a occuparsi del caso Visco-Speciale saranno due magistrati che conoscono bene il comandante generale della Guardia di Finanza. Il procuratore di Roma, Giovanni Ferrara, e il sostituto Angelo Racanelli dovranno accertare se Visco abbia fatto pressioni indebite sul comandante Roberto Speciale per trasferire quattro ufficiali da Milano, nonostante il parere contrario del capo della Procura Manlio Minale. Speciale ha raccontato ai magistrati milanesi di essersi opposto a Visco dopo avere sentito Minale. Ora il viceministro dovrà rendere conto del suo comportamento davanti alle Camere e ai pm romani.
Eppure l'autoritratto del comandante pronto a sfidare la politica per accontentare i magistrati stride un po' con l'esperienza diretta di Racanelli e Ferrara. Tre anni fa Speciale, in una vicenda simile, non ha tenuto in gran conto le proteste della Procura di Roma. Quello stesso Speciale che oggi racconta: "Obiettai a Visco che sarebbe stato opportuno informare (dei trasferimenti) l'autorità giudiziaria di Milano e lui mi ha risposto categoricamente che non avrebbe costituito alcun problema il non avvertirla... poi incontrai il procuratore Minale che mi disse di essere allarmato", tre anni fa si comportò in modo diverso.
Alla fine del 2003, la Procura di Roma ereditò un'indagine del pm potentino Henry Woodcock che riguardava, tra gli altri, l'ambasciatore Umberto Vattani e l'ex patron del Perugia Luciano Gaucci. L'unico investigatore che padroneggiava la materia era il capitano del Gico Gianluca Trezza, che da un paio di anni si occupava a tempo pieno dell'inchiesta. All'improvviso, il primo aprile 2004, fu trasferito alla commissione parlamentare Ilaria Alpi, presieduta da Carlo Taormina.
Una scelta singolare, anche perché Taormina non aveva chiesto lui, ma 'un capitano della finanza'. Il comandante del nucleo, Paolo Poletti, fu convocato in Procura e i magistrati invocarono il potere di veto previsto dalla legge. Senza esito. Il procuratore Ferrara arrivò a scrivere una lettera a Speciale, ma il comandante quella volta non mosse un dito. I tempi delle indagini si allungarono e ancora oggi la Finanza deve chiudere l'inchiesta sulla presunta corruzione di Gaucci. Intanto l'ex patron del Perugia è latitante a Santo Domingo e nessuno ricorda i bei tempi in cui Speciale era tra gli ospiti della festa nel castello dell'imprenditore sotto inchiesta.
Speciale è un garantista. Il suo aiutante di campo, il maggiore Giovanni Cosentino, che presto sarà chiamato a testimoniare sul caso Visco, è indagato a Salerno per falso e altri reati in una storia che ha portato all'arresto di quattro finanzieri. È stato coperto di encomi e promosso maggiore superando molti colleghi. Un altro fedelissimo di Speciale, il generale Walter Cretella, coinvolto in un paio di indagini, è stato promosso capo della Scuola tributaria.
Il generale Raffaele Romano, incappato nelle telefonate di Luciano Moggi (chiedeva due posti per la trasferta di Madrid), è diventato capo del Reparto intelligence. È un po' la versione moderna della trave nell'occhio: Moggi gli diceva che aveva problemi a dargli i biglietti perché il suo comandante aveva 'invaso l'aereo' con quattro posti, anche per il figlio. E proprio un figlio di Speciale, Massimiliano, potrebbe essere chiamato dalla Procura di Roma per chiarire una vicenda del 2004.
A 'L'espresso' risulta che durante una perquisizione ordinata dal pm di Roma Cristina Palaia negli uffici di un grande mobiliere, Alberto Adinolfi, i carabinieri si sono imbattuti per caso in una cartellina con su scritto: 'Speciale-riservato'. Dentro c'erano gli ordini per i mobili e i conteggi della ristrutturazione della casa del figlio del generale. L'ordinativo intestato a Speciale junior riporta un totale di 18 mila euro, fra tavoli di marmo, armadi, letti e divani.
Ci sono poi altri conteggi a penna per 42 mila euro e alcune carte sui lavori eseguiti da un'altra ditta, tutto relativo al figlio di Speciale. I carabinieri però notano alcune stranezze e sottolineano il precedente ruolo dell'alto ufficiale al vertice delle Forze Armate, dalle quali Adinolfi aveva ottenuto diverse commesse. Nello stesso faldone l'imprenditore conservava biglietti autografi e una foto del comandante. Secondo gli investigatori però manca un dato: "Il riscontro certo" dell'avvenuto pagamento dei mobili.
(Dall'Espresso di questa settimana)
[leggi in esteso]
5/6/07- Oggi chiede le dimissioni di Prodi, ma quando a perdere era lui, le amministrative erano un'altra cosa. Da notare che nei suoi cinque anni di governo, tra 2001 e 2005, Barlusconi ha perso appunto tutte le elezioni locali o amministrative intermedie svoltesi in quel periodo.
"Il mio governo prosegue fino al termine della legislatura. Le elezioni nazionali sono un'altra cosa e non si possono paragonare con queste amministrative dove, complice il tempo meraviglioso, la data avanzata, la fine delle scuole e la voglia di andare fuori città si è avuto un risultato determinato solo da cinque elettori su dieci. E' chiaro che se si fosse trattato di una elezione per decidere il governo del Paese, l'affluenza sarebbe stata completamente diversa. Sappiamo tutti che gli elettori del centrodestra sono dei liberali individualisti, mentre quelli della sinistra sono disciplinati e irregimentati [sic]" (Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, dopo la sconfitta alle elezioni amministrative, sito di Forza Italia, 28 giugno 2004).
-Geronzi di nuovo sugli altari dopo il matrimonio tra Capitalia e Unicredit, grazie a cui diventa vicepresidente (con le più delicate deleghe operative) del primo gruppo bancario europeo. Eppure si tratta di un condannato in primo grado a un anno e otto mesi di reclusione, con sospensione condizionale della pena, per il coinvolgimento nella bancarotta dell'Italcase.
-Sconfitta del centro sinistra alle amministrative 2007? Non esattamente..
[leggi in esteso]
-La Chinatown meneghina di via Paolo Sarpi? Non esattamente..
Il sociologo Daniele Cologna, dell'agenzia di ricerca Codici, sa il cinese (lo insegna alle università di Pavia e dell'Insubria) e da un decennio studia sul campo la comunità sino-meneghina. Ci affidiamo a lui per de-costruire alcuni degli stereotipi correnti sugli immigrati cinesi.
Tutti i media, manifesto compreso, chiamano China town la zona di via Sarpi. E tu ti incavoli. Perché?
La definizione China town ha una storia e una geografia. Per China town s'intende un quartiere monoetnico segregato, uno spazio chiuso in cui gli immigrati cinesi sono costretti a vivere e dove si condensano servizi etnicamente esclusivi, comprese scuole e ospedali. Questo erano e in parte continuano a essere le China town negli Stati Uniti e nel Sud-est asiatico. Per fare un esempio: quando nel 1900 a San Francisco scoppiò l'ultima epidemia di peste, ai cinesi fu vietato il ricovero negli ospedali della città. In Europa non sono mai esistite delle vere e proprie China town. Il quadrilatero attorno a via Sarpi, dove i primi cinesi arrivano negli anni Venti provenienti da Francia e Olanda, non è mai stato uno spazio segregato. Il 90% dei residenti sono tuttora italiani. Solo il 10% dei 13 mila cinesi in regola residenti a Milano abita lì, gli altri stanno a Affori, Niguarda e lungo via Padova.
Se non è una China town, allora cos'è via Sarpi?
E' il polo funzionale dove si concentrano attività economiche dei cinesi. Fino agli anni Novanta, erano botteghe artigiane e laboratori tessili. Poi il manifatturiero è stato soppiantato dal commercio all'ingrosso di prodotti in gran parte importati dalla Cina. Nel quadrilatero ci sono circa 500 aziende «su strada». Secondo ViviSarpi, l'associazione dei residenti italiani, il 60% dei commercianti cinesi è proprietario dell'immobile in cui opera. Chi non ha comprato i locali, ha comunque sborsato cifre consistenti - tra i 200 e i 300 mila euro - per «subentrare» agli italiani e paga affitti sui 3 mila euro al mese. Si riforniscono dai grossisti di via Sarpi negozianti e bancarellai del Nord Italia (tra questi i cinesi sono un'esigua minoranza). Per i cinesi, via Sarpi è un polo di servizi dedicati (agenzie di viaggio, pratiche burocratiche, vendita di dvd, libri e giornali, erboristerie) e un contesto di domiciliazione simbolica. E' il posto dove un immigrato cinese si sente vagamente a casa sua.
-Il caso degli abusi sui bimbi a Rignano Flaminio. Ma è così raro che le inchieste di questo tipio si rivelino una bolla di sapone. In altre parole, quanto sono attendibili i racconti di bambini così piccoli? Una statistica può aiutare: il 59 per cento dei casi di denunce di violenza e abusi su minori si concludono con l'archiviazione (dati della procura di Torino).
-Speciale a Visco: «Sempre agli ordini»
La lettera con gli ufficiali da trasferire tre giorni prima
che esplodesse il caso. La Procura: tutto da chiarire
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Il comandante generale della Guardia di Finanza Roberto Speciale (Inside)
Il comandante generale della Guardia di Finanza Roberto Speciale (Inside)
ROMA — «Egregio ministro, allegato alla presente le invio l'elenco degli ufficiali da trasferire». La lettera dattiloscritta porta la data del 14 luglio del 2006. È stata trasmessa dal comandante della Guardia di Finanza Roberto Speciale al viceministro dell'Economia Vincenzo Visco e si chiude con un'aggiunta a mano: «Sempre agli ordini». Nella lista sono compresi i nomi dei quattro ufficiali che dovevano andare via da Milano. Il loro avvicendamento è al centro dello scontro istituzionale che oppone il vertice delle Fiamme Gialle al governo.
Lo scritto è allegato agli atti che la procura militare si appresta a trasmettere ai colleghi romani titolari di una nuova inchiesta sul caso. E sembra dimostrare che Speciale non solo si era mostrato d'accordo con le sostituzioni sollecitate, ma aveva anche manifestato l'intenzione di procedere. Che cos'è dunque accaduto prima e dopo l'invio della missiva? Quali pressioni e giochi interni hanno determinato una contrapposizione tanto aspra? L'acquisizione di quella lettera ha convinto il procuratore Antonino Intelisano che nessun abuso fosse stato compiuto né da Visco né da Speciale, tanto che il fascicolo è rimasto «atti relativi».
Ora, però, ulteriori accertamenti sono stati disposti ed è probabile che proprio da quella comunicazione si partirà per chiarire tutti i passaggi della vicenda e verificare se il viceministro abbia davvero preteso l'avvio della procedura, nonostante i magistrati milanesi — ai quali quegli ufficiali rispondono perché hanno funzioni di polizia giudiziaria — avessero manifestato la loro contrarietà. Lo stesso Speciale aveva parlato della lettera durante l'interrogatorio davanti all'avvocato generale del capoluogo lombardo, ma senza entrare nei dettagli. E soprattutto senza spiegare perché, dopo avere assicurato che avrebbe eseguito le disposizioni, decise di sospendere l'ordine di servizio.
Secondo quanto è stato sinora ricostruito, Visco e Speciale affrontarono il problema dei trasferimenti di numerosi ufficiali il 26 giugno 2006. Il generale ha affermato che il 13 luglio il viceministro lo convocò e gli consegnò un foglietto con i nomi dei quattro militari in servizio a Milano — il generale Forchetti, il colonnello Lorusso, il colonnello Pomponi e il tenente colonnello Tomei — che dovevano essere avvicendati.
«Il 17 luglio — ha poi affermato il comandante — Visco mi accusò di non aver ottemperato e che, se non l'avessi fatto subito, erano chiare le conseguenze cui sarei andato incontro». Ha poi specificato che alla telefonata, avvenuta in «viva voce», avevano assistito due finanzieri: il colonnello Carbone e il maggiore Cosentino.
A questo punto per i magistrati è fondamentale capire che cosa sia accaduto dal 13 al 17 luglio. Dovranno verificare i contatti avuti dai due protagonisti, le consultazioni effettuate, le eventuali pressioni esercitate dall'esterno. Quale fosse il clima di tensione che si respirava in quei giorni è dimostrato anche da quanto avvenne la sera del 16 luglio: poco dopo le 22, filtrò la notizia che i trasferimenti erano «legati alla vicenda delle intercettazioni telefoniche del caso Unipol», lasciando così intendere che potessero essere stati decisi per motivi disciplinari. Proprio in quel periodo erano infatti in corso le indagini per individuare il pubblico ufficiale che aveva consegnato a Il Giornale il testo delle telefonate tra il leader Ds Piero Fassino e l'allora presidente di Unipol Giovanni Consorte impegnato nella scalata alla Bnl, mai trascritte per i pubblici ministeri.
Visco smentì il legame tra i due fatti e pretese che altrettanto facesse Speciale. Ma questo non bastò a fugare il dubbio che la richiesta del viceministro sui quattro ufficiali fosse da collegarsi proprio a quanto era avvenuto in Lombardia nei mesi precedenti.(dal Corriere del 27 mag)
-Ecco la sconcertante frase di Benedetto XVI sul genocidio degli indios. Un po' diversa dalla versione ufficiale dei media.
Benedict's astounding comments attracted barely a flicker of media attention in the West -- almost all of it on the wire services, and some of it problematic in itself. A May 13 Reuters dispatch noted blithely that, contrary to Benedict's claims, "many Indian groups believe the conquest brought them enslavement and genocide." This is rather like writing that "many Jewish groups believe that the Nazi Holocaust brought Jews enslavement and genocide."
Pope Benedict XVI's recent trip to Brazil seems to have done little to shore up the Catholic Church's declining power in its Latin American heartland. It went a long way, however, towards confirming Benedict's reputation as a reactionary bigot.
Benedict, of course, is the former Cardinal Joseph Ratzinger. Throughout the 1980s, he was Pope John Paul II's enforcer in the campaign to expunge the dangerously progressive ideals of Catholic "liberation theology" from Latin American soil. What could not be accomplished by state terrorists, who killed thousands of members of Christian "base communities" in the 1970s and '80s, Ratzinger and John Paul sought to engineer by installing conservative bishops who would stem the progressive tide. Fortunately, they seem to have failed. An account by Larry Rohter in the New York Times (May 7) notes that the movement which Ratzinger "once called 'a fundamental threat to the faith of the church' ... persists as an active, even defiant force in Latin America," with some 80,000 base communities operating in Brazil alone. It is fuelled, as it always has been, by the "social and economic ills" that pervade the region, and that have only "worsened" under the neoliberal prescriptions of the past two decades.
This time around, Ratzinger/Benedict's bile was directed not at liberation theology, but squarely at the historical memory of the serial genocides -- probably the most destructive in human history -- inflicted upon the indigenous peoples of the Americas. On the last day of his visit, in the city of Aparecida, the Pope "touch[ed] on a sensitive historical episode," in the blandly understated language of an Associated Press dispatch (May 13). In other words, he ripped the bandages off a still-suppurating wound. According to the official text of Benedict's comments on the Vatican website, the Pope declared that "the nations of Latin America and the Caribbean" were "silently longing" to receive Christ as their savior. He was "the unknown God whom their ancestors were seeking, without realizing it ..." Colonization by Spain and Portugal was not a conquest, but rather an "adoption" of the Indians through baptism, making their cultures "fruitful" and "purifying" them. Accordingly, "the proclamation of Jesus and of his Gospel did not at any point involve an alienation of the pre-Columbian cultures, nor was it the imposition of a foreign culture."
So there we have it. The invasion and conquest of the Americas, which caused the deaths of upwards of 90 percent of the indigenous population, was something the Indians had been pining for all along. They weren't just "asking for it," as sexist cranks depict women as complicit in their own rapes. They were actually "longing" for it, since salvation and "purification" came with it.
Actually, genocide came with it, as Raphael Lemkin knew. Lemkin is the Polish-Jewish jurist who, having fled the Nazi invasion of Poland for refuge in the U.S., coined the word "genocide" in 1943. He defined genocide as "a coordinated plan of different actions aiming at the destruction of essential foundations of the life of national groups, with the aim of annihilating the groups themselves. The objectives of such a plan would be the disintegration of the political and social institutions, of culture, language, national feelings, religion, and the economic existence of national groups, and the destruction of the personal security, liberty, health, dignity, and even the lives of the individuals belonging to such groups." His framing became the foundation of the United Nations Genocide Convention of 1948, and of the academic field of comparative genocide studies. Lemkin himself was keenly aware of the devastation of the indigenous people of the Americas, and considered it basic to his understanding of genocide, though most of his writings on the theme remain unpublished. (See the text of John Docker's excellent February 2004 talk at the United States Holocaust Memorial Museum, "Raphael Lemkin's History of Genocide and Colonialism".)
Benedict's astounding comments attracted barely a flicker of media attention in the West -- almost all of it on the wire services, and some of it problematic in itself. A May 13 Reuters dispatch noted blithely that, contrary to Benedict's claims, "many Indian groups believe the conquest brought them enslavement and genocide." This is rather like writing that "many Jewish groups believe that the Nazi Holocaust brought Jews enslavement and genocide." The reality exists independently of the belief. As blogger Stentor Danielson points out: "In the real world, it's a basic historical fact that the Indians were enslaved. It's a basic historical fact that entire tribes were wiped out. The reason [that] 'many Indian groups believe' these historical facts is because people like Reuters' craven reporters won't admit when there's a fact behind the claims."
Indian organizations and spokespeople expressed outrage at Benedict's statements, calling them "arrogant and disrespectful." Sandro Tuxa, leader of a coalition of Indian tribes in Brazil's impoverished northeast, declared: "We repudiate the Pope's comments. To say the cultural decimation of our people represents a purification is offensive, and frankly, frightening" (Reuters, May 14).
Frightening indeed. Genocide scholar Greg Stanton describes denial as the final stage of genocide: "The perpetrators of genocide dig up the mass graves, burn the bodies, try to cover up the evidence and intimidate the witnesses" (see Stanton's "Eight Stages of Genocide" on the Genocide Watch website). Genocidal perpetrators, and those who inherit their mantle, also seek to "purify" historical memory -- as Turkish authorities unceasingly, but so far unsuccessfully, have sought to do in the case of the Armenian genocide.
Stanton also reminds us that denial is "among the surest indicators [that] further genocidal massacres" may lie ahead. That's a thought worth pondering, as the reinvigorated indigenous movement in Latin America confronts a renewed neo-colonial assault on its culture, health, and means of subsistence.
-Il conflitto tra quaedisti infiltrati nei campi palestinesi in Libano ed esercito dei cedri prende di 'sorpresa' il governo Siniora?
Eppure i qaedisti con tutti i loro mortai, razzi, cinture esplosive e armi pesanti, non avrebbero mai potuto entrare nei campi profughi se gli uomini dell'esrcito libanese posizionati all'esterno degli stesso non avessero chiuso un occhio. Quanto alla sicurezza, i campi Unrwa all'interno si autogestiscono attraverso giovani e improvvisate milizie palestinesi, ma all'esterno tocca ai libanesi..
-Quel giorno l'italiana rimasta uccisa nel metrò era sotto l'effetto di della droga:
Vanessa Russo, la giovane di 23 anni uccisa dopo essere stata colpita con un ombrello in un occhio nella stazione metropolitana di Termini a Roma, aveva assunto metadone la mattina dell'aggressione avvenuta il 26 aprile scorso.
E' quanto emerge dai risultati delle analisi tossicologiche realizzate sui prelievi effettuati durante l'esame autoptico. La giovane, secondo le indagini, aveva assunto metadone, un antagonista dell'eroina, presso il Sert del quartiere Montesacro.
Vanessa, secondo gli accertamenti emersi durante l'inchiesta, era stata in precedenza in terapia con metadone presso il centro di Villa Maraini per una dipendenza da sostanze stupefacenti che risalirebbe ad almeno quattro anni fa.
La difesa di Doina Matei, la giovane romena accusata di omicidio volontario, chiede di esaminare con attenzione quanto emerso. "Se fosse accertata tale circostanza e in particolare che Vanessa aveva assunto metadone - ha detto l'avvocato Giuseppe de Napoli, legale di Doina Matei - allora sarebbero da valutare le circostanze dell'aggressione e in particolare lo stato emotivo di Vanessa. Sia ben chiaro, tuttavia, che le analisi tossicologiche sono state richieste dalla procura".
Secondo l'accusa, sostenuta dal procuratore aggiunto Italo Ormanni e dal pm Sergio Colaiocco che hanno formalizzato nei confronti della romena, a carico della quale il Riesame ieri ha confermato la custodia cautelare in carcere, l'assunzione di metadone non cambia la qualificazione giuridica del reato.
Intanto il console della Romania nella capitale ha chiesto alla procura della Repubblica di Roma di poter incontrare in carcere Doina Matei, la ragazza di 23 anni accusata dell'omicidio di Vanessa.
(22 maggio 2007)
-Stoccata di Berlusconi a Montezemolo che 'scende in campo' all'assemblea di Confindustria criticando la politica. Per una volta ha ragione Silvio: «Dispiace vedere che per quanto riguarda certi punti (più poteri per il premier, diminuzione numero parlamentari, divisione delle funzioni tra Camera e Senato e attuazione del federalismo fiscale, contenuti nella nostra riforma costituzionale bocciata dal referendum), Confindustria a suo tempo non abbia mosso un dito. Anzi, i suoi giornali li abbiano bocciati. Quindi, chi è causa o concausa del proprio mal pianga se stesso».
20/05/07 -Il 5 per mille(400mln donati con la dichiarazione dei redditi dagli italiani a 32.000 enti e associazioni no profit) è in verità il 3 per mille. Infatti oggi un tetto limita i fondi assegnabili a 250 mln , su un incasso che se tutti i contribuenti aderissero, toccherebbe i 700-800 mln di euro.
-Ecco chi sono gli evasori...
Il fior fiore delle grandi aziende italiane, come Fiat, Ferrari, Alitalia, Conad, figura nell'elenco di chi non paga le tasse in Italia, perché dichiara reddito zero o in perdita. Lo afferma un'indagine della Cgia di Mestre sulle dichiarazioni al Fisco nel 2004. Secondo gli artigiani mestrini, al Fisco non verserebbe nulla circa la metà delle grandi imprese nazionali. Nell'anno preso in esame il 41,3\% delle grandi imprese italiane ha messo a bilancio una perdita, l'8,5\% un reddito pari a zero. Una casistica che riguarda quasi 400 mila società di capitali ed enti commerciali. Ma secondo la Cgia c'è di più: in quell'anno fiscale il 17\% dei giganti della realtà produttiva italiana ha dichiarato redditi inferiori a 10 mila euro.
Per il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi, questi dati spingono a puntare le luci «su chi conta di più in questo paese e a focalizzare l'attenzione e le polemiche sulle grandi realtà industriali». Nella classifica delle aziende italiane che dichiarano redditi in perdita (elaborazione su dati Mediobanca 2004) figura la Fiat, colosso di 22 mila 735 dipendenti e un fatturato di oltre 16 miliardi di euro, che tre anni fa ha dichiarato una perdita di oltre un miliardo 649 milioni di euro. Oppure Trenitalia (fatturato da 4 miliardi 784 milioni 943 mila euro) con una perdita di 327 milioni 674 mila euro. E ancora il Gruppo Alitalia - un fatturato di 4 miliardi 64 milioni 973 mila euro - con una perdita di 810 milioni di euro. La Cgia cità inoltre i casi di P Wind telecomunicazioni (del gruppo Wind telecomunicazioni) che con un fatturato di quattro miliardi 273 milioni 989 mila euro aveva chiuso il 2004 in rosso di 391 milioni 200 mila euro. Altri esempi, rileva la Cgia, riguardano Enel.it (gruppo Enel), 1.256 dipendenti, un fatturato 440 milioni di euro, che due anni fa ha dichiarato un reddito in perdita pari a 7 milioni di euro. Così come la Ferrari (Gruppo Fiat) - oltre tremila dipendenti - con un fatturato di un miliardo 512 milioni 275 mila euro, ma una dichiarazione in perdita di 26 milioni 650 mila euro.
-Il parlamento lavora meno con Prodi che ai tempi di Berlusconi?
Nella scorsa legislatura il lavoro sttinale fu in media a Montecitorio di 13 ore e 25 minuti. Nei primi sei mesi di questa la media è di 20 ore e 50. Il fatto che ad un meggior lavoro non corrispondano più leggi, in sè non vuol dire nulla. Anzi potrebbe essere la spia che non tutto ciò che si era fatto sotto Berlusconi era da buttare o riformare con urgenza.
-Prodi inviso agli italiani dopo il primo anno di governo? Non più di Berlusconi ai suoi tempi...
[leggi in esteso]
-Il sequestro di un bus a Novara da parte di tre albanesi rinfocola le polemiche sui clandestini. Ma due dei tre autori del dirottamento erano regolari: Ali Muka, classe 1980, e Ruspen Ahemeti carpentiere ventitreenne nell'alessandrino.
[leggi in esteso]
-Qualche tempo fa l'onda di emozione suscitata dal film sui diamanti insanguinati con Di Caprio. Oggi il silenzio totale sull'Onu che decide di togliere l'embargo al traffico di quei diamanti..
UN Lifts Liberia Diamond Embargo
27 April 2007
The U.N. Security Council has lifted its embargo on Liberia's diamond exports. From U.N. headquarters, VOA's Peter Heinlein reports the action clears the way for creation of thousands of new jobs as it means Liberia's lucrative diamond industry can now resume.
United Nations Security Council debates at UN headquarters, 17 Apr 2007
United Nations Security Council debates at UN headquarters, 17 Apr 2007
The U.S. sponsored resolution unanimously approved Friday applauds Liberia's work in setting up controls on its diamonds. The measure says Liberia has made enough progress to meet the requirements of the Kimberly Process, which calls on member governments to certify the legitimate origins of rough diamonds.
The Council ordered the so-called "blood diamond" embargo in 2001, at a time when the government of then-president Charles Taylor was accused of using the using revenue from Liberia's diamond sales to fuel civil wars. Taylor is currently awaiting trial before a special Sierra Leone war crimes tribunal at The Hague.
After Friday's Security Council vote, Council President and British U.N. Ambassador Emyr Jones-Parry called lifting the sanctions a reflection of international confidence in the government of Liberian President Ellen Johnson-Sirleaf.
Emyr Jones-Parry
Emyr Jones-Parry (file photo)
"That's a recognition of the progress made in Liberia, the fact that the conditions imposed in the Kimberly Process are being met, and our expectation is that Liberia would now move forward and fully join the Kimberly Process," said Jones-Parry.
Liberia's U.N. ambassador, Milton Barnes, says the Security Council action coincides with word that the country has been officially readmitted to the Kimberly Process. That clears the way for creation of thousands of new jobs for Liberians, many of whom had been unemployed since the end of Liberia's 14-year civil war.
"This is a positive thing. The unemployment rate in Liberia right now is 85 percent. And a good portion of that number are ex-combatants. This is an industry that is very labor-intensive," said Barnes. "Once we have gotten through this process and begin to get the kind of investment that we are looking for, it will be a major source that will allow us to put young people to work."
Last month, the Security Council extended the mandate of the U.N. peacekeeping operation in Liberia for six months, but asked Secretary-General Ban Ki-moon to submit plans for closing it down. The secretary-general's report is due in June. The 17,000-strong Liberia mission has been responsible for security in the West African nation since the civil war ended in 2003.
-LEGGE BIAGI
Non sono d'accordo con Treu
In un'intervista alla Repubblica uscita ieri (20 marzo) il presidente della Commissione lavoro del Senato, Tiziano Treu, imputa alla legge Biagi "un proliferare di tipologie contrattuali delle quali non si sentiva per niente il bisogno". Poiché la questione è di scottante attualità politico-legislativa, chiedo a Treu di essere più preciso su questa proliferazione, che a me non risulta affatto: quali sono i nuovi tipi di contratto introdotti dalla legge del 2003, che andrebbero "sfrondati"? A me risulta che un aumento rilevante delle forme possibili di rapporto di lavoro si è verificato tra il 1997 e il 1998, quando lo stesso Treu era ministro del Lavoro: è del 1997 l'introduzione in Italia del lavoro temporaneo tramite agenzia - rispetto al quale la legge Biagi non ha cambiato una virgola - così come il riconoscimento e la prima regolazione degli stages per i giovani in uscita da scuola e università. È del 1998 il riconoscimento del job sharing, altrimenti detto "lavoro gemellato", a opera di una circolare ministeriale, che la legge del 2003 si è limitata a trascrivere parola per parola. La legge Biagi, poi, non ha fatto altro che regolare - sempre in modo più rigoroso rispetto all'ordinamento precedente - e a denominare in modo nuovo alcuni tipi di rapporto di lavoro già esistenti. Così, prima del 2003 c'erano due tipi di contratto di formazione e lavoro, di cui uno ad alto contenuto formativo, che è stato sostituito dal nuovo "apprendistato professionalizzante", e uno a basso contenuto formativo, che è stato sostituito e fortemente limitato nel suo possibile campo di applicazione con il "contratto di inserimento". Prima del 2003 le imprese private potevano attivare le collaborazioni coordinate e continuative (co.co.co.) senza alcun vincolo, né formale né sostanziale; ora queste collaborazioni sono sostituite dal "lavoro a progetto", che comporta per le imprese maggiori vincoli e oneri, oltre che alcuni diritti per i lavoratori, prima inesistenti. La severa legge sui contratti a termine del 1962 prevedeva già, esplicitamente, la possibilità di assunzione per rapporti di durata inferiore a dodici giorni per lavori occasionali, consentendo addirittura, in questi casi, la pattuizione orale, senza alcuna formalità particolare. Ora, la legge Biagi disciplina questi rapporti battezzandoli "lavoro a chiamata" ( job on call), imponendo vincoli e restrizioni formali e sostanziali che prima non c'erano. Qualcuno nella maggioranza si propone di sopprimere questa norma; ma nessuno ha chiarito se ciò significhi che sarà vietato assumere un cameriere per un banchetto della durata di un solo giorno, oppure una hostess per un congresso che dura solo una settimana, come si è sempre fatto, o se ciò significhi invece privare questi rapporti della disciplina protettiva disposta dalla legge del 2003, che prima mancava del tutto. In entrambi i casi sarebbe, dal punto di vista politico e pratico, una sciocchezza. Il solo tipo di contratto nuovo introdotto dalla legge Biagi è il cosiddetto staff leasing, cioè la somministrazione di lavoro stabile. Ma si tratta, appunto, di lavoro stabile, cui si applica l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, mentre esso non è soggetto al licenziamento collettivo: per questo aspetto è dunque lavoro più stabile ancora di quello a tempo indeterminato alle dipendenze di una grande impresa. La nuova legge lo ha previsto per quella miriade di servizi - pulizia, portineria, call center, ricerche di mercato, ecc. - che oggi vengono svolti in forma di appalto di servizi, per lo più da aziendine dove lo Statuto dei lavoratori non si applica; se questi servizi venissero svolti in forma di staff leasing, oltre alla maggiore stabilità sarebbe garantita ai lavoratori anche la parità di trattamento rispetto ai dipendenti dell' impresa committente. È questo il nuovo tipo di contratto di lavoro che dovrebbe essere soppresso? E chi mai dovrebbe trarre vantaggio da questa soppressione?
(Pietro Ichino dal Corriere del 21 marzo).
-Anche se l'Iran avesse davvero nascosto all'Onu attività mai dichiarate sul fronte nucleare, non avrebbe comunque violato alcuna regola. Le 'safeguards' dell'Aiea prevedono infatti -e sicuramente prevedevano fino al 2002(anno in cui l'Onu 'scoprì' tracce di presunte violazioni negli impianti di Natanz e Arak)- che l'Iran agevolasse le ispezioni Aiea solo, e dichiarasse all'agenzia atomica Onu le proprie attività, soltanto "entro sei mesi dall'introduzione negli impianti del combustibile nucleare". Cosa che non era ancora mai avvenuta.
***Comunque niente potrà eliminare la capacità iraniana di dotarsi del nucleare, civile o militare che sia. Possiedono ormai per sempre le conoscenze tecniche, e quelle non si possono bombardare.
-Il dibattito, stile tira e molla, su chi beneficiare col 'tesoretto'? Un dibattito totalmente surreale visto che, per dare anche un solo euro in più a chiunque, occorrerebbe prima metterlo nel Bilancio di assestamento di giugno e poi cambiare la Finanziaria in corso d'anno. Questa, infatti, prevede «per legge» che ogni euro di maggior gettito debba andare a ridurre deficit e debito pubblico, come per altro richiesto da tutti gli organismi internazionali, Unione Europea in testa.
-Dopo il drammatico incidente nel Vercellese (pullman di bimbi in gita ribaltato, con l'autista trovato positivo alla canabis) costato la vita a due bambini, il ministro della Sanità, Livia Turco, ammette che servirebbero controlli antidroga sugli autisti di mezzi pubblici e privati per il trasporto persone. Ma l’idea non è nuova né originale. È già prevista dal Testo unico sulla disciplina degli stupefacenti del lontano 1990. L’articolo 125 prevede espressamente «la necessità degli accertamenti di assenza di tossicodipendenza per chi svolge mansioni che comportano rischi per la sicurezza, l’incolumità e la salute dei terzi». Peccato però che non sia mai stato messo a punto dal ministro del Lavoro e della Sanità in 17 anni il decreto attuativo della norma. Una delle tante cose scritte e non fatte in questo Paese. «Se un imprenditore fa fare un test antidroga a un dipendente finisce in galera - dice il sostituto procuratore torinese Raffaele Guariniello - tutto a causa di una grave lacuna nell’attuazione della legge che andrebbe colmata».
-Ucciso il capo della 'resistenza' afghana, il mullah Dadullah, titolano i giornali. In realtà sia lui che il capo supremo dei Taliban, il mullah Omar, sono originari del Pakistan, e precisamente sono nati nell'area di una tribù del Balchistan pakistano oltre frontiera.
-La 'nuova' Juve del 'dopo' Moggi?
Non esattamente..
Dalle dichiarazioni di Maurizio Capobianco, dirigente del team tra '84 e 2005:
La Semana? "Gestisce tutte le attività che ruotano attorno allo stadio e agli impianti. Cosa che, almeno fino a quando c'ero io, ovvero marzo 2006, faceva a prezzi maggiorati del 20%, così come il contratto oltremodo oneroso stipulato con Juventus prevedeva. Va detto che la Semana è per il 30 per cento della Juve, per l'altro 70 di una ragnatela di fiduciarie che portano a Giraudo".
Che però adesso non ha più nulla a che vedere con la Juventus.
"Che mi risulti Semana è sempre operativa, Giraudo ha ancora il 2 per cento della Juve e questo fa di lui uno degli maggiori azionisti bianconeri. C'è ancora Bettega, è consulente: io me lo ricordo Bettega in società, partecipava a tutte le riunioni con Moggi e Giraudo. Oggi decide tutto Secco (Alessio, direttore sportivo, ndr) che in passato non ha mai mosso un dito senza il consenso di Moggi. Il direttore del personale Sorbone è lo stesso. Renato Opezzi (ad di Semana e procuratore della Juventus, ndr), è da sempre il braccio destro di Giraudo. Il direttore finanziario Michele Bergero e il direttore marketing Fassone (ex guardalinee Aia, ndr) sono sempre lì. La nuova Juve di Cobolli, la chiamano... Ma se si sono tenuti persino Bertolini".
Bertolini, quello che andava in Svizzera a comprare le sim per Moggi?
"Sì. È ancora lì. Fa l'osservatore ufficiale con tanto di presentazione nell'ottobre 2006 sul sito internet Juventus. Ma dico: è implicato con uno degli scandali peggiori della storia del nostro calcio e noi ce lo teniamo..."
Non si è mai accorto della rete svizzera di Moggi?
"Solo frammenti... Una volta viene da me la signora Gastaldo, ex-dirigente amministrativa e mi dice: "Questo Bertolini, ma che ci fa con tutte 'ste schede svizzere?"... Era disperata perché Bertolini quando riceveva l'ordine da Moggi andava da lei, prendeva tre-quattro mila euro in contanti e se ne andava in Svizzera. E così rimaneva un buco nella cassa. E la signora Gastaldo (in società fino al 2005, ndr), che è una persona molto seria e pignola, un paio di volte ricordo che mi chiese di vendere a privati degli orologi e dei preziosi della società per colmare il buco creato".
***E sempre dalla dichiarazioni di Capobianco emerge qualcosa sull'intoccabile Lippi:
Uno degli aspetti più singolari contenuti nel documento compilato dall'ex addetto al back-office (l'ufficio acquisti) della Juve è quello relativo al rapporto, da sempre controverso, tra i bianconeri e le automobili. "Avvalendosi del contratto con la Fiat - è scritto nelle carte - l'amministratore delegato provvedeva a rendere disponibili a terzi degli autoveicoli (...) anche dopo la conclusione del loro rapporto di lavoro". A dimostrazione di ciò, Capobianco allega due documenti, entrambi "relativi all'auto destinata al signor Lippi Marcello, commissario tecnico della nazionale, per l'anno 2005".
E...
«Dopo la contestazione dei tifosi in occasione di Juventus-Bologna, ho avuto tanti messaggi di solidarietà e di incoraggiamento, tra cui anche quello di Luciano Moggi». Parola di Alessio Secco, ds bianconero, che non può certo negare il rapporto particolare che lo lega da tempo a Lucianone. Secco non sceglie però il momento opportuno per esternare il legame con l'ex re del calcio italiano. Quel nome infatti, non s'ha da fare, specie dopo l'intervista rilasciata una settimana fa a Repubblica da Maurizio Capobianco, nella quale l'ex dirigente juventino affermava quanto la nuova Juventus non possa essere considerata così distante dalla vecchia: «oggi decide tutto Secco (Alessio, direttore sportivo, ndr) che in passato non ha mai mosso un dito senza il consenso di Moggi. Il direttore del personale Sorbone è lo stesso. Renato Opezzi (ad di Semana e procuratore della Juventus, ndr), è da sempre il braccio destro di Giraudo. Il direttore finanziario Michele Bergero e il direttore marketing Fassone (ex guardalinee Aia, ndr) sono sempre lì. La nuova Juve di Cobolli, la chiamano... Ma se si sono tenuti persino Bertolini».
-La nascente authority contro i conflitti d'interesse? Tutto fuorchè indipendente:
Con la nuova procedura si crea addirittura un più forte legame con l'esecutivo, dato che al consiglio dei ministri il testo della riforma assegna il potere di revocare il collegio delle autorità
-Polemiche circa la legge sul conflitto d'interessi. Il problema non è tanto che Berlusconi possa favorire le sue aziende, ma il contrario. Ossia che le sue aziende possano favorirne (come accaduto in passato e come accade tuttora) il successo politico.
La proposta Violante si applica a tutti i casi di conflitto di interessi, tranne purtroppo quelli che riguardano la proprietà di imprese di informazione e comunicazione. In questo caso non è tanto di conflitto di interessi che si dovrebbe parlare, ma di qualcosa di più pericoloso ancora: la possibilità di incidere sulla formazione dell'opinione pubblica. In questo campo non c'è soluzione graduale possibile, non può essere consentito a nessuno di fare politica detenendo una posizione rilevante nell'informazione su carta e ancor più televisiva. Non basta affidare l'azienda a qualcun altro, il distacco in questi casi dev'essere radicale prevedendo l'obbligo di vendere.
-Nel giorno del Family day (12 maggio), qualche riflessione illuminante sui Dico:
Cercate i Dico nel Vangelo
Il Vangelo non marcia nel Family day. I fautori, laici, preti, suore, monsignori, teologi, sono animati da sacro fervore per la famiglia e da sacro furore contro i Dico; ma, per quanto mi risulta da una lunga quotidiana consuetudine col Vangelo, sono lontani dallo spirito e della lettera di quella che dai cristiani viene venerata come Parola di Dio.
Il movimento popolare da cui sono nati i Vangeli è di un «radicalismo etico» che oltrepassa e in parte ribalta la cultura e la teologia tradizionali del tempo. «Si trattò all'inizio di un movimento di contestazione culturale e di abbandono delle strutture della società», compresa la struttura familiare (G. Theissen, La religione dei primi cristiani, Claudiana, 2004).
«Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo» (Luca 14,16). Parole forti, da contestualizzare. Ma proprio questo è l'etos di fondo del Vangelo che viene riproposto in molti altri momenti della vicenda di Gesù. «Ecco là fuori tua madre e i tuoi fratelli che vogliono parlarti. Ed egli, rispondendo a chi lo informava, disse: E chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?. Poi stendendo la mano verso i suoi discepoli disse: Ecco mia madre ed ecco i miei fratelli; perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello, sorella e madre» (Matteo 12,46). Oppure: «Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione... padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».
Lo so che non c'è solo questo. C'è anche la trasformazione dell'acqua in ottimo vino a un banchetto nuziale. Ma la presa di distanza di Gesù dalle strutture della società ebraica del tempo, dal Tempio, dal Sabato e dai legami familiari, resta, vistosa, predominante, talvolta positivamente provocatoria. Anzi è proprio a causa di un tale atteggiamento che fu messo a morte dai difensori delle strutture tradizionali del tempo: vuol distruggere il Tempio, la Legge, e quindi la famiglia, questa l'accusa. Non era vero, voleva purificare, guarire le strutture tradizionali, andare oltre. Come non è vero oggi che nuove forme di convivenza distruggono il matrimonio.
Un orizzonte nuovo di valori universali si apre in realtà nel Vangelo col superamento del concetto patriarcale di famiglia: da tale oltrepassamento nasce la comunità cristiana, la nuova famiglia, «senza padre» o meglio con un solo padre «quello che è nei cieli». È questa una intrigante contraddizione per il Family-day. Non voglio dire che per difendere la famiglia tradizionale, «naturale» essi dicono, sarebbero disposti a rifiutare Gesù se tornasse oggi. Ma certo è lontano dallo spirito e dalla stessa lettera del Vangelo questo loro mettere il «sabato», la tradizione, le norme, al di sopra dell'uomo e della donna. È in contrasto col messaggio di Gesù la loro opposizione al riconoscimento pubblico di qualsiasi forma di unione, come quelle previste dai Dico, che non sono affatto contro il matrimonio ma sono basate su valori universali più ampi: la solidarietà, l'amore responsabile, il rispetto dell'altro e dell'altra qualunque sia il loro orientamento sessuale.
«Uno dei discepoli gli disse: Signore, permettimi di andar prima a seppellire mio padre. Ma Gesù gli rispose: Seguimi e lascia i morti seppellire i loro morti» (Matteo, 8,22). Non viene forse voglia di dire la stessa cosa nei confronti dei fautori del Family day? Morti che seppelliscono morti, da lasciare alla loro intransigenza funeraria.
(da Il Manifesto)
-Majority of Iraqi Lawmakers Now Reject Occupation
By Raed Jarrar and Joshua Holland, AlterNet
On Tuesday(8 maggio '07), without note in the U.S. media, more than half of the members of Iraq's parliament rejected the continuing occupation of their country. 144 lawmakers signed onto a legislative petition calling on the United States to set a timetable for withdrawal, according to Nassar Al-Rubaie, a spokesman for the Al Sadr movement, the nationalist Shia group that sponsored the petition.
It's a hugely significant development. Lawmakers demanding an end to the occupation now have the upper hand in the Iraqi legislature for the first time; previous attempts at a similar resolution fell just short of the 138 votes needed to pass (there are 275 members of the Iraqi parliament, but many have fled the country's civil conflict, and at times it's been difficult to arrive at a quorum).
Reached by phone in Baghdad on Tuesday, Al-Rubaie said that he would present the petition, which is nonbinding, to the speaker of the Iraqi parliament and demand that a binding measure be put to a vote. Under Iraqi law, the speaker must present a resolution that's called for by a majority of lawmakers, but there are significant loopholes and what will happen next is unclear.
-Fu vera assoluzione? Non esattamente:
Le motivazioni della Corte d' Appello di Milano che ha assolto Berlusconi nel merito
MILANO - In effetti «è ragionevole la deduzione che il versamento» da Cesare Previti al giudice Renato Squillante il 6 marzo 1991 di 434mila dollari, «provenienti da un conto estero alimentato da fondi extracontabili di pertinenza della Fininvest, avesse funzione corruttiva». In effetti la versione difensiva di Previti «sembra più confacente a una partita di poker nella quale i giocatori "passano" senza "vedere"»: una «ricostruzione fantastica, miseramente naufragata di fronte all' assoluta mancanza di alcun riscontro». In effetti «macroscopica» è poi «l' inverosimiglianza che Berlusconi fosse del tutto all' oscuro dei pagamenti esteri compiuti dai suoi dipendenti, e soprattutto che avessero mano libera per le movimentazioni bancarie sicuramente illecite (se non altro perché effettuate in nero su conti esteri)». Dunque se ne «dovrebbe ricavare l' ulteriore corollario che Squillante era un giudice a libro paga di Berlusconi». E tuttavia - distingue la seconda Corte d' Appello (presidente Nese ed estensore Lapertosa) nel motivare l' assoluzione nel merito di Berlusconi nel processo Sme -, pagare il giudice non equivale di per sè a corromperlo. «Per affermare che Berlusconi abbia corrotto Squillante, non basta provare che questi abbia ricevuto denaro, ma occorre anche accertare che l' interferenza addebitata al magistrato sia stata collegata con l' attività funzionale da lui esplicata». E invece «è assolutamente incontroverso (e tuttavia ignorato dai pm)» che «nessun procedimento nel quale Squillante avrebbe potuto effettivamente influire ha rivelato aspetti irregolari o discutibili». E quand' anche Squillante fosse stato pagato «per condizionare l' operato di altri magistrati estranei all' ufficio di appartenenza, non sarebbe configurabile» il reato di corruzione, «ma la diversa ipotesi di traffico di influenza», che però in Italia «non può considerarsi penalmente perseguibile» perchè «non è stata tradotta in norma di legge». Tutto ciò «non permette» alla Corte «di sostenere l' incrollabile convinzione che Berlusconi, al di là ogni ragionevole dubbio (come esige l' articolo 533 significativamente novellato con la recezione della formula di derivazione americana»), sia colpevole della corruzione per la quale va assolto, «indipendentemente dalla ben diversa consistenza che le prove a carico possono assumere nei confronti di terzi». Traduzione: di Previti. Che la Corte - pur dicendosi convinta della «particolare inattendibilità» della teste Ariosto «per lacune, confusioni, incompletezze e contraddizioni nelle sue deposizioni» - qualifica «propenso a pratiche corruttive». Ma «nessun serio indizio può trarsene a carico di Berlusconi, a meno di non ritenere che tra lui e Previti, che certo era l' avvocato d' affari di Fininvest, si sia attuata una inedita fusione identitaria, dando luogo a un nuovo e complesso soggetto di diritto in deroga al principio» per cui «la responsabilità penale è personale».(dal Corriere della sera dell'11 maggio)
-Legge sul conflitto d'interessi. Prodi la definisce una "legge americana, americana, americana". Sottintendendo che non si può prendere a modello gli Usa solo quando fa comodo.
Ma negli Usa in realtà non esiste alcuna legge che impone a un politico la cessione delle proprie aziende a un blind trust, o addirittura la loro vendita. E neppure nel Regno Unito o in Germania.
[leggi in esteso]
-Quanti sono stati i morti da terrorismo in Iraq nel 2006? Secondo il Dipartimento di stato Usa 13.000, il 65 per cento del totale mondiale(20.498). L'ammissione si trova nell'Annex of statistical information dell'annuale 'Country reports on terrorism'.
Dei 58.000 uccisi o feriti da terrorismo nel mondo l'anno passato, più del 50 per cento sono poi musulmani.
-Perchè tante lotte in Turchia sull'elezione di un presidente islamico?
Perchè Chi decide nella repubblica turca non è il parlamento e neppure il governo. Chi decide è il Consiglio di sicurezza nazionale che nomina, raccomanda e prende decisioni in ambito interno, internazionale e sociale. Questo consiglio è costituito dal presidente della repubblica, il premier, tre ministri, quattro generali e un segretario generale nominato con l'approvazione delle forze armate. I generali governano attraverso il consiglio di sicurezza. Per questo, perdere il presidente significa perdere un pezzo di potere. E questa è la ragione vera della crisi che si sta consumando in Turchia.
Ma l'esercito vuole il potere assoluto. Ci sono stati solo due presidenti eletti senza il consenso dei militari. Celal Bayar fu schiacciato dal golpe del 1960 e condannato a morte. La sentenza fu sospesa ma Bayar rimase in carcere per anni. Il secondo presidente inviso ai militari è stato Turgut Ozal, morto nel 1993 di infarto. I suoi familiari sostengono che in realtà fu a causa di un lento avvelenamento. Il processo di elezione del presidente era legale, svolto come previsto dalla Costituzione varata dopo il golpe dell' '80. Ma quel processo è stato bloccato dall'intervento dei militari. E dalla decisione della Corte costituzionale formata da giudici kemalisti.
-Legge sul conflitto dìinteressi. Il blind trust nel caso di Berlusconi non sarebbe comunque la soluzione. Non è certo cieco l'imprenditore-governante che spinge una legge come la Gasparri o approva l'incentivo all'acquisto del decoder. Inoltre quando uno rimane il proprietario della baracca, anche se essa viene affidata a una gestione 'cieca', i dipendenti dell'azienda ci vedono benissimo, e sanno chi è o tornerà prima o poi ad essere il vero padrone.
Ma soprattutto è impossibile immaginare una gestione cieca di tv, giornali, assicurazioni ecc. Al politico in conflitto d'interessi basterà comprare un giornale per sapere tutto su come vengono gestite. Un esempio c'è già sotto gli occhi di tutti. La legge Frattini ha già imposto a Barlusconi la gestione separata della proprietà del Milan, costringendolo a rinunciare alla presidenza. Risultato: oggi Berlusconi fa persino la formazione della squadra.
E ancora..."L’inidoneità può essere motivata sotto diversi punti di vista. In primo luogo, quello normativo. Se negli Stati Uniti con l’Ethics in government Act del 1978 è diventato quasi una regola a diversi livelli dell’amministrazione, lo stesso non può dirsi in Italia dove «non manca un regime ordinario e diffuso sulle incompatibilità». Vi è poi una peculiarità di questo istituto: esso concerne beni mobiliari o che possano essere facilmente convertiti in beni mobiliari di modo che il fiduciario (trustee) possa reinvestirli agevolmente senza che il proprietario venga a conoscenza dei settori nei quali è stato impiegato.
«Non è casuale - aggiunge l’ex presidente della Consulta - che la legislazione negli Usa abbia imposto il blind trust in alternativa a una dichiarazione avente i caratteri della “denuncia finanziaria”». Insomma, è uno strumento di prevenzione alla radice dei conflitti. Ben diversa è la «gestione cieca» di imprese, soprattutto se di notevoli dimensioni. «È comunque alla luce del sole - precisa - e l’interessato può conoscerne condizioni e assetti contingenti». Costringere Silvio Berlusconi al blind trust, quindi, non eliminerebbe il potenziale conflitto".
-Se la legge sul conflitto di interessi è sacrosanta (e paraltro già esiste), la Gentiloni è invece molto più discutibile.
Il commissario alla Concorrenza: «Nessuna norma europea impone un limite del 45%, il ministro non usi termini fuorvianti»
Paolo Gentiloni potrebbe forse a questo punto prendersela col «destino cinico e baro» come già capitò a un illustre esponente della sinistra, anni fa. O più probabilmente cercare di individuare chi, dai suoi uffici o da quelli che hanno avuto per le mani la cosa, hanno fatto filtrare qualche carta all’esterno. Ma è più che scontato comunque che debba affrettarsi a rispondere nero su bianco alla picconata giuntagli da Bruxelles e che, evidentemente, aveva deciso di tener nascosta.
Eh, già: non può più tener chiusa nel cassetto la lettera inviatagli a metà dello scorso aprile dal direttore generale della Concorrenza Philip Lowe. Perché il caso ha voluto che giusto ieri, in concomitanza con un’intervista del ministro delle Comunicazioni al Corriere in cui chiede di accelerare i tempi per il varo del suo ddl di riforma della legge Gasparri e difende il tetto del 45% alla pubblicità, sostenendo che «le soglie antitrust si giustificano in tutti i Paesi occidentali dove c’è una minaccia al pluralismo e alla libertà di espressione per un eccesso di concentrazione», ecco venire alla luce la «missiva di Bruxelles»: ovverosia del capo in testa del gabinetto del commissario Viviane Reading. In cui, assieme alla richiesta di molti chiarimenti, lo si invita a piantarla di tirare in ballo la Ue a difesa della sua riforma, specie per quel che riguarda proprio il tetto del 45%. E questo, intanto perché nella Ue la «posizione dominante» non si applica alle aziende che superano quella quota, ma viene decisa caso per caso. Ma ancora e soprattutto in quanto nel suo ddl - dove si fa esplicito riferimento proprio alle direttive Ue - si spaccia come applicabile al mercato pubblicitario tv una norma che invece fa riferimento solo «ai mercati della comunicazione elettronica».
Insomma, da nessuna parte nelle norme comunitarie, è previsto che ci sia un tetto del 45% per gli spot, oltre i quali si arriva a quella «posizione dominante» che Gentiloni vuole combattere tirando in ballo la libertà di stampa. Uno schiaffone pesante per il ministro. Cui la lettera di Lowe chiede ulteriori chiarimenti di merito dopo l’avvio della lunga querelle tra Bruxelles e Roma avviata con la contestazione della Gasparri e proseguita tra mille altre incomprensioni. Era già accaduto a dicembre scorso, del resto, che Gentiloni entrasse in rotta di collisione con le istituzioni europee: era salito a Strasburgo di soppiatto e aveva cercato di portare l’Europarlamento ad approvare un emendamento che avrebbe parificato spot e telepromozioni, mirando al bersaglio grosso di Mediaset. Gli era andata male: l’aula decise, all’opposto (col voto favorevole di Ppe, socialisti e liberali) di seguire le indicazioni della Reading e cioè di lasciare distinti i tempi degli spot da quelli delle telepromozioni. La storia, ieri, si è ripetuta: dopo uno scambio di informative tra ottobre e novembre, evidentemente non troppo convincenti, ecco che la direzione generale della concorrenza torna a scrivere a Gentiloni. Gli fa presente che non basta che una azienda raggiunga il 45% di un mercato (nel caso quello pubblicitario) per essere ritenuta «posizione dominante» da combattere. Mette poi in rilievo come i riferimenti «alla direttiva 2002/21/CE - citati nel ddl del ministro - si applicano solo ai mercati delle comunicazioni elettroniche (...) e non comprendono il mercato della pubblicità televisiva». Gli viene suggerito a questo punto, in modo esplicito, di «modificare la formulazione della disposizione in questione, onde evitare di utilizzare termini fuorvianti ed eliminare il riferimento improprio al quadro normativo comunitario». E ancora gli si rivolgono osservazioni e richieste di modifica su altre questioni strettamente tecniche.
Definire in «posizione dominante» le imprese che superano la soglia del 45% dei ricavi pubblicitari complessivi del settore televisivo non è coerente con la normativa comunitaria. Punto. Non potrebbe essere più secca la bocciatura che Philip Lowe, direttore generale della Concorrenza della Commissione Europea, fa del disegno di legge 1825 del ministro Paolo Gentiloni. Un mese prima alla medesima conclusione era arrivato un interessante saggio di Franco Debenedetti: «quarantacinque per cento», appunto. Stabilire in modo rigido, con una soglia numerica, la posizione dominante, senza lasciare alle Autorità indipendenti la facoltà di decidere caso per caso le condizioni e le modalità per applicare tale qualifica, viola le procedure di garanzia a difesa del mercato che si sono consolidate nel diritto comunitario.
La legge Gentiloni contiene una prescrizione netta: avere più del 45% dei ricavi pubblicitari del settore televisivo costituisce posizione dominante vietata, e pertanto deve essere sanzionata dall'Autorità Garante delle Comunicazioni, usando il potere che la legge gli conferisce di imporre sanzioni micidiali.
I ricavi di Mediaset derivano al 100% da pubblicità, quelli della Rai per metà (approssimando un po’ brutalmente) dal canone e per metà dalla pubblicità. Dunque se ci fossero solo Mediaset e Rai, per avere una perfetta parità, senza che nessuno domini sull'altro, Mediaset dovrebbe avere ricavi pari al 75% del totale (in realtà ne ha il 65% circa). La legge Gentiloni impone dunque a un'impresa privata, quotata, che non ha violato nessuna legge dello Stato, l'amputazione di un 25% del suo fatturato. A chi glielo faceva notare, Romano Prodi aveva risposto ridacchiando che il 45% gli sembrava perfino tanto!
Il fatto non ha precedenti. Ci sono casi in cui l'Antitrust ordina la separazione di attività (è successo all'americana AT&T) o di prodotti ( è successo a Microsoft), ma il concetto stesso di dire a un’azienda di vendere di meno è aberrante in un’economia basata sulla concorrenza. Il disegno di legge Gentiloni prevede anche altre cose, il passaggio al digitale di una rete ciascuna per Rai e Mediaset e sposta dal 2007 previsto dalla Gasparri al 2012 la data per il passaggio definitivo al digitale terrestre. Ma è quest'obbligo a ridurre il proprio fatturato che ha colpito fin dall'inizio gli analisti.
Franco Debenedetti, per tre legislature senatore dell'Ulivo, e ora editorialista per il Sole24Ore, ha pubblicato da Rubbettino un libretto, in libreria dai primi giorni di aprile, che prende in esame proprio questo aspetto della legge Gentiloni e che si intitola «Quarantacinque percento». Sottotitolo: «una critica liberale al progetto Gentiloni sulla Tv». Dapprima esamina e smonta una per una le ragioni che il legislatore adduce per giustificare il suo proposito a dir poco illiberale. Poi dimostra perché il prendere in esame ai fini antitrust il solo mercato della pubblicità televisiva, rivela una concezione vecchia e superata da un decennio, che conduce a risultati fuorvianti. Infine calcola il danno che la norma arrecherebbe sia alle imprese che usano la pubblicità per le proprie strategie di marketing, sia ai consumatori.
Al libretto è allegata una mappa di tutti i canali digitali che si ricevono in Italia: ne escono ridicolizzati quanti sostengono che in Italia non ci sia pluralismo televisivo.
Un mese dopo che il «quarantacinque percento» di Debenedetti era sugli scaffali delle librerie, è arrivata sul tavolo delle redazioni dei giornali la bocciatura di Bruxelles. Toni diversi, naturalmente, diplomatico quello di Lowe, appassionato quello di Debenedetti: ma la sostanza è la stessa.
(da Il Giornale)
-Per dimostrare le molestie all'asilo di Rignano, in un video girato come 'prova' dei genitori, una bambina viene effettivamente sottoposta a pratiche sessuali!
Dal Corriere del 5 maggio: "..questa volta è il padre a filmare. Poi arriva un ciginetto di 11 anni. La bambina è sul letto (o sul tappeto) a pancia in giù. Il ragazzo le si stende sopra. La bacia sul collo. Le tira giù gli slip, le si strofina sulla schiena, le solleva la maglietta. La ripresa viene effettuata dalla finestra, dura quasi 10 minuti".
-Il blind trust secondo il nuovo Ddl anti conflitto-d'interessi: la decisione finale sarà comunque sempre della classe politica al potere in quel momento. E se la maggioranza prima o poi dovesse tornare a Berlusconi...
E' infatti possibile scegliere: o vendere o affidare tutto a questo trust. Nel primo caso si dovrà predisporre tra i due soggetti "un piano concordato". Se tutto avviene secondo le regole e le indicazioni del nuovo garante, quest'ultimo dovrà rilasciare una dichiarazione di sostanziale "via libera". In caso contrario, c'è la decadenza contro la quale il Parlamento potrà opporsi con la maggioranza dei due terzi degli aventi diritto entro 30 giorni dall'accusa del Garante.
-Ma la colpa non è dell’uomo
I cambiamenti climatici sono sempre esistiti e il responsabile è un gigante che si chiama Sole
Quella del riscaldamento globale (Rg) antropogenico è la più grande mistificazione globale degli ultimi 20 anni. Qui la parola chiave è «antropogenico»: il riscaldamento globale attuale è reale, nel senso che la temperatura media globale è, oggi, più elevata che 300 anni fa, ma l'uomo non c'entra niente. L'attuale Rg cominciò alla fine nel 1700 (fig. 1) quando l'industrializzazione non esisteva e la popolazione mondiale era meno di 1 miliardo di anime e ha continuato sino al 1940, quando l'industrializzazione era ancora nella sua infanzia e limitata a pochissime nazioni e la popolazione mondiale meno di un terzo della odierna (fig. 2).
Per più di tre decenni, dal 1940 fino al 1975, invece, in pieno boom economico e demografico, la temperatura scese (tanto da far temere, 30 anni fa, il rischio di una imminente era glaciale), ma riprese a salire in piena recessione economica. Insomma, l'attuale Rg è occorso in tempi incompatibili con la teoria della sua causa antropica. Ma è occorso anche in luoghi incompatibili con quella teoria: se il riscaldamento a terra fosse dovuto all'aumento di gas serra in atmosfera, allora, per il meccanismo stesso dell'effetto serra, se ne dovrebbe osservare uno ancora maggiore ad alcuni chilometri sopra le nostre teste, ma né le sonde su palloni aerostatici né i satelliti osservano il riscaldamento atteso della troposfera. Un riscaldamento antropogenico, quindi, nei momenti e nei luoghi sbagliati.
Variazioni di temperatura ci sono sempre state. Se andiamo indietro nel tempo (fig. 1), il pianeta patì la piccola era glaciale tra il 1400 e il 1800: dipinti dell'epoca testimoniano la Laguna di Venezia e il Tamigi ghiacciati, usati come piste di pattinaggio e attraversati dai carri (l'ultimo festival sul Tamigi ghiacciato si ebbe nell'inverno 1813-14). E tra il 1000 e il 1300 ci fu il periodo caldo medioevale, con temperature di 2-3 gradi superiori a quelle odierne, quando Erik il Rosso andò a colonizzare la Greenland, Terra Verde, allora; e quando, racconta Chaucer, fiorivano i vigneti anche nel nord dell'Inghilterra. Andando ancora indietro nel tempo, sino all'età del bronzo, vi fu quel che i geologi chiamano massimo Olocenico, con temperature, per oltre 2 millenni, 2-3 gradi superiori alle odierne, e alle quali ben sopravvissero gli orsi polari, della cui estinzione oggi ci si preoccupa contro l'evidenza che la loro popolazione è, oggi, più numerosa che nel secolo scorso.
Se non le attività umane, cosa causa allora il riscaldamento, oggi come nel passato? Bisogna innanzitutto essere consapevoli che tutte le attività degli oltre 6 miliardi di esseri umani sono un nonnulla rispetto all'attività di quel gigante, lassù nel cielo, che è il nostro sole. Le macchie solari sono, sappiamo oggi, intensi campi magnetici che appaiono durante periodi d'elevata attività solare, ma per secoli e da molto prima che se ne conoscesse la natura gli astronomi ne hanno registrato il numero, e dai dati raccolti si può notare tra il 1645 e il 1715 una drastica riduzione nel numero delle macchie solari (minimo di Maunder, dal nome dell'astronomo inglese che osservò la circostanza). Quanto il numero di macchie solari sia un attendibile indicatore del clima lo scoprirono il ricercatore danese Friis-Christensen e i suoi collaboratori, che nel 1991 dimostrarono la stretta correlazione tra attività solare e temperatura globale in tutto il periodo compreso fra il 1860 e il 1990. Per escludere che quella correlazione fosse una semplice coincidenza, andarono indietro nel tempo per altri 400 anni e, di nuovo, accertarono la stretta correlazione tra attività solare e temperatura globale (fig. 3).
Il Sole influenza il clima non solo, direttamente, col suo calore ma anche, indirettamente, attraverso le nuvole, che hanno un potente effetto rinfrescante. Le masse di nuvole si formano anche grazie all'interazione del vapore acqueo dagli oceani con le particelle di raggi cosmici provenienti dall'esplosione di stelle lontane giunte alla fine della loro vita: le molecole di vapor d'acqua colpite dai raggi cosmici diventano nuclei di condensazione da cui si formano le nuvole. Quando il sole è più attivo, cioè quando il campo magnetico da esso è più intenso, i raggi cosmici (che sono particelle elettricamente cariche) sono maggiormente deviati da quel campo magnetico: ne consegue un più debole flusso cosmico cui corrisponde una minore formazione di nuvole e quindi un maggiore riscaldamento.
La potenza di questo effetto è diventata chiara solo recentemente, dopo che si sono confrontate, nel corso degli anni, le temperature globali con il flusso di raggi cosmici, scoprendo, ancora una volta, una stretta correlazione tra temperatura globale e flusso cosmico, con la prima che aumenta ogni volta che il secondo diminuisce, e viceversa: il clima è controllato anche dalle nuvole, queste sono controllate dal flusso di raggi cosmici a sua volta controllato dall'intensità del campo magnetico dal Sole, cioè dalla attività della nostra stella (fig. 4).
In conclusione, la congettura antropogenica del Rg dovrebbe essere oggi considerata pura speculazione metafisica sconfessata dai fatti reali.
(da Il Giornale del 5 maggio)
-Un litro di benzina, senza il peso delle tasse(Iva e accise) imposte dallo stato, costerebbe meno di uno di acqua minerale, di latte o di caffè. Lo illustrano i sindacati dei benzinai (Faiba Aisa-Confesercenti, Fegica-Cisl, Figisc Anica-Confcommercio): un l di benzina 0.43 euro, di acqua minerale 0.54, di latte 1.29, di caffè 17.34.
-La Cdl accusa il nuovod Ddl Ferrero Amato sull'immigrazione. Ma la Bossi Fini funzionava davvero, o era tutta una farsa?
Stando agli ultimi dati disponibili, nel 2005(ultimo anno in cui fu in vigore sotto un governo di centro destra) gli stranieri con un provvedimento di allontanamento sono stati 119.923, ma quelli effettivamente rimpatriati sono stati il 45.3 per cento.
-Il 30 aprile l'arbitro De santis, intervenendo con Moggi e Cesari a 'Lunedì di rigore' su Antenna 3 Lombardia, ha raccontato di aver ricevuto "telefonate non solo da Moggi, ma da tutti i dirigenti, anche dall'Inter con Facchetti. Molte telefonate,e alcune dal tono forte".
-C'è un nuovo filone di indagine nell'inchiesta della procura di Napoli sul sistema di corruzione che pilotava le partite dei campionati italiani. E va dritto dritto sul torneo 2005-2006, quello che fino a ieri nessuna intercettazione era riuscita a sondare. La notizia circola da qualche giorno, ma ieri è arrivata la conferma: tutto parte dalle schede telefoniche comprate dalla Ring Mobile Liechtenstein dall'estate 2005 alla primavera 2006. Un'acquisto (fatto da Moggi tramite Bertolini) in tutto e per tutto simile al sistema con cui negli anni precedenti tramite le schede svizzere erano state coperte le comunicazioni tra i vari arbitri.
Venerdì scorso il pezzo di Bruno Bartolozzi sul Corriere dello sport raccontava che una di quelle «Sim», la numero 41764329584, ha interagito con il telefono di Moggi, ma anche con quello degli arbitri Massimo De Santis e Salvatore Racalbuto «quando Racalbuto e De Santis ricevevano le telefonate ed erano impegnati sul campo erano arbitri o quarto uomo di partite di Inter e Milan. \ Il sospetto è che il personaggio misterioso della sim sia qualcuno che ha avuto un ruolo importante nel 2005-2006». I sospetti sembrano girare attorno alle figure più importanti di quel campionato, in particolare all'interno dell'Associazione nazionale arbitri. In quell'anno Maurizio Mattei prese il posto della coppia Bergamo e Pairetto come designatore arbitrale, e Tullio Lanese era ancora a capo dell'Aia.
Per aggiungere tasselli al mosaico i pm Giuseppe Narducci e Filippo Beatrice puntano anche sull'interrogatorio degli arbitri Paparesta e Dondarini previsto per la prossima settimana.
(da Il manifesto)
-In Italia c'è una spesa pubblica abnorme? Non certo quella 'sociale': è stata nel 2006 il 26.4 per 100 del pil, contro il 31 di Francia e Germania, e il 31.5 di media dell'Ue a 15. Per la famiglie poi spendiamo il 4.4 contro l'8.5 della media europea.
-Da un'intervista del Corriere della sera al mullah Dadullah, il capo dei rapitori di Mastrogiacomo:
Hamid Karzai e l'ambasciatore italiano a Kabul sostengono che Adjmal doveva essere liberato assieme a Mastrogiacomo il 19 marzo. Perché lei tradì i patti?
«Non dicono il vero. Non c'è mai stato alcun accordo in questo senso. Sin dal primo giorno dissi con chiarezza che il caso di Daniele era diverso da quello di Adjmal. Non venne fatta alcuna richiesta per Adjmal sino a che l'italiano fu nelle nostre mani. Sino al 19 marzo la trattativa riguardò esclusivamente Daniele. E non è neppure vero che quel giorno anche Adjmal venne portato a Lashkar Gha. Rimase sempre con noi. Per lui chiedemmo in un secondo tempo il rilascio di altri tre talebani».
3/5/07-Delitto metrò: "Iniziò Vanessa"
Roma,teste conferma lite tra le ragazze
Tra le tante testimonianze sfavorevoli a Doina Mattei, la rumena accusata di aver ucciso Vanessa Russo nella metro di Roma ferendola con un ombrello, spunta un teste, una donna, la cui versione confermerebbe quanto raccontato dalla principale indagata ai giudici. "Vanessa ha spinto una delle due ragazze che ha reagito colpendola con un ombrello a mo' di spada all'altezza del viso".
La teste, 24anni, ha ricostruito - come riporta il "Corriere della Sera" - la lite, fornendo una versione che coincide con quella di Doina Mattei, la principale indagata del delitto. La 24enne era seduta accanto alle tre ragazze, l'italiana e le due rumene. Quest'ultime si sarebbero alzate per avvicinarsi alle porte per scendere. Lo stesso avrebbe fatto Vanessa. A questo punto, racconta la testimone, la vittima avrebbe urlato: "Ma che c... mi spingi?".
"L'italiana ha dato una spinta"
Uscita dal vagone, dopo pochi metri la teste vede Vanessa Russo dare una spinta a una delle due straniere. In una attimo la rumena alza l'ombrello, colpendola mortalmente. "Immediatamente io e un'altra signora abbiamo cercato di aiutare la ragazza ferita che perdeva molto sangue dalla bocca, dal naso e da un occhio".
Per Vanessa, non ci sarà nulla da fare. Sempre dai verbali - si legge sul "Corriere" - la teste, pur non essendone sicura, ritiene probabile un tentativo di furto, dal momento che la vittima aveva con sé uno zainetto a tracolla.
-Collina garante dell'onestà degli arbitri italiani, miglior arbitro del mondo, nonchè designatore unico pro tempore?
Eppure dalle intercettazioni in viva voce su Calciopoli diffuse dal sito del gruppo L'espresso Repubblica, emerge chiaro il suo ruolo nello scandalo..
"Repubblica" mette in rete i file audio delle intercettazioni: le voci inconfondibili di Moggi&Co
L'immaginazione dei tifosi italiani su toni e voci, unici misteri finora insoluti delle telefonate che hanno portato allo scandalo di Calciopoli, è finita. Dopo i testi integrali delle intercettazioni pubblicate dalla stampa, i commenti e i pareri degli esperti, da ieri sul sito web della Repubblica è possibile ascoltare in versione integrale alcune delle conversazioni cruciali della lunga e interminabile telenovela sulle partite truccate. "Ecco Moggi & co. come non li avete mai sentiti", questo il sottotitolo che accompagna l'esclusiva del gruppo Espresso. Tra gli arbitri anche il più noto, Collina, offre uno spettacolo telefonico insospettabile. A telefono con l'addetto agli arbitri del Milan, Leonardo Meani, gli rivela tutto il sistema Moggi, nei minimi particolari. "Lui (Moggi) conosce prima di tutti gli arbitraggi, la torta di Perugia - che costò alla Juve il titolo del 2000 - era già fatta". I due cercano di organizzare un incontro segreto per Collina con l'amministratore del Milan, ex presidente di Lega, Adriano Galliani.
-E se fossero tutte suggestioni etero-indotte?
L'asilo e i verbali
Il ricovero della maestra e le comparse usate per ricordare le violenze
Accusa e difesa interpretano in modo opposto le informazioni che derivano dai verbali delle indagini fin qui effettuate.
È corsa veloce, nell'estate del 2006 a Rignano Flaminio, la voce che alcuni bambini della scuola materna potessero essere stati molestati e picchiati. Così, dopo le denunce dei primi genitori, altre coppie hanno cercato di rintracciare nei comportamenti dei propri figli, nei gesti e nelle parole, la prova che qualcosa di grave era accaduto. Li hanno osservati, interrogati. E in alcuni casi hanno utilizzato addirittura delle «comparse» quando giravano i filmini per ricostruire le scene che emergevano dai racconti degli altri bimbi. Il quadro delineato dai verbali dell'inchiesta è quello di una ricerca, a volte quasi ossessiva, di conferme a quei particolari agghiaccianti emersi quando la «Olga Rovere» era ormai chiusa per le ferie estive. Come in un gioco di specchi rimanda immagini che l'accusa legge in un modo e la difesa nel suo esatto contrario.
IL «GIOCO» - Il Il 9 luglio, quando arrivano nella caserma dei carabinieri, il padre e la madre di una bimba di tre anni dicono di aver «notato sin dal dicembre scorso che si spoglia completamente e si tocca nelle parti intime». E ammettono di aver compiuto la loro indagine personale. «Entrambi — scrive il giudice nell'ordinanza di custodia cautelare contro le maestre e i loro presunti complici — avendo appreso dei racconti dei compagni di scuola, cercavano di approfondire con lei ricorrendo al gioco e alla complicità che la bambina aveva con un nipote adolescente». È «l'estraneo» che deve sollecitare il ricordo. Ed è proprio questa una delle contestazioni principali della difesa che denuncia come i piccoli siano stati «suggestionati, indotti a ripetere cose dette da altri». Una tesi negata dalla dottoressa Marcella Battisti Fraschetti, la psicologa nominata dal pubblico ministero che il 6 marzo scorso è stata interrogata proprio su questo punto. «Dopo averli sentiti e osservati — ha affermato — posso escludere ipotesi di mitomania o altro nei genitori. I loro racconti sono incentrati sullo stupore per quanto avvenuto e sull'incredulità dei fatti. I bambini hanno paura nel riferirli e i genitori non hanno alcun gusto nel farlo. Escludo pure forme di fantasticheria in riferimento ai minori, anche perché non è il fenomeno di un nucleo familiare, bensì uno stesso fenomeno di nuclei familiari completamente diversi socialmente e culturalmente e con componenti analoghe in tutti i bambini che non possono, per la piccolissima età, avere strategie unitarie».
I FARMACI - Il ruolo della dottoressa è e sarà uno dei punti più controversi dell'indagine. Perché, denuncia la difesa, «nonostante regole e norme chiare, nessun colloquio con le presunte vittime è stato videoregistrato e dunque non è possibile accertare le modalità di approccio, le risposte fornite, le reazioni». Il giudice spiega questa «mancanza» con il rifiuto degli stessi bambini. «Strano — sottolineano i legali — visto che invece non hanno avuto remore a mostrarsi di fronte alla videocamere dei loro genitori che poi hanno consegnato i Dvd ai carabinieri». Sono ancora numerosi i particolari da accertare, anche per quanto riguarda gli indagati. Nella sua richiesta di arresto il pubblico ministero rivela che nel 2005 la maestra Patrizia Del Meglio «fu ricoverata presso l'ospedale psichiatrico San Raffaele di Milano e si è in attesa della trasmissione delle cartelle cliniche» per accertare che tipo di disturbi avesse. Durante l'interrogatorio avvenuto agli inizi di febbraio la donna ha negato di assumere psicofarmaci, ma — scrive il pubblico ministero nel provvedimento con cui sollecita la sua cattura — «nelle telefonate intercettate con il marito Gianfranco Scancarello e con la figlia, la donna viene più volte invitata a prendere "i farmaci di cui hai bisogno" e il suo medico curante ha ammesso di averglielo prescritto». Si tratta proprio di quel medicinale che, dice l'accusa, è stato iniettato ai bambini «per calmarli».
LE MMAGINI SUL PC - I legali degli arrestati battono sul tasto dei «riscontri inesistenti». E per smontare la tesi che i giochi organizzati dalle maestre servissero anche a girare filmini destinati al mercato della pedofilia affermano che «nessuna fotografia o video utile è stato sequestrato durante le perquisizioni e l'attività di intercettazione dei telefoni e dei computer, disposta subito dopo la presentazione delle denunce, non ha evidenziato alcun contatto anomalo». Il materiale informatico sarà esaminato nel corso dell'incidente probatorio, ma l'accusa ha già evidenziato la testimonianza di una signora che ha lavorato presso la famiglia Scancarello dal 1999 al 2001. «Una volta — è scritto nel suo verbale — mentre pulivo lo schermo del pc, notai che c'erano numerose fotografie di bambini. Non dissi nulla, ma poco dopo furono loro a spiegarmi che quelle immagini erano legate al lavoro in tv, dissero che servivano per lo "Zecchino d'oro"».
(dal Corriere della sera)
-Una biologa, una commercialista, un pensionato, un dipendente di una ditta di pubblicità(Leonardo Melillo, 54 anni), due insegnanti. Estratti a sorte dal tribunale. E ai quali finora non hanno rimborsato neppure il parcheggio. Ecco chi sono i sei giudici popolari che insieme ai due togati hanno condannato la Franzoni, giudicandola vittima di una nevrosi isterica. Ma c'è da fidarsi? Oltre che tutt'altro che esperti in questioni di diritto, non sembrano proprio dei provetti psicopatologi..
-Sentenza d'appello di Cogne. Filtrano le prime motivazioni della condanna, ridotta dai giudici a 16 anni dai 30 del primo grado in quanto la Franzoni sarebbbe stata a loro dire vittima di una "nevrosi isterica". Eppure l'unica vera perizia psichiatrica sulla mamma di Samuele, condotta durante il processo di primo grado, la giudicò perfettamente sana, anche e soprattutto con riferimento al malore del giorno in cui fu ucciso il figlio. Gli esiti, che proponiamo qui di seguito, non sono stati acquisiti agli atti del processo poichè risultava "mancante la relazione svolta in carcere su Annamaria", come ha denunciato nella sua controarringa finale l'avvocato della Franzoni Elena Savio.
La seconda perizia, cui Annamaria si è rifiutata di sottoporsi, e che parla di una nevrosi ansiosa, è stata svolta in secondo grado solo sulla base delle carte processuali, di interviste tv e intercettazioni telefoniche, senza mai incontrare o interrogare direttamente l'imputata.
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-Berlusconi assolto nel processo Sme-Ariosto dopo 12 anni? Non esattamente: la sentenza datata 27 aprile non lo assolve perchè il fatto non sussiste, ma per non averlo commesso lui, bensì il suo legale con fondi del suo gruppo. Dunque si conferma che l'atto di corruzione del giudice Squillante ci fu, e i soldi, che arrivarono attraverso il conto di Previti(allora legale di Berlusconi), erano soldi Fininvest. Dato che Berlusconi era all'epoca (marzo 1991) il padrone di Fininvest, la sua assoluzione appare quantomeno singolare. Se fosse stata applicato lo stesso principio (poteva non sapere) coi cassieri di tangentopoli, la Dc di Forlani e il Psi di Craxi non sarebbero mai crollati.
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-Sentenza d'appello di Cogne. La giuria (due giudici togati più sei popolari) ha riconosciuto alla Franzoni le attenuanti generiche ma senza dichiararla seminferma di mente (o meglio vittima di non precisati stati crepuscolari), ciò che avrebbe peraltro comportato una condanna da scontare in ospedale psichiatrico giudiziario invece che in carcere. La contraddittorietà della sentenza è dunque evidente: se le attenuanti generiche non sono state concesse per un vizio di mente, allora stanno ad indicare la mancanza di una certezza "oltre ogni ragionevole dubbio" circa la responsabilità della donna nell'omicidio del figlio. E secondo l'attuale legge (oltre che l'intera tradizione giuridica occidentale), "in dubio pro reo": nel dubbio ci si pronuncia in favore dell'imputato. Ovvero si privilegia comunque la possibilità di un presunto colpevole in libertà rispetto a quella di un innocente in galera.
-Se l'Occidente non vuole perdere del tutto la guerra in Afganistan e in Iraq, abbandonandoli al terrore qaedista e alla pulizia etnica, esiste un'unica soluzione tecnica, esattamente opposta al disimpegno: innalzare oltre quota mezzo milione il numero di truppe in ciascuno dei due Paesi. Parlarne è considerato politicamente scorretto, eppure figura tra gli abc della dottrina militare. Abbiamo consultato i manuali da campo ufficiali dell'esercito e della marina Usa: è di 1 a 50 la proporzione tra il numero dei soldati combattenti e quello dei residenti necessaria a stabilizzare uno stato teatro di insurrezioni e scontri civili, sigillandone al contempo i confini. Dunque per pacificare l'Iraq, popolato da 26.7 milioni di persone, servirebbero 534.000 GI, grosso modo quanti ne aveva Saddam. E addirittura 620.000 uomini (Nato e non) per un Afganistan con 31 milioni di abitanti, grande una volta e mezzo la nazione araba. La paradossale verità è che in entrambi i casi la situazione è andata fuori controllo non in seguito alla permanenza dei contingenti, ma per la loro scarsa consistenza. Ferma rispettivamente a 162.000 e 49.000 unità, ossia 1 ogni 165 residenti e 1 ogni 632. A poco servirà aumentarli di qualche migliaio, come annunciato di recente. Specie se continuasse lo stillicidio dei ritiri certi o possibili, non ultimi quello di Blair da Bassora o dell'Italia da Kabul. Occorre una rivoluzione strategica che capovolga il senso della presenza militare americana e alleata nel mondo. Dirottando ad esempio nelle vere zone di crisi quegli 1.5 milioni di militari professionisti che gli Stati Uniti mantengono, ormai inoperosi, in migliaia di installazioni e mezzi navali attorno al globo. Mentre un pugno di riservisti della domenica vengono mandati allo sbaraglio contro il fior fiore del nazismo jihadista.
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-Aviano- L'Italia di Prodi è uno stato canaglia? Sembra l'ennesima provocazione ma non lo è. Perchè al pari delle nazioni che violano il diritto internazionale, anche il nostro Paese ospita sul proprio territorio armi di distruzione di massa in spregio ai trattati. Lo provano per la prima volta alcune foto scattate dalla stessa Us Air Force nella base americana di Aviano (Pordenone), fortunosamente scampate alla censura. Le immagini immortalano una recente esercitazione all'Ispezione sulla Sicurezza Nucleare. Che si svolge nelle basi Usa dove sono dispiegate bombe atomiche allo scopo di certificarne operatività e stoccaggio. Il sospetto che sul suolo italiano fossero rimasti ordigni nucleari anche dopo la guerra fredda, c'è da tempo. Ma sia i comandi statunitensi che i nostri governi si son sempre rifiutati di ammetterlo. Onde evitare di render conto della violazione del Trattato di non proliferazione (TNP) ratificato dall'Italia in sede Onu. Un imbarazzo tanto più evidente per una classe dirigente di sinistra, che giusto con D'Alema avallò il debutto della nuova generazione di atomiche targate Clinton.
Il popolo dei pacifondai sbaglia bersaglio. Se si volevano contestare le contraddizioni dell'Unione in tema di servitù militari, il vero obiettivo dovevano essere Aviano e Ghedi (Brescia). Che a differenza della Ederle di Vicenza ospitano illegalmente 90 bombe termonucleari, dalla potenza corrispondente a 900 volte quella di Hiroshima. Si tratta delle B61 bunkerbusting, del modello che armerebbe gli F16 in caso di attacco all'Iran. Peraltro Aviano è attualmente sottoposta a lavori di ampliamento, l'ultima tranche approvata in comune nel 2004 dalla giunta Ds Margherita. E nelle future palazzine troveranno posto proprio i paracadutisti della Ederle sulla via del Medioriente. Della presenza di atomiche nel Belpaese si favoleggia da sempre. Analisti quali Arkin e Norris ne hanno stimato il numero per il Natural resources council. Nessuno è però stato in grado di esibire la pistola fumante. Senonchè gli americani hanno una mania per le foto. E ne scambiano di continuo nella community dei veterani. Logico che tra tanti scatti ne sfugga qualcuno compromettente. Come quello dell'aviere di prima classe Isaac G.L.Freeman, nell'archivio dell'Aeronautica Usa col codice VIRIN 020502-F1443F-001 . La didascalia parla chiaro: "BASE AEREA DI AVIANO, Italia (AFIE)- Avieri del 31mo squadrone del genio civile di stanza qui si preparano all'esercitazione per l'Ispezione sulla sicurezza nucleare (NSI) il 2 maggio (2002). I manager della sicurezza delle armi passeranno in rivista e approveranno tutto l'equipaggiamento, e svolgeranno test operativi per assicurare che gli addetti alla bonifica dell'esplosivo di artiglieria siano mantenuti al riparo dalla contaminazione radioattiva".
Ecco come l'AFI 91-101 Air Force Nuclear weapons surety Program definisce la sicurezza nucleare: "Materiale, personale e procedure che contribuiscono a sicurezza e affidabilità delle armi nucleari e alla garanzia che non ci saranno incidenti, detonazioni non autorizzate o inconvenienti nel raggiungere il bersaglio". La lista delle procedure viene poi riaggiornata. L'ultima volta il 24/10/2006 con la Aviano air base instruction 21-204. La quale al punto 1.12.7 tradisce la vera natura delle testate quando raccomanda alle unità che si occupano di volte di deposito (WS3) di "riferirsi al Programma di sicurezza delle armi nucleari AFI 91-101 nel riposizionare o evacuare aerei e armamenti". Gettando una luce sinistra sul livello di sicurezza al punto 1.11.1: "Il comandante del 31mo gruppo vieta il sorvolo dei rifugi aerei non protetti da WS3 come previsto dal Nuclear surety Program". Le procedure di trasporto seguono la Dir. 60-12 Nuclear surety management for WS3, e l'AFI 11-299 Nuclear airlift operations. Esiste una Nuclear inspection checklist per le Usa Air forces in Europe. Prevenire incidenti nucleari spetta invece al rilevatore ADM 300. In un'altra illuminante foto, scattata sempre ad Aviano dall'aviere Nichole Adamowicz il 22/4/2003 (sigla 030422F9105A004), si vede il serg.Timothy Vaughn mentre "calibra il kit dell'ADM 300 per la scoperta di radiazioni, prima di testare gli assetti speciali della Air Force".
L'ispezione nucleare inaugurale del 31mo fu effettuata con successo sotto il primo governo Prodi a maggio '96. A seguito di una crisi in cui gli Usa minacciarono la Libia con le B61. Anche la prima ispezione a Ghedi ebbe luogo sotto Prodi (giugno '97). La decisione di tenere 480 testate in 8 basi europee fu di Clinton con direttiva NSC74. Nell'aprile '99 il governo D'Alema sottoscrisse, senza sottoporlo al parlamento, un accordo sulla pianificazione nucleare collettiva Nato, stabilendo che "l'alleanza conserverà forze nucleari adeguate in Europa". Nel solco della dir. 60 clintoniana sull'uso di atomiche contro "governi e soggetti non statali che minaccino Usa e alleati con armi di distruzione di massa". Quanto alla giurisdizione, gli americani hanno il controllo delle bombe ad Aviano, e pure a Ghedi nonostante sia un aeroporto italiano e i nostri Tornado si addestrino a usarle. E'così in virtù di un trattato segreto del '54. E dello Shell agreement del '95, che assegna al comando americano "pieno controllo sull'equipaggiamento Usa". Tutto ciò senza alcuna ratifica parlamentare, come prescriverebbe l'art 80 della costituzione per i trattati internazionali. E il motivo è lampante. Con la legge 131 del '75 l'Italia ratificò il TNP, che all'art.II recita: "Ciascuno degli stati non nucleari si impegna a non ricevere da chicchessia armi nucleari o altri congegni nucleari esplosivi né il controllo su di essi, direttamente o indirettamente". La legge 185 del '90 e la Corte dell'Aja ci vietano inoltre "importazione e transito di armi nucleari". Le B61, aldilà del "mancato disarmo completo a una data vicina", cui impegnava noi e gli Usa l'art.VI del TNP, costituiscono una proliferazione: essendo l'ultima covata di atomiche tattiche dispiegate dopo il crollo dell'Urss. Vigilare toccava agli ispettori dell'Aiea. Forse troppo distratti da Saddam.
**Le foto in questione potete vederle al seguente indirizzo: http://www.vialebombe.org/node/27
Oppure cliccando su google 'vialebombe.org francesco ruggeri' ecc.
**Aggiornamenti:Il governo Prodi ha un'altra gatta da pelare in tema di servitù militari. L'inchiesta pubblicata su queste pagine, circa le armi nucleari americane presso la base di Aviano, ha infatti prodotto in febbraio (2007) un'interrogazione al ministro della difesa. L'On.Tana De Zulueta, citando alla camera come pistola fumante le foto che mostravano lo svolgimento di esercitazioni per la sicurezza nucleare nella base friulana, ha sollecitato una risposta urgente sulla presenza di atomiche nel nostro territorio in violazione del Trattato di non proliferazione. Sottolineando il fatto che si tratta di ordigni tattici 'bunkerbusting'. Non destinati alla deterrenza passiva in stile guerra fredda, e dunque sotto questo profilo "non indispensabili alla sicurezza nazionale". Bensì ad essere utilizzati in eventuali fasi d'attacco, proprio in funzione delle ridotte dimensioni, e della loro estrema portabilità nei teatri esteri una volta stivati sui caccia F18. Il materiale relativo all'interrogazione è inoltre stato allegato a una causa intentata da 5 pordenonesi presso il tribunale della città. La cui prima udienza è fissata il 23 marzo. Tissino, Mayer, Negro, Giacobini e Rizzardo chiedono "l'immediata rimozione delle atomiche", in quanto espongono il territorio ad attentati
-Un nostro pezzo del 2 febbraio 2007, ancora più attuale, visto il ruolo da protagonista di Bankitalia nell'attuale evolversi della vicenda Telecom:
I 'furbetti di via Nazionale' hanno colpito ancora. La riforma berlusconiana che avrebbe potuto riportare la Banca d'Italia nell'alveo della legalità, attraverso il ritorno in blocco del suo capitale allo stato, viene vanificata in un silenzio assordante dal disegno di legge sulle authority, approvato due giorni fa dal governo Prodi. Permettendo così al gruppo Banca Intesa, che dopo la fusione con S.Paolo detiene in pratica il controllo della nostra banca centrale, di metter le mani insieme ai soliti alleati sul nuovo Fondo infrastrutture (o F2i) annunciato dal Tesoro. Per la cui creazione è appunto necessario il via libera da parte di Bankitalia. Ossia dell'ente incaricato di vigilare sulla futura gestione di F2i "nell'interesse dei consumatori e dell'integrità del mercato", come per qualunque altra società di gestione del risparmio o Sgr. Il conflitto d'interessi appare ancora più evidente ove si consideri che il 51% della proprietà dello strategico Fondo è stato assegnato dal governo a banche amiche senza alcuna gara. E che gli art.9 e 10 della legge sul risparmio (la 262) affidano appunto all'Istituto di via Nazionale il compito di "garantire la concorrenza" e "prevenire conflitti d'interessi nella gestione dei patrimoni di organismi d'investimento collettivo…e nella prestazione di servizi d'investimento". Ad esempio limitando le mire espansionistiche di Banca Intesa S.Paolo. Già padrona del 50% del mercato bancario italiano, grazie alle nozze autorizzate nel 2006 guarda caso da Banca d'Italia.
"La Sgr partirà non appena avuto il via libera dalla Banca d'Italia". Chissà se Vito Gamberale, neo amministratore delegato di F2i, ha colto l'involontaria ironia delle sue parole alla conferenza di presentazione del Fondo. Come dire: le banche avranno la maggioranza nella Sgr non appena Bankitalia, dove esse sono maggioranza, darà l'ok. Su 1 miliardo di dotazione iniziale, Intesa S.Paolo e Unicredit controlleranno 150 mln l'una, il Monte dei Paschi di Siena il 5.7% e a seguire banche minori spesso legate ai gruppi citati. Il resto verrà rastrellato in obbligazioni. Il 14.3% finirà alla Cassa depositi e prestiti, il cui capitale è al 30% di azioniste di Intesa, quali le fondazioni Cariplo, Compagnia S.Paolo, Carisbo. Nel mirino del super fondo, la rete fissa elettrica e quella del gas, piuttosto che quelle telefoniche, autostradali, televisive, oltre ad infrastrutture stradali, portuali, aeroportuali o ferroviarie: l'armatura di base del Paese, fino a un indebitamento di 12 miliardi. Con Bankitalia chiamata dalla legge a vigilare per conto dei risparmiatori su "regole, rischio finanziario e stabilità patrimoniale" della Sgr. In nome di una "sana e prudente gestione dei soggetti vigilati" e poi della "competitività del sistema, osservanza della normativa e correttezza dei dati". Garantendo altresì sul "livello debitorio degli azionisti bancari" e " un elevato grado di concorrenza dei mercati di intermediazione, funzionale alla vigilanza". Insomma sul rispetto delle norme, che però a via Nazionale non osservano neppure in casa propria.
La cacciata di Fazio non ha azzerato lo scandalo dell'illecita privatizzazione della banca centrale italiana, all'origine dei mancati controlli nei recenti scandali finanziari. Anzi. Se prima la maggioranza delle quote nell'assemblea dei partecipanti era in mano a 4 banche, ora Intesa S.Paolo detiene da sola il 44.4% del suo capitale (il 27.2 del vecchio gruppo Intesa Bci + il 17.2 della ex S.Paolo Imi). E con il 6.3 dell'alleata Generali supera il 50%. Sommando poi le quote delle altre banche vicine alla sinistra e compagne nell'avventura F2i, come Unicredit col 10.9 e Monte Paschi col 2.5, s'arriva al 65%. La legge 262 del 2005 avrebbe dovuto ridare allo stato la maggioranza del capitale, usurpato dalla banche private in violazione dell'art.3 del precedente statuto. In realtà si limitava a promettere la "disciplina delle modalità di trasferimento entro 3 anni delle quote di partecipazione al capitale di Banca d'Italia in possesso di soggetti diversi dallo stato o enti pubblici". Ma il disegno di legge appena varato in consiglio dei ministri fa molto peggio. Sostituendo l'unico passaggio chiave, sul trasferimento delle quote non statali, con un generico riferimento all'introduzione entro 1 anno dal decreto di "limiti al possesso delle quote": senza specificare di chi e in che misura. Ancor più ambiguo il riscritto statuto dell'era Draghi, che in tema di quote afferma: "la titolarità è disciplinata dalla legge". Vincolandone tuttavia il trasferimento "al consenso del Consiglio superiore, nel rispetto dell'indipendenza dell'Istituto". Fu d'altronde Draghi a caldeggiare la "necessità di riconsiderare le scelte del legislatore circa l'assetto proprietario". Ovvero la malcelata volontà degli attuali azionisti di perpetuare il conflitto d'interessi, salvato in extremis dall'ultimo consiglio dei ministri. E aggravato dalla scelta di affidare anche assicurazioni e fondi pensione alla vigilanza di Bankitalia, malgrado tra i suoi azionisti figurino le Generali. All'estero sarebbe impensabile. In Gran Bretagna, Francia, Germania, Spagna, Usa, le banche centrali sono ovviamente di proprietà statale. Anche da noi era così, finchè la privatizzazione delle fondazioni bancarie del '99 non innescò la violazione della norma che garantiva la maggioranza pubblica delle quote.
Anche allora c'era un governo di sinistra. Corsi e ricorsi. Al pari del refrain delle banche per camuffare l'inciucio. L'assemblea dei soci non ha poteri in Bankitalia, sostengono in coro. Ma è l'esatto contrario: ad essa spetta eleggere il Consiglio superiore, il quale a sua volta nomina il Direttorio, organo al quale il nuovo statuto trasferisce la competenza su ogni atto a rilevanza esterna dell'Istituto. Sempre del Consiglio superiore è la vigilanza interna, e toccano all'assemblea societaria nominare i sindaci, approvare il bilancio, cambiare statuto. E ripartire gli utili tra gli azionisti: 45 mln l'anno sottratti alla collettività, a fronte di un investimento di 156.000 euro (!). Ora, col debutto di F2i, la farsa si tramuterà in burla. Quando le banche in questione si attribuiranno un onorario milionario per autogestire la vigilanza sul Fondo più lucroso del panorama finanziario. Tutto di loro proprietà.
- Mentre la comunità internazionale cerca disperatamente di stoppare le ambizioni nucleari dell'Iran, c'è un'agenzia dell'Onu, l'Aiea, che mantiene tuttora attivi dei progetti di cooperazione tecnica con il programma nucleare iraniano, sostenendolo gratuitamente con know how e apparecchiature hi-tech. E a dispetto del più classico dei conflitti d'interesse, si tratta della medesima agenzia incaricata di controllare, attraverso i suoi ispettori, che l'Iran non si fabbrichi la bomba atomica. Lo dimostra un report riservato, di cui possediamo la versione integrale, approvato dagli stati membri dell'Agenzia all'ultima riunione generale lo scorso 8 marzo. Il documento, malgrado le intenzioni di facciata, prevede sì lo sbandierato (e pur sempre tardivo) taglio di alcuni programmi di assistenza, ma non di quelli più importanti sul fronte della realizzazioni di centrali e tecnologia nucleare. Che anzi si moltiplicano, con il paradossale via a ulteriori nuovi progetti targati 2007. Il documento si intitola "Cooperazione tra la Repubblica Islamica d'Iran e l'Agenzia alla luce della risoluzione 1737". Ovvero del provvedimento Onu di fine dicembre 2006, che ha imposto rigide sanzioni sull'acquisizione all'estero da parte iraniana di conoscenze e materiali nucleari, per aver violato le regole del trattato di non proliferazione. Uno stop valido in teoria per tutti i Paesi membri, ma evidentemente non per 'i cugini' dell'Aiea. L'ente responsabile di aver fornito a Teheran, dal 1975 ad oggi, le tecniche dual-use indispensabili per compiere il balzo verso le armi nucleari. Governata non a caso da un board in cui le nazioni del terzo mondo hanno la maggioranza: con in testa stati canaglia (oltre che aspiranti potenze nucleari) quali Siria, Cuba, Libia, Bielorussia, e l'unico stato musulmano con l'atomica, il Pakistan.
Tra tutte le storie che ci è capitato di raccontare, questa è certo una delle più kafkiane. Ma lasciamo che a parlare siano i fatti. O meglio l'elenco dei progetti in questione, messi in fila nel suddetto report Aiea. "Numero del progetto IRA4035: Rafforzamento delle capacità di commissionamento e start-up dell'impianto ad energia nucleare di Bushehr. Obiettivi: assistere l'organizzazione atomica iraniana (Aeoi) nel rafforzare le sue capacità per la realizzazione della prima centrale nucleare del Paese, attraverso la fornitura di consulenza tecnica basata su codici e procedure internazionali standard e collaudate. Campo di applicazione: reattori. Anno di approvazione: 2005. Status del progetto: attivo". Altri progetti sensibili, anch'essi attivi, investono poi lo "Studio di fattibilità sul Reattore di ricerca di Tehran, al fine di determinare la possibilità pratica di ammodernarlo" (IRA9016), partito nel 2001; e "Avanzamento della capacità dell'agenzia atomica iraniana per il controllo delle installazioni e le attività nucleari" (IRA9017), del 2003, affiancato nel 2007 dal gemello IRA9018. O ancora l'IRA3006, lanciato quest'anno per "sviluppare la documentazione richiesta per la concessione di una licenza di costruzione di un deposito nucleare", o l'RAS3009 del 2007 "Per rafforzare le infrastrutture di gestione dei rifiuti radioattivi e gestire le fonti radioattive sigillate".
I progetti sin qui citati hanno ricevuto un ok pieno e senza riserve da parte del board Aiea. Ve ne sono invece altri che, almeno in teoria, dovrebbero essere valutati di volta in volta in base alle disposizioni dell'art.16 della famosa risoluzione 1737. Il quale però concede l'assistenza nucleare all'Iran in caso di scopi "alimentari, agricoli, medicali, di sicurezza". E soprattutto per non meglio specificati "altri scopi umanitari". A chiarire cosa si intende ci pensa il nostro report, che a pagina 2 cita ad esempio "equipaggimento e assemblaggi del carburante per reattori nucleari ad acqua leggera", proprio come quello di Bushehr. E appena più avanti si includono tra gli altri scopi umanitari "tutte le attività relative ai bisogni di base e al benessere umano". Insomma di tutto di più, come dimostra un secondo elenco di progetti Aiea ancora attivi, di cui beneficia anche l'Iran: "RAS4025: Rafforzare le capacità di ammodernamento e rifornimento di strumentazione nucleare", del 2005; "RAS4027: Mantenere e rifornire gli strumenti nucleari con la moderna elettronicaper garantire servizi di qualità", del 2007; "RAS4028: Migliorare i sistemi di gestione delle centrali nucleari così da integrare produzione e risorse umane in modo tale da assicurare un successo di lungo termine nell'acquisizione dell'energia nucleare". Sempre del 2007, come pure RAS0047, 0050 e INT0081, che offrono "programmi di training nelle scienze nucleari applicate", "rafforzamento delle capacità delle risorse umane nella scienza nucleare per la diffusione di tecnologie nuove o più avanzate", e il "miglioramento delle applicazioni di scienza e tecnologia nucleari per lo sviluppo attraverso l apartecipazione a meeting, corsi specializzati e attività d'istruzione".
Per chi non lo sapesse, la centrale di Bushehr è proprio quella al centro delle polemiche per il grande reattore ad acqua leggera. Che una volta ultimato dovrebbe funzionare con uranio russo arricchito, malgrado l'opposizione americana. Mentre verrebbe impiegato nell'impianto ad acqua pesante di Arak, l'uranio naturale che sempre l'Aiea aiutò l'Iran a reperire nelle miniere locali, con appositi progetti di sostegno nei '90. Quale il "Target selection for uranium prospection", conclusosi nel 1999. Solo i precedenti progetti IRA completati tra 1994 e 2005 sono ben 52. Incluso uno per la "Ricerca sul nucleo del reattore", e altri tre dedicati a Bushehr. Ma l'aspetto più sconcertante è che tocca sempre agli uomini dell'Aiea monitorare sul corretto utilizzo del nucleare in Iran. Controllati e controllori finiscono dunque per coincidere. Da un lato il budget dell'Agenzia atomica si fonda sui progetti di sostegno tecnico, grazie a cui il nucleare viene diffuso in oltre 134 Paesi. Al contempo i suoi ispettori dovrebbero garantirne l'uso a scopi meramente civili. Accade invece che siano più spesso i Paesi beneficiari degli aiuti a porre sotto ricatto l'Aiea, limitando a loro piacimento l'attività degli ispettori.
Proprio l'Iran, non più tardi del 12 febbraio scorso, ha preteso e ottenuto da El Baradei la rimozione del capo ispettore, il belga Chris Charlier. Un tipo poco incline a chiudere un occhio. E appena qualche giorno prima, a 38 ispettori Aiea era stato negato a tempo indefinito il visto per l'ingresso nel Paese. Lo statuto interno dell'Agenzia la obbligherebbe a selezionare le nazioni meritevoli di riceverne il sostegno. Ciò malgrado, il "Central Criterion" alla base del processo valutativo, indica tra i fattori agevolanti per la cooperazione "il fatto che il governo richiedente la consideri una priorità nazionale", insieme a un'analisi costi/benefici sui "vantaggi comparativi del nucleare per promuoverne lo sviluppo socio economico". Se la nazione richiedente sia o meno uno stato pacifico, non è essenziale. D'altronde dal 2007 è un apposito programma Aiea, il RAS9051, ad insegnare agli iraniani le procedure con cui il "Nuclear security plan 2006-2009" dell'Agenzia cerca di prevenire "atti disonesti riguardanti impianti nucleari, e traffico di materiale nucleare illecito". Incredibile ma vero.
L'indirizzo dove leggere in originale il report Aiea di cui abbiamo parlato, è il seguente:
http://www.iaea.org/Publications/Documents/Board/2007/gov2007-07.pdf
-Dietro all'attuale impasse della strategia occidentale in Afghanistan si cela un grande equivoco di natura geopolitica. Nel martoriato Paese asiatico le truppe della Nato non stanno combattendo contro un ristretto gruppo di estremisti 'stranieri' fuori dal tempo e dalla storia, come si è soliti pensare. Perchè in un certo senso i cosiddetti Taleban non esistono, se non in quanto archetipo astratto creato dai media a proprio uso e consumo. Gli 'Studenti coranici' sono solo il braccio armato di una ben più vasta nazione, non disegnata sulle mappe, ma di cui 50 milioni di individui si sentono parte da almeno tre secoli: il Pashtunistan. I suoi abitanti parlano un'unica lingua, hanno tradizioni comuni, persino una bandiera, e vivono senza reali barriere fisiche o militari in regioni geograficamente contigue. Situate fra le aree tribali e le province autonome del Pakistan, da sempre patria di movimenti separatisti 'di liberazione', il turbolento Kashmir indo pakistano, e ancora la frontiera con l'Iran, l'Afghanistan meridionale e gli innumerevoli campi profughi afghani dell'intero quadrante. Da queste comunità, dove i confini divisori tracciati in epoca coloniale non sono mai stati riconosciuti, provengono i mujaheddin e i mullah talebani. Compreso il carceriere dell'inviato di Repubblica Mastrogiacomo, Dadullah, originario della tribù pakistana dei Kakar. I quali dopo la fuga da Enduring freedom lo dotarono di un Land Cruiser con cui battere le madrasse della frontiera per rimotivare i giovani pashtun alla guerra santa contro gli 'invasori'. E' infatti grazie a queste antiche popolazioni che i Talebani riescono a trovare riparo, a ricevere armi, reclute, addestramento e sostegno finanziario per la loro jihad di 'liberazione' anti occidentale dei domini pashtun. Non a caso, nei volantini di propaganda si autodefiniscono "combattenti per la libertà". Giusto come li definivamo noi ai tempi dell'invasione sovietica, prima di cambiargli nome. La verità è che son sempre gli stessi, e identici sono i loro tetri obiettivi: estendere la sharia e l'emirato islamico, già realizzati oltre frontiera (ad esempio in Waziristan), anche al sud est dell'Afghanistan. Considerato una provincia occupata del redivivo Pashtunistan. Qualunque soluzione del vespaio afghano passa dunque per un'analisi globale delle sue radici etnico-religiose. Che sposti finalmente il fuoco operativo nei luoghi dove il problema si alimenta, ovvero nelle porose zone di confine oltre frontiera.
Nel dicembre 2001 ci trovavamo nei pressi di Tora Bora. Gli americani ultimavano l'offensiva aerea che avrebbe spazzato via la legione di Al Qaeda dal dedalo di tunnel sulle montagne bianche. Mentre i Talebani si erano dissolti come fantasmi al pallido sole invernale. I famigerati studenti di teologia sembravano acqua passata. Impossibile immaginare che sei anni dopo sarebbero ricomparsi minacciosi. Eppure ci azzardammo a pubblicare la previsione di un comandante locale, reduce della jihad contro i sovietici. Il quale assicurava che in primavera l'esercito dei turbanti neri sarebbe risorto come fenice dalle ceneri. Aggiungendo una frase sibillina: nel frattempo i Talebani non erano affatto scappati, bensì tornati a casa. Mescolandosi tra pastori e contadini nei natii villaggi pashtun. Quel comandante non mentiva, e involontariamente ci svelò il segreto della forza dei mujaheddin. L'arma in più che gli aveva permesso di sconfiggere l'impero britannico, la Russia, l'India e l'Urss, nelle periodiche riedizioni del 'great game' afghano. Ciò che tuttora gli permette di tenere in sacco le truppe coalizzate di 35 Paesi. Si tratta di una parolina magica di otto lettere: retrovie. Rimbalzata in questi giorni per bocca dell'ex generale Mario Arpino. L'unico a far notare che la strombazzata campagna preventiva della Nato in atto nel sud può essere soltanto propedeutica alla vera battaglia, quella per "tagliare le linee ai Talebani sigillando i confini". Nessun gruppo guerrigliero può sopravvivere anni a una guerra asimmetrica senza rifornimenti e un ricambio continui. Ma è proprio a livello logistico che i Talebani godono di un formidabile vantaggio. Poichè lungi dall'essere stranieri sono dei pashtun. In questa zona montagnosa del mondo, a ridosso del Karakorum, l'etnia prevalente. Mai prona agli artificiosi confini tracciati dai colonialisti del 19° secolo per dividerne le sorti, sentendosi da sempre parte di un ideale Pashtunistan culturale, religioso, e quindi anche politico.
Per queste tribù, la Durand line che divide per 2450 km il Pakistan dall'Afghanistan è carta straccia. Frutto di un accordo truffa firmato nel 1893 da un re afghano che non sapeva l'inglese con il rajà britannico dell'epoca. Per giunta già scaduto, avendo una validità di 100 anni. In effetti, aldilà dei formalismi burocratici, il puzzle etnico non si è mai frantumato. Pashtun sono gli abitanti della provincia pakistana del nord Balochistan (capoluogo Quetta, grande da sola come l'Italia). Unita dalla pista di Chaman e Spin Boldak con le province afghane sorelle di Helmand (teatro del rapimento di Mastragiacomo), Kandahar, Zabol, Oruzgan e Nimruz. E analoga comunanza etnica sussiste tra le Federal administered tribal areas pakistane, Waziristan in testa, e le province afghane di Paktia, Paktita e Khost. Oppure tra le North west frontier province pakistane (intorno a Peshawar) e le confinanti province afghane di Kabul, Logwar, Nangarhar, Ghazni, Panjshir, Konar, Laghman (epicentro Jalalabad). I Pashtun che vivono sul lato pakistano sono 30 milioni, in Afghanistan 15. Ma le tribù e financo le famiglie sono le stesse. Cosicchè le rare guardie di frontiera sono abituate a chiudere entrambi gli occhi sui traffici di uomini e cose tra un versante e l'altro della Durand, varcata ogni giorno da più di 200.000 persone e 40.000 veicoli. Altre tessere del mosaico pashtun filo talebano si trovano poi nelle North areas e nell'Azad (capitale Muzaffarabad) del Kashmir pakistano. Le quali confinano a loro volta da un lato con l'Afghanistan, dall'altro con il Jammu e Kashmir indiano dei musulmani indipendentisti, che manco a dirlo non hanno mai riconosciuto il confine col Pakistan, o Line of control. A completare il quadro ci si mettono pure 3 milioni di profughi afghani senza documenti, dispersi nelle aree tribali pakistane di confine, e 900.000 a cavallo del bordo ovest tra Farah e Iran. L'81% di essi sono pashtun, e 1 milione almeno vivono di traffici illeciti, contrabbando di armi, droga e documenti falsi, all'esterno dei campi Onu. Qui, come nel resto delle zone tribali citate, eserciti ufficiali e polizie non mettono piede. I clan si autogestiscono secondo un millenario corpus di leggi (il Pashtunwali) e la sharia.
In un simile caos, impregnato di fondamentalismo e mutua solidarietà etnica, i Talebani sguazzano. Senza contare che un filone deviato dei servizi pakistani (Isi) continua a sostenere il cordone ombelicale tra mujaheddin e aree tribali. Funzionale a mantenere l'Afghanistan fuori dall'orbita dell'eterno nemico indiano e dei consueti alleati Iran e Tagikistan. Come impone la politica ricattatoria dei partiti islamici per non far cadere Musharraf. Il quale, per compiacere i suoi scomodi compagni di governo, nel settembre scorso ha definitivamente regalato ai Talebani il Waziristan, già autoproclamatosi nel 2005 "emirato islamico", tra un'impiccagione e l'altra, in un apposito cd video. Il dittatore di Islamabad ha firmato con gli 800.000 membri delle tribù locali un accordo di pace suicida, che vieta ogni azione 'ostile' dell'esercito pakistano in quel primo pezzo di Pashtunistan liberato.
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-I falsi eroi di guerra contro il Pentagono
È stata una giornata istruttiva quella dedicata al caso Pat Tillman dalla commissione parlamentare che indaga sulla condotta della guerra irachena. L'ex giocatore professionista di football, che aveva lasciato gli Arizona Cardinals per arruolarsi volontario dopo l'11 settembre, venne ucciso in una sparatoria in Afghanistan nel 2004 e acclamato all'epoca come eroico simbolo del sacrifico patriottico. La medaglia postuma al valore di cui venne insignito fu motivata con l'eroismo dimostrato sotto il fuoco nemico. Solo più di un mese dopo venne rivelato che la causa di morte era in realtà stata un altra e che Tillman era perito vittima del «fuoco amico» di un altro reparto di ranger. «Non si è trattato di uno sbaglio ma di una serie di falsità intenzionali» ha testimoniato il fratello Kevin Tilman, parte di una «attenta strategia della menzogna» imbastita dal Pentagono per evitare l'imbarazzo di una tragedia scomoda e strumentalizzare la morte di Tillman. «Una versione atta a ingannare la famiglia e in definiva l'opinione pubblica americana». Tillman ha detto di aver usato in buona fede il falso resoconto ufficiale al funerale del fratello, «ma è importante che si venga a conoscere la verità». Davanti ai membri della commissione presieduta dal californiano Henry Waxman, un commilitone di Tilman, Bryan O'Neal, ha sostenuto questa versione ammettendo di aver ricevuto dal tenente colonnello Jeff Bailey, comandante del convoglio coinvolto nella sparatoria del 22 aprile 2004, l'ordine di «non dire niente» della morte accidentale di Tillman al fratello, anch'egli presente al fronte. Waxman, che sta indagando sulle eventuali responsabilità di Pentagono e Casa bianca sull'insabbiamento del caso, aveva cercato di convocare il generale Philip Kensinger, all'epoca comandante delle «operazioni speciali» dell'esercito in Afghanistan ma questi si è rifiutato di presentarsi appellandosi al diritto contro l'autoincriminazione garantito dal quinto emendamento. Davanti alla commisione Waxman è comparsa invece la protagonista di un altro infausto episodio di eroismo da telecamera del periodo «trionfale» della dottrina Bush, Jessica Lynch, alias soldato Jessica, catturata in Iraq e sucessivamnte «liberata» da un commando di ranger dopo un irruzione da telefilm (telecamere comprese) nell'ospedale di Nassiriya dove nella versione ufficiale veniva seviziata (nella realtà i medici iracheni l'avevano curata). La versione del Pentagono all'epoca parlò di una strenua difesa all'ultima pallottola da parte della diciannovenne eroina. Ieri Lynch ha ribadito che la storia da «piccola rambo» fu inventata di sana pianta a scopi propagandistici, «non sparai un colpo, la mia arma era inceppata. Non credo che gli americani abbiano bisogno di sentire simili falsità». Opinione condivisa dal congresso democratico impegnato finalmente nella decostruzione della versione ufficiale della guerra, un conflitto «sceneggiato» a partire dalla presentazione sulle armi di distruzione di massa di Saddam resa alle Nazioni unite da Colin Powell e costruito fin dall'inizio sulla finzione.
(da Il manifesto)
28/4/07-Lavoro nero? Più al nord che al sud. Secondo i dati del bilancio 2006 del Comando carabinieri tutela del lavoro, in Italia, su un totale di 23.746 aziende controllate, il 59 per cento sono risultate irregolari, l'1 totalmente in nero: il 41 per cento al nord, il 34 nel sud e isole e il 25 al centro.
-Wolfowitz e l'accusa di nepotismo..
E’ accusato di aver favorito la sua amante. Ma si era autodenunciato e gli fu dato l’ok Scandalo alla Banca mondiale, io difendo Wolfowitz di CHRISTOPHER HITCHENS
«Non esiste spettacolo più ridicolo - scriveva Macaulay sulle azioni diffamatorie nei confronti di Lord Byron - che il pubblico inglese in uno dei suoi attacchi periodici di moralità». Sostituite ridicolo con spregevole e pubblico inglese con stampa americana e avrete un senso dell’ingordigia scandalistica, della propensione alla calunnia e della più completa mancanza di accuratezza che hanno circondato le vicende di Paul Wolfowitz e di Shaha Riza. Quasi questi fossero non soltanto l’equivalente di Byron e della sorellastra nel loro rapporto incestuoso, ma volessero addirittura finanziare la loro lascivia attingendo dalla borsa pubblica.
Conosco sia Wolfowitz che Riza assai superficialmente, anche se quest’ultima da anni. Chiunque a Washington abbia a cuore la democrazia nei Paesi islamici è al corrente del lavoro svolto da Shaha Riza presso svariate organizzazioni a sostegno degli attivisti che si battono per i diritti civili. Il rapporto tra i due non è affar mio (né vostro). E’ stato sempre molto discreto, persino in epoche in cui Wolfowitz, regolarmente sbeffeggiato come schiavo della lobby israeliana, avrebbe forse beneficiato da una soffiata strategica riguardo la sua compagna, che è sia araba che musulmana.
Non è poi colpa di Shaha Riza se ricopriva un incarico di responsabilità nella Banca Mondiale quando Wolfowitz, già viceministro della Difesa americana, è stato eletto alla sua presidenza. Shaha Riza svolgeva il suo incarico nel pieno dei suoi diritti e grazie alle sue competenze. Oggi però tutti pensiamo di sapere tutto sul «conflitto di interessi», pertanto vi pregherei di leggere che cosa ha scritto Robert Danino, consigliere generale della banca, ai legali di Wolfowitz il 27 maggio 2005. La lettera esordisce così: «Innanzitutto, vorrei comunicarvi che il signor Wolfowitz ha rivelato al cda, tramite voi, di avere una relazione in corso con un membro del personale della Banca, e che intende risolvere il conflitto di interessi riguardo la normativa del personale, disposizione 3.01, paragrafo 4.02, respingendo ogni contatto professionale o amministrativo con la suddetta persona».
Anziché chiarire la situazione, questa rivelazione e questa proposta da parte di Wolfowitz si sono tramutate nella causa di tutti i suoi guai. Il cda, assieme al «comitato etico» della banca, ha decretato che per nessun motivo, se non una relazione personale, Shaha Riza avrebbe dovuto abbandonare il suo incarico presso la banca. Tutte le donne e le femministe che lottano contro il «soffitto di vetro» a questo punto dovrebbero aprir bene gli occhi.
Forse a disagio e consapevoli che tale decisione avrebbe inflitto un’ingiustizia a qualcuno che godeva della più alta stima ed era già in vista di una promozione (e il cui ambito di intervento era ben lontano dalla competenza del presidente della banca), il comitato etico ha suggerito a Shaha Riza un avanzamento di carriera, forse anche come «parziale accomodamento della disputa», da abbinare a un «aumento salariale».
Il 27 luglio, il presidente del comitato, Ad Melkert, un politico olandese, ha spedito un memorandum a Wolfowitz, assicurandogli che «lo scardinamento potenziale delle prospettive di carriera della persona in questione sarebbe stato indennizzato da una promozione in loco sulla base delle sue qualifiche». Una persona altamente qualificata, costretta a lasciare il lavoro per motivi interamente estranei alla sua efficienza - e costretta inoltre a sottoporre a scrutinio burocratico la sua vita privata - verrà per lo meno indennizzata con un aumento di stipendio e una promozione. Lo zar etico della banca, lo stesso Ad Melkert, scrive a Wolfowitz il 24 ottobre successivo, per dire che «siccome l’accordo raggiunto corrisponde agli accertamenti e alle raccomandazioni del Comitato, il Comitato concorda con Lei nel ritenere chiusa questa faccenda». Quattro settimane dopo, una nota personale: «Vorrei ringraziarLa per l’atteggiamento costruttivo e di grande disponibilità da Lei tenuto nelle nostre discussioni, in particolare la delicatezza nei confronti di Shaha, che sono certo sarà molto felice nella sua nuova posizione». Ebbene, lo spero anch’io. Shaha Riza sarà stata davvero felice di vedersi strapazzare dalla stampa come se fosse una concubina orientale o una qualunque segretaria dai facili costumi, che si prepara il nido d’amore con mezzi disonesti. Ma questo non è nulla in confronto a quello che le sarebbe capitato, se avesse insistito per tenersi la sua posizione originale, come era suo diritto. Lo stesso vale per Wolfowitz: condannato, qualunque passo intraprenda.
Perché Wolfowitz ci ha messo tanto per divulgare questi documenti interni che lo discolpano? Chi si comporta in modo tanto difensivo se non ha nulla da nascondere? Potrebbe darsi benissimo che due adulti, entrambi con precedenti relazioni e figli alle spalle, non se la sentissero di sottoporsi a un’altra tornata di «rivelazioni». Per ottemperare alle regole, si erano già piegati a richieste a dir poco esagerate. E’ la mia interpretazione, questa, ma non sono intervenuto sull’argomento finché non ho visto tutte le carte in questione, che sono chiare e irrefutabili. Mi chiedo se qualcuno di quei feroci pseudo moralisti avvertirà il minimo senso di imbarazzo non appena farà la stessa cosa.
(di Christopher Hitchens, distribuito da The New York Times Syndicate per il Corriere della sera)
-Si raccolgono le firme per i nuovi referendum elettorali. Ma in realtà non cambierebbero nulla: anche se si parla di lista singola al posto di coalizioni, i partiti o i gruppi politici potranno comunque sempre unirsi prima delle elzioni in un'unica lista, per poi dividersi in gruppi parlamentari, come permette la legge, dopo l'esito elettorale.
[leggi in esteso]
-Norma scandalo in Finanziaria
Imprese, per un anno niente ispezioni
Mentre il governo cerca di mostrarsi attivo sul fronte della lotta agli infortuni, nei giorni in cui l'«emergenza» riempie tutti i giornali a causa dell'aumento delle «morti bianche», risalta la negatività di una norma contenuta nell'ultima finanziaria (al comma 1198 dell'articolo 1), dove si autorizza un vero e proprio «condono» dalle ispezioni (di qualsiasi tipo, anche quelle sulla sicurezza del lavoro) alle imprese che scelgono
di emergere dal nero utilizzando gli incentivi
e gli strumenti messi a disposizione dalla stessa legge. Il governo vede dunque anche questo esonero dalle ispezioni come un incentivo?
Lo «scandaloso» comma era già stato denunciato da un articolo pubblicato il 15 febbraio scorso sul «manifesto», a firma di Alberto Burgio e Roberto Croce, dal titolo «In finanziaria un condono per le imprese: ispezioni sospese per un anno».
Il comma 1198 dunque recita che, nei confronti dei datori di lavoro che hanno presentato istanza di regolarizzazione, «per la durata di un anno
a decorrere dalla data
di presentazione, sono sospese le eventuali ispezioni e verifiche
da parte degli organi di controllo e vigilanza nella materia oggetto della regolarizzazione anche con riferimento a quelle concernenti la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori». Ieri Giorgio Cremaschi, segretario nazionale
della Fiom, invitava
ad «abrogare il comma»
Normativa
Una proposta per cancellare lo «sconto» di un anno sulle verifiche per la sicurezza alle aziende che «emergono»
Primo passo avanti in Parlamento rispetto al comma 1198 della Finanziaria 2007, che prevede l'esonero dalle ispezioni per un anno per tutte quelle aziende che si regolarizzano uscendo dal sommerso. Il deputato di Rifondazione comunista Alberto Burgio ha presentato una proposta di legge per la soppressione delle parti critiche del comma, proposta che è già stata sottoscritta dal presidente della Commissione lavoro della Camera Gianni Pagliarini (Pdci), da Augusto Rocchi (Prc) e da Titti Di Salvo (Ulivo). Spiega Burgio che «tra i vantaggi concessi alle imprese che accedono alle procedure di regolarizzazione e di riallineamento retributivo e contributivo, viene pure inserita, proprio dal comma 1198, la seguente previsione: "Nei confronti dei datori di lavoro che hanno presentato l'istanza di regolarizzazione di cui al comma 1192, per la durata di un anno a decorrere dalla data di presentazione, sono sospese le eventuali ispezioni e verifiche da parte degli organi di controllo e vigilanza nella materia oggetto della regolarizzazione anche con riferimento a quelle concernenti la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori"». La proposta di legge mira appunto a sopprimere le parole «anche con riferimento a quelle concernenti la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori», particolarmente gravi in un paese dove gli infortuni sono in costante aumento, del 3% l'anno: 961.163 rilevati nel 2006, più almeno 200 mila non denunciati, e 1328 «morti bianche», in aumento rispetto alle 1200 del 2005; con un costo sociale calcolato in circa 42 miliardi di euro annui, pari al 3% del pil.
(da Il manifesto)
-Gli arrestati a Rignano Flaminio per pedofilia: due delle tre maestre d'asilo arrestate, Patrizia e Silvana, facevano le catechiste in parrocchia, e Scancarello era anche autore del programma uno x uno della tv della Cei, Sat 2000.
-Non c'è un solo dei candidati per cui i francesi sono chiamati a votare oggi che non inneggi alla «francité». Ma il caso più interessante è il candidato della destra post-gollista Nicolas Sarkozy che il neofascista Jean-Marie Le Pen accusa di essere un «meteco» e perciò non qualificato a difendere l'«identità francese»: il padre di Sarkozy è ungherese e il nonno materno discendeva da una famiglia ebraica di Salonicco. Non solo: la moglie Cécilia è figlia di un romeno e di una spagnola.
-Il Papa abolisce il 'limbo'. Ora i musulmani (Avicenna, Averroè, il Saladino ecc., nella rapporesentazione dantesca) non sono più automaticamente peccatori.
-L'ambasciatore Usa Spogli bacchetta l'Italia, dopo il ritiro di AT and T dalla contesa per Telecom, denunciando la preponderanza della politica, che ha preannunciato lo scorporo in chiave pubblica della rete fissa (il cosidetto ultimo miglio di Telecom) rispetto alle regole del mercato. Ma ciò che non dice è che proprio negli Stati Uniti accade ben di peggio: nelle aziende telefoniche e di telecomunicazioni in genere, in quanto considerate strategiche, gli stranieri non possono detener più del 25 per cento. Lo stabilisce una legge federale.
[leggi in esteso]
-Il protocollo di Kyoto, anche se applicato, non servirebbe a nulla.
It's not as if the U.N. has ignored global warming until now. The first international agreement was forged by the U.N. at the Earth Summit in 1990, at which industrialized countries vowed to reduce greenhouse gas emissions to 1990 levels by the year 2000. Then again in 1997, when it became apparent the countries involved would fail to meet these relatively modest commitments, industrialized countries signed the Kyoto Protocol, an agreement to make even deeper cuts: reducing emissions an average of 5 percent below 1990 levels between 2008 and 2012. Recent emission estimates and measurements indicate greenhouse gas emissions in developed countries are increasing, not decreasing. So they will fail once again.
Of course, current climate change agreements don't cover many of the worlds' largest greenhouse gas emitters, including the U.S. and China. The U.S. decided not to sign on to the treaty because it felt it would harm the economy and because developing countries were not participants. China, expected to be the largest emitter of greenhouse gasses by the end of 2007, has steadfastly refused to make any commitments to reduce greenhouse gas emissions.
Amazingly, all this talk of how to prevent global warming has become almost completely disconnected from what we can actually do. According to the National Center for Atmospheric Research, if all Kyoto signatories met their greenhouse gas reduction targets -- no cheating allowed -- it would only slow the estimated future warming between .07 and 0.19 degrees Celsius. In other words, it would take between 5 and 13 additional Kyoto-style agreements to prevent a mere 1 degree of warming. No government dare suggest the type of draconian energy rationing that would be required to meet this goal.
20/4/07-Quella di Virginia Tech non è la strage record della storia scolastica americana:
Bath School disaster. Location Bath Township, Michigan, United States
Target(s) Bath Consolidated School
Date May 18, 1927
Attack type Shooting/explosives/fire/suicide bombing
Fatalities 45
Perpetrator(s) Andrew Kehoe
Motive Financial Hardship
The Bath School disaster is the name given to three bombings in Bath Township, Michigan, USA, on May 18, 1927, which killed 45 people and injured 58. Most of the victims were children in second to sixth grades attending the Bath Consolidated School. Their deaths constitute the deadliest act of mass murder in a school in U.S. history. The perpetrator was school board member Andrew Kehoe, who was upset by a property tax that had been levied to fund the construction of the school building. He blamed the additional tax for financial hardships which led to foreclosure proceedings against his farm. These events apparently provoked Kehoe to plan his attack.
On the morning of May 18, Kehoe first killed his wife and then set his farm buildings on fire. As fire fighters arrived at the farm, an explosion devastated the north wing of the school building, killing many of the people inside. Kehoe used a detonator to ignite dynamite and hundreds of pounds of pyrotol which he had secretly planted inside the school over the course of many months. As rescuers started gathering at the school, Kehoe drove up, stopped, and detonated a bomb inside his shrapnel-filled vehicle, killing himself and the school superintendent, and killing and injuring several others. During the rescue efforts, searchers discovered an additional 500 pounds (230 kg) of unexploded dynamite and pyrotol planted throughout the basement of the school's south wing.
-La strage nella casa editrice della bibbia Zirve in Turchia. In realtà si trattava di un gruppo di protestanti presbiteriani che non si limitava a pubblicare la bibbia, ma faceva proselitismo tra i musulmani distribuendola per strada.
-Si vocifera che negli ultimi tempi il sud coreano stragista di VT prendesse antidepressivi. Come la mente del duo della strage alla scuola di Colombine, Erik. Allora i medici gli avevano sospeso il trattamento, in quanto gli causava manie suicide-omicide, ma non in abbastanza in tempo.
19/4/07-Lo stragista di Virginia Tech si proclama nei suoi video a Gesù Cristo. Se avesse fatto lo stesso con Maometto. forse oggi saremmo sull'orlo di un'altra guerra..
In further clips, Cho talked of dying "like Jesus Christ".
"You have vandalised my heart, raped my soul and torched my conscience. You thought it was one pathetic boy's life you were extinguishing. Thanks to you, I die like Jesus Christ, to inspire generations of the weak and the defenceless people.
"Do you know what it feels to be spit on your face and to have trash shoved down your throat? Do you know what it feels like to dig your own grave? Do you know what it feels like to have throat slashed from ear to ear? Do you know what it feels like to be torched alive?
"Do you know what it feels like to be humiliated and be impaled upon on a cross? And left to bleed to death for your amusement? You have never felt a single ounce of pain your whole life. Did you want to inject as much misery in our lives as you can just because you can?".
"Jesus loves crucifying me. You loved introducing cancer in my head and terrorizing my heart, raping my soul all this time".
"Muoio come Gesu' Cristo, per ispirare generazioni sulla debolezza e la poverta' della gente"
-Al nord più fannulloni che al sud..
Sondaggio sull’assenteismo del "Sole 24 Ore". A Napoli nessun controllo sui dipendenti comunali . A sorpresa bocciata Bolzano e promossa Siracusa
Premessa d’obbligo: non esiste la categoria dei «dipendenti pubblici fannulloni». Insomma, quelli che - in termini sbrigativi - vengono bollati con l’etichetta dei «soliti statali scansafatiche». Ma se non esiste la categoria dei «fannulloni», esistono eccome gli impiegati che fanno dell’assenteismo la propria ragion d’essere.
Una condizione fisica e mentale che prescinde da preconcetti di ordine geografico, del tipo: il Sud batte la fiacca, mentre il Nord fa gli straordinari. No, la filosofia del travet accidioso è in realtà molto più trasversale. E la dimostrazione viene dal sondaggio pubblicato ieri su Il Sole 24 Ore che spazza vecchi luoghi comuni, confermandone però altri. Ad esempio si è sempre detto che nel settore privato si lavori di più rispetto a quello pubblico; i dati raccolti dal giornale della Confindustria evidenziano che è vero e la prova viene dal confronto sulla media dei tassi di assenteismo: che nella grande impresa si ferma al 13 per cento, mentre nel pubblico impiego vola al 20 per cento.
E veniamo ora ai numeri che sgombrano il campo da pregiudizi duri a morire come, appunto, quello sulla contrapposizione tra un Sud impegnato a girarsi i pollici e un Nord tutto preso a consumarsi non solo i pollici, ma tutte le dita di entrambe le mani. Peccato che le cose non stiano così. Sapete infatti qual è la città con i dipendenti comunali più assenteisti? Bolzano, con una media di 38,9% giornate di assenze all’anno. E sapete qual è il capoluogo con i dipendenti comunali più presenti d’Italia? Siracusa, con appena 2 giorni di assenze all’anno.
Ma com’è possibile che Bolzano sia diventata, inaspettatamente, capitale degli statali imboscati? Qui - spiega Il Sole 24 Ore - il tasso di assenza è spinto in alto soprattutto dai permessi retribuiti. Tanto che il dipendente-tipo del capoluogo dell’Alto Adige ha «saltato» nel 2005 più di un mese (ferie escluse): in pratica il 15,4% dei 252 giorni lavorativi dell’anno.
Un tasso di assenteismo che addirittura raddoppia se si conteggiano anche le ferie e le assenze non retribuite come i distacchi e le maternità lunghe. Seguono La Spezia, Reggio Emilia e Como: tutte città del Nord che precedono il primo capoluogo meridionale della classifica, vale a dire Vibo Valentia; ma subito dopo la città calabrese, ecco tornare nella hit importanti capoluoghi settentrionali come Cesena, Firenze, Aosta e Trieste.
(da Il Giornale e da Il sole 24ore)
-Cho Seung hui, l'autore della strage nel campus di Virginia Tech aveva in passato dato fuoco alla stanza di un dormitorio e minacciato un attentato in due lettere anonime: perchè l'università non l'avevagià cacciato?
-Anche la futura Telecom, chiunque riesca a racimolare quel 30 per cento che ne garantisce il controllo, sarà sempre scalabile da un'opa totalitaria: solo con il 51 per cento verrebbe meno il rischio.
-Mediaset possibile partener industriale nella nuova Telecom? Chi dice che non ci sarebbe un nuovo conflitto d'interessi per Berlusconi non pensa al fatto che Telecom già oggi controlla La sette, e in futuro ha in programma una tv via cavo.
-Tutti i disoccupati dovrebbero per legge percepire una forma di assistenza pecuniaria dallo stato. Il fatto che oggi ciò non accada è incostituzionale. Infatti l'art.38 della costituzione recita che: "Art. 38.
Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all'assistenza sociale.
I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.
Gli inabili ed i minorati hanno diritto all'educazione e all'avviamento professionale.
Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato.
l'assistenza privata è libera."
-Emergenza morti bianche? Non proprio.
Secondo l'Inail erano 1478 nel 2002, 1449 nel 2003, 1328 nel 2004. Nel 2006 sono state 1280. La media nel triennio 2003-2005 è stata di 1328 morti l'anno. In quattro anni un calo di 200 unità circa. Nel 2005 erano scese del 2.8 rispetto al 2004, nel 2006 dell'1.3 rispetto al 2005. Inoltre gli incidenti sul lavoro in Italia sono stati in totale 3085 l'anno ogni 100.000 occupati, in Germania 3586, in FRancia 4397, in Spagna 6520 (nel 2003) in Portogallo 3979(2003), in Belgio 3300, Nella sola Finlandia 2853 e in Austria 2703. La media Ue 15 è 3221.
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17/4/07- I Talebani non c'entravano niente col terrorismo? Questo sostiene la sinistra pacifondaia. E invece...
16 apr. - (Adnkronos) - I servizi segreti francesi (Dgse) sapevano che Al Qaeda pianificava di dirottare aerei ben prima degli attentati negli Stati Uniti dell'11 settembre. Lo scrive il quotidiano "Le Monde", in possesso di 328 pagine di documenti classificati, dai quali risulta che l'intelligence di Parigi aveva preparato nove rapporti tra il settembre del 2000 e l'agosto del 2001 parlando della minaccia dell'organizzazione di Osama Bin Laden. Uno dei documenti, redatto nel gennaio del 2001 e intitolato "Piano per dirottare un aereo da parte di radicali islamici", rivela che l'operazione era stata discussa a Kabul all'inizio del Duemila da parte di militanti di Al Qaeda, Talebani e militanti ceceni. Il dirottamento - secondo le informazioni ottenute grazie all'infiltrazione di agenti stranieri nella rete di Osama Bin Laden - era fissato tra il marzo e il settembre del 2000, ma venne annullato "a causa delle differenze di opinione, in particolare sulla data, gli obiettivi e i partecipanti". Il quotidiano scrive che quel rapporto venne consegnato a un operativo della Cia a Parigi, ma non se ne parla nelle conclusioni della commissione sull'11 settembre istituita al Congresso per verificare eventuali lacune dell'intelligence. Ancora Le Monde, citando una fonte del Dgse, scrive che, sebbene i servizi fossero a conoscenza dei piani per dirottare un aereo, tuttavia non sapevano che l'intenzione fosse quella di farli schiantare contro edifici.
-Quando a fare i terroristi siamo noi, magari dietro una sigla di (presunta) ispirazione cristiana, su giornali e tg non finisce nei titoli di testa.
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-L'avvocato Lipera rivela la presenza di due perizie con esiti opposti. "Potremmo anche chiedere la riesumazione del cadavere" dice il legale
"Una nuova perizia sul corpo di Raciti"
La chiede la difesa del minorenne indagato
Intanto spunta un nuovo filmato che confermerebbe la ricostruzione degli investigatori "Una nuova perizia sul corpo di Raciti" La chiede la difesa del minorenne indagato.
Potrebbe essere riesumato il cadavere di Filippo Taciti, il commissario ucciso a Catania la sera del 2 febbraio durante gli incidenti della partita Palermo-Catania.
L'ipotesi è stata ventilata dalla difesa di A.S., il minorenne unico indagato dell'uccisione del poliziotto, perchè esistono due perizie medico legali che dicono cose opposte e contrastanti. "Se c'e' bisogno, certo, sarà riesumato anche il cadavere. Perche' no? Il medico del pm dice una cosa, il nostro ne dice un'altra. Ma noi non abbiamo dubbi su come siano andate le cose" dichiara Giuseppe Lipera in un'intervista al sito Affariitaliani.it.
Non c'e' pace attorno a Filippo Raciti. Lipera rivela che venerdì due ufficiali del Ris di Parma sono scesi a Catania e sono stati allo stadio "Massimino" per prelevare un oggetto del tutto simile a quello che, secondo l'accusa, sarebbe stato scagliato addosso al 38enne poliziotto provocandogli la frattura di quattro costole e lo spappolamento del fegato. Lesioni risultate poi letali. "Quel pezzo di lamiera e' una sfoglia, si solleva con un dito, non avrebbe fatto del male e tantomeno ammazzato neanche un bambino - sottolinea ancora Lipera -. I carabinieri di Parma che oggi sono venuti qui non hanno detto nulla, ma ora non possiamo che attendere la loro perizia per l'udienza del 3 maggio. Quando ci sara' la verifica dell'incidente probatorio".
Intanto spunta un nuovo filmato di quella tragica serata al "Massimino". Tra il girato di Antenna Sicilia tv, la polizia ha trovato alcune sequenze che riguardano proprio il poliziotto. Le immagini sono da collocare intorno alle 20.15, poco più di un'ora dopo il presunto scontro con i tifosi nella porta d'ingresso della curva Nord del Massimino, e 18 minuti prima del presunto impatto che il poliziotto avrebbe avuto con lo stesso Discovery.
Si vede Filippo Raciti in piedi, sul Discovery, aggrappato con una mano sullo sportello anteriore destro, che è aperto, e con l'altra sul tetto del veicolo che procede lentamente da piazza Spedini in via D'Emanuele mentre intorno allo stadio ci sono scenari da guerriglia urbana.
L'ispettore scende dall'auto di servizio, fa pochi passi camminando a fianco del Discovery, trascinando vistosamente la gamba destra e mostrando una netta sofferenza al fianco. Poi risale a bordo della vettura, si siede e chiude lo sportello.
La tempistica, secondo gli investigatori, permetterebbe di stabilire che Raciti era già ferito al fegato alle 20.15, e questo escluderebbe il fuoco amico e confermerebbe invece, sostengono dalla polizia, l'impatto in curva Nord con i tifosi.
(da La Repubblica)
-Lo scudetto 2004-2005, revocato alla Juventus e non assegnato, dovrebbe andare all'allora secondo piazzato, il Milan. Dalle conclusioni dell'indagine della procura di Napoli sugli illeciti juventini, emerge infatti l'alterazione di un'ulteriore partita, Juve Milan 0-0 del 18 dicembre 2004, e la totale estraneità di Galliani dall'inchiesta giudiziaria.
16/4/07- Il tesoretto al 66 x100 a lavoratori pensionati e disoccupati e al 33 a crescita e imprese. Ma si tratta solo di 2.5 mld, non di tutti i 10 dell'extragettito. 7.5 finiranno infatti alla riduzione del debito prevista dal patto di stabilità. Senza contare gli altri 3.7 di nuovo surplus tra gennaio e febbraio.
-Malgrado lo stereotipo non arriva con gli sbarchi la gran parte dei clandestini in Italia. Dall'ultima relazione di Palazzo Chigi sui servizi segreti: il 64 per cento sono stranieri col permesso di soggiorno scaduto, i cosiddetti overstayers entrati comunque legalmente; chi varca fraudolentemente le frontiere terrestri è il 23 per cento, mentre chi sbarca sulle coste solo il 13.
-Juve ancora nella bufera. Rischia di finire in serie C
di Gian Piero Scevola
Se verrà provato l’illecito nella sfida col Milan potrebbe retrocedere all’ultimo posto dell’attuale campionato di B
La giustizia sportiva è in stato di massima allerta. La chiusura dell’inchiesta da parte della Procura di Napoli, condotta dai pm Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci, ha provocato uno choc, l’ennesimo, per il mondo calcistico nostrano. Le tormentate giornate estive quando imperversava il calcio-scandalo o Moggiopoli, chiamatelo voi come volete, potrebbero ripetersi tra due o tre mesi, con un’ennesima estate caldissima.
Tante le novità, con 15 nuove partite che non comparivano nei precedenti avvisi emessi lo scorso anno dai magistrati napoletani. Ciò si deve ai nuovi elementi acquisiti dai pm di Napoli dopo la trasmissione delle intercettazioni che erano state disposte dalla Procura di Torino, nonché all’esame dei tabulati delle telefonate fatte da diversi cellulari nella disponibilità dell’ex dg juventino Luciano Moggi. Tra i nuovi indagati tre arbitri, un assistente e il dg del Messina Mariano Fabiani. A Moggi i pm hanno contestato presunti illeciti (l’ipotesi è di concorso in frode sportiva) in relazione a tutte le 15 nuove partite finite sotto inchiesta. Nello stesso tempo sono uscite dalle indagini napoletane tre gare che figuravano nei precedenti avvisi. Tra queste la famosa Reggina-Juventus quando, secondo l’accusa, l’arbitro Paparesta sarebbe stato «sequestrato e chiuso a chiave» nello spogliatoio da Moggi. Gli atti relativi a questa vicenda sono stati stralciati e trasferiti per competenza territoriale alla Procura di Reggio Calabria e c’è da aspettarsi ulteriori indagini con relativi indagati.
Fa sensazione, nell’elenco dei 48, la presenza di ben 5 arbitri internazionali: Bertini, De Marco, Messina, Paparesta e Rodomonti (quest’ultimo ha smesso di arbitrare), con il bergamasco Messina che sembrerebbe il più inguaiato, così come l’aretino Bertini (si sarebbe adoperato per favorire il club di Moggi) nel caso venisse provato l’illecito sportivo in Juventus-Milan.
Francesco Saverio Borrelli, capo Ufficio indagini, è in febbrile attesa degli atti che, visti i buoni rapporti precedenti, la Procura di Napoli gli farà avere in breve tempo. Sono già stati allertati i vice perché possano esaminare nel più breve tempo possibile i nuovi faldoni, ovvero tutti gli atti non entrati nella precedente inchiesta e quindi non valutati. E qui si pone il caso giuridico-sportivo mai verificatosi: se venisse provato l’illecito bianconero-moggiano nella gara del 18 dicembre 2004 col Milan, i bianconeri rischierebbero seriamente la retrocessione in serie C. In sede sportiva infatti, a differenza del penale, non esiste l’istituto della «continuazione» (art. 81 del codice penale), quindi il fatto nuovo sarebbe assolutamente autonomo e si configurerebbe un nuovo illecito punibile nel campionato di competenza (l’attuale di serie B per i bianconeri) con la retrocessione all’ultimo posto e, quindi, in serie C1. Ben difficilmente però gli organi giudicanti arriveranno a una così drastica conclusione: toccherà infatti prima alla Commissione disciplinare nazionale, unica per tutte le Leghe, e successivamente alla Corte Federale (presidente Pasquale De Lise) stabilire le eventuali sanzioni richieste dal procuratore federale Stefano Palazzi.
Stesso discorso per il Messina, new entry tra le società che, se acclarato l’illecito realizzato dal suo ex ds Mariano Fabiani nelle gare con Fiorentina, Reggina, Siena e Parma, verrebbe retrocesso all’ultimo posto nell’attuale campionato, con serie B assicurata. È l’ulteriore dimostrazione che, malgrado le dure pene date prima dalla Caf, ridotte poi dalla Corte federale e quasi annullate dalla Camera di conciliazione del Coni, il secondo atto di Moggiopoli è ancora tutto da decifrare sperando che la giustizia sportiva non finisca ancora in una burletta.
Tre arbitri gestiti da big Luciano
di Marcello Di Dio
Bertini, subito sospeso, Paparesta e Pieri contattati con le schede fornite da Moggi
Roma - Bertini e Tagliavento, così come gli assistenti Foschetti e Ivaldi, designati e poi sostituiti nel giro di poche ore. Se l’ufficio indagini della Figc è pronto a riattivarsi sul fronte arbitrale, la prima iniziativa la prende proprio il capo dei fischietti Cesare Gussoni, dopo un vertice d’urgenza con il presidente della Figc Abete. Bertini non dirigerà quindi Genoa-Bologna di stasera (al suo posto l’internazionale, Trefoloni), stesso discorso per Tagliavento e Ivaldi, nella terna di Lecce-Juve (Pantana e Grilli i cambi), stop anche per Foschetti, assistente di Rimini-Cesena (spazio ad Alessandroni).
Ma la lista dei «sospesi» è destinata ad allungarsi: sono diciotto in totale i nomi ancora in organico alla Can - gli altri dieci sono ormai dismessi - presenti nella lista «nera» della Procura di Napoli. Ecco che lo stesso destino toccherà oggi ad altri sei arbitri (De Marco, Dondarini, Messina, Paparesta, Pieri e Rocchi) e a otto assistenti (Alvino, Ambrosino, Baglioni, Contini, Griselli, Niccolai, Papi e Rossomando). Nessuno di loro comparirà nelle designazioni per la giornata di serie A e per qualche settimana ci sarà una vera e propria emergenza con 33 soli arbitri a disposizione del designatore. «Quando arriveranno notizie nuove dalla giustizia ordinaria, non metteremo la testa sotto la sabbia come gli struzzi», annunciò un Gussoni appena eletto presidente dell’Aia. E ieri ha sottolineato dopo il via libera alla sostituzione di arbitri e guardalinee: «È una bufera attesa, questa decisione è presa allo scopo di garantire serenità allo svolgimento dell’attività agonistica».
La sospensione sarà però breve per la maggior parte del gruppo in attività. Infatti la situazione più grave è per quattro di loro, gli arbitri internazionali Bertini, Paparesta, Pieri e il guardalinee Ambrosino, i cui nomi compaiono in alcune delle nuove 15 partite finite nel mirino. Il barese, finito nella bufera la scorsa estate per l’omessa denuncia dell’episodio di Reggina-Juventus in cui fu chiuso nello spogliatoio del «Granillo» da Luciano Moggi (prese tre mesi di squalifica dalla Caf), ma anche per la storia del dossier su Biodiesel (otto mesi di stop per l’Aia), adesso risulterebbe far parte della «cupola», insomma di quell’associazione il cui obiettivo, secondo i pm, era «commettere una serie di delitti di frode in competizioni sportive».
Il fischietto internazionale, così come Bertini, Pieri e Ambrosino, faceva parte del gruppo di arbitri che veniva contattato su utenze mobili («gestori svizzeri», recita l’ordinanza), le cui schede erano fornite dallo stesso Moggi, per «reiterati contatti personali... finalizzati al conseguimento di una consolidata egemonia sia all’interno del settore arbitrale, sia in generale in seno alla Figc». Si aggrava quindi anche la posizione di Bertini, assolto in secondo grado, e a cui ora viene imputato il capo d’accusa di associazione a delinquere e diverse partite pro Juve e pro Messina. Così come quella di Pieri, già comparso nell’ordinanza del luglio scorso riguardante il filone Reggina.
Fra i tredici arbitri (compresi quelli non più in attività) che emergono dall’ordinanza, Rocchi e Tagliavento non presentano elementi nuovi rispetto a quelli per i quali sono stati già giudicati e assolti.
Così Moggi & C decisero queste 15 sfide
di Carmine Spadafora
Interventi diretti di arbitri e guardalinee in cinque gare della squadra bianconera e il solito sistema delle ammonizioni preventive
Napoli - Quindici partite inedite che non comparivano nelle informazioni di garanzia emesse nei mesi scorsi dai pm Giuseppe Narducci e Filippo Beatrice, sono venute alla luce con l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, consegnato ieri a 48 indagati. Tra questi Luciano Moggi, che compare in tutte e 15 le nuove partite finite sotto la lente dei pm napoletani. Eccole.
Udinese-Brescia 1-2 (26-9-04)
Luciano Moggi, Antonio Giraudo e l’arbitro Antonio Dattilo «compivano atti fraudolenti - scrivono i pm nell’avviso - consistiti ad opera del Dattilo, nella dolosa ammonizione dei calciatori Pinzi, Muntari e Di Michele e nella dolosa espulsione del calciatore Jankulovsky, tutti in forza all’Udinese, successivo avversario della Juventus. Così che il calciatore Jankulovsky veniva conseguentemente squalificato dal giudice sportivo per l’incontro dell’Udinese con la Juventus».
Siena-Juventus 0-3 (23-10-04)
Indagati: Moggi e Mariano Fabiani, ds del Messina, «quali istigatori» e l’arbitro Paolo Bertini «che si adoperava per il raggiungimento di un risultato comunque favorevole alla squadra di Moggi».
Juventus-Chievo 3-0 (31-10-04)
Indagati Moggi e Fabiani, con l’arbitro Tiziano Pieri, che si sarebbe adoperato per far vincere il club bianconero.
Messina-Reggina 2-1 (31-10-04)
Indagati Moggi e l’arbitro Racalbuto, che avrebbe dolosamente ammonito il calciatore Mesto della Reggina, successivo avversario della Juventus. Mesto, diffidato, fu poi squalificato.
Messina-Fiorentina 1-1 (28-11-04)
Indagati Moggi, Fabiani, il quarto uomo Dattilo e l’arbitro Paparesta, questi ultimi due accusati di essersi adoperati «per il raggiungimento di un risultato comunque favorevole alla squadra del Fabiani».
Juventus-Milano 0-0 (18-12-04)
Moggi e Fabiani sono accusati di avere compiuto «atti fraudolenti finalizzati a influire sul risultato» della partita, il cui esito sarebbe poi stato determinato dall’arbitro Bertini.
Roma-Parma 5-1 (19-12-04)
La coppia Moggi-Racalbuto è accusata di aver falsato la sfida: dolosamente espulso Pisanu e ammonito Contini, del Parma, poi squalificati per la partita successiva con la Juve.
Brescia-Bologna 1-1 (6-1-05)
Moggi, Fabiani e Paparesta sono accusati di aver truccato anche questa partita: l’arbitro dolosamente ammoniva i giocatori Guana e Mannini del Brescia, diffidati e quindi squalificati per l’incontro successivo col Messina di Fabiani.
Cagliari-Juventus 1-1 (16-1-05)
Moggi in qualità di istigatore e l’arbitro Racalbuto truccano anche questa partita, consentendo alla squadra del dg bianconero «il raggiungimento di un risultato favorevole».
Messina-Parma 1-0 (23-1-05)
Moggi e Fabiani ancora una volta «istigatori» mentre l’arbitro Bertini e il «quarto uomo» Dattilo, si adoperavano per la vittoria del club del ds siculo Fabiani.
Sampdoria-Siena 1-1 (30-1-05)
Paparesta ammonisce «dolosamente» il doriano Inzaghi, già diffidato che, quindi, salta la partita con la Juventus di Moggi, istigatore con Fabiani.
SIENA-MESSINA 2-2 (13-2-05)
Moggi e Fabiani, attraverso l’arbitro Bertini, riescono ad ottenere «un risultato favorevole» alla squadra del ds siciliano.
Palermo-Lecce 3-3 (20-2-05)
L’arbitro De Santis, dolosamente ammonisce i giocatori del Lecce, Pinardi e Rullo, poi squalificati per la partita con il Messina. Istigatore di questo ennesimo match truccato, Luciano Moggi.
Reggina-Messina 0-2 (13-3-05)
Moggi, Fabiani e l’assistente di gara Marcello Ambrosino «compivano atti fraudolenti finalizzati a predeterminare il risultato» favorevole al Messina.
Lazio-Juventus 0-1 (24-4-05)
La Juve di Moggi doveva vincere a tutti i costi, e vince. Indagati, oltre al dg bianconero, Fabiani e l’assistente di gara Ambrosino.
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-Tutti i buchi del paniere
Fuori sei milioni di italiani
Via la coperta, dentro il piumino da letto. Fuori la torta gelato dentro i gelati multipack...
Ogni anno l'Istat modifica una quindicina delle 540 "posizioni rappresentative"
Tutti i buchi del paniere. Fuori sei milioni di italiani
Statisticamente parlando, l'11,1 per cento dell'Italia non esiste. Al centro è scomparso il 12,5 per cento della popolazione, al Sud il 19,4 per cento, nelle isole addirittura il 35,4. E dato che le statistiche sono una cosa seria, oltre che in percentuale, sappiamo anche quanti sono - in termini assoluti - gli italiani che non esistono: 6.510.879.
Per legge infatti tutti i comuni capoluogo devono comunicare, ogni mese, la variazione dei prezzi al consumo che permettono di calcolare l'indice nazionale. Ma siamo in Italia e 22 dei 107 capoluoghi di provincia, semplicemente, "non dispongono di personale adatto" alla bisogna e quindi, altrettanto semplicemente, "non comunicano". Così, spiega l'Istat in un documento ufficiale, "i punti vendita coinvolti nella rilevazione mensile sono circa quarantamila e nel complesso sono circa quattrocentomila le quotazioni di prezzi raccolte sul territorio ogni mese".
Ma "i comuni che concorrono al calcolo dell'indice nazionale sono 85". Non è poi un grosso problema, in un Paese nella cui Capitale può scomparire - e poi riapparire per questione di mancati rimborsi - un quartiere di centosettantamila persone. Nei documenti interni dell'Istat si chiama "Quartiere Zero", con tanto di maiuscole, ed è una specie di entità filosofica in cui, il 21 ottobre del 2001, sono stati infilati a forza tutti i cittadini che non venivano rintracciati per il censimento decennale. Risultato: un quartiere-fantasma grande come le città di Cagliari, Parma, Prato o Modena, misteriosamente scomparso nel nulla. E poi riemerso, come un'Atlantide al contrario, perché lo Stato aveva tagliato 150 milioni di euro alla Regione Lazio alla voce Sanità e il Campidoglio è corso a mettere a disposizione i dati dell'anagrafe, per dimostrare che la gente del Quartiere Zero è viva e vegeta. Magari non si sa dove abiti, su che macchina viaggi e dove abbia trascorso la notte del 21 ottobre 2001. Ma esiste e fa scattare il diritto ai rimborsi.
E non basta. "Abbiamo controllato migliaia di tabulati" spiega in uno studio Aldo Carra, che ha realizzato per conto dell'Istituto ricerche economiche e sociali della Cgil una "Radiografia delle rilevazioni Istat". "Su 79 mesi esaminati sono emerse tantissime ripetizioni fortemente concentrate in alcuni comuni: a Sondrio, Foggia, Campobasso, Trapani, Catania, Cosenza le ripetizioni di prezzo, mese dopo mese, sono tanto elevate da far supporre che la rilevazione venga effettuata per molte voci, ogni tre mesi. E l'effetto della mancata rilevazione periodica produce una sottostima dell'inflazione. Soprattutto quando essa subisce una accelerazione".
-Italiani popolo di intercettati?
I dati ufficiali parlano di 183.000 intercettazioni negli ultimi 5 anni, 36.600 all'anno: una ogni 0.063 abitanti. Analoga stima dell'Istituto Max Planck secondo cui vengono effettuate 72 intercettazioni ogni 100.000 persone, (in Olanda 62 su 100.000, in svizzera 32).
-Afghanistan: Il generale Usa delle torture a capo dei militari italiani
Domenica prossima al quartier generale Isaf, a Kabul, si svolgerà la «cerimonia del cambio di comando»: esso passerà dal generale britannico David Richards al generale statunitense Dan K. McNeill. Chi lo ha deciso? Il presidente degli Stati uniti che - come già annunciato il 21 settembre scorso dal segretario Usa alla difesa - ha «nominato» il gen. Dan K. McNeill perché sia riassegnato in Afghanistan con l'incarico di comandante dell'Isaf/Nato. Tale decisione - ha sottolineato il 26 settembre il portavoce dell'Isaf, maggiore Luke Knittig - permetterà di «unificare due separati comandi, quello delle forze della coalizione a guida Usa, con a capo il generale Usa Karl Eikenberry, e quello delle forze internazionali che ora operano sotto la Nato». (Manlio Dinucci)
Da domenica, dunque, anche il contingente italiano in Afghanistan sarà agli ordini diretti di un generale statunitense. Verrà in tal modo vanificato quanto affermato nella «Mozione in materia di missioni italiane all'estero» votata il 14 luglio 2006 dopo un lungo tira e molla con la sinistra radicale e con il quale fu risolto il contenzioso sul primo rifinanziamento della missione deciso dal governo Prodi: «In territorio afghano l'Italia non è più in alcun modo impegnata militarmente nell'ambito della missione Enduring Freedom». Con l'unificazione di tutte le forze direttamente nella catena di comando del Pentagono, di fatto anche il contingente italiano opererà nel quadro di Enduring Freedom.
Rientra così dalla finestra quello che è uscito dalla porta. Il gen. McNeill, che da domenica concentrerà nelle sue mani i due comandi, era nel 2002-2003 comandante della Combined Joint Task Force 180, la forza dell'Operazione Enduring Freedom in Afghanistan, di cui faceva parte la Task force Nibbio, un contingente italiano di mille soldati costituito nel 2003 prima da alpini della B. Taurinense e quindi da parà della Folgore. Come informa lo Stato maggiore della difesa (13 ottobre 2003), il contingente italiano contribuì allora alla «neutralizzazione/distruzione di sacche di terrorismo», tra l'altro fermando «4.170 persone sospette».
Proprio in quel periodo, sotto il comando del gen. McNeill, si verificarono nella base Usa di Bagram i casi di tortura venuti alla luce successivamente. Due sono stati documentati: quelli dei prigionieri Habibullah e Dilawar, morti durante o subito dopo gli «interrogatori». In una intervista nel febbraio 2003, il gen. McNeill attribuì queste morti a «cause naturali», specificando che Dilawar era morto per una occlusione alle arterie coronariche. Una inchiesta del New York Times (17 settembre 2004) appurò invece che «i patologi militari avevano descritto entrambe le morti quali omicidi causati da percosse».
Sarà questo generale a quattro stelle dell'esercito statunitense a comandare tra qualche giorno anche le forze italiane in Afghanistan. In che modo allora l'Italia potrà dare quel «segno di discontinuità» - richiesto dal capogruppo di Rifondazione-Sinistra europea alla commissione esteri del senato - ridefinendo «come stare in Afghanistan e con quali obiettivi»? Si elude così ancora una volta la questione nodale, ossia che le forze italiane in Afghanistan sono inserite sempre più nella catena di comando e controllo del Pentagono e, di conseguenza, sottratte all'effettivo controllo del parlamento e dello stesso governo, legando sempre più il nostro paese alla strategia statunitense. E alla richiesta di inviare in Afghanistan «meno truppe combattenti e più genio per la ricostruzione» così ha risposto la segretaria di stato americana Condoleeza Rice il 26 gennaio scorso: «Sono d'accordo coi miei colleghi europei: la nostra è una missione umanitaria, e la forza militare da sola non può garantire la sicurezza. Allo stesso tempo, però, dobbiamo riconoscere che il progresso politico ed economico dipende da una dura sicurezza». Ci penserà il generale McNeill, che ha già dato prova di come si può garantire in Afghanistan la «sicurezza».
-U.S. general now leads NATO forces in Afghanistan
Updated Sun. Feb. 4 2007 7:53 AM ET
Associated Press
KABUL, Afghanistan -- The highest-ranking U.S. general to lead troops in Afghanistan took command of 35,500 strong NATO-led force Sunday, putting an American face on the international mission after nine months of British command.
Gen. Dan McNeill replaced British Gen. David Richards at the helm of NATO's International Security Assistance Force at a time of increased violence and just before an expected uptick in fighting as spring settles in.
McNeill, who served as coalition forces commander in Afghanistan in 2002-03, told several hundred people gathered for a change-of-command ceremony that ISAF's mission was to facilitate Afghanistan's reconstruction so the "Afghan people might enjoy self-determination, education, health and the peaceful realization of their hopes and dreams."
"We will quit neither post nor mission until the job is done or we are properly relieved," McNeill said.
The appointment of McNeill, one of only 11 four-star generals in the U.S. Army, raises the profile of the American mission here two weeks after the U.S. Department of Defense extended the tour of 3,200 10th Mountain Division soldiers.
There are now 26,000 U.S. troops in Afghanistan, the highest number since U.S.-led troops ousted the Taliban in 2001 for hosting Osama bin Laden. About 14,000 American forces fall under NATO command; 12,000 troops focused on training Afghan forces and special operations fall under the U.S.-led coalition.
During his nine months as commander, Richards oversaw the bloodiest year in Afghanistan since 2001. About 4,000 people died in insurgency-related violence in 2006, according to an Associated Press count based on numbers from U.S., NATO and Afghan officials.
Richards also was a prominent backer of a controversial peace plan in the southern town of Musa Qala. Under that October deal between the government and village elders, NATO, Afghan and Taliban soldiers were not allowed into the town. But that agreement apparently fell apart on Wednesday and Thursday, when an estimated 200 Taliban fighters overran Musa Qala.
Only 90 minutes before the handover ceremony on Sunday, a NATO airstrike killed a senior Taliban leader riding in a car near Musa Qala, spokesman Col. Tom Collins said.
Collins said the Taliban leader was killed within that 3-mile zone with the approval of the Afghan government. He said no NATO or Afghan forces were on the ground in Musa Qala.
Collins didn't immediately name the person killed in the strike, but Mohammad Wali, a Musa Qala resident, said the airstrike killed a Taliban leader named Mullah Abdul Gafoor and some of his associates while they were riding in a truck through a small village just outside Musa Qala.
Another resident, Lal Mohammad, told The Associated Press on Saturday that the fighters in Musa Qala were being led by Gafoor, the hardline militia's corps commander in western Afghanistan during the Taliban regime.
Gafoor's brother, Mullah Ibrahim, and eight other suspected Taliban militants were killed late last month in a NATO airstrike just outside Musa Qala, which prompted Gafoor to lead the militants into the town, Wali said.
Musa Qala saw intense battles between Taliban fighters and British troops last summer and fall. The fighting caused widespread damage to the town of around 10,000 inhabitants, most of whom were forced to leave.
British forces withdrew from Musa Qala in October after the truce, which turned over security to local leaders and prevented NATO forces from entering the town.
Richards, who was replaced Sunday as NATO's commander, told the AP on Saturday that "very surgical and deliberate" force would be used to evict the fighters from Musa Qala, where he said the alliance's strategy of avoiding military action has driven a wedge between residents and Taliban insurgents.
Richards also oversaw NATO's largest-ever ground battle, a fight in southern Afghanistan in September to oust between 1,000 and 2,000 Taliban fighters who had massed for an assault on Kandahar city, the Taliban's former stronghold.
"There was last year some skepticism about NATO," Richards said at the ceremony Sunday. "Today that has gone."
The Taliban made a "good attempt" at an offensive last fall but failed and won't again try to take on NATO troops in a mass battle, Richards said in an interview on Saturday.
Richards in September warned that Afghanistan was at a tipping point and that if life did not improve for Afghans over the winter many would switch their allegiance to the Taliban.
He said he is now optimistic NATO will succeed and that he was "delighted" that his warning may have spurred the U.S., Britain and Poland, among other nations, to commit more troops and money.
Along with the additional 3,200 troops, the Bush administration last month said it would ask Congress for $10.6 billion to train and equip the Afghan army and for reconstruction.
Also Sunday, a suicide bomber in an explosives-filled car attacked a NATO convoy outside the town of Kandahar, said Haji Razaq Khan, a police official. No NATO troops were injured in the blast and the bomber was killed, he said.
14/4/07- Etero o gay, la scelta non è libera
"Un gene decide il gusto sessuale"
Etero o gay, la scelta non è libera "Un gene decide il gusto sessuale"
ROMA - Quando si parla di "desiderio" sessuale bisogna sapere che la scelta che ognuno fa non è poi così libera come si pensa, ma è guidata da un "programma" ben preciso definito dal cervello. Sempre più ricerche, infatti, dimostrano che gli uomini eterosessuali possiedono circuiti neurali che li spingono a cercare nelle donne il loro appagamento del desiderio, mentre nei gay tali circuiti sarebbero diversi. I cervelli delle donne invece, sembrano essere organizzati soprattutto per cercare uomini che, almeno apparentemente, sappiano provvedere a loro ed ai loro figli. Stando alle ultime ricerche - riassunte in un articolo apparso sul New York Times - mentre un uomo nasce con un indirizzo sessuale ben definito, nelle donne questo lo è di meno e succede spesso che l'indirizzo lesbico si manifesti in età adulta. Il cervello dunque, risulta essere un "organo sessuale" davvero importante anche se esso si comporta in modo assai diverso negli uomini e nelle donne.
Spiega Larry Cahill dell'Università della California che ha pubblicato una ricerca sull'argomento su Nature Reviews Neuroscience: "Che il cervello nei due sessi abbia comportamenti diversi è un dato di fatto, anche se va contro il senso comune. Le aree della corteccia, ad esempio, la parte del cervello che lavora per le elaborazioni di più alto livello, sono più spesse nelle donne. L'ippocampo, dove vi sono le basi della memoria occupa una frazione più grande nel cervello femminile".
Una differenza notevole è poi il fatto che il cervello degli uomini è, in linea di principio, orientato sessualmente verso le donne. La prova più diretta giunge dai casi di incidenti durante le circoncisioni, in cui i bambini che hanno perso il pene e sono stati allevati come femmine, nonostante un forte incitamento sociale a comportarsi come tali, da adulti mostrano un desiderio sessuale diretto alle donne e non agli uomini.
"Se non si riesce a far sì che un maschio senza pene per tutta la vita sia attratto dai maschi, quali altre condizioni psicosociali potrebbero indirizzare un maschio ad essere gay?", sottolinea Michael Bailey, esperto di orientamento sessuale alla Northwestern University (Usa). E dunque chi lo orienta verso questa scelta? È presumibile che la mascolinizzazione del cervello che avviene ad opera di un gene noto come SRY ancora in fase fetale, plasmi alcuni circuiti neurali che fanno si che gli uomini desiderino le donne. Se così è, questi circuiti sono collegati in modo diverso nei gay.
Ma chi induce questa diversità? Secondo Bailey vi deve essere un indirizzo genetico. Ed è la prova-gemelli che lo dimostrerebbe. I gemelli monovulari sono spesso al centro delle ricerche sull'ereditarietà perché possiedono un patrimonio genetico identico e quindi eventuali differenze di comportamento sessuale tra un gemello e l'altro non dovrebbe derivare da un'origine genetica. Basandosi su questa considerazione Bailey ha condotto ripetute ricerche e stando ai risultati, se un gemello monovulare risulta omosessuale, nel 52% dei casi lo è anche l'altro. La percentuale scende al 22% nel caso di gemelli biovulari, cioè con caratteristiche cromosomiche leggermente diverse.
(da Repubblica)
-Alitalia resterà italiana? Logo marchio e sede primaria dovranno restare nazionali, almeno standoa quanto hanno scritto i giornali circa le regole dettate dal tesoro per la cessione del pacchetto di maggioranza(39.9x100). In realtà nella lettera per la presentazione delle offerte preliminari inviata ai potenziali acquirenti si parla di: "Per cinque anni mantenere un servizio adeguato in termini quantitativi e qualitativi su tutti i tipi di tratta", per tre anni a non trasferire in tutto o in parte le azioni della compagnia e a non disporre dell'azienda e dei suoi rami, a non modificare struttura, societaria, statuto e patti parasociali. Dunque c'è l'impegno a non vendere per 3 anni, e ad assicurare la coertura della rete per 5, e a conservare l'identità nazionale per 8.
-Il favorito nella corsa presidenziale francese, il candidato della destra liberale Nicolas Sarkozy, campione della francesizzazione degli immigrati clandestini e islamici durante le periodiche rivolte nelle banlieues, è in realtà anche lui un immigrato: la sua famiglia venne dall'Ungheria.
-Il capo dei servizi afghani (Nds), Amirullah Saleh, accusa il mediatore di Emergency Ramitullah Hanefi di essere stato un yuomo dei Taliban in combutta con loro per rapire Mastrogiacomo. Poi però aggiunge, in un'intervista a Cremonesi del Corriere: "Quando abbiamo chiesto a Strada di fornirci l'identità del suo mediatore ci ha risposto che non avevamo il diritto di interferire. Sono stati i nostri contatti nel gruppo di Dadullah a portarci da Ramatullah. Così abbiamo capito che ere un uomo di fiducia dei Talebani".
Seguendo la sua stessa logica, anche Saleh e i suoi sarebbero dunque degli uolmini dei Taliban, potendo disporre di contatti diretti nel gruppo del mullah Dadullah. Esattamente la medesima accusa mossa a Ramatullah.
-Il centro destra stigmatizza da settimane le modalità della liberazione di Mastrogiacomo, conclusasi solo in virtù dello scambio coi 5 capi Taliban. Ma anche il giverno Berlusconi aveva agito sulla stessa linea: In Afghanistan con Clementina Cantoni, rapita nel maggio 2005, oltre a pagare un riscatto si liberarono tre detenuti tra cui l'autore di un altro sequestro; in Iraq per le due Simone (settembre 2004) l'ex capo della Cri di Baghdad Scelli ha svelato che furono curati 4 ricercati per terrorismo dalle forze Usa, feriti in combattimento, nascosti da coperte e scatoloni di medicinali; e per la Sgrena, sempre in Iraq, racconta il direttore del Manifesto Polo che nella contropartita il governo doveva anche permettere la partecipazione di un esponente della resistenza irachena a una conferenza in Italia.
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Palazzo Chigi: con gli Usa collaborazione "piena e reciproca" L'ex commissario della Cri: "Istituzioni avvertite informalmente"
(ANSA)-ROMA,25 AGO- Per la liberazione in Iraq delle due Simone "i mediatori ci chiesero di salvare la vita a quattro presunti terroristi ricercati dagli Usa". In un colloquio con La Stampa, Scelli, ex commissario Cri, rivela i retroscena della liberazione degli ostaggi italiani in Iraq e dice che le trattative furono condotte all'insaputa degli Usa ma con il nostro governo informato e consenziente. "Tacere agli americani fu una condizione irrinunciabile, che trovo' d'accordo il sottosegretario Letta".
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Il governo si smarca da Scelli
"In Iraq sue iniziative autonome" (Da Repubblica).
ROMA - Palazzo Chigi smentisce Scelli sulla vicenda degli ostaggi italiani liberati in Iraq. L'ex commissario straordinario della Cri in una intervista pubblicata oggi dalla Stampa, aveva parlato della necessità di "tacere agli americani i tentativi di liberare gli ostaggi". Una condizione, secondo Scelli, "irrinunciabile per garantire l'incolumità degli ostaggi e nostra che feci mia sin dal primo giorno"
Ora la presidenza del Consiglio sottolinea che il rapporto con "l'Alleato è sempre stato pieno e reciproco", una collaborazione, "franca e leale" che "non è mai venuta meno". Palazzo Chigi rimarca di non aver mai orientato le scelte di Scelli, che invece sostiene di aver agito, all'epoca, concordemente con il sottosegretario Gianni Letta e con Nicola Calipari il quale, "consapevole di questa direttiva - dice ancora Scelli - si raccomandò con me di non parlarne neppure al generale Mario Marioli, italiano, vicecomandante delle forze alleate in Iraq che, invece, fu informato dallo stesso Calipari dell'operazione Sgrena".
Insomma le notizie apparse oggi sulla Stampa sarebbero "ricostruzioni riconducibili alla sfera di autonomia, nazionale e internazionale, propria della Croce Rossa", come afferma una nota diffusa dall'ufficio stampa di Palazzo Chigi. "Le autorità di governo della repubblica e i suoi apparati non hanno mai condizionato nè orientato la sua azione che, si ribadisce, si è sviluppata in piena autonomia".
E Scelli rettifica l'intervista: "Palazzo Chigi smentisce di aver partecipato direttamente a questa trattativa a questa operazione, ed è la verità - ha detto al Tg2 -. Questa è un'operazione che abbiamo sempre rivendicato come nostra, i rapporti sono stati gestiti da noi, i rapporti con il personale iracheno, rapporti con i mediatori, rapporti con tutti coloro che hanno fatto in modo, ponendo delle condizioni precise di cui io solo informalmente poi facevo partecipi le istituzioni, di poter concludere nella maniera che tutti sappiamo. Abbiamo curato terroristi? Non lo so, per me erano solo iracheni. Rapporti diretti con i terroristi non ci sono mai stati".
Scelli non entra nel merito della vicenda Calipari: "Del sequestro della Sgrena non sappiamo nulla - afferma - Posso solo dire che Nicola Calipari a me ha dato la certezza di essere un uomo di grande professionalità e di grande responsabilità. Uno in grado di assumere qualsiasi decisione".(25 agosto 2005)
E Fini,all'uscita di Scelli, affermò più o meno ciò che oggi il governo Prodi dice di Emergency, facendo lo stesso scaricabarile: "Il governo italiano non ha messo in atto comportamenti volti a nascondere alcunchè agli Usa o ad agevolare in alcun modo i terroristi. Scelli ha ricordato che la Croce rossa gode di un'autonomia nell'adempimento di una missione umanitaria che le è propria".
[leggi in esteso]
-E' tutto politico il vero problema dietro alla vicenda Telecom, e a tutte le analoghe storie di grandi aziende dalla proprietà incerta (leggi scatole cinesi) che caratterizzano da qualche anno la crisi capitalismo italiano, definito da Guido Rossi un sistema 'da gangester'.
E' infatti la legge sull'Opa che fissa al 30x100 la quota necessaria per prenedere il controllo di un'azienda senza fare un'offerta a tutti gli azionisti. Chi non è obbligato a prendersi il 51x100, prima o poi risulta scalabile da altri soggetti.
10/4/07- Fu la loro intervista televisiva prima dell'arresto da parte iraniana, in cui rivelavano la loro attività di spionaggio contro il regime degli Ayatollah, a mettere sull'avviso le autorità di Tehran, spingendole all'azione. Un aspetto che getta una luce di ridicolo sulla vicenda degli ostaggi britannici.
TV interview 'tipped off' Iran about ship's intelligence role
Iranian intelligence officers told the 15 British captives they first became suspicious about their activities after watching an interview with one of them on British television.
Families of the hostages said that their loved ones had told them the Iranians had made the claim soon after capturing them.
The revelation is likely to raise questions about the Ministry of Defence's decision to allow the media to accompany Cornwall, the ship on which the service personnel were based, and report on its activities.
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On 13 March - 10 days before the 15 were seized - Channel 5 broadcast an interview with Captain Chris Air, one of the captured Royal Marines, in which he stated that his crew's role was to liaise with Iraqi vessels to 'let them know we are here to protect them, protect their fishing and to stop any terrorism or any piracy in the area'.
The Iranian interrogators told their captives, who were seized while travelling in two dinghies during a patrol, that this had alerted them to Cornwall's role.
However, Channel 5 said it had taken care to edit the footage so as not to jeopardise the frigate's activities or the safety of the hostages once they had been taken by the Iranians. The full footage of the interview with Air was not released to the media until after the hostages had been released.
In the footage that was held back, Air confirmed the ship was engaged in collecting information on the Iranians from passing shipping traffic. 'It's partly a hearts and minds type patrol,' Air said. 'Secondly, it's to gather int [intelligence] if they do have any information, because they're here for days at a time. They can share it with us whether it's about piracy or any sort of Iranian activity in the area, because obviously we're right by the buffer zone with Iran.'
The MoD confirmed last night that the Iranians had made the claim that they had become interested in Cornwall's activities after learning about it on British television, but denied the decision to allow the ship's crew to be interviewed while on active duty had jeopardised the mission.
'HMS Cornwall's activities in the north Arabian Gulf are legitimate and open,' a spokeswoman for the MoD said, pointing out that the ship's presence in the area was well known. 'Details of her activities as part of the Combined Task Force 158 are published on both the MoD and Royal Navy websites. Also, as a Type 22 frigate, it would be hard to miss her physical presence.'
The MoD's decision to allow media access to Cornwall had been welcomed by newspapers and broadcasters keen to tell the story of the navy's role in patrolling the seas off Iraq. Also on board the frigate was a BBC film crew and a journalist from the Independent
But as attention now turns to the MoD's role in handling the affair, questions are likely to be asked as to whether lessons will have to be learnt regarding the media's relationship with the armed forces.
-Italia meno violenta degli altri partner europei. Altro che emergenza sicurezza, gli omicidi da noi sono nella fascia tra 0.7 e 1.3 ogni 100.000 ab.. La media europea è 1.2. Finlandia e Belgio si situano nella fascia 1.8-2.5, con un picco di 2.8 appunto in Finlandia. Gb, Olanda, Francia, Grcia sono nella fascia 1.3-1.8. Lo afferma l'ultimo rapporto (fino dati 2005) di Transcrime, l'istituto di ricerca sulla criminalità transnazionale delle università cattolica di Milano e di Trento.
-Soldati italiani e nostre missioni estere male in arnese? In realtà i soldi crescono, è solo questione di come li si spende...
Con la finanziaria 2007 il bilancio della Difesa è salito da 17.78 mld a 18.15. Grazie ad alcuni correttivi il ministero ha inoltre portato gli investimenti a 21 miliardi con un +13x100, collocando l'Italia al settimo posto mondiale per spese militari. Tra questi correttivi: 1.7 mld al fondo nuovi investimenti, 350 mln per il mantenimento della difesa. Che si sommano a 1 mld per la nuova portaerei Cavour, 3.5 mld per 10 nuove fregate, 6 mld per 121 nuovi caccia Efighter. Mentre alla manutenzione dei mezzi attuali vanno solo 50 mln di euro!
-Tronchetti un geniale giocatore di scacchi? Non proprio...
La richiesta di convocazione del patto di sindacato di Pirelli, fatta da Mediobanca e Generali, ha il significato di una mozione di sfiducia verso Marco Tronchetti Provera, che del patto e della stessa Pirelli è presidente. Ma non è probabile, al momento, che questa mozione possa raccogliere i consensi sufficienti a determinare la revoca dell' incarico. Nel patto Tronchetti e Moratti hanno il 45%, il fronte Mediobanca-Generali-Fonsai-Capitalia il 31,5% e poi, in mezzo, i Benetton, Ras, Intesa Sanpaolo e Lucchini. E tuttavia la lacerazione resta e genera instabilità negli assetti futuri della Pirelli. Il giudizio, al quale Mediobanca e Generali chiamano i soci, ha per oggetto l' esclusione di Guido Rossi dalla lista di Olimpia per il consiglio di Telecom. Difficilmente, potrà toccare la trattativa con gli americani, già autorizzata in tutte le sedi, anche da Mediobanca e Intesa Sanpaolo, nonostante i loro contrasti. Nei fatti, la polemica con Tronchetti apre il problema di come valutare l' investimento di Pirelli in Telecom Italia. Con l' offerta americana si arriva al rendiconto finale. I numeri fondamentali non sono molti. Pirelli ha investito in Olimpia, la scatola che contiene il 18% di Telecom, 6 miliardi di euro. Questo capitale ha maturato nel tempo un costo, mai mitigato da un dividendo, pari a 1,9 miliardi. Morale, Tronchetti ha fatto spendere a Pirelli quasi 8 miliardi e ora, vendendo all' At&t e ad América Móvil, prenderà un po' più di 3 miliardi. L' incasso finale potrà poi arrivare a 3,8 miliardi perché statunitensi e messicani hanno offerto a Pirelli anche un' opzione di vendita per l' 1,37% di Telecom direttamente posseduto in Bicocca. La transazione non è ancora definitiva. Ma è chiaro che gli americani faranno di tutto per non perdere l' occasione di assumere il controllo di un cash flow di 12 miliardi l' anno (questa è la cassa generata da Telecom) investendo, una tantum, poco più di 7 miliardi, tra contanti versati a Pirelli e Benetton e debiti trovati in Olimpia. E' ragionevole supporre che, dietro gli acquisti di questi giorni, possa esserci la mano di Carlos Slim. Certo sarebbe bene se il mercato fosse informato di eventuali acquisti importanti dei due pretendenti sul mercato, non foss' altro perché la soglia del 30%, oltre la quale scatta l' obbligo di Opa, non è così lontana ed è difficile che la Consob possa credere alla favola di At&t e América Móvil che colpiscono unite ma marciano divise. L' incasso di 3,8 miliardi va valutato sotto due profili: l' effetto sul bilancio attuale e quello sul capitale rischiato dai soci. Sul bilancio attuale questo incasso, farà da toccasana. Il gruppo Pirelli ha 2 miliardi di debiti finanziari, dei quali 7-800 milioni allocati nelle società operative. La Bicocca, dunque, potrebbe azzerare il debito della holding, ricomprarsi dalle banche il 40% della Pirelli Tyre e disporre di quasi due miliardi da spendere. Non male. Sul capitale rischiato il discorso cambia. L' affare Olimpia-Telecom, considerando il costo del capitale investito, si chiude in rosso per oltre 4 miliardi di euro. E questo dato è alla base dell' ancor più seria perdita subita dalla compagine azionaria dell' aggregato Pirelli & C.-Pirelli Spa. Tra il 27 luglio 2001, ultimo giorno pre Telecom, e oggi, questo aggregato ha bruciato ricchezza dei soci per 5 miliardi di euro. In questo falò, assume un suo triste rilievo, per l' anima industrialista del gruppo, la vendita del settore cavi dal quale erano venute le fortune degli anni Novanta: vendita forzata dalle esigenze di bilancio e perciò poco redditizia se si considera che nel 2005 i cavi sono stati ceduti per un valore di 1,5 miliardi e adesso si affacciano alla Borsa a un valore tra i 2,2 e i 2,8 miliardi. Sono dati che fanno male se si considerano i compensi del top management. Tra il 1999 e oggi, gli 11 massimi dirigenti hanno preso 811 milioni di euro, una parte dei quali pagata da Telecom per il doppio servizio. In vecchie lire, fanno 1.570 miliardi. La parte del leone la fanno Tronchetti (301 milioni), Giuseppe Morchio (171 milioni) e Carlo Buora (141 milioni), ma anche altri non hanno di che lamentarsi. Carlo Puri, con i suoi 88 milioni, per esempio. O Giovanni Ferrario, con i suoi 33. In questi compensi hanno un peso particolare alcune stock option, la cui dinamica ha suscitato diffuse perplessità. Anche per la loro coincidenza con il cospicuo premio alla carriera concesso nell' autunno del 2000 dall' ormai traballante gruppo Gim-Smi, legato a Pirelli da partecipazioni incrociate, a Luigi Orlando, che faceva parte del comitato remunerazioni della Bicocca. Negli Stati Uniti, Jim Sherwood, fondatore e principale azionista della Sea Containers, gigante dell' armamento navale, è stato pregato di lasciare la carica di chief executive officer dal consiglio di amministrazione, una volta preso atto dei risultati deludenti della diversificazione tentata 5 anni prima nei traghetti che collegano le isole britanniche. In Italia, dove l' economia di relazione non ha più registi ma sopravvive, i giochi sono più complicati. E Tronchetti, nelle ultime settimane, li ha sparigliati a vantaggio di quel che resta della Pirelli.
(da Il corriere della della sera)
Peraltro, Tronchetti si era impadronito di Telecom, per via del meccanismo di scatole cinesi (o matrioske), con meno del due per cento dell'azienda telefonica!
C'è chi, ricordando le curiose bamboline russe, le ha chiamato Matrioske. Più popolare è un'altra definizione: «scatole cinesi». E' il vizio, soprattutto italiano, di allungare le catene di controllo societarie (la Fiat ieri ha promesso che l'accorcerà) per consentire a un imprenditore di possedere asset strategici con un controllo diretto molto piccolo. Il tutto favorito da scambi reciproci di alleanze con altri soggetti. Il caso di Telecom è il miglior esempio.
La catena con la quale Marco Tronchetti Provera controlla e comanda su Telecom è molto lunga, ma dall'analisi di queste scatole cinesi emerge che non è lui il vero padrone del colosso italiano della telefonia. La prima scatola è rappresentata da una società personale di Tronchetti Provera, la Gpi, la quale possiede il 52,0% di una seconda scatola: una finanziaria che si chiama Camfin. Fin qui tutto quasi regolare: il 52% è una bella percentuale (la maggioranza assoluta) che consente a Tronchetti di governare in piena libertà. Le cose si complicano con la scatola successiva: Pirelli.
Del prestigioso marchio industriale italiano la Camfin possiede il 25,5% delle azioni, cioè un quarto del capitale. La forza di Tronchetti è un patto di sindacato (scadrà nel 2010) al quale aderiscono banche e società di assicurazione e che dà stabilità alla Pirelli grazie al fatto di aver «federato» il 46,2% delle azioni. Senza quel patto Tronchetti Proverà, o meglio, la Pirelli, sarebbe a rischio di possibili scalate. Ma passiamo alla scatola successiva: Olimpia. Fu creata nel 2001 per rilevare il 23,3% delle azioni Olivetti in portafoglio alla Bell, una società di Colaninno e Gnutti che aveva in pancia azioni Telecom acquisite con la scalata del 1999 che aveva portato a rilevare con un'Opa il 51,02% del capitale della compagnia telefonica.
Saltando un po' di passaggi, oggi Olimpia (per l'80% di proprietà di Pirelli e per il 20% della famiglia Benetton) detiene il 18% del capitale sociale di Telecom. Andando a ritroso, quindi, Tronchetti Provera detiene con Olimpia controllata da Pirelli un po' più del 14% di Telecom. Però la partecipazione in Pirelli di Tronchetti è limitata al 25% del capitale. Risultato: Tronchetti possiede a pieno titolo poco più del 3,5% di Telecom. Andando ancora più indietro c'è la Camfin di proprietà di Tronchetti solo per il 52%. Questo significa che la quota di Tronchetti in Telecom scende a meno del 2%. La storia qui si ferma. La morale è semplice: Tronchetti spadroneggia su Telecom grazie ai soldi altrui.
(da Il Manifesto)
- Raciti investito da un poliziotto? Il verbale: «Guidavo, c'era fumo»
La testimonianza sull'Espresso. «Nuove indagini» chiede la difesa del minorenne in carcere per la morte dell'agente durante il derby Catania-Palermo
Ucciso da un collega. Investito dal fuoristrada che un poliziotto stava guidando in retromarcia e «alla cieca», nella sera del 2 febbraio scorso, per allontanarsi dal caos degli scontri davanti allo stadio Massimino. È l'inquietante ipotesi dell'Espresso, che oggi rilancia la tesi cardine dell'avvocato Giuseppe Lipera a difesa del diciassettenne arrestato per l'omicidio dell'ispettore catanese Filippo Raciti. Il settimanale pubblica un verbale col racconto dello stesso agente che guidando il Discovery avrebbe colpito Raciti. Il documento è datato 5 febbraio, prima che sul minorenne si addensassero le accuse che lo tengono ancora in carcere, col suggello del Riesame.
L'agente scelto L.S., 46 anni, ricostruisce quella folle serata dall'inizio, dall'arrivo dei tifosi palermitani a Catania, per assistere al derby; per arrivare al momento clou quando, intorno alle 20,30, la situazione era già degenerata. «In quel frangente sono stati lanciati alcuni fumogeni, uno dei quali è caduto sotto la nostra autovettura sprigionando un fumo denso che in breve tempo ha invaso l'abitacolo - dice - Raciti ci ha invitato a scendere dall'auto per farla areare. Il primo a scendere è stato Raciti. Proprio in quel frangente ho sentito un'esplosione, e sceso anch'io dal mezzo, ho chiuso gli sportelli lasciati aperti sia da Balsamo che dallo stesso Raciti ma non mi sono assolutamente avveduto dove loro si trovassero poiché vi era troppo fumo. Quindi - continua l'agente - allo scopo di evitare che l'autovettura potesse prendere fuoco, mentre era in corso un fitto lancio di oggetti e si udivano i boati delle esplosioni, chiudevo gli sportelli e, innescata la retromarcia, ho spostato il Discovery di qualche metro». Il punto più interessante arriva subito dopo: «In quel momento ho sentito una botta sull'autovettura e ho visto Raciti che si trovava alla mia sinistra insieme a Balsamo portarsi le mani alla testa. Ho fermato il mezzo e ho visto un paio di colleghi soccorrere Raciti ed evitare che cadesse per terra».
Il poliziotto poi verrà adagiato sulla stessa macchina e trasportato in ospedale, dove morirà poco dopo. Gli inquirenti si metteranno a setacciare i filmati ripresi dalle telecamere all'esterno dell'impianto, e individueranno nel diciassettenne arrestato il ragazzo che colpisce Raciti con una sbarra di metallo, tra le 19.04 e le 19.09. Quel colpo viene ritenuto fatale, anche se per ancora un'ora - come dimostra il racconto di quell'agente e anche di altri - sarà in piena attività di «contenimento» degli ultras; secondo la Procura presso il tribunale dei minorenni di Catania questo sarebbe compatibile con una lesione al fegato che avrebbe avuto effetti «ritardati», consentendo a Raciti di non sentire alcun malore per almeno sessanta minuti. Ci sono però quattro costole rotte che, secondo la ricostruzione del perito della difesa Giuseppe Caruso, non solo non avrebbero potuto consentire all'ispettore di correre e bloccare pure qualche tifoso senza avvertire dolore, ma sarebbero più compatibili con l'urto del fuoristrada che con il colpo di barra affondato dal ragazzo.
La perizia medica di Caruso, insieme al verbale del poliziotto, è al centro del ricorso presentato in Cassazione da Lipera e dalla collega Grazia Volo contro la decisione del tribunale del Riesame di non scarcerare il diciassettenne. E certo solleva dubbi sulla soluzione del caso raggiunta molto in fretta. Per questo gli avvocati che non hanno mai smesso di proclamare innocente il ragazzo arrestato, chiedono ora al gip Alessandra Chierego una nuova consulenza medico-legale «con esperti di chiara fama e non escludendo l'ipotesi della riesumazione del corpo dell'ispettore». Altri spiragli dovrebbe aprirli il Ris di Parma, a cui è affidata la perizia sugli oggetti sequestrati dopo gli scontri.
«Per tutelare le forze dell'ordine da eventuali speculazioni, il governo intervenga immediatamente per fare chiarezza sulla notizia...», chiede ora il parlamentare della Margherita Riccardo Villari, sollecitando «risposte certe e definitive». Da parte degli inquirenti ieri riserbo e silenzio.
Due mesi di stranezze e ipotesi alternative
S.Pi.
2 febbraio 2007, Catania-Palermo, muore un poliziotto, al termine di scontri ripresi in diretta tv: tutti i media concordano, è colpa degli ultras. La mattina dopo, nei bar, ovunque, si discute di come una bomba carta possa uccidere un uomo, Filippo Raciti, ispettore della Polizia di Stato.
Secondo giorno: non è stata una bomba carta, è stato un colpo inferto al poliziotto, probabilmente in un corpo a corpo, probabilmente da qualche teppista, sicuramente con qualcosa che il resto della ciurma ha sradicato allo stadio. Gli hanno spappolato il fegato. Nessuno, neanche L'Espresso, riporta una notizia particolare, le prime stranezze: come mai i cancelli della curva del Massimino erano aperti, fatto insolito, proprio quando il pubblico defluisce per il caffè nell'intervallo, proprio nel momento in cui arrivavano i palermitani? Figuriamoci se si parla delle retate, della presenza di fascisti negli scontri e del trattamento dei tifosi in questura. I tg stringono il cerchio: gli inquirenti hanno i video, non sarà difficile scorgere il momento dell'impatto del colpo mortale su Raciti. E intanto si parla di modello inglese e di problemi sociali.
Arriva l'autopsia. Il Corriere dello Sport è l'unico giornale a riportare una notizia che apparirà e scomparirà nel volgere di una giornata: «Il medico legale che ha effettuato l'autopsia, Giuseppe Ragazzi, ha notato all'altezza dell'organo distrutto una ferita, o meglio un livido, di dieci centimetri. A forma di stella». Questa notizia risveglia qualcuno che fino a quel momento aveva ritenuto più saggio farsi i fatti propri e prender per buone le verità della tv. Sul web partono versioni alternative, ma sono pur sempre fatte dagli ultras e allora i quotidiani preferiscono sparare in prima pagina i disegni della Procura di Catania. E' necessario un disegno, perché il video che doveva inchiodare il teppistello diciassettenne non mostra il momento dell'impatto. Le teorie sul web, con tanto di foto di lacrimogeni con chiusura a forma di stella, non vengono prese in considerazione. Forse questa teoria è annebbiata da eccesso di complottismo, ma se non altro evidenzia incongruenze nella ricostruzione ufficiale dei fatti, per la prima volta, sul web, non sui giornali. Qualcosa a quel punto si muove, qualcuno comincia a ficcarci il naso. Il G8, Aldrovandi e tanti altri casi: il curriculum delle forze dell'ordine non è immacolato. Il casco opaco di Raciti, ricordo del G8 genovese, riporta alla mente notti di irruzioni e false prove, presentate sotto forma di «brillante operazione».
I buchi dell'indagine sono troppi, almeno per qualcuno, e soprattutto cominciano a uscire dai cassetti della Procura verbali e testimonianze. L'Espresso l'8 febbraio pubblica un articolo in cui viene messa in dubbio la ricostruzione dell'accusa. A quel punto tutti i giornali diventano più coraggiosi: chi ha ucciso Raciti? Viene dato spazio all'ipotesi dell'avvocato che difende il ragazzo accusato di omicidio: in una nota della Digos sarebbe riportata una conversazione tra uno degli arrestati e i suoi genitori, in cui viene detto che Raciti sarebbe stato colpito da «un colpo di sportello», verosimilmente di un'auto della Polizia. E' il colpo di scena che precede l'ultimo scoop.
(da Il Manifesto)
E ancora da Il Giornale:
Il delitto Raciti minuto per minuto. Ecco la verità dell’ultrà arrestato
È il drammatico faccia a faccia tra il magistrato e l’ultrà del Catania arrestato per la morte dell’ispettore Filippo Raciti. Un interrogatorio incalzante per il minorenne A. S. che prima nega e alla fine confessa praticamente tutto, tranne l’omicidio. Il pm dei minori Angelo Busacca lo incalza con l’ausilio delle numerose prove raccolte dalla polizia. Parola per parola ecco la «sfida» dell’8 febbraio tra accusatore e accusato, presente la mamma di quest’ultimo.
PM: «Si è capito che la cosa che aveva colpito l’ispettore Raciti, per via di uno strappo che gli si è fatto proprio sulla giubba lato destro, potesse essere questo lavabo, cioè un pezzo di ferro scippato, parliamoci chiaro, dai bagni. Dalle fotografie che ci sono questo pezzo di ferro tu lo prendi e lo butti contro... i carabinieri. Adesso tu tieni conto di tutto questo, mi dici, se vuoi rispondere. Io prendo le fotografie e ce le vediamo una a una, eh?». AS: «Voglio rispondere». PM: «Questo lavabo, questo pezzo di ferro l’hai avuto nelle mani, l’hai visto, girava, era in terra, dimmi tu, forza... AS: «Non lo so (...). L’ho preso in mano, però non mi ricordo che... pezzo è che sta dicendo lei». PM: «E che cosa ne dovevi fare con questa cosa che hai preso?» AS: «Niente, volevo solo per passare, uscire dalla porta (...) facendomi spazio in modo che si allargavano (...)». PM: «Allora tu hai avuto nelle mani qualcosa, me lo sai descrivere, era di legno, plastica, ferro?». AS: «Non era di ferro, era d’acciaio... no di lamiera, leggero. L’ho preso, l’ho gettato e me ne sono andato»». PM: «Ma l’hai gettato per terra o contro i poliziotti?». AS: «L’ho gettato a metà altezza, non l’ho gettato ad alta altezza, alle gambe». PM: «Ti ricordi se hai colpito così dei... ». AS: «Non ho colpito a nessuno (...) si sono allargati ed è arrivato a terra quell’oggetto e non ha colpito nessuno(...)».
(Il pm fa presente al diciassettenne che le tracce sulla divisa dell’ispettore sembrano compatibili con l’«arma» usata).
PM: « (...) Ricordati quello che ti ho detto prima, noi non stiamo dicendo che tu volevi ammazzare Raciti... ». AS: «Perché non… ho la capacità di agire». PM: «Ma neanche di striscio li hai presi?». AS: «No, no, non c’era nessuno». PM: «E se non c’era nessuno a chi l’hai tirato?». AS: «Non l'ho preso, non l’ho preso perché si sono allargati prima che arrivasse l’oggetto, non sono arrivato a prenderlo, non l’ho preso». PM: «Senti, a parte te, altri l’hanno preso e l’hanno buttato questo coso qua?». AS: «Può essere di sì ma non li ho visti»
(Le foto ora immortalano il momento esatto dello scontro)
PM: «Tu l’hai tirato una volta, sai indicare dove hai preso il pezzo di alluminio?». AS: «Sotto la tribuna vicino i bagni». PM: «Vicino ai bagni, vicino a queste specie di inferriata (...)». AS «Sì, era a terra, non ho visto chi ce l’aveva messo». PM: «All'altezza delle tracce lineari bianche che sono sul terreno cosa hai fatto?». AS: «Mi sono fermato e l’ho gettato, è arrivata quasi vicino al limite della porta ma non è stato questa... perché l’ho fatto prima (...) ». PM: «Se i poliziotti non si scansavano l’avrebbe colpito quest’oggetto di ferro?» AS: «È possibile però in un punto dove non faceva male, l’ho gettata altezza delle gambe, in modo che anche se li prendevo non gli facevo tanto male (...). PM: «Tu come hai visto sei entrato nel bagno». AS: «Sì e sono riuscito». PM: «Ti sei nascosto, ti sei preso il pezzo e l’hai buttato contro i poliziotti». AS: «Sì». PM: «Glielo facciamo sentire a tua madre e a tuo padre che è così?». AS: «Così è. Però non li ho presi». PM: «Questo è suo figlio signora». AS: «Però non l’ho preso, non l’ho preso, è sicuro che non l’ho preso (...) ero sempre col pensiero di non prendere ai poliziotti (...) casomai alle gambe in modo che faceva soltanto qualche graffio oppure si faceva qualche ematoma e basta». PM: «Bella, bella figura che fai». AS: «E lo so grazie». PM: «Bravo». AS: «Grazie». PM: «Bravo. Ca ni cunsumasti a tutti quanti un campionato, bravo». AS: «Grazie». PM: «L’hai colpito o no?». AS: «No, non l'ho colpito (...) questa è la verità (...) ». PM: «E a quello l’emorragia gli viene un’ora dopo». AS: «Ma gli sto dicendo quando l’ho lanciato io non ho preso a nessuno perché si sono allargati perché l'hanno visto partire, si sono allargati, questa qua è la pura verità, se non ci crede non so... ».
(Il pm mostra foto ancora più dettagliate dei tafferugli).
PM: «Tra queste persone quindi ti dico che c’era Raciti (...) questo è il lancio dell’oggetto che adesso vedrai che finisce completamente fuori dalla porta (...). Ti posso dire che questa è l’unica volta che quell’oggetto viene preso da qualcuno e questa è l’unica carica che hanno fatto i poliziotti. Ci arrivi col ragionamento a capire che cosa significa? (...). L’hai visto il filmato? Quando l’hai tirato tu il ferro è finito là?» AS: «No, no, no... non è finito là quando l’ho tirato io».
(L’ultrà cade in contraddizione. Ammette d’aver mentito sulla maglietta indossata, è un dettaglio importante per l’indagine).
PM: «E perché mi hai detto che non te l’eri cambiata prima?». AS: «Ero preso di panico... ». PM: «Di panico da che cosa, l’hai tirato tu?». AS: «No, no». PM. «Perché ti dobbiamo credere ora?». AS. «Non lo so, è vero, ho sbagliato prima a non dire tutta la verità (...)». PM: «E allora che cosa ci sei venuto a raccontare fino adesso?». AS: «Non sono io che gli ho ammazzato l’agente (...) ». PM: «Hai mentito fino ad ora?». AS: «Sì, ho mentito. Ho mentito, ho sbagliato e l’ammetto».
(Scorre il video delle scene con il pezzo di lavabo lanciato)
AS: «Ecco, sì, questo qua sono io, vada avanti (...). Io questa cosa l’ho lasciata poi subito dentro la mischia, se vede poi ci sono altri ragazzi che prendono la cosa». PM: «E quando l’hai tirato allora ’sto coso (...) ?» AS: «L’ho lanciato prima a terra, proprio perché neanche c’era arrivato e poi l’hanno preso gli altri ragazzi a mezza altezza e mi sciddicau 'nterra perché era troppo pesante per me». Pm: «Tu mi hai detto si sono spostati "ed è volato mezzo dentro e mezzo fuori", ma che stiamo scherzando?». AS: «E gliel’ho detto... ora gli dico le cose vere, non gli sto dicendo... Sì, ho sbagliato e ho sbagliato, mi ero preso di panico invece non l’ho lanciato (...). C’erano altri ragazzi incappucciati che io non so neanche chi sono». PM: «Tu perché l'hai portato là?». AS: «Io l’ho trovato lì... ». PM: «Da qua a là chi gliel'ha portato io o tu?». AS: «Io anche». PM: «E perché l'hai portato là?». AS: «Perché glielo volevo lanciare e poi non l'ho lanciato». PM: «E chi l'ha lanciato?». AS: «Non lo so, non lo so chi era (...) ». PM. «L’avete lanciato o avete fatto... lo sai cos’è un ariete? Tipo quando si deve sfondare un portone a buttarlo così no, tu mi devi dire se l’avete lanciato (...)».
(È la domanda clou dell’inchiesta. AS risponde così)
AS: «Io ho spinto solo una volta, ho levato subito le mani, e poi mi sono allontanato, non ho visto più l’oggetto che direzione ha preso (...). Non ho visto se l’oggetto è tornato indietro oppure è partito, se è andato a vuoto oppure come ha detto lei... a contatto (...)».
(Il pm chiede al ragazzo se dopo aver visto le foto e i filmati si riconosce nella persona col cappellino blu che scaglia il pezzo di metallo)
AS: «Sì, sono io». E aggiunge: «(...) Stavano caricando… poi arrivato a un certo punto lo stavo trasportando da solo, si sono aggiunte a me altre 4 persone che erano avanti a me, altre 6 persone che erano davanti che hanno hanno preso insieme a me questo oggetto e l’abbiamo scaraventato (...). Non so dire chi erano, e come non ho visto che è arrivato l’oggetto alla polizia così non ho riconosciuto nessuno di quei ragazzi perché erano tutti coperti in viso».
-Aggiornamento: Guerra di filmati sulla morte di Raciti
Un nuovo video mostra l'ispettore capo avvicinarsi ferito e barcollante al Discovery della polizia. «E' la prova che era già stato colpito»
E' una battaglia di filmati e di orari quella che si sta svolgendo ormai da settimane sul caso Raciti. Dopo le rivelazioni dell'Espresso che, riportando le dichiarazioni a verbale di un agente, ha lanciato l'ipotesi di un banale incidente alla base della morte dell'ispettore catanese, durante gli scontri del 2 febbraio per il derby Catania-Palermo, ora sbuca un altro filmato che ridarebbe fiato alle accuse nei confronti del minorenne arrestato per l'omicidio.
Ha atteso una settimana la polizia etnea, prima di rispondere con altre immagini alle ipotesi difensive basate sul verbale del collega di Raciti, che ammetteva di aver guidato a marcia indietro il Discovery della polizia, di aver sentito «un botto» e di aver visto Raciti che si portava le mani alla testa e subito dopo si accasciava. Nel nuovo film, scovato tra quelli girati da un'emittente televisiva locale durante i disordini, si vede ancora Raciti, intorno alle 20.15 (ossia, 15 minuti prima del presunto impatto col fuoristrada) che si appoggia allo sportello del Discovery e mostra di trascinare con fatica la gamba destra. Sarebbe un'altra prova, dicono gli investigatori, che l'ispettore stava già cominciando a sentire gli effetti della botta presa almeno un'ora prima - lo scontro con il ragazzo arrestato è fissato tra le 19.04 e le 19.09 - e che gli ha spappolato il fegato. Il «botto» con il Discovery invece, per la polizia non ci sarebbe proprio stato. O meglio, sarebbe stato invece un colpo dato allo sportello da un terzo collega, che invitava così l'autista a fermarsi, per far salire Raciti che stava sempre più male.
Sì, è una battaglia di filmati (è soprattutto una ripresa ad accusare il minorenne, immortalato dalle telecamere all'esterno dello stadio Massimino, mentre si lancia con un pezzo di lavello divelto dai bagni verso gli agenti, tra cui Raciti) e di orari (può il colpo mortale esser stato sferrato alle 19, e aver avuto effetto solo dopo le 20,30?), e anche di perizie mediche, ovviamente. Che divergono nettamente. I due consulenti della difesa infatti negano che il grave trauma al fegato e soprattutto le quattro costole rotte evidenziate dall'autopsia, possano essere state provocate dall'eventuale colpo di lavello - ma tra le presunte armi c'è anche una spranga di ferro - ed escludono che comunque chi abbia subito tale trauma possa continuare a correre per oltre un'ora, senza mostrare difficoltà.
Ora il nuovo filmato, su cui la polizia ha inviato un'informativa alla Procura del tribunale per i minorenni, mostra comunque una sofferenza dell'ispettore, «trascina palesemente con fatica la gamba», dicono i suoi colleghi. E questo sarebbe in linea con la tesi dei periti dell'accusa, secondo cui è possibile che gli effetti di tali traumi e dell'emorragia interna possano evidenziarsi anche fino a un'ora dopo. «Ma c'è un altro film girato 3-4 minuti dopo il presunto scontro in Curva nord col ragazzo - ribatte il legale del minorenne, Giuseppe Lipera - in cui si vede Raciti correre contro i tifosi. Segno che comunque stava bene, e che è stato colpito dopo...».
Lipera continua anche la battaglia di ricorsi. Sta per presentare il terzo al tribunale del Riesame, chiedendo la scarcerazione - fin qui negata - del ragazzo, che è in cella ormai da due mesi. Inoltre, si è rivolto ancora alla Cassazione contro l'ordinanza del gip Alessandra Chierego che il 3 aprile ha rigettato la richiesta di una nuova perizia medico-legale collegiale, che «sarebbe una scelta di chiarezza che scioglierebbe ogni dubbio e, ne siamo certi, dimostrerebbe definitivamente l'innocenza del ragazzo», afferma l'avvocato.
Intanto dal carcere il presunto omicida si è sfogato ieri in un'intervista alla Gazzetta dello Sport: «Sono uno stupido, ma non un assassino...».
-Gli ostaggi inglesi sono tornati dall'Iran, ma i 5 iraniani catturati dai soldati Usa in Iraq sono ancora prigionieri...e soprattutto sono innocenti, come l'Iran sostiene da giorni. Ora lo confermano persino i loro nemici kurdi.
US captured 'wrong Iranians'
The five Iranians were seized from a nondescript house in Irbil in northern Iraq in January[AFP]
US soldiers who captured five Iranians in the Iraq's northern city of Irbil three months ago were hoping to seize commanders of Iran's Revolutionary Guards, a senior Kurdish leader has said.
Massoud Barzani, president of the Kurdish region government, said senior Guards leaders had been visiting Kurdish officials at the time of the January raid.
The five Iranian diplomats who were arrested in the raid on a house in Irbil were all innocent of US charges that they were helping co-ordinate attacks against US and Iraqi forces, Barzani told Dubai-based Al-Arabiyah television in remarks broadcast on Friday.
"It [the house] was not a secret Iranian office," Barzani said.
"It is impossible for us to accept that an Iranian office in Irbil was doing things against coalition forces or against us. That office was doing its work in a normal way and had they been doing anything hostile we would have known that."
"They [the Americans] did not come to detain the people [the five Iranians] in that office."
Barzani suggested that the US forces had instead hoped to captured senior members of Iran's elite Revolutionary Guards who were visiting the area at the time.
"There was an Iranian delegation, including Revolutionary Guards commanders, and they came as guests of the president," Barzani said, refering to Jalal Talabani, the Iraqi president who is a Kurd.
"He was in Sulaimaniyah. They came to Sulaimaniyah and then I received a call from the president's office telling me that they wanted to meet me as well.
"They [the commanders] came here and they came openly. Their meetings with the president and myself were reported on television. The Americans came to detain this delegation, not the people in the office.
"They [Americans] came to the wrong place at the wrong time."
US accusations
Washington has said the five captured Iranians, who were seized in Irbil, the capital of the Kurdish region, were seized on suspicion that they were providing aid to Shia fighters who are targeting US and Iraqi troops and civilians.
On Wednesday, a US military spokesman said that an delegation from the International Committee of the Red Cross had visited the captive Iranians.
On Friday, the US military issued a further statement clarifying that there were no Iranians in an Red Cross team that had visited the five detained Iranians.
The US has denied that it granted access to the Iranian captives as part of a deal which led to Iran freeing 15 British naval personnel who were seized by Iranian forces last month.
Source: Agencies
-Il governo ha eliminato per legge le ricariche telefoniche. Ma come si fa a spacciare il più dirigista e statalista dei provvedimenti, quello di un esecutivo che introduce una forma di controllo dei prezzi, con una liberalizzazione?
-Nel mondo politico Usa si discute della possibilità di un 'impeachment di Bush. Ma se cacciano lui, diventa presidente Cheney, ovvero il più falco di tutti nell'amministrazione americana, la vera anima nera del governo in carica..
- La vicenda Telecom è lo spunto per ricordare uno dei paradossi del sistema telefonico italiano. All'estero gli utenti non paganao infatti gli sms: perchè al gestore in realtà non costano nulla. Anche da noi dovrebbe essere così: nella rete Gsm ci sono in pratica due reti, la rete dati ufficiale per il traffico vocale, e quella ausiliaria di segnalazione, funzionale alla prima, che permette di instaurare la chiamata ecc. Gli sms viaggiano sulla seconda, quando non è occupata da traffico vocale. Essa ci sarebbe in ogni caso (e comunque anche i costi di avviamento iniziale sono ormai quasi ammortizzati).
-Ricordate le foto di un'umiliata Naomi Campbell che qualche giorno addietro, scarponcini in spalla si recava a svolgere i cinque giorni di servizio sociale cui era stata condannata da una corte newyorkese (per un telefonino scagliato contro un'assistente)? Ebbene, gli scatti concessi in esclusiva al Women's wear daily, nel suo tragitto dalla limousine al Sanitation's Department, le hanno fruttato 40.000 euro al di'.
8/4/07-Affare Telecom. Analisti e governo, se non prenderà corpo un salvataggio 'italianista', auspicano un intervento quantomeno dei giganti telefonici europei, per evitare una colonizzazione 'tex-mex'. Lo stato italiano ha escluso fin dall'inizio qualunque ipotesi di nazionalizzazione "antiliberale" della Telecom. Eppure, qualora se ne impadronisse la France Telecom, controllata dallo stato francese con una quota del 32.5 x100, o la Deutsche Telekom, primo azionista la Repubblica federale di Germania con il 15 x100, non si tratterebbe forse di nazionalizzazioni, per giunta da parte di stati esteri? E anche per l'ipotesi di una cordata delle banche italiane, fortemente criticata dal centrodestra: come non considerare che se la spagnola Telefonica si mangiasse la nostra Telecom, essa finirebbe in mano tra gli altri a due banche iberiche, Banco Bilbao e Caixa, che insieme ne detengono l'11.6? Senza contare che pure nella stessa nella DT un gruppo bancario detiene il 15 x100.
-Terrà fede il governo Prodi al famoso dodecalogo su cui avrebbe ritrovato l'intesa per continuare la legislatura? In realtà il documento , che avrebbe dovuto nelle intenzioni del premier essere firmato da tutti i rappresentanti della coalizione di governo, non è mai stato firmato nemmeno da uno di loro. A riferirlo, insieme al racconto della concitata riunione di governo in cui si consumò la macata sottoscrizione, fu Pannella, che con Boselli si oppose alla firma, in quanto il docnumento non conteneva alcuno dei punti più importanti, da Pacs alle pensioni.
-L'arresto dei 15 soldati britannici in Iran. Il regime di Tehran è in buona fede, circa la violazione delle acque nazionali da parte del drappello che pattugliava lo Shatt el arab su mandato Onu? Un piccolo particolare può suggerire la risposta: al momento della cattura del gommone i guardiani della rivoluzione avevano con sè una telecamera.
-Grande manifestazione in corso Buenos Aires a Milano per la sicurezza lunedì sera (26 marzo), con Moratti e Berlusconi in prima fila. Una contromanifestazione dell'Unione aveva unito nel pomeriggio Palazzo Marino e la prefettura. Ma esiste davvero un'emergenza sicurezza in Italia?
Secondo gli ultimi dati Istat (1 lug 05-30 giu 06) il numero dei reati denunciati si è ridotto dell'11.51 per cento(gli omicidi volontari del 10.24, da 3074 a 2759, quelli colposi del 9.48, da 8330 a 7540), le rapine del 15.83, da 53.805 a 45.285, le estorsioni da 217 a 153, i sequestri da 615 a 545, le violenze sessuali da 5.505 a 5.026, le truffe da 150.148 a 116.122, il traffico di droga da 35.390 a 33.859, il numero di minorenni responsabili di reati da 19.459 a 18.812).
28/3/07- La Cdl chiede comunque a Napolitano di riaprire la crisi di governo, in quanto Prodi avrebbe avuto la maggioranza sul voto in Afganistan solo grazie ai senatori a vita. In realtà. comunque la maggioranza ha fatto a meno, numeri alla mano, del sostegno dei voti delle opposizioni. Mentre durante il governo Berlusconi l'allora maggioranza si spaccò effettivamente sulla politica estera senza dimettersi, quando la Lega votò contro sulla costituzione europea.
10/1/07-28/3/07 aggiornamenti:
-I biglietti nominativi allo stadio, previsti dal decreto Pisanu su modello inglese e dal nuovo giro di vite della Melandri, in Italia non servono a nulla: in curva durante la partita i tifosi sono tutti in piedi, accalcati, liberi di piazzarsi dove gli pare.
-Draghi afferma in febbraio che il 2005, ultimo anno della Cdl al governo, c'è stato il record di sempre per la spesa primaria: +2.5 punti in 5 anni, 37.5 mld in più dal 2001. Altro che centrodestra taglia spesa (pubblica).
-Incidenti negli stadi: in realtà anzitutto la stragrande maggioranza degli incidenti non avviene dentro ma fuori dagli stadi o nei pressi; inoltre la colpa del mancato adeguamento degli stadi agli standard di sicurezza e prevenzione previsti dal decreto Pisanu è colpa del decreto Pisanu stesso, che non è mai stato finanziato, ede essendo gli stadi di proprietà pubblica (dei comuni), non delle società(tranne l'Olimpico), non c'erano fin dall'inizio i danari per farlo.
-La crisi del governo sulla missione afghana: se an che il governo non avesse la fiducia, non dovrebbe dimettersi, come invece sostiene e pretende la Cdl: proprio il governo Berlusconi non si dimise quando la Lega non partecipò al voto su una questione fondamentale di politica estera, l'approvazione del trattato Ue.
-La campagna per le nuove elezioni presidenziali americane sta entrando ormai nel vivo. Le polemiche sui presunti brogli circa il voto elettronico, che hanno caratterizzato le due ultime con Bush vincitore, non sono un retaggio del passato. Il problema è infatti generale: non esiste negli Usa alcuna autorità pubblica a nessun livello, incaricata di certificare o supervisionare in qualche modo le aziende che producono le macchinette e il software per l'e-vote.
..There is no federal agency that has regulatory authority or oversight of the voting machine industry—not the Federal Election Commission (FEC), not the Department of Justice (DOJ), and not the Department of Homeland Security (DHS). The FEC doesn't even have a complete list of all the companies that count votes in U.S. elections.
-Con Berlusconi calò la spesa pubblica? Non esattamente: tra 2001 e 2006 le spese correnti aumentarono di due punti e mezzo. Le spese totali primarie, in percentuale sul pil passarono dal 41.8 al 44.
-Prodi, nel confermare il sì all'ampliamento della base di Vicenza, ha motivato con un presunto impegno già preso con gli americani dal precedente governo Berlusconi. E invece il ministro della difesa Parisi ha ricostruito in ben altri termini l'iter alla fine di gennaio in parlamento: "Nel dicembre 2005 il capo di stato maggiore della difesa comunica il parere tecnico favorevole del genio della difesa al ministro della difesa, che dichiara perciò una disponibilità di massima all'ampliamento della
base. Di conseguenza l'ammiraglio Di Paola, capo stato maggiore della difesa, comunica tale disponibilità al comandante statunitense in Europa, con lettera datata 12 dicembre 2005: 'Sono lieto di comunicarle la fattibilità della cosa e la disponibilità delle autorità politiche della difesa a soddisfare la richiesta degli Usa...Per la cessione d'uso della citata zona è necessario prendere in considerazione tutti i dettaglio del piano di cessione e formalizzarli nel quadro dell'accordo tecnico che regola l'uso delle infrastrutture nell'are di Vicenza'."
-Il caso unico, nel mondo occidentale e civile, di un parlamento infestato da un'alto numero di 'disonorevoli'. Qui nell'elenco 2006 aggiornato da M.Travaglio e P.Gomez.
QUOTE MARRON
Dove sono
Camera 49
Senato 26
Parlamento europeo 7
Categorie penali*
Condannati definitivi (o patteggiamenti) 25
Prescritti definitivi 10 Assolti per legge** 1
Prosciolti per immunità*** 1
Condannati in I grado 8
Imputati in I grado 17
Imputati in udienza preliminare 1
Indagati in fase preliminare 19
Totale 82
* Quando un parlamentare ha piú processi, abbiamo registrato quello in fase piú avanzata (la prescrizione prevale sulle indagini in corso, ma non sulle condanne anche provvisorie).
** Il dato non tiene conto dei casi Berlusconi, Previti, Brancher e altri, usciti dai loro processi in base a leggi da essi stessi votate, perché rientrano anche in altre categorie penali per altri processi.
*** Si tratta della insindacabilità che ha salvato il leghista Speroni da un processo per reati ritenuti compiuti nell¹esercizio delle funzioni parlamentari.
L¹hit parade dei partiti
Forza Italia 29
Alleanza nazionale 14
Udc 10
Lega Nord 8
Movimento per l¹autonomia 1
Dc 1
Psi 1
Gruppo misto **** 1
Totale Destra 65
Margherita 6
Ds 6
Udeur 2
Rifondazione comunista 2
Rosa nel pugno 1
Totale Sinistra 17
La classifica dei reati*****
Corruzione 18
Finanziamento illecito 16
Truffa 10
Abuso d¹ufficio, falso 9
Associazione mafiosa 8
Bancarotta fraudolenta, turbativa d¹asta 7
Associazione a delinquere, resistenza a pubblico ufficiale, falso in bilancio 6
Attentato alla Costituzione, attentato all¹unità dello Stato, struttura paramilitare fuorilegge 5
Favoreggiamento, concussione, frode fiscale 4
Diffamazione, abuso edilizio, lesioni personali 3
Banda armata, corruzione giudiziaria, peculato, estorsione, rivelazione di segreti 2
Omicidio, associazione sovversiva, istigazione a delinquere, favoreggiamento mafioso, aggiotaggio, percosse, violenza a corpo politico, incendio aggravato, calunnia, falsa testimonianza, voto di scambio, appropriazione indebita, violazione della privacy, oltraggio, fabbricazione di esplosivi, violazione diritti d¹autore, frode in pubblico concorso, adulterazione di vini 1
**** Andreotti, pur iscritto al Gruppo misto, è stato candidato del centrodestra alla presidenza del Senato.
***** Qui il totale dei reati non corrisponde a quello dei parlamentari "marron", perché abbiamo inserito tutti i reati di cui è accusato ciascuno, e molti devono rispondere di varie fattispecie delittuose.
Venticinque "diversamente onesti":
condanne e patteggiamenti definitivi
1. Berruti Massimo Maria (FI): favoreggiamento.
2. Biondi Alfredo (FI): evasione fiscale (reato poi depenalizzato).
3. Bonsignore Vito (Udc): corruzione.
4. Borghezio Mario (Lega Nord): incendio aggravato.
5. Bossi Umberto (Lega Nord): finanziamento illecito e istigazione a delinquere.
6. Cantoni Giampiero (FI): corruzione e bancarotta.
7. Carra Enzo (Margherita): falsa testimonianza.
8. De Angelis Marcello (An): banda armata e associazione sovversiva.
9. D¹Elia Sergio (Rosa nel pugno): banda armata e concorso in omicidio.
10. Dell¹Utri Marcello (FI): false fatture, falso in bilancio e frode fiscale.
11. Del Pennino Antonio (FI): finanziamento illecito.
12. De Michelis Gianni (Psi): corruzione e finanziamento illecito.
13. Farina Daniele (Prc): fabbricazione, detenzione e porto abusivo di ordigni esplosivi, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali gravi e inosservanza degli ordini dell¹autorità.
14. Jannuzzi Lino (FI): diffamazione aggravata.
15. La Malfa Giorgio (FI): finanziamento illecito.
16. Maroni Roberto (Lega Nord): resistenza a pubblico ufficiale.
17. Mauro Giovanni (FI): diffamazione aggravata.
18. Nania Domenico (An): lesioni volontarie personali.
19. Patriciello Aldo (Udc): finanziamento illecito.
20. Pomicino Paolo Cirino (Dc): corruzione e finanziamento illecito.
21. Previti Cesare (FI): corruzione giudiziaria.
22. Sterpa Egidio (FI): finanziamento illecito.
23. Tomassini Antonio (FI): falso in atto pubblico.
24. Visco Vincenzo (Ds): abuso edilizio.
25. Vito Alfredo (FI): corruzione.
Se li conosci li eviti.
2006, i parlamentari impresentabili
Indagati, condannati, arrestati, riciclati, candeggiati... Il peggior Parlamento della storia repubblicana. Con deputati e senatori non eletti dai cittadini, ma nominati dai padroni dei partiti. Il catalogo è questo: in ordine alfabetico e aggiornato periodicamente. Suggerisci il tuo parlamentare all'indirizzo:
sloweb@societacivile.it
Personaggi che sono stati coinvolti in vicende di corruzione Personaggi i cui nomi erano negli elenchi della loggia segreta P2
Personaggi che sono stati indagati e messi sotto processo Personaggi che sono stati coinvolti in vicende di mafia
Personaggi che hanno già subito una condanna definitiva Personaggi che sono stati arrestati e sono stati in carcere
Alemanno, Gianni/Alleanza nazionale
Ministro dell'Agricoltura del governo Berlusconi, indagato dal Tribunale dei ministri per finanziamenti illeciti (47 mila euro) erogati da Calisto Tanzi (Parmalat) alla sua rivista "Area". Tanzi aveva interesse a "ringraziare" il ministro, perché il latte Parmalat "Fresco Blu" aveva avuto il permesso ministeriale di essere venduto come latte fresco. Alemanno passò inoltre con moglie e figlio il capodanno 2003 a Zanzibar, in un villaggio Parmatour, di proprietà di Tanzi. Pagò il conto solo molto tempo dopo, quando la vicenda fu raccontata dai giornali.
Andò, Salvo/Rosa nel pugno
Ministro socialista ai tempi della Prima Repubblica. Fu processato a Catania, con l'accusa di voto di scambio con il clan mafioso Santapaola. È stato assolto. Per le vicende di corruzione, invece (tangenti sul centro fieristico catanese), È stato salvato dalla prescrizione. Oggi ritorna alla politica nello schieramento di centrosinistra.
Benvenuto, Romolo/Margherita
Ex verde approdato alla Margherita. Nel 1999 è stato condannato in primo grado per atti di violenza contro la sua compagna. Vicenda poi estinta con un risarcimento. Oggi punta al Parlamento nazionale, conscio che le donne non si toccano neanche con un fiore: a meno che non sia una margherita.
Berlusconi, Silvio/Forza Italia
Candidato premier. Fondatore di Forza Italia. Presidente del Consiglio dei ministri nel 1994 e nel 2001. Il suo nome di compare nelle liste della loggia massonica segreta P2: fascicolo 625, numero di tessera 1816, data di iniziazione 26 gennaio 1978. In un'audizione alla commissione parlamentare sulla P2, Berlusconi ammette di essersi iscritto alla P2 all'inizio del 1978 su invito di Gelli. Conferma la sua iscrizione alla loggia al processo P2, nel novembre 1993.
• Nel settembre 1988, invece, in un processo per diffamazione da lui intentato contro alcuni giornalisti, Berlusconi dichiara al giudice:"Non ricordo la data esatta della mia iscrizione alla P2, ricordo che è di poco anteriore allo scandalo". Per questa dichiarazione Berlusconi viene denunciato per falsa testimonianza. Il processo per falsa testimonianza si conclude nel 1990: Berlusconi viene dichiarato colpevole, ma il reato è estinto per intervenuta amnistia.
• Berlusconi fu indagato già dal 1983, nell'ambito di un'inchiesta su droga e riciclaggio: la Guardia di finanza aveva posto sotto controllo i suoi telefoni e scritto nel suo rapporto: «è stato segnalato che il noto Silvio Berlusconi finanzierebbe un intenso traffico di stupefacenti dalla Sicilia, sia in Francia che in altre regioni italiane. Il predetto sarebbe al centro di grosse speculazioni edilizie e opererebbe sulla Costa Smeralda avvalendosi di società di comodo...». L'indagine non accertò nulla di penalmente rilevante e nel 1991 fu archiviata.
• Berlusconi è stato accusato di aver pagato tangenti a ufficiali della Guardia di finanza, per ammorbidire i controlli fiscali su quattro delle sue società. In primo grado è stato condannato a 2 anni e 9 mesi per tutte e quattro le tangenti contestate, senza attenuanti generiche. In appello, la Corte concede le attenuanti generiche: così scatta la prescrizione per tre tangenti. Per la quarta (Telepiù), l'assoluzione è concessa con formula dubitativa, secondo il comma 2 art. 530 cpp. La Cassazione, nell'ottobre 2001, conferma le condanne per i coimputati di Berlusconi Berruti, Sciascia, Nanocchio e Capone (dunque le tangenti sono state pagate), ma assolve Berlusconi per non aver commesso il fatto, seppur richiamando l'insufficienza di prove.
• Per 21 miliardi di finanziamenti illeciti a Bettino Craxi, passati attraverso la società estera All Iberian, in primo grado è condannato a 2 anni e 4 mesi. In appello, a causa dei tempi lunghi del processo scatta la prescrizione del reato. La Cassazione conferma.
• Berlusconi è rinviato a giudizio per aver falsificato i bilanci Fininvest (processo All Iberian 2). Il dibattimento, dopo molte lungaggini e schermaglie procedurali, è iniziato presso il Tribunale di Milano. Ma Berlusconi ha cambiato la legge sul falso in bilancio: il processo è stato sospeso. Intanto è scattata anche la prescrizione.
• Berlusconi è stato indagato (anche sulla base di una voluminosa consulenza fornita dalla Kpmg) per la rete di 64 società e conti off shore del gruppo Fininvest (Fininvest Group B) che, secondo l'accusa, ha finanziato operazioni "riservate" (ha scalato societý quotate in Borsa, come Standa e Rinascente, senza informare la Consob; ha aggirato le leggi antimonopolio tv in Italia e in Spagna, acquisendo il controllo di Telepiù e Telecinco; ha pagato tangenti a partiti politici, come la stecca record di 21 miliardi di lire data a Craxi attraverso la societý All Iberian). La rete occulta della Finivest-ombra ha spostato, tra il 1989 e il 1996, fondi neri per almeno 2 mila miliardi di lire. Per questo Berlusconi è stato chiamato a rispondere di falso in bilancio. Ma nel 2002 ha cambiato la legge sul falso in bilancio, trasformando i suoi reati in semplici illeciti sanabili con una contravvenzione e soprattutto riducendo i tempi di prescrizione del reato (erano 7 anni, aumentabili fino a 15; sono diventati 4). CosÏ il giudice per le indagini preliminari nel febbraio 2003 ha chiuso l'inchiesta: negando l'assoluzione, poichè Berlusconi e i suoi coimputati (il fratello Paolo, il cugino Giancarlo Foscale, Adriano Galliani, Fedele Confalonieri) non possono dirsi innocenti; ma decidendo di prosciogliere tutti i 25 imputati, poichè il tempo per il processo, secondo la nuova legge, è scaduto. La procura ricorre in Cassazione, che all'inizio di luglio 2003 applica per la prima volta il "lodo Maccanico", decidendo la sospensione del processo per Berlusconi.
• Berlusconi è stato rinviato a giudizio per aver deciso il versamento in nero di una decina di miliardi dalle casse del Milan a quelle del Torino calcio, per l'acquisto del calciatore Gianfranco Lentini. Il dibattimento di primo grado si è concluso con la dichiarazione che il reato è prescritto, grazie alla nuova legge di Berlusconi sul falso in bilancio.
• Berlusconi è accusato di comportamenti illeciti nelle operazioni d'acquisto della società Medusa cinematografica, per non aver messo a bilancio 10 miliardi. In primo grado è stato condannato a 1 anno e 4 mesi per falso in bilancio. In appello, assoluzione con formula dubitativa, confermata in Cassazione.
• Berlusconi è accusato di appropriazione indebita, frode fiscale e falso in bilancio per l'acquisto dei terreni intorno alla sua villa di Macherio. In primo grado è assolto dall'appropriazione indebita e dalla frode fiscale. Per i due falsi in bilancio contestati scatta la prescrizione. In appello è confermata l'assoluzione per i due primi reati; è assolto per uno dei due falsi in bilancio, per il secondo si applica l'amnistia.
• Berlusconi è accusato di aver pagato i giudici di Roma per ottenere una decisione a suo favore nel Lodo Mondadori, che doveva decidere la proprietà della casa editrice. Il giudice dell'udienza preliminare Rosario Lupo ha deciso l'archiviazione del caso, con formula dubitativa. La Procura ha fatto ricorso alla Corte d'appello, che nel giugno 2001 ha deciso: per Berlusconi è ipotizzabile il reato di corruzione semplice, e non quello di concorso in corruzione in atti giudiziari; concesse le attenuanti generiche, il reato dunque è prescritto, poiché risale al 1991 e la prescrizione, con le attenuanti genriche, scatta dopo 5 anni. Il giudice ha disposto che restino sotto processo i suoi coimputati Cesare Previti, Giovanni Acampora, Attilio Pacifico e Vittorio Metta.
• Berlusconi è accusato di aver corrotto i giudici durante le operazioni per l'acquisto della Sme. Rinviato a giudizio insieme a Cesare Previti, Renato Squillante e altri. Il processo di primo grado si è celebrato presso il Tribunale di Milano, dopo che la Cassazione ha respinto la richiesta di spostare il processo a Brescia o a Perugia, per legittimo sospetto reintrodotto per legge nell'ottobre 2002. Un'altra legge, il "lodo Maccanico", votata con urgenza nel giugno 2003, impone la sospensione di tutti i processi a cinque alte cariche dello Stato, tra cui il presidente del Consiglio. Ma è stata giudicata incostituzionale dalla Corte costituzionale. Il processo è cosÏ ripreso fino alla sentenza: concesse le attenuenti generiche, il reato è prescritto.
• Berlusconi era accusato di aver indotto la Rai, da presidente del Consiglio, a concordare con la Fininvest i tetti pubblicitari, per ammorbidire la concorrenza. La Procura di Roma, non avendo raccolto prove a sufficienza per il reato di concussione, ha chiesto l'archiviazione, accolta dal Giudice dell'udienza preliminare.
• Berlusconi era accusato di aver pagato tangenti a dirigenti e funzionari del ministero delle Finanze per ridurre l'Iva dal 19 al 4 per cento sulle pay tv e per ottenere rimborsi di favore. La Procura di Roma ha chiesto l'archiviazione, accolta dal Giudice dell'udienza preliminare.
• Le procure di Caltanissetta e Firenze indagano da molti anni sui «mandanti a volto coperto» delle stragi del 1992 (Falcone e Borsellino) e del 1993 (a Firenze, Roma e Milano). Le indagini preliminari sull'eventuale ruolo che Berlusconi e Marcello Dell'Utri possono avere avuto in quelle vicende sono state formalmente chiuse con archiviazioni nel 1998 (Firenze) e nel 2002 (Caltanissetta). Continuano però indagini per concorso in strage contro ignoti e i decreti d'archiviazione hanno parole pesanti nei confronti degli ambienti Fininvest.
• La procura di Palermo ha indagato su Berlusconi per mafia: concorso esterno in associazione mafiosa e riciclaggio di denaro sporco. Nel 1998 l'indagine è stata archiviata per scadenza dei termini massimi concessi per indagare. Indizi sui rapporti di Berlusconi e Dell'Utri con uomini di Cosa nostra continuano a essere segnalati in molte sentenze.
• Berlusconi, Dell'Utri e altri manager Fininvest, responsabili in Spagna dell'emittente Telecinco, sono accusati di frode fiscale per 100 miliardi e violazione della legge antitrust spagnola. Sono ora in attesa di giudizio su richiesta del giudice istruttore anticorruzione di Madrid, Baltasar Garzon Real. Il giudice Garzon ha chiesto di processare Berlusconi in Italia o di poterlo processare in Spagna. Di fatto, il processo è sospeso.
• Berlusconi e altri manager Fininvest sono indagati a Milano per aver prodotto fondi neri e distratto soldi da Mediaset attraverso meccanismi di compravendita di diritti televisivi. L'indagine è in corso, con le accuse, per Berlusconi, di appropriazione indebita aggravata, frode fiscale e falso in bilancio. E' indagato nuovamente anche per corruzione giudiziaria, per aver versato almeno 600 mila dollari a un testimone, il suo avvocato David Mills, perchè addomesticasse le sue dichiarazioni in un paio di processi milanesi a carico dello stesso Berlusconi.
Berruti, Massimo Maria/Forza Italia
Deputato della Repubblica. Eletto nel proporzionale, nelle liste di Forza Italia. Da ufficiale della Guardia di finanza, nel 1979 ebbe la sorte di interrogare un giovane imprenditore emergente di nome Silvio Berlusconi, a proposito della confusa situazione proprietaria e finanziaria della sua società Edilnord. Berlusconi rispose che della Edilnord era soltanto un "semplice consulente". Berruti, nel suo rapporto conclusivo, prese per buona la versione di Berlusconi, permettendo così l'archiviazione dell'accertamento valutario che ipotizzava la dipendenza della Edilnord da società estere. Poi si dimise dalla Guardia di finanza e andò a lavorare per Berlusconi. Prima delle dimissioni, però, fece in tempo a essere arrestato con l'accusa di corruzione nell'ambito dell'inchiesta per lo scandalo Icomec, una storia di tangenti che scoppiò prima di Mani pulite (al processo fu assolto).
• Da consulente Fininvest, invece, è stato di nuovo arrestato, nel 1994, per favoreggiamento a Berlusconi nell'inchiesta sulle tangenti alla Guardia di finanza. Condannato in primo grado (10 mesi) e in appello (8 mesi). Sentenza definitiva, con condanna confermata dalla Cassazione.
• Come avvocato del gruppo Fininvest, ha trattato, fra l'altro, l'acquisto del calciatore Gigi Lentini (poi oggetto di un processo in cui è imputato). Nel gennaio 1994 Berlusconi gli ha affidato l'organizzazione della campagna elettorale di Forza Italia a Sciacca e nella provincia d'Agrigento. Con buoni risultati, tra i quali il coinvolgimento di Salvatore Bono (cognato del boss dell'Agrigentino Salvatore Di Gangi) e di Salvatore Monteleone, arrestato nel 1993 per concorso in associazione a delinquere di stampo mafioso e diventato, appena uscito dal carcere, referente di Forza Italia a Montevago. Per i suoi servizi, Berruti e stato premiato con un posto in Parlamento già dal 1996. Con il Berruti avvocato e poi politico, convive il Berruti uomo d'affari: in Sicilia possedeva una societa, la Xacplast, che un rapporto dei carabinieri indicava come partecipata da uomini d'onore delle famiglie mafiose di Sciacca. Il collaboratore di giustizia Angelo Siino ha parlato anche di un incontro tra Berruti e il boss Nino Gioè, proprio nel periodo di progettazione delle stragi del 1992-93.
Biondi, Alfredo/Forza Italia
Avvocato, ex deputato liberale, ex ministro della Giustizia nel primo governo Berlusconi (quando tentò, invano, di far passare il famoso "decreto salvaladri"). Nel 1998 ha patteggiato la pena di 2 mesi di arresto e 6 milioni di multa per frode fiscale (reato poi depenalizzato): aveva evaso le tasse su parcelle professionali per quasi 1 miliardo.
Bossi, Umberto/Lega nord
Fondatore e leader della Lega. Ministro per le riforme nel secondo governo Berlusconi. Ha precedenti penali per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, ai quali somma il vilipendio alla bandiera. Ha detto in pubblici comizi che lui con il tricolore «si pulisce il culo» (e poi criticano quelli che nei cortei bruciano le bandiere americane...). Dalla procura di Verona è stato indagato per attentato all'integritý dello Stato, per presunte attivitý eversive delle ´camicie verdiª. Per uscire da questa situazione, il ministro della Giustizia Castelli e altri esponenti della maggioranza hanno presentato proposte di leggi su misura per depenalizzare i reati commessi da Bossi e amici. Ma il leader indiscusso del Carroccio è stato condannato, con sentenza definitiva confermata dalla Cassazione, anche per tangenti: 8 mesi al processo per la maxitangente Enimont, per un contributo di 200 milioni regalati da Carlo Sama e incassati dal cassiere Patelli.
Brancher, Aldo/Forza Italia
Deputato eletto in Veneto, è stato il regista del nuovo accordo tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi, che ha portato la Casa delle libertà alla vittoria elettorale del 2001. Era prete paolino e manager pubblicitario di Famiglia cristiana. Don Aldo, giovane e brillante, era il braccio destro del mitico don Emilio Mammana, che aprì il primo ufficio pubblicità di Famiglia cristiana a Milano, facendo uscire il settimanale dall'ambiente provinciale di Alba e dalle sacrestie. Grazie a don Mammana, Famiglia cristiana divenne uno dei settimanali italiani più venduti e più ricchi di pubblicità. Accanto a don Mammana c'era sempre lui, don Aldo, pretino giovane e spregiudicato, guardato con un po' d'apprensione dalle segretarie, per via dei suoi modi, non proprio da prete fedele al voto di castità.
I soldi che faceva girare erano tanti e il ragazzo era svelto. Forse troppo. Tanto che don Zega, allora direttore di Famiglia cristiana, arrivò ai ferri corti con don Aldo. Sarà per questo, o per una donna che era entrata stabilmente nella sua vita, ma comunque Brancher lasciò i paolini, cambiò vita, abbandonò il sacerdozio. Ma non la pubblicità: divenne collaboratore di Fedele Confalonieri e manager di Publitalia, la concessionaria di pubblicità della Fininvest. "Don Aldo sta facendo carriera", dicevano di lui i suoi vecchi colleghi di Famiglia cristiana.
La carriera sembrò interrompersi nel 1993, quando fu arrestato da Antonio Di Pietro per tangenti (300 milioni al ministro della Sanità Francesco De Lorenzo, per la pubblicità contro l'Aids assegnata dal ministero alle reti Fininvest). è subito ribattezzato "il Greganti della Fininvest" perché in cella non aprì bocca, non raccontò i segreti delle tangenti Fininvest.
Condannato (in appello) a 2 anni e 8 mesi per falso in bilancio e violazione della legge sul finanaziamento ai partiti. In Cassazione il falso in bilancio Ë caduto, depenalizzato dal governo di cui faceva parte; il finanziamento Ë caduto in prescrizione. Per la sua fedeltà aziendale fu comunque premiato: divenne responsabile di Forza Italia nel Nord e poi, nel 2001, candidato alla Camera in Veneto, eletto senza problemi e subito nominato da Berlusconi sottosegretario alle Riforme e alla devoluzione. Lavora accanto al neo-ministro Umberto Bossi, che ha convinto ad abbandonare i toni anti-Berlusconi per allearsi nel 2001 con Forza Italia.
Nell'estate 2005 diventa uno dei protagonisti della saga dei Furbetti del quartierino: secondo l'accusa Ë l'ufficiale di collegamento tra il banchiere di Lodi Gianpiero Fiorani e i politici di Roma. » lui a indicare i nomi degli uomini di partito da pagare. Egli stesso (e la sua compagna) riceve generosi fidi dalla Banca popolare di Lodi.
Brigandì, Matteo/Lega nord
Era assessore regionale in Piemonte quando fu arrestato (e ora è sotto processo) per una presunta truffa sugli indennizzi alle aziende vittime di un'alluvione.
Buonfiglio, Antonio/Alleanza nazionale
Vicecapogabinetto di Gianni Alemanno, è indagato per corruzione nell'inchiesta sui crediti della Federconsorzi.
Calderoli, Roberto/Lega nord
Segretario della Lega nord, ha sostituito Umberto Bossi al ministero delle Riforme. Come Bossi, è stato condannato nel 1998, in primo grado, a 8 mesi per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, per aver partecipato ai disordini davanti alla sede della Lega in via Bellerio; è indagato per scontri con la polizia a Brescia; e per attentato all'integritý dello Stato nell'inchiesta di Verona sulle ´camicie verdiª. Con l'esibizione televisiva di una maglietta su cui era riprodotta una vignetta irridente all'Islam, Calderoli ha alimentato le tensioni antioccidentali dei Paesi musulmani.
Cantoni, Giampiero/Forza Italia
Banchiere, socialista, fu presidente della Bnl. È stato inquisito e arrestato per corruzione, bancarotta fraudolenta e altri reati. Se l'è cavata con alcuni patteggiamenti (ha patteggiato pene per circa 2 anni e risarcito 800 milioni di lire). È stato poi eletto, nel 2001, senatore della Repubblica nelle liste di Forza Italia in Lombardia. Rieletto nel 2006.
Cardinale, Salvatore/Margherita
Ex ministro delle Telecomunicazioni del centrosinistra, poi segretario regionale siciliano della Margherita. Al processo contro Totò Cuffaro, il collaboratore di giustizia Angelo Siino, "ministro dei lavori pubblici" di Cosa nostra, ha raccontato una riunione elettorale nel 1991 con i due Totò, Cuffaro e Cardinale (che allora era deputato Dc). L'incontro si svolse nell'ufficio del capomafia di Villagrazia Angelo Teresi, per preparare le regionali del '91. «C'ero io, Teresi, Santino Pullarà, Cardinale e Cuffaro», racconta l'ex boss, «era appena passato il decreto Andreotti che riportava in carcere i boss del maxiprocesso e io dissi a Cardinale: "Vedi, questi vi dovrebbero sputare in faccia e invece vi abbiamo organizzato tutto questo". Lui rispose vagamente: "Vedremo, vedremo..."».
Caruso, Francesco/Rifondazione comunista
Leader del movimento dei disobbedienti, è stato indagato a Cosenza per associazione sovversiva e per diversi reati che sarebbero stati commessi durante manifestazioni di piazza.
Carra, Enzo/Margherita
Dopo essere stato portavoce della Dc durante la segreteria di Arnaldo Forlani, oggi è coordinatore della Margherita. Pregiudicato: condannato a 1 anno e 4 mesi per false dichiarazioni al pubblico ministero: mentÏ per cercare di impedire la scoperta della maxitangente Enimont. Per quel reato fu arrestato durante Mani pulite e la sua fotografia
in manette divenne un'immagine-simbolo di Tangentopoli. Questo non gli ha impedito di essere candidato già nel 2001 e di diventare deputato della Margherita in Campania.
Catone, Giampiero/Dc-Forza Italia
Giampiero Catone, napoletano, 50 anni, è l'uomo che ha nelle sue mani un pezzo della storia della Repubblica: dopo varie peripezie legali, ha ottenuto la proprietà del glorioso scudo crociato, simbolo della Democrazia cristiana. Dopo la morte della Dc si mette all'ombra di Rocco Buttiglione. Lo segue nell'Udc e diventa il suo uomo forte in Abruzzo. Quando poi Buttiglione diventa ministro, Catone è suo capo di gabinetto. È anche direttore del vecchio settimanale della Dc, "La Discussione", portato in eredità all'Udc insieme ai 3 milioni di euro di finanziamenti pubblici all'editoria che il giornale riceve ogni anno. Alle europee del 2004 è riuscito a raccogliere oltre 48 mila voti, quasi 3 mila in più del suo capolista e leader Rocco Buttiglione (anche se non sufficienti a fargli conquistare il seggio).
Quando Buttiglione fu proposto dal governo Berlusconi come commissario europeo alla Giustizia, il curriculum giudiziario del suo braccio destro, il professor Catone (diffuso a Strasburgo da una giornalista italiana, Paola Severini) fu una delle cause della bocciatura del ministro italiano amico dei teo-con. Da un annetto circa, forte del suo simbolo, Catone è passato alla Dc di Gian Franco Rotondi, alleato con il Nuovo Psi di Gianni De Michelis, anche se, per avere la certezza dell'elezione, è inserito nelle liste di Forza Italia in Lombardia. Un seggio, a Roma o a Strasburgo, alla fine lo avrà. Lo vuole per naturale aspirazione politica, ma anche perché gli garantisce l'immunità parlamentare. Utile, specie per chi, come Catone, ha qualche guaio con la giustizia.
Il 9 maggio 2001, a pochi giorni dalle elezioni politiche, Catone (allora candidato con il Ccd) finisce in carcere insieme al fratello e ad altre dodici persone. L'ipotesi di reato della Procura di Roma è associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, falso, false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta pluriaggravata: due bancarotte da 25 miliardi di lire l'una e 12 miliardi di finanziamenti a fondo perduto dal ministero dell'Industria ottenuti secondo l'accusa con carte e perizie false, che consentivano alle società amministrate da Catone d'incassare più volte lo stesso contributo per un "polo tessile aquilano" mai esistito. Uno degli episodi contestati riguarda il tentativo messo in atto dal gruppo Catone di acquisire una società (la Iris Moda) nonostante il rifiuto del titolare. Presto fatto: secondo i giudici, il gruppo avrebbe creato un falso amministratore nella documentazione presentata per ottenere il finanziamento. Il ministero dell'Industria, alla fine, scuce 2 miliardi in contanti all'insaputa della società (quella vera).
Catone è anche coinvolto nel fallimento dell'Abatec, azienda di Chieti di cui Catone era amministratore. Avrebbe dovuto produrre macchinari ad alta tecnologia per la lavorazione dei pannolini, ma viene dichiarata fallita dopo un aumento di capitale deliberato prima ancora che fossero sottoscritte le quote sociali. Per non parlare del contorno di spericolate operazioni finanziarie grazie alle scatole cinesi di una manciata di società off shore. Per queste vicende Giampiero Catone ha già collezionato un paio di rinvii a giudizio. In quello per Abatec, il giudice definisce il gruppo all'opera «associazione a delinquere Catone».
Eppure le disavventure non sembrano avergli precluso la carriera. Anzi, Rocco Bottiglione lo promuove prima responsabile della segreteria politica, quindi capo segreteria del ministero delle Politiche Comunitarie; poi, nel novembre 2002, viene eletto (in Abruzzo) primo segretario regionale della neonata Udc. Sempre nel 2002, un decreto del governo Berlusconi a firma Gianni Letta istituisce una "struttura di missione" tutta per lui, con l'incarico di studiare il contenzioso tra governo italiano e Unione europea. Durante il semestre di presidenza italiana Ue, Catone coordina l'azione dell'esecutivo. Ma l'incarico che sembra calzargli a pennello, vista l'esperienza maturata in patria, è quello di presidente del Progetto comunitario "Pon/Atas" «per il corretto utilizzo dei fondi strutturali destinati alle Regioni», struttura decisiva per ottenere finanziamenti dall'Unione europea.
Come mai la giornalista romana Paola Severini (ex moglie del ministro del primo governo Berlusconi Antonio Guidi) aveva inviato a tutti gli eurodeputati un dossier pubblico sulle imprese di Catone? Perché lo aveva conosciuto molto da vicino. Severini aveva infatti fondato nel 1996 "Angeli", rivista di cultura sociale, che era poi cresciuta come cooperativa sociale in cui lavoravano soprattutto disabili e che progettava di diventare quotidiano: "Quotidiano sociale", un prodotto di servizio per le famiglie con figli disabili. Nel 2001 era entrato nella cooperativa Ugo Rossolillo, segnalato dall'ufficio editoria della presidenza del Consiglio. Suo compito avrebbe dovuto essere quello di curare le pratiche di finanziamento pubblico. Peccato che Rossolillo non fosse affatto un commercialista, non fosse neppure laureato, né un consulente del lavoro: in compenso era un dipendente di Giampiero Catone.
Alla ricerca di finanziamenti per lanciare il "Quotidiano sociale", Paola Severini riceve la telefonata di un amico, Rocco Buttiglione: «So che stai cercando finanziamenti. Ho un amico che produce pannolini e a cui farebbero comodo spazi pubblicitari su una pubblicazione come la tua e sarebbe interessato a investire». Chi è l'amico di Buttiglione? Giampiero Catone, of course. E la ditta di pannolini? L'Abatec, una di quelle bancarotte per cui il capogabinetto del ministro era finito in galera un paio d'anni prima. Ma questo Buttiglione non lo dice. Dice invece che Catone «è un buon cattolico» e che può portare contributi pubblici, a patto che la fondatrice di "Angeli" si accontenti della direzione editoriale e della minoranza nella cooperativa. Severini accetta e in un paio di mesi, nel 2004, è cacciata dalla sua cooperativa. Grazie agli uffici del finto commercialista Rossolillo spuntano falsi libri sociali e verbali contraffatti.
Da allora il "Quotidiano sociale" è nelle mani di Giampiero Catone, che, licenziata la fondatrice, non assume nemmeno i disabili ma riempie la redazione di amici, facendo un travaso di dipendenti dalla "Discussione" (Franco Insardà, Emilio Gioventù, Ivan Mazzoletti). Il "Quotidiano sociale" non ha mai visto la luce, ma un risultato Catone lo ha comunque portato a casa: ha ugualmente incassato i contributi pubblici. La sua specialità.
Cesa, Lorenzo/Udc
Arrestato nel 1993 dopo un periodo di latitanza, viene condannato nel 2001 con l'ex ministro Gianni Prandini a 3 anni e 3 mesi per corruzione: ha ammesso tangenti da centinaia di milioni per appalti Anas. Ma nel 2003 la Corte d'appello di Roma annulla la condanna per un vizio tecnico: il pm aveva svolto funzione di gup. Così scatta la prescrizione. Questo non impedisce all'Udc di nominarlo segretario del partito, al posto di Marco Follini, troppo indipendente da Berlusconi e incensurato.
Il nome di Cesa compare nel 2006 anche nella vicenda delle spie e delle intercettazioni illegali. è infatti indagato a Catanzaro per associazione a delinquere e truffa: un'azienda di cui era socio, la Spb optical disk, godette di finanziamenti europei per circa 5 miliardi di lire senza avere svolto alcuna attività. L'azienda fu poi venduta, nel 2004, a Salvatore Di Ganci, in passato in affari con la banda della Magliana. Durante una perquisizione a casa di Giovanbattista Papello, socio di Cesa nella Spb optical disk, sono stati trovati un grembiulino massonico e intercettazioni abusive ai danni di Piero Fassino, Piero Folena e Vincenzo Pozzi, presidente Anas.
Cicchitto, Fabrizio/Forza Italia
Il suo nome compare nelle liste della loggia massonica P2: fascicolo 945, numero di tessera 2232, data di iniziazione 12 dicembre 1980. All'epoca della scoperta degli elenchi Cicchitto era deputato e membro della direzione del Psi. è uno dei pochi ad aver ammesso di aver sottoscritto la domanda di adesione.
Cirino Pomicino, Paolo/Dc (Rotondi)
Eurodeputato Udeur. Ex ministro del Bilancio della Prima Repubblica. Condannato in via definitiva a 1 anno e 8 mesi per finanziamento illecito tangente Enimont e a 2 mesi (patteggiati) per corruzione, per i fondi neri Eni. » stato processato inoltre per una serie infinita di tangenti e indagato (ma prosciolto) per mafia.
Colli, Ombretta/Forza Italia
Quando era presidente della Provincia di Milano, Ë stata indagata per aver ricevuto dal costruttore Marcellino Gavio contributi alla campagna elettorale per la sua rielezione. Gavio era azionista privato dell'autostrada Milano Serravalle, controllata dalla Provincia, ed era stato grandemente favorito dal presidente Ombretta Colli. L'inchiesta per Colli si Ë conclusa con un niente di fatto, perchè i magistrati non hanno trovato proporzione tra gli immensi favori concessi da Colli e il sostegno, in fondo modesto, ricevuto da Gavio. Ombretta Colli ha minacciato di candidarsi a sindaco di Milano (avrebbe tolto voti preziosi al candidato ufficiale del centrodestra): cosÏ ha ottenuto un posto nelle liste di Forza Italia per il prossimo Parlamento.
Comincioli, Romano/Forza Italia
Senatore della Repubblica. Eletto nel collegio di Lodi per la Casa delle libertà. Compagno di scuola e poi manager e prestanome di Berlusconi, era in contatto con Gaspare Gambino, imprenditore siciliano vicino a Pippo Calò, il cosiddetto cassiere romano di Cosa nostra. Attraverso Comincioli, la Fininvest realizzò affari con il faccendiere sardo Flavio Carboni. Cambiali con girata di Comincioli passarono a uomini della Banda della Magliana per poi finire nelle mani di Pippo Calò. Per i suoi rapporti con Cosa nostra e banda della Magliana è stato imputato a Roma (e poi assolto). Accusato per bancarotta fraudolenta, è stato latitante per alcune settimane. Poi imputato nel processo per le false fatture di Publitalia. » anche accusato di aver fatto da mediatore tra il banchiere Gianpiero Fiorani e Berlusconi, durante la tentata scalata ad Antonveneta. E di aver ricevuto fidi dalla Popolare di Lodi impegnata nella scalata.
Craxi, Vittorio (detto Bobo)/I socialisti Craxi
La sua prima campagna elettorale, quando entrÚ per la prima volta nel Consiglio comunale di Milano, fu finanziata da Mario Chiesa, imputato numero uno di Mani pulite, che usÚ le tangenti raccolte e poi confessate. Suoi materiali elettorali furono trovati durante un sequesto a un imputato nel processo Duomo connection. Nelle sentenze di condanna a suo padre, Bettino Craxi, si accenna a denaro delle tangenti usato per comprare "un appartamento a New York", o per pagare al figlio Bobo líaffitto di una "casa in Costa Azzurra". Ora si è schierato con il centrosinistra.
Crisafulli, Vladimiro/Ds
Ex sindaco di Enna e uomo forte dei Ds siciliani, è sotto inchiesta insieme a Totò Cuffaro per violazione di segreto d'ufficio nell'inchiesta su Messina Ambiente. Una telecamera nascosta in un hotel di Pergusa, inoltre, il 19 novembre 2001 registrò un suo incontro con un boss mafioso, Raffaele Bevilacqua, giý latitante, arrestato e condannato in primo grado per mafia. Il politico diessino, a margine di un congresso, discuteva tranquillamente con il boss di politica locale, affari e appalti. Per questo Vladimiro Crisafulli, detto Mirello, Ë stato indagato dalla procura di Caltanissetta per concorso esterno in associazione mafiosa.
Indagine archiviata nel febbraio 2004, perchè quel colloquio non portÚ alcun beneficio concreto a Cosa nostra. Resta perÚ "dimostrata da parte di Crisafulli la disponibilitý a mantenere rapporti con il Bevilacqua, accettando il dialogo sulle proposte politiche dello stesso, ascoltando la sua istanza e rispondendo alle domande sulle possibili iniziative politico-amministrative, in particolare in materia di finanziamenti e appalti". "Crisafulli appare disponibile a esplorare con Bevilacqua l'area delle ipotesi strettamente politiche nel territorio e, in parte, ad addentrarsi nell'area grigia dell'affarismo politico-elettorale". Quell'incontro e altri che seguirono costituiscono, secondo la procura, "un complesso di contatti e disponibilitý al dialogo di inquietante valenza". "La pubblicitý dell'incontro... enfatizza in tutti i presenti al congresso l'idea di stabili contatti mafia-politica, con ovvio vantaggio per la prima".
I pm aggiungono che il collaboratore di giustizia Angelo Leonardo ha indicato Crisafulli come "persona conosciuta dal padre Gaetano Leonardo, capofamiglia di Enna" e che "la candidatura del Crisafulli alle elezioni regionali del 2001 avrebbe dovuto essere sostenuta dalla famiglia mafiosa in previsione della possibilità di ottenere, per il tramite dello stesso Crisafulli, contatti nel mondo imprenditoriale. Tuttavia l'arresto nel maggio 2001 di Leonardo Gaetano e del figlio, unitamente ai componenti della famiglia mafiosa di Enna, impediva la concretizzazione del progetto".
Ce n'è abbastanza per chiedere l'archiviazione sul piano penale. Ma ce ne sarebbe a sufficienza almeno per bloccare la sua carriera politica, tantopiù nel partito che fu di Pio La Torre. Invece è stato candidato dai Ds in un posto sicuro per la Camera in Sicilia-2. E quando Antonio Di Pietro ha criticato l'incredibile decisione della Quercia, Luciano Violante gli ha replicato che "non esiste alcun motivo di incompatibilità: Crisafulli è nelle stesse condizioni in cui si è trovato in passato Di Pietro, prima incriminato e poi assolto". Con la differenza che Di Pietro non è oggi indagato, mentre Crisafulli sì. Di Pietro fu accusato su notizie false e non ha mai mostrato "disponibilità" verso mafiosi, anzi Cosa nostra nel 1993 aveva progettatodi assassinarlo (Violante è oggi nella stessa lista che ospita Mirello: numero 1 Rutelli, 2 Violante, 3 Piscitello, 4 Crisafulli. Il quale entrerà certamente a Montecitorio. E chissà, magari anche nella Commissione antimafia).
Crivelli, Raffaele/Rifondazione comunista
Dirigente di Rifondazione comunista ed ex sindaco di Altamura, candidato alla Camera in uno dei posti al vertice della lista del Prc per la Puglia. Crivelli è anche dirigente della Tradeco e in questa veste è accusato di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti.
Cuffaro, Salvatore/Udc
Imputato di favoreggiamento alla mafia e rivelazione di segreto d'ufficio, è accusato di aver informato uomini ritenuti vicini a Cosa nostra che erano intercettati. Tra questi, il boss Giuseppe Guttadauro, legatissimo a Bernardo Provenzano, e l'imprenditore Michele Aiello, padrone della sanità in Sicilia, re delle cliniche private, sospettato di essere un riciclatore dei soldi di Provenzano. Totò Cuffaro si è incontrato segretamente con Aiello nel retrobottega di una boutique di Bagheria: "Per parlare di tariffe sanitarie", ha spiegato Totò ai magistrati. In una telefonata intercettata il 10 gennaio 2004, Cuffaro parla con Silvio Berlusconi, che gli dice: "Ho saputo qui... la ragione perché ti telefono... il ministro dell'Interno... Mi ha parlato e mi ha detto che tutta la... è sotto controllo, sotto controllo". Berlusconi parla dunque con Cuffaro di indagini, dicendo di aver avuto informazioni dal ministro Beppe Pisanu (che però ha negato ai magistrati di Palermo di aver mai parlato con Berlusconi di indagini siciliane).
Cusumano, Stefano/Udeur
Arrestato nel 1999 a Catania con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e turbativa d'asta. Oggi resta sotto processo, con la sola accusa di turbativa d'asta, per gli appalti del nuovo ospedale Garibaldi di Catania. È senatore della Repubblica.
D'Alema, Massimo/Ds
Ex presidente del Consiglio, ex segretario e oggi presidente dei Ds. Fu indagato a Bari per un finanziamento illecito ricevuto da Francesco Cavallari, il re delle cliniche pugliesi (fu in seguito condannato per concorso esterno in associazione mafiosa), che gli versò una ventina di milioni. D'Alema si salvò grazie alla prescrizione.
De Angelis, Marcello/An
Direttore di "Area", la rivista di Gianni Alemanno. Un passato nell'organizzazione fascista Terza posizione: è stato condannato per associazione sovversiva e banda armata, è stato latitante e poi in carcere per tre anni, dal 1989 al 1992.
De Gregorio, Sergio/Italia dei valori
Giornalista, realizza scoop come quello di fotografare in carcere (senza permesso) la modella Terry Broome. O d'intervistare Tommaso Buscetta in crociera nel Mediterraneo. Con il risultato di far partire una campagna contro i pentiti che se la spassano a spese dello Stato. Poi diventa editore, rilevando la testata socialista dell'Avanti, dopo il naufragio del craxismo. Infine si dà alla politica, diventando il proprietario della sigla "Italiani nel mondo". Intanto è candidato di Forza Italia, ma quando il partito rifiuta di metterlo in lista passa alla Dc di Rotondi. I suoi Italiani nel mondo sostengono il ministro di An Mirko Tremaglia.
Ma alla vigilia delle elezioni del 2006 De Gregorio firma un accordo con Antonio Di Pietro e mette la sua organizzazione a disposizione dell'Italia dei valori, che lo candida alle elezioni e lo fa eleggere senatore. De Gregorio vuole il ministero degli italiani all'estero. Prodi non glielo concede. Lui si rifà facendosi eleggere, con i voti del centrodestra, presidente della commissione Difesa del Senato. Tra il novembre 2005 e il marzo 2006 (dunque in piena campagna elettorale), ha spacciato assegni scoperti e poi protestati per oltre 87 mila euro.
D'Elia, Sergio/Rosa nel pugno
Ex dirigente di Prima linea, è stato condannato a 30 anni di carcere, poi ridotti a 12, per l'uccisione del poliziotto Fausto Dionisi. Dissociato, ha fondato l'associazione Nessuno tocchi Caino. Eletto deputato, viene scelto come segretario di presidenza della Camera.
Delfino, Teresio/Udc
Sottosegretario del governo Berlusconi, ha ricevuto un avviso di garanzia nell'inchiesta sui fondi dell'Enoteca d'Italia.
Dell'Utri, Marcello/Forza Italia
Senatore della Repubblica. Eletto nel 2001 nel collegio più chic di Milano. La legislatura precedente era deputato. Tra i collaboratori pi~ vicini a Berlusconi fin dagli anni Settanta, è considerato l'´inventoreª, nel 1993, di Forza Italia.
• Accusato di bancarotta fraudolenta per il crac Bresciano (un'azienda del discusso finanziere siciliano Filippo Alberto Rapisarda).
• Arrestato nel 1995 dai magistrati di Torino per le false fatture di Publitalia (la societý che raccoglie pubblicitý per le tv di Berlusconi). Indagato per i fondi neri di Publitalia anche a Milano (nel 1994 aveva evitato l'arresto solo grazie alla soffiata del Tg5 di Enrico Mentana, che dando la notizia aveva fatto cadere le esigenze di custodia cautelare). è stato condannato definitivamente a 2 anni per frode fiscale e false fatturazioni a Torino (false fatture Publitalia); ha patteggiato 6 mesi a Milano per altre vicende di false fatture Publitalia.
• A Milano è stato condannato a 2 anni per estorsione aggravata (per aver mandato il boss di Cosa nostra Vincenzo Virga a fare il "recupero crediti" nei confronti di Vincenzo Garraffa, titolare di una squadra di pallacanestro sponsorizzata da Publitalia).
• A Palermo è stato condannato a 9 anni in primo grado per concorso esterno nell'associazione mafiosa Cosa nostra e processato per calunnia aggravata nei confronti di alcuni collaboratori di giustizia (Dell'Utri aveva assoldato due falsi pentiti perchè raccontassero di essere stati convinti in carcere ad accusare Berlusconi e Dell'Utri di mafia).
• A Madrid, in Spagna, è accusato di gravi irregolarità nella gestione di Telecinco.
Complessa la sua vicenda processuale, costellata di leggi su misura. A Torino, nel 1998, è condannato in appello a 3 anni e 2 mesi per false fatture e frode fiscale continuata della società Publitalia. Ma prima che la sentenza diventasse definitiva, il Parlamento (a maggioranza Ulivo) approvÚ in tutta fretta una legge che permetteva il patteggiamento anche in Cassazione: Dell'Utri la usÚ, rimediando uno sconto che ridusse la pena a 2 anni e 6 mesi, sotto la soglia dei 3 anni oltre i quali si deve entrare in carcere. Restava aperto il problema delle pene accessorie: 5 anni d'interdizione dai pubblici uffici. Perso, in forza di quella pena, il seggio in Parlamento, Dell'Utri sarebbe finito in cella, perchè nel frattempo i giudici di Palermo avevano chiesto il suo arresto per la vicenda dei falsi pentiti. Dell'Utri chiede allora che gli sia applicato l'indulto del 1989 (anche se gran parte dei reati contestati sono successivi). La Corte d'appello di Torino respinge la richiesta, ma poi la Cassazione l'accoglie: cosÏ niente pene accessorie, niente arresto.
La pena definitiva scende ancora, in sede d'esecuzione, a 1 anno e 8 mesi (sotto la soglia dei 2 anni, quindi senza neppure l'obbligo dell'affidamento ai servizi sociali), perchè il governo Amato (centrosinistra) depenalizza alcuni reati fiscali e finanziari. Da Milano, intanto, arrivano altre piccole pene per false fatture e falso in bilancio, considerate ´in continuazioneª con la condanna di Torino. La pena complessiva, dunque, risale oltre i 2 anni. Ci pensa la nuova legge sul falso in bilancio (2001, governo Berlusconi), che risolve il problema. A Palermo i due processi d'argomento mafioso (quello per concorso esterno squaderna una imponente mole di prove della vicinanza tra Dell'Utri e Cosa nostra) arrivano alle fase finali, quando una apposita legge (quella cosiddetta ´d'attuazioneª dell'articolo 68 della Costituzione, che con il contributo del verde Marco Boato dilata a dismisura i privilegi e le immunitý dei parlamentari) si rendono inutilizzabili, nei confronti di deputati e senatori, i tabulati telefonici. Proprio i tabulati erano la prova dei contatti tra Dell'Utri e i falsi pentiti assoldati per azzerare le accuse di mafia. L'accusa si oppone a gettare alle ortiche quelle prove, perchè raccolte comunque prima del provvidenziale arrivo della legge. Il processo è continuato.
Tutto questo non ha impedito a Silvio Berlusconi di candidarlo al Senato, nel collegio più centrale di Milano. Marcello lo aveva confessato in tv: "Mi candido per legittima difesa". Tra un processo e l'altro, si atteggia a uomo di cultura: il 20 giugno 2003, per esempio, ha inaugurato la Biblioteca del palazzo del Senato, alla presenza del presidente del Senato Marcello Pera e del capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi. Ed è responsabile della scelta dei candidati di Forza Italia per le elezioni politiche del 2006.
Del Pennino, Antonio/Forza Italia
è tra i repubblicani che con Giorgio La Malfa si sono schierati con Berlusconi. In passato è stato vicesegretario nazionale del Pri e più volte parlamentare. Una testimone racconta che a fine anni Settanta Del Pennino era tra i frequentatori delle bische clandestine gestite a Milano da Angelo Epaminonda. Lì era chiamato "Del Pennazzo". Il 13 maggio 1992, agli albori di Mani pulite, quando era deputato del Pri e capogruppo repubblicano alla Camera, è stato raggiunto da un'informazione di garanzia. L' ipotesi di reato: ricettazione, per aver ricevuto denaro provento di tangenti. Nel 1993 la Camera ha respinto la richiesta di autorizzazione a procedere per violazione delle norme sul finanziamento pubblico dei partiti: i magistrati di Milano l'avevano richiesta per contributi in denaro che Del Pennino avrebbe ricevuto da fondi neri costituiti presso l' Associazione industriale lombarda (Assolombarda).
A luglio 1994 Ha patteggiato una pena di 2 mesi e 20 giorni (convertita nella sanzione di 4 milioni) nel processo per le tangenti Enimont. A ottobre 1994 altro patteggiamento: di una pena di 1 anno, 8 mesi e 20 giorni per tangenti relative alla Metropolitana milanese. Il 25 gennaio 2000 la settima sezione penale del tribunale di Milano lo ha prosciolto nel processo per le tangenti Atm, per le forniture di autobus all azienda dei trasporti milanese (in precedenza, lo stesso tribunale aveva respinto una sua richiesta di patteggiamento, perché la pena concordata con il pubblico ministero non era stata ritenuta congrua rispetto alla gravità dei fatti contestati). Alla fine del 2000 Antonio Del Pennino è rientrato nel Pri, giusto in tempo per partecipare al "ribaltino" che ha portato il glorioso partito ad allearsi con Berlusconi.
De Luca, Vincenzo/Ds
Deputato Ds fedelissimo di Massimo D'Alema, è indagato a Salerno per il piano regolatore e gli appalti della centrale termoelettrica.
De Michelis, Gianni/Nuovo Psi
Ha patteggiato a Venezia 1 anno e 6 mesi per corruzione (mazzette autostradali del Veneto) e a Milano 6 mesi per finanziamento illecito (tangente Enimont). Nella Prima Repubblica Ë stato ministro. Era chiamato il "Doge di Venezia". Una sentenza rimarca che con le tangenti non solo finanziava la sua corrente, ma «alimentava il suo principesco stile di vita sia pubblica sia privata».
De Piccoli, Cesare/Ds
Nei primi anni Novanta fu accusato (e poi prescritto) di aver ricevuto dalla Fiat alcune centinaia di milioni su tre conti in Svizzera: Accademia, Linus, Carassi. Erano tangenti «finalizzate alla campagna elettorale della corrente politica veneta facente capo all'onorevole Massimo D'Alema».
Daniele Farina/Rifondazione comunista
Leader del centro sociale Leoncavallo di Milano. Condannato a 1 anno e 8 mesi per resistenza a pubblico ufficiale e possesso di una molotov. A 10 mesi per scontri in piazza Duomo tra Leoncavallo e servizio d'ordine del sindacato. Condannato a 4 mesi e 20 giorni per l'occupazione del centro sociale.
Fitto, Raffaele/Forza Italia
Ex presidente della Regione Puglia, il 20 giugno 2006 ha ricevuto una richiesta d'arresto per corruzione, falso e illecito finanziamento ai partiti. Ha evitato il carcere soltanto perchŽ parlamentare. È accusato di aver intascato una mazzetta da 500 mila euro dal re della sanitˆ Giampaolo Angelucci, in cambio di un appalto per la gestione di undici case per anziani. L'ex governatore avrebbe anche fatto confluire spot pagati dalla Regione su una tv locale, Telerama, in cambio di appoggio elettorale contro il suo sfidante, Nichi Vendola.
Firrarello, Giuseppe/Forza Italia
Ex democristiano siciliano, andreottiano, è stato accusato di tangenti per l'appalto dell'ospedale Garibaldi di Catania. Nel 1999 la procura chiese anche di poterlo arrestare, ma il Senato negò l'autorizzazione a procedere. Erano circolate trascrizioni di intercettazioni telefoniche che lo accusavano pesantemente, ma ora non ve n'è più traccia: sparite. In una videocassetta, invece, è ancora possibile vedere e sentire il mafioso Enrico Incognito urlare: "Firrarello, anche tu mi hai abbandonato". Nel 2001, passato dall'Udeur a Forza Italia, è stato rieletto. Per lui è stato chiesto il rinvio a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa, turbativa d'asta e corruzione.
Formigoni, Roberto/Forza Italia
Presidente della Regione Lombardia. Ha voluto ad ogni costo (anche contro il parere di Berlusconi) candidarsi al Senato, per assistere da Roma all'eventuale crollo di Silvio e poter gestire l'eventuale disfacimento di Forza Italia. è stato coinvolto in alcune complesse vicende politico-giudiziarie, senza peraltro mai subire condanne.
• Scandalo "ricette d'oro". Non ha visto né sentito nulla dell'estesissimo sistema di corruzione architettato dal professor Giuseppe Poggi Longostrevi, che negli anni Novanta ha truffato almeno 90 miliardi alla Regione, facendo fare a centinaia di medici ricette false o per prestazioni gonfiate o inutili. Nella motivazione della sentenza che condanna per corruzione 175 medici che avevano accettato il "sistema Longostrevi", si afferma che la Regione ha favorito la truffa. I giudici hanno così dimezzato i risarcimenti alla Regione, per ´concorso di colpaª: per ´l'inidoneitý, per non dire assenza, dei controlliª. Nessuna responsabilità penale accertata per Formigoni, ma certamente la responsabilità politica di non aver saputo vigilare su un settore da sempre a rischio di corruzione. E responsabilità politica di aver voluto ai vertici della sanità regionale – prima come suo consulente, poi come assessore alle Politiche sociali – Giancarlo Abelli, amico di Longostrevi e sua sponda politica in Regione.
• Discarica di Cerro. Roberto Formigoni ha ricevuto un avviso di garanzia il 14 luglio 2000, per la gestione della discarica di Cerro Maggiore, per la quale era già stato condannato Gianstefano Frigerio, che aveva ricevuto una tangente da 150 milioni da Paolo Berlusconi. Nel 1995, quando scoppiò in Lombardia la cosiddetta "emergenza rifiuti", Formigoni indirizzò a Cerro (che avrebbe invece dovuto chiudere) tutta la spazzatura regionale e si impegnò a pagare al proprietario, Paolo Berlusconi, 300 milioni al giorno per altri due anni. Nel 1999 ci fu un accordo per bonificare la discarica. Il compito spettava ai proprietari, Berlusconi e soci, che in cinque anni d'attività avevano realizzato, secondo un rapporto della Guardia di finanza, "ricavi effettivi per almeno 240 miliardi". Invece Formigoni fece pagare la bonifica a un'altra azienda, in cambio del permesso per aprire un supermercato sull'area della discarica. Nel corso delle indagini è emerso anche un appunto scritto a mano, il verbale di una riunione tenutasi a Milano 2 alla presenza di Paolo Berlusconi e degli altri soci della discarica. Il foglietto parla della costituzione, attraverso false fatture, di fondi neri all'estero per oltre 10 miliardi, preparati per pagare in nero nuove discariche e tangenti ai politici. Sul foglietto sono indicate anche alcune cifre ("500 milioni", "200 milioni"...) con accanto nomi o abbreviazioni ("Form", "Pozzi"...). Chi è"Form"?
• Lombardia Risorse. Formigoni è stato indagato per la gestione della società regionale Lombardia Risorse (un fallimento da 22 mila miliardi).
• Fondazione Bussolera-Branca. Formigoni è stato indagato e poi rinviato a giudizio, su richiesta dei magistrati Alberto Robledo e Fabio De Pasquale, per abuso patrimoniale d'ufficio nella gestione della Fondazione Bussolera-Branca, che gestiva un patrimonio di 170 miliardi, poi dirottati dai suoi amministratori verso impieghi diversi da quelli voluti dal fondatore (la valorizzazione del patrimonio rurale dell'amato Oltrepò pavese). Da questa vicenda giudiziaria è uscito penalmente pulito. Restano i fatti: la fondazione è stata strappata ai suoi gestori (il professor Lancellotti), spolpata e svuotata, con l'assenso della Regione. Formigoni partecipa nell'aprile 1999 a una cruciale riunione con l'assessore regionale all'Agricoltura Francesco Fiori, il funzionario Maurizio Sala, oltre naturalmente al suo braccio destro, Nicola Maria Sanese, potentissimo direttore generale lombardo. Dopo la riunione, la Regione emette quattro delibere: alla fondazione Bussolera-Branca è imposto di rinunciare a tutte le cause che aveva avviato per difendersi dagli attacchi; poi di modificare lo statuto per far entrare nel consiglio d'amministrazione due nuovi consiglieri, Giulio Boscagli, cognato di Formigoni, e Niccolò Querci, all'epoca segretario particolare di Silvio Berlusconi e ora deputato di Forza Italia.
• Oil for food. Formigoni Ë citato nei rapporto americani come il destinatario di contratti petroliferi per 24,5 milioni di barili di greggio, assegnati a prezzi di favore dal regime iracheno di Saddam Hussein. Per questa vicenda sono indagati a Milano il collaboratore e consulente di Formigoni, Marco De Petro, e il segretario particolare e braccio destro Fabrizio Rota.
Franzoso, Pietro/Forza Italia
Imputato di voto di scambio in Puglia.
Frigerio, Gianstefano/Forza Italia
Ex leader della Dc, diventato uno degli strateghi di Forza Italia. Un nome, una garanzia. Già, ma qual è il nome? Nel collegio dove Silvio Berlusconi l'aveva candidato nel 2001, in Puglia, è Carlo Frigerio, com'era scritto sui manifesti. A Milano, dove da decenni fa politica, è Gianstefano. Eppure è sempre lui: come segretario regionale della Dc in Lombardia (e cassiere occulto del partito) ha incassato decine di tangenti, è stato arrestato tre volte tra il 1992 e il 1993, è stato coinvolto in molti processi. è accusato di aver accettato mazzette per le discariche lombarde, per il depuratore di Monza, per gli appalti alle Ferrovie Nord. Alcune tangenti le ha ammesse, pur minimizzando il proprio ruolo.
Ha confessato, per esempio, di aver ricevuto 150 milioni da Paolo Berlusconi, in cambio dei permessi alla Fininvest per gestire la discarica di Cerro Maggiore.
Ha accumulato tre condanne definitive: 1 anno e 4 mesi per finanziamento illecito ai partiti, 1 anno e 7 mesi per finanziamenti illeciti e ricettazione, 3 anni e 9 mesi per corruzione e concussione. Ciò nonostante, dopo aver lasciato la Dc si è inventato una nuova vita come consigliere personale di Silvio Berlusconi e influente membro di Forza Italia, di cui dirige il centro studi. Mentre i giudici dell'esecuzione stavano esaminando le sentenze definitive che pesano su di lui per decidere il cumulo della pena da scontare, Gianstefano scompare e ricompare, in Puglia, Carlo: lì si è conquistato un bel seggio in Parlamento. Il 31 maggio 2001, primo giorno di riunione della nuova Camera dei deputati, Frigerio è stato arrestato.
Doveva scontare in definitiva una pena di 6 anni e 5 mesi. Affidato poi ai servizi sociali, ha avuto il permesso dal giudice di sorveglianza di frequentare il Parlamento per qualche giorno al mese: come pratica di riabilitazione (ma il giudice forse non conosceva il tasso di devianza di quell'ambiente...). Così Frigerio, che fuori dal Parlamento non poteva votare perchè colpito da una pena accessoria che gli inibiva temporaneamente i diritti di voto, dentro la Camera ha votato e deciso le leggi per tutti gli italiani. Ora, beneficato dal rapporto strettissimo con Berlusconi, malgrado tutto e tutti tornerý in Parlamento.
Giudice, Gaspare/Forza Italia
Nel 1998, quando era vicecoordinatore per la Sicilia di Forza Italia, la procura di Palermo chiese il suo arresto per complicità con la mafia. Silvio Berlusconi commentò: "Essendo Giudice vicecoordinatore di Forza Italia in Sicilia e avendo avuto quindi rapporti con l'onorevole Gianfranco Micciché, non si può neppure immaginare alcun alone di dubbio intorno a lui, perché altrimenti non avrebbe potuto avere quell'incarico". Secondo l'accusa, Giudice era al diretto servizio della cosca mafiosa di Caccamo, i cui uomini si vantavano di averlo fatto eleggere e gli telefonavano fin dentro il palazzo di Montecitorio per ricordargli la sua dipendenza e per ordinargli che cosa doveva fare: "Gasparino, guarda che siamo stati noialtri a metterti lì", gli ripetevano.
Gli elementi raccolti dall'accusa erano tali da far escludere alla giunta parlamentare per le autorizzazioni a procedere che ci fosse fumus persecutionis nei confronti del parlamentare. Perfino il "supergarantista" Filippo Mancuso, in giunta, non aveva avuto nulla da eccepire contro la richiesta dei magistrati. Eppure la Camera dei deputati il 16 luglio 1998 bocciò (303 voti a 210, con 13 astenuti) la richiesta d'arresto. Non solo, i deputati sottrassero al giudice elementi di prova: impedirono (287 voti a 239, con 3 astenuti) l'utilizzo processuale dei tabulati Telecom, quelli da cui erano documentati i rapporti e la dipendenza di Giudice dagli uomini delle cosche.
Settimio Gottardo/Udc
Ex sindaco di Padova, ha patteggiato una pena di 17 mesi: era accusato di corruzione per una tangente sulla costruzione del nuovo palazzo di giustizia. La deputata Annamaria Leone ne chiese la sospensione "per gravi violazioni dei doveri morali": Leone non Ë stata ricandidata alla Camera, Gottardo entrerý in Senato.
Greco, Maria Stella/Udc
Più nota cone Madame Stella, astrologa e cartomante, esperta in cuori solitari e filtri d'amore. Sotto inchiesta per aver imbrogliato alcuni clienti. Ora è eletta all'Assemblea regionale siciliana.
Grillo, Luigi/Forza Italia
Senatore della Repubblica. Eletto in Liguria, nel collegio di Chiavari. Ex democristiano, nel 1994 sedeva in Parlamento tra i banchi del centrosinistra, ma saltò (nomen omen) nel centrodestra, permettendo a Silvio Berlusconi di avere la maggioranza per formare il suo primo governo (e avendo in premio una poltrona di sottosegretario alla presidenza del Consiglio). Nel 2001 è stato rieletto per Forza Italia. Appena messo piede in Senato, il primo giorno d'attività di Palazzo Madama, ha ricevuto un invito a comparire spedito dalla procura di Milano: per una vicenda che risale a quando Grillo era sottosegretario di un governo di centrosinistra e permise l'
-L'eterno interrogativo sulla precarizzazione del lavoro...
A tre anni dall'introduzione della legge Biagi, si possono finalmente paragonare il terzo trimestre 2003 (in cui la legge entrò in vigore) e il terzo 2006, grazie agli ultimi dati Istat sulle forze lavoro. In generale 'occupazione è salita di 715.000 posti, si è ridotta l'occupazione indipendente (-226.000 unità, 6.009.000 addetti in totale) ed è aumentato il lavoro dipendente(+834.000 unità, 16.992.000 addetti). Ma a fronte di 124.000 posti in più a termine(da 2.125.000 a 2.249.000, +5.8), i posti fissi sono cresciuti di 711.000 (da 14.032.000 a 14.743.000 +5), e il lavoro a tempo pieno è cresciuto di 716.000 unità, con un incremento del partime di 69.000 posti.
-Malgrado tutta la retorica sul boom di immigrati in Italia, nel 2006 gli sbarchi di clandestini sono diminuiti del 4 per cento: 22.016, 900 in meno che nel 2005. Mentre sale il numero dei clandestini rintracciati, a 122.126, +4.5 per cento.
8/1/07- Italia primatista mondiale di denito pubblico tra i Paesi sviluppati?
No. Il record ce l'ha un Paese di solito simbolo di efficienza, industrie vincenti ed export: il Giappone, con il 173 per cento di debito lordo sul Pil. Noi siamo ben lontani a 120. Da notare che i presunti primi della classe, ad esempio gli Usa o la Germania, non stanno comunque a zero, bensì a 62 e 71. E nell'area Euro la media è 79.
-Ancora sul caso ospedali infetti.
Il terreno su cui sorge l'Umberto I è di proprietà del demanio per cui alla dirigenza dell'ospedale non è consentito fare interventi strutturali.
***Peraltro le infezioni registrate al policlinico Umberto I oggetto dell'inchiesta dell'Espresso sono inferiori sia alla media nazionale che internazionale.
***Comunicato stampa degli ospedali svizzeri (H+) del 26/1/06 in occasione della giornata nazionale d'igiene delle mani: "In Svizzera si ammalano ogni anno per infezioni contrratte in ospedale 70.000 persone. Il problema riguarda dal 2 al 14 per cento (media 8 ndr) dei ricoverati. Il 50 per cento del personale ospedaliero non si disinfetta le mani secondo le istruzioni prima di recarsi dal paziente".
***Da Hospitalinfection.org, negli Usa:
1. Infections contracted in hospitals are the fourth largest killer in the United States, causing as many deaths as AIDS, breast cancer and auto accidents combined. One out of every twenty hospital patients gets an infection. That's two million Americans a year [2], and an estimated 103,000 of them die. [3]
2. The single most important way to reduce hospital infection, according to the federal Centers for Disease Control and Prevention, is for doctors and other health care workers to clean their hands in between treating patients. Research indicates that doctors clean their hands before treating a patient only 48% of the time, and this rate is significantly worse at some hospitals. [4]
3. Hospital infections add $28 billion to $30 billion to the nation's health costs each year. For example, a serious bloodstream infection increases a hospital stay by eleven extra days and adds, on average, $57,000 to a patient's hospital bill. [5] Who pays? You do, regardless of who you are. Insurers pay. Employers who provide workers' health coverage pay. Taxpayers who foot the bill for Medicare, Medicaid, and other government programs pay. (9000 morti l'anno solo in California secondo ass.di consumetori e responsabili sanitari).
***E in GB:
Thursday October 14, 2004
The Guardian
The number of deaths from infections picked up in hospital, including the so-called superbug MRSA, is four times higher than the government's official figure, campaigners claimed yesterday.
The MRSA support group said that the government's tally of 5,000 deaths a year comes from statistics compiled in 1994 (su 100.000 contagi secondo l'NHS, ndr). Their analysis of statistics from official bodies suggests that the real number of annual deaths is closer to 20,000.
***Ma quello di Gatti è uno scoop?
Riferisce il direttore delPoliclinico Ubaldo Montaguti:
«Un anno fa, quando abbiamo presentato il progetto di ristrutturazione dell'ospedale, sono stato il primo a denunciare una condizione di degrado inaccettabile, risultato di oltre 30 anni di abbandono. Ho fatto vedere io stesso al sindaco Walter Veltroni e al governatore Marrazzo(e a Striscia la notizia, ndr) una parete da cui colano le feci dei bagni sovrastanti».
-La condanna a morte di Saddam.
Dallo statuto del Tribunale speciale iracheno:
Article 24
First: The penalties that shall be imposed by the Court shall be those prescribed by the
Iraqi Penal Code No (111) of 1969
Dunque condannato in ossequio alle leggi che sotto il suo stesso governo erano in vigore.
-Ma la condanna eseguita dal premier Al Maliki senza la prevista firma del consiglio presidenziale, è legale? Si, perchè..
Under Iraqi law, any death sentence must be certified by the council made up of Iraq's president and two vice presidents. Iraqi President Jalal Talabani, a Kurd, has opposed the death penalty in the past but has also said he would deputize a vice president to sign an execution order on his behalf. Vice President Tariq al-Hashemi, a Sunni like Saddam, might also be reluctant to certify the execution. The other vice president, Adil Abdul-Mahdi, is a Shiite.
Ma dallo statuto del tribunale speciale:
SECTION NINE
Enforcement of Sentences
Article 27
First: Sentences shall be carried out in accordance with the Iraqi legal system and its
laws.
Second: No authority, including the President of the Republic, may grant a pardon or
mitigate the punishment issued by the Court. The punishment must be executed within 30
days of the date when the judgment becomes final and non-appealable.
***Peraltro le infezioni registrate al policlinico Umberto I oggetto dell'inchiesta dell'Espresso sono inferiori sia alla media nazionale che internazionale.
***Comunicato stampa degli ospedali svizzeri (H+) del 26/1/06 in occasione della giornata nazionale d'igiene delle mani: "In Svizzera si ammalano ogni anno per infezioni contrratte in ospedale 70.000 persone. Il problema riguarda dal 2 al 14 per cento (media 8 ndr) dei ricoverati. Il 50 per cento del personale ospedaliero non si disinfetta le mani secondo le istruzioni prima di recarsi dal paziente".
***Da Hospitalinfection.org, negli Usa:
1. Infections contracted in hospitals are the fourth largest killer in the United States, causing as many deaths as AIDS, breast cancer and auto accidents combined. One out of every twenty hospital patients gets an infection. That's two million Americans a year [2], and an estimated 103,000 of them die. [3]
2. The single most important way to reduce hospital infection, according to the federal Centers for Disease Control and Prevention, is for doctors and other health care workers to clean their hands in between treating patients. Research indicates that doctors clean their hands before treating a patient only 48% of the time, and this rate is significantly worse at some hospitals. [4]
3. Hospital infections add $28 billion to $30 billion to the nation's health costs each year. For example, a serious bloodstream infection increases a hospital stay by eleven extra days and adds, on average, $57,000 to a patient's hospital bill. [5] Who pays? You do, regardless of who you are. Insurers pay. Employers who provide workers' health coverage pay. Taxpayers who foot the bill for Medicare, Medicaid, and other government programs pay. (9000 morti l'anno solo in California secondo ass.di consumetori e responsabili sanitari).
***E in GB:
Thursday October 14, 2004
The Guardian
The number of deaths from infections picked up in hospital, including the so-called superbug MRSA, is four times higher than the government's official figure, campaigners claimed yesterday.
The MRSA support group said that the government's tally of 5,000 deaths a year comes from statistics compiled in 1994 (su 100.000 contagi secondo l'NHS, ndr). Their analysis of statistics from official bodies suggests that the real number of annual deaths is closer to 20,000.
***Ma quello di Gatti è uno scoop?
Riferisce il direttore delPoliclinico Ubaldo Montaguti:
«Un anno fa, quando abbiamo presentato il progetto di ristrutturazione dell'ospedale, sono stato il primo a denunciare una condizione di degrado inaccettabile, risultato di oltre 30 anni di abbandono. Ho fatto vedere io stesso al sindaco Walter Veltroni e al governatore Marrazzo(e a Striscia la notizia, ndr) una parete da cui colano le feci dei bagni sovrastanti».
-Contemporaneamente, e per la prima volta in assoluto, il capo dei negoziatori di Teheran, Alì Larijani, spiega il 5 gennaio che nel caso si profili un attacco il suo Paese non rispetterà l’impegno a utilizzare l’energia nucleare solo per scopi pacifici. «Siamo contrari a possedere armi nucleari, useremo la tecnologia nucleare in modo pacifico e nell’ambito del Trattato di non proliferazione - afferma Ali Larjani da Pechino - ma in caso di minaccia la situazione potrebbe cambiare».
I leader iraniani, da parte loro, non sembrano attenuare la carica aggressiva. A Pechino Larijani non risponde agli avvertimenti del presidente Hu Jintao, che afferma di «condividere le preoccupazioni internazionali sulla questione nucleare» e invita l’Iran a offrire «una seria risposta alla risoluzione dell’Onu». A Teheran il vicepresidente Golarem Aghazadeh, capo dell’Agenzia atomica iraniana, annuncia l’immagazzinamento di oltre 250 tonnellate d’esafloruro di uranio pronto per l’arricchimento in una serie di tunnel resistenti a qualsiasi attacco nella zona di Isfahan. A chiudere il coro contribuisce il presidente Mahmoud Ahmadinejad spiegando che «la burocrazia non fermerà gli sforzi della Repubblica Islamica per dotarsi della tecnologia nucleare. La nostra risposta alle vostre prepotenze - aggiunge - è farvi crepare di rabbia, la rabbia che covate per i nostri eccellenti risultati in campo nucleare».
-Il terrorismo è davvero la prima emergenza mondiale?
Eppure..
The number of Americans killed as a result of international terrorism since the 1960's gives us a benchmark from which we can correctly identify and target other dire dangers to our very way of life.
- Allergic reactions to peanuts
- Accident causing deer
- Lightning strikes
That's correct - all of the above have killed an equal number of Americans since 1960 as terrorism.
E contro i 2996 morti del Wtc, Joseph Mercola, un medico americano che scrive su internet, cita alcune cifre per confronto.
Le cifre hanno la loro eloquenza, non c’è che dire.
Per incidenti d’auto, in USA muoiono 45 mila persone l’anno: nessun allarmismo prego, c’è un’industria dietro, che merita rispetto.
Per AIDS, 13 mila persone l’anno: non c’è da preoccuparsi, è uno degli effetti collaterali di uno stile di vita molto apprezzato e promosso sui media e dalla pubblicità.
Ci mancherebbe che i governi si mettessero a fare, sulla cosiddetta «categorie a rischio», controlli polizieschi asfissianti come quelli che impongono ai viaggiatori negli aeroporti.
Quanto alle «morti iatrogene», causate cioè da errori medici, di somministrazione o chirurgici, a lungo la cifra dei morti è stata valutata sui 250 mila all’anno.
Ora un libro, «Death by Medicine», dei dottori Gary Null, Carolyn Dean, Martin Feldman, Deborah Rasio e Dorothy Smith, ha cercato di accumulare tutti i dati disponibili.
Ecco alcuni loro risultati:
Per «reazioni avverse ai farmaci» muoiono 106 mila americani l’anno.
Per «errori medici o diagnostici», 98 mila.
Per «piaghe da decubito», 115 mila.
Per infezioni ospedaliere, 88 mila.
Per «procedure non necessarie», 37.136.
A seguito di operazioni chirurgiche, 32 mila morti.
Il numero di «malati esterni» agli ospedali che muoiono è di 199 mila.
Ben 108.800 muoiono per «malnutrizione» di tipo iatrogeno, ossia per alimentazioni ordinate dai medici.
Nel complesso, secondo i dottori sopra citati, la medicina tecnologica, la farmacologia industriale e la chirurgia esagerata ammazzano, ogni anno, 783.936 americani.
Un solo farmaco della Merck, il Vioxx (anti-dolorifico ampiamente usato contro le artriti e i dolori mestruali) ha sterminato tra 60 e 130 mila persone.
Dicesi 783.936.
Poiché le morti in USA per qualsiasi causa sono ogni anno 2,4 milioni, bisognerà dedurne che un americano su tre muore di mala-medicina.
Per competere con queste cifre, Al Qaeda dovrebbe dirottare e far precipitare, diciamo, sei Jumbo-jet al giorno per un intero anno: cosa impossibile anche per i kamikaze più decisi, armati che siano di taglierino o di lozione dopo-barba.
Un americano ha il 16.400 per cento di possibilità in più di morire per mano dell’industria sanitaria, che di Osama bin Laden.
***1. Infections contracted in hospitals are the fourth largest killer in the United States, causing as many deaths as AIDS, breast cancer and auto accidents combined. One out of every twenty hospital patients gets an infection. That's two million Americans a year [2], and an estimated 103,000 of them die. [3]
-Previdenza complementare dall'1 gennaio...ma sempre con soldi pubblici.
Ognuno potrà infatti decidere quanta parte del tfr devolvere alla previdenza integrativa (a partire dal minimo stabilito nei diversi contratti nazionali di categoria), se affidarli a un «fondo negoziale» previsto dal contratto (detto anche «chiuso») oppure a un gestore diverso (i fondi cosiddetti «aperti»). Di più: potrà anche scegliere un personale «profilo di rischio», come avviene negli investimenti privati tipo i «fondi comuni», a seconda se confida di «massimizzare il valore» oppure se preferisce almeno la certezza di non rimetterci. Si passa insomma da una situazione in cui ogni lavoratore sapeva per certo quale sarebbe stato il suo «gruzzolo» al momento dell'uscita dal lavoro a un'altra in cui per capirci qualcosa bisognerà far ricorso a una massa di «consulenti finanziari» abituati a navigare (e manovrare) tra i flutti e gli scogli dell'oceano chiamato «mercati finanziari». Quello in cui i piccoli risparmiatori sono chiamati con l'amichevole appellativo di «parco buoi».
Sul tipo di fondo pensione, però, vien fuori una differenza decisiva fin qui completamente sottaciuta in ogni dibattito pubblico: i fondi «aperti», se vanno in crisi, seguono la normale procedura fallimentare. Chi vi ha aderito, insomma, rischia seriemente di non veder più neppure una lira, se le cose vanno davvero male. Ai fondi «negoziali», invece, «si applica esclusivamente la disciplina dell'amministrazione straordinaria e della liquidazione coatta amministrativa, con esclusione del fallimento». Vuol dire che questi fondi «non possono fallire», come spiegano i depliant illustrativi (compresa l'Unità). Come mai, visto che operano anche loro sui mercati finanziari? Per un semplice, banale, avvilente motivo: a un passo dal fallimento il ministero del lavoro e la Covip (l'organismo di vigilanza sui fondi pensione) «nominano un commissario straordinario incaricato dello scioglimento o della liquidazione del fondo». A coprire i buchi interverrà un apposito «fondo di garanzia», così come avviene ora per la «liquidazione» dei dipendenti delle aziende che chiudono.
Insomma: garantisce lo stato. Bene per i lavoratori, naturalmente. Ma: che bisogno c'era di fare una (parte di) «previdenza complementare» da garantire comunque con soldi pubblici?
6/1/07- Scoppia il caso cliniche sporche sull'onda dell'inchiesta di Gatti dell'Espresso. I Nas vanno all'Umberto I e il ministro della sanità Turco annuncia un'indagine nazionale. In realtà...
Il ministero, inoltre, sottolinea che le infezioni ospedaliere sono da anni costantemente sotto osservazione nel nostro Paese, che ha da tempo adottato Linee guida molto dettagliate per far sì che si possano ridurre al minimo i rischi di contagio durante le fasi del ricovero. Il numero di infezioni ospedaliere in Italia appare da anni in linea con i dati registrati negli altri Paesi europei, con unincidenza media tra il 4,5% e il 7% dei ricoveri (pari a circa 450.000/700.000 casi, con una mortalità dell1%, 4500-7000) a fronte del 3,6% della Germania e del 13% della Svizzera. E bene tuttavia sottolineare - aggiunge la nota - che solo il 30% delle infezioni ospedaliere è facilmente evitabile con ladozione di semplici regole igieniche, che vanno dal lavaggio delle mani al rispetto di norme per la cura delle ferite e per la pulizia del paziente durante lassistenza. Laltro 70% è legato alle condizioni cliniche del paziente e alla sempre maggiore incidenza di batteri resistenti agli antibiotici. Per contrastare tali fattori sono stati messi a punto dallIstituto superiore di sanità strumenti di controllo dellantibiotico-resistenza, presente soprattutto in alcuni ceppi di batteri come il Pseudomonas aeruginosa, lo Stafilococco aureus, lEnterobacter, lo Stenotrophomonas maltophilia e lAcinetobacter.
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WHO/CDS/CSR/EPH/2002.12
Prevention of hospital-acquired infections
A practical guide
2nd edition
World Health Organization
Department of Communicable Disease,
Surveillance and Response
Frequency of infection
Nosocomial infections occur worldwide and affect
both developed and resource-poor countries. Infec-
tions acquired in health care settings are among the
major causes of death and increased morbidity
among hospitalized patients. They are a significant
burden both for the patient and for public health. A
prevalence survey conducted under the auspices of
WHO (in 1987) in 55 hospitals of 14 countries representing
4 WHO Regions (Europe, Eastern Mediterranean,
South-East Asia and Western Pacific) showed an
average of 8.7% of hospital patients had nosocomial
infections. At any time, over 1.4 million people world-
wide suffer from infectious complications acquired
in hospital (3). The highest frequencies of nosoco-
mial infections were reported from hospitals in the
Eastern Mediterranean and South-East Asia Regions
(11.8 and 10.0% respectively), with a prevalence of
7.7 and 9.0% respectively in the European and West-
ern Pacific Regions (4). (picchi del 40% in Asia e Africa sub sahariana e Latin America e dell'1 in pochi Paesi in Europa, ndr).
The most frequent nosocomial infections are infec-
tions of surgical wounds, urinary tract infections and
lower respiratory tract infections. The WHO study,
and others, have also shown that the highest preva-
lence of nosocomial infections occurs in intensive
care units and in acute surgical and orthopaedic
wards. Infection rates are higher among patients with
increased susceptibility because of old age, under-
lying disease, or chemotherapy.
Impact of nosocomial infections
Hospital-acquired infections add to functional dis-
ability and emotional stress of the patient and may,
in some cases, lead to disabling conditions that re-
duce the quality of life. Nosocomial infections are
also one of the leading causes of death (5). The eco-
nomic costs are considerable (6,7). The increased
length of stay for infected patients is the greatest
contributor to cost (8,9,10). One study (11) showed
that the overall increase in the duration of hospi-
talization for patients with surgical wound infections
was 8.2 days, ranging from 3 days for gynaecology
to 9.9 for general surgery and 19.8 for orthopaedic
surgery. Prolonged stay not only increases direct costs
to patients or payers but also indirect costs due to
lost work. The increased use of drugs, the need for
isolation, and the use of additional laboratory and
other diagnostic studies also contribute to costs.
Hospital-acquired infections add to the imbalance
between resource allocation for primary and sec-
ondary health care by diverting scarce funds to the
management of potentially preventable conditions.
The advancing age of patients admitted to health
care settings, the greater prevalence of chronic dis-
eases among admitted patients, and the increased
use of diagnostic and therapeutic procedures..
-Eutanasia a Welby? Afferma Riccio, il medico che l'ha eseguita: "Ho sedato Welby perchè non avesse più percezione. La sedazione di solito ha un doppio effetto: abolisce la coscienza e può rilassare i muscoli, anticipando di qualche minuto la morte. Ma nel suo caso la sedazione ha migliorato la respirazione(una volta tolto il respiratore), perchè gli faceva consumare meno ossigeno. E ha duqnue ritardato di qualche minuto il decesso".
-Invasione di rumeni e bulgari dopo l'ingresso dei loro Paesi nell'Ue? In realtà in Italia dopo il primo allargamento a est a polacchi e slovacchinon ci fu alcuna invasione: il decreto flussi del 2005 ne prevedeva 80.000 in ingresso, ne furono usati 44.000.
-Secondo il decreto che apre le porte d'Italia a rumeni e bulgari, in seguito all'ingresso nell'Ue dall'1 gennaio, questi potranno restare in Italia per turismo solo 3 mesi. Poi solo chi avrà la carta di soggiorno quinquennale per motivi di lavoro o di studio. Dietro presentazione ai centri per l'immigrazione di un contratto di lavoro(solo in alcuni settori: lavoro dirigenziale e altamente qualificato, agricolo, turistico alberghiero, domestico, metalmeccanico ed edilizio) o dell'iscrizione a una scuola. Ma nella pratica non è così: Non avere la carta di soggiorno non comporterà comunque sanzioni amministrative, nè potranno in ogni caso essere espulsi, in quanto cittadini con passaporto europeo, se non per motivi di ordine pubblico, pubblica sicurezza e sanità pubblica.
-Dal primo gennaio è partita la previdenza integrativa nei fondi pensione, e i lavoratori privati si devono pronunciare su come vogliono utilizzare il loro Tfr. In realtà anche finora chi voleva poteva crearsi una pensione integrativa.
-Yohane Banda, il poadre del figlio adottato da Madonna dichiara al suo giornale locale in Malawi: "Chiedo di sapere come sta mio figlio ma non so come fare. Non ho un numero di tel. nè un indirizzo".
-Con la Casa delle libertà c'era meno spesa pubblica?
Solo nella sanità dal 2000 al 2004 la spesa sanitaria in Italia è passata da 69.3mld di euro a 87.
- La battaglia italiana nel consiglio di sicurezza Onu per la risoluzione contro la pena di morte dopo l'esecuzione di Saddam, e in seguito al digiuno di Pannella. In realtà non potrà mai passare, perchè due membri con diritto di veto del consiglio che utilizzano la pena capitale, la bloccherebbero: Cina e Usa. Anche se Francia e Gb sono abolizionisti, Russia in moratoria, e tra i membri non permanenti Italia Panama Perù Sud Africa Ghana e Belgio abolizionisti, Congo in moratoria, Indonesia e Qatar ancora con pena di morte in vigore.
-Di chi la colpa delle stragi del sabato sera?
Secondo ETSC (European transport safety control) nel 2002-2004 solo il 3 per cento dei patentati italianiè stato controllato con l'etilometro, rispetto al 16 per cento della media europea e al 38 dei Paesi più severi. In francia si effettuano 7-8 mln di controlli l'anno, in Spagna 3-4. In Italia 200.000. Su 35 mln di patentati è una probabilità di controllo ogni 175 anni. Le cifre vengono dall'ASAPS, Associazione sostenitori amici della polizia stradale, dunque bisogna crederci.
-Ieri(18 dicembre 2006) la prima corte d' assise ha depositato le motivazioni delle prime cinque condanne per «terrorismo internazionale» dopo l' 11 settembre. Smentendo i colleghi del caso Daki, la corte ha giudicato «certo» che la cellula capeggiata dall' egiziano Merai e dal mullah Fouad aveva «finalità di terrorismo»: propugnava una «jihad violenta» fin «dal ' 97-' 98»; e «nel 2002-2003» ha inviato combattenti in Iraq «non solo per contrasto armato» contro «la guerra Usa», «ma anche per spargere terrore sulla popolazione», come confermano le intercettazioni dove «ci si gloria della decapitazione dei nemici e si cercano persone disposte ad immolarsi come i kamikaze giapponesi». Valorizzando i primi pentiti dell' integralismo, Jelassi Riad e Chokri Zouaoui, la sentenza dichiara provati anche «piani per attentati in Italia». Unico assolto, Abderrazak Mahdjoub: non è chiaro «oltre ogni ragionevole dubbio» che fosse proprio lui «lo sceicco» al telefono, perché in teoria «è possibile che tra Amburgo e la Siria ci fosse negli stessi giorni un altro fondamentalista Abderrazak».
-Le sanzioni all'Iran anti nucleare? Una farsa...
Escluso dal bando commerciale il materiale fissile necessario a una normale centrale nucleare: su richiesta russa che sta aiutando l'Iran a costruire la sua prima centrale a Bushehr da 800 mln$ in funzione entro 2007. Inoltre sempre su richiesta russa la risoluzione non impone il bando sui viaggi all'estero delle 12 persone coinvolte nei programmi missilistici e nucleari. Chiede solo ai Paesi membri di esrcitare controlli sui loro movimenti.
- Inutili i riconteggi, il centrodestra, o meglio l'opposizione, non riuscirà comunque a prendersi la rivincita. Perchè a decidere alla fine è l'assemblea (parlamentare) degli eletti, dovela maggioranza è di chi in ogni caso ha vinto le elezioni, anche se i risultati del riconteggio ribaltessero l'esito precedente.
Ecco cosa dice la legge elettorale:
Art. 4
[ Regolamento della Giunta delle elezioni; Capo I: funzioni, organi e poteri della giunta ]
1. Nell'ambito dell'attività di verifica dei risultati elettorali, la Giunta può sempre disporre, su proposta del relatore o di un componente, sino alla convalida definitiva dell'elezione da parte dell'Assemblea, la revisione delle schede nulle, bianche e contestate, nonché, ove necessario, delle schede valide e di tutti i documenti elettorali.
2. Successivamente alla convalida definitiva delle elezioni, la verifica dei risultati elettorali avanti alla Giunta può essere riaperta soltanto a seguito di specifica deliberazione dell'Assemblea, su proposta della Giunta, nei seguenti casi:
a) se la convalida sia l'effetto di un errore di fatto risultante dagli atti o dai documenti del procedimento;
b) se risulti che la convalida è stata deliberata sulla base di elementi riconosciuti falsi dalla Giunta o dichiarati falsi dall'Autorità giudiziaria con sentenza anche non definitiva;
c) se dopo la convalida siano assunti agli atti uno o più documenti decisivi, ovvero siano sopravvenuti o siano stati scoperti nuovi elementi che, da soli o uniti a quelli valutati nel procedimento per la verifica, dimostrino in maniera inequivoca la mancanza dei presupposti necessari per la convalida.
-Caso Scaramella/Polonio. La commissione M itrokhin è andata davvero oltre i suoi compiti per colpire Prodi e la sinistra?
...Proprio per definire meglio il ruolo del presidente della commissione d'inchiesta, la procura ha chiesto al Senato l'utilizzabilità delle registrazioni dei colloqui telefonici tra Guzzanti e Scaramella. In particolare, la conversazione del 28 gennaio del 2006, ore 10 e 59 minuti. Paolo Guzzanti e Mario Scaramella discutono per 21 minuti e 37 secondi.
Scaramella rassicura Guzzanti di poter dimostrare che Romano Prodi è stato in passato "coltivato dal Kgb". Paolo Guzzanti chiede: "Coltivazione è abbastanza, eh?!". Scaramella risponde: "Per me, è moltissimo. E' quello che mi viene detto. A questo punto, non pretendete una dichiarazione da chicchessia che dica "Prodi è un agente".
Guzzanti lo incalza: "Perché, "coltivato" invece sì?". Scaramella sostiene che, grazie a una testimonianza che può raccogliere, "si può lavorare sul discorso della "coltivazione". Guzzanti gli spiega gli essenziali passaggi che deve documentare per la commissione. "Mario, scusami, do alle parole l'importanza delle parole. Allora si dice: our man, un nostro uomo. Tu pronunci la sigla e quello dice "Yes!". Punto e basta! Non voglio sapere altro! L'unica domanda è: queste frasi sono confermate e confermabili?". Scaramella lo rassicura: "Assolutamente sì".
Guzzanti è soddisfatto: "E allora questo è l'unico punto, ma mi serve certificato e marca da bollo".
Se il Senato dovesse rendere utilizzabili per l'accusa queste intercettazioni, è intorno alla loro interpretazione che si giocherebbe la partita e il destino dell'inchiesta che, a quel punto, sarebbe nel cuore dell'affaire Mitrokhin. Guzzanti, anche se ingenuo o troppo desideroso di portare a casa il discredito dell'avversario politico, è stato soltanto turlupinato da Scaramella?
O Scaramella non ha fatto altro che seguire le indicazioni di quello che, nei colloqui, confidenzialmente chiamava "Capo"? Le prime dichiarazioni della difesa del "professore" ("Mario Scaramella si è attenuto a quanto prescriveva il suo mandato") paiono annunciare una "rottura" tra il consulente e il suo Capo che si fa fatica a prendere oggi sul serio.
Pare di no..
Legge 7 maggio 2002, n. 90
"Istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta concernente il "dossier Mitrokhin" e l'attività d'intelligence italiana"
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 109 del 11 maggio 2002
ART. 1.
(Istituzione e compiti).
1. È istituita, ai sensi dell'articolo 82 della Costituzione, una Commissione parlamentare d'inchiesta, con il compito di accertare la veridicità delle informazioni contenute nel cosiddetto dossier Mitrokhin sull'attività spionistica svolta dal KGB nel territorio nazionale e le eventuali implicazioni e responsabilità di natura politica o amministrativa.
h) le attività di finanziamento dirette ed indirette del KGB a partiti politici italiani, a correnti di partito e ad organi di informazione in Italia;
i) le operazioni commerciali e finanziarie svolte fra l'Italia e i Paesi dell'Est europeo finalizzate al finanziamento illecito del Partito comunista italiano al di fuori di ogni controllo;
l) le attività svolte dal KGB e in particolare dagli uffici di Roma;
m) se vi furono complicità, protezione, coperture, di natura politica o da parte della pubblica amministrazione, sulle attività del KGB in Italia;
q) se esistono documenti all'estero che si renda necessario acquisire.
3. La Commissione conclude i propri lavori entro dodici mesi dalla sua costituzione presentando al Parlamento una relazione sull'attività svolta e sui risultati dell'inchiesta. Sono ammesse relazioni di minoranza.
ART. 2.
(Composizione della Commissione e funzionamento).
1. La Commissione è composta da venti senatori e da venti deputati nominati, rispettivamente, dal Presidente del Senato della Repubblica e dal Presidente della Camera dei deputati, in modo da rispecchiare la consistenza proporzionale di ciascun gruppo parlamentare e comunque assicurando la presenza di un rappresentante per ciascun gruppo costituito in almeno un ramo del Parlamento.
ART. 3.
(Attività di indagine).
1. La Commissione procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le medesime limitazioni dell'autorità giudiziaria. Per le audizioni a testimonianza in Commissione si applicano le disposizioni di cui agli articoli 366 e 372 del codice penale.
2. Alla Commissione, limitatamente all'oggetto delle indagini di sua competenza, non può essere opposto il segreto di Stato né il segreto d'ufficio. Per i segreti professionale e bancario si applicano le norme vigenti. È sempre opponibile il segreto tra difensore e parte processuale nell'ambito del mandato. Quando gli atti o i documenti siano stati assoggettati al vincolo del segreto funzionale da parte delle competenti Commissioni parlamentari di inchiesta, detto segreto non può essere opposto alla Commissione di cui alla presente legge. La Commissione acquisisce tutta la documentazione raccolta o prodotta sul dossier Mitrokhin dal Comitato parlamentare di controllo sui servizi di informazione e di sicurezza, comunque nel rispetto dell'articolo 11 della legge 24 ottobre 1977, n. 801.
3. La Commissione può avvalersi dell'opera di agenti e ufficiali di polizia giudiziaria e delle collaborazioni che ritenga necessarie. Può richiedere informazioni e documenti al Servizio per le informazioni e la sicurezza militare (SISMI), al Servizio per le informazioni e la sicurezza democratica (SISDE) e al Comitato esecutivo per i servizi di informazione e sicurezza (CESIS).
-Tutti innocenti a Guantanamo? Non proprio..
As of November 2006, out of 775 detainees who have been brought to Guantánamo, approximately 340 had been released, leaving 435 detainees.
Of those 435, 110 have been labelled as ready for release. Of the other 325, only about 70 will face trial by military commissions, criminal courts run by the US armed forces. That leaves about 250 who may be held indefinitely.
- Wednesday January 3, 2007
Guardian Unlimited
A detainee's arm hangs outside his cell at Camp Delta in Guantanamo Bay
A detainee's arm hangs outside his cell at Camp Delta in Guantanamo Bay. Photograph: Mike Brown/EPA
Captives at Guantánamo Bay were chained hand and foot in a fetal position to the floor for 18 hours or more, urinating and defecating on themselves, an FBI report has revealed.
The accounts of mistreatment were contained in FBI documents released yesterday (pdf) as part of a lawsuit involving the American Civil Liberties Union, a civil liberties group.
In the 2004 inquiry, the FBI asked nearly 500 employees who had served at Guantánamo Bay to report possible mistreatment by law enforcement or military personnel. Twenty-six incidents were reported, some of which had emerged in earlier document releases.
Article continues
Besides being shackled to the floor, detainees were subjected to extremes of temperature. One witness said he saw a barefoot detainee shaking with cold because the air conditioning had bought the temperature close to freezing.
On another occasion, the air conditioning was off in an unventilated room, making the temperature over 38C (100F) and a detainee lay almost unconscious on the floor with a pile of hair next to him. He had apparently been pulling out his hair throughout the night.
In October 2002, one interrogator squatted over a copy of the Qur'an during intensive questioning of a Muslim prisoner, who was "incensed" by the tactic, according to an FBI agent.
On another occasion, an agent was asked by a "civilian contractor" to come and see something.
"There was an unknown bearded longhaired d (detainee) gagged w/duct tape that had covered much of his head," the FBI document said.
When the FBI officer asked if the detainee had spit at interrogators, the "contractor laughingly replied that d had been chanting the Qur'an non-stop. No answer how they planned to remove the duct tape," the report said.
After an erroneous report of Qur'an abuse prompted deadly protests overseas in 2005, the US military conducted an investigation that confirmed five incidents of intentional and unintentional mishandling of the book at the detention facility.
It acknowledged that soldiers and interrogators had kicked the Qur'an, had stood on it and, in one case, had inadvertently sprayed urine on a copy.
An FBI agent called W also heard that female interrogators would sometimes wet their hands and touch detainees' faces in order to disrupt their prayers. Such actions would make some Muslims consider themselves unclean so they would stop praying.
The detention of terrorist suspects at Guantánamo Bay has been strongly criticised by human rights groups. In a rebuff for the Bush administration, the US supreme court last year rejected its claims that detainees at the facility were not entitled to the protection under the Geneva convention.
The department of defence consequently issued a memo stating that prisoners would in the future be entitled to such protection.
-No del Vaticano all'eutanasia di Welby, per bocca del ministro della salute della santa sede Javier Barragan. Addirittura a Welby si nega il funerale. Ma nel caso di Woytila...
Giovanni Paolo II in seguito a una crisi respiratoria venne tracheotomizzato e mentre lo trasportavano in ospedale per mettergli un respiratore artificiale decise che no, niente macchine, lui avrebbe fatto ritorno alla casa del padre. Rifiutando l'intervento medico che avrebbe potuto tenerlo ancora in vita.
Woityla fu acclamato santo subito..
-Saddam uomo Cia e dell'occidente:
The transformation of Saddam Hussein from ally to enemy
Hailed by President Bush as an act of “justice,” former Iraqi president
Saddam Hussein was executed on the morning of December 30. Hussein’s trial,
Bush averred, had been a “fair” one. Yet there was little that could be
regarded as fair and legal about the proceedings. The court itself was
established at the Bush Administration’s behest. U.S. dollars financed the
proceedings, and U.S. officials provided aid, training and direct
involvement. The trial was fraught with problems. Three of Hussein’s lawyers
were murdered and many defense witnesses were intimidated into silence. The
trial was a U.S.-directed effort, intended to paint the occupation of Iraq
in the best light. The U.S. and British invasion had, we are reminded by
Western officials, overthrown this particular tyrant. But tyrants, like war
criminals, are in the eye of the beholder, and actions that might win praise
and support for one man might be condemned for another. Saddam Hussein found
himself on both sides of that equation at one time or another.
How does it happen that a man can be regarded as a friend and ally one day,
and an enemy the next? How is it that as praise fades away, that same man
comes to deserve capture and death? Is it because his behavior has changed,
or because there has been a transformation in perception?
At one time, Saddam Hussein was backed and promoted by the U.S. His brutal
methods were regarded as effective measures in furthering U.S. objectives.
But as his actions began to threaten U.S. interests, he earned opprobrium.
In his early years, Saddam Hussein was on the CIA payroll. Contacts began in
1959, when the agency sponsored him as a member of a small team assigned to
assassinate Iraqi Prime Minister Abd al-Karim Qasim. The Prime Minister had
made himself a target by committing the unpardonable sin of taking his
nation out of the anti-Soviet Baghdad Pact. Hussein was set up in an
apartment across the street from Qasim’s office and told to observe his
movements. But CIA plans received a setback when the attempted assassination
on October 7, 1959 was conducted in so inept a manner that it failed to
achieve its objective. An over-anxious Hussein fired too soon, killing Qasim
’s driver and only wounding the Prime Minster. Following the botched attempt
on the Prime Minister’s life, CIA and Egyptian intelligence agents helped
Hussein to escape to Tikrit. From there he crossed into Syria and then to
Beirut, where the CIA provided him with an apartment and put him through a
short training course. Even at that young age, a former U.S. intelligence
official recalls, Hussein “was known as having no class. He was a thug – a
cutthroat.” But he did have excellent anticommunist credentials. From Beirut
he was eventually sent to Cairo, where he remained under the watchful eye of
his CIA handlers and made frequent visits to the U.S. embassy to meet with
agency officials.
U.S. hostility towards Qasim had not abated, and he was eventually killed in
a Ba’ath Party coup in 1963, after which the CIA gave the Iraqi National
Guard lists of communists they wanted to see imprisoned and executed.
According to former U.S. intelligence officials, many suspected communists
were killed under the personal supervision of Hussein. As one former U.S.
State Department official put it, “We were frankly glad to be rid of them.
You ask that they get a fair trial? You have got to be kidding. This was
serious business.” With his image burnished through such accomplishments,
Hussein first went on to become head of Iraqi security and then in 1979,
president of the nation. He remained allied with the U.S. during his first
decade in power as he ordered the arrest of communists and other political
opponents by the thousands. Nearly all would be tortured or killed. (1)
In 1980, Saddam Hussein sent Iraqi troops to invade Iran in an attempt to
seize territory by force of arms. The resulting war dragged on for eight
years, causing immense destruction and costing the lives of 1.7 million
people in one of the twentieth century’s worst wars.
Relatively early in that war, in December 1983, President Reagan sent envoy
Donald Rumsfeld to Baghdad to meet Iraqi President Saddam Hussein and offer
American assistance. Rumsfeld told Hussein that the U.S. wanted full
relations and “would regard any major reversal of Iraq’s fortunes as a
strategic defeat for the West.” Just one month before, State Department
official Jonathan Howe had informed Secretary of State George Schultz that
Iraq was using chemical weapons against Iranian forces on an “almost daily
basis.” It was also well known by then that the Hussein government was
engaging in widespread repression. Many thousands of individuals were being
imprisoned, tortured, executed or sent into exile.
Howard Teicher worked for the National Security Agency when he accompanied
Rumsfeld on that mission. Teicher recalls, “President Reagan decided that
the United States would do whatever was necessary and legal to prevent Iraq
from losing the war with Iran,” and formalized a policy of assisting Iraq in
a National Security Decision Directive [NSDD] which Teicher helped draft.
CIA Director William Casey “personally spearheaded the effort to ensure that
Iraq had sufficient military weapons, ammunition and vehicles to avoid
losing the Iran-Iraq war. Pursuant to the secret NSDD, the United States
actively supported the Iraqi war effort by supplying the Iraqis with
billions of dollars of credits, by providing U.S. military intelligence and
advice to the Iraqis, and by closely monitoring third country arms sales to
Iraq to make sure that Iraq had the military weaponry required.”
CIA personnel visited Iraq on a regular basis to provide surveillance
intelligence gathered by U.S.-supplied Saudi AWACS planes in support of the
Iraqi war effort. Both the CIA and the Defense Intelligence Agency directly
assisted an Iraqi offensive in February 1988 by electronically “blinding”
Iranian radar for three days. “The United States also provided strategic
operational advice to the Iraqis to better use their assets in combat,”
Teicher said. “For example, in 1986, President Reagan sent a secret message”
through Egyptian President Hosni Mubarek, acting as an intermediary, “to
Saddam Hussein telling him that Iraq should step up its air war and bombing
of Iran,” and “similar strategic operational military advice was passed” to
Hussein through meetings with various heads of state.
Teicher “personally attended meetings in which CIA Director Casey and Deputy
Director Robert Gates “noted the need for Iraq to have certain weapons such
as cluster bombs and anti-armor penetrators in order to stave off Iranian
attacks.” The CIA supplied cluster bombs to Iraq through Cardoen, a Chilean
company.
More than sixty officials of the U.S. Defense Intelligence Agency were
involved in the program that not only provided Iraq with intelligence on
Iranian positions, but actually helped Iraq to develop tactical battle plans
as well as plans for air strikes. Although it was well known by the later
stages of the war that Iraqi forces were routinely using chemical weapons
against the Iranians, American support for Iraqi offensives continued. “The
use of gas on the battlefield by the Iraqis was not a matter of deep
strategic concern,” recalled a former high-ranking Defense Intelligence
Agency official. U.S. leaders were more interested in ensuring the defeat of
Iran. The Pentagon “wasn’t so horrified by Iraq’s use of gas,” remembered a
former official involved in the program. “It was just another way of killing
people – whether with a bullet or phosgene, it didn’t make any difference.”
Saddam Hussein received unstinting support throughout his war with Iran. His
crimes were never an issue. Not, that is, until he miscalculated and invaded
Kuwait in 1990 in another attempted land-grab. This war, however, was not on
the U.S. agenda, and Hussein’s reckless action triggered an attack by the
U.S. and Great Britain, along with the imposition of UN sanctions. (2)
That Saddam Hussein was once regarded as a friend of the West is rarely
mentioned these days. As long as he directed internal repression and
external wars at those U.S. policy makers loathed, he could count on
support. It was only when his actions went against U.S. interests that he
was suddenly transformed into a tyrant and criminal. His methods had not
changed. Only the Western perception of him had shifted, because he no
longer served the purposes of global capital.
The U.S. did much to create Saddam Hussein and others like him. It is
impossible to avoid concluding that the trial of Saddam Hussein was little
more than a case of selective justice, meant to provide post-justification
for an invasion that was itself a grave violation of international law.
Saddam Hussein’s crimes were real enough, but those acts would never have
brought him to trial had he continued to operate within the parameters
sketched for him by the West. The trail of Saddam Hussein is hailed as a
triumph of justice, despite the fact that it was initiated and guided by an
occupying power. Yet one wonders. Who will judge the Western powers that
stand in judgment?
Gregory Elich is the author of Strange Liberators: Militarism, Mayhem, and
the Pursuit of Profit
http://www.amazon.com/Strange-Liberators-Militarism-Mayhem-Pursuit/dp/1595265708
He is on the Board of Directors of the Jasenovac Research Institute and on
the Advisory Board of the Korea Truth Commission. His articles have appeared
in newspapers and periodicals across the world, including the U.S., Canada,
South Korea, Great Britain, France, Zimbabwe, Yugoslavia, Russia, Denmark
and Australia.
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In 1959, Richard Sale of UPI reports,
' According to another former senior State Department official, Saddam, while only in his early 20s, became a part of a U.S. plot to get rid of Qasim. According to this source, Saddam was installed in an apartment in Baghdad on al-Rashid Street directly opposite Qasim's office in Iraq's Ministry of Defense, to observe Qasim's movements.
Adel Darwish, Middle East expert and author of "Unholy Babylon," said the move was done "with full knowledge of the CIA," and that Saddam's CIA handler was an Iraqi dentist working for CIA and Egyptian intelligence. U.S. officials separately confirmed Darwish's account.'
CIA involvement in the 1959 assassination attempt is plausible. Historian David Wise says there is evidence in the US archives that the CIA's "Health Alteration Committee" tried again to have Qasim assassinated in 1960 by "sending the Iraqi leader a poisoned monogrammed handkerchief."
2) After the failed coup attempt, Saddam fled to Cairo, where he attended law school in between bar brawls, and where it is alleged that he retained his CIA connections there, being put on a stipend by the agency via the Egyptian government. He frequently visited US operatives at the Indiana Cafe. Getting him back on his feet in Cairo was the second episode of US aid to Saddam.
3) In February of 1963 the military wing of the Baath Party, which had infiltrated the officer corps and military academy, made a coup against Qasim, whom they killed. There is evidence from Middle Eastern sources, including interviews conducted at the time by historian Hanna Batatu, that the CIA cooperated in this coup and gave the Baathists lists of Iraqi Communists (who were covert, having infiltrated the government or firms). Roger Morris, a former National Security Council staffer of the 1960s, alleged that the US played a significant role in this Baath coup and that it was mostly funded "with American money.". Morris's allegation was confirmed to me by an eyewitness with intimate knowledge of the situation, who said that that the CIA station chief in Baghdad gave support to the Baathists in their coup. One other interviewee, who served as a CIA operative in Baghdad in 1964, denied to me the agency's involvement. But he was at the time junior and he was not an eyewitness to the events of 1963, and may not have been told the straight scoop by his colleagues. Note that some high Baathists appear to have been unaware of the CIA involvement, as well. In the murky world of tradecraft, a lot of people, even on the same team, keep each other in the dark. UPI quotes another, or perhaps the same, official, saying that the coup came as a surprise to Langley. In my view, unlikely.
There really is not any controversy about the US having supplied the names of Communists to the Baath, which rooted them out and killed them. Saddam Hussein was brought back from Cairo as an interrogator and quickly rose to become head of Baath Intelligence. So that was his first partnership with the US.
[Note: The account in 1-3 above was challenged once I put it up by two retired US government officials who had positions of responsibility in the Middle East in this period. The alternative account of one of them is here. I have to say that their response has shaken my confidence in the foregoing, though not in what follows.
The 1963 Baath government only lasted 8 months, and was overthrown by officers who had been around Qasim. The military wing of the Baath, which was heavily Shiite, was relentlessly pursued by the new government, and was virtually wiped out. The largely Sunni civilian party, however, survived underground.
4) In 1968, the civilian wing of the Baath Party came to power in a second coup. David Morgan of Reuters wrote,
' "In 1968, Morris says, the CIA encouraged a palace revolt among Baath party elements led by long-time Saddam mentor Ahmed Hassan al-Bakr, who would turn over the reins of power to his ambitious protégé in 1979. "It's a regime that was unquestionably midwived by the United States, and the (CIA's) involvement there was really primary," Morris says. '
As I noted in The Nation, in their book Unholy Babylon, "Darwish and Alexander report assertions of US backing for the 1968 coup, confirmed to me by other journalists who have talked to retired CIA and State Department officials." It was alleged to me by one journalist who had talked to former US government officials with knowledge of this issue that not only did the US support the 1968 Baath coup, but it specifically promoted the Tikritis among the coup-makers, helping them become dominant. These included President Ahmad Hasan al-Bakr and his cousin Saddam Hussein, who quickly became a power behind the throne.
5) The second Baath regime in Iraq disappointed the Nixon and Ford administrations by reaching out to the tiny remnants of the Communist Party and by developing good relations with the Soviet Union. In response, Nixon supported the Shah's Iran in its attempts to use the Iraqi Kurds to stir up trouble for the Baath Party, of which Saddam Hussein was a behind the scenes leader. As supporting the Kurdish struggle became increasingly expensive, Mohammad Reza Shah Pahlevi of Iran decided to abandon the Kurds. He made a deal with the Iraqis at Algiers in 1975, and Saddam immediately ordered an invasion of Iraqi Kurdistan. The US acquiesced in this betrayal of the Kurds, and made no effort to help them monetarily. Kissinger maintained that the whole operation had been the shah's, and the shah suddenly terminated it, leaving the US with no alternative but to acquiesce. But that is not entirely plausible. The operation was supported by the CIA, and the US didn't have to act only through an Iranian surrogate. Kissinger no doubt feared he couldn't get Congress to fund help to the Kurds during the beginnings of the Vietnam syndrome. In any case, the 1975 US about-face helped Saddam consolidate control over northern Iraq.
6) When Saddam Hussein invaded Iran in 1980, he again caught the notice of US officials. The US was engaged in an attempt to contain Khomeinism and the new Islamic Republic. Especially after the US faced attacks from radicalized Shiites in Lebanon linked to Iran, and from the Iraqi Da`wa Party, which engaged in terrorism against the US and French embassies in Kuwait, the Reagan administration determined to deal with Saddam from late 1983, giving him important diplomatic encouragement. Historians are deeply indebted to Joyce Battle's Briefing Book at the National Security Archives, GWU, which presents key documents she sprung through FOIA requests, and which she analyzed for the first time.
I wrote on another occasion,
' Reagan sent Rumsfeld to Baghdad in December 1983. The National Security Archive has posted a brief video of his meeting with Hussein and the latter’s vice president and foreign minister, Tariq Aziz. Rumsfeld was to stress his close relationship with the U.S. president. The State Department summary of Rumsfeld’s meeting with Tariq Aziz stated that “the two agreed the U.S. and Iraq shared many common interests: peace in the Gulf, keeping Syria and Iran off balance and less influential, and promoting Egypt’s reintegration into the Arab world.” Aziz asked Rumsfeld to intervene with Washington’s friends to get them to stop selling arms to Iran. Increasing Iraq’s oil exports and a possible pipeline through Saudi Arabia occupied a portion of their conversation.
. . . The State Department, however, issued a press statement on March 5, 1984, condemning Iraqi use of chemical weapons. This statement appears to have been Washington’s way of doing penance for its new alliance.
Unaware of the depths of Reagan administration hypocrisy on the issue, Hussein took the March 5 State Department condemnation extremely seriously, and appears to have suspected that the United States was planning to stab him in the back. Secretary of State George Shultz notes in a briefing for Rumsfeld in spring of 1984 that the Iraqis were extremely confused by concrete U.S. policies . . . "As with our CW statement, their temptation is to give up rational analysis and retreat to the line that US policies are basically anti-Arab and hostage to the desires of Israel.”
Rumsfeld had to be sent back to Baghdad for a second meeting, to smooth ruffled Baath feathers. The above-mentioned State Department briefing notes for this discussion remarked that the atmosphere in Baghdad (for Rumsfeld) had worsened . . . the March 5 scolding of Iraq for its use of poison gas had “sharply set back” relations between the two countries.
The relationship was repaired, but on Hussein’s terms. He continued to use chemical weapons and, indeed, vastly expanded their use as Washington winked at Western pharmaceutical firms providing him materiel. The only conclusion one can draw from available evidence is that Rumsfeld was more or less dispatched to mollify Hussein and assure him that his use of chemical weapons was no bar to developing the relationship with the U.S., whatever the State Department spokesman was sent out to say. '
7) The US gave
practical help to Saddam during the Iran-Iraq War:
' As former National Security Council staffer Howard Teicher affirmed, “Pursuant to the secret NSDD [National Security Directive], the United States actively supported the Iraqi war effort by supplying the Iraqis with billions of dollars of credits, by providing US military intelligence and advice to the Iraqis, and by closely monitoring third country arms sales to Iraq to make sure that Iraq had the military weaponry required.” The requisite weaponry included cluster bombs. . . '
Richard Sale of UPI also reported that military cooperation intensified:
' During the war, the CIA regularly sent a team to Saddam to deliver battlefield intelligence obtained from Saudi AWACS surveillance aircraft to aid the effectiveness of Iraq's armed forces, according to a former DIA official, part of a U.S. interagency intelligence group. . .
According to Darwish, the CIA and DIA provided military assistance to Saddam's ferocious February 1988 assault on Iranian positions in the al-Fao peninsula by blinding Iranian radars for three days. '
8) The Reagan administration worked behind the scenes to foil Iran's motion of censure against Iraq for using chemical weapons. I wrote at Truthdig:
' The new American alliance might have been a public relations debacle if Iran succeeded in its 1984 attempt to have Iraq directly condemned at the United Nations for use of chemical weapons. As far as possible, Shultz wanted to weasel out of joining such a U.N. condemnation of Iraq. He wrote in a cable that the U.S. delegation to the U.N. “should work to develop general Western position in support of a motion to take ‘no decision’ on Iranian draft resolution on use of chemical weapons by Iraq. If such a motion gets reasonable and broad support and sponsorship, USDEL should vote in favor. Failing Western support for ‘no decision,’ USDEL should abstain.” Shultz in the first instance wanted to protect Hussein from condemnation by a motion of “no decision,” and hoped to get U.S. allies aboard. If that ploy failed and Iraq were to be castigated, he ordered that the U.S. just abstain from the vote. Despite its treaty obligations in this regard, the U.S. was not even to so much as vote for a U.N. resolution on the subject!
Shultz also wanted to throw up smokescreens to take the edge off the Iranian motion, arguing that the U.N. Human Rights Commission was “an inappropriate forum” for consideration of chemical weapons, and stressing that loss of life owing to Iraq’s use of chemicals was “only a part” of the carnage that ensued from a deplorable war. A more lukewarm approach to chemical weapons use by a rogue regime (which referred to the weapons as an “insecticide” for enemy “insects") could not be imagined. In the end, the U.N. resolution condemned the use of chemical weapons but did not name Iraq directly as a perpetrator. '
9) The Reagan administration not only gave significant aid to Saddam, it attempted to recruit other friends for him.
' Teicher adds that the CIA had knowledge of, and U.S. officials encouraged, the provisioning of Iraq with high-powered weaponry by U.S. allies. He adds: “For example, in 1984, the Israelis concluded that Iran was more dangerous than Iraq to Israel’s existence due to the growing Iranian influence and presence in Lebanon. The Israelis approached the United States in a meeting in Jerusalem that I attended with Donald Rumsfeld. Israeli Foreign Minister Ytizhak Shamir asked Rumsfeld if the United States would deliver a secret offer of Israeli assistance to Iraq. The United States agreed. I traveled with Rumsfeld to Baghdad and was present at the meeting in which Rumsfeld told Iraqi Foreign Minister Tariq Aziz about Israel’s offer of assistance. Aziz refused even to accept the Israelis’ letter to Hussein.” It might have been hoped that a country that arose in part in response to Nazi uses of poison gas would have been more sensitive about attempting to ally with a regime then actively deploying such a weapon, even against its own people (some gassing of Kurds had already begun). '
10) After the Gulf War of 1991, when Shiites and Kurds rose up against Saddam Hussein, the Bush senior administration sat back and allowed the Baathists to fly helicopter gunships and to massively repress the uprising. President GHW Bush had called on Iraqis to rise up against their dictator, but when they did so he left them in the lurch. This inaction, deriving from a fear that a Shiite-dominated Iraq would ally with Tehran, allowed Saddam to remain in power until 2003.
-Saddam in realtà ha fatto resistenza: quando le guardie irachene sono andate a prenderlo in cella. Lo riferisce il consigliere politico del primo ministro Al Maliki Sami al askari all'Associated press.
Dice inoltre il più famoso giornalista iracheno (fondatore della prima tv satellitare privata post Saddam, Al Dijar; già capo dell'ufficio iracheno di Al Jazeera tra 1995 e 2003, e prima ancora nei media del regime): Sono stati gli stessi americani a rivelarlo subito dopo l'esecuzione, ed è stato riferito dalle maggiori agenzie di stampa. Quando dovevano consegnare il prigioniero alle guardie irachene venute a prelevarlo per condurlo alla forca, Saddam è stato preso dal panico. Ha opposto resistenza, si ribellava. Per calmarlo gli hanno fatto due iniezioni di sedatvio, dosi pare capaci di addormentare un cavallo. La sua sul patibolo era l'apatia del drogato. Già in passato gli scribacchini della dittatura versarono fiumi d'inchiostro per magnificare il ruolo di Saddam nel 1959, quando rimase ferito nel colpo di stato contro Al Qassem. Dissero che lui era il capo del complotto e salvò la situazione quando vennero scoperti, ma in seguito alcuni compagni han raccontato che si unì ai congiuerati solo nelle ultime fasi e di fatto mandò a monte l'attentato quando preso dal panico iniziò a sparare all'impazzata in anticipo sul previsto, dando il tempo alla scorta di intervenire".
-Da oggi 25 euro di ticket per i codici bianchi ai pronti soccorsi(15 x 100 del totale, 2700 l'anno). E grosse polemiche contro Prodi. In realtà in 12 regioni esistevano già. Ad esempio in Lombardia si pagavano 35 euro, in Emilia 23.
In Friuli Venezia Giulia da 7.74 a 12.91. in Abruzzo da 21 a 36 euro. In Sardegna 15, a Bolzano da 15 a 50. E poi anche in Val D'Aosta, Veneto, Liguria, Toscana, Umbria, Marche: stesso ticket delle prestazioni specialistiche. Sempre in Lombardia ticket da 46 euro contro i 36 stabiliti a livello nazionale con la finanziaria, per le prestazioni specialistiche(più i 10 euro a ricetta fissi per tutti gli italiani).
Dunque in molte regioni addirittura la finanziaria sembrerebbe abbassare il ticket sul pronto soccorso. Invece all'art796 comma p della finanziaria si afferma: "la quota fissa per codici bianchi è di 25 euro...fatte salve le disposizioni assunte dalle regioni che pongono a carico degli assistiti oneri più elevati".
- Saddam morto sul colpo? Tutt'altro..
Il medico legale e consulente della procura di Torino Roberto Testi: "In tempi attorno a un minuto si ha un aumento della pressione endocranica, non si ha più afflusso venoso. Il sangue continua a salire per un po' ma non defluisce dal circolo encefalico. Allora arriva la perdita di coscienza poi la morte. L'unica possibilità per un decesso immediato è la rottura della seconda vertebra cervicale o dente dell'epistrofeo. Ma non è un evento comune... Il corpo di solito subisce contrazioni nel momento dell'agonia prima di perdere coscienza poi si ha un rilassamento completo con perdita di liquidi."
Da Il Giornale: La Tv Al Arabya rende noto il referto del medico presente all’esecuzione. La morte provocata dalla rottura delle vertebre cervicali
Un esperto:« Usato un cappio all’inglese, con un altro l’agonia avrebbe potuto durare anche 15 minuti»
L’appuntamento con la morte per stavolta è rinviato. I boia li attendevano all’alba di ieri mattina, ma Barzan Ibrahim al Tikriti, fratellastro di Saddam ed ex capo dei servizi segreti iracheni, e Awad Ahmed al Bandar, ex presidente del tribunale rivoluzionario, sono rimasti in cella. In attesa dell’ineluttabile destino li consolerà sapere che l’agonia del loro capo si è conclusa in meno di un minuto. A rivelarlo è il referto del medico presente all’esecuzione dell’ex dittatore reso pubblico dalla tv Al Arabiya. Secondo quel referto, la morte è stata provocata dalla rottura delle vertebre cervicali ed è arrivata in 55 secondi esatti.
«Tutto merito dell’impiccagione all’inglese che garantisce la rottura dell’osso del collo anziché un lento soffocamento», spiegava ieri un ex procuratore giudiziario giordano incaricato per anni di controllare le impiccagioni nel suo Paese. «L’ esecuzione - ha raccontato l’esperto - è avvenuta usando una corda fabbricata all’estero da tecnici specializzati. Il tipo di paglia secca usata per formare la corda, l’intreccio dei fili, la larghezza del nodo, il grande spessore del cappio e la posizione a fianco della testa anzichè dietro al collo, confermano l’intenzione di evitare la morte per asfissia».
- Saddam giustiziato fa quasi compassione. Ma basterebbe uno sguardo alle vittime della sua tortura...
Da La repubblica ESTERI
Le immagini ritrovate dai soldati americani lo scorso 22 aprile nella stazione di polizia di Al Saadoan e trasmesse ieri da Cnn
"Ecco le torture di Saddam"
Video-choc trovato dai marines
Massima allerta delle autorità Usa a Bagdad per nuovi attentati in grande stile durante questo week end
dal nostro inviato DANIELE MASTROGIACOMO
Una delle immagini
del video-choc
BAGDAD - Eccolo il film dell'orrore, le immagini atroci delle torture inflitte alle vittime di Saddam Hussein. La prova visiva di cosa significasse tentare di opporsi ad un regime con diritto di vita e di morte su 23 milioni di iracheni. Lo hanno trovato i soldati americani il 22 aprile scorso nei pressi della stazione di polizia di Al Saadoan, ma solo ora è stato diffuso in tutto il mondo dalla Cnn. Il Pentagono non ha voluto rilasciare commenti sul documento, ma il network televisivo di Atlanta ha voluto precisare che lo ha ottenuto attraverso fonti indipendenti. L'amministrazione statunitense ne era al corrente, ma per motivi di opportunità politica e forse per gestire l'informazione come ha spesso fatto prima, durante e dopo il conflitto, ha preferito tenerlo in un cassetto.
Il filmato è integrale e testimonia la brutalità delle torture che vengono praticate a semplici, disperati oppositori del regime, ma anche ai membri della famigerata milizia dei fedelissimi di Saddam, la brigata feddayn. Si tratta di miliziani che erano accusati di tentativi di diserzione, di insubordinazione. Uomini che magari avevano solo pensato di lasciare la milizia prima della guerra, traditi da un sospetto. Si vedono giovani seduti su una sedia a cui vengono amputate le dita della mano con delle cesoie, tagliata la lingua, segate mani e braccia fino al lancio nel vuoto dal tetto di un palazzo. Immagini feroci, crude che testimoniano una volta di più l'orrore del regime di Saddam Hussein.
L'Iraq ma soprattutto Bagdad sembra preparasi ad una prova di fuoco. Da giorni girano voci insistenti su attentati che dovrebbero colpire obiettivi mirati. I grandi alberghi, soprattutto, dove alloggiano i soldati americani, i funzionari dell'amministrazione civile, i grandi appaltatori giunti in massa dopo la raccolta di fondi alla conferenza di Madrid. "Abbiamo ricevuto segnalazioni su una "giornata di resistenza" tra sabato e domenica", ha fatto sapere l'ufficio consolare americano con un comunicato ufficiale invitando tutti alla massima vigilanza e chiedendo a tutti gli stranieri di limitare al minimo gli spostamenti nella città per la loro sicurezza. E in questo clima di attesa, con le strade insolitamente vuote persino nel venerdì di festa e di preghiera, Bagdad ha vissuto l'ennesima giornata segnata da bombe, colpi di mortaio, agguati alle pattuglie militari. Ieri mattina nel cuore della città vecchia, dove si passeggia tra le bancarelle di stampe e libri antichi, il mercato era affollato di gente non si parlava d'altro. Della paura che è diventata il vero padrone di Bagdad, degli attacchi continui della guerriglia.
E' il motivo, evidente, era sotto gli occhi di tutti: una casa antichissima, tutta in legno, era stata centrata da un missile lanciato da chissà dove. Piovuto dal cielo, alle 8 di sera, quando per fortuna la strada è già vuota. Ci sono stati quattro morti. La folla guardava, commentava, partecipava al lavoro dei pompieri che continuavano a gettare acqua mista a spuma per spegnere i piccoli focolai rimasti dalla sera prima. Scene diventate consuete, se si pensa che gli attacchi segnalati ogni giorno sono saliti, in una settimana, da 26 a 33.
Due civili uccisi da una bomba a Baaqouba, il municipio di Falluja dato alle fiamme e la lunga sparatoria fra soldati Usa e popolazione, un ordigno esploso sotto il ponte di al Jadida mentre passava un convoglio Usa che ha ucciso un soldato americano, una manifestazione di protesta degenerata in una sparatoria: 4 iracheni uccisi, altri dieci feriti, ancora feriti due soldati. I boati scandiscono spesso la mattinata e non si riesce a capire da cosa siano prodotti. Alte colonne di fumo svettavano ieri nel primo pomeriggio dal parco del palazzo presidenziale, mentre gli elicotteri americani si alzavano in perlustrazione.
Oggi e domani le scuole resteranno chiuse. Presidi e docenti hanno consigliato ai ragazzi di non andare in classe. Ci sono state minacce, fatte, sembra, da uomini appartenenti alla guerriglia che hanno ordinato la serrata. Una prova di forza che potrebbe estendersi nei prossimi giorni ai commercianti, alle banche, ai tassisti, ai mezzi pubblici.
(1 novembre 2003)
2/1/2007- Nuovo conflitto Etiopia corti islamiche somale. Anche questa in realtà una guerra interislamica, in quanto la maggioranza in Etipia è di credo islamico: quasi la metà della popolazione, contro il 40 x 100 cristiano ortodosso e il resto animista.
-(29 dicembre, 2006) Corriere della Sera
Primi risultati della missione Andrill: trivellato il fondo marino fino a 1.284 metri
«Il ghiaccio dell' Antartide? Si è sciolto e riformato 50 volte»
Gli scienziati: surriscaldamento anche nell' antichità.
Hanno brindato sui ghiacci dell' Antartide il giorno di Natale gli scienziati italiani, neozelandesi, americani e tedeschi del Progetto Andrill. Festeggiavano il record di profondità di 1.284 metri raggiunto trivellando il fondo marino: mai si era raggiunto questo limite scavando le rocce del Continente Bianco. Ma altri brindisi si aggiungevano presto analizzando le carote prelevate, le quali dimostravano che negli ultimi 50 milioni di anni la calotta glaciale antartica per cinquanta volte si era espansa e ritirata in seguito al riscaldamento e poi al raffreddamento del pianeta. «La piattaforma di Ross dove è avvenuta la perforazione - spiega Carlo Alberto Ricci, presidente della Commissione scientifica per l' Antartide - si è disintegrata più volte e alcuni di questi episodi sono attribuiti a condizioni climatiche di 2-3 gradi centigradi più calde delle attuali e simili a quelle previste da alcuni modelli per i prossimi 50-100 anni». Il fenomeno dovuto al riscaldamento nel passato è legato a cause naturali perché si è trovata coincidenza con le variazioni dell' orbita della Terra intorno al Sole dalle quali dipendeva un periodico maggiore avvicinamento all' astro. Tale aspetto già studiato si somma ad un altro che sembra prevalere in epoche più remote oltre un milione di anni. Ogni 40 mila anni, infatti, un altro riscaldamento si ritiene provocato dalla variazione dell' asse terrestre che oscilla tra i 21 e 25 gradi: adesso è nel mezzo, a 23 gradi. «Con le prime analisi dei sedimenti abbiamo scoperto - precisa Ricci - che l' Antartide reagisce subito alle variazioni climatiche restringendo o ampliando la sua superficie. Ciò è molto importante perché si offre come un ambiente prezioso per capire le conseguenze di quanto accade oggi mentre assistiamo ad una velocità nel riscaldamento mai registrata finora nella storia della Terra per il quale forse anche l' uomo è responsabile». Una ennesima conferma della situazione arriverà alla fine di gennaio quando gli esperti dell' Onu renderanno pubblico a Parigi il nuovo rapporto sul cambiamento climatico il quale prevede un aumento della temperatura variabile tra 2 e 4,5 gradi entro il 2100, come anticipava ieri il quotidiano Le Monde. Il Progetto Andrill nasce per iniziativa di Stati Uniti, Nuova Zelanda, Germania e Italia che partecipa con una quota del 20 per cento equivalente a 1,5 milioni di euro. Ora si è conclusa la prima fase durata un anno. La prossima, altrettanto lunga, permetterà di andare ancora più lontano nel tempo ricostruendo la storia climatica del pianeta negli ultimi 50 milioni di anni cogliendone le variazioni naturali più ampie. L' Italia è protagonista attraverso il Programma nazionale di ricerca in Antartide e nel caso specifico riunisce scienziati delle Università di Siena, Parma, Roma-La Sapienza, Milano-Statale e Bicocca, oltre all' Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, l' Enea e il Cnr. Ora si aspettano i risultati del Progetto Taldice condotto in parallelo sempre dal Programma Antartide a Talos Dome, una zona ad alcune centinaia di chilometri dal punto in cui è in corso Andrill coordinato dagli americani. Taldice, invece, è a guida italiana (gli altri Paesi sono Francia, Germania, Regno Unito e Svizzera) e consente di vedere più in dettaglio che cosa è accaduto sulla Terra. In queste settimane si sta scavando e si è arrivati a circa mille metri di profondità con l' obiettivo di toccare i 1500 metri. In tal caso la perforazione è nel ghiaccio e permetterà di leggere con precisione nei campioni le variazioni climatiche degli ultimi 150 mila anni analizzando le tracce rimaste dei gas e delle polveri presenti nell' atmosfera, dei loro effetti ambientali, delle variazioni della radiazione solare o delle eruzioni vulcaniche. Quest' anno le ricerche al Polo Sud costate 19 milioni di euro sono state possibili raccogliendo fondi da vari enti e tagliando altri progetti. Ciò ha consentito di rispettare gli impegni delle collaborazioni internazionali già avviate ma ha impedito lo svolgimento di ulteriori attività. La Base Zucchelli è infatti rimasta quasi vuota: solo dieci scienziati erano presenti invece dei trenta solitamente al lavoro. Il costo ordinario di un anno di ricerche è di circa 30 milioni di euro e per la prossima stagione il ministro dell' Università e della Ricerca Fabio Mussi ha promesso il soddisfacimento delle necessità e, anzi, un loro rafforzamento. Ma per il momento è solo una prospettiva alla quale dovrà essere aggiunta la decisione se partecipare o meno al piano dell' Anno Polare Internazionale. Si tratta di un imponente studio varato dall' International Council for Science e dallo World Meteorological Organization allo scopo di conoscere meglio i meccanismi che interessano le zone polari in relazione al resto della Terra. Ciò comporterà da parte italiana un investimento di altri cinque milioni di euro per i prossimi due anni. Gli organismi scientifici nazionali hanno aderito in linea di principio all' iniziativa, ma, naturalmente, occorrono le risorse per affrontarla.
Caprara Giovanni
-Per l'Accademia nazionale delle scienze americana il bisogno iraniano di energia nucleare è reale, perchè i guadagni da export di petrolio ci sono, ma si stanno esaurendo in fretta: entro il 2015 potrebbero non essercene più!
Dec. 26, 2006,Iran faces crisis as its oil exports drop, study says
Loss of revenue is threatening the country's stability
Associated Press
Roger Stern, an economic geographer at Johns Hopkins University, attributed two factors to Iran's crisis:
•Oil production is declining and both gas and oil are being sold domestically at highly subsidized rates.
•The nation is neglecting to reinvest in its oil production.
Declining output
Iran produces about 3.7 million barrels a day, about 300,000 barrels below the quota set for Iran by the oil cartel, the Organization of Petroleum Exporting Countries. The shortfall represents a loss of about $5.5 billion a year.
WASHINGTON — Iran is suffering a staggering decline in revenue from its oil exports, and if the trend continues income could virtually disappear by 2015, according to an analysis published Monday by the National Academy of Sciences.
Iran's economic woes could make the country unstable and vulnerable, with its oil industry crippled, Roger Stern, an economic geographer at Johns Hopkins University, said in the report and in an interview.
Iran earns about $50 billion a year in oil exports. The decline is estimated at 10 percent to 12 percent annually. In less than five years exports could be halved and then disappear by 2015, Stern predicted.
For two decades, far longer than its designation by President Bush in January 2002 as part of the "axis of evil," the U.S. has deployed military forces in the region in a strategy to pre-empt emergence of a regional superpower. Iraq was stopped in the 1991 Persian Gulf War, but a hostile Iran remains a target of American threats.
The U.S. military exercises have not stopped Iran's drive. But the report said the country could be destabilized by declining oil exports, hostility to foreign investment to develop new oil resources and poor state planning, Stern said.
The analysis supports U.S. and European suspicions that Iran is trying to develop nuclear weapons in violation of international understandings. But, Stern says, there could be merit to Iran's assertion that it needs nuclear power for civilian purposes "as badly as it claims."
He said oil production is declining and both gas and oil are being sold domestically at highly subsidized rates. At the same time, Iran is neglecting to reinvest in its oil production.
"With an explosive demand at home and poor management, the appeal of nuclear power, financed by Russia, could fill a real need for production of more electricity."
Iran produces about 3.7 million barrels a day, about 300,000 barrels below the quota set for Iran by the oil cartel, the Organization of Petroleum Exporting Countries.
The shortfall represents a loss of about $5.5 billion a year, Stern said.
-18 dicembre 06. Gli Usa firmano l'accordo nucleare con L'India che si è sempre rifiutata di firmare il trattato di non proliferazione. Che incoerenza rispetto alla posizione sull'Iran...
US signs nuclear deal with India
Bush signs the nuclear cooperation bill which makes changes to the US Atomic Energy Act
George Bush, the US president, has signed a deal allowing civilian nuclear trade with India in exchange for safeguards and inspections at its 14 civilian nuclear plants.
Eight military plants will, however, remain off-limits.
Bush said at a ceremony: "India will now operate its civilian nuclear energy programme under internationally accepted guidelines and the world is going to be safer as a result."
The deal could be beneficial for US companies that have been barred from selling reactors and material to India.
Treaty rejected
But India has refused to sign the Nuclear Non-Proliferation Treaty and critics have attacked the agreement.
Critics say the deal undermines efforts to curb the spread of nuclear weapons and technology and could provoke a nuclear arms race in Asia by boosting India's atomic arsenal, the Associated Press reported.
Bush said: "The bill will help keep America safe by paving the way for India to join the global effort to stop the spread of nuclear weapons."
The Bush administration said the pact deepens ties with a democratic Asia power, but was not designed as a counterweight to the rising power of China.
Bush said: "India's economy has more than doubled its size since 1991 and it is one of the fastest-growing markets for American exports."
Many fear that selling India US-origin fuel for civilian energy use will free up New Delhi's indigenous uranium stocks for weapons.
'Natural partners'
Bush said: "The United States and India are natural partners, the rivalries that once kept our nations apart are no more."
Manmohan Singh, the Indian prime minister, defended the nuclear deal, rejecting opposition criticism that it would lead to the dismantling of India's atomic weapons.
He said he had some concerns about the legislation, but that they would be dealt with during technical negotiations on an overall US-India cooperation agreement.
Singh said India would not accept new conditions and its nuclear weapons programme would not be subject to interference of any kind because the agreement with the US dealt only with civil nuclear co-operation.
Earlier, LK Advani, the leader of the opposition Bharatiya Janata Party, said India should not accept US legislation, saying that the deal would prevent India from conducting nuclear tests in the future.
India conducted its first nuclear test in 1974 and followed it up with a series of others in 1998.
Advani said: "The primary objective is to cap, roll back and ultimately eliminate its [India's] nuclear weapons capability."
Hurdles
Several hurdles remain before civil nuclear trade between the two countries can begin.
US and Indian officials need to work out a separate technical nuclear co-operation agreement, expected to be finished next year.
The two countries must now obtain an exception for India in the rules of the Nuclear Suppliers Group, an assembly of nations that export nuclear material.
India and the International Atomic Energy Agency must also agree on an inspection plan.
Experts say India has already produced about 50 nuclear weapons and plans to reach up to 400 in a decade.
Source: Agencies
-Ancora sulla partecipazione popolare alle manifestazioni di piazza, su tutti i fronti partitici:
Nel febbraio 03 la manifestazione a Piazza S.Giovanni delle sinistre fu valutata dalla questura in 650.000 presenze (per gli organizzatori 3 milioni). Lo scorso 2 dicembre Berlusconi Fini e Bossi hanno portato nella stessa piazza secondo la questura 700.000 presenze(per loro 2 milioni). Chi ha ragione?
Facciamo un semplice calcolo: I metri quadrati di Piazza s. Giovanni e dello spazio al di là della Porta sono 50.000, piazza del popolo a Roma 21.000, piazza Duomo a Milano 18.000 e a piazza del Plebiscito a Napoli 25.000. Anche calcolando 4 persone a metro quadro, non si può pensare che ce ne siano di più o altrettante fuori dalla piazza, come dimostrano le immagini dall'elicottero.
Andiamo con ordine. Gli organizzatori più esperti reputano che a quota 250/270 mila persone si arriva se la piazza è piena fino alle mura, alla statua di San Francesco, fin sul limitare di via Emanuele Filiberto. Per salire a quota mezzo milione occorre invece che i manifestanti, diciamo i cortei di manifestanti premano e non riescano ad entrare nella piazza e, di fatto, restino lungo via Carlo Felice, dentro piazza di San Giovanni in Laterano, su piazzale Appio. «E questa situazione, per intenderci, è ciò che di solito accade in occasione del concerto organizzato dai sindacati il primo maggio».
Ma come si fa a calcolare se i manifestanti sono ben più numerosi, se arrivano davvero a essere un milione o, magari, anche di più? In questura, gli esperti rispondono senza indugi: «Occorre che ci sia una folla immensa, e che persino camminare, in alcune zone, diventi complicato, se non addirittura impossibile». Un po’, spiegano, come accadde in occasione dei funerali di Enrico Berlinguer, «quando la folla era in coda fin dai via dei Fori Imperiali ». Però un milione di persone è un numero immenso, una roba, «per capirci, che poi s’è rivista solo per l’ultimo scudetto vinto dalla Roma o per la vittoria dell’Italia ai mondiali di calcio, nel luglio scorso».
In questura, per calcolare il numero dei manifestanti presenti in una piazza, fanno questo conteggio: immaginano che in un metro quadrato possa starcene uno, massimo due. Poi moltiplicano per la grandezza complessiva della piazza. «E questo—dice Claudio Velardi, manager della comunicazione, fondatore del quotidiano il Riformista, ma anche uomo del Pci, del Pds, uno che di folle s’intende, uno dei Lothar di Palazzo Chigi ai tempi di D’Alema (i consiglieri dell’allora premier che avevano la testa pelata come l’assistente del mago con i baffetti, Mandrake) — questo spiega bene perché tra le cifre degli organizzatori e quelle della questura c’è sempre una forbice enorme». La questura fa calcoli reali. «Molto reali. Il che, intendiamoci, non toglie nulla al successo di una manifestazione, ma i numeri veri sono, sempre, altri».
-La finanziaria è passata da qualche giorno con l'apporto determinante dei senatori a vita, tra le polemiche dell'opposizione. Eppure il 18 maggio '94 il primo governo Berlusconi passò proprio con la fiducia al senato per 159 voti a 158, con l'apporto determinante dei senatori a vita Agnelli cossiga e Leone.
Inoltre la Cdl, prima dell'elezione di Napolitano a presidente della repubblica aveva candidato a quella carica proprio un senatore a vita, Andreotti. Mentre oggi definisce anacronistico questo istituto.
-Sanità italiana sprecona? Al contrario:lo dice il Ceis, Centro studi dell'università di Tor Vergata che ha presentato pochi giorni fa il ponderoso Rapporto sanità 2006 dedicato al governo del Ssn. Il rapporto spesa pil in Italia è sotto la media europea (8.4 x cento, nel 2004, inclusa la spesa privata, contro una media europea del 9. La crescita è inferiore al resto d'Europa, Finlandia e Danimarca escluse, dal 1990 a oggi. In tutti i Paesi la spesa è cresciuta più del Pil, ma l'Italia è stato tra i più virtuosi. In tutte le regioni del nord è sotto l'8 x 100 sul pil nel 2003, in Lombardia al 6.47, il più basso. Le previsioni per il 2007: Spesa sanitaria totale all'8.2-8.3 x100(123.8-124.7 mld), quella pubblica 6.8-7(102.7-105 mld), quella privata a carico del cittadino 1.3-1.4(19.7-21.1 mld). Lo stato finanzia il tutto solo per il 6.4-7, con un disavanzo tra 2 e 4.3.
Nel 2004 Belgio 10.1, Canada 9.9, Austria 9.6, Francia 10.5, Germania 10.9, Grecia 10, Norvegia 9.7, Olanda 9.2, Portogallo 10, Svizzera 11.6, Usa 15.3, Ungheria 8.3. Media Oecd Turchia esclusa 8.9. Media primi 22 paesi Oecd 9.5. Media Ue a 15 9.
-Sorpresa: nel Paese di Zapatero, in Spagna i pacs non esistono. Non c'è una legge nazionale sulle coppie di fatto.
E non sono nenache all'ordine del giorno dell'agenda politica. Il premier socialista(e agnostico) sostiene da sempre nozze e adozioni dei gay ma non una legge nazionale sulle coppie di fatto. L'unico partito ad aver presentato alla camera a ottobre 04 un disegno di legge sui pacs è stato invece il partito popolare (centrodestra9 dell'ex premier Aznar, il maggiore dell'opposizione, che equiparava tutti i diritti delle unioni gay con quelli delle unioni eterosessuali tranne che per l'adozione. Le sinistre affondarono la proposta popolare perchè volevano spianare la strada alle nozze omosessuali, approvate nel luglio 2005. Esistono sì pacs regionali, ma tutti diversi tra loro e solo in 11 delle 17 comunidades autonomas.
-La gaffe di Olmert dell'11 dicembre sul nucleare israeliano: ma più di 10 anni fa Shimon Peres, il padre del progetto dell'atomica ebraica, lanciò l'idea di una denuclearizzazione unilaterale in cambio della pace, ammettendo implicitamente il fatto che Israele possedeva armi atomiche. Dunque si sapeva pubblicamente già da anni, altro che scoop..
-La madre di tutte le sorprese: in Irak è boom dell’economia
Ancora spari dopo il cessate il fuoco chiesto anche da Abbas e proclamato a partire dalle 22 di ieri
Sangue tanto, come sempre. Ma ora anche soldi. Pochi, d’accordo; ma qualcuno inizia a farli. Ed è perlomeno un segnale di speranza in un Paese come l’Irak che sprofonda nella guerra civile. Secondo uno dei più autorevoli centri studi del mondo, il Global Insight, l’economia starebbe addirittura vivendo un boom, con una crescita che nel 2005 è stata del 17% e che nel 2006 dovrebbe attestarsi al 16%.
Il settimanale Newsweek ci crede e nel numero di questa settimana racconta una Bagdad diversa, in cui, nonostante gli attentati, il mercato immobiliare corre, con prezzi che in tre anni sono più che centuplicati. Una Bagdad in preda alla febbre dell’automobile: la compravendita di vetture usate è in continua crescita e il numero di mezzi circolanti è così elevato da paralizzare il traffico della città: ingorghi e code sono ormai abituali, come se questa fosse la capitale di un normale, pacifico Paese in via di sviluppo. Una Bagdad che si scopre imprenditoriale: le aziende registrate alla Camera di commercio erano ottomila tre anni fa, ora sono trentaquattromila. E ce n’è persino una che nel 2005 ha realizzato utili per 333 milioni di dollari e che quest’anno conta di sfondare il mezzo miliardo. È la Iraqna, leader nella telefonia mobile. Auto e telefonini: un binomio irresistibile.
Il problema è che l’Iraqna è l’unico grande successo. E che quei tassi di crescita da capogiro (peraltro non condivisi dalla Banca mondiale che per il 2006 stima l’aumento del Pil al 4%) si riferiscono a una realtà disastrata. Quando parti da zero o quasi basta poco per raggiungere le doppie cifre. E l’Irak allo zero era quasi arrivato, stremato da dodici anni di sofferenze sotto l’embargo dell’Onu e poi dalla guerra: nel 2003 la ricchezza nazionale crollò del 30% e molte delle ex industrie statali, chiuse temporaneamente, non hanno mai ripreso l’attività. Quando si leggono i dati sulla disoccupazione il sorriso si spegne: oggi sono senza lavoro tra il 30 e il 50% degli iracheni.
Eppure nessuno muore di fame. Come accade in tutti i regimi dittatoriali, anche nell’Irak di Saddam Hussein le famiglie avevano l’abitudine di cautelarsi convertendo i propri risparmi in dollari, naturalmente in contanti e conservandoli nel materasso coniugale anziché in banca. Ora quel denaro circola e alimenta le vendite al dettaglio, soprattutto dei beni di prima necessità, ma anche di elettrodomestici, radio e televisioni ovvero di tutti i beni scarsamente reperibili ai tempi del raìs. Grazie anche alla Cina: i prodotti provenienti dall’Estremo Oriente sono così a buon mercato da essere accessibili anche a un consumatore, certo non agiato, come quello iracheno.
L’altra buona notizia è che i salari sono aumentati del cento per cento, mentre le tasse sul reddito sono scese dal 45 al 15% (ammesso che qualcuno davvero le paghi). L’altra cattiva notizia è che la sicurezza erode gli investimenti delle aziende, che sono costrette a investire in guardie private e auto blindate fino a un terzo del proprio budget.
Sono le contraddizioni di un Paese che, secondo gli economisti di Global Insight ha comunque grandi potenzialità: l’Irak sopravvive nonostante non abbia potuto ancora contare pienamente sulla sua risorsa più importante, l’industria petrolifera. Quando sarà davvero normale potrà volare. O almeno così pare. (da Il Giornale)
-I tre rapiti italiani dal Mend(Movimento per l'emancipazione del delta del Niger)(Russo,Arena, Dieghi, dipendenti Eni). Parla il suo leader Jomo Gbomo, il quale svela un 'dettaglio' importante: il Mend è cristiano, non musulmano. Sarà per questo che il rapimento non suscita la stessa attenzione mediatica e politica di quelli in Iraq?
«Il Mend rappresenta la volontà della gente del Delta di controllare le risorse donate da Dio e di vivere in pace. Per anni abbiamo creduto che organismi come le Nazioni Unite fossero la nostra salvezza per evitare le sofferenze inflitte dal governo nigeriano e dalle compagnie petrolifere. Ora sappiamo che il nostro destino è solo nelle nostre mani».
Volete creare uno Stato indipendente del Delta del Niger?
«Ci battiamo per il controllo delle risorse energetiche e per un vero federalismo. La disgregazione della Nigeria sarebbe un disastro. La Nigeria deve mantenersi unita, ma con una legislazione che rispetta culture e religioni di tutte le comunità di questo Paese».
È vero che siete aiutati da Al Qaida?
«Siamo cristiani, per la stragrande maggioranza, e disprezziamo i gruppi fanatici come Al Qaida che hanno scarso rispetto della vita umana. Non saremo mai loro alleati. I musulmani nel Delta del Niger sono una minoranza insignificante di convertiti».
Quanti uomini conta il Mend?
«Quasi 5000 combattenti, dei quali 2000 attualmente attivi. Nella nostra regione i giovani sono disoccupati e se volessimo potremmo reclutare cinquemila uomini al giorno».
20/12/06- Caso Welby: fu la moglie a farlo intubare (la tracheotomia col respiratore artificiale) dopo le prime crisi respiratorie del 1997 e 2002. Malgrado lui le avesse detto di non volere quel trattamento.
Ma il suo è o no un caso di eutanasia?
In realtà avrebbe potuto morire d'inedia nell'arco di pochi giorni già dal 2002 (anno in cui il respiratore è diventato fisso). Infatti Welby ha sempre rifiutato la nutrizione artificiale e il sondino nasogastrico. Si nutriva autonomamente con un'alimentazione semiliquida, che sarebbe venuta meno in caso di sedazione, pur non staccando il respiratore. E le associazioni di cure palliative praticano quotidianamente la sedazione a pazienti terminali e non, per evitare sofferenze fisiche o psicologiche, senza violare alcuna legge nè incorrere in sanzioni. Il responsabile di Antea si era offerto di fare lo stesso con Welby, ma lui si è ostinato a pretendere il distacco del respiratore insieme alla sedazione. Ecco la lettera scritta dal dott.Casale di Antea..
Oggi sono contento di poter offrire ai lettori un documento assai interessante che ho ricevuto direttamente dal dott. Giuseppe Casale. Casale, che conosco personalmente, è il medico che valorosamente porta avanti da anni - insieme a tanti volontari - l'associazione Antea, che svolge un ruolo meritorio da anni nell'assistenza dei malati terminali.
Casale è stato tirato in ballo sui giornali, come medico curante di Welby e il suo pensiero è stato come al solito sintetizzato, stralciato, ridotto, e spesso reso incomprensibile.
Ecco quello che ha scritto, e che rende un quadro finalmente chiaro della intera vicenda.
Mi sono trovato di fronte un uomo malato che vive in un appartamento di una periferia romana, al quarto piano con un ascensore stretto. E' in una piccola stanza, di fronte a lui solo un televisore. L'unica finestra è lontana dal letto, per cui non riesce a guardare fuori. L'unica persona ad assisterlo giorno e notte è la moglie, supportata da un'assistenza sociale attivata dal Comune per poche ore a settimana.
Ho visto il Sig. Welby solo due volte. Lui è attaccato dal 1997 al respiratore e dal 2002 ne è completamente dipendente. Non ha una nutrizione artificiale e nemmeno un sondino nasogastrico, come erroneamente è stato riportato da un esponente del partito radicale nella trasmissione televisiva "Primo Piano" .Si nutre da qualche mese solo con un'alimentazione semiliquida.
Nella seconda ed ultima visita da me effettuata il 25 novembre scorso, considerando la malattia di base (la distrofia muscolare), ho rilevato che le sue condizioni fisiche non fossero di una gravità tale da far supporre che stesse morendo. Il sig. Welby urinava naturalmente. Evacuava solo attraverso svuotamento ogni due, tre giorni, aiutato dalla moglie. La valutazione del dolore fisico da lui riferito era molto lieve, non assumeva farmaci per questo sintomo.
Sicuramente ho rilevato un dolore psicologico e molta rabbia e ancora di più un profondo dolore spirituale .Quando parlo del dolore spirituale non intendo un dolore che riguarda la propria fede ma un dolore intimo, profondo ed esistenziale che può attanagliare chiunque di noi, sia ateo che credente. E' quando non si riesce a dare più senso alla vita come tale.
Il sig. Welby è stato indirizzato all'Antea dall'Associazione Luca Coscioni. L'ho visto come dicevo solo due volte.
Data la situazione clinica e sociale gli ho proposto l'assistenza presso la nostra struttura sanitaria Hospice Antea, ma si è rifiutato. Quindi gli ho proposto di assisterlo in casa , come siamo soliti fare con la nostra Unità Operativa di Cure Palliative Domiciliari, assicurandogli una forte presenza dei nostri operatori, che comprende anche l'assistenza psicologica e soprattutto spirituale. Il Sig. Welby non ha accettato neanche questa proposta.
Allora gli ho prospettato una terapia ansiolitica e antidepressiva, in quanto assumeva un blando ansiolitico solo la sera, ma ha rifiutato.
A questo punto l'unica soluzione era proporre una sedazione, anche perchè questa era la sua richiesta, ma soprattutto perché era l'unico strumento in mio possesso per curare la sua sofferenza.
Lui aveva molta difficoltà a deglutire e le vene superficiali erano difficilmente reperibili e sclerotizzate, per cui ho proposto una sedazione per via sottocutanea, ma la richiesta del Signor Welby diventò molto specifica : "Voglio essere sedato e contemporaneamente staccato dal respiratore".
Ho risposto che non potevo in quanto la sua era una vera e propria richiesta di eutanasia, e che comunque le modalità che gli avevo offerto erano una valida alternativa alla sofferenza. Gli ho assicurato che gli sarei stato vicino quando la morte lo avrebbe raggiunto naturalmente e lo avrei accompagnato fino all'ultimo minuto, e che sarebbe morto serenamente.
Inoltre, dal punto di vista medico, ritenevo che durante la sedazione la morte sarebbe sopraggiunta in pochi giorni, per la normale evoluzione della malattia stessa,ed anche perché lui rifiutava qualsiasi forma di accanimento terapeutico, compreso l'utilizzo di aghi per la nutrizione per via endovenosa e il sondino naso gastrico per la nutrizione entrale,.
La sedazione da me effettuata, ribadisco, sarebbe stata somministrata solo per non farlo soffrire e non per accelerare la morte o addirittura provocarla.
In questo modo il respiratore artificiale non avrebbe influito se non in minima parte sul processo irreversibile a cui sarebbe andato incontro. Tutto ciò sarebbe stato effettuato rispettando il diritto alla autodeterminazione e allo stesso tempo si sarebbe evitata qualsiasi forma di accanimento terapeutico sulla sua persona, visto anche, il suo rifiuto ad accettare qualsiasi strumento per prolungare artificialmente la sua vita. Ricordo comunque che la sedazione non è un atto definitivo, ma è reversibile in quanto il paziente può essere svegliato qualora se ne ravvisi la necessità, anche se nel caso specifico sarebbe stato abbastanza improbabile che ciò potesse avvenire.
Sono convinto che se il sig. Welby si fosse rivolto a noi prima, accettando le cure Palliative, avremmo avuto la possibilità di garantirgli una migliore qualità di vita, aiutandolo a riconsiderare la vita sempre degna di essere vissuta, seppure da malato.
Dopo questa mia proposta il sig. Welby ha ribadito quanto già espresso: " voglio essere sedato e subito essere staccato dal respiratore".
Tengo a precisare che, qualora avessi agito in tal senso, comunque contro la mia volontà e la mia etica di medico e di uomo, il mio nome, quello di Antea, e quello di tutte le Cure Palliative sarebbe stato strumentalizzato nella battaglia mediatica e politica condotta in nome dell'eutanasia. Battaglia di cui ritengo che il Sig. Welby sia in questo momento artefice e al tempo stesso vittima.
E questo non posso e non voglio che accada mai. Sono contrario all'eutanasia, oltre che per motivi etici, nessun uomo deve e può togliere la vita ad un altro uomo, anche perché esistono i mezzi per aiutare le persone a non sentirsi sole, abbandonate, a non soffrire. Mezzi che possono evitare qualsiasi sofferenza per aiutare a valorizzare qualsiasi momento della vita: sono le Cure Palliative, e che io medico palliativista, ritenendole le più adeguate avevo proposto. Se applicate nel loro senso più profondo e con operatori professionalmente preparati, annullano la richiesta di eutanasia. E non lo dico come assioma, ma in base all'esperienza maturata attraverso l'assistenza che l'Antea ha garantito ad oltre 10.000 malati terminali non solo oncologici.
Ricordo che l'Organizzazione Mondiale della Sanità ritiene le Cure Palliative il mezzo più idoneo per prendersi cura dei pazienti in fase terminale.per accompagnare dignitosamente le persone sofferenti alla morte. Le Cure Palliative, mi piace sottolineare, sono contro qualsiasi forma di accanimento terapeutico e contro l'eutanasia.
Purtroppo bisogna rilevare che nella società attuale si fa evidentemente prima a parlare di eutanasia, che prendersi cura degli oltre 140.000 malati terminali stimati in Italia ogni anno, quindi investire sulla formazione del personale e sulla realizzazione di centri e reti socio-sanitarie per le Cure Palliative.
Mi dispiace, come medico e uomo, che mentre scrivo il Sig. Piergiorgio Welby stia soffrendo, e insieme a lui la moglie Mina. Mi dispiace soprattutto di non poterlo aiutare, come faccio ogni giorno, per molte persone, dai bambini agli ultranovantenni, in condizioni simili e a volte anche più gravi della sua, con l'èquipe dell'Antea e mediante le Cure Palliative.
Giuseppe Casale
Coordinatore Unità Operativa Cure Palliative ANTEA
-Sempre peggio lo scandalo della proprietà di Bankitalia. Non solo con la recentissima riforma dello statuto di novembre 2006 non è cambiato ancora nulla quanto alle banche azioniste del capitale di via Nazionale. Ma peggio, con la fusione di Intesa e S.Paolo fa sì che il gruppo controlli da solo il 44% della Banca d'Italia, e con l'alleato Generali superi il 50%.
15/12/06- Ancora sulla guerra delle cifre circa gli omicidi a Napoli, durante l'ultima presunta emergenza di novembre, rispetto a quelli di Milano. Per il cooordinatore del pool anticamorra e procuratore aggiunto Franco Roberti, anche se i dati di Mastella erano con ogni probabilità imprecisi, la sostanza non cambia. Pur considerando i dati dei distretti in entrambi i capoluoghi, gli omicidi di Napoli equivalgono grosso modo, tra 1 gennaio e 21 novembre 06, a quelli di Milano: aggiungendo ai 75 che il ministero conta tra 1 gennaio e 15 novembre, ma che corrisponderebbero solo ai dati di Napoli città e provincia, e dunque sommando anche i 30 del casertano e i 4 tra Avellino e Benevento, che fanno parte con Napoli del distretto di corte d'appello, si sale a 116. Contro i 103 del distretto di Milano (che i Lombardia non include solo Brescia, Bergamo, Crema, Cremona e Mantova). Se guerra è, lo è quindi in entrambe le aree.
-Vicenda presunti brogli. Le giunte per le elzioni decidono il riconteggio di schede bianche, nulle e contestate. Ma a che serve? Se uno schieramento avesse rubato dei voti ormai quelle schede figurerebbero tra quelle regolarmente votate!
-Caso Piergiorgio Welby. Il dibattito sull'eutanasia si infiamma. In realtà Welby non chiede il diritto a morire e basta. Questo già gli sarebbe permesso dalla normativa vigente senza responsabilità per chi gli staccasse il respiratore. In Italia un paziente lucido può sempre chiedere l'interruzione del trattamento sanitario o terapeutico. Il problema è che la morte per asfissia non è simpatica, e dunque lui chiede anche di sedarlo dopo il distacco dalla macchina che lo tiene in vita.
-Le tasse aumentate con la prima finanziaria del secondo governo Prodi? Non proprio...
Le tasse calano invece di 580 milioni. Chi dice che le hanno alzate conteggiano infatti indebitamente, quali nuove tasse, 7.750 mld di recupero dall'evasione fiscale, 5.530 tra aumento entrate daimmigrati, contributi lavoratori autonomi e precari ai fini di una pensione più alta, e il trasferimento all'Inps del tfr per le imprese sopra i 50 dip.(eventuali oneri ampiamente compensati).
Invece crescono in effetti le tasse sul fronte imposta successioni patrimoni, aumento bollo su auto grossa cilindrata, aumento aliquote oltre 75.000 euro, per un totale di + 3.950 mld. Ma contemporaneamente scendono di 4.530 grazie a riduzione irap, proroga agevolazioni fiscali, crediti d'imposta su investimenti e ricerca, minori tasse su redditi medio bassi, aumento detrazioni figli. Si tratta di una sintesi del ministero per l'attuazione del programma, ma i dati vengono dal bollettino economico della Banca d'Italia del novembre 2006.
-Dal rapporto sulla morte di Lady Stevens firmato dall'ex capo di Scotland Yard Lord Stevens il dettaglio fondamentale: dai rilievi effettuati lei e Dodi non avevano allacciato le cinture di sicurezza, altrimenti si sarebbero salvati. L'unico che l'aveva, l'agente di scorta Rees Jones, si è salvato.
- Il primo gennaio la Romania entra nell'Ue, e comincia per i rumeni la libera circolazione anche in Italia. Qualcuno paventa invasioni. In realtà nel Paese, in tumultuoso sviluppo economico, mancano operai. Nell'edilizia il deficit tocca il 50 per cento. E nel solo 2005 i permessi di lavoro per stranieri sono stati 10.000.
-Rapiti all'immacolata 3 tecnici dell'Eni in Nigeria. Ma del bambino morto durante la battaglia tra guardie dell'installazione italiana e guerriglieri, per una pallottola vagante, e della sua sorellina ferita nessuno parla.
-Dal successore di Rumsfeld, Robert Gates la conferma indiretta di un Israele nucleare: è martedì 5 dicembre quando si lascia sfuggire...
During his Senate confirmation hearing on Tuesday, Gates speculated on why Iran might be seeking the means to build an atomic bomb. “They are surrounded by powers with nuclear weapons: Pakistan to their east, the Russians to the north, the Israelis to the west and us in the Persian Gulf,” he said.
Scatenando le reazioni stupite degli israeliani, abituati alla politica del don't ask don't tell.
-Il papa riconferma, bloccando l'uscita del cardinale brasiliano Hummes, il celibato dei preti cattolici. In realtà i cattolici sposati esistono già, nella chiesa orientale sotto giurisdizione vaticana.anche in quella cattolica, ma solo nei cosiddetti «riti orientali», quelli regolati con il Codice del diritto canonico delle chiese orientali, appunto. Nelle chiese greco-cattolica, siriaca, armena, copta, antiochena, melkita, etiope, e in tutte le comunità cattoliche dell'est Europa, si distingue la figura del monaco (non sposato) da quella del prete che può regolarmente sposarsi e avere figli. Sono chiese che hanno lo stesso papa di Roma e sono pienamente riconosciute dalla Santa Sede.Solo monaci e vescovi sono tenuti all'astinenza, mentre preti e diaconi possono rimanere sposati se hanno convolato a nozze prima dell'ordinazione. Peraltro anche S.Pietro, primo papa, era sposato: "Gesù, entrato nella casa di Pietro vide che la suocera di lui era a letto" (Matteo, 8,14)
-Bankitalia a fine novembre ha riscritto il suo statuto sulla scia della riforma del governo imposta dallo scandalo Fazio in relazione a Parmalat, furbetti del quartierino ecc.
Ma la proprietà rimane ancora in mano alle banche private in violazione dello spirito oltre che della lettera della legge.
La prudenza non è mai troppa
L’unico punto sul quale il nuovo statuto rinuncia a ogni intervento riguarda la nota dolente degli assetti proprietari della Banca d’Italia. E non poteva essere diversamente, in quanto l’articolo 19 della legge sul risparmio affida questa materia a un regolamento governativo.
Tuttavia, anche in questo caso c’è una novità di grande rilievo: lo statuto ribadisce che la disciplina delle quote di partecipazione spetta alla legge, ma sottopone il loro trasferimento al consenso del consiglio superiore su proposta del direttorio, al fine del rispetto dell’autonomia e dell’indipendenza della Banca e di una equilibrata distribuzione delle quote. Una sorta, quindi, di "clausola di gradimento" degli organi interni della Banca con lo scopo esplicito di bloccare modifiche degli assetti proprietari in grado di influenzarne l’autonomia decisionale. Senza tornare sulle infinite discussioni circa il destino delle partecipazioni detenute dalle banche (che, è bene ribadirlo, nel passato non hanno mai consentito a queste di condizionare gli indirizzi di vigilanza) sono note le proposte di trasferimento allo Stato o ad altri enti pubblici. Vi sono problemi tecnici di non facile soluzione, come la esatta valorizzazione delle singole quote, ma, per essere più realisti del re, c’è anche il pericolo che il pingue patrimonio della Banca d’Italia generi qualche appetito di troppo. Poiché l’equilibrata composizione degli assetti proprietari insieme alla disponibilità di adeguate risorse è il presupposto essenziale per il buon funzionamento della banca centrale e soprattutto per la tutela della sua indipendenza, le nuove norme rappresentano una opportuna misura prudenziale, particolarmente apprezzata anche nel parere che la Banca centrale europea ha espresso sulla bozza di statuto. (2) E, come insegnano le convulse vicende del passato, in questo campo la prudenza non è mai troppa(da Lavoce.info)
-Berlusconi e l'opposizione contro la fiducia a Prodi sulla finanziaria. per di più agevolata dai senatori a vita. Ma il primo governo Berlusconi nacque il 18 mag 94 con la fiducia di 3 senatori a vita (159 si e 158 no, con Agnelli Cossiga e Leone). Inoltre per 13 volte il governo Berlusconi due pose la fiducia sulla finanziaria.
-Vicenda brogli elettorali. Tutto è partito dalla presunta inspiegabilità del crollo delle schede bianche rispetto al passato. E dal fatto che in tutte le province, storicamente diverse tra loro a livello di voto bianco, si sia registrata una percentuale analoga di schede non votate.
In realtà, se stavolta le bianche son state 1.13 per cento lo si deve al ritorno al sistema proporzionale. Infatti le ultime volte che si era votato con quel sistema i risultati erano stati simili: 2.1 nel '92, 1.9 nell'87, 2.4 nell'83, 3.3 nel 79, 1.6 nel 76, 1.7 nel '72, 1.9 e 1.8 nel 68 e 63, 1.6 nel 58, 1.5 nel 53, 0.6 nel 48. Tra 3 e 4 per cento solo tra 1994 e 2001 (4.2). Inoltre, non è vero che nel 2006 siano scomparse le differenze territoriali. La differenze variano tra lo 0.8 del Lazio e Lombardia e il massimo del 2 per cento di Basilicata e Calabria. Il massimo e il minimo nel 2001 erano 2.5 e 8.1. I valori sono proporzionalmente gli stessi. Solo più basse, perciò è più difficile coglierli.
11/12/06- Vicenda brogli. Il vero rischio per la democrazia è che gli scrutatori non vengano più sorteggiati, a partire dalle ultime politiche della primavera 2006. Bensì nominati da una commissione politica di consiglieri comunali.
-Ai funerali di Pierre Gemayel cori contro la Siria. Ma l'intervento siriano in Libano, contro cui Gemayel si era poi battuto fino al recente ritiro delle truppe di Damasco dal Pese dei cedri, era stato chiesto a suo tempo proprio dai cristiani maroniti.
Il ministro dell' industria ucciso ieri, avvocato di 34 anni, era il più giovane deputato del Parlamento anche se era stato eletto nel giugno 2005 grazie al via libera del suo acerrimo nemico il generale Michel Aoun da sempre contrario ai signori feudali della guerra, come i Gemayel e alle loro milizie. Pierre Gemayel era inoltre uno degli esponenti del gruppo di politici cristiani fondato sotto gli auspici del patriarca maronita Nasrallah Butros Sfeir nel 2000 con l'obiettivo di far cessare l'influenza di Damasco iniziata nel paese dei Cedri nel 1976 quando proprio l'ultradestra cristiano-maronita invocò l'intervento di Damasco contro i palestinesi e le forze musulmane e progressiste che stavano prevalendo nel corso della guerra civile. Un intervento «provvidenziale» quello della Siria a fianco delle feroci milizie della destra maronita che permise a quest'ultime, guidate da Bechir Gemayel, di completare a colpi di inenarrabili massacri la pulizia etnica dei palestinesi, dei «non cristiani» e dei «cristiani progressisti» nella parte orientale di Beirut. Una pulizia etnica che vide la distruzione di interi quartieri come la Qarantina, sul porto, con oltre mille morti, e del campo palestinese di Tal al Zataar, dove oltre 4.000 palestinesi, arabi, e immigrati vennero massacrati durante un assedio durato oltre un anno. Un massacro avvenuto sotto gli occhi degli ufficiali dell'esercito israeliano, finanziatore e sostenitore delle milizie falangiste, e grazie all'intervento di Damasco. Dimentico di questo grande «favore» fattogli da Damasco Pierre Gemayel, come suo padre Amin, ha partecipato poi in questi ultimi due anni al lancio della coalizione pro-Usa e pro-Francia delle forze del «14 marzo» che, dalla primavera 2005, dopo l'assassinio dell'ex premier Rafik Hariri, assieme a forti pressioni internazionali, avrebbe spinto il regime di Bashar al- Assad a ritirarsi dal Libano. Pierre Gemayel, non era comunque un uomo di potere tanto che di lui si era parlato soprattutto quando, due anni fa, sostenendo la «superiorità genetica» dei cristiani libanesi argomentò che questi esprimevano «la qualità» contro la «quantità» dei musulmani. Un pilastro questo dell'idelogia del partito delle Falangi fondato da suo nonno Pierre nei primi anni trenta e da questi guidato dal 1937 al 1982 con al fianco, dagli anni settanta in poi suo figlio Bechir Gemayel, capo delle milizie e successivamente del partito stesso.
Nel 1982 Bechir Gemayel fu eletto alla presidenza protetto dalle baionette israeliane ma venne ucciso nell'esplosione della sede centrale del partito ad Ashrafieh con gran parte dei dirigenti del partito prima ancora dell'insediamento. Nessun'altra famiglia come i Gemayel ha dato un contributo così rilevante alla nascita di una forma di ideologia di tipo vagamente popular-fascista con la quale l'ultradestra cristiano maronita, con alcuni settori dello stesso clero, ha cercato di dominare il paese dei cedri utilizzando il potere lasciato loro istituzionalmente dagli occupanti francesi e sancito nel «patto nazionale» del 1943 con la comunità sunnita. Ai cristiani, considerati maggioritari sulla base del censimento del 1932 (per questa ragione l'ultimo tenutosi in Libano), spettava la presidenza della repubblica con ampi poteri e il controllo dell'esercito, nonché la maggioranza dei deputati, ai sunniti la poltrona di premier e agli sciiti le briciole con la presidenza del parlamento. Un assetto istituzionale che già negli anni cinquanta non corrispondeva più alla realtà demografica, con una maggioranza musulmana, e che sarebbe stato messo in discussione prima nei moti del 1958, soffocati sul nascere dal primo sbarco dei marines e successivamente nel corso della guerra civile del 1975-1989 con oltre 150.000 morti. Guerra civile alla quale posero fine gli accordi di Taif del 1989-90 che imposero un riequilibrio parziale dei rapporti di forza a livello istituzionale con una diminuzione dei poteri del presidente maronita a favore del premier sunnita e che stabilirono una divisione a metà dei seggi del parlamento tra i musulmani, ormai oltre il 70% della popolazione, e i cristiani. Il tutto mettendo il paese sotto la tutela siriano-saudita, autorizzata dagli Usa. Questa intesa è stata poi rimessa poi in discussione negli ultimi tre anni proprio dal nuovo potere unipolare degli Usa decisi a disgregare, dopo l'Iraq anche la Siria e il Libano, premessa necessaria questa per imporre al mondo arabo una «pax israeliana» senza alcun ritiro dalla West Bank, dalle fattorie di Sheba e, soprattutto, dalle alture del Golan. (da Il manifesto)
-La procura militare di Roma ha chiesto che i due militari italiani accusati di aver sparato su un´ambulanza durante la "battaglia dei ponti" di Nassiriyia non siano processati. Un´archiviazione che non fa luce su tutti i dubbi, ma si basa su una convinzione maturata dal procuratore militare di Roma, Giovanni Barone.
Ovvero che i due imputati – il caporal maggiore Raffaele Allocca che sparò contro il veicolo, e il maresciallo ordinario Fabio Stival che dette ordine di far fuoco – rispettarono le regole d'ingaggio e i principi di necessità e proporzionalità della reazione di fronte alla possibile minaccia.
Ma quale minaccia? L´ambulanza nella ricostruzione dell´accusa viene definita «un veicolo non meglio identificato» (privo cioè di un segno distintivo che ne permettesse il riconoscimento) e abbandonato all'ultimo momento da uomini armati, disposti a «sacrificare la vita dei civili trasportati», per portare a termine un'azione «devastante». Secondo la procura è soprattutto «inspiegabile ed inquietante la presenza a bordo del mezzo di uomini armati, forse intenzionati ad approfittare della veste "protetta" dell'automezzo per portare a segno un'azione ben più devastante, anche a costo di sacrificare la vita dei civili trasportati e "abbandonati" al fuoco di reazione italiano».
Ecco perché i due soldati, sempre secondo la procura militare di Roma, fecero bene a sparare. Per autodifesa, oltre che per assolvere il compito «consisteva nell'interdire il passaggio alla zona sud della città ai miliziani armati, cioè sostanzialmente nel bloccare il passaggio di elementi armati o ostili sui tre ponti». Nonostante la richiesta di archiviazione, l´accusa ha invece smentito l´ipotesi, avanzata dall´esercito italiano, che il veicolo fosse in realtà un´autobomba.
Era la notte tra il 5 e il 6 agosto 2004 quando i militari italiani del reggimento Lagunari Serenissima, schierati in difesa dei tre ponti sull'Eufrate a sud di Nassiriya, si trovarono pesantemente coinvolti negli scontri con i seguaci del leader sciita Moqtada al Sadr. Una battaglia violenta durante la quale, come dice il rapporto redatto dal colonnello dei lagunari Emilio Motolese (reso noto qualche giorno fa) furono sparati più di 42mila colpi. venne colpita «un'autobomba diretta contro il contingente». Fu un filmato girato dal giornalista statunitense Micah Garen (che si trovava a Nassiriya "embedded" del contingente italiano) e trasmesso dai Tg nazionali a rivelare che durante quella notte fu colpita un'ambulanza che stava trasportava una donna in cinta all'Ospedale di Nassiriya. Bilancio: la morte della donna, della madre, della sorella e del marito 22.11.06
- La visita del Papa in Turchia e la scandenza del termine sui negoziati per l'ingresso nell'Ue riaccende il dibattito sulla possibilità che il Paese entri nell'Unione europea. In realtà, se anche i negoziati avessero successo, Chirac ha già promesso ai francesi di far giudicare l'accordo con un referendum ad hoc.
-Bush ha o meno violato le leggi Usa con le normative e le pratiche della guerra al terrorismo?
Ebbene, la sezione 9 dell'art.1 della costituzione americana stabilisce che "Il privilegio dell'Habeas corpus (diritto a un'accusa precisa e dunque alla possibilità di una difesa) non debba essere sospeso se non in casi di ribbelione o di invasione quando la sicurezza pubblica lo richieda". Dunque il regime di arresti sommari di 'nemici combattenti' tenuti in carcare per anni senza la formulazione di alcuna accusa precisa, stile Guantanamo, o le renditions, sarebbero illegali.
-Ancora sulla distorsione mediatica dell'emergenza a Napoli di fine ottobre. I dati ufficiali delle prefetture la mascherano definitivamente: tra agosto e settembre 2006 a Napoli ci sono stati 23 omicidi contro i 27 di Milano e i 22 di Roma. E anche tra gennaio e novembre 06 a Milano 103 contro i 75 di Napoli.
-22/11/06 La nuova crisi libanese culminata nell'omicidio di Pierre Gemayel è cominciata con il ritiro dei ministri di Hezbollah (e alleati) dal governo Siniora, ritenuto troppo filo Usa e anti Siria. Il piano di Nasrallah e Aoun era di farlo cadere con mainifestazioni di piazza. Mirando ad innalzare la presenza del movimento nel governo a 10 ministri su 24, ossia a una soglia tale da poter bloccare per legge ogni deliberazione contraria ai loro interessi. Ma si trattava di una richiesta lecita, visti i sondaggi che davano il Partito di Dio in forte crescita dopo la vittoria divina contro Israele? La risposta è no: la costituzione vigente non prevede un tale sbilanciamento confessionale all'interno del governo, e assegna ad ognuna delle componenti religiose (sunniti, sciiti, cristiani, più altri gruppi minori, 18 in tutto) un peso politico proporzionale a quello demografico.
-Due note del Sismi allegate alla documentazione mandata dal procuratore Spataro alla commissione europea confermano che il Sismi era a conoscneza del rapimento di Abu omar e delle sue modalità già dal maggio 2003 (3 mesi dopo il sequestro del 17 feb), mentre Pollari e il governo Berlusconi hanno sempre negato e tuttora ufficialmente negano di averne mai saputo nulla.
Da Statewatch.org i documenti originali:
Documents sent to the European Parliament's committee investigating renditions in October 2006 by the Milan prosecuting magistrate Armando Spataro and Francesca Maria Longhi, the Italian lawyer representing rendition victim Abou Elkassim Britel, a Moroccan who has Italian citizenship, provide new details of the cover-up that followed the Abu Omar kidnapping, document the Italian authorities' knowledge of the Britel rendition, and refer to the possible rendition of an Egyptian national, Mohammed Morgan, from Italy to his home country in late September 2003.
Another alleged rendition and details of Abu Omar cover-up
A document confiscated in a flat used by SISMi (Italy's military intelligence service) in Rome on 5 July 2006, that was sent by investigating magistrate Antonio Spataro to the European Parliament's committee looking into renditions, indicates that SISMi provided false information to suggest that Mustafa Hassan Osama Nasr, aka Abu Omar, had absconded, and knew since at least 15 May 2003 that he was detained and being interrogated in a secret location in Egypt. The document contains a compilation of SISMi notes concerning the Abu Omar case.
Abu Omar was kidnapped in Milan on 17 February 2003, before being taken to the U.S. airbase in Aviano (in Friuli-Venezia-Giulia), interrogated and flown to Egypt. Details of the investigations that were underway into the Al Qaida network in Italy, in which Abu Omar was suspected of being a key element in contact with Al Ansar in Iraq and the Egyptian Al Jihad network, as well as providing money and false documents to allow alleged members of terrorist groups to travel, are also included in the documentation. Claims in official SISMi documents that Abu Omar usually only carried photocopies of his documents but was carrying his authentic ones on the day of the kidnapping are dismissed as "false" by Spataro - this may have been a way to infer that the man had disappeared voluntarily by going underground. In reference to the Abu Omar case, a note by the research department dated 15 May 2003 includes an aside stating, "according to the CIA he is under arrest in Egypt, interrogated in a secret location".
A note from SISMi dated 27 July 2003, details the allegations made by Abu Omar's wife in a note that was distributed outside mosques and Islamic centres accusing the Italian police and authorities of involvement in, and responsibility for, the kidnapping (he had been under surveillance until his kidnapping). She also criticised the Muslim community and its leaders for not doing enough to help her to find out what had happened to her husband. Commentary concerning the note claims that relatives living in Cairo had found out that Abu Omar was in an Egyptian prison and that responsibility for the kidnapping was still being attributed to the Egyptian intelligence services, which had denied its involvement. A note about an article published in Albanian newspaper Gazeta Shiqiptare on 5 September 2003 states that the author cited Italian secret service sources indicating two possible scenarios: a kidnapping by the Egyptian secret services, or that Abu Omar had voluntarily gone into clandestinity. Nonetheless, it later claims that the author probably used open sources, that is, reports from the Italian press, rather than obtaining the information directly from SISMi sources.
A second alleged rendition is also referred to, that of the Egyptian national Morgan Mohammed. A "very reserved" SISMI note dated 30 October 2003 states that rumours in the Islamic community suggested that Morgan Mohammed was in detention in Egypt, and that three non-EU nationals had seen him being forced into a van in Vigevano, the town in Lombardy where he lived, around a month earlier. Reda Mohammed, an imam from Milan's Via Quaranta mosque, is reported as suggesting that the man had suffered the same fate as Abu Omar. The imam also reportedly argued that the Egyptian secret services' stategy to eliminate hostile elements could not be carried out without being tacitly allowed by Italian authorities. After noting that the "climate of fear" and "feelings of hostility" in Milan's two mosques were growing, the note claims that "from a different trusted context it has been learned that MORGAN was placed under arrest at the end of the past September in Cairo airport, on his arrival from Italy".
Source
Doc. 3458/06 Ris. Milan, 23.10.2006; from the prosecutor's office of the Italian Republic in Milan's tribunal, 4th department - Terrorism and subversion, to the President of the European Parliament investigation commission into the transfer and illegal detention of prisoners, Mr. Carlo Coelho.See: Submission by Spataro to the EP Committee (pdf):
Rendition of Abou Elkassim Britel
Francesca Maria Longhi, the defence lawyer representing the Moroccan national Abou Elkassim Britel, who acquired Italian citizenship in 1999, sent documents to the EP commission investigating renditions in October to add new details to those provided in her appearance before the commission on 14 September 2006. She had told the hearing about the abduction and interrogations undergone by Britel in Pakistan, his deportation to Morocco, where he was tortured, released, re-arrested as he made his way to Spain, and eventually sentenced to 9 years in prison on the basis of statements extracted through torture and reports from Italy that he was involved in terrorist activities. In spite of two years' surveillance and a lengthy judicial investigation into his activities which included a house search and telephone interceptions, Britel was not charged in proceedings against him in Italy. Longhi notes that after the case was shelved, she was granted access to the acts of the investigation, which confirm, "with absolute clarity the information that I gave, on the basis of a deductive process, during my evidence on 14 September". She stresses that the information proves that "the judicial authority, as well as the interior ministry, were in constant cooperation with the foreign secret services and were permanentntly conscious of every movement undertaken by the person I am representing and of any illegal act carried out against him, to be precise, since the time of the first arrest he suffered in Pakistan".
The documents include:
- the prosecuting magistrate's request for judicial proceedings against Britel to be shelved (dated 28 July 2006) due to the:
"absolute lack of grounds of evidence of charge, which may be used in trial, that make it possible to claim that the people under investigation have taken part in an Islamic terrorist organisation that had as its purpose to carry out violent acts for goals of terrorism or of subversion of the democratic order"
- the order by the judge for preliminary investigations decreeing the end of the judicial proceedings (doc. 9745/06, dated 29 September 2006), because:
"the checks that have been undertaken, telephone interceptions and checks on bank accounts have not provided any support to the allegations"
It also notes that the investigation was justified by evidence of contacts with suspects found in telephone records, evidence of religious fanaticism in documents found when Britel and his Italian wife Anna Pizzighini's house (she was under investigation as well) was searched and in intercepted telephone conversations, as well as evidence that could not be used in court, namely a reserved note about his having gone to a paramilitary training camp in Afghanistan, that he had suffered from malaria and a report that his name and address were found by a journalist in a Kabul apartment that was frequented by Al Qaida members. They are described as "certainly" not being sufficient "to support the charge of involvement in the Al Qaida terrorist organisation".
- a third document, dated 22 May 2003, a reserved note by the police DIGOS (special operations) unit sent to the Bergamo prosecutor's office to pass on the "reserved" information that Britel was stopped for checks at the Melilla border crossing because he "had been identified in the past as someone who attended a paramilitary training camp in Afghanistan that was run by Al Qaida". The note also highlights that "in spite of an absence of elements to claim the involvement of Britel in the well-known Casablanca attacks, he is currently being interrogated".
The document is described by Longhi as "enlightening" in reference to the information that she sent to the commission on 12 July 2006 about the illegality of Britel's arrest at the Melilla border crossing, and about false information that appeared in the Italian press about his case. Noting that there is plenty more information that requires explanation, she:
"hopes that, having further and unquestionably clarified these serious circumstances, the Italian State may finally take a position to allow the immediate freeing of its citizen, [who was] found guilty by the Moroccan State on the strength of confessions that were extracted from him through torture and on the basis of hypothetical criminal acts that arose from the `interaction between the Italian secret services and the American ones, and those of some moderate Arab countries to place police forces in a condition to intervene, and some pre-emptive operation have been successful' " [emphasis in original], quoting from a statement made by Gianfranco Fini, the deputy prime minister in the Berlusconi government, that was reported in Corriere della Sera newspaper on 21 November 2001.
Source
Doc. A 2006 11668 - Documentation sent by Francesca Longhi to the commission investigating renditions, Bergamo, 28.10.2006; Corriere della Sera, 21.11.2006.
Background: the Britel rendition
Prior to giving evidence in September, Francesca Maria Longhi sent a large compilation of documents to the EP commission providing details of the rendition and of the circumstances surrounding it.
These include a chronology of events provided by Britel's wife, based on Britel's own account of his experience when he saw her in March 2003, and her own harrowing efforts to obtain information, according to which:
Britel flew to Iran from Rome on 17 June 2001, and found it difficult to return as a result of the 11 September 2001 terrorist attacks, the militarisation of the region and subsequent war in Afghanistan. He was detained on 10 March 2002 during a document check in Lahore (Pakistan) and taken to "Garden Town" police station, where his passport was [wrongly] deemed to be a fake, resulting in his being tortured, tied up and chained. Ten days later, he was taken to the Crime Investigation Department in Lahore for five days of interrogations that involved ill-treatment, violence and denial of sleep. Handed back to the police and subsequently to the Pakistani secret service, he was again tortured in two separate instances at the start of April, during one of which he admitted to things he was pressured to admit.
On 5 May he was transferred to Islamabad to be interrogated by the FBI in a villa on four occasions. The Americans promised him money for information concerning Osma bin Laden and allowed him to see the Moroccan ambassador, whereas he was denied access to Italian diplomatic officials, which he repeatedly requested, ever since his arrest.
On 24 May, he was blindfolded, handcuffed and loaded onto a US private aeroplane travelling to Rabat (Morocco). From there, he was taken to the unofficial detention centre in Tèmara, where the DST (Direction de la Surveillance du Territoire) holds several prisoners in illegal conditions, without access to lawyers, without informing their families, and in which abuses such as the routine use of torture and isolation have been reported by human rights organisations.
On 11 February 2003, he was taken to Kenitra to his family and released after further questioning and inquiries into his activities did not result in any charges being brought against him. Nonetheless, his travel documents were not returned to him. On 26 February, Anna Pizzighini travelled to Morocco to finally see her husband, and found him in poor health conditions. A DST officer controlled him through telephone calls and frequent meetings, urging him to collaborate with them on his return to Italy, and to make his way back to Italy illegally, using false documentation. After her return to Italy in mid-March (he stayed on longer in Morocco), by telephone, Britel explained that he was being pressured to obtain false documents, but didn't want to do anything illegal. On 4 April, Britel told her that the Italian embassy agreed to issue a travel document for him to return to Italy. His wife returned to Morocco, and he explained that it was unlikely that he would be allowed to leave for Italy by aeroplane, as he didn't have a visa. The Italian embassy explained that it was impossible to accompany him to the airport, and he contemplated leaving through the Moroccan-Spanish border point in Nador/Melilla. He received the travel document on 12 May, and in the afternoon, he boarded a bus to Nador. On 15 May, he called to say that the Spanish and Moroccan police wouldn't let him through, and later claimed that he found someone who would help him across the border.
It was their last contact, and on the next day the terrorist attacks in Casablanca took place. On 17 May, the Spanish television reported that an Italian Moroccan was arrested at the Melilla border crossing. On 19 May, a Moroccan newspaper reported his name and date of birth, alleging that he was arrested prior to the attacks as someone who may have been in contact with Al Qaida. Britel's wife went to the Italian consulate in Rabat, which had not received any information, and hired a lawyer who also informed her that it was impossible to obtain any further information, for the time being. She then went to the Moroccan justice ministry to enquire about her husband's whereabouts, and was told on 29 May that "Your husband is not under arrest", a claim to which she reacted by claiming that he was illegally detained without anyone knowing about it. She was encouraged to file a complaint, which she did, and was told that it would be investigated. After her return to Italy on 6 June 2006, she addressed a letter to the Moroccan justice ministry and then to several other Moroccan ministries. Her lawyer, Ms. Longhi addressed a letter requesting information to the Moroccan general prosecutor.
Further correspondence between Longhi and the Italian courts, in which the lawyer calls for judicial inquiries into his client's activities to cease (1 April 2004), highlights that:
- From 25 May 2002 to 11 February 2003, and again from 16 May 2003 to 10 September 2003, Britel was illegally held in Tèmara, a centre which has received criticism as a site where interrogations, secret detention and torture are practiced from NGOs including Amnesty International and the Fedération Internationale des Droits Humains (FIDH).
- On 3 October 2003, a 15-year prison sentence was passed against Britel in Rabat for terrorist offences, before being reduced to nine years on appeal on 7 January 2004.
- That the trial was summary, and contravened the procedural and substantive norms in Moroccan law in a number of ways, including the denial of texts that supported the defendant's case and the use of confessions obtained through torture and ill-treatment.
- That the fact that Britel was under investigation in Italy, and newspaper reports about his case, had been important elements in the charges brought against him in Morocco, even though the investigations failed to lead to any charges against him, and newspaper reports were sometimes inaccurate.
- the collection of documents that were sent to the EP Commission include:
See: Full list of documents: de longhi-britel (37 documents and 2 Notes)
- the judicial authorisation of investigations into Britel's activities (doc 1), and to extend them (2);
- the repeated requests by defence lawyers that the case be shelved (3-5);
- the letters that they sent to the newspapers Il Corriere della Sera and Eco di Bergamo (which also revealed details about Britel's wife, including her address) to complain about defamatory treatment (references to Britel as a mujahideen, and a 'sleeper', alleged involvement in the Casablanca bombings) and inaccurate reports published concerning Britel (6-7) and the lawsuits that were filed against the newspapers (8-10);
- reports by AI (11 and 20), FIDH (18-19, 21) and Human Rights Watch (22) about torture and illegal detentions in Tèmara;
- the travel document Britel was issued by the Italian embassy in Rabat, and related documents (12-14);
- correspondence between Anna Pizzighini and Ms. Longhi (15);
- correspondence between Anna Pizzighini and Ms. Longhi and Moroccan and Italian authorities (17, 23-25, 31-32, 34-35);
- the text of sentences passed against him in Morocco (in Italian and Arabic, 26-29);
- a statement by his wife, dated 12 February 2005, in which she asks for help from human rights organisations (33);
- two articles from the Moroccan press about a prison hunger strike in which Britel was involved (36-37);
- and two notes about translation work that Britel sought to carry out in Italy (notes 1 and 2).
[compilation of docs to be linked in here]
Two important issues arising from the documentation (apart from the rendition per se) include the effect of press reports published, and judicial initiatives undertaken, in Italy, on the treatment and court proceedings against people in their country of origin (for details of another case in which this is a matter of concern, see, Portugal: Renditions continue: Algerian prisoner abducted and deported, Statewatch news online, October 2006). Another is the fact that the intervention by the Italian embassy in Rabat was unable to have much effect beyond an improvement of Britel's conditions in prison and provision of information about his case, because Moroccan authorities consider his Moroccan nationality to be prevalent over his Italian one. However, the most important circumstance that can be ascertained from a look at these documents is the sense of impotence and the suffering inflicted on rendition victims and their close relatives.
-Brogli del centrodestra alle ultime politiche 2006? Lo sostiene Deaglio in un film reportage. Complice un presunto software particolare giunto dall'America. In realtà anche se in alcune regioni si è sperimentato per la prima volta il voto elettronico, i conteggi ufficiali sono stati effettuati comunque sul cartaceo. E il Viminale non viene in contatto con schede o verbali dei seggi. I risultati sono accertati e quindi proclamati dagli uffici elettorali presso le corti d'appello e la corte di cassazione (composti da 83 magistrati). I quali hanno confermato i conti ufficiosi fatti a caldo dal Viminale sommando i dati comunicati informelmente via tel, fax o mail.
-20/11/06 Approvato finalmente il decreto sulle intercettazioni. in realtà si occupa solo di quelle illegali, prevedendo 4 anni di carcere per chi nasconde i dossier, 50 cent a copia per i giornali che li pubblicano e l'inutilizzabilità nei processi.
Ma molto più spesso i verbali finiti sui giornali, pur coinvolgendo anche persone estranee o insospettabili, erano assolutamente legali. Ad esempio quelli dell'indagine su Tavaroli/Cipriani.
-Secondo lo statuto del Tribunale speciale dell'Iraq, quello che sta processando Saddam, ad essere condannati per crimini di guerra dovrebbero essere anche gli Usa:
PART FOUR
War Crimes
Article 13.
For the purposes of this Statute, “war crimes” means:
a) Grave breaches of the Geneva Conventions of 12 August 1949:
2. Torture or inhuman treatment, including biological experiments;
5. Willfully denying the right of a fair trial to a prisoner of war or other protected person
7. Unlawful confinement;
8. Unlawful deportation or transfer; and
b) Other serious violations of the laws and customs applicable in international armed conflict, within the established framework of international law, namely, any of the following acts:
1. Intentionally directing attacks against the civilian population as such or against individual civilians not taking direct part in hostilities;
2. Intentionally directing attacks against civilians objects, that is, objects which are not military objectives;
3. Intentionally directing attacks against personnel, installations, material, units or vehicles involved in a peacekeeping mission in accordance with the Charter of the United Nations or in a humanitarian assistance mission, as long as they are entitled to the protection given to civilians or civilian objects under the international law of armed conflict;
4. Intentionally launching an attack in the knowledge that such attack will cause incidental loss of life or injury to civilians or damage to civilian objects which would be clearly excessive in relation to the concrete and direct overall military advantage anticipated;
5. Intentionally launching an attack in the knowledge that such attack will cause widespread, long-term and severe damage to the natural environment which would be clearly excessive in relation to the concrete and direct overall military advantage anticipated;
6. Attacking or bombarding, by whatever means, towns, villages, dwellings or buildings which are undefended and which are not military objectives;
15. Declaring abolished, suspended or inadmissible in a court of law, or otherwise depriving, the rights and actions of the nationals of the adverse party;
21. Committing outrages upon personal dignity, in particular humiliating and degrading treatment;
25. Intentionally using starvation of civilians as a method of warfare by depriving them of objects indispensable to their survival, including willfully impeding relief supplies as provided for under international law; and
1.Violence to life and person, in particular murder of all kinds, mutilation, cruel treatment, torture.
2. Committing outrages upon personal dignity, in particular humiliating and degrading treatment;
E ancora:
PART THREE
Crimes Against Humanity
Article 12.
a) For the purposes of this Statute, “crimes against humanity” means any of the following acts when committed as part of a widespread or systematic attack directed against any civilian population, with knowledge of the attack:
1. Murder;
2. Extermination;
3. Enslavement;
4. Deportation or forcible transfer of population;
5. Imprisonment or other severe deprivation of physical liberty in violation of fundamental norms of international law;
6. Torture;
7. Rape, sexual slavery, enforced prostitution, forced pregnancy, or any other form of sexual violence of comparable gravity;
8. Persecution against any identifiable group or collectivity on political, racial, national, ethnic, cultural, religious, gender or other grounds that are universally recognized as impermissible under international law, in connection with any act referred to in this paragraph or any crime within the jurisdiction of the Tribunal;
9. Enforced disappearance of persons; and
10. Other inhumane acts of a similar character intentionally causing great suffering, or serious injury to body or to mental or physical health.
b) For the purposes of paragraph a):
1. "Attack directed against any civilian population" means a course of conduct involving the multiple commission of acts referred to in the above paragraph against any civilian population, pursuant to or in furtherance of a state or organizational policy to commit such attack;
2. "Extermination" includes the intentional infliction of conditions of life, such as the deprivation of access to food and medicine, calculated to bring about the destruction of part of a population;
3. "Enslavement" means the exercise of any or all of the powers attaching to the right of ownership over a person and includes the exercise of such power in the course of trafficking in persons, in particular women and children;
4. "Deportation or forcible transfer of population" means forced displacement of the persons concerned by expulsion or other coercive acts from the area in which they are lawfully present, without grounds permitted under international law;
5. "Torture" means the intentional infliction of severe pain or suffering, whether physical or mental, upon a person in the custody or under the control of the accused; except that torture shall not include pain or suffering arising only from, inherent in, or incidental to lawful sanctions;
6. "Persecution" means the intentional and severe deprivation of fundamental rights contrary to international law by reason of the identity of the group or collectivity; and
7. "Enforced disappearance of persons" means the arrest, detention or abduction of persons by, or with the authorization, support or acquiescence of, the State or a political organization, followed by a refusal to acknowledge that deprivation of freedom or to give information on the fate or whereabouts of those persons, with the intention of removing them from the protection of the law for a prolonged period of time.
Part four Individual criminal responsibility
Article 15
c) The official position of any accused person, whether as president, prime minister, member of the cabinet, chairman or a member of the Revolutionary Command Council, a member of the Arab Socialist Ba’ath Party Regional Command or Government (or an instrumentality of either) or as a responsible Iraqi Government official or member of the Ba’ath Party or in any other capacity, shall not relieve such person of criminal responsibility nor mitigate punishment. No person is entitled to any immunity with respect to any of the crimes stipulated in Articles 11 to 14.
d) The fact that any of the acts referred to in Articles 11 to 14 of the present Statute was committed by a subordinate does not relieve his superior of criminal responsibility if he knew or had reason to know that the subordinate was about to commit such acts or had done so and the superior failed to take the necessary and reasonable measures to prevent such acts or to submit the matter to the competent authorities for investigation and prosecution.
-Il governo prodi ha Chiesto la Fiducia ma vediamo cosa dice la costituzione al riguardo:
Articolo 94
http://www.jus.unitn.it/cardozo/Obiter_dictum/cost/art94.htm
a-Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere.
b-Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale.
c-Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia.
d-Il voto contrario di una o d'entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obbligo di dimissioni.
e-La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti della Camera e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione.
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Se e vero che il governo come descritto nell'art.94 comma a e b ha già ottenuto la fiducia quando si è insediato.
Se il Voto contrario di una delle due Camere non comporta Obbligo di dimmissioni (comma c).
Perchè allora il Governo continua a chiedere la fiducia quando già c'è l'ha?
-18/11/06 Polemiche dai banchi dell'opposizione sulla fiducia sulla finanziaria posta dall'Unione di Prodi. Ma Berlusconi la mise per ben 19 volte...
-Polemiche su Caruso che dichiara di aver piantato l'erba in parlamento. E i parlamentari che si drogano allora?
09/10/2006 Un deputato su tre fa uso di stupefacenti e scoppia la polemica
Le "Iene" - protagoniste della omonima trasmissione televisiva - tornano alla ribalta con un test destinato a fare rumore. Un tampone che rivela se sono state assunte sostanze stupefacenti nelle ultime 36 ore è stato usato da una Iena 'in borghese': ha avvicinato 50 deputati con il pretesto di una intervista, facendo "tamponare" da una finta truccatrice la loro fronte durante le riprese. Risultato della prova: 16 onorevoli positivi sui 50 del campione analizzato.
Ma secondo le maggiori associazioni antiproibizioniste, esperti e siti internet che si occupano dell'argomento droghe il test 'Drugwipe', utilizzato dalle Iene per 'incastrare' quei parlamentari che avevano fatto uso di sostanze stupefacenti, non sarebbe così attendibile come sostengono gli autori della trasmissione. A mettere sotto accusa per primo il test, che si fonda su 'liquidi immediati' prodotti dal corpo umano - come sudore e saliva - sono stati gli esperti dell'Istituto di medicina legale di Berna, in base ad uno studio condotto in alcuni paesi dell'Unione europea.
In base a quanto riportato sul sito antiproibizionisti.it (punto di riferimento in Italia per il movimento teso alla liberalizzazione delle droghe leggere, ndr) il 'drugwipe' di cui sopra non sarebbe in grado di rilevare la presenza di THC, la sostanza attiva della canapa. Il grado di inaffidabilità per quest'ultimo stupefacente sarebbe dell'80-90% dei casi. Il motivo è che la sostanza attiva THC non è idrosolubile e non si ritrova quindi nella saliva o nel sudore. Bisognerebbe basare le conclusioni su una analisi delle urine incrociata con una del sangue.
L'inchiesta delle Iene
Un onorevole su 3 farebbe uso di stupefacenti, prevalentemente cannabis ma anche cocaina: lo rivela un test eseguito dalle Iene. L'esame, eseguito a loro insaputa su 50 deputati, e' il drug wipe, un tampone frontale che, spiega Davide Parenti, capo autore delle Iene, 'ha una percentuale di infallibilita' del 100%'. Il 32% degli 'intervistati' e' risultato positivo: di questo il 24% (12 persone) alla cannabis, e l'8% (4 persone) alla cocaina.
"Le Iene ci ripensino". Lo chiede il senatore della Margherita Luigi Lusi a proposito delle anticipazioni di stampa secondo cui domani sera la trasmissione di Italia Uno trasmetterà una inchiesta sui deputati che farebbero uso di stupefacenti. "Qual è l'obiettivo delle Iene? Il rischio - continua l'esponente dielle - è quello di mandare in onda un'inchiesta 'alterata' perchè, stando alle anticipazioni, si baserebbe non solo su metodi da verificare, ma farebbe acqua da tutte le parti sia dal punto di vista dei diritti, sia della privacy e non ultimo dell'attendibilità medica, dando un messaggio distorto e falsato ai giovani che rappresentano proprio il pubblico principale di questa trasmissione". "A questo punto verrebbe da pensare che si tratti semplicemente di un metodo arbitrario e piuttosto superficiale per mettere alla berlina le istituzioni del paese. Un conto infatti - continua il senatore - sono le inchieste intelligenti, provocatorie e irriverenti a cui le Iene da sempre ci hanno abituati, un altro la ricerca a tutti i costi di sensazionalismo a scapito dell'attenzione che si dovrebbe invece ad un argomento cosi' serio e delicato quale quello trattato". "Chiedo a questo punto che i presidenti di Camera e Senato diano una loro valutazione su questa vicenda e - conclude Lusi - su quanto avvenuto ai parlamentari chiamati in causa a loro totale insaputa".
Capezzone della Rosa nel Pugno commenta i test de 'Le Iene' sui deputati trovati positivi all'uso di droghe: 'Io l'ho sempre detto'. Se un cane poliziotto entra nei luoghi della 'politica ufficiale' - continua - prima gli va in tilt il naso e poi si arrende'. La Mussolini invece annuncia: 'Abbiamo attivato una petizione sul sito www.azionesociale.net. Vogliamo sapere chi tra i deputati usa droga e da chi la compra, ma soprattutto se la vende: ci manca solo l'onorevole-pusher.
09/10/2006 Inchiesta delle Iene: Un onorevole su tre fa uso di stupefacenti
Un onorevole su 3 farebbe uso di stupefacenti, prevalentemente cannabis ma anche cocaina: lo rivela un test eseguito dalle Iene. L'esame, eseguito a loro insaputa su 50 deputati, e' il drug wipe, un tampone frontale che, spiega Davide Parenti, capo autore delle Iene, 'ha una percentuale di infallibilita' del 100%'. Il 32% degli 'intervistati' e' risultato positivo: di questo il 24% (12 persone) alla cannabis, e l'8% (4 persone) alla cocaina.
-L'irpef con la nuova finanziaria di Prodi: si paga di più anche sotto i 40.000 euro, malgrado gli annunci.
Una tabella pubblicata dal sole 24 ore, fonte il Ministero dell'economia e finanze, illustra che, considerate anche le detrazioni: il lavoratore autonomo paga 14 euro in più nel 2007 rispetto al 2006 con 32.000 euro di reddito, 86 con 33, 128 con 34, 140 con 35, 152 con 36, 164 con 37, 176 con 38, 188 con 39, mentre il pensionato 17 con 38 e 38 con 39, e financo il lavoratore dipendente 5 con 39.
-Le foreste non calano, aumentano. E nel 2050 saranno il 10% in più.
Le foreste non danno retta alle minacce degli ambientalisti e, a dispetto dei pronostici, negli ultimi anni sono cresciute, soprattutto nelle nazioni benestanti. Un gruppo di scienziati finlandesi si è impegnato a calcolare gli ettari di superficie, la densità e la dimensione delle piante e, alla fine, è giunto alla conclusione che, dal 1990 al 2005, le foreste sono in espansione.
Gli esperti dell’Università di Helsinki hanno pubblicato il loro studio sulla rivista americana Proceedings of the national academy of sciences. «Forest identity», cioè l’«identità delle foreste», rivela che, in 22 dei cinquanta paesi più verdi al mondo, la riforestazione funziona. In Cina e negli Stati Uniti, ad esempio, dove sono stati registrati i maggiori guadagni. In Connecticut, nel 1860 le foreste rappresentavano il 30% della superficie. Poi, all’inizio del ’900, c’è stato un «periodo di transizione», il passaggio graduale verso la riforestazione. Così, nel 2002, in Connecticut la superficie forestale era già salita al 60%: il doppio rispetto a metà Ottocento.
Non tutte le aree sono così verdi: in Texas la transizione è cominciata solo quattro anni fa. Ma anche in Cina la porzione di territorio boschivo è aumentata, passando dai 96 milioni di ettari alla fine degli anni ’70 ai 143 milioni di ettari del 2000. Fra il 1990 e il 2005, la percentuale di foreste è cresciuta anche in Vietnam, mentre è diminuita drasticamente in Indonesia e nelle Filippine (che, insieme alla Nigeria, hanno fatto registrare il risultato peggiore). Il continente asiatico ha perso, in totale, 792mila ettari verdi fra il ’90 e il 2000 ma, negli ultimi cinque anni, ne ha già recuperati oltre un milione. E altri paesi asiatici - sostengono gli esperti - attraverseranno un periodo di transizione nei prossimi trent’anni. Le previsioni, quindi, sono positive, nonostante dal Brasile continuino ad arrivare pessime notizie. Nel paese sudamericano, infatti, le foreste tropicali sono ancora diminuite. Eppure, secondo gli studiosi, si registrerebbe una specie di compensazione in altre aree, come l’Amercia centrale e la Repubblica Dominicana. Anche i francesi possono godere di aree verdi sempre più vaste: dopo una lunga transizione, fra il 1830 e il 1960, le foreste sono aumentate di un terzo e, negli ultimi anni, sono cresciute ancora del 25%.
In Giappone, la superficie forestale non aumenta dalla fine della Seconda guerra mondiale ma, nel paese del Sol Levante, il dato positivo riguarda la densità. Gli esperti di Helsinki, infatti, hanno preso in considerazione non solo l’area ricoperta dagli alberi ma, anche, la loro densità per ettaro e le loro dimensioni: perché le foreste sono tali se le piante sono abbastanza «voluminose» da poter essere utilizzate anche come legname nelle costruzioni. Polmoni veri, quindi, in grado di assorbire le emissioni di anidride carbonica. Il pericolo è rappresentato, piuttosto, dalla povertà, e dalle colture estensive. Nei paesi con un prodotto interno lordo pro capite superiore ai 4.600 dollari, l’espansione delle foreste è una realtà. Perché sono protette e tutelate, e perché l’agricoltura sfrutta le tecnologie più innovative, anziché nuovi terreni. Anche in Italia, come ha messo in luce un rapporto della Fao, la superficie forestale è in costante aumento dal 1990, tanto da rappresentare il 5% di quella totale europea. Pini e abeti - secondo le misurazioni del Corpo forestale - occupano oltre dieci milioni di ettari su 30 milioni: un terzo del territorio italiano. «I principali ostacoli alla transizione - hanno spiegato gli autori - sono le popolazioni povere in aumento, che utilizzano il legno per cucinare, lo vendono o lo distruggono per coltivare». Ma la tendenza verso un’agricoltura estensiva darà una mano anche alle foreste: gli esperti finlandesi prevedono un’espansione del 10% entro il 2050. Trecento milioni di ettari di foreste in più, come un’altra India. Tutta verde.
- Emergenza camorra a Napoli di fine ottobre inizio novembre 2006 (8 omicidi in 8 giorni). Si discute se mandare l'esercito e Bassolino e la Iervolino finiscono sul banco degli imputati. Tg e giornali ci aprono per giorni. Eppure..
La fotografia della Dia, nel 2006 meno omicidi per pax camorristica
ROMA - Due clan camorristici dominano a Napoli: il cartello Misso-Mazzarella-Sarno e la cosidetta ’Alleanza di Secondiglianò. A rilevarlo è l’ultima relazione semestrale della Direzione Investigativa Antimafia (Dia) inviata oggi al Parlamento, che evidenzia come i due gruppi «si sono divisi buona parte dei traffici illeciti della città e della provincia, dopo aver superato i conflitti del passato e imposto la pax mafiosa anche ai gruppi satelliti».
I DUE CLAN - Tra i fautori di questo assetto, rileva la relazione, si colloca Ciro Mazzarella, detto ’O’ Scellonè, uno dei capi storici della camorra partenopea che avrebbe stretto accordi con la famiglia Licciardi ed i gruppi ad essa collegati.
Una zona ancora ad alta tensione è l’ area controllata dal clan Di Lauro, come attestano gli omicidi consumati nel primo semestre di quest’anno. Qualche ripercussione, nota la Dia, «potrà avere la scarcerazione, avvenuta il 6 giugno scorso, di Vincenzo Di Lauro, figlio del capo clan Paolo e suo alter ego, avvenuta per un vizio di forma dell’ ordinanza di custodia cautelare». La latitanza di Di Lauro potrebbe aiutare il sodalizio a riorganizzarsi, anche se la maggior parte degli affiliati sono transitati nel gruppo degli ’scissionistì. Tensioni si sono poi registrate nella zona centrale di Napoli, dove è proseguita una guerra interna al clan Misso, del rione Sanità, causata da una frangia di scissionisti facenti capo a Salvatore Torino, detto ’O’ Gassusarò.
20 OMICIDI IN PRIMI 6 MESI 2006 - Nel primo semestre del 2006, rileva ancora la Dia, la conflittualità tra i vari gruppi camorristici in Campania appare attenuta, come sembra indicare il calo degli omicidi rispetto allo stesso periodo del 2005: 20 contro 38. L’ esistenza di numerose aggregazioni criminali, costituite da pochi affiliati, disposte ad allearsi con il sodalizio al momento vincente, se da un lato determina un inasprimento delle tensioni tra clan, dall’ altro ne accentua la capacità di sopravvivenza in ragione della loro capillare presenza nei quartieri cittadini.
SPICCATA IMPRENDITORIALITA’ CAMORRA - Le indagini condotte, spiega la Relazione, «confermano la capacità imprenditoriale della camorra, sempre più attiva nella gestione di attività economiche e finanziarie finalizzate al riciclaggio dei proventi illeciti, soprattutto nel settore immobiliare ed edilizio nonchè nella produzione e commercializzazione di prodotti industriali contraffatti». La Camorra, per la Dia, «tenta di controllare, direttamente o attraverso imprenditori che prestano le loro strutture societarie ai clan, porzioni di mercato che vanno dal parcheggio abusivo al calcestruzzo, dalla vendita ambulante al commercio della carne, dal mercato dei fiori alla produzione e vendita di capi di abbigliamento falsi».
CICLO RIFIUTI NEL MIRINO - Anche nel ciclo dell’ illecito smaltimento dei rifiuti sono forti gli interessi della camorra, che, frequentemente, vede coinvolti sia i produttori dei rifiuti, sia i titolari dei siti di destinazione finale, discarica o centri di recupero ambientale. Le aree campane maggiormente colpite da reati ambientali, sono la zona compresa tra i comuni di Giugliano, Qualiano e Villaricca, per la provincia di Napoli e, per la provincia di Caserta, l’ area compresa tra i comuni di Casal Di Principe, Villa Literno, Castelvolturno, Santa Maria La Fossa.
Gli omicidi di camorra in generale (anche fuori la zona di Napoli) sono stati nel primo semestre 05 27 contro i 38 dello 06. Altri 2 fino a luglio 06. In tutto il 2005 gli omicidi per camorra sono stati 71 contro i 122 dell'anno precedente. E in generale nel 2005 gli omicidi in Italia sono scesi da 711 del 2004 a 602. Quelli legati alle 4 mafie, da 203 a 138. Quelli delle 4 mafie tra primo sem.2005 e primo sem. 2006 scesi da 73 a 43.
-Ironia della storia: a cambiare la rotta in Iraq chiamato quale nuovo ministro della difesa Usa l'uomo che vendette le armi a Saddam.
Iraqgate Scandal
Gates was implicated in a secret operation to funnel military assistance to Iraq in the 1980s, as the Reagan administration played off the two countries battling each other in the eight-year-long Iran-Iraq War.
Middle Eastern witnesses alleged that Gates worked on the secret Iraqi initiative, which included Saddam Hussein’s procurement of cluster bombs and chemicals used to produce chemical weapons for the war against Iran.
Gates denied those Iran-Iraq accusations in 1991 and the Senate Intelligence Committee – then headed by Gates’s personal friend, Sen. David Boren, D-Oklahoma – failed to fully check out the claims before recommending Gates for confirmation.
However, four years later – in early January 1995 – Howard Teicher, one of Reagan’s National Security Council officials, added more details about Gates’s alleged role in the Iraq shipments.
In a sworn affidavit submitted in a Florida criminal case, Teicher stated that the covert arming of Iraq dated back to spring 1982 when Iran had gained the upper hand in the war, leading President Reagan to authorize a U.S. tilt toward Saddam Hussein.
The effort to arm the Iraqis was “spearheaded” by CIA Director William Casey and involved his deputy, Robert Gates, according to Teicher’s affidavit. “The CIA, including both CIA Director Casey and Deputy Director Gates, knew of, approved of, and assisted in the sale of non-U.S. origin military weapons, ammunition and vehicles to Iraq,” Teicher wrote.
Ironically, that same pro-Iraq initiative involved Donald Rumsfeld, then Reagan’s special emissary to the Middle East. An infamous photograph from 1983 shows a smiling Rumsfeld shaking hands with Saddam Hussein.
Teicher described Gates’s role as far more substantive than Rumsfeld’s. “Under CIA Director [William] Casey and Deputy Director Gates, the CIA authorized, approved and assisted [Chilean arms dealer Carlos] Cardoen in the manufacture and sale of cluster bombs and other munitions to Iraq,” Teicher wrote.
Like the Russian report, the Teicher affidavit has never been never seriously examined. After Teicher submitted it to a federal court in Miami, the affidavit was classified. The israeli intelligence officer Ben-Menashe also placed Gates in a 1986 meeting with Chilean arms manufacturer Cardoen, who allegedly was supplying cluster bombs and chemical weapons to Saddam Hussein’s army. Babayan, an Iranian exile working with Iraq, also connected Gates to the Iraqi supply lines and to Cardoen.Gates has steadfastly denied involvement in either the Iran-hostage caper or the Iraqgate arms deals.
“I was accused on television and in the print media by people I had never spoken to or met of selling weapons to Iraq, or walking through Miami airport with suitcases full of cash, of being with Bush in Paris in October 1980 to meet with Iranians, and on and on,” Gates wrote in his memoirs. “The allegations of meetings with me around the world were easily disproved for the committee by my travel records, calendars, and countless witnesses.”
But none of Gates’s supposedly supportive evidence was ever made public by either the Senate Intelligence Committee or the later inquiries into either the Iran hostage initiative or Iraqgate.
Not one of Gates’s “countless witnesses” who could vouch for Gates’s whereabouts was identified.
-L'ingegner Zornitta è il principale sospettato di essere l'Unabomber. Ma nel caso le procure del triveneto ci avessero azzeccato, avrebbe commesso 6 dei suoi attacchi (Treviso 26 gen 05, Motta di livenza 13 mar 05, scatola di sgombri con ordigno inesploso acquistata in Friuli e ritrovata in Romania il 14 mar 05, Portogruaro 9 lug 05, Caorle 6 mag 06) mentre era già indagato, seguito, intercettato, ripreso h24 e la sua casa riempita di microspie e l'auto monitorata dal satellite.
-Abu Omar, presunta vittima delle torture americane, voleva passapporti americani per espatriare.
Mohammed Reda, l'amico di Abu Omar, interrogato il 24 ottobre, ha ricostruito la storia dei 2 mln $ offerti ad Omar per negare il sequestro dall'Italia. Quando lesse sul Corriere dell'offerta chiamò la moglie Nabila Ghali, da cui apprese che al marito degli 007 egiziani fecero l'offerta, ma Omar la rifiutò chidendo 7 mln e passaporti americani per espatriare.
-Per i negazionisti dell'11 settembre..
[leggi in esteso]
-Brogli elettorali nelle presidenziali Usa del 2004?
28.Aug.2003
Diebold Voting Machine Controversy in Ohio
(Photo of) Walden O'Dell--chief executive of Diebold Inc. and active in the re-election effort of President Bush--sent an Aug. 14 letter to central Ohio Republicans asking them to raise $10,000 in donations in time for a Sept. 26 Ohio Republican Party event at his home, saying that he is "committed to helping Ohio deliver its electoral votes to the president next year."
O'Dell attended a strategy pow-wow with wealthy Bush benefactors - known as Rangers and Pioneers - at the president's Crawford, Texas, ranch earlier this month. The next week, he penned invitations to a $1,000-a-plate fund-raiser to benefit the Ohio Republican Party's federal campaign fund - partially benefiting Bush - at his mansion in the Columbus suburb of Upper Arlington.
Walden W. O'Dell, Chairman of the Board, President, and CEO of Diebold, Inc.
Walden W. O'Dell, Chairman of the Board, President, and CEO of Diebold, Inc.
Voting machine controversy
08/28/03
Julie Carr Smyth
Plain Dealer Bureau
Columbus - The head of a company vying to sell voting machines in Ohio told Republicans in a recent fund-raising letter that he is "committed to helping Ohio deliver its electoral votes to the president next year."
The Aug. 14 letter from Walden O'Dell, chief executive of Diebold Inc. - who has become active in the re-election effort of President Bush - prompted Democrats this week to question the propriety of allowing O'Dell's company to calculate votes in the 2004 presidential election.
O'Dell attended a strategy pow-wow with wealthy Bush benefactors - known as Rangers and Pioneers - at the president's Crawford, Texas, ranch earlier this month. The next week, he penned invitations to a $1,000-a-plate fund-raiser to benefit the Ohio Republican Party's federal campaign fund - partially benefiting Bush - at his mansion in the Columbus suburb of Upper Arlington.
The letter went out the day before Ohio Secretary of State Ken Blackwell, also a Republican, was set to qualify Diebold as one of three firms eligible to sell upgraded electronic voting machines to Ohio counties in time for the 2004 election.
Blackwell's announcement is still in limbo because of a court challenge over the fairness of the selection process by a disqualified bidder, Sequoia Voting Systems.
In his invitation letter, O'Dell asked guests to consider donating or raising up to $10,000 each for the federal account that the state GOP will use to help Bush and other federal candidates - money that legislative Democratic leaders charged could come back to benefit Blackwell.
They urged Blackwell to remove Diebold from the field of voting-machine companies eligible to sell to Ohio counties.
This is the second such request in as many months. State Sen. Jeff Jacobson, a Dayton-area Republican, asked Blackwell in July to disqualify Diebold after security concerns arose over its equipment.
"Ordinary Ohioans may infer that Blackwell's office is looking past Diebold's security issues because its CEO is seeking $10,000 donations for Blackwell's party - donations that could be made with statewide elected officials right there in the same room," said Senate Democratic Leader Greg DiDonato.
Diebold spokeswoman Michelle Griggy said O'Dell - who was unavailable to comment personally - has held fund-raisers in his home for many causes, including the Columbus Zoo, Op era Columbus, Catholic Social Services and Ohio State University.
Ohio GOP spokesman Jason Mauk said the party approached O'Dell about hosting the event at his home, the historic Cotswold Manor, and not the other way around. Mauk said that under federal campaign finance rules, the party cannot use any money from its federal account for state- level candidates.
"To think that Diebold is somehow tainted because they have a couple folks on their board who support the president is just unfair," Mauk said.
Griggy said in an e-mail statement that Diebold could not comment on the political contributions of individual company employees.
Blackwell said Diebold is not the only company with political connections - noting that lobbyists for voting-machine makers read like a who's who of Columbus' powerful and politically connected.
"Let me put it to you this way: If there was one person uniquely involved in the political process, that might be troubling," he said. "But there's no one that hasn't used every legitimate avenue and bit of leverage that they could legally use to get their product looked at. Believe me, if there is a political lever to be pulled, all of them have pulled it."
Blackwell said he stands by the process used for selecting voting machine vendors as fair, thorough and impartial.
As of yesterday, however, that determination lay with Ohio Court of Claims Judge Fred Shoemaker.
He heard closing arguments yesterday over whether Sequoia was unfairly eliminated by Blackwell midway through the final phase of negotiations.
Shoemaker extended a temporary restraining order in the case for 14 days, but said he hopes to issue his opinion sooner than that.
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Thursday, August 28, 2003
Election machine firm blasted
By LEO SHANE III
N-M Columbus Bureau
http://www.thenews-messenger.com/news/stories/20030828/localnews/150004.html
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COLUMBUS -- Democratic leaders want a major Republican fund-raiser blocked from becoming the state's new voting machines supplier, saying his presence puts in doubt the fairness of all Ohio elections.
Wally O'Dell, CEO of Diebold Inc., this week sent out letters to central Ohio Republicans asking them to raise $10,000 in donations in time for a Sept. 26 Ohio Republican Party event at his home.
His company, which specializes in security and election machinery, is one of three under consideration to supply new, electronic voting machines to replace punch card machines still in use in 71 Ohio counties.
House Minority Leader Chris Redfern, D-Catawba Island, and Senate Minority Leader Greg DiDonato, D-New Philadelphia, on Tuesday petitioned Secretary of State Ken Blackwell to drop O'Dell's company from the list of potential suppliers, saying his presence could undermine Ohio's entire election system.
"The whole point of this upgrade is to ensure fairness," Redfern said. "The inevitable appearance here is of a pay-to-play system."
In his invitation, O'Dell states his support for the Republican Party and notes he is "committed to helping Ohio deliver its electoral votes to the President next year."
Redfern said letting O'Dell supply the machines for that election after making such a bold statement would be foolish.
Blackwell's office accused the Democrats of injecting party politics into a fair and open process.
"Secretary Blackwell has worked very hard to keep the process free of partisan influence," said Carlo LoParo, spokesman for Blackwell. "Redfern and DiDonato want to exclude someone ... simply because they don't like their politics. That is disgraceful."
LoParo said Blackwell will not attend O'Dell's event and will not benefit from his fund-raising, because all of the money will be earmarked for federal elections.
But LoParo insisted that none of that was even considered by Blackwell during the bidding process and that his office is confident the process was free from favoritism.
Upgrading the voting machines has proven to be problematic for Blackwell. Last week, he announced having the machines in place for next March's primary will be impossible because of security concerns with the new technology and funding delays in paying for the equipment.
The American Civil Liberties Union has filed a federal suit saying punch-card machines are unfair and must be done away with before the March primary.
And a potential supplier eliminated from consideration -- Sequoia Voting Systems -- has sued Blackwell's office over its dismissal from the process.
The Sequoia lawsuit has prevented Blackwell from releasing information about the bidding process and three potential suppliers, but LoParo said that information will be made public once the legal issue is resolved.
"This has been a well-documented and comprehensive bid process," he said. "We invite the highest level of scrutiny."
Redfern said the least Blackwell should do is ask O'Dell to cancel the fund-raising event.
"For appearances' sake, the best thing we can do is to remove Diebold from the process," he said. "Otherwise, we risk giving Ohioans the impression that our very election process itself is unfair."
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homepage: homepage: http://www.cleveland.com/news/plaindealer/index.ssf?/base/news/106207171078040.xml
phone: phone: 1-800-228-8272
dal quotidiano 'Cleveland plain dealer'
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Inoltre, riguardo a Blackwell:
In his dual role, Blackwell seemed to replay the part of Florida Secretary of State Katherine Harris. In 2000 Harris also served as co-chair of the state's Bush-Cheney campaign while administering the election that first gave them the White House. In both cases, Harris and Blackwell termed the elections "highly successful."
- 14/11/06- Il massacro di Beit hanoun nell'ambito dell'offensiva israeliana di Gaza: uccisi una ventina di civili innocenti tra cui donne e bambini. Nessuno però si straccia le vesti per dire che da quando Iasraele si è ritirato da Gaza (agosto 05) fino a ottobre 06, ben 1082 missili qassam sono stati lanciati dalla Striscia verso lo stato ebraico, e in particolare su Sderot.54 solo a ottobre, 191 in luglio. 140 in giugno prima della crisi con gli Hezbollah innescata proprio dalle ritorsioni su Gaza.
-E dire che tutti i guai per Saddam cominciarono con l'invasione del Kuwait...
Iraq may claim Jordan, Kuwait
by
Sunday 22 February 2004
Governing Council chief says territorial issues will be discussed
The president of Iraq's interim Governing Council has said Baghdad would consider territorial claims over neighbouring Jordan and Kuwait in the future.
"We need our Arab brothers around us. Now, we cannot discuss this matter with them at all, but in the future, we'll see," said Muhsin Abd al-Hamid, in response to a question from a Baghdad consultative council member.
Shaza Hadi al-Ubaidi had asked Abd al-Hamid about the status of territory once linked to Iraq such as Jordan and Kuwait, at an extraordinary meeting of the 37-member consultative council.
Jordan reaction
A Jordanian government spokeswoman said Amman would demand an explanation of Abd al-Hamid's comments.
"If the comments attributed to the current president of the interim Governing Council are confirmed, Jordan will demand clarifications from Iraq," Asma Khudr said in Amman.
"We are convinced that these remarks do not reflect the opinion" of the Governing Council, she said.
"If the comments attributed to the current president of the interim Governing Council are confirmed, Jordan will demand clarifications from Iraq"
Asma Khudr,
Jordanian government spokeswoman
The special session of the consultative council was also attended by three representatives of the US-led coalition and journalists.
Members of the council, which reflects Baghdad's majority Shia population, were elected by district committees across the capital on 1 July.
Iraq invaded Kuwait under Saddam Hussein in 1990 and annexed the oil-rich Gulf country, before his troops beat a hasty retreat seven months later in the US-led 1991 Gulf war.
During British rule after the first world war, two branches of the Hashemite royal family governed Iraq and Jordan.
In 1958 King Husayn of Jordan and his first cousin King Faisal
of Iraq declared an Arab Hashemite Federation between their
countries. But the monarchy was overthrown in Iraq later the same year.
Baghdad has for decades laid claim to Kuwait as an integral part of Iraq, arguing the emirate was artificially separated by the British colonisers.
More Japanese troops
Meanwhile, a second contingent of Japanese troops, a group of 140 soldiers, arrived in Kuwait on Sunday prior to deployment in Iraq.
Japanese soldiers gather amid
construction in the Samawa base
The troops, who will beef up Japan's first military deployment since the second world war in a country where fighting is still underway, arrived at the Abd Allah Al-Mubarak military base 20km from the capital, Kuwait City, aboard a Boeing 747 chartered by the Japanese government.
After training in Kuwait, the latest army contingent will move to Samawa, in southern Iraq, to join earlier Japanese deployments there, on a mission to join non-military "humanitarian and reconstruction" work.
Nearly 100 Japanese ground troops are already on the ground in Samawa, 270km south of Baghdad.
A total of 600 Japanese ground troops will be in Iraq by the end of March, with logistical support from about 400 air force and naval personnel in the region.
Japanese military amphibious ship Oosumi and escort destroyer Murasame left Japan on Friday for Kuwait to transport equipment for ground troops being deployed to Iraq.
About 150 sailors were aboard the 8900-ton Oosumi, while the 4550-ton destroyer Murasame was carrying about 180 people.
AFP
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Oman
Territorial Disputes
Before the oil era, the gulf states made little effort to delineate their territories. Members of Arab tribes felt loyalty to their tribe or shaykh and tended to roam across the Arabian desert according to the needs of their flocks. Official boundaries meant little, and the concept of allegiance to a distinct political unit was absent. Organized authority was confined to ports and oases. The delineation of borders began with the signing of the first oil concessions in the 1930s. The national boundaries had been defined by the British, but many of these borders were never properly demarcated, leaving opportunities for contention, especially in areas of the most valuable oil deposits. Until 1971 British-led forces maintained peace and order in the gulf, and British officials arbitrated local quarrels. After the withdrawal of these forces and officials, old territorial claims and suppressed tribal animosities rose to the surface. The concept of the modern state- -introduced into the gulf region by the European powers--and the sudden importance of boundaries to define ownership of oil deposits kindled acute territorial disputes.
Iran has often laid claim to Bahrain, based on its seventeenth-century defeat of the Portuguese and its subsequent occupation of the Bahrain archipelago. The Arab clan of the Al Khalifa, which has been the ruling family of Bahrain since the eighteenth century, in turn pushed out the Iranians in 1780. The late shah, Mohammad Reza Pahlavi, raised the Bahrain question when the British withdrew from areas east of Suez, but he dropped his demand after a 1970 UN-sponsored plebiscite showed that Bahrainis overwhelmingly preferred independence to Iranian hegemony. The religious leaders of the Iranian Revolution revived the claim to Bahrain primarily on the grounds that the majority of Bahrainis were Shia Muslims. Iranian secular leaders subsequently renounced the claim in an attempt to establish better relations with Bahrain.
In 1971 Iranian forces occupied the islands of Abu Musa, Tunb al Kubra (Greater Tumb), and Tunb as Sughra (Lesser Tumb), located at the mouth of the gulf between Iran and the UAE. The Iranians reasserted their historic claims to the islands, although the Iranians had been dislodged by the British in the late nineteenth century. Iran continued to occupy the islands in 1993, and its action remained a source of contention with the UAE, which claimed authority by virtue of Britain's transfer of the islands to the amirates of Sharjah and Ras al Khaymah. By late 1992, Sharjah and Iran had reached agreement with regard to Abu Musa, but Ras al Khaymah had not reached a settlement with Iran concerning Greater Tumb and Lesser Tumb.
Another point of contention in the gulf is the Bahraini claim to Az Zubarah on the northwest coast of Qatar and to Hawar and the adjacent islands forty kilometers south of Az Zubarah, claims that stem from former tribal areas and dynastic struggles. The Al Khalifa had settled at Az Zubarah before driving the Iranians out of Bahrain in the eighteenth century. The Al Thani ruling family of Qatar vigorously dispute the Al Khalifa claim to the old settlement area now in Qatari hands as well as laying claim to the Bahraini-occupied Hawar and adjacent islands, a stone's throw from the mainland of Qatar but more than twenty kilometers from Bahrain. The simmering quarrel reignited in the spring of 1986 when Qatari helicopters removed and "kidnapped" workmen constructing a Bahraini coast guard station on Fasht ad Dibal, a reef off the coast of Qatar. Through Saudi mediation, the parties reached a fragile truce, whereby the Bahrainis agreed to remove their installations. However, in 1991 the dispute flared up again after Qatar instituted proceedings to let the International Court of Justice in The Hague decide whether it had jurisdiction. (Bahrain refused the jurisdiction of the court, and as of early 1993 the dispute was unresolved.) The two countries exchanged complaints that their respective naval vessels had harassed the other's shipping in disputed waters.
As one pretext for his invasion of Kuwait in 1990, Saddam Husayn revived a long-standing Iraqi claim to the whole of Kuwait based on Ottoman boundaries. Ottoman Turkey exercised a tenuous sovereignty over Kuwait in the late nineteenth century, but the area passed under British protection in 1899. In 1932 Iraq informally confirmed its border with Kuwait, which had previously been demarcated by the British. In 1961, after Kuwait's independence and the withdrawal of British troops, Iraq reasserted its claim to the amirate based on the Ottomans' having attached it to Basra Province. British troops and aircraft were rushed back to Kuwait. A Saudi-led force of 3,000 from the League of Arab States (Arab League) that supported Kuwait against Iraqi pressure soon replaced them.
The boundary issue again arose when the Baath (Arab Socialist Resurrection) Party came to power in Iraq after a 1963 revolution. The new government officially recognized the independence of Kuwait and the boundaries Iraq had accepted in 1932. Iraq nevertheless reinstated its claims to Bubiyan and Warbah in 1973, massing troops at the border. During the 1980-88 war with Iran, Iraq pressed for a long-term lease to the islands in order to improve its access to the gulf and its strategic position. Although Kuwait rebuffed Iraq, relations continued to be strained by boundary issues and inconclusive negotiations over the status of the islands.
In August 1991, Kuwait charged that a force of Iraqis, backed by gunboats, had attacked Bubiyan but had been repulsed and many of the invaders captured. UN investigators found that the Iraqis had come from fishing boats and had probably been scavenging for military supplies abandoned after the Persian Gulf War. Kuwait was suspected of having exaggerated the incident to underscore its need for international support against ongoing Iraqi hostility.
A particularly long and acrimonious disagreement involved claims over the Al Buraymi Oasis, disputed since the nineteenth century among tribes from Saudi Arabia, Abu Dhabi, and Oman. Although the tribes residing in the several settlements of the oasis were from Oman and Abu Dhabi, followers of the Wahhabi (see Glossary) religious movement that originated in Saudi Arabia had periodically occupied and exacted tribute from the area. Oil prospecting began on behalf of Saudi oil interests, and in 1952 the Saudis sent a small constabulary force to assert control of the oasis. When arbitration efforts broke down in 1955, the British dispatched the Trucial Oman Scouts to expel the Saudi contingent. After a new round of negotiations, a settlement was reached whereby Saudi Arabia recognized claims of Abu Dhabi and Oman to the oasis. In return, Abu Dhabi agreed to grant Saudi Arabia a land corridor to the gulf and a share of a disputed oil field. Other disagreements over boundaries and water rights remained, however.
The border between Oman and Yemen remained only partially defined, and, as of early 1993, border clashes had not occurred since 1988. Improving relations between Oman and the People's Democratic Republic of Yemen (PDRY, also seen as South Yemen)-- which was reunited with the Yemen Arab Republic (YAR, also seen as North Yemen) in 1990--offered some hope that the border would be demarcated. Earlier, the physical separation of the southeern portion of Oman from its territory on the Musandam Peninsula (Ras Musandam) was a source of friction between Oman and the various neighboring amirates that became the UAE in 1971. Differences over the disputed territory appeared to have subsided after the onset of the Iran-Iraq War in 1980.
Data as of January 1993
- L'apertura al commercio internazionale nuoce o meno all'economia di un Paese? Negli Usa grazie ad essa si aggiugono ogni anno 1000 mld $ al reddito nazionale, un decimo del totale. Gli impatti sulle perdite di lavoro, dovute all'import da Cina o India costano invece 100 mld l'anno. Il vero problema è che per questi l'assistenza pubblica vale oggi 1 mld, ossia un centesimo dei benefìci del libero scambio.
-Brogli alle ultime politiche in Italia?
Le schede bianche sono crollate da 1.692.048 del 2001 a 445.497, 1.246.551 in meno. Maggiore partecipazione? Ma gli elettori al netto dei votanti all'estero sono stati di meno: 39.424.967 contro i 40.190..274 di 5 anni fa.
-Se fosse stato un islamico ci avrebbero aperto i tg. Ma l'attentatore suicida stavolta era cristiano..
The other kind of terrorist
Wednesday, October 18, 2006
Hey, here's another addition to that gallery (inspired by Michelle Malkin) of terrorists who happen to be white fundamentalist fanatics:
This charming fellow is David McMenemy, who decided to try to set the Edgerton Women's Health Clinic in Davenport, Iowa, on fire -- by dousing his car with gasoline and driving into it an apparent suicide-bombing attempt:
A Michigan man described as a bookworm by relatives has wandered the Midwest since August, looking for a medical clinic to attack with his 2004 Saturn compact car, authorities said.
It was dawn Monday when David Robert McMenemy approached Edgerton Women's Health Center in Davenport, which he mistakenly believed provided abortions.
He entered the center's driveway off East Rusholme Street and then took a few moments to turn and configure the car to face straight into the lobby, Davenport Fire Marshal Mike Hayman said.
The 45-year-old crashed the Saturn into the central lobby, coming to rest at the counter. When the car did not immediately burst into flames as he may have expected, police said he took gasoline that he had poured into a Gatorade bottle and spread it over the interior. "I lit it," McMenemy told investigators, and he exited the structure to surrender himself to startled Davenport firefighters.
"He came out and said to our guys, 'There's no one in the vehicle, and that's my car. I did it,'" Hayman related. "Our commander on the scene was very surprised, and he took McMenemy to a squad car and turned him over to police."
The health center would have been destroyed if its sprinkler system hadn't activated, police reported. Damage estimates were not available late Tuesday.
McMenemy's family later professed amazement at this turn of events, but McMenemy in fact had a long history of mental instability.
That's a theme running through a lot of these kinds of acts of terrorism, as I've noted before:
Marking off rampages like Furrow's, Huff's, and Haq's as "isolated events" caused by mental illness is a cop-out, however. Because, as the case of David Lewis Rice made all too clear, these mentally unstable types are almost always stirred up and driven to their insane acts by haters of various stripes, the kind whose voices seem each day to be growing louder in our public discourse. These cultural vampires have developed a real knack for inspiring mentally unstable people into horrific acts of violence.
Jennifer Pozner's Newsday column hits the target precisely:
On Sept. 11, 2006, the fifth anniversary of the terror attacks that devastated our nation, a man crashed his car into a building in Davenport, Iowa, hoping to blow it up and kill himself in the fire.
No national newspaper, magazine or network newscast reported this attempted suicide bombing, though an AP wire story was available. Cable news (save for MSNBC's Keith Olbermann) was silent about this latest act of terrorism in America.
Had the criminal, David McMenemy, been Arab or Muslim, this would have been headline news for weeks. But since his target was the Edgerton Women's Health Center, rather than, say, a bank or a police station, media have not called this terrorism -- even after three decades of extreme violence by anti-abortion fanatics, mostly fundamentalist Christians who believe they're fighting a holy war.
One can only imagine Malkin's reaction as well.
Of course, in this case, the intended targets were the abortion providers in McMenemy's fevered imagination, but even more generically, it was women generally:
Which brings us back to car bomber McMenemy. According to the Detroit Free Press (the only newspaper in the Nexis news database that reported his crime), he targeted the women's health center because he thought it provided abortions. It doesn't. (Oops!) It provides mostly low-income patients with pap smears, ob-gyn care, testing for sexually transmitted diseases, birth control, and nutrition and immunization programs for women and children.
The attack caused $170,000 in property damage and left poor families without health care for a week. But long after Edgerton's water-logged carpets are removed, scorched medical equipment replaced and new doors reopened to the public, a culture of fear will linger among doctors, nurses, advocates and patients across the country, who will worry that they're next. Some frightened workers will quit their jobs; some women will be too scared to get the health care they need.
When the fanatics of the religious right talk about being solely concerned about the life of the fetus, it's perhaps useful to take into account the broad effects of their fanaticism. Because then the reality of what they are about comes into focus.
Being against abortion isn't about the sanctity of life. It's about controlling women. And the terrorists at whom they wink and nudge are part of how they keep them in line.
Comments (18)
-L'Unione compra il si alla finanziaria dal senatore in bilico? Non proprio.
(Da Il Giornale): Pallaro beffato: «Voterò contro»
Ottenuti i fondi per gli italiani all’estero, scopre che sono stati tagliati quelli ai consolati
Adalberto Signore
da Roma
Una notte intera. Tanto c’era voluto venerdì scorso in commissione Bilancio per vincere cinque ore e mezzo di ostruzionismo dell’opposizione e portare a casa il tanto agognato emendamento Pallaro. Un piccolo grande esempio di realpolitik, visto che la postilla in questione introduce nella Finanziaria uno stanziamento di quattordici milioni di euro da destinarsi agli italiani all’estero e ai nostri imprenditori che operano oltre confine. A essere precisi quattordici milioni l’anno dal 2007 al 2009. Realpolitik dicevamo, perché il caso vuole che la cifra corrisponda esattamente a quanto chiesto tre giorni prima dal diretto interessato in un’intervista a Repubblica. «Voterò la fiducia - spiegava El senador italoargentino eletto nella circoscrizione America Meridionale - ma in cambio voglio essere certo che nella Finanziaria ci siano quattordici milioni di euro per gli italiani all’estero». Detto fatto. E in poco più di quarantotto ore lo stanziamento arriva nero su bianco grazie alla maratona notturna della commissione Bilancio di Montecitorio. Con buona pace di Pallaro e soprattutto della maggioranza che «incassa» un voto in più al Senato. Insomma, visti i numeri risicatissimi di Palazzo Madama e la già annunciata defezione dell’ex Pdci Fernando Rossi, una boccata d’aria non da poco.
La questione sembrava chiusa qui, anche se ancora ieri Osvaldo Napoli criticava duramente la scelta di Pallaro. «Sapere che il voto di un senatore può costare 14 milioni di euro - spiegava il deputato di Forza Italia - non è forse intollerabile e mortificante?». A riaprire il caso, però, ci ha pensato l’azzurro Guido Crosetto, che ieri mattina si è presentato al Senador tabelle alla mano. Già relatore della Finanziaria nel 2005 e oggi componente della commissione Bilancio, Crosetto è uno che con i numeri un po’ di confidenza ce l’ha. Così, quando gli ha fatto presente che per gli italiani all’estero le cose non andavano così bene come sembrava, Pallaro è rimasto lì immobile ad ascoltarlo. Già, perché se con un mano la maggioranza ha concesso al senatore italoargentino i quattordici milioni in più che chiedeva, con l’altra sembra proprio che gliene abbia sfilati almeno dodici. Nel capitolo che riguarda gli stanziamenti per il ministero degli Esteri, infatti, di tanto sono stati decurtati i fondi per l’attività consolare. Che, di fatto, sono quelli che tanto premono a Pallaro. Il diretto interessato pare non aver affatto gradito. «Non solo - è sbottato - mi vogliono fregare, ma mi prendono pure per il culo. Ma se è così figurati se la voto questa Finanziaria...».
Sul fronte della realpolitik, intanto, si accende il dibattito anche sulla proposta di legge per riaprire i termini per presentare domanda per i rimborsi elettorali che consentirebbe alla lista «Autonomie, liberté, democratie» del senatore valdostano Carlo Perrin di accedere a circa 180mila euro. Di «legge ad personam» parla il vicecapogruppo alla Camera Roberto Cota. E attacca: «Ci siamo ridotti come in Sudamerica dove le leggi si fanno per accaparrarsi i singoli voti in Parlamento». «La mia appartenenza alla maggioranza - replica Perrin - non solo non viene contrattata volta per volta, ma è stata dichiarata fin da prima delle elezioni».
-La balla governativa del 92% di auto escluse dalle maggiorazioni sul bollo è colpa dei media, che njon riportano la dichiarazione integrale da parte dell'esecutivo...
ulla portata dell'aumento del bollo auto.
Secondo l'Unrai, gli aumenti della tassa di circolazione, previsti dalla Finanziaria e ritoccati con un emendamento, comporteranno infatti un aumento per circa il 90% dei mezzi in circolazione. Secondo i dati dell'Unrae relativi al 2005 le autovetture 'Euro 4' sono solo il 10% del totale .
In particolare, per circa il 15,3% della popolazione, cioè chi possiede un'auto 'Euro 0', ci sarà un aggravio di 0,42 euro per ogni kw fino a quota 100. Mentre una volta superata questa soglia l'aumento, rispetto a quanto pagato nel 2006, sarà pari a 1,92 euro.
Calcolando un parco macchine di 33 milioni di vetture sono oltre 5 milioni quelle più penalizzate dalla tassa. Le auto 'Euro 1' occupano invece il 20,4% del parco auto circolante. Per loro l'incremento sarà di 0,32 euro per ogni kw sotto i 100 e di 1,77 euro per i mezzi che vanno oltre. I possessori di auto che appartengono a questo segmento sono circa 6,7 milioni.
La fascia più consistente di auto circolanti in Italia è quella che appartiene alla categoria 'euro 2'. I proprietari di queste auto sono circa 9,5 milioni, pari al 28,7% del totale. Per queste persone il bollo aumenta di 0,22 euro per ogni kw sotto i 100, mentre arriva a 1,62 per ogni kw in più.
Considerevole anche il numero di mezzi 'Euro3'. Sono infatti oltre 8,3 milioni e arrivano al 25,4% del totale. Chi possiede un'auto di questo tipo dovrà pagare 0,12 euro in più per ogni kw, cifra che sale a 1,47 euro nel caso in cui la vettura abbia una potenza superiore ai 100 kw.
E infine ci sono le auto 'Euro 4', pari al 10,2% del mercato, cioè 3,4 milioni di veicoli. Un dato sicuramente in aumento nel 2006, visto che le nuove vetture che vengono acquistate sono quasi tutte 'Euro 4'. Queste sono le uniche che non subiranno aumenti se sono di bassa potenza. In questo capo infatti si continuerà a pagare 2,58 euro per kw, ma solo nel caso si rimanga sotto quota 100. Anche qui, infatti, nel momento in cui si supera la soglia il tributo aumenta di 1,29 euro.
IL MINISTERO
Dopo i titoli 'strillati' sui giornali di oggi, gli uffici del vice ministro dell'Economia, Vincenzo Visco, hanno preso carta e penna per precisare che non c'è alcuna nuova, presunta 'stangata' sugli automobilisti italiani.
In una nota del ministero dell'Economia e delle Finanze d'intesa con Palazzo Chigi, si legge che «su suggerimento del parlamentari della maggioranza, il governo ha in realtà solo presentato una proposta di modifica, sostanzialmente a parità di gettito, di quanto previsto inzialmente per i cosiddetti Suv.
Gli effetti complessivi della norma, compresa la nuova modifica, sono dunque i seguenti: "per le automobili fino a 100 Kw, cioè il 92% del parco auto in circolazione in Italia, l'emendamento proposto dal governo non comporta alcuna modifica di quanto già iscritto nel Disegno di legge Finanziaria.
In particolare, non è previsto alcun rincaro per le auto meno inquinanti, cioè «Euro4» ed «Euro5». Per le automobili più inquinanti, invece, è prevista una leggera revisione del bollo, maggiore per le vetture «Euro zero» e via decrescente per «Euro1», «Euro2», «Euro3».
-Ormai è ufficiale, il taglio del 10% agli stipendi dei politici sotto Berlsuconi fu un bluff.
I bilanci ufficiali del senato dicono che non è andata così Lo stanziamento del capitolo 1.2.1. (indennità parlamentare) parla infatti di un taglio del 5.51% per l'effetto combinato, parole testuali, "della decurtazione del 10% delle competenze in questione e del successivo incremento delle stesse, ipotizzato nell'ordine del 4.5%, che verrà applicato quando sarà disponibile il tasso di incremento delle retribuzioni della magistratura".
-Parte seconda:
Lo prova il rapporto consegnato all'Onu dall'Iraq lo scorso 5 dicembre. Contenente, come richiesto dagli ispettori, la cronistoria dettagliata sull'origine dell'apparato bellico nazionale. Pur mentendo sugli sviluppi successivi, il regime è stato così costretto a un elenco preciso delle armi di distruzione di massa acquisite nel corso degli anni, con tanto di fattura delle ditte fornitrici. Le pagine erano 12.000, ma gli Stati Uniti, appropriatisi dell'unica copia della Colombia (presidente del consiglio di sicurezza), han consegnato ai membri non permanenti solo 3000 pagine, assenti quelle coi nomi delle ditte. Talpe dell'Agenzia atomica hanno però fatto filtrare comunque la lista incriminata, prendendola da una seconda copia all'ufficio ginevrino di El-Baradei. Tra le compagnie elencate, responsabili dello sviluppo (tra '75 e '93) del programma iracheno di armamamento nucleare, chimico, biologico e missilistico, almeno 24 sono a stelle e strisce: Honeywell, Spectra Physics, Semetex, TI Coating, Unisys, Sperry corp., Tektronix, Rockwell, Leybold vacuum systems, Finnigan-Mat, Hewlett-Packard, Dupont, Eastman Kodak, American Type culture collection, Alcolac International, Consarc, Karl Zeiss Us, Cerberus, Electronic ass., Int. Computer systems, Bechtel, EZ Logic data systems, Canberra industries, Axel electronics. Altre 86 sono poi le tedesche (da Bayern a Karl Kolb), 17 inglesi(Euromac, Terex), 8 francesi(Thomson, Aerospatiàle), 6 russe (Mars rotor, Livinvest). E non è la prima volta che dai rapporti Onu filtrano nomi di aziende. Nel 2002, l'ex ispettore Scott Ritter fornì un analogo elenco firmato Tarek Aziz all'associazione veterani della prima guerra del Golfo, vittime dell'omonima sindrome. I quali il 17 gennaio hanno intentato una causa da 1 miliardo di dollari presso la contea di Brazoria (Texas), contro la Alcolac di Baltimora, la Al-Haddad trading di Nashville, la Karl Kolb e la olandese Melchemie, esportatrici dei gas tossici diffusi per errore 12 anni fa nell'aria irachena. Già all'indomani del primo conflitto, il centro Simon Wiesenthal aveva inoltre pubblicato un elenco (The poison gas connection) frutto del lavoro delle prime ispezioni e di intelligence filo-israeliane. In esso, come in posteriori audizioni al Banking Commitee del Congresso, figurano 9 società italiane: Ausidet (precursori del gas Sarin per Montedison), Montedison(precursori del Sarin per Melchemie), Snia Techint(gruppo Fiat, laboratori per armi chimiche Al-Saad 16 e cellule nucleari per Thuwaitha), Technipetrole(impianto di antiparassitario Parathion simil-nervino ad Alashat), Snia Bpd(combustibile solido per razzi), Euromac Italy(programma nucleare), Banca nazionale del lavoro (finanziamenti per quasi 5000 miliardi in lire), Danieli(siderurgica per il centro missilistico Tadji), Ilva(acciai per il supercannone con Società delle fucine). Coinvolgimenti "indiretti" riguarderebbero invece Iveco/Deutz(veicoli per laboratori mobili), e ancora Cnen, Dea, Delf instruments, Enea, Firpas-Sel, Innocenti, Oip.
Tutto questo commercio, in violazione dell'embargo per la guerra con l'Iran, cominciò dalla ripresa post ventennale dei rapporti diplomatici Iraq/Usa(e alleati), con la visita il 20 dicembre '83 dell'inviato speciale di Reagan per il Medio oriente (oggi ministro di Bush) Donald Rumsfeld al raìs di Baghdad. Formula di copertura le dual license, per produrre sostanze dall'ambiguo uso a fini civili oltre che militari. Prima Reagan poi Bush padre, disposero quindi miliardi in finanziamenti per garantire la vendita di armi con triangolazioni da Paesi terzi. Peccato che già al tempo della missione Rumsfeld si sprecassero i dispacci di Onu e Dipartimento di stato sull'impiego da parte di Saddam di gas Mostarda, Tabun e Nervino contro gli iraniani. Ma nella trascrizione del colloquio col dittatore, conservata al National security archive, non se ne fa cenno. Grazie anzi alla rimozione dell'Iraq dal novero degli stati terroristici, nel 1984 proprio dagli Usa giunsero anche i 45 elicotteri Bell 214 ST: tra quelli adoperati nell'88 per la strage chimica anti-curda ad Halabja. Poco prima che l'apprendista stregone iracheno si rivoltasse contro i suoi stessi incauti maestri.
ywell (R, K)
2 Spectra Physics (K)
3 Semetex (R)
4 TI Coating (A, K)
5 Unisys (A, K)
6 Sperry Corp. (R, K)
7 Tektronix (R, A)
8 Rockwell (K)
9 Leybold Vacuum Systems (A)
10 Finnigan-MAT-US (A)
11 Hewlett-Packard (A, R, K)
12 Dupont (A)
13 Eastman Kodak (R)
14 American Type Culture Collection (B)
15 Alcolac International (C)
16 Consarc (A)
17 Carl Zeiss - U.S (K)
18 Cerberus (LTD) (A)
19 Electronic Associates (R)
20 International Computer Systems (A, R, K)
21 Bechtel (K)
22 EZ Logic Data Systems, Inc. (R)
23 Canberra Industries Inc. (A)
24 Axel Electronics Inc. (A)
Zusätzlich zu diesen 24 Firmen mit Stammsitz USA werden in dem irakischen Rüstungsbericht knapp 50 Tochterfirmen ausländischer Unternehmen aufgeführt, die ihre Rüstungskooperation mit dem Irak von den USA aus betrieben. Außerdem werden die Washingtoner Ministerien für Verteidigung, Energie, Handel und Landwirtschaft sowie die Atomwaffenlaboratorien Lawrence Livermore, Los Alamos und Sandia als Zulieferer für Iraks Rüstungsprogramme für A-, B- und C-Waffen sowie für Raketen benannt.
China
1 China Wanbao Engineering Company (A, C, K)
2 Huawei Technologies Co. Ltd (K)
3 China State Missile Company (R)
Frankreich
1 Commissariat a l'Energie Atomique (A)
2 Sciaky (A)
3 Thomson CSF (A, K)
4 Aerospatiale and Matra Espace (R)
5 Cerbag (A)
6 Protec SA (C)
7 Thales Group (A)
8 Societé Général pour les Techniques Nouvelles (A)
Großbritannien
1 Euromac Ltd-Uk (A)
2 C. Plath-Nuclear (A)
3 Endshire Export Marketing (A)
4 International Computer Systems (A, R, K)
5 MEED International (A, C)
6 Walter Somers Ltd. (R)
7 International Computer Limited (A, K)
8 Matrix Churchill Corp. (A)
9 Ali Ashour Daghir (A)
10 International Military Services (R) (im Besitz des brit. Verteidigungsministeriums)
11 Sheffield Forgemasters (R)
12 Technology Development Group (R)
13 International Signal and Control (R)
14 Terex Corporation (R)
15 Inwako (A)
16 TMG Engineering (K)
17 XYY Options, Inc (A)
UdSSR/Russland
1 Soviet State Missile Co. (R)
2 Niikhism (R)
3 Mars Rotor (R)
4 Livinvest (R)
5 Russia Aviatin Trading House (K)
6 Amsar Trading (K)
Weitere Länder
Japan: Fanuc (A), Hammamatsu Photonics KK (A), NEC (A), Osaka (A), Waida (A)
Niederlande: Melchemie B.V. (C), KBS Holland B.V. (C), Delft Instruments N.V. (K)
Belgien: Boehler Edelstahl (A), NU Kraft Mercantile Corporation (C), OIP Instrubel (K), Phillips Petroleum (C), Poudries Réunies Belge SA (R), Sebatra (A), Space Research Corp. (R)
Spanien: Donabat (R), Treblam (C), Zayer (A)
Schweden: ABB (A), Saab-Scania (R)
Erklärung:
A = Atomwaffenprogramm, B = Biologisches Waffenprogramm, C = Chemiewaffenprogramm, R = Raketenprogramm, K = Konventionelle Waffen, militärische Logistik, Zulieferungen an das irakische Verteidigungsministerium und Bau militärischer Anlagen
------------------------------------------------
On 25 May 1994, the US Senate's Committee on Banking, Housing and Urban Affairs produced a report entitled "United States Chemical and Biological Warfare-related Dual-use exports to Iraq and their possible impact on the Health Consequences (sic) of the Persian Gulf War".
This was the 1991 war which prompted our liberation of Kuwait, and the report informed Congress about US government-approved shipments of biological agents sent by American companies to Iraq from 1985 or earlier. These included Bacillus anthracis, which produces anthrax; Clostridium botulinum; Histoplasma capsulatum; Brucella melitensis; Clostridium perfringens and Escherichia coli. The same report stated that the US provided Saddam with "dual use" licensed materials which assisted in the development of chemical, biological and missile-system programmes, including chemical warfare agent production facility plant and technical drawings (provided as pesticide production facility plans).
Yes, well I can well see why Saddam wasn't permitted to talk about this. John Reid, the British Home Secretary, said that Saddam's hanging "was a sovereign decision by a sovereign nation". Thank heavens he didn't mention the £200,000 worth of thiodiglycol, one of two components of mustard gas we exported to Baghdad in 1988, and another £50,000 worth of the same vile substances the following year.
The United States Senate Committee on Banking, Housing and Urban Affairs stated in the report "U.S. Chemical and Biological Warfare-Related Dual Use Exports to Iraq," issued on May 25, 1994 :
*
"In October 1992, the Committee on Banking, Housing, and Urban Affairs, which has Senate oversight responsibility for the Export Administration Act (EAA), held an Inquiry into the U.S. export policy to Iraq prior to the Persian Gulf War. During that hearing it was learned that U.N. Inspectors identified many U.S.-manufactured items exported pursuant to licenses issued by the U.S. Department of Commerce that were used to further Iraq's chemical and nuclear weapons development and missile delivery system development programs."
The report further explains:
*
"[T]he United States provided the government of Iraq with 'dual use' licensed materials which assisted in the development of Iraqi chemical, biological and missile-system programs...[Including] chemical warfare-agent precursors; chemical warfare-agent production-facility plans and technical drawings; chemical-warfare filling equipment; biological-warfare-related materials; missile-fabrication equipment and missile-system guidance equipment.
[T]he same micro-organisms exported by the United States were identical to those the United Nations inspectors found and recovered from the Iraqi biological warfare program."
05/25/94 U.S.SENATE
------------------------------------------------
-"Riegle Report"(G o o g l e's cache of http://www.gulfweb.org/bigdoc/report/riegle1.html)
U.S. Chemical and Biological Warfare-Related Dual Use Exports to Iraq and their Possible Impact on the Health Consequences of the Gulf War
A Report of Chairman Donald W. Riegle, Jr. and Ranking Member Alfonse M. D'Amato of the Committee on Banking, Housing and Urban Affairs with Respect to Export Administration
United States Senate, 103d Congress, 2d Session
May 25, 1994
Table of Contents
Introduction
Chapter 1. Iraqi Chemical and Biological Warfare Capability
Part 1
* Status of Iraqi Readiness to Use Chemical Weapons Against Coalition Force
* Destruction of Iraq's Chemicals and Chemical Weapons by the United Nations
* Chemical Warfare Doctrine and the Use of Combined Agent Warfare
* Chemical Nerve Agents
o Sarin (GB)
o Soman (GD)
o Tabun (GA)
o VX
Part 2
* Vesicants and Blood Agents
o Lewisite
o Cyanogen Chloride
o Hydrogen Cyanide
* Blister Agents
o Mustard Gas
* Related Chemical Agent Information
* Biotoxins
* Biological Warfare Capability
* U.S. Exports of Biological Materials to Iran
* UNSCOM Biological Warfare Inspections
Part 3
* Biological Warfare Defense
o Types of Biological Agents
o Dissemination of Biological Agents
o Defensive Measures
* Iraq's Experience in the Use of Chemical Warfare Agents
* Gulf War Syndrome: The Case for Chemical/Biological Agent Exposure
Chapter 2. Group I Exposures: Reported Direct Exposure Events
Part 1.
Part 2.
Part 3.
Part 4: Reports by Coalition Forces of Iraqi Chemical Mines Located During Breaching Operations, Other Combat-Related Reports, and Conclusions
Chapter 3. Reports of Exposure of Coalition Forces Resulting from the Fallout of the Bombings of Iraqi Chemical, Biological, and Nuclear Facilities (Group II)
Part 1.
* The Czechoslovak Chemical Defense Unit in the Persian Gulf and the Results of the Investigations of the Military Use of Poisonous Gases
* Other Related Information
* U.S. Unofficial Reports of Downwind Exposure Due to Coalition
* Bombings of Iraqi Chemical and Biological Facilities
* Weather Reports, Climatic Information, and Imagery Smoke Plume Data
Part 2: Gulf War Weather.
Part 3: Gulf War Weather (Continued).
Part 4: Gulf War Weather (Continued).
Part 5: Conclusions.
Chapter 4. Other Identifiable Exposures
Part 1
* Chemical/Biological Warfare Pre-Treatment Drug Reaction
o Anthrax and Botulinum Toxoid Vaccines
o Pyridostigmine Bromide (Group III)
* Reported Contact with Iraqi Enemy Prisoners of War
* Chemical Agent Resistant Coating (CARC)>
* Depleted Uranium Ammunition
* Environmental Exposures
* Decontamination of Equipment Returned from the Persian Gulf
* Theater Operations
* Transmission
Part 2
# Conclusions
* Chemical/Biological Warfare Agent Exposure: Why Wasn't Everyone Affected?
* Chemical/Biological Warfare Agent Exposure: Did the Military Know or Suspect that Individuals Were Exposed to these Hazardous Substances?
* The Need for Immediate Primary Scientific Research and Advanced Medical Research
* Conclusions
Appendix - Material Safety Data Sheets
* Chemical Nerve Agents
o Tabun (GA)
o Sarin (GB)
o Soman (GD)
o VX
* Blister Agents
o Sulfur Mustard (HD, THD)
o Sulfur Mustard (HT)
This report is derived entirely from unclassified sources.
Approved for public release. Unlimited distribution is authorized.
U.S. Senate Committee on Banking, Housing, and Urban Affairs.
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INTRODUCTION
In October 1992, the Committee on Banking, Housing, and Urban Affairs, which has Senate oversight responsibility for the Export Administration Act (EAA), held an inquiry into the U.S. export policy to Iraq prior to the Persian Gulf War. During that hearing it was learned that U.N. inspectors identified many U.S. - manufactured items exported pursuant to licenses issued by the U.S. Department of Commerce that were used to further Iraq's chemical and nuclear weapons development and missile delivery system development programs.
On June 30, 1993, several veterans testified at a hearing of the Senate Committee on Armed Services. There, they related details of unexplained events that took place during the Persian Gulf War which they believed to be chemical warfare agent attacks. After these unexplained events, many of the veterans present reported symptoms consistent with exposure to a mixed agent attack. Then, on July 29, 1993, the Czech Minister of Defense announced that a Czechoslovak chemical decontamination unit had detected the chemical warfare agent Sarin in areas of northern Saudi Arabia during the early phases of the Gulf War. They had attributed the detections to fallout from coalition bombing of Iraqi chemical warfare agent production facilities.
In August 1993, Senate Banking Committee Chairman Donald W. Riegle Jr. began to research the possibility that there may be a connection between the Iraqi chemical, biological, and radiological warfare research and development programs and a mysterious illness which was then being reported by thousands of returning Gulf War veterans. In September 1993, Senator Riegle released a staff report on this issue and introduced an amendment to the Fiscal Year 1994 National Defense Authorization Act that provided preliminary funding for research of the illnesses and investigation of reported exposures.
When this first staff report was released by Senator Riegle, the estimates of the number of veterans suffering from these unexplained illnesses varied from hundreds, according to the Department of Defense, to thousands, according to the Department of Veterans Affairs. It is now believed that tens of thousands of U.S. veterans are suffering from a myriad of symptoms collectively labelled either Gulf War Syndrome, Persian Gulf Syndrome, or Desert War Syndrome. Hundreds and possibly thousands of servicemen and women still on active duty are reluctant to come forward for fear of losing their jobs and medical care. These Gulf War veterans are reporting muscle and joint pain, memory loss, intestinal and heart problems, fatigue, nasal congestion, urinary urgency, diarrhea, twitching, rashes, sores, and a number of other symptoms.
They began experiencing these multiple symptoms during and after -- often many months after -- their tour of duty in the Gulf. A number of the veterans who initially exhibited these symptoms have died since returning from the Gulf. Perhaps most disturbingly, members of veteran's families are now suffering these symptoms to a debilitating degree. The scope and urgency of this crisis demands an appropriate response.
This investigation into Gulf War Syndrome, which was initiated by the Banking Committee under the direction of Chairman Riegle, has uncovered a large body of evidence linking the symptoms of the syndrome to the exposure of Gulf War participants to chemical and biological warfare agents, chemical and biological warfare pre-treatment drugs, and other hazardous materials and substances. Since the release of the first staff report on September 9, 1993, this inquiry has continued. Thousands of government officials, scientists, and veterans have been interviewed or consulted, and additional evidence has been compiled. This report will detail the findings of this ongoing investigation.
Since the Banking Committee began its inquiry, the position of the Department of Defense regarding the possible causes of Gulf War Syndrome has altered only when challenged with evidence that is difficult to dispute. Yet, despite the vast resources of the Department of Defense, several independent and congressional inquiries with limited resources continue to uncover additional evidence of hazardous exposures and suspicious events.
The Department of Defense, when first approached regarding this issue by Committee staff, contended that there was no evidence that U.S. forces were exposed to chemical warfare agents. However, during a telephone interview on September 7, 1993 with Walter Reed Army Medical Center commander Major General Ronald Blanck, Committee staff was informed that the issue of chemical and biological warfare agent exposure had not been explored because it was the position of "military intelligence" that such exposure never occurred.
Then, during a November 10, 1993 press briefing at the Pentagon, the Department of Defense acknowledged that the Czech government did detect chemical agents in the Southwest Asia theater of operations. After analyzing the results of the Czech report, the Department of Defense concluded that the detections were unrelated to the "mysterious health problems that have victimized some of our veterans." According to former Secretary of Defense Les Aspin, in some cases the wind was wrong and the distances too great to suggest a link. For instance, Seabees serving to the south and east of the detection site have complained of persistent health problems; but according to the Pentagon, the wind was blowing in the other direction at the time of the detections and the concentrations were too low to do harm over that kind of a distance.
The fact is, no one has ever suggested that there was a link between the Czech detections and what occurred during the early morning hours of January 19, 1991 near the Port of Jubayl. (These two events will be described in detail in Chapter 2.) Former Defense Secretary Aspin said at the briefing that this incident could not have been from the Coalition bombings of the Iraqi chemical weapons facilities because the winds were blowing to the northwest. Yet according to available Soviet documents, the dispersal of chemical agents and other hazardous substances is controlled by other factors in addition to surface wind direction and velocity, such as topography, temperature, precipitation, vertical temperature gradient, and atmospheric humidity. These factors all contribute to the size and type of dispersal that will be observed. Unclassified visual and thermal satellite imagery confirms that the fallout from the bombings of Iraqi targets during the air and ground war moved to the southeast, with the weather patterns and upper atmospheric wind currents, towards Coalition force positions. (See Chapter 3.)
According to a knowledgeable source who has requested confidentiality, the Czechs believed that the detections were caused by the weather inversion which occurred that day (January 19, 1991) as the weather front moved southward. The Czechoslovak chemical detection unit reported this information to U.S. command officials immediately, but the responding units were unable to confirm their findings when they arrived, according to the Pentagon. Nonetheless, at the November 10, 1993 briefing, the Department of Defense admitted that the Czech detections were believed to be valid. The Department of Defense failed to disclose that the Czechoslovak chemical detection team also detected yperite (HD) that morning. The presence of both of these agents in such close proximity could only reasonably be the result of one of two possibilities: (1) direct Iraqi mixed agent attack, or (2) fallout from the Coalition bombings of Iraqi weapons facilities and storage bunkers.
Defense Department officials, having had possession of the Czech report for over a month, were at a loss to explain the chemical mustard agent detected by the Czechoslovak chemical detection team in the Saudi desert near King Khalid Military City on January 24, 1991. This despite the fact that both the Czechs and French claim that this detection was reported to U.S. command authorities during the Persian Gulf War. Additionally, during the Gulf War, the Czechs claimed that they detected Chemical nerve agent after a Scud missile attack. These statements, heretofore only reported in the press, have been confirmed by a member of the U.S. 1st Cavalry Division and by an entire platoon of a U.S. Army chemical detection unit who trained with the Czechoslovak Chemical detection unit near King Khalid Military City. These reports have not been addressed publicly by the Department of Defense and will be addressed in this report in Chapter 3.
The contents of this report supports the conclusion that U.S. forces were exposed to some level of chemical and possibly biological warfare agents during their service in the Gulf War. Any review conducted by the Pentagon must extend far beyond the information being reported by the Czech Ministry of Defense. The Czech information, while important, represents just a small fraction of the evidence currently available, only some of which will be detailed in this report.
It is now the position of the Department of Defense that it has no other evidence that U.S. forces were exposed to chemical agents. Yet this report contains descriptions and direct eyewitness accounts that provide evidence which suggest that gas was detected, along with many other events which may have been actual attacks on U.S. forces.
This report supports the conclusion that U.S. forces were exposed to chemical agents. The assertion that the levels of nerve agents detected by the Czechs and others were not harmful is flawed. In subsequent requirements for chemical detection equipment, the Department of the Army acknowledges that the principal chemical agent detection alarm deployed during the war, the M8A1 was not sufficiently sensitive to detect sustained low levels of chemical agent and to monitor personnel for contamination. Further, U.S. Army Material Safety Data Sheets (MSDS) indicate that chronic exposures to levels of over .0001 mg/m3 for Sarin (GB) is hazardous and requires the use of protective equipment. (See appendix A.) The minimum level of chemical agent required to activate chemical agent detection alarm M8A1, commonly in use during the war, exceeds this threshold by a factor of 1,000. (See appendix A.) As the chemical agent alarms began to sound during the "air war," French, Czech, and many U.S. commanders confirmed that they were sounding from the fallout from the bombings. Over time, even at these levels, after repeatedly being told that there was no danger, many U.S. forces failed to take precautionary measures. Other report that the alarms were sounding so frequently that they were turned off. M8A1 alarms do not detect blister agents.
The findings of this report prepared at the request of Chairman Riegle detail many other events reported by U.S. servicemen and women that in some cases confirm the detection of chemical agents by U.S. forces. In other cases these reports indicate the need for further detailed investigation. But still the question remains: Is exposure to these and other chemical agents the cause of Gulf War Syndrome? We have received hundreds of reports that many of these symptoms are being experienced by family members. Numerous developments have taken place over the last several months which suggest that, while chemical agents and other environmental hazards may have contributed to the Gulf War illnesses, bacteriological, fungal, and possibly other biological illnesses may be the fundamental cause. This position is supported by the following.
First, Dr. Edward S. Hyman, a New Orleans bacteriologist, has treated a small number of the sick veterans and several of their wives for bacteriological infections, and has developed a protocol of treatment that has resulted in symptom abatement in many of his patients.
Second, during the November 10, 1993 unclassified briefing for Members of the U.S. Senate, in response to direct questioning, then Undersecretary of Defense John Deutch said that the Department of Defense was withholding classified information on the exposure of U.S. forces to biological materials. In a Department of Defense- sponsored conference on counter-proliferation, held at Los Alamos National Laboratory on 6-7 May, 1994, Dr. Deutch admitted that biological agent detection is a priority development area for the Department of Defense, since there currently is no biological agent detection system fielded with any U.S. forces anywhere in the world.
Third, the Department of Defense has named Dr. Joshua Lederberg to head its research team into the causes of Gulf War illnesses. Dr. Lederberg, among his other credits, is a Nobel Laureate and an expert in the fields of bacteriology, genetics, and biological warfare defenses.
Fourth, in detailed informational interviews conducted of 400 Gulf War veterans, it has been learned that over 3/4 of their spouses complain that they have begun to suffer from many of the same debilitating symptoms. (See Chapter 4.)
This report, like the one which preceded it, will discuss the relationship between the high rate of Gulf War illnesses among Group I individuals (those possibly exposed to a direct mixed agent event), and the lower rates among those in Group II (individuals exposed to the indirect fallout from coalition bombings of Iraqi chemical, biological, and nuclear targets) and Group III (individuals who suffered severe adverse reactions to the nerve agent pre-treatment pills). Despite the varying rates of illness between the groups, however, the symptoms are similar. While other possible causes of the Gulf War Syndrome such as petrochemical poisoning, depleted uranium exposures, and regionally prevalent diseases, have been discussed elsewhere and must be pursued, there is a great deal of compelling evidence which indicates that all of these possibilities must now be seriously considered. We believe, however, that no other explanations prove as compelling as the ones which will be presented in this report.
This report includes a great number of first-hand accounts and other documentary evidence in addition to the anecdotal information that appeared in the print and electronic media during the Gulf War. It establishes convincingly that the Department of Defense assertions are inaccurate. We believe there is reliable evidence that U.S. forces were exposed to chemical and possibly biological agents. But regardless of whether U.S. forces were exposed or not, the entire official body of information, including all classified or heretofore unpublished information, available research data sets, case histories, and diagnostic breakdown information must be made available to independent civilian medical researchers in order to further the research into the causes of and treatments for these illnesses. Absent a release of information by the Department of Defense of the science which forms the bases for their theories, the Department of Defense position must be viewed by qualified scientists as anecdotal and unsubstantiated.
Given that there is also a growing body of evidence indicating that spouses and children of Gulf War veterans are vulnerable to similar illnesses, the Department of Defense must now share all of its information with civilian, non-governmental researchers. These family members are civilians who may be at risk. This illness was first reported over three years ago.
On February 9, 1994, Chairman Riegle sent a letter to Secretary of Defense William Perry asking that he release all U.S. military personnel from any oath of secrecy they may have taken regarding classified information specifically pertaining to chemical or biological warfare agent exposure in the Persian Gulf theater. This request was based on a recommendation of the National Academy of Sciences, National Institute of Medicine in their 1993 publication Veterans at Risk: The Health Effects of Mustard Gas and Lewisite. On May 4, 1994, the Secretaries of Defense, Health and Human Services, and Veterans Affairs responded to the Chairman's letter stating that there was no classified information on chemical or biological detections or exposures. This directly contradicts the statement of Deputy Secretary Deutch in his November 10, 1993 unclassified briefing to Members and staff.
Why isn't the Department of Defense aggressively pursuing the answers to the questions surrounding of the events which may have caused illnesses being suffered by many Gulf War veterans? One possible explanation lies in a 1982 article. Then Senate Armed Services Committee Chairman John Tower wrote, "Chemical training in the United States armed forces is, at best, perfunctory. It is rarely conducted in a simulated contaminated environment and stocks of individual protective equipment are too limited, and therefore too valuable, to risk them in the numbers necessary to allow troops to operate in them for realistic training. As a result, most U.S. personnel are relegated to a minimal and highly artificial exposure to the problems and hardships entailed in performing their respective combat missions should they have to 'button up'." As numerous U.S. General Accounting Office (GAO) reports have noted, the U.S. was not much better prepared prior to the Gulf War than it was when Senator Tower wrote in his article.
-Condanna a morte di Saddam (4 novembre 2006): l'episodio di Dujail (148 condannati a morte per un attentato nei confronti del Raìs) è in realtà una delle poche stragi decise da un giudice sotto la dittatura di Saddam.-(Dal rapporto di Human rights watch di metà novembre 06: 2. Lack of ‘Linkage’ Evidence Relating to Knowledge and Intention: In the immediate aftermath of the assassination attempt, Saddam Hussein ordered an investigation. The precise parameters of the order were never established by the evidence. On October 14, 1982, the Revolutionary Command Council issued an order, signed by Saddam Hussein, authorizing the expropriation of lands in Dujail for the purposes of an “agricultural redevelopment” project and requiring compensation to be paid to the expropriated (except for certain persons detained in relation to the assassination attempt).274 On May 27, 1984, Saddam Hussein signed a document referring the cases of 148 individuals accused of involvement in the assassination attempt275 to trial before the Revolutionary Court;276 the referral was based upon the recommendation of legal advisors who reviewed a 361-page dossier of evidence compiled against the 148 individuals. The decision of the Revolutionary Court, convicting all 148 individuals and sentencing them to death by hanging, was issued on June 14, 1984, and on June 16, 1984, Saddam Hussein signed an order ratifying the death sentences.277 The death sentences appear to have been implemented in March 1985. The haste with which the accused persons were tried and convicted, and with which the death sentences were ratified, clearly raises real suspicions that the process was no more than part of a de facto plan to carry out extrajudicial executions.
However, no evidence was presented from which the intent and state of knowledge of Saddam Hussein could be discerned or inferred in relation to these actions. The critical issue to be resolved in deciding whether this amounted to committing a crime against humanity is whether Saddam Hussein knew and intended that referring 148 persons to the Revolutionary Court would result in their conviction and execution. In the absence of direct incriminating evidence that Saddam Hussein and Revolutionary Court judge ‘Awwad al-Bandar expressly colluded with each other, evidence establishing that Saddam Hussein had knowledge about the way in which the Revolutionary Court functioned or that he directly controlled its proceedings would be needed. One would expect this evidence to set out the structure and actual functioning of the Revolutionary Court, its legal and practical relationship with the Office of the President, its legal and practical non-independence from the policies and will of the president, and its historical treatment of persons alleged to be a “security threat” against the state. As a corollary, to prove that former Revolutionary Court judge ‘Awwad al-Bandar was guilty of participating in a joint criminal enterprise to murder persons from Dujail.Neither the investigative judge nor the prosecution gathered any evidence concerning these issues. The laws creating the jurisdiction of the Revolutionary Court, its procedures, the methods of appointing its judges, and other relevant information were never put before the IHT trial chamber. The history of the use of special and exceptional courts by the former Ba’thist government to effect state policy, which was extensive, was also not the subject of evidence. These absences suggest that neither the investigative judge nor the prosecution had an adequate grasp of what international criminal law requires to be proved in order to convict a person accused of a crime against humanity, in the context of these actions.
In a similar vein, no evidence was presented concerning the structure and internal organization of the several governmental institutions and security apparatuses that played a role in the events concerning Dujail, and what the leaders of these various institutions knew or could have been expected to know concerning the actions of their subordinates. For example, the Ba’th Party’s “Popular Army” militia was alleged to have played a role in the response to the assassination attempt against Saddam Hussein, by arresting suspects and delivering them to the custody of the General Intelligence Directorate and the General Security Directorate (Mudiriyyat al-Amn al-‘Amm) and in subsequently razing orchards in Dujail.279 Taha Yassin Ramadan was the national commander of the Popular Army, and appears to have been accused of having command responsibility280 for the acts of the Popular Army in Dujail. Yet no evidence was ever presented concerning the command structure of the Popular Army, the actual and legal authority of Ramadan as commander, who were his subordinates or who had actual command of the Popular Army in Dujail, and what the reporting lines were between Ramadan and his subordinates. Ramadan was also alleged to have been a member of an ad hoc committee comprising representatives of security agencies that was responsible for coordinating the response to the assassination attempt at Dujail, but the powers, membership, and structure of this committee were never the subject of any evidence.
Important political organs such as the Revolutionary Command Council, the National Security Council, and the Office of the President all appear to have played a role in the response to the assassination attempt at Dujail. However, the membership, powers, and internal organization of these political organs was not the subject of any evidence, making it impossible to determine whether, for example, a report submitted to the National Security Council concerning the fact that nearly 800 persons from Dujail had been detained281 would have come to the attention of Saddam Hussein, Taha Yassin Ramadan, or Barzan al-Tikriti.275 The accused persons referred to the Revolutionary Court were charged under articles 156 and 175(2) of the Iraqi Penal Code of 1969, which criminalize intentional attempts to violate the independence, unity or security of Iraq.
276 The power of the then-president of Iraq to refer to the Revolutionary Court cases concerning threats to the internal or external security of the state was provided for in Revolutionary Command Council Decision No. 1016 of August 1, 1978, promulgated in Al-Waqa’i al-Iraqiya No. 1096 of August 14, 1978.
277 For the evident contradiction between the official record of 148 accused having been tried and sentenced, and reports that up to 46 had already died in custody prior to the trial, see Section IV,6.b, above.) - Ben altri gli eccidi di centina9ia di migliaia di sciiti e curdi, con armi chimiche e gas, perpetrate ad esempio nella campagna di Al Anfal e ad Halabja. Sul banco dei condannati insieme a lui dovrebbero esserci dunque le ditte occidentali e italiane che li vendettero le rami, e le amministrazioni Usa degli anni 80 che lo permisero, Rumsfeld in testa. Oggi gli americani si indignan, ma con Reagan (e poi Bush padre) lo appoggiarono e rifornirono di armi e anche di virus(!!!) quando già si sapeva che il regime baathista aveva usato il gas e le armi chimiche contro iraniani e curdi.
Segue parte seconda...
[leggi in esteso]
-Saddam condannato a morte...
Ecco il cavillo che taglia la testa al toro. Saddam non era forse il comandante in capo dell'esercito, e al momento dell'invasione non scappò gettando la divisa alle ortiche per nascondersi sottoterra? Persino il giorno dell'arresto non reagì. Dunque è a tutti gli effetti un disertore. Ebbene, in base al decreto 115/1994, promulgato dal defunto regime, ai disertori spetta l'amputazione di un orecchio e un tatuaggio sulla fronte; inoltre, per il decreto 81/1996 aggiornato nel '98, se il reato si protrae per mesi, la condanna è alla pena di morte. Migliaia di iracheni (214 solo nel 2002) ne hanno subito l'efferatezza ad opera di Saddam. Adesso, passateci la provocazione, potrebbe toccare a lui, che nelle lettere alla figlia ancora si firma "maresciallo di campo". La pena di morte era stata sospesa dal generale Tommy Franks e il consigliere alla giustizia della Coalizione ha chiesto di abolirla. Ma da ieri è in vigore il codice iracheno del '69, e il guardasigilli Malik Al-Hassan ha parlato chiaro, rievocando proprio l'inflessibilita di Saddam: "decideremo in base ai valori locali, e il caso è semplice, egli è comunque un disertore".
-Il bimbo adottato da Madonna non è un orfano Ha ancora il padre.nna ha rifiutato di adottare degli altri bambini, sette «orfani veri», scartati a favore del piccolo David. Il bimbo, che ormai vive con la pop star, ha infatti un padre. La nuova accusa nei confronti di Madonna viene da Lucy Chipeta, direttrice della «Casa per la speranza», dove era ospitato lo stesso David: il padre, Yohane Banda, l’aveva affidato all’orfanotrofio dopo che la moglie era morta, pochi giorni dopo il parto. Già all’inizio dell’anno, il governo del Malawi aveva stilato una lista di dodici possibili bimbi, tutti dell’età di un anno, fra cui Madonna avrebbe potuto scegliere quello da adottare. Fra essi, David non compariva. Poi, a luglio, una troupe della fondazione creata dalla cantante per aiutare il Malawi si è recata nel paese africano per filmare i bambini. Sette erano dell’orfanotrofio e tre di loro avevano destato particolare attenzione nei collaboratori della star. Ma poi è comparso David: e tutte le foto sono state per lui. Anche Madonna, poi, se ne è innamorata. Lo ha incontrato -«mettendosi a giocare con lui per terra, sul pavimento sporco» - ricorda Chipeta. Però, se «è stata sicuramente una chance per David, lui aveva comunque un genitore - ha spiegato la direttrice al Sunday Times - C’erano altri bimbi disperati, senza genitori, e noi abbiamo sperato che prendesse con sé uno di loro».
Secondo la direttrice, infatti, non è vero che il padre di David si disinteressasse del figlio: «Veniva a fargli visita tre volte a settimana e, ogni volta, percorreva 36 chilometri in bicicletta per poter vedere il bimbo. Se sapeva che era ammalato, veniva anche più spesso. Era così attaccato a David che avevamo seri dubbi che l’avrebbe lasciato partire».
- Divieti sui liquidi in aereo anche in Europa.
Ma l'allarme di quest'estate era reale? Non proprio.
Original URL: http://www.theregister.co.uk/2006/08/17/flying_toilet_terror_labs/
Mass murder in the skies: was the plot feasible?
By Thomas C Greene in Washington
Published Thursday 17th August 2006
Binary liquid explosives are a sexy staple of Hollywood thrillers. It would be tedious to enumerate the movie terrorists who've employed relatively harmless liquids that, when mixed, immediately rain destruction upon an innocent populace, like the seven angels of God's wrath pouring out their bowls full of pestilence and pain.
The funny thing about these movies is, we never learn just which two chemicals can be handled safely when separate, yet instantly blow us all to kingdom come when combined. Nevertheless, we maintain a great eagerness to believe in these substances, chiefly because action movies wouldn't be as much fun if we didn't.
Now we have news of the recent, supposedly real-world, terrorist plot to destroy commercial airplanes by smuggling onboard the benign precursors to a deadly explosive, and mixing up a batch of liquid death in the lavatories. So, The Register has got to ask, were these guys for real, or have they, and the counterterrorist officials supposedly protecting us, been watching too many action movies?
We're told that the suspects were planning to use TATP, or triacetone triperoxide, a high explosive that supposedly can be made from common household chemicals unlikely to be caught by airport screeners. A little hair dye, drain cleaner, and paint thinner - all easily concealed in drinks bottles - and the forces of evil have effectively smuggled a deadly bomb onboard your plane.
Or at least that's what we're hearing, and loudly, through the mainstream media and its legions of so-called "terrorism experts." But what do these experts know about chemistry? Less than they know about lobbying for Homeland Security pork, which is what most of them do for a living. But they've seen the same movies that you and I have seen, and so the myth of binary liquid explosives dies hard.
Better killing through chemistry
Making a quantity of TATP sufficient to bring down an airplane is not quite as simple as ducking into the toilet and mixing two harmless liquids together.
First, you've got to get adequately concentrated hydrogen peroxide. This is hard to come by, so a large quantity of the three per cent solution sold in pharmacies might have to be concentrated by boiling off the water. Only this is risky, and can lead to mission failure by means of burning down your makeshift lab before a single infidel has been harmed.
But let's assume that you can obtain it in the required concentration, or cook it from a dilute solution without ruining your operation. Fine. The remaining ingredients, acetone and sulfuric acid, are far easier to obtain, and we can assume that you've got them on hand.
Now for the fun part. Take your hydrogen peroxide, acetone, and sulfuric acid, measure them very carefully, and put them into drinks bottles for convenient smuggling onto a plane. It's all right to mix the peroxide and acetone in one container, so long as it remains cool. Don't forget to bring several frozen gel-packs (preferably in a Styrofoam chiller deceptively marked "perishable foods"), a thermometer, a large beaker, a stirring rod, and a medicine dropper. You're going to need them.
It's best to fly first class and order Champagne. The bucket full of ice water, which the airline ought to supply, might possibly be adequate - especially if you have those cold gel-packs handy to supplement the ice, and the Styrofoam chiller handy for insulation - to get you through the cookery without starting a fire in the lavvie.
Easy does it
Once the plane is over the ocean, very discreetly bring all of your gear into the toilet. You might need to make several trips to avoid drawing attention. Once your kit is in place, put a beaker containing the peroxide / acetone mixture into the ice water bath (Champagne bucket), and start adding the acid, drop by drop, while stirring constantly. Watch the reaction temperature carefully. The mixture will heat, and if it gets too hot, you'll end up with a weak explosive. In fact, if it gets really hot, you'll get a premature explosion possibly sufficient to kill you, but probably no one else.
After a few hours - assuming, by some miracle, that the fumes haven't overcome you or alerted passengers or the flight crew to your activities - you'll have a quantity of TATP with which to carry out your mission. Now all you need to do is dry it for an hour or two.
The genius of this scheme is that TATP is relatively easy to detonate. But you must make enough of it to crash the plane, and you must make it with care to assure potency. One needs quality stuff to commit "mass murder on an unimaginable scale," as Deputy Police Commissioner Paul Stephenson put it. While it's true that a slapdash concoction will explode, it's unlikely to do more than blow out a few windows. At best, an infidel or two might be killed by the blast, and one or two others by flying debris as the cabin suddenly depressurizes, but that's about all you're likely to manage under the most favorable conditions possible.
We believe this because a peer-reviewed 2004 study (http://www.technion.ac.il/~keinanj/pub/122.pdf) in the Journal of the American Chemical Society (JACS) entitled "Decomposition of Triacetone Triperoxide is an Entropic Explosion" tells us that the explosive force of TATP comes from the sudden decomposition of a solid into gasses. There's no rapid oxidizing of fuel, as there is with many other explosives: rather, the substance changes state suddenly through an entropic process, and quickly releases a respectable amount of energy when it does. (Thus the lack of ingredients typically associated with explosives makes TATP, a white crystalline powder resembling sugar, difficult to detect with conventional bomb sniffing gear.)
Mrs. Satan
By now you'll be asking why these jihadist wannabes didn't conspire simply to bring TATP onto planes, colored with a bit of vegetable dye, and disguised as, say, a powdered fruit-flavored drink. The reason is that they would be afraid of failing: TATP is notoriously sensitive and unstable. Mainstream journalists like to tell us that terrorists like to call it "the mother of Satan." (Whether this reputation is deserved, or is a consequence of homebrewing by unqualified hacks, remains open to debate.)
It's been claimed that the 7/7 bombers used it, but this has not been positively confirmed. Some sources claim that they used C-4, and others that they used RDX. Nevertheless, the belief that they used TATP has stuck with the media, although going about in a crowded city at rush hour with an unstable homebrew explosive in a backpack is not the brightest of all possible moves. It's surprising that none of the attackers enjoyed an unscheduled launch into Paradise.
So, assuming that the homebrew variety of TATP is highly sensitive and unstable - or at least that our inept jihadists would believe that - to avoid getting blown up in the taxi on the way to the airport, one might, if one were educated in terror tactics primarily by hollywood movies, prefer simply to dump the precursors into an airplane toilet bowl and let the mother of Satan work her magic. Indeed, the mixture will heat rapidly as TATP begins to form, and it will soon explode. But this won't happen with much force, because little TATP will have formed by the time the explosion occurs.
We asked University of Rhode Island Chemistry Professor Jimmie C. Oxley, who has actual, practical experience with TATP, if this is a reasonable assumption, and she tolds us that merely dumping the precursors together would create "a violent reaction," but not a detonation.
To release the energy needed to bring down a plane (far more difficult to do than many imagine, as Aloha Airlines Flight 243 (http://en.wikipedia.org/wiki/Aloha_Flight_243) neatly illustrates), it's necessary to synthesize a good amount of TATP with care.
Jack Bauer sense
So the fabled binary liquid explosive - that is, the sudden mixing of hydrogen peroxide and acetone with sulfuric acid to create a plane-killing explosion, is out of the question. Meanwhile, making TATP ahead of time carries a risk that the mission will fail due to premature detonation, although it is the only plausible approach.
Certainly, if we can imagine a group of jihadists smuggling the necessary chemicals and equipment on board, and cooking up TATP in the lavatory, then we've passed from the realm of action blockbusters to that of situation comedy.
It should be small comfort that the security establishments of the UK and the USA - and the "terrorism experts" who inform them and wheedle billions of dollars out of them for bomb puffers and face recognition gizmos and remote gait analyzers and similar hi-tech phrenology gear - have bought the Hollywood binary liquid explosive myth, and have even acted upon it.
We've given extraordinary credit to a collection of jihadist wannabes with an exceptionally poor grasp of the mechanics of attacking a plane, whose only hope of success would have been a pure accident. They would have had to succeed in spite of their own ignorance and incompetence, and in spite of being under police surveillance for a year.
But the Hollywood myth of binary liquid explosives now moves governments and drives public policy. We have reacted to a movie plot. Liquids are now banned in aircraft cabins (while crystalline white powders would be banned instead, if anyone in charge were serious about security). Nearly everything must now go into the hold, where adequate amounts of explosives can easily be detonated from the cabin with cell phones, which are generally not banned.
Action heroes
The al-Qaeda franchise will pour forth its bowl of pestilence and death. We know this because we've watched it countless times on TV and in the movies, just as our officials have done. Based on their behavior, it's reasonable to suspect that everything John Reid and Michael Chertoff know about counterterrorism, they learned watching the likes of Bruce Willis, Jean-Claude Van Damme, Vin Diesel, and The Rock (whose palpable homoerotic appeal it would be discourteous to emphasize).
It's a pity that our security rests in the hands of government officials who understand as little about terrorism as the Florida clowns who needed their informant to suggest attack scenarios, as the 21/7 London bombers who injured no one, as lunatic "shoe bomber" Richard Reid, as the Forest Gate nerve gas attackers who had no nerve gas, as the British nitwits who tried to acquire "red mercury," and as the recent binary liquid bomb attackers who had no binary liquid bombs.
For some real terror, picture twenty guys who understand op-sec, who are patient, realistic, clever, and willing to die, and who know what can be accomplished with a modest stash of dimethylmercury.
You won't hear about those fellows until it's too late. Our official protectors and deciders trumpet the fools they catch because they haven't got a handle on the people we should really be afraid of. They make policy based on foibles and follies, and Hollywood plots.
Meanwhile, the real thing draws ever closer.
-Muro? No, inferriata condominiale...
Padova - Un recinto per via Anelli
Un’inferriata alta tre metri da ieri separa il quartiere degli immigrati dal resto della città.
(da Il Manifesto del 10 agosto 2006)
l provvedimento del Comune dopo la rissa del 26 luglio scorso: «così fermeremo gli spacciatori». L’ingresso consentito solo ai residenti. Che approvano.
E che sarà successo mai nell’arco di un pomeriggio a Padova? Come annunciato, il Comune ha deciso di costruire una recinzione di acciaio lunga ottantaquattro metri e alta tre - molto simile a un muro, in effetti - che va a sostituire precedenti recinzioni condominiali, più volte divelte e comunque facilmente scavalcabili. Obiettivo: evitare che gli spacciatori possano darsela a gambe passando per via De Besi, quella che incrocia via Anelli. E’ indubbio: la separazione c’è, ed è proprio brutta da vedere. Ieri è stata costruita solo la prima parte del muro di acciaio, il resto del lavoro verrà terminato a settembre. «La realizzazione di questo muro, che a dire il vero un muro non è, era programmata da tempo. Va da se che questa non è la soluzione ed è una iniziativa come le altre - ha voluto sottolineare ieri l’assessore alla polizia municipale di Padova, Marco Carrai - La gente si sentiva in pericolo perché vedeva le persone saltare le normali reti del perimetro e entrare nei giardini attigui al complesso della Serenissima». Il comitato di quartiere plaude alla novità: «Con questa recinzione i residenti potranno vivere con un po’ più di tranquillità», dicono. Tra le prossime iniziative del Comune per «aumentare la percezione della sicurezza», l’installazione di nove telecamere (ce ne sono già otto sparse per il quartiere).
Ma la progressiva militarizzazione del complesso della Serenissima non è cominciata ieri. Già dal 27 luglio, ad esempio, c’è un check point della polizia che dovrebbe sorvegliare gli ingressi nel complesso abitativo, promosso negli ultimi anni a uno dei centri della microcriminalità a Padova. Al momento, basta scarpinare per altri cinquanta metri dal check point e si entra tranquillamente nel quartiere (anche se i giri «strani» si sono indubbiamente ridotti). Da oggi in poi, però, secondo le previsioni del Comune l’ingresso sorvegliato dalla polizia dovrebbe diventare sul serio l’unico punto di accesso.
- La sbandierata liberalizzazione dei taxi di Bersani? Una farsa...
"Resta il divieto di cumulo delle licenze, ma i comuni potranno disporre turnazioni integrative e avranno la facoltà di bandire concorsi per il rilascio di licenze a titolo gratuito o oneroso, oltre ad autorizzazioni temporanee per periodi straordinari. Su percorsi prestabiliti potranno essere adottate tariffe determinate". Ma anche prima della riforma era già così!!
Inoltre non si dice mai che esiste il noleggio con conducente (Ncc): prezzo fisso concordato, macchine di lusso, niente tassametro. Solo a Roma sono 3000.
-The Swedish government knew in 2000 that Saddam Hussein's government demanded kickbacks from companies participating in the U.N. oil-for-food program, officials and news reports said yesterday.
An unidentified Swedish company informed the country's embassy in Amman, Jordan, in 2000 that Iraq was demanding 10 percent "fees" on all deals as a way to circumvent U.N. sanctions on Saddam's regime, according to a Swedish Foreign Ministry document published on the Web site of Swedish Radio.
The document was sent from the embassy in Amman to the Foreign Ministry and Swedish delegation at the United Nations in December 2000, Swedish Radio said.
The document stated clearly that the extra fees violated U.N. sanctions, but it was "clear that an open Swedish engagement in this issue would negatively affect other Swedish business opportunities" in Iraq, it said.
Anders Kruse, head of the Foreign Ministry's legal division, said Sweden had forwarded the information to the U.N. committee in charge of sanctions and was told the extra fees were widely known.
"This was something that was more or less commonly known; that was the picture we received," Mr. Kruse said. "We could not do anything about it. There were no possibilities for us here in Stockholm to do something."
-Nel processo sul G8 sono finiti atti di un altro procedimento penale (archiviato) nei confronti di Carlo Giuliani. Il nome del giovane no global ucciso il 20 luglio 2001 a Genova era in un'indagine della Guardia di Finanza del 2000 per traffico di stupefacenti.
Sono intercettazioni da cui emerge uno spaccato della vita di Carlo Giuliani, le sue difficoltà esistenziali, i problemi con le forze dell'ordine, le incomprensioni familiari. Soprattutto la ricerca di comunicazione e giustizia in un mondo che sembrava andar stretto alla prima vittima italiana dei Movimenti. C'è la madre di Carlo, Heidi, spesso addolorata per le disavventure del figlio, sempre pronta a riaccoglierlo a casa sperando di «riordinare» la sua vita. C'è il difficile rapporto tra Carlo e il padre Giuliano. Svariate volte è la mamma che fa da intermediaria per informare l'ex marito dei piccoli guai in cui incorre il ragazzo. Entrambi i genitori si mostrano preoccupati per la tendenza allo «sballo» di Carlo. Ma il padre si dimostra talvolta piuttosto insofferente, anche verso la «coscienza sociale» del figlio, ai suoi occhi colpevole di cacciarsi sempre nei pasticci.
La sera del 2 febbraio 2000 Heidi telefona al marito. Gli riferisce del racconto lacunoso che Carlo le ha fatto di una sua «visita» ai carabinieri. Dice la mamma: «O aveva bevuto o fatto in una maniera spaventosa, due occhi che non ti dico, come ai bei tempi». Il padre è amareggiato: «Io non so più a cosa pensare» esclama. «Questo ci porta o alla pazzia o alla tomba, non lo so...».
La mamma se la prende, stavolta, con l'ex marito: «È inutile, sai, credo sia negativo fare, insomma, un atteggiamento così, credo l'unica cosa di cui lui abbia bisogno è invece della nostra serenità e della nostra forza. Poi sai, che tu mi dica così quando tutte le volte che ti dicevo “eh, non è tornato” eccetera, mi dicevi “e basta, non rompere”, non me lo dire più, è il colmo».
A dicembre del '99 Carlo discute col padre dopo averlo informato di esser stato fermato dai carabinieri che gli hanno sequestrato un coltello. Giuliano teme che stesse combinando qualcosa, Carlo nega sdegnato. «Carlo - dice il padre - a me non mi fermano quando passo per strada». Carlo: «Voi siete signori di 50 o 60 anni, a un ragazzo succede che lo fermano per strada». Padre: «Evidentemente qualcosa facevi». Carlo: «Ora devo pagare una multa di 150mila lire». Padre: «Mi preoccupa più che ti fermano, cioè una perquisizione perché stavi combinando qualcosa». Carlo: «A me succede ogni tre giorni che mi fermano, ti fermano perché è un regime del cazzo, funziona così». Padre: «Stupidaggini, adesso, il regime... piantala di dire cazzate». Carlo: «Uno stato di polizia funziona così». Padre: «Piantala di dire queste cazzate incredibili (...). Io sono libero di girare per tutte le strade del mondo». Carlo: «Tu! Tu! Ma un ragazzo di 20 anni che niente niente non è tutto perfettino...». Il padre rilancia: «Guarda che questa cosa non me la dai a bere».
Carlo gli spiega che lo hanno fermato per caso due carabinieri che perquisivano un marocchino. Il papà ipotizza: «Gli hai detto “bastardi, che fermate un marocchino?”...». Carlo: «No, non gli ho detto niente». La situazione è pesante in casa Giuliani. Il papà, esasperato, non sa più cosa augurarsi per liberarsi «una volta per tutte» dai problemi provocati da quel figlio inquieto. «Speriamo di far presto un bel funerale». Solo una battuta infelice, che però manda su tutte le furie la mamma.
- I militari russi poi hanno sparato per primi e hanno fatto crollare il tetto della palestra, ammazzando metà della gente. Poi hanno sparato a tutti gli altri.
Beslan, due anni dopo
La verità sulle responsabilità della strage è venuta a galla. Ma nessuno pagherà
Alle 9:30 di mattina del primo settembre di due anni fa, 60 terroristi ceceni – non 32 com’è stato sempre detto – presero in ostaggio 1.200 persone, tra alunni, maestre e genitori, nella scuola numero 1 di Beslan, nella repubblica russa dell’Ossezia del Nord.
La polizia locale era a conoscenza del piano fin dalle 6:30, ma, corrotta dai terroristi, non mosse un dito per fermarlo.
Dopo due giorni di stallo, il tragico epilogo: 331 ostaggi uccisi, di cui 172 bambini.
La maggior parte di loro, oltre duecento, trovò la morte nel crollo del tetto della palestra, avvenuto a causa della prima esplosione, alle 13:03 del 3 settembre. Si disse che a causarla fu una bomba piazzata dai terroristi, e che il blitz delle forze speciali russe scattò solo dopo.
La verità è venuta a galla. Ma fin dall’inizio, sopravvissuti e testimoni raccontarono un’altra verità, oggi confermata da un rapporto di 700 pagine stilato da Yuri Saveliev, scienziato russo esperto di esplosivi interpellato della commissione d’inchiesta della Duma russa. Secondo lo studio di Saveliev – basato su centinia di interviste, fotografie e filmati, e pubblicato pochi giorni fa – a sparare per primi furono i militari russi: due granate incendiarie termobariche ‘RPO-A’ lanciate sul tetto della palestra, che collassò provocando il primo massacro. Gli altri ostaggi, oltre cento, vennero trucidati dai colpi dell’artiglieria russa, che impiegò carri armati ed elicotteri da guerra. Pochissimi furono quindi gli ostaggi uccisi dai terroristi.
Ma Putin continua a negare. Il Cremlino, che in questi due anni ha sempre censurato ogni versione dei fatti diversa dalla verità ufficiale, ha definito il rapporto “una deliberata falsificazione dei fatti”.
Putin non ha mai voluto un’inchiesta indipendente su Beslan, chiesta a gran voce sia dai parenti delle vittime – fortemente critiche verso il governo russo – sia dalla comunità internazionale. Il processo sulla strage, condotto in Russia, ha escluso errori da parte delle forze armate russe e si è concluso pochi mesi fa con la condanna all’ergastolo del venticinquenne Nurpashi Kulayev, il solo superstite del commando terroristico.
- Cheney disse che l'11/9 gli aerei Usa erano pronti ad abbattere il volo 93, quello cascato poi in Pennsilvanya. I vertivi militari lo hanno testimoniato ufficialmente. I complottisti sono anzi convinti che l'abbiano fatto davvero. E invece le registrazioni di altre 30 ore del Norad, fornite dal Pentagono al produttore del film sul volo 93, Michael Bronner, dimnostrano che i vertici Usa addirittura non erano al corrente del dirottamento fino a 4 minuti dopo lo schianto.
- Chi è il mandante degli accessi abusivi sullo stato fiscale, a Prodi e c.?
Se davvero dall'alto si fosse dato l'ordine di spiare, l'avrebbero fatto dal computer centrale del ministero, che è assolutamente anonimo.
- Le reazioni scandalizzate di Prodi sulla vicenda degli accessi abusivi sulla sua situazione patrimoniale, incoincidenza con la denuncia di stampa sulle donazioni ai figli prima delle ultime elezioni. In realtà Prodi rispose a una domanda sul punto del giornale di Reggio Emilia L'informazione, svelando ogni dettaglio delle donazioni in una lettera autografa pubblicata il 7 aprile 2006, firmata con la moglie Flavia, aggiungendo: "Nella tradizione di trasparenza della nostra famiglia e nella consapevolezza della rilevanza dei ruoli pubblici ricoperti, ci sentiamo in dovere di fornire ai cittadini ogni informazione che essi richiedano sul nostro stato patrimoniale". Peraltro le donazioni sono atti pubblici visionabili dal notaio.
-Polemiche sul velo tra Santanchè e imam di viale Jenner. Ma anche i cattolici...
Anche nel Vangelo si dice che le donne sono inferiori e che debbono portare il velo, come recita la Prima lettera di San Paolo ai Corinzi: «Sappiate che di ogni uomo il capo è Cristo, e capo della donna è l'uomo. Ogni uomo che prega con il capo coperto manca di riguardo al proprio capo, ma ogni donna che prega senza velo sul capo manca di riguardo al proprio capo. (...) Per questo la donna deve portare sul capo un segno della sua dipendenza. (...) Non è forse la natura a insegnarci che è indecoroso per l'uomo lasciarsi crescere i capelli, mentre è una gloria per la donna lasciarseli crescere? La chioma le è stata data a guisa di velo. Se poi qualcuno ha il gusto della contestazione, noi non abbiamo questa consuetudine e neanche le Chiese di Dio».
- Israele accusa Hezbollah di non rispettare la risoluzione Onu sul disarmo, alla base della tregua e della missione di pace anche italiana in zona.
E queste?
Le Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU che Israele ignora:
1) RISOLUZIONE N. 93 (18 MAGGIO 1951)
Il CS decide che ai civili arabi che sono stati trasferiti dalla zona smilitarizzata dal governo di Israele deve essere consentito di tornare immediatamente nelle loro case e che la Mixed Armistice Commission deve supervisionare il loro ritorno e la loro reintegrazione nelle modalita' decise dalla Commissione stessa.
2) RISOLUZIONE N. 101 (24 NOVEMBRE 1953)
Il CS ritiene che l'azione delle forze armate israeliane a Qibya del 14-15 ottobre 1953 e tutte le azioni simili costituiscano una violazione del cessate-il-fuoco (risoluzione 54 del Consiglio di Sicurezza dell'ONU); esprime la più forte censura per questa azione, che può pregiudicare le possibilità di soluzione pacifica; chiama Israele a prendere misure effettive per prevenire tali azioni.
3) RISOLUZIONE N. 106 (29 MARZO 1955)
Il CS osserva che un attacco premeditato e pianificato ordinato dalle autorità israeliane e' stato commesso dalle forze armate israeliane contro le forze armate egiziane nella Striscia di Gaza il 28 febbraio 1955 e condanna questo attacco come una violazione del cessate-il-fuoco disposto dal Consiglio di Sicurezza dell'ONU.
4) RISOLUZIONE N. 111 (19 GENNAIO 1956)
Il CS ricorda al governo israeliano che il Consiglio ha già condannato le azioni militari che hanno rotto i Trattati dell'Armistizio Generale e ha chiamato Israele a prendere misure effettive per prevenire simili azioni; condanna l'attacco dell'11 dicembre 1955 sul territorio siriano come una flagrante violazione dei provvedimenti di cessate-il-fuoco della risoluzione 54 (1948) e degli obblighi di Israele rispetto alla Carta delle Nazioni Unite; esprime grave preoccupazione per il venire meno ai propri obblighi da parte del governo israeliano.
5) RISOLUZIONE N. 127 (22 GENNAIO 1958)
Il CS raccomanda ad Israele di sospendere la "zona di nessuno" a Gerusalemme.
6) RISOLUZIONE N. 162 (11 APRILE 1961)
Il CS chiede urgentemente ad Israele di rispettare le decisioni delle Nazioni Unite.
7) RISOLUZIONE N. 171 (9 APRILE 1962)
Il CS riscontra le flagranti violazioni operate da Israele nel suo attacco alla Siria.
8) RISOLUZIONE N. 228 (25 NOVEMBRE 1966)
Il CS censura Israele per il suo attacco a Samu, in Cisgiordania, sotto il controllo giordano.
9) RISOLUZIONE N. 237 (14 GIUGNO 1967)
Il CS chiede urgentemente a Israele di consentire il ritorno dei nuovi profughi palestinesi del 1967.
10) RISOLUZIONE N. 248 (24 MARZO 1968)
Il CS condanna Israele per il suo attacco massiccio contro Karameh, in Giordania.
11) RISOLUZIONE N. 250 (27 APRILE 1968)
Il CS ingiunge a Israele di astenersi dal tenere una parata militare a Gerusalemme.
12) RISOLUZIONE N. 251 (2 MAGGIO 1968)
Il CS deplora profondamente la parata militare israeliana a Gerusalemme, in spregio alla risoluzione 250.
13) RISOLUZIONE N. 252 (21 MAGGIO 1968)
Il CS dichiara non valido l'atto di Israele di unificazione di Gerusalemme come capitale ebraica.
14) RISOLUZIONE N. 256 (16 AGOSTO 1968)
Il CS condanna gli attacchi israeliani contro la Giordania come flagranti violazioni.
15) RISOLUZIONE N. 259 (27 SETTEMBRE 1968)
Il CS deplora il rifiuto israeliano di accettare una missione dell'ONU che verifichi lo stato di occupazione.
16) RISOLUZIONE N. 262 (31 DICEMBRE 1968)
Il CS condanna Israele per l'attacco all'aeroporto di Beirut.
17) RISOLUZIONE N. 265 (1 APRILE 1969)
Il CS condanna Israele per gli attacchi aerei su Salt in Giordania.
18) RISOLUZIONE N. 267 (3 LUGLIO 1969)
Il CS censura Israele per gli atti amministrativi tesi a cambiare lo status di Gerusalemme.
19) RISOLUZIONE N. 270 (26 AGOSTO 1969)
Il CS condanna Israele per gli attacchi aerei sui villaggi del Sud del Libano.
20) RISOLUZIONE N. 271 (15 SETTEMBRE 1969)
Il CS condanna Israele per non aver obbedito alle risoluzioni dell'ONU su Gerusalemme.
21) RISOLUZIONE N. 279 (12 MAGGIO 1969)
Il CS chiede il ritiro delle forze israeliane dal Libano.
22) RISOLUZIONE N. 280 (19 MAGGIO 1969)
Il CS condanna gli attacchi israeliani contro il Libano.
23) RISOLUZIONE N. 285 (5 SETTEMBRE 1970)
Il Cs chiede l'immediato ritiro israeliano dal Libano.
24) RISOLUZIONE N. 298 (25 SETTEMBRE 1971)
Il CS deplora che Israele abbia cambiato lo status di Gerusalemme.
25) RISOLUZIONE N. 313 (28 FEBBRAIO 1972)
Il CS chiede che Israele ponga fine agli attacchi contro il Libano.
26) RISOLUZIONE N. 316 (26 GIUGNO 1972)
Il CS condanna Israele per i ripetuti attacchi sul Libano.
27) RISOLUZIONE N. 317 (21 LUGLIO 1972)
Il CS deplora il rifiuto di Israele di rilasciare gli Arabi rapiti in Libano.
28) RISOLUZIONE N. 332 (21 APRILE 1973)
Il CS condanna i ripetuti attacchi israeliani contro il Libano.
29) RISOLUZIONE N. 337 (15 AGOSTO 1973)
Il CS condanna Israele per aver violato la sovranità del Libano.
30) RISOLUZIONE N. 347 (24 APRILE 1974)
Il CS condanna gli attacchi israeliani sul Libano.
31) RISOLUZIONE N. 425 (19 MARZO 1978)
Il CS ingiunge a Israele di ritirare le sue forze dal Libano.
32) RISOLUZIONE N. 427 (3 MAGGIO 1979)
Il CS chiama Israele al completo ritiro delle proprie forze dal Libano.
33) RISOLUZIONE N. 444 (19 GENNAIO 1979)
Il CS deplora la mancanza di cooperazione di Israele con il contingente di peacekeeping dell'ONU.
34) RISOLUZIONE N. 446 (22 MARZO 1979)
Il CS determina che gli insediamenti israeliani sono un grave ostacolo alla pace e chiama Israele al rispetto della Quarta Convenzione di Ginevra.
35) RISOLUZIONE N. 450 (14 GIUGNO 1979)
Il CS ingiunge a Israele di porre fine agli attacchi contro il Libano.
36) RISOLUZIONE N. 452 (20 LUGLIO 1979)
Il CS ingiunge a Israele di smettere di costruire insediamenti nei territori occupati.
37) RISOLUZIONE N. 465 (1 MARZO 1980)
Il CS deplora gli insediamenti israeliani e chiede a tutti gli stati membri di non sostenere il programma di insediamenti di Israele.
38) RISOLUZIONE N. 467 (24 APRILE 1980)
Il CS deplora con forza l'intervento militare israeliano in Libano.
39) RISOLUZIONE N. 468 (8 MAGGIO 1980)
Il CS ingiunge a Israele di annullare le espulsioni illegali di due sindaci e un giudice palestinesi, e di facilitare il loro ritorno.
40) RISOLUZIONE N. 469 (20 MAGGIO 1980)
Il CS deplora con forza la non osservanza da parte di Israele dell'ordine di non deportare Palestinesi.
41) RISOLUZIONE N. 471 (5 GIUGNO 1980)
Il CS esprime grave preoccupazione per il non rispetto da parte di Israele della Quarta Convenzione di Ginevra.
42) RISOLUZIONE N. 476 (30 GIUGNO 1980)
Il CS ribadisce che le rivendicazioni israeliane su Gerusalemme sono nulle.
43) RISOLUZIONE N. 478 (20 AGOSTO 1980)
Il CS censura con la massima forza Israele per le rivendicazioni su Gerusalemme contenute nella sua "Legge Fondamentale".
44) RISOLUZIONE N. 484 (19 DICEMBRE 1980)
Il CS formula l'imperativo che Israele riammetta i due sindaci palestinesi deportati.
45) RISOLUZIONE N. 487 (19 GIUGNO 1981)
Il CS condanna con forza Israele per l'attacco alle strutture nucleari dell'Iraq.
46) RISOLUZIONE N. 497 (17 DICEMBRE 1981)
Il CS dichiara nulla l'annessione israeliana delle Alture del Golan e chiede ad Israele di annullare immediatamente la propria decisione.
47) RISOLUZIONE N. 498 (18 DICEMBRE 1981)
Il CS ingiunge a Israele di ritirarsi dal Libano.
48) RISOLUZIONE N. 501 (25 FEBBRAIO 1982)
Il CS ingiunge a Israele di interrompere gli attacchi contro il Libano e di ritirare le sue truppe.
49) RISOLUZIONE N. 509 (6 GIUGNO 1982)
Il CS chiede che Israele ritiri immediatamente e incondizionatamente le sue forze dal Libano.
50) RISOLUZIONE N. 515 (19 GIUGNO 1982)
Il CS chiede che Israele tolga l'assedio a Beirut e consenta l'entrata di rifornimenti alimentari.
51) RISOLUZIONE N. 517 (4 AGOSTO 1982)
Il CS censura Israele per non aver ubbidito alle risoluzioni dell'ONU e chiede ad Israele di ritirare le sue forze dal Libano.
52) RISOLUZIONE N. 518 (12 AGOSTO 1982)
Il CS chiede ad Israele piena cooperazione con le forze dell'ONU in Libano.
53) RISOLUZIONE N. 520 (17 SETTEMBRE 1982)
Il CS condanna l'attacco israeliano a Beirut Ovest.
54) RISOLUZIONE N. 573 (4 OTTOBRE 1985)
Il Cs condanna vigorosamente Israele per i bombardamenti su Tunisi durante l'attacco al quartier generale dell'OLP.
55) RISOLUZIONE N. 587 (23 SETTEMBRE 1986)
Il CS ricorda le precedenti richieste affinché Israele ritirasse le sue forze dal Libano e chiede con urgenza a tutte le parti di ritirarsi.
56) RISOLUZIONE N. 592 (8 DICEMBRE 1986)
Il CS deplora con forza l'uccisione di studenti palestinesi dell'Università' di Birzeit ad opera delle truppe israeliane.
57) RISOLUZIONE N. 605 (22 DICEMBRE 1987)
Il CS deplora con forza le politiche e le pratiche israeliane che negano i diritti umani dei Palestinesi.
58) RISOLUZIONE N. 607 (5 GENNAIO 1988)
Il CS ingiunge a Israele di non deportare i Palestinesi e gli chiede con forza di rispettare la Quarta Convenzione di Ginevra.
59) RISOLUZIONE N. 608 (14 GENNAIO 1988)
Il CS si rammarica profondamente che Israele abbia sfidato l'ONU e deportato civili palestinesi.
60) RISOLUZIONE N. 636 (14 GIUGNO 1989)
Il CS si rammarica profondamente della deportazione di civili palestinesi da parte di Israele.
61) RISOLUZIONE N. 641 (30 AGOSTO 1989)
Il CS deplora che Israele continui nelle deportazioni di Palestinesi.
62) RISOLUZIONE N. 672 (12 OTTOBRE 1990)
Il CS condanna Israele per violenza contro i Palestinesi a Haram al-Sharif/Tempio della Montagna.
63) RISOLUZIONE N. 673 (24 OTTOBRE 1990)
Il CS deplora il rifiuto israeliano di cooperare con l'Onu.
64) RISOLUZIONE N. 681 (20 DICEMBRE 1990)
Il CS deplora che Israele abbia ripreso le deportazioni di Palestinesi.
65) RISOLUZIONE N. 694 (24 MAGGIO 1991)
Il CS deplora la deportazione di Palestinesi ad opera di Israele e ingiunge ad Israele di assicurare loro un sicuro e immediato ritorno.
66) RISOLUZIONE N. 726 (6 GENNAIO 1992)
Il CS condanna con forza la deportazione di Palestinesi ad opera di Israele.
67) RISOLUZIONE N. 799 (18 DICEMBRE 1992)
Il CS condanna con forza la deportazione di 413 Palestinesi da parte di Israele e chiede il loro immediato ritorno.
68) RISOLUZIONE N. 904 (18 MARZO 1994)
Il CS: sconcertato dallo spaventoso massacro commesso contro fedeli palestinesi nella Moschea Ibrahim di Hebron il 25 febbraio 1994, durante il Ramadan; gravemente preoccupato dai conseguenti incidenti nei territori palestinesi occupati come risultato del massacro, che evidenzia la necessità di assicurare protezione e sicurezza al popolo palestinese; prendendo atto della condanna di questo massacro da parte della comunità internazionale; riaffermando le importanti risoluzioni sulla applicabilità della Quarta Convenzione di Ginevra ai territori occupati da Israele nel giugno 1967, compresa Gerusalemme, e le conseguenti responsabilità israeliane. Condanna con forza il massacro di Hebron e le sue conseguenze, che hanno causato la morte di oltre 50 civili palestinesi e il ferimento di altre centinaia e ingiunge ad Israele, la potenza occupante, di applicare misure che prevengano atti illegali di violenza da parte di coloni israeliani, come tra gli altri la confisca delle armi.
69) RISOLUZIONE N. 1402 (30 MARZO 2002)
Il CS alle truppe israeliane di ritirarsi dalle città palestinesi, compresa Ramallah.
70) RISOLUZIONE N. 1403 (4 APRILE 2002)
Il CS chiede che la risoluzione 1402 (2002) sia applicata senza ulteriori ritardi.
71) RISOLUZIONE N. 1405 (19 APRILE 2002)
Il CS chiede che siano tolte le restrizioni imposte, soprattutto a Jenin, alle operazioni delle organizzazioni umanitarie, compreso il Comitato Internazionale della Croce Rossa e l'Agenzia dell'ONU per l'Assistenza e il Lavoro per i Profughi Palestinesi in Medio Oriente (Unrwa).
72) RISOLUZIONE N. 1435 (24 SETTEMBRE 2002)
Il CS chiede che Israele ponga immediatamente fine alle misure prese nella città di Ramallah e nei dintorni, che comprendono la distruzione delle infrastrutture civili e di sicurezza palestinesi; chiede anche il rapido ritiro delle forze di occupazione israeliane dalle città palestinesi e il loro ritorno alle posizioni tenute prima di settembre 2000.
- Chi ha fatto scoppiare la scintilla che ha dato inizio alla guerra di quest'estate tra Israele ed Hezbollah? Sono stati gli israeliani, sconfinando in in territorio libanese, a Aitaa al Chaab La prova? Il fatto che a distanza di diversi giorni non avessero ancora recuperato il rottamo del tank distrutto e i corpi dei soldati morti nel corso del rapimento che ha innescato il conflitto. Gli Hezbollah ne avevano aprofittato per rapire i due militi ebraici per scambiarli con Samir el Kantar e Yahia Skaff, detenuti in Israele, come preannunciato da tempo (operazione 'promise fulfilled').
-La Renault di Briatore vince i campionati del mondo con un budget minore rispetto ai concorrenti: 287 mln $ contro i 431 della Ferrari, 419 Mclaren, 404 Toyota, 360 Williams e Bar Honda.
- Invasione di immigrati in Italia? In realtà all'1 ennaio 2006 erano il 4.5% della popolazione totale (2.6 mln). In Germania l'8.8, in Spagna il 6.6.
3/11/06- Pollari si rilancia con la liberazione di Torsello, presentadosi al Tg2.
Ma...
Il nastro smonta la linea difensiva tenuta sino qui dal Sismi sulla vicenda. I due parlano e il generale ammette che fu il direttore a dare il via all'operazione.
Il direttore del Sismi Nicolò Pollari ordinò agli uomini della prima divisione del controspionaggio il sequestro dell'imam Abu Omar. Concordò personalmente l'operazione con l'allora capo della Cia in Italia, Jeff Castelli, nel suo ufficio di Palazzo Baracchini, sede del ministero della Difesa. Gli uomini della prima divisione lavorarono alla preparazione del piano e quindi lo informarono della loro contrarietà. L'operazione venne portata a termine il 17 febbraio 2003. Eccolo, dunque il segreto. Nessuno avrebbe dovuto o potuto violarlo. Nemmeno la Procura di Milano. Perché il segreto doveva morire con l'unico uomo del Servizio, oltre il direttore, che lo custodiva: il generale Gustavo Pignero, che oggi lotta con una malattia terminale. Ma alle 9 del mattino del 2 giugno, un microfono nascosto incide su nastro oltre 60 minuti di una conversazione che riscrive alcuni passaggi chiave di questa storia. Marco Mancini, numero due del Servizio, è a colloquio con il generale Pignero e al generale strappa con l'inganno la confessione che vale uno scacco matto. Mancini chiede: "Ti ricordi Gustavo? Ti ricordi che l'ordine del sequestro arrivò dal direttore". E Pignero: "Sì me lo ricordo". Ancora Mancini: "E ti ricordi che dissi ai miei che dovevamo prenderlo? E ti ricordi che, dopo due giorni, ti dissi che non si poteva fare perché non siamo in Sudamerica?". "Sì, me lo ricordo". "Ti ricordi che non fui io a decidere il trasferimento a Roma di D'Ambrosio (il capo centro Sismi di Milano). Che io lo volevo mandare a Trieste?". "Sì". Mancini fa ammettere dunque a Pignero che l'ordine del sequestro arrivò direttamente da Pollari e che lui espresse il suo dissenso attraverso le vie gerarchiche.
Pignero ammette che sulla vicenda Abu Omar ebbe con Pollari due incontri. Il primo, nell'inverno del 2002. "Sì, è vero, entrai nell'ufficio di Pollari mentre ne usciva Jeff Castelli (allora capo della Cia in Italia) e notai che aveva lasciato una busta sulla scrivania". Pignero fa riferimento alla lista dei 12 sospetti che la Cia intende rimuovere all'inizio del 2003. A Milano, Torino, Vercelli, Napoli. Ma, soprattutto, Pignero spiega che, sollecitato dalla Cia, Pollari ha immediatamente mobilitato lui e gli uomini della prima divisione che in quel momento comanda. E non è tutto. Stimolato, Pignero ricorda anche il secondo incontro con Pollari, quando torna a riferirgli del dissenso manifestato da Mancini all'operazione di sequestro: "Gli riferì che per noi l'operazione non si poteva fare e lui prese atto".
[leggi in esteso]
3/10/06- La prima finanziaria di Prodi. Il governo afferma che l'irpef con le nuove aliquote cala per i redditi sotto i 40.000 euro. Ma non è così per chi guadagna da 15.000 a 26.000 euro(l'aliquota cresce da 23 a 27%), tra 28.000 e 33.500 euro(da 33 a 38).
26/9/06- Saranno le carte depositate presso il consiglio d’amministrazione a parlare. Non mi metterò mai in polemica con un’istituzione». È Marco Tronchetti Provera che parla. Siamo a Venezia, 20 settembre scorso: da cinque giorni non è più il presidente della Telecom. Quelle carte, quei verbali del Cda Telecom, ora sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza e sotto chiave negli uffici della Procura di Roma. In quelle carte c’è la «verità» di Tronchetti Provera su tutta la vicenda Telecom.
La sua è una cronistoria puntale, dettagliata, puntigliosa. Con qualche interpretazione. E tanta cronaca. Ai primi di settembre - è scritto, in prima persona, nel verbale del Cda del 15 settembre - ho incontrato Prodi. In quell’occasione gli ho parlato dell’idea di scorporare Tim da Telecom. Il presidente del Consiglio non mi ha dato giudizi sull’operazione: il governo non interviene su iniziative di aziende private, mi ha detto. E per essere sicuro che l’operazione venisse condivisa - è sempre Tronchetti a parlare - sono rimasto sempre in contatto con Angelo Rovati.
19/7/06- Rapimento di Abu Omar. Se fu rapito la vera responsabilità è della magistratura (l'allora pm Dambruoso di Milano). Che aveva ordinato alla Digos di interrompere il pedinamento dell'imam proprio a ridosso del rapimento (da due mesi prima).
20/7/06-26/9/06- Notizie arretrate:
-
- Petrolio a livello record oltre i 77 dollari. Ma in termini reali riferiti a ogi salì a 90 dopo la rivoluzione iraniana dell'80-81.
-Liberalizzazioni tassisti. In realtà col nuovo decreto (in entrambe le versioni) non cambia nulla. La liberalizzazione c'è già. C'è sempre stata. Ora come prima i comuni può vendere nuove licenze, quante vuole, a chiunque. Ad esso decidere sul numero delle licenze erogate. L'unica differenza è che prima serviva un concorso, ora basta pagare.
-Vicenda Farina. Nella sua lettera confessione ai lettori di Libero si nota una contraddizione. Sostiene di aver collaborato col Sismi dal 2001, nel contesto della guerra al terrorismo. In realtà lui stesso ha confessato ai giudici di aver cominciato nel 1999, mediando con Milosevic per evitare la guerra in Serbia.
-Vicenda Farina, alias agente Betulla per il Sismi. Paradossalmente in Italia la legge 801 del '77 vieta ai giornalisti di fornire notizie ai servizi del proprio Paese. Ma non a quelli di Paesi esteri. Inoltre c'è il divieto per i servizi di arruolare giornalisti professionisti, ma non pubblicisti (la grande maggioranza).
-Governo e vertici dei servizi hanno negato per tre anni il coinvolgimento dell'Italia nel rapimento di Abu Omar. E tuttora Berlusconi nega. malgrado la confessione di almeno 5 capocentro del Sismi di averlo pedinato. Ma c'è una vera prova, o la procura 'rossa' di Milano ha colpito ancora?
La prova c'è. In una foto di Abu Omar scattata in via Guerzoni a Milano il 24 gennaio 2003, nello stesso luogo dove sarà rapito il 17 febbraio. Fu trovata dalla polizia in casa di Bob Lady, capo Cia a Milano. In un floppy. Contiene due strafalcioni: la didascalia dice : 12.24 hours/14 Jan 2003. Se fosse stata scritta da un americano non avrebbe scritto hours, e avrebbe indicato prima l'anno poi il mese e poi il giorno. Dunque la realizzò un italiano.
-ENERGIA: CATRICALA', POSSIBILE RIDURRE COSTO CIP6
L'energia elettrica prodotta dagli impianti cosiddetti Cip6 - da fonti rinnovabili e assimilate - e' "un retaggio del passato che appare in contraddizione con il nuovo contesto di liberalizzazione e determina un costo aggiuntivo in tariffa". Il presidente dell'Autorita' Antitrust Antonio Catricala' ritiene quindi che il sistema di incentivazione Cip6 possa essere riformato, il che permetterebbe anche di ridurre quel costo aggiuntivo che si paga in bolletta. Solo lo scorso anno il Cip6 e' costato al sistema oltre 5 miliardi, "con un impatto diretto sui consumatori di oltre 3 miliardi di euro". L'Autorita', annuncia Catricala', intende quanto prima segnalare l'anomalia del Cip6 a governo e parlamento "per la modifica radicale del modello, rinforzando l'iniziativa gia' opportunamente intrapresa dall'Autorita' per l'energia". (AGI)
Macchine da soldi alimentate a Cip6
che non è un carburante, è un decreto)
di Leonardo Libero
Da qualche giorno, le prime tre o quattro pagine dei quotidiani sono
occupate dallo "scandalo del calcio truccato". Scandalo che certo è
grave, ma di "ambienti" danneggia solo quello del pallone e non nuoce,
direttamente, all'economia nazionale. In materia di energia c'è ben di
peggio, anche se nessun quotidiano, cartaceo o elettronico, sembra
preoccuparsene troppo.
Per esempio, in piena emergenza petrolifera il Paese del Sole è agli
ultimi posti nell'utilizzo dell'energia solare, battuto perfino da
Norvegia e Finlandia. Le cause principali sono due: l'ostruzionismo
dell'Enel, che tratterò se mai un'altra volta, e il "regime Cip6" o
meglio il "raggiro Cip6" perchè di una mega-truffa, in sostanza, si
tratta: 30 miliardi di Euro, secondo una stima della X^ Commissione
della Camera.
Nel 1992, per apparenti scopi ambientali, il Comitato Interministeriale
Prezzi, con delibera n. 6 (oggi nota appunto come "Cip6") stabilì che
gli italiani pagassero l'elettricità il 6-7% in più e che il gettito del
nuovo balzello denominato "componente tariffaria A3" - fosse impiegato
per sostenere quella prodotta da fonti rinnovabili, pagandola a prezzi
superiori a quelli di mercato. Purtroppo però in quel testo alle parole
"fonti rinnovabili" fu aggiunto "o assimilate" e in seguito non furono
mai fissati criteri certi con cui decidere se una fonte di energia fosse
"assimilabile" alle rinnovabili. Fra le "fonti assimilate" fu quindi
fatto passare di tutto e soprattutto scarti di raffineria petrolifera e
rifiuti non biodegradabili, che sono fonti non rinnovabili e molto
inquinanti. Col risultato che la maggior parte dei fondi Cip6 sono
sempre andati alle fonti "assimilate" anziché alle rinnovabili vere; e
anche da qui il grave gap italiano in quel settore.
Il commentatore economico del Corriere della Sera Massimo Mucchetti, nel
suo libro "Licenziare i padroni?" (Feltrinelli 2003) , sostiene che
scopo principale del trucco fosse il salvataggio della Edison, uscita
malconcia dal crak Montedison. Sta di fatto che, almeno nel 2003 e 2004
, Edison incassò oltre metà dei fondi Cip6 pagati per elettricità da
"fonti assimilate" e i suoi bilanci di quegli anni dimostrano che quegli
incassi costituirono oltre il 50% dei suoi ricavi complessivi.
Ma c'è almeno un caso che in proporzione è ancor più grave. E' quello
della Sarlux, del gruppo Saras - Moratti; che produce elettricità
ricavandola dagli scarti petroliferi più inquinanti ed è palesemente
stata creata per lucrare sul "regime Cip6". Nel 2004, ad esempio, essa
ha avuto ricavi da vendite per 490.460.049 euro (pagina 338 del bilancio
SARAS 2005), dei quali 361.670.000, cioè ben il 73,74% di provenienza
"assimilate Cip6". Quell'anno ha infatti incassato il 10,3% dei
3.511.400.000 euro pagati dal GRTN per "assimilate" (dati Autorità per
l'Energia).
E di peggio, rispetto al caso Edison, c'è anche che Sarlux è nata solo
nel 2000 e ha avuto una concessione ventennale (le altre sono
quindicennali, stipulate intorno al 1992 e quindi con scadenze intorno
al 2007). Per cui gli utenti elettrici italiani continueranno a pagare i
sovrapprezzi "A3" fino al 2020 anche perchè Moratti possa acquistare
giocatori per la sua Inter, senza doversi preoccupare troppo dei prezzi.
A meno che il nuovo Governo decida, e provveda, diversamente.
-La presenza Nato è ulteriormente legittimata dalla risoluzione del CdS 1563 del 2004, dove tra l’altro si afferma la necessità di rafforzare l’Isaf con nuovo personale e nuovi mezzi. Quindi la richiesta all’Italia in tal senso è tutt’altro che peregrina! Isaf e Enduring Freedom erano state tenute distinte. Ma a partire dal 2004 si fa strada l’idea di una possibile sinergia tra le due Forze. Le Nazioni Unite legittimano non solo Isaf, ma anche Enduring Freedom.
La più recente risoluzione del CdS sull’Afghanistan è esplicita al riguardo (ris. 1662 del 23 marzo 2006, par. 18), come lo erano quelle adottate dal 2004. Quindi è sbagliato dire che, a differenza dell’Isaf, le Nazioni Unite non hanno mai legittimato Enduring Freedom. Piuttosto è da segnalare che Enduring Freedom ha anche un aspetto marittimo, con il pattugliamento navale nel Golfo Arabico, cui partecipa l’Italia. L’operazione, iniziata dopo l’attacco alle Torri Gemelle, aveva lo scopo di colpire basi talebane in Afghanistan con mezzi in partenza da navi e di impedire il sostegno via mare in armi e uomini ai Talebani e Al Qaeda. Si trattava quindi di esercizio del diritto di legittima difesa collettiva. Il problema giuridico, qui, è il termine finale dell’azione in legittima difesa. Una volta sconfitti i Talebani, è giuridicamente sostenibile che l’azione in legittima difesa possa continuare? Si, secondo gli Stati Uniti, che concepiscono la lotta al terrorismo come una “guerra permanente”. No, se al contrario si parte dal principio, più plausibile sotto il profilo giuridico, secondo cui la legittima difesa deve cessare quando l’avversario sia stato debellato e il CdS abbia preso le misure necessarie per ristabilire la pace e la sicurezza internazionale. Navi da guerra possono legittimamente pattugliare l’alto mare e intercettare bandiere straniere nei casi ammessi dal diritto del mare, tra cui compare la pirateria, ma non la lotta al terrorismo.
L’intercettazione e l’abbordaggio di una nave straniera può però sempre avvenire con il consenso dello Stato della bandiera, che generalmente viene dato quando si tratta di reprimere attività illecite. Quindi la presenza italiana nel Mare Arabico è del tutto legittima, purché il controllo dei traffici marittimi avvenga secondo i parametri stabiliti dal diritto internazionale del mare. Il Governo ha deciso di non aumentare in uomini e mezzi la presenza militare in Afghanistan. Una volta preso atto di tale decisione, occorre però stabilire regole d’ingaggio chiare e conformi all’impegno che la situazione richiede, ricordando che ormai la missione afgana è piuttosto una missione di peace enforcing che una missione di peace keeping.
Quanto all’impegno navale e agli aspetti marittimi di Enduring Freedom, la partecipazione italiana, per poter essere giuridicamente ineccepibile, deve operare in conformità alle regole del diritto internazionale del mare che, tranne limitate e ben determinate eccezioni, postulano il consenso dello Stato della bandiera, quando s’intenda fermare e visitare una nave straniera.
Natalino Ronzitti
[*Professore ordinario di Diritto Internazionale nella facoltà di Giurisprudenza dell’Università LUISS di Roma - Consigliere scientifico dell’Istituto Affari Internazionali]
Da meno di una settimana l’Italia è al comando di un gruppo navale nel Golfo Persico, nel contesto della «guerra» internazionale al terrorismo lanciata dagli americani in Afghanistan e la sinistra radicale punta i piedi per non votare il rifinanziamento della missione. Non solo: fra i compiti italiani è prevista la scorta di «unità logistiche e mercantili» attraverso lo stretto di Hormuz, che possono essere dirette o provenienti dall’Irak.
Dal 28 giugno il controammiraglio Salvatore Ruzittu è il nuovo comandante della Combined task force 152, un gruppo navale che nel contesto della missione «Enduring freedom» garantisce la sicurezza delle rotte marittime nel Golfo Persico centromeridionale. Il passaggio di consegne è avvenuto nel quartiere generale della V flotta Usa a Manama nel Bahrein e per questa Task force si tratta del primo comando italiano dopo americani ed inglesi. La Marina partecipa all’operazione che durerà sei mesi, con due unità, la nave Etna e la Comandante Foscari per un totale di 343 uomini, che sono partiti da Taranto l’8 giugno. La prima è l’unità comando, appositamente attrezzata, con a bordo reparti di fanti di Marina del Reggimento San Marco ed incursori. Fra i loro compiti è previsto l’abbordaggio di navi sospette, che potrebbero trasportare armi o terroristi di Al Qaida, bonifica dei fondali in caso di segnalazione di mine e protezione delle navi nei porti. Il Comandate Foscari è un pattugliatore di squadra che dispone di un armamento particolarmente indicato per contrastare minacce come piccole, ma veloci unità di superficie. Al Qaida ha già utilizzato nel golfo di Aden dei barchini minati contro la nave da guerra americana Uss Cole riuscendo quasi ad affondarla. Inoltre l’intelligence Usa segnala che i pasdaran iraniani hanno addestrato volontari kamikaze a bordo di moderni torpedo, pronti a lanciarsi contro le unità occidentali nel Golfo Persico in caso di bombardamento degli impianti di arricchimento dell’uranio di Teheran. L’area di operazioni più delicata della task force italiana è il vitale stretto di Hormuz dove americani ed iraniani si sono già scontrati in passato. Quella italiana è una delle tre task force navali, sotto il comando Usa di Tampa, in Florida, (Centcom), che operano dalle coste pachistane a quelle somale per garantire le vitali rotte mediorientali. Alle navi italiane possono venire aggregate, a seconda della necessità, anche altre unità, delle 17 diverse nazioni impegnate nell’area sotto il cappello di Enduring freedom.
L’Italia partecipa a questa missione dal 2001 con operazioni di «interdizione di aerea comprensive di controllo ed ispezione al traffico mercantile», recita un comunicato della Marina. In pratica vengono pattugliate le principali linee di comunicazione marittime e controllate le navi in transito, soprattutto per debellare la pirateria ed i traffici illeciti, sia di armi che di droga. Interdizione ed ispezione servono anche a controllare che i terroristi di Al Qaida non cerchino nuovi nascondigli spostandosi via mare. Inoltre la task force ha il compito di scortare «unità logistiche e mercantili in transito per lo stretto di Hormuz» oltre a quello di «protezione delle piattaforme petrolifere». La scorta può riguardare non solo unità mercantili, ma pure navi militari considerate possibili obiettivi, dirette o provenienti anche dallo strategico porto di Um Qasr, nel sud dell’Irak.
Con una cerimonia svoltasi il 28 giugno al Comando centrale delle forze navali Usa a Manama (Bahrain), il contrammiraglio italiano Salvatore Ruzittu ha assunto per sei mesi il comando della Task force combinata 152 (Ctf 152), formazione navale che opera nel Golfo persico. E' la prima volta - sottolinea la marina Usa - che le tre principali task force operanti in quest'area sono affidate a ufficiali non statunitensi: al comando delle altre due, la Ctf 150 e la Ctf 158, vi sono ora un contrammiraglio pachistano e un commodoro australiano. Ma, precisa, «anche se nessuna delle tre task force è in questo momento agli ordini di un ufficiale Usa, tutte e tre dipendono dal vice-ammiraglio Patrick Walsh che, a capo del Comando centrale delle forze navali Usa, comanda sia la quinta Flotta che le Forze navali combinate». Il contrammiraglio italiano, cui è stata affidata la Ctf 152, è quindi agli ordini del vice-ammiraglio Walsh, capo del Comando centrale delle forze navali Usa; questo dipende dal Comando centrale Usa, il cui quartier generale è a Tampa in Florida; a sua volta il Comando centrale dipende dal segretario alla difesa Rumsfeld e questi dal presidente Bush. Il contrammiraglio italiano è quindi inserito nella catena di comando statunitense. La Ctf 152, va precisato, non fa parte della Nato ma della marina Usa impegnata nell'operazione Enduring Freedom lanciata dal Pentagono nel 2001. Dalla stessa catena di comando dipendono le navi italiane Etna e Comandante Foscari che, aggiuntesi alla nave Euro già operante in Enduring Freedom, hanno portato a oltre 600 gli uomini impegnati in questa operazione. Perché le tre task force sono state affidate a ufficiali non statunitensi? Lo ha spiegato alla cerimonia di Manama il contrammiraglio John Miller, vice di Walsh: «Non possiamo condurre efficacemente operazioni di sicurezza marittima senza una coalizione pienamente integrata». L'«area di responsabilità» del Comando centrale delle forze navali Usa, estesa su quasi 20 milioni di km2, comprende il Golfo Persico, il Mar Rosso, il golfo di Oman e parti dell'Oceano Indiano su cui si affacciano 27 paesi. Qui la marina Usa da sola non ce la fa a effettuare «operazioni di sicurezza marittima», ha quindi bisogno di una «coalizione pienamente integrata», ossia di alleati che mettano a disposizione forze da integrare nella catena di comando statunitense. Quale «operazione di sicurezza marittima» deve svolgere la Ctf 152 affidata al contrammiraglio italiano? «La Ctf 152 pattuglia il Golfo persico settentrionale per fornire sicurezza a due stazioni offshore di pompaggio del petrolio iracheno» ( Navy Times, 30 giugno). Il governo italiano, dunque, mentre con una mano toglie le nostre truppe da Nassiryia dove erano state inviate soprattutto per difendere gli interessi petroliferi dell'Eni, con l'altra manda le nostre navi da guerra a difendere gli stessi interessi facendo sì che il petrolio iracheno venga pompato dalle grandi compagnie multinazionali sotto la protezione di Enduring Freedom. Non c'è quindi da stupirsi che, nel decreto di finanziamento delle missioni all'estero, siano aumentati i fondi per la partecipazione a Enduring Freedom. Operazione cui l'Italia partecipa ad alto livello, dato che 8 ufficiali italiani sono integrati nel Comando centrale Usa a Tampa.
Il governo italiano intende in questo modo compensare il ritiro da Nassiryia con altre forme di cooperazione militare col Pentagono nello stesso teatro di guerra. Intende allo stesso tempo mantenere la presenza militare italiana in Afghanistan, sia nel quadro delle forze Nato sotto paravento Onu, sia in Enduring Freedom. Le nostre forze armate sono così inserite, direttamente e indirettamente, nella catena di comando del Pentagono e quindi sottratte all'effettivo controllo del parlamento e dello stesso governo. Chi vorrà affrontare in parlamento questo nodo politico, finora eluso?
Le navi arrivate nel golfo in questi giorni svolgeranno comunque un ruolo importante: dal
28 giugno, infatti, il contrammiraglio Salvatore Ruzittu ha assunto il comando delle forze Nato
che operano nell'Oceano Indiano («Task Force 152» o CTF 152) rilevando nell'incarico il comandante
del 12mo Gruppo di portaerei della Marina Usa imbarcato sulla portaerei «Enterprise». E' la prima volta, sottolinea la Marina, che questa task force si trova sotto la guida di un ufficiale non americano.
Il«CTF 152» sarà impegnato a «garantire la stabilità e la sicurezza delle vie di comunicazione marittime della regione medio orientale attraverso la condotta di operazioni per la sicurezza marittima». Già nel marzo scorso, in effetti, la fregata «Euro» ha partecipato a una esercitazione di caccia e difesa antisommergibile denominata «Arabian Shark» insieme agli alleati Nato e alla marina di Bahrein,
Kuwait e Pakistan. A queste tre navi, impegnate nella missione «Resolute Behaviour», si aggiunge
sempre nel quadro Nato di «Enduring Freedom» la fregata «Aliseo», impegnata dall’inizio
dell’anno nella missione «Active Endeavour» nel Mediterraneo meridionale.
Nell'odierno incontro con il ministro Arturo Parisi sarebbe bene che i capigruppo di Rifondazione comunista e Verdi chiedessero ulteriori «chiarimenti» sulla partecipazione italiana a Enduring Freedom decisa dal governo Berlusconi. Va anzitutto chiarito che non si tratta di una operazione Nato ma di una operazione del Pentagono. Le forze italiane che vi partecipano sono di conseguenza inserite nella catena di comando statunitense. Lo conferma il Ministero italiano della difesa: dopo aver definito Enduring Freedom una «operazione a guida Usa», specifica che «il Capo di stato maggiore della difesa delega l'impiego delle forze in teatro di operazioni al comandante in capo dell'operazione, ossia al comandante dell'area centrale degli Stati uniti a Tampa» (Missioni in corso al 5 giugno 2006). L'impiego delle forze italiane viene dunque deciso dal Comando centrale americano (nei cui ranghi sono inseriti 8 ufficiali italiani), a sua volta dipendente dal segretario alla difesa Rumsfeld e dal presidente Bush.
In questo momento l'Italia partecipa a Enduring Freedom non solo con unità della marina inserite nella Combined Task Force 152 operante nel Golfo persico, affidata per sei mesi a un ammiraglio italiano che, nella catena di comando, è agli ordini del vice-ammiraglio Walsh, capo del Comando centrale delle forze navali Usa (v. il manifesto, 5 luglio). Vi partecipa anche con una unità dell'aeronautica: il 7° Reparto operativo autonomo (7° Roa). Esso è dislocato nella base aerea di Al Bateen ad Abu Dhabi (Emirati arabi uniti), dove operano unità dell'aeronautica Usa (380° stormo di spedizione e 763° gruppo di rifornimento in volo). Come informa l'aeronautica militare, il 7° Roa, che opera con velivoli C130J della 46ª Brigata aerea di Pisa, è «responsabile dell'immissione nei teatri operativi (missioni Isaf ed Enduring Freedom in Afghanistan e Antica Babilonia in Iraq) di tutto il materiale a supporto della logistica operativa nonché del personale in armi». Dal gennaio 2002 al gennaio 2006 ha compiuto circa 3.300 sortite per complessive 6.900 ore di volo, permettendo «l'immissione in teatro di circa 68.000 persone e un enorme quantitativo di materiale». E in marzo ha raggiunto le 7.000 ore di volo, «con lo sguardo rivolto al prossimo traguardo: il raggiungimento dei 70.000 passeggeri trasportati nei teatri operativi».
I «passeggeri» e il «materiale» che il 7° Roa trasporta in Afghanistan sono sicuramente anche statunitensi. Esso opera infatti nel quadro di Enduring Freedom e allo stesso tempo di Isaf, l'operazione Nato dietro paravento Onu di fatto inserita nella catena di comando del Pentagono. L'Isaf - documenta il ministero italiano della difesa - ha «un costante e robusto coordinamento operativo con la struttura di comando e controllo già costituita per Enduring Freedom». E' questo comando a stabilire quali «passeggeri» e «materiale» deve trasportare in Afghanistan il 7° Roa.
Non solo. Tra i 22 C-130J che l'Italia ha acquistato dalla statunitense Lockheed Martin (a un costo di oltre 50 milioni di dollari l'uno, più quello operativo), vi sono sei KC-130J allestiti per il rifornimento in volo dei cacciabombardieri. L'aeronautica riceverà inoltre quattro KC-767A, i più avanzati aerei del mondo per il rifornimento in volo, costruiti da Boeing e Aeronavali (Alenia Aeronautica/Finmeccanica). La scelta è strategica: con questi aerei-cisterna i cacciabombardieri italiani, compresi i Joint-Strike Fighter che l'Italia si è impegnata ad acquistare dalla Lockeed, potranno operare in lontani teatri bellici. Intanto questi aerei-cisterna potrebbero servire a rifornire in volo i cacciabombardieri Usa. Il Pentagono è riconoscente per tutto questo: il 26 giugno il gen. Philip Breedlove e il col. T.J. Koff hanno consegnato medaglie dell'aeronautica Usa al personale della 46a Brigata aerea di Pisa distintosi nell'«operazione umanitaria Enduring Freedom in Afghanistan» (come la definisce Il Tirreno, 27 giugno). Si possono dunque rifinanziare le missioni all'estero e accrescere i fondi per la partecipazione italiana a Enduring Freedom: quelli che mandiamo in Afghanistan non sono militari. Sono missionari.
- Who Stimulated North Korea To Become A Nuclear Power?
By Syed Atiq ul Hassan, Sydney Australia
The North Korean issue of nuclear weapons trails back to Korean War during 1950 to 1953 when United States threatened North Korea several times to use nuclear weapons. After the war US forces remained in South Korea. In January 1958, US began deploying several types of nuclear weapons. Initially, US deployed four different kinds of nuclear weapons in South Korea: the Honest John surface-to-surface missile, the massive 280-millimeter gun, the 8-inch artillery shell, and atomic demolition munitions (ADMs). From 1960-1964, five more weapon systems were deployed by the US: Lacrosse and Sergeant ballistic missiles, Nike Hercules surface-to-air missiles, Davy Crockett nuclear bazookas, and 155-millimeter artillery shells.
The existence of US military might at the doorsteps motivated the former North Korean President Kim Sung to launch a nuclear weapons program for his country. Eventually, North Korea decided to peruse the 2nd biggest power of the world at that time - Soviet Union.
In the mid 1960s, Soviet Union helped North Korea to develop a large-scale atomic energy research complex near its small town of Yongbyon. In 1965, Soviet Union provided a Soviet IRT-2M research reactor for this centre. Many North Korean students were trained in Soviet Union to work in this research centre. From 1965 to 1973, with the help of Soviet Union, North Korea focused on the nuclear fuel cycle system including refining, conversion and fabrication.
-Al Qaeda link to July 7 sought
By Massoud Ansari
LONDON SUNDAY TELEGRAPH
July 10, 2006
KARACHI, Pakistan -- Pakistani intelligence officials say they are on the trail of a British "go-between," the al Qaeda recruiter who reportedly introduced the July 7, 2005, bombers to Osama bin Laden's terrorist network, the Sunday Telegraph has learned.
The wealthy British passport holder, who is of Afghan origin, is thought to use the nom de guerre "Abdul Rehman," which means "willing disciple of God."
The Pakistani officials think that Rehman met the suspected attack ringleader Mohammad Sidique Khan, in a British mosque and later introduced him and fellow bomber Shehzad Tanweer to al Qaeda.
Rehman's recruiting role could prove crucial in piecing together al Qaeda's role in the London bombings. Rehman, thought to be in his 50s, is thought to have fought against the Russians in Afghanistan.
"When he was fighting against the Russians, he used to bring mujahedeen from the Western countries with him," an unidentified Pakistani official said. After the Russian withdrawal from Afghanistan, Rehman is thought to have recruited Muslim youths from the West to fight in Bosnia and Chechnya.
"He is very rich and quite often arranged funds for the militant organizations, before and after 9/11," the official added.
Rehman is thought to connect would-be terrorists to al Qaeda frontmen without necessarily being present when the two parties meet. He has succeeded in avoiding detection by operating on a small scale and exercising extreme caution, the official said.
"He passes on these individuals or small groups only when he is convinced that these boys are real jihadists," the official said.
The interest in Rehman's role developed only days after a video of Tanweer, in which he tried to justify his actions, was released to coincide with the first anniversary of the London bombings.
The video also featured a statement by Ayman al-Zawahri, al Qaeda's second in command. Al-Zawahri said Khan and Tanweer had been trained "in the manufacture of explosives" at camps run by the terrorist network.
Peter Clarke, the head of anti-terrorism at Scotland Yard, said last week that considerable uncertainty remained about exactly how, or whether, the July 7 bombers were linked to the terrorist network.
"It is not easy to find out what happened," Mr. Clarke said. "Such information as we do have does suggest there is probably a link to al Qaeda. We need to know who else, apart from the bombers, knew what they were planning. Did anyone encourage them? Did anyone help them with money, accommodation or expertise in bomb making?"
A Pakistani intelligence official said Rehman's role emerged in the interrogation of three militants arrested as they returned from Afghan terrorist training camps. He quoted one of the interrogated captives as saying: "Rehman had met with Khan in a mosque somewhere in [Britain], and Khan expressed his wish to obtain training to carry out terror attacks inside [Britain]."
It had been known that Khan and Tanweer traveled together to Pakistan between November 2004 and February 2005. It is now suspected that Khan, at least, was taken to a remote tribal area of Pakistan or Afghanistan. He was then put through a "crash course" in explosives training.
An intelligence official said: "This new course dispenses with much physical and mental training and lasts ... 10 to 15 days, while they impart various methods in explosives and detonators. This includes how to make suicide jackets, how to convert readily available goods like fertilizer into explosives, how to make car bombs and certain other tips."
-L'11 Settembre rappresenta una nuova giustificazione per dichiarare guerra?
- No. E' successo in precedenza in Germania quando il Reichstag fu dato alle fiamme. I responsabili vestirono tedeschi cosi da farli apparire Comunisti e fecero sembrare invece che furono dei Russi ad appiccare il fuoco al palazzo del Parlamento Tedesco. I tedeschi fecero lo stesso con la Polonia. Vestirono prigionieri cosi da farli sembrare soldati tedeschi e li uccisero. In questo modo, fecero sembrare che soldati Polacchi stavano sparando a dei Tedeschi – cosa che venne utilizzata come scusa per invadere la Polonia. Ed è recentemente emerso che, qui negli USA, le Autorità pianificarono di inscenare una simile operazione, chiamata Operazione Northwoods: un piano pensato nel 1962 dal piu' alto leader militare Statunitense. Il piano consisteva nell'improvvisare un attacco terroristico in casa, sulle cose della Florida dove sarebbero stati uccisi Americani, abbattuto un aereo passeggeri, affondata una nave – e tutta la colpa sarebbe ricaduta sui Cubani. Dunque non c'e' niente di nuovo, sono tutte cose già fatte in passato.
? Quanto può diventare cinico un governo?
- Anche la guerra del Vietnam venne scatenata grazie ad una bugia – gli eventi nel Golfo del Tonchino. Venne riportato che navi da guerra vietnamiti attaccarono navi americane nel Golfo del Tonchino. Tuttavia quei rapporti erano inventati. Il Presidente Lyndon B. Johnson ed il ministro degli esteri Robert McNamara sfruttarono quei rapporti per passare la Risoluzione del Golfo del Tonchino al Congresso – che era in realtà una dichiarazione di guerra. Morirono 50.000 Americani, centinaia di migliaia ne restarono tragicamente segnati. Venne utilizzato l'erbicida Agente Arancio per avvelenare fattorie e terre. Questo è quello che accade quando i governi e le elite al comando orchestrano le guerre. C'è davvero un apice di malvagità, un odio verso l'umanità. Lo dimostra Henry Kissinger che una volta dichiarò a proposito della guerra tra Iran ed Iraq: “Spero che si uccidano l'un l'altro,” o: “Il petrolio è un bene troppo importante per essere lasciato nelle mani degli arabi.”Questo accade dagli anni 50. Quando Dwight Eisenhower lasciò la sua presidenza disse che si sarebbe dovuto vigilare sull'espansione del Complesso Militare-Industriale.
- In «Onorevoli wanted» di Gomez e Travaglio l’identikit dei deputati e dei senatori coinvolti in vicende giudiziarie
Storie, sentenze e scandali delle «quote marron»
Peter Gomez, Marco Travaglio:
«Quote marron»: Onorevoli wanted, di Peter Gomez e Marco Travaglio, con prefazione di Beppe Grillo, è pubblicato da «Editori Riuniti» ed è disponibile per l'acquisto online su Webster.it.
MILANO - «I politici hanno un’etica tutta loro», osservava Woody Allen, «ed è una tacca più sotto di quella di un maniaco sessuale». La citazione che apre Onorevoli wanted (Editori Riuniti), l’ultimo libro della premiata ditta Peter Gomez & Marco Travaglio, mette già in chiaro dove si vuole andare a parare: nell’unico Parlamento del pianeta (quello uzbeko, modestamente, viaggia a debita distanza) che al momento di andare in stampa possa vantare già 25 condannati in via definitiva, altri 8 in primo grado, più 17 imputati, 19 indagati, 10 prescritti e «un pugno di miracolati» dall’immunità, «assolti per legge» eccetera che porta il totale a una novantina su 900: uno su dieci, altro che l’Uzbekistan, fermo - informa Beppe Grillo - a 18 condannati.
Con sublime perfidia, gli autori giocano sull’eufemismo che chiamai disabili «diversamente abili» e definiscono i nostri come i «diversamente onesti». Ben distribuiti, va detto: la «contro Navicella» di Gomez e Travaglio spazia dal centrodestra (65 eletti hanno problemi con la giustizia) al centrosinistra (17) setacciando archivi e carte giudiziarie. Il menu è vario, dalle mazzette alla banda armata. E comprende reati che a-volte non fanno notizia ma sono serenamente bipartisan come l’abuso edilizio: Domenico Nania, senatore An, superata una gioventù politica vivace (7 mesi per lesioni personali nell’ottobre ‘69) è stato condannato in primo grado (90 giorni di carcere più 15 mila euro) per aver trasformato in villa con piscina un «vetusto fabbricato rurale» a Barcellona Pozzo di Gotto (particolare gustoso: l’amico progettista diventò assessore all’urbanistica); il ds Vincenzo Visco se l’è cavata con 10 giorni, 20 milioni (di lire) e pena sospesa per la lunga storia di un rustico a Pantelleria (altro particolare gustoso: nel ‘95 tentò di usufruire del condono Berlusconi).
Non mancano gli evergreen, dalle note e svariate disavventure giudiziarie di Berlusconi - che straccia D’Alema con sei prescrizioni a una: un presunto finanziamento illecito di 20 milioni dell’85, poi archiviato - all’«autogol» di Dell’Utri, che il 5 maggio ‘87 spiega al giudice perché tale Rapisarda non può essere mafioso, «il discorso fa ridere... in quanto proprio è uno che parla in maniera sconsiderata di tutto e di tutti e credo che sia anche una persona che non ha nessun senso dell’amicizia, nessun rispetto...».
Del resto, delle carte degli interrogatori spuntano episodi memorabili come il calvario fantozziano del banchiere Fiorani che racconta al pm Greco di quando a Villa Certosa portò in dono a Berlusconi un cactus di 40 chili, «un dislivello di 500 metri sotto il peggior sole... caldo enorme... pungeva parecchio, la camicia era bucata... sudore micidiale...». O l’attuale segretario udc Lorenzo Cesa che nel ‘93 sospira a un pm: «Oggi mi sento più sereno, intendo vuotare il sacco». E racconta di quando il ministro del Lavori pubblici Prandini lo usava come collettore delle tangenti Anna, «chiesi al ministro cosa dovevo riferire al Cozzani (un imprenditore, ndr) e mi sentii rispondere che gli dovevo chiedere il 5 per cento dell’appalto», quindi il giovane Cesa porta al ministro «una borsa di plastica rigida piuttosto spessa»: tutto prescritto, nel frattempo. E poi «il fatto di comparire in questo libro non significa essere colpevoli». Restano le cifre. E la constatazione degli autori: «Il Parlamento come alternativa all’ora d’aria non è un bello spettacolo».
* 82 fra condannati imputati, indagati e prescritti: 65 Cdl e 17 dell’Unione.
Prima FI (29), poi An (14), Lega (8), Ds (6) e Margherita (6), Udeur (2) e Rifondazione (2).
* 18 i casi di corruzione.
Tra gli altri reati seguono: finanziamento illecito (16), truffa (10), abuso d’ufficio e falso (9), associazione mafiosa (8), bancarotta (7).
Gian Guido Vecchi
Corriere della Sera, 9 luglio 2006
l'articolo
9/7/2006
Parlamento poco onorevole - Modello Cesa
da “L’espresso” n° 27 del 13/7/2006
Quasi un parlamentare su dieci è nei guai con la giustizia. Lo denuncia un libro sugli “onorevoli wanted”
Commentando questa e le altre storie raccontate in ‘Onorevoli Wanted’, Beppe Grillo scrive: «Che i pregiudicati mi rappresentino in Parlamento e che siano pure pagati con le mie tasse non l’ho mai mandato giù. Le Camere sembrano comunità di recupero. Un nuovo inferno di Dante con i suoi gironi, o meglio, il paradiso dei delinquenti, dei prescritti, degli imputati e degli indagati. Gente che fa le leggi dopo averle violate, o mentre le viola, o prima di violarle. La via giudiziaria alla politica…». Come si fa a dargli torto?
I numeri dei “diversamente onesti” o se preferite delle “quote marron", come le chiamano i due autori, tolgono il fiato. Su 900 e rotti rappresentanti del popolo italiano, 82 hanno guai con la giustizia. Come dire: quasi uno su dieci. Nel nuovo Parlamento (italiano ed europeo) siedono 25 condannati definitivi, otto condannati in primo grado, 17 imputati, 19 indagati, dieci prescritti più un pugno di miracolati da immunità, leggi vergogna e giudici distratti. Un lunghissimo elenco di nomi, storie e delitti puntualmente ricostruito in ‘Onorevoli Wanted’, il nuovo libro di Peter Gomez e Marco Travaglio (Editori Riuniti, prefazione di Beppe Grillo).
Il primo contribuente alle quote marron è Forza Italia, con 29 eletti; seguono An con 14, l’Udc con dieci, la Lega con otto. Nell’Unione svettano Ds e Margherita (sei più sei), seguiti a distanza da Udeur e Rifondazione (due più due) e Rosa nel Pugno (uno). Quanto ai reati c’è solo l’imbarazzo della scelta. Si va dalla corruzione (18 casi), al finanziamento illecito (16), passando per truffa (otto), abuso d’ufficio e falso (nove), associazione mafiosa (otto), bancarotta fraudolenta e turbativa d’asta (sette). Più una miriade di reati ai limiti dell’incredibile: omicidio, istigazione a delinquere, incendio, calunnia, concussione, abuso edilizio, attentato alla Costituzione, voto di scambio, fabbricazione di esplosivi, plagio e persino adulterazione di vini.
Un campionario di vicende umane e giudiziarie che in qualunque paese avrebbero stroncato carriere pubbliche e private. Ma non Italia, dove il passaggio per le aule di tribunale (e spesso per le patrie galere) diventa invece un viatico per il successo. In questo senso è esemplare, secondo Gomez e Travaglio, la storia di Lorenzo Cesa, dall’ottobre del 2005 segretario dell’Udc al posto di Marco Follini. Formalmente incensurato (dopo la condanna per corruzione in primo grado il suo processo nel 2003 è stato annullato a causa di un errore procedurale della magistratura romana), Cesa non solo è stato arrestato nel 1993 perché accusato di essere uno dei collettori delle tangenti Anas versate all’ex ministro dei Lavori pubblici Gianni Prandini, ma ha pure confessato. Tanto che uno dei suoi lunghissimi (e fin qui inediti) verbali si apre con un significativo preambolo: “Intendo puntualizzare alcuni episodi che non ho riferito ai pm perché, per comprensibili ragioni, ero stordito e frastornato. Oggi mi sento più sereno e intendo svuotare il sacco…". Segue l’elenco particolareggiato di una decina di tangenti. Qualche esempio: “Ebbi modo d’incontrarmi con il ministro al quale segnalai la pratica. (…) Chiesi al ministro che cosa dovevo riferire al Cozzani (un imprenditore, ndr) e mi sentii rispondere che gli dovevo chiedere il 5 per cento dell’importo dell’appalto… Successivamente ci portammo presso lo studio del ministro Prandini. Io prelevai la borsa che mi consegnò contenente il denaro (…). Da solo mi portai nell’ufficio del ministro, nelle cui mani consegnai la capiente borsa. Trattavasi di una borsa in plastica rigida di colore grigio piuttosto spessa". E ancora: “Ricordo che una prima volta il Petrucco (un altro imprenditore, ndr) venne da me e mi consegnò una cartella rigida contenente denaro, il cui importo non mi fu detto né io lo contai. Cartella che io, senza nemmeno aprirla, portai al ministro e nelle cui mani consegnai. La seconda volta mi telefonò, venne di nuovo nel mio studio privato con una cartella analoga come la prima, era sigillata con dello scotch, e che parimenti portai al ministro".
All’epoca dei fatti Cesa era un semplice consigliere comunale di Roma, considerato molto vicino all’allora segretario dc Arnaldo Forlani. Scomparso dalla scena politica viene recuperato alla politica attiva dall’ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini che, dopo essere stato ascoltato come testimone nel suo processo, lo candida prima al Parlamento europeo, poi alle segreteria del partito e infine alla Camera.
Nei giorni scorsi, in commissione Affari costituzionali, s'è tenuto un appassionante dibattito sul tema: può un imputato di mafia far parte della commissione Antimafia? Già il fatto che qualcuno abbia posto il problema. significa che il no è tutt'altro che scontato. Infatti alla fine è passato il sì. Tenetevi forte, perché questa è strepitosa. Angela Napoli, deputata calabrese di An e persona seria, propone di escludere dall'Antimafia i parlamentari sotto processo per mafia. Orazio Licandro, noto giurista catanese eletto nel Pdci, sgrana gli occhi: "Perché, non sono già esclusi?". Scorre il testo base delle legge istitutiva della nuova commissione Antimafia e scopre che no, non lo sono. Così propone un emendamento ad hoc. Ma il rifondatore comunista Francesco Forgione, che pure in Sicilia ha condotto battaglie solitarie contro mafia & politica, obietta: "Non sarà un affievolimento delle prerogative del parlamentare?". Il ds Luciano Violante, altro antimafia con le stimmate, concorda: "La materia è delicata, meglio lasciarla al buon senso del singolo parlamentare e dei presidenti delle Camere". Il meglio però lo dà Giampiero D'Alia (Udc): "C’è il rischio di creare una disparità inaccettabile: il pericolo è che possa far parte dell’Antimafia un condannato, ad esempio, per falso in bilancio". Si potrebbe stabilire che è escluso qualunque condannato e imputato, ma la soluzione viene scartata a priori: poi si faticherebbe a coprire gli organici. Dunque la proposta non passa: se ne riparlerà martedì in aula. Presto sapremo pure chi è l'imputato di mafia che aspira a far parte dell’Antimafia. Esclusi Provenzano e Messina Denaro, che non sono (almeno per ora) in Parlamento, il cerchio si stringe intorno ai 6 parlamentari indagati o imputati per concorso esterno: Romano (Udc), Malvano, Firrarello, Giudice e Dell'Utri (FI), Cusumano (Udeur). Ora analogo dibattito si accenderà in altre commissioni. Escludere gli imputati di pedofilia dalla commissione Infanzia? Precedente pericoloso. Escludere gli imputati di stupro dalla commissione Pari Opportunità? Allora chiamiamola Dispari Opportunità. Escludere gli evasori fiscali dalla commissione Finanze? Si rischia di favorire gl'imputati di abigeato. Escludere i rapinatori dal Comitato per l’Ordine e la Sicurezza? Attentato alle prerogative parlamentari. Escludere i ladri e i loro avvocati dalla commissione Giustizia? Sarebbe la prima volta, pare brutto.
- Ultimo messaggio audio di Bin Laden del 30 giugno 2006. Osama paladino dei musulmani di tutto il mondo? Non proprio: in questo passaggio autorizza ufficialmente l'uccisione degli sciiti e dei collaborazionisti da parte dei sunniti e dei fondamentalisti:
"To those who accuse the knight of Islam of killing a certain sector of Iraq's people, I say to them ... Abu Musab had clear instructions to focus his fight on the occupiers, particularly the Americans and to leave aside anyone who remains neutral. But for those who refused (neutrality) and stood to fight on the side of the crusaders against the Muslims, then he should kill them whoever they are, regardless of their sect or tribe. For supporting infidels against Muslims is a major sin."
-Israele e l'offensiva in Libano contro gli Hezbollah: Gerusalemme denuncia la mancata applicazione della risoluz. Onu 1559, che imponeva il disarmo(mancato) di tutte le milizie libanesi. Ma nessuno parla del mancato rispetto da parte israeliana delle risoluzioni Onu 242 e 338 che chiedono il ritiro di Israele dai territori arabi e palestinesi occupati nel 1967.
-La missione italiana in Iraq fu sempre sotto egida Onu? No. 15 carabinieri giunsero a Baghdad tra il 6 e il 7 maggio 2003 come guardia dell'ospedale da campo della Cri.
19/7/06- La condanna a 20 anni di Sonia Caleffi, l'infermiera killer del comasco e del lecchese. Fu accusata per la morte di 18 pazienti tra 2001 e 2003 a Sant'Anna e Valduce(due ospedali comaschi) e al Bellaria di Appiano. E poi di altri 12 morti (e tre tentati omicidi) al Manzoni di Lecco. Ora i giudici di Lecco la condannano per 5 omicidi e due tentati. Ma la prima perizia dei prof.Osculati e Garberi(Università di Varese)ordinata dalla Procura di Como escluse il nesso di causalità tra le inezioni di aria praticate e confessate dalla Caleffi e la morte dei pazienti, ritenendo quattro o cinque stantuffate in vena non sufficienti a creare emboli mortali. Per questo il Gip di Como aveva archiviato nel 2005 le accuse contro la Caleffi.
- Come cambierebbe la vostra percezione della guerra se scopriste che la possibilità di subire una morte violenta è del 50% più alta a Caserta che in Iraq, o in Sardegna rispetto a Nassiriya? O che a Washington si rischia l'omicidio 3 volte più che a Bagdad, e a Rio o in Colombia quasi 5? Abituatevi all'idea perché è tutto vero. L'immagine di un Iraq in fiamme è distorta. Lo dimostrano le statistiche dei più seri enti (pacifisti e non governativi) che si occupano di contare uno a uno i morti iracheni, senza ricorso a grossolani sondaggi o a elenchi disomogenei. Ovvero ICasualties e Iraqi body count (Ibc), ai quali va aggiunto il maggior studio accademico, ' Iraq Index', della Brookings Institution.
Secondo IC fra 31/5/05 e 31/5/06 sono morti in modo violento, per cause di guerra e non, 8528 civili iracheni: visto che in Iraq vivono 28.5 mln di persone, si tratta di una media di 29.9 ogni 100.000 abitanti. Nel solo 2005 (gen e feb integrati da Ibc), i caduti annuali risultano 7831: 27.4 su 100.000. Lo confermano i risarcimenti pagati nel 2005 dagli Usa alle famiglie colpite: 25 mln $ per circa 8000 vittime. Un filo più alta la media di Ibc sull'intero periodo dell'occupazione. Tra 1/5/03 e 5/6/06 almeno 30.942 morti civili, 33.7 ogni 100.000 ab. Su per giù la cifra ammessa da Bush a fine 2005 a margine del World council, comprensiva però dei primi 42 giorni di bombe. Quanto all'Iraq Index, esso delinea una forchetta tra decessi certi o solo probabili: dall'1/5/03 al 28/2/06, conta tra 11.585 e 20.243 vittime, per una media tra 14.3 e i 25.7.
Ma senza un termine di paragone questi numeri dicono poco. Secondo gli ultimi dati Censis, del Coordinamento degli interni e del rapporto '05 di Eures e Ansa, L'omicidio volontario in Italia, ad esempio a Caserta si son verificati 30 omicidi tanto nel '04 che nel '03. Una media ogni 100.000 ab. pari a 40.5. Eppure non pare che la città fosse in guerra. Neanche nel '01, quando la media fu 35.1. Sempre nel '04 la media registrata a R.Calabria segnava 19.4 (35 omicidi), nel '01 era 23.8. Nel '03 la media di Foggia è stata 20.6. A Napoli (116 omicidi tra gen e nov '04), si è sfiorato il 12, due punti sotto la stima irachena più certa. Robetta rispetto alla media partenopea dell'82 (24), o palermitana tra '82 e'83 (36.6 con 500 morti). In Italia l'anno dopo la fine della nostra guerra ('46) la media fu la stessa del conto di Brookings, 14.
Altrove comunque va peggio. Stando al Crime Report del Dipartimento della Giustizia, tra '02 e '04 Washington ha registrato una media di 40.8 morti x 100.000 ab., con punta del 45.9. New Orleans nel '04 viaggiava sui 56, Detroit a 42. Poi Baltimora con 37, S.Louis 33, Atlanta 26, Philadelphia 22, Chicago 15.5, Dallas 20.2. A S.Paolo del Brasile si consumano 10.000 omicidi l'anno: media di 62.5 che a Rio sale a 65. E per l'ultimo rapporto Onu sul crimine, in Colombia, dove vivono in 15 mln più che in Iraq, la media è 61.7. In Sud Africa (11 mln in più) 49.6. Mentre nel paradiso Jamaica tocca 32.4 e in Venezuela 31.6. Persino in Russia (5 volte l'Iraq) il tasso supera quota 20, con 29.000 ammazzati l'anno. Da queste statistiche, per un paragone uniforme con l'Iraq, andrebbero tolti i caduti tra le forze dell'ordine. Tuttavia pesano per l'1%, dunque il quadro non cambia.
Tornando ai metodi di conteggio delle vittime irachene, IC calcola tutti i civili ammazzati senza distinzioni. Brookings solo quelli causati dalla guerra. Mentre Ibc fornisce anche una seconda stima un po' più alta, includendo però i decessi indiretti: omicidi criminali, incidenti stradali o da salve celebratorie, morti da inquinamento e ordigni inesplosi. I primi due enti incrociano comunicati di Centcom, Difesa angloUsa e Mnf con fonti irachene (media e Ong). Inoltre Iraq Index screma i casi dubbi di Ibc. Il quale usa fonti giornalistiche, fissando un minimo di vittime al netto delle discrepanze. Per onestà ai totali andrebbero sottratti i civili uccisi dalla resistenza (46% per Lancet). E ove si scorporasse qualche enclave sunnita, il Paese eguaglierebbe la Scandinavia. Con un record di 0 morti nel '05 proprio nel Dhi Qar italiano, contro 75 omicidi nel '04 in una popolazione analoga come quella sarda. La prova del nove che le stragi post Saddam non sono da teatro bellico, sta nella lista dei caduti della guerra vera, dal 19/3 al 30/4 2003: in 42 giorni morirono 7300 civili. Per una media di 222.9. Dieci volte più di oggi.
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- Pantani si dopava. Tra le carte del dott.Eufemiano Fuentes sequestrate a Madrid, c'era anche l'acronimo di Pantani, PTNI. Secondo la Guardia Civil il legame risale all'ultimo anno di gare del ciclista romagnolo, il 2003. Sui fogli accanto alla sigla le gare che il corridore corse quell'anno. Fuentes prescrisse più di 40.000 unità di epo, 7 dosi di ormone della crescita, 30 di anabolizzanti, 4 di ormoni per la menopausa. A lui applicò una tariffa da 36.000 euro.
4/7/06- Quella italiana in Iraq una missione solo di pace? Niente civili iracheni uccisi?...
C'ERA UNA VOLTA LA MISSIONE UMANITARIA
[...]un soldato italiano spara a un miliziano, lo manca e colpisce un bambino che gioca tranquillo in casa sua. Che fare? [...]Gli americani restano coerenti con la loro scelta di «non contare» né i nemici neutralizzati, né i «danni collaterali». [...]Il 7 aprile 2004, dopo la prima Battaglia dei Ponti, il ministro della Difesa Antonio Martino aveva detto alle commissioni Difesa di Camera e Senato che «purtroppo» si erano registrate «vittime fra i civili iracheni: il numero è ancora imprecisato, ma potrebbe essere di circa quindici unità». […]Il punto non è quanti sono i morti. Il punto è che se fosse anche una sola, un'unica vittima innocente del nostro legittimo difenderci, che cosa ne è di una «missione umanitaria» che rifiuta di essere umana nei confronti delle sue proprie vittime? […]Devono passare più di due anni perché il granito della verità ufficiale si incrini. Il 25 gennaio 2006, davanti al procuratore militare di Roma, il caporal maggiore del Reggimento Lagunari Raffaele Allocca dichiara: «Sparai contro il mezzo perché così mi fu ordinato […]. Se mi fossi accorto che si trattava di un'ambulanza mai e poi mai avrei sparato». [...]Stando ad Allocca, i civili iracheni uccisi per mano italiana durante un conflitto a fuoco in Iraq sono cinque. Risarcimenti? Neanche a parlarne. Nemmeno dopo la testimonianza di Allocca. Almeno ufficialmente.
-Arrestati mandante ed esecutore del delitto del vicepresidente del consiglio regionale calabro Francesco Fortugno. Si parlò di delitto di n'drangheta. Invece Alessandro Marciano e il figlio Giuseppe lo uccisero perchè Fortugno stava per consegnare alla magistratura le cassette che registravano un tentativo di estorsione a un parente dello stesso Fortugno.
-Il centrodestra accusa il centro sinistra di aver approvato la sua riforma della costituzione in piena solitudina a colpi di maggioranza nel 2001. E dunque d'aver fatto lo stesso a sua volta. In realtà la riforma fi approvata alla fine dagli italiani, che nel referendum confermativo del 7 ottobre 2001 votarono il sì al 64.2% (affluenza del 34.1%, poco meno di 17mln).
-WASHINGTON, 22 GIU Le Forze della Coalizione internazionale in Iraq hanno ritrovato, dopo l'invasione nel marzo 2003, ''circa 500 munizioni'' contenenti agenti chimici. Lo hanno annunciato parlamentari repubblicani americani citando la sintesi di un rapporto dei servizi segreti. ''Dal 2003, le Forze della coalizione hanno ritrovato circa 500 munizioni contenenti iprite e Sarin impoverito'', afferma il documento, secondo quanto hanno rivelato in serata alla stampa il senatore Rick Santorum e il presidente della commissione servizi segreti della Camera dei rappresantenti, Peter Hoekstra. ''Nonostante numerosi sforzi per localizzare e distruggere munizioni irachene risalenti a prima della Guerra del Golfo (1991), si stima che munizioni chimiche, caricate e non caricate, esistano ancora'', secondo il rapporto. ''A mio avviso, e' una scoperta incredibilmente significativa. L'idea che, come ripetono colleghi dell' opposizione (democratica), non ci fossero (in Iraq) armi di distruzione di massa e' di fatto falsa'', ha concluso Santorum. Le Forze armate Usa avevano fin dal 2004 rivelato di aver trovato un proiettile di artiglieria contenente gas Sarin e uno contenente iprite. Singolarmente, il Pentagono ha subito minimizzato l' importanza del ritrovamento annunciato dai due parlamentari. Un responsabile ha spiegato che si tratta di vecchie munizioni, di prima della Guerra del Golfo del 1991, ritrovate per di piu' ''in un tale stato di degrado che non avrebbero potuto essere usate efficacemente''. Il responsabile del dipartimento della Difesa, che ha chiesto di restare anonimo, ha precisato che si tratta per la maggior parte di proiettili d'artiglieria calibro 155 mm contenenti Sarin e iprite in differenti concentrazioni. ''Le distruggiamo nel luogo stesso in cui le troviamo'', ha spiegato. Il riassunto pubblicato del rapporto - che secondo Santorum risale a oltre due mesi fa ed e' stato elaborato da un servizio di informazione militare, il National Ground Intelligence Center - insiste sul pericolo della dispersione di tali armi, che ''potrebbero essere vendute sul mercato nero''. ''La loro utilizzazione da parte di terroristi o gruppi di insorti avrebbe conseguenze per le Forze della Coalizione in Iraq. La loro utilizzazione fuori dall'Iraq non puo' essere esclusa'', sostiene il testo.
- Il referendum costituzionale è alle porte, e i poli si confrontano da settimane sui presunti rischi e gli eventuali benefici derivanti dall'introduzione del premierato forte e della devolution. Nessuno sembra invece accorgersi che, ove passasse in questi termini la riforma della costituzione, il dominus a livello politico diventerebbe non tanto il premier o un governatore regionale, quanto il presidente della repubblica. Cioè una figura nominata all'interno dei palazzi, senza legittimazione popolare. Il tormentone sulla riforma che ridurrebbe i poteri del Quirinale, facendo della presidenza della repubblica una carica ornamentale, è stato uno degli spauracchi agitati dalle sinistre. La realtà è l'esatto opposto. Basta leggersi l'art.70 della nuova costituzione: "Qualora il governo ritenga che proprie modifiche a un disegno di legge, sottoposto all'esame del senato federale, siano essenziali per l'attuazione del suo programma, ovvero per la tutela delle finalità di cui all'art.120(interesse nazionale ecc., ndr), il presidente della repubblica può autorizzare il primo ministro ad esporne le motivazioni al senato, che decide in 30 giorni. Se le modifiche non sono accolte, il disegno di legge è trasmesso alla camera che decide in via definitiva a maggioranza assoluta. L'autorizzazione può avere ad oggetto solo modifiche ai sensi del 2° periodo 2°comma dell'art.70 ". In parole povere, su tutti i principi fondamentali che regolano le materie su cui verrà chiamato a legiferare il senato federale, il capo dello stato avrà un potere discrezionale di veto in un senso o nell'altro. A lui la decisione finale su quale versione della legge debba prevalere, se quella decisa dal governo o quella voluta dai rappresentanti delle regioni. E in ultima analisi la possibilità di paralizzare l'azione governativa. In teoria, in base alla riforma, spetterebbe al senato federale la potestà legislativa sui principi fondamentali di tutte le materie cosiddette concorrenti (la maggior parte). Dai rapporti internazionali al commercio con l'estero, dall'istruzione alle professioni, dalla ricerca scientifica alle reti di trasporto, dall'emittenza all'energia, dalla previdenza complementare al coordinamento della finanza pubblica e del tributario, dai beni culturali agli istituti di credito. Ma in caso di divergenze tra governo e assemblea federale, l'art.70 chiama in causa il capo dello stato. Il quale può autorizzare l'iter che assegna il parere finale alla camera, dove il governo ha la maggioranza, ma può anche non farlo. Anche oggi l'inquilino del Quirinale può rinviare alle camere un provvedimento che ritenga incostituzionale, ma solo per una volta. Mentre con le nuove regole, da garante con diritto di critica si trasformerebbe in arbitro politico assoluto.
I poteri di cui oggi gode il Quirinale, la facoltà di sciogliere le camere e l'incarico al presidente del consiglio, sono discrezionali solo in teoria, condizionati all'aprirsi di una crisi di governo piuttosto che all'esistenza di maggioranze parlamentari.
- Libero...dalla sinistra.
Tra i finanziamenti ufficiali degli Angelucci a Fitto anche 75mila euro di «Libero»
Nel 2005 la cooperativa che edita il quotidiano ha versato alla lista «Puglia prima di tutto» due contributi. In tutto 195mila euro dal gruppo
La rete di eventuali rapporti poco chiari tra l’ex governatore della regione Puglia Raffaele Fitto e l’imprenditore Giampaolo Angelucci, arrestato ieri, è tutta da provare e la magistratura di Bari è al lavoro. Ma in attesa dei passi dell’indagine c’è un documento ufficiale della Camera che attesta come Fitto e Angelucci fossero quantomeno non nemici, perché la famiglia dell’imprenditore ha versato in modo ufficiale attraverso società collegate alla Tosinvest quasi 200mila euro per la campagna elettorale dell’ex governatore. I contributi sono di meno di un anno fa, del luglio 2005, e risultano nell’elenco delle libere contribuzioni di privati e aziende a partiti e politici, come registrato alla Camera dei deputati.
Ogni aiuto economico percepito in campagna elettorale va infatti dichiarato all’ufficio competente di Montecitorio. E così ha fatto anche Fitto per i contributi a «La puglia prima di tutto», la lista guidata in occasione delle elezioni regionali dello scorso anno che lo hanno contrapposto a Nichi Vendola.
Nei tabulati della Camera risultano contributi a Fitto da vari singoli e società, soprattutto di costruzioni. Ma anche dalla cooperativa Editoriale Libero, facente capo agli Angelucci, con sede a Roma, con cui viene gestito il quotidiano Libero diretto da Vittorio Feltri. Si tratta di due versamenti datati 6 luglio 2005, uno da 25mila e l’altro da 50mila euro per un totale di 75mila euro. La cooperativa giornalistica si occupa dell’ «edizione, in via esclusiva, di quotidiani o periodici, anche in via telematica». Gli Angelucci, Giampaolo e Antonio, ne sono usciti nel novembre del 2004, ma come presidente è rimasto Arnaldo Rossi, amministratore delegato della Tosinvest SA, l’anello «controllante» degli Angelucci sulla cooperativa.
Non sono questi, però, gli unici versamenti di aziende riconducibili all’azienda della famiglia dell'imprenditore arrestato nei confronti di Fitto. Nella stessa lista delle contribuzioni si trovano altri due «doni» di una società del gruppo Tosinvest, la Santa Lucia 2000 srl. La data è la stessa: 6 luglio 2005. Si tratta di una contribuzione da 25mila e di un’altra da 40mila euro per un totale di 65mila euro. La società si occupa della «gestione, dell’acquisto e della costruzione di case di cura e dello svolgimento di attività connesse e accessorie», oltre che della gestione di «lotterie, concorsi pronostici a premio ivi compreso - si aggiunge nello statuto - il gioco denominato bingo». Amministratore unico è Sergio De Benedetti, che è anche socio della cooperativa Libero.
C’è infine anche una casa di cura che ha elargito soldi per la campagna di Fitto ed è la Santa Lucia di Sulmona, sempre del gruppo Tosinvest degli Angelucci, con due contribuzioni, sempre del 6 luglio, da 25mila e 30mila euro. Una casa di cura con sede in Abruzzo ha versato 100 milioni delle vecchie lire a Fitto. In realtà un senso c’è perché il contribuente è sempre lo stesso, il gruppo gestito dagli Angelucci. L’istituto si occupa di riabilitazione nel campo della neurologia e dell’ortopedia, e, come si legge nel sito, «fa parte del Gruppo Tosinvest Sanità, a cui afferiscono le strutture ospedaliere San Raffaele».
Complessivamente dunque 195mila euro sono stati girati a Fitto dagli Angelucci attraverso una controllata, una casa di cura e la cooperativa giornalistica di Libero attraverso la via ufficiale della libera contribuzione nell’estate del 2005, anzi, in un solo giorno, il 6 luglio.
Secondo i magistrati ci sarebbero stati, però, ulteriori finanziamenti non registrati. Ieri mattina, prima dell’arresto e dell’esplosione della notizia su tutti i media, il gruppo Tosinvest aveva inviato alle redazioni un comunicato in cui si precisava: «Il gruppo Tosinvest, in relazione alle notizie apparse oggi sugli organi di informazione e che lo vede protagonista, sottolinea l’estraneità del Gruppo stesso ed in particolare di Giampaolo Angelucci ai fatti riportati. Ribadisce altresì - conclude il comunicato - di riporre piena fiducia nell’operato della magistratura».
- Mondiali di calcio in Germania. Il capo della Fifa Blatter stigmatizza lo scandalo italiano, ma si tiene Franco Carraro come presidente dell'organo di controllo sulle corrette regole di buona gestione della Fifa, l'Internal audit commitee. Fu proprio lui a sospenderne i lavori per permettere a Carraro di insediarsi nell'aprile 2002, al posto del coriaceo scozzese David Will. L'organo venne creato nel 2002 sulla scia degli scandali che minarono la credibilità della Fifa: nel 2001 il fallimento dell'Isl, la società che gestiva sponsor e diritti del mondiale, sfiorò Blatter. Nel 2005 i gendarmi elvetici gli hanno perquisito l'ufficio col sospetto di tangenti tra Isl e Fifa. Nel 2002 Blattere fu chiamato in causa dal suo ex segretario Ruffinen che lo accusava di corruzione.
- L'arresto del 're' Vittorio Emanuele di Savoia. In realtà non si tratta di un re o ex re: suo padre Umberto II lo escluse dalla successione, escludendo di conseguenza anche il figlio Emanuele Filiberto. Infatti non riconobbe valore dinastico alle nozze con Marina Doria, e lo riteneva non dotato delle qualità di rigore e rispetto delle norme che il ruolo regale esige. Vittorio Emanuele tentò quindi, per poi conferire un titolo nobiliare a Marina Doria, di dichiarare decaduto suo padre, il quale morì nel 1983, quando il figlio aveva già 46 anni.
Ecco cosa scrive il presidente della consulta dei senatori del regno, storico di casa Savoia Aldo Mola: affinchè non ci fossero dubbi Umberto fece chiudere nella bara il sigillo reale. Con la sua morte finiva la monarchia dei Savoia Carignano. Il 15 dicembre 1969 Vittorio Emanuele aveva scritto un incredibile decreto col quale dichiarò decaduto il padre e si proclamò re d'Italia. Con un secondo decreto fece duchessa di Sant'Anna di Valdieri Marina Doria.
- Con la devolution vi sarà in realtà meno federalismo di oggi. Si legge all'art.127: Il governo, qualora ritenga che una legge regionale pregiudichi l'interesse nazionale invita la regione a rimuovere le disposizioni pregiudizievoli. Qualora non rimuova entro 15 giorni, il governo entro gli ulteriori 15 giorni sottopone la questione al parlamento in seduta comune, che entro gli ulteriori 15 giorni a maggioranza assoluta può annullare la legge.
Si chiama clausola di salvaguardia, e nel teso attuale non c'è.
- Con la devolution sottoposta a referendum assistenza e organizzazione sanitaria, organizzazione in materia di istruzione(e definizione dei programmi scolastici e di formazione di interesse specifico regionale) salva l'autonomia degli istituti, e polizia amministrativa locale passerebbero in esclusiva alle regioni. In realtà già oggi è così. Dll'art.117 della costituzione in vigore si desume che: Lo stato ha potesta legislativa esclusiva solo sulle norme generali dell'istruzione, sull'ordine pubblico e sicurezza ad esclusione della polizia amministrativa locale, mentre non si parla di sanità. C'è un riferimento a i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali. Ma tutto questo impianto rimane identico anche nel testo 'riformato'. Anzi in quest'ultimo si inserisce un richiamo alle norme generali sulla tutela della salute che nel precedente mancava.
Quanto alle materie concorrenti stato regioni, in entrambi i testi c'è un unico riferimento all'istruzione, salva l'autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione dell'istruzione e formazione professionale.
Il solo punto su cui ci sarebbero più poteri regionali con la devolution, riguarda dunque la quota dei programmi scolastici regionali. Ma con l'autonomia degli istituti già oggi ogni scuola può inserirli. Per il resto anche oggi l'assistenza e l'organizzazione sanitaria sono in mano alle regioni, così come vigili urbani e polizie locali e l'organizzazione scolastica.
20/6/06- Referendum federalista sulla costituzione del prossimo 25-26 giugno. Chi spinge per il sì alla devolution sostiene che per la prima volta si introduce il federalismo fiscale(sebbene entrerà in vigore entro 5 anni). In realtà esiste già. All'art.119 dell'attuale costituzione si afferma:"I comuni le province le città metropolitane e le regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa. Hanno risorse autonome. Stabiliscono tributi ed entrate propri. Dispongono di compartecipazioni al gettito di tributi erariali riferibili al loro territorio. Le risorse derivanti gli permettono di finanziare integralmente le funzioni pubbliche loro attribuite. Per promuovere coesione e solidarietà sociale lo stato destina risorse aggiuntive(fondo perequativo)." E questa parte della costituzione vigente non viene modificata dalla riforma sottoposta a referendum.
-Telecom Canone illegittimo
Il canone della Telecom è illegittimo: lo stabilisce una sentenza del giudice di Pace di Torre Annunziata, Avv. Prof. Giuseppe D'Angelo. Il giudice ha accolto la domanda di un utente condannando la Telecom alla restituzione dei canoni e al pagamento delle spese legali.
Il Giudice, dopo aver esaminato il disposto dell'art. 3 del D.P.R. n° 318/97, che impone alla Telecom di fornire “il servizio universale” su tutto il territorio nazionale, ha ritenuto che il “servizio universale” consiste nella fornitura di alcuni servizi, ma non comprende il canone di abbonamento. Il comma 4 della norma esaminata, attribuisce il servizio alla società Telecom SpA ed aggiunge che il servizio dal 1° Gennaio 1998 viene effettuato anche da altre società.
Per legge l'onere del servizio universale deve essere sopportato solo ed esclusivamente dagli operatori che gestiscono reti pubbliche di telecomunicazioni, dai fornitori di servizi di telefonia vocale accessibili al pubblico, dagli organismi che prestano servizi di comunicazioni mobili e personali. Gli utenti finali, quindi, sono esclusi dal pagamento di costi aggiuntivi, come il canone che la Telecom - unica tra i gestori - richiede.
Per la sentenza la clausola contrattuale che impone il pagamento del canone all'utente è vessatoria e inefficace perché - facendo riferimento all'art. 1469 bis del Codice Civile - al canone non corrisponde nessun servizio erogato da Telecom, giungendo all'assurdo pagamento del canone anche nei bimestri in cui non vi è stato traffico telefonico.
Le sedi Codacons sono pronte ad assistere i consumatori che richiederanno alla Telecom la restituzione del canone degli ultimi 10 anni; con l'occasione si può anche chiedere la restituzione delle spese di spedizione delle bollette che la Telecom ha aumentato arbitrariamente da 0,17 centesimi a 0,37 Iva esclusa.
www.codacons.it
- E' stato denunciato per traffico di droga, porto abusivo di armi, fabbricazione di bombe, violenze, lesioni: il neo onorevole Farina c( il vicepresidente della Commissione Giustizia
Un curriculum, come dire, di tutto rispetto. Scorriamo il casellario penale di Daniele Farina, neo-vicepresidente della commissione Giustizia di Montecitorio (avete letto bene: Giustizia, non Agricoltura, Cultura o Affari sociali). Dunque: «Oltraggio, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali ». Vabbc(, c( il capo storico del Leoncavallo, sono robette a cui i no global - purtroppo - ci hanno abituato. Ma no, il neo-eletto vanta ben altro: «Produzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti », «oltraggio-resistenza- violenza», ma anche «lesioni personali», «reati contro l'incolumita; pubblica e lo Stato», «porto abusivo di armi », «fabbricazione e detenzione di esplosivi». (...)
Leggendo le diciassette notizie di reato comunicate dalla Digos di Milano al ministero dell'Interno viene da chiedersi: com'c( possibile che Daniele Farina, l'oggetto delle segnalazioni, sia diventato vicepresidente della commissione Giustizia alla Camera? Ha fatto scalpore il caso di Sergio D'Elia, gia; terrorista di Prima linea ed ora segretario d'aula a Montecitorio. Ma il centrosinistra andato ben oltre, ha nominato numero due dell' organismo che fissa le regole per i magistrati un uomo che ha messo insieme una fedina penale di quattro pagine. Sembra una barzelletta, invece c( tutto vero.
Diranno: chi lo ha eletto era a conoscenza di questi fatti. Anzi, c( stato votato proprio per questo. Un riconoscimento a chi ritiene che la legge, certe volte, giusto violarla. Lo chiamano conflitto sociale o disobbedienza civile. Ogni opinione c( legittima. Ma che senso ha nominarlo al vertice di un organismo chiamato a scrivere le norme che Farina e i suoi pensano sia legittimo, seppure qualche volta, infrangere? Il governo Prodi, è vero, ci ha abituato a questa strategia: di qua un riformista, di la; un antagonista. Chissa; che si annullino. Ma quando c'c( da legiferare sul tema della giustizia cosa decidera; Farina? E le scelte, quando si c( a capo di una commissione, sono tante. Puoi stabilire l'ordine del giorno, dare priorita; ad un disegno di legge piuttosto che a un altro. Se c( arrivato fin lg, proprio in nome di quello che rappresenta, certo non tradira; ora la sua storia.
Vediamo qual c(. Farina, classe 1964, c( il leader del pi? noto centro sociale di Milano. Occupazioni, manifestazioni, qualche spesa proletaria. Lo scorso aprile, senza neanche troppo sforzo visto che non servivano le preferenze, c( diventato deputato di Rifondazione comunista. Rappresenta la nazione. Ha votato la fiducia al governo, pun, presentare proposte di legge, decidere cosa va bene e cosa no per il Paese. E lo sta facendo. Poteva accontentarsi di questo prestigiosissimo incarico. Invece non l'ha fatto. Il partito di Fausto Bertinotti, quello che corteggia i no global e insieme predica la «nonviolenza», l'ha proposto alla commissione Giustizia. La scelta poteva cadere su una delle altre dodici. C'c( ne sono tante e sui temi pi? vari. Invece no, Rifondazione ha insistito per la seconda. E non si c( accontentata di inserirlo come membro semplice, ha voluto che fosse eletto al vertice. Tutta la maggioranza, senza alcun distinguo, l'ha sostenuto. Ovviamente c( stato eletto, anche per lui c( arrivato l'incarico istituzionale. Di pi?: in quanto unico vicepresidente del centrosinistra, sostituira; il presidente Pino Pisicchio, dipietrista, in caso di assenza di quest'ultimo. Bella convivenza: un giorno presiede il rappresentante del partito della legalita;, il giorno dopo il pluridenunciato. Il leoncavallino sara; chiamato a decidere come dovrebbero comportarsi i magistrati, magari gli stessi che l'hanno arrestato, messo sotto inchiesta, condannato.
Quale competenza abbia Farina in fatto di giustizia lo si capisce subito guardando le notizie di reato trasmesse al Viminale nel corso degli ultimi venti anni. La prima segnalazione risale all'ottobre del 1986, quando Farina non aveva ancora compiuto ventidue anni. Due denunce in un colpo solo: «Oltraggio-resistenza- violenza» e «fabbricazione o detenzione di materie esplodenti». Condannato. Il dieci dicembre si occupa di lui la questura di Viterbo. «Oltraggio, resistenza e violenza», accompagnati da «reati contro l'ordine pubblico». Farina viene arrestato. Mica male come inizio. La carriera prosegue a Milano. L'otto gennaio del 1994 la polizia segnala: «Reati contro lo Stato». Alcuni mesi dopo, il diciannove settembre, [b il bis: «Porto abusivo e detenzione armi». Il tredici dicembre la Digos da; una nuova notizia di reato all'autorita; giudiziaria: «Danneggiamento» e «reati contro la pubblica amministrazione ». Quella che ora Farina, col suo incarico parlamentare, dovrebbe governare. Nel 1995 altre segnalazioni alla magistratura: «Reati contro l'incolumita; pubblica», «lesioni personali», «blocco stradale ». Il ventidue maggio la notizia di reato che certamente fara; meno piacere alle toghe: «Inosservanza dei provvedimenti dell'autorita; ». Il neo-deputato, soltanto dieci anni fa, i magistrati non li calcolava proprio. Ora, dalla sua poltrona di vicepresidente, li controlla. Da qui in poi l'elenco diventa addirittura noioso: «Stupefacenti - Agevolazione dell'uso di sostanze stupefacenti o psicotrope », scrive il nucleo antisofisticazione della questura di Milano il diciotto novembre 1999. Due anni dopo, il due ottobre 2001, tocca alla Digos: «Produzione e traffico di stupefacenti». Non tutto, forse, si c( trasformato in condanna. Ma un interessamento cosg, sistematico e duraturo nel tempo della Digos qualcosa vorra; pur dire.
Certo nessuno potra; obiettare che Farina, adesso, c( un altro uomo. L'ultima segnalazione, infatti, c( datata ventisette gennaio 2006: tre mesi prima del suo ingresso - trionfale - in Parlamento. C( sempre la Digos a denunciare il fatto all'autorita; giudiziaria: «Rifiuto di indicazioni sulla propria identita; personale ». Bastava allungare la carta d'identita;, come prevede la legge. Ma lui no. Paghera; per quello che ha fatto? Di sicuro non ora, visto che gode - come tutti i parlamentari - dell'immunita;. Il centrodestra lo considera incompatibile. «Mettere uno cosg,, con questo curriculum, a fare il vicepresidente della commissione Giustizia c( come mettere un pedofilo alla commissione Infanzia», tuona il coordinatore di Forza Italia, Sandro Bondi. Roba, dice, «non degna di un Parlamento civile». Per questa ragione oggi, annuncia, alla prima seduta della commissione, «Forza Italia chiedera; ufficialmente le sue dimiissioni". (Da Libero)
-La Juve non ha iniziato a barare con Moggi. Dai verbali degli interrogatori dei magistrati si legge come Carbone rivela che nel passato sia stato proprio a lui a truccare le partite per conto de La signora: "Se avessi potuto raccontare i fatti, avrei raccontato di una famosa partita di Coppa dei campioni, Aston Villa Juventus 1-2 (del 1983). L'arbitro era il tedesco Eschweller che era uomo mio. Tramite Dal Cin volevo aggiustare quella partita e incontrai un dirigente della Juve, mi sembra Morini, al quale proposi l'affare...l'arbitro chiedeva 3 Rolex e 50 milioni in abbigliamento così come mi venne riferito da Nello De Martino. La partita venne truccata e la Juve vinse 2-1 ma io fui estromesso dall'affare e l'operazione fu condotta da Franco Dal Cin. coi dirigenti juventini tanto che dopo ci fu una furiosa litigata tra me e Dal Cin...".
15/6/06- Il test effettuato sui resti di saliva presenti dietro i francobolli
delle lettere inviate dal serial killer a Scotland Yard
Jack lo Squartatore era una donna
Lo rivela l'esame del Dna
Il codice genetico letto grazie a una nuova metodologia
Jack lo Squartatore era una donna
Lo rivela l'esame del Dna
LONDRA - Jack lo Squartatore potrebbe essere stato una donna. La clamorosa rivelazione è avvalorata dalle analisi del Dna contenuto nei resti di saliva ancora presenti dietro i francobolli delle lettere che il serial killer inviò a Scotland Yard.
Lo studio del Dna di Jack lo Squartatore a 118 anni dai fatti è stato reso possibile da una nuova metodologia messa a punto dall'Università di Brisbane. Il nome datole dagli scienziati è Cell-Track ID, e permette di amplificare le tracce del Dna residuo su documenti vecchi oltre un secolo per centinaia di volte, riportandolo ad un apprezzabile livello di leggibilità.
Un processo applicato a quegli esigui resti di saliva rilevati sulle affrancature delle lettere (molto poche, su un totale di oltre 600 opera di sciacalli e mitomani) usate dall'assassino per sfidare la polizia.
Ai medici legali di Brisbane è bastata una sola cellula per stabilire una serie di punti fermi sull'identità dello Squartatore, laddove anche le tecnologie in possesso dell'Fbi hanno bisogno di un campione 200 volte superiore.
Ian Findlay, il responsabile dell'equipe, ha spiegato all'Independent: "La prova assoluta dell'identità di Jack lo Squartatore ancora manca, perchè anche se è possibile risalire al sesso dell'individuo, non ci è possibile trovare un nome certo".
Dunque, niente nomi anche se, a questo punto, Jack lo Squartatore potrebbe addirittura essere quella Mary Parcey che, tempo dopo il quinto ed ultimo delitto del mostro dell'East End, uccise con modalità similiari la moglie dell'amante per finire a sua volta sulla forca.
Come cambierebbe la vostra percezione della guerra, se scopriste che la possibilità di subire una morte violenta è del 50% più alta per un abitante della città campana di Caserta che per un civile che vive nell'odierno Iraq? O che un americano che risiede a Washington o a Detroit rischia l'omicidio fino a tre volte di più del suo omologo di Baghdad, e uno della Colombia o di Rio de Janeiro quasi cinque? Cominciate ad abituarvi all'idea, perché è tutto vero. Lo dimostrano le statistiche sulle stragi irachene, compilate dai più citati osservatori indipendenti, quando vengono messe a confronto con le corrispondenti tabelle sul numero dei crimini violenti nei nostri Paesi occidentali. I documenti ufficiali, facilmente accessibili da chiunque, pure su internet, confermano inequivocabilmente una tesi che ci ha sempre ispirato nei precedenti reportage dall'Iraq: l'immagine di una terra in fiamme, dove non esiste più la minima parvenza di vita normale, è l'ennesimo frutto di una distorsione mediatica. Che soltanto svelando le nude cifre si riesce a riportare nella giusta prospettiva. Come ha finalmente tentato di fare, in un suo recente intervento al Congresso Usa, anche un primo membro dell'establishment, il deputato repubblicano dell'Iowa Steve King.
Partiamo subito dalle cifre. Della contabilità quotidiana sui morti civili iracheni, che non si riduca a un mero sondaggio, si occupano pochissimi enti, tutti non governativi e filopacifisti. Quelli riconosciuti come i più attendibili a livello internazionale sono due: ICasualties e Iraqi body count (Ibc), ai quali va aggiunto il più serio studio accademico, dal titolo Iraq Index, della prestigiosa Brookings Institution. Secondo il gruppo di ICasualties, negli ultimi 12 mesi (31 mag 2005 /31mag 2006) sono morti in modo violento a causa della guerra 8528 civili iracheni. Ossia, considerato che in Iraq vivono 28.5 milioni di persone, una media di 29.9 ogni 100.000 abitanti. Analizzando i dati del solo 2005, i caduti annuali risultano un po'meno, 7831: 27.4 su 100.000. Una conferma incrociata viene dal consuntivo dei risarcimenti pagati l'anno scorso dagli americani alle famiglie colpite, appena svelato dal Boston Globe: 25 milioni di dollari per circa 8000 vittime.
Solo leggermente più alta invece la media di Ibc, calcolata sull'intero periodo dell'occupazione occidentale. Dall'1 maggio 2003 al 5 giugno 2006 si conterebbero almeno 30.942 morti civili, 33.7 ogni 100.000 abitanti. Su per giù la cifra ammessa da Bush il 12 dicembre '05 a margine del World affairs council di Philadelphia, comprensiva però dei primi 42 giorni di bombe. Quanto infine all'Iraq Index, i ricercatori della Brookings delineano una forchetta con un minimo di morti accertati e un massimo di decessi molto probabili. Il periodo analizzato va dall'1 maggio 2003 alla fine di febbraio 2006, e conta tra 11.585 e 20.243 vittime, per una media oscillante tra i 14.3 e i 25.7 ogni 100.000.
Ma senza un termine di paragone questi numeri dicono poco. Occorre commisurarli con la media di morti violente nel resto del mondo. E qui arrivano le sorprese, Italia in testa. Secondo gli ultimi dati del Censis, del Coordinamento presso il ministero degli interni e del rapporto 2005 'L'omicidio volontario in Italia' di Eures e Ansa, ad esempio nella città di Caserta si sono verificati 30 omicidi ogni 12 mesi tanto nel 2004 che nel 2003. Con una media di ammazzamenti ogni 100.000 abitanti pari a 40.54. Ossia fra 13 e 26 punti sopra quella irachena. Eppure non pare che in questi anni la città campana sia mai stata dichiarata zona di guerra. E neanche nel 2001, quando la media x 100.000 fu di 35.13. Sempre nel 2004 la media registrata a Reggio Calabria ha segnato 19.4 (35 omicidi), nel 2001 era del 23.8. E ancora, nel 2003 la media di Foggia, con 32 uccisioni, è stata di 20.6. Nella stessa Napoli, con 116 omicidi solo tra gennaio e novembre 2004, si è sfiorato il 12, appena due punti sotto la stima irachena più sicura. Certo, poca roba rispetto alle media partenopea del 1982 (24 x 100.000), o palermitana del biennio '82-'83 (36.6, con 500 morti per mafia). Mentre una percentuale di morti violente analoga alla stima di Brookings (14), la si registrò guarda caso nell'intera nazione l'anno dopo la fine del secondo conflitto mondiale, nel 1946.
In effetti in altre zone del globo va molto peggio. A cominciare proprio dalle megalopoli americane. Stando al Crime Report del Dipartimento della Giustizia, tra 2002 e 2004 la capitale degli Usa, Washington, ha registrato una media di 40.8 morti per 100.000 abitanti, con una punta del 45.9: dal doppio al triplo che in Iraq. New Orleans nel 2004 ha viaggiato sui 56, Detroit sui 42. A seguire Baltimora con 37, St.Louis 33, Atlanta e Oakland 26, Philadelphia 22, Chicago 15.5 e Dallas 20.2. Il fondo si tocca però in un'altra America, quella del sud. A S.Paolo del Brasile si consumano 10.000 omicidi l'anno, 62.5 ogni 100.000 abitanti, senza che i nostri giornali gli dedichino una riga. E a Rio salgono a 65. Per l'ultimo rapporto Onu sul crimine, in Colombia, dove pure vivono 15 milioni di persone più che in Iraq, la media è di 61.7. In Sud Africa (11 milioni in più) del 49.6. Mentre nel paradiso jamaicano tocca i 32.4 e nel Venezuela i 31.6. Persino nell'enorme Russia, con una popolazione 5 volte quella irachena, il tasso supera i 20 morti ammazzati x 100.000: una strage da quasi 29.000 morti l'anno che nessuno si sogna di dipingere come una guerra. Va detto che da queste statistiche, per un paragone omogeneo con le stragi di civili iracheni, andrebbero sottratti i caduti tra le forze dell'ordine. Tuttavia si tratta di episodi marginali, che pesano sul totale intorno all'1%, e dunque non modificano il quadro.
Tornando alle vittime irachene, lo scarto tra i vari conteggi si spiega con altrettante differenze nel metodo di raccolta dei dati. ICasualties calcola tutti i civili morti ammazzati senza distinzioni. Brookings solo i morti civili causati da atti di violenza legati alla guerra. Mentre Iraq body count include una serie di decessi indiretti, dagli omicidi criminali per il venir meno di un'autorità, agli incidenti stradali con mezzi della Coalizione a quelli molto diffusi di fuoco celebratorio (salve di kalashnikov al cielo). Fino alle morti da inquinamento degli acquedotti o da ordigni inesplosi. I primi due enti compilano le loro tabelle incrociando i comunicati di Centcom, Dipartimento della difesa Usa, Forza Multinazionale e Difesa britannica, con fonti irachene, mediatiche e di Ong. Inoltre l'Iraq Index è frutto di una scrematura dei casi dubbi raccolti da Ibc. Il quale monìtora unicamente fonti giornalistiche, fissando un numero minimo di vittime al netto delle più macroscopiche discrepanze tra i media. Ai vari totali andrebbero peraltro sottratti per onestà intellettuale i civili fatti fuori dai 'fratelli' della resistenza (almeno il 46% secondo Lancet). Se poi si scorporassero alcune roccaforti molto circoscritte del triangolo sunnita, statisticamente il resto del Paese somiglierebbe alla Scandinavia. Con un record di zero morti civili nel 2005 proprio nel Dhi Qar 'italiano', rispetto ai 75 omicidi del 2004 in una regione con popolazione analoga come la Sardegna.
Comunque sia la sostanza non cambia: l'elenco di morti civili iracheni nell'era post Saddam, per quanto doloroso, in termini assoluti non è altissimo. La prova del nove la troviamo nella lista dei danni collaterali durante la guerra vera, dal 19 marzo al 30 aprile 2003: in 42 giorni morirono sotto le bombe -le stime stavolta coincidono- oltre 7300 civili. Per una media, questa sì di stampo bellico, di 222.9 morti violente ogni 100.000 iracheni, dieci volte più di oggi.
Davvero l'Italia trovata da Prodi è peggio di quella degli anni 90? I dati dicono altro: Il deficit medio del primo quinquennio dei 90 era all'8.9%, oggi a 4.1. Il debito oggi è al 107.4, allora a picchi del 120. La disoccupazione era quasi il doppio. L'inflazione scesa oggi rispetto ad allora da 5.7 a 2.2.
9/6/06- L'ennesimo video di Bina Laden di qualche giorno fa, in cui scagionava Moussaoui per l'11/9 e si attribuiva la paternità delle stragi:
In realtà nel primo video a caldo trasmesso il 27 dicembre 2001 Osama neò di avere legami con l'undici settembre.
E guarda caso gli Usa non lo hanno mai formalmente accusato davanti alla giustizia per quegli attacchi, come si deduce anche dal sito dell'Fbi...
[leggi in esteso]
Qualche giorno fa l'espresso rivelava che...
Abu Omar, la verità
gli italiani con la Cia
di Fabrizio Gatti e Peter Gomez
Un maresciallo dei carabinieri prese parte al sequestro dell'imam a Milano. E parla di un commando con molti italiani. Ecco la svolta clamorosa nelle indagini sull’operazione segreta
Un filo segreto porta da Palazzo Chigi al sequestro di Abu Omar, l’imam rapito a Milano e torturato in Egitto. Un segreto nascosto in una telefonata partita dalla segreteria di Gianni Letta, il potente sottosegretario al quale Silvio Berlusconi ha affidato la delega per i servizi di intelligence. Pochi giorni fa, come risulta a "L’espresso", da quel numero interno della presidenza del Consiglio qualcuno chiama l’ambasciata italiana a Belgrado. Ha moltissima fretta. Vuole parlare immediatamente con l’addetto alla sicurezza dell’ambasciatore: un maresciallo dei carabinieri che fino a un anno e mezzo fa ha lavorato nella sezione antiterrorismo del Ros di Milano. Ed è una coincidenza curiosa. Perché proprio in quelle ore in Procura a Milano il maresciallo sta rivelando una delle storie più compromettenti per il governo Berlusconi e l’intelligence italiana. La vera storia del rapimento di Abu Omar: il sottufficiale racconta che all’ora X, più o meno le 12 del 17 febbraio 2003, addosso all’imam bloccato in via Guerzoni, a metà strada tra il centro e la periferia milanese, non ci sono soltanto gli agenti della Cia. Al sequestro partecipano anche militari italiani. E lui lo sa bene: perché quel giorno il maresciallo dei carabinieri, nome in codice Ludwig, è con loro.
Cadono così tre anni di versioni ufficiali che, una dopo l’altra, hanno sempre negato la presenza di italiani nel commando che ha rapito Abu Omar. A cominciare dalle dichiarazioni del ministro Carlo Giovanardi, mandato da Berlusconi l’anno scorso a rispondere al Parlamento: «Non è neppure ipotizzabile», ha detto Giovanardi a nome di tutto il governo, «che sia mai stata in alcun modo autorizzata qualsivoglia operazione di questa specie né, a maggior ragione, il coinvolgimento nella stessa di apparati italiani». Anche il generale Nicolò Pollari, direttore del Sismi, il servizio segreto militare, ha sempre smentito la collaborazione dell’Italia. Così come il generale ha ripetuto poche settimane fa a Bruxelles davanti alla commissione del Parlamento europeo che indaga sulle operazioni segrete della Cia: «Noi non abbiamo assistito tali comportamenti e nemmeno partecipato né appoggiato questo tipo di attività».
Il maresciallo Ludwig non è il solo italiano coinvolto nell’inchiesta. Altri stanno per essere identificati come complici o testimoni: dovrebbero essere carabinieri, agenti dei servizi segreti oppure, ipotesi più remota, 007 privati ingaggiati per l’operazione. Ma il sottufficiale è al momento l’unico a rischiare già adesso il processo e il carcere per sequestro di persona. Perché il mese scorso il ministro della Giustizia uscente, Roberto Castelli, si è definitivamente rifiutato di presentare agli Usa la domanda di estradizione dei dipendenti della Cia in servizio in Italia: sono i 22 agenti americani del commando che ha rapito Abu Omar per i quali il procuratore aggiunto di Milano, Armando Spataro, già un anno fa aveva chiesto l’arresto. Il ministro ha anche respinto la richiesta della Procura di Milano di diffondere all’Interpol la nota per le ricerche internazionali. Grazie a Castelli, gli 007 della Cia potranno così andare ovunque nel mondo senza correre il rischio di essere fermati e consegnati all’Italia. Come pubblici ufficiali, i rapitori rischiano condanne fino a dieci anni. Più le aggravanti per le torture subite dall’imam. Ma a questo punto i carabinieri e gli altri italiani coinvolti nell’indagine manterranno la consegna del silenzio con la prospettiva di essere gli unici a pagare? Forse è proprio questo il motivo della misteriosa telefonata partita dal numero interno di Palazzo Chigi.
Ludwig deve il suo nome in codice ai capelli biondi e al fisico da tedesco. Dopo il sequestro di Abu Omar ha fatto carriera: è stato selezionato per il posto di addetto alla sicurezza dell’ambasciata a Belgrado, incarico a volte riservato ad agenti del Sismi. Ma è nella sezione antiterrorismo del Ros di Milano che cominciano e finiscono i suoi giorni del Condor: la partecipazione a quella che qualcuno, per il suo soprannome, già chiama “operazione Ludwig”. La sezione antiterrorismo è la stessa da anni in prima linea nella caccia ai terroristi di Al Qaeda. E, con la Digos di Milano, è tra le squadre di investigatori più attive nel sud Europa. Tanto che, dopo l’attacco dell’11 settembre, la Cia è spesso negli uffici del Ros, nella grande caserma in via Lamarmora a un isolato dal Palazzo di Giustizia. L’agente americano in contatto con i carabinieri è Robert Seldon Lady, 52 anni, nato in Honduras e capo della Cia a Milano. È un uomo massiccio, con la barba appena sbiancata dall’età e le mani grandi come badili. Lady, Bob per gli amici, è nell’elenco dei 22 agenti consegnato al ministro Castelli: ha lasciato l’Italia giusto in tempo per evitare l’arresto.
Nelle indagini contro Al Qaeda, tra il 2001 e il 2004 Bob si mette a disposizione degli investigatori italiani e fornisce notizie, riscontri fotografici, microspie supertecnologiche. Si fa anche molti amici sia nel Ros, sia nella Digos, sia tra gli agenti dei regimi nordafricani in azione a Milano. Nel 2002, qualche giorno prima di Natale, li invita tutti a un party. Appuntamento nella cascina ristrutturata che Bob ha comprato tra le colline di Penango, in provincia di Asti. Gli mancano pochi mesi alla pensione e con la moglie ha deciso di rimanere in Italia dopo il congedo. Sotto il cielo grigio di quel pomeriggio, agenti segreti e investigatori dell’antiterrorismo sfilano nel breve viale che dal cancello porta in casa. Abbracci, strette di mano. Gli auguri e i bicchieri di vino rosso del posto. Da quanto risulta a “L’espresso”, il maresciallo Ludwig è tra gli invitati. Di Bob Lady è un carissimo amico. C’è anche un capitano della stessa sezione del Ros. Un ufficiale che poche settimane fa il Sismi ha scelto tra gli aspiranti 007.
Possibile che in tre anni non si sia mai accorto che, con il sequestro di Abu Omar, un suo maresciallo e forse altri suoi dipendenti si erano messi agli ordini di un servizio segreto straniero? Il giorno in cui tutti gli 007 di Milano si ritrovano nella cascina di Penango mancano tre mesi alla guerra in Iraq. I piani di invasione sono pronti. E forse in un cassetto dell’ambasciata americana a Roma è pronta la relazione per ottenere da Washington il via libera all’operazione Ludwig. Il bersaglio ha un nome lungo: Hassan Moustafà Osama Nasr, nato ad Alessandria d’Egitto il 18 marzo 1963. Nelle moschee di viale Jenner e via Quaranta a Milano lo conoscono come Abu Omar. Il ministero dell’Interno gli ha concesso lo status di rifugiato politico. E la Digos lo sta pedinando da tempo: l’imam è sospettato di reclutare combattenti e kamikaze da inviare in Iraq per la guerra ormai imminente. Forse quel giorno di dicembre, nella sua casa piemontese, Bob ha già spiegato a Ludwig le intenzioni della Cia. Forse gli ha già raccontato del piano di Abu Omar di far esplodere il pullman con gli allievi della Scuola americana di Milano: un piano di cui però la Digos non ha mai trovato riscontri. Bob e Ludwig si rivedono ancora nell’ufficio del Ros. E poi a cena a casa di Ludwig, ogni volta che Bob deve rimanere a Milano per lavoro. Il 16 febbraio 2003, da quanto risulta a “L’espresso”, vanno insieme in via Guerzoni. È una domenica, c’è poco traffico. Forse passano davanti al palazzo in via Conte Verde 18 dove Abu Omar abita con la moglie Nabila Ghali, in un appartamento messo a disposizione dalla moschea di viale Jenner. Alla fine del sopralluogo Bob consegna a Ludwig un cellulare. E gli ripete cosa dovrà fare. Il maresciallo del Ros deve fermare Abu Omar e chiedergli i documenti. Tutto qui. Oppure intervenire con il suo tesserino dei carabinieri nel caso l’operazione fosse ostacolata dall’improvviso controllo di una volante o dei vigili urbani. Gli agenti della Digos invece non sono più un problema: i pedinamenti di Abu Omar sono stati sospesi da almeno due mesi.
La mattina dopo, il 17 febbraio, Ludwig è in ufficio. I suoi colleghi sono impegnati in un servizio a Cremona. Lui resta a Milano e all’ora stabilita - racconta - va all’appuntamento in moto. Deve aspettare il contatto in piazzale Maciachini. Si ferma un’auto. L’uomo al volante, l’unico a bordo, lo chiama con il nome in codice. È sicuramente italiano. Ludwig sale. Fanno tre isolati, girano in via Guerzoni e vedono subito Abu Omar arrivare a piedi. È l’ora X. Come in un film di spionaggio Bob Lady, regista dell’operazione, non si fa vedere. Il maresciallo scende dall’auto e chiede i documenti. L’imam dice di non avere capito. Lui ripete la domanda in inglese. L’imam consegna il passaporto. All’improvviso, da un furgone parcheggiato lì accanto, esce una squadra di uomini. Forse c’è qualche americano. Ma chi parla impreca in italiano, senza accento straniero. Prelevano Abu Omar, che grida, chiede aiuto. Il maresciallo Ludwig si sposta per non essere travolto. In meno di 30 secondi il furgone parte verso la periferia. Il maresciallo resta immobile, con il passaporto di Abu Omar in una mano e il cellulare di Bob Lady nell’altra. Butta tutto dentro il finestrino dell’auto che l’ha portato fin lì. L’italiano al volante accelera e se ne va. Poco dopo squilla il cellulare personale di Ludwig. È un ufficiale dei carabinieri che vuole avere notizie del suo dipendente. Forse è solo una coincidenza. Ma le antenne dei telefonini sui tetti del quartiere registrano: posizione, numeri, durata delle conversazioni. Dall’altra parte della strada una donna egiziana vede gli 007 in azione e racconterà tutto a un’amica. Nel giro di due giorni la comunità araba a Milano sa che Abu Omar è stato rapito. Viene presentata la denuncia alla Digos. L’indagine sembra facile: basterebbe chiedere alla Telecom e alle altre compagnie i dati sul traffico telefonico nella zona all’ora del rapimento. Ma i risultati arrivano soltanto in ottobre. E non servono a nulla perché non riguardano le telefonate del 17 febbraio, ma quelle del 17 marzo. Dopo otto mesi bisogna ricominciare le indagini daccapo. Adesso i nomi di altri italiani in azione con la Cia potrebbero ancora nascondersi dietro i numeri di telefonino. Soprattutto quelli rimasti senza intestatario. Una copertura ottenuta grazie alla complicità di alcune compagnie telefoniche. Come ha scoperto “L’espresso”, centinaia di schede Sim vengono periodicamente consegnate ai servizi segreti senza essere registrate. Numeri fantasma da usare e buttare dopo ogni operazione sporca.
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Ma nessuno che faccia notare chi fosse questo abu Omar: non proprio un martire...
Il caso dell'imam rapito a Milano dalla Cia, con tutti i suoi strascichi giudiziari e diplomatici, si sarebbe potuto e dovuto evitare. Bastava che l'Italia rispettasse la Convenzione europea sui rifugiati del 1951, ratificata dal nostro Paese nel '54. Impedendo all'ex clerico e terrorista della moschea di viale Jenner Hassan Mustafa Osama Nasr, alias Abu Omar, di ottenere l'asilo politico nel nostro territorio, oppure revocandolo in seguito. Ma era il 1999, e la legge sull'immigrazione la Turco-Napolitano. Come dire che le frontiere erano una gruviera per immigrati clandestini, ai quali era sufficiente inventarsi una persecuzione in patria per ottenere quasi automaticamente lo status di rifugiato. Da giorni le opposizioni in Italia conducono una feroce campagna anti-americana, accusando gli Usa di aver sequestrato illegalmente un cittadino egiziano nel centro di Milano con l'intento di spedirlo al Cairo per farlo torturare. Violando, come ha affermato il Ds Angius, "almeno 10 leggi più la costituzione". Nessuno che si sia accorto di un piccolo dettaglio: ad essere in difetto giuridico era, da molto prima del rapimento, proprio l'Italia. Ricostruiamo i fatti. Abu Omar si materializza nella nostra penisola l'1 maggio 1997, a Bari. Vi giunge da clandestino, dopo una fuga precipitosa dall'Albania, dove aveva tentato di organizzare un'attentato al ministro degli esteri egiziano in visita a Tirana. Era dunque un ricercato nel suo Paese d'origine (Egitto), anche per la precedente appartenenza a un gruppo islamico fondamentalista dichiarato illegale (in quanto filo-terroristico) dal governo Mubarak. In punta di diritto, siccome in Egitto vige la pena di morte per i colpevoli di reati terroristici, l'Italia non avrebbe potuto estradare Abu Omar. Lo proibisce la Convenzione europea sull'estradizione del '57. Niente però ci impediva di rimpatriarlo espellendolo. Anzi, l'art.1/F della Convenzione sui rifugiati ci obbligava a farlo. Esso recita infatti: "Le disposizioni della presente convenzione non si applicheranno a quelle persone nei confronti delle quali si hanno serie ragioni per ritenere: a)che abbiano commesso un crimine contro la pace, un crimine di guerra o contro l'umanità, b)che abbiano commesso un crimine grave di diritto comune al di fuori del Paese di accoglimento e prima di esservi ammesse c) che siano responsabili di azioni contrarie ai principi dell'Onu". La Commissione europea, con un documento datato 5/12/2001, si è appellata agli stati firmatari della Convenzione del '51 affinchè ne rispettino in modo scrupoloso la clausola 1/F, "giacchè la Convenzione non ha mai inteso dare rifugio ai criminali, né porli al riparo dall'azione penale, al contrario". E ancora, "In base alla risoluzione Onu 1373, l'esclusione dallo status di rifugiato a chi partecipa ad atti di terrorismo trova fondamento nell'art.1/F". Per la cronaca, Abu Omar ha poi continuato la sua carriera da terrorista anche in Italia, come testimonia il mandato d'arresto appena spiccato dal giudice Salvini. Ma con la legge Bossi Fini quasi certamente non gli sarebbe dato asilo: il 91.04% delle domande del 2004 è stato respinto.
I grossi guai per Abu Omar hanno origine nel giugno 2002. Le microspie della Digos restituiscono l’imam, ritenuto una «delle persone
più pericolose sul piano dell’indottrinamento e reclutamento dei giovani», in base alla ricostruzione che ne fa il giudice che di lui si occupa, Guido Salvini. Viene ascoltato mentre «spiegava ad altri adepti come, dopo gli arresti che avevano smantellato alcune cellule soprattutto in Italia e in Germania, dovesse ricostituirsi una nuova organizzazione molto attenta ai criteri di sicurezza, e articolata in cellule in tutti
i Paesi europei compresi alcuni Paesi dell’est».
Ecco la «riunione in Polonia con gli sceicchi» di cui Abu Omar diceva: «La decisione finale è stata quella di cambiare completamente il fronte e di costruire una nuova organizzazione che si occupa del territorio nazionale e internazionale». «L’obiettivo è di creare uno Stato islamico nel nome di Dio... Ogni gruppo protegge l’altro senza distruggersi a vicenda e ogni gruppo deve essere lontano dall’altro... Ogni gruppo fa riferimento alla sua regione.. l’Italia fa parte dell’Austria, la Germania fa parte dell’Olanda, l’Olanda fa parte di Londra». «L'obiettivo è anche formare un esercito islamico...». «Creare uno Stato islamico nel nome di Dio». Perché «ogni attentato ha la sua regola. Ci sono delle novità che arrivano di là... c’è C'è, lo faranno...». Alla riunione, riletta come rinascita di Al Qaeda, e riletta alla luce degli attentati dell’11 settembre 2001, Nasr Osama-Abu Omar deve la sua «consegna controllata».
Innanzitutto, chi è Abu Omar? All'uomo piace chiacchierare, forse troppo. Fin dal suo arrivo a Milano, accende qualche curiosità. Ha alle spalle una storia controversa. E' nato il 18 marzo del 1963 ad Alessandria d'Egitto e ha lasciato il Paese all'inizio degli anni '90. Gli archivi spionistici (americani, italiani, egiziani) lo definiscono "combattente in Afghanistan e in Bosnia". Nel 1996 è in Albania, dove sposa Marsela Glina. Mette al mondo un figlio. Finisce nei guai. Lo accusano di aver progettato l'assassinio del ministro degli Esteri egiziano in visita a Tirana. Lascia in tutta fretta il Paese e, dopo una sosta a Monaco di Baviera, riappare a Bari il primo maggio del 1997. Nel '99, la questura di Roma gli riconosce lo status di rifugiato. Ottiene un permesso di soggiorno.
Nell'estate del 2000 è a Milano. Lo accoglie l'appartamento di via Conteverde 18, "una nostra casa di passaggio" - spiegano all'istituto islamico di viale Jenner - "per chi arriva in città senza soldi". Via Conteverde non è un indirizzo anonimo. Ci ha abitato qualche latitante eccellente delle prime inchieste milanesi sulle "cellule in sonno di Al Qaeda".
Quella casa è, dunque, "un indizio di appartenenza" per la Digos di Milano. Il telefono di Abu Omar finisce sotto controllo, come i suoi amici, i suoi incontri, i suoi passi. La curiosità non sembra inutile. L'uomo si dà arie da "pezzo grosso". Scrive e pronuncia discorsi infiammati. Appare ai poliziotti "una testa calda". Ai suoi compagni sembra un impostore, un po' narciso. Agli uomini dell'intelligence sembra un uomo su cui lavorare. Ne hanno una conferma quando un tizio (ammesso che non sia una spia) saggia la sua disponibilità a darsi da fare per rafforzare un nuovo network del terrore pronto in Europa. Abu Omar si mostra disponibile.
E' il 23 giugno 2005 quando il Gip di Milano Guido Salvini ha emesso un'ordinanza di arresto per associazione a delinquere finalizzata al terrorismo internazionale, ricettazione di documenti falsi e violazione delle norme sull'immigrazione clandestina, nei confrotni dell'ex imam della mosche adi via Quaranta Abu Omar.Citando nelle 105 pagine esigenze cautelari a sostegno del mandato d'arresto, oltre al pericolo di fuga e alla sua pericolosità. E ancora lo definisce "un'importante indagato", spiegando che "se non fosse avvenuta la'zione di abduction Nasr Osama sarebbe ora sottoposto al legittimo giudizio della magistratura italiana, definendo altresì il rapimento "atto nefasto ai fini dell'efficacia della complessiva lotta al terrorismo". In realtà la Digos al momento del rapimento aveva smesso di pedinarlo da almeno due mesi.
***Se il rapimento fosse stato realizzato con la compiacenza e il sostegno delle autorità italiane, la cola sarebbe stata di Nicola Calipari, all'epoca direttore della divisione operazioni del Sismi.
i perfettamente dritto (Kant)""; 19 luglio 2006
Rassegna stampa del 14/7/2005
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Abu Omar in Albania era confidente della Cia Sarebbe stato rapito per riassoldarlo(corrieredellasera)Il rapporto con i servizi americani iniziato nel 1995
Le rivelazioni del «Chicago Tribune» sul caso dell'imam
MILANO - La Cia ha rapito una sua creatura? Un’inchiesta giornalistica del Chicago Tribune ha fatto luce sul passato di Abu Omar, l’imam rapito a Milano il 17 febbraio 2003 e finito sotto tortura in Egitto: per questo sequestro di persona i magistrati milanesi hanno ordinato l’arresto di 13 agenti della Cia. Dall’indagine dei pm risulta che Abu Omar era arrivato in Italia nel 1997 dall’Albania, dove ha lasciato una moglie e tre figli. Ora il quotidiano di Chicago ha scoperto che tra il ’95 e il ’97 Abu Omar era diventato «il più produttivo informatore della Cia e dei servizi segreti albanesi»: il primo confidente degli 007 americani sulla Jamaa Islamyia, il gruppo integralista egiziano che nel ’98 parteciperà alla fondazione del Fronte di Al Qaeda.
Il Chicago Tribune (che ha anticipato al Corriere le tre corrispondenze su Abu Omar pubblicate oggi da Milano, Alessandria d’Egitto e Tirana) è riuscito a far parlare i capi-dipartimento dei servizi albanesi (Shik), Astrit Nasufi e Flamur Giymisha, che avevano gestito Abu Omar e hanno confermato il suo ruolo di primo informatore della Cia. Un retroscena che s’incastra perfettamente nel quadro già accertato dalla Digos e sembra rispondere a una domanda chiave: perché la Cia, tra decine di integralisti europei, ha rapito proprio Abu Omar? Sentito come testimone, il suo fratello di fede Mohammed Reda, l’unico che riuscì a parlargli al telefono nel 2004, ha spiegato che Abu Omar, appena fu trasferito in Egitto, si sentì proporre un contro-reclutamento: «Il ministro dell’Interno Habib Al Adly gli disse che, se avesse accettato di lavorare come infiltrato dei servizi egiziani, lo avrebbero fatto tornare in Italia in 48 ore... Abu Omar rifiutò. Fu portato subito in un altro carcere dei servizi egiziani, dove fu sottoposto a torture tremende».
Abu Omar era emigrato nei primi anni ’90 in Albania, dove lavorava per due fondazioni islamiche (Al Haramain e Rihs) che dopo l’11 settembre finiranno nella lista nera Usa dei presunti finanziatori di Al Qaeda. Il suo arresto è «accidentale»: allertato dalla Cia, lo Shik scopre che è intestata a lui una «Land Rover verde scuro» che allarma l’antiterrorismo. Dopo 10 giorni di interrogatori «senza troppe pressioni fisiche», dichiara Nasufi, all’epoca numero due dello Shik, «Abu Omar ha ammesso di far parte della Jamaa egiziana, ha fatto i nomi di una decina di affiliati e ha fornito almeno 20 o 30 temi d’indagine alla Cia». Gli stessi ufficiali albanesi ora in pensione spiegano che il loro dipartimento «era in sostanza un braccio della Cia»: ad addestrarli era «Mike», il capocentro dell’intelligence americana, morto nel ’96 in un incidente stradale e quindi sostituito da «Francis».
La Cia riceveva «rapporti manoscritti» dopo ogni interrogatorio di Abu Omar e lo considerava «molto credibile»: «Era la prima volta - rivela Nasufi - che riuscivamo a rifornire gli americani di informazioni». L’imprevisto passato di confidente, secondo alcuni inquirenti milanesi interpellati ieri dal Corriere, offre la prima spiegazione credibile del rapimento e della proposta ricevuta da Abu Omar in Egitto: tornare a fare l’infiltrato, questa volta in Italia. Di certo nel 2002-2003 la Cia riceveva in via ufficiale le intercettazioni dell’inchiesta milanese che accusava Abu Omar di reclutare kamikaze per la guerra in Iraq, scoppiata un mese dopo il sequestro. Ma l’utilità del confidente potrebbe spiegare anche perché Abu Omar riuscì a sfuggire agli arresti con cui Cia e Shik decimarono nel 1997 la rete albanese della Jamaa. E perché Abu Omar, lo stesso anno della fuga da Tirana, ottenne addirittura «asilo politico» in Italia.
Il gip: l’Imam rapito dalla Cia fu torturato anche ad Aviano
di Alessandro Ruta
La Procura ipotizza nuovi reati nel sequestro di Abu Omar da parte degli uomini dello spionaggio americano. In due testimonianze il racconto del rapimento. In un’intercettazione telefonica il leader della moschea di viale Jenner sosteneva di aver subito sevizie
Abu Omar torturato già presso la base americana di Aviano subito dopo il rapimento da parte degli uomini della Cia? «Non è affatto da escludere», afferma il pm milanese Chiara Nobili. «A meno che - continua il magistrato - non sia l’imam stesso a fornire una versione differente dell’accaduto, ma in questo momento lui risulta irreperibile, anche perché le autorità egiziane, nonostante numerosi sollecitazioni, non ci hanno fatto sapere niente».
Secondo il pubblico ministero ci si deve attenere per ora ai «dati di fatto»: l’imam è stato rapito e trasferito in breve tempo da Aviano a Rammstein e, infine in Egitto. Gli agenti dei servizi segreti americani, consapevoli dell’azione criminale che stavano svolgendo, hanno volutamente accelerato lo svolgimento delle operazioni.
Alcuni giornali d’oltreoceano, come il Washington Post, in prima linea nel seguire la vicenda insieme al New York Times, sospettano che molti degli uomini della Cia attualmente ricercati sarebbero scappati oltre i confini italiani sotto falso nome grazie a dei complici presenti nella base di Aviano.
I tabulati del traffico telefonico riguardanti il periodo del sequestro parlano chiaro. I magistrati vi hanno riscontrato una serie di contatti avvenuti tra i numeri delle stanze degli alberghi di lusso a Milano e in buona parte del nord Italia dove alloggiavano gli uomini e le donne della Cia attualmente sotto inchiesta e numerose altre utenze. Le chiacchierate vertevano sulla preparazione del rapimento, i momenti dell’azione e le fasi successive.
La Digos di Milano, nell’aprile 2004, aveva già comunicato alla procura che, molto probabilmente, Abu Omar si trovava in una località balcanica, salvo poi essere smentita dalle autorità americane. In quello stesso periodo l’imam era riuscito a mettersi in contatto con la moglie, dopo più di un anno di silenzio e, pare, dopo essere stato liberato ad Alessandria d’Egitto. La donna, convocata dagli inquirenti, ha rivelato che Omar l’aveva tranquillizzata sulle proprie condizioni: in compenso le era stato impedito di rilasciare dichiarazioni a stampa e televisione. Quindici giorni dopo, però, Omar risultava nuovamente irreperibile.
Un’altra telefonata, datata 8 maggio 2004, è di tutt’altro tenore: l’imam, che dialoga con una delle persone coinvolte nelle indagini di Milano, parla del sequestro e delle torture che hanno minato la sua salute. Dove la verità? Ci sono numerose versioni che si contraddicono a vicenda.
Secondo una testimonianza di Elbrady Mohammed Reda, uno dei più stretti confidenti dell’imam, Abu Omar sarebbe stato rapito il 17 febbraio 2003 mentre si stava recando alla moschea di viale Jenner per pregare: un pulmino bianco gli si era avvicinato. Dal veicolo erano scesi due uomini, chiedendo all’imam i documenti e il permesso di soggiorno. Alla conferma che quello era l’uomo che stavano cercando, gli sconosciuti - che parlavano un perfetto italiano - lo avevano stordito con dello spray in bomboletta e spinto a forza dentro il pulmino.
Dagli ambienti della Cia nessuno ha voluto rilasciare dichiarazioni. Dura, tuttavia, la presa di posizione del gip Nobili, nelle motivazioni del suo provvedimento che colpisce principalmente il capo del servizio segreto americano a Milano, Robert Seldon Lady, considerato la mente dell’intera operazione: «Abu Omar aveva lo status di rifugiato politico in Italia e questa condizione gli era stata riconosciuta dalle nostre stesse autorità, con la conseguenza che la sottrazione di un rifugiato dalla tutela dalla protezione del Paese ospitante costituisce un gravissimo attacco all'autorità dello Stato Italiano e ai trattati internazionali in materia. Soprattutto se il fine del rapimento sia stato costringerlo a rivelare notizie che si riteneva fossero a sua conoscenza in merito ad ambienti terroristici di matrice islamica».
Abu Omar nasce ad Alessandria d’Egitto il 18 marzo 1963 e del primo periodo della sua vita si sa poco o nulla. L’unico dato certo è che viene ben presto attirato dalle nascenti organizzazioni del terrore egiziano, come Jamaa Islamyah, una delle più combattive, responsabili di sanguinosi attacchi ai turisti occidentali.
Negli anni ’90 i duri e puri della Jamaa trovano rifugio in Europa, come Abu Omar che si sistema a Tirana, capitale dell’Albania appena uscita dal comunismo. Lavora per due fondazioni caritatevoli islamiche. Una di queste è l’Al Haramain, che dopo l’11 settembre finirà nella lista nera Usa con l’accusa di finanziare Al Qaida.
Nel 1995 Abu Omar finisce nelle mani del Shik, i servizi segreti albanesi alleati degli americani. Un’inchiesta del quotidiano Chicago Tribune rivela come Abu Omar ceda subito facendo nomi di diversi «fratelli» della guerra santa. I suoi verbali d’interrogatorio vengono passati al capo stazione della Cia a Tirana che fa piazza pulita degli estremisti islamici annidati in Albania catturandone alcuni e consegnandoli a Il Cairo. Nel frattempo Abu Omar viene scarcerato e lascia una moglie con dei figli a Tirana per emigrare in Italia.
Il primo aprile 1997 ottiene l’asilo politico nel nostro paese spacciandosi per perseguitato dalle autorità egiziane. A Milano, nel centro islamico di viale Jenner, assume di nuovo l’identità di capobanda del Jihad.
Nella sua nuova vita italiana, Omar finisce ben presto sotto controllo dell’antiterrorismo. L’egiziano si specializza nel reclutamento e indottrinamento di aspiranti kamikaze. Il 24 aprile 2002 un’intercettazione della Digos milanese registra Omar che parla con un integralista il quale vuole fare «un grande attentato in Italia» per punire «ebrei e crociati». L’egiziano dai due volti gli risponde che «ogni attentato ha le sue regole... Lo faranno, lo faranno... quelli che sono sotto quel fratello di Londra». L’intercettazione sembra un minaccioso preludio degli attacchi kamikaze nella metropolitana della capitale inglese. Abu Omar viene sequestrato a Milano il 17 febbraio 2003.
Dal Manifesto, 12 maggio 2006
Tutti spiati, o quasi. Se si è clienti della AT&T, della Verizion e della BellSouth, non c'è scampo: ogni telefonata fatta è stata segnalata a chi di dovere. Il numero dei coinvolti? Almeno 200 milioni di cittadini, cioè la totalità dei clienti di quelle tre compagnie. Gli unici che si sono salvati sono i circa 14 milioni di clienti della Qwest, che meritoriamente ha detto «no grazie» alla richiesta di segnalare le telefonate all'ormai famigerata National Security Agency (Nsa), nonostante in cambio di quella «delazione» fosse stato offerta anche una somma di denaro per ora ancora misteriosa. La denuncia di questa ennesima prodezza dell'Amministrazione Bush, apparsa ieri sulla prima pagina di Usa Today, ha investito come una specie di raffica di vento tempestoso tutti i palazzi del potere di Washington, dove già ci si stava preparando alla battaglia per la ratifica della nomina del generale Michael Hayden a capo della Cia. Hayden, che è stato a capo della Nsa fino al 2005, è l'uomo delle intercettazioni telefoniche illegali scoperte un paio di mesi fa e certamente negli hearing del Senato aveva già molte domande a cui rispondere. Ora non solo quelle domande saranno molte di più, ma la sua nomina stessa rischia di scatenare un putiferio. Anche questa vicenda è infatti direttamente riconducibile a lui.
In pratica ogni giorno la Nsa riceve dalle compagnie compiacenti i tabulati delle «attività» di tutti i telefoni da esse gestiti. Esempio: oggi il numero tale ha chiamato venticinque altri numeri, che vengono debitamente forniti. Quelle informazioni finiscono nei cervelloni della Nsa che immagazzinano le informazioni: chi telefona a chi, quante volte lo ha fatto nell'ultima settimana, quanto lunghe sono state le conversazioni, eccetera. E se quei dati risulteranno «interessanti», non sarà difficile sostituire i numeri da cui quelle telefonate sono state fatte e quelli che le hanno ricevute con dei nomi e cognomi. Insomma nessuno ha più segreti. (Cerchiamo di non pensare a cosa succederebbe se il cervello dovesse scoprire che quel numero di Roma che un telefono di New York chiama più volte ogni giorno corrisponde a un giornale che si fregia della testatina «quotidiano comunista»).
L'indignazione sollevata dalla rivelazione di ieri era palpabile e coinvolgeva sia i democratici che i repubblicani. Fra questi ultimi, anzi, il primo risultato è stato che quelli che si erano già detti intenzionati a votare «sì» alla nomina di Michael Hayden a capo della Cia, ora ci stanno ripensando. Ma le conseguenze di questa nuova scoperta non si fermeranno alle difficoltà che troverà Hayden. Questa infatti è l'ennesima prova che l'amministrazione Bush non sopporta l'esistenza delle regole e non intende rispettarle e l'insofferenza continua a montare e a espandersi. Lui, George W., ha dato esattamente la stessa risposta che fornì nel caso delle intercettazioni illegali. «Noi prendiamo di mira esclusivamente i membri di Al Qaeda e i loro noti affiliati. Non ci immischiamo nella vita privata di milioni di cittadini innocenti. Tutto ciò che stiamo facendo è perfettamente legale e del tutto appropriato». Ma quelle parole, senza una spiegazione concreta, non significano nulla se non un semplice «fidatevi di me», cioè una cosa che lui ha serenamente praticato per un lungo tempo, dopo gli attacchi terroristici del 2001, ma che ora - con la perdita verticale di fiducia che ha subito - non può più permettersi. Proprio mentre tutto il mondo politico si stava dibattendo nel fuoco di questa nuova faccenda, ecco arrivare una bella, ulteriore tanica di benzina: la notizia che il dipartimento della Giustizia ha chiuso la sua indagine sulle intercettazioni telefoniche. Non perché quell'indagine fosse conclusa ma perché gli uomini che ne erano incaricati non hanno avuto accesso ai documenti indispensabili per capire come esattamente sono andate le cose.
La polemica al calor bianco dipende anche dal fatto che tali iniziative di intercettazione andrebbero autorizzate dal tribunale segreto che ne ha giurisdizione, la Fisa. Ma nessuno fa notare che la National Security Agency registra e analizza le telefonate di tutto il pianeta, e dunque anche americane, da oltre un decennio con Echelon: In the greatest surveillance effort ever established, the NSA global spy system captures and analyzes virtually every phone call, fax, email and telex message sent anywhere in the world. Quite obviously they cannot listen to everyone anywhere ALL the time, but they have the capability to choose when to listen and who to listen to, wherever they may be.
James Bamford famously recalled how the NSA successfully intercepted satellite calls from Osama Bin Laden in the late nineties as he was talking to his mother.
In the greatest surveillance effort ever established, the US National Security Agency (NSA) has created a global spy system, codename ECHELON, which captures and analyzes virtually every phone call, fax, email and telex message sent anywhere in the world. ECHELON is controlled by the NSA and is operated in conjunction with the Government Communications Head Quarters (GCHQ) of England, the Communications Security Establishment (CSE) of Canada, the Australian Defense Security Directorate (DSD), and the General Communications Security Bureau (GCSB) of New Zealand. These organizations are bound together under a secret 1948 agreement, UKUSA, whose terms and text remain under wraps even today.
The ECHELON system is fairly simple in design: position intercept stations all over the world to capture all satellite, microwave, cellular and fiber-optic communications traffic, and then process this information through the massive computer capabilities of the NSA, including advanced voice recognition and optical character recognition (OCR) programs, and look for code words or phrases (known as the ECHELON “Dictionary”) that will prompt the computers to flag the message for recording and transcribing for future analysis. Intelligence analysts at each of the respective “listening stations” maintain separate keyword lists for them to analyze any conversation or document flagged by the system, which is then forwarded to the respective intelligence agency headquarters that requested the intercept.
But apart from directing their ears towards terrorists and rogue states, ECHELON is also being used for purposes well outside its original mission. The regular discovery of domestic surveillance targeted at American civilians for reasons of “unpopular” political affiliation or for no probable cause at all in violation of the First, Fourth and Fifth Amendments of the Constitution – are consistently impeded by very elaborate and complex legal arguments and privilege claims by the intelligence agencies and the US government. The guardians and caretakers of our liberties, our duly elected political representatives, give scarce attention to these activities, let alone the abuses that occur under their watch.
WASHINGTON - Iran offered in 2003 to accept peace with Israel and to cut off material assistance to Palestinian armed groups and pressure them to halt terrorist attacks within Israel's 1967 borders, according to the secret Iranian proposal to the United States. The two-page proposal for a broad Iran-U.S. agreement covering all the issues separating the two countries, a copy of which was obtained by IPS, was conveyed to the United States in late April or early May 2003. Trita Parsi, a specialist on Iranian foreign policy at Johns Hopkins University School of Advanced International Studies who provided the document to IPS, says he got it from an Iranian official earlier this year but is not at liberty to reveal the source.
But in 2003, Bush refused to allow any response to the Iranian offer to negotiate an agreement that would have accepted the existence of Israel. Flynt Leverett, then the senior specialist on the Middle East on the National Security Council staff, recalled in an interview with IPS that it was "literally a few days" between the receipt of the Iranian proposal and the dispatch of a message to the Swiss ambassador expressing displeasure that he had forwarded it to Washington.
Interest in such a deal is still very much alive in Tehran, despite the U.S. refusal to respond to the 2003 proposal. Turkish international relations professor Mustafa Kibaroglu of Bilkent University writes in the latest issue of Middle East Journal that "senior analysts" from Iran told him in July 2005 that "the formal recognition of Israel by Iran may also be possible if essentially a 'grand bargain' can be achieved between the U.S. and Iran".
[leggi in esteso]
Ha fatto rumore in queste settimane il pezzo pubblicato il 26 aprile sul Corriere da Pietro Ichino nel quale l'economista sosteneva che la Legge Biagi in base allelaborazione dei dati Istata non ha aumentato i precari: la percentuale degli occupati a termine sul totale dei dipendenti era cresciuta di due punti percentuali negli anni 90 col pacchetto Treu, ma dal 2000 al 2005 sarebbe rimasta stabile (da 1.931.000 su 13.222.000, a 2.026.000 su 14.507.000).
In realtà, anche se ufficialmente la quota da noi è del 12.3% contro il 13 di Francia e Germania, Ichino tiene conto di tutte le forme di lavoro temporaneo tranne le finte partite Iva: se le inserissimo arriveremmo al 14.
2/6/06- Da ieri sono scattati gli aumenti delle addizionali Irap e Irpef ai livelli massimi(0.6 e 1.4) per Lazio, Campania, Sicilia, Abruzzo, Molise e Liguria, previste dal neoministro dell'economia Padoa Schioppa per riequilibrare lo sforamento della spesa sanitaria di quei sei enti. Governatori in rivolta. Mentre la Cdl parla di stangata fiscale. In realtà la misura era prevista dalla finanziaria di Giulio Tremonti.
Si parla sempre dei due ultimi campionati come quelli a rischi di penalizzazione per la Juve. In realtà il sistema Moggi esisteva già almeno dalla staione 1999. Lo afferma il teso del procedimento 43915/02/R con cui la Procura di Napli comunica l'indagine a carico "in ordine ai reati loro rispettivamente ascritti Luciano Moggi, Antonio Giraudo, Innocenzo Mazzini, Paolo Bergamo, Pier Luigi Pairetto, Tullio Lanese, Massimo De Santis, Maria Grazia Fazi, Gennaro Mazzei, Francesco Ghirelli, Pasuqlae Rodomonti, Duccio Baglioni, Ianzio Scardina...Perchè rivestendo ciascuno all'epoca dei fatti le seguenti cariche...si associavano tra loro e con persone in corso di identificazione, avendo già nel passato(campionato di clacio di serie A 1999/2000) condizionato l'andamento del campionato stesso sino al penultimo incontro di campionato Juventus Parma, terminato 1-0, arbitrato da Mssimo De Santis, e non riuscendo nell0intento di garantire alla Juventus l'esito finale, in quanto gli accordi illeciti già stabiliti vennero compromessi dal clamore suscitato dall'arbitraggio apertamente favorevole alla squadra torinese da parte di De Santis (cfr. tel.n.5610 del 21/4/2005 tra Leonardo Meani e l'arbitro Pierluigi Collina ed in cui il primo racconta quanto riferitogli da Carlo Ancelotti, all'epoca allenatore della Juvcentus, non solo circa il fatto che Moggi ogni giovedì conosceva già in anticipo l'esito dei sorteggi arbitrali, ma anche in ordine alla fase finale di quel campionato ("al tempo della famosa partita, quella di...e di Perugia, dice la torta era stata pronta e...perchè è venuto fuori il casino, alla partita col Parma, lì cioè è venuto fuori il casino, i giornali sono esplosi, ma se non viene fuori quella roba lì...sai si è ribaltato il tutto, perchè è scoppiata la bomba, no?...ma se no..."); attraverso uno stabile vincolo associativo, realizzato e costantemente alimentato da molteplici contatti telefonici...".
La nostra in Iraq è solo una missione di pace? Ma oltre ai 3200, oggi 2600 di Nassiriya, abbiamo altri 166 soldati di cui nessuno parla mai: in servizio presso il comando britannico della divisione multinazionale zona sud est, presso il comando multinazionale di Baghdad. Senza contare quelli che operano presso centro di addestramento Nato a Baghdad e un nucleo di crocerossine volontarie.
Una sessantina di colleghi indagati, imputati o già miracolati dalla prescrizione, che siedono nelle nuove Camere insieme ai 16 condannati in via definitiva. Compreso Dell'Utri, pregiudicato per false fatture e frode fiscale e condannato in primo grado per mafia: in uno dei tanti processi a suo carico, quello in corso al tribunale di Palermo per un complotto di falsi pentiti, ha appena chiesto la rimessione del processo ad altra sede perchè, com'è noto, Palermo è infestata di giudici antimafia. In tutto abbiamo un'ottantina di eletti nei guai con la giustizia: quasi un parlamentare su dieci.
Letta presidente della repubblica, o commissario per calciopoli?
giudici, Gianni Letta si staglia come un Cavour redivivo. Ma, se si esce dal museo degli orrori di Arcore, l'idea che costui possa essere super partes è decisamente da camicia di forza. Basti pensare che, prima di seguire il capo a Palazzo Chigi, Letta era vicepresidente della Fininvest. E,come tale, nel '90 aveva accompagnato amorevolmente nei corridoi del Parlamento il cammino della legge Mammì e il relativo piano delle frequenze (elaborato da un giovane assistente del ministro omonimo poi divenuto consulente della stessa Fininvest). E, come tale, nel '93 era stato indagato per corruzione dalla Procura di Roma che ne aveva chiesto addirittura l'arresto al gip Augusta Iannini, consorte di Bruno Vespa, la quale si era spogliata del caso perché «amica di famiglia» di Letta (l'insetto infatti aveva iniziato la sua luminosa carriera al «Tempo» di Angiolillo, esattamente come Letta). L'inchiesta era stata poi archiviata, con motivazioni non proprio esaltanti.
Un'altra inchiesta, invece, era stata scippata anni prima alla Procura di Milano dal porto delle nebbie romano: quella di Gherardo Colombo sui fondi neri dell'Iri, nella quale l'allora direttore del «Tempo» Gianni Letta aveva allegramente ammesso nel dicembre 1984 di aver ricevuto 1 miliardo e mezzo di lire in nero dall'ente statale per ripianare i buchi del suo disastrato giornale. Un giornale che, scrissero Scalfari e Turani in «Razza padrona», era «in vendita ogni giorno, ma non solamente in edicola».
Letta-Letta, come lo chiamava Sergio Saviane, passò poi alla corte del Cavaliere nella doppia veste di gran ciambellano nei palazzi della politica e di conduttore tv su Canale5: le sue interviste ai boss democristiani e socialisti sotto la sigla «Italia domanda», rimasero per anni un capolavoro di sviolinate ineguagliato. Fino all'arrivo di «Porta a Porta» e «Telecamere», si capisce.
Solo in un paese di bocca buona e stomaco forte come il nostro, uno così potrebbe passare, anche a sinistra, come un «uomo delle istituzioni», una «figura super partes», il simbolo della «destra buona con cui si può dialogare»(da L'Unità)
Berlusconi e i fischi ai senatori a vita che hanno dato la fiducia al senato al governo Prodi permettendogli di nascere: ma nel '94 il primo governo del cavaliere ottenne la fiducia per un solo voto, a garantirla 3 senatori a vita: Agnelli, Cossiga e Leone. Peraltro allora senza questi voti non avrebbe avuto la maggioranza, mentre i sette voti su dieci di maggioranza per Prodi non sono stati decisivi.
E Pairetto disse a Facchetti: «Ti ho fatto mettere Meier»
di Redazione
Spunta per la prima volta l’Inter. L’ex designatore avvisa di aver scelto un arbitro adatto in Champions. Poi chiede due tessere
da Milano
Spunta la prima intercettazione legata all’Inter. È un colloquio telefonico tra il presidente nerazzurro Giacinto Facchetti e Pierluigi Pairetto. L’ex designatore arbitrale parla come componente della commissione arbitrale Uefa e l’argomento è la designazione di alcuni arbitri per le partite di Champions League. Quando Pairetto chiama Facchetti è il 15 settembre 2004. Seguirà un secondo colloquio, il giorno dopo. Al centro delle telefonate ci sono valutazioni sugli arbitri di Champions (l’Inter era in un girone con il Valencia, il Werder Brema e l’Anderlecht) e alcune tessere dell’Inter per Pairetto.
L’intercettazione è nel fascicolo aperto dalla procura di Torino per frode sportiva e poi archiviato dai giudici. Così nell’inchiesta torinese che ha dato il via allo scandalo non era il solo Moggi ad avere rapporti con i designatori arbitrali. Il contenuto dell’intercettazione di Facchetti non ha lo stesso tenore di quelle del direttore generale bianconero che suggeriva - quasi pretendeva - le designazioni. Nel colloquio del dirigente nerazzurro, invece, è Pairetto a comunicare a Facchetti chi è stato scelto: «Ho fatto mettere Meier». Si riferisce all’arbitro che dirigerà la partita con il Valencia. Pairetto però non è certo e allora vuole richiamare Facchetti in un secondo momento. Però aggiunge: «... avevo fatto mettere Meier appunto perché è un arbitro molto...». Facchetti lo interrompe: «Sì perché lì a Valencia». Allora Pairetto riprende il discorso: «... affidabile, no no a Valencia è un ambientino... bello tosto, anche se ieri è stato un buon risultato, lui è stato bravo». La telefonata si dilunga, poi si cambia argomento. È Pairetto a farlo: «Per le tessere invece le hai già...». Facchetti replica: «Sì le tessere sono, guarda abbiamo... pensa che ieri hanno consegnato». Dopo altre battute Facchetti dice: «Mi sai dire il nome di chi viene a ritirarle». E Pairetto dice: «Te lo faccio sapere di chi viene a prenderle».
È la prima volta che un dirigente nerazzurro entra nello scandalo intercettazioni. Qualche giorno fa sull’argomento, il presidente Moratti aveva detto: «È una situazione scioccante, e naturalmente lo sarà per tutti quelli che nel calcio partecipano generosamente e soprattutto intendo il pubblico. Spero che ci sia molto meno di quello che sembra in questo momento, questa è la speranza vera. Dare un giudizio non è simpatico nè giusto in questo momento. Il sentimento di qualche cosa che non funzionasse bene c'era, poi che fosse una situazione così sempre più marcia magari no. A me fa impressione». L'Inter era fino a quel momento una delle poche squadre non coinvolte nello scandalo, ma questo non consolava il patron nerazzurro. «Non fa certo piacere, e non la vedo come una rivincita. Non è una situazione che dia soddisfazione, è una situazione che segui con molto fastidio e dispiacere nei confronti di alcune persone, ma soprattutto con fastidio. Perché in questo ambiente conosco queste persone e mi dispiace siano in questa situazione per debolezza o per calcolo, ma dispiace siano coinvolte e poi vedremo se lo sono» (da Il Giornale)
Non c'è più lo stile Juve...Ma c'è mai stato?
Carlo Petrini, tra l'altro compaesano di Moggi, ex giocatore di enoa, Roma e Milan, e capro espiatorio del calcio scommesse 1980, fece quanto segue:
"Nell'80 la Juve si salvò perchè il teste chiave, Cruciani, fu corrotto il giorno prima di presentarsi all'udienza: all'incontro, davanti al cancello 5 di S.Siro, per comunicare la cifra che la Juve avrebbe dovuto pagare allo scommettitore pentito, c'era anche Petrini. Milan e Lazio furono retrocesse, il Bolona penalizzato.
Le Marchi condannate in primo grado, parlano di processo mediatico: ma furono proprio loro a richiedere alla corte la presenza delle telecamere in aula.
*La rivista Forbes dice quest'anno che ha un patrimonio di 900 milioni
di dollari. Vediamo come lo calcola.*
Come tutti gli anni, la rivista Forbes torna ad includere il presidente
cubano nella lista di quelli che chiama "re, regine, e dittatori" più
ricchi. Naturalmente, tutti i media hanno fatto entusiastica eco ad una
notizia che si ripete tutti gli anni. Se uno cerca su google la notizia
scopre che sono un centinaio i media che informano, non della lista dei
governanti milionari, ma della presenza di Fidel Castro, per quanto il
suo posto in lista non sia il primo ma il settimo. Il che porta alla
conclusione che se il presidente di Cuba non fosse nella lista, il
patrimonio di questi ricchi cesserebbe di essere notizia.
Quest'anno dicono che la sua fortuna è di 900 milioni di dollari, quasi
il doppio dei 550 dello scorso anno. E, come gli altri anni è
importante
andare alla fonte originale ed osservare come calcolano i soldi di
Castro, in base a quanto affermato nel sito web ufficiale di Forbes. Si
legge testualm ente sul testo inglese: "Nel caso di Fidel Castro, altro
convertito dittatore, presumiamo che abbia il controllo di una rete di
compagnie statali che include il Palacio de Convenciones (un centro
congressi vicino all'Avana", Cimex (un conglomerato di vendite al
minuto) e Medicuba (che vende vaccini ed altri farmaci prodotti
nell'isola)". Effettivamente il presidente del paese ha il controllo
delle compagnie statali, come in tutti i paesi. Sebbene la tesi di
Forbes sia cambiata, dato che lo scorso anno le imprese erano
presentate
come proprietà di Castro.
Di seguito: "Ex funzionari cubani insistono che Castro, che viaggia
esclusivamente in una flotta di Mercedes nere, si è appropriato dei
profitti di queste attività d'affari, nel corso degli anni. Tutti i
Cubani sanno che viaggia in una Mercedes nera da 20 anni, e che è
accompagnato dalle auto della sua scorta come tutti i presidenti,
soprattutto quelli che il governo degli Stati Uniti ha cercato di
assassinare. Nella maggior parte dei paesi una Mercedes è ciò che hanno
tutti i ministri e moltissimi imprenditori, e modelli molto meno
antiquati di quello usato da Castro. Il ragionamento fatto dagli ex
funzionari sul fatto che "si è appropriato dei profitti" come prova
della ricchezza è una affermazione gratuita senza alcun valore. Non
saranno Palacio de Convenciones, dove si celebrano solo atti pubblici,
e
dove l'unico denaro che circola è il peso cubano per comprare un caffè
al bar. Quanto a Medicuba e Cimex, come già sottolineai lo scorso anno
in risposta allo stesso argomento di Forbes, sono imprese pubbliche che
commerciano con prodotti dell'isola. In nessun registro o documento si
riporta che si tratti di proprietà del governante, tutti i paesi hanno
imprese pubbliche.
Ora viene la faccenda grossa per Forbes: di quanto si è appropriato il
presidente? Affermano di averlo calcolato così: "Con l'obiettivo di
arrivare ad una cifra netta abbiamo utilizzato un metodo nel quale le
entrate di denaro liquido vengono scontate per valutare queste
compagnie
e dopo abbiamo presunto che una parte di questo flusso di profitti va a
Castro". A quel punto al posto dei 900 milioni avrebbero anche potuto
mettere il doppio, in fin dei conti si trattava di calcolare la "parte
di questo flusso di profitti" che a loro pareva opportuna per dire che
"va a Castro". Probabilmente lo diranno l'anno prossimo e potranno
offrire come notizia che la sua ricchezza è raddoppiata.
Dopo chiariscono che "adottando un criterio prudenziale abbiamo evitato
di stimare qualunque profitto che possa avere intascato in altre
epoche,
anche se esistono voci che trasferì grosse somme in conti bancari
svizzeri. Castro lo ha negato pubblicamente ed ha insistito che non
possiede nulla". Precisamente quello che dovrebbero aver individuato se
potevano dimostrare la sua fortuna era il denaro su un conto bancario a
suo nome, o proprietà nelle quali figura come usufruttuario o titolare.
Strano milionario questo del quale non risulta la proprietà di
gioielli,
yacht, case, o vacanze al mare o in montagna.
Dopo aver letto il metodo di calcolo si osserva che non ha giacenze di
denaro in nessun conto, né proprietà a suo nome. Però, questo sì, ha
900
milioni di dollari. Il sito web, in lettere piccole, sottolinea che
siccome "la stima di queste fortune è difficile", hanno calcolato la
ricchezza personale del presidente cubano considerando sua una
percentuale del prodotto interno lordo del paese. Semplice no?
La notizia fa impazzire i media. La agenzia Reuters inizia il suo
lancio
dicendo che "il presidente cubano, Fidel Castro, si è infuriato quando
la rivista Forbes stimò la sua fortuna in 550 milioni di dollari l'
scorso anno". Alcuni paragrafi dopo lo stesso lancio dice che "Castro
aveva dichiarato che stava considerando di sporgere querela dopo che il
suo nome appariva nella lista del 2005, e se la rise che la sua fortuna
veniva equiparata a quella della regina d'Inghilterra". Ossia, si
infuriò e se la rise al tempo stesso. Questi commenti furono fatti
durante un evento al Palacio de Convenciones -- quello che a quanto
pare
lo arricchisce -- davanti a migliaia di Cubani, e effettivamente, io
ero
presente, fece dell'ironia sul fatto di venire equiparato alla regina
d'Inghilterra e affermò che si riservava di prendere qualche iniziativa
legale contro la rivista.
Sembra che quest'anno Castro superi di un bel po' la regina
d'Inghilterra. Ma apprendiamo dai media che la regina Elisabetta non è
menzionata come proprietaria di Buckingham Palace né dei gioielli della
corona. Viceversa Castro intasca 900 milioni con i ricavi del Palacio
de
Convenciones dove ci sono solo manifestazioni pubbliche e si entra
gratis.
Se Fidel Castro, invece di essere un presidente socialista impegnato a
dividere il suo Palacio de Convenciones con i Cubani, fosse un
capitalista con 50.000 milioni di dollari, come Bill Gates, riceverebbe
in Spagna il Premio Principe delle Asturie per la cooperazione.
http://www.gennarocarotenuto.it
Entrambi sono accusati di "associazione per delinquere finalizzata alla rivelazione del segreto istruttorio" (da una costola di quest'inchiesta sono già saltate fuori le manovre storte contro Piero Marrazzo e Alessandra Mussolini).
Il pasticcio spionistico incrocia anche lo scandalo del calcio. Per quanto racconta Emanuele Cipriani ai magistrati, nei file illegali della Polis d'Istinto ci sono alcuni dossier raccolti, su input dell'Inter di Massimo Moratti e ordine di Marco Tronchetti Provera, contro l'arbitro Massimo De Santis, il direttore sportivo di Messina e Genoa Mariano Fabiani, il direttore sportivo del Catanzaro Luigi Pavarese. La scoperta ha amareggiato (e irritato) molto la Procura di Milano.
Ai pubblici ministeri, tre anni fa, è stata segnalata la confessione che l'arbitro Danilo Nucini affida "in privato" al presidente dell'Inter, Giacinto Facchetti. La "giacca nera" racconta "il metodo Moggi"; le pratiche occulte utilizzate per aggiustare i risultati prima della partita; le modalità e i luoghi degli incontri clandestini del direttore della Juve con gli arbitri "addomesticati". Addirittura indica i numeri di telefono "coperti" utilizzati dalla "banda" per comunicare in sicurezza. Facchetti invita Nucini a incontrare i magistrati. L'arbitro non ne vuole sapere, non se la sente di strappare il velo. Il presidente dell'Inter insiste. Pena un po'. Alla fine, la spunta. Nucini va in procura, ma è un buco nell'acqua. L'arbitro non conferma le sue accuse. Tocca ora a Facchetti. Se la sente di diventare attore della denuncia riferendo ai magistrati le rivelazioni di Nucini, peraltro registrate dal presidente dell'Inter? Facchetti affida la decisione al patron della squadra, Massimo Moratti. Che esclude la testimonianza per non "compromettere" il presidente del club. La storia sembra morta lì. Invece continua per vie oblique (da qui l'irritazione della procura che si sente oggi utilizzata e gabbata dall'Inter).
Il club neroazzurro si rivolge alla rete spionistica di Telecom, alla Polis d'Istinto di Emanuele Cipriani, per venire a capo della presunta corruzione di Massimo De Santis, indicato da Nucini come uno dei protagonisti dei trucchi. Il Corriere della Sera ha già svelato la nota di accompagnamento dell'indagine spionistica: "Con il presente report siamo a riportare quanto emerso dall'attività di intelligence attualmente in corso a carico di Massimo De Santis e della di lui coniuge, sviluppata al fine di individuare eventuali "incongruità" in particolare dal punto di vista finanziario e patrimoniale a carico del soggetto di interesse".
25/5/06- Le polemiche sulla partita a pallavolo di Erika Nardo. Il punto non è il fatto che per giocarla sia uscita dal carcere, perchè la struttura dove è rinchiusa, a Verziano Brescia, è in realtà una prigione 'a sicurezza attenuata': sembra una palestra comunale, offre serre, orti, celle aperte da cui si può entrare e uscire, laboratori, un campo da pallavolo usato anche per le gare della federazione. E lì Erika svolge anche lavoro di componentistcia per una cooperatvia carceraria e un corso di florovivaismo.
È iniziato ieri l'incidente probatorio chiesto dalla Procura
l'ex banchiere ha ripercorso le tappe della scalata ad Antonveneta
MILANO - Tra diciotto giorni Gianpiero Fiorani sarà un cittadino libero. Anche i confortevoli arresti domiciliari nella villa di Lodi verranno revocati per scadenza dei termini, e l'ex amministratore delegato della Banca popolare italiana potrà tornare a muoversi come gli pare. Ma prima c'è da affrontare un passaggio difficile. L'incidente probatorio chiesto dalla Procura di Milano: ovvero l'interrogatorio in aula, alla presenza degli avvocati delle decine di persone che le sue dichiarazioni sulla scalata Antoneventa hanno tirato in ballo.
Non è facile: gli ex complici non ci sono (anche Stefano Ricucci, che avrebbe potuto approfittarne per mettere il naso fuori da Regina Coeli, ha rinunciato) ma ci sono i loro avvocati. Decine di mastini in toga, gli studi legali più esperti di Milano. Ma Fiorani non fa una piega. E ripete, punto per punto, parola per parola, le sue accuse. Ma anche le sue assoluzioni. I suoi silenzi. Le sue sfumature.
"È andato benissimo, è stato molto efficace". Alle sei di sera, quando finisce la prima tornata - si andrà avanti lunedì, martedì e giovedì - i pubblici ministeri lasciano l'aula soddisfatti. Fiorani ha ripetuto per filo e per segno quello che aveva messo a verbale nel corso degli interminabili interrogatori a San Vittore. Ma stavolta lo ha fatto in pubblico.
È apparso freddo e astuto. Anche quando ha dovuto ripercorrere i punti forse più delicati delle sue dichiarazioni: quelle sui rapporti con Silvio Berlusconi e Antonio Fazio, che erano presidenti del Consiglio e governatore della Banca d'Italia quando Fiorani decise di lanciare Bpi e i suoi alleati all'attacco di Antonveneta. Con Fazio, Fiorani è stato spietato. Con Berlusconi, molto meno.
Ed è proprio intorno alla figura dell'ex presidente del Consiglio che è ruotata buona parte dell'interrogatorio. Fiorani e Berlusconi si incontrarono per due volte alla vigilia della scalata. La prima fu in Sardegna, a villa Certosa. "Eravamo presenti io, il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, Cesare Previti e l'onorevole Grillo. C'erano ovviamente le rispettive mogli... Tranne la signora Berlusconi. Io illustrai i progetti che stavamo studiando per la scalata ad Antonveneta. Ad un certo punto dell'incontro mostrai al presidente anche alcune slide".
Nel corso dell'incontro Previti fece capire chiaramente a Fiorani che avrebbe dato il suo appoggio e avrebbe lavorato per quello del presidente del Consiglio a condizione che "una volta scalata l'Antonveneta" nell'ufficio legale della banca o come consulente esterno "fosse stato coinvolto suo figlio". Anche l'onorevole Grillo, da sempre grande sostenitore dell'avventura della Bpi, fece capire, in quell'occasione "che avrebbe chiesto una contropartita". A questo punto però il gip ha interrotto l'esame dell'indagato.
Il secondo incontro tra Fiorani e Berlusconi avviene in occasione del Salone nautico di Genova. Anche stavolta, un ruolo fondamentale è ricoperto da Grillo. Che va a prendere personalmente il presidente della Bpi. "Andammo a Genova con la macchina di Grillo, andammo in aeroporto, direttamente in pista. Salimmo a bordo dell'aereo di Stato di Berlusconi. E rimanemmo lì a parlare. L'aereo non si mosse".
La conversazione che avvenne a bordo è stato uno degli argomenti più delicati dell'interrogatorio di ieri. "Berlusconi mi rassicurò che non avrebbe opposto alcuna difficoltà alla scalata della banca, anzi mi disse che avrebbe approvato a patto che la cosa fosse stata approvata anche da Fazio". Poi cambiò discorso: "Mi chiese di Hdc. Nelle settimane precedenti mi aveva chiamato spesso per sostenere la società Hdc che stava attraversando un periodo di grandi difficoltà. Ricordo che aveva paura che le telefonate che mi aveva fatto in quel periodo fossero state annotate nelle agende che le banche tengono in archivio..."
Quelle agende erano state sequestrate qualche giorno prima dalla Guardia di finanza. "Mi chiese se i finanzieri mi avevano chiesto qualcosa a riguardo". Nei suoi interrogatori precedenti, nel raccontare questo episodio, Fiorani ha sempre confessato ai magistrati di essere rimasto molto stupito di quella domanda, non capendo come potesse Berlusconi sapere del sequestro di quelle agende.
Più pesanti le dichiarazioni su Fazio. "Il governatore sin dal primo momento si era detto contrario alla scalata ad Antonveneta ad opera della Abn Amro. Aveva detto chiaramente: "Io l'Abn non la voglio". Credo che avesse capito che Capitalia ce l'avrebbe fatta a scalare Antonveneta solamente con l'appoggio degli olandesi e quindi si liberò di Geronzi. Il giorno in cui gli olandesi lanciarono la loro Opa ricordo che andammo da Fazio. Io portai con me un bigliettino, ricordo anche il colore, che era giallo, con su scritti degli appunti. Dissi: "Ecco qui, questi sono i soci occulti..." e lui rispose: "Datevi da fare"".
Il finale dell'interrogatorio è stato riservato agli ex vertici dell'Unipol, Giovanni Consorte e Ivano Sacchetti. Alla domanda del giudice circa i soldi transitati da Bpi ai loro conti Fiorani ha spiegato: "Si trattava di pagamenti che dovevano colmare una storia che si era aperta per l'affare Telecom". Ulteriori domande su quest'ultimo tema verranno rivolte a Fiorani al prossimo interrogatorio.
(27 maggio 2006)
www.repubblica.it
Posada Carriles: un terrorista al sole di Miami
Ricercato da Venezulela, Cuba e El Salvador è protetto dagli Usa
Posada Carriles, un terrorista al sole di Miami
La storia del 'Bin Laden dell'America Latina' in un reportage di Damiano Ficoneri a 'Effetto reale' su La7
Roma, 27 mag. (Ign) - Nome ufficiale: Luis Faustino Clemente Posada Carriles. E’ nato a Cienfuegos in Calle Tacón (provincia di Matanzas), il 15 Febbraio 1928. Nazionalità: cubana-salvadoreña. Razza: Bianca. Statura: 1,90. Costituzione: Robusta. Professione: Terrorista. Laureato in chimica, addestrato dalla Cia come esperto in esplosivi e in lotta contro-guerrigliera dall'esercito degli Stati Uniti. Tra i suoi ‘intimi’ è conosciuto soprattutto col soprannome di ‘Bambi’ e in passato anche come ‘Johnny Bambusio’.
Ora questo vecchio signore con gli occhi verdi e alcune cicatrici sul viso, si gode il sole di Miami, come milioni di altri pensionati americani. Il ‘Bin Laden dell’America latina’, altro soprannome ‘d’arte’ del terrorista, è tranquillo e dipinge quadri. Dal 17 marzo del 2005, gli Stati Uniti lo hanno arrestato con l'unica accusa di essere un immigrato senza documenti, nonostante le carte segrete di Cia ed Fbi leghino Posada Carriles a una lunga serie di atti criminali contro civili innocenti: dall'abbattimento del volo Cubana 455, nel '76 (la più grave azione contro un aereo civile nelle americhe prima dell'11 settembre), al tentativo di fare saltare in aria un auditorium di Panama pieno di studenti, dove era atteso Fidel Castro.
Fino a una serie di attentati in ristoranti ed alberghi di Cuba, in uno dei quali viene assassinato anche un turista italiano, Fabio Dicelmo. Per quella morte, Posada è reo confesso. In un’intervista al ‘New York Times’, ha ‘spiegato’ che il nostro connazionale ‘’era al momento sbagliato nel posto sbagliato’’. E ha aggiunto: ‘’Non provo alcun rimorso, dormo tutte le notti come un bambino’’.
Carriles, dopo essere stato rilasciato da un carcere di Panama grazie ad una amnistia, aveva presentato domanda di asilo alle autorità d'immigrazione di Miami, facendo affidamento sulle leggi in vigore negli Stati Uniti che garantiscono a tutti coloro che scappano dalla Cuba di Castro - a prescindere dai loro precedenti penali - l'ospitalità nella libera terra americana.
Ricercato a Cuba, latitante a El Salvador, Posada parla come un pugile suonato, pronuncia articolando in maniera molto gutturale e disarticolata. "E’ un Frankestein creato dai servizi segreti’’ dicono di lui molti giornalisti americani, scandalizzati da tanto plateale cinismo. Il Venezuela ne ha chiesto l’estradizione per la bomba sul volo 445, ma gli States nicchiano sulla vicenda, nonostante l’art. 7 della convenzione di Montreal sugli atti di terrorismo e la Convenzione sull’uso di esplosivi negli atti di terrorismo. Entrambe, infatti, obbligano il governo o a concedere l’estradizione oppure a mettere sotto processo l’imputato. Nulla di tutto questo.
E così il suo avvocato, Eduardo Soto, ha chiesto per il terrorista addirittura la cittadinanza americana. ‘’Basta dimostrare che sei una persona di buona moralità per un solo anno, quello precedente alla presentazione della domanda’’, ha detto candidamente il legale.
Di ‘Bambi’ e della sua ‘esplosiva storia’ si parlerà lunedì sera, 29 maggio, a ‘Effetto Reale’ l'approfondimento de LA7 curato da Paola Palombaro. La puntata 'Il buon terrorista' presenta indatti una puntuale inchiesta di Damiano Ficoneri sull'uomo che l'America protegge nonostante le promesse della Casa Bianca, che ha posto la lotta globale al terrore al centro della politica estera americana.
Eppure Bush, nel primo discorso alla nazione dopo l’11 settembre, con le macerie delle Torri Gemelle ancora fumanti, aveva detto: ‘Non faremo distinzione tra chi commette un atto terroristico e chi dà riparo a un terrorista’’. Nel frattempo il sole della Florida riscalda le ossa del pericoloso terrorista.
11/5/06- Chi è il conservatore e chi il progressista in Iran? Tra l'altro mentre grande evidenza era stata data all'annuncio del neopresidente, nessuna nei media italiani alla marciaindietro.
...Mahmoud Ahmadi Nejad, ha spiazzato molti, quando ha annunciato l'intenzione di aprire gli stadi di calcio al pubblico femminile, due settimane fa. Una manovra fallita: il clero e i deputati ultraconservatori hanno sollevato grandi proteste contro la presenza delle donne nei luoghi sportivi finora riservati ai soli maschi, mettendo Ahmadi Nejad in conflitto con i suoi sostenitori. Le critiche del clero si fondano sulla tesi che queste libertà sono incompatibili con le leggi islamiche della sharia.
Alla fine dopo due settimane di discussione è stata comunicata la decisione conclusiva sul tema dell'entrata di donne nello stadio. Proprio ieri, Elham, porta voce del governo, ha annunciato l'invito del leader supremo(ayatollah Khamenei) a rispettare il parere dei grandi ayatollah di Qom. E il presidente Ahmadi Nejad ha prestato obbedienza.
10/5/06-
Quando disse: in Ungheria l’Urss porta la pace
Giorgio Napolitano
Come si può, ad esempio, non polemizzare aspramente col compagno Giolitti quando egli afferma che oltre che in Polonia anche in Ungheria hanno difeso il partito non quelli che hanno taciuto ma quelli che hanno criticato? È assurdo oggi continuare a negare che all'interno del partito ungherese - in contrapposto agli errori gravi del gruppo dirigente, errori che noi abbiamo denunciato come causa prima dei drammatici avvenimenti verificatisi in quel paese - non ci si è limitati a sviluppare la critica,
ma si è scatenata una lotta disgregatrice, di fazioni, giungendo a fare appello alle masse contro il partito. È assurdo oggi continuare a negare che questa azione disgregatrice sia stata, in uno con gli errori del gruppo dirigente, la causa della tragedia ungherese.
Il compagno Giolitti ha detto di essersi convinto che il processo di distensione non è irreversibile, pur continuando a ritenere, come riteniamo tutti noi, che la distensione e la coesistenza debbano rimanere il nostro obiettivo,
l'obiettivo della nostra lotta. Ma poi ci ha detto che l'intervento sovietico poteva giustificarsi solo in funzione della politica dei blocchi contrapposti, quasi lasciandoci intendere - e qui sarebbe stato meglio che, senza cadere lui nella doppiezza che ha di continuo rimproverato agli altri, si fosse più chiaramente pronunciato, che l'intervento sovietico si giustifica solo dal punto di vista delle esigenze militari e strategiche dell'Unione Sovietica; senza vedere come nel quadro della aggravata situazione internazionaledel pericolo del ritorno alla guerra fredda non solo ma dello scatenamento di una guerra calda, l'intervento sovietico in Ungheria, evitando che nel cuore d'Europa si creasse un focolaio di provocazioni e permettendo all'Urss di intervenire con decisione e con forza per fermare la aggressione imperialista nel Medio Oriente abbia contribuito, oltre che ad impedire che l'Ungheria cadesse nel caos e nella controrivoluzione, abbia contribuito in misura decisiva, non già a difendere solo gli interessi militari e strategici dell'Urss ma a salvare la pace nel mondo.
10/5/06- Pubblicato il Rapporto ufficiale del parlamento inglese sulle stragi di Londra: i terroristi agirono di loro iniziativa, non su ordine di Bin Laden.
10/5/06- L'Unione elegge Napolitano senza l'accordo della Cdl, che vota scheda bianca. E' la prima violazione del programma elettorale. Da pag.13 del programma dell'Unione, capitolo "Le garanzie istituzionali": "Il centro destra in questi anni ha spesso aggirato o cancellato gli strumenti posti a garanzia delle opposizioni e quindi del confronto e del pluralismo. Il rischio è quello di uno squilibrio che porti alla dittatura della maggioranza. Questo rischio deve essere combattuto riaffermando la necessità di equilibrio tra i poteri istituzionali attraverso appositi checks and balances. ...Eleveremo la maggioranza necessaria per l'elezione del presidente della repubblica, garante imparziale della costituzione e rappresentante dell'unità nazionale, e quella per l'elezione dei presidenti della camere, in modo da tornare alla convenzione che prevedeva una larga intesa sulla designazione dei presidenti, tutelandone il ruolo di garanti imparziali".
10/5/06- La Cdl non vota Napolitano perchè non si sarebbe rispettato il cosiddetto metodo Ciampi: scegleire una personalità garante e super partes d'intesa con l'opposizione. In realtà Ciampi quando fu eletto era ministro in carica del centrosinistra.
10/5/06- La famosa lettera di Ahmadinejad a Bush: un lungo rimprovero di non rispettare gli insegnamenti di Gesù Cristo ("la pace sia con lui") e degli altri profeti di cui si proclama seguace il presidente Usa. E affarma di credere in Gesù!
[leggi in esteso]
10/5/06- Berlusconi e i suoi non votano Napolitano presidente della repubblica. Affermando che gli elettori non capirebbero. In realtà cedono al ricatto leghista. In quanto Berlusconi aveva già detto di sì a Napolitano, comunicandolo al direttore del Tg5 Rossella, che si era venduta la notizia in tv. Lo fanno notare sia Fini che Casini che dicono rispettivamente: "Caro Mimun, chissà come sarà arrabbiato Rossella per quella notizia che gli ha dato il suo pricnipale informatore", e "Berlusconi aveva dato il via a Napolitano. Silvio ha un atteggiamento schizofrenico, è più intelligente di tutti noi, ha due cervelli".
[leggi in esteso]
10/5/06- ONU: CINA E CUBA ENTRANO NEL CONSIGLIO DIRITTI UMANI
Russia, Cina, Cuba, Pakistan e Arabia Saudita sono tra gli Stati che hanno conquistato un seggio ciascuno nel nuovo Consiglio delle Nazioni Unite per i Diritti umani. Il primo turno per l'elezione dei 47 membri del Consiglio si e' svolto oggi e vi hanno concorso 63 nazioni.
Secondo Human Rights Watch (Hrw), sebbene i Paesi sopra citati non abbiano le carte in regola, il nuovo Consiglio "rappresenta comunque un passo nella giusta direzione" rispetto allo screditato vecchio Consiglio di Ginevra.
Le votazioni assegneranno i seggi su base regionale: 8 all'America Latina, 13 all'Africa, 13 all'Asia, 6 all'Europa orientale, 7 a un gruppo che comprende l'Europa occidentale e Stati Uniti, Canada e Israele. Anche il nuovo Consiglio avra' la sede a Ginevra.
Onu Oggi l'elezione dei 47 membri del Consiglio dei diritti umani
I 47 paesi membri del nuovo Consiglio per diritti umani dell'Onu, che ha preso il posto della screditata Commissione per i diritti umani di Ginevra, saranno eletti oggi dai 191 paesi dell'assemblea. Per gli 8 posti previsti sono in lizza 11 paesi dell'America latin: Argentina, Brasile, Ecuador, Messico, Venezuela, Guatemala, Honduras, Nicaragua, Perù, Uruguay e Cuba. L'Avana ha confermato la sua candidatura, mentre gruppi di dissidenti cubani hanno protestato. Il Consiglio esiste dal 15 marzo 2006, in sostituzione dell'imbarazzante ex xommissione per i diritti umani
10/5/06- Previti già a casa dopo tre giorni di carcere. Sfruttando la ex Cirielli. Dunque si trattava di una legge ad personam, e Previti, che pur aveva fatto il beau gest di annunciare il suo voto contro l'emendamento salva ultrasettantenni, ora invece non si rifiuta di trarne vantaggio.
10/5/06- La guerra al terrorismo funziona? Nel rapporto 2006 del Dipartimento di stato solo nel 2005 si contano 360 attacchi suicidi con 3000 morti. Dal 2000 al 2004, in 5 anni erano stati secondo lo Csis 472. E fino alla metà del 2001 300. Gli attacchi suicidi fanno il 20% di tutti i morti per terrorismo.
9/5/06-
ANSA (EST) - 08/05/2006
11/9: USA, MOUSSAOUI VUOLE RIMANGIARSI CONFESSIONE - Zacarias Moussaoui, che la scorsa settimana e' stato condannato all'ergastolo, per il ruolo avuto nella cospirazione della rete terroristica al Qaida che porto' agli attentati dell'11 Settembre 2001, ha oggi fatto sapere che vuole rimangiarsi la dichiarazione di colpevolezza . In un documento fatto pervenire alla corte federale che l'ha giudicato, quella di Alexandria, nel Nord della Virginia, alle porte di Washington, Moussaoui sostiene che il fatto che la giuria non l'abbia condannato alla pena capitale l'ha ora convinto della possibilita' di avere un processo equo. Per questo, Moussaoui, l'unica persona processata e condannata negli Usa per gli attacchi dell'11 Settembre 2001, vuole ritirare l'ammissione di colpevolezza e dichiara che la sua deposizione e' stata ''una completa invenzione''. La giuria, del resto, non aveva creduto al suo racconto, che lui e un altro terrorista avrebbero dovuto dirottare e pilotare, l'11 Settembre, unn quinto aereo sulla Casa Bianca. Poi, lui, che frequentava una scuola di volo, fini' in carcere prima del giorno fatidico. I legali di Moussaoui sanno bene che la legge non consente di modificare una dichiarazione di colpevolezza dopo che la sentenza e' stata pronunciata, ma hanno presentato lo stesso l'istanza a causa -hanno spiegato- 'del problematico rapporto' con il loro cliente. La scorsa settimana, al momento della sentenza, il giudice Leonie Brinkema aveva avvertito Moussaoui che aveva il diritto di ricorrere in appello, ma solo contro la sentenza; e aveva aggiunto che sarebbe probabilmente stato ''un atto futile''. (ANSA).
ADNK (EST) - 09/05/2006 - 10.54.00
USA: GIUDICE NEGA NUOVO PROCESSO A MOUSSAOUI
------------------------------------------------------------------------------- (Adnkronos) - Non verra' ripetuto il processo negli Stati Uniti contro Zacharias Moussaoui, condannato la settimana scorsa all'ergastolo per gli attentati dell'11 settembre. Il giudice distrettuale Leonie Brinkema ha infatti immediatamento respinto l'istanza presentata ieri a sorpresa da Moussaoui, che aveva affermato di voler ritirare la sua dichiarazione giurata di colpevolezza e chiesto un nuovo processo ''per provare la mia innocenza nel complotto dell'11 settembre''. Il giudice Brinkema, titolare del processo appena concluso, ha spiegato che le regole processuali proibiscono il ritiro della dichiarazione di colpevolezza di un imputato dopo la sua condanna. ''Dato che l'imputato e' stato condannato il 4 maggio 2006 -ha detto- la sua mozione e' arrivata troppo tardi e deve essere respinta solo su questa base''.
9/5/06- La tortura era prevista nella politica di interrogatori deli Usa in Iraq? Le autorità lo hanno sempre negato, ma proprio oggi il viece assistente segretario alla difesa americanom Charles Stimnson ha ammesso davanti al Comitato Onu che vigila sul rispetto del trattato anti tortura del 1984, che l'esercito sta per pubblicare un manuale aggiornato sulle pratiche di interroatorio dei prigionieri in cui non è più presente quella del "waterboarding" (il prigioniero viene immerso nell'acqua fino quasi ad affogare. In tal modo viene ammesso implicitamente che finora questa tecnica era adoperata.
8/5/06- Scandalo intercettazioni nel calcio. Il problema non sono Moggi o Pairetto. Si tratta solo del prevedibile effetto di un vizio di sistema: gli organi tecnici dell'Aia(associazione italiana arbitri), ossia i designatori arbitrali, vengono eletti da statuto "sentita la Lega", ossia la squadre.
Altra carenza procedurale, quella del presunto sorteggio degli arbitri. In realtà non si tratta di sorteggio integrale, ma di sorteggio di un nome tra quattro scelti dai designatori sulla base di criteri 'pettinabili' in modo da escludere alcuni piuttosto che altri (in base incompatibilità ambientale per vicinanza georafica, o per vicinanza temporale ecc.).
La prova del nove sulle pastette del nostro campionato è la stagione 1985, l'unica col sorteggio integrale: vinse, unica volta, una squadra provinciale outsider, il Verona.
8/5/06- Il 5 per mille ai 40.000 enti di beneficienza nella nuova dichiarazione dei redditi: tra essi perfino le fondazioni bancarie! Ad esempio la Cariplo. Ovvero la forma sotto cui esistono da sempre in Italia molte delle maggiori banche. Erano fondazioni bancarie prima della privatizzazione ad esempio tutti gli istituti di credito che possedevano il capitale della Banca d'Italia fino alla fine dei '90.
8/5/06- Parla Corinto Marchini ex fondatore delle Camicie verdi ed ex senatore del Carroccio. Al giornalista Claudio Lazzaro, che lo intervista per Camicie Verdi, un film di 78 minuti distribuito dalla Dolmen, rivela che Bossi lo chiamò all'una e mezza di notte, di cui il magistrato Papalia dovrebbe avere la registrazione, che "Le camicie verdi devono essere pronte a sparare ai carabinieri", in vista della dichiarazione d'indipendenza. Voleva inoltre che si briciassero i tricolori e le effigi dei carabinieri. Per giunta alcuni nella Lega gli riferirono di aver ricevuto l'ordine di uccidere Borgehzio per farne un martire. Ordine revocato solo una settimana prima del giorno fatidico.
8/5/06- Berlusconi minaccia lo sciopero fiscale in caso la sinistra faccia il pieno di tutte le cariche istituzionali. Ma non è un reato l'istigazione a commetterne uno?
La semplice istigazione a delinquere (e l'evasione fiscale è un delitto) è un delitto in quanto tale, passibile di reclusione da 1 a 5 anni, per cui mandiamo Berlusconi a fare compagnia a Previti a Rebibbia.
Codice Penale: Titolo V "delitti contro l'ordine pubblico"
Art 414 istigazione a delinquere: "chiunque pubblicamente istiga a commettere uno o più reati è punito, per il solo fatto dell'istigazione:
1) con la reclusione da uno a cinque anni, se trattasi di istigazione a commettere delitti (l'evasione fiscale secondo il d. lgs. 10-3-2000, n.74 è un delitto);
2) con la reclusione fino ad un anno, ovvero con la multa fino a 206 euro, se trattasi di istigazione a commettere contravvenzioni.
se si tratta di istigazione a commettere uno o più delitti e una o più contravvenzioni, si applica la pena stabilita nel numero 1.
alla pena stabilita nel numero 1 soggiace anche chi pubblicamente fa l'apologia di uno o più delitti.
8/5/06- I quattro soldati italiani morti a Nassiriya per l'ordigno stradale: sono bruciati vivi per un ordigno esplosivo a carica cava dall'effetto incendiario che ha appunto distrutto l'interno dello scarrafone Vm 80 dei carabinieri, lasciando intatto l'esterno del mezzo. Insomma li iracheni hanno usato un'arma chimica per colpirci, come quelle che secondo loro avrebbero colpito i civili di Fallujah.
E anche i due alpini morti il 5 maggio in Afghanistan: Afghanistan
Choc termico, alpini morti come a Nassiriya
Il tenente Manuel Fiorito ed il maresciallo Luca Polsinelli, i due alpini uccisi quattro giorni fa a Kabul quando un ordigno è esploso al passaggio del loro mezzo militare, sono morti per lo choc termico. Lo ha stabilito ieri l'autopsia compiuta dal direttore dell'istituto di medica legale «La Sapienza» Paolo Arbarello e dal medico Giancarlo Umani Ronchi.
Lo choc termico può essere causato da ordigni improvvisati (Ied) a carica cava: bombe che penetrano la corazza dei blindati e sprigionano al loro interno temperature mortali. Un ordigno di questo tipo è stato utilizzato nel recente attentato di Nassiriya, dove sono rimasti uccisi tre carabinieri, un parà della Folgore e un soldato rumeno.
Intanto la guerriglia taleban ha dato il via all'annuale «offensiva di primavera» ma questa volta gli studenti coranici al potere dal 1996 al 2001 sembrano galvanizzati dall'arrivo nel sud dell'Afghanistan - previsto per il mese di luglio - delle truppe della missione Isaf della Nato. Intensi combattimenti sono scoppiati domenica notte nella provincia meridionale di Zabul, dopo che i taleban avevano attaccato un veicolo della polizia di Kabul. Nella battaglia che ne è seguita sono rimasti uccisi tre poliziotti e due guerriglieri. A Jalalabad, nell'est del paese, tre bombe sono esplose in un mercato, senza causare vittime. Mentre la situazione si fa sempre più tesa, i paesi membri della Nato rafforzano i propri contingenti, truppe fresche che nei prossimi mesi dovranno permettere agli Stati uniti di ridurre il proprio contingente da 19.500 a 16.000 soldati. Il premier australiano John Howard ha annunciato ieri l'invio di altri 240 militari, portando così la presenza armata di Camberra a 500 uomini. Olandesi e britannici saranno gli altri protagonisti principali dell'espansione e dello stravolgimento di ruolo dell'Isaf, nata come missione di peace-keeping, ma che espandendosi prima a sud e poi ad est di Kabul potrebbe finire - come ipotizzato dallo stesso segretario generale della Nato Jaap de Hoop Scheffer, con il trovarsi coinvolta in azioni di combattimento contro taleban e guerriglieri di Al Qaeda. «Sappiamo bene che ci sono persone nel sud che non vogliono pace e stabilità perché approfittano e guadagnano in potere in assenza di pace e stabilità», ha detto ieri in una conferenza stampa il portavoce della Nato Mark Laity.
8/5/06- Quale il giorno più bello per Bush in questi anni di Presidenza? "Quando ho preso all'amo un pesce persico di 7.5 libbre nel mio lago"
8/5/06- D'alema candidato al Quirinale?
qualche concreto elemento fattuale che dovrebbe caldamente sconsigliare l’ascesa al Colle più alto di Massimo D’Alema. Il presidente Ds si è salvato per prescrizione in un processo relativo a un finanziamento illecito di 20 milioni di lire ricevuto a metà degli anni 80 da un imprenditore barese colluso con la Sacra Corona Unita, il re delle cliniche pugliesi Francesco Cavallari, che poi ha patteggiato una condanna per concorso esterno in associazione mafiosa (perché, fra l’altro, ingaggiava esponenti delle cosche baresi nelle sue cliniche per far pestare a sangue i sindacalisti della Cgil che scioperavano contro le violazioni dello Statuto dei lavoratori e rifiutavano di iscriversi a un sindacato “giallo” allestito dallo stesso imprenditore).
D’Alema confessò di aver ricevuto denaro in nero da quel soggetto al termine di una cena nella di lui casa, senza registrarlo fra i contributi elettorali come prevedeva (e prevede) la legge. Insomma, confessò di aver commesso un reato. Può il responsabile accertato di un reato penale aspirare a diventare capo dello Stato e, soprattutto, presidente del Consiglio superiore della magistratura?
C’è poi il problema delle amicizie non proprio raccomandabili che Massimo D’Alema ha intrecciato nel corso della sua carriera politica. Un capo dello Stato non solo non dev’essere ricattabile, ma non deve neppure sembrarlo. Nella sua Puglia, il nome di D’Alema è associato allo scandalo della Missione Arcobaleno, che ha visto coinvolti alcuni uomini a lui vicini indagati dal futuro sindaco di Bari Michele Emiliano; e alla Banca del Salento, poi Banca 121, gestita da suoi amici con risultati disastrosi soprattutto per i risparmiatori (centinaia di persone sul lastrico per i famosi investimenti nei fondi “My Way” e “Four You”).
Quando è stato presidente del Consiglio, D’Alema ha diretto i giochi della più controversa delle privatizzazioni, quella della Telecom, affidata a una congrega di finanzieri senza blasone ma soprattutto senza soldi, che acquistarono il colosso a debito, cioè con i soldi delle banche, riempiendolo di buchi (che oggi ammontano ormai a 53 miliardi di debiti). L’operazione fece dire a Guido Rossi che Palazzo Chigi somigliava a ”una merchant bank dove non si parla l’inglese”. Anche perché la congrega dei “capitani coraggiosi” approdati a Telecom era formata dal ragionier Colaninno, dal dottor Gnutti e dell’ingegner Consorte. Il secondo e il terzo si sono poi ritrovati, insieme ad altri vecchi amici di D’Alema, nella scalata dell’Unipol alla Bnl, che i giudici di Milano definiscono “associazione per delinquere” finalizzata a una serie di gravi reati.
Di quella scalata D’Alema s’interessò attivamente: sia in pubblico con dichiarazioni a sostegno di Consorte, in difesa di Gnutti e anche di Ricucci e degli altri “furbetti”; sia in privato, come risulta dalle sue telefonate intercettate con Consorte (diverse volte) e da un contatto telefonico (poi abortito) addirittura con Fiorani. Intanto il senatore suo sodale Nicola Latorre parlava sia con Consorte sia con Ricucci. Seguiva la pratica Unipol lo studio Zulli, da sempre associato con Giulio Tremonti.
Quelle telefonate, diversamente da quelle di Piero Fassino subito pubblicate dal “Giornale” berlusconiano, restano al momento segrete. Ma, secondo le denunce degli stessi Ds, Berlusconi sarebbe in possesso del “dischetto” completo delle intercettazioni disposte dai magistrati milanesi. In questo caso, noi non sappiamo che cosa contengano quelle conversazioni, ma Berlusconi sì. Quale uso ne viene o ne può essere fatto, visto che il Giornale ha improvvisamente interrotto la pubblicazione dei testi appena finito con quelli di Fassino? Non sarebbe il caso di renderne noto il contenuto, per dissipare ogni sospetto di ricatti? Finchè ciò non avverrà, intorno a Massimo D’Alema permarrà un fumus oggettivamente ricattatorio. (da Marco Travaglio)
8/5/06- Anche il Brasile entra nel club atomico, ma stavolta nessun clamore.
Brasile - inaugurazione centro per l’arricchimento dell’ uranio con centrifughe di nuova tecnologia brasiliana
Su il “Corriere della Sera” di oggi è presente un articolo di Rocco Cotroneo riportante la notizia che il governo del Brasile ha annunciato venerdi l’ inaugurazione di un centro per l’arricchimento dell’ uranio, non lontano da Rio de Janeiro. La notizia non ha avuto molto clamore né in Brasile né all’ estero.
Il Brasile ha già oggi due centrali nucleari in attività (nei pressi di Angra dos Reis) e vuole costruirne una terza. Attualmente l’ energia elettrica ricavata dalle due centrali nucleari soddisfa solo l’ 1-2 per cento del fabbisogno energetico del Brasile, am il govrno Lula punta molto a rafforzare la presenza del nucleare per creare una maggiore indipendeza dall’ estero.
Il Brasile è un paese molto ricco di uranio, il quale uranio fino ad oggi è stato spedito via nave in Europa e qui è stato effettuato l’ arricchimento dell’ uranio a cura della Urenco.
Ma il Brasile punta adesso a raggiungere la totale autonomia volendo completare sul proprio territorio tutto il ciclo integrale di produzione di energia atomica.
Le intenzioni del Brasile sono dichiaratamente a fini esclusivamente pacifici e il Brasile stesso nega che l’ arricchimento dell’ uranio sia la strada per raggiungere la costruzione di armi nucleari, sostenendo che i propri impianti sarebbero in grado di arricchire l’ uranio-235 a meno del 5%, ben lontano dal 95% necessario per costruire una testata nucleare.
Il Brasile ha dichiarato da tempo di essere in possesso di una tecnologia molto avanzata e sosteniene che le centrifughe sviluppate in Brasile sono le più moderne ed efficienti in ciroclazione: 25 volte più efficienti di quelle in uso negli Stati Uniti e in Europa.
Questo ha creato anche un fatto interessante da ricordare: il Brasile (pur essendo firmatario dei trattati di non proliferazione) ha a lungo opposto resistenza alle ispezioni dell’ Iaea, giustificando tale condotta per tutelare il segreto industriale della propria tecnologia. Alla fine l’ Iaea ha potuto effettuare le ispezioni solo nel 2005 e solo dopo che i macchinari in questione fossero stati coperti con schermi opachi e limitando i controlli al processo.
ABC News
Brazil Unveils Uranium Enrichment Center
Brazil Inaugurates Uranium Enrichment Center Capable of Producing Fuel for Country's Power Plants
By PETER MUELLO
The Associated Press
RIO DE JANEIRO, Brazil - Brazil has inaugurated a uranium enrichment center capable of producing nuclear fuel for the South American country's power plants.
Brazil's enrichment center will save millions of dollars the country now spends to enrich fuel at Urenco, the European enrichment consortium, Science and Technology Minister Sergio Rezende told the government news agency Agencia Brasil Saturday.
Iran is seeking to produce the same fuel, but is facing international pressure against doing so. Brazil like Iran has signed the Nuclear Nonproliferation Treaty, and Brazil's constitution bans the military use of nuclear energy.
Brazil has the world's sixth-largest uranium reserves, but has been unable to use the fuel for energy without shipping it to and from Urenco.
Rezende stressed Brazil's commitment to the peaceful use of nuclear energy at a ceremony Friday at the plant built on a former coffee plantation in Resende, 90 miles west of Rio de Janeiro.
In 2004, the Brazilian government drew attention when it refused unrestricted inspections by the International Atomic Energy Association, arguing that full access to its centrifuges would put it at risk of industrial espionage.
Inspectors said they were satisfied after monitoring the uranium that comes in and out of the centrifuges.
Brazil's nuclear program began during a 1964-85 military dictatorship, and the ruling generals had secret plans to test an atomic bomb underground in the Amazon jungle. The idea was scrapped in 1990.
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8/5/06- -L'AMMINISTRAZIONE BUSH AVREBBE COMUNQUE INVASO L'IRAQ IN OGNI CASO, IDIPENDENTEMENTE DAL DOSSIER SULLE ARMI DI SADDAM O DALLA SUA REALE MINACCIA NEI CONFRONTI DELL'OCCIDENTE?
-Per i media di sinistra è un dogma a priori, tanto evidente che nemmeno necessita di un straccio di prova. Posizioni opposto ma altrettanto dogmatiche sulle testate di destra: gli Usa erano in buona fede e offrirono fino all'ultimo al raìs la chance di redimersi. Eppure c'è un modo per sapere chi ha ragione c'è. Grazie al contenuto del cosiddetto "Downing street memorandum", il verbale di un incontro tra Bush e Blair nella residenza del premier inglese, svoltosi il 31 gennaio 2003, a 1 mese e 20 giorni dall'invasione. A svelarlo, nel suo libro Lawless world, il professore di lege all'università di Londra Philippe Sands, per averlo letto de visu. Bush disse a Blair che era così preoccupato circa la difficoltà di trovare prove decisive contro Saddam, che aveva pensato di "far volare sui cieli dell'Iraq degli U2 spia in assetto da combattimento ma coi colori dell'Onu" sperando che il dittatore avrebbe tentato di abbatterli. "Se Saddam gli sparasse contro-spiegò Bush- sarebbe in violazione delle risoluzioni Onu".
8/5/06- Il DSM IV, o Manuale dianostico dei disturbi mentali, è la bibbia degli psichiatri di tutto il mondo. Vi sono classificati in quasi 1000 pagine tutti i disturbi dalla grande follia alle piccole nevrosi. Alcuni ricercatori americani sono andati a ricercare eventuali leami finanziari che leassero i redattori delle definizioni a industrie farmaceutiche. Risultato: più della metà degli esperti ha qualche conflitti d'interesse. E nel caso degli scienziati che hanno lavorato alla sezione dei disturbi dell'umore e malattie psicotiche (vedi la depressione o il disturbo bipolare), ossia quelle in cui i farmaci costituiscono il grosso della terapia, il 100 per cento aveva qualche legame finanziario (conferenze pagate, congressi, contratti di ricerca) con le aziende produttrici di quei farmaci. E nel 2001 è atteso il DSM V.
8/5/06- Pochi giorni fa i primi due morti italiani per terrorismo in Afghanistan. Si potevano salvare?
"Più sconfortante è il fatto che il veicolo coinvolto è il VBL (Veicolo Blindato Leggero)”PUMA”, ovvero il più moderno della sua classe, entrato da poco a far parte delle unità d’elite del nostro esercito, quali gli alpini, parà, ecc, costruito per essere impiegato per la sua maneggevolezza in aree urbane e quindi, teoricamente, adeguato ai nuovi scenari nei quali il nostro esercito opera ormai da anni.
Come mai questo veicolo non è riuscito a salvare i nostri alpini?
Forse una risposta dovremmo cercarla nelle valutazioni delle commissioni ministeriali che portarono all’acquisto di un notevole numero di “PUMA” nella versione “base”, non fornita di quel costoso optional che l’azienda costruttrice avrebbe poi potuto vendere a parte, il Kit di sopravvivenza, ovvero quelle particolari blindature ed accorgimenti tali da dare una chance in più all’equipaggio se coinvolto ad un attacco simile a quello di Kabul.
Perché non si è proceduto alla fornitura di questi kit per lo meno ai mezzi inviati nelle zone più difficili?
A quanti altri funerali dovremo assistere prima che la nostra classe politica si renda conto che gli scenari di guerra totale nei quali si pretende la presenza dei nostri militari esigono mezzi adeguati alla minaccia?
Viste le gravi difficoltà di Bilancio la soluzione ideale sarebbe quella di ridurre la nostra presenza militare limitandola allo stretto necessario, mettendo come punto prioritario la sicurezza del nostro personale e non un presunto prestigio nazionale".
Antonio Camuso
Osservatorio sui Balcani di Brindisi
8/5/06- Oggi si vota per il nuovo capo dello stato.Ma è vero che si tratta di una carica solo formale? In realtà ha il potere di sciogliere le camere, di affidare l'incarico al premier, e soprattutto è il capo delle forze armate e della magistratura...
Al presidente della repubblica, la costituzione riconosce il ruolo di capo dello stato. Questo significa che in ambito istituzionale egli è la massima autorità del paese. Certo è che negli ultimi anni il suo ruolo è stato gradualmente svilito, considerato un potere formale, inferiore al potere che spetta all'esecutivo. questa interpretazione è errata e lo è profondamente, se solo si considera che un governo per insediarsi, necessita del benestare del presidente della repubblica.
Al quale spetta pure la discrezione di considerare ammissibili o meno i ministri proposti dal capo dell'esecutivo, che formeranno il governo.
In pratica significa che se un ministro sia prima che dopo il mandato, tiene comportamenti anticostituzionali o che minano la sovranità dello stato, può essere rimosso dalla carica, qualora ne verificasse la necessità.
Il presidente è il garante delle libertà democratiche, garante della costituzione, garante delle norme che regolano l'ordinamento repubblicano e della sovranità dello stato e della repubblica.
Il capo dello stato è anche il capo delle forze armate e dell'ordinamento giudiziario.
Capo, vuol dire tanto per essere chiari, chi ha il massimo potere, ossia la massima autorità in relazione ad esercito e magistratura.
E' evidente che gradualmente qualcuno si è appropriato dei poteri che la costituzione ha stabilito al capo dello stato, interpretando le attribuzioni presidenziali, come formali. Ma le regole scritte sono chiare e non consentono molte interpretazioni.
Sul fronte giudiziario, sembra che un guardasigilli, leggete bene, "colui che guarda i sigilli", ossia colui che convalida l'autenticità dei sigilli, cioè la validità dei documenti, abbia più autorità di colui che li ha emessi: il Capo dello Stato.
Questo può riguardare ad esempio la grazia e l'indulto, materia giuridica che la costituzione attribuisce chiaramente al presidente della repubblica e non al guardasigilli, al quale non spetta alcun veto, ma solo appurare che le richieste ed i documenti siano giuridicamente corretti.
Sul piano militare il capo dello stato, nessuna decisione può essere presa dall'esecutivo, senza il consenso del capo dello stato. Ma di più, egli come massima autorità delle forze armate, può effettuare riforme dell'ordinamento militare, purchè nel rispetto delle norme costituzionali, della convivenza civile nazionale ed internazionale. E così via.
Riguardo ancora alla facoltà di sciogliere le camere e affidare l'incarico al premier, a sentire il giurista Valerio Onida, presidente emerito della Corte costituzionale e docente alla statale di Milano (il maggior costituzionalista su piazza), il presidente della repubblica gode della totale discrezionalità valutando la situazione politica del momento e gli interessi generali del Paese. Insomma il ritorno alle urne in caso di crisi, o voto di sfiducia in seno alla maggioranza, non è automatico. Qualche esempio? Scalfaro sciolse il parlamento nel '93 anche se esisteva una maggioranza a sostegno del governo Ciampi. Sempre Scalfaro non sciolse dopo le crisi di Berlusconi e Prodi, consentendo la nascita di maggioranze in ran parte (Dini) o limitatamente (D'alema) diverse.
8/5/06- Previti spontaneamente in carcere da un paio di giorni?
Ma a spingere l'ex ministro fino al carcere romano è soprattutto un altro motivo. Previti sa bene, infatti, che la procedura prevede che a decidere sulla concessione dei domiciliari sia il tribunale di sorveglianza della città in cui l'imputato risiede o è detenuto. L'ordinanza di detenzione della magistratura milanese avrebbe potuto disporre il suo trasferimento in un carcere lombardo. In questo caso la decisione finale sarebbe spettata ai giudici di sorveglianza milanesi, ritenuti dall'ex ministro e dai suoi legali più a rischio in quanto più vicini al luogo in cui si è svolto il processo. Presentarsi a Rebibbia, ha significato quindi per Previti giocare di anticipo, affidando così la sua sorte ai giudici di sorveglianza della capitale.
Le ultime ore di libertà, Previti le passa nel suo studio di via Cicerone in compagnia dei suoi legali. Ed è qui che prepara una lunga lettera in cui spiega ciò che pensa della condanna subita. «Sono sconfitto nella forma ma non piegato, umiliato da una giustizia esclusivamente politica, ma mai ferito nel mio orgoglio» scrive l'ex ministro, che si dice «sereno» perché, spiega, «mandano in carcere un innocente».
(da Il manifesto)
8/3/06- Provenzano salvo per incastrare Contrada
Quando l’ex funzionario della Criminalpol e del Sisde, Bruno Contrada, durante un’udienza del suo interminabile processo prese la parola per dire che preferirono arrestare lui anziché l’eterno latitante Bernardo Provenzano, venne preso per matto. Col trascorrere dei minuti, però, lasciarono il segno le parole di quel superpoliziotto arrestato nel 1992 per collusioni con Cosa nostra, sbattuto 31 mesi in carcerazione preventiva, condannato a dieci anni in primo grado, assolto con formula piena in secondo, costretto a un nuovo processo della Cassazione e ricondannato alla stessa pena nell’appello bis. Lo stesso identico segno che ricompare oggi, a distanza di 14 anni, alla notizia dell’arresto di Carmelo Gariffo, nipote del boss, considerato il principale postino dei noti bigliettini. Decrittando alcuni «pizzini» scoperti dalla polizia nel covo di Corleone, infatti, il pool di magistrati palermitani coordinati dall’ottimo aggiunto Giuseppe Pignatone ha scoperto che Gariffo avrebbe ricoperto, per il Padrino, il ruolo di «segretario particolare» fissando appuntamenti, smistando pizzini delicatissimi, organizzando controlli medici e summit.
Bene. Del carneade Gariffo e di come attraverso lui, dal gennaio al dicembre del 1992, era arrivato a un passo da Provenzano, ha parlato ai giudici lo stesso sbirro imputato. E non solo lui. Ecco cos’ha raccontato l’ex funzionario della Squadra Mobile, della Criminalpol e del Sisde: «Ero alla guida di una squadra speciale composta da 15 persone, indagavamo su Provenzano con una pista molto seria che ci aveva portato nella seconda metà del 1992 nella zona del trapanese. Attraverso una serie di intercettazioni sull’utenza cellulare di Carmelo Gariffo, nipote e tuttofare del boss, individuammo una serie di società sanitarie che facevano capo a Provenzano e che si occupavano di forniture per attrezzature ospedaliere. Il cerchio si stava chiudendo anche perché - ha proseguito Contrada - attraverso altre indagini, avevamo provato che la moglie e i figli del boss, prima di tornare a Corleone, avevano vissuto proprio dove noi stavamo per assicurare alla giustizia il capo di Cosa nostra. Inspiegabilmente, però, contemporaneamente al mio arresto quel gruppo di lavoro venne sciolto...».
Nel corso del dibattimento Bruno Contrada ha aggiunto numerosi dettagli di quell’indagine ma quando in cuor suo s’è accorto che, come al solito, in pochi gli avrebbero creduto, sperò che almeno avrebbero dato retta a Roberto Scotto, funzionario della Criminalpol, responsabile del «gruppo Provenzano» che aveva sgobbato insieme a lui. Scotto venne chiamato a testimoniare. Confermò la versione dell’imputato eccellente, che poi ha ribadito così al Giornale: «L’indagine su Gariffo ci aveva dato ottime indicazioni per risalire al boss, quindi nel momento in cui la famiglia di Provenzano tornò a Corleone all’indomani delle stragi del ’92, decidemmo di fare una perquisizione un po’ particolare. Sapevamo che non avremmo trovato niente in quell’abitazione ma a noi interessava avere il riscontro a quanto la pista Gariffo già indicava. Volevamo le voci dei figli e della moglie, sì le voci, perché così avremmo saputo dove i figli erano cresciuti durante la latitanza. Andammo con i registratori in tasca - continua Scotto -, provocammo artatamente una lite in famiglia eppoi facemmo ascoltare i nastri a un esperto linguista di dialetti siciliani. L’inflessione della moglie del boss e dei figli evidenziò una permanenza nella provincia di Trapani dove, giust’appunto, il nipote del boss ci stava portando per altre strade». L’indagine prese un’accelerazione improvvisa. La Squadra-Provenzano si trasferì tra Alcamo, Trapani e Mazara del Vallo. L’attenzione si concentrò sul figlio più piccolo del Padrino che venne riconosciuto, in foto, da una maestra. A cascata altri insegnanti riconobbero senza esitazione i due rampolli di Provenzano. «Attraverso una parrucchiera arrivò anche la conferma che la signora Provenzano, sua cliente fissa, abitava vicino al negozio. Era fatta». Purtroppo, però, l’indagine si arenò perché incombeva, in parallelo, l’onda lunga di un’altra inchiesta basata su quei pentiti che lo stesso superpoliziotto aveva perseguito e arrestato e che puntava a dimostrare ciò che il processo, nonostante la condanna, non è riuscito a provare: che l’ex funzionario del Sisde era colluso con la mafia. Agli inizi di dicembre del 1992 Contrada venne allontanato dal Sisde, Roberto Scotto richiamato a Roma per motivi di opportunità. Il gruppo di lavoro venne sciolto, l’indagine cestinata. Roberto Scotto è di poche parole: «Io non voglio dire che hanno preferito Contrada a Provenzano. Dico solo che sarebbe stato imbarazzante spiegare all’opinione pubblica perché si arrestava per mafia l’uomo che aveva arrestato il Capo di quella stessa mafia».
(da Il Giornale)
8/5/06- Il presidente Franco Carraro dice che la storiaccia delle intercettazioni a Moggi e Pairetto verrà affrontata dalla Federcalcio con velocità forza e severo. Intanto però la stessa Federcalcio aveva già deciso il 7 aprile scorso di sostituire l'ex designatore arbitrale Pairetto con Collina nella commissione arbitrale dell'Uefa, di cui era vicepresidente. Proprio a causa del dossier incriminato, ricevuto da Carraro già a marzo. Ma fino alla pubblicazione a inizio maggio da parte dei iornali dei testi delle telefonate, aveva fatto il pesce in barile.
8/5/06- "L'idea di usare aeroplani per colpire il World trade center uscì per la prima volta da un meeting di organizzazioni antimperialiste internazionali. Promosso nella primavera del 1991, per vendicare la guerra del Golfo, dal fratello dell'ex premier pakistano Benazhir Bhutto Mir Murtaza, capo del gruppo Zulfikar". Per inquadrare l'universo segreto della "Jihad rossa" basta una sola affermazione. Fatta con malcelato orgoglio attraverso il quotidiano arabo Al-Hayat di mercoledì 12 settembre 2002 dall'ex primula rossa del terrorismo mondiale, Carlos the jackal (lo sciacallo). E quindi confermata dalle tesi di un recente libro, "Revolutionary Islam", pubblicato in Francia a suo nome lo scorso 24 giugno. Un testo che rapporti delle intelligence israeliana, inglese, turca e greca hanno già definito il manifesto ideologico della nuova inquietante alleanza. Quella tra il terrorismo guerrigliero islamico e l'ala antimperialista dei movimenti di sinistra italiani ed europei. Precorsa appunto dal 'pioniere' venezuelano Carlos, alias Ilich Ramirez. Negli anni della formazione in Urss fino all'ultimo soggiorno sudanese in compagnia dell'erede designato Osama Bin Laden.
Gli scritti firmati dallo "sciacallo", nella cella da ergastolano in un carcere francese, hanno il carattere perentorio di un ordine quando, annunciando la sua conversione alla religione islamica, incitano "tutti i rivoluzionari, inclusi quelli di sinistra e perfino gli atei" ad "accettare la leadership e l'esempio splendente di Osama Bin Laden…e aiutare a fare dell'Afghanistan e dell'Iraq la tomba dell'imperialismo americano". Analogamente si rivolge ai jihadisti, spiegando che, stante quale obiettivo più alto dell'umanità "la distruzione degli Usa attraverso un'orchestrata e persistente campagna di terrore", essi debbono "concludere alleanze con tutti i radicali, compresi maoisti e nazionalisti". Nell'ambito di una strategia mirata a "separare gli Usa dagli alleati e minarne così la fiducia, costringendoli ad accettare le richieste della rivoluzione". In quest'ottica, la convergenza fra estimatori della lotta armata di diversa estrazione rappresenta "la più pulita ed efficiente forma di guerra". Ma soprattutto la via maestra per coniugare "il fine di una più equa distribuzione della ricchezza", tipico dell'antagonismo occidentale, con la capacità operativa e finanziaria degli islamici, definiti "la sola forza transnazionale capace di contrastare la schiavitù totalitaria nell'epoca post-comunista". Quasi una teologia della liberazione stile Che Guevara, aggiornata ai conflitti asimmetrici del 21° secolo. Un modo per "salvare i molti uccidendo i pochi" e per bloccare "il piano americano di conquista del mondo" tramite azioni mediaticamente efficaci. Fu proprio Carlos, negli anni 70, a creare il primo "Fronte unito" che accomunava i gruppuscoli anticapitalisti vicini all'internazionale comunista e quelli dell'antisionismo arabo. Nelle dozzine di dirottamenti e attentati da lui realizzati, utilizzò uomini e armi della Red army fraction tedesca o Baader-Meinhoff gang, così come il sostegno di Kgb, Stasi, Die rumena, servizi yugoslavi, castristi, e Red Army giapponese. Stabilì contatti financo con le nostre Br. Islamica era però la matrice degli incarichi, affidatigli di volta in volta dal Fronte popolare per la liberazione della Palestina di George Habbash, dal Mukhabarat iracheno o da Gheddafi, nei cui campi scuola sfilavano schiere di estremisti occidentali. Esemplare il rapimento dei ministri Opec a Vienna nel '75 portato a termine insieme a Yohannes Weinrach della Raf. Dopo il suo arresto, avvenuto nel 1994, i superstiti della struttura creata da Carlos travasarono poi nella nascente Al Qaeda, complice la vicinanza logistica tra l'ex primula e Osama, entrambi "ospiti" a Khartoum nei primi anni 90. L'ideologo qaedista Ayman Al Zawahiri ha a più riprese riconosciuto la necessità dell'alleanza tra fondamentalismo islamico e ateismo radicale introdotta da Ramirez, ovvero tra "dogma" marxista-leninista (o anarco-insurrezionalista-antimperialista) e islam rivoluzionario. Non è affatto un caso che Al Qaeda si sia sviluppata da un iniziale "Fronte internazionale islamico" di stampo sovietico. Sfruttare gli "utili idioti" in chiave agit prop fu uno dei cardini della lezione rivoluzionaria di Lenin (e dunque della formazione di Carlos), prima di riecheggiare nelle Fatwa di Osama Bin Laden. Ad esempio in quella dell'11 febbraio 2003 in cui, pur definendo i "socialisti" infedeli, sottolinea come "nelle presenti circostanze gli interessi dei musulmani concidono con quelli dei 'socialisti' nella guerra contro i crociati". Il risultato è sotto gli occhi di tutti: gli intrecci inconfessabili con la resistenza irachena e la galassia di Al Qaeda da parte del Campo antimperialista italiano (vedi la vicenda degli ostaggi), o del Comitato di solidarietà con la causa araba spagnolo, o ancora dei marxisti turchi filo-curdi o dei comunisti islamici della coalizione britannica "Stop the war", sono una realtà dimostrata ormai da numerose inchieste e relativi arresti. E intanto "lo sciacallo" gongola.
8/5/06 -Ancora sulla strage di Bologna:
DA CARLOS, UNA PISTA ARABA PORTA ALLA STRAGE DI BOLOGNA - Il Giornale
Per la strage di Bologna si riapre la pista araba. A un quarto di secolo dall'attentato passato alla storia (giudizaria) come l'exploit della strategia della tensione di marca «fascista», affiorano nuovi documenti che conducono in tutt'altra direzione: verso le frange estremiste arabo-palestinesi vicine a Gheddafi, verso la rete internazionale del terrorista Carlos «lo sciacallo», verso ciò che alcuni governanti dell'epoca avevano provato a denunciare incassando una sequela di insulti.
L'11 luglio del 1980 - tre settimane prima della strage - il prefetto Gaspare De Francisci, capo dell'Ucigos (l'antiterrorismo della polizia) allertava le autorità di sicurezza, sulla possibilità di «ritorsioni» verso l'Italia da parte del Fronte popolare di liberazione della Palestina, frangia marxista dell'Olp. La missiva, sigillata in doppia busta, era indirizzata al Sisde ma anche al questore di Bari, perché proprio in quel periodo. il carcere di Trani ospitava il giordano Abu Anzeh Saleh,esponente del Fplp in Italia, la cui condanna in primo grado per il ritrovamento di due missili terra-aria ad Ortona era al centro dell'allarme del Viminale.
«Fonte qualificata - scriveva De Francisci - ha riferito che la condanna dell'arabo Abu Anzeh Saleh ha determinato negative reazioni negli ambienti del Fplp e non viene escluso che, da parte della stessa organizzazione, possa essere tentata una ritorsione nei confronti del nostro Paese». La «soffiata» arrivava proprio dalla questura del capoluogo emiliano (dove Saleh aveva vissuto a lungo) la quale l'aveva girata al Viminale l'8 marzo del 1980, a tre mesi dalla strage di Ustica, a cinque da quella alla stazione di Bologna.
Già il 15 gennaio dell'80 l'Ucigos aveva segnalato che «George Habbash, leader del Fplp, contrariato per l'arresto del Saleh e la conseguente dannosa pubblicità per il suo Fronte, starebbe manovrando “contatti” informali con ambienti diplomatici arabi per far pressioni sul governo italiano al fine di ottenerne il rilascio.
Il leader del Fplp - prosegue la nota - non escluderebbe il ricatto terroristico, nei confronti dell'Italia, pur di far liberare il Saleh,anche perché quest'ultimo conoscerebbe le strutture clandestine del Fronte ed i suoi collegamenti politici occulti. La stessa fonte riferisce che in passato altre armi sarebbero state “sbarcate” in Italia per costituire un deposito di armi, probabilmente a Roma, utilizzabile sia da terroristi italiani dell'area dell'Autonomia che da “gruppi operativi” del Fplp per azioni in Europa occidentale».
Ma per dipanare la matassa occorre soffermarsi sulla figura di Abu Anzeh Saleh, nato ad Amman il 18 maggio 1949, arrestato nel novembre '79 a Bologna perché coinvolto, assieme a tre militanti dell'Autonomia operaia, nelle indagini sul ritrovamento di due missili Sam-7 Strela, pronti ad essere imbarcati al porto di Ortona con destinazione Libano. Informative d'intelligence descrivono Saleh come il responsabile del Fplp in Italia per le attività militari e il rifornimento di armi. Quando nel febbraio 1974 il Viminale ne dispone l'allontanamento dall'Italia, secondo gli 007 sono «esponenti del Pci» a tentare - invano - di ottenere la revoca del provvedimento.
Qualche mese più tardi le frontiere si aprono di nuovo per lui, e il permesso di soggiorno gli viene rinnovato grazie ai buoni uffici del colonnello Stefano Giovannone, capocentro Sismi a Beirut, che secondo un'imminente interpellanza parlamentare sarebbe l'«ufficiale pagatore» di una giornalista che intervistando l'esponente Olp Abu Ayad rilanciò la «pista nera» per la strage di Bologna.
E proprio su questi intrecci libico-palestinesi l'ex capogruppo di An alla commissione Stragi, Enzo Fragalà,aveva invitato in tempi non sospetti a focalizzare l'attenzione per «rivedere» l'iter processuale che aveva portato alla condanna per strage degli ex esponenti dei Nar, Francesca Mambro e Valerio Fioravanti.
Il nome di Saleh ricorre soprattutto nell'inchiesta del magistrato francese Louis Bruguière sulla rete dell'Osama Bin Laden degli anni Ottanta, ovvero Ilich Ramirez Sanchez, noto come Carlos «lo sciacallo». Fra le carte di Mourkabal Michel Walib, braccio destro di Carlos, spunta un appunto con un indirizzo di Bologna («via S.Pio V 13, secondo piano a sinistra») e una parola d'ordine per accedere in un appartamento con granate, dinamite, detonatori, congegni a tempo. A quell'indirizzo corrispondeva il covo bolognese di Abu Anzeh Saleh. Il processo d'appello per i missili di Ortona (iniziato nell'estate del 1980) si conclude nel gennaio '82 fra accese polemiche: le condanne, infatti, vengono ridotte per tutti gli imputati da sette a cinque anni.
Ma c'è di più. Si scopre oggi che nel dicembre '79 il direttore del Sismi, Giuseppe Santovito, avrebbe consegnato all'allora premier Francesco Cossiga un appunto nel quale si sosteneva l'estraneità dei palestinesi nell'affaire dei razzi micidiali. Cosa non vera, poiché pochissimi giorni dopo proprio Habbash, se ne assumeva la paternità in una lettera ai magistrati e al governo italiani. Cossiga andò su tutte le furie, e fu per un soffio che Santovito non ci rimise il posto. Sarà anche per questo che l'ex presidente emerito si dice certo dell'estraneità di Mambro e Fioravanti.
8/5/06- L'Unione propone come candidato unico al Quirinale D'alema. E' la prima violazione del suo famoso programma elettorale di 286 pagine. A pa.13 si legge infatti: "Eleveremo la maggioranza necessaria per l'elezione del presidente della Repubblica in modo da tornare alla convenzione che prevedeva una larga intesa sulla designazione dei presidenti".
8/5/06- -A SENTIRE GLI OPINIONISTI ISTITUZIONALI LA JUVENTUS SAREBBE STATA SCAGIONATA DALL'ACCUSA DI DOPING TRA IL 1994 E IL 1998. IL PRECEDENTE VIENE ANZI CITATO PER DSMINUIRE LA PORTATA DELLE NUOVE IMBARAZZANTI INTERCETTAZIONI TRA MOGGI E IL DESIGNATORE ARBITRALE PAIRETTO. MA LA SIGNORA DEL CALCIO FU ASSOLTA SUL SERIO?
-Tutt'altro. La sentenza del 2004 che ha ribaltato in appello la condanna penale di primo grado per Girando e il dottor Agricola, non ha stabilito che il fatto non sussiste, bensì che all'epoca (e fino al 2000), non essendoci ancora in Italia una legge antidoping causa atavico ritardo legislativo in materia, non costituiva reato. Insomma, i numerosi trofei (tre scudetti ecc.) vinti dal club bianconero in quei 4 anni, furono raggiunti anche grazie a un aiutino chimico, che nel resto del mondo veniva già considerato illegale
5/5/06- -GLI IRANIANI SONO SINCERI QUANDO AFFERMANO DI VOLER CANCELLARE ISRAELE DALLA FACCIA DELLA TERRA? OPPURE SI TRATTA SOLO DI PROPAGANDA AD USO INTERNO, PER PUNTELLARE UN REGIME TRABALLANTE?
-A fine aprile tre ingegneri israeliani hanno visitato l'Iran,fermandosi diverse settimane per contriubuire alla ricostruzione di alcune infrastrutture danneggiate dal terremoto di Busher, una zona dove è peraltro attivo uno dei siti nucleari della discordia. Tornati in patria hanno raccontato al quotidiano in lingua ebraica Yedioth Ahronot che era la quinta volta in Iran dei rappresentanti della loro azienda. Sembra che i rapporti fra i due Paesi possano valutarsi in "decine e decine di milioni di dollari l'anno", e che negli ultimi anni i rapporti commerciali abbiano "conosciuto una vera e propria fioritura". In Italia solo i più assidui lettori di Repubblica hanno avuto la fortuna apprendere la notizia. Per tutti gli altri, e per chi non legge l'ebraico, l'odio iraniano verso Israele rimane cieco e totale.
-E' MOUSSAOUI, APPENA CONDANNATO ALL'ERGASTOLO, IL VENTESIMO KAMIKAZE DELLA STRAGE ALLE TORRI GEMELLE?
-FU OSAMA BIN LADEN L'IDEATORE E L'ORGANIZZATORE PRIMO DELL'11 SETTEMBRE?
-Le risposte nel resoconto degli interrogatori a Khaled Sheik Mohamed ( qui nella versione pubblicata da Le Monde):
"Khaled Sheik Mohammed andò in Afghanistan nel 1996 per convincere Bin Laden a dargli soldi e uomini per dirottare una decina di aerei negli Stati Uniti e farli precipitare su obiettivi militari e civili, cinque sulla costa Ovest, cinque sulla costa Est. All'inizio Bin Laden si mostrò dubbioso sulla realizzabilità del progetto. Qualche tempo dopo, però, nel marzo 1999 ha cambiato idea ed ha convocato Khaled Sheik Mohammed a Kandahar in Afghanistan per dirgli che il suo progetto si poteva realizzare e che aveva il sostegno di Al Qaeda. Bin Laden gli propose anche quattro persone pronte a un'operazione suicida: Walid Mohammed Saleh Ba'Attash (alias Khallad), Abu Bara Al Yamani, Khaled Al-Mindar e Nawaf Al-Hamzi. Khaled stimava che ci sarebbero voluti due anni per mettere a punto il progetto e realizzarlo. Dalla metà del 1999 Midhar e Al-Hamzi, che già avevano visti per gli Stati Uniti, erano stati designati per partecipare direttamente all'operazione. I kamikaze avrebbero dovuto dirottare aerei di compagnie americane che facevano servizio su voli attraverso il Pacifico e li avrebbero fatti esplodere in volo invece di dirigerli su obbiettivi a terra. A metà '99 anche Ba'Attash e Abou Bara erano stati destinati all'operazione. A quel punto, il progetto era di far esplodere contemporaneamente gli aerei, al suolo o in volo, negli Usa e nel Sud Asiatico in modo da ottimizzare l'effetto psicologico. Ma verso aprile o maggio del 2000 Osama bin Laden decise di annullare la parte asiatica dell'operazione: infatti sarebbe stato troppo difficile sincronizzare gli attentati. Khaled ha dichiarato di essersi sentito molto felice quando Bin Laden gli affidò la regia dell'operazione perché era stato lui stesso a suggerire il progetto, fin dal 1996, a Tora Bora, subito dopo la sua partenza dal Sudan. Khaled pensava che l'operazione sarebbe stata facilmente realizzabile. E fu in quel momento che suggerì di inviare dei mujaheddin ai corsi di pilotaggio in modo che fossero in grado di pilotare dei grandi aerei, dei "Boeing 707-400" e non dei piccoli aerei. Khaled pensava che la semplicità sarebbe stata la chiave del successo. Khaled non amava ricorrere a codici nei messaggi o nelle "mail" che si scambiava con gli altri. Chiedeva ai suoi uomini di tenere un comportamento assolutamente normale, negli scambi di lettere e messaggi dovevano avere un tono educativo, sociale o commerciale e di usare poco il telefono, solo per brevissime conversazioni. Khaled diede ad Atta tutta l'autorità necessaria perché i suoi contatti con lui stesso e con gli altri fosse ridotta al minimo indispensabile. Khaled proibì a tutti di contattare il Pakistan per qualsiasi ragione. Si arrivò persino a cancellare dai passaporti di tutti timbri e visti pakistani. Khaled ha raccontato che l'obiettivo degli attentati contro le Torri gemelle era di "svegliare il popolo americano". Khaled ha spiegato che se l'obiettivo fosse stato soltanto militare o governativo, il popolo americano non avrebbe preso coscienza delle atrocità che gli Stati Uniti commettono sostenendo Israele contro i palestinesi, né del carattere egoista della politica estera americana che corrompe i governi arabi e favorisce lo sfruttamento dei popoli arabi e musulmani. Già nel 1998, nel corso della prima riunione operativa, Bin Laden espresse il desiderio di colpire simultaneamente il Pentagono, la Casa Bianca e il Campidoglio. Quando Atta fu designato come uno dei futuri esecutori degli attentati, Bin Laden organizzò una nuova riunione a Kandahar per decidere quali obbiettivi andavano colpiti. L'idea era di concentrarsi su tre obbiettivi soltanto: uno militare, uno politico, uno economico. Khaled aveva varie proposte, decine di obbiettivi furono esaminati, si parlò del World Trade Center, una centrale nucleare, l'Empire State Building, un'ambasciata straniera a Washington, le sedi della Cia e dell'Fbi. Il gruppo pensava che sarebbe stato bene anche colpire un luogo dove vi fosse un'altra concentrazione di ebrei. Ma nessun obiettivo concreto fu indicato. Khaled era però certo che non sarebbe stato difficile: i grandi edifici erano totalmente vulnerabili ad attacchi aerei. Atta fece dunque una lista di obbiettivi preliminari. Bin Laden voleva che fossero colpite le due torri del WTC, il Pentagono e il Campidoglio e lasciava ad Atta la scelta di altri obbiettivi come la Casa Bianca, la torre Sears (a Chicago) e un'ambasciata straniera a Washington. Atta utilizzò un programma informatico per localizzare una centrale nucleare in Pennsylvania. I dettagli dell'operazione 11 settembre sono stati strettamente compartimentati e soltanto Khaled, Bin Laden, Mohammed Atef e alcuni membri dei futuri commandos erano al corrente degli obiettivi precisi, del calendario, delle identità dei partecipanti e del modello operativo degli attacchi. Numerosi alti responsabili e semplici quadri di Al Qaeda sapevano che Khaled preparava la partenza di uomini per gli Stati Uniti, ma nessuno conosceva gli obiettivi precisi né il metodo previsto per gli attacchi. A un certo stadio dell'allenamento di Atta, Bin Laden decise che lui sarebbe stato l'"emiro" dei kamikaze negli Stati Uniti, con Al-Hamzi come vice. Khaled afferma di non aver avuto alcun ruolo nella designazione di Atta come "emiro". Khaled dice di conservare di Atta il ricordo di un uomo di valore. Atta s'era molto ambientato nello vita occidentale, lavorava duro e imparava in fretta. Nessun altro membro di Al Qaeda ha partecipato alla scelta degli obiettivi né alla decisione di compiere attentati con aerei. Tutti gli altri furono messi al corrente del progetto soltanto nel momento in cui furono personalmente implicati, ciascuno nel suo ruolo, al complotto. Così i piloti che appresero i dettagli dell'operazione soltanto dopo aver dato il loro consenso. La decisione finale di colpire questo o quell'obbiettivo fu lasciata ai piloti. La divisione finale degli obbiettivi fu fatta da Atta, Shehi, Hanjour, Jarrah e Hamzi. E fu solo allora che gli altri membri dei commandos furono informati del piano operativo complessivo.
Alla fine di agosto, quando gli ultimi dettagli dell'operazione erano stati fissati, Bin Laden annunciò al consiglio della "shura" di Al Qaeda che un grande attacco contro non precisati interessi americani avrebbe avuto luogo nel settimane successive, senza dare altri dettagli. Durante l'estate Bin Laden fece alcune allusioni vaghe a un attacco imminente il che aveva suscitato voci e pettegolezzi nella comunità jihadista mondiale. Durante un discorso pronunciato al campo di addestramento Al-Faruq chiese alle giovani reclute di pregare per il successo di un'operazione importante nella quale sarebbero stati impiegati venti martiri. Khaled si preoccupò per questa mancanza di discrezione e pregò Bin Laden di non parlare più pubblicamente dell'operazione.
Per tre volte Khaled rifiutò di cedere all'insistenza di Bin Laden che voleva anticipare l'operazione. La prima volta fu nella primavera 2000, poco dopo l'arrivo di Atta e degli altri piloti negli Stati Uniti. Poi nel corso della primavera 2001, Bin Laden insistette nuovamente a due riprese con Khaled per anticipare ancora. Bin Laden voleva che gli attentati avessero luogo il 6 maggio 2001, sette mesi esatti dopo l'attentato contro la petroliera americana USS Cole nello Yemen. La seconda volta nel giugno o luglio 2001 perché aveva saputo che il primo ministro israeliano Ariel Sharon doveva andare in quei giorni alla Casa Bianca. In tutte e due le circostanze Khaled riuscì a convincere Bin Laden che gli equipaggi non erano pronti. Khaled dice che Moussaoui era stato reclutato per prendere parte a una seconda ondata di attentati previsti subito dopo l'11 settembre. Per questa seconda ondata era stato previsto di utilizzare uomini di origine europea o est-asiatica perché Khaled pensava che avrebbero potuto muoversi più agevolmente nel contesto delle prevedibili misure di sicurezza che sarebbero state attuate negli Stati Uniti dopo i primi attentati, nel quale erano invece impiegati uomini originari del Medio Oriente. È per questa ragione che Moussaoui, cittadino francese, era stato destinato alla seconda ondata di attentati. Khaled precisa che la seconda ondata di attentati non era ancora stata pianificata con esattezza né erano stati decisi tutti i dettagli. Khaled non aveva previsto che gli effetti della prima ondata sarebbero stati così catastrofici e che dunque la reazione degli Stati Uniti sarebbe stata così violenta che la preparazione della seconda fase dovette essere messa in attesa. Khaled sostiene che da un punto di vista operativo questi attentati riescono bene se si riesce a mantenere le informazioni in un circolo molto stretto: quando quattro persone conoscono i dettagli di un'operazione è pericoloso; quando li conoscono in due è bene; quando li conosce uno solo è meglio. Il fatto che Moussaoui non conoscesse l'obiettivo della sua missione né l'identità dei suoi compagni ha dato a tutta l'operazione 11 settembre un evidente vantaggio operativo". La versione di Khaled Mohammed riguardo a Moussaoui è stata avvalorata dalle analoghe testimonianze di altri due terroristi qaedisti: Sayf al Adl, e Waleed bin Attash alias Khallad (già ideatore dell'attacco alla Uss Cole del 2000).
-Zacharias Moussaoui, il presunto 20° kamikaze dell'11 settembre è stato condannato all'ergastolo il 3 maggio 2006 dal tribunale di Alexandria, Virginia. Il circo mediatico ha fatto del processo un evento, all'insegna dei drammatici botta e risposta tra l'imputato, gli avvocati e il giudice. In questo contesto è passata inosservata la vera motivazione con cui la giuria ha condannato il franco marocchino: non per aver partecipato al complotto dell'11 settembre(altrimenti gli spettava la pena di morte), ma per averlo nascosto agli agenti che lo bloccarono prima del giorno fatale per una questione di visti, impedendo così agli americani di evitarlo. A definire minore il suo ruolo almeno tre iurati secondo il NYT. Insomma una responsabilità indiretta. Ma i media italiani non sembrano accorgersene. Ad esempio tutti i principali tg non rendono conto del reale motivo della condanna, limitandosi al generico annuncio della sua ormai accertata colpevolezza. D'altronde ad affermare l'estraneità di Moussaoui alla strage delle torri -malgrado la sua confessione spontanea (attribuibile a un evidente desiderio di martirio, dopo 4 anni passati a negare il proprio coinvolgimento), e nondimeno contraddittoria ("l'ho firmata perché tutti si riferivano a me come al 20° kamikaze, ed era piuttosto divertente", ha risposto il 27 marzo al suo avvocato Zerkin)- era stato già il vero ideatore e organizzatore dell'attacco al Wtc, tale Khaled Mohammed, negli interrogatori seguiti al suo arresto in Pakistan. Dal resoconto di questi, pubblicato qui in integrale, si evincono tutti questi elementi rimasti sconosciuti al grande pubblico. Inclusa l'identità del 20° kamikaze, Al Qahtani. Da notare che né quest'ultimo, né Khaled Mohammed, entrambi da tempo sotto custodia Usa, sono mai stati processati, come invano le famiglie delle vittime dell'11/9 domandano a gran voce. Forse il governo Usa, spalleggiato dai media, preferisce far credere che almeno uno dei partecipanti alle stragi neyorkesi, l'unico reo confesso, è già in carcere. E che Osama sia il vero responsabile dello storico attacco, così da poterne fare il capro espiatorio per continuare la guerra al terrorismo.
3/5/06- Con Ricucci in galera già da diversi giorni si ripropone l'interrogativo di fondo: la Falchi l'aveva sposato per amore o per i suoi soldi, vista anche la sua nuova carriera di produttrice cinematografica?
Un indizio nella decisione del 27 dicembre scorso...
Falchi-Ricucci,separazione dei beni. Dietrofront, i due coniugi si cautelano
Fidarsi è bene, cautelarsi è meglio. Così Anna Falchi e Stefano Ricucci, sposatisi il 9 luglio 2005 in comunione dei beni, sono corsi ai ripari e dopo che il nome del finanziere è stato legato a quello di Fiorani e allo scandalo della Popolare di Lodi, hanno fatto dietrofront. Secondo il "Corriere" il 27 dicembre 2005 hanno cambiato regime e firmato la separazione dei beni. Ma l'amore, giurano, resta indissolubile. Al momento delle nozze, Stefano Ricucci, ex odontoiatra di Zagarolo, dichiarava un patrimonio da 2,6 miliardi di euro. Anna però diceva di essere talmente innamorata di lui, da non avervi fatto caso. La comunione dei beni, a sentire l'attrice, era stata un'idea del marito. "Non è stata una mia idea. Stefano ha un cuore incredibile, una generosità impensabile, cosa molto rara perché i parvenu sono tutti tirchi" aveva detto a Sabelli Fioretti durante un'intervista per il magazine del "Corriere". Di fronte all'obiezione che la comunione dei beni è un passo ardito, aveva replicato che il suo sì sarebbe stato a Stefano e non alla Magiste, la società del marito, e che quando ci si sposa mica si possono mettere dei paletti!
Poi però l'idea di uno "steccato" tra i suoi guadagni e quelli del marito, si è resa necessaria. Che l'improvviso ripensamento di Anna sia giunto in concomitanza con lo scandalo che ha travolto Riccucci e con il sequestro di parecchi dei suoi pacchetti azionari, sarà certo un caso...
Di fatto però, il 27 dicembre, presso il notaio Piero Mazza, i due coniugi hanno firmato l'atto di separazione dei beni, perché, si sa, il destino, è imperscrutabile ed è meglio cautelarsi. Pur garantendo che il matrimonio con Ricucci è solido, Anna ha poi preso l'aereo per gli Stati Uniti, dove ha in ballo alcuni affari. Qualcuno dice che l'attrice si stia dedicando alla sua nuova attività di produttrice, qualcun altro che invece stia per realizzare il sogno di fare un provino con Steven Spielberg. Tutti sono d'accordo sul fatto che abbia preferito lasciare Italia e consorte per un po', in attesa che si calmino le acque.
(dal Tgcom)
3/5/06-Zacarias Moussaoui condannato all'ergastolo in America. Il ventesimo kamikaze, reo confesso, lo definiscono i media di tutto il mondo. In realtà non c'entra nulla con l'11 settembre. A confermarlo è l'ideatore del progetto Sheik Kahled Mohammed nella sua confessione dopo l'arresto avvenuto nel 2003 in Pakistan. La trascrizione del documento è stata resa pubblica lo scorso aprile. Da essa si ha anche un'altra conferma: il vero ideatore dell'attacco alle torri gemelle fu il pakistano di cui sopra, e non Osama Bin Laden.
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30/4/06- Quattro giorni fa altri tre soldati italiani uccisi in Iraq. Per un anno tutto era stato tranquillo, poi, con l'annuncio prematuro del ritiro con 12 mesi di anticipo a fini elettorali, gli attacchi sono ripresi.
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30/4/06-
Washington, 28 apr . (Adnkronos) - Nel 2005 14600 persone sono rimaste uccise in 11mila attacchi terroristici in tutto il mondo: sono cifre da guerra quelle fornite dal rapporto annuale sul terrorismo pubblicato dal Dipartimento di Stato americano. Numeri che indicano un nettissimo aumento del numero degli attacchi rispetto all'edizione del 2005, che registrava 3129 attentati (e 1907 morti), e che porterebbero a mettere in discussione l'efficacia dei metodi adottati dall'amministrazione Bush nella guerra al terrorismo. Ed in dubbio le affermazioni del presidente ed altri esponenti dell'amministrazione riguardo ai successi riportati su questo fronte. 8400 morti nel 2005 solo in Iraq, il 55% del totale mondiale.
30/4/06- Bush e il terrorismo: due pesi e due misure.
La generosità di Bush si estendeva anche a persone meno importanti. Il 20 maggio 2002 il servizio segreto aveva permesso a Sixto Reynaldo Aquit Manrique (noto anche come el chino - il cinese Aquit) di sedere qualche fila dietro il presidente nella tribuna dalla quale questi aveva parlato a Miami. Eppure, il servizio di sicurezza del presidente sapeva che il 2 novembre 1994 il reparto antiterrorismo dell'Fbi aveva arrestato Aquit, dopo che con due complici erano entrati in un magazzino del Sudovest di Miami-Dade armati di 40 litri di benzina, micce e un'arma semiautomatica carica. Il Miami Herald del 4 novembre 1994 aveva riportato le parole della polizia: «Quando gli agenti sono intervenuti, gli uomini avevano già rotto una finestra cercando di entrare». Un tribunale della Florida aveva condannato Aquit a cinque anni di detenzione. Poi, inspiegabilmente, il governo aveva accettato che l'imputato si dichiarasse colpevole di un reato minore, e questa mossa gli aveva permesso di evitare la prigione e passare meno di due anni agli arresti domiciliari. Il governo aveva trattato con indulgenza un soggetto coinvolto in una chiara azione terroristica.
Un anno prima del suo reato commesso a Miami nel 1994, Aquit aveva sparato con una mitragliatrice calibro 50 contro una nave cisterna cipriota in acque cubane. Insomma, un «buon terrorista» si può sedere vicino al presidente senza contraddire le nuove regole di sicurezza di Bush Jr. Cercare di affondare una nave da carico e incendiare un magazzino non costituiscono atti di terrorismo, se sono motivati da intenzioni anticastriste. Anche Bush padre aveva trascurato le opinioni dell'Fbi e del Servizio per l'Immigrazione e la Naturalizzazione (Ins) quando aveva ordinato di interrompere la detenzione da parte dell'Ins per Virgilio Paz e José Dionisio Suárez, entrambi rei confessi di aver piazzato a Washington, nel 1976, una bomba sull'auto dell'ex ministro degli Esteri cileno (del governo di Salvador Allende, ndr) Orlando Letelier e della sua compagna nordamericana Ronni Moffitt per assassinarli.
Il presidente Bush e suo fratello Jeb continuano ad accettare per le loro campagne elettorali contributi e appoggi provenienti da terroristi anticastristi, i quali hanno ucciso e messo bombe come gli pareva, ma sono rimasti praticamente immuni da indagini e processi negli Stati uniti. Dagli anni Settanta, l'Fbi possiede informazioni che evidenziano il collegamento tra molti di questi leader estremisti e numerosi omicidi, sabotaggi e altre forme di terrorismo contro Cuba, perpetrati su bersagli che si trovavano anche in Giamaica, alle Barbados, in Messico, a Panama o negli stessi Stati uniti, ma non ha preso provvedimenti.Il presidente della Fondazione nazionale cubana-americana (Fnca), Mas Canosa (ora defunto), e la sua organizzazione sono diventati così sempre più ricchi e forti di agganci politici.
Quella volta a Panama
Il 17 novembre 2000, le autorità panamensi avevano arrestato quattro cubani con precedenti penali di estrema violenza e vincoli stretti con la Fondazione Nazionale Cubano-Americana. Le loro età, comprese fra i cinquanta e i settant'anni, facevano di Luis Posada Carriles, Ignacio Novo Sampol, Pedro Remón e Gaspar Jiménez il gruppo di «vecchiacci assassini» della Fondazione. La polizia panamense aveva trovato esplosivi nelle loro macchine a noleggio, con le loro impronte digitali impresse sul pericoloso materiale. Funzionari dell'intelligence dell'Avana avevano avvertito i colleghi panamensi che quei fondatori del club «Uccidete Fidel» erano entrati nel loro paese per assassinare il presidente cubano, che in quei giorni assisteva al summit dei capi di stato latinoamericani. Posada Carriles, il leader, era fuggito da Cuba nel 1959. Era stato agente di polizia durante il governo del dittatore Fulgencio Batista. In seguito aveva dedicato la maggior parte della sua vita a cercare di assassinare Castro, lavorando al servizio della Cia e, secondo le sue stesse parole, per Jorge Mas Canosa. Nell'ottobre del 1976 Posada aveva collaborato con il suo collega terrorista Orlando Bosch per far saltare in aria un aereo di linea cubano poco dopo uno scalo alle Barbados. Proprio come Posada Carriles, il dottor Bosch si era vantato del ruolo svolto in quell'atto terroristico che aveva causato la morte di settantatré persone.
Le autorità venezuelane avevano arrestato entrambi i terroristi, ma Posada Carriles aveva convinto il suo socio Mas Canosa a sborsare 50.000 dollari per corrompere i dirigenti della prigione. Dopo averli tirati fuori dal carcere venezuelano, Mas Canosa aveva trovato loro lavoro presso il colonnello Oliver North, che li aveva ingaggiati per la «guerra sporca» dei contras in America Centrale. Un'operazione sulla quale l'allora vicepresidente Bush senior esercitava un controllo non proprio occasionale. Poi, nel 1990, in Guatemala, alcuni sconosciuti avevano sparato in faccia a Posada Carriles, che, appena guarito, aveva iniziato la sua attività terroristica contro il turismo cubano. Il 12 luglio 1998 si era vantato con un reporter del New York Times dell'aiuto che gli aveva prestato Mas Canosa, a metà degli anni Novanta, allo scopo di finanziare la sua campagna per piazzare una serie di bombe in località turistiche dell'Isola, con l'intento di scoraggiare questa attività. Una di quelle bombe aveva provocato la morte di un imprenditore italiano, Fabio Di Celmo.
In quello stesso articolo del New York Times si leggeva che «Posada Carriles, con un sorrisino nervoso, aveva definito la morte dell'italiano come un incidente imprevisto». Aveva dichiarato, tuttavia, di avere la coscienza a posto: «Dormo come un bambino». E aveva aggiunto: «È un peccato che qualcuno sia morto, ma non possiamo fermarci. Quell'italiano si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato». Poi, il 20 aprile 2004 un tribunale di Panama aveva dichiarato Posada Carriles e gli altri tre imputati colpevoli di minaccia alla sicurezza pubblica e falsificazione di documenti, ma non di tentato omicidio nei confronti di Fidel Castro. Posada Carriles era stato condannato a otto anni di prigione, Novo e Remón a sette anni e Jiménez a otto (sentenza vanificata, nel agosto 2004 da un atto della presidentessa di Panama Mireya Moscoso, molto legata a Jeb Bush che prima di lasciare il suo incarico al successore Torrijos aveva liberato i colpevoli, li aveva messi su un aereo e li aveva mandati al sicuro negli Stati uniti, ndr).
La benevolenza di Washington
Così, la benevolenza del governo Usa verso i terroristi tesi ad annientare Cuba ha obbligato i servizi segreti dell'Isola a infiltrare degli agenti a Miami. Dopo sei mesi di processo, la giuria, riunita in camera di consiglio per quattro giorni, ha dichiarato i cinque agenti cubani colpevoli di spionaggio e, per quanto riguarda Hernández, di aver collaborato all'abbattimento degli aerei dei Fratelli per il riscatto. Nel processo, però, gli avvocati delle «spie» avevano presentato testimonianze che provavano come il governo cubano per quasi due anni avesse avvertito le autorità degli Stati uniti del fatto che gli aerei dei Fratelli per il riscatto avevano continuato i loro raid su Cuba, addirittura lanciando volantini eversivi. (nell'agosto 2005 la Corte di Appello di Atlanta, ritenendo fossero stati violati diversi diritti degli imputati, ha revocato il verdetto e ha chiesto il rifacimento del processo).
C'è un piccolo settore di Miami, dove l'ossessione anticastrista prevale su qualunque altro accadimento e risalta come una evidente contraddizione nella guerra di Bush contro il terrorismo. Anche il candidato democratico John Kerry, pronto a dichiarare che se fosse stato eletto avrebbe avuto mano dura con Castro, ha ceduto di fronte alla stupidità del piccolo gruppo di esiliati di estrema destra che tiene con forza nei suoi pugni minacciosi la politica Usa-Cuba. Intanto, cinque coraggiosi cubani marciscono, ormai da sette anni, nelle prigioni degli Stati uniti. Dovremo aspettare che la scienza medica perfezioni il trapianto di spina dorsale perché un presidente degli Stati uniti riesca a strappare la gestione della politica nei riguardi di Cuba dalle mani di questi rabbiosi esiliati?
30/4/06- C'è del marcio nell'8 per mille
L’argomento è regolato dal Concordato del 1984-85, in cui è previsto che il contribuente destini tale percentuale del suo reddito “ad attività sociali ed umanitarie”. Il diabolico meccanismo messo a punto allora da Craxi e dalla CEI prevede che in realtà nessuno destini direttamente il proprio gettito: il perverso marchingegno assomiglia di più ad un sondaggio e prevede che si contino le scelte, si calcolino le percentuali ottenute da ogni soggetto e in base a queste vengano poi ripartiti tutti i fondi, compresi quelli dei contribuenti che tale scelta non hanno espresso. Questo ha fatto sì che nel 2004 alla chiesa cattolica siano andati poco meno di 1000 milioni di euro, ovvero più dell’85% dell’intero gettito dell’8 per mille, nonostante tale scelta fosse stata espressa esplicitamente soltanto dal 33% dei contribuenti. Allo Stato sono andati circa 100 milioni
C'è del marcio nell'8 per mille
di Mirko Fabbri
È tempo di dichiarazione dei redditi, ed è quindi tempo di 8 per mille. Vi siete mai chiesti che fine fa quella montagna di soldi (quasi 2000 miliardi delle vecchie lire) raccolti sommando le briciole dei nostri 8 per mille? E soprattutto dove siete convinti che finiscano i vostri soldi se siete una di quelle 6 persone su 10 che al momento della scelta del destinatario non scelgono affatto?
L’argomento è regolato dal Concordato del 1984-85, in cui è previsto che il contribuente destini tale percentuale del suo reddito “ad attività sociali ed umanitarie”. Il diabolico meccanismo messo a punto allora da Craxi e dalla CEI prevede che in realtà nessuno destini direttamente il proprio gettito: il perverso marchingegno assomiglia di più ad un sondaggio e prevede che si contino le scelte, si calcolino le percentuali ottenute da ogni soggetto e in base a queste vengano poi ripartiti tutti i fondi, compresi quelli dei contribuenti che tale scelta non hanno espresso.
Questo ha fatto sì che nel 2004 alla chiesa cattolica siano andati poco meno di 1000 milioni di euro, ovvero più dell’85% dell’intero gettito dell’8 per mille, nonostante tale scelta fosse stata espressa esplicitamente soltanto dal 33% dei contribuenti. Allo Stato sono andati circa 100 milioni; alle altre confessioni gli spiccioli.
Nonostante gli spot strappalacrime che nei prossimi giorni invaderanno i nostri teleschermi, sembra che la chiesa cattolica spenda soltanto una piccolissima parte (tra l’8 e il 20% a seconda delle diverse fonti) di questi soldi per gli aiuti al terzo mondo; il grosso serve invece per il sostentamento del clero e per vaghe “esigenze di culto”. I valdesi, per dirne un’altra, spendono tutto in “progetti culturali, assistenziali e di solidarietà in Italia e all’estero”, sostengono i loro pastori con offerte volontarie dei fedeli, e soprattutto non accettano le risorse che non siano state destinate esplicitamente a loro. In questo modo nel 2004 hanno rinunciato a qualcosa come 7 milioni di euro.
E lo Stato come li spende quei soldi? Scartabellando nel sito del Governo si scopre che gli ultimi dati disponibili in questa materia sono quelli del 2001, quando dei 220 miliardi di lire che quell’anno andarono allo Stato per “attività sociali ed umanitarie”, 70 servirono per finanziare la missione militare in Albania (niente male come attività sociale ed umanitaria!), mentre i 150 rimanenti diventarono 66 in un amen per “assestamento del bilancio”, e furono spesi in buona parte per restauri di chiostri, organi, oratori, campanili e facciate di chiese. Oltre a questi, furono finanziati anche alcuni progetti presentati da amministrazioni locali per riqualificare piazze, palazzi ed ogni altro intervento che ricada sotto la definizione di “conservazione dei beni culturali”.
Fin qui i dati. Oltre a chi vorrebbe proprio abolirlo questo sistema dell’8 per mille, c’è anche chi, forse più realisticamente, vorrebbe ampliare il numero dei soggetti che ne possono beneficiare. È normale, per esempio, che in un paese normale la ricerca scientifica debba essere finanziata con la vendita delle arance e delle begonie nelle piazze? Un giornalista convinto che così non possa continuare ad essere, è Enzo Mellano, il quale nel suo sito promuove una campagna che propone di inserire la possibilità di destinare alla ricerca il proprio 8 per mille.
Un recente sondaggio commissionato da La Stampa, oltre a quantificare in 2/3 la parte di italiani favorevoli ai pacs, alle convivenze ed al mantenimento della legge sull’aborto (con buona pace di Ruini & C.), ha anche evidenziato che nel caso la scelta dell’8 per mille lo consentisse, una percentuale significativa di italiani destinerebbe la propria quota alla ricerca scientifica. Tutti soldi che verrebbero meno alla CEI. Forse anche per questo motivo l’ultima legge Finanziaria ha introdotto una novità, ovvero la possibilità di destinare un ulteriore 5 per mille delle proprie tasse alla ricerca o alle associazioni di volontariato, senza intaccare il vecchio buon 8 per mille. Quello deve continuare ad andare dove è andato finora…
E comunque nel frattempo ricordate: scegliendo di non indicare il destinatario del “vostro” 8 per mille in sede di dichiarazione dei redditi, scegliete comunque. Quindi meglio scegliere per il meglio… (da carmillaonline.com)
29/4/06- Mastella aveva negato di essere il regista dei 'franceschi tiratori' nei primi falliti tentativi di eleggere Marini al senato. Oi però ammette sul Corriere: "ho organizzato un'azione puramente dimostrativa. Ho fatto la regìa occulta del primo voto. Poi però la situazione mi è sfuggita di mano".
28/4/06- I volantini elettorali con il nome di Cuffaro trovati nel casale dove si nascondeva Provenzano non sono in realtà stati trovati dentro la residenza del boss, ma nella parte della masseria del pastore che lo ospitava, qualla aperta al pubblico per la vendita delle ricotte.
28/4/06- La mafia cambia nome, da Cosa nostra a la nostra società. emere dai pizzini per Provenzano ad esempio da parte del giovane capomafia di Agrigento Giuseppe Falsone: "...come prima cosa metto da parte il 2 o 3 % per nostra società...".
28/4/06- La candidatura di Andreotti a presidente della camera da parte della Cdl: UN MAFIOSO PRESCRITTO PER MAFIA ALLA SECONDA CARICA DELLO STATO!
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In realtà l'Unione alla camera non ha vinto per soli 25.000 voti, ma per 48.000:
Nella scorsa legislatura ci sono state varie proposte di revisione dell'articolo 66 della Costituzione per consentire un ricorso alla Corte costituzionale (come avviene in Germania). Provenivano tutte dal centrosinistra e renderebbero fra l'altro possibile ricorrere per l'anomala esclusione degli elettori della Valle d'Aosta dai risultati utili per il premio di maggioranza, decisa dalla Cdl perché sapeva che in Val d'Aosta avrebbe preso circa 25 mila voti meno dell'Unione per cui, in realtà, l'Unione alla Camera non ha vinto per i soli 24 mila voti dichiarati dalla Cassazione, ma ha vinto per 48 mila. Il centrodestra non volle ascoltare, sostenendo che l'attuale sistema di controllo solo interno va benissimo per cui nella maxi-riforma che tocca una cinquantina di articoli della seconda parte l'articolo 66 è rimasto perfettamente invariato. Meriterà di essere modificato, ma chi ha deciso questo ed ha poi anche scippato i voti della Val d'Aosta, non può oggi piangere lacrime di coccodrillo.
(da l'Unità)
26/4/06- 667 mln di euro l'anno dallo stato ai giornali, e non solo a quelli di partito:
Lo stato finanzia l'editoria per circa 700 milioni di euro all'anno. A chi, come, e soprattutto a che titolo vengono spesi questi soldi?
Poiché in Italia si legge poco e nessun giornale riesce a vivere di sole vendite, nel 1981 fu approvata una legge, pensata proprio per dare sostegno ai giornali di idee, come i giornali di partito, penalizzati dal mercato e non sorretti dalla pubblicità e allegati.
Ma nell'inchiesta di Bernardo Iovene scopriamo che in realtà i giornali considerati di partito oggi in tutto prendono il 5% degli stanziamenti. E allora il restante 95% a chi va? I lettori dei quotidiani non lo sanno, mentre lo sanno bene gli editori, che incassano corposi contributi su spese telefoniche, elettriche e costo della carta.
Una fetta di finanziamenti va poi a una galassia di giornali che hanno ottenuto l'accesso ai finanziamenti grazie alla firma di due deputati, spesso di schieramento opposto, che hanno dichiarato l'appartenenza della testata a un movimento politico. Come il Giornale d'Italia, 'Organo del movimento unitario pensionati uomini vivi', che gira parte dei suoi contributi alla Lega.
Ma non sono i soli, ci sono anche le Tv locali, per esempio Teleoggi, con i soldi pubblici ha "ringraziato" l'ex ministro Gasparri per l'attenzione dimostrata. Anche Radio Padania e Radio Maria incassano. E anche il quotidiano "Sportsman, Cavalli e Corse".
Alla fine della fiera i giornali prendono un sacco di soldi ma i giornalisti precari e sottopagati sono sempre di più.
(da Report)
23/4/06- Dalle polemiche sulle presunte irregolarità nel contegio dei voti alle politche, emerge un dato inquietante: se brogli vi fossero stati (stavolta o altre volte) ad indagare su di essi sarebbe comunque la maggioranza dichiarata vincente prima di un eventuale controllo, e dunque ancora contestata. Tocca infatti pere legge alla Giunta delle elezioni dei rispettivi rami del parlamento, nominata dal nuovo governo, il riconteggio delle schede nulle o bianche (oltre 1 milione). Solo per quelle contestate (5000 scarse) è la magistratura ad indagare prima della nomina del nuovo esecutivo. Insomma, in tema di brogli il controllato coincide col controllore, nel caso specifico di sè stesso.
22/4/06- Ma il centrodestra ha veramente preso un sacco di voti in più dell'Unione al senato?
Dopo quella del purosangue Cigar che fece cilecca con 31 cavalle o di J.L. Roundtree che rapinò la National Bank di Pensacola a 88 anni di età, è nata un'altra leggenda: la destra ha preso la maggioranza assoluta dei voti al Senato con milioni di voti in più.
Come sia germogliata, la notte di lunedì 10 aprile, si sa. A un certo punto, nel caos di exit-polls travolti dai numeri veri, arrivò una notizia che pareva certa: alla faccia delle prime proiezioni, il Polo a Palazzo Madama aveva fatto il sorpasso. «La Cdl contesta che il centrosinistra abbia vinto le elezioni», tuonò trionfante Paolo Bonaiuti, «Abbiamo il Senato con oltre il 50% e 350 mila voti di differenza». Mancavano 4 minuti alle tre di mattina, il mondo della politica era stravolto, i rovesciamenti d'umore si abbattevano ora sugli uni, ora sugli altri.
Fin qui, ok: in quel casino... Il giorno dopo, però, è già tutto chiaro: basta andare sul sito del Viminale (http://politiche.interno.it) dove, ai piedi della schermata sul Palazzo Madama, dove spicca la vittoria della destra per un totale di 17.153.256 voti (pari al 50,21%) contro i 16.725.077 della sinistra, sta vistosamente scritto: «Sono escluse dal riepilogo le regioni Valle d'Aosta e Trentino Alto Adige». Contate le quali il totale dei voti della CdL sale, con le liste minori collegate, a 17.367.081 ma il vantaggio sull'Unione cala da 428 a 225 mila voti e la percentuale scende al 49,89%. Non basta: contando anche gli italiani all'estero, il margine sulla sinistra cala ancora fino a 141.116 voti (0,39% di distacco) e la percentuale al 49,62%.(Dal Corriere della sera)
22/4/06- Un altro esempio del doppiopesismo Usa sul terrorismo: Orlando Bosh, uno stragista...gira tranquillo per Miami. E' stato condannato ma il governo degli Stati Uniti lo ospita e lo protegge a Miami. Lui come Posada carriles sono terroristi che, negli ultimi 47 anni, hanno sferrato una sanguinosa e spietata guerra contro il popolo cubano.
Bush lo ha amnistiato cosa che prima o poi farà anche per il terrorista Posada Carriles.
20/4/06- Il prossimo 26 aprile sarà il ventannale da Cernobyl. Ma fu davvero la gran tragedia entrata nella memoria collettiva? I più diversi enti sparano le cifre più varie, 16.000 morti, 270.000, 45.000 già morti, 120.000 invalidi gravi su 600.000 'likvidatory', addirittura milioni di persone nelle regioni circostanti condannate a morire in futuro. Queste le conseguenze, ma solo teoriche, della diffusione nell'atmosfera di 45 mln di curie di xeno 133, 7 mln di iodio 131, e di 1 mln di cesio 134 e 137.
Eppure il rapporto dello scorso settembre di 100 esperti scienziati incaricati dall'Onu ha concluso che i morti accertati a 20 anni dall'evento sonoin tutto 56: 47 adulti, quasi tutti tra il personale che si occupò di tappare la falla, e 9 bambini nella popolazione della vicina città. Ecco la news release dell'Organizzazione mondiale della sanità, Aiea e Undp:
Joint News Release WHO/IAEA/UNDP
Chernobyl: the true scale of the accident
20 Years Later a UN Report Provides Definitive Answers and Ways to Repair Lives
5 SEPTEMBER 2005 | GENEVA -- A total of up to 4000 people could eventually die of radiation exposure from the Chernobyl nuclear power plant (NPP) accident nearly 20 years ago, an international team of more than 100 scientists has concluded.
As of mid-2005, however, fewer than 50 deaths had been directly attributed to radiation from the disaster, almost all being highly exposed rescue workers, many who died within months of the accident but others who died as late as 2004.
The new numbers are presented in a landmark digest report, “Chernobyl’s Legacy: Health, Environmental and Socio-Economic Impacts,” just released by the Chernobyl Forum. The digest, based on a three-volume, 600-page report and incorporating the work of hundreds of scientists, economists and health experts, assesses the 20-year impact of the largest nuclear accident in history. The Forum is made up of 8 UN specialized agencies, including the International Atomic Energy Agency (IAEA), World Health Organization (WHO), United Nations Development Programme (UNDP), Food and Agriculture Organization (FAO), United Nations Environment Programme (UNEP), United Nations Office for the Coordination of Humanitarian Affairs (UN-OCHA), United Nations Scientific Committee on the Effects of Atomic Radiation (UNSCEAR), and the World Bank, as well as the governments of Belarus, the Russian Federation and Ukraine.
“This compilation of the latest research can help to settle the outstanding questions about how much death, disease and economic fallout really resulted from the Chernobyl accident,” explains Dr. Burton Bennett, chairman of the Chernobyl Forum and an authority on radiation effects. “The governments of the three most-affected countries have realized that they need to find a clear way forward, and that progress must be based on a sound consensus about environmental, health and economic consequences and some good advice and support from the international community.”
Bennett continued: “This was a very serious accident with major health consequences, especially for thousands of workers exposed in the early days who received very high radiation doses, and for the thousands more stricken with thyroid cancer. By and large, however, we have not found profound negative health impacts to the rest of the population in surrounding areas, nor have we found widespread contamination that would continue to pose a substantial threat to human health, within a few exceptional, restricted areas.”
The Forum’s report aims to help the affected countries understand the true scale of the accident's consequences and also suggests ways the governments of Belarus, the Russian Federation and Ukraine might address major economic and social problems stemming from the accident. Members of the Forum, including representatives of the three governments, will meet September 6 and 7 in Vienna at an unprecedented gathering of the world’s experts on Chernobyl, radiation effects and protection, to consider these findings and recommendations.
Major study findings
Dozens of important findings are included in the massive report:
* Approximately 1000 on-site reactor staff and emergency workers were heavily exposed to high-level radiation on the first day of the accident; among the more than 200 000 emergency and recovery operation workers exposed during the period from 1986-1987, an estimated 2200 radiation-caused deaths can be expected during their lifetime.
* An estimated five million people currently live in areas of Belarus, Russia and Ukraine that are contaminated with radionuclides due to the accident; about 100 000 of them live in areas classified in the past by government authorities as areas of “strict control”. The existing “zoning” definitions need to be revisited and relaxed in light of the new findings.
* About 4000 cases of thyroid cancer, mainly in children and adolescents at the time of the accident, have resulted from the accident’s contamination and at least nine children died of thyroid cancer; however the survival rate among such cancer victims, judging from experience in Belarus, has been almost 99%.
* Most emergency workers and people living in contaminated areas received relatively low whole body radiation doses, comparable to natural background levels. As a consequence, no evidence or likelihood of decreased fertility among the affected population has been found, nor has there been any evidence of increases in congenital malformations that can be attributed to radiation exposure.
* Poverty, “lifestyle” diseases now rampant in the former Soviet Union and mental health problems pose a far greater threat to local communities than does radiation exposure.
* Relocation proved a “deeply traumatic experience” for some 350,000 people moved out of the affected areas. Although 116 000 were moved from the most heavily impacted area immediately after the accident, later relocations did little to reduce radiation exposure.
* Persistent myths and misperceptions about the threat of radiation have resulted in “paralyzing fatalism” among residents of affected areas.
* Ambitious rehabilitation and social benefit programs started by the former Soviet Union, and continued by Belarus, Russia and Ukraine, need reformulation due to changes in radiation conditions, poor targeting and funding shortages.
* Structural elements of the sarcophagus built to contain the damaged reactor have degraded, posing a risk of collapse and the release of radioactive dust;
* A comprehensive plan to dispose of tons of high-level radioactive waste at and around the Chernobyl NPP site, in accordance with current safety standards, has yet to be defined.
Alongside radiation-induced deaths and diseases, the report labels the mental health impact of Chernobyl as “the largest public health problem created by the accident” and partially attributes this damaging psychological impact to a lack of accurate information. These problems manifest as negative self-assessments of health, belief in a shortened life expectancy, lack of initiative, and dependency on assistance from the state.
“Two decades after the Chernobyl accident, residents in the affected areas still lack the information they need to lead the healthy and productive lives that are possible,” explains Louisa Vinton, Chernobyl focal point at the UNDP. “We are advising our partner governments that they must reach people with accurate information, not only about how to live safely in regions of low-level contamination, but also about leading healthy lifestyles and creating new livelihoods.” But, says Dr Michael Repacholi, Manager of WHO's Radiation Program, “the sum total of the Chernobyl Forum is a reassuring message.”
He explains that there have been 4000 cases of thyroid cancer, mainly in children, but that except for nine deaths, all of them have recovered. "Otherwise, the team of international experts found no evidence for any increases in the incidence of leukemia and cancer among affected residents."
The international experts have estimated that radiation could cause up to about 4000 eventual deaths among the higher-exposed Chernobyl populations, i.e., emergency workers from 1986-1987, evacuees and residents of the most contaminated areas. This number contains both the known radiation-induced cancer and leukaemia deaths and a statistical prediction, based on estimates of the radiation doses received by these populations. As about quarter of people die from spontaneous cancer not caused by Chernobyl radiation, the radiation-induced increase of only about 3% will be difficult to observe. However, in the most exposed cohorts of emergency and recovery operation workers some increase of particular cancer forms (e.g., leukemia) in particular time periods has already been observed. The predictions use six decades of scientific experience with the effects of such doses, explained Repacholi.
Repacholi concludes that “the health effects of the accident were potentially horrific, but when you add them up using validated conclusions from good science, the public health effects were not nearly as substantial as had at first been feared.”
The report’s estimate for the eventual number of deaths is far lower than earlier, well-publicized speculations that radiation exposure would claim tens of thousands of lives. But the 4000 figure is not far different from estimates made in 1986 by Soviet scientists, according to Dr Mikhail Balonov, a radiation expert with the International Atomic Energy Agency in Vienna, who was a scientist in the former Soviet Union at the time of the accident.
As for environmental impact, the reports are also reassuring, for the scientific assessments show that, except for the still closed, highly contaminated 30 kilometer area surrounding the reactor, and some closed lakes and restricted forests, radiation levels have mostly returned to acceptable levels. “In most areas the problems are economic and psychological, not health or environmental,” reports Balonov, the scientific secretary of the Chernobyl Forum effort who has been involved with Chernobyl recovery since the disaster occurred.
Recommendations
Recommendations call for focusing assistance efforts on highly contaminated areas and redesigning government programs to help those genuinely in need. Suggested changes would shift programs away from those that foster “dependency” and a “victim” mentality, and replacing them with initiatives that encourage opportunity, support local development, and give people confidence in their futures.
In the health area, the Forum report calls for continued close monitoring of workers who recovered from Acute Radiation Syndrome (ARS) and other highly exposed emergency personnel. The Report also calls for focused screening of children exposed to radioiodine for thyroid cancer and highly exposed clean-up workers for non-thyroid cancers. However, existing screening programs should be evaluated for cost-effectiveness, since the incidence of spontaneous thyroid cancers is increasing significantly as the target population ages. Moreover, high quality cancer registries need continuing government support.
In the environmental realm, the Report calls for long term monitoring of caesium and strontium radionuclides to assess human exposure and food contamination and to analyse the impacts of remedial actions and radiation-reduction countermeasures. Better information needs to be provided to the public about the persistence of radioactive contamination in certain food products and about food preparation methods that reduce radionuclide intake. Restrictions on harvesting of some wild food products are still needed in some areas.
Also in the realm of protecting the environment, the Report calls for an “integrated waste management program for the Shelter, the Chernobyl NPP site and the Exclusion Zone” to ensure application of consistent management and capacity for all types of radioactive waste. Waste storage and disposal must be dealt with in a comprehensive manner across the entire Exclusion Zone, according to the Report.
In areas where human exposure is not high, no remediation needs to be done, points out Balonov. “If we do not expect health or environmental effects, we should not waste resources and effort on low priority, low contamination areas,” he explains. “We need to focus our efforts and resources on real problems.”
One key recommendation addresses the fact that large parts of the population, especially in rural areas, still lack accurate information and emphasizes the need to find better ways both to inform the public and to overcome the lack of credibility that hampered previous efforts. Even though accurate information has been available for years, either it has not reached those who need it or people do not trust and accept the information and do not act upon it, according to the Report.
This recommendation calls for targeting information to specific audiences, including community leaders and health care workers, along with a broader strategy that promotes healthy lifestyles as well as information about how to reduce internal and external radiation exposures and address the main causes of disease and mortality.
In the socioeconomic sphere, the Report recommends a new development approach that helps individuals to “take control of their own lives and communities to take control of their own futures.” The Governments, the Report states, must streamline and refocus Chernobyl programs through more targeted benefits, elimination of unnecessary benefits to people in less contaminated areas, improving primary health care, support for safe food production techniques, and encouragement for investment and private sector development, including small and medium-size enterprises.
Notes Vinton, “The most important need is for accurate information on healthy lifestyles, together with better regulations to promote small, rural businesses. Poverty is the real danger. We need to take steps to empower people.”
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18/4/06- La donna più desiderata del mondo e prossima moglie già incinta dell'uomo più desiderato (Brad Pitt), Angelina Jolie, è lesbica. Lo rivela la sua ex amante la top model asiatica Jenny Shimitzu. La quale scende persino nei dettagli: "incredibile cosa riesce a fare con quelle labbra carnose su ogni centimetro di pelle".
18/4/06- Il Financial Times ipotizza un'uscita dell'Italia dall'euro entro 10 anni se Prodi andrà al governo. E invece basta che l'Italia si opponga perchè ciò non accada mai: per l'uscita di un Paese dall'euro serve una modifica del trattato istitutivo, votata all'unanimità da tutte le nazioni che lo hanno firmato.
18/4/06- Calderoli e il ricorso sui 45.000 voti della Lega Alleanza lombarda alleatasi con l'Unione, ma presentatasi in una sola circoscrizione. Chi è causa del suo malo pianga sè stesso: fu infatti la Lega nord a mettere un veto all'alleanza della Cdl con questa Lega spuria. Se ci fosse stata, il centro destra avrebbe vinto alla camera di 20.000 voti su Prodi.
16/4/06- L'appello degli ex generali contro Rusfeld, critici della guerra in Iraq...
Anthony Zinni Flashback: Saddam the Biggest Threat
Retired Gen. Anthony Zinni, who now complains that President Bush cherry-picked pre-war Iraq weapons intelligence and misled the country into going to war, warned six years ago that Saddam Hussein's WMD program was the biggest threat to U.S. interests in the Middle East.
"Iraq remains the most significant near-term threat to U.S. interests in the Arabian Gulf region," Zinni told Congress on March 15, 2000.
"Despite claims that WMD efforts have ceased," the general-turned-war critic said, "Iraq probably is continuing clandestine nuclear research, retains stocks of chemical and biological munitions, and is concealing extended-range SCUD missiles, possibly equipped with CBW [chem-bio-weapons] payloads," Zinni said, in quotes unearthed Friday by the American Thinker blog.
Gen. Zinni is currently leading to charge to get Secretary of Defense Donald Rumsfeld to resign - a campaign he began two weeks ago on NBC's "Meet the Press."
During the same broadcast, Zinni addressed the issue of Saddam's WMD threat - sounding like someone who'd developed acute amnesia about his earlier testimony.
"What bothered me," Zinni told host Tim Russert, "[was that] I was hearing a depiction of the intelligence that didn’t fit what I knew. There was no solid proof, that I ever saw, that Saddam had WMD.
"Now, I’d be the first to say we had to assume he had WMD left over that wasn’t accounted for: artillery rounds, chemical rounds, a SCUD missile or two. But these things, over time, degrade. These things did not present operational or strategic level threats at best."
In fact, Zinni's flip-flop was so acute he should be suffering from a case of rhetorical whiplash. Here's more from the old Zinni - here telling Congress that Saddam would remain a threat even if he gave up his WMDs:
"Even if Baghdad reversed its course and surrendered all WMD capabilities, it retains the scientific, technical, and industrial infrastructure to replace agents and munitions within weeks or months."
The old Zinni even warned of a potential collaboration between Osama bin Laden and Iraq, telling Congress:
"Extremists like Osama bin Laden and his World Islamic Front network benefit from the global nature of communications that permits recruitment, fund raising, and direct connections to sub-elements worldwide . . .
"Terrorists are seeking more lethal weaponry to include: chemical, biological, radiological, and even nuclear components with which to perpetrate more sensational attacks . . . Three [Iraq, Iran and Sudan] of the seven recognized state-sponsors of terrorism are within this potentially volatile area, and the Taliban regime in Afghanistan has been sanctioned by the UN Security Council for its harboring of Osama bin Laden."
Now Zinni wants Bush to apologize and Rumsfeld to resign for taking his advice in the first place.
16/4/06- Decifrato il manoscritto che riabilita l'Iscariota. In copto, risale
al 300 dopo Cristo. Un testo che riapre il dibattito storico e religioso
Il Vangelo secondo Giuda
"Fu Gesù a dirgli di tradire"
Riletta la vicenda dell'uomo che vendette Cristo: qui diventa il discepolo più fedele
"QUI si narra il segreto della rivelazione che Gesù fece parlando con Giuda Iscariota...". Così inizia la prima pagina di un fragile manoscritto in papiro che rilegge in modo radicalmente diverso la vicenda del "traditore" più odiato della storia e lo trasforma nel più fedele discepolo di Cristo; un documento straordinario che oltre a fornire inedite informazioni su Giuda Iscariota lo riabilita presentandolo come colui che consegna Gesù alle autorità su richiesta dello stesso Cristo: il Vangelo di Giuda.
Al termine di un lunghissimo lavoro (cinque anni) una équipe di esperti linguisti, papirologi e studiosi di storia della religione, una vera e propria squadra di "detective biblici" è riuscita a decifrare il testo e a verificarne l'autenticità e il significato religioso. Il risultato, uno dei più eccezionali documenti dell'archeologia giudaico-cristiana, è stato svelato ieri a Washington nella sede della National Geographic Society. In Italia sarà pubblicato in esclusiva dal "National Geographic Italia" di maggio (in edicola dal 21 aprile) e con la rivista si potrà anche acquistare il libro "Il Vangelo perduto di Giuda Iscariota".
Scritto su papiro e legato da un laccio di pelle il codice è stato redatto in copto - la lingua in uso allora in Egitto - intorno al 300 dopo Cristo; ritrovato negli anni Settanta (del '900) nel deserto presso El Minya, in Egitto finì nelle mani di mercanti di antichità, lasciò l'Egitto per giungere prima in Europa e poi negli Stati Uniti dove rimase in una cassetta di sicurezza a Long Island, New York, per 16 anni prima di venire acquistato dall'antiquaria di Zurigo Frieda Nussberger-Tchacos nel 2000.
Un testo destinato a fare discutere storici, religiosi e filosofi, un testo che fa giustizia anche dell'odioso e brutale antisemitismo che per secoli si è nutrito della vicenda-leggenda di "Giuda il Traditore". Già nel titolo ("Il racconto segreto della rivelazione fatta da Gesù a Giuda Iscariota nel corso di una settimana, tre giorni prima la celebrazione della Pasqua") riecheggiano temi cari alla tradizione gnostica e che ebbero una grande diffusione agli albori del cristianesimo; vicende che contraddicono la storia più tradizionale, quella che ci verrà tramandata dai Vangeli ufficiali (di Luca, Marco, Matteo e Giovanni) e che verrà codificata dai dogmi della Chiesa cattolica nei secoli successivi.
Nel documento - in cui non si fa alcun cenno alla crocifissione nè alla resurrezione - fin dalla prima scena Gesù ride dei suoi discepoli che pregano il loro Dio, il "dio minore" del Vecchio Testamento che ha creato il mondo. Li esorta a guardarlo e a comprendere cosa egli sia davvero, ma questi non lo fanno e non capiscono. Il passaggio fondamentale arriva quando Gesù dice a Giuda: "... tu supererai tutti loro. Perché tu farai sì che venga sacrificato l'uomo entro cui io sono". Aiutando Gesù a liberarsi del suo corpo terreno, Giuda lo aiuterà a liberare la sua entità spirituale, la sua essenza divina.
Uno status, quello di Giuda, che viene più volte descritto come speciale: "Allontanati dagli altri, a te rivelerò i misteri del Regno. Un Regno che raggiungerai, ma con molta sofferenza. Ti ho detto tutto. Apri gli occhi, guarda la nube e la luce che da essa emana e le stelle che la circondano. La stella che indica la via è la tua stella". E Giuda "aprì gli occhi, vide la nube luminosa e vi entrò".
Giuda Iscariota non solo non è "il Traditore" ma è - stando al codice copto - il mezzo attraverso cui Gesù di Nazareth raggiunge il suo scopo, dunque il discepolo decisivo, il più importante. Nel testo si prevede l'ira degli altri discepoli contro il traditore (Giuda ha una visione, "vidi me stesso mentre i 12 discepoli mi prendevano a sassate e mi perseguitavano") ma anche il fatto che sarà comunque superiore a loro: "Sarai maledetto per generazioni, ma regnerai su di loro", gli dice Gesù.
Al papiro manca la parte finale e il testo si interrompe all'improvviso: "Essi (coloro che erano venuti ad arrestarlo) avvicinarono Giuda e gli dissero, "Cosa fai qui? Sei un discepolo di Gesù?". Giuda diede loro la risposta che volevano, ricevette da loro del denaro e glielo consegnò".
Le 66 pagine del manoscritto non contengono solo il Vangelo di Giuda ma anche un testo intitolato "Giacomo" (noto anche come la Prima Apocalisse di Giacomo), una lettera di Pietro a Filippo e un frammento di un quarto testo che gli studiosi hanno deciso di chiamare provvisoriamente Allogeni (Book of Allogenes).
(da Repubblica)
16/4/06- Calderoli denuncia l'invalidità dei 45.000 voti per l'Unione da parte della lista apparentata Lega Alleanza Lombarda. Che a suo dire non ha rispettato la nuova legge elettorale (da lui redatta) presentandosi solo in una circoscrizione. La Cdl fa ricorso alla Cassazione... che però si era già pronunciata il 17 marzo con un provvedimento pubblicato in Gazzetta ufficiale in cui si sanciva la regolarità di tutte le liste presenti alle elezioni e dei rispettivi collegamenti.
16/4/06- La Cdl e la richiesta di ricontrollare i risultati delle elezioni, una pretesa definita eversiva dall'Unione. In realtà il riconteggio delle schede contestate avviene per prassi in tutte le elezioni ad opera dei giudici e dei presidenti di seggio circoscrizionali.
16/4/06- Berlusconi incontrò Fiorani anche in una seconda occasione, a Genova durante il salone nautico nell'ottobre 2004.
CASO ANTONVENETA
Quando Berlusconi incontrò Fiorani Uno strano scambio
BRUNO PERINI
Impegnato nello scontro elettorale all'ultimo voto, Silvio Berlusconi si deve essere dimenticato di smentire, come invece hanno fatto altri, le notizie contenute nei verbali di interrogatori di Giampiero Fiorani a proposito dei rapporti tra il banchiere e il presidente del consiglio. Eppure dalle carte in mano ai magistrati emergono circostanze di cui il capo del governo, scandalizzato per i rapporti tra Giovanni Consorte e Antoine Bernheim, non aveva mai parlato. Racconta Giampiero Fiorani a proposito dei suoi rapporti con il capo del governo: «Andammo in Sardegna a trovare Berlusconi a Villa Certosa. Era il giorno di San Lorenzo nell'agosto 2004. C'eravamo io, Previti e Berlusconi con le nostre mogli. Prima di pranzo ci riunimmo e io mostrai a Berlusconi delle diapositive per illustrargli l'operazione Antonveneta». Ma il presidente del consiglio non aveva detto di non essere a conoscenza di quell'operazione? Una risposta in questo senso sarebbe molto gradita. Non solo. Nei verbali di interrogatori di Giampiero Fiorani, che secondo alcuni esponenti politici del centro destra adesso è diventato un diffamatore, c'è un altro incontro, ben più grave di quello a Villa Certosa. Racconta ancora Giampiero Fiorani: «Incontrai Berlusconi in una seconda occasione, al salone Nautico di Genova nell'ottobre 2004 e lui volle sapere che cosa avevo detto ai magistrati che mi avevano interrogato sulla questione Hdc. Voleva sapere se Crespi, (ex sondaggista di Berlusconi ndr), aveva bobine con registrazioni di telefonate tra Fiorani e il premier stesso, e se ne avesse parlato ai giudici. Gli dissi: 'stia tranquillo'. E lui mi disse 'E lei stia tranquillo per la scalata». Insomma, uno scambio politico a tutto tondo. Con l'aggravante che lo scambio di rassicurazioni avviene tra il presidente del consiglio e il testimone di un processo che riguarda lo stesso capo del governo. Tra l'altro questi incontri avvengono alla vigilia del patto tra Fiorani, l'ex governator della Banca d'Italia, il senatore di Forza Italia, Luigi Grillo, indagato per aggiotaggio, e lo stesso presidente del consiglio. Un patto politico per consegnare la banca Antonveneta nelle mani di Giampiero Fiorani in cambio di un suo impegno finanziario alla scalata del Corriere della Sera lanciata da Stefano Ricucci. E' lecito tutto ciò? Forse non si possono fare rilievi penali ma viene in mente la campagna fatta da Berlusconi in prima persona per la cena fatta da Giovanni Consorte a casa del banchiere Antoine Bernheim.Uno scandalo, gridò il premier. E i suoi rapporti con Fiorani no?
(dal Manifesto)
16/4/06- Testa a testa tra Cdl e Unione nelle elezioni. Curiosa coincidenza: lo scrutinio elettronico è stato sperimentato proprio nelle regioni in bilico, dalla Puglia al Piemonte alla Campania al Lazio.
11/4/06- Se la Cdl ha perso è colpa di Giorgio Panto, l'imprenditore tv di Progetto Nordest che dal terzo polo ha strappato al centrodestra 92.000 voti alla camera. La differenza tra Cdl e Unione alla camera è di 25.000 voti.
11/4/06- Berlusconi eroe della campagna elettorale, che è riuscito a strappare il pareggio con l'Unione attraverso una forte mobilitazione deli indecisi? I dati lo smentiscono: su quasi due milioni di nuovi voti, emersi rispetto al 2001 dal campo degli astensionisti e delle schede bianche, 1.6 mln ha votato centro sinistra, solo 300mila...
IST.CATTANEO, CRESCONO TUTTI MA UNIONE PIU' DI CDL ANALISI DIFFERENZE CON POLITICHE 2001; CALANO VOTI NON VALIDI (ANSA) - BOLOGNA, 11 APR - ''La riduzione dei voti non validi e l'accentuazione della dinamica bipolare ha portato piu' voti sia a destra che a sinistra'', ma ''la crescita del centro- sinistra e' stata quattro volte maggiore di quella del centro- destra'': cosi' l'Istituto Cattaneo di Bologna, in una nota di analisi delle elezioni politiche, rilevando tra l'altro che ''il centrosinistra avanza soprattutto nel Mezzogiorno e il centrodestra soprattutto nel Triveneto''. Fra i risultati piu' importanti, l'analisi rileva che erano stati quasi tre milioni i voti non validi al proporzionale della Camera nel 2001, mentre ora alla Camera i voti non validi sono circa 1,1 milioni: ''Significa che i voti validi sono cresciuti di molto (si puo' stimare un aumento di voti validi di almeno 1,5 milioni) per effetto della riduzione nel numero di schede nulle (-650 mila) e delle schede bianche (-1,25 milioni)''. Inoltre, nonostante ''un forte ridimensionamento'' delle 'terze forze' che hanno ''appena 173 mila voti'' (senza contare la Val d'Aosta) ''con un calo di quasi 1,2 milioni di voti rispetto al 2001'', esse ''hanno avuto un effetto determinante sull'attribuzione del premio di maggioranza'' alla Camera, dove centro-destra e centro-sinistra sono separati da appena 25 mila voti. ''Particolarmente cruciale il ruolo del non coalizzato Progetto Nord-Est di Panto, che ha raccolto oltre 92 mila voti (concentrati soprattutto in Veneto), totalmente sprecato ai fini dell'attribuzione del premio di maggioranza''. E' stato quindi effetto di entrambi i fenomeni ('terze forze' e riduzione voti non validi) il ''forte aumento dei voti validi (+2 milioni) espressi a favore dell'Unione e della Casa delle Liberta', e cio' anche in presenza di una riduzione degli aventi diritto residenti in Italia da 49,2 milioni nel 2001 a 47,2 milioni nel 2006''. Anche se crescono entrambi gli schieramenti, ''l'avanzamento e' stato piu' forte nel centro-sinistra: l'Unione ha incassato 1,6 milioni di voti in piu' rispetto ai consensi del 2001 (+9,4%)''. L'aumento della Cdl e' quantificabile in 390 mila voti, ''+2,1% rispetto al 2001''. L'Unione ha guadagnato terreno soprattutto in Campania (+387 mila voti), in Lazio (+210 mila), in Sicilia (+174 mila), in Calabria (+165 mila voti) e in Lombardia (+139 mila). E' andata particolarmente bene nelle regioni centro-meridionali (+20% rispetto al 2001); ''deboli'' invece le prestazioni nel Triveneto, dove i consensi assoluti sono aumentati ''di appena l'1,4% (nel Friuli-Venezia Giulia e in Trentino-Alto Adige sono addirittura diminuiti)''. La Cdl ha beneficiato di maggiori consensi soprattutto in Lombardia (+146 mila voti) e in Veneto (+112 mila), ma anche in Sicilia (+68 mila voti) e Lazio (+50 mila). Diminuiti i consensi assoluti in Piemonte, Toscana, Abruzzo, Campania, Sardegna e, soprattutto, Calabria (-62 mila). Il centro-destra e' andato particolarmente bene nel Triveneto (+7,5% rispetto al 2001); ''peggio nel Mezzogiorno, dove i suoi consensi sono aumentati, in valore assoluto, di appena lo 0,2% (nel Friuli-Venezia Giulia e in Trentino-Alto Adige sono addirittura diminuiti)''. I risultati del 2001, precisa l'Istituto, sono stati ri-calcolati in funzione delle coalizioni elettorali formate in occasione delle consultazioni del 2006 per garantire la comparabilita' degli esiti. (ANSA)
11/4/06- A risultati elettorali acquisiti si dà la colpa dell'ingovernabilità del Paese alla nuova legge elettorale. In realtà, se fosse stato in vigore quella vecchia, l'ingovernabilità sarebbe stata ancora maggiore: al senato la magioranza sarebbe andata alla Cdl, ma comunque sempre risicatissima (solo 350.000 voti di differenza), mentre alla camera, senza premio di maggioranza, avrebbe prevalso l'Unione per soli 25.000 voti, e dunque con una prevalenza in termini deputati praticamente inesistente. Grazie alla nuova legge elettorale invece, almeno alla camera l'Unione ha godrà di una maggiornaza di quasi 70 deputati.
10/4/06- Berlusconi e il conflitto d'interessi. Stavolta è l'Osce a certificarlo. L'americano Peter Eicher, in Italia con una missione di 9 persone per 'osservare' la regolarità delle nostre elezioni, afferma che dopo un'attenta analisi delle trasmissioni tv preelettorali, Mediaset è stata sbilanciata in favore del Cavaliere.
[leggi in esteso]
10/4/06- Londra come Madrid!
Il settimanale Observer pubblica in anteprima un'inchiesta ministeriale
Kamikaze isolati: inchiesta su attacchi metrò
"Al Qaeda non c'entra con attentati".
Non fu Al Qaeda a progettare gli attentati del 7 luglio scorso a Londra. Gli attacchi che costarono la vita a 52 persone, furono opera dei quattro kamikaze che si fecero esplodere nella metropolitana e su un autobus; loro, e solo loro, prepararono il piano "semplice e poco costoso", servendosi di internet.
A stabilirlo è stata l'inchiesta voluta dal governo britannico, secondo le prime indiscrezioni pubblicate oggi da 'L'Observer', il domenicale del quotidiano britannico 'Guardian'.
Il rapporto sarà pubblicato ufficialmente tra qualche settimana e non mancherà di suscitare preoccupazione; nonostante il lavoro dei servizi segreti e delle forze dell'ordine, la Gran Bretagna si è dimostrata vulnerabile e impreparata di fronte a quattro balordi.
"Gli attentati di Londra furono una faccenda, modesta e semplice, di quattro uomini apparentemente normali che si servirono di internet", ha dichiarato una fonte governativa al giornale. Per realizzare le bombe, i quattro spesero poche centinaia di sterline e non furono finanziati dalla rete di Osama bin Laden. Il video in cui si vedono il capo della banda, Mohammad Sidique Khan, e il vice di bin Laden, Ayman al Zawahiri, sarebbe stato realizzato dopo e non prima delle esplosioni.
Gli inquirenti escludono poi che vi fosse un quinto uomo, come invece si era pensato dopo il ritrovamento di un ordigno inesploso nell'auto usata dagli attentatori.
Di certo per il suo folle piano Khan fu ispirato dai viaggi in Pakistan e dalla convinzione che la politica estera del governo fosse deliberatamente anti-musulmana. I quattro agirono spinti anche dalla certezza che per il loro martirio avrebbero meritato il paradiso. Da notare che anche l'inchiesta spagnola sugli attentati di Madrid era giunta alla conclusione che non si trattava di al Qaeda, ma di cellule locali.
[leggi in esteso]
6/4/06- Polemiche sulla donazione di Prodi ai suoi figli, una 'successione' da 840.000 euro. Ma quando la donazione fu fatta era il 2003, e allora la Cdl, da appena due anni al governo, era avanti nei sondaggi rispetto all'Ulivo. E le elezioni, o una possibile vittoria del centrosinistra, con relativo programma e reintroduzione della tassa sulla successione, era ancora lontanissima.
5/4/06- Berlusconi e l'annuncio sul taglio dell'Ici alla fine dell'ultimo duello tv con Prodi. Un annuncio shock? Eppure ià oggi i sindaci possono non imporre l'Ici. Nell'annuario del contribuente 2005 edito dall'agenzia delle entrate si legge a pag.117, riguardo all'Ici: "i comuni possono elevare la detrazione per l'abitazione principale fino ad abbattere totalmente l'imposta dovuta per essa. Dall'1 gennaio 2001 l'aliquota ridotta prevista per l'abitazione principale si applica anche alle pertinenze". Ci. che ha fatto ad esempio il sindaco di Fagnano Olona.
5/4/06- A pochi giorni dalla polemica Berlusconi Cina sui bambini bolliti...
CINA
Resti di bambini bolliti scoperti dalla polizia del Gansu
Il Dipartimento pubblica sicurezza e la stampa locale confermano il ritrovamento di due braccia umane appartenenti ad un bambino fra i cinque e gli otto anni “condite con zenzero e peperoncino”.
Lanzhou (AsiaNews) – La polizia della provincia settentrionale del Gansu ha scoperto due braccia umane bollite, appartenenti presumibilmente a bambini fra i cinque e gli otto anni, in una discarica di Lanzhou. Una settimana fa, erano stati scoperti nella stessa provincia 121 teschi umani. Lo riporta il South China Morning Post, che cita fonti e stampa locali.
Gli addetti della discarica Yangwagou, nel distretto di Chengguan, hanno ritrovato le braccia insieme ad altre parti in un sacco di plastica bianca la mattina del 3 marzo. Un giornalista locale sostiene che sembra siano state “condite” con ingredienti da cucina come lo zenzero ed il peperoncino. “Le braccia – scrive il giornalista – appartengono chiaramente ad un bambino: hanno bicipite ed avambraccio e le mani hanno le unghie”.
Peng Hailin, direttore dell’Ufficio stampa del dipartimento di pubblica sicurezza di Lanzhou, conferma il ritrovamento ma dice che ci vorrà ancora del tempo per determinare se i resti sono quelli di un bambino. La polizia locale ha invece stimato l’età della vittima fra i cinque e gli otto anni.
Il 2 marzo circa 5 tonnellate di immondizia sono state scaricate nel luogo: la discarica raccoglie i rifiuti medici ed urbani delle aree di Donggan e Yantan e quelli della città di Heping, nella contea Yizhong. Questo ritrovamento avviene una settimana dopo la scoperta di 121 teschi umani in una remota area fluviale di Tianzhu, contea che si trova sempre nel Gansu.
Questa regione della Cina non è l’unica a dover fare i conti con ritrovamenti macabri. A Jiamusi, città dell’Heilongjiang, la polizia ha arrestato lo scorso mese un assassino con l’accusa di aver stuprato, ucciso e smembrato almeno sei bambini: secondo il rapporto degli agenti, i corpi ritrovati nella casa erano “appena riconoscibili”.
Secondo fonti interne, le autorità cinesi, fra cui il dipartimento Pubblicità del Partito Comunista ed il ministero degli Affari esteri, hanno ordinato il blocco immediato di notizie su questi casi.
Nel 2003, l’ufficio di Pubblica sicurezza del Guangdong ha cercato di bloccare notizie secondo cui in alcuni ristoranti della provincia meridionale si cuocevano bambini morti in zuppe per servirle a uomini d’affari di Taiwan e Hong Kong. Secondo la polizia, la storia era stata inventata per rovinare l’immagine del Guangdong e della Cina intera.
Negli anni '90 sempre nel Guangdong è stato scoperto un traffico di feti da bollire per fare zuppe da vendere come cure di bellezza e ringiovanimento.
Ma qual'è la conclusione? Che l'usanza di bollire i bambini in Cina fa parte della tradizione in generale, più che essere un prodotto del comunismo, visto che viene praticata anche oggi che la Cina è diventato il più capitalistico dei Paesi del mondo.
5/4/06- Mario Alessi, il giustiziere del piccolo Tommaso Onofri, aveva già sequestrato in passato: il reato ai danni della coppia di giovani findanzati di Agrigento non era solo stupro e violenza, ma prima di tutto sequetro di persona.
5/4/06- Nelle dichiarazioni estortegli con la forza durante gli interrogatori da parte degli americani, l'inventore dell'11/9 Khalid Mohammed svela che il ventesimo kamikaze, arrestato prima del giorno fatale, non era Zacharias Moussaoui, in procinto di essere condannato a morte in quanto reo confesso, ma tale Mohamed Al Qahtani, "un beduino non sofisticato" sul cui ruolo ci furono discussioni accese tra Khalid e Osama Bin Laden. Come pure sul ruolo di due kamikaze sauditi che non sapevano l'inglese. Ebbe la meglio Osama: i due sauditi, così come Qahtani(catturato al suo inresso negli Usa) parteciparono all'azione. La quale doveva secondo Khalid originariamente svolersi con 12 aerei. Ma anche su questo Osama fece prevalere un piano meno ambizioso. Come avrete notato, dalla testimonianza di Khalid emerge anche la conferma del ruolo primario di Osama nella strage. Negato da larga parte del mondo musulmano e mai ammesso dallo sceicco del terrore nei video post 11/9.
Peraltro Zacharias Moussaoui, quando gli è stato chiesto dal suo avvocato perchè avesse firmato la confessione in cui afferma di essere il 20° kamikaze dell'11/9, ha risposto: "Perchè tutti si riferivano a me come il 20° kamikaze ed era piuttosto divertente".
4/4/06- Berlusconi nell'ultimo duello tv di ieri sera rilancia promettendo l'abolizione dell'Ici sulla prima casa. Ci si può fidare? 5 anni fa promise l'abolizione dell'Irap, e non ha mantenuto. Stesso discorso per la riduzione delle aliquote fiscali Irpef a solo due (23 e 33%) contenuta nel contratto con gli italiani.
2/4/06- "Percorso di convergenza delle aliquote contributive tra autonomi e lavoro dipendente, con i relativi effetti sul cuneo fiscale e sul costo del lavoro sostenuto dalle imprese". "In particolare per le forme di lavoro intermittente simili al lavoro autonomo andrebbe previsto il progressivo innalzamento dei contributi previdenziali". Ecco, in tre chiarissime righe a pag. 170 del programma dell'Unione, come Prodi smentisce sé stesso e giorni di risposte al vetriolo contro le critiche del centro destra sui temi fiscali. Scripta manent, e al momento opportuno possono cantare. Svelando agli elettori lo scomodo aumento dell'imposizione ai lavoratori autonomi. Che aldilà delle ultime acrobazie retoriche, è tutt'altro che assente dal programma del centro sinistra. La vicenda è nota. Prodi, sempre più assediato dalle denunce della Cdl sul fisco, ha accusato gli avversari di "Delinquenza politica", spiegando che "nessuno ha mai parlato di aliquote, né del 25%". Il riferimento è all'ipotesi di Tremonti sull'innalzamento delle aliquote contributive per i lavoratori autonomi dal 18.5 al 25%, con l'Unione al governo. Una misura che riguarda qualche milione di partite Iva, sommando agli autonomi autentici quanti costretti a dichiararsi tali. Insomma una platea più folta persino dei possessori di Bot. Ecco quindi le reazioni sopra le righe dei big della sinistra. Fassino: "Non dobbiamo più discutere con Tremonti. Non ha credibilità". D'Alema: "Campagna terroristica sulle tasse. Manifestazione di scorrettezza". Mentre Prodi lamenta che "non si può attribuire ad altri intenzioni sul fisco che non esistono". Viene il dubbio che il candidato premier non abbia letto il suo stesso programma. Basta infatti andare al capitoletto dal titolo "Lavoro, diritti e crescita lavorano insieme", pag. 169-170, per capire come il centro sinistra intende ridurre il peso statale per il pagamento delle pensioni agli autonomi, intervenendo su "ciò che resta delle vecchie regole". "Queste ultime avevano assimilato il calcolo dei trattamenti dei lavoratori autonomi a quello dei dipendenti, con aliquote di contribuzione per i primi pari a circa la metà di quelle dei secondi. La forte differenza dei rendimenti ha creato oneri che possono essere contenuti, sia adeguando le aliquote contributive, sia ritoccando l'età della pensione". Vengono definite "misure di carattere redistributivo", mirate ad agire su "i fondi dei lavoratori autonomi, che registrano da alcuni anni disavanzi crescenti". Controprova a p.204, nel capitoletto "Ridurre il costo del lavoro", in cui si afferma che "la progressiva armonizzazione dei contributi sociali sulle diverse forme di lavoro è importante per combattere le distorsioni del mercato del lavoro, aumentando il reddito dei lavoratori dipendenti". Il giochino è furbo ma abbastanza scoperto. Non si parla di alzare le aliquote degli autonomi nella sezione sul fisco, dove salterebbe all'occhio. Bensì parlando di previdenza e finanza. Ma il fine non cambia. E non corrisponde alla preoccupazione per la bassa pensione degli autonomi ("soggetti per cui costituisce solo una quota delle entrate durante la vecchiaia" p.170). Si punta invece a ridurre il cuneo fiscale delle imprese sui dipendenti, permettendogli così di alzargli lo stipendio. Come? Lucrando di più sugli autonomi, che fino alle nuove regole degli anni 90 han goduto di pensioni analoghe versando solo metà dei contributi. Per giunta, la pura e semplice "convergenza" tra aliquote di autonomi e dipendenti prospettata nel programma, in teoria le porterebbe per i primi fino al 33%. Ben aldilà del 25 ipotizzato da Tremonti.
E ancora a pag.162: "Per quanto riguarda il lavoro a progetto...graduale armonizzazione dei contributi sociali. In particolare occorre garantire una relazione tra versamenti e prestazioni e prevedere che l'innalzamento dei contributi non sia totalmente a carico di questi lavoratori".
2/4/06- Berlusconi e Prodi si scontrano su tutto. Ma nessuno da sinistra nota un piccolo dettaglio che metterebbe fine a ogni discussione: il Cavaliere non avrebbe dovuto partecipare alla campagna elettorale, nè candidarsi. Fu lui stesso a prometterlo, nel famoso contratto con gli italiani del 2001. In cui promise che se non avesse rispettato 4 promesse sulle 5 formulate, non si sarebbe ripresentato la volta successiva. Ebbene, il contratto non è stato rispettato. Bastino un paio di esempi: l'aumento a un milione al mese delle pensioni minime l'hanno ricevuto solo 1.8 mln di aventi diritto, esclusi quasi 5 milioni; inoltre, le aliquote fiscali dovevano diventare solo due, e sono ancora quattro.
2/4/06- Si dibatte sulla presunta fuga di capitali innescata dagli annunci dell'Unione sulle tasse. In realtà anche se una famiglia italiana volesse investire all'estero, dovrebbe paare le imposte in Italia, con le stesse aliquote applicate ai redditi di capitale interni. Se non lo fa è perchè evade. Ma questo può farlo già oggi, portando il denaro alle Cayman ecc.
30/3/06- Uno studio britannico rivela che all'epoca non sempre i condannati
venivano posizionati così come si vede nelle raffigurazioni del Cristo
"L'immagine di Gesù crocifisso
potrebbe essere tutta sbagliata"
"L'immagine di Gesù crocifisso
potrebbe essere tutta sbagliata"
LONDRA - L'immagine della crocifissione di Gesù, così come è stata tramandata nei secoli, potrebbe essere sbagliata: a sostenerlo è uno studio che sarà pubblicato nel numero di aprile dalla prestigiosa rivista britannica Journal of the Royal Academy of Medicine, è possibile che l'immagine della crocifissione di Gesù così come è stata tramandata nei secoli sia sbagliata.
Non ci sono certezze, insomma, che Gesù sia stato inchiodato alla croce mani e piedi, le braccia stese e la testa in alto - dicono gli scienziati Piers Mitchell e Matthew Maslen, della facoltà di medicina dell'Imperial College di Londra. "Le prove a disposizione indicano che le persone venivano crocifisse in diverse posizioni e che molteplici erano i modi con cui venivano appese alla croce", affermano i due.
"Le vittime non erano sempre con la testa in alto, nè i piedi venivano sempre inchiodati da davanti", spiegano gli scienziati, aggiungendo che i condannati potevano essere messi a testa in giù, attaccati alla croce con delle corde e con i chiodi conficcati nei genitali. "Se la vittima aveva la testa in alto - affermano ancora - sotto i piedi a volte veniva messo un pezzo di legno in modo da sostenerne il peso e prolungarne l'agonia".
Riguardo ai ritrovamenti archeologici, in Israele è stata individuata solo una prova dei metodi di crocifissione usati all'epoca dai romani: le ossa di un piede con un chiodo di 11,5 centimetri conficcato di traverso e che sarebbero - secondo un'iscrizione rinvenuta in un vicino ossario - di un ebreo di nome Yehonanan ben Hagkol. Nessun chiodo è stato trovato su mani e avambracci dello scheletro.
(da Repubblica)
30/3/06- La querrelle sui bot tra i due poli? Tutta una farsa. A qualunque aumento della tassazione sui titoli di stato dovrà necessariamente corrispondere un identico aumento dei rendimenti, altrimenti i risparmiatori non li comprerebbero, preferendo altri investimenti. E per lo stato è vitale che i risparmiatori li comprino, finanziando così il debito pubblico italiano. D'altronde è già successo negli anni 80 quando bot e cct furono tassati per la prima volta. Dunque ciò che lo stato togli al risparmiatore sotto forma di tassa d'acquisto, poi gli restituisce come rendimento.
29/3/06- Ecco perchè i clandestini continuano a sbarcare sulle nostre coste...
L'intesa Italia-Libia? Non è mai esistita
Pisanu verso l'archiviazione Il pm di Roma chiederà di archiviare il fascicolo sulle espulsioni da Lampedusa. Il ministro: «Lo prevedevo. Si vergogni chi mi ha denunciato». E intanto si scopre che i famosi accordi con Gheddafi non sono mai stati stipulati
ROMA
Per il ministro dell'interno Giuseppe Pisanu «era già tutto previsto». Era scontato, cioè, che il pubblico ministero della Procura di Roma, Marcello Monteleone, chiedesse l'archiviazione al Tribunale dei ministri per l'inchiesta sugli abusi compiuti a Lampedusa nei confronti di centinaia di immigrati respinti verso la Libia dall'Italia. Inchiesta che, intanto, è riuscita a raccogliere documenti molto interessanti come l'ammissione, da parte del Viminale, che non esistono specifici accordi tra Italia e Libia sulla riammissione degli immigrati. Il ministro Pisanu, impegnato in questi giorni nel suo tour elettorale in Puglia, ha accolto con soddisfazione la notizia: «Ora - ha detto - voglio sommessamente rinnovare a coloro che hanno suscitato questa cagnara l'augurio che trovino il tempo e il modo di vergognarsene ». Alle parole del ministro dell'interno si associa tutta la maggioranza, dal presidente della Camera Pier Ferdinando Casini che parla di indagine «ridicola », allo stato maggiore di Forza Italia che accusa la sinistra di aver fatto «l'ennesima brutta figura». La stoccata è diretta ai parlamentari del centrosinistra che nel luglio scorso presentarono un esposto alla Procura della Repubblica contro ignoti, per chiedere una «verifica di legalità» circa le numerose espulsioni verso la Libia effettuate nel settembre e nell'ottobre 2004 e nel marzo 2005. Ma per tirare un sospiro di sollievo, il ministro Pisanu dovrà aspettare ancora qualche ora. L'avvocato che rappresenta i parlamentari, Pasquale Vilardo, impegnato in questi giorni a spulciare le 370 pagine del fascicolo d'inchiesta, fa infatti notare: «L'archiviazione è stata richiesta dal pm, ma noi abbiamo tempo fino al 31 marzo per opporci, e probabilmente lo faremo, visto che da una prima lettura degli atti risultano numerosi elementi che richiederebbero un supplemento di indagine ». I parlamentari, sottolinea Vilardo, «sono stati riconosciuti dalla Procura parte offesa. Un atto per nulla scontato in casi come questo, quando ai denuncianti viene puntualmente comunicata soltanto la sentenza di archiviazione». Il nome del ministro era finito nel registro degli indagati lo scorso 12 ottobre con l'accusa di omissione d'atti d'ufficio. Lui la prese malissimo, profondamente offeso dal fatto che la sua fedeltà alle istituzioni fosse messa in discussione. Ebbe modo di parlarne in quei giorni, ma senza rendere noto di essere indagato, proprio con la prima firmataria dell'esposto, la deputata del Prc Elettra Deiana: «Ricordo che era molto irritato. Cercai di spiegargli che la nostra denuncia non intendeva tirarlo in ballo, ma soltanto fare chiarezza su quanto stava accadendo a Lampedusa». Non si lasciarono rinconciliati, e nel frattempo le indagini sono andate avanti in un riserbo assoluto. D'altronde il pm ha interrogato solo tre persone, tutte interne al Viminale: il prefetto Alessandro Pansa, il prefetto Anna Maria D'Ascenzo, e il capo di gabinetto Carlo Mosca. L'obiettivo del procuratore era quello di risalire a eventuali direttive del ministero su come procedere a Lampedusa. Ovvio che non esista nulla di tutto questo, e che i testimoni abbiano negato che il Viminale abbia dato indicazioni precise. Tanto che nella richiesta di archiviazione si legge «la documentazione prodotta dai testi» non permette di ravvisare «una diretta responsabilità centrale» e dunque eventuali attività illegali o omissioni «ricadrebbero sull'autorità prefettizia locale», cioè sul prefetto di Agrigento. Il pm, inoltre, esclude che «l'indagine possa riguardare la sorte dei respinti in Libia, come richiesto con comprensibile senso di umanità dai firmatari». Intanto, però, grazie agli atti richiesti dai magistrati emergono particolari inediti: come in molti sospettavano non esiste alcun accordo tra Italia e Libia sui respingimenti degli immigrati. Diversi parlamentari avevano cercato di visionare quegli accordi, senza alcun risultato. Il Viminale ora spiega: «Tra Italia e Libia non vi è un accordo di riammissione. I respingimenti in Libia sono stati effettuati sulla base dei principi del diritto internazionale, in forza dei quali ciascun paese, anche in assenza di accordi formali, è tenuto a riaccettare tutti coloro che, cittadini omeno, siano partiti dal proprio territorio per entrare illegalmente in un altro paese». Peccato che di principi di questo tipo, nel diritto non vi sia traccia.
(Dal Manifesto)
29/3/06- Berlusconi afferma che il Pil non è fermo (+0.1% secondo l'Istat nel 2005), in quanto non si terrebbe conto di un sommerso molto più grande in Italia che nel resto d'Europa. Non è vero: l'Istat calcola un sommerso del 16-17% nel Pil già dal 1987, quando con Craxi il Pil italiano superò per la prima storica volta quello della Gran Bretagna, facendo per qualche tempo del nostro Paese la quinta potenza economica del mondo. Il caso è ampiamente noto, e tuttora celebre.
29/3/06- La Cdl mette in croce l'Unione sul reperimento delle risorse per il taglio di 5 punti del cuneo fiscale (10 mld di euro) promesso da Prodi nel primo anno di governo. Nessuno dice che ad esempio Berlusconi ha promesso l'aumento a 800 euro delle pensioni al minimo nei primi 100 giorni di governo. Se anche fossero di quelli a cui l'ha aumentata nella legislatura uscente, si tratta secondo Lavoce.info di un esborso da 5.2 mld di euro. E se fosse esteso a tutti i pensionati 30 mld, o ali ultrasettantenni 0.5 mld, o agli over 70 e ai pensionati poveri 15 mld.
29/3/06-
Svolta nell'inchiesta sulla morte del dirigente del Sismi
«Morte di Calipari, trappola dello sceicco»
Un iracheno arrestato: i rapitori della Sgrena dissero agli Usa che stava arrivando un'autobomba
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ROMA - Forse è stata una trappola. Un marchingegno assassino ideato dagli stessi rapitori di Giuliana Sgrena. O forse è solo una giustificazione costruita dopo, per fornire un alibi agli sparatori dell'esercito americano. Fatto sta che agli atti dell'inchiesta della magistratura romana sull'omicidio di Nicola Calipari c'è la testimonianza di un uomo che dice di conoscere un drammatico e inquietante retroscena sul «fuoco amico» che uccise il dirigente del Sismi sulla strada dell'aeroporto di Bagdad, mentre tentava di riportare a casa la giornalista del manifesto appena liberata.
E che ne attribuisce la responsabilità agli organizzatori del sequestro: volevano un finale col sangue, e l'hanno avuto, avvisando gli americani che contro di loro stava arrivando un'autobomba. «Il fatto che la macchina con l'ostaggio appena rilasciato si sia subito diretta verso l'aeroporto è stato di grande aiuto», ha rivelato l'uomo. Ma è una versione tutta da verificare. Solo un'indagine completa e trasparente potrebbe aiutare a farlo, ma per questo servirebbe che gli Stati Uniti fornissero quella collaborazione che finora è mancata. Tutte le rogatorie inviate per fare luce sui fatti del 4 marzo 2005 sono rimaste senza risposta, come non fossero mai state trasmesse. Silenzio totale. Anche sulla possibilità di interrogare questo nuovo testimone del «caso Calipari». L'uomo si chiama Mustafa Mohamed Salman, ed è detenuto in una prigione irachena.
È stato arrestato lo scorso anno, e tra le accuse che pendono sul suo capo c'è quella di aver partecipato al sequestro di Margaret Hassan, la cittadina inglese responsabile dell'organizzazione umanitaria Care International in Iraq, rapita a Bagdad il 19 ottobre 2004 e uccisa meno di un mese dopo: il 16 novembre la tv Al Jazira annunciò di aver ricevuto il video della sua esecuzione. Il corpo della Hassan non è mai stato trovato, ma Salman e i suoi complici erano in possesso di alcuni oggetti appartenuti alla donna. Di qui l'accusa, cui è seguita una sorta di «collaborazione» con le autorità locali da parte di Salman. Il quale ha raccontato che i rapimenti della Hassan e delle giornaliste di Libération Florence Aubenas (5 gennaio-11 giugno 2005) e del manifesto Giuliana Sgrena hanno avuto un'unica regia. La parte delle dichiarazioni di Salman sul sequestro Sgrena è giunta agli investigatori italiani, e lì c'è il racconto della trappola organizzata — secondo il testimone — dal «regista»: l'imam della moschea sunnita che Giuliana Sgrena doveva incontrare il 4 febbraio 2005, lo sceicco Hussein. Fu lui a svelare a Salman la falsa soffiata culminata nel «fuoco amico» che un mese dopo uccise Nicola Calipari.
Parlando della liberazione della giornalista italiana il testimone ha dichiarato: «Lo sceicco Hussein mi ha riferito che avevano contattato gli americani presso un check-point sulla strada per l'aeroporto e di averli informati di un'autobomba diretta verso di loro. Lo sceicco forniva agli americani il modello della macchina e il suo colore, e questo ha portato all'incidente». Salman ha spiegato che il rilascio della Sgrena — fu abbandonata a bordo di una macchina, alla quale si avvicinò Calipari che condusse la donna alla Toyota Corolla affittata poche ore prima con la quale lui, la giornalista e un altro funzionario del Sismi si diressero subito verso lo scalo aereo — fu controllato a distanza da alcuni uomini della banda; di qui la possibilità di trasmettere agli americani i particolari dell'auto che volevano segnalare. E poi la considerazione finale: il fatto che quella macchina si presentò poco dopo sulla Route Irish dov'era piazzato il posto di blocco 541 «fu di grande aiuto». Il racconto di Salman offre dei particolari anche sul rapimento della Sgrena, pianificato a suo dire fin da quando lo sceicco Hussein aveva fissato l'appuntamento con la giornalista in moschea. Bisognava farlo perché le truppe italiane sono considerate forze di occupazione, al pari di quelle inglesi colpite attraverso il sequestro di Margaret Hassan.
Secondo la versione del prigioniero, l'imam aveva avvertito i suoi uomini della visita, raccomandando loro di sistemarsi a una certa distanza per evitare un collegamento diretto con lui. Salman fornisce anche i nomi di due presunti rapitori: Issad e Naser. Un mese più tardi, insieme alla liberazione dell'ostaggio lo sceicco avrebbe anche orchestrato la trappola, in modo da provocare la reazione americana che ha ucciso Calipari. Naturalmente il racconto di Salman ha bisogno di molte verifiche; anche per accertare che non sia stato pianificato a tavolino per giustificare la sparatoria. Per adesso è contenuto in un rapporto dei carabinieri, ma perché acquisti qualche valore nell'inchiesta della Procura di Roma va replicato in una rogatoria finora negata, come tutte le altre inviate dal ministero della Giustizia italiano alle autorità irachene e americane. Senza le formalità e le garanzie imposte dalla legge, questa versione non può incidere sulla ricostruzione ufficiale dei fatti. Finora gli Stati Uniti non hanno collegato i colpi sparati dal soldato speciale Mario Lozano, indagato dalla magistratura romana per omicidio volontario, a un allarme così specifico come quello riferito da Salman. Nelle conclusioni redatte dagli americani che i rappresentanti italiani della commissione d'inchiesta congiunta si sono rifiutati di firmare si dice solo della «soglia di attenzione dei soldati particolarmente alta a causa di due "stati d'allerta" relativi a veicoli esplosivi, uno per un'auto nera, uno per un'auto bianca». Nessun accenno al modello, come invece riferisce il testimone iracheno. Inoltre l'auto con Calipari, la Sgrena e l'altro uomo del Sismi a bordo non era né bianca né nera, ma color grigio metallizzato. A parte queste spiegabili discordanze, bisognerebbe chiarire se una delle due segnalazioni era quella attivata dallo sceicco Hussein. Ammesso che il prigioniero Salman abbia detto la verità, e che lo sceicco gli abbia davvero confidato di aver orchestrato quella diabolica trappola.
(dal Corriere della sera)
29/3/06- E' ufficiale. Gli islamici l'hanno negato per anni, dicendo che non c'erano prove. E in effetti lo sceicco del terrore nel famoso primo video dopo le stragi non l'aveva ammesso. Ma fu Bin Laden a ordinare l'11 settembre. Lo afferma per la prima volta un testimone. e che testimone.
MOUSSAOUI, BIN LADEN MI DISSE DI COLPIRE CASA BIANCA
Colpo di scena nel processo a Zaccarias Moussaoui, l'unico incriminato negli Usa per gli attacchi dell'11 settembre del 2001. L'imputato ha confessato oggi che Osama bin Laden gli aveva ordinato di schiantarsi con un aereo sulla casa Bianca. Chiamato sul banco dei testimoni dal suo avvocato, alla domanda specifica se all'epoca dei fatti facesse parte del gruppo di al Qaeda che progetto' gli attacchi, l'imputato ha risposto: "Si'". E ha aggiunto: "Dovevo pilotare un aereo e farlo precipitare sulla Casa Bianca". Quando l'avvocato gli ha chiesto di indicare chi gli aveva dato l'ordine, ha detto: "Osama bin Laden". Il trentasettenne cittadino francese di origine marocchina si e' discostato, quindi, da quella che era stata finora la sua linea difensiva. Moussaoui aveva ammesso che doveva partecipare ad una seconda ondata di attacchi suicidi contro obiettivi negli Usa ma aveva sempre negato di essere coinvolto nei piani dell'11 settembre. Con la sua deposizione, ha riconosciuto che quando fu catturato, prima degli attacchi, menti' agli agenti per non pregiudicare il piano diabolico che costo' piu' di 3.000 vite umane.
26/3/06- Il Diario denuncia i rischi del voto elettronico in 4 regioni in bilico, Puglia, Liguria. Sardegna, Lazio, con 11 milioni di elettori coinvolti. In realtà trattasi solo di scrutinio elettronico. I voti, trascritti sul computer da lavoratori interinali nolegiati per l'occasione, saranno visibili anche su un'altro schermo riservato al personale del seggio. Inoltre, in quanto si tratta solo di una sperimentazione aggiuntiva, i magistrati effettueranno la proclamazione dei risultati soltanto sulla base della documentazione cartacea, che verrà prodotta col metodo tradizionale dal personale del seggio. In caso di contestazioni o di discrepanze tra i due conteggi fa fede comunque il risultato cartaceo.
Piuttosto il vero problema è l'imparzialità degli scrutatori, scelti non più per sorteggio tra gli iscritti alle apposite liste, ma su chiamata diretta delle commissioni elettorali comunali.
25/3/06- Chi ha ragione tra Prodi e Berlusconi sulla proposta dell'Unione di armonizzazre la tassazione sulle rendite? Le famiglie alla fine pagheranno più o meno tasse? Un conto del Sole 24 ore calcola in 89.1 euro in media a famiglia il danno (solo 5-6 euro l'anno per il 20% di famiglie più povere, e non superiore a 50 euro per quelle fino a 30.000 euro di reddito annuo). Ma al contempo il taglio del cuneo per le imprese porterebbe nelle tasche dei lavoratori 350 euro a testa in più al mese circa.
24/3/06- L'Iran sta davvero violando il Trattato di non proliferazione come sostenono Usa e Aiea?
In realtà non starebbe violando quello, bensì il suo protocollo aggiuntivo del 1997. Che però l'Iran ha firmato senza mai ratificarlo a livello parlamentare come prevede la procedura. Dunque esso non è mai entrato in vigore.
Il protocollo fu aggiunto per ottenere dagli stati informazioni e accesso libero agli ispettori, non solo sui siti e le materie nucleari in senso classico, ma anche su componenti e installazioni double use. Con poteri di ispezione molto più estesi da parte dell'Aiea. Fu la risposta alle centrifughe per l'arricchimento dell'uranio introdotte negli anni 70, dalle dimensioni facilmente occultabili. Il Trattato originario, del '68, prevedeva infatti il libero accesso da parte di tutti li stati firmatari, Iran incluso, del nucleare civile, a seguito della rinuncia formale a quello militare. Ma le installazioni nucleari militari erano allora impossibili da nascondere e da controllare.
Eppure uno stato che volesse ritirarsi anche solo dal Trattato di non proliferazione oroginario potrebbe comunque farlo. L'art.X lo prevede, qualora "decida che la materia del trattato vada contro i supremi interessi nazionali". Esattamente ciò che l'Iran sostiene, quando dice di aver bisogno del nucleare per sopperire alla penuria di eneria da sovrappopolamento. Piuttosto, chi viola invece il Trattato di cui sopra sono ad esempio gli Usa e anche l'Italia: Agli articoli I e II si prescrive che nessuno stato firmatario già nucleare trasferisca la tecnologia nucleare militare "direttamente o indirettamente" ad altri. E che i destinatari non l'accettino. Cosa che invece è avvenuta tra Usa e Italia, visto che sul nostro suolo (vedi le basi di Ghedi e Aviano) stazionano almeno 40 bombe atomiche bunkerbuster di nuova generazione. Trattasi peraltro di una violazione da parte americana anche dell'art.VI, che impegnava gli stati nucleari a cessare "a una data vicina" la gara nucleare, e al disarmo nucleare totale.
23/3/06- Facciamo il punto sull'ennesima bufala di Rainews24, circa il presunto incappucciato di Abu Ghraib che riferiva di contractors italiani fra i torturatori. IL New YOrk Times, riprendendo fonti del Pentagono citate dal sito 'Salon' ha smentito che l'uomo intervistato dalla Rai fosse il celebre incappuciato sottoposto a scosse elettriche della foto assurta a simbolo delle sevizie sui detenuti iracheni da parte delle forze Usa. In realtà l'uomo della foto non era Al Kaissi ma tale Saad Faleh, non 'l'uncino', ma 'Ghilligan' (soprannomi affibiati ai due detenuti dalla squadraccia dei torturatori). Non a caso Al Kaissi comncià ad identificarsi con l'uomo della foto solo dopo molti mesi dalla sua scarcerazione, molte interviste e colloqui con esponenti di associazioni dei diritti umani, e nemmeno in una causa da lui intentata il 27 luglio '04. Rainews24 si difende sostenendo di aver diffuso l'immagine di un secondo incappucciato, appunto Al Kaissi, la cui mano sarebbe uncinata come la sua. Ma dalle foto visibili sul sito Rai non sembrano affatto delle mani simili, anzi la deformità appare interessare un'altra parte della mano, più probabilmente determinata da un legaccio unico di due dita insieme col filo dell'elettrodo. Fatto sta che Al Kaissi ha ammesso di non essere lui quello della foto pubblicata dalk New York Times che ha fatto il giro del mondo. E IL CRiminal investigation command dell'esercito Usa ha buon gioco nel sostenere che la foto è per ora unica (la seconda sarebbe un'altra versione della prima), e che dunque riguardo alla tortura con gli elettrodi trattavasi di caso patologico e non di prassi.
23/3/06. Ricordate la denuncia di Berlusconi circa gli intrecci politica affari tra i vertici dell'Unione e gli imprenditori impegnati nella scalata di Unipol alla BNL?
Dagli interrogatori di Fiorani viene fuori che questi nell'estate '04 andò a far visita a Berlusconi su un natante al largo della Sardegna. Cercava una benedizione preventiva nella poi fallita scalata di Bpl ad Antonveneta. Berlusconi subordinò la sua presa d'atto al gradimento da parte dell'allora capo di Bankitalia Fazio. Addirittura Fiorani abbozzò poi con Doris, il responsabile della Banca-assicurazione berlusconiana Mediolanum, un accordo che facesse convergere gli interessi di tutti e tre, cavaliere compreso. L'incontro col premiere avvenne 4 mesi prima che Fiorani cominciasse l'insider trading su Antonveneta, accompagnato dal fan n.1 di Fazio il senatore di Fi Grillo. Berlusconi rispose che per lui andava bene se andava bene a Fazio. Quanto a Doris, Fiorani tentò di convincerlo a salire dallo 0,7% di Antonveneta, posseduto tramite la sua finanziaria lussemburghese, al 5%, per poi conferirlo al fronte Bpl antiolandese. Ma il massimo che Doris fece fu la chance di comprare lo 0.7. La storia di Doris la svela agli inquirenti il direttore generale di Bpl Gianfranco Boni.
23/3/06- Aumentare la tassazione sulle rendite finanziarie? Oggi Tremonti e la Cdl fanno il diavolo a 4 per denunciare lo statalismo dell'Unione, ma la proposta contenuta nella legge delega che portava il suo nome nel 2003 era assolutamente identica. Era la n.80/2003. E parlava di un livello di tassazione unico sulle rendite:"armonizzare l'imposizione su tutti i redditi di natura finanziaria". Solo non fu approvata in parlamento.
23/3/06- Berlusconi sostiene da sempre di non ricevere favori in termini di propaganda politica dalle sue tv. Ma in questi giorni di campagna elettorale Italia 1 e Rete 4 sono state condannate per violazione della par condicio con pesanti multe da 300.000 euro. E guarda caso nessun tg Mediaset ha nemmeno parlato o accennato al film di MOretti su Berlusconi, Il caimano.
22/3/06- Polemica tra i poli sui dati Istat e Bdi riguardanti i precari e l'occupazione. Sono di più o di meno? Cresce o diminuisce?
Questioni di lana caprina, visto che:... da sempre l'Istat, come tutti gli altri istituti statistici considera 'occupati'... i cittadini che dichiarino di aver lavorato anche solo un'ora a settimana!
22/3/06- Fuga di capitali all'estero dopo l'annuncio di Prodi sulla tassazione delle rendite? No, dice l'Unione, perchè la media europea delle tasse sui ricavi finanziari sarebbe comunque più alta di quella italiana: il futuro 20% contro il 25. Ma si tratta appunto di una media: c'è chi ha il 35, ma anche chi ha il 15, e dunque attrarrà i nostri capitali. La Germania infatti ha il 31%, ma il Belgio il 15, la Grecia il 10, Malta il 15, la Polonia il 19, la Rep. Ceca il 15, la Slovacchi il 19 , la Spagna il 15.
22/3/06- Il Pentagono ha iniziato a diffondere documenti ritrovati in Iraq, minute di incontri tra Saddam e i gerarchi, note degli 007ecc.
Da uno di essi emerge come il 19 febbraio 2005 una delegazione irachena raggiunse il Sudan con l'autorizzazione del raìs per incontrare Osama, il quale suggerì di lanciare operazioni congiunte contro le forze straniere. (8 mesi dopo, guarda caso c'è un grosso attentato antiUsa a Riyadh). Saddam e Osama raggiunsero inoltre un accordo per la diffusione di trasmissioni di propaganda in Arabia Saudita, lasciando aperta la possibilità di "altre vie di cooperazione basate sul dialogo".
22/03/06- La polemica neli Usa sull'appalto per la gestione di alcuni porti a una società degli Emirati arabi, la Dubai World Port. Tutta una farsa i rischi per la sicurezza: il 95% dei container scaricati nei porti americani non subiscono controlli per verificare la presenza di materiale radioattivo utilizzabile per esplosivi. Ad affermarlo il leggendario leader dei portuali di S.Francisco Jack Heyman.
20/3/06- ANSA-REUTERS - PARIGI/TRIPOLI, 15 MAR - La Libia ha firmato un accordo di cooperazione con la Francia sull'uso pacifico dell'energia nucleare. In base all'intesa il paese nordafricano accrescera' , tra l'altro, la sua capacita' di produrre energia atomica per impianti di desalinizzazione dell'acqua. Il memoramndum di intesa e' stato firmato questa sera a Tripoli dove si e' recata una rappresentanza della Commissione francese per l'energia atomica. Per la parte libica ha sottoscritto l'accordo un responsabile dell'Ufficio nazionale per la ricerca e lo sviluppo. Secondo fonti libiche ora si potenziera' la produzione di materiale radioattivo per usi industriali e medici. Si generera' inoltre energia per trasformare l'acqua salata (del mare o di falde del deserto) in acqua potabile. Le fonti hanno anche sottolineato che l'accordo apre la via a investimenti francesi in Libia e allo sviluppo di ricerche comuni. Fino al 2003 la Libia e' stata messa ai margini della comunita' internazionale ma dopo avere firmato un protocollo aggiuntivo con l'Aiea (Agenzia internazionale per l'energia atomica) e avere formalmente rinunciato ai suoi programmi nucleari segreti ha ottenuto nuove possibilita' di cooperazione. Il direttore dell'agenzia nucleare francese, Alain Bugat, ha affermato che ''l'accordo viene dopo che la Libia ha rinunciato al suo programma per la costruzione di armi di distruzione di massa ed e' diventata un esempio per altri paesi... La cooperazione con la Francia sara' strettamente limitata ad usi pacifici''.
L'annunciato storico accordo è dunque stato firmato, senza un minimo di dibattito nell'Occidente, nè a livello politico nè a quello mediatico. E ora i guai saranno soprattutto per l'Italia.
20/3/06- I parlamentari italiani che, in vista delle elezioni politiche del 9 e 10 aprile prossimi, hanno avuto la sfacciataggine di sbandierare ai 4 venti la proposta avanzata dall'Ufficio di presidenza della Camera dei deputati a favore di una demagogica quanto fittizia riduzione del 10% dei loro lauti stipendi.
Si tratta della classica foglia di fico dietro cui i boss delle cosche parlamentari di Montecitorio e Palazzo Madama nascondono in realtà stipendi da oltre 15 mila euro netti al mese (5.941 di indennità di funzione, più 4 mila di diaria, più 4.678 di rimborsi e un forfait annuale per i viaggi che va da 9 a 18 mila euro) più tutta una serie di privilegi e benefit da nababbo a cui si aggiungono, a seconda dei casi, le varie indennità di carica che spesso sono superiori allo stipendio base (vedi tabella in questa pagina).
La norma inerente il "taglio" di stipendio è inserito nella Finanziaria 2006 e recita testualmente: "Le indennità mensili spettanti ai membri del Parlamento nazionale sono rideterminate in riduzione nel senso che il loro ammontare massimo, ai sensi dell'articolo 1, secondo comma, della legge 31 ottobre 1965, n. 1261, è diminuito del 10 per cento. Tale rideterminazione si applica anche alle indennità mensili spettanti ai membri del Parlamento europeo eletti in Italia ai sensi dell'articolo 1 della legge 13 agosto 1979, n. 384".
Attenzione alle parole: il "codicillo" condiviso da tutte le cosche parlamentari parla, non a caso, di "ammontare massimo" dell'indennità mensile dei parlamentari da ridurre del 10%. Ma va chiarito che lo stipendio dei parlamentari al momento dell'approvazione della Finanziaria era pari non al "massimo", ma al 96% dello stipendio dei presidenti di sezione della Cassazione cui è agganciato per legge. Sicché il taglio effettivo è di appena il 6%.
Ma l'inganno non finisce qui! Perché c'è da considerare che a partire dal 1° gennaio 2006 gli stipendi dei parlamentari hanno subito l'ennesimo scatto di aumento biennale che equivale all'aumento recepito dai magistrati e che guarda caso è pari proprio al 6% vanificando del tutto la sbandierata riduzione dell'indennità parlamentare.
Dunque non esiste nessuna riduzione di stipendio dei parlamentari; e che si sia trattato solo di una "furbata" per raccattare qualche voto in più alle politiche di aprile lo conferma il fatto che nelle stesse ore un'analoga proposta inerente la decurtazione del cosiddetto "assegno di reinserimento" (cioè la buonuscita dei parlamentari che è pari all'80% dell'indennità mensile per ogni anno di mandato effettuato), e del "vitalizio", (cioè la pensione dei parlamentari che, oltre ad essere cumulabile con qualsiasi altro reddito, è reversibile al 100%, scatta ai 65 anni d'età, 60 se l'ex parlamentare ha fatto più di una legislatura, e va da un minimo del 25% dell'ultimo stipendio percepito fino all'80% per i deputati con più di tre legislature alle spalle) è stata bocciata all'unanimità dai senatori di tutti i partiti del regime neofascista sia di destra che di "sinistra".
16/3/06- Alla metà di febbraio la Abc è entrata in possesso di 12 ore di registrazioni di Saddam coi suoi di prima della guerra. Tradotte per l'Fbi dall'ex ispettore Onu Bill Tierney. E' il 2000 quando Saddam parla coi suoiscienziati di un programma in corso per l'arrichimento dell'uranio attraverso il plasma. Per l'Iraqi survey group e il suo capo Charles Duelfer ogni progetto atomico del regime era stato abbandonato almeno dal '95, tre anni prima che gli ispettori abbandonassero il Paese.
Eppure i media riportano solo la parte meno interessante delle reistrazioni, quando Saddam prevede in anticipo attentati in America.
"The Iraqi plasma program. Location on tape ISGQ-2003-M0007379:
O2:06:27
Briefing di Saddam con scienziati della Commissione per l'Industria militare e l'Aenzia per l'energia atomica. Si spiega al dittatore che 'l'attività applicata (sul plasma) è presente nel settore industriale, e non solo nella Comissione industriale militare, ma anche nell'Agenzia per l'energia atomica, sotto il Dr.Amer Al Ubaydi'. Il dottor Thamir spiega che "L'attività nel plasma non è morta perchè è permessa in alcuni dei nostri test (dall'embargo). Grazie a quanto fatto nel laboratorio nazionale iracheno nel realizzarla, abbiamo una larga base industriale. Abbiamo costruito una fabbrica per produrre sistemni al plasma. (..)Dopo il 1950 divenne possibile usare il plasma per controllare le reazioni di fusione nucleare, cioè controllare le bombe all'idrogeno. Gli Usa cominciarono un programma chiamato Shermut, l'Urss il Tokomak. (..)All'inizio del 2000 divenne possibile il trasferimento(..) che in inglese chiamano break even'."
L'incontro verte sul ruolo di un centro di proposta aperto 6 mesi prima, esulle relazioni tra ricerca accademica sul plasma e applicazioni pratiche.
Ps: oltre al controllo delle reazioni nucleari il plasma si usa anche per le simulazioni di armi nucleari.
16/3/06- Rispetto alla media della crescita europea quella italiana negli anni dell'Ulivo fu del meno 0.9%, col Berlusconi 2 è del meno 0.8 in 5 anni.
15/3/06- L'Italia non produce nucleare, ma importa energia così prodotta per il 18% del suo fabbisogno. E i rischi in caso di incidenti, essendo le centrali al confine con Francia, Svizzera, Slovenia, è uguale.
15/3/06- L'opposizione sostiene che amche la disoccupazione è in aumento. Eppure agli immigrati in fila per 170.000 posti di lavoor, i datori italiani ne offrono 500.000!
12/3/06- "Daremo 50.000 dollari a chi dimostrerà che Maometto non fu un terrorista, assassino di massa, ladro, pedofilo, pazzo, come provano gli hadith. Ad esempio quello di Bukhari (V4B52N220-V9B87N127) in cui il profeta confessa:
10/3/06- All'annuncio con cui Mieli ha schierato il Corriere a sinistra, Eugenio Torelli Viollier si sarà rivoltato nella tomba. In pochi se lo ricordano, ma il mitico primo direttore del Corsera aveva infatti in mente tutt'altra linea editoriale quando fondò il quotidiano il 5 marzo 1876. Il suo obiettivo era quello di far uscire la versione di destra del giornale allora più diffuso, 'Il secolo'. Altro che stile 'anglosassone'. Doveva trattarsi di un organo di stampa esplicitamente filogovernativo, conservatore, addirittura reazionario. Insomma, mutatis mutandis, il corrispettivo ottocentesco dei media che appoggiano il centro destra. A dichiararlo fu lui stesso, nell'editoriale che apriva la pagina uno del primo numero di 130 anni fa. "Noi siamo conservatori e moderati -scriveva Viollier- Conservatori prima e moderati poi". Quindi, scendendo nel dettagli: "Apparteniamo al partito che ebbe per suo organizzatore il conte di Cavour e che ha avuto finora le preferenze degli elettori e per conseguenza il potere. (..)Questo partito nella storia avrà una nota d'impareggiabile fulgore. Dopo aver compiuto (..)l'unificazione d'Italia, restaurato le finanze, abbattuto il potere temporale dei papi, riorganizzato l'esercito, le finanze prossime al pareggio: ecco l'opera del partito moderato". E ancora, in tema di scelte amministrative, Viollier arriva a sposare alcuni dei cavalli di battaglia del più retrivo nazionalismo di stampo aristocratico: "Ci accade di non voler decretare l'istruzione obbligatoria quando mancano le scuole e i maestri, di non voler proscrivere l'insegnamento religioso se tale abolizione deve spopolare le scuole governative, di non volere il suffragio universale se l'estensione del suffragio deve porci in balìa delle plebi fanatiche delle campagne o delle plebi voltabili e nervose delle città". Logica la conclusione: "Questo giornale, che è moderato, vuol essere lo specchio fedele dei pensieri di chi scrive, e delle persone savie che vorranno aiutarci coi loro consigli". Dunque il Corriere fin dal principio non nacque come un giornale super partes. Ma come espressione della borghesia liberale lombarda di cui condivise le inclinazioni politiche: anticripsino e a favore della Triplice alleanza, poi via via antigiolittiano (quando Giolitti inciuciava con la sinistra), anti orlandiano e antinittiano (idem come sopra), fascistizzato, e comunque custode dell'austerità del palazzo. In realtà, la creazione del Corriere si deve proprio alla temporanea caduta della destra di allora, che spaventò non poco gli industriali e i nobili padani. Da qui l'esigenza di disporre di un quotidiano che perorasse la causa conservatrice. Anche aldilà della decenza. Come quando il Corrierone approvò le pratiche repressive del governo Rudinì contro i "facinorosi" e la libera stampa. Fu la conseguenza di una svolta ancor più di destra, dettata dall'ingresso di due nuovi soci nella proprietà. Ciò che spinse perfino Collier a ripudiare la sua creatura.
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10/3/06- Mentre il mondo si mobilita contro l'eventualità di un Iran nucleare, e gli Usa minacciano per la prima volta un attacco preventivo, c'è un altro Paese islamico, molto più vicino all'Italia e all'Occidente, che tra soli 10 giorni avrà libero accesso alla tecnologia atomica. Senza che nessuno porti il caso in consiglio Onu, o prefiguri sanzioni dissuasive. Nel completo silenzio da parte di governi e media. Quel Paese è la Libia, che all'inizio della prossima settimana firmerà un contratto per lo sviluppo del nucleare ad uso civile. A fornirgli tutto il necessario per realizzare dei reattori atomici, notoriamente utilizzabili anche in chiave militare, non sarà qualche stato canaglia del terzo mondo, bensì la civilissima Francia. Già colpevole d'aver venduto in passato quella stessa tecnologia ad altre pericolose dittature musulmane, dall'Iraq al Pakistan all'Iran, oltre che a Israele durante la crisi di Suez. Un azzardo che stavolta potrebbe rivelarsi fatale, considerato che il regime di Gheddafi, come dimostrano i recenti tumulti anti-italiani innescati dai Fratelli musulmani, appare sempre più insidiato dallo sbarco in forze di Al Qaeda nell'area di Bengasi. E se il nucleare, rincorso di nascosto per anni dal Colonnello, cadesse in mani sbagliate, la prima a farne le spese sarebbe proprio l'Italia, bersaglio atavico dei rancori coloniali libici.
Stavolta Washington fa il pesce in barile. Occidental e Texaco sono appena tornate in Libia dopo l'embargo. E anche Roma tace: l'import di gas e le carrette del mare consigliano prudenza. Intanto Gheddafi zitto zitto sta per stringere uno storico accordo coi maggiori produttore e distributore mondiali di reattori ed energia nucleare, Areva ed Edf, entrambi francesi. Il negoziato è stato chiuso con successo dal presidente della commissione affari economici dell'assemblea nazionale, il deputato Patrick Ollier del gruppo di amicizia franco libico. Con la benedizione della Cea, Commissione francese energia atomica. I primi contatti datano maggio '05, ma ne aveva discusso già Chirac a Tripoli nel 2004. Visita non casuale la sua, all'indomani della rinuncia da parte del leader libico ai programmi segreti sulle armi di distruzione di massa. Quella che è stata definita la perestroika di Gheddafi era cominciata 5 giorni dopo la cattura di Saddam. A sorpresa il colonnello aprì 10 siti nucleari agli ispettori Onu, i quali scoprirono "uno sviluppo molto aldilà del previsto", tra "centrifughe già completate, e un sito per l'arricchimento dell'uranio". Ma era Gheddafi in persona a confessare nell'autunno '03 la fine del sogno dell'atomica, firmando il trattato di non proliferazione. Un bel sospiro di sollievo per la comunità internazionale, poter togliere la Libia dall'asse del male. Negli anni 80 Tripoli finanziava le bombe sul suolo europeo delle bande terroristiche dell'epoca, Br, Ira, Olp. Quindi fece saltare due aerei, il 747 Panam Londra New York sui cieli di Lockerbie nel 1988 (270 morti) e un DC10 Uta l'anno seguente sul Niger (170 vittime). Il bombardamento deciso da Reagan non modificò l'attitudine canaglia della Jamahiria. Bersaglio preferito l'Italia. Dai misteri di Ustica e di Bologna al lancio di 2 missili scud contro Lampedusa, dall'arresto di 23 pescatori di Mazara del Vallo fino al 'giorno della vendetta'. I recenti disordini contro la nostra ambasciata sono serviti per rilanciare minacciosi proclami, in assenza di un risarcimento per le stragi coloniali fasciste. Ma soprattutto hanno evidenziato il crescente peso del fondamentalismo in Cirenaica. Quanto alla Francia, difende l'accordo sostenendo che l'Aiea sorveglierà. Ma lo stesso affermò nel consegnare il reattore di Osirak a Saddam, sfruttando come anche oggi la proprietà da parte di Areva (con Cogema) della più grande miniera d'uranio del Niger. E dire che Chirac aveva appena affermato il diritto da parte francese di rispondere con le atomiche al terrorismo di stato.
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10/3/06- "Quando negoziavamo con gli europei a Tehran, stavamo ancora installando alcune delle apparecchiature al sito (nucleare) di Isfahan". In realtà, creando quella situazione, abbiamo potuto completare Isfahan. A dirlo Hassan Rwhani, che guidò i negoziati con Gb, Francia e Russia sul nucleare iraniano. In un discorso di inziio marzo al Consiglio supremo della rivoluzione culturale.
10/3/06- Ancora sulle minacce del presidente iraniano Ahmadinejad a Israele. Il presidente in Iran non controlla forze armate, intelligence, guardai rivoluzionaria, maistratura o tv di stato. Il capo vero è invece la guida spirituale o rahbar, Ayatollah Khamenei.
10/3/06 -Mieli schiera il Corriere con l'Unione. Intanto non è la prima volta (già si era schierato contro Berlusconi da direttore il 17 febbraio 1996. Inoltre lo stesso Mieli aveva firmato un impegno di indipendenza per il Corriere. Ecco cosa si lege sul sito del quotidiano alla voce Via Solferino.
"I documenti dell'indipendenza".
Alla fine dell'estate 2002, fonti giornalistiche serie annunciavano importanti cambiamenti nella società che controlla al cento per cento il Corriere della Sera.
Domenica 8 settembre 2002 il Comitato di redazione lanciò dalle colonne del giornale un forte allarme intitolato "L'indipendenza del Corriere".
Il giorno dopo, il "Patto di sindacato" Hdp respinse l'ingresso di un nuovo socio che sembrava cosa fatta. Si tirò un sospiro di sollievo.
In quelle ore, il Comitato di redazione, temendo il peggio, allertò la stampa internazionale. Consegnò ai corrispondenti dall'estero di Roma e Milano, in italiano e in inglese, i principali documenti che sono alla base dell'indipendenza del nostro giornale.
In quella occasione, cambiamenti negli assetti della società non ci furono.
A quasi nove mesi di distanza i fatti avvenuti in via Solferino ci spingono a pubblicare quei documenti: La "Dichiarazione di indipendenza" e lo "Statuto dei giornalisti" firmato da Ferruccio de Bortoli l'8 maggio 1997.
Dichiarazione di indipendenza
del "Corriere della Sera"
Da 30 anni si sono sempre più consolidati in via Solferino impegni solenni, patti giudiziari, regole scritte e non scritte e articoli pubblicati che costituiscono ormai un patrimonio culturale, ma anche formale che tutti riconoscono.
Il 29 maggio del 1973 i princìpi base sono stati addirittura fissati sulla prima pagina del "Corriere": Indipendenza del giornale e dei giornalisti dal potere politico, indipendenza dai gruppi di pressione, "particolare impegno nell'informazione intorno ai problemi sociali, culturali, civili e ambientali a sostegno delle soluzioni più moderne, avanzate, idonee a eliminare gli squilibri, gli ingiustificati privilegi, le posizioni parassitarie, ed a promuovere il progresso verso una società più giusta ed equilibrata".
Queste affermazioni un anno dopo hanno assunto anche valore giuridico con sottoscrizione davanti alla magistratura.
Da allora prese corpo anche lo storico "Statuto del giornalista del 'Corriere' " aggiornato e firmato dal direttore di oggi Stefano Folli. L'insieme degli accordi tra l'editore e i giornalisti ha via via formato un corpus di, diritti, di regole riconosciute come specifica garanzia dei redattori rispetto all'editore/proprietà. una "carta dei diritti dei giornalisti".
Sulla base di questo la "Dichiarazione di indipendenza" di oggi fissa anche i diritti del lettore e i conseguenti doveri di chi fa il giornale. In questo contesto, viene in evidenza anche il rapporto nei confronti dell' editore/proprietà come dovere del giornalista a tenere, di norma, verso gli azionisti, gli stessi comportamenti previsti nella "Dichiarazione" nei confronti di soggetti estranei alla redazione.
Solenni princìpi e regole conseguenti sono anche contenuti nei programmi di insediamento di direttori del "Corriere". Lette in successione, alcune frasi formano una comune dichiarazione di intenti della testata valida nel tempo.
Sono recepiti nella "Dichiarazione d'indipendenza del Corriere" - condivisa dal direttore Stefano Folli nel giugno 2003, e oggi da Paolo Mieli - anche affermazioni tratte dagli statuti di altri quotidiani e media internazionali di riconosciuta autorevolezza.
Via Solferino, l'eredità
"Un fatto è un fatto e una parola non è che una parola"… "Ci piace essere obiettivi; di piace ricordarci che tu, pubblico…vuoi anzitutto essere informato con esattezza; ci piace serbare, di fronte a' nostri amici migliori, la nostra libertà di giudizio". (Umberto Torelli Viollier, il primo giorno del "Corriere della Sera in edicola, 5-6 marzo 1876)
Il Corriere della Sera è un quotidiano indipendente con una chiara vocazione europea, " libero da ogni condizionamento politico ed economico, sia esterno che interno". (Ugo Stille)
Dove "informare significa, oltre che riferire gli avvenimenti, esplorarne le cause più profonde, indagare sui retroscena, non nascondere nulla. Una libera stampa che porti tutto alla luce del sole, senza complicità con gruppi d'interesse, chiarisce i sospetti, dissipa i dubbi alimentati ad arte; ha allora un effetto equilibratore e rasserenante." (Piero Ottone)
Il giornalista vi entra "con la libertà di pensare, di scrivere, di controllare, di criticare, di correggere, di consigliare e, occorrendo, di denunciare". (Mario Borsa).
"Sa che deve fare un giornale libero, garantire l'informazione più completa, cercare poi la cosiddetta 'verità possibile', registrare la dialettica tra molte verità per tentare di raggiungere la verità stessa, o almeno la non-menzogna". (Alberto Cavallari)
La missione del "Corriere"
Questa Dichiarazione di indipendenza riassume la "missione" del "Corriere della Sera" (in tutte le sue edizioni di giornale quotidiano e in tutti i tipi di media, elettronici, radiotelevisivi, canali satellitari, o cartacei in cui compare il suo marchio) e le idee guida condivise dai giornalisti e riconosciute dall'editore.
La Dichiarazione richiama e fissa valori, consuetudini, regole e princìpi già affermati nel quotidiano, con l'obiettivo di consolidarli, renderli ancora più profondi e diffusi, applicarli laddove fossero disattesi..
Il quotidiano è il più classico organo di informazione, Ma è anche una industria e, come per qualsiasi altra impresa, il suo prodotto, il giornale, risponde a criteri di qualità e affidabilità, che in questo caso sono assoluti, poiché dalla fiducia del pubblico dipende il successo di mercato.
Per essere grande un giornale deve battere i concorrenti e conquistare lettori. Deve però anche essere capace d'esprimere idee, convinzioni, progetti, sentimenti, deve essere capace di lasciare un segno sulla società del suo tempo.
Con l'espansione, le fusioni, le alleanze, le incorporazioni, gli interessi economici che si collegano alla proprietà dei giornali diventano più numerosi e più complessi. C'è quindi una sfida quotidiana per mantenere credibilità, lealtà e indipendenza nel trattare le notizie , comprese quelle che incidono su vicende riconducibili alla proprietà del giornale stesso.
"Ma il principio del giornalismo rimane semplice: dobbiamo essere onesti nei nostri giudizi e veritieri nei nostri reportage. Un muro… è innalzato per proteggere noi che facciamo il giornale anche dalle influenze aziendali". (Time, 24 gennaio 2000, in occasione dell'operazione Time-Warner-Aol)
Garanzia per i lettori
L'autonomia e la separatezza del "Corriere della Sera" da interessi diversi da quelli dell'informazione libera hanno una importanza primaria, soprattutto per i lettori.
"L'indipendenza e la non manipolazione delle notizie sono una garanzia per i diritti dei lettori la cui salvaguardia costituisce la ragione ultima del lavoro di redazione" (El Pais)
"I giornalisti devono fare ogni sforzo per conservare la fiducia dei lettori, per tenersi lontani dalla ribalta, per riportare le notizie, non crearle" (Washington Post).
Autorevolezza e credibilità sono pure garantite da una netta distinzione fra notizie e pubblicità, fra scelte della redazione e criteri di marketing. Unico criterio della destinazione e suddivisione degli spazi riservati quotidianamente all'informazione (la foliazione) è la rilevanza giornalistica degli avvenimenti.
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Una informazione corretta e libera è la base di una corretta e libera formazione dell'opinione pubblica, e quindi del sistema democratico e pluralista nel quale il "Corriere della Sera" si identifica secondo princìpi liberali e sociali.
La responsabilità
Il giornale si propone "la ricerca della verità con intraprendenza, responsabilità e correttezza, senza timore nei confronti di specifici interessi e senza finalità di proteggerne altri (....)L'esame di punti di vista opposti dev'essere la regola. Comprese le dichiarazioni di persone accusate o indagate.
"Il potere del giornale comporta alcune specifiche responsabilità: ascoltare coloro che non hanno voce; evitare in modo assoluto qualsiasi atteggiamento arrogante; presentarsi al pubblico secondo le regole dell'onestà civile e della trasparenza.
"La prima missione di un quotidiano è raccontare la verità fin dove può essere accertata. Il quotidiano deve raccontare tutta la verità di cui può venire a conoscenza. Il quotidiano deve essere al servizio del suoi lettori e del pubblico in genere, non degli interessi privati dei proprietari. Il quotidiano non deve essere alleato di alcun interesse particolare". (Washington Post)
Nel concetto di responsabilità rientra anche il particolare legame funzionale fra il giornale e chi vi lavora, aspetto insieme etico e professionale. Il giornale è il prodotto, il frutto si direbbe meglio, dei giornalisti, considerati nelle singole capacità e funzioni. In questo senso ciascuno fa il suo giornale e ne è responsabile, sentendosi in ogni momento partecipe delle scelte e delle decisioni.
L'imparzialità
"Le notizie devono essere diffuse rispettando il principio di veridicità, dopo aver costituito oggetto di verifica di rigore e devono essere esposte, descritte e presentante con imparzialità". (Consiglio d'Europa)
Imparzialità significa sapere che la realtà è complessa ed esistono punti di vista diversi: il giornalista deve tenerne conto, anche se imparzialità non equivale a distacco o neutralità. Bisogna sempre dare spazio a molteplici "verità". Ma l'imparzialità di un giornale (di un giornalista) è una disposizione mentale prima che l'applicazione di una tecnica. Non basta, per mostrarsi imparziali, affiancare in pagina, su una questione controversa, due pareri opposti di "esperti".
La completezza
Completezza non significa informazione pletorica, sovrapposizioni, ridondanza, "ricami", articoli interminabili. Al lettore spetta una chiara gerarchia delle notizie; facili collegamenti fra i vari articoli, fra cronache, analisi e commenti; semplici percorsi di lettura; sintesi. E tenendo conto sia del tempo che il pubblico può consacrare a ciascun fatto e alla lettura del quotidiano nel suo insieme, sia della varietà degli interessi dei lettori, il giornale deve fornire l'informazione che ogni cittadino ha il bisogno pratico e l'obbligo civile di conoscere; deve sia offrire spunti di svago, sia soddisfare chi legge non per distrarsi ma per il suo lavoro,
L'informazione è in equilibrio tra la domanda del pubblico e l'offerta del giornale, che decide di porre certi temi all'attenzione. In nessun caso il prodotto deve essere condizionato dalle caratteristiche dell'organizzazione e degli organigrammi interni, dagli umori dei giornalisti che vi lavorano.
L'accuratezza
L'accuratezza si ottiene controllando i fatti e le fonti (che di regola devono essere citate), utilizzando più di una fonte salvo quando ciò sia impossibile, facendo una chiara ed esplicita distinzione fra fonti di prima e di seconda mano, evitando esagerazioni e montature.
"Il giornalista deve sempre porsi le domande: Come lo sai? Come puoi esserne certo? Dov'è la prova? Chi è la fonte? Come lo sa? Quali sono i suoi interessi? Qual è la documentazione a supporto?" (Gruppo Gannett, Usa Today).
L'uso di fonti anonime è l'eccezione, non la regola e deve essere giustificato in ogni caso: la legittima protezione di una fonte e il segreto professionale sono garanzie insostituibili, nel rispetto delle leggi, di ciascun giornalista. Il ricorso a 'fonti bene informate', allo 'osservatore', allo 'esperto', al 'diplomatico' talvolta è inevitabile. Ma non deve essere mai dovuto alla superficialità del lavoro d'inchiesta e alla mancanza d'impegno.
Quando si usa materiale tratto da altri giornali o altri media, come a esempio fonti tratte da Internet, se ne deve riconoscere la provenienza. Sintesi di dispacci d'agenzia saranno presentate come tali. Redattori e inviati non appongono la loro firma per esteso se non hanno aggiunto una informazione originale o un contributo interpretativo a quelle dei dispacci (salvo casi di pubblico dominio concordati con la direzione). La "buona scrittura" non basta per presentare come articolo proprio un pastone d'agenzie e ritagli. E' preferibile l'uso della sigla qualora si utilizzino più agenzie o fonti internet con un lavoro giornalistico di selezione. Va preferita, ove possibile, l'osservazione diretta di un fatto da parte del giornalista, la cui testimonianza deve avere priorità, dopo una verifica, sulle altre fonti di informazione.
Accuratezza significa anche titoli e sommari che corrispondono al contenuto dei fatti e dei dati contenuti negli articoli e non esagerano o riducono la portata della informazione.
La correttezza
I giornalisti del "Corriere della Sera" sono impegnati, nel loro lavoro, al massimo della correttezza
"Un articolo non è corretto se omette fatti di grande importanza o significato. La correttezza include la completezza. Nessun articolo è corretto se riporta informazioni sostanzialmente irrilevanti a scapito di fatti significativi. La correttezza impone di praticare l'onestà nei confronti del lettore". (Washington Post).
Quando un errore viene commesso, è importante che il giornale lo riconosca con franchezza, chiarezza e tempestività. Il giornalista replica, in linea di principio, solo sulle circostanze di fatto.
La comprensibilità dei fatti
Il lettore ha bisogno di conoscere i legami orizzontali dei fatti, di sapere quali conseguenze avranno per lui eventi lontani. Il "Corriere della Sera" presterà un'attenzione primaria non solo ai fatti italiani e a quelli europei, che ormai fanno parte degli affari
"interni" e non più esteri, ma anche agli avvenimenti internazionali capaci di forti ripercussioni in Europa.
Occorre occuparsi non solo degli avvenimenti (le notizie) ma anche dei processi in corso, e cioè delle notizie in incubazione, in modo da tenere il passo con la storia e non subire come "sorprese" sviluppi che sono in qualche misura prevedibili.
La cronaca immediata non esaurisce il compito del giornalista. La cronaca va messa in prospettiva, per permettere al lettore di comprendere le cause dei fatti e le possibili conseguenze. L'analisi, separata dai fatti, è il primo indispensabile complemento della cronaca. Per raggiungere questo scopo, sarà anche favorito l'impiego dei giornalisti e dei collaboratori nelle loro aree di competenza.
La tradizionale gerarchia delle notizie in termini di vicinanza/lontananza geografica si affievolisce. Così come è sempre meno valida la gerarchia delle informazioni che vede la politica al primo posto rispetto all'economia, alla società, alla cultura. Spesso infatti la politica non traina gli altri settori ma è trainata e condizionata da questi.
Per capire "che cosa sta succedendo", "dove andiamo" è indispensabile
utilizzare anche lo strumento dell'inchiesta, l'unico che consente di scavare nel presente e di anticipare una realtà in evoluzione.
Il mestiere di giornalista
"Il mestiere del giornalista è quello di un artigiano coscienzioso alle prese ogni giorno con le 'verità modeste' dei fatti…, che vanno rettificati, ritagliati, precisati quotidianamente. Il giornalismo non deve avere la pretesa di dire il vero, di imporre una verità chiusa e dominatrice. Il giornalismo deve essere assunzione di responsabilità, impegno professionale e presenza nel mondo. L'indifferenza è l'anticamera del cinismo". (Le Monde)
Nello scegliere e valutare le informazioni o nel raccontare eventi, il giornalista non deve essere condizionato da interessi diretti o indiretti della casa editrice o dello stesso giornale quando è impegnato in attività di sponsorizzazione.
"Un reporter potrà esprimere un giudizio giornalistico professionale, ma non un'opinione personale"(Bbc)
I nuovi media
Come l'edizione stampata, ogni altra forma che assume il Corriere della Sera (online, radio, tv, canali tematici, satellitari,ecc) fa capo alla responsabilità del direttore in ogni sua parte. Per i contenuti giornalistici e per i link immessi, questa responsabilità si esercita attraverso le strutture gerarchiche della direzione (vicedirettori, caporedattori, caposervizi, giornalisti); per gli altri contenuti immessi da altri soggetti aziendali (ad esempio la pubblicità) la responsabilità si esercita attraverso le tradizionali forme di vigilanza, verifica e controllo in atto nel quotidiano.
I modi di lavoro sono quelli del "Corriere della Sera" con tutte le regole in vigore.
Parere positivo sulla proposta di nomina di Paolo Mieli a direttore del Corriere
Tutti i giornalisti del “Corriere della Sera” sono stati chiamati a pronunciarsi con voto segreto sulla proposta di nomina di Paolo Mieli a direttore.
Lo scrutinio ha dato il seguente risultato:
aventi diritto (compresi i giornalisti con contratto a termine): 379
votanti 318
favorevoli: 243
contrari: 55
schede bianche: 19
nulle 1
Le operazioni di voto sono state assistite a Milano dal notaio Uberto La Porta e a Roma dal notaio Giorgio Intersimone.
Il Comitato di redazione ha portato quindi al presidente della società Piergaetano Marchetti e all’amministratore delegato, Vittorio Colao, parere positivo sulla proposta.
I rappresentanti dei redattori del “Corriere della Sera” avevano incontrato lunedì il direttore designato e hanno ridefinito le tradizionali regole che garantiscono ai giornalisti, nell’esercizio del loro lavoro, l’autonomia rispetto alle possibili interferenze di natura economico-finanziaria, politica e pubblicitaria, anche da parte degli azionisti della RcsMediaGroup. Queste “carte” stabiliscono anche con quali princìpi il “Corriere”debba essere fatto ogni giorno e sono un presidio a tutela dei lettori che possono essere considerati i veri “proprietari” del giornale.
Chi vuole, può leggere una sintesi dei testi (che Paolo Mieli sottoscrive al momento della nomina) in queste pagine, nella sezione “Via Solferino”.
I documenti sono due: lo “Statuto dei giornalisti del ‘Corriere della Sera’” (nato nell’aprile 1972) e la “Dichiarazione d’indipendenza del ‘Corriere’” presentata per la prima volta nel 2002 e ufficialmente operante dalla crisi per l’uscita di Ferruccio de Bortoli nel giugno 2003.
Lo “Statuto” e gli accordi storici pongono l’accento sull’autonomia dei giornalisti. La “Dichiarazione di indipendenza” dà priorità alle garanzie per i lettori, descrivendo i modi per assicurare in particolare: imparzialità, completezza, accuratezza, correttezza e comprensibilità dei fatti.
Paolo Mieli ha anche concordato il numero dei giornalisti (portati a 371, più due vicedirettori preannunciati in aggiunta a quelli esistenti) necessario per uscire ogni giorno al meglio in edicola il ”Corriere della Sera” e la loro dislocazione di massima nelle diverse sezioni.
4/3/06- Video di 27 minuti ottenuto dall'Ap. Il 28 agosto '05 in videoconferenza Bush dal suo ranch in collegamento con gli esperti il giorno prima dell'uragano Katrina su New Orleans(1300 morti). Viene avvertito delle "proporzioni mostruose" e "danni catastrofici" dai vertici del centro nazionale uragani Max Mayfield; e del "rischio concreto che gli arini possano cedere" causando "l'allagamento della città". Michael Brown, ex capo della protezione civile, unica vittima eccellente dello scandalo, lo implorò con voce supplichevole.
Bush non fa neppure una domanda, e chiude dicendo "Voglio assicurare la gente a livello statale che siamo perfettamente pronti".
4/3/06- Il discorso del presidente del consiglio al congresso Usa. Berlusconi ha ricordato i giovani soldati Usa morti per liberare l'Italia dal giogo nazifascista. Peccato che gli eredi di quelle dittature abbiano sottoscritto un patto elettorale solo qualche giorno fa con il medesimo presidente del consiglio.
4/3/06- Blair dichiara a Itv, rispetto alla scelta di fare la guerra all'Iraq: "Se uno a fede in certe cose, ci si rende conto che quelle decisioni sono prese anche da altri. Se si crede in Dio è una decisione presa anche da Dio".
4/3/06- Unione contro il Ponte sullo stretto. Ma era stato approvato dal governo Prodi nel '97, poi confermato da D'alema.
4/3/06- George Bush a Delhi dà il via libera al nucleare militare per l'India. In realtà l'India fece esplodere la sua prima bomba atomica sperimentale nel '98.
4/3/06- Un ebreo ortodosso, Haim Havivi, dà fuoco a candelotti incendiari dentro la chiesa dell'annunciazione a Nazareth. Eppure nessun tg o quotidiano apre con la notizia, che finisce a stento nelle brevi.
28/2/06- La sicurezza dei porti Usa appaltata agli arabi della Dubai world port. Forse è un rischio, ma...
L'11 settembre, gli aeroporti USA da cui partirono gli aerei che «terroristi arabi» lanciarono poi (nella versione ufficiale) sulle Twin Tower e sul Pentagono, la security era affidata alla ICTS, azienda israeliana con sede in Olanda.
Anche la gestione delle bollette delle maggiori 29 compagnie telefoniche USA era ed è affidata alla Amdoc, azienda israeliana che già nel 1999 un rapporto segreto dell' FBI, «Top Secret Compartimentalized Information Report», avvisava potesse intercettare, e consegnare al Mossad, le telefonate in USA.
27/2/06- Chi ha fatto meglio quanto a crescita del Pil tra anni della Cdl e anni dell'Ulivo al governo? Durante il governo Berlusconi, con l'11 settembre, le guerre la Cina il petrolio alle stelle ecc., il Paese è salito dello 0.5% l'anno rispetto alla media Ue. Con l'Ulivo la media annua fu dello 0.7, pur in anni di vacche grasse.
27/2/06- Polemica sul protezionismo tra Italia e Francia circa l'Opa di Suez su Gas de France che fa appassire lìopa di Enel. In realtà Enel non ha mai presentato alcuna opa, l'ha solo ventilata annunciandola.
22/2/06- Qualche giorno fa sono stati pubblicati dalle tv Usa i nastri tradotti dall'ex ispettore Onu Bill Tierney per l'Fbi, con le registrazioni fatte in segreto a Saddam prima della guerra. I media occidentali evidenziano il fatto che avesse previsto attacchi terroristici in America. Ma la notizia è un'altra: lui e i suoi scienziati discutevano dell'arricchimento dell'uranio col plasma come di un programma nascosto agli ispettori e ancora perfettamente in corso.
[leggi in esteso]
22/2/06- Ecco chi è Caruso
Certo che prima di proporre l'esproprio proletario o sequestrare la barca di D'Alema potrebbe ridistribuire un pò di quello che ha lui....chissà se sarebbe d'accordo...
Il disobbediente Francesco Caruso, candidato di Rifondazione comunista alla Camera, è un latifondista milionario. Lui, che agli elettori promette l'esproprio delle seconde case, è proprietario di uliveti, vigneti, terre da agrumi, terreni da pascolo e immobili, sparsi tra vari comuni in provincia di Cosenza, frutto del generoso lascito di uno zio.
La visura catastale su terreni e fabbricati intestati al leader dei no global meridionali Francesco Saverio Caruso, è lunga sette pagine. Nei comuni calabresi di Longobucco, Calopezzati, Corigliano Calabro, nel Cosentino, il giovane no global è un padrone a cui dare del voi. Ha proprietà, immobili e terre, per un valore enorme. Sei appezzamenti tra terreni da pascolo e uliveti in località Calopezzati. Una frazione di un vasto agrumeto a Corigliano Calabro, metà proprietà di due terreni da 15 e 9 ettari a Longobucco, dove possiede anche una frazione di due appartamenti di 5 locali. Nella sua rendita catastale figurano poi altri 35 terreni (vigneti, uliveti e pascoli) sempre a Longobucco. Tra cui un uliveto di 54 ettari e un altro di 60, un querceto di 22 ettari, un frutteto di 38 ettari, poi pascoli e campi a perdita d'occhio. Nel complesso, una proprietà da latifondista coi fiocchi.
Ma anche da papà e mamma non è mancato nulla al giovane Francesco, antagonista cresciuto negli agi della ricca famiglia beneventana prima di trasferirsi nell'Officina 99 e nel centro sociale Ska di Napoli, dopo l'università a Bologna, la laurea all'Istituto universitario Orientale di Napoli e la scoperta del mondo dei centri sociali.
Con i genitori e il fratello ha vissuto per anni, fino alla fine del liceo, in un superattico di 350 mq nel centro storico di Benevento, nella lussuosa via Calambra. Appartamento in cui la famiglia Caruso stava in affitto, con un canone di favore. Proprietaria dell'immobile erano infatti le Ferrovie dello Stato, di cui il padre era - oggi è in pensione - un dirigente, chiamato a Benevento dalla sua Calabria per realizzare un importante intervento infrastrutturale sulla rete della città campana. E forse il contrappasso, la carriere edipica di Francesco, comincia proprio così, dal padre. Ingegnere capo delle Fs, governatore regionale dei Rotary, fu propio lui a progettare le infrastrutture dell'Alta velocità a Benevento, un viadotto e il tunnel ferroviario, opera che oggi permette di viaggiare in eurostar da Benevento a Foggia in poco più di un'ora. Strano pedigree per il movimentista che blocca i binari, sabota i cantieri e promette battaglia agli alleati che tentennano sul no alla Tav. «Quando ero piccolo mio padre mi diceva: se vai alla manifestazione ti rifilo due ceffoni. E io col cavolo che ci andavo». Per diventare ribelle Francesco ha aspettato la maturità. Adesso può vantarsi di avere 12 avvocati per le sue 29 cause giudiziarie aperte. Al Rotary ha preferito il Chiapas, ma alle proprietà non ha rinunciato.
Qualcuno dica a Bertinotti che il curriculum del suo capolista in Calabria sembra uscito dai registri di uno yacht club di Montecarlo. O forse il leader già lo sa, perchè non è così nuovo il caso di un antagonista che sotto il materasso nasconde un patrimonio da ricco borghese. Ma Caruso li supera tutti, e anche in questo è un no global sui generis: l'unico che partecipa ai cortei in bicicletta per non faticare, e che a Seattle, dopo un assalto al McDonalds's interrogato dalla Cnn sui motivi della protesta così rispondeva: «Nun lo saccio, chillo panino è bbuono assai». Ma lo conoscono meglio a Benevento, dove le malelingue stavolta aggiungono: «Tanto se gli va male in politica, i soldi per arrivare a fine mese non gli mancano di certo». Per lui, San Precario non ha bisogno di preghiere.
(da Il Giornale)
22/2/06- Islam e nazismo: un paragone improponibile? Non proprio...
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22/2/06- Fino a qualche giorno fa pareva l'Alitalia fosse non più salvabile, sull'orlo delle chiusura. Giornali ed esponenti politici di primo piano ne chiedevano l'abbandono. Poi si scopre che il 2005 è stato un anno d'oro per la compagnia: +12.5% di passeggeri, 1.5 milioni in più.
20/2/06- Calderoli, la Lega, le vignette e la vicneda della maglietta. Ora si ergono a difensori della cristianità. Ma Calderoli si è fatto sposare da un cappellano militare in un prato pur di non mettere piede in chiesa, e successivamente con rito celtico. Inoltre l'attacco al Vaticano è stato per anni uno dei cavalli di battalia leghisti e bossiani, anche in termini molto offensivi ("è ora che finisca nel water della storia" disse il senatùr ancora nel 2003).
20/2/06- L'unico Paese americano in cui non c'è denutrizione è Cuba, che addirittura dal '96 è nazione donatrice verso i più poveri del continente. Senza ricevere aiuti da Fondo monetario, Banca mondiale, Ue o Usa. Lo dice il Programma alimentare mondiale dell'Onu.
18/2/06- Il Made in Italy in crisi? Tutt'altro. Nel 2005 se si esclude la bolletta petrolifera ed energetica, il nostro export tocca i 30.5 mld di euro.
18/2/06- Il legame tra Islam e violenza terroristica sono i musulmani per primi a sancirlo, non le vignette. Basta pensare ai simboli dei Fratelli musulmani (Corano e due spade), Brigate Al Aqsa(mosche e kalashnikov), Jihad(cupola di Al Aqsa e pugni chiusi). O alla maglietta conl faccione del "nostro grande guerriero sacro Osama" che afferma "è dovere di ogni buon musulmano diffondere l'Islam nel mondo con l'amore o con la forza", che si trova in qualunque suq nei Paesi islamici.
18/2/06- Berlusconi caccia Calderoli dal governo per la storia della maglietta. Ergendosi a difensore dell'Islam. Ma lui stesso qualche anno fa aveva definito quella islamica una civiltà inferiore, provocando le ire dei musulmani di mezzo mondo.
18/2/06- Prodi e i suoi fanno il pianto greco contro la nuova lege sul proporzionale con cui si voterà ad aprile, a loro dire costruita su misura per indebolire il prossimo esecutivo di centro sinistra. Ma il 25 aprile 2005, in un colloquio durante la parata per la liberazione, Berlusconi ch9iese a Prodi di aiutarlo a varare insieme un maggioritario puro, e il Professore declinò l'offerta citando il referendum perdente del 1999.
18/2/06- Sondaggio americano. La Penn Shoen and Berland sostiene che il trend di avvicinamento tra Cdl e Unione è iniziato da tempo, almeno da novembre: la Cdl avrebbe guadagnato 7 punti, Prodi e i suoi sarebbro scesi di 10. Ma il 25 novembre il Cavaliere, citando i risultati di un sondaggio Eromedia, la società a lui vicina, affermava: "Euromedia, la società che ci ha sempre indovinato, ci dà alla pari, 48.7 la sinistra, 48.6 noi".
16/2/06- Tra i nastri segreti con 12 ore di conversazioni registrate tra Saddam e i suoi gerarchi prima negli anni 90, ottenuti dalla Abc, non solo la previsione del raìs di attacchi terroristici sul suolo Usa. Passa inosservata una dichiarazione dell'allora responsabile delle Wmd, Hussein Kamel, genero di Saddam poi da lui ucciso dopo la fuga in Giordania. Parlando di come "nascondere informazioni" all'Onu: "Non abbiamo rivelato tutto quello che abbiamo, Non il tipo di ordigni, non la quantità di materiali che abbiamo importato, non il volume della produzione.
Questi nastri furono alla base, tra gli altri, della campagna sulle armi di distruzione che ha portato alla guerra.
16/02/06- Berlusconi annuncia un sondaggio americano che vede avanti la Cdl sull'Unione a 40 giorni dal voto. Ma il sondagio della Psb è inattendibile in quanto si basa su interviste a campione casuale (tutti gli elettori che dichiarano di voler votare, con analoga chance di venire estratti). Dunque non stratificate alla fonte sulla base di sesso, età, area eografica, scolarità ecc., come è la prassi per rispecchiare in proporzione il Paese nei sondaggi di tutti gli altri istituti.
16/2/06- Le foto di un detenuto iracheno di Abu Ghraib coperto di escremtni fanno il giro del mondo dalla tv australiana. In realtà non era un torturato, ma uno squilibrato che si ricpriva dei suoi escrementi, e per qiesto definito 'Shit boy'.
15/2/06- Polemiche da destra per la candidatura dell'ex magistrato D'ambrosio. Ma la prima a salire sul palco della campagna elettorale '94 di Berlusconi fu l'ex Titti 'la rossa' Parenti, che indagò sulla tangentopoli rossa.
15/2/05- Fini accusa la sinistra di candidare criminali (Caruso e Luxuria). Ma la Cdl ha stretto accordi elettorali con il nuovo Msi Di aetano Saya, quella che qualche mese fa la magistratura ha messo nel mirino per la fondazione della Dssa Direzione strategica studi antiterrorismo, una polizia parallela illegale.
15/2/06- Gli Usa spogliano l'Iraq del suo petrolio?
Gli automezzi che circolano in Iraq funzionano, ormai dall'inizio dell'occupazione, con carburanti importati dalla Turchia e dall'Arabia Saudita, che coprono la metà del fabbisogno interno iracheno. Ma ormai bisogna parlare al passato.
L'Arabia Saudita ha interrotto le forniture dall'agosto scorso, lamentando milioni di dollari di bollette non pagate.
La Turchia ha chiuso i rubinetti dal 21 gennaio, quando i mancati pagamenti del governo collaborazionista di Baghdad hanno raggiunto il miliardo di dollari.
E anche dal Kuwait non arriva più nulla.
L'occupante americano, finché ha «governato», ha mantenuto il prezzo di Saddam, 20 cents a gallone per la benzina, in pura perdita: il prezzo non copriva i nuovi costi di produzione.
Oggi il governo «democratico» ha triplicato il prezzo, su intimazione - guarda un po' - del Fondo Monetario Internazionale, che non ha trovato momento migliore per imporre il dogma del «mercato».
Era la condizione che il FMI poneva per concedere a Baghad un prestito di 685 milioni di dollari, cosa che ha fatto il 24 dicembre scorso.
15/2/06- Prodi promette una riduzione di 5 punti del cuneo fiscale nel primo anno di governo. Ma nel testo del suo programma da 275 pagine non c'è traccia.
13/02/06- ASSICURAZIONI - SILVIO AMA UNIPOL…
Chi batte ama, dice il proverbio. Deve essere per questo che Silvio Berlusconi insiste a battere come un forsennato il chiodo dell'Unipol, le assicurazioni 'rosse' in realtà molto amate da lui e da tutta la sua famiglia. Il Cavaliere il 30 giugno dell'anno scorso ha infatti rinnovato di un anno la polizza Unipol per il suo parco auto personale. Alla stessa data hanno rinnovato le polizze per le proprie auto personali anche il figlio Piersilvio, che ha pagato all'Unipol ben 44.384,29 euro di 'premio', la figlia Marina, che ha pagato la più modesta cifra di 3.824,69 euro, e la moglie Veronica (all'anagrafe Miriam Bartolini), cliente dal 15 giugno 2001.
Apprendiamo dalla polizza che la data di nascita della signora è il 19 luglio 1956 e che ha la residenza in un posto diverso da quello del marito. Se lui infatti figura risiedere ad Arcore, in via S. Giminiano 12, lei è rintracciabile al numero 55 di via Trento e Trieste, a Macherio. Alla stessa data ha rinnovato la polizza con Unipol anche il manager e amico di famiglia Adriano Galliani , sborsando 3.283,63 euro. Ma il premier ha fatto di più: ha assicurato in blocco la salute e l'assistenza sanitaria di tutti i 4 mila dipendenti Mediaset con Unisalute, emanazione della tanto battuta e amata 'rossa' Unipol. (G.N.)
13/02/06- I consiglieri di CEPOS provengono dall'AEI, dall'Università di Chicago e da altri centri neocon inglesi ed americani. CEPOS è presieduto da Bernt Johan Collet, ex ministro della Difesa salito alla carica di ciambellano e maestro di caccia alla corte di sua maestà.
7 febbraio – A seguito dell'incendio dell'ambasciata danese di Damasco e del consolato danese di Beirut il ministro degli Esteri danese Per Stig Moeller ha dichiarato: “Ci sono forze che vogliono lo scontro di civiltà”.
Le iniziative violente sarebbero state provocate da una vignetta del profeta Maometto pubblicata quasi tre mesi prima dal quotidiano conservatore danese Jyllands Posten e recentemente ripresa da diversi quotidiani in Francia, Italia, Olanda, Islanda, Germania e Spagna.
Dovrebbe essere fin troppo ovvio che la decisione di ripubblicare quella vignetta, su molti giornali, proprio nei giorni che hanno preceduto la decisione dell'IAEA contro l'Iran dello scorso 3 febbraio, mira a creare il clima da “scontro di civiltà” e non a rivendicare la "libertà di stampa".
Se il ministro danese volesse davvero individuare le forze che istigano lo scontro di civiltà, a cui si riferisce, allora non dovrebbe faticare molto. Il giornale in questione, Jylland Posten, che da tempo segue una linea editoriale islamofobica, ha avuto un ruolo fondamentale nel creare e finanziare un nuovo centro studi danese, il CEPOS (centro danese di studi politici). Fondato il 10 marzo 2005, il CEPOS si rifà alle fondazioni di Washington che rappresentano il movimento neo-conservatore, l'American Enterprise Institute (AEI) e la Heritage Foundation, e a due centri di Londra, l'Adam Smith Institute e l'Institute of Economic Affairs.
Nel comitato dei consiglieri di CEPOS spicca nientepopodimenoché George P. Shultz in persona, che è anche membro onorario della direzione. Shultz è l'eminenza grigia che controlla l'amministrazione Bush-Cheney (vedi gli articoli su Shultz in questo sito. Si consiglia l'uso del motore di ricerca interna al sito).
Insieme all'ex capo della CIA James Woolsey, Shultz presiede il “Committee on the present Danger”, un centro studi particolarmente impegnato ad istigare la guerra contro l'Iran (vedi qui).
I consiglieri di CEPOS provengono dall'AEI, dall'Università di Chicago e da altri centri neocon inglesi ed americani. CEPOS è presieduto da Bernt Johan Collet, ex ministro della Difesa salito alla carica di ciambellano e maestro di caccia alla corte di sua maestà.
13/02/06- L'occidente ha ingannato l'opinione pubblica sulle armi di distruzione di massa di Saddam? Non Berlusconi, che aveva detto:
"Credo che ormai in Iraq non ci siano più armi di distruzione di massa"(16-10-02); "Non ho mai detto che Saddam non ha armi di distruzione di massa. Dico solo che ha avuto il tempo di distruggerle o di metterle da qualche altra parte"(17/10/02).
13/2/06- Berlusconi si proclama il Gesù Cristo della politica, perseguitato dai giudici dopo la sua discesa in campo. Mentre a suo dire tutto sarebbe sempre finito nel nulla. E invece no: è stato condannato diverse volte.
[leggi in esteso]
11/02/06- L'authority per le tlc multa Liberitutti della Pivetti per la puntata a tema con Berlusconi, e il premier si lamenta parlando di persecuzione politica. Ma i membri dell'authority venono nominati sulla base del voto di lista, rispecchiando le maggioranze e le minoranze parlamentari. E infatti il suo capo Calabrò l'ha nominato proprio la Cdl.
11/02/06- Gli americani non trattano sui rapiti in Iraq? Forse sui rapiti italiani ed europei, perchè per far liberare Jill Carrol del CSM, hanno già scarcerato 80 detenute da Abu Ghraib, come richiesto dai sequestratori.
11/02/06- Decreto sul risparmio energetico che impone agli italiani di abbassare a 19 radi la temperatura in case e uffici. Ma alla camera e al senato, come alla sala della commissione che ha deciso il provvedimento ci sono tra i 23 e i 26 gradi.
11/02/06- Laura Bush in Vaticano per le olimpiadi torinesi: con un velo in testa, come le islamiche...
11/02/06- Berlusconi sostiene che 10 milioni di italiani in più non pagano più tasse rispetto ai tempi dell'Ulivo. Le tasse dirette...perchè quelle indirette(benzina, bolli, iva, sigarette ecc.) le pagano come tutti. E anzi sono molto aumentate. Come anche le locali.
11/02/06- L'imam danese che ha lanciato la vicenda delle vignette in Medioriente, Abu Laban, il 2 maggio 05 era osipte d'onore al convegno "Le radici del terrorismo in Europa", organizzato dal capo dei servizi segreti danesi Lars Findsen nel suo quartier generale a Copenaghen. Elevato dalle autorità al rango di rappresentante dei musulmani danesi.
11/02/06- Hanno artefatto la vignetta che oltraggiava Maometto: c'era dunque un piano per incolpare l'Occidente. Eppure i grandi media glissano, manco fosse un dettaglio.
***Oltre a questa di Barrot ci sono altre due vignette farlocche, una un'immagine annerita presa da internet con un cane che sembra fare sesso con un uomo inginocchiato (Maometto secondo li imam), e un'altra, questa sì una vera vignetta con un Maometto diavolo pedofilo(ma chi l'ha disegnata non si evince).
[leggi in esteso]
11/02/06- Nuova legge sulla legittima difesa. Si può davvero sparare sui ladri come denuncia l'opposizione? Se il ladro si limita a fare il ladro, senza fare atti di violenza, no. L'intruso si può colpire solo se c'è l'aggressione e se non sta già desistendo.
11/02/06- La vera emergenza americana? I morti sulle strade. Nel 2001, secondo uno studio su dati Oecd, 390 volte più morti che alle torri.
02/06- 11 L'UNITA'9 Febbraio 2006
PUBLITALIA:
Il Cavaliere vendeva spot ai comunisti assassini
ROMA L’ossessione, la fobia, mostrata dal premier in tutte le occasioni per il comunismo è pari solo a quella che ha per gli scorpioni. E questa è ormai cosa nota.
Quello che è meno noto sono gli affari che Silvio ha fatto con i “mangiatori di bambini”. Chi avrebbe potuto immaginare che Berlusconi ha confezionato per la TV di Stato Sovietica, prima della caduta del muro di Berlino, in pieno regime comunista, un vero e proprio “carosello” pubblicitario per i telespettatori dell’Est? Nessuno ci avrebbe creduto. Eppure è così, come si può vedere leggendo il sito di Articolo21 (http://www.articolo21.com).
L’Urss nel 1986 è un grande mercato televisivo, conta circa 280 milioni di utenti e 110 milioni di televisioni. Le trasmissioni vengono gestite dalla Gostelradio, la concessionaria esclusiva dello stato sovietico. L’informazione copre il 50% dei palinsesti, il resto è riservato all’intrattenimento leggero musica e sport.
Nel 1986, grazie anche alla mediazione di Programma 2000, società di Giuseppe Stante (imprenditore vicino a Cossutta) la prima impresa occidentale che riesce a entrare nel settore delle comunicazioni televisive dell’impero sovietico è proprio la Fininvest.
Una penetrazione che avviene attraverso la sua concessionaria di pubblicità, Publitalia 80, e che negli anni si allarga alla Polonia, Cecoslovacchia, Romania, Ungheria e Cina.
Il 30 aprile del 1988 la firma. Fu Vittorio Dotti a rappresentare Publitalia –Fininvest al Cremlino. Per conto della Tv di Stato, dunque, Publitalia 80 gestisce in Urss “ Progress Informajia Reclama” ( progresso informazione pubblicità), un’agenzia che produce un “carosello” lungo 35 minuti che va in onda sulle 3 tv sovietiche .
Nel 1989 il fatturato arriva a circa 4 miliardi di lire, e viene addirittura quadruplicato nel 1990. Ma l’espansione affaristica nei paesi comunisti “veri” non si ferma, in quegli anni arriverà addirittura in Cina .
Fonti : Millecanali aprile 1992.
“ Millecanali marzo 1990
“Il rosso e nero” di Roberto Di Fede
4/02/06- La sinistra accusa Berlusconi di aver fatto macelleria sociale. In realtà la spesa sociale complessiva è aumentata del 5% in medi al'anno circa durante il suo governo. Sono solo mutate le priorità di spesa. Ad esempio, a fronte di un taglio agli enti locali, è cresciuta da 63 a 90 miliardi la spesa sanitaria.
4/02/06- Padre Fedele: suora accusa giudice
L'inchiesta potrebbe passare alla Procura di Salerno
(ANSA) - COSENZA, 3 FEB - La suora che ha riferito di essere stata violentata da padre Fedele Bisceglia ha rivolto la stessa accusa contro un giudice di Catanzaro. Si tratta di un magistrato del Tribunale per i minorenni. Lo ha detto il difensore di padre Fedele, l'avv. Sorrentino, il quale chiedera' alla Procura generale di Catanzaro che l'inchiesta venga trasferita alla Procura della Repubblica di Salerno, competente ad istruire i procedimenti penali riguardanti i magistrati di Catanzaro.
3/02/06- Si sostiene da parte islamica che la reazione alle vignette danesi sia la classica ultima goccia, dopo anni di angherie occidentali. Dunque a giustificarla non sarebbe il fatto in sé, ma il contesto. Ma chi mastica un po'di storia di Maometto sa che così non è: la prima vittima della censura musulmana, reo di aver composto una lirica satirica ai danni del profeta, e perciò da questi fatto assassinare, fu tale Abu Afak, addirittura nel 622 d.c a Medina. La vicenda è quasi ignota ai non addetti ai lavori. La riassumiamo in breve. Nel 622 Maometto si spostò coi suoi seguaci dalla Mecca, dove pare venisse deriso, alla più piccola oasi di Medina. Qui si sforzò di imporre in modo violento il suo ben noto corpus di proibizioni religiose. Tuttavia gli indigeni seguivano altre fedi, dall'ebraica alla pagana, e dunque recalcitravano. Tipica espressione del dissenso fu la presa in giro dell'anziano Afak, seguace del dio Manat e membro della tribù Ibn Awf. Il quale rivolgendosi ai suoi concittadini li canzonò dicendo: "Non ho mai visto gente più decisa di voi (i figli di Qayla) e dei vostri alleati: siete tipi da smuovere le montagne e che non si sottomettono mai al primo avventuriero venuto a dividervi con tutti i suoi divieti e le sue concessioni. Chi l'avrebbe detto che avreste fatto come con Tubba?". Chiarissimo il riferimento ironico alla progressiva resa di Medina alle bizzarrie di Maometto, mentre quella stessa città aveva resistito con ogni mezzo all'assalto degli yemeniti di Tubba. Quando apprese della lirica il profeta ordinò al suo apostolo Salim Al Amri di far fuori l'autore con un 'sarriyyah' (un raid mortale notturno). Ad esso si accompagnò analogo omicidio a freddo contro una poetessa locale, Asma Bint Marwan, che aveva osato stigmatizzare l'uccisione del povero vecchio. Lei fu uccisa mentre stava allattando. Simili segni di intolleranza furono anche alla base del primo conflitto tra ebrei e musulmani scoppiato sempre a Medina 2 anni dopo, e conclusosi con la cacciata di tutti i non convertiti.
3/02/06- "Hamas non è il nazismo". Lo ha dichiarato in questi giorni Massimo D'Alema, commentando con la consueta sicumera la vittoria dei terroristi islamici nelle elezioni a Gaza e in Cisgiordania. Il presidente Ds ha inteso ammonire l'Occidente a non equiparare i movimenti della resistenza palestinese agli autori dell'Olocausto tedesco contro gli ebrei. E almeno per ora l'Europa sembra avergli dato ascolto. Senonchè la sua battuta rischia di finire nel guinness dei primati come la più grande gaffe storica degli ultimi anni. Perché Hamas è invece l'erede diretto e l'interprete più attuale del nazismo hitleriano. La filiale palestinese del gruppo (I fratelli musulmani) che costituì la celebre divisione islamica delle SS agli ordini di Rommel, macchiandosi di analoghi pogrom contro gli ebrei. Sotto la guida dell'allora Muftì di Gerusalemme. Il quale chiamava Hitler Abu Alì (padre Alì), e venne nominato da Himmler "gruppenfuehrer del mondo arabo" nell'ambito delle SS. Dall'ideologia filo nazista della Fratellanza musulmana ha inoltre preso le mosse un'altra mezza dozzina di organizzazioni terroristiche, Al Qaeda in testa. E ad essa si ispira secondo molti anche l'Unione delle comunità islamiche italiane (Ucoii)
Chi non conosce la storia è condannato a ripeterne gli errori. E pensare che D'Alema, ove alle prossime elezioni prevalesse l'Unione, pare destinato al posto di ministro degli esteri. Scongiuri a parte, non serve nemmeno una cultura accademica per sapere delle imbarazzanti origini nazi del fondamentalismo jihadistico moderno. I volumi sull'argomento di prestigiosi studiosi non mancano. Ma è sufficiente anche solo leggiucchiare di tanto in tanto un po' di letteratura alternativa. Semplice routine per un ex direttore dell'Unità. Comunque a colmare la lacuna stavolta provvediamo noi. E' lo stesso statuto di Hamas, all'articolo 2, ad affermare che "il movimento è la branca palestinese dei Fratelli musulmani" e "anello legato ai Fratelli musulmani del 1936"(art.7). Inoltre, nel recente necrologio del capo di Hamas, lo sceicco Yassin, i suoi seguaci lo definiscono il leader dei Fratelli musulmani di Gaza. La Fratellanza musulmana, o Al Ikhwan al muslimun, fu fondata nel 1928 in Egitto dal maestro di scuola Hassan Al Banna, devoto ammiratore di Hitler, al quale scriveva con frequenza. Ancora nel 1936 gli affiliati erano solo 800, balzati due anni più tardi a 200.000. Grazie a una prima campagna antisionista, lanciata dal Muftì di cui sopra, Amin el Hussein. I cui moduli vennero mutuati pari pari dalla coeva campagna ariana: appositi volantini con lo slogan 'fuori gli ebrei da Egitto e Palestina' chiamavano al boicottaggio di beni e negozi ebraici; mentre sul quotidiano Al Nadir si pubblicavano le liste di proscrizione con nomi e indirizzi di affaristi e intellettuali ebrei, attribuendogli atti demoniaci. Il sostegno fornito dal terzo reich, fu decisivo. I nazisti miravano a fare della Fratellanza una quinta colonna segreta incaricata di indebolire in Medioriente i regimi filo occidentali, agevolando l'invasione di Rommel. Fu persino stabilito un patto scritto che obbligava Al Ikhwan ad intervenire al fianco della volpe del deserto. Il reclutamento, su scala mondiale, fu opera del Muftì di Gerusalemme. Grazie a lui fu creata una divisione araba della SS con base in Croazia, chiamata Handjar. Centinaia di palestinesi si arruolarono anche nel Sonderverband 287 della Wermacht. Le più corpose stragi di ebrei egiziani sono datate novembre 1945, quando i nazisti arabi replicarono la notte dei cristalli nei quartieri ebraici del Cairo mettendo a ferro e fuoco negozi, case e sinagoghe, nell'anniversario della dichiarazione di Balfour. L'altro grande pogrom ebbe luogo a Bagdad. In quegli anni la Fratellanza si autodefiniva su modello nazista 'Le truppe di Dio'. Mentre l'imam della moschea di Monaco partecipava alle stragi del ghetto di Varsavia con le SS, e Hussein appariva regolarmente nelle trasmissioni radiofoniche della propaganda hitleriana, diffuse in arabo dal direttore e capo militare palestinese Fazi al Qawuqgi. La visita del Muftì all'Islamische Zentralisntitut tedesco, con annessa puntata al campo di Aushwitz, fu trionfale. Idilliaci i rapporti con Hitler, incontrato il 28 novembre 1941 e ribattezzato Muhammed Haidar, con deferenza verso la sua opera di sterminio anti sionista. In seguito alla sconfitta tedesca Hussein fu ricercato dagli alleati come criminale di guerra. I tramiti dell'intelligence tedesca li catturarono al Cairo i britannici. Al termine del conflitto toccò ad Hamas perpetuare il modello creato negli anni 30 da Al Banna, attraverso l'ideologia del jihad come "industria della morte" (così la definiva in un celebre articolo), e da Al Husseini con la prima brigata jihadista multinazionale. Testo di riferimento divennero i Protocolli dei savi di Sion, e lo stesso Mein Kampf resta tuttora il 6° libro più venduto nel mondo islamico. Nello statuto di Hamas riecheggia chiara la missione nazista di liberazione del mondo dal sionismo, o weltjudentum. Affidata -sempre nello statuto- dal movimento universale della Fratellanza alle filiali nei singoli Paesi. Ad esempio in Iraq e Siria ai golpisti nazionalsocialisti del Baath, o in Arabia saudita ai non pochi seguaci del movimento che vi si rifugiarono nel dopoguerra, spesso utilizzati dagli 007 occidentali in chiave anticomunista e antinasseriana. In particolare in Arabia si trasferì il già leader della Fratellanza professor Azzam, fondendo l'ideologia antisemita col wahaabismo. Suo allievo fu in quegli anni a Jeddah tale Osama Bin Laden, che ne mise poi in pratica i dettami, aiutandolo a ricreare nell'Afghanistan sovietico (con l'aiuto della Cia) l'antica brigata internazionale islamica, la MAK(Maktab al Khidimat il Mujahideen): primo embrione della futura Al Qaeda. Ovviamente anche l'ideologo principe di Al Qaeda, Al Zawahiri, veniva dal braccio armato egiziano della Fratellanza, la Jihad islamica. Insomma alla fine il cerchio si chiude. E non è un caso che appena gli israeliani si sono ritirati da Gaza, Al Qaeda, sotto l'egida di Hamas, abbia fondato in loco il 2 agosto scorso il nucleo di una nuova "Al Qaeda Palestina, Brigate della Jihad nella terra di confine".
3/02/06- Se a disegnarle sono loro e il soggetto siamo noi, qualunque timore blasfemo si dissolve all'istante. Mezzo mondo arabo si rivolta contro le vignette satiriche su Maometto pubblicate in Danimarca e Norvegia. I sauditi e la Libia addirittura ritirano gli ambasciatori per protesta. Mentre marce e boicottaggi commerciali spuntano come funghi dall'Iraq alla Palestina, dove i militanti delle brigate Al Aqsa hanno protestato ieri sparando sugli uffici della Ue. Insomma basta una dozzina di strisce "che snaturano la personalità del Profeta di Allah" per accendere la miccia. Eppure la stampa islamica, da Al Ahram ad Al Quds ad Al Yawm, è piena zeppa da anni di vignette sacrileghe contro i capisaldi della religiosità occidentale. Pubblicate senza il minimo scrupolo di ordine morale. Uno studio del Middle East Institute ne passa in rassegna alcune. C'è il Dio di Abramo (Yaweh) che corrompe Bush per farsi sacrificare un bambino musulmano, o il terrorista palestinese messo sulla croce al posto di Gesù Cristo. O ancora, il crocifisso insidiato da un carro armato, Papa Woityla che si intrattiene con un diavolo ebreo con tanto di forcone, Bush mezzo angelo e mezzo demonio, o i doni di Gesù bambini trasformati in cadaverini di piccoli arabi sanguinanti. Si sprecano poi le caricature che rimandano alle crociate, coi principali leader occidentali a capo di una sanguinaria guerra santa. Insomma una messe di strumentalizzazioni e riferimenti impropri, specie per una religione, quella cristiana, fondata sulla non violenza e sul perdono. La 'satira' anti occidentale e anti semita gode nel mondo musulmano di una grande tradizione. Oltre che di un pubblico accanito. La riprova la avemmo a Baghdad nell'aprile 2004: per la prima mostra dell'Hotel Sheraton riaperto per l'occasione ai dignitari locali, fu scelta proprio una raccolta delle più celebri vignette blasfeme e contro gli ebrei apparse sui grandi quotidiani arabi.
2/02/06- Sono 2.5 mln i precari veri in Italia, contro gli 1.5 mln dichiarati dal governo. A quelli ufficiali vanno infatti aggiunti anche quei falsi autonomi che aprono la partita iva solo per lavorare ecc. Comunque sia con l'Ulivo i precari erano 4 mln.
2/02/06- Troppi lavoratori pubblici in Italia? Sono 2 milioni in meno che in Francia e 1.5 mln che in GB.
1/02/06- Valentino nono alle prove della F1 di Valencia. In realtà lui gira con il motore V10, pur depotenziato, non col V8 degli altri.
1/02/06- Il pacchetto Pisanu per gli stadi prevedeva la nominalità del biglietto. Ma solo per chi lo compra, tenuto a compilare coi propri dati la richiesta. Mentre il venditroe non è tenuto a controllare un documento.
31/01/06-Saddam portò le armi di distruzione in Siria.
"Saddam Hussein mi ordinò personalmente di equipaggiare aerei da guerra con bombe chimiche per gettarle su grandi centri abitati israeliani". Non è che una delle rivelazioni fatte dal generale Georges Sada, 65 anni, cristiano, già numero due delle forze aeree irachene, in una serie di conferenze e interviste tenute nei giorni scorsi in vista della imminente uscita del suo libro “I segreti di Saddam”.
Sada, che è stato anche consigliere per la sicurezza nazionale del primo ministro iracheno ad interim Ayad Allawi, afferma anche che due piloti civili iracheni, coi quali dice di essere in rapporti di amicizia e confidenza, gli hanno raccontato d’aver trasferito armi chimiche irachene verso la Siria prima dell’inizio dell’invasione anglo-americana del 2003.
A proposito del piano di bombardare le città israeliane con armi chimiche, Sada ha dichiarato in una recente conferenza d’aver ricevuto istruzione direttamente da Saddam di equipaggiare 96 aerei da combattimento di produzione russa con armi di distruzione di massa. Saddam gli diede questi ordini alla presenza di un certo numero di altre personalità dell’establishment della difesa. Secondo il racconto di Sada, fu lui a convincere Saddam che gli iracheni non erano in grado realizzare una tale missione, domandandogli di non lanciare il bombardamento chimico su Israele. Sada dice d’aver spiegato a Saddam che i piloti iracheni volavano “alla cieca” mentre quelli israeliani “hanno gli occhi”, riferendosi a una strumentazione avionica più sofisticata capace di individuare gli aerei nemici prima che giungano sull’obiettivo.
Inoltre, in un’intervista rilasciata al Sun di New York, Sada ha detto che l’Iraq ha trasferito armi di distruzione di massa in Siria prima dello scoppio della guerra, usando aerei civili trasformati in cargo. “Vi sono armi di distruzione di massa che sono passate dall’Iraq alla Siria. Devono essere trovate e riportate in mani sicure” ha detto il generale iracheno, aggiungendo di confidare che siano state rilevate.
Stando al racconto fatto da Sada al Sun, i due piloti che trasportarono le armi di distruzione di massa dall’Iraq in Siria lo hanno avvicinato a metà 2004, dopo la cattura di Saddam da parte delle truppe americane. “Li conosco molto bene – ha spiegato Sada – Sono miei buoni amici, ci fidiamo a vicenda. Siamo amici in quanto piloti”. Sada non ha voluto rivelarne i nomi, dicendo che temono per la propria sicurezza, e si è limitato a dire che oggi lavorano per altre compagnie aeree civili fuori dall’Iraq.
Le brigate della Guardia Speciale Repubblicana, continua il racconto riferito da Sada, caricarono gli aerei di materiale comprendente anche “barili gialli con teschio e ossa incrociate su ciascuno”. I piloti hanno riferito che c’era anche un convoglio di camion via terra. I voli, 56 in tutto, attirarono poca attenzione perché si pensava che fossero voli civili che portavano aiuti dall’Iraq alla Siria, che aveva subito un’alluvione per il crollo di una diga nel giugno 2002. Sada ha raccontato che l’ufficiale responsabile del trasferimento delle armi era un cugino di Saddam Hussein chiamato Ali Hussein al-Majid, noto anche come “Ali il Chimico”. L’ufficiale siriano responsabile della ricezione delle armi proibite era un cugino del presidente siriano Bashar Assad, noto coi nomi di generale Abu Ali, Abu Himma o Zulhimawe.
Durante un’intervista al Sun nell’aprile 2004, venne chiesto al vice presidente Usa Cheney se pensasse che le armi di distruzione di massa irachene fossero state trasportate in Siria. Cheney si limitò a rispondere d’aver visto questi rapporti.
31/01/06- In America si dibatte se chieder l'impeachment di Bush per aver autorizzato intercettazioni anti teorristiche sul popolo Usa. In realtà il 4° emendamento recita: "Il diritto della gente ad esser sicuri nelle loro persone, case, documenti eed effetti, contro immotivate ricerche o perquisizioni, non dovrà essere violato". La prevenzione contro il terrorismo non è un motivo valido?
30/01/06- La vittoria di Hamas occupa le pagine della stampa da qualche giorno. Nessuno dice però che in realtà Hamas non ha ottenuto il potere assoluto: in parlamento non ha la maggioranza dei due terzi richiesta per le riforme costituzionali, e soprattutto Abu Mazen, pur essendosi dimesso da premier il collega Abu Ala, è ancora presidente della Palestina. E' stato eletto un anno fa e il suo mandato scade nel 2008. E si tratta di un presidente alla francese con la preroativa di bloccare le leggi votate dal parlamento. Inoltre, in base allo statuto dell'Anp, i 60.000 uomini delle forze di sicurezza palestinesi sono sotto il comando del presidente, Abu Mazen.
30/01/06- Appena varata la legge sulla droga che quipara gli spinelli alle droghe pesanti quanto a sanzioni, Fini confessa da Fabio Fazio di aver provato uno spinello in Giamaica. Eppure in un'intervista all'Europeo del dicembre '88 aveva negato qualsiasi uso di droghe. Ora: o è un bugiardo, o comunque si è fatto la canna dopo l'88, quando la lotta alle droghe, leggere come pesanti, era già diventato il suo cavallo di battaglia, e dunque è un incoerente. Casini, che pure ha votato la nuova lege, aveva dichiarato a Le Iene di aver anche lui fumato uno spinello a 16 anni.
30/01/06- I media annunciano pomposamente che è stata approvata la riforma pensionistica che permette ai co co co e ai lavoratori saltuari e senza posto fisso di sommare i vari spezzoni di contributi. In realtà servono comunque almeno 6 anni di contribuzione per ogni tipo di ente gestionale. E servono almeno 40 anni di lavoro.
29/01/06- Emergenza gas. Dall'estero non ce ne mandano abbastanza? In realtà negli ultimi mesi abbiamo cominciato ad esportare l'elettricità prodotta col metano importato. Il prezzo dell'elettricità prodotta da noi con impianti ad alto rendimento risulta competitiva in Europa. Se l'Eni, quasi monopolista, avesse autorizzato più impianti di stoccaggio per le riserve l'emergenza di oggi non ci sarebbe stata. Ma forse era più conveniente rivendere all'estero il surplus.
29/01/06- Quanti sono davvero gli occupati con Berlusconi? Il premier sostiene che siano saliti sotto il suo governo, e che non si tratti di lavori precari ma quasi tutti stabili. In realtà gli oltre 22 milioni che lavorano secondo l'Istat sono coloro che hanno lavorato almeno un'ora alla settimana. E dei rimanenti 16.5 milioni in età da lavoro(15-64) gli 1.7 considerati disoccupati sono solo quelli che dichiarno di cercare attivamente un lavoro e ne accetterebbero uno qualsiasi. Ovvero coloro che si segnalano alle agenzie del lavoro 'ufficiali'.
29/01/06- Travaglio e Luttazzi assolti per la celebre puntata di Satyricon del 14 marzo 2001 che iniziò la stagione dell'editto bulgaro berlusconiano con le 'purghe' dalla Rai. I giudici han deciso che erano innocenti, non avevano diffamato l'allora aspirante premier, condannato a pagare le spese legali. Quando Travaglio parlò dello nstalliere della mafia Mangano, di come Berlusconi iniziò a far soldi ecc. non mentiva, citava semplicemente dei fatti processuali.
29/01/06- Polemica sulla legge sulla legittima difesa dei privati, appena approvata. Secondo la sinistra è il far west leghista. Ma nel 1999 i fucili autorizzati per difesa personale in Italia erano 2125, oggi 1118. Le pistole 46.000 contro 34.000.
29/01/06- Berlusconi più povero dopo l'ingresso in politica. Lui sostiene di aver perso 46.000 collaboratori dai 56.000 del 1993. Eppure nella classifica di Forbes sui più ricchi del mondo è passato dal n.48 al n.25.
27/01/06- Negli scorsi giorni si è visto finalmente in Italia il video della morte di Fabrizio Quattrocchi. Occasione per il centro destra di proclamarlo eroe, e per Veltroni e altri sindaci di grosse città di intitolargli vie, facendo me aculpa. Ma nessuna ricorda che...
Fabrizio Quattrocchi, l'italiano ucciso il 14 aprile dello scorso anno a Baghdad, non era nè un mercenario nè una bodyguard, ma un agente contractor impegnato a tempo pieno nella lotta contro il terrorismo insieme ad altre persone che sarebbero poi entrate nel Dssa, una nuova organizzazione di intelligence nata dopo l'attentato di Atocha dell'11 marzo 2004. Lo ha rivelato il primo numero di News Settimanale. Quattrocchi alloggiava all'hotel Rashid, una sorta di quartier generale americano, utilizzava armi convenzionali e si esercitava al tiro tutti i giorni. Lo dimostrerebbero le immagini che News ha pubblicato in esclusiva tratte da un filmato inedito. Ora alcuni estratti di quel filmato sono online esclusivamente su newsettimanale.it.
Nel video si raccontano gli ultimi giorni di vita di Fabrizio Quattrocchi. Si vede il contractor genovese che gira per Baghdad in macchina indicando obiettivi sensibili come il ministero degli Esteri, il palazzo di Saddam Hussein, la stazione. È ripreso in volto anche l'autista irakeno: colui il quale, secondo gli investigatori italiani potrebbe aver consegnato Quattrocchi, Agliana, Cupertino e Stefio ai sequestratori. Quattrocchi è poi ripreso in albergo, nella sua stanza, seduto sul letto vicino al suo fucile, un Fal 762. In altri frame si vede l'agente contractor mentre si esercita al tiro, con il Fal e con un fucile M16, contro un obiettivo posto a circa 100 metri, colpendolo sempre al centro. News pubblica anche una serie di foto inedite di un'operazione antiterrorismo condotta a Baghdad da altri contractot il 16 giugno 2004. I contractor fotografati in azione, feriti, uccisi, sono tutti consulenti tecnici e operativi di un nuovo servizio di intelligence antiterrorismo, il Dssa (Dipartimento studi strategici antiterrosimo). Si tratta di un'organizzazione organizzata in 6 divisioni la cui sede legale è in Italia e quelle operative in diversi paesi del mondo. Ne fanno parte tecnici ed esperti italiani, americani, israeliani, spagnoli, francesi, tedeschi, inglesi, russi e pakistani. Il responsabile e il suo vice sono italiani: Gaetano Saya e Riccardo Sindoca. Ambedue, secondo News, provengono dalla struttura della Nato Otan Stay Behind net e non smentiscono i loro collegamenti diretti con la Cia.
27/01/06- Il 18 dicembre Sharon a subito un infarto. Fu portato all'ospedale da Yoram Rubin , la fu guardia del corpo che 'fece' ammazzare Yitzhak Rabin. In quel primo ricovero gli furono dati in quantità dei farmaci vasocostrittori che secondo molti commentatori medici sui giornali israeliani hanno poi provocato l'emorragia cerebrale fatale del 4 gennaio successivo.
26/01/06. Hamas al potere in Palestina. Israele si lamenta. Ma fu proprio Israele a sostenerne la nascita negli anni 80, in chiave anti-nazionalismo dell'Olp di Arafat, allora filosovietico. Hamas era la filaiale palestinese dei Fratelli musulmani, ovvero del movimento di riferimento di Bin Laden e dei mujahideen afghani, sfruttati dal'Occidente nella guerra contro l'invasore sovietico.
[leggi in esteso]
26/01/06- Berlusconi e la sua battaglia con Ciampi per il rinvio di due settimane dello scioglimento delle camere. E' davvero motivata dalla voglia di approvare ulteriori leggi promesse agli italiani, e rimaste indietro per l'ostruzionismo dell'opposizione, oppure dalla voglie di proseguire il tour mediatico che verrebbe meno con la par condicio, come afferma l'opposizione. In realtà con lo scioglimento delle camere non viene meno la possibilità di convertire in lege i decreti.
25/01/06- 1937 Adolf Hitler istituì l’ordine dell’Aquila Tedesca per decorare gli «stranieri meritevoli». Uno degli americani decorati fu il nonno dell’attuale presidente USA: il senatore Prescott Sh. Bush. La motivazione: avere fortemente finanziato, con la sua banca, il NDSAP, il partito nazionalsocialista. Il certificato di conferimento dell’onorificenza è firmato da Hitler e dal suo segretario di Stato Otto Meissner, e datato 7 marzo 1938. Il tutto è conservato negli archivi del Dipartimento della Giustizia USA, insieme a un’ingiunzione delle autorità americane a nonno Bush, datata 1942, a cedere le azioni di una banca legata al Terzo Reich.
25/01/06- Romano Prodi al centro della polemica per aver detto che non vivrebbe mai a Roma. Eppure si chiama... Romano!
24/01/06- Classifica internazionale sull'ottimismo riguardo al proprio futuro, da una ricerca Bbc alla Globescan in 32 Paesi. In Italia si definisce preoccupato l'80%, in Afghanistan e in Iraq prevalgono gli ottimisti col 70 e 65%.
24/01/06- Governo Berlusconi militarista e guerrafondaio? Eppure con lui le spes sono calate allo 0.84% del Pil dall'1.08 del 2001. Mentre Fassino, in caso di vittoria promette di riportarle all'1.5.
24/01/06- Sui morti iracheni in Iraq si sparano cifre gigantesche. Saranno vere?
In BOsnia a distanza di qualche anno si sono rivelate fasulle: già nel novembre '92 a sei mesi dall'inizio del conflitto si parlava di 250.000 morti solo tra i musulmani. Secondo il Centro di documentazione di Sarajevo che ha appena chiuso il conto ufficiale furono in totale su tutti i fronti 93.837.
24/01/06- Si parla tanto dei punti di vista cattolici. Ma forse il popolo cattolico non esiste...
Ricerca Eurispes: il 68.7% dei cattolici italiani è a favore dei Pacs. il 65.6 difende la lege sul divorzio. Il 77.8 è contrario al divieto dell'eucarsetia per i divorziati. L'83.2 è favorevole all'aborto se la madre è in pericolo. Il 72.9 e il 61.9 lo giustifica anche in caso di gravi anomalie del feto o in gravidanze provicate da violenza. Addirittura persino il 21.9 anche solo per non aver figli.
24/01/06- I primi reattori forniti a Teheran erano made in Usa
1967 Gli Stati Uniti forniscono all'Iran dello scià cinque reattori nucleari chiavi in mano.
1968 L'Iran aderisce al trattato di non proliferazione nucleare.
1969 Gli Usa garantiscono assistenza all'Iran per 23 centrali atomiche da costruirsi entro il 2000.
1975 L'allora segretario di Stato americano Henry Kissinger firma un nuovo accordo nucleare con l'Iran del valore di oltre 6 miliardi di dollari.
1976 Il presidente Ford firma per la realizzazione di una fabbrica per estrarre e processare il plutonio.
1978 La rivoluzione khomeinista blocca la cooperazione nucleare tra Usa e Iran.
1995 L'Iran rispolvera le proprie ambizioni atomiche e chiama tecnici russi a riaprire la centrale di Bushehr.
2005 Il nuovo presidente Ahmadinejad decide di perseguire fino in fondo la politica nucleare, ma è da almeno due anni che gli ayatollah ambiscono a far tornare l'Iran al livello delle altre potenze regionali (Pakistan, India, Israele) che già possiedono l'atomica.
23/01/05- Gli intercettati in Italia non sono 120.00 ma oltre 5 milioni: non si intercetta solo il bersaglio della propria indagine, ma giocoforza anche tutti quelli che parlano con lui, e in un mese potranno essere almeno una cinquantina di persone.
22/01/06- Eydelie, ex mediano del Marisgli ai tempi della vittori sul Milan nella finale di Champions del '93, accusa i suoi compagni esser stati tutti dopati. Il Milan chiede il trofeo. In realtà molto probabilmente si fa solo pubblicità per un suo libro. Ma il Marsiglia va squalificato comunque: nella partita precedente quella finale aveva corroto i giocatori del Valencienne per aver vita facile nell'incontro del campionato francese. Falsando così i propri valori atletici. La federazione francese aveva punito il Marsiglia revocandoli lo scudetto ed escludendola dalle coppe per l'anno seguente.
22/01/06- Non si tratta del normale giubbotto antiproiettile ma di una versione con paratie anche per le braccia e i fianchi. Mai usato da nessun soldato o poliziotto al mondo prima di ora. Questo, non una copia rinforzata dell'attuale, avrebbe potuto salvare l'80% dei 401 marines caduti in Iraq tra aprile 2004 e giugno 2005. secondo Defense watch.
22/01/06- Discorso di Bin Laden a oltre un anno dall'ultimo. Secondo i media la sua offerta di tregua all'America equivale a una dimostrazione di debolezza. In realtà è il più classico rituale dei guerrieri islamici dai tempi di Salidino: prima di attaccarlo, proporre la tregua o la resa all'avversario. Osama l'aveva fatto anche con l'Europa prima di colpire a Londra. Dunque sta per colpire negli Usa.
22/01/06- Berlusconi e la sua campagna contro gli intrecci tra finanza rossa e amministrazioni locali, in seguito al caso Unipol. Poi si scopre che anche i 10.000 dipendenti del Biscione li ha assicurato proprio con una polizza sanitaria di Unipol.
21/01/06- I metalmeccanici hanno paralizzato per l'ennesima volta l'Italia costringendo i padroni ad un aumento di 100 euro mensili. Tutti parlano di retaggio anacronistico di una categoria marginale, Invece ben il 50.3% del nostro export lo producono loro.
21/01/06- La riforma della Cdl sull'inappellabilità del primo rado di giudizio processuale, respinta da Ciampi. E' anche questa una lege ad personam per salvare i soliti noti, oppure è davvero un desiderio sincero di giustizia?
La prova è semplice. L'inappellabilità riguarda infatti, non solo le sentenze che scaionano l'imputato con fornula piena, ma anche quelle per insufficienza di prove e per prescrizione.
20/01/06- Quel legame tra la Banca Rasini, il premier e Fiorani
E' un torrido giorno d'agosto del 1998 quando la quiete vacanziera della Banca Popolare di Lodi viene turbata da una visita inattesa. Un plotoncino di uomini della Dia venuti da Palermo chiedono di vedere gli archivi della Banca Rasini. Cercano, su incarico del pool antimafia, i conti correnti di Silvio Berlusconi e tutta la documentazione relativa alle 25 "Holding Italiana" che custodiscono il capitale della Fininvest. L'indagine è quella a carico di Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri, per concorso esterno in associazione mafiosa e riciclaggio di denaro della mafia (inchiesta poi archiviata per il Cavaliere e approdata a rinvio a giudizio, processo e condanna di primo grado per Dell'Utri). Perché la Dia cerca quelle carte proprio alla Bpl? Perché dall'aprile 1992 la banca lodigiana, capitanata da Gian Piero Fiorani, ha inglobato (fusione per incorporazione) la Rasini. Cioè il piccolo e chiacchierato istituto creditizio milanese di Via Mercanti, a due passi dal Duomo, fondato dal banchiere Carlo Rasini in società con la famiglia siciliana Azzaretto. Lì Luigi Berlusconi, il padre di Silvio, ha trascorso tutta la sua vita professionale, entrandovi da sportellista e uscendone direttore generale. E' la banca che Michele Sindona, in un'intervista dal carcere al giornalista Nick Tosches, indicò fra quelle usate da Cosa Nostra per "lavare" i proventi dei suoi affari al Nord. La banca che a metà anni 60 concede i primi crediti e fidejussioni all'Edilnord del giovane Silvio. I pm Antonio Ingroia e Nico Gozzo hanno spedito la Dia a Milano per ricostruire i finanziamenti alle Holding Italiana a cavallo fra gli anni 70 e 80, quando il finanziere Filippo Alberto Rapisarda, ex amico e poi accusatore di Dell'Utri, fa risalire i presunti investimenti miliardari del capo della mafia Stefano Bontate nell'avventura televisiva del Cavaliere.
Alla perentoria richiesta di vedere la carte della Rasini, l'ufficio legale della Bpl cade (o finge di cadere) dalle nuvole: "Della Rasini e dei conti Fininvest non ci risulta nulla". Ma il consulente della Procura Francesco Giuffrida, vicedirettore della Banca d'Italia a Palermo che partecipa alle perquisizioni, ha un asso nella manica. Tira fuori un estratto conto che dimostra l'esistenza di alcuni conti correnti intestati a Berlusconi o riferibili a Fininvest presso la Rasini. E si piazza nei vecchi uffici di Via Mercanti. A quel punto ai banchieri lodigiani torna improvvisamente la memoria: "Ci dev'essere un archivista in pensione che sa qualcosa". Il vecchietto puntualmente arriva e accompagna agenti e consulente all'ultimo piano della banca milanese. Apre cassetti. Estrae vecchi e polverosi dossier. Ed ecco ciò che gli inquirenti cercavano, o almeno una parte: la documentazione delle Holding Italiana. Che - lo si scopre allora - non sono 25, ma addirittura 38.
La Rasini emerge anche dalle indagini del pool di Milano sul patrimonio "parallelo" del Cavaliere: quello accantonato su 105 libretti al portatore accesi presso il Monte dei Paschi di Siena, la Banca Popolare di Abbiategrasso, la Comit e la solita Rasini. Tra il 1988 e il '95 i libretti, materialmente in possesso di Giuseppino Scabini (che amministra il patrimonio personale di Berlusconi), registrano movimentazioni per 130 miliardi in entrata e 126 in uscita. Poi entrano in vigore le norme anti-riciclaggio, e il "nero" verrà trasferito in Svizzera.
Oggi che dalle telefonate di Ricucci, Fiorani e Gnutti emerge il ruolo di Silvio Berlusconi nella scalata alla Rcs, torna alla mente quel vecchio legame affettivo e finanziario fra il Cavaliere di Arcore e il banchiere padano che custodisce gli archivi del suo passato. Entrato alla Bpl nel 1978 con un semplice diploma di ragioneria (si laureerà solo nel 1990, in Scienze politiche), Fiorani inizia la sua arrampicata gestendo due affari molto delicati: uno è la ristrutturazione del gruppo bancario in Sicilia (ingloba ben cinque banche sicule e fa della Lodi la seconda banca dell'isola, dopo il Banco di Sicilia); l'altro è appunto l'ingresso nella Rasini, prima con una partecipazione di controllo, poi con la fusione. Inglobandone il patrimonio, la clientela e gli archivi. Purtroppo gli archivi sono ampiamente incompleti. Alla fine la Dia e Giuffrida dovranno arrendersi di fronte alla "anomalia" di vari finanziamenti, non riuscendo a ricostruire la provenienza di almeno 113 miliardi di lire (anni 70), una quarantina dei quali giunti addirittura "in contanti". Colpa -diranno i pm al processo Dell'Utri- della condotta "poco collaborativa" della Bpl. Ma anche dell'altra banca con cui la prima Fininvest condusse gran parte delle sue operazioni: la Bnl, tramite le fiduciarie Saf e Servizio Italia e tramite la sua banca d'affari a medio termine, Efibanca. Efibanca emerge anche negli atti del processo milanese "toghe sporche": Stefania Ariosto racconta che Cesare Previti le parlò di "fondi illimitati" a disposizione di Berlusconi presso Efibanca per corrompere giudici romani. S'è poi scoperto che Previti era consulente di Efibanca fin dagli anni 70, quando l'istituto cominciò a prestare soldi alla Fininvest per l'edilizia e poi per le tv. Mutui per un totale di 230 miliardi di lire a 8 società del Biscione che - secondo un rapporto della Guardia di Finanza - "prescindono dalla prestazione delle garanzie effettive". Insomma, troppo generosi e poco garantiti. E a chi appartiene oggi Efibanca? Anch'essa alla Bpl, che l'ha acquisita nel dicembre 1999. Come su quelli della Rasini, anche sugli archivi di Efibanca è seduto oggi il ragionier Gian Piero Fiorani.
20/01/06- Con la destra più posti di lavoro precari? Sono l'83% di quelli creati. Sotto l'Ulivo erano il 65%.
20/01/06- Il cambio sull'euro(1936,27 lire) era sbagliato? Era di 990 lire per marco, favorevole al nostro export. Se fosse stato di 1500 lire come recrimina Berlusconi, le lire per marco sarebbero state 770, sfavorevoli al futuro export del made in Italy.
20/01/06- Ieri Martino ha annunciato la fine della missione Antica Babilonia entro il 2006. Ma non si tratta di ritiro, come tutti sembrano capire, anche alla Casa Bianca. Nascerà, annuncia Martino, una nuova missione civile dal probabile nome di Nuova Babilonia, che per forza dovrà avere anche una copertura militare.
20/01/06- L'ex rapito Augusto De Megni entra al GF battendo...un 'anonimo' sardo.
20/01/06- 48 miliardi in consulenze per Consorte e 48 per il suo vice Sacchetti: troppi per non essere tangenti? L'affare su cui 'consigliavano' valeva 2500 miliardi, dunque si tratta di meno del 2% a testa.
20/01/06- Quando D'alema , Veltroni, Prodi e Rutelli pranzavano con Bernheim l'opa su Bnl di Unipol non era ancora stata lanciata. L'incontro con Veltroni e Rutelli avvenne prima del 15 giugno, quello con Prodi 2 mesi prima quella data econ D'alema un mese prima. Dunque se anche avessero fatto pressioni, non era reato in oni caso. Lo svela l'ex presidente della Consob Luii Spaventa a Ballarò.
*Inoltre, anche in caso di pressioni durante l'opa, la lege considera reato solo i comportamenti scorretti: ricatti, minacce, corruzione ecc.
20/01/06- La legge sull'inappellabilità delle sentenze di primo grado, bocciata oggi da Ciampi, è giusta o no? Basta un solo esempio. Pensate se un presunto omicida viene assolto per mancanza di prove, e dopo qualche tempo si trovano nuove prove schiaccianti della sua colpevolezza. Secondo la riforma della Cdl non potrebbe più essere condannato.
16/01/06- Pranzi di Fassino, D'alema, Prodi o Rutelli con Bernheim delle Generali su Unipol/Bnl. Ma nessuno dice che se anche avessro fatto pressioni, non erano loro i decisori sull'opa, come invece Fazio.
15/01/06- Cogne bis, Taormina denuncia i suoi colleghi della difesa sulla falsificazione delle prove, appurata dali inquirenti. E loro lo controaccusano. In realtà chiunque poteva entrare in quella casa fino al novembre 05: fino ad allora la casa, sequestrata dopo l'omicidio, era stata dissequestrata per poi venire di nuovo sequestrata per nuove analisi.
15/01/06- In Ungheria la Commissione Mitrokhin trova riscontri sulla rete del superterrorista Carlos, l’attività del suo braccio destro e i viaggi in Italia.
Se sulla strage di Bologna non è mai stato apposto alcun segreto di Stato, persistono invece altri due sigilli che vanno a supportare la «pista araba» per la bomba alla stazione del 2 agosto 1980: un primo segreto impedisce la conoscenza dell'accordo tra Italia e i palestinesi del Fplp, un secondo è invece collegato ai trasporti di armi ed esplosivi di gruppi terroristici arabi. Ciò serve a capire come la riapertura a Bologna di una nuova inchiesta che punta verso il Medioriente e la rete Separat del superterrorista Carlos,possa portare lontano. Allo stato delle nuove prove raccolte in queste ore dalla commissione Mitrokhin in trasferta in Ungheria, si delineerebbe con sempre maggiore chiarezza una holding terroristica eterodiretta da Mosca, con Carlos «braccio operativo» e Gheddafi «mente finanziaria».
La documentazione raccolta e gli incroci sin qui effettuati porterebbero a suffragare l'ipotesi di una strage voluta per ritorsione alla violazione dell'accordo bilaterale fra «soggetti istituzionali» italiani e i vertici del Fplp (movimento marxista-leninista diretto da Wadi Haddad,«agente di influenza» del Kgb secondo il report Impedian), accordo peraltro non smentito dalla recente intervista di Carlos al Corriere della Sera. Stando agli atti dell'inchiesta del giudice Carlo Mastelloni sui traffici d'armi fra Olp e Br, proprio per scongiurare attentati nel nostro Paese il «patto» ottenne la benedizione di Aldo Moro all'indomani della strage del 17 dicembre 1973 a Fiumicino. Il 7 novembre 1979, però, gli arabi considerarono tradito quel patto a causa - è sempre Carlos che ne dà conferma - del sequestro a Ortona dei missili Strela e all'arresto di tre esponenti dell'Autonomia operaia (Pifano,
Nieri e Baumgartner) di un marittimo (il siriano Nabil Kaddaura già fermato in Grecia con 200 chili di tritolo) e del rappresentante in Italia dell'Fplp (il palestinese Abu Anzeh Saleh) considerato organico al gruppo Carlos nonché uomo vicino agli 007 italiani, come ammesso al Corriere dallo stesso Carlos («Saleh manteneva contatti con i Servizi italiani, per noi l'Fplp era l'organizzazione madre, unita a noi da relazioni politiche e personali»). La condanna a sette anni di Saleh - il cui indirizzo bolognese verrà rintracciato fra i documenti del terrorista di Separat, Michel Walid, quale recapito per rintracciare granate e dinamite - fece da detonatore a una violenta crisi politica. Nel gennaio del 1980 il direttore del Sismi rischiò la destituzione per aver nascosto a Palazzo Chigi la «connection araba» che dal Libano passava per Ortona e finiva dritta a Carlos, come si evince da una carta ungherese trasmessa alla procura di Roma sulla «lista della spesa» di armi ed esplosivi compilata proprio dallo «Sciacallo», con in cima i missili di Ortona. Se gli arabi protestavano per la violazione dell'«accordo»,Cossiga protestava coi Servizi che si dissero di avere sempre accontentato l'Fplp per evitare guai peggiori. A ridosso delle stragi di Ustica (27 giugno) e Bologna (2 agosto) nonché del processo d'appello per Saleh (11 luglio) venne lanciato un ultimatum con minacce di ritorsione, segnalato in più informative dal capo dell'Ucigos, Gaspare De Francisci. Ritorsioni di cui Carlos era un habitué visto com'era solito piazzare tritolo sui treni Tgv.
Arriviamo così agli 85 morti del 2 agosto 1980. Un mese dopo parte il depistaggio del Sismi con un'intervista sul Corriere del Ticino al leader del Fplp,Abu Ayad, che sposta l'attenzione dalla pista araba alla pista dei bombaroli neofascisti addestrati in campi palestinesi. Per i giudici è «il momento iniziale del depistaggio» che porterà poi alla nota operazione «terrore sui treni» organizzata dai nostri Servizi (in una pagina dell'agenda del generale Santovito si legge della volontà di depistare la strage verso ambienti della destra), e che trova riscontri nelle carte visionate ieri dai commissari della Mitrokhin a Budapest a proposito dei viaggi di armi ed esplosivi di Carlos in Italia nel 1984 proprio a ridosso della strage del «rapido 904»,peraltro già attribuita a Carlos in un rapporto della Stasi del 18 gennaio 1985.
Quel che poi la commissione Mitrokhin ha scovato a Budapest sono i riscontri al ruolo sempre più «operativo» del braccio destro di Carlos, il tedesco Thomas Kram, esperto di esplosivi, arrivato a Bologna la notte precedente la strage e ripartito l'indomani mattina, subito dopo la strage. Il 30 luglio a Ponte Chiasso la polizia gli trovò una corrispondenza con una certa «Heidi», alias Margot Frohilich, che dopo aver piazzato una Opel col tritolo sotto il giornale Al Watan al arabi a Parigi,nel giugno 1982 verrà fermata a Fiumicino con una valigia di tritolo assolutamente compatibile con quello utilizzato a Bologna. Sempre da Budapest arriva poi la riprova che Kram, il 2 agosto, riparò velocemente in Ungheria dove Carlos aveva una base sicura insieme alla Frohilich, entrambi in forza alle alle Cellule rivoluzionarie di Johannes Weinrich, legato a Carlos per l'attentato all'aereo della El Al a Orly nel '75. Con gli ultimi due avrebbe agito un cittadino veneziano che nelle prossime ore potrebbe essere convocato in procura.
Tutti farebbero parte della rete Separat eterodiretta dal Kgb, di cui sarebbe stata una pedina un alto funzionario della Cia, in servizio a Roma nell'anno della stragi, successivamente arrestato perché scoperto nel doppiogioco con Mosca. «Siamo alla svolta - spiega Enzo Fragalà di An - fra queste carte ci sono sia le prove dei legami fra Carlos, le Br la Stasi e i Servizi ungheresi. E poi riscontri sul patto fra i nostri vecchi 007 e gli arabi, una pista che porta dritto a Bologna... ».
15/01/06- Sharon morente: amici e nemici lo santificano per la svolta di Gaza, ma...PRIMA DEI MASSACRI DI SABRA E SHATILA NEL 1982 IN LIBANO, SI ERA DISTINTO CON UNA SERIE DI STRAGI LA CUI LISTA E' TROPPO LUNGA, TRA CUI "IL MASSACRO DI UNA SESSANTINA DI PALESTINESI NEL VILLAGGIO DI KIBYA NELL'OTTOBRE 1953, DA PARTE DEL 'COMMANDO 101' AGLI ORDINI DELL'UFFICIALE SCELTO ARIEL SHARON.
INvece sul dogma di aver scatenato con la sua passeggiata sulla spianata delle moschee la seconda Intifada...
Sbaglia chiunque pensi che l’intifada sia scoppiata a causa della famigerata passeggiata di Sharon alla moschea di Al-Aqsa – ha dichiarato ad esempio il ministro dell’Autorità Palestinese per le comunicazioni Imad Al-Faluji il 3 marzo 2001 ad Al-Safir – L’intifada era stata programmata in anticipo sin da quando il presidente Arafat era tornato dai negoziati di Camp David [luglio 2000], dove aveva rovesciato il tavolo del presidente Clinton”. Mentre il capo terrorista Marwan Barghouti, attualmente in carcere, dichiarò al Jerusalem Times l’8 giungo 2001: “L’intifada non è iniziata per la passeggiata di Sharon alla moschea di Al-Aqsa. L’intifada è iniziata perché i palestinesi erano contrari al processo di pace nella sua forma precedente.
15/01/06- Berlusconi attacca Fassino D0alema Prodi e Rutelli sui pranzi col presidente delle Generali Barnheim(8.7% delle azioni Bnl), nell'ambito del caso Unipol. Intanto Fiorani ha dichiarato ai iudici che incontrò due volte Berlusconi, a Roma e in Sardegna, una volta col maggiore fan di Fazio (Grillo di Fi), per spiegargli il progetto dell'Opa su Antonveneta.
14/01/06- Senatori e deputati si aumentano lo stipendio del 6%, per adeguarlo a quello dei presidenti di sezione della cassazione. Dunque neutralizzato il taglio del 10% delle indennità, deciso dalla finanziaria di Tremonti 2005, che in realtà si era fermato al 6%. Il trucco sta nella formulazione tremontiana:si è stabilito che la 'misura massima' dell'indennità dei parlamentari andava ridotta del 10%. E fino al dicembre scorso questa era al 96% dello stpendio per i parlamentari.
13/01/05- A un anno dall'introduzione della legge sul fumo si tirano le prime somme. Ma lo stato è sempre il primo azionista del fumo: il 75% del prezzo del pacchetto va allo stato sotto forma di tasse. solo il 13 ai produttori, il 10 ai tabaccai, il 2 alla distribuzione.
12/01/05-Berlusconi fustiga la sinistra sulla vicenda Unipol con l'accusa di aver voluto trarre vantaggio economico attraverso la politica. E lui con le sue tv? Non fu Craxi a permetterli di diventare il monopolista privato con legi ad hoc?
11/01/05- A Nassiriya e nell'intera provincia del Dhi Qar non esistono attualmente pozzi di petrolio. Né ce n'erano in passato. Tanto che la stessa popolazione locale è costretta a soddisfare il proprio fabbisogno importando il greggio dal nord (Baghdad) e soprattutto dal sud (Bassora). Se ne deduce che gli italiani non sono in Iraq per sfruttarne le risorse petrolifere. Anzi, persino la nostra base, Camp Mittica, si approvvigiona acquistando petrolio da fuori e precisamente dal Kuwait, che ci presenta una bolletta da 3.7 milioni di euro l'anno. Mentre la famosa raffineria di Nassiriya, quella che secondo certa stampa sarebbe stata guardata giorno e notte dai nostri militari in vista di un suo sfruttamento da parte dell'Eni, non solo non ha mai avuto alcun contatto con l'azienda petrolifera italiana, ma proprio grazie agli interventi del Cimic (la cooperazione dell'esercito) ha ripreso a funzionare in favore della popolazione. Dopo esser stata cannibalizzata per anni dagli uomini di Saddam. E la sua gestione, sicurezza compresa, è interamente in mano al ministero del petrolio di Baghdad. L'impianto in disuso, attribuito alle mire dell'Eni nelle immagini del reportage dietrologico di Rai 3 basato su un'interrogazione parlamentare, altro non era che una semplice struttura di stoccaggio come ce ne sono a decine nella zona, spacciata per raffineria. Eppure nel nostro Paese è ormai un dogma incrollabile il fatto che l'Italia sia andata in Iraq per sfruttarne il petrolio in chiave commerciale. Peccato che in zona pare non si sia mai intravisto nemmeno un
inviato del Mae (ministero degli affari esteri) o delle attività produttive. Un'assenza clamorosa
che può spiegare come mai il portavoce del contingente colonnello Giuseppe Perrone, prima della nostra partenza, ci abbia fatto latori di un paradossale appello: " Ci venissero a Nassiriya le nostre aziende: col loro aiuto allora sì che si potrebbe avviare un programma di ricostruzione davvero all'altezza delle aspettative della popolazione irachena". E anche, aggiungiamo noi, guadagnarci magari qualcosina, a livello di sistema Paese, da questa benedetta missione. Finora caratterizzata da un'opera di volontariato a fondo perduto, oltre che da una serie di polemiche infamanti quanto irreali.
Le grandi cisterne recano tutte una piccola bandiera italiana sullo sfondo verde militare. E fanno bella mostra a Camp Mittica nel recinto del rifornimento, accanto al distributore di benzina, ai grossi camion per il trasporto del combustibile e a una messe di bidoni col logo di un sole che ride, pronti per l'uso. Ma il luogo di provenienza del prezioso contenuto è inequivocabile: Kuwait. Comincia così la nostra indagine sulle presunte relazioni inconfessabili fra Antica Babilonia e l'oro nero iracheno. Con la scoperta della prova regina che scagiona gli italiani dall'accusa di ripagarsi la missione saccheggiando le ricchezze locali, stornate dal capitolo ricostruzione come faceva a Baghdad la Cpa sotto Paul Bremer. Per giorni abbiamo addirittura insinuato che qualche carico di combustibile si nascondesse sulla misteriosa ex torre dell'acqua che svetta al centro della base. Finchè non è emersa una bizzarra verità: per il gasolio dei mezzi di camp Mittica, il kerosene per il generatore e la benzina degli aviogetti dell'aeroporto di Tallil, paghiamo una bolletta, e nemmeno agli iracheni ma ai kuwaitiani. In realtà per i primi due anni circa di missione ce la fornivano gratis, nell'ambito dei risarcimenti dovuti dal piccolo emirato all'Occidente a seguito della liberazione del 1991. Ma a luglio ci hanno comunicato che per il 2005 pagheremo ai tramiti degli emiri (gli americani) 26 centesimi al litro per spese di carico, scarico e distribuzione. Considerato che il consumo mensile della missione ammonta a 300.000 litri per i mezzi d'autotrazione, 800.000 per i gruppi elettrogeni, e 100.000 per la voce Avio, la spesa annuale si situa attorno ai 3.7 milioni di euro. Intanto la benzina costa al cittadino di Nassiriya 4 centesimi di dollaro al litro, meno di 80 lire: il governatore la mantiene artificialmente bassa, ancorata ai 50 dinari litro. Ma per noi è impossibile spendere meno comprando sul mercato locale. E' un luogo comune che il Dhi Qar galleggi sul petrolio, in realtà Saddam aveva solo fatto svolgere delle esplorazioni preliminari, ma neanche un singolo pozzo è mai stato scavato. E peraltro i giacimenti potenziali, con 2 miliardi di barili di riserve, sarebbero solo i sesti del Paese, molto dietro i 21 miliardi di Al Majnoon, i 15 di West Qurna, i 6 di Bin Umar ecc. Ce lo conferma il tenente del Cimic e ingegnere petrolifero Giusy Tarsia, colei che più si è occupata (per sette mesi) della materia, in qualità di supervisore dei lavori alla raffineria. "Sembra incredibile-afferma- ma anche sulle più dettagliate carte militari non è segnalato un solo pozzo attivo in tutta la regione". Il problema è che Saddam non investì uno spicciolo da queste parti. E tuttora il ministero del petrolio non provvede nemmeno alla ristrutturazione dei distributori cittadini, effettuata sempre a carico del Cimic. Quanto alla raffineria, tra Opc e Odc (Oil pipeline e Oil distribution company) riesce a stento a raffinare, stoccare e distribuire il carburante necessario agli abitanti del Dhi Qar per riscaldarsi e viaggiare in auto, anch'essa importandolo. E pure qui c'entra Saddam. Il quale cannibalizzò per anni l'impianto di Nassiriya ricavandone i pezzi di ricambio per quelli di Baghdad e Bassora, non potendo ordinarne di nuovi a causa dell'embargo. Solo grazie all'assistenza del Cimic si sta riattivando ad esempio la terza torre di raffinazione sulle quattro esistenti. Dopo aver già provveduto ad illuminare il perimetro del sito in chiave sicurezza, ripristinato le pompe, fornito materiale elettrico per il mantenimento, un generatore da 100 chilowatt, nuove stazioni per la regolazione, un poliambulatorio per gli incidenti sul lavoro e materiale antincendio. Con le nuove apparecchiature italiane sarà possibile inoltre completare il rifornimento di un'autocisterna da 30.000 litri ogni 20 minuti invece che in 45. Tutto ciò senza alcun coinvolgimento dell'Eni, il cui cane a sei zampe campeggia innocuo soltanto sui generatori di campo Mittica, prodotti da Cogemi. La missione italiana in Iraq, a differenza di quelle angloamericane, non ha mai fatto uso di contractors privati ad essa 'contigui'. Anche la guardia alla raffineria, comunque situata all'esterno della città, la fa una società irachena su incarico diretto del minister of oil. Non certo gli italiani, come sostenuto in un'interrogazione da Di Pietro, Occhetto e Tana De Zulueta, secondo cui la prima base italiana a Nassiriya, la Maestrale ex White Horse (quella della strage in pieno centro), si sarebbe scelta apposta a pochi metri dalla struttura. Gli unici civili italiani che danno un contributo alla missione, ma sempre da ufficiali del Cimic, sono dei singoli professionisti di altissimo livello, chiamati per la prima volta dalla cosiddetta riserva selezionata. Sono loro a elaborare i 'progetti di impatto veloce' che han permesso dalla seconda metà del 2005 di sveltire una serie impressionante di lavori in cantiere. Un compito che in condizioni normali spetterebbe ai tecnici dell'Onu. Senonchè la prevista missione Unami (United nations assistance mission for Iraq) a Nassiriya non ha mai messo piede. Al pari di Ong o protezione civile. Fortuna per gli iracheni che a supplire sono arrivati quelli dell'esercito col Cimic. Loro sì dei veri 'volontari'.
11/01/05- Salvo un paio di installazioni militari, Nassiriya non è mai stata bombardata. Né dagli americani né tantomeno dagli italiani. La grande battaglia del 2003 per la conquista della città si svolse in zona desertica all'esterno del centro abitato. E durante quella dei ponti del 2004 gli italiani non possedevano artiglieria. Ecco perché è sbagliato definire ricostruzione tutto quello che il nostro contingente sta facendo in loco a favore della popolazione civile, ed è tantissimo. In realtà si tratta di costruzione ex novo, visto che ai tempi di Saddam, e dunque ben prima della guerra, quest'area risultava sprovvista perfino dei servizi minimi di cui una comunità numerosa riesce solitamente a dotarsi. Complice l'atavico odio del raìs per gli sciiti, che addirittura tentò di affamare chiudendo i canali paludosi della mezzaluna fertile. L'equivoco si deve in gran parte alla campagna di disinformazione della stampa nostrana. Basta un esempio emblematico: si sente ripetere fino alla nausea che nel Dhi Qar oggi hanno la corrente solo per 12 ore al giorno, senza aggiungere che con Saddam erano 4. Ma c'è un aspetto forse ancor più sorprendente circa il programma italiano di aiuti: esso è frutto di un'opera di puro e semplice volontariato. Nella risoluzione Onu che sollecita e autorizza l'intervento della forza multinazionale si cita infatti, tra i compiti affidati alle truppe, solo quello di garantire la cornice di sicurezza che permetta la nascita del processo democratico. Neanche un cenno alla ricostruzione, o a un'eventuale costruzione dal nulla. Ovvero all'enorme lavoro profuso sul campo dai militari/genieri del Cimic, il dipartimento per la cooperazione civile e militare nell'ambito della missione dell'esercito Antica Babilonia, guidato con piglio manageriale dal comandante modenese Manuel Solastri. I cui progetti in materia di strade, fogne, scuole, energia, acqua potabile, sanità e quant'altro -ereditati dalla farraginosa gestione a guida civile targata Cpa- hanno cominciato ad accelerare proprio da quando l'incarico del Cimic, per effetto di una decisione illuminata, è divenuto per la prima volta da reparto a sé, conferendo maggiore libertà di manovra e una continuità dei finanziamenti.
Partiamo dalla classica notizia che non esce. Un fatto ignoto financo a chi si occupi di Iraq in una redazione, in quanto constatabile solo coi propri occhi. Arrivando a Nassiriya, specie quando uno è già stato a Kabul e a Bagdad, è quasi impossibile non fare paragoni con gli altri epicentri della guerra al terrore. I bombardamenti sulla capitale irachena e il martellamento pesante su quella afgana li abbiamo sperimentati di persona. Denunciando lo scarso acume delle bombe 'intelligenti', e documentandone gli effetti: numerosi palazzi spesso civili saltati in aria, porzioni di interi quartieri ridotti in rovina, voragini e crateri in mezzo alle strade, o ancora la centrale elettrica e quella telefonica annichilite quasi una volta al giorno durante le prime settimane del conflitto. Ebbene, anche a Nassiriya ci saremmo aspettati di trovare i segni, magari sfuocati, di una situazione analoga. D'altronde la battaglia che porta il nome della città passò alle cronache come una delle più dure, nel corso della cavalcata americana verso Baghdad nel marzo 2003. E invece, girando per il centro abitato, e raccogliendo testimonianze incrociate da fonti civili, militari e giornalistiche, non si trova la minima traccia di una tempesta di fuoco. Nemmeno le tipiche strisciate o i parziali annerimenti che caratterizzano i prospetti degli edifici in una guerra a bassa intensità come quella israelo palestinese, a Ramallah o a Beit Lehem. Gli unici edifici colpiti con certezza dalle bombe americane furono la centrale del servizio segreto di Saddam, il Mukhabarat, e un paio di basi militari alle porte del capoluogo. Quanto alle successive battaglie sui ponti fra soldati italiani e ribelli giunti da fuori provincia, si è trattato di scontri con armi leggere, quasi un corpo a corpo da trincea. E non poteva essere diversamente, visto che l'artiglieria pesante, quella che permette di colpire a grande distanza e in maniera indiscriminata ampi bersagli, il nostro contingente non l'ha mai avuta, a ennesima dimostrazione dell'intento umanitario della missione. Lo stesso spirito che, tradotto in regole d'ingaggio, ci ha impedito di colpire l'ospedale da dove i miliziani sparavano indisturbati sulla base Libeccio.
Una volta assodato quindi che la Nassiriya dei tempi di Saddam era praticamente identica a quella in cui sono sbarcate le nostre truppe a metà 2003, si può azzardare un paragone a prova di smentita tra la condizione degli iracheni del Dhi Qar al tempo della dittatura e i cambiamenti apportati dagli italiani. Delle ore di elettricità nelle case di Nassiriya, triplicatesi, abbiamo già accennato. Ora spieghiamo il perché. La centrale cittadina, situata proprio sulla strada da Camp Mittica al capoluogo, in conseguenza della sua posizione geografica di snodo fra nord e sud è sempre stata una delle più grandi del Paese, persino superiore a quella di Baghdad. Avrebbe potuto comodamente servire i bisogni della provincia, senonchè Saddam e i suoi la riconvertirono in modo da dirottarne la produzione verso la capitale e Bassora. All'occorrenza -leggi compleanno o celebrazioni varie di Saddam e della sua corte- pare che Nassiriya venisse addirittura lasciata nelle tenebre per giorni. Il settore energetico non era però l'unico a subire le bizzarrie degli Hussein. Il direttore del quotidiano locale, Abdul Odah, ci ha raccontato che del bilancio stanziato a livello centrale per Nassiriya ai tempi del Baath, non ne arrivava realmente più del 5%, una cifra irrisoria oggi moltiplicatasi per quindici. E infatti il sistema fognario urbano era inesistente: i liquami finivano senza precauzioni nel fiume Eufrate. L'acqua, a sua volta pescata dal grande fiume, non veniva depurata, causando infezioni e malattie. Le rare scuole erano poco più che ruderi senza equipaggiamento e supporti didattici. I pochi telefoni funzionavano solo a brevissima distanza, modello walkie talkie. Le strade erano asfaltate solo nel centro e all'ingresso di Nassiriya, col resto della regione fermo all'era degli Ziqqurat. L'ospedale somigliava a una cattedrale vuota ed inutile. Perfino l'edificio del governatore si presentava a dir poco cadente. Mentre nella provincia gli agricoltori non potevano nemmeno più coltivare la terra. Resa sterile dalla folle chiusura, dal '91 in poi, delle condotte e dei canali irrigui che rendevano da sempre fertile la Mezzaluna irachena nella zona delle paludi (Marshlands district). E dire che proprio qui, in virtù della straordinaria generosità del suolo, si sviluppò qualche millennio fa la prima civiltà storica umana, coi sumeri e poi con gli assiro-babilonesi. Da un solo punto di vista con Saddam andava 'meglio': c'erano in giro meno rifiuti e spazzatura, triste sintomo del decennale embargo che impediva il libero scambio e dunque il consumo delle merci.
Grazie all'opera degli italiani ora tutto è se non altro molto diverso. Lasciamo parlare numeri e dati del Cimic, poi ognuno sarà libero di giudicare. Il totale dei progetti messi in cantiere solo negli ultimi 4 mesi è 91, di cui 23 nel settore acqua, 17+3 nella sanità, 20 per le strutture/materiali, 7 nelle strade, 5 nell'energia, 5 nelle pubbliche infrastrutture, 8 nell'istruzione, 3 nell'elettricità. Quelli conclusi solo fra settembre e 23 dicembre 2005 sono 29, per un valore di 1 milione di dollari più 406.000 euro. I progetti in corso di svolgimento restano 53 (per 3.3 milioni di euro + altri 539.000 dollari). Da agosto a Natale i cantieri visitati sono stati 189, i km percorsi 22.129. Per dare un'idea citiamo qualche progetto già terminato, del quale abbiamo fotografie comparative tra il prima (tempi di Saddam) e l'oggi (opera terminata). "Ripristino, ristrutturazione o realizzazione stazioni dell'acqua ad An Nasr, Al Fadlia, Al Karama, Al Eqtesadein, Al Shalog, Al Shufa, realizzazione rete idrica di Al Chibaish. Realizzazione strade as Al Esdenawaja (1 km), Al Zihariah (4 km). Realizzazione scuola 'Ibrahim Al mujaab' a Suq Ash Shuyukh, e della scuola di Al Esdenawaja. Ristrutturazione rete fognaria di Nassiriya. Lavori presso l'ospedale di Nassiriya (incendiato dagli insorti in fuga): ricostruzione delle corsie e della hall, costruzione alloggio per infermieri, riparazione ascensori e sistema antincendio, lavanderia, riparazione sistema di condizionamento, ristrutturazione bagni. Costruzione poliambulatori ad Al Hajim, Al Shakhaarah. Fornitura comando vigili del fuoco di Al Shatrah". Il 13 dicembre sono iniziati finalmente anche i lavori per la stazione di pompaggio, potabilizzazione, filtraggio e distribuzione dell'acqua della città di Nassiriya. E l'elenco potrebbe continuare all'infinito, senza scordare le innumerevoli distribuzioni di viveri, giocattoli o materiale scolastico, dall'orfanotrofio ai villaggi più sperduti, cui abbiamo avuto la fortuna di partecipare anche noi. Questa è la 'guerra' degli italiani in Iraq. Fossero tutte così. Il totale dei progetti Cimic dall'inizio di Antica Babilonia è 594, per un investimento di 18.711.278 euro. Quelli già conclusi nell'arco delle 8 missioni, con fondi misti nazionali e della coalizione, è pari a 531 per un importo di 13.838.617 euro. Gli altri 63 sono tuttora in corso.
Il nuovo clima di libertà ha poi spianato la strada alla libera impresa. Il cui simbolo è diventato proprio l'ex edificio della strage italiana del 12 novembre 2003: sulle macerie della base Maestrale, ex Animal House, da due mesi sorge la lussuosa camera di commercio di Nassiriya, con 100 imprenditori già all'attivo. Non a caso nella periferia urbana, tra le ville dei nuovi ricchi spuntate come funghi, è tutto un fiorire di piccole botteghe e officine artigiane che producono dai divani ai piccoli compressori. Sono inoltre comparsi i cellulari, grazie alla rete della Iraqi communications company che copre tutta la città. La disoccupazione c'è, ma il dato ufficiale (25-40%) è meramente teorico: come in tutti i Paesi arabi infatti il lavoro nero non sembra mancare, coinvolgendo persino un terzo dei minori fra gli 8 e i 16 anni. Certo per vivere occorre lavorare, mentre con Saddam tre quarti delle famiglie le manteneva lo stato distribuendo generi alimentari e sapone con una tessera mensile ad hoc. Eppure i casi malnutrizione infantile si sono già ridotti dal 50 all'8%. E qualcuno già sogna la valuta pregiata che porteranno i futuri turisti, trasformando il Dhi Qar nell'eldorado archeologico del nuovo millennio.
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11/01/05- "Gli italiani non devono andare via, ma continuare a restare per aiutarci, nella provincia del Dhi Qar". La pensa davvero così il cittadino medio di Nassiriya, con punte del 99%. E stavolta non si tratta di un'opinione occasionale inserita al volo in qualche tg, o montata ad arte selezionando le interviste alla fonte. Al fine di sondare il tendenziale orientamento degli iracheni circa la nostra missione, noi abbiamo fatto le cose più seriamente, inviando sul campo alcuni imparziali interpreti locali che per qualche giorno hanno battuto il territorio. Raccogliendo 300 risposte a 3 diversi quesiti in merito all'opportunità che il contingente italiano abbandoni quel teatro di crisi. Insieme ad un'inaspettata quanto spontanea marea di riflessioni, pensieri, suggerimenti, lamentazioni, ringraziamenti. Tutti firmati con nome e dati personali (età, occupazione) da gente comune, quella che si incontra tra il suq, il car market e Al Habubi district, la via centrale dei negozi. Tanto che il portavoce del nostro contingente, il Colonnello Giovanni Perrone, ci ha chiesto di fotocopiargli il corposo faldone, giudicandolo una testimonianza importante anche per l'archivio dell'ufficio pubblica informazione dell'esercito. Forse non avrà un valore scientifico al 100%, ma costituisce un test già molto indicativo sul punto di vista dei diretti interessati, circa la nostra presenza in zona. Realizzato in maniera anonima senza insegne riconducibili alle forze 'occupanti'. Specie all'indomani della nuova polemica sul ritiro dei nostri soldati, innescata in Italia tra le fila dell'opposizione dalla visita del capogruppo Ds Violante a Camp Mittica, in occasione del capodanno. Al cosiddetto popolo della pace replicano dunque per la prima volta gli iracheni stessi. Del tutto ignari delle strumentalizzazioni di vario colore giocate sulla loro pelle qui in Occidente, dove è ormai un dogma quello della presunta volontà da parte loro di liberarsi immediatamente delle truppe straniere. Dimostrando per giunta d'aver compreso molto meglio di noi lo spirito profondo che anima l'operazione 'Antica Babilonia'.
C'è il giudice che scrive una pagina intera per ringraziare l'Italia di aver curato la sua figlioletta malata, spedita a tempo di record in un ospedale del nostro Paese. Il piccolo commerciante che ci invita a risolvere i problemi di un traffico a suo dire impazzito, a partire dalla caduta del regime. O ancora la madre di famiglia preoccupata per il futuro dei suoi sette figli nel caso di una prematura partenza dei soldati italiani, visti quasi come angeli custodi. C'è un po'di tutto nelle centinaia di pagine consegnate ai 'sondaggisti' incaricati da Libero. Un caleidoscopio dei sentimenti contrastanti che animano il popolo iracheno a poco meno di 3 anni dal crollo della dittatura baathista. Paure, speranze, preoccupazione, gratitudine. E soprattutto il sorprendente desiderio di non vedere andar via il distaccamento italiano, percepito nella maggioranza dei casi come il contrario di una minaccia: una specie di assicurazione sulla vita. La questione è da tempo una delle principali nel dibattito politico nazionale. Il giudizio sull'utilità della missione a Nassiriya divide com'è noto quella parte dell'opposizione più vicina ai no global dal governo, accusato d'aver partecipato per compiacere gli Usa a un'avventura militarista invisa alla popolazione irachena. Una posizione più ambigua hanno invece i Ds e la Margherita, i quali pur sposando a parole la tesi del ritiro immediato, lo condizionano alle richieste dei governanti iracheni. Ad ogni modo la discussione sul ritiro sarà uno dei temi forti dell'ormai prossima campagna elettorale, e ove l'Unione prevalesse, potrebbe essere il primo provvedimento adottato dal nuovo governo di centro sinistra sotto il ricatto di Bertinotti e Verdi. Persino Berlusconi, per togliere una potente arma al suo competitor, ha avviato una progressiva riduzione del contingente, a differenza di altri alleati di ferro quali Corea, Romania o Australia. Quanto invece al popolo di Nassiriya, si dà per scontato che se potesse scegliere in piena autonomia -bypassando il governatore che pure si son votati- manderebbe al diavolo tutto l'Occidente italiani inclusi. Ma è davvero così?
Per averne la prova, in un senso o nell'altro, occorreva porgli tre domande opportunamente differenziate. La prima rappresenta il quesito secco: "Volete che i soldati italiani se ne vadano da Nassiriya?". Le altre due pongono invece il problema in termini meno propagandistici e più corretti sotto il profilo geopolitico. Se gli italiani abbandonassero il campo sul modello degli spagnoli con Zapatero, la regione del Dhi Qar (grande come la Campania e con gli abitanti della Liguria) non verrebbe infatti lasciata a sé stessa. Solo un ingenuo può pensare che gli americani, o più probabilmente gli inglesi, non prenderebbero in qualche modo il nostro posto. Tanto più che Nassiriya costituisce proprio il trait d'union geografico tra il nord ribelle e il sud sciita. Un'area vitale per garantire i rifornimenti alle truppe Usa nel triangolo sunnita e a Baghdad, passando per l'aeroporto di Tallil già oggi controllato in coabitazione con gli italiani dalla U.s. air force. Ma un'area preziosissima anche per la resistenza e i terroristi, che potrebbero farne una roccaforte logistica naturale in chiave antiamericana, peraltro contigua all'Iran. In breve, la seconda domanda non poteva che essere: "Volete che i soldati italiani si ritirino, e che al loro posto, come certamente accadrà, arrivino americani o inglesi?". Con la terza abbiamo poi messo l'accento anche sull'aspetto umanitario della missione, chiedendo: "Volete che i soldati italiani restino, continuando a svolgere lo stesso compito di oggi: aiuto e solidarietà verso i bisogni della popolazione (elettricità, strade, fogne, scuole, economia, sanità ecc.)?". Ed ecco i risultati. Col primo quesito, quello secco, coloro che ci chiedono di rimanere vincono solo di misura su quanti auspicano il ritiro: 55% contro 42%, più un 3% che non sa o non risponde. Mentre passando al secondo, addirittura il 99% degli intervistati afferma di preferire che gli italiani rimangano per evitare l'arrivo degli anglo-americani. E anche con il terzo quesito 'umanitario', la percentuale dei favorevoli a che le nostre truppe continuino il lavoro che stanno già svolgendo è del 94%, contro un 3% di contrari e un altro 3% che non sa o non risponde. Insomma il trend più probabile indica come la maggioranza rigetti il nostro ritiro in ogni caso. E il dato diventa un plebiscito se solo si pensa alle conseguenze della nostra partenza, e ai frutti positivi che la missione arreca alla comunità. Altro che l'80% di "fortemente contrari" alla presenza occidentale rilevato nel nord sunnita appena qualche giorno fa dal quotidiano britannico Independent.
Il punto che non si vuole capire è che esistono vari Iraq, come è ovvio in un Paese creato a tavolino ai tempi del colonialismo. Anche secondo Abdul Jabbar Odah, direttore del giornale Al Nassiriya (l'unico libero in città), la percentuale dei favorevoli alla permanenza degli italiani nel capoluogo tra le persone più acculturate supera l'85%, per scendere solo di poco nei villaggi rurali arretrati e tradizionalisti della provincia. E lui ha certo il polso della situazione, parlando continuamente con la gente per via del suo lavoro, focalizzato in massima parte sui bisogni popolari e le risposte più o meno efficaci da parte della Coalizione. Questo il tema che tira al momento, essendo la cronaca bellico-terroristica, come abbiamo dimostrato ieri, del tutto inesistente sulle pagine della stampa locale da almeno un anno. Odah spiega il favore che circonda la presenza italiana con due fattori: "Rispetto agli americani, voi siete meno arroganti, ci trattate da pari a pari, non ci guardate da un gradino più alto. Inoltre siete discreti, non sbandierate la vostra forza con la gente o con le autorità locali". Tutto ciò è tanto vero che addirittura uno degli intervistati del nostro sondaggio pare abbia risposto in maniera involontariamente comica: "Ma di quali italiani state parlando. Io non li ho mai visti. Dove sono?". E proprio per farsi conoscere di più, la sezione del contingente addetta alle cosiddette psy-ops (operazioni psicologiche) periodicamente fa attività di volantinaggio per le vie di Nassiriya. In realtà realizza una specie di 'pubblicità progresso', distribuendo un giornalino che reca consigli utili in materia di sanità, sicurezza, rapporto con i soldati della Coalizione. E con cui al contempo si segnala alla popolazione tutto quello che gli uomini della missione hanno costruito di buono riguardo a infrastrutture e servizi. A cominciare dall'assistenza più varia prestata solo negli ultimi tre mesi a più di 5000 iracheni alla reception di Camp Mittica. Considerato che una famiglia media è composta da 10 persone, anche così si spiegano i numeri del nostro piccolo sondaggio. Oltre che coi frutti dell'attività di mentoring, tutoring e governance training (addestramento all'autonomia decisionale) su polizia irachena e nuova classe dirigente locale, nell'ambito di una politica di collaborazione con gli onnipresenti clan tribali. Tutto un lavoro sotterraneo, e sempre in qualche modo 'psicologico', che sarebbe impossibile -è essenziale rimarcarlo- senza l'inestimabile cornice di sicurezza e di discreto controllo del territorio messa in opera quotidianamente dall'esercito italiano attraverso le pattuglie della brigata Ariete di Pordenone in primis, con l'ausilio delle squadre speciali di aeronautica e marina.
Ma il vero rischio per il Dhi Qar, se gli italiani si ritirassero, ha anche un altro volto più subdolo, finora rimasto sullo sfondo: quello dell'aggressivo espansionismo iraniano. Gli analisti più attenti parlano apertamente del sogno di Tehran di riunire le 9 province sciite del sud dell'Iraq in un unico Shi'iteistan federato in prospettiva con la Repubblica islamica d'Iran. A tale obiettivo lavora, come dichiarato nel programma elettorale, Abdel Aziz Al Akim. Il leader del braccio armato iraniano in Iraq, la Badr organization, oltre che del partito probabile vincitore delle recenti elezioni parlamentari, lo Sciri. Il quale secondo il direttore Odah, ha trionfato anche a Nassiriya, con la maggioranza assoluta di quel 90% di voti andati all'Alleanza sciita unita.
11/01/05- Nassiriya- "Neanche una vittima per terrorismo o in seguito ad atti di guerra, durante il 2005, nè tra gli italiani né tra gli iracheni, a Nassiriya e nella provincia del Dhi Qar. E sempre nello stesso periodo, zero attacchi kamikaze, con autobomba o da Ieds (ordigni stradali improvvisati). E zero sequestri politici". Sta tutto in questi dati il trionfale anno 'bianco' conseguito dai militari del nostro contingente in Iraq, nel silenzio assordante della grande stampa. A fornirceli è il colonnello Paolo Maria Ortolani, comandante della Multinational special unit (Msu) dei carabinieri di stanza a Nassiriya, cui è affidata la gestione della centrale operativa mista delle forze dell'ordine dell'intera regione, o Pjoc (Police joint operation center). Una conferma incrociata ci viene anche da un'intervista al direttore dell'unico quotidiano indipendente della città, 'Al Nassiriya', Abdul Jabbar Odah. Se i numeri non sono opinioni, la conclusione è chiara: le forze italiane, rispetto ad altre zone d'Iraq -ma anche ad analoghi teatri di crisi- hanno compiuto una specie di miracolo. Qui la guerra è finita da un pezzo. I carri armati Ariete, inviati in tutta fretta sull'onda delle polemiche languono inattivi accanto ai Dardo, e gli elicotteri da combattimento Mangusta volteggiano solo sulla base. Mission accomplished, missione compiuta, sul fronte sicurezza. A dispetto della martellante campagna di stampa che dipinge in termini catastrofici l'operato dei nostri soldati. Negando gli esiti dell'operazione forse più efficace nella storia delle missioni all'estero. Un modello ormai preso ad esempio anche dagli anglo americani. Dietro al quale si celano una serie di piccoli e grandi segreti strategici che Odah riassume in un solo concetto: al marjaia, rispetto. A cominciare dal duro lavoro del personale coinvolto, realizzato in condizioni spartane che nulla hanno a che vedere con una macchietta da goliardi guerrafondai.
L'impatto con la routine dei soldati italiani inviati in Iraq ha il suono ruvido e lancinante dei motori di un quadrielica C130. Quasi un presagio di ciò che li aspetta. E noi con loro. Perché per raccontare dal di dentro la missione Antica Babilonia stavolta abbiamo scelto di seguirla da giornalisti embedded, arruolati. In caso di prigionia, verremo equiparati al grado di maggiore. Lo prevede la nuova normativa sui Combat media center dell'esercito. Più un onere che un onore, vista la situazione che sembra attenderci nel sud Iraq. Almeno a fidarsi della stampa italiana. Citiamo dal Corriere del giorno prima delle ultime elezioni: "Nassiriya è una cittadina terrorizzata. Restiamo barricati in casa più tempo possibile. Ci sono talmente tanti uomini armati in circolazione che è l'unico modo di evitarli. La polizia e l'esercito non possono difenderci. Persino gli italiani coi carri armati e gli elicotteri sono in difficoltà". Firmato Adil Mohamed, ma sciolto in un pezzo da Erbil (il nord curdo). E che dire dell'Espresso, che in un articolo da Bagdad paragona le città irachene alla Saigon della fuga dal Vietnam. O della solita Rainews, che senza muoversi da Roma, con la messa in onda (a 2 anni dagli eventi) del celebre video di Nassiriya fa da sponda a chi proclama che il contesto della missione è quello ostile e cruento della guerra. Peccato che nessuno di questi signori si sia degnato di farci un giro a Nassiriya. Avrebbero scoperto un altro mondo.
Quando abbiamo iniziato a battere città e circondario, protetti da un giubbotto anti proiettile da 15 kg, e da un elmetto al kevlar da 5, sospettavamo che la situazione fosse migliore del previsto, ma pur sempre caratterizzata da episodi sporadici di violenza anti-italiana o inter-etnica. Ebbene, tempo un paio d'ore ci eravamo già mezzo sfilati di nascosto il pesante giubbotto, imboscando l'elmo sul duttile Vm protector detto 'scarrafone'. L'atmosfera non poteva essere più rilassata e benevola. Sorrisi e saluti da parte di bambini e adulti ci accompagnavano ovunque: roba da tempi della liberazione di Bagdad. Persino nell'avamposto sunnita nel Dhi Qar, Shuk as Shuiuk, con l'eccezione del tiro di un unico sasso al Vm, meno frequente in Iraq che sulle strade italiane. Dove erano le frotte di miliziani armati? E di notte poi. Non uno scoppio, o una singola scarica, sottofondo immancabile del notturno iracheno. Ad illustrare tale stato di grazia, le statistiche ufficiali del Pjoc. Che nel 2005 registrano solo i seguenti episodi: "sequestro di una granata raccolta in una discarica da un ragazzo di anni 14 con l'intenzione di adoperarla contro un suo coetaneo", e "incendio dell'ufficio elettorale del partito di Allawi, senza intenti omicidi", peraltro innescato da un'intervista antisciita in tv, slegata dalla cornice elettorale. Per il resto un po'di delinquenza comune tra rapine, bande di trafficanti del deserto e mafia locale abituata alle mazzette di Saddam. Comunque anche nell'anno più caldo, il 2004, le vittime non furono più di 4 o 5, con alcuni episodi dubbi, quale l'assassinio per motivi incerti dell'interprete di Camp Mittica, Hussein. In realtà nel 2005 4 morti italiani purtroppo ci sono stati, gli sfortunati elicotteristi schiantatisi durante un viaggio in Kuwait. Ma un incidente meccanico, causa sabbia del deserto o scarsa visibilità, non è certo esclusiva di Nassiriya o della guerra. Nel 2005 gli americani hanno contato invece 840 morti in azione in Iraq (fino a 90 attacchi al dì) e 100 in Afganistan. E perfino il nostro contingente a Herat ha subito in questi giorni un attentato kamikaze, andato a vuoto per poco.
Il miracolo del Dhi Qar non è però frutto del caso. Nè si tratta di un territorio pacifico a priori sotto il profilo etnico o religioso, come dimostra l'escalation di violenze contro gli inglesi a Bassora, pur omogenea alla zona di Nassiriya. Le chiavi del successo italiano si possono riassumere in quattro punti. 1-Prevenzione. Gli italiani, lungi dallo stare rintanati attraversano continuamente la città e la regione, ma con alcune eccezioni simboliche: si evita di passare dal viale dei partiti e da quello commerciale dei negozi, o davanti a una manifestazione di protesta, come la più recente contro il rincaro della benzina. La loro presenza verrebbe interpretata a prescindere al pari di uno sgarbo. Inoltre Camp Mittica è a 8 km fuori dalla città, e nelle località di provincia i nostri non arrivano mai inaspettati, facendosi precedere giorni prima da un'auto con l'altoparlante che preannuncia la visita, come gli antichi arrotini. 2-Addestramento all'autonomia. A Nassiriya tutti i posti di blocco fissi sono in mano alla nuova polizia irachena, che copre la provincia con 26 stazioni e oltre 10.000 uomini. Tutti addestrati dalle forze italiane in classi da 200 nell'apposita accademia alle porte della città. Altri 1699 soldati dell'esercito iracheno hanno preso poi servizio nel 2005. Nel Pjoc rimangono solo ufficiali di collegamento dei carabinieri a fare un controllo di qualità. Le nostre truppe costituiscono l'ultimo anello della catena, intervenendo solo quando Iraqi police, Iraqi Army e forze speciali irachene fanno cilecca. 3-Alta competenza. Investigazione, addestramento e controllo del territorio sono affidati ai Carabinieri della Msu. Che grazie all'altissima specializzazione dei vari reparti (anti rivolta, detective, addestratori, paracadutisti) e all'esperienza maturata in Italia, tengono in piedi la rete che impedisce agli insorti di infiltrarsi da nord o dall'Iran. 4-Ispirazione umanitaria e collaborativa. L'esercito ha firmato un Memorandum of understanding con il Consiglio provinciale per lo sviluppo della ricostruzione, l'organo civile che coordina aiuti e interventi. A differenza che in passato ora sono gli iracheni a segnalare le loro esigenze, e a decidere quali siano le priorità, in piena autonomia. E una volta individuato, il progetto viene dato in appalto a ditte esclusivamente locali che utilizzano manodopera del posto.
Lo stile umanitario e dialogante è stato fin dall'inizio il marchio di fabbrica di Antica Babilonia rispetto agli alleati. Basti pensare che gli americani hanno avviato l'esperimento di un Reconstruction team in 3 province pilota non prima del 22 novembre scorso, a Mosul, Niniveh e Babil. E appena due giorni dopo hanno avviato i primi negoziati ufficiali coi sunniti, definiti dal portavoce del comando Usa Khalilzad "nazionalisti" invece che "nemici della patria". Sembrerebbe dunque che gli italiani, più che subalterni agli Usa, siano piuttosto un faro. E i suoi risultati il nostro continente li ottiene con una presenza inferiore alle 3000 unità su un territorio grande come la Campania e con gli abitanti della Liguria. In proporzione, i soldati angloamericani non dovrebbero essere più di 50.000. Per giunta il rapporto fra operativi e addetti alla logistica è almeno di 3 a uno, ossia su 3000 italiani solo 1000 escono sul campo a rotazione. Questo non significa comunque che la vita dei soldati di Camp Mittica sia rose e fiori. Tutt'altro.
A parte le soddisfazioni morali, dal momento della partenza non c'è granchè di salvabile. L'imbarco si consuma in una stanzetta non riscaldata dell'aeroporto militare di Pisa, piena zeppa di ragazzini spauriti, con ciclopici zaini e ingombranti mitra ad altezza d'uomo. Quasi tutti meridionali, alla prima esperienza in Iraq. Il check in è a mezzanotte, la partenza per le 003. C'è chi è in viaggio già da un giorno, e fuori il freddo tocca i meno 5. Chissà perché si parte di notte, e si viaggia per 6-8 ore coi tappi nelle orecchie su aerei cargo stile carro bestiame dove il motore non è schermato, il riscaldamento e l'illuminazione approssimativi, e i sedili a retina e il bagno senza porta un mero sforzo di fantasia. Eppure oltre ai bagagli non trasportiamo altri rifornimenti. La simpatica discesa anti-missile a zig zag sulla pista di Tallil completa l'opera. Insieme al briefing d'accoglienza a Camp Mittica: occorre guardarsi da ragno cammello, lecmaniòsi, malaria, vesciche ai piedi, mosche della sabbia, evitare souvenir locali (possibili bombe), e come recitano appositi manifestini, imparare a "tacere" perché il nemico ti ascolta. Si è in servizio h 24, senza domeniche, turni di riposo, Natale o Capodanno. Alloggiati in baracche di fortuna (magari col tetto bucato) con una sola coperta nella gelida notte del deserto. I bagni sono alla turca e non riscaldati, l'acqua non è potabile. Solo gli alti gradi godono di alloggi vip in una zona riservata, dotati di qualche comfort. Se vuoi una tv o la parabola devi portartela a tue spese. Nemmeno la chiamata a casa (al buio) o le e-mail sono gratuite. E da Ciano, il bar della base, si paga pure per un semplice caffè. Le strade che attraversano Camp Mittica, grande come una città, non sono illuminate nè asfaltate, e bastano due gocce di pioggia per ritrovarsi nel fango fino al ginocchio. Respirando a pieni polmoni i super inquinanti scarichi del generatore a gasolio che giorno e notte appestano il compound. Tutto ciò per 3900 euro al mese per 4 mesi, 5 euro l'ora senza straordinari. Per lo stesso monte ore in Italia prenderebbero il doppio. E l'assicurazione sulla vita, dal costo di 8 euro, rifonde a detta dei più solo cifre modeste.
A Nassiriya i soldati non diventano ricchi. In compenso, quando tornano in patria vengono spesso accolti con imbarazzo, manco fossero dei killer mercenari. Il rischio peggiore è che i novizi, proprio per contrastare lo stereotipo, tendano inconsciamente ad allentare le misure di sicurezza che un teatro mediorientale impone. Complice il clima da isola felice instauratosi a Nassiriya. In chiusura ci permettiamo quindi di reiterare un consiglio gratuito, unico appunto già mosso a voce a chi di dovere. Certi che verrà valutato senza malizia. Un carro Ariete all'ingresso di Camp Mittica, tra un cavallo di Frisia e l'altro, non guasterebbe in alcun modo il rapporto con la popolazione. E scaccerebbe anche l'ombra teorica di una seconda Animal House, ad opera di eventuali malintenzionati provenienti da altre zone d'Iraq. Dicevano i romani, si vis pacem para bellum, se vuoi conservare la pace preparati alla guerra.
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11/01/05- Si parla di Unipol come fosse anch'essa nel mondo delle cooperazione. Ma non è una cooperativa: è una spa quotata in borsa.
11/01/05- Sharon morente dipinto come l'eroe della pace per lo sgombero da Gaza. In realtà era stato lui da ministro dell'agricoltura con delega alle colonie a far insediare i coloni a Gaza.
11/01/05- Più laboratori precari con Berlusconi? Lo sostiene la sinistra quando lui si vanta di aver creato 1.5 mln di posti. Ma solo il 12.4% di questi nuovi lavori non è a tempo indeterminato.
11/01/05- Santoro cacciato dopo l'editto bulgaro da Berlusconi ingiustamente? In realtà Santoro non era innocente: l'authority sulla par condizio lo ha condannato per violazione.
11/01/05- Berlusconi nega di aver guadagnato grazie al conflitto di interessi, dicendo di esser più povero da quando è entrato in politica. Ma nel 1994 il suo patrimonio era di 3.1 mld, oggi è di 9.6.
11/01/05- Berlusconi si scaglia contro la sinistra parlando di conflitto d'interesse per la vicenda delle intercettazioni di Fassino e D'Alema su Unipol. Ma questi facevano solo il 'tifo' per la scalata alla Bnl, mentre Berlusconi una banca/assicurazione la possiede, la Mediolanum.
*Inoltre Berlusconi nega di essere socio di Gnutti (il datore dei 48 mln di euro a Consorte) in Hopa spa. Ma nel 2005 Fininvest ha ricevuto 3.3 mln di euro di dividendi dalla partecipazione in Hopa. E infatti l'11 gennaio Fininvest e Mediaset hanno annunciato l'uscita da Hopa, esercitando l'opzione per venderne a Fingruppo il 5% della cassaforte. Smenandoci 50 milioni di euro.
11/01/06- Invece che resistenza irachena va chiamata resistenza algerina, marocchina, giordana e saudita. Con buona pace di chi si illudeva che a rivoltarsi materialmente contro l'Italia a Nassiriya, con la strage del 12 novembre 03, fosse stato il popolo iracheno. Gli arresti in Spagna di questi giorni han svelato anche l'identità del secondo kamikaze, fattosi esplodere con camion bomba contro la base Maestrale, uccidendo 19 italiani. E di colui che spedì l'aspirante suicida sulle rive dell'Eufrate. In base a esami sul dna di Ros e Guardia Civìl il nuovo kamikaze fu Bellil Belgacem, algerino. Mentre il primo shahid, già noto, era il saudita Abu Zubeir Al Saudi. Quanto al reclutatore, Mohamed Fahsi, arrestato lunedì, è del Marocco. Colluso col Gruppo islamico combattente marocchino e il Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento algerino. Ma non avrà ragione la Fallaci?
12/12/05-10/01/06:
-Esecuzione di Tookie Williams: ammise di aver ucciso, mentre Shwarzy passa da aguzzino.
A morte il killer che sognava il Nobel
Alberto Flores D'Arcais
da la Repubblica di Alberto Flores D'Arcais
New York, 26 Ottobre 2005
Sarà giustiziato l'assassino pentito cinque volte candidato
al premio per la Pace. Negli anni '70 era alla guida dei feroci Crisps
Il 13 dicembre Stanley "Tookie" Williams, un tempo feroce boss di una gang, oggi simbolo di chi si oppone alla pena di morte, candidato al Nobel per la pace e premiato da George W. Bush, verrà giustiziato nel penitenziario di San Quentin, California.
Era il 27 febbraio del 1979 quando Williams, capo della (nellla foto: Stanley Williams) famigerata gang di Los Angeles "Crisps", decise di trascorrere la serata rapinando uno di quei negozietti alimentari aperti fino a tarda notte.
Sulla sua strada trovò Albert Lewis Owens, un commesso di 26 anni che fece le spese della "voglia" criminale di "Tookie" beccandosi a sangue freddo le pallottole della pistola del capogang; che tornato dai suoi "soldati" sbeffeggiò pubblicamente il morto ridendo dei "suoni strozzati" lanciati mentre moriva.
Due settimane più tardi Williams sfondò il portone di un piccolo motel a conduzione familiare gestito da una famiglia di americani-asiatici uccidendo prima il marito, poi la moglie e finendo la scorribanda sparando in faccia alla figlia dei proprietari che sentiti gli spari si era alzata terrorizzata dal letto.
Questa volta non la fece franca: arrestato, confessò gli omicidi raccontando allegramente ai poliziotti sconvolti che gli asiatici erano i suoi bersagli preferiti perché erano "pieni di soldi e tanto bassi che gli mettevo facilmente paura".
Nel 1981 una giuria lo condannò a morte. Tookie ha confessato, pur rinnegandoli, i suoi delitti.
-
-La banca in cui era direttore il papà di Berlusconi, quella che gli concesse i primi finanziamenti, la Rasini, sapete da chi chi fu salvata sull'orlo della bancarotta? Da Fiorani della Popolare di Lodi. Sarà un caso...
-Il sequestro dei 5 turisti italiani in Yemen tiene banco per giorni sulle prime. Intanto ci sono da un annetto 8 sequestrati italiani in Venezuela e nessuno ne parla.
-Sondaggio della Oxford reaserch international in Iraq per il post elezioni: il 50.9% afferma che vorrebbe un uomo forte, più l'1.7 un governo militare e il 4.3 una forte oligarchia;solo il 28.2 la democrazia, e il 5.2 un governo di religiosi.
-Non e' sufficiente "salutare" e basta.
TELEFONO ANTIPLAGIO INFORMA
''Il saluto romano, di per se' solo insufficiente ad integrare gli estremi
del reato previsto dall'art.5 Legge 20 giugno 1952, nr. 645, acquista rilevanza
se fatta da persona armata di manganello in occasione di un comizio elettorale,
per il pericolo di suscitare nel pubblico suggestioni ed incitamenti miranti
alla riorganizzazione del disciolto partito fascista''. Cassazione1, 18 gennaio
1972, 704 - Un'altra sentenza della Cassazione del 23.6.1988 ha dato analogo
parere.
12/12/05- Il governo sostiene che sia l'Europa ad obbligarci a fare la tav in Val Susa. Non è vero. Una conferenza Ue stabilì semplicemnete delle linee guida, che peraltro in un primo momento prevedevano non a caso solo la tav per la direttrice est (Trieste Leopoli). Fu invece l'Ulivo a firmare in piena autonomia un accordo bilaterale intergovernativo con la Francia il 29 gennaio 2001. Poi ratificato l'anno seguente dal centro destra.
12/12/05- L'alta velocità in Val Susa si basa sul tunnel alpino di 53 km in partenza da Venaus. Ma in galleria per ragioni di sicurezza non si va mai a 300 all'ora. La conferma dall sito del ministero delle infrastrutture, che nella presentazione del progetto paral appunto di "velocità di base di 220 kmh per i treni passeggeri ad alta velocità e di 120 kmh per quelli merci ad alta capacità".
12/12/05- Non solo per Lunardi conflitto d'interessi sulla Tav. L'altro ditta in prima fila nei lavori in Val Susa è la Cmc delle coop Rosse (Bersani responsabile economico dei Ds ne fu dirigente).
Ecco come lo svela il sito stesso della Cmc:
Fonte: http://www.cmc.coop/article.php?sid=105
In data 31 gennaio 2005 la Cooperativa Muratori e Cementisti - Cmc di Ravenna, quale capofila del raggruppamento che comprende Strabag AG, Cogeis SpA, Bentini SpA e Geotecna SpA, ha firmato il contratto per la realizzazione, nell’ambito della nuova linea ferroviaria Torino-Lione, del cunicolo esplorativo di Venaus.
L’appalto, il cui valore è di oltre 84 milioni di Euro, è stato aggiudicato al raggruppamento di imprese dalla società LTF (Lyon Turin Ferroviarie), posseduta dalla società italiana RFI - Rete Ferroviaria Italiana e dal Gestore della rete ferroviaria francese RFF - Réseau Ferré de France.
La Società LTF è responsabile degli studi di progetto e della conduzione dei lavori di ricognizione sulla tratta italo-francese del nuovo collegamento ferroviario transalpino Torino - Lione.
L’opera principale della Torino-Lione è il Tunnel di Base che unirà Saint Jean de Maurienne con Venaus, in Val di Susa, ed avrà una lunghezza di 53 km.
La portata dell’opera - attraversamento del massiccio montuoso di Ambin ad una profondità media di 1.500 metri con un massimo di copertura rocciosa di 2.500 metri - è tale da rendere indispensabile un elevato numero di informazioni prima di poter procedere alla realizzazione di un progetto definitivo.
Il cunicolo esplorativo di Venaus servirà quindi per acquisire ed aumentare le conoscenze essenziali per la realizzazione del futuro Tunnel di Base.
Il cunicolo esplorativo di Venaus avrà una lunghezza di 10 km (di cui 3 opzionali) ed un diametro di 6 metri e correrà per la quasi totalità del suo sviluppo tra le due gallerie del futuro Tunnel di Base.
Lo scavo del cunicolo sarà realizzato con una fresa circolare del diametro di 6,30 metri seguita da un "treno di servizio" della lunghezza di circa 150 metri, attrezzato specificatamente per l’installazione, la raccolta ed il monitoraggio dei dati geologici richiesti.
I tempi di realizzazione per il cunicolo di Venaus saranno di circa quattro anni.
Cmc può vantare una notevole esperienza nei lavori in sotterraneo avendo completato con successo nel corso degli anni, in Italia ed all’estero, più di 30 progetti eseguiti sia con scavo "tradizionale" sia "meccanizzato", per una lunghezza complessiva di 350 chilometri.
12/12/05- Ma in Iraq le cose vanno proprio così male? Secondo il 77% delle opinioni pubbliche mediorientali, sondate dal Pew institute, sì, decisamente peggio di prima della guerra. Ma secondo il sondaggio di oggidell'Oxford resear4ch international per Bbc, Abc, Time e Der spiegel, condotto su 1700 iracheni, così non è. Il 71% ha risposto che la sua vita attuale va molto bene o piuttosto bene. Quelli che han risposto sono saliti dal 13 al 22% rispetto a un sondaggio di febbraio 2005, e quelli che han risposto molto male son calati dal 15 all'11%.
9/12/05- Oggi la Bce ha alzato i tassi dello 0.25% dopo un lunghissimo periodo di stasi. Ma i tassi su cui Bce agisce sono solo quelli applicati alle banche nelle operazioni di rifinanziamento. Infatti le banche, 94 contro 36, su 167 sondate da Adusbef, hanno ritoccato i tassi per prestiti o mutui dello 0.50 fino all'1%. Non hanno invece alzato i rendimenti sui depositi. Ovviamente.
10/12/05- Il 6 scorso mortale attentato Kamikaze a Netanya, dopo una lunag tregua. Gli avversari di Israele lo prendono come segno che la strategia di Sharon non funziona. In realtà Netanya, poco a nord di Tel Aviv, è l'unica città israeliana ancora sprovvista di muro.
9/12/05- Telefono antiplagio e Codacons Adusbef: secondo la rivista americana 'Pesticide and toxic
chemical news', l'itx puo' provocare irritazioni alla pelle, macchie e
arrossamenti; quindi non si puo' escludere che tali danni colpiscano
anche chi lo ingerisce. Le dosi di itx indicate nello studio americano
EPA (Enviromental Protection Agency), riguardo la tossicita', sono
comprese tra 4 e 30 microgrammi per litro; le dosi rilevate dal dottor
Corradetti dell'Arpam di Ascoli Piceno, nel latte di proseguimento
Nestle', sono in media di 250 microgrammi per litro.
In realtà... Il prof. Ugo M.Pagnoni, ordinario di Chimica Organica presso
l’Universita' di Modena e Reggio Emilia e collaboratore della Tetra Pak
Carta Spa, che il 5/12/05 ha minimizzato i risultati di uno studio USA
sulla tossicita' dell'itx contenuto nei tetra brik, contestando il
comunicato Codacons-Adusbef-Antiplagio dell'1/12/05, Telefono Antiplagio
precisa quanto segue:
1) Il prof. Pagnoni afferma che nella tabella 3-B.3 dello studio in
questione sono effettivamente citati i valori riportati nel comunicato,
ma in riferimento alla tossicita' per pesci, invertebrati ed alghe.
Questi stessi valori, aggiunge Pagnoni, si ritrovano nella tabella
3-B.4, che si riferisce alla valutazione del rischio per l'ambiente
acquatico.
8/12/05- Anniversario del golpe Borghese (notte tra 7 e 8 dicembre 1970). In una puntata speciale de La storia siamo noi di Raitre, l'allora responsabile dei rapporti internazionali dei complottisti, Adrano Monti, svela che gli americani avevano dato l'ok con Kissinger, mettendo una condizione: che Andreotti fosse il arante dell'operazione, messo a capo di una repubblica presidenziale guidata dalla giunta militare. Una rivelazione clamorosa, ma non così infondata. Fu, infatti, proprio Giulio Andreotti nel 1974, in veste di Ministro della Difesa, ad impegnarsi nella cancellazione dai dossier informativi, approntati dai SID per la magistratura, i nomi degli alti ufficiali piduisti coinvolti nei piani eversivi di quella notte, tra gli altri, di Giovanni Torrisi, successivamente nominato Capo di Stato Maggiore della Difesa, ma anche dello stesso Licio Gelli, il cui incarico, si scoprì, consisteva nel rapimento, alla guida di un gruppo di armati, del Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat.
Come ormai risulta dagli stessi documenti americani, l’ex- comandante della “Decima Mas”, fu reclutato dagli Stati Uniti, ancor prima della fine della guerra, e successivamente utilizzato, insieme ad ex-appartenenti alle formazioni militari della RSI e agenti dell’OVRA, per operazioni “coperte”. La prima fu a Portella della Ginestra, il 1° maggio del 1947, dove squadre di ex-fascisti, unitamente a gruppi di mafiosi e ai banditi di Salvatore Giuliano, spararono, su una folla di contadini, uccidendo 11 persone e ferendone altre 57.
La Corte d’Assise di Roma ricostruì la vicenda in modo assai riduttivo, grazie soprattutto al ruolo svolto dal PM Claudio Vitalone. Si escluse che il piano avesse carattere nazionale. Il golpe venne definito come un atto “iscritto in un disegno lucido” ma “velleitario”, nonostante esponenti di Avanguardia Nazionale fossero penetrati, con il consenso dei Carabinieri, fin dentro il Ministero degli Interni, impossessandosi di ben 200 mitra. Si evitò di collegare fra loro i diversi progetti eversivi, si pensi alla ‘Rosa dei Venti’, e, soprattutto, si lasciò nel buio più completo il ruolo giocato dai servizi segreti ed i rapporti con le Forze Armate.
Inutile dire che, dopo aver fatto cadere il delitto di insurrezione armata contro lo Stato, le assoluzioni riguardarono la maggior parte degli imputati e le poche condanne comminate (per cospirazione politica e associazione a delinquere) furono assai miti. La Corte d’Assise d’Appello nel novembre 1984 assolse comunque definitivamente tutti da ogni accusa. Il 24 marzo 1986 la Cassazione confermò definitivamente l’assoluzione generale. Per la giustizia, il golpe Borghese non era mai avvenuto.
Il “principe nero” non venne mai processato, fuggito in Spagna nel marzo del 1971, quando in seguito all’inchiesta giudiziaria esplose la notizia del tentato golpe, morì nel 1974 in circostanze mai chiarite. Si parlò anche di un suo possibile avvelenamento.
8/12/05- Udienza del processo di Saddam.
Eppure non è stata raccontata la cosa più importante accaduta in quell’udienza, una frase urlata da Saddam e riportata, timidamente, soltanto dal New York Times di martedì. L’ex dittatore, infatti, si è paragonato a Benito Mussolini e parlando di sé in terza persona ha detto che “Saddam Hussein è l’uomo che seguirà il percorso di Mussolini, il quale resistette all’occupazione fino alla fine”.L’ammirazione per Mussolini non è una novità. Nella sua biografia di Saddam, Carlo Panella ricorda come Khayrallah Tulfah, lo zio che fece al rais da padre e da mentore, partecipò al fallito golpe pro Mussolini e pro Hitler del maggio 1941. Il partito Baath, del resto, fu fondato a Damasco nel 1943, quando la Siria era una colonia francese e la Francia fascista.
8/12/05- L'inchiesta giudiziaria sul rapimento di Abu Omar da Milano da parte della Cia nel 2004. Gli 007 italiani del Sismi di Pollari lamentano d'aver subito un danno da quel rapimento, poichè Omar era sotto sorveglianza h24, e si sperava in un suo passo falso che facesse scoprire agganci e complici. Ma allora perchè quando fu rapito gli uomini dei nostri servizi non denunciarono il fatto alla magistratura. Eppure Berlusconi nega ancora una volta di aver autorizzatoil rapimento, come invece affermano gli americani.
7/12/05- La ferrovia trans-europea ad alta velocità fra Italia e Francia: costruirla o rinunciare? E' questo il falso dilemma che da giorni anima le rivolte popolari in Val di Susa e fa discutere di riflesso il mondo politico. Falso perché una linea ad alta velocità che unisce Milano e Torino con Lione e Parigi esiste già adesso, e con le sue 3 corse giornaliere è perfettamente funzionante. Una delle fermate è appunto Lione (ogni sera alle 20.57), che non è affatto stata cancellata dall'orario, come sostengono i verdi. I treni che vi circolano sono i mitici Tgv, che uniscono a una media di 160 km all'ora la pianura padana e le metropoli transalpine. Impiegando la metà del tempo che i pendolini italiani ci mettono sulle nostre tratte interne. Ed esattamente quanto impiegano i treni veloci tedeschi, spagnoli e inglesi sulle loro tratte d'eccellenza. Non ci credete? Ebbene, per dimostrarvelo noi di Libero abbiamo fatto il viaggio di persona, riuscendo comodamente a tornare a bomba nella stessa giornata, in tempo per una buona cena. Non senza ricavarne un dubbio inquietante: che tutta la saga della Tav piemontese altro non sia che un gigantesco equivoco, degno della miglior commedia dell'arte.
Il nostro viaggio comincia all'alba delle 6.43 dalla stazione centrale di Milano. Il treno su cui saliamo al binario 3 fa parte della linea Milano-Torino porta Susa-Lione-Parigi. Ed ecco subito la prima sorpresa. Il nome del treno è Alessandro Manzoni, e vi si mangia con Chef express, ma non si tratta di un classico accelerato di Trenitalia, e neppure di un espresso di qualche genere. Neanche di un pendolino Etr made in Italy. Ad attenderci c'è un Tgv, Train a gran vitesse. Marchiato SNCF, le ferrovie francesi. Quello capace di sfrecciare fino a 320 all'ora. E' proprio il modello originale, inclusi i leggendari posti riservati ai forzati del cellulare nei corridoi divisori, e le abat jour gialle stile retrò in prima classe. La riga sulle fiancate è bluette, come per i modelli Atlantique. Manca solo il display col tachimetro sul muro, ma la velocità si intuisce dal rombo apocalittico prodotto quando incrociamo altri vettori in senso inverso. E ovviamente si può desumere dalla durata del tragitto. Benchè tutto il primo tratto, da Milano a Torino, insieme al successivo slalom fra le gallerie alpine, vengano percorsi con un andamento relativamente lento per un simile gioiello di tecnologia motrice, anche a causa della neve abbondante. Ciononostante i treni di questa linea impiegano solo 5.14 ore a macinare gli 836 km che separano Torino e Parigi e 3.20 ore per i 355 circa fra Torino e Lione. La media oraria sulla Torino Parigi è dunque di 160 km l'ora. Circa la stessa del treno 'proiettile' Ice che unisce Francoforte e Colonia (190 km in 70 minuti a 163 di media), o dell'omologo Ave, in servizio tra Madrid e Siviglia (471 km in 2.50 ore, a 166 di media). E ben più dell'ultimo nato tra i superveloci, il Londra Parigi (414km in 2.45 ore a 150 di media). Ergo, la Torino Lione Parigi è una linea ad alta velocità, ed esiste già. Non a caso la fermata a Lione viene effettuata nella stazione cittadina dedicata ai treni rapidi: la nuova Saint Exupery Tgv. La prova del nove si fa paragonando quanto ci impiegano i treni normali che pure fanno servizio sulla medesima direttrice in altri orari: le 3 corse veloci da Milano a Parigi, via Torino e Lione, totalizzano dalle 6.38 alle 7 ore su 955 km, invece il Torino Parigi Bercy delle 20.45, a raggiungere la Tour Eiffel ci mette 11.38 ore. Per fortuna almeno i passeggeri si rendono conto che viaggiamo su di un convoglio morso dalla tarantola: tra i nostri compagni di viaggio, anche e soprattutto sulla base di precedenti tragiche esperienze su altre linee, sono quasi tutti consapevoli del privilegio di chi prende il Tgv Manzoni, o il Caravaggio, piuttosto che l'Alexander Dumas. E giudicano l'epopea no-Tav in Val di Susa una storia surreale montata dai media. Con l'aiuto dei controllori e del loro prezioso orario palmare, li coinvolgiamo quindi in una sorta di 'toto medie' sulle più gettonate direttrici di casa nostra. Giusto per passare il tempo. Ad esempio il treno che collega Torino e Foggia, per fare 880 km, poco più che da Torino a Parigi, ci mette 10.16 ore, contro 5.14, alla media di 85 km orari. Mentre il Torino Padova percorre 366 km, appena più del Torino Lione, in 4.46 ore invece che 3.20, a una media di 76. Per non parlare di un qualsiasi Milano Bari (880 km per 9.31 ore, media 93) o Milano Foggia (11.47 ore su 1029 km, media 85), o Milano Reggio Calabria (14.15 ore per 1272 km, media 89). Insomma in Italia si viaggia nel doppio del tempo. E dire che a 'rallentare' un po' i Tgv italo francesi contribuiscono due limiti per ora invalicabili, confessati con imbarazzo dai controllori in servizio. Sulla tratta Milano Torino non si può andar troppo svelti per il gran traffico, anche se il Tgv ha comunque la precedenza. E nelle gallerie alpine il limite massimo è di 110 km all'ora (vedi il Frejus). Inoltre tra le metropoli padane e quelle transalpine si fanno ancora alcune inutili fermate intermedie in stazioni minori: Vercelli, Bardonecchia, Modane, Chambery. Cosa che non accade sulla Tokyo Osaka o sulla Parigi Lione Marsiglia, dove i convogli, casi unici al mondo, riescono a viaggiare in virtù di questo vantaggio a punte da 320 all'ora. In realtà quel che conta è sempre la media. E una da 200 km orari si può ottenere anche sulle rotaie attuali, con raggi di curvatura non superiori ai 3.5 km, senza i particolari accorgimenti delle reti pensate apposta per la Tav. Proprio mentre riemergono improvvise dal buio le luci della periferia meneghina, un tantino diverse rispetto alla grandeur parigina, ci viene spiegato che alla Torino Lione basterebbe ampliare la capacità dei transiti verso Milano e Novara (lotto di lavori già in fase avanzata) per poter abbattere la percorrenza media di altri 45 minuti, e fare così di questa linea forse la più veloce al mondo. Tutto ciò anche abbandonando per sempre l'idea dei 53 km di tunnel sotto la Val di Susa, decisi in piena autonomia dall'accordo bilaterale intergovernativo franco italiano del 29 gennaio 2001, ancora nell'era dell'Ulivo. Quel tragitto, essendo appunto in galleria, per questioni di sicurezza non si potrebbe certo attraversare a 300 all'ora, ma neanche a 150 (vedi il tunnel sotto la Manica). A chiarirlo è lo stesso ministero delle infrastrutture, che sul suo sito recita: "la velocità base dei treni merci sulla Torino Lione sarà di 120km/h": la stessa dei container che circolano sulla linea attuale. Liberare 13 miliardi di euro di risorse istituzionali (solo il 10% a carico dell'Ue) sortirebbe per giunta un ulteriore vantaggio. Si potrebbero investire per realizzare davvero l'alta velocità del corridoio europeo n.5 (est-ovest), destinato ad unire Lisbona e Kiev. Ma stavolta dove realmente manca: da Milano a Venezia, e sulla Trieste Lubiana Maribor.
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6/12/05- Nuovo video 'shock' su Rainews24, che immortala il cinismo e la goliardia dei militi mitaliani a Nassiriya durante la seconda battaglia dei ponti (agosto 2004). Con frasi come annilichiliscilo, ci stiamo divertendo, stasera non paga da bere...ha fatto secco il cecchino, è lì proprio bellino, si muove ancora (il cecchino) ecc.
Ciò che nel servizio Rai non si dice è che la sparatoria era in risposta al lancio di un'auto esplosiva contro i nostri militari nel punto in cui un paio di mesi prima era stato ucciso Vanzan. I soldati si salvarono solo perchè riuscirono a sparare sul mezzo prima dell'impatto. L'auto comunque esplose. E per tutta la notte la base Libeccio era stata martellata dai mortai, fino appunto al tentativo con l'auto delle 4.30 sul terzo ponte.
6/12/05- Strage di Bologna, matrice islamica?
...Quella mattina due uomini di Carlos erano a Bologna: uno dei due, Kram, conosceva bene l’Italia e aveva studiato a Perugina (dove aveva soggiornato anche Ali Agca, l’attentatore del papa). [Agca è un altro caso di deviazione delle indagini verso il fascismo, n.b.]. Kram era legato sentimentalmente a Christa-Margot Frolich, anhe lei membro di Separat, come Magdalena Kopf, amante di Carlos, nome in codice Lilly. Oltre a Kram c’era anche il terrorista della Svizzera italiana Bruno Breguer, nome in codice Luca, collegamento tra Separat e le BR. Tutto ciò era agli atti della Commissione Mitrokin da tempo…
5/12/05- Altro che 10 anni. Secondo El Baradei, capo dell'agenzia atomica Onu, dopo la riapertura totale dell'impianto di Natanz (2 anni rpevisti stime Aiea), basteranno pochi mesi all'Iran per produrre l'atomica. Lo afferma in un'intervista all'Independent. Se stavolta ci sarà l'attacco all'Iran da parte Usa o israeliana, lui sarà stato fra quelli che che gridavano 'al lupo!'.
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3/12/05- Milano- Se si votasse oggi per le politiche i due poli finirebbero alla pari, o addirittura risulterebbe in vantaggio il centro destra. Ergo, Berlusconi su questo punto non bara. Perchè i sondaggi pubblicati dai giornali o branditi dall'opposizione, quelli che dipingono un centro sinistra avanti di 7-8 punti, contengono un inganno tecnico, circa la quota dei cosiddetti indecisi, di cui il cittadino medio non s'accorge. Lo dimostra una recente quanto inedita analisi incrociata fra intenzioni di voto e autocollocazione politica fornita a Libero dal noto istituto di sondaggi Coesis Research. Mentre un'indagine dell'Istituto Cattaneo smaschera un secondo trucchetto usato da chi strumentalizza i dati: fare la tara con gli astensionisti.
Come sempre nelle nostre inchieste partiamo dal basso, nel caso specifico dalla piazza. Fingendoci dei sondaggisti abbiamo chiesto a 100 passanti, fermati a caso in zona Duomo, quale pensavano che fosse l'attuale dislivello fra destra e sinistra in vista delle elezioni politiche di primavera. Quasi tutti si sono dichiarati al corrente di un vantaggio dell'Unione sulla Casa delle libertà. Ma neppure uno conosceva il meccanismo con cui i sondaggi vengono realizzati, di solito (non sempre) relegato nelle microscopiche note a pie' di tabella. Ossia scorporando la quota degli indecisi dall'esito finale. In parole povere quando si sente dire che l'Unione è avanti poniamo di 7 punti, vuol dire che lo è fra coloro che hanno già deciso chi voteranno, e non fra tutti gli elettori in assoluto. Non si tratta di un dettaglio. Mediamente negli ultimi sondaggi la quota degli indecisi è oscillata fra il 26 e il 30% dei cittadini elettori. Una massa mancante di votanti -superiore ai consensi del primo partito italiano- i quali a differenza degli astensionisti intendono sì recarsi alle urne, ma non sanno ancora chi sceglieranno. O piuttosto non lo dichiarano a una domanda diretta. Per carpirne l'orientamento di fondo basta infatti riformulare il quesito chiedendogli di autocollocarsi a centro destra o col centro sinistra. E' precisamente ciò che han fatto qualche settimana fa i ricercatori di Coesis guidati da Alessandro Amadori. Ponendo la domanda classica, "per chi votereste alle politiche se si svolgessero domani?", l'Unione risulta in vantaggio col 36% sul 31 della Cdl, e gli indecisi al 29%. Scorporando gli indecisi, le proporzioni diventano 50.7% contro 43.6, più un 5.6% che votano per altri partitini fuori dalle due coalizioni. Tuttavia se si conteggiano anche gli indecisi il quadro cambia. Di quel 29% di incerti solo 11 si dichiarano di centro sinistra, contro 16 del centro destra e 2 di 'altri'. Il totale è presto fatto: l'area del polo di centro destra sale al 45% contro il 47% del centro sinistra e l'8% degli altri. Per Amadori vi sarebbe insomma tra gli incerti una tendenza stabile a collocarsi intorno al 60% con lo schieramento moderato, e al 40 coi progressisti. Va inoltre considerato che le formazioni fuori dai Poli sono praticamente tutte di centro destra (Dc di Rotondi, Radicali di Taradash, As della Mussolini, Ft di Rauti, Fn ecc.), e che con ogni probabilità stringeranno alleanze pre-elettorali con la Cdl. Dunque di quell'8% secondo il sondaggio solo il 2 sarebbe appannaggio delle sinistre, contro il 6 di centro destra più altri e indecisi, portando l'attuale maggioranza a un potenziale 51% contro il 49 dell'opposizione. C'è infine un ulteriore asso nella manica di Berlusconi e soci. I cosiddetti votanti passivi. Coloro che vanno in cabina elettorale solo negli appuntamenti importanti, come le politiche, snobbando le consultazioni di medio termine. Alle ultime regionali ad esempio, alla vittoria delle sinistre per 52% a 44 ha contribuito in maniera determinante l'astensione: il 10% in più rispetto alle politiche 2001. Un'inchiesta campionaria dell'Istituto Cattaneo ha quantificato l'orientamento di questi votanti passivi, e solo il 28..8% di essi si è collocato a centro sinistra. Un dato confermato dalla prevalenza in quello schieramento dei votanti attivi (chi non si perde un'elezione), il 48%, e degli astensionisti protestari (a casa per protesta), 34.2%. Se alle politiche si ripetesse il risultato delle regionali, anche col solo apporto dei votanti passivi la Cdl otterrebbe un pareggio, contenendo il distacco a 384.000 voti. Senza contare che nel 2001 alcuni dei soggetti di destra indipendenti dalla coalizione non erano scesi in campo.
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3/12/05- BUGIE DI GUERRA
La Nsa «fabbricò» l'incidente del Tonkino
La Rice lunedì in Europa. La Germania della Merkel non incalza, ma una parte dei 25 ora vuole chiarezza sulle prigioni segrete e le torture nell'est
MA. FO.
Nel 1964 la National Security Agency, il maggiore ente di spionaggio degli Stati uniti, ha manipolato le informazioni su un famoso incidente, l'attacco della marina nord-vietnamita contro due incrociatori della marina americana nel Golfo del Tonkino: lo si deduce da centinaia di pagine di documenti della Nsa a cui è stato tolto il segreto di stato, e in particolare dallo studio compiuto da uno storico della medesima agenzia statunitense, Robert J. Hanyok, che ha rimesso insieme le informazioni di allora. L'incidente del Tonkino è famoso perché segnò l'escalation della guerra del Vietnam: denunciando l'aggressione l'allora presidente degli Stati uniti, Lyndon B. Johnson, ordinò di bombardare il territorio del Vietnam del Nord e il Congresso autorizzò il dispiegamento di un imponente forza militare nel Sud (la guerra, che ha causato la morte di 58mila soldati Usa e di oltre 2 milioni di civili vietnamiti, è finita dieci anni dopo con la sconfitta americana e la riunificazione del Vietnam).
L'aggressione del Tonkino però non è mai avvenuta. Molti storici lo sospettavano da tempo. Ora però la cosa è suffragata dai documenti messi ieri sul sito della Nsa (www.nsa.gov/vietnam/index.cfm) insieme allo studio compiuto dallo storico della Nsa: Hanyok dice che l'agenzia di spionaggio ha «deliberatamente» manipolato le informazioni in modo da far credere che l'aggressione fosse avvenuta. La Nsa intercetta le comunicazioni - radio, telefono, elettroniche, fax e e-mail, compresa la decriptazione di messaggi in codice: si chiamano signal intelligence, o «sigint». Hanyok scrive che in quel caso la Nsa trattenne circa il 90% degli elementi di sigint di cui disponeva, passando alla Casa Bianca solo quelli che facevano pensare a un attacco nord vietnamita. Scrive lo storico: «La stragrande maggioranza delle informazioni, se usate, avrebbero detto che nessun attacco aveva avuto luogo».
Fare giustizia dei fatti del 1964 ha la sua importanza. Ma qui c'è di più: Hanyok ha consegnato il suo studio nel 2001 alla Nsa, che lo ha subito classificato «top secret» anche se parlava di fatti avvenuto 37 anni prima. Solo più tardi altri storici, esterni alla National Security Agency, hanno avuto notizia che lo studio esisteva e nel 2003 hanno chiesto che fosse reso pubblico ai sensi della Freedom of Information Act, la legge sulla libertà d'informazione: ne dava notizia ieri il New York Times, che avanza un'ipotesi: «Alcuni funzionari dell'intelligence credono che la pubblicazione di quell'articolo sia stata ritardata perché l'agenzia temeva un confronto tra il ruolo che ebbero le informazioni manipolate nella guerra del Vietnam e nella guerra in Iraq». Un portavoce della Nsa ieri ha negato: l'agenzia ha aspettato solo per poter rendere pubbliche anche tutte le fonti originarie usate dallo storico. L'ipotesi del Nytimes però resta convincente.
1/12/05- Il terzo protocollo della convenzione di Ginevra sulle armi incendiarie ne proibisce l'utilizzo sui militari in zone ad alta concentrazione di civili, ma solo se vengono sganciate da aerei, non se sparate con pezzi di artiglieria come a Fallujah.
1/12/05- Polemiche per l'approvazione della riforma del Tfr, che introduce la possibilità di una previdenza privata complementare. In realtà si introduce (dal 2008) solo il silenzio assenso, ma già dai tempi del governo di centro sinistra, e tutt'oggi, chi vuole può già costruirsi una previdenza complementare
1/12/05- Disordini e proteste in Val di Susa anti tav. Coi lavori in partenza. Ma l'alta velocità fra l'Italia e Lione esiste già: il tgv francese fa tappa a Milano.
30/11/05- Pianeta sempre più caldo? Non proprio...
Un gruppo di scienziati inglesi ha misurato il caldo fiume sottomarino
che contribuisce a mantenere mite il clima del Vecchio Continente
Corrente del Golfo sempre più lenta
c'è il freddo nel futuro del Nord Europa
Dal 1989 lo scioglimento del Polo le ha tolto il 30% di flusso
Nel giro di un decennio ci saranno in media 10 gradi in meno. Più fa caldo, più ghiaccio polare si scioglie. Più ghiaccio polare si scioglie, più la corrente del Golfo si diluisce, rallentando la sua corsa. Più la corrente del Golfo rallenta la sua corsa, più farà freddo nelle zone baciate oggi dal suo tepore, a cominciare dalle coste atlantiche del nord Europa. Proprio mentre le delegazioni di tutto il mondo sono riunite a Montreal per cercare una difficile intesa su come ridurre le emissioni di gas serra, una conferma a questo inquietante scenario da tempo annotato sui quaderni degli scienziati che studiano i cambiamenti climatici, arriva oggi da una ricerca della National Oceanography Centre dell'Università di Southampton, in Gran Bretagna.
A bordo di una nave, i ricercatori inglesi hanno viaggiato lungo il 24esimo parallelo, la linea immaginaria che congiunge le Bahamas all'Africa occidentale. Fermandosi ogni 50 chilometri, hanno inabissato gli strumenti per misurare la salinità e la temperatura dell'acqua e tracciare così l'andamento del caldo fiume sottomarino che si forma nel Golfo del Messico e dopo un lungo precorso nelle profondità dell'Atlantico arriva a lambire le coste di Inghilterra, Irlanda, Norvegia e Islanda, garantendo a questi paesi e a quelli dell'intera area un clima relativamente mite.
Analoghe rilevazioni erano state compiute nel 1957, nel 1981, nel 1992 e nel 1998. La sorpresa per gli scienziati è stata scoprire che il volume del flusso d'acqua è diminuito del 30 per cento rispetto al 1998. La colpa, a loro avviso, sarebbe del massiccio afflusso d'acqua dolce nell'Atlantico causato dallo scioglimento dei ghiacciai artici e dal flusso dei fiumi siberiani, gonfiati dalle maggiori piogge. L'acqua dolce è meno densa di quella marina perché priva di sale; il suo afflusso nell'Atlantico settentrionale è stato così massiccio che la densità media dell'acqua è diminuita e l'acqua, divenuta più fredda, ha rallentato il suo flusso verso nord.
"Il crollo delle temperature nell'Europa nord-atlantica non sarà improvviso, come raccontato nel kolossal hollywoodiano L'alba del giorno dopo", ha spiegato Meric Srokosz, coordinatore scientifico al Natural Environment Research Council britannico, che sovrintende la ricerca. "Stiamo parlando di un arco di tempo di una decade o giù di lì. E arriverà non un'era glaciale, bensì una serie di inverni più rigidi e regolari". In media circa 10 gradi in meno. Sempre nel caso, ovviamente, che la situazione non peggiori ulteriormente accelerando il ritmo di scoglimento dei ghiacci polari. I Paesi direttamente interessati dal fenomeno saranno sicuramente la Gran Bretagna, l'Irlanda, la Francia settentrionale, i Paesi Bassi e la Scandinavia, ma forse anche la Germania.
Si tratta, come detto, di uno scenario che gode di molti sostenitori, ma se il mondo scientifico ha ormai raggiunto un'opinione pressoché unanime sul fatto che il clima del pianeta sta cambiando, capire il come e il quando è ancora oggetto di studi e ricerche ben lontane dal dare una risposta definitiva. Basti ricordare che appena pochi giorni fa l'Agenzia Europea per l'Ambiente (Aema) ha presentato un rapporto a Bruxelles in cui si rileva come il Vecchio Continente abbia subito, negli ultimi decenni, un surriscaldamento superiore a tutta la media del pianeta e rischi la desertificazione in vaste aree meridionali. Ma si tratta di contraddizioni solo apparenti. Il clima è un sistema complesso fatto di moltissime variabili e una tendenza al cambiamento in un certa direzione (in questo caso il caldo) potrebbe improvvisamente innescare una reazione di segno opposto.
30/11/05- I non iracheni sono una infima minoranza fra gli insorti iracheni. Proprio nel documento "National strategy for victory in Iraq", presentato oggi da Bush, lo si afferma nella parte dedicata all'analisi dei gruppi della resistenza.
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30/11/05- Gli Usa sono punibili o no per i trattamenti al limite della tortura autorizzati da Rumsfeld e Cheney? Gli Usa sono firmatari della convenzione Onu dell'84 che proibisce "dolore severo o sofferenza, sia fisica che mentale". Queste pratiche sono un reato anche per la legge federale americana.
30/11/05- Primo trapianto di faccia al mondo, titolano i giornali. Protagonista una donna sfigurata per merito dei chirurghi dell'ospedale Herriot di Lione. Ma non si tratta di una faccia 'nuova', In realtà dal cadavere di un suicida è stata prelavata la pelle dal naso in giù. Una volta attaccata al viso della donna si adatterà come una maschera alle ossa della donna, senza cambiarne la fisionomia. E tutti i dibattiti sul rischi psicologico ed esistenziale di svegliarsi con la faccia di un altro?
30/11/05- Quella del fosforo bianco sui civili di Fallujah altro non era che una bufala costruita ad arte dalla Rai. Ad affermarlo è il testimone oculare dell'esercito americano intervistato nell'inchiesta della tv di stato, l'ex marine Jeff Englehart. Il quale in un'intervista al quotidiano 'Denver post' accusa gli uomini di viale Mazzini, Sigfrido Ranucci e l'ex braccio destro di Santoro Maurizio Torrealta, di aver manipolato il montaggio televisivo delle sue dichiarazioni per fargli dire ciò che in realtà non aveva mai sostenuto. La smentita di Englehart si aggiunge a una serie di elementi tecnici e giuridici -alcuni inediti svelati in esclusiva da Libero- che fanno crollare la tesi contenuta nel documentario italiano. La cui eco è ciò malgrado giunta in ogni angolo del pianeta, alimentando la retorica antiamericana del popolo della pace, che dell'uso di armi chimiche a Falluja ha ormai fatto un dogma.
La notizia che vi raccontiamo, il lettore medio l'avrà trovata (con un po'di fortuna) sciolta o nascosta in qualche breve dal mondo. Alla schieratissima stampa di casa nostra non fan gioco i titoloni se a guadagnarci è l'immagine dei marines. Eppure del caso del fosforo bianco in Iraq si discute da settimane. E gli autori del 'pezzo' cominciano oggi un tour celebrativo nel centro sociale napoletano Officina 99. Tutto era cominciato con un'inchiesta del canale all news della tivù pubblica Rainews24, in cui si denunciava l'uso americano di armi chimiche sui civili della roccaforte sunnita di Fallujah, durante la campagna contro insorti e terroristi dell'autunno 2004. A supporto si esibiva la testimonianza di uno specialista dello Us Army (Englehart), presente in città al momento dell'attacco, e alcune foto di cadaveri consumati dal fuoco ma coi vestiti intonsi. L'obiettivo politico-giornalistico era fin troppo ghiotto: dimostrare che gli americani, venuti in Iraq per togliere a Saddam le armi di distruzione di massa, proprio loro ne avevano fatto uso contro la popolazione inerme. Nell'intervista concessa alla Rai Englehart dichiarava d'aver sentito un ordine via radio che autorizzava l'impiego di fosforo bianco (in gergo Wiskhey Pete) su bersagli umani a Fallujah. Ma soprattutto costui sembrava affermare, in risposta a una domanda diretta del giornalista Rai, di aver visto personalmente vittime civili del fosforo bianco nella martoriata città. Senonchè lo stesso Englehart, intervistato dal quotidiano dell'area di Colorado Springs, il Denver post, fornisce alla giornalista Erin Emery ben altra versione. La Rai, accusa l'ex soldato Jeff, "non ha fatto buon giornalismo". Nel suo racconto, la domanda rivoltagli dal reporter italiano era la seguente: "ha mai visto dei morti civili innocenti in Iraq?". La risposta fu ovviamente positiva. Tuttavia, nel corso del montaggio questa risposta generica sarebbe stata poi abbinata a un quesito diverso: "ha mai visto donne e bambini uccisi dal fosforo bianco?". Insomma, rincara Englehart, "la risposta giusta nel contesto sbagliato". Un commento che mette la pietra tombale all'inchiesta Rai, già indebolita da altri piccoli 'dettagli'. A cominciare dalle foto dei cadaveri consumati, con indosso vestiti intatti di stampo civile. E' l'effetto tipico del fosforo, concludevano Torrealta e soci, la prova regina: il WP fa bruciare le carni mentre risparmia le vesti. Il primo a smentirli è stato il direttore del sito Globalsecurity, l'esperto militare internazionale John Pike. "Il fosforo brucia qualunque materiale, figurarsi i vestiti- ha dichiarato al New York Times- non a caso viene adoperato per distruggere armi ed equipaggiamenti". Ma com'era prevedibile gli anti americani di professione han subito respinto il giudizio al mittente, bollato quale amico dei neocon e quindi non attendibile. Libero è però in grado di citare un documento super partes che conferma l'analisi di Pike. Il manuale per chirurghi di guerra d'emergenza in dotazione alla Nato. Al capitolo III, dal titolo Ferite da fosforo bianco, si legge: "I frammenti di questo metallo, che si accendono con l'aria, possono penetrare nei tessuti molli, ma la maggior parte dei danni cutanei risulta dalle bruciature da combustione dei vestiti". D'altronde basta accostare a un tessuto un fiammifero (la capocchia è di fosforo) per vederne l'esito. Per giunta l'Agenzia per le sostanze tossiche del governo Usa, ATSDR, nella sua avvertenza sul WP, addirittura afferma: "non sappiamo se possa penetrare nella pelle che non sia già tagliata o bruciata". I cadaveri mostrati da Rainews erano dunque sfigurati dalla putrefazione o da altre cause violente. Solo che a giudicarli nel documentario è stato chiamato un biologo partigiano, il direttore del Centro diritti umani di Fallujah l'iracheno Al Deraji. Lo stesso che di fronte al Parlamento Ue ha denunciato l'inverosimile uso a Fallujah anche di armi nucleari. Quanto infine alla presunta violazione della Convenzione sulle armi incendiarie del 1980 (il Wp non è arma chimica), al punto 3 del protocollo III art.2 se ne descrive l'uso legittimo contro obiettivi militari, così definiti: "ogni obiettivo che per sua natura luogo o scopo contribuisca all'azione militare". E come considerare altrimenti trincee minate e trappole esplosive disseminate dai ribelli intorno a rifugi zeppi di uomini in armi? Ma a proposito di falsi scoop: vero o fasullo che fosse, quello di RaiNews24 scoop non era di certo. Il tam tam sull'uso del fosforo a Fallujah è vecchio di un paio d'anni. Il 10 novembre 2004 Spinner e Fekeiki già scrivevano sul Washington Post: "Alcuni pezzi d'artiglieria hanno sparato proiettili al fosforo bianco su Fallujah. I ribelli hanno riferito d'essere stati attaccati da una sostanza resistente all'acqua".
www.laltrogiornale.com
27/11/05- L'appalto per gli oltre 50 km del traforo della val di Susa costo
previsto 7,5 miliardi di euro, è andato ad una ditta francese che
l'ha poi subappaltato alla francese ROCKOIL titolare della quale
risulta essere la moglie del ministro Lunardi.
26/11/05- Nel 1946 furono gli arabi palestinesi che scatenarono la guerra (assieme agli eserciti invasori di Egitto, Iraq, Giordania, Siria) che non riconobbero una risoluzione ONU che prevedeva, in quei territorio, la costituzione di 2 Stati indipendenti (uno palestinese ed uno ebraico).
26/11/05- Tutto un complotto di Bush e dei neocons la storia della rmi di distruzione di massa di Saddam? Memoria corta...
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26/11/05- Se non è una guerra per il petrolio è di sicuro una guerra che fa guadagnare le multinazionali angloamericane del petrolio. A palate. Di solito gli investimenti delle compagnie petrolifere rendono minimo il 12%. In Iraq invece hanno raggiunto accordi con il governo, le cosiddette production sharing agreements (PSA), della durata di 30 anni e oltre, per lo sfruttamento di 67 su 80 dei giacimenti conosciuti (il 64% del petrolio del Paese), con incassi tra 43 e 113 miliardi di dollari, ossia fra il 42 e il 162% dell'investimento. O se preferite fra 2800 e 7400 dollari per ogni iracheno sopra i 30 anni, in un Paese dove il reddito procapite è di 2200 dollari a persona. Inutile dire che nessun altro Paese mediorientale ha stipulato con le multinazionali della Psa.
26/11/05- Taormina anticipa le conclusioni della commissione parlamentare sul caso Ilaria Alpi, da lui presieduta. Le perizie più moderne del Centro nazionale della polizia scientifica smentiscono le tesi del circo mediatico (12 anni di film, libri, articoli, premi giornalistici, trasmissioni). Non si trattò di un agguato premeditato con un colpo alla tesa tipico delle esecuzioni, ordinato da mandanti eccellenti per far cancellare un'inchiesta scomoda sul traffico di armi e rifiuti tossici e sulle malefatte della cooperazione. A sparare per primi furono proprio gli uomini della scorta della Alpi, poi datisi alla fuga. I suoi uccisori risposero al fuoco in movimento, di passaggio, ad una distanza di 15-20 metri, colpendo prima l'operatore Hrovatin, che proprio abbassando la testa permise al secondo proiettile di bucare il sedile e colpire Ilaria. Anche i testimoni che secondo l'accusa avrebbero testimoniato la teoria dell'agguato, chiamati alla sbarra hanno smentito le ricostruzioni di stampa. Sui risultati hanno concordato tutti i rappresentanti della commissione, sia di maioranza che di opposizione, incluso anche il consulente della famiglia Alpi).
26/11/05- Epidemia di rapine in villa da parte di bande dell'est negli ultimi giorni. Ma i dati contraddicono l'allarmismo: secondo Pisanu sono calate nei primi 11 mesi 2005 rispetto allo stesso periodo 2004 da 288 a 237 quelle compiute da bande (3 o più componenti), il meno 17.7%.
26/11/05- Storico affidamento da oggi della frontiera di Rafah (Gaza-Egitto) ai palestinesi, per la prima volta in piena autonomia. Sarà vero? No perchè...
Un evento senza precedenti nella storia del popolo palestinese - che fa seguito al ritiro delle forze di occupazione israeliane da Gaza - che tuttavia non rappresenta ancora la realizzazione di una sovranità piena su quel confine. Solo i palestinesi residenti ufficialmente a Gaza, ossia in possesso della «carta di identità», potranno entrare ed uscire da quel territorio (apparentemente) senza problemi. Questo senza dubbio è un importante passo in avanti dopo 38 anni di disagi e abusi subiti al transito di frontiera. Ma tutti gli altri palestinesi - quelli della Cisgiordania, che vivono in altri paesi, o che vivono a Gaza senza documenti (si tratta nella maggior parte dei casi di donne sposate ad abitanti del luogo, giunte con visti «turistici» scaduti in qualche caso da anni) - potranno entrare o rientrare nella Striscia solo per il transito israeliano di Kerem Shalom. A quel punto saranno solo le autorità di Tel Aviv a decidere la loro sorte. L'anagrafe palestinese infatti restata nelle mani di Israele e coloro che non risultano nei computer israeliani ufficialmente non risiedono in Cisgiordania o Gaza, e dunque sono considerati stranieri.
26/11/05- Stupro a Bologna sotto l'occhio inerte degli automobilisti di passaggio, ripresi dalla telecamera di un distributore. Ma...
"Stiamo parlando di una scena vista dal parabrezza di un'auto, per pochi secondi, al buio, non è così? Ma allora cos'hanno davvero visto e capito quei passanti?".
26/11//05- La Rice ha appena annunciato, confermando le anticipazioni di Berlusconi, che verranno ridotte di un paio di brigate i marines iracheni. Dunque comincia il ritiro. In realtà si torna a prima del referendum e delle elezioni di gennaio: da 155.000 a 138.000. Ossia il contingente del primo anno di guerra, quello più bersagliato dagli attacchi della guerriglia.
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26/11/05- Non solo latte. Sono altri 1200 i prodotti a rischio contenitori tossici, e la cosa incredibile è che nella lettera all'Ue la Tetrapack sostiene che la tecnica di produzione è stata cambiata subito per il latte d'infanzia, per tutti gli altri s'impegna a farlo entro fine anno.
In una lettera inviata alla direzione generale dei consumatori Ue, è la stessa Tetrapack, il 27 settembre scorso, ad ammettere il problema con l'inchiostro Itx sulle confezioni per il latte d'infanzia, ma non solo, anche per altri 1200 prodotti a base di latte e grassi: dessert di formaggio, bevande alla soia, yoghurt, creme, latti aromatizzati ecc. Già alla data della lettera Tetrapack afferma però di aver cambiato la tecnica di produzione per il latte d'infanzia, mentre per gli altri prodotti solo entro fine anno. Lo svela Mi manda Raitre.
Altra deduzione collaterale: l'Ue sapeva da almeno due mesi, e non ha mosso un dito.
24/11/05- Quando era Saddam a buttare il fosforo gli americani lo definivano arma chimica.
"Given that the US and UK went into Iraq on the ground that Saddam Hussein had used chemical weapons against his own people, we need to make sure that we are not violating the laws that we have subscribed to."
ROME -- The controversy over the American use of white phosphorus as a weapon of war in Fallujah deepened yesterday when it was revealed that a US intelligence assessment had characterised WP as a "chemical weapon".
The Italian journalist who sparked the controversy, Sigfrido Ranucci, told a press conference in Rome that while a colleague was browsing American Defence Department websites he had stumbled on a declassified intelligence report from the first Gulf War.
The file was headed "Possible use of phosphorous chemical weapons by Iraq in Kurdish areas along the Iraqi-Turkish-Iranian borders".
The report was made in late February 1991 during the Iraqi crackdown on the Kurdish uprising that followed the coalition victory against Iraq.
"Iraqi forces loyal to President Saddam may have possibly used white phosphorous (WP) chemical weapons against Kurdish rebels and the populace in Erbil and Dohuk. "The WP chemical was delivered by artillery rounds and helicopter gunships."
The intelligence report added that "reports of possible WP chemical weapon attacks spread quickly among the populace in Erbil and Dohuk.
"As a result, hundreds of thousands of Kurds fled from these two areas across the border into Turkey".
Ranucci commented that "when Saddam used WP it was a chemical weapon but when the Americans use it, it's a conventional weapon. The injuries it inflicts, however, are just as terrible, however you describe it".
24/11/05- La Palestina storica comprendeva un territorio corrispondente agli attuali Israele, territori dell'ANP, Libano, Giordania, parte della Siria e del Sinai.
Anche se si escludono le piccole parti di Siria ed Egitto, vi sono ben due Stati indipendenti arabo-palestinesi, ovvero la Giordania, creata dagli Inglesi nel 1921 e indipendente dal 1946, ed il Libano, indipendente dalla Francia nel 1941.
La Giordania rappresenta addirittura il 70% della Palestina storica.
Per questo, all'inizio, nessun Paese arabo considerava l'idea di un ulteriore Stato arabo-palestinese; la proposta dell'ONU del 1947, sulla divisione della rimanente Palestina, fu boicottata dagli Arabi che non solo erano contrari allo stato di Israele, ma anche ad un nuovo Stato arabo.
L'obiettivo di Giordania, Egitto e Libano (probabilmente anche della Siria) era di spartirsi quel territorio fra di loro.
E infatti, dopo la guerra del 1948-49, l'Egitto occupò la striscia di Gaza, e la Giordania occupò la Cisgiordania;
fino all'occupazione ebraica del 1967, nessuno parlò mai di rendere Gaza e la Cisgiordania indipendenti.
Fu Arafat, diventato presidente dell'OLP nel 1969, che rilanciò l'idea di un nuovo Stato arabo-palestinese sui territori di Gaza e Cisgiordania.
Ma la Giordania, ad esempio, fu subito contraria a questa idea, infatti già nel 1970 represse duramente i profughi Cisgiordani ("settembre nero") e cacciò la direzione dell'OLP dal proprio territorio.
Solo nel 1982 ci fu un riavvicinamento fra il re giordano e Arafat, e soltanto nel 1988 la Giordania rinunciò ufficialmente alla rivendicazione della Cisgiordania.
Dagli anni ottanta, quindi, il mondo arabo è abbastanza concorde sul fatto che ci debba essere lo Stato indipendente di Gaza e Cisgiordania, mentre soltanto pochi Stati arabi riconoscono tutt'oggi lo Stato di Israele.
23/11/05- Tutti parlano della liceità o meno dell'utilizzo di armi al fosforo da parte degli americani sui civili di Fallujah. E Washington si difende dicendo che gli Usa non sono firmatari del trattato che limita l'uso del fosforo bianco in zone abitate da civili. In realtà il fosoro era sempre sparato dentro colpi d'artiglieria convenzionale. E secondo la convenzione di Ginevra, firmata dagli Usa, e le leggi umanitarie del diritto internazionale, è illegale comunque colpire i civili, sia con armi lecite che illecite. A Falluja li Usa hanno colpito persino ospedali. Lo spiega Karen Parker, capo della Association of humanitarian lawyers di S.Francisco.
23/11/05- Ma la legge sull'aborto è inapplicata, come sostiengono Ruini e Storace? Sì, e non perchè non si applica la serie di misure di prevenzione previste. La donna in realtà può abortire solo in caso di pericolo serio fisico o psichico per la sua salute, entro i primi 90 giorni, solo per pericolo di vita suo o del nascituro dopo i 90 giorni. Peraltro i volontari nei consultori, oggetto delle polemiche e proposti da Ruini e Storace in seguito alle polemiche per il diffondersi dell'utilizzo sperimentale della pillola Ru486, negli ospedali, sono previsti dalla stessa legge.
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22/11/05- Questo è l'elenco dei nomi dei rappresentanti italiani in Parlamento, nazionale o europeo, che hanno ricevuto una condanna:
Berruti Massimo Maria (deputato FI)
Biondi Alfredo (deputato FI)
Bonsignore Vito (eurodeputato UDC)
Bossi Umberto (eurodeputato Lega Nord)
Cantoni Giampiero (senatore FI)
Carra Enzo (deputato Margherita)
Cirino Pomicino Paolo (eurodeputato Udeur)
Dell'Utri Marcello (senatore FI)
Del Pennino Antonio (senatore FI)
De Michelis Gianni (eurodeputato Socialisti Uniti per l'Europa)
De Rigo Walter (senatore FI)
Frigerio Gianstefano (deputato FI)
Galvagno Giorgio (deputato FI)
Jannuzzi Lino (senatore FI)
La Malfa Giorgio (deputato PRI)
Maroni Roberto (deputato Lega Nord)
Rollandin Augusto (senatore Union Valdotain-DS)
Sgarbi Vittorio (deputato FI, passato al centrosinistra)
Sodano Calogero (senatore UDC)
Sterpa Egidio (deputato FI)
Tomassini Antonio (senatore FI)
Visco Vincenzo (deputato DS)
Vito Alfredo (deputato FI)
22/11/05-«Insorti», il 90% sono iracheni
Uno studio diffuso ieri da un centro di studi strategici statunitense afferma che circa 3.000 stranieri partecipano all'insurrezione armata in Iraq. Ma aggiunge che il numero è irrilevante, perché la resistenza «resta in gran parte un fenomeno interno». Lo studio è del Centre for Strategic and International Studies, che ha sede a Washington e si proclama «non-partitico». Afferma che il numero di volontari stranieri nella resistenza irachena è contestato; alcune fonti americane parlano di un migliaio di stranieri nel movimento diretto da al-Zarqawi ma il Csis cita piuttosto fonti saudite secondo cui sono circa 3.000. Secondo il centro studi americano però questo numero «impallidisce di fronte al numero di insorti iracheni». «Esperti Usa e dell'intellicenge irachena stimano che almeno il 90% dei combattenti sono iracheni»; fonti della coalizione occupante in Iraq indicano che solo il 3,8% dei 13.300 detenuti al momento attuale sono stranieri.
22/11/05- Il Governo USA ha l’opportunità difar applicare la giustizia contro i terroristi
• L’arresto di Santiago Álvarez e dei suoi complici offre la
possibilità di rispondere alle domande di Fidel Castro sul caso dell’assassino Posada Carriles
J. ORAMAS - 22 novembre 2005
Il terrorista Santiago Álvarez Magriñat e due dei suoi compliciquello in camicia bianca nell’operazione che ha portato all’ingresso illegale in territorio nordamericano del criminale Luis Posada Carriles sono stati arrestati nella città di Miami. Gli hanno sequestrato armi automatiche, granate, lanciagranate, silenziatori, migliaia di munizioni e documenti falsi.
Trascorsi tre giorni, l’operazione del FBI non era stata ancora sostenuta da nessuna dichiarazione delle autorità nordamericane che collegasse questi arresti alle indagini sulla surrettizia entrata di Posada Carriles negli Stati Uniti.
Ci si potrebbe attendere che le autorità USA approfittino dell’occasione per mantenere detenuti questi tre sinistri personaggi per investigare su interessanti particolari del viaggio della nave Santrina da Islas Mujeres a Miami, cosa che il presidente Fidel Castro ha chiesto più volte alle autorità nordamericane.
Chi viaggiava sul Santrina? Com'é entrato negli USA Posada Carriles? Cosa hanno fatto Santiago Álvarez e i suoi accompagnatori in quest’operazione?
Il Governo degli USA dispone di un’inestimabile opportunità per dimostrare la sua vera vocazione di lotta contro il terrorismo. Finora la doppia morale, l’ipocrisia e il cinismo sono stati bandiere nordamericane nella battaglia mondiale contro questo terribile flagello.
Nella Tavola Rotonda Informativa Posada Carriles, la mafia terrorista di Miami e la politica anticubana di Washington, trasmessa dalla radio e dalla TV cubane, si é trattato degli importanti avvenimenti accaduti a Miami con l’arresto di vari terroristi in questa città.
Sul tema, il giornalista Reynaldo Taladrid ha detto che nonostante quel che é avvenuto, questo fatto é un esempio dell’inefficienza della polizia e dei servizi segreti del dipartimento di sicurezza degli USA.
Perché se Posada Carriles é entrato da tempo negli USA solo adesso viene arrestato uno dei suoi complici confessi chiamato Santiago Álvarez Magriñat? Questo é lo stesso uomo che infiltrò un commando a Cuba per far esplodere il cabaret Tropicana e che, una volta arrestati i terroristi, ha telefonato a uno di loro credendo che non fosse stato arrestato e gli ha detto: "Sparisci, sparisci per un po’ per poi far esplodere il Tropicana". Questa conversazione é stata registrata dalle autorità cubane e trasmessa dalla TV tempo fa.
Anche Álvarez Magriñat ha partecipato al complotto per assassinare il presidente Fidel Castro a Panama e dopo l’arresto di 4 dei terroristi partecipanti alla preparazione di questo misfatto, ha guidato la raccolta di fondi per la corruzione e la difesa dei criminali provenienti da Miami.
Inoltre, ha affittato l’aereo nel quale hanno abbandonato Panama i terroristi indultati dall’allora presidentessa Mireya Moscoso e si é fatto carico di due aerei: quello che ha spostato Posada Carriles in Centroamerica e quello che ha portato gli altri criminali a Miami. É anche l’uomo che ha trasportato Posada Carriles nello yacht Santrina fino a Miami insieme ad altri complici.
Poi Álvarez ha protetto nel suo nascondiglio il terrorista Posada Carriles e lo ha accompagnato alla conferenza stampa tenuta in un magazzino "segreto" alla quale i prestigiosi mass media si sono rifiutati di partecipare perché non gli era permesso di fare domande.
Il giornalista ha commentato quello che ha detto Álvarez Magriñat quando veniva condotto dalle autorità federali: "Sono disposto ad affrontare qualsiasi cosa... Non mi ha stupito la registrazione, né mi infastidisce. Da tempo c’é una nuvola grigia sulla mia presunta partecipazione all’entrata di Posada Carriles qui. Adesso resto in attesa".
Si sentiva protetto, ha avvertito il giornalista Taladrid. Poi un giudice lo ha accusato di possesso di armi automatiche, alcune con numeri di serie cancellati, un silenziatore senza registro adeguato e passaporto falso, secondo un portavoce della Procura Generale di Miami.
Ufficialmente non sono state menzionate le domande del presidente di Cuba sui delitti commessi con l’entrata illegale di Posada Carriles negli USA.
Nel programma sono state rese note anche le prime reazioni della mafia di Miami: "Mi ha stupito il suo arresto perché Santiago Álvarez non ha nessuna colpa", ha detto Eusebio Peñalver, presidente di Unità Cubana.
Eduardo Soto, avvocato di Posada Carriles, si é schierato a favore del detenuto dicendo che non gli accadrà nulla.
E si chiede allora Taladrid: "Che elementi ha l’avvocato di un terrorista per fare quest’affermazione? Ha menzionato anche l’arresto di Osvaldo Mitat, altro passeggero del Santrina e di un terzo, il cui nome non é stato rivelato dalle autorità di Miami.
Continuando il coro isterico José Basulto, di Hermanos al Rescate, ha segnalato che é triste che gli USA adottino questa posizione, specialmente perché risponde alle iniziative di Castro e si é dichiarato convinto che Washington stia agendo sotto le pressioni dell’Avana. Secondo Basulto, é inconcepibile essere giunti al basso livello morale di agire contro persone che li hanno sempre appoggiati (quelli del Governo di Bush).
Altri gruppi della controrivoluzione, che si suppone siano i più vicini al governo nordamericano, hanno indicato che preferiscono aspettare di conoscere maggiori particolari sui fatti. Tale reazione é stata confermata da Francisco Aruca, direttore di Radio Progresso Alternativa, che ha affermato nella Tavola Rotonda che la stampa di Miami sta enfatizzando assieme ad elementi dell’estrema destra che la detenzione di questi terroristi può creare all’amministrazione Bush conflitti con gente che le era leale politicamente.
Aruca ha ricordato che durante la conferenza contro il terrorismo svoltasi all’Avana ha intervistato il giornalista messicano Renán Castro, del quotidiano Por Esto, che ha raccontato di come ha comprovato che Posada Carriles sia stato portato a Miami sul Santrina, dando nomi di persone di Islas Mujeres pubblicamente conosciute, come l’ex sindaco di quella località messicana e il presidente di una cooperativa di pescatori locali. Tutti e due hanno dichiarato di aver visto Posada Cariles passeggiare ad Islas Mujeres e salire sul Santrina.
"Abbiamo sempre sostenuto che il fatto meritava un’indagine da parte di ufficiali degli Stati Uniti", ha aggiunto Aruca.
Arauca ha anche reso noto di aver rimandato in onda l’intervista che aveva trasmesso lo scorso 5 giugno ed infine ha considerato che l’arresto di Álvarez Magriñat e dei suoi complici offre la possibilità di un’indagine approfondita sull’ingresso di Posada Carriles a Miami.
La giornalista Juana Carrasco ha citato le denunce di Cuba sul vergognoso processo a Posada Carriles e la domanda di libertà per i nostri Cinque eroi prigionieri nell’impero. In questo contesto ha menzionato l’articolo pubblicato dal Orlando Sentinel di Wayne Smith, ex capo dell’ufficio di Interessi degli USA all’Avana e dove si ricorda che Bush ha ripetuto che colui che protegga o aiuti un terrorista é terrorista, principio che si potrebbe applicare adesso, ha sottolineato la giornalista.
Ha menzionato la lettera aperta pubblicata come annuncio a pagamento sul ‘New York Times’, diretta ai familiari delle vittime dell’11 settembre, scritta dai familiari dei membri dell’equipaggio e dei passeggeri dell’aereo della ‘Cubana de Aviación’ morti a causa del sabotaggio in pieno volo nei cieli delle Barbados, eseguito da terroristi diretti da Posada Carriles e Orlando Bosch. Nella missiva, tra le diverse denunce ed argomentazioni, viene formulata la seguente domanda: gli Stati Uniti avrebbero dovuto o no dare rifugio ad un terrorista internazionale?
La giornalista ha rivelato che una delle vittime del criminale sabotaggio era in stato interessante e stima quindi che il numero degli uccisi sia in realtà 74, uno in più rispetto alla cifra ufficiale.
Nella Tavola Rotonda sono stati rivelati anche i dettagli della partecipazione di Posada Carriles ed altri controrivoluzionari cubani al Piano Condor, la cui applicazione ha significato l’assassinio e la scomparsa di decine di migliaia di persone in sud america e soprattutto in Cile, Argentina ed Uruguay.
Il giornalista Raúl Garcés ha manifestato che tra le vittime figurano due diplomatici cubani in Argentina.
22/11/05- CHI HA UCCISO GESU’ CRISTO? da
Le prime constatazioni che si presentano a chiunque abbia letto il Vangelo sono la pretesa degli ebrei, perciò il solo fatto di avere condotto Gesù davanti al Governatore romano, questi debba senz'altro ritenerlo un malfattore degno di morte. Alla domanda di Pilato: «Che accusa portate contro quest'uomo»? Gli ebrei rispondono seccamente: «Se costui non fosse un malfattore, non te lo avremmo consegnato...»; dopo alcune accuse dei giudei, Pilato che ha interrogato Gesù, ed ha esaminato le accuse, esce verso i giudei e proclama una prima volta Gesù innocente (si ponga bene attenzione a questa parola: «dinanzi ai pontefici e alle folle») dicendo: «Io non trovo in lui alcuna colpa». Ma poiché gli ebrei insistono dicendo che agita il popolo, insegnando per tutta la Giudea, come se insegnare sia lo stesso che delinquere; Pilato manda Gesù ad Erode il quale non osa condannarlo e lo rinvia a Pilato, dichiarandolo, sia pure implicitamente, non degno di morte.
Pilato, allora, dopo averlo interrogato ed avere esaminate le nuove accuse fatte dai giudei dichiara innocente Gesù una seconda volta, dinanzi ai capi del popolo, dicendo nuovamente: «Mi avete portato quest’uomo come un sovvertitore del popolo; ed ecco, dopo averlo esaminato alla vostra presenza, non ho trovato nulla di colpevole in quest‘uomo, di quanto l’accusate. Anzi neppure Erode; lo rinviò, infatti, a noi. Ecco, dunque, egli non ha commesso nulla degno di morte».
Pilato, quindi, dichiara, quantunque implicitamente, una terza volta innocente Gesù; dopo averlo presentato al popolo insieme con Barabba, dicendo: «Chi volete che vi liberi: Barabba o Gesù chiamato Cristo»? Sapeva infatti, dice il Vangelo, che per invidia lo avevano consegnato.
Gesù è ritenuto innocente anche dalla moglie di Pilato, la quale manda a dire al giudice romano: «Nulla (ci sia) fra te e quel giusto». Pilato dichiara nuovamente innocente Gesù. Ed il governatore romano replica: «Ma che fece di male costui? Non ho trovato in lui niente che meriti la morte».
Dopo gli scherni, i flagelli, gli schiaffi e gli sputi, da parte dei soldati, ecco di nuovo Pilato a dichiarare, per la quinta volta, innocente Gesù: «Pilato - continua il Vangelo - uscì di nuovo fuori e disse loro: «Ecco ve lo conduco fuori, affinché conosciate che non trovo in lui colpa alcuna...».
I pontefici insolentiscono maggiormente dicendo: «Crocifiggilo»!, e Pilato, per la sesta volta: «Io non trovo in lui colpa...». Ma i giudei esclamano: «Noi abbiamo una legge e secondo la legge deve morire, perché si fece Figlio di Dio». Pilato, a questo punto e di fronte a tale affermazione, s’impaurisce e torna ad esaminare l'imbarazzante e pesante questione. Ma, non trovando colpa, neppure questa volta, in Gesù, pensa di prendere i giudei dalla parte del cuore, dicendo: «Ecco il vostro re»! Ma quelli gridano più ostinatamente ancora: «Via via, crocifiggilo»! Dice dunque Pilato: «Crocifiggerò il vostro re»? Risposero i capi ebrei: «Non abbiamo altro re che Cesare...». Di fronte a tanta e così empia ostinazione, Pilato, nonostante che avesse proclamato innocente Gesù, per ben sei volte, vedendo che non otteneva nulla, anzi che il tumulto si faceva maggiore, prendendo dell’acqua, si lavò le mani davanti alla folla dicendo: «Io sono innocente del sangue di questo giusto: pensateci voi»! E il popolo ebreo risponde: «Il suo sangue ricada sopra noi e sopra i nostri figli»! Nonostante queste esplicite testimonianze non manca chi ancora vorrebbe ritenere che il grido ebraico surriferito non abbia avuto seguito o effetto alcuno.
22/11/05- C'è una parte moderata dei leader iraniani (Khamenei guida spirituale suprema) che si oppone ad Ahmadinejad il falco? Lo sostengono tutti i maggiori analisti. Ma...
L'Iran e il nucleare
Fatwa segreta: «Giusta l’atomica islamica»
La Guida suprema Ali Khamenei: non possiamo essere più deboli degli infedeli
La Guida suprema dell’Iran Ali Khamenei ha emesso una fatwa segreta per autorizzare lo sviluppo dell’arma nucleare. E lo ha comunicato al presidente Ahmadinejad il 13 settembre alla vigilia dei lavori dell’Assemblea Onu. Per dare maggiore peso alla sua mossa, Khamenei ha specificato che il decreto religioso si ispira a quanto indicato dal fondatore della Repubblica islamica, l’ayatollah Ruhollah Khomeini. Una precisazione che ribalta quanto la tradizione dei mullah ha sempre sostenuto: ossia che l’imam Khomeini fosse contrario alla messa a punto dell’atomica. In passato alcuni esponenti del clero sciita avevano ricordato come l’ayatollah avesse condannato l’uso di mezzi non convenzionali. «La potenza nucleare - diceva - è un genio che deve essere rimesso nella bottiglia». Invece, secondo l’attuale leader, Khomeini avrebbe cambiato idea poco prima della sua morte ed era pronto ad annunciarlo. Ma i consiglieri - è la spiegazione - lo hanno dissuaso ritenendo che fosse controproducente. La preparazione del documento sarebbe però proseguita con l’assistenza di alti dirigenti religiosi.
Il rovesciamento del parere di Khomeini è funzionale alla crisi in corso. La scelta del regime di proseguire sulla via nucleare, nonostante le forti pressioni internazionali, ha sollevato riserve all’interno della nomenklatura. Tanto è vero che si sono levate voci per avvertire sui rischi diplomatici del piano atomico. Ecco allora la provvidenziale fatwa, uscita da sotto il mantello di Khamenei. Durante il colloquio con Ahmadinejad, la Guida ha indicato i due cardini ai quali fissare la strategia di Teheran. Mostrando una copia della fatwa, che è conservata in una cassaforte, Khamenei ha sottolineato che è necessario «salvaguardare la Repubblica islamica e i suoi principi» usando qualsiasi mezzo, compreso lo sviluppo di ogni tecnologia che possa proteggere l’Iran e gli sciiti. Di conseguenza - siamo al secondo punto - le capacità di difesa non possono essere inferiori a quelle dell’Ovest, della Russia, «dei cristiani e degli infedeli». Ahmadinejad ha replicato denunciando quei membri del regime che hanno osato criticare l’attuale politica. Servono misure dure contro di loro, ha detto il falco. E, a scanso di equivoci, ha usato le parole in farsi «sar benist konid». Traduzione: vanno liquidati. Khamenei ha rassicurato il presidente sostenendo che la rivelazione sulla fatwa è un segnale di incoraggiamento a continuare sulla strada intrapresa malgrado l’Iran si senta assediato. Sostegno seguito da una raccomandazione. Vale il ricorso alla taqiya , il principio sciita che permette di mentire in casi particolari e di negare l’appartenenza etnico-religiosa se questo comporta sofferenze.
Applicandolo al nucleare, i dirigenti iraniani possono tranquillamente affermare di perseguire progetti civili e non militari. Ma come è trapelata la notizia? Le voci sulla sua esistenza erano emerse nel maggio 2005 ma solo di recente se ne è avuta la conferma dopo la visita a Qom di un esponente pachistano sciita con buoni contatti all’interno dell’ufficio della Guida, in particolare con il responsabile Mohamedi Golpayegani. L’emissario ha raccolto non solo l’indiscrezione ma anche la perplessità dei religiosi più esperti, sempre dubbiosi sull’autorevolezza di Khamenei.
22/11/05- L'avvocato della mamma di Cogne, Taormina, rifiuta la nuova perizia chiesta dal tribunale di Torino per la sua assistita. Eppure aveva inserito la richiesta di una nuova perizia fra le motivazioni della richiesta del processo d'appello, dopo la condanna in primo grado.
22/11/05- Il fosforo usato a Fallujah fa incendiare anche i vestiti? La prova, afferma l'esperto generale Carlo Jean, la può fare chiunque: basta provare ad avvicinare un vestito con un fiammifero acceso (la capocchia che brucia è di fosforo).
22/11/05- E' attendibile la fonte dell'inchiesta Rai sul fosforo bianco a Fallujah? Il biologo Al Durani, capo dello schieratissimo Centro diritti umani di Falluja, durante l'audizione al parlamento europeo dice che a Fallujah sono state usate anche armi atomiche.
21/11/05- Ancora nel 1998 i sedicenti "esperti demografici" dell'ONU profetizzavano che la popolazione umana sulla Terra sarebbe cresciuta dai 6 attuali fino a 14 miliardi, facendo mancare le risorse, provocando fame e devastazione dell' "ambiente".
I malthusiani fanatici , ONU e anglo-americani in prima linea, promuovevano, e tuttora impongono nei Paesi poveri, pratiche di "regolazione delle nascite"(1) per ridurre la natalità. Hanno avuto successo, anche troppo (2).
Oggi, gli stessi "esperti" si sono ridotti a prevedere che la popolazione umana crescerà solo fino a 9,1 miliardi nel lontano 2100, per poi ridursi ineluttabilmente: nel 2300 l'umanità sarà di soli 2,3 miliardi, un terzo dell'attuale. E tutto ciò nella previsione, ormai ottimistica, che il tasso di fertilità per donna (TFR, "total fertility rate") resti sull'attuale 1,85, ossia 1,85 figli per ogni donna
(il TFR deve essere di 2,1 figli per donna, per assicurare la stabilità della popolazione).
21/11/05- Al Qaeda, ovvero l'intranet database dei mujaheddeen islamici creato in comune dai governi dei Paesi arabi musulmani.
[leggi in esteso]
21/11/05- E' vera devolution?
Devolution. Si è molto discusso se il federalismo previsto da questa riforma sia più o meno spinto di quello introdotto dal centrosinistra con la riforma del Titolo V. L'unica certezza è la confusione che deriva da due spinte contrapposte. Da un lato le regioni avranno potestà legislativa esclusiva su assistenza e organizzazione sanitaria e organizzazione scolastica (e i sindacati ne temono gli effetti sul contratto nazionale della pubblica amministrazione), così come sarà riservata alle regioni «ogni altra materia non espressamente riservata alla legislazione dello stato» e nascerà dal nulla una nuova polizia «amministrativa regionale». Dall'altro An per contraltare alle richieste leghiste ha chiesto e ottenuto le clausole «di interesse nazionale» e «di supremazia». In base alla prima il governo può bloccare una legge regionale eventualmente chiamando il parlamento in seduta comune ad annullarla. In base alla seconda lo stato può sostituirsi alle regioni (ma anche alle province, ai comuni e alle città metropolitane) nel caso di mancato rispetto di norme e trattai internazionali oppure di pericolo grave per l'incolumità e la sicurezza pubblica. Oppure quando lo richiedano la tutela dell'unità giuridica o economica e i livelli essenziali delle prestazioni relative all'esercizio dei diritti civili e sociali. A ben vedere è un campo di intervento in grado di smentire qualunque «devolution».
21/11/05- Rafsanjani, lo sconfitto dalle urne che hanno incoronato presidente dell'Iran Ahmadinejad, è stato messo al posto di numero due del regime, un posto sopra il presidente, dalla guida spirituale assoluta Khamenei. Ampliamendo i poteri del Consiglio da lui presieduto, con compiti di supervisione sulle tre branche del regime, la presidenza, i Majlis e la magistratura.
21/11/05- Ma quale scoop sul fosforo bianco di Rainews24. Sentite cosa scrivevano da Fallujah il 10 novembre 2004 Spinner, Vick e Fekeiki: "Alcuni pezzi d'artiglieria hanno sparato proiettili al fosforo bianco che hanno creato una cortina di fuoco non spegnibile con l'acqua. Gli insorti han riferito d'essere stati attaccati con una sostanza che ha sciolto loro la pelle, una reazione coerente con le ustioni da fosforo bianco."
20/11/05- VX was clearly important to the regime. According to UNMOVIC’s March 6, 2003 report,
[i]n a top secret letter, written in 1987 by the Director-General of Al Muthanna [a large chemical weapons production and storage facility near Baghdad] to senior government officials, the importance of the agent to Iraq was recognized. In the letter, VX was compared to a nuclear weapon: “two tons carried by an aircraft compare with a medium nuclear bomb of 20 kilotons.” The letter continued that its possession “…ushers us into the [field] of armament of advanced countries.”
Post-Gulf War, Iraq failed to disclose its VX program to UN inspectors. Then, Iraqi officials denied they had successfully weaponized the nerve agent for military use. But UNSCOM's October 1998 report on Iraq’s VX program declared:
The existence of VX degradation products conflicts with Iraq's declarations that the unilaterally destroyed special warheads had never been filled with any chemical warfare agents. The findings by all three laboratories of chemicals known to be degradation products of decontamination compounds also do not support Iraq's declarations that those warhead containers had only been in contact with alcohols.
Chief UN inspector Hans Blix told to the Security Council in January 2003 that there were “indications that the [VX] agent was weaponised.” He stated:
Iraq has declared that it only produced VX on a pilot scale, just a few tonnes and that the quality was poor and the product unstable. Consequently, it was said that the agent was never weaponised. Iraq said that the small quantity of agent remaining after the Gulf War was unilaterally destroyed in the summer of 1991.
UNMOVIC, however, has information that conflicts with this account. There are indications that Iraq had worked on the problem of purity and stabilization and that more had been achieved than has been declared….There are also indications that the agent was weaponised.
20/11/05- Anche i manuali dell'esercito Usa proibiscono l'uso di fosforo bianco in zone popolate.
[leggi in esteso]
20/11/05- La più grossa delle notizie che non escono: ogni giorno muoiono per fame nel mondo 24.000 persone, di cui 18.000 bambini.
*E in Italia 7000 morti e 20.000 invalidi gravi all'anno da incidenti automobilistici.
20/11/05- Sharon ha da poco celebrato in pompa magna il decennale dell'assassinio di Rabin. Ma allora definiva la sua propensione alla pace coi palestinesi "collaborazione col nemico".
20/11/05- Woytila non era il papa più popolare possibile. Col suo successore Benedetto XVI i fedeli alle udienze sonon raddoppiati: da maggio a settembre 2005 410.000 presenze all'udienza del mercoledì e 600.000 in piazza S.Pietro per l'Angelus. Nello stesso periodo 2004 erano stati 194.000 e 262.000.
Berlusconi e il governo affermano di non aver partecipato alla guerra in Iraq, di essere arrivati solo a conflitto concluso sotto la cornice di legalità dell'Onu. Invece la risoluzione Onu che chiedeva l'intervento della forza multinazionale era del 16 ottobre 2003, successiva alla partenza delle truppe italiane, autorizzate alla missione con una mozione del senato il 15 aprile 2003. Non c'entra nulla invece la risoluzione 1546 dell'8 giugno 2004, citata a sproposito dagli esponenti dell Cdl.
20/11/05- La storia dei missili libici contro Lampedusa il 15 aprile del 1986 era fasulla. Lo rivela l'allora capo dell'areonautica Generale Basilio Cottone alla rivista Pagine di difesa. D'altronde non si erano mai trovati rottami, malgrado ricerche anche con sottomarini, nè morìe di pesci nella zona dell'impatto di due tonnellate di plastico. E Gheddafi non ce l'aveva certo con l'Italia, avendolo proprio Craxi avvertito dell'imminente attacco Usa sulla Libia, permettendogli di salvarsi. Fu invece una manovra di servizi occidentali su mandato dei nostri alleati che non vedevano di buon occhio la politica filoaraba di Craxi
19/11/05- La devolution sanitari impedirà ai pazienti di regioni arretrate di curarsi negli ospedali di regioni più avanzate? Il govrno dice di no. Ed è vero, perchè non ce n'è bisogno: in finanziaria è passato un articolo che prevede un tetto massimo per le prestazioni sanitarie erogate dalle regioni ai 'fuori sede'. Quando finiranno i soldi i pazienti troveranno la porta chiusa.
19/11/05- Quando si arrestò Riina si poteva arrestare tutta la cupola mafiosa. Riina stava andando infatti a una riounione con tutta la cupola. Emerge dal processo.
18/11/05- Passa la devolution ma è un federalismo solo formale: si trasferiscono alle regioni competenze (che in molti casi hanno ià, vedi la sanità che già oggi è al 95% gestita dalle regioni), ma non si introduce un corrispondente federalismo fiscale. Ossia il diritto dovere per le regioni di autofinanziarsi per le nuove materie di loro esclusiva pertinenza.
18/11/05- "Able Danger": Former FBI Director Louis J. Freeh slammed the 9/11 Commission Thursday saying it ignored – or "summarily rejected" – the most critical piece of intelligence that could have prevented the horrific attacks of September 11, 2001.
Writing in the Wall Street Journal's opinion page, Freeh gave a blistering review of the Commission and says new revelations indicate it is "a good time for the country to make some assessments of the 9/11 Commission itself."
The former Bureau Director, who resigned his position just months before Sept. 11, 2001, points out that the U.S. government had learned of the identity of Mohammed Atta the year prior to the attacks. Atta was one of the ringleaders of the group, and piloted an American Airlines plane that slammed into one of the Twin Towers.
Freeh recounts that military intelligence operation code-named "Able Danger" concluded in February 2000 that military experts had identified Atta as an al-Qaida agent operating in the U.S.
"Subsequently, military officers assigned to Able Danger were prevented from sharing this critical information with FBI agents," Freeh writes. "Why?" he ponders, suggesting the failure to share such intelligence may be a smoking gun pointing at federal malfeasance in the case.
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Freeh maintains that the Able Danger intelligence, if confirmed, is "undoubtedly the most relevant fact of the entire post-9/11 inquiry . . . Yet the 9/11 Commission inexplicably concluded that it "was not historically significant."
Two members of the House, Curt Weldon (R-Pa.) and Dan Burton (R-Ind.), have reported that shortly after the 9/11 attacks they provided then-Deputy National Security Adviser Stephen Hadley with a "chart" displaying pre-attack information about al-Qaida that had been collected by Able Danger.
But a spokesperson for the White House said that "a search of National Security Council files had failed to produce such a chart."
The final 9/11 Commission report, released on July 22, 2004, concluded that "American intelligence agencies were unaware of Mr. Atta until the day of the attacks."
Writes Freeh: "This now looks to be embarrassingly wrong."
The Coming Shock on Wall Street - Urgent Report
Can Pheromones Fix Your Relationship?
Men: Attract Women Now
Knock His Head Right Off
In fact, Freeh discloses that 10 days before the report was released, commission staffers met with a Navy officer who said that Able Danger had identified Atta as an al-Qaida member and told the Commission the unit "had identified Mohammed Atta to be a member of an al Qaeda cell located in Brooklyn."
But the commission determined that "the officer's account was not sufficiently reliable to warrant revision of the report or further investigation.
Said Freeh: "This dismissive and apparently unsupported conclusion would have us believe that a key piece of evidence was summarily rejected in less than 10 days without serious investigation . . . "No wonder the 9/11 families were outraged by these revelations and called for a ‘new' commission to investigate."
Though Freeh never blames any Clinton administration officials by name, responsibility for the intelligence failure would squarely fall on the Clinton administration as Able Danger's information was uncovered before George Bush became president.
Congressman Weldon, who has led Congressional efforts to shed light on the Able Danger claims, alleges that Jamie Gorelick, one of the Sept. 11 Commissioners, prevented the full committee from learning of Able Danger's crucial information. Gorelick has served as deputy attorney general during the Clinton administration.
"There's a cover up here," Weldon said. "It's clear and unequivocal." Freeh argues the Able Danger information requires a new inquiry. He also praised the chairman of the Senate Judiciary Committee, Arlen Specter (R-Pa.), for examining some of these matters.
Specter said at one hearing: "If Mr. Atta and other 9/11 terrorists were identified before the attacks, it would be a very serious breach not to have that information passed along ... We ought to get to the bottom of it."
Freeh writes in the Journal: "Indeed we should. "The Joint Intelligence Committees should reconvene and, in addition to Able Danger team members, we should have the 9/11 commissioners appear as witnesses so the families can hear their explanation why this doesn't matter.
18/11/05- Nor is it a coincidence that military interests behind the coup which are responsible for planting bombs at the Colombian and Spanish diplomatic missions in Caracas are protected in the US, despite their being terrorists.
In Boca Raton, Florida lives Venezuelan business executive Nelson Mezarhane - a banker and stockholder of the opposition daily El Globo. He is wanted by the Venezuelan justice system for having participated in the assassination of Judge Danilo Anderson, who was bringing to trial those individuals who were implicated in the April 2002 coup attempt.
We must also mention the fact that terrorist Luis Posada Carriles, another fugitive of Venezuelan law, is a "guest" of the US immigration service, which has refused to extradite Posada Carriles to Caracas.
With such information, it should not come as a surprise that the Pentagon has included Venezuela in its plans for future "preventive wars," despite President Chavez' prediction that if this were to ever occur, Latin America would explode in a ball of fire.
17/11/05- La tav in Val di Susa per unire Torino e Lione è una priorità per l'Europa? Eppure il Paese che ospita la gran parte dell'opera, la Francia, nel documento del 14 ottobre 2005 del ministero dei trasporti non l'ha inserita fra le priorità.
16/11/05- Immigrati rozzi e ignoranti? Vero il contrario. Secondo l'ultimo dossier Caritas sono più istruiti degli italiani: 12% di laureati, 28% diplomati, 33% con licenza media. Contro il 7, 26 e 30 degli italiani.
16/11/05- Venticinque anni dopo, la Procura di Bologna ha aperto una nuova indagine sull’eccidio del 2 agosto 1980 alla stazione di quella città, 85 morti e 200 feriti. E’ un fascicolo contro ignoti, l’ipotesi di reato quella di strage. Per il più grave e sanguinoso attentato della storia del terrorismo italiano ci sono due persone condannate definitivamente all’ergastolo, Valerio Fioravanti e Francesca Mambro. E Stefano Ciavardini, all’epoca minorenne, con una pena a trent’anni di carcere che attende il vaglio della Cassazione. Tutti e tre si sono sempre proclamati innocenti. Quella fu l’approdo della «pista nera», consacrata dalle sentenze, seppure dopo la consueta altalena di condanne e assoluzioni. Ora sembrano emergere possibili novità che porterebbero - se sarà possibile confermarle - in tutt’altra direzione. Di fronte a questa eventualità il pubblico ministero Paolo Giovagnoli ha aperto la nuova inchiesta. Al momento non ci sono indagati, ma l’alternativa alla «strage fascista» sarebbe quella che conduce a Carlos, al secolo Ilich Ramirez Sanchez, professione «terrorista internazionale» legato all’estremismo medio-orientale degli anni Settanta e Ottanta, detenuto in Francia.
Lo spunto arriva dalle acquisizioni della commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Mitrokhin, che ha ricevuto diversi documenti dagli archivi dell’ex Repubblica democratica tedesca. In particolare sono arrivate notizie riguardanti un signore che si chiama Thomas Kram, nato a Berlino il 18 luglio 1948, militante di un gruppo battezzato «Cellule rivoluzionarie» e considerato un affiliato alla causa di Carlos. Nel 2000 la Procura federale tedesca emise a suo carico un mandato di cattura per altri reati, ne chiese notizia in Italia e nel 2001 una nota del Dipartimento della pubblica sicurezza riferì che lo stesso Kram aveva alloggiato in un albergo di Bologna nella notte tra l’1 e il 2 agosto, cioè pochissime ore prima della strage. Già all’epoca la notizia arrivò ai magistrati bolognesi, che la catalogarono tra gli «atti non costituenti notizia di reato», i controlli affidati a polizia e carabinieri non fornirono altri elementi, e le carte finirono in archivio. Oggi la situazione è diversa, perché proprio agli atti della commissione sono giunte ulteriori informazioni su Kram, destinate a entrare nel fascicolo della nuova indagine insieme ad altre notizie sul possibile coinvolgimento di Carlos. Certo, la presenza di Kram, indicato come «esperto di esplosivi» a Bologna alla vigilia della strage è un fatto suggestivo e degno di approfondimenti, sebbene possa sembrare strano che una persona coinvolta in quell’attentato abbia fornito all'albergo in cui ha dormito la propria vera identità e un documento di riconoscimento autentico. Ma adesso agli atti della commissione Mitrokhin c’è qualcosa di più. I consulenti Matassa e Pellizzaro hanno scoperto una messe d’informazioni sulla presenza di Kram in Italia a cavallo dell’agosto ’80 che va oltre quella notte trascorsa in albergo. A cominciare dal rapporto del 1° novembre 1979 col quale il Bka, l’Ufficio anticrimine della polizia tedesca, avvertiva le autorità italiane che «Kram è entrato nel vostro Paese. Secondo informazioni frequenterebbe l’università per stranieri vicino Roma. Per ragioni di informazioni in possesso del Bka il predetto potrebbe appartenere a gruppi terroristici tedeschi... Pregasi comunicare ogni utile informazione in vostro possesso...».
Da quella data svariati uffici di polizia hanno redatto e informative sulle mosse di Kram, comprese altri suoi soggiorni a Bologna e in città diverse prima del 2 agosto. Mai però era stato fatto un collegamento con la strage. Adesso, insieme ad altri elementi già rimbalzati sui giornali che riguardano sia Carlos che le possibili implicazioni del Fronte popolare per la liberazione della Palestina di George Habbash, quelle informative saranno esaminate per scoprire eventuali legami tra Kram e la strage di Bologna. In estate, nei giorni del venticinquesimo anniversario, il presidente dell’Associazione delle vittime Paolo Bolognesi aveva già bollato la «pista Carlos» come un’enorme panzana, mentre il deputato di An Enzo Raisi aveva chiesto la riapertura delle indagini. Ora quel passo è stato fatto, nonostante le difficoltà di cercare conferme o smentite a un quarto di secolo di distanza dai fatti.
16/11/05- Secondo l'Unione nazionale per la lotta all'analfabetismo ci sono in Italia 6 milioni di analfabeti. In realtà il dato si riferisce a coloro che non sono in possesso del diploma di licenza elementare.
16/11/05- Berlusconi e le case per tutti: dà la colpa ai iornalisti, dicendo che si riferiva solo agli sfrattati. Ma l'11 novembre a Sorrento davanti ai giovani di Forza Italia aveva detto: "Daremo una casa a tutti gli italiani in difficoltà. Sono il 19% della popolazione, ma abbiamo un piano fattibile". Peraltro proprio il suo governo non ha reiterato la legge di salvataggio degli sfrattati: secondo il Sunia questo governo a settembre ha cancellato qualsiasi provvedimento a tutela degli sfrattati, in particolare per ultrasessantacinquenni e portatori di handicap.
16/11/05- L'Onu ha reintegrato l'unico suo uomo licenziato in seguito allo scandalo oil for peace. Il cipriota Joseph Stephanides, è stato ripreso con tanto di scuse dalla commissione disciplinare interna.
16/11/05- Oggi Bossi in senato a Roma per lo storcio varo della Devolution. Tutta una farsa: il sì definitivo è rinviato a un referendum confermativo previsto dalla costituzione quando una legge di modifica costituzionale non è approvata nella secodna votazione da entrambi i rami del parlamento con maggioranza dei due terzi dei componenti (art.118). E a differenza di quello abrogativo questo referendum non prevede il quorum. Esso si svolgerà comunque dopo le elezioni di primavera.
16/11/05- "Me lo sentivo che ti saresti sentita male di nuovo". Una frase ambigua, pronunciata da Stefano Lorenzi alla Franzoni in caserma nelle ore successive all'omicidio del figlio Samuele.
15/11/05-
WASHINGTON - Valerie Plame è il nome dell’agente della CIA il cui nome è stato fatto filtrare dalla Casa Bianca: un reato, perché la Plame era «operativa sotto copertura». Lo scandalo ha portato all’incriminazione di Levis «Scooter» Libby e ha rovinato la carriera di Judy Miller, troppo brillante giornalista del New York Times con agganci intimi alla Casa Bianca. Ma non è tutto.
Ora, Wayne Madsen fornisce particolari allucinanti sul tipo di «operazioni sotto copertura» che Valerie Plame stava conducendo.
Su ordine della CIA (Counter - Proliferation Division) la Plame aveva allestito un’azienda di facciata, la «Brewster Jennings & Associates», che fingendo di trattare di import-export in realtà cercava di penetrare e smantellare le reti internazionali di traffico di armi proibite, specie nucleari, sparite dai mal sorvegliati arsenali ex-sovietici.
Nell’ambito del suo lavoro investigativo la Plame, attraverso i suoi informatori turchi, scoprì e riuscì a intercettare, la spedizione di un carico di gas nervino binario, chiamato VX, dalla Turchia all’Iraq nel novembre 2002.
15/11/05- Fosforo bianco di Fallujah. Ecco il dettaglio decisivo: fa bruciare i vestiti, dunque la prova portata dal documentario di Rainews24 è falsa. In più il fosforo incendia la pelle solo se c'è una ferita o un'apertura dove può cominciare a drenare acqua, facendo reazione con essa.
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14/11/05- Ecco come la pensa il governatore sull'acqua!
L'accesso all'acqua è un diritto fondamentale delle persone
In questi giorni si stanno intensificando le occasioni di confronto con diversi movimenti e associazioni a proposito della delicata e importante questione dell'acqua. Con il sindaco Iervolino e il presidente Di Palma abbiamo già incontrato, tra gli altri, alcuni rappresentanti di Emergency e Rete Lilliput.
E' nostra ferma intenzione proseguire un costruttivo confronto con queste associazioni e con Alex Zanotelli.
Il dibattito che si è sviluppato nella società civile, e che si rispecchia su questo come su altri blog, è un elemento fondamentale per affrontare e approfondire un tema così vitale per le nostre comunità. Nei prossimi giorni continueremo a confrontarci apertamente, per conoscere il più ampio ventaglio di opinioni ed esperienze possibili.
Come istituzione pubblica, abbiamo due doveri fondamentali: preservare l'acqua come bene pubblico e garantirne forme di gestione efficienti e capaci di rispondere ai bisogni di tutti i cittadini. Questi due obbiettivi sono stati stabiliti da una legge nazionale, la legge Galli del 1997, che recepisce la normativa europea.
L'accesso all'acqua è un diritto fondamentale delle persone, che noi siamo fortemente impegnati a garantire. Con questo spirito la Regione Campania prenderà parte come protagonista a Waterfacility, un programma comunitario nato per sostenere la produzione e la distribuzione di acqua in diversi paesi africani, dei Caraibi e del Pacifico. Per rispondere prontamente a uno dei bandi di prossima scadenza, la Regione sta costituendo un gruppo di lavoro ad hoc che coinvolgerà rappresentanti di Ong e della società civile esperti della tematica acqua.
14/11/05- LA ROCKSOIL - CHE SI OCCUPA DELLA TAV E' DEL MINISTRO LUNARDi. LA ROKSOIL E' UNA SOCIETA' DEL MINISTRO PIETRO LUNARDI - E' QUELLA A CUI SONO STATI AFFIDATI I LAVORI DELLA TAV - LA LINEA AD ALTA VELOCITA' CHE DOVREBBE DISTRUGGERE LA VAL DI SUSA.
IL 16 NOVEMBRE MANIFESTIAMO INSIEME A LORO PER QUESTA ASSURDA OPERA E PER EVITARE CHE LUNARDI COME SILVIO CONTINUINO A MANGIARSI I NOSTRI EURO IN PIENA CRISI...
Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti
Pietro Lunardi
Sessantadue anni, ingegnere, esperto di fama internazionale in materia di gallerie e di metropolitane, Pietro Lunardi opera da più di trent'anni in Italia e all'estero. E' stato tra i progettisti del traforo del Monte Bianco e di quello del Frejus, ha realizzato tratti di metropolitane a Lione e Marsiglia, a Singapore e a Canton ed anche a Roma, nel periodo dell'amministrazione Rutelli. Ha coordinato il programma delle grandi opere per la Casa delle Libertà.
Ha fondato nel 1979 la Rocksoil spa, attiva nel campo delle grandi opere e del tunnelling. Lunardi è stato anche docente di Consolidamento del suolo e delle rocce e Difesa e conservazione del suolo nelle Università di Firenze e di Parma.
Ora deve risolvere un problema: quello del conflitto di interessi per la Rocksoil. Lo stesso Lunardi ha anticipato all'Espresso, due giorni fa, che lo risolverà perché, ha detto, "è evidente che molti contratti della Rocksoil ricadranno nella mia competenza, se sarò ministro".
(10 giugno 2001)
La Rocksoil è nata nel 1979 in forma di S.r.l. avendo per oggetto la progettazione, la consulenza e l'assistenza tecnica di opere di ingegneria civile, nell'ambito della meccanica delle terre e delle rocce, dell'idraulica e dell'idrogeologia, nonché la ricerca, lo studio e l'applicazione di apparecchiature e tecnologie riguardanti le stesse.
Fin dall'inizio la Rocksoil, sotto la guida dell'Ing. Pietro Lunardi, allora professore di "Consolidamento del suolo e delle rocce" presso l'Università di Firenze, e con la collaborazione di un nucleo affiatato di tecnici, si è conquistata un ruolo di protagonista sulla ribalta italiana degli operatori del settore, grazie all'introduzione ed alla messa a punto di tecnologie innovative. Risalgono ai primi anni, infatti, gli studi e le applicazioni sperimentali della tecnologia jet-grouting, oggi considerata fondamentale nel campo del consolidamento e della stabilizzazione dei terreni.
Da allora la crescita della Società è stata progressiva e costante e la peculiarità delle esperienze accumulate l'ha resa un'azienda leader nel settore della progettazione di opere in sotterraneo, di fondazioni speciali e di opere di stabilizzazione di scavi impegnativi e di grandi movimenti franosi. Le sue procedure progettuali e costruttive trovano crescenti consensi in Italia e all’estero, dove sempre più di frequente ad esse vien fatto riferimento per l’aggiornamento di normative e capitolati (vedi ADECO-RS).
La crescita e la sempre maggior importanza delle commesse acquisite hanno indotto ad assumere, nel 1989, una più appropriata forma societaria: è nata così la Rocksoil S.p.A., che conta attualmente su oltre 60 collaboratori.
La società opera nel campo della Geoingegneria intesa come conoscenza e rispetto degli equilibri naturali della crosta terrestre. Per dimensioni s’inserisce tra lo studio professionale e la grande società d’ingegneria, mantenendo del primo l'agilità e responsabilità dei singoli tecnici e della seconda il carattere di impresa organizzata ed integrata tra le varie specializzazioni.
Questa struttura, ottimizzata per favorire la fusione di risorse e competenze diverse, e l'entusiasmo dei suoi tecnici esaltano l'innata capacità della Rocksoil di ideare soluzioni originali ed efficaci, molte delle quali hanno già profondamente cambiato, negli ultimi anni, il modo di progettare e costruire opere di Geoingegneria
14/11/05- Primi attentati di Al Qaeda in Giordania (57 morti): tra i morti guarda caso c'è il capo del servizio segreto palestinese, Bashir Nafih, che si trovava nel Grand Hotel Hyatt.
14/11/05- L'Iran reagisce alle critiche mondiali sulla frase circa la necessità di distruggere Israele, pronunciata dal presidnete Ahmadinejad al famoso convegno di novembre sul sionismo: si bolla il tutto come una maliziosa interpretazione occidentale. E invece parlano i missili: quelli Shahab, dove durante la parata militare del 25 settembre, anniversario della guerra con l'Iraq, campeggiava la scritta, identica alla successiva frase del neopresidente: "Cancelleremo Israele dalla carta geografica".
14/11/05- Finanziaria 2005. L'11 ottobre Tremonti dice al senato che non c'è divario tra previsioni del dpef e andamento dei conti. Il 14 corregge i conti per 1.9 mld, e il 28 per altri 6. La finanziaria finale che si va a votare ora è intorno ai 50.000 mld di vecchie lire. Quasi lacrime e sangue.
13/11/05- Gli Usa sono i più avari negli aiuti ai Paesi poveri? Così afferma la propaganda di sinistra. In quelli a fondo perduto forse sì. Ma non nella cooperazione allo sviluppo: gli Usa danno il 15.79% del Pil, contro il 2.38% dell'Italia, e il 6.69% della Germaina o il 7.34 della Francia ecc.
13/11/05- Gli USA hanno importato dalla Cina per quasi 197 miliardi di dollari, ed hanno esportato in Cina meno di 34 miliardi.
Il deficit commerciale degli USA verso la Cina è superiore del 30% al totale delle importazioni americane di petrolio.
A questo punto, Craig Roberts nota giudizioso: «ci ripetono che dobbiamo raggiungere l'indipendenza dalle importazioni energetiche (petrolio) perché il nostro futuro dipende da questo. Ma nello stesso tempo, ci dicono che la globalizzazione - ossia la nostra dipendenza dalle merci estere - è una buona cosa. Ma perché l'indipendenza energetica è più importante dell'indipendenza industriale, dell'indipendenza progettuale e tecnologica?».
Qui viene messo il dito nella piaga dell'ortodossia ultraliberista: la dipendenza da merci estere provoca la perdita irreparabile di competenze tecniche, capacità e inventività nazionali, a vantaggio di Cina e India.
12/11/05- Finita la conta ufficiale dei morti italiani da tsunami da parte della Farnesina: numero finale 40.
12/11/05- Cambia la Corte per il caso Previti
Annibale Marini, indicato da Alleanza nazionale, è il nuovo presidente della Corte costituzionale. Che dovrà occuparsi dell'ex ministro della difesa: potrebbe salvarlo dai suoi processi nonostante le modifiche alla Cirielli. La Corte costituzionale ha un nuovo presidente. E' il sessantacinquenne Annibale Marini, civilista eletto dal parlamento alla Consulta nel 1997 su indicazione di Alleanza nazionale. Rapidissime le congratulazioni dei politici del centrodestra. Più tardi sono arrivati gli auguri di rito anche dal centrosinistra. Marini resterà in carica fino al luglio del 2006. Guiderà la Corte nell'esame delle due vicende che potrebbero consentire a Cesare Previti di scansare le sentenze che lo riguardano. Nonostante la legge Cirielli con le modifiche approvate alla camera mercoledì (il passaggio al senato dovrebbe essere rapido) non possa più essere immediatamente considerata una legge «salva Previti». La coincidenza tra l'approvazione della Cirielli nella nuova versione che esclude l'applicazione della prescrizione breve a tutti i processi in corso (ma non a quelli dove non è ancora iniziato il dibattimento) e l'elezione alla Consulta è così notevole che lo stesso Marini ha voluto escludere ogni legame. Giudicando «ipotesi di pura fantasia» che il via libera alle modifiche alla salva Previti deciso da Forza Italia sia fondato su garanzie ottenute dalla Corte.
A fine mese (il 29 novembre) la Consulta dovrà occuparsi del conflitto di attribuzione tra poteri dello stato sollevato dalla camera dei deputati contro le due sezioni penali del tribunale di Milano che hanno processato, e condannato Previti a 5 (Sme) e 11 anni (Imi-Siri). Se la Consulta dovesse decidere che i giudici non avevano il diritto di portare avanti il dibattimento nei giorni in cui il Previti era assente per impegni collegati alla sua attività di deputato di Forza Italia i due processi andrebbero rifatti. Nel caso Imi-Sir sarebbe cancellata anche la sentenza di appello che aveva ridotto la pena a 7 anni, in entrambi i casi la prescrizione sarebbe certa.
Se così non fosse e la Corte costituzionale decidesse di dare ragione al Tribunale di Milano, si troverà però ancora ad affrontare il caso Previti. Magari non direttamente, quando un imputato in uno qualsiasi dei 70mila procedimenti a rischio prescrizione - se non lo stesso Previti quando a gennaio il caso Imi-Sir arriverà in Cassazione - volesse far valere uno dei tanti motivi di incostituzionalità della Cirielli evidenziati l'altro ieri dal dibattito parlamentare. Al primo posto le diverse chance per imputati di identici reati a secondo dell'iter delle loro vicende processuali. Se la norma transitoria della Cirielli fosse giudicata incostituzionale, la prescrizione breve andrebbe allargata a tutti i procedimenti, quelli di Previti compresi.
Nella difficoltà di fare previsioni sull'orientamento dei giudici costituzionali, gli osservatori si affidano alla storia politica e professionale dei 15 membri della Consulta. Sono storie che lasciano intravedere una leggera prevalenza del centrosinistra, quasi a compensare la presidenza Marini. Solo una settimana fa Berlusconi ha lasciato filtrare la sua amarezza per la decisione di Ciampi di nominare tre nuovi giudici costituzionali senza ascoltare nessuna indicazione del governo.
Intanto ieri il presidente del Consiglio ha smentito di aver mai detto ai suoi deputati «fate quello che credete più opportuno, io non ci voglio entrare» a proposito della Cirielli come riferito dal quotidiano Libero. E Cesare Previti in una nota ha smentito di aver mai detto, in risposta a questo disinteresse, «E' una cosa indegna, vergognosa, una delusione sul piano umano e personale. Sono stato usato come un agnello sacrificale, una merce di scambio». Al contrario, ha precisato l'ex ministro della difesa, «i miei rapporti con Berlusconi sono immutati». Buoni o cattivi non l'ha detto.
11/11/05- Michael Moore, il campione anti guerra e multinazionali dell'America bushiana possiede azioni della Halliburton e di altre mega compagnie Usa. Come George Soros, sostenitore di un più alto livello di tassazione per i ricchi americani, ha tutti i suoi soldi in paradisi fiscali all'estero. Lo svela un nuovo libro di Peter Schweizer. Mentre uno dei critici di punta del Pentagono, lo studioso Noam Chomsky, ha visto tutta la sua carriera accademica sponsorizzata dall'esercito Usa.
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10/11/05- Gli Stati Uniti hanno utilizzato pezzi d'artiglieria al fosforo bianco su Falluja. Ma la convenzione che avrebbero violato non è quella che proibisce l'uso di armi chimiche, bensì l'unica che si occupa di armi incendiarie, perchè il fosforo non è arma chimica bensì incendiaria. O meglio lo è ad alcune condizioni: dalla Convenzione di Ginevra su alcune armi convenzionali, protocollo tre. “Protocollo e proibizioni o limitazioni all’utilizzo di armi incendiarie. Ginevra, 10 ottobre 1980. Articolo I, definizioni ai fini di questo protocollo. Uno: ‘Si intende per arma incendiaria qualsiasi arma o munizione che sia essenzialmente concepita per dare fuoco a oggetti o per provocare ustioni a persone mediante l’azione della fiamma, del calore o di una loro combinazione, prodotta da una reazione chimica di una sostanza lanciata sul bersaglio. (a) Le armi incendiarie possono assumere la forma, ad esempio, di lanciafiamme, fogate, obici, razzi, granate, mine, bombe, e altri contenitori di sostanze incendiarie."
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10/11/05- La sinistra italiana litiga al suo interno sul senso da dare al ritiro dall'Iraq, in caso di vittoria elettorale: ritiro immediato (Rifondazione comunisti italiani e verdi, o fissazione di un calendario per il ritiro (Fassino, D'alema e la Margherita) magari condiviso con l'eventuale opposizione (come ha chiesto Martino). Ma si fanno i conti senza l'oste: l'Onu ha appena deciso all'unanimità in consiglio di sicurezza di rinnovare per un altro anno la missione multinazionale in Iraq, ovvero la richiesta alle nazioni di contribuirivi con truppe, al 31 dicembre 2006.
5/11/05- La finanziaria taglia di 350 milioni gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo, lasciandone solo 50 mln. Ma l'inganno era cominciato ben prima. Vi ricordate la promessa dei Paesi ricchi di cancellare il debito di quelli poveri seguita al Live 8 di qualche mese fa? Sui 50 miliardi complessivi all'Italia ne toccavano 3. Peccato che Tremonti, ossia uarda caso l'autore di questa finanziaria, avesse inserito nell'accordo una frase ambigua: "L'Italia s'impegna a portare avanti una legge che autorizzi i pagamenti della sua parte per l'intera durata dei prestiti cancellati". Ovvero per 40 anni, l'arco di tempo in cui i debiti condonati via via scadranno.
5/11/05- Ponte sullo stretto. L'affare è colossale sia che il ponte venga costruito, ma anche (o soprattutto, come sostengono in molti) che resti sulla carta, visto che il contratto prevede una penale stratosferica in caso di recesso da parte dello Stato (il 10 per cento dell'importo totale, cioè 388 milioni, più le spese già affrontate dal general contractor) dopo la definitiva approvazione dell'opera prevista per il 2006.
5/11/05- Lo scandalo Nigergate e la storia del falso dossier, fabbricato ad arte da un ex 007 italiano, hanno rinfocolato le posizioni di chi sostiene che Bush abbia mentito al mondo sulle armi di distruzione di massa, per giustificare il conflitto. Forse lui ha mentito davvero, e forse c'erano altri mezzi per tenere a freno Saddam. Ma le rami di distruzione di massa il raìs le aveva davvero, e infatti, benchè i media dicano il contrario, sono state trovate.
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3/11/05- Panico in Occidente per le parole di Ahmadinejad su Israele. Ma in Iran non comanda lui: l'autorità suprema è quella religiosa, ossia l'ayatollah Khamenei, successore di Khomeini. Ahmadinejad non ha l'ultima parola sulle leggi, non controlla l'esercito nè la tv o la radio di stato.
3/11/05- Berlusconi ha detto qualche giorno in un'intervista a La sette che non voleva la guerra in Iraq, aggiungendo che comunque l'Italia era arrivata ad ostilità finite su richiesta Onu. Non è vero: il parlamento votò il si alla missione di Nassiriya a luglio 2003, prima della risoluzione Onu che istituisce la missione multinazionale per motivi di sicurezza. Inoltre i carabinieri a guardia del presidio della Cri a Baghdad erano arrivati già a pochi giorni dallo scoppio della guerra, quando ancora Bush non aveva dichiarato "mission accomplished".
3/11/05- Secondo Magdi Allam solo il 5% dei musulmani italiani frequentano le moschee. Ma su che base lo afferma?
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3/11/05- Rafsanjani rettifica le dichiarazioni di Ahmadinejad sulla cancellazione di Israele dalle mappe. Dicendo nel sermone del venerdì che l'Islam e l'Iran in particolare nutre grande rispetto per gli ebrei e disprezza solo i circoli sionisti responsabili dell'oppressione palestinese. In Iran ci sono anche le colombe, commenta l'Occidente, ed è in atto una guerra interna coi falchi. In realtà lo stesso Rafsanjani nel 2001 aveva affermato che il problema Israele va risolto con una sola bomba nucleare, col minimo danno per il mondo islamico.
2/10/05- AVIARIA
Affari d'oro per Mr Rumsfeld
Che dietro all'allarme «aviaria» si nascondano grossi interessi economici è cosa più o meno nota. Quello che invece pochi forse sanno è che una delle persone che più ne sta beneficiando è il segretario Usa alla difesa Donald Rumsfeld. A rivelarlo è stata ieri la Cnn, che ha reso noti i legami tra Mr Rumsfield e Gilead Science, la compagnia californiana proprietaria dei diritti del Tamiflu, il vaccino all'influenza aviaria. Secondo quanto riportato dalla Cnn, il segretario alla difesa è stato presidente della compagnia dal 1997 fino al 2001, anno in cui ha raggiunto la Casa Bianca. Mantenendo però, anche da quella data, una partecipazione nella società valutata tra i cinque e i venticinque milioni di dollari. Negli ultimi sei mesi, la paura di una pandemia e la corsa al Tamiflu (prodotto dal colosso farmaceutico svizzero Roche) hanno fatto salire il valore delle azioni Gilead (che riceve da Roche una percentuali sugli utili pari al 10% delle vendite) da 35 a 47 dollari. Cosa che - dice la Cnn - ha reso il capo del Pentagono più ricco di almeno un milione di dollari. Tra l'altro - nota la Cnn - proprio il governo federale americano è uno dei consumatori del Tamiflu: in luglio, il Pentagono ne ha ordinato quantità per un valore di 58 milioni di dollari (destinate alle truppe americane sparse per il mondo), mentre il congresso sta prendendo in considerazione un acquisto multimiliardario. La Cnn riporta come Mr Rumsfeld, all'imperversare dell'«emergenza aviaria», abbia considerato l'ipotesi di disfarsi del suo pacchetto azionario, chiedendo consigli a ufficiali governativi e giudici privati. A fronte del rischio prospettato di insider trading, il capo del Pentagono ha pensato bene di tenerle. Verosimilmente, senza troppi dispiaceri.
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2/11/05- Perchè solo tre fra i Paesi islamici riconoscono a tutt'oggi l'esistenza di Israele?
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2/11/05- Iraq, non era un bambino il kamikaze di Kirkuk. In un primo momento si era parlato di un kamikaze bambino, una ragazzino di dieci anni che si sarebbe lanciato a Kirkuk, città nel nord curdo, contro l’auto di un ufficiale della polizia irachena con indosso una cintura esplosiva. Ma successivamente la storia è cambiata: non un bambino, ma un uomo avrebbe compiuto l’attentato. È quanto riporta l’agenzia di stampa Ansa, che cita fonti della sala operativa congiunta di polizia e forze armate irachene. «L'attentato è avvenuto oggi alle 07:55 e il terrorista era un adulto e non un bambino», ha detto la fonte, che ha chiesto di mantenere l'anonimato. La fonte ha anche confermato che l'ufficiale obiettivo dell'attentato, il generale di polizia Khattab
Abdallah Areb, è rimasto ferito nell'esplosione, così come una delle sue guardie del corpo.
Il generale Khattab ha personalmente raccontato di aver visto un bambino di età compresa tra i dieci e i tredici anni, che indossava una cintura esplosiva, correre verso il convoglio sul quale stava viaggiando e farsi esplodere.
Nell'attentato è stato ferito anche l'autista del generale. Fonti delle forze di sicurezza hanno detto che altre due esplosioni di ordigni contro pattuglie della polizia e dell'esercito, avvenute a Kirkuk hanno causato cinque morti, due poliziotti e tre guardie nazionali.
2/11/05- Ucciso o catturato l'ennesimo 'vice' di Zarqawi: ma quanti sono?
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1/11/05- E' una polpetta avvelenata francese il dossier fasullo del Nigergate? Eppure sarebbe stato un autogol: le due uniche miniere di uranio del Niger sono controllate in esclusiva da una ditta francese. Dunque, se Parigi avesse voluto accreditare l'acquisto illegale da parte di Saddam, si sarebbe autoincolpata.
1/11/05- Risoluzione Onu che intima alla Siria di collaborare nelle indagini sull'omicidio di Hariri. Ma la notizia è un'altra: se non lo farà, ci saranno "serie conseguenze", termine che ingergo diplomatico significa l'uso della forza militare. Lo specifica la Rice. Ma anche nel testo delle risoluzione è specificato. Infatti, quando si cita l'art.VII della Carta Onu, che parla di misure economiche, e nel caso ciò non bastasse di misure militari.
30/10/05- Nigergate. Il dossier falso l'ha sì fornito un italiano, il carabiniere Rocco Martino. Ma questi non si dice che fu cacciato dal Sismi in epoca precedente, e quando redige il falso è a stipnedio della Direction general della sicurezza estera francese (Dgse). Dunque fu Parigi a preparare la polpetta avvelenata a Bush e alleati.
30/10/05- L'Iraq attaccò veramente i curdi ad Halabja nell'88? (Il principale eccidio di Saddam, usato come argomento per spodestarlo con la guerra).
Abbiamo un rapporto a circolazione limitata su Halabja redatto dai Servizi segreti militari statunitensi (Defense Intelligence Agency - DIA) del quale, in parte, ha dato conto la nota rivista americana «Village Voice» nel numero del 1-7 maggio 2002: “La causa della maggior parte delle vittime di Halabja è stato il cloruro di cianogeno[3], un agente chimico mai utilizzato dall’Iraq, mentre è stato semmai l’Iran ad interessarsene. Quanto ai morti a Halabja a causa del gas mostarda[4], l’ipotesi più probabile è che essi siano stati colpiti da armi irachene, poiché non è mai stato rilevato che l’Iran ne abbia fatto uso”[5].
In un altro rapporto su Halabja frutto di un convegno di addetti militari delle ambasciate statunitensi del Medio Oriente e di analisti militari e politici della CIA e della DIA durato due giorni, i cui risultati si fondano su indagini sul campo accessibili a chiunque e su intercettazioni delle comunicazioni via telefono e via radio degli eserciti iracheno ed iraniano da parte della NSA, si trova una valutazione di quel che accadde a Halabja: “Postulando che il cloruro di cianogeno è stato il più infame utilizzo in guerra di agenti chimici per l’uccisione di curdi a Halabja, se consideriamo che l’Iraq non ha una storia di utilizzo di questi due elementi [cloruro di cianogeno e cianuro di idrogeno[6]] mentre l’Iran ce l’ha, si può concludere che è l’Iran il responsabile di questo attacco”. Questo rapporto ufficiale è rinvenibile al seg. indirizzo: http://www.fas.org/man/dod-101/ops/war/docs/3203/
Riportando quanto contenuto in un altro rapporto del Ministero della Difesa degli Stati Uniti, il «Washington Post» del 3 maggio 1990 ha affermato che il massacro di Halabja avvenne come esito dei cannoneggiamenti reciproci con armi chimiche tra gli eserciti iracheno ed iraniano allo scopo di prendere possesso della località[7].
Dunque, da fonti differenti sullo stesso tema, si può concludere che quanto si verificò a Halabja iniziò con il cannoneggiamento dell’esercito iraniano con cloruro di cianogeno allo scopo di conquistarla, provocando così, involontariamente, la maggior parte delle vittime civili curde. Ma l’esercito iracheno, per liberarla, la bombardò con gas mostarda, quando però il massacro di civili curdi era già avvenuto. Per questo le vittime delle armi irachene erano iraniani ed elementi delle forze di Talabani ad essi alleate[8]. Perciò, mai e poi mai Colin Powell potrà accusare l’Iraq dell’eccidio di civili a Halabja, se non sconfessando le fonti militari americane dell’epoca di Bush sr. durante la quale egli ricopriva un alto incarico militare…
Ad ogni modo, non c’è ipocrisia più grande dei proclami di Washington relativi al suo interesse verso i curdi, poiché nel 1994, mentre la Turchia era il più grande importatore di armi americane al mondo, più di un milione di curdi era in fuga verso Diyarbakir per scampare dalle violenze turche nel Kurdistan turco occupato.
8] Un altro importante articolo che contraddice la versione dei fatti sostenuta dagli americani è quello di Stephen C. Pelletiere, A Glimpse of The Past: A War Crime or an Act of War?, «New York Times», 31 Jan. 2003 ( http://www.uruknet.info/?p=880 ). Stephan C. Pelletiere rivestiva l’incarico di CIA’s senior political analyst durante la Guerra Iran-Iraq.
30/10/05- Secondo la legge americana sui crimini di guerra del 1996, Bush, Cheney, Rumsfeld e Gonzales dovrebbero essere condannati al carcere a vita per aver dato ordine di violare o impedito la violazione della Convenzione di Ginevra riguardo alle torture irachene. Propio il ministro alla giustiuzia Gonzales aveva chiesto al presidente di abbandonare la Convenzione, proprio per evitare le sanzioni della legge 18 Usc 2441.
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30/10/05- Ci sarà un Bushgate sulla storia del falso dossier dell'uranio iracheno, e della vendetta trasversale dell'amministrazione sull'agente Cia Valerie Palme? No. Perchè il giudice chaiamato a giudicare sulle accuse al consigliere Libby è Reggie Walton, nominato proprio da Bush nel 2001 nel distretto di Columbia, e già nominato da Bush padre come n.2 della lotta alla droga nell'89.
30/10/05- Saddam aveva accettato di andarsene in esilio per evitare la guerra. Lo rivela Al Arabiya.A fare la proposta fu il presidente degli Emirati arabi, Zayed bin Sultan. Tutto avvenne nel marzo 2003 in un vertice dei Paesi della Lega araba, che rifiutarono compatti l'eventualità, a cui avevano aderito anche gli Usa. Per bocca del seretario della Lega Amr Moussa, questi respinsero il piano.
30/10/05- Chi ha ragione fra la Moratti e li studenti? Secondo il ministro la riforma moralizza il sistema delle assunzioni dei professori universitari. In realtà dà il via alla possibilità di chiamata diretta per i posti di prof. ordinario e associato, fra italiani, stranieri, o italiani all'estero. Sarà inoltre possibile attivare posti di prof. straordinario temporaneo, sulla base di convenzioni con imprese ed enti esterni, a totale carico dei medesimi. Finora l'ingresso per i docenti avveniva su concorso, benchè quasi sempre truccato.
30/10/05- Grande allarme mondiale per le dichiarazioni del presidente iraniano Ahmaninejad sulla distruzione di Israele. Ma in Iran comanda lui? No comanda la teocrazia deli ayatollah, che per metterlo ancora più sotto tutela, ha fatto quanto segue.
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30/10/05- Per il muro israeliano tanto rumore...e per gli altri?
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30/10/05- Clandestini da rimpatriare Inefficace metà dei processi».
Articolo 14-ter della legge 286/98 Bossi-Fini: per questo reato, commesso dallo straniero clandestino che (non espulso per impossibilità dello Stato di farlo subito, e non trattenuto nei centri di permanenza temporanea per scadenza di termini o mancanza di posto) non ottemperi «senza giustificato motivo» all’ordine di lasciare l’Italia entro 5 giorni, la legge impone alla polizia l’arresto obbligatorio e il giudizio per direttissima. Una «macchina» che lavora non a vuoto, anzi a pieno regime. Ma quasi per niente. Almeno guardando ai numeri. Se si considerano ad esempio gli ultimi tre mesi di «direttissime» a Milano, si scopre infatti che su 1.640 persone arrestate e portate davanti al giudice per la convalida dell’arresto per i più vari motivi, ben 646 erano per l’articolo 14 (cioè il 40% del totale): «Se le forze dell’ordine sul territorio arrestano così tanto solo per questo reato - osserva il coordinatore delle sezioni penali del Tribunale, Edoardo D’Avossa -, c’è da temere che siano distolte dall’attività di contrasto ai reati della microcriminalità». Di questi 646 arresti, peraltro, ben 249 non sono stati convalidati, mentre per altri 58 c’è stata la convalida ma non l’emissione poi di alcuna misura cautelare. Per le più varie ragioni: difetto di motivazione del presupposto del reato (cioè del provvedimento amministrativo di espulsione), mancata traduzione nella lingua madre dello straniero, valutazione del «senza giustificato motivo». Risultati scarsi, ma costi enormi. Quasi tutti gli arrestati sono difesi da avvocati d’ufficio, e solo a Milano lo Stato ha pagato per il «gratuito patrocinio» 3,2 milioni di euro nel 2003 e 3,4 milioni nel 2004. Più i soldi per poliziotti, rilievi dattiloscopici, magistrati, cancellieri, traduttori, trasferimenti.
«Se per tutti gli arrestati fosse emessa la misura coercitiva - riassume il paradosso il giudice -, le carceri scoppierebbero; ma se si va avanti così, si distoglie solo personale di polizia, si intasano i tribunali e si strapaga un sistema inefficace. E di nessuna dissuasività verso chi, dopo aver rischiato la vita per arrivare in Italia e aver magari lasciato in patria i familiari a garantire i debiti fatti con gli scafisti, certo non andrà via volontariamente».
29/10/05- Cresciuti gli stipendi dei dipendenti pubblici? L'accusa è respinta dai sindacati: «Le retribuzioni complessive dei lavoratori dipendenti sono sotto l'inflazione reale - spiega Marigia Maulucci, Cgil - Se infatti l'aumento delle retribuzioni del 3,1% riguarda, come dice lo stesso Istat, il 58,7% dei lavoratori, quelli cioè che hanno rinnovato il contratto, dobbiamo concludere che il restante 42% non ha avuto sostanzialmente nulla».
29/10/05- Il taglio del 10% degli stipendi dei politici inseriti in finanziaria, e applaudito da tutti: consiste in un risparmio di 23 milioni di euro l'anno, ma nello stesso documento finanziario intanto si sono aumentati i rimborsi ai partiti per 40 mln di euro. Peraltro negli ultimi due anni gli emolumenti dei politici erano saliti di 800 euro a persona, mentre il taglio del 10% ne fa risparmiare solo 590.
29/10/05- Santoro riportato in tv da Celentano? Ma Santoro avrebbe potuto rientrare in tv già da tempo: da quando una sentenza ha condannato la Rai al suo reintegro con una sua trasmissione. Solo che avrebbe dovuto farlo in seconda serata, e a lui non andava bene.
29/10/05- Polemiche sul diritto di satira in seguito a Rockpolitik. Ma i sermoni di Celentano non sono satira, bensì semplici discorsi politici.
29/10/05- Il sondaggio taroccato da Cofferati
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Cofferati, ed altri che lo sostengono, affermano che il 90% dei cittadini bolognesi sono d'accordo con lui sul tema della legalità; dicono che questo dato proviene da un sondaggio.
Di quale sondaggio si tratta?
Si tratta dell'annuale sondaggio del Medec, il centro demoscopico metropolitano bolognese, che ogni anno interroga i cittadini di Bologna e provincia sul tema della sicurezza.
Succede però che a scorrere il Pdf pubblicato dal Medec sul sondaggio del 2005 non si trovi alcuna voce a conferma delle dichiarazioni di Cofferati ed alleati.
Cofferati mente?
No; Cofferati si riferisce alla risposta a 2 domande non evidenziate nel Pdf pubblicato dall'istituto.
Queste due domande sono particolari, sono quel tipo di domande che cercano di provocare una risposta utile quanto desiderata, e sono state inserite nel tradizionale sondaggio su pressioni dello stesso Cofferati.
Due domande molto simili, in una si chiedeva più o meno:
"Quanto ritiene importante il rispetto di regole comuni nello spazio pubblico condiviso?"
Risposte possibili: molto-abbastanza-poco-per niente.
E' chiaro che ad una domanda del genere nessuno, o quasi nessuno, potrebbe rispondere con le ultime due possibilità.
E' altrettanto chiaro che si tratti di una domanda dal valore prossimo allo zero, e infatti questo quesito e quello gemello NON appaiono nella pubblicazione del Medec relativa al sondaggio.
Qualunque professionista che si occupa di sondaggi, ma anche chiunque dotato di minimo senso comune, avrebbe immediatamente eccepito che si tratta di un trucco, fatto anche abbastanza male.
Le due domande, infatti, non sono mai state poste nelle rilevazioni degli anni precedenti.
Si tratta chiaramente di un maldestro tentativo di farsi dare ragione, tanto maldestro da non essere neppure pubblicato dal medec per non giocarsi la reputazione dell'istituto.
Si tratta, altrettanto chiaramente, di un espediente premeditato per dotarsi di un'arma a supporto delle future uscite in nome della "legalità" (il sondaggio è stato condotto in giugno/luglio), una premeditazione che la dice lunga sulla genuinità delle uscite del sindaco, evidentemente pianificate con largo anticipo come si conviene ad una vera e propria campagna per assicurarsi le prime pagine dei giornali, contando su un "sostegno" da parte dei cittadini da esibire prontamente a conforto delle proprie tesi.
Il sondaggio in questi giorni è stato citato più volte, ma le domande "incriminate" non sono mai state pubblicate o illustrate; nel Pdf del Medec non c'è nulla che possa legittimare l'affermazione " I cittadini sono al 90% d'accordo con Cofferati" come anche ieri sera si affannava a sostenere Minniti, giunto in sostegno dello sceriffo cremonese.
In realtà questo dato viene smentito dalle stesse conclusioni del rapporto Medec, nelle quali rileva che i cittadini bolognesi con "orientamento Law & order" non arrivano al 30%
Sarebbe ora che qualcuno chiedesse a Cofferati di esibire il sondaggio che cita in continuazione, e che tutti potessero leggere le due domande che ha tanto insistito per inserire nello stesso.
Forse ci si renderebbe finalmente conto che Cofferati sta agendo dolosamente e ingannando tutta la cittadinanza, dopo che ha ingannato quelli che lo hanno fatto eleggere spendendosi in una grande campagna elettorale.
Sergio Pinocchio non serve a nessuno, se non alla carriera di Sergio, che a Bologna non interessa davvero a nessuno.
29/10/05- Oggi Berlusconi sostiene in un'intervista a Rula Jebreal per La sette di essere stato contrario alla guerra in Iraq, e aver cercato di convincere Bush a non farla. Perchè , aggiunge, non si può esportare la democrazia con le armi.
-Quando Berlusconi sosteneva la guerra
...parole sue...
intervista al New York Times del 2003
Silvio Berlusconi propone di cambiare le leggi internazionali per autorizzare le truppe americane a invadere altri paesi dopo l’Iraq.
In una intervista al New York Times, il primo ministro italiano ha parlato come sempre a ruota libera. Ha sostenuto che per gli europei è “impensabile” rispondere di no alle richieste militari del presidente americano, e che soltanto il suo ruolo di presidente di turno dell’Unione Europea gli impedisce di dire quello che veramente pensa delle obiezioni alla guerra sollevate da Francia e Germania
Ha difeso la legge Gasparri, assicurato che il conflitto di interesse non esiste, e ha ostentato indifferenza davanti alle critiche. Su un punto solo si è mostrato suscettibile: la propria modesta statura. “Mi chiamano nano”, si è sfogato, con risentimento.
La mentalità di Berlusconi – commenta il New York Times – rispecchia e forse perfino va oltre la dottrina del presidente Bush di interventi preventivi contro il terrorismo”.
[b]Secondo il presidente del consiglio italiano la “comunità delle democrazie” deve essere pronta a usare la forza in certi casi, come in Iraq, e questo approccio “potrebbe richiedere un cambiamento della legge internazionale, che finora riteneva inviolabile la sovranità di un singolo stato”.[/b]
“Oggi – ha proseguito Berlusconi – l’occidente è l’unica potenza militare, e all’interno dell’occidente vi è l’incomparabile potenza degli Stati Uniti. Oggi chiediamo dunque se è possibile, guardando al futuro, intervenire nel mondo intero come esportatori di democrazia e di libertà”.
Il New York Times descrive con divertimento l’imbarazzo dei consiglieri per le esternazioni del capo: “Sebbene diversi collaboratori, seduti nervosamente intorno a lui, occasionalmente intervenissero per cercare di sviarlo da argomenti delicati o da espressioni azzardate, Berlusconi li ignorava… Parlava in modo da non consentire equivoci, sia che applaudisse gli Stati Uniti, strombazzasse i suoi piani per trasformare l’economia italiana o discutesse, senza cercare scuse, la serie sempre più lunga delle sue gaffe politiche”.
A una domanda sulle truppe italiane inviate in Iraq su richiesta del presidente Bush, Berlusconi ha risposto: “Rispondere di no sarebbe stato impensabile per me”. Quando l’intervistatore ha fatto notare che Francia e Germania hanno assunto una posizione diversa dalla sua, “Berlusconi ha detto che soltanto il vincolo diplomatico del suo ruolo di presidente dell’Unione Europea gli impediva di rispondere francamente”. Subito dopo ha aggiunto: “Tutti dovrebbero essere consci dei loro doveri di gratitudine verso la grande democrazia americana”.
Nonostante il giudizio sprezzante nei confronti dei due paesi più ricchi dell’Unione, Berlusconi ha espresso “cauto ottimismo” sull’incontro della prossima settimana alla ricerca di un accordo sulla costituzione europea. Gli altri capi di governo, ha detto al New York Times, rinunceranno alle loro obiezioni “in segno di rispetto per me, perché sono tutti miei amici”.
Soltanto in patria, a quanto pare, le virtù non sono apprezzate. Non è bastata la legge Gasparri, che consente a Berlusconi di rimanere proprietario di sei reti televisive su sette e alla sua famiglia di controllare un impero editoriale. Niente da fare. Il presidente del consiglio si è lamentato con il New York Times. L’ottanta per cento degli articoli pubblicati in Italia su di lui, ha detto, ha un tono ostile, la televisione lo prende continuamente in giro e i detrattori lo chiamano nano. Di fronte a tanta incomprensione Berlusconi “è stato costretto a seguire il consiglio dell’ex primo ministro britannico Margaret Thatcher, e a non leggere più gli articoli negativi sul suo conto, per non correre il rischio che venga meno l’entusiasmo per i grandi obiettivi che si è dato”.
A questo punto l’intervistatore ha notato una crepa nella corazza di alterigia del personaggio. Berlusconi è sbottato: “Sono alto quanto il primo ministro spagnolo Jose Maria Aznar”. Poi si è rivolto a uno dei collaboratori e ha aggiunto: “Ho la statura media degli italiani, non è vero?”. Il malcapitato collaboratore, preso alla sprovvista, si è affrettato a rispondere: “Certamente”.
29/10/05- 'L'Intoccabile' procuratore Fitzgerald che ha rinviato a giudizio il consigliere di Bush 'scooter' Libby, non lo ha fatto con l'accusa di aver svelato l'identità dell'agente Cia Valerie Palm, bensì per falsa testimonianza e spergiuro nell'indagine che su quel presunto reato da parte di membri dell'amministrazione americana indagava.
[leggi in esteso]
29/10/05- 25.902 civili iracheni uccisi fra 1 gennaio 2004 e 16 settembre 2005. Lo dice il primo rapporto del Pentagono al Congresso Usa. Uccisi da chi? Dai cosiddetti insorti iracheni. Quelli uccisi fra 20 marzo 2003 e 19 marzo 2005 dalle forze della coalizione sono 9270, e in combattimenti con la guerriglia 1258 (dati Iarqi body count).
26/10/05- Niente di nuovo sotto il sole (iracheno)....
Perchè Roberto Rossellini girò, nel 1947, il film "Germania anno
zero" e non "Italia anno zero"?
Perché per oltre mezzo secolo abbiamo creduto che la bomba esplosa
nella chiesa di S. Miniato fosse stata lanciata dai nazisti e non
dagli americani come hanno dimostrato le ricerche più recenti?
Perché abbiamo dovuto attendere l'inizio del nuovo millennio per
sapere che le truppe americane commisero in Sicilia molti eccidi,
come quello del 14 luglio1943, quando un'intera guarnigione
italiana, arresasi il giorno prima, fu passata per le armi? In un
breve e denso seggio, intitolato "Le piccole Dresda d'Italia", lo
storico Sergio Bertelli si chiede perché un intero capitolo della
seconda guerra mondiale sia stato dimenticato dalla nostra
storiografia. Una rimozione, secondo lo studioso, all'origine di un
altro fenomeno: la natura solamente ideologica dell'antiamericanismo
italiano. L'antiamericanismo avrebbe potuto avere basi ben più
concrete se solo la nostra storiografia avesse riportato le atrocità
commesse dagli americani e dai loro alleati in Italia tra il 43 e il
45 e le sofferenze delle popolazioni civili sotto i bombardamenti e
avesse sottolineato l'inutilità militare (e la conseguente natura
puramente terroristica) della maggior parte degli attacchi aerei da
noi subiti.
Durante tutto il corso della guerra l'Italia fu sottoposta a un
martellamento aereo che non aveva scopi militari, bensì aveva lo
scopo di fiaccare il morale della popolazione civile e spargere il
terrore come politica. Una vera e propria guerra sanguinosissima
guerra psicologica!
L'elenco è lunghissimo; citiamo solo alcuni episodi: la distruzione
dell'abbazie di Montecassino (che a trovato gli storici americani
più disposti a raccontarne di quelli italiani), la bomba americana
che colpì San Miniato al Tedesco (che da allora perse questo
riferimento al Sacro Romano Impero); limitandosi alla terribile
estate 1943, quale utilità strategica e militare avranno mai avuto
le bombe sganciate in agosto su Milano, in due ondate successive, le
notti tra il 7 e l'8 e tra il 12 e il 13?
"Quel che più stupisce -dice Bertelli- è la totale assenza di ordini
agli aviatori del Bomber Command per risparmiare la popolazione e i
monumenti artistici: furono colpiti il Duomo, l'ospedale Maggiore,
il Castello Sforzesco, la Basilica di S. Ambrogio, il Palazzo Reale,
l'Archivio di Stato, rasi al suolo la Scala., il Teatro dei
Filodrammatici, il Teatro Dal Verme, il Teatro Verdi, i grandi
magazzini Rinascente". Questi attacchi fanno il paio coi raid su
Roma del 19 luglio1943, quando la deposizione di Mussolini era già
stata decisa e che fecero in poche ore 6000 vittime civili (furono
bombardati quartieri popolari densissimamente popolati come San
Lorenzo, San Giovanni e il Tiburtino).
Ma gli episodi più inutili e più atroci avvennero dopo l'8 settembre
1943: il 7 aprile 1944 Treviso fu distrutta. Il 20 novembre, durante
un bombardamento su Milano, fu rasa al suolo la scuola "Francesco
Crispi", nel rione di Gorla: morirono 184 bambini e 19 maestri.
Bertelli scrive:"…a Norimberga, al processo dei criminali di guerra,
mancavano certamente alcune sedie…". Lo studioso si riferisce al
famoso generale israelita inglese "Bomber" Harris, capo del Bomber
Command, che aveva elaborato questa atroce tattica: bombardamento
sulle popolazioni civili a tre ondate successive; alle bombe
dirompenti seguivano gli spezzoni incendiari e, nel terzo passaggio,
bombe a scoppio ritardato di 6-12 ore per non lasciare scampo ai
sopravvissuti che si aggiravano tra le macerie dopo essere usciti
dai rifugi antiaerei.
26/10/05- Qualche settimana fa a Bassora agenti britannici travestiti da arabi, arrestati mentre mettevano bombe. In seguito altro episodi analoghi protagonisti gli americani. Forse per Rumsfeld non sarà una sorpresa...
[leggi in esteso]
26/10/05- Nuovo attacco kamikaze della JIhad islamica ad Hadara in Israele, dopo una lunga tregua. Così la vendono i media. Ma la Jihad motiva diversamente: è la risposta all'assassinio di Luay Saadi, ucciso dalle forze speciali israeliane a Tulkarem tre giorni fa.
26/10/05- Cofferati nella bufera per aver ordinato lo sgombero dei baraccati sul lungo Reno. Ma lo sgombero non l'ha ordinato lui: bensì l'organo competente, la prefettura che poi l'ha ordinato alla questura.
26/10/05- Dati delle Commissione antimafia: il 25% dei calabresi sono in qualche modo tributari della n'drangheta. In Sicilia sono solo il 12% quelli della mafia, in Campania il 10% della camorra, in Puglia il 3% della Sacra corona.
25/10/05- I sì hanno vinto il referendum sulla nuova costituzione irachena. In realtà il testo su cui hanno votato gli iracheni non sarà lo stesso che entrerà in vigore: in base a un accordo in extremis accettatom dalla principale formazione sunnita (il partito islamico iracheno), prima del referendum sono stati 4 articoli che prevedono la possibilità di emendare la Carta entro 4 mesi dalla promulgazione.
24/10/05- L'unico farmaco contro l'influenza aviaria è il Tamiflu, andato a ruba in queste settimane di attesa del virus. Chi era il presidente dell'azienda che lo produce in esculsiva (la Gilead Sciences), e che in questi giorni ha fatto profitti a non finire? Era Donald Rumsfeld, ministro della difesa Usa, fino al momento della nomina con Bush figlio.
24/10/05- Bush è coerente nella sua guerra al terrorismo? No, perchè non persegue il noto terroristo cubano Posada Carrilles, antesignano di tutti gli Osama attuali, al quale dà impunemente asilo in America.
[leggi in esteso]
23/10/05- Fabbricate a Roma in maniera goffa e artigianale le prove su Saddam. Storia del falso dossier uranio che il Sismi spedì alla Cia
Doppiogiochisti e dilettanti tutti gli italiani del Nigergate. L'ammissione di Martino alla stampa inglese: "Americani e italiani hanno
lavorato insieme. E' stata un'operazione di disinformazione"
Silvio Berlusconi e George W. Bush. Dopo l'11 settembre la Casa Bianca chiese a tutti gli alleati, e in particolare all'Italia, notizie e prove che evidenziassero la pericolosità sociale di Saddam Hussein. L'intervento militare in Iraq è stato giustificato da due rivelazioni: Saddam Hussein ha tentato di procurarsi uranio grezzo (yellowcake) in Niger (1) per arricchirlo con centrifughe costruite con tubi di alluminio importati dall'Europa (2). Alla costruzione delle due "bufale" (non si troverà traccia in Iraq né di uranio grezzo né di centrifughe), collaborano il governo italiano e la sua intelligence militare. Repubblica ha cercato di ricostruire chi, come, dove e quando ha lavorato e "disseminato" alle intelligence inglese e americana il falso dossier che è valso una guerra.
Sono le stesse "bufale" che Judith Miller, la reporter che "ha tradito il suo giornale", pubblica (con Michael Gordon) l'8 settembre 2002. In una lunga inchiesta sul New York Times, Miller racconta dei tubi di alluminio con cui Saddam avrebbe potuto realizzare l'arma atomica. E' l'argomento che i "falchi" dell'Amministrazione Bush attendono.
La "danza di guerra", che segue allo scoop di Judith Miller, appare a un attento media watcher come Roberto Reale ("Ultime notizie") "uno spettacolo preparato con cura".
Condoleezza Rice, allora consigliere per la Sicurezza nazionale alla Casa Bianca, dice: "Non vogliamo che la pistola fumante abbia l'aspetto di una nube a forma di fungo" (Cnn). Un minaccioso Dick Cheney rincara la dose a Meet the press: "Sappiamo, con assoluta certezza, che Saddam sta usando le sue strutture tecniche e commerciali per acquistare il materiale necessario ad arricchire l'uranio per costruire l'arma nucleare". E' l'inizio di un'escalation di paura.
26 settembre 2002. Colin Powell avverte il Senato: "Il tentativo iracheno di ottenere l'uranio è la prova delle sue ambizioni nucleari".
19 dicembre 2002. L'informazione sul Niger e l'uranio è inclusa nelle tre pagine del President daily brief che ogni giorno Cia e Dipartimento di Stato preparano per George W. Bush. L'ambasciatore alle Nazioni Unite, John Negroponte, ci mette il sigillo: "Perché l'Iraq nasconde l'acquisto di uranio nigerino?".
28 gennaio 2003. George W. Bush scandisce le 16 parole che sono una dichiarazione di guerra: "Il governo inglese ha appreso che Saddam Hussein ha recentemente cercato di acquisire significative quantità di uranio dall'Africa".
La farina di questo sacco è romana.
Il coinvolgimento italiano negli eventi che precedono l'invasione dell'Iraq ha, sin qui, trovato nella distrazione generale un solitario e grottesco protagonista in un tale che si chiama Rocco Martino, "di Raffaele e America Ventrici, nato a Tropea (Catanzaro) il 20 settembre 1938".
Smascherato dalla stampa inglese (Financial Times, Sunday Times) nell'estate del 2004, Rocco Martino vuota il sacco: "E' vero, c'è la mia mano nella disseminazione di quei documenti (sull'uranio nigerino), ma io sono stato ingannato. Dietro questa storia ci sono, insieme, americani e italiani. Si è trattato di un'operazione di disinformazione".
Confessione non lontana dalla verità, ma incompleta.
Nasconde gli architetti dell'"operazione". Rocco Martino è a occhio nudo soltanto una pedina. Come i suoi compari. Chi tira i fili delle loro mediocri avventure? Per saperlo bisogna, in ogni caso, cominciare da quel buffo tipo venuto a Roma da Tropea.
Rocco Martino è un carabiniere fallito. Uno spione disonesto. Intorno a lui si avverte l'aura del briccone anche se non si conosce la sua pasticciata storia. Capitano nell'intelligence politico-militare tra il '76 e il '77 "allontanato per difetti di comportamento". Nell'85 arrestato per estorsione in Italia. Nel '93 arrestato in Germania con assegni rubati. E tuttavia, a sentire i funzionari del ministero della Difesa, "fino al 1999" collabora ancora con il Sismi. E' un doppiogiochista.
Prende dimora in Lussemburgo al 3 di Rue Hoehl, Sandweiler. Lavora a stipendio fisso per l'intelligence francese protetto da un'agenzia di consulenza, "Security development organization office". O, meglio lavora anche per i francesi. Servo di due padroni, Rocco si arrabatta. Vende ai francesi notizie sugli italiani e agli italiani notizie raccolte dai i francesi. "Il mio mestiere è questo. Io vendo informazioni".
Nel 1999, il gaudente Rocco è a corto di quattrini. Come gli capita quando è "a secco", ne escogita una delle sue. La pensata gli sembra brillante e priva di rischi. La scintilla che lo illumina è la difficoltà dei francesi in Niger.
Per farla breve. I francesi, tra il 1999 e il 2000, si accorgono che c'è chi si è rimesso al lavoro nelle miniere dismesse per avviare un prospero commercio clandestino di uranio. A quali Paesi i contrabbandieri lo stanno vendendo? I francesi cercano le risposte. Rocco Martino annusa l'affare.
Chiede aiuto a un suo vecchio amico del Sismi. Antonio Nucera. Carabiniere come Rocco, Antonio è il vicecapo del centro Sismi di viale Pasteur, a Roma.
Fa capo alla 1^ e 8^ divisione (contrasto al traffico d'armi e tecnologie; controspionaggio sulla proliferazione delle armi di distruzione di massa "nel quadrante africano e mediorientale").
E' una sezione che si è data molto da fare alla fine degli anni '80 mettendo il sale sulla coda ai tanti spioni che Saddam ha sguinzagliato per il mondo prima dell'invasione del Kuwait. "Con qualche successo", a sentire un alto funzionario dell'intelligence italiana che, all'epoca, lavorava per quella divisione. L'agente ricorda: "Ci riuscì di mettere le mani sui cifrari nigerini e su un telex dell'ambasciatore Adamou Chékou che annunciava al ministero degli esteri di Niamey (è la capitale del Niger) la missione di Wissam Al Zahawie, ambasciatore iracheno presso la Santa Sede, "in qualità di rappresentante di Saddam Hussein".
Non fu l'unica operazione. Nel porto di Trieste riuscimmo, per dire, a sequestrare dell'acciaio marangin (garantisce un'ottima resistenza anche a temperature oltre i 1000 gradi). Secondo noi era destinato alla costruzione della cascata di centrifughe necessaria a separare i costituenti dell'uranio. Le informazioni sulla proliferazione nucleare irachena venivano scambiate, già alla fine degli anni '80, soprattutto con gli inglesi dell'MI6, i migliori. Lì lavorava, un sincero amico dell'Italia come Hamilton Mac Millan, peraltro, l'agente segreto che ha iniziato Francesco Cossiga ai misteri dello spionaggio quando era il "residente" inglese a Roma".
Nucera decide di dare una mano al suo amico Rocco. Quello gliela mette giù facile. Non c'è nulla che mi puoi dare, un'informazione, un contatto buono con i nigerini? Basta qualsiasi cosa. I francesi sono assetati come viandanti nel deserto. Vogliono sapere chi sta comprando sotto banco il "loro" uranio. Sono disposti a pagare bene, per saperlo.
Nell'archivio della divisione del Sismi, come abbiamo visto, ci sono documenti utili a cucinare la frittata, guadagnando qualche soldo. C'è il telex dell'ambasciatore e qualcos'altro si può sempre rimediare nell'ambasciata nigerina a Roma di via Baiamonti 10. Riconosce, con Repubblica, il direttore del Sismi, Nicolò Pollari: "Nucera vuole aiutare l'amico. Invita così una Fonte del Servizio - niente di che, capiamoci; al libro paga sì, ma ormai improduttiva - a dare una mano a Martino". La Fonte del Servizio lavora all'ambasciata del Niger a Roma. E' messa male. Vivacchia nel retrobottega del controspionaggio. Non ha un fisso mensile dall'intelligence italiana. E' a cottimo, per così dire.
Qui l'informazione, qui il denaro. Comunque poca cosa, pochi centoni. Anche quelli, nel 2000, sono in pericolo. Da qualche tempo, che comincia ad essere sciaguratamente lungo, non ha nulla da spiare e dunque nulla da vendere.
Chiamiamo la fonte "la Signora".
Ora dovreste vederla, "la Signora". Sessant'anni, di più e non di meno. Una faccia che deve essere stata bella e ora è un foglio spiegazzato. La si può dire factotum dell'ambasciata nigerina. Aspetto da vecchia zia paziente. Accento francese. Occhi ammiccanti e complici. Parla sempre sottovoce. Anche se dice "buongiorno", lo soffia come un piccolo fiato misterioso che sembra doverti rivelare innominabili verità. Anche "la Signora" ha bisogno di denaro.
Nucera combina l'incontro. Rocco e "la Signora" non ci mettono molto ad accordarsi. Qualcosa si può fare. Quel Nucera non è forse il suo "contatto" ufficiale al Sismi? E allora perché "la Signora" non deve pensare che sia il Servizio a volere che faccia questa cosa? Che insomma questa cosa sia utile alla Ditta?
Rocco e "la Signora", astuti vendifumo, con la benedizione di Nucera, trovano l'accordo. Qualche carta da prendere e vendere c'è. Occorre però la collaborazione di un nigerino. La Signora indica l'uomo giusto. E' il primo consigliere di ambasciata Zakaria Yaou Maiga. Come rivela Pollari, "quel Maiga spende sei volte quel che guadagna".
La combriccola di garbuglioni gaudenti a corto di spiccioli è pronta all'azione. Rocco Martino, la Signora, Zakaria Yaou Maiga. Nucera, lo vediamo appena un passo indietro nell'ombra. Maiga si organizza così. Attende che l'ambasciata chiuda i battenti per il Capodanno del 2001. Finge un'intrusione con furto. Quando il 2 gennaio 2001, di buon mattino, il secondo segretario per gli affari amministrativi Arfou Mounkaila denuncia il furto ai carabinieri della stazione Trionfale, ammette a labbra strette che quei ladri sono stati molto fiacchi. Tanto rumore, e fatica, per nulla.
Mounkaila tace quel che non può dire. Mancano carte intestate, timbri ufficiali, questa è la verità che è opportuno tacere. E' materiale buono nelle mani della "squadretta" di vendifumo per confezionare uno strampalato dossier.
Vi si raccolgono vecchi documenti sottratti all'archivio della divisione del Sismi come i cifrari (Nucera vicecapocentro) più carta intestata che viene trasformata in lettere, contratti e in un "protocollo d'intesa" tra i governi del Niger e dell'Iraq "relativo alla fornitura di uranio siglato il 5 e 6 luglio 2000 a Niamey". Il protocollo ha un allegato di due pagine dal titolo "Accord". Rocco consegna il "pacco" ai francesi della Direction Générale de la Sécurité Extérieure (Dgse). Ne ricava qualche bigliettone che spende felice a Nizza. Rocco adora la Costa Azzurra.
Fin qui siamo a una truffa degna di Totò, Peppino e la Malafemmina. A suo modo innocua perché i francesi prendono quelle carte e le gettano nel cestino. Dice un agente del Dgse: "Il Niger è un paese francofono che conosciamo bene. Mai nessuno avrebbe preso la cantonata di confondere un ministro con un altro, come accade in quelle cartacce".
Partita chiusa, dunque? No, l'imbroglio burlesco si rianima diventando una faccenda terribilmente seria perché arriva l'11 settembre e Bush da subito comincia a pensare all'Iraq, a chiedere prove dei coinvolgimento di Saddam.
Il Sismi richiama in campo la "squadretta" di via Baiamonti. A Forte Braschi è arrivato un nuovo direttore, Nicolò Pollari. Come nuovo è il responsabile delle "Armi di distruzione di massa", il colonnello Alberto Manenti. "Un ufficiale preparato, ma assolutamente incapace di dire "no" a un capo", dice un alto funzionario del Sismi che con lui ha lavorato. Il colonnello Manenti conosce bene Nucera per averlo avuto nel suo staff, per molto tempo. E' Manenti, con Nucera prossimo alla pensione, che gli chiede di restare come "collaboratore".
Il Sismi ha voglia di fare. Ha mano libera come mai l'ha avuta l'intelligence nel nostro Paese. Berlusconi chiede a Pollari un protagonismo nella scena internazionale che consenta all'Italia di sedere in prima fila accanto all'alleato americano. Le stesse sollecitazioni arrivano dal capo della Cia a Roma, Jeff Castelli. Occorono notizie, informazioni, utili brandelli di intelligence. Ora, subito. Washington cerca prove contro Saddam.
La Casa Bianca (Cheney, soprattutto) stressa la Cia perché saltino fuori. "L'assenza delle prove non è la prova dell'assenza" filosofeggia Rumsfeld al Pentagono.
In questo clima, con il loro dossier fasullo, i vendifumo di via Baiamonti (Rocco Martino e Antonio Nucera) possono tornare utili. Che cosa fanno in quell'autunno del 2001? Rocco Martino la mette così: "Alla fine del 2001, il Sismi trasmette il dossier yellowcake agli inglesi del MI6.
Lo "passa" senza alcuna valutazione. Sostiene soltanto che è stato ricevuto da "fonte attendibile"". Poi l'aggiusta ancora un po': "Il Sismi voleva che disseminassi alle intelligence alleate i documenti del dossier nigerino, ma, allo stesso tempo, non voleva che si sapesse del suo coinvolgimento nell'operazione". Sono accuse che Palazzo Chigi respinge con sdegno. Il governo ci mette la faccia. Dopo che la guerra ha svelato l'imbroglio delle armi di distruzione di massa, giura che "nessun dossier sull'uranio né direttamente né in forma mediata, è stato consegnato o fatto consegnare ad alcuno".
La mossa è prevedibile. Governo e Sismi devono scavare un fossato tra Forte Braschi e i passi della "squadretta" di via Baiamonti. Ma la smentita non regge alla verifica. E' un fatto che nell'autunno del 2001 il Sismi controlla a Londra le mosse di Rocco Martino. Lo conferma a Repubblica il direttore del Sismi Pollari: "Seguivamo Martino e avevamo anche le foto dei suoi incontri a Londra. Volete vederle?". E dunque perché Roma non sbugiarda subito quel suo ex-agente vendifumo? Di più perché addirittura le notizie contenute in quel dossier vengono accreditate da Pollari a Jeff Castelli, il capo della Cia a Roma? E' un fatto che un report sul farlocco dossier made in Rome finisce sul tavolo dello State Department's Bureau of Intelligence, l'intelligence del Dipartimento di Stato. Lo riceve l'Ufficio per gli affari strategici, militari e di proliferazione delle armi di distruzione di massa.
Affari strategici non è un grande ufficio. Vi lavorano in quel periodo 16 analisti diretti da Greg Thielmann. Che racconta a Repubblica: "Ricevo il report nell'autunno del 2001. E' una sintesi che Langley ha ricevuto dal suo field officer in Italia. L'"agente in campo" informa di aver avuto visione dall'intelligence italiana di alcune carte che documentano il tentativo dell 'Iraq di acquistare oltre 500 tonnellate di uranio puro dal Niger". Dunque, il Sismi affida quelle informazioni, che sa essere false, alla Cia. C'è una seconda conferma. A Langley l'ambasciatore Joseph C. Wilson riceve l'incarico di verificare la storia "italiana" delle 500 tonnellate di uranio nigerino.
Racconta Wilson: "Il rapporto non è molto dettagliato. Non è chiaro se l'agente che firma il rapporto ha materialmente visto i documenti di vendita o ne ha avuto notizia da altra fonte".
Bisogna ora fermare la prima immagine di questa storia.
Autunno 2001. Il Sismi di Pollari ha in mano il farlocco dossier costruito da Rocco Martino e Antonio Nucera. Lo mostra alla Cia mentre Rocco Martino lo consegna a Londra al MI6 di sir Richard Dearlove. E' solo l'inizio del Grande Inganno italiano.
23/10/05-Hariri, prezzolarto il maggior teste del rapporto redatto da Mehlis.
Sarebbe un imbroglione con varie condanne a suo carico, secondo il settimanale tedesco Der Spiegel, uno dei testimoni centrali dell'inchiesta sull' attentato costato la vita dell'ex premier libanese, Rafik al- Hariri, e altre 20 persone il 14 febbraio scorso a Beirut. L' indagine è condotta da una commissione internazionale indipendente guidata dal magistrato tedesco Detlev Mehlis in Siria e Libano su incarico dell'Onu. Mehlis ha consegnato il suo rapporto giovedì scorso a New York. Il presunto agente dei servizi segreti Suheir al-Sadik, 42 anni, sulla cui deposizione poggiano parti sostanziali dell' indagine, secondo anticipazioni dello Spiegel della prossima settimana, in passato ha riportato condanne tra l'altro per truffa e malversazione. Anche nella commissione dell'Onu incaricata dell'inchiesta ci sono dubbi sulla credibilità del testimone siriano, in quanto è provato che Sadik in alcune occasioni ha mentito, si afferma in ambienti della commissione, secondo Spiegel. Sadik, che all'inizio aveva detto di essere andato via da Beirut un mese prima dell'attentato e poi a fine settembre di avere preso parte all'attentato, sarebbe stato pagato da terzi per le dichiarazioni. Un fratello di Sadik ha raccontato di avere ricevuto a fine estate una telefonata da Parigi: «Sono diventato milionario» gli aveva detto Sadik. Scetticismo, scrive Der Spiegel, nasce anche dal fatto che Sadik è stato messo in contatto con Mehlis da Rifaat al-Assad, un dissidente siriano e zio dell'attuale presidente della Siria Bashar al-Assad, in lotta contro il governo di Damasco. Il presidente siriano Assad ed il governo siriano respingono qualsiasi accusa di un coinvolgimento della Siria nell'attentato e già qualche settimana fa avevano inviato ad alcuni governi occidentali una raccolta di prove a carico di Sadik, per dimostrare che il magistrato tedesco incaricato dall'Onu è rimasto in realtà vittima di un noto imbroglione.
22/10/05- Un altro "muro della vergogna in Medioriente. La barriera difensiva di Israele, si sa, suscita la riprovazione di molti governi e di molte opinioni pubbliche nel mondo. Tuttavia, quando la minaccia terroristica si fa più pressante ( anche per motivi meno forti, come il contenimento dell'immigrazione) può capiate che venga imitata. Ora, ad esempio, l'Egitto costruisce il suo "muro" per proteggere Sharm el Sheik.
Anche l’Egitto avrà il suo muro di separazione. Sorgerà nel Sinai attorno alla località balneare di Sharm el-Sheikh. Venti chilometri di cemento armato alto due metri che chiuderà in una morsa la città. Per accedervi ci saranno soltanto due ingressi uno a sud per chi viene dal Cairo, l’altro a nord per chi viene da Taba e Santa Catherina.
A giudicare dal primo tratto, attualmente in costruzione, questa opera non sarà così imponente quanto il muro eretto dal premier israeliano Ariel Sharon lungo i 300 chilometri di «linea verde» in Cisgiordania. In compenso sarà munito di telecamere, torri con guardie armate e pattugliato notte e giorno da ronde della polizia. Insomma, quanto basta per evitare il ripetersi di attentati terroristici (come quelli del luglio scorso) in questa zona turistica che attira ogni anno milioni di visitatori.
Ma l’idea di vivere in un ghetto non è piaciuta agli abitanti di Sharm el-Sheikh e tanto meno ai beduini residenti nei pochi agglomerati nel deserto vicino. Sembra che il muro di separazione e «antipatriottico», come lo ha battezzato il quotidiano indipendente egiziano «al-Masri al-Youm» sia proprio destinato a beduini, gli autoctoni della penisola del Sinai. Si vuole impedire a loro l’accesso alla città respingendo gli indesiderati. Come se non bastassero gli attuali quattro posti di controllo fissi, sorvegliati dalla polizia, ai quattro ingressi della città e quelli mobili lungo le strade interne a cominciare dalla Peace Road, il viale della pace.
Il partito dell’opposizione liberal-nazionalista «al-Wafd» è stato il primo a condurre una campagna contro il muro di separazione a Sharm el-Sheikh definendolo il «muro della vergogna» e spiegando che si tratta di una azione illegale e anti-costituzionale. Ma l’inossidabile governatore Mustafa Afifi (è al suo posto da 18 anni da quando fu nominato) ha spiegato al quotidiano «al-Wafd» che questa opera monumentale avrà diversi benefici. Il primo, quello di evitare l’attraversamento delle strade da parte dei dromedari, causa di incidenti stradali nel Sinai (ma non cosi frequenti a Sharm). Il secondo, è quella di impedire il contrabbando di droga e di esseri umani da e verso la località balneare attraverso i sentieri impervi nel deserto conosciuti soltanto ai beduini.
Quanto costerà all’erario? A causa del black out informativo le voci sono discordanti: venti milioni di pound (3 milioni di euro) oppure 20 milioni di dollari (otto milioni di euro). Ma il generale Afifi assicura che tutti i costi li incolleranno i grandi investitori che operano nella città.
«Questo muro non si ha da fare. Perché è un affronto agli abitanti del Sinai considerati persone poco affidabili, anzi dei traditori. Sappiamo poi che i maltrattamenti subiti dai beduini dopo l’attentato di Taba, un anno fa, furono all’origine della vendetta che innescò poi l’attentato di Sharm el-Sheikh. La soluzione è quella riconoscere i diritti degli abitanti autoctoni del Sinai e risolverli», scrive il giornalista Majdi Mehana di «al-Masri al-Youm».
Molti infatti dicono che il muro di Sharm el-Sheikh non impedirà le azioni illegali né tanto meno gli attentati. Per l’ex generale di polizia, Mustafa al-Kasheg «è sintomo della incapacità delle forze di sicurezza di controllare la città». E lo psicologo Said Nufal mette in guardia dal fatto che l’attrito fra i beduini e lo Stato è destinato ad aumentare anziché diminuire.
22/10/05- Così è la vita, a Lampedusa. Una troupe televisiva si trasferisce quindici giorni nell'isola per documentare l'odissea degli immigrati dopo aver letto un'intervista di Giorgio Napolitano che difende i centri di permanenza temporanea (li ha inventati lui). E incappa in una manovra politica che restituisce un pezzo d'Italia nascosto laggiù, a pochi chilometri dall'Africa. E' andata così per il video firmato da Mauro Parissone e Roberto Burchielli, «Ultimi giorni a Lampedusa» che andrà in onda stasera su La 7 nella trasmissione «Così è la vita». Parissone e Burchielli hanno assistito alle grandi manovre realizzate pochi giorni prima l'ispezione del parlamento europeo nel cpt lampedusano avvenuta il 15 settembre scorso. Trovarono solo 11 persone. Ora si capisce perché. La telecamera dei due reporter registra l'avvio delle operazioni di pulizia del centro in vista della visita. Si vedono gli operatori de La Misericordia intenti a ramazzare a terra e l'inizio di una serie di trasferimenti di massa. Immigrati imbarcati su un traghetto, altri messi in fila sulla pista dell'aeroporto con le fascette di plastica ai polsi per essere caricati su un aereo. Qualcuno di loro saluta i compagni. Un altro invece piange. «Nel campo rimangono solo undici persone - racconta Mauro Parissone - undici uomini che sono stati scelti accuratamente. Il rapporto tra questi "fortunati" e chi lavora nel campo è molto stretto. Ci viene addirittura da pensare: ma non è che sono collaboratori o informatori lasciati li' apposta?».
Le immagini del centro di permanenza sono state catturate dalla finestra di un appartamento che i videoperatori hanno preso in affitto, una volta capito che «il vero nocciolo della questione è il cpt». Si può così osservare una bella scenetta: gli «ospiti» del centro invitati a fare il saluto militare, e qualcuno addirittura il saluto nazista, anche se sono in pochi a stendere il braccio. La telecamera segue l'arrivo della delegazione europea e la delusione causata dall'assenza di immigrati. Con loro c'è anche l'eurodeputato leghista Mario Borghezio che non fa una bella figura: si guarda bene dal comunicare ai suoi colleghi dei trasferimenti avvenuti. Eppure lo sa. Il video riporta fedelmente le sue parole, pronunciate solo il giorno prima - visto che aveva deciso di precedere la delegazione: «Una cinquantina sono già partiti, per la Libia». In un'altra sequenza Borghezio racconta a un passante dell'arrivo della Commissione per la «questione dei clandestini» - «ce li abbiamo sempre tra i coglioni», dichiara, e non si capisce se si riferisce agli europarlamentari o agli immigrati ma non è comunque un bel vedere.
Il video nasconde anche una sorta di cortocircuito del buon giornalismo. Un giorno gli operatori appostati alla finestra notano un immigrato che li fissa, ha una tuta bianca e la «faccia da paraculo». Temono di essere stati scoperti, pensano si tratti di uno di quegli immigrati in confidenza con polizia e carabinieri. In realtà era Fabrizio Gatti, il giornalista dell'Espresso che si è fatto passare per un immigrato per entrare nel centro. Gatti fissa la casa perché da quelle parti ha dato appuntamento al suo fotografo. Il giornalista e la troupe, infatti, erano all'oscuro l'uno degli altri. Ora i due lavori, messi insieme, dicono più di quanto si sia mai detto su Lampedusa.
22/10/05- Celentano se l'è presa con Milano città di grattacieli, auspicando un ritorno a una città più a misura d'uomo. Ma nella classifica di skyscraperpage Milano sulle prime 100 città del mondo è solo al n.73 per numero di edifici superiori ai 35 metri (oltre 10 piani).
22/10/05- Con la riforma costituzionale e la devolution arriva anche il taglio di deputati e senatori: da 630 a 500 e da 315 a 252. Ma da quando? Da 5 anni dopo l'elezione del primo senato federale, ossia dal 2016. Sempre che il refrendum annunciato dalla sinistra non cancelli tutta la riforma.
22/10/05- Proprio sulla somma da versare a Bibi Ballandi il progetto «RockPolitik», la cui partenza era prevista per lo scorso 19 aprile, si era arenato. La discordia riguardava circa 250mila euro. Il costo preventivato da Ballandi per ogni puntata era di circa 1 milione di euro, una cifra ritenuta eccessiva dalla Rai che, a suo tempo, aveva fatto firmare a Celentano una clausola contrattuale che prevedeva che la spesa per puntata non dovesse superare il budget del più costoso dei varietà di Rai Uno. Il programma in questione era «Stasera pago io», trionfale show di Fiorello il cui costo si aggirava sui 750mila euro a puntata. È proprio da questa differenza che spuntavano i 250mila euro della discordia.
22/10/05- La stampa di destra denuncia gli alti costi del programma di Celentano, 10 milioni di euro per 4 puntate. Non si dice che i 5 blocchi bubblicitari venduti a peso d'oro(tra gli 80.000 e i 125.000 l'uno, più una telepromozione da 425.000 euro)assicurano fra i 3 e i 4 milioni di euro a puntata, ben più del costo.
22/10/05- Le conclusioni ndell'indagine Onu sull'attentato mortale all'ex premier libanese Hariri il 14 febbraio scorso avrebbe stabilito che fu opera della Siria. Così la vendono i media. In realtà, a leggerlo in originale si dice solo che la Siria era a conoscenza del complotto.
22/10/05- Più che innalzare la libertà del sistema informativo italiano, Celentano ha accresciuto la disinformazione: la classifica di Freedom House (FH) sulla libertà di stampa, illustrata dal molleggiato quale prova della barbarie mediatica del nostro Paese (crollato al 77° posto), è un documento scandalosamente anti-scientifico, fondato su un sondaggio d'opinione di ex giornalisti sconosciuti e presunti analisti senza titolo, stipendiati dalla stessa FH, quasi tutti americani mai sbarcati in Italia. E che hanno attinto da "una varietà di notizie domestiche e internazionali", dimenticandosi di citare proprio Santoro e Biagi. Si tratta dunque di un rapporto soggettivo e inattendibile.
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21/10/05- L'Iran è un Paese sotto embargo Usa. A qualsiasi azienda americana, grazie all'International emergency economy act o Ieepa, è proibito fare affari con la teocrazia sciita, accusata di volersi dotare dell'atomica. Fonti interne alla Hulliburton hanno permesso al giornalista indipendente Jason Leopard di scoprire che l'azienda Usa lavora in stretto contatto con uno dei responsabili del programma nucleare di Teheran, Cyrus Nasseri, fornendo componenti chiave per la costruzione di un reattore nucleare. Nasseri è anche vicepresidente della Oriental oil Kish, una delle maggiori companie petrolifere private iraniane, nonchè membro della delegazione che ha negoziato proprio con gli europei proprio sul programma nucleare. Questi è stato interrogato pochi giorni fa dalle autorità del suo Paese per aver rivelato segreti nucleari alla Halliburton ed aver ricevuto da essa almeno un milione di dollari. I legami tra Oriental Kish e Halliburtonin erano divenuti pubblici già a gennaio, quando la prima annunciò di aver ottenuto un subappalto per trivellazioni da una controllata della multinazionale Usa registrata alle Cayman. Le aziende Usa utilizzano le controllate off shore per aggirare la legge sull'embargo. La Halliburton cominciò a fare affari in Iran nel '95 con Cheney amministratore delegato.
21/10/05- Beslan, provate accuse ai militari russi. Nikolai Shepel, procuratore generale russo ha ammesso che le forze d'assalto russe usarono i lanciafiamme nell'assalto alla scuola nella quale, un anno fa, terroristi ceceni tenevano in ostaggio centinaia di bambini.
L'altissimo bilancio ufficiale di 331 morti sarebbe quindi dovuto alle modalità con le quali le forze di sicurezza russe assalirono la scuola, a colpi di artiglieria pesante, bombe a mano e lanciafiamme; un approccio che determinò non solo l'esplosione delle cariche piazzate dai terroristi, ma che uccise per mano russa decine dei bambini tenuti in ostaggio.
L'uso dei lanciafiamme, a lungo negato dai militari russi, era stato testimoniato dai parenti delle vittime, che si sono lamentati con Putin per il quadro irreale dipinto dalle prime inchieste. Il cambio dei giudici che seguono il caso ha prodotto qualche risultato finora, anche se non è per nulla scontato che alla fine si pervenga a condanne a carico delle forze di sicurezza russe, uscite indenni anche dalla carneficina che hanno provocato al teatro di Mosca.
20/10/05- Secondo l'Unione dei petrolieri nel solo 2004, grazie all'aumento del prezzo della benzina lo stato ha incanerato dagli automobilisti 35 miliardi di euro complessivi (24.7 dalle accise e 10% dall'Iva sulle accise). Il costo reale della benzian incide infatti solo per il 38% del costo alla pompa italiana, il restante 62% è rappresentato da tasse statali, che crescono in propoezione al crescere del prezzo internazionale. Tra le accise figurano dieci 'una tantum' mai levate: in centesimi pesano 0.10(guerra d'Albania 1935), 0.72 (crisi di Suez del '56), 0.52(Vajont del '63), 0.52(alluvione Firenze del '66), o.62(Belice '68), 5.11(Friuli '76), 3.87(Irpinia '80), 0.59(missione Libano '83),1.14(missione Bosnia '96), 2.01(rinnovo contratto autoferrotranvieri 2004).
20/10/05- Il processo a Saddam è illegale, quello di Norimberga ai nazisti no. Questa la tesi di gran parte del mondo antiamericano. Eppure a Norimberga non c'erano giudici tedeschi o guardie tedesche a sorvegliare gli imputati, per Saddam invece giudici e carcerieri sono0 iracheni.
20/10/05- Il processo a Saddam non è pienamente legale, secondo gli standard internazionali: con una norma dell'ultimo minuto sono stati modificati i diritti della difesa. Saddam in sostanza non può più autodifendersi, possono difenderlo solo un difensore d'ufficio o nominato dalle parti. La paura che Saddam parli dei suoi pluridecennali rapporti economico militari con l'Occidente, fa novanta...
20/10/05- Travaglio da Luttazzi non calunniò Barlusconi, disse la verità.Lo dicono i giudici, negando il risarcimento chiesto dal Premier. Cade così la tesi sostenuta per 5 anni dal Cavaliere e dai suoi. Intervenendo alla trasmissione di Luttazzi, Satyricon, il 14 marzo 2001 in piena campagna elettorale Travaglio affermò che: "Dagli atti di una requisitoria risulta che alcuni pentiti rivelano di aver incontrato prima delle stragi Berlusconi e Dell'Utri...Nella sua ultima intervista Borsellino disse che la procura di Palermo stava indagando sui rapporto fra Berlusconi, Dell'Utri e Mangano, e che questi due parlavano al telefono di un cavallo, in gergo una partita di droga".
20/10/05- Il massacro di Dujail, per il quale viene processato Saddam, fu un attentato alla sua vita nel 1982 da parte del partito Dawa filo iraniano. Oggi il primo ministro Jafaari è espressione di quello stesso partito.
20/10/05- Se Saddam non avesse invaso il Kuwait sarebbe ancora il beniamino dell'Occidente. In realtà si era già deciso di scaricarlo, facendolo cascare in una trappola. Gli Usa diedero infatti il nullaosta all'invasione nel luglio 1990, facendo sapere a Saddam attraverso l'ambasciatore Glaspie che la disputa sui confini era una faccenda interna fra Iraq e Kuwait. Allora il governo iracheno divulgò alla stampa una trascrizione del messaggio portato da Bush senior a Saddam per mezzo di Glaspie. Non smentito dagli Usa nè mai da Glaspie.
20/10/05- La direttiva Bolkestein sulla libera circolazione di prestatori di servizi e professionisti nell'Ue porta in piazza folle che temono di perdere il lavoro, sotto i colpi delle tariffe sottocosto dei lavoratori dell'est. In realtà si tratta di un clamoroso ecquivoco. La paura dell'idraulico polacco o dell'infermiere slovacco era giustificata rispetto alla prima versione della normativa. Ma essa è stata poi modificata: per i prestatori stranieri si applicano regole e leggi del Paese dove si lavora, non quelle dei Paesi d'origine.Dunque non serve a nulla nenache delocalizzare all'est con società fittizie per importare manodopera.
20/10/05- Tutti i gran capi delle più grosse banche italiane sono di sinistra: sono stati visti votare ai gazebo delle primarie di Prodi, Profumo di Unicredit, Passera di Bancaintesa, Consorte di Unipol-Bnl, e l'amministratore di S.Paolo Imi. Ergo, la maggioranza dentro Bankitalia l'hanno avuta in questi anni e ancora ce l'hanno personaggi vicini alla sinistra.
20/10/05- La difesa di Saddam sostiene che il tribunale che lo giudica è illegale. Ma le risoluzioni Onu, in nome del diritto internazionale hanno stabilito che il governo iracheno attualmente in carica è pienamente legittimo. E il governo iracheno ha appunto riconosciuto come legale il tribunale che giudica Saddam, benchè fosse stato costituito in embrione già nel dicembre 2003 ancora sotto l'autorità provvisioria Usa.
20/10/05- In parlamento voto finale per la riforma costituzionale: le opposizioni gridano al 'colpo finale' verso la democrazia nel nostro Paese, con l'introduzione di super poteri per il premier e la divisione della nazione su base ultrafederalista. Forse non hanno letto bene il testo delle riforme... Federalismo. AS (Accusa delle sinistre): la riforma federale della costituzione è troppo audace, abbandonerà il sud a sé stesso, cancellando la possibilità per il governo di far prevalere l'interesse nazionale. RF (Realtà dei fatti): il rivisto articolo 70 della nuova costituzione recita "Qualora il governo ritenga che proprie modifiche a un disegno di legge, sottoposto all'esame del senato federale, siano essenziali per l'attuazione del suo programma, il Presidente della Repubblica autorizza il primo ministro ad esporne le motivazioni al senato, che decide entro trenta giorni. Se tali modifiche non sono accolte il disegno di legge è trasmesso alla camera, che decide in via definitiva a maggioranza assoluta sulle modifiche proposte". Si tratta della cosiddetta clausola di salvaguardia dell'iinteresse nazionale, ripristinata dopo l'infinità di conflitti di attribuzioni su materie concorrenti tra stato ed enti locali, scatenata dalla riforma del titolo V ella costituzione da parte dell'Ulivo.
Premierato. AS: dotando il premier del potere di sciogliere le camere a suo piacimento, la riforma della costituzione in chiave presidenzialista configura una sorta di dittatura de facto. RF: il riscritto articolo 94 recita "In qualsiasi momento la camera può obbligare il primo ministro alle dimissioni, con l'approvazione di una mozione di sfiducia. Qualora essa sia presentata con l'indicazione di un nuovo primo ministro, da parte dei deputati appartenenti alla maggioranza espressa dalle elezioni in numero non inferiore alla maggioranza dei componenti della camera, il primo ministro si dimette e il presidente della repubblica nomina quello designato dalla mozione".
20/10/05- Economia e competitività, ambiente e salute, libertà d'espressione e legalità, conflitti e sicurezza. Sono i macroparametri in base ai quali misuriamo la qualità della vita. Ma da qualche tempo la nostra valutazione, invece che rifarsi a dati obiettivi, si basa sulle pagelle comparate che pubblicano grandi organismi internazionali. Mettendo a confronto le principali nazioni, e dandoci l'impressione di vivere sull'orlo del baratro. Caso tipico l'Italia, dipinta come un Paese in caduta libera, la cui posizione nelle varie classifiche peggiora, per la gioia delle opposizioni. Eppure, chiunque abbia girato il mondo sa che lo stile di vita dell'italiano medio non è secondo a nessuno. E che la rappresentazione dell'umanità come malato terminale non corrisponde al trend. La ragione di un tale scarto è presto detta. Quando arrivano le classifiche i media le spacciano per oro colato, senza approfondirne le specifiche tecniche. Altrimenti scoprirebbero che i criteri su cui si fondano sono anti-scientifici. Poichè i dati provengono più che da indicatori statistici dalle risposte a questionari inviati alle classi dirigenti locali, insomma sono frutto dell'autopercezione soggettiva. Solo così si spiegano alcuni evidenti paradossi: un'industria cinese meno competitiva di quella italiana e un Brasile più attento di noi alle faccende ambientali. O ancora una stampa del Sud Africa (patria del sottaciuto genocidio boero) più libera di quella nostrana, un Botswana meno corrotto di noi, e una Russia che spende meno di Roma in armi e militari.
La più sbandierata è senza dubbio la classifica sulla competitività dei sistemi Paese compilata dal World economic forum. Al 1° posto figura la Finlandia. Al 2° gli Usa sono. Nel 2004 l'Italia si situa al 47° (pari merito col Botswana), rispetto al 21° del 2001. Davanti a noi Grecia e Giordania. Ma la cosa più inverosimile è che la Cina si classifica dietro di noi, quarantanovesima, l'India al posto n.50 e la Romania al 67. Cinesi e rumeni addirittura peggiorando dal 2003, quando si trovavano alle posizioni 49 e 63. Nel frattempo la Cina ha superato il Giappone quanto a quote di commercio mondiale, ha mandato a spasso migliaia di addetti del made in Italy e ha strappato proprio a noi il sesto posto tra le potenze industriali, superando il nostro Pil. L'India ha scavalcato gli Usa nella produzione di chip. Inoltre intere zone del territorio indo-cinese sono divenute l'eldorado delle delocalizzazione, giusto perché lì l'ambiente produttivo è 10 volte più competitivo che in Occidente. Ed è sufficiente sbirciare in Romania per scoprire che ci si trasferiscono i protagonisti del 'miracolo' del nord est italiano. Ma di tutto ciò i 3 indici che determinano la classifica non tengono conto. Quello sulla tecnologia è composto per metà dalle domande di un sondaggio svolto fra imprenditori ed esperti, del tipo: "qual è la posizione tecnologica del vostro Paese rispetto ai leader mondiali?", "le vostre aziende sono ricettive nei confronti delle nuove tecnologie?". Un altro 16.6% viene da altre domande quali "le leggi sul commercio elettronico sono all'altezza?", o "il governo promuove l'information technology?". Completamente affidato alle risposte al sondaggio è poi il secondo indice, sulle Pubbliche istituzioni, che raccoglie opinioni su "l'indipendenza della magistratura dal potere politico" o la "protezione legale degli assetti finanziari". L'apice del ridicolo si tocca però col terzo, che indagando sull'Ambiente macroeconomico, chiede ai sondati di prevedere se il loro Paese sarà in recessione, o se il governo spreca risorse, una domanda questa che pesa per un quarto. Inutile dire che le risposte sono discrezionali, inscindibili dalla cultura d'appartenenza. E in Italia l'attitudine a lamentarsi è uno sport nazionale, più diffuso che in tanti Paesi del terzo mondo, vedi Botswana o Giordania, che pure il nostro tenore di vita se lo sognano. Al contrario gli americani si sentono sempre primi della classe, benchè il loro debito gemello (interno ed estero) sia già oggi in mano cinese. Passando ora alle questioni ecologiche, ancora il World economic forum pubblica una classifica annuale dei Paesi più attenti alla sostenibilità ambientale. L'Italia vi figura al 69° posto, dietro la Grecia, patria dello smog che oscura il Partenone, la Russia delle discariche nucleari, o il Brasile che distrugge la foresta amazzonica, rispettivamente alle posizioni 67, 33 e 11. Tuttavia, tra i parametri che contribuiscono a formare la pagella finale (ben 76) scopriamo il solito largo uso di sondaggi ("survey"): ce n'è sulla "politica ambientale governativa", o su "conoscenza creativa in scienza e tecnologia dell'ambiente", e su un vago "indice di innovazione ambientale nel settore privato". Manca invece qualunque riferimento serio agli effetti che i danni all'ambiente producono. Non si considera ad esempio che la vita media degli italiani è la terza al mondo, dopo Giappone e Svezia, essendosi allungata in mezzo secolo di 12.9 anni per gli uomini e di 15.4 per le donne. Mica male per una nazione di inquinatori. Né si cita l'annuale Relazione sullo stato sanitario del Paese, che registra un calo costante dell'incidenza di malattie, dal cancro all'ictus.
Anche per la classifica annuale sulla libertà di stampa, redatta stavolta da Reporter senza frontiere, il giudizio sulla situazione italiana proviene in toto dalle risposte a un questionario spedito ai partner dell'organizzazione stessa (14 gruppi d'espressione in 5 continenti e 130 corrispondenti), oltre a giornalisti, giuristi e studiosi. Sono quindi una semplice opinione degli intervistati, o meglio degli interpellati che hanno rispedito il questionario compilato. Risultato: l'Italia si piazza al n.39, superata, si fa per dire, perfino da Bulgaria, Sud Africa, Benin, Bosnia, Lituania, El Salvador. Solo una posizione più su rispetto all'analoga fresca classifica sulla corruzione, dove ci piazziamo al n. 40 dietro Botswana, Cile, Uruguay o Giordania, grazie all'ennesimo survey "svolto tra uomini d'affari e analisti nazionali", come specificano le "note agli editori". L'unica classifica internazionale dove gli italiani sembrano occupare un posto decente risulta alla fin della fiera solo quella delle spese militari. Secondo il Sipri (Stokholm international peace research institute) nel 2004 l'Italia avrebbe conquistato il 7° posto assoluto, con 27.8 miliardi contro i 19.4 della Russia o i 15.1 dell'India. Dato palesemente ridicolo, non fosse che, sotto la voce spese militari si annoverano in un calderone indistinto il costo di armi e uomini per le missioni estere e gli stipendi e i mezzi per tutte le forze dell'ordine in servizio in patria, considerate a torto alla stregua di soldati. La stampa si guarda bene dal segnalarlo, quando riporta la classifica del Sipri. Come pure dal far notare che, malgrado le spese militari nel mondo aumentino da 6 anni, il numero dei conflitti e delle relative vittime diminuisce. Nel 2004 ci son stati nel mondo 30 conflitti di cui 11 a bassa intensità (meno di 1000 morti l'uno), contro i 37 del 2000 e i 51 del 1992. E le vittime hanno toccato il loro punto storico più basso proprio nell'anno della guerra all'Iraq: nel 2003 sono state 20.000, rispetto alle 40.000-100.000 degli inizi degli anni 90, alle 700.000 del 1951, o ai 45 milioni di morti della seconda guerra mondiale. Il compito di smascherare l'inattendibilità di questi rapporti 'creativi', che rovinano il buon nome di tanti Paesi, toccherebbe agli intellettuali. Peccato che nella lista più citata, quella diffusa da 'Foreign policy'a settembre, tra i primi 100 a livello mondiale compaiano solo 2 italiani, entrambi di estrema sinistra: Eco e il maestro dei terroristi Toni Negri. In realtà gli unici conosciuti dal pubblico della rivista, che ha costruito il suo elenco con un referendum fra i propri lettori, tutti anglofoni.
19/10/05- Saddam meriterebbe la pena di morte in base alle sue stesse leggi.
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19/10/05- Comincia il processo a Saddam. Ma manca un imputato essenziale: le ditte occidentali che gli hanno venduto le armi per fare le stragi di cui è accusato. Le 12 stragi partono da quella del 1982 a Dujail (143 morti a nord di Baghdad quale rappresaglia per un fallito attentato). Un episodio di cui l'Occidente e gli Usa erano al corrente quando cominciarono dal dicembre 1983 gli aiuti e gli invii di armi. Le ditte furono anche italiane, e i fondi soprattutto: i 5000 miliardi dello scandalo Bnl, serviti all'Iraq per farsi l'arsenale usato poi contro l'Iran.
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18/10/05- 60° della Fao a Roma. L'ente internazionale che combatte la fame...dei suoi impiegati.
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16/10/05- Caso del ritardo di Adriano: Moratti ha confermato che al giocatore era stato concesso un giorno di permesso. Poi ritardi aerei indipendenti dalla sua volontà hanno allungato i tempi. La prova c'è: anchhe la nazionale venezuelana non ha potuto giungere in Europa in tempo.
16/10/05- Licei divisi in otto specializzazioni, con scelta obbligatoria tra due cicli: umanistico e professionale. La riforma Moratti delle superiori è legge, ed entrerà in funzione dall'autunno 2007. Si fa per dire: fra qualche mese se vincerà il centro sinistra verrà cancellata.
16/10/05- L'articolo 110 della costituzione che oggi gli iracheni hanno votato prevede che la distribuzione procapite su tutti i cittadini dell'Iraq, dunque sunniti inclusi, dei proventi del petrolio, riguardi solo i pozzi attualmente in funzione. Sono invece esclusi i pozzi futuri, che saranno appannaggio esclusivo delle regioni dove saranno scoperti, secondo criteri federalistici (solo dei kurdi, solo degli sciiti, e niente alle zone sunnite, povere di oro nero).
14/10/05- La guerra americana in Iraq è illegale. E non per i soliti motivi sempre citati, opinabili e infatti opinati. L'illegalità nasce dalla violazione della costituzione Usa, che prevede che la guerra venga preceduta da una dichiarazione di guerra fatta dal Congresso, non dal presidente. Il fatto che il Congresso, alla vigilia delle elezioni congressuali 2002 abbia delegato questo potere al presidente, non cambia il dettato costituzionale. La corte suprema, arbitro unico delle controversie costituzionali, ha sancito da tempo che nessun organo costituzionale può delegare i suoi poteri ad un altro in maniera legale. Se fosse toccato al congresso decidere molto probabilmente la guerra in Iraq non ci sarebbe stato, in quanto da un'analisi approfondita sarebbe emersa l'incosistenza delle accuse di Bush sulle armi di distruzione di massa. Ironia della sorte, le truppe Usa sono proprio oggi in Iraq per far svolgere il referendum sulla nuova storica costituzione, mentre, sulla base di un ordine che viola il teso di quella a stelle e strisce
14/10/05- Altri due stranieri arrestati mentre erano alla guida di un'auto piena di esplosivo. A fermarli e a chiamare la polizia irachenai residenti del distretto di Al Ghazaliya a Baghdad. La polizia ha confermato, arrestandoli, che si trattava di stranieri non arabi, per la folla erano americani.
14/10/05- Vigilia di primarie nel centro sinistra. Per evitare brogli chi vota dovrà firmare l'adesione al programma dell'Unione. Ma se non esiste un programma unitario dell'Unione!! Le primarie servono proprio per scegliere il programma di quale candidato adottare, salvo poi emendarlo con aggiunte degli alleati alla convenzione programmatica già prevista a gennaio.
13/10/05- La riforma elettorale proporzionale del centro destra è stata approvata dagli elettori già prima delle elezioni 2001: la Cdl l'aveva inserita nel programma ("da realizzare entro il quarto anno di legislatura su modello regionale", ovvero in senso proporzionale) della campagna elettorale vonta in quell'anno.
13/10/06- Berlusconi grida "E' falso" alla camera mentre Franceschini della Margherita legge le sue dichiarazioni contro una riforma elettorale unilaterale proposta e poi ritirata dall'Ulivo prima delle elezioni 2001. Ma Franceschini mette sul suo sito l'audio di Berlsuconi che pronunciò in viva voce quelle frasi.
13/10/05- Il ponte sullo stretto serve davvero? Per percorrere la Salerno Reggio ci si mettono oltre 10 ore invece di sei, per poi risparmiare 20 minuti nell'attraversamento delo stretto di Messina.
13/10/05- Un sondaggio di Ipsos public affairs, gruppo Gallup, sancisce che il popolo americano vuole molto di più l'impeachment di Bush, per aver mentito sui motivi della guerra in Iraq, rispetto a quanto desiderava quello di Clinton ai tempi della Lewinsky. Il 50% ha risposto per la messa in mora di Bush, contro il 36% di Clinton.
13/10/05- L'appalto per il ponte sullo stretto va all'Impregilo (gruppo Fiat). Ma il mercato non crede che il ponte si farà mai: con la sinistra al governo tra qualche mese, come indicano i sondaggi, l'opera verrà archiviata come non prioritaria. La borsa infatti ha reagito con un misero +0.69% il primo giorno e un crollo del 5.27 il giorno successivo all'annuncio da parte del governo.
12/10/05- La maggioranza afferma che la legge ex Cirielli in votazione alla camera è all'insegna del garantismo, riducendo i tempi della prescrizione per ovviare alla lunghezza dei processi. Falso: la prescrizione secondo il nuovo dettato scatterebbe comunque dal momento della commissione del reato, non dall'inizio del processo.
12/10/05- In parlamento non c'è il voto segreto. Un deputato di An svela il trucco usato dalla maggioranza per blindare il voto sul ritorno al proporzionale, monitorando il voto dei propri deputati: "ci han costretti a votare mettendo solo l'anulare nel cassettino per il voto, e non tutta la mano. In tal modo si può schiacciare solo il tasto 'giusto'..". Vito, Leone e Alfano controllavano fila per fila. Il sospetto era stato innescato da un'insinuazione ironica di Calderoli, smentita da Casini che aveva rassicurato (invano) parlando di voto sereto al 101%.
12/9/05- Ricordate l'infermiera killer di Como, rea confessa di aver ucciso decine di pazienti iniettando siringhe d'aria? Ebbene, non troverete titoloni al riguardo, ma la Procura di Como ha chiesto l'archiviazione della accuse. In base alla perizia della stessa procura in cui i professori Osculati e Garberi scrivono citando la letteratura in materia, che è molto difficile uccidere pazienti con quel metodo, e nel caso servirebbero quantità d'aria molto maggiori e un tempo di agonia molto più lungo rispetto alla morte improvvisa.
10/10/05- Niente Ici su tutti gli immobili della chiesa, anche se commerciali: ma è l'art.7 del concordato dell'85 a prevederlo.
10/10/05- Passando al proporzionale si rischia che vincano delle minoranze, accusa l'opposizione. E invece anche col maggioritario in vigore dal '93 aveva vinto in due occasioni, una per polo, la coalizione che in assoluto aveva preso meno voti.
10/10/05- Lapo Elkann era cliente abituale dei tre travestiti, uno dei quali un cinquantenne barese, i quali aveva invitato al festino fatale a base di sesso e droga. E con altri transex era stato in quell'appartamento altre sette volte da luglio a oggi. Dunque il fidanzamento con la Stella era una copertura per la sua omosessualità. Eppure nessuno fa titoloni su questo, ci si focalizza solo sulllo scivolone della droga.
9/10/05- Il Papa beatifica il vescovo anti-Hitler, Von Galen. "La fede non si ridice a sentimento privato-ha detto Ratzinger al'Angelus-magari da nascondere quando diventa scomoda, ma implica la coerenza e la testimonianza anche in ambito pubblico". Come vescovo di Munster fra '33 e '46 si era pronunciato contro l'eliminazione fisica degli ebrei e degli handicappati, e definì diabolico il nazismo. Invece Ratzinger fu soldato nazista e a guardia di una fabbrica dove erano costretti a lavorare gli internati dei campi di concentramento. Stessa impudenza aveva manifestato il nuovo papa il 19 maio, quando assistendo a un film sul suo predecessore, definì provvidenziale la successionedi un pontefice tedesco a uno polacco, in quanto enrambi testimoni su fronti avversi della stessa barbarie (nazista). Già fronti avversi: uno da partigiano anti nazista, l'altro da nazista che scelse di servire Hitler invece dell'obiezione di coscienza, ovvero preferì fare delle propria fede un fatto privato invece che essere coerente.
9/10/05- Il centro di Lampedusa oggetto della denuncia dell'Espresso in realtà non è un vero Cpt, centro di permanenza temporanea. E' un centro di prima accoglienza, dove gli immigrati, che a differenza che nei Cpt sbarcano a pochi metri dalla struttura, vengono smistati in pochi giorni o poche ore verso i Cpt di altre regioni. Dove resteranno 60 giorni in attesa del foglio di via o del (teorico) rimpatrio. Dunque la richiesta della sinistra di chiudere i Cpt, dove le condizioni di permanenza sono ben diverse e costose (100 milioni di euro l'anno) risparmierebbe proprio Lampedusa. Peraltro i guai di Lampedusa nascono dal fatto che una struttura da 200 posti ospita fino a 1000 persone la volta: occorerebbe non chiuderlo ma ingrandirlo.
9/10/05- Terremoto in Pakistan: le vittime sono così tante (almeno 40.000) perchè il governo non fa un minimo di prevenzione: spende tutto in armi. Il 6.6% del prodotto interno lordo sta alla voce difesa, tra esercito (620.000 uomini, programma nucleare fra 25 e 50 testate, conflitto in Kashmir ecc.). Il 67% del budget annuale governativo (la finanziaria). Lo rivela il tink tank di Mumbai Strategic foresiht group. In Italia la cifra è l'1.8% sul Pil, in India il 2.5. La media mondiale è attorno al 2%.
9/10/05- Bush confessò che era stato Dio in persona ad ordinargli di attaccare Afghanistan e Iraq. Lo rivelò al vertice di Sharm quattro mesi dopo lo'invasione irachena. Lo svela un testimone, l'allora ministro degli esteri palestinese Nabil Shaat alla Bbc
8/10/05- Nel 2004 la povertà è aumentata secondo l'Istat. Ma la soglia della povertà relativa dal 2001(ultimo anno dell'Ulivo al governo) al 2004 è passata da 7.828.000 a 7.588.000. Tra 2001 e 2002 (ultimo dato disponibile Istat causa studio nuova metodologia) la povertà assoluta da 3.028.000 a 2.916.000.
8/10/05- Oltre 11 milioni di poveri in Italia. Ma l'Istat informa che sono stati modificati per i dati 2004 i parametri rispetto a quelli del 2003. E' stata aumentata la soglia di povertà relativa per una famiglia di due componenti, rappresentata dalla spesa media mensile procapite: dagli 874 euro del 2003 ai 920 del 2004. Aumentando così la soglia del 5.2%, i poveri sono automaticamente aumentati dell'1% sui residenti italiani (dal 12 al 13%).
8/10/05- Quelli della resistenza irachena contro i civili sono crimini contro l'umanità e crimini di guerra.
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7/10/05- Rilanciato un dato della scorsa primavera: meno del 5% dei ribelli catturati o uccisi in Iraq sono stranieri non originari dell'Iraq.
7/10/05- Nobel per la pace all'agenzia atomica Onu, l'Aiea. E' come dare un premi antimafia a Riina, essendo proprio l'Aiea, inizialmente Atoms for peace, responsabile della proliferazione di armi nucleari nei paesi del terzo mondo. Dal Pakistan alla Cina all' India,i quali l'ahhno poi passata a Iran, Corea del nord, e (quasi) Iraq e Libia. Proprio l'Aiea gestisce guarda caso a Trieste, il suo centro internazionale di addestramento nucleare per gli scienziati di tutti i Paesi canaglia. Dove hanno studiato i padri del proramma di Saddam, il segretario nucleare di Osama, e dove oggi studiano gli iraniani e i siriani. Persino la fondatrice di Abolition 2000, una delle organizzazioni globali per l'eliminazione del nucleare, dichiara: "L'Aiea il più efficace agente per la diffusione delle armi atomiche nel pianeta, con la sua promozione di cosiddetta tecnologia nucleare pacifica".
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7/10/05- L'uragano Katrina non ha prodotto disoccupazione. Si millantavano 150.000 posti persi, forse addirittura oltre 1 milione di persone a spasso per anni. E invece il tasso Usa a settembre, rispetto ad agosto scende di 35.000 unità.
7/10/05- Tutti innocenti per la mancata prevenzione dell'11/9. La Cia non mette sotto accusa nessuno, ponendo fine a quattro anni di indagini interne. Lo stesso aveva fatto qualche tempo fa anche l'Fbi. Eppure i risultati della commissione indipendente del congresso mettevano in luce macroscopiche lacune da parte degli 007.
6/10/05- Inchiesta dell'Espresso sulle pessime condizioni all'interno del Cpt di Lampedusa: Pisanu affida un'indagine interna al prefetto di Agriento Bruno Pizzuto, il quale però è anche il responsabile della struttura sotto accusa!
5/10/05- Niente Ici per gli immobili della Chiesa in finanziaria. In realtà si tratta di una norma vecchia di 13 anni, di cui la cassazione ha precisato con una sentenza il dettato. Ma soprattutto non è vero che sotrarrà fondi ai comuni, 300 milioni solo al comun e di Roma: i proprietari di quegli immobili finroa non hanno comunque mai pagato l'Ici su di essi.
4/10/05- La nuova giudice della corte suprema eletta da Bush viene accusata di essere una sua 'famiglia', già avvocato della first lady, fatta salire agli onori nazionali dall'oscuro ufficio lottereie del Teas dove si trovava. Invece è bypartisan: per la campagna elettorale del 2000 donò 1000 dollari tanto a Bush che a Gore.
4/10/05- Le sinistre accusano: la finanziaria 2005 toglie 3.5 miliardi agli enti locali, obbligandoli a tagliare altrettanti servizi al cittadino, o ad aumentare le tasse del 10.6%. Piccolo inganno: i tagli imposti agli enti locali sono al netto della spesa sociale e del personale.
4/10/05- Quella di San Francesco diventa una festa nazionale ufficiale. Eppure il patrono della pace viene dipinto in maniera capovolta.
C'è un episodio di Francesco alla Crociata molto significativo che ci
viene abitualmente taciuto ma che troviamo in mezzo a gli altri nel libro delle Fonti Fraecescane : dopo essere scampato per miracolo alla
morte e avere subito dai musulmani percosse sanguinose, Francesco
riesce a raggiungere il sultano Malil-Al-Kamil. Con lui c'era un altro frate, di nome Illuminato, che ci riporta il dialogo intercorso tra il poverello di Assisi e il Sultano.
Sentiamo la testimonianza di Frate Illuminato: "II Sultano sottopose a Francesco un'altra questione: "II vostro Signore insegna nei Vangeli che voi non dovete rendere male per male, e non dovete rifiutare neppure il mantello a chi vuoi togliervi la tonaca" Quanto più voi cristiani non dovreste invadere le nostre terre!". Rispose il beato Francesco: "Mi sembra che voi non abbiate letto tutto il Vangelo. Altrove, infatti, è detto: "Se il tuo occhio ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo lontano da tè. E, con questo, Gesù ha
voluto insegnarci che, se anche un uomo ci fosse amico o parente, o perfino fosse a noi caro come la pupilla dell'occhio, dovremmo essere
disposti ad allontanarlo, a sradicarlo da noi, se tentasse di allontanarci dalla fede e dall'amore del nostro Dio. Proprio per questo, i cristiani agiscono secondo giustizia quando invadono le
vostre terre e vi combattono, perchè voi bestemmiate il nome di
Cristo e vi adoperate ad allontanare dalla religione quanti uomini potete. Se invece voi voleste conoscere, confessare e adorare il Creatore e Redentore del mondo, vi amerebbero come se stessi!".
4/10/05- Esercitazione anti terrorismo a Roma (Matilda). Pronto soccorso e ospedali pronti ad accogliere i feriti senza alcuna sbavatura, vigili del fuoco che accorrono in gran numero. Peccato che le comparse della fiction antiterrorismo non corrispondano precisamente a quanto quotidianamente accade nella capitale. E che per garantire la riuscita dell'operazione Matilda i numeri sarebbero stati truccati. A denunciarlo è il sindacato di base Rdb-Cub, molto radicato nel settore della sanità e dei vigili del fuoco, appunto, e i pacifisti romani. «Roma ha normalmente 77 vigili in servizio, oggi erano 166. Molti sono stati fatti venire dalle altre province del Lazio. Specialmente gli specialisti, che normalmente a Roma sono 13 e oggi erano molti di più», spiega Sergio Cararo del Comitato per il ritiro delle truppe dall'Iraq. Qualcosa di analogo anche a Milano due settimane fa, quando all'esercitazione antiterrorismo avevano partecipato «210 vigili del fuoco, contro i 120 normalmente in servizio ogni giorno». E ancora: «Normalmente, anche a causa dei continui tagli alla sanità, i pronto soccorso degli ospedali romani non riescono ad affrontare i codici rossi. Oggi invece è stato raddoppiato il personale dei reparti. C'è stata poi qualche incongruenza: ad esempio non sono state impiegate le due ambulanze dell'ospedale Spallanzani predisposte per gli attacchi non convenzionali». Per questo, si chiedono le Rdb, «quale può essere il valore da attribuire a una simulazione che mette in campo in maniera fittizia fino al 50 per cento delle risorse realmente presenti sul territorio nella quotidianità? E anche volendo ricordarla come evento formativo per il personale, come fare se gran parte del personale sanitario presente nei pronto soccorso era stato temporaneamente spostato da altri reparti di degenza?». La realtà, denuncia il sindacato di base, è fatta di una cronica carenza di organici.
3/10/05- La peggiore catastrofe della storia americana. Un'ecatombe planetaria senza precedenti. L'11 settembre della natura, che si ribella ai danni dell'uomo. Un'intera città, New Orleans, spazzata via coi suoi abitanti, e uno stato completamente distrutto, la Lousiana. 10.000, 25.000, forse 100.000 morti, quasi 1 disperso ogni 2 residenti. Così, con titoli da Armageddon, l'uragano Katrina si conquistava le aperture dei media non più di un mese fa. Ieri è finalmente terminata la conta ufficiale dei morti. Ebbene, quelli certi sono 964, in proporzione come se in Italia ne fossero morti 186. Ma potete scommettere che nessun tg titolerà mai "Scampato pericolo, Katrina non era l'uragano dei record". Fra le 'notizie che non escono' del 2005, lo psicodramma Katrina si merita un posto d'onore. La Federal emergency management agency (Fema) ha appena concluso 23.000 ricerche porta a porta solo tra New Orleans e dintorni, rovistando ogni centimetro di canali, sottotetti e macerie.. Lo stesso han fatto le autorità a Biloxi, Gulfport, Mobile, Pascagoula. E la cifra non cambia: un totale di meno di mille vittime. Intendiamoci, i morti sono sempre una tragedia, indipendentemente dal numero. Non è poi escluso che a giorni se ne aggiungeranno altre decine, dalle 221 salme rinvenute negli obitori dello stato del Mississipi, ove defunte a causa dell'uragano invece che in altre circostanze. Tuttavia è ormai ovvio che non saranno più necessarie le 25.000 body bags mortuarie inviate a scopo precauzionale dal governo federale. E giudicate realistiche dagli inviati del Tg3 in quel di New Orleans. I quali per settimane ci hanno spacciato un uragano purtroppo nella media, come l'evento del secolo. Vedrete quando l'acqua si ritirerà, presagivano le solite cassandre. Persino all'ombra del Superdome pareva i caduti si contassero a dozzine, mentre già si davano per spacciati i pazienti degli ospedali. Faceva comodo, oltre che notizia, rappresentare una superpotenza in ginocchio, dando la croce a un'amministrazione di "inquinatori, neoliberisti e razzisti". Nessuno che si sia preso la briga di guardarsi la serie storica dei più mortali uragani americani, per scoprire che l'equazione uragano = morte e distruzione non è proprio una recente esclusiva di esecutivi neocon. E che dire di quando stragi ben peggiori avvengono nel terzo mondo: se va bene lo leggete nelle brevi. L'uragano Mitch 7 anni fa causò 9190 vittime in centro America. Ma i morti hondureni o nicaraguensi non sono strumentalizzabili, ergo non fanno vendere. Anche allora si parlò più che altro dei pochi morti a stelle e strisce e della mancata prevenzione. Ora come allora, a rimpallarsi la colpa in una gogna mediatica un cast d'eccezione: il presidente Bush, il sindaco di New Orleans Nagin, il governatore della Louisiana Blanco e il capo della Fema Brown, unico silurato. Perfino quando la catastrofe avviene altrove i colpevoli diventano americani. S'è visto con lo tsunami: anche lì il mancato allarme fu imputato agli Usa, non all'Onu o al governo islamico indonesiano che scialacquava in armi. La tragedia di New Orleans è solo l'ultimo capitolo della disinformazione. Che ha toccato l'apice con la bugia delle dighe attorno alla città: se Bush le avesse fatte rinforzare, spiegano gli scienziati che l'acqua le avrebbe travolte con una potenza ancor maggiore, causando solo più morti. Non esiste infatti argine che possa reggere per giorni la furia delle onde con uragani di classe dal 3 in su.
3/10/05- Berlusconi si lamente della proposta do primarie dell'Udc: in America le fanno solo per trovare lo sfidante, il presidente in carica si ripresenta automaticamente, sostiene. Falso: anche Bush ha fatto le primarie per il suo secondo mandato.
3/10/05- Esponenti di destra e sinistra sulla riforma elettorale nell'autunno del 2000 sostenevano posizioni contrarie a quelle di oggi. Ecco una mappa dei voltagabbana della politica italiana.
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3/10/05- La nuova riforma elettorale stabilisce un meccanismo vincolante fra premier annunciato prima delle urne e coalizione vincente. In realtà secondo la costituzione è il capo dello stato a scegliere in piena libertà il premier.
2/10/05- Con la nuova legge elettorale si rischia che la maggioranza che vince nelle urne non corripsonda a quella che governerà. Infatti se una coalizione fosse formata in toto o in pmaniera consistente da partitini fino al 2%, la maggioranza dei loro voti verrebbe buttata a causa dello sbarramento al 3% interno alle coalizioni.
3/10/05- 892 892: costa meno del 12? Solo se risponde l'operatore e la chiamata non oltrepassa il minuto e 5 secondi. Lo si spiega solo nelle righe piccole, non in tv.
3/10/05- L?impasse sull'inizio dei negoziati per l'ingresso della Turchia dell'Ue si era incagliato sul disaccordo turco circa l'inresso di Cipro nella Nato, risolto con un'arzigogolata formula diplomatica, che non impedisce trattative alla Ue, lasciando solo alla presiedenza col consenso del consiglio il diritto allo stop. Sennchè anche la Nato è regolata dal principio dell'unanimità, e la Turchia potrà opporsi in quella sede.
2/10/05- La polizia di Bali mostra le teste dei kamikaze rei della seconda strage turistica in pochi anni. Ma un comunicato della polizia di Jimboran annuncia di aver trovato 3 bombe ancora inesplose a Jimbaran, rese inutilizzabili nel momento in cui le autorità hanno staccato il network di telefonia mobile dell'isola appena dopo l'attentato. Le bombe erano dunque comandate a distanza con un cellulare. Ma non si era parlato di kamikaze?
2/10/05- L'ex questore di Genova assassinato in circostanze misteriose qualche giorno fa nella sua casa di Andora, aveva appena denunciato la Banca d'Italia, chiedendo il risarcimento degli utili per i cittadini italiani, dopo aver letto un pezzo di chi scrive sul quotidiano 'Libero', in cui si svelava la violazione dell'art.3 da parte dell'istituto di via Nazionale. Ce lo aveva annunciato proprio la vittima, in numerose telefonate fatteci sul cellulare nei giorni precedenti la morte. Sarà una coincidenza, ma intanto la storia dell'aiuto cuoco reo confesso che lo ammazza in solitudine durante un tentativo di furto regge sempre meno, e presenta lacune macroscopiche.
1/10/05- Sentenza storica. Per la prima volta un giudice sancisce la violazione della lege dulla proprietà da parte di Bankitalia, e ne quantifica i danni in almeno 5 miliardi di euro, 87 per ogni cittadino italiano. Condannando via Nazionale a un primo concreto risarcimento, sulla base di una denuncia presentata da chi scrive insieme all'Adusbef. E bollando come illecita la divisione deli utili del periodo 1996-2003 della nostra banca centrale fra le banche private italiane, diventate sue proprietarie. Il pronunciamento porta la firma del giudice di pace di Lecce Cosimo Rochira, ede è stato emesso il 15 settembre scorso.
1/10/05- Polemiche sulla possibilità di far entrare la Turchia nell'Ue. Come se dovesse accadere domani. In realtà, quel che è in ballo non è l'ingresso, e neanche un ingresso differito, bensì il semplice avvio di negoziati che durerebbero almeno 10 anni senza garanzia di riuscita.
1/10/05- Berlusconi, il giorno dopo l'annuncio della proposta di ritorno al proporzionale, aveva rassicurato l'opposizione: non facciamo questa lege per ribaltare il risultato cancellando i voti dei piccoli partiti, provvederemo a togliere lo sbarramento al 4%. A distanza di qualche giorno, nel disegno di legge in votazione al parlamento c'è comunque uno sbarramento, anche se al 2%. E danneggia più la sinistra che la destra,
1/10/05- Cindy Sheehan, la madre della pace divenuta icona del popolo pacifista americano, colei che da mesi chiede invano un incontro con il presidente Bush per rimproverargli la morte di suo figlio in Iraq, in realtà si era già incontrata col presidente, 11 settimane dopo la morte del figlio Casey, avvenuta nell'aprile del 2004. E in quell'occasione aveva detto ben altre cose circa Bush, facendosi addirittura baciare dal presidente, come testimonia una foto pubblicata dal giornale locale, il Vacaville Reporter. La Sheehan incontrò Bush con tutta la sua famiglia, insieme ad altre 16 famiglie di reduci scomparsi in Iraq, presso Fort Lewis vicino Seattle. "Ho un nuovo rispetto per lui-dichiarò la Sheehan al Reporter- perchè Bush era sincero e non era obbligato a incontrarci. So che è sincero riguardo alla libertà degli iracheni, e che sente dolore per la nostra perdita. So che è un uomo di fede. Il presidente ci ha dato il regalo della felicità di stare insieme per la prima volta dopo 11 settimane". Orea la Sheehan chiama Bush bastardo e vile. Ma soprattutto, la domanda che dice di voler porre al presidente, e che a suo tempo non pose (perchè suo figlio è morto in Iraq), non ha senso: Casey partì volontario per l'Iraq (è mio dovere , disse), e c'è una sua foto in divisa vicino a una sagoma di John Wayne. INutile dire che la Sheehan le ha tolte dal sito dedicato alla memoria del figlio, dove prima campeggiavano.
1/10/05- Il nuovo capo assoluto delle forze armate americane si chiama Pace! Ed è peraltro un italo americano, figlio di baresi.
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30/9/05- Scompare da domani il vecchio 12 per le informazioni telefoniche. Sostituito da altri numeri, che nelle pubblicità in tv promettono un risparmio rispettom al passato. Tutt'altro, secondo le prove dell'associazione Altro consumo:
Su una chiamata media di 1.43 minuti, si spendeva col vecchio 12 automatico 0.61 euri, con l'operatore 2.08. Ora col 1254, 3.04 euri, con l'892 892, 3.21, e con l'892424, 2.63. Ma quel che non dice Altro consumo è che in pratica il 12 già non esisteva da anni. Chiunque provasse a chiamare veniva messo in attese lunghissime oppure congedato da un nastro che per motivi di intenso traffico, a qualunque ora della giornata invitava di continuo a richiamare 'più tardi'. Dunque all'utente non rimaneva che chiamare il 412 (3.04 euri per 1.43 minuti), o l'892424. Entrambi i servizi erano già attivi da tempo.
30/9/05- Crescono gli sbarchi di clandestini sulle nostre coste, 15.000 nei primi 9 mesi 2005 contro 9000 nello stesso periodo 2004, e con essi i respingimenti e le espulsioni. Il decreto sui flussi prevede solo 80.000 ingressi legali nel 2005, ma le imprese ne chiedevano 300.000...
30/9/05- Nella finanziaria varata dal governo non c'è più il taglio dell'Irap (12 miliardi in 3 anni), promesso un'infinità di volte dal Berlusconi e dal suo governo dal 2001 ad oggi e nei mesi passati.
30/9/05- Bonolis si sfoga da Mentana: Affari tuoi era la mia trasmissione, l'ho creata io, e ogni volta che la vedo condotta da un altro mi si stringe il cuore. Non dice che il format esisteva anche prima di lui, e andava già in onda in altri Paesi. Anzi, gli olandesi che l'avrebbero 'inventata', in realtà l'hanno copiata dal gioco delle celebre 'Bustarella' di Ettore Andenna degli anni 70.
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30/9/05- Trovato l'accordo nella Cdl per la riforma elettorale. Con l'introduzione di uno sbarramento al 10% per le coalizioni, al 2 per i partiti interni ad esse e del 4 per quelli esterni. Secondo la Cdl dovrebbe rendere l'Italia più governabile. Invece si tratta pur sempre di coalizioni, che governeranno grazie al premio di maggioranza. E non esiste una legge che obblighi i deputati a votare in parlamento come impone il capo della loro coalizione. Nè nella nuova bozza di legge elettorale è previsto alcun vincolo di maggioranza o clausola anti-ribaltone.
30/9/05- L'opposizione rimprovera il governo di varare la finanziaria a colpi di fiducia, senza permettere un esame e un dibattito parlamentare. Ma è ciò che avviene ovunque all'estero, dove i premier si presentano semplicemente in parlamento annunciando la finanziaria, e subito dopo si vota.
30/9/05- Tremonti aveva iniziato questa legislatura scrivendo su una lavagna al Tg1 il buco lasciato dall'ultima finanziaria pre elettorale del centro sinistra nel 2001, 37.000 miliardi di lire. Ora però vara la sua ultima finanziaria prima del voto coprendo 8.5 miliardi di buco nei conti del governo con 6 miliardi di vendite immobiliari, e con 2.5 miliardi di recupero evasione fiscale. Ossia con provvedimenti il cui esito è tutt'altro che scontato.
30/9/05- In finanziaria anche un fondo per il rimborso ai trombati dagli scandalifinanziari (Cirio, Parmalat, bond argentini. Ma l'intervento viene coperto utilizzando i cosiddetti conti silenti, ovvero i depositi bancari che non vengono movimentati da almeno 15 anni. Insomma sempre coi soldi di altri cittadini italiani. Un'operazione che i consumatori dell'Adoc giudicano una truffa.
30/9/05- Varata la finanziaria 2005. Il governo pubblicizza molto gli 1.3 miliardi di provvedimenti per le famiglie. Ma intanto taglia 2 miliardi di cuneo fiscale alle imprese, esonerando i datori di lavoro dal pagamento dei contributi sociali ai lavoratori fino a un punto percentuale dal 2007 e mezzo punto dal 2006. E l'esonero vale in primis per "l'aliquota contributiva per assegni per il nucleo familiare, e sui contributi per maternità e disoccupazione".
29/9/05- Continua la pratica leghista di assumere parenti e amici: dopo Bossi e qualche giorno fa Ballaman (che ha assunto la moglie di un compagno del Carroccio), ora si apre il caso dell'assessore alla famiglia in Lombardia, Giancarlo Abelli, il cui figlio è stato nominato primario.
28/9/05- Gli equivoci sulle Crociate sono fin troppo comuni. Vengono ritratte come una serie di guerre sante contro l'Islam, generalmente lanciate da papi assetati di potere e condotte da fanatici religiosi. (...)qual è la verità sulle Crociate? Gli studiosi ci stanno ancora lavorando su. Ma molto può già esser detto con certezza. Intanto, le Crociate contro l'Oriente furono in ogni caso guerre difensive. Rappresentavano una risposta diretta alle aggressioni musulmane, un tentativo di arginare e controbattere la conquista musulmana di terre cristiane.
I cristiani dell'undicesimo secolo non erano fanatici paranoici. Dai musulmani bisognava realmente difendersi. Sebbene gli arabi sappiano essere pacifici, l'Islam nacque in guerra e crebbe nello stesso modo. (...) Quando Maometto stava per intraprendere la guerra contro La Mecca, nel settimo secolo, il Cristianesimo era la religione dominante. In quanto fede dell'Impero romano, attraversava il Mediterraneo intero, incluso il Medio Oriente dove nacque. Il mondo cristiano, perciò, era il primo obiettivo dei primi califfi, e tale sarebbe rimasto per i condottieri musulmani dei successivi mille anni.
Con formidabile energia, i guerrieri dell'Islam si avventarono contro i cristiani subito dopo la morte di Maometto. Ebbero successo. Palestina, Siria ed Egitto – un tempo le aree più fervidamente cristiane del mondo – soccombettero rapidamente. Nell'ottavo secolo, gli eserciti musulmani avevano conquistato tutto il nord cristiano dell'Africa e la Spagna. Nell'undicesimo secolo, i turchi selgiucidi conquistarono l'Asia Minore (la Turchia moderna), cristiana fin dal tempo di san Paolo. Il vecchio Impero romano, noto ai moderni come Impero bizantino, fu ridotto ad uno spazio geografico inferiore a quello dell'attuale Grecia. Disperato, l'imperatore di Costantinopoli spedì missive ai cristiani dell'Europa occidentale, chiedendo aiuto per i loro fratelli e le loro sorelle dell'Est.
Questo è quanto fece nascere le Crociate. Non il progetto di un papa ambizioso o i sogni di cavalieri rapaci, ma una risposta a più di quattro secoli di conquiste, con le quali i musulmani avevano già fatti propri i due terzi del vecchio mondo cristiano. A quel punto, il Cristianesimo come fede e cultura doveva o difendersi o lasciarsi soggiogare dall'Islam. Le Crociate non furono altro che questa difesa.(...)
Spesso si ritiene che l'obiettivo centrale delle Crociate fosse la conversione forzata del mondo musulmano. Nulla potrebbe essere più lontano dalla verità. (...) Ai musulmani dimoranti nei territori conquistati dai crociati generalmente fu concesso di conservare le loro proprietà, il loro sostentamento, e perfino la loro religione.(...) Fu solo nel 13° secolo che i francescani intrapresero qualche tentativo di conversione dei musulmani. Tentativi senza successo, infine abbandonati. In ogni caso, si trattò di persuasione pacifica, non di minacce o addirittura di violenza.
28/9/05- Si chiama Oriana, proprio come la Fallaci, la ragazzina ital0-marocchina cui 3 coetani di Biella hanno impresso sul braccio una svastica.
28/9/05- Un giudice per l'immigrazione di El Paso, in Texas (lo stato del presidente), ha deciso che Posada Carriles non sarà estradato in Venezuela, che lo voleva indietro in quanto cittadino anche venezuelano oltre che di nascita cubana. La motivazione è straordinaria in quanto il no del giudice William Abbott è stato motivato con il timore che Posada possa essere torturato dai venezuelani e quindi, in nome della Convenzione dell'Onu contro la tortura, gli è stato concesso di restare per altri 90 giorni nel paese che manda in giro per il mondo, da Guantanamo all'Egitto, i presunti terroristi islamici per poterli torturare a piacere). Se entro quel termine Posada non sarà estradato a qualche paese terzo che non sia né il Venezuela né Cuba, «al novantunesimo giorno andremo dal giudice e gli chiederemo che sia liberato», ha annunciato ieri il suo avvocato, aggiungendo che entro la fine della settimana sarà avanzata la richiesta per la cittadinanza Usa. Posada rimarrà ospite delle autorità d'immigrazione a El Paso. L'avvocato dice che è «molto felice».
Il caso di Posada Carriles era molto imbarazzante per Bush, debitore (per la sua prima presidenza) della comunità cubana anti-castrista di Miami, dove presto il vecchio terrorista potrà probabilmente ricongiungersi alla famiglia, massicciamente schierata per la sua liberazione con relativi (e dovuti) riconoscimenti per i servigi resi alla causa. Perfino il New York Times si era mosso per dire che fra tutte le ipotesi maneggiate da Bush l'unica da escludere era consentire a Posada (scoperto in maggio per essere entrato illegalmente negli Usa) di restare a qualsiasi titolo
Ovvie le reazioni a Caracas e all'Avana, accolte probabilmente con soddisfazione segreta.
Posada Carriles è accusato in Venezuela per l'attentato commesso nel 76 contro un aereo civile della Cubana de Aviacion in cui morirono 73 persone e a Cuba per una lunga sequela di attività terroriste. Una riguarda anche l'Italia perché nel `97 fu lui a organizzare la semina di bomba contro hotel dell'Avana. Una di quelle bombe uccise il cittadino italiano Fabio di Celmo. Perché non è l'Italia a chiedere l'estradizione di Posada?
28/9/05- Cindy Sheehan la madre del soldato ucciso in Iraq che guida la campagna anti-Bush, rimproverando il presidente di non averla mai voluta incontrare. La Sheehan accusa BUsh della morte del figliolo, ma non dice che questi era andato in Iraq da volontario!
28/9/05- Il nostro Sismi è un servizio segreto affidabile o no? Vi ricordate l'allarme del Sismi, una settimana dopo le bombe di Londra, sull'esistenza di una scuola per kamikaze a Milano, poi riulanciata due settimane dopo dal direttore del servizio in persona davanti al Copaco? Era tutta una bufala. Lo ha dimostrato l'indagine dei Carabinieri del Ros, i quali hanno appurato come la fonte della notizia sia un alcolizzato e cocainomane, trovato nudo in casa, che soffre anche quando è astemio e non si droga di deliri mentali. Il rapporto dei CC è stato comunicato al Sismi il 3 agosto, invitando gli 007 ad un incontro, a cui non a caso non si sono mai presentati.
28/9/05- L'Italia solo 47sima nella classifica annuale sulla competitività dei Paesi redatta dal World economic forum. Davanti a noi tutti i Paesi dell'Ue meno la Polonia, e pure Thailandia, Giordania, Botswana o isole Salomon. Ma si tratta davvero di una classifica seria? Teoricamente viene stilata sulla base di vari parametri, quali l'inefficienza del settore pubblico, la corruzione, carenza di infrastrutture, assenza di risorse per ricerca e formazione, rigidità del lavoro, ampliamento del debito pubblico. Ebbene, giudicate da voi: la Cina figura al 49° posto, meno competitiva dell'Italia!
28/9/05- I reality sono delle finzioni recitate? Un suggerimento può venire da un trucco usato a La talpa di Italia 1 per simulare le sabbie mobili che inghiottono un concorrente: si tratta di una pedana meccanica posizionata in uno stagno, che progressivamente si abbassa. Lo dimostra un filamto di Strscia. D'altronde la conduttrice del programma Paola Perego non è nuova ai tarocchi, anche con Al posto tuo su Raidue faceva litigare degli attori che poi lo confessavano a Striscia.
27/9/05- Il made in Italy? Sempre più made... all'estero. Ad esempio il 18% delle collezioni Armani si produce nell'Europa dell'est. E anche poco meno di quelle di Valentino.
27/9/09- La stampa privilegia l'opposizione. Questo il ricorrente piagnisteo di Berlusconi. E invece, secono i dati dell'osservatorio di Pavia, almeno per le tv non vale. ECco i dati sull'esposizione in minuti fra Berlusconi e Prodi: dal 17 aprile al 16 settembre 1349 minuti di esposizione contro 466. E per gli schieramenti: nello stesso periodo, nei tg 13.6% per soggetti istituzionali, 39.8 per il governo, 13.9 per la Cdl, 30.4 per l'Unione. Nelle trasmissioni d'informazione 0.2 per istituzionali, 26.1 governo, 19.3 cdl, 45.9 unione.
26/9/05- Berlusconi assolto nella All Iberian, titolano i media. Ma non è stato assolto, bensì è stato dichiarato non più punibile in quanto nel frattempo il reato di flaso in bilancio è stato depenalizzato, e il fatto non costituisce più reato. Ma lo era all'epoca delle contestazioni, nei bilanci Fininvest 1089-1995. Dunque Berlusconi: 6 prescrizioni, 4 assoluzioni nel merito, 1 amnistia: mai condannato, ma per ben 7 volte non scagionato o colpevole.
26/9/05- Perchè Fazio ci teneva tanto a mantenere italiana Antonveneta? Che gli olandesi, già soci di Geronzi in Capitalia, volessero in tal modo mangiarsi via via Mediobanca, le Generali e la Rizzoli Corriere della sera.
26/9/05- Berlusconi assolto nel processo all iberian grazie alla legge sul falso in bilancio dal suo stesso governo approvata. Ma il centro destra rinfaccia a Prodi d'aver fatto lo stesso con il processo per la svendita Cirio Bertolli De rica, depenalizzando l'abuso d'ufficio patrimoniale. In realtà Prodi fu prosciolto pienamente dall'accusa senza alcun riferimento a questa legge, che pure fu effettivamente varata per salvarlo in ogni caso.
26/9/05- I centristi del governo chiedono contemporaneamente le primarie e la riforma elettorale proporzionale. Senza pensare che già il proporzionale è una primaria in sè: votando di più un partito o l'altro si vota anche automaticamente il futuro premier, che a differenza che nel maggioritario non viene indicato prima delle urne.
26/9/05- Perchè i Pacs se bastano dei contratti privati (eredità, affitto, mutua assistenza, ecc.), si chiedono i neocon della Cdl? Perchè un contratto privato può sempre essere impugnato da terzi.
25/9/05- Fazio ha autorizzato delle opa illecite? Il tar del Lazio, intervenuto su richiesta di Abn Ambro, l'ha assolto il 13 luglio, ed è l'unico tribunale competente a giudicarne l'operato (atti amministrativi), dando così il via libera all'opa della Bpi di Fiorani. E anche la Consob aveva dato via libera a quest'opa su Antonveneta 11 giorni dopo l'ok 'illecito' di Banikitalia.
25/9/05- Il vero antagonista di Ratzinger nell'elezione a Papa non fu Martini ma il cardinale argentino Jorge Maria Bergoglio, che gli arrivò alle spalle con 26 voti contro 84. Contro un voto ciscuno anche per Shoenborn, Biffi e Law. Martini prese 10 voti solo alla prima delle tre votazioni, contro 47 di Ratzinger e 9 di Bergoglio. Lo svela il diario segreto del conclave, emerso malgrado il divieto assoluto di divulgarlo alla stampa.
25/9/05- Vi ricordate il tetto del 2% alle spese delle pubbliche amministrazioni, su modello dell'Inghilterra con Gordon Brown, sbandierato qualche tempo fa dal governo Berlusconi come prova dei tagli alla spesa pubblica? Ebbene la Corte dei conti ha scoperto che in soli sei mesi il tetto è stato sfondato : i consumi intermedi sono cresciuti del 10%, li investimenti fissi lordi del 9.3.
25/9/05- Il riscaldamento globale invece che determinare più uragani violenti li ha diminuiti. Lo dicono i dati dello Us National Hurricane Center, che li raccoglie da oltre 150 anni: dal 1901 al 1950 ci furono 34 uragani di categoria 3, 4 o 5. FRa 1951 e 2000 solo 28.
25/9/05- Dopo una settimana di psicodramma (la sostituzione di Siniscalco, l'emergere delle primarie anche nella Cdl, l'umiliazione di Berlusconi da parte di Follini che lo ha sfidiciato, la sifiducia del premier a Fazio), i sondaggi danno il centro sinistra in vantagio di 9-10 punti sul centro destra. In realtà in tutti i sondaggi per convenzione si fornisce la percentuale non di tutti gli italiani potenziali votanti, ma solo di quelli che hanno già deciso, scorporando gli indecisi. Che attualmente sono al 29%.
25/9/05- Maradona nuova star di Ballando con le stelle, per cui la Rai lo paga 1.3 milioni di euro. Mentre il Pibe de oro deve ancora al fisco italiano oltre 31 milioni di euro per il mancato pagamento dell'Irpef tra 1985 e 1990.
24/9/05- Fazio sostiene che le sue decisioni sulle Opa straniere sono state imparziali. Eppure nel colloquio con Letta, che cercava di convincerlo ad abdicare, ha detto: se me ne vado chi farà diga contro l'assalto francese alle Generali?
24/9/05- Come mai la Ferrari prende solo brasiliani (prima Barrichello ora Massa)? A Maranello sostengono che siano i più bravi. In realtà si tratta di un fatto di marketing per il mercato brasiliano, dove la Fiat ha da sempre fabbriche e molti clienti.
24/9/05- La Bce rispoende a Berlusconi che tocca ai governi nazionali sfiduciare i governatori delle banche centrali, nel caso il nostro Fazio. E invece c'è l'art.14 dello statuto della Bce che gli dà il potere di cacciare i governatori nazionali, i quali compongono appunto il direttivo della Bce, in caso di condotta scorretta o disonesta. Se Fazio venisse mandato via dalla Bce giocoforza decadrebbe anche in Italia, non potendo più rappresentare il Paese in ambito europeo nella estione dell'euro, sua funzione primaria.
24/9/05- Berlusconi ripete che tocca alla Bce cacciare Fazio, il governo non può fare altro. E non dice che basterebbe introdurre nella legge di riforma di Bankitalia un emendamento che fissi a 70 anni il limite massimo per un governatore per restare in carica. Così a Fazio resterebbero solo pochi mesi prima della pensione. L'emendamento era stato bloccato dalla Lega già in sede di discussione, pena l'uscita dalla coalizione. Altra opportunità per il governo sarebbe poi togliere la vigilanza sulle banche a Bankitalia e darla all'Antitrust.
24/9/05- Nell'ultimo finanziamento (1 agosto 2005) per la missione in Iraq sono stati stanziati 212 milioni di euro per la parte militare e solo 25 per aiuti umanitari. Considerando che la provincia di Di Qhar ha circa 150.000 familie per una popolazione di 900.000 abitanti, la spesa per la missione militare italiana, se fosse distribuita alla popolazione sarebbe pari a un buono stipendio mensile (280 euro) per ogni famiglia per la durata di un anno.
Peraltro dei fondi umanitari gran parte saranno spesi in Italia per programmi di formazione (con un costo di migliaia di euro per corsista), musei virtuali (con il decreto attuale vengono stanziati altri 2 milioni, sugli 800.000 stanziati precedentemente ben 150.000 sono stati utilizzati per la realizzazione di un CD dimostrativo), spese di ambasciata (3 milioni, tra cui un terzo stanziamento per il consolato di Bassora, mai aperto), e-government (2 milioni, che saranno intascati da due aziende italiane), aggiornamento tecnologico (gestito dal gruppo Trevi, già destinatario di contratti di ricostruzione). Solo 4 milioni di euro saranno destinati alle attività di "Cooperazione Civile-Militare" del contingente italiano a Nassiryia, ma dei 50 progetti finanziati precedentemente con lo stesso ammontare, secondo il sito del ministero della Difesa, nessuno è stato completato.
24/9/05- Un raggiro di Stato in piena regola: circa l'80 per cento dell'8 per mille è destinato a finanziare missioni militari all'estero, soldi per le guerre in Iraq, Afghanistan, Timor Est, Kosovo. Una somma di 80 milioni di euro: è questo il "furto" ai danni di ignoti contribuenti che in calce alla loro dichiarazione dei redditi mettono ogni anno la firma per devolvere l'8 per mille dell'Irpef direttamente allo Stato. Magie contabili che beffano in toto la buona fede dei tanti che si illudono che il loro obolo andrà invece a sostenere attività sociali, progetti internazionali contro la fame nel mondo o il recupero e il restauro di beni culturali. In realtà solo le briciole, ovvero 910.941 mila euro pari allo 0,9 per cento del totale sono destinati a debellare la piaga della fame e della povertà. Il grosso, ovvero 80 milioni di euro pari per l'esattezza a 79, 6 per cento del totale, viene speso in sicurezza e missioni militari all'estero. L'ennesima denuncia arriva dalla Campagna Sbilanciamoci che, carte e tabelle alla mano, fa le pulci alla finanziarie dello Stato.
«Nel 2004 - sottolinea Giulio Marcon, portavoce della Campagna Sbilanciamoci - si è arrivati ad una situazione che ha dell'incredibile: ben 80 dei poco più dei 100 milioni di euro destinati allo Stato dai contribuenti sono stati stornati per finanziare le missioni militari italiane e in particolare quella in Iraq che pesa per oltre il 50 per cento sui costi di tutte le missioni all'estero». Fatta la legge trovato l'inganno, si potrebbe dire. L'articolo 48 della legge 222/1985 che istituisce l'8 per mille parla chiaro: le somme devono essere utilizzate «per interventi straordinari per la fame nel mondo, per calamità naturali, per l'assistenza ai rifugiati, per la conservazione dei beni culturali».
«Ma la volontà dei cotribuenti non è rispettata» dice Marcon. «Il trucco contabile utilizzato dal governo e dal parlamento è quello di ridurre il fondo 8 per mille stornandone una parte per esigenze di finanza pubblica». Due righe nella finanziaria e il gioco è fatto. E le due righe compaiono esattamente al comma 69 dell'articolo 2 della Lege 350/2004 che è poi la la legge finanziaria. La quota destinata all'8 per mille «è ridotta - vi si legge testualmente - di 80 milioni di euro annui a decorrere dal 2004». E poiché le previsioni assumono spesso valenza triennale il "furto" potrebbe crescere fino ad arrivare a 240 milioni di euro.
«Si tratta - precisa Marcon - di una violazione di sostanza e di merito della legge 222. I soldi degli italiani - aggiunge - sono utilizzati per finalità diverse da quelle previste dalla legge». Una "manovra" che rende la legge dell'8 per mille un vero e proprio Pozzo di San Patrizio come ha commentato giorni fa Il Sole 24 Ore sottolineando come anche il secondo governo D'Alema avesse fatto ricorso a tale metodo per finanziare le operazioni militari in Macedonia e in Kosovo.
-La famiglia Agnelli è tornata azionista di maggioranza della Fiat attaraverso una triangolazione con Ifil e Merril Lynch. Ma il suo 30% dovrà comunque fare i conti col 26.7 delle banche, che hanno convertito il 20 settembre i loro crediti non ripagati in azioni. Gli Agnelli non vogliono salire oltre il 30%, soglia oltre la quale scatta l'obbligo di Opa. Ed ecco la vera notizia: la Fiat non è dunque già da tempo di proprietà deli Agnelli, che sono solo il socio di maggioranza relativa.
24/9/05- La Juve è favorita dagli arbitri? Per sciogliere l'eterno dilemma è sufficiente un piccolo conto. Vedere quanti falli in media sono necessari prima che un direttore di gara decida di ammonire un giocatore juventino, e confrontare il risultato con quello delle altre squadre. Ebbene, nel 2004 la media è stata di 12 falli prima di ogni ammonizione pere la Juve, e di 7-8 (e via via a scendere) per tutte le altre squadre.
24/9/05- In molti accusano Ruini di indebita ingerenza negli affari politici italiani, dopo la sua uscita sull'incostituzionalità dei Pacs preannunciati da Prodi. Ma Ruini è un cittadino italiano, e come tale gode della più ampia libertà di espressione. Mentre se si trattasse di un quesito referendario, sfruttare il suo ruolo per orientare le scelte degli elettori sarebbe un reato (e lo fu l'appello a non votare all'ultimo referendum sulle staminali e la procreazione assistita).
23/9/05- All'isola dei famosi non si mangia? Ma se hanno 350 grammi di riso e un numero imprecisato di gallette in dotazione ogni settimana...
23/9/05- Prime prove anti attentato a Milano. Ma i 3 bersagli non erano a sorpresa, bensì annunciati con settimane d'anticipo. Dunque non ha senso dire che la risposta delle forze dell'ordine e dei soccorsi è stata perfetta.
23/9/05- Fazio secondo Giuliano Ferrara, Oscar Giannino e altri importanti commentatori, oltre che per i suoi numerosi fan politici, sarebbe totalmente innocente. Come ha sancito il Tar del Lazio e la Bce, nella vicenda delle decisioni sulle Opa intercettate non avrebbe commesso alcun illecito, dunque non dovrebbe dimettersi. E la violazione dell'art.3 dello statuto circa la proprietà di Bankitalia?
23/9/05- Anche nell'Opa di Unipol su Bnl i 'concertisti erano informati del via libera di Fazio prima del tempo, esattamente come nell'Opa di Fiorani su Antonveneta. A informare Consorte e D'alema fu Cossiga, dopo aver avuto assicurazioni da Fazio. Lo ha rivelato lo stesso ex presidente in tv, domandando come mai queste intercettazioni non siano state anch'esse pubblicate, e non abbiano provocato lo stesso scandalo di quelle tra Fiorani e Fazio.
23/9/05- La morte del cacciatore di nazisti Simon Wiesenthal. Il colpo che lo rese celebre fu la cattura di Eichmann. Ma il capo del commando israeliano che lo rapì in Argentina, ed ex capo del Mossad, Harel, ha sempre negato che la dritta fosse giunta da Wiesenthal.
23/9/05- Fazio è colpevole: aveva deciso di dare l'ok all'opa di Fiorani su Antonveneta ancora prima di ricevere i pareri positivi dei 3 giuristi esterni utilizzati per smentire quello negativo dei due ispettori di Bankitalia. Lo rivela l'intercettazione di un colloquio telefonico del capo della vigilanza di Bankitalia Francesco Frasca. Alle 10.45 del 9 luglio, due giorni prima il via libera all'Opa di Fazio, affermava: "Il governatore mi ha già anticipato che lui vuole dissentire(al parere negativo dei suoi ispettori), ora non le sto a spiegare come...". Peccato che la procura di Roma, che indaga sulla vicenda, non potrà utilizzare questa intercettazione, in quanto in possesso della procura milanese, poichè il codice vieta il travaso delle bone fra procure diverse.
23/9/05- Ruini ha detto che i Pacs di Prodi sono incostituzionali, facendo riferimento all'art.29: "La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio." Ma in quest'articolo non si parla di generi, si dice genericamente matrimonio: potrebbe essere tanto etero che omo!
23/9/05- Con l'ordine esecutivo 13224 del 24 settembre 2001 gli Usa bloccavano i beni e proibivano transazioni finanziarie con chiunque fosse in odore di terrorismo. Il 24 agosto scorso hanno dato un finanziamento all'Anp per 50 mln di dollari. Lo ha firmato il console generale americano in Palestina Jacob Willis per proetti teoricamente dedicati alla casa e a infrastrutture.
23/9/05- Il 6% dei ricoverati negli ospedali italiani muore per errori medici.
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23/9/05- La Corea del nord si rimangia il dietrofront dal nucleare militare, chiedendo prima un reattore nucleare civile ad acqua per produrre elettricità. Come dire, aderendo al Trattato di non proliferazione, rinuncio al militare ma non al civile. Mentre gli Usa preferirebbero una rinuncia totale a una tecnologia double use. Eppure nel 2000 l'americana Abb ltd.stipulò coi coreani un contratto da 200 mln di dollari per la costruzione di due centrali ad acqua leggera. E nel consiglio della Abb sedeva proprio Rumsfeld.
23/9/05- La Banca centrale europea non censura Fazio per la sua condotta nelle opa su Antonveneta. C'entrerà qualcosa il fatto che il suo capo Trichet, sia stato anche lui al centro di una vicenda amaloga? Come governatore della Banca di Francia, e controllore della correttezza dei conti delle ziende pubbliche, fu accusato all'inizio dei '90 di diffusione di informazioni false e ingannevoli e presentazione di conti infedele, nel crack del Credit Lyonnais (un buco ai danni dei risparmiatori di 15 miliardi di euro). Fu prosciolto per ragion di stato guarda caso quando si intravvide una candidatura francese, la sua, alla Bce.
23/9/05- Dopo quattro anni di guerra al terrorismo islamico sorge spontanea una domanda. Le modalità con cui l'Occidente affronta la mortale sfida sono le migliori possibili, oppure esiste un approccio più efficace e meno cruento? La risposta sta tutta in un semplice dato: con la sola spesa pagata dagli Stati Uniti per la guerra in Iraq e Afghanistan, si potrebbe far arrivare nel garage di ogni famiglia americana la berlina più diffusa in versione 'ibrida' (alimentazione mista a benzina e batteria). Tagliando dell'80% il fabbisogno nazionale di petrolio e ponendo così fine alla schiavitù dell'oro nero, che da decenni incatena i destini del primo mondo a quelli del Medioriente. L'esempio dell'America è lampante ma si può facilmente estendere ai suoi alleati, Italia in testa, considerate le enormi cifre che spendiamo fra missioni all'estero e sicurezza interna.
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22/9/05- Lavoro sempre più precario, donne emarginate e crisi del mezzogiorno. Le 3 grandi bugie.
In Italia c'è una-cosa-una che funziona: è il mercato del lavoro. Merito della Legge Biagi, ma anche del cosiddetto "Pacchetto Treu" varato all'epoca dal governo dell'Ulivo e del quale la sinistra oggi si vergogna. I dati diffusi ieri dall'Istat, nella rilevazione relativa al secondo trimestre del 2005, dicono che il tasso di disoccupazione è sceso al 7,5% e che il numero degli occupati è arrivato a 22.651.000, in aumento di 213.000 unità - cioè dell’1% - rispetto allo stesso periodo del 2004. L’aumento del numero dei lavoratori nell’ultimo anno è il risultato della crescita dell’occupazione dipendente (+381.000 unità, pari al 2,4%) e del calo dei lavoratori indipendenti (partite Iva etc.), 168.000 in meno rispetto al 2004.
L'uso di una calcolatrice ci dice poi che, rispetto al secondo trimestre del 2001, cioè al momento del cambio di consegne tra il centrosinistra e il centrodestra, l'aumento degli occupati è stato di 1.183.000 unità, pari al 5,5%.
Siccome per la sinistra è intollerabile che qualcosa in questo Paese oggi vada meno che da schifo, subito dagli esponenti dell'opposizione e dai sindacalisti della Cgil è scattata la campagna di disinformazione, con tanto di corsa a chi la sparava più grossa per smontare la buona notizia.
Delle due strade che aveva davanti l'Unione, partecipare alla festa rivendicandone (correttamente) parte del merito e negare che ci sia alcunché da festeggiare, ovviamente hanno scelto quella sbagliata, confidando nel fatto che tanto nessuno va mai a fare le pulci ai numeri.
Cesare Damiano, responsabile lavoro dei Ds, dice che «i dati resi noti dall'Istat confermano quanto abbiamo continuato a segnalare nel corso di questi anni: cresce l'occupazione, precaria, nel centro-nord e diventa sempre più difficile la situazione nel Mezzogiorno e, in modo generalizzato, quella dell'occupazione femminile».
Dice Fulvio Fammoni, segretario confederale della Cgil: «Si conferma la fine del ciclo positivo iniziato a metà degli anni novanta, con una situazione sempre più drammatica nel Mezzogiorno e per l'occupazione femminile in generale».
Titola l'Unità: «Aumentano i contratti a termine. Dramma disoccupazione al Sud e per le donne».
Dunque: lavoro sempre più precario, sempre più donne emarginate dal lavoro, Sud messo sempre peggio. I tre luoghi comuni cari alla sinistra. Solo che sono tutti e tre luoghi comuni falsi.
Lavoro sempre più precario?
E' vero che ci sono sempre più lavoratori "precari", cioè assunti a termine? Certo che è vero: il loro numero aumenta, come aumenta quello di tutti gli occupati. E' vero che il lavoro in Italia è sempre più precario? No, perché il numero degli assunti con contratto a tempo indeterminato cresce, e aumenta più di quello dei "precari". Ad oggi i "precari" sono il 12,5% dei lavoratori dipendenti.
Lavoratori dipendenti "precari", cioè con contratto a termine nel secondo trimestre 2005: 2.048.000.
Lavoratori dipendenti con contratto a termine nel secondo trimestre 2004: 1.919.000.
Lavoratori dipendenti con contratto a termine nel secondo trimestre 2001: 1.639.000 (in questo caso il dato omogeneo non esiste, perché nel frattempo è cambiato il criterio di rilevazione, comunque la differenza è minima).
Se ne ricava che dal 2004 al 2005 il numero dei "precari" è aumentato di 129.000 unità, mentre dal 2001 al 2005 è aumentato all'incirca di 409.000 unità. Tenete a mente questi due numeri.
Lavoratori dipendenti "stabili", cioè con contratto a tempo indeterminato, nel secondo trimestre 2005: 14.473.000.
Lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato nel secondo trimestre del 2004: 14.221.000.
Lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato nel secondo trimestre del 2001: 14.020.000 (anche qui il dato omogeneo, cioè calcolato con identica modalità, non esiste).
Se ne ricava che dal 2004 al 2005 il numero degli assunti con contratto "sicuro", cioè a tempo indeterminato, è aumentato di 252.000 unità, mentre dal 2001 al 2005 è aumentato all'incirca di 453.000 unità. Dunque, non solo i posti di lavoro "precari" non sono stati creati a discapito di quelli "stabili", ma non ne hanno nemmeno impedito la crescita, che è stata addirittura superiore a quella dei contratti a tempo determinato. A dimostrazione che il lavoro “flessibile” non blocca la crescita di quello stabile, anzi spesso lo aiuta.
Donne sempre più emarginate dal lavoro?
Una bufala. Il numero delle donne che lavorano nel secondo trimestre del 2005 è stato pari a 8.855.000, in aumento di 77.000 unità rispetto al 2004 (+0,9%) e di 653.000 unità (+6,8%) rispetto al luglio del 2001. Quindi, rispetto all'andamento dell'intero mercato del lavoro (+5,5% nel giro di quattro anni), in questi quattro anni l'occupazione delle donne è cresciuta, in media, 1,3 punti percentuali in più. A sinistra sostengono che se la disoccupazione scende lo si deve solo all'effetto statistico prodotto dalle donne che smettono di cercare lavoro, e quindi sono escluse dal conteggio ufficiale dei disoccupati: torna comodo, perché dà l'idea di un Paese ormai depresso, abbandonato a se stesso che si chiude in casa per lasciarsi morire. A parte l'evidente malafede (se gli italiani stanno alla fame nera come ci vuole far credere la sinistra, si presume facciano di tutto per cercare un lavoro, invece di tirarsi indietro) questo, ovviamente, non spiega come mai i posti di lavoro delle donne siano in aumento.
Sud messo sempre peggio?
E' la bugia più subdola. A sinistra vale il principio per cui se un povero vince una Ferrari e un altro povero ne vince dieci, la situazione del primo è peggiorata perché il suo divario dal secondo si è accresciuta. Stesso discorso. Perché l'occupazione al Sud, in questi anni, non solo non è diminuita, ma è aumentata. Non come al Nord, molto meno, ma è comunque cresciuta. E quindi si sta meno peggio di prima.
Nelle regioni del Mezzogiorno si contavano 6.461.000 occupati nel secondo trimestre del 2005; 6.443.000 nel secondo trimestre del 2004; 6.363.000 nel secondo trimestre del 2001. Dunque, nell'ultimo anno nel Sud si sono creati 18.000 nuovi posti di lavoro (+0,3%), mentre negli ultimi quattro anni i nuovi contratti sono stati 98.000 (+1,5%).
22/9/05- Siniscalco di dimette e dice di non essere d'accordo su quasi tutto ciò che fa il governo. Ma forse Berlusconi poteva saperlo in anticipo, avendo scelto quale successore di Tremonti colui che figura al terzo posto fra i nomi dei fondatori della fondazione italiani europei di D'Alema. Un professore di sinistra, figlio dei soliti ambienti confindustriali torinesi (leggi salotto buono).
22/9/05- Tremonti ritorna ministro dell'economia. E'stato Fini a chiederlo a Berlusconi in cambio di una sua sfiducia formale al governatore di Bankitalia Fazio. 14 mesi fa era avvenuto esattamente il contrario: Fini aveva chiesto la testa di Tremonti (o io o lui aveva minacciato), in quanto reo di essersi messo contro Fazio accusandolo dello Scandalo Parmalat. Quando si dice la coerenza...
19/9/05- Introduzione del risarcimento diretto nelle assicurazioni. C'è chi grida alla truffa sostenendo che senza l'assistenza di un leale i danneggiati spunteranno cifre più basse. Non hanno letto la lagge: rimane salva la possibilità dell'assistenza legale, semplicemnete rifiutando l'offerta della propria assicurazione. E' l'ultima versione dell'art.149.
19/9/05- Clinton, in seguito all'attentato al jet della Twa, ordinò al suo vice Gore di creare un sistema per la sicurezza aerea che impedisse tra l'altro il dirottamento di aeroplani. Si chiamava Civil aviation passenger protection system (Capps). E funzionò benissimo individuando 11 dei 19 dirottatori dell'11/9 come possibili terroristi.
19/9/05- I due britannici arrestati dalla polizia irachena a Bassora e liberati dai tank inglesi. Sono stati pescati con parrucche finte e attrezzatura per mettere bombe, mentre sparavano a poliziotti iracheni e preparavno un attentato. Lo dice anche la Bbc world radio. Erano degli improbabili agenti infiltrati, o sono i soldati occidentali a mettere le bombe, come una parte della 'resistenza' denuncia da tempo? Londra tace imbarazzata.
19/9/05- Chiusura della scuola islamica di via quaranta. Non è stata chiusa perchè fuori legge dal versante didattico, bensì perchè fuori norma coi servizi igienici. Altrimenti l'art.33 della costituzione assicura che "Enti e privati hanno diritto di istituire scuole e istituti di educazione. L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento.
19/9/05- La Chiesa contro i patti di convivenza civile di Prodi. Il matrimonio c'è già, chi vuole si sposi sostiene. E i divorziati allora?
19/9/05- E' un luogo comune che i prezzi degli alimentari siano impazziti: nell'ultimo anno sono scesi secondo le associazioni dei consumatori dello 0.2%, mentre tutto il resto saliva.
19/9/05- Empasse post elettorale in Germania dopo il pareggio fra Spd e Cdu. E' la riprova che non funziona il modello elettorale proposto appena da qualche giorno dal centro destra italiano (prpoporzionale con sbarramento al 5%).
19/9/05- Elezione della nuova Miss Italia, Edelfa Masciotta, una piemontese. Come al solito non vincono le più belle, unanimemente pronosticate anche dalle rivali: Pamela Camazza e Sara Crisci.
19/9/05- La Francia ha criticato aspramente la brutta figura americana per la mancata prevenzione per l'uragano Katrina. Ma a fondare la città in quel punto, alla confluenza tra fiume, lago e oceano, furono proprio loro (la Lousiana era una colonia francese, come tradisce il nome di Novelle Orleans, poi New Orleans).
19/9/05- Anche se l'allarme a New Orleans fosse stato tempestivo e chiaro (ordine di evacuazione totale obbligatorio), non avrebbe avuto effetti molto diversi: in città sarebbe rimasta comunque la popolazione povera nera che non possdeva un'auto. E in America i mezzi pubblici sono quasi inesistenti.
19/9/05- Clinton ha lanciato la sua Global initiative contro la povertà nel mondo, rastrellando 1.2 miliardi dollari a margine del supervertice Onu. Eppure è stato lui fra 1994 e 2003 a far abbassare il numero dei sussidi di famiglie americane povere beneficiarie da 5 a 2 milioni, introducendo limiti temporali e modalità restrittive alla concessione nel 1996: per non più di 2 anni consecutivi e non oltre 5 nell'arco della vita, e subordinata alla partecipazione a programmi di inserimento lavorativo (workfare). I risultati si sono visti con evidenza fra le vittime dell'uragano Katrina.
19/9/05- Magdi Allam contro l'Ucoii: perchè è un'emanazione dei Fratelli musulmani (fuorilegge in Egitto, a suo dire). Eppure in un libro del maggio 2001 (Islam in ITalia, di Guerini e ass., pag.55) diceva: "è mistificatorio dire che l'Ucoii è un'emanazione dei Fratelli musulmani". Peraltro in Egitto i Fratelli musulmani sono ufficialmente fuorilegge ma praticamente tollerati, tanto che hanno sedi, iscritti e sostengono pubblicamente candidati alle elezioni.
19/9/05- I morti dell'uragano Katrina dovevano essere decine di migliaia. C'era chi riferiva della spedizione di 65.000 body bags. A due settimane dal disastro i morti accertati sono solo mille.
18/9/05- L'attuale opposizione ulivista nel suo programma per le politiche 2001 sosteneva una riforma della legge elettorale prendendo a modello il sistema tedesco (proporzionale con sbarramento al 5%). Oggi Prodi grida al ritorno al passato quando propone in modello analogo la Cdl. Come mai? Non sarà perchè Prodi non ha un suo partito, e se si votasse col proporzionale non andrebbe nemmeno in parlamento?
18/9/05- "Se la maggioranza cercherà di adottare una legge elettorale senza il consenso dell'opposizione ci opporremo con tutti i mezzi, in parlamento e nel Paese. In nessun Paese si è mai cambiata la legge elettorale in campagna elettorale, e in ITalia la campagna elettorale è cominciata. Non si possono cambiare le regole del gioco quando la partita è iniziata." Silvio Berlusconi, leader dell'opposizione, La Padania, 5 ottobre 2000, a cinque mesi dalle elezioni.
18/9/05- Ma la riforma elettorale proporzionale è davvero un trucco di Berlusca per vincere le elezioni come sostiene l'opposizione? In realtà Berlusconi ha sempre sostenuto, a ragione, che lo svantaggio nei sondaggi della Cdl non è reale in quanto si contano i voti e non i seggi: nel 2001 col 55% dei voti la Cdl ottenne il 90% dei seggi parlamentari. Mentre in termini di voti, nei sondaggi prevalgono le maggioranze bulgare dell'Unione nelle regioni rosse. Concentrandosi su Lombardia, Veneto, Puglia e Sicilia viceversa il centro destra potrebbe fare il pieno di seggi ribaltando la situazione. Ma se passa il proporzionale sul maggioritario uninominale non ci riusciranno più.
18/9/05- La Germania non avrebbe dovuto andare a elezioni anticipate. Shoroeder lo decise dopo il tonfo del suo partito nella più popolosa e ricca regione del Paese alle recenti regionali, la Nord Reno Vestfalia. Ma a queste politiche la Spd ha vitno di 8 punti sulla Cdu.
18/9/05- Centrosinistra in festa per lo storico risultato delle sinistre alle elezioni tedesche (più della metà dei voti). Fingono di non accorgersi che Shroeder ha detto che non alleerà mai con la sinistra estrema di Oskar Lafontaine (analogo di Bertinotti, con cui Prodi è invece alleato).
18/9/05- All'Onu si firma la prima risoluzione contro il rischio di terrorismo nucleare. E intanto in Italia all'Ictp di Trieste insegnamo agli scienziati di tutti i Paesi canaglia a farsi l'atomica.
18/9/05- Pareggio fra Shroeder e Angela Merkel nelle elzioni tedesche. Ma in realtà il partito del cancelliere uscente è uno solo, quella che sostiene la Merkel è una coalizione fra Cdu e Csu (democristiani nazionali e bavaresi). Dunque la Spd resta di ran lunga il primo partito in Germania.
17/9/05- Alain Delon è depresso e annuncia il suicidio. Così hanno sintetizzato l'intervista a Paris Match dell'attore francese i media italiani. In realtà nell'intervista aveva detto soltanto "non lascerò a Dio di decidere il momento della mia morte". Il riferimento era ai suoi noti problemi cardiaci. Quanto alla presunta crisi di fama, ipotizzata dai commentatori nostrani per spiegare la depressione, essi ignorano che Delon ha dovuto interrompere per problemi di salute una tournèè teatrale e che la prossima primavera reciterà nel prestigioso ruolo di Giulio Cesare nel proseguimento delle avventure di Asterix.
17/9/05- Mentana nel suo nuovo programma Matrix dedica una puntata alle raccomandazioni. Ma non parla di quelle, notissime, al Tg5 sotto la sua direzione. I cognomi parlano chiaro: Scalfari, Sottile, Gervaso ecc.
17/9/05- E' psicosi da rischio di influenza aviaria. La gente smette di mangiare polli e uova. Senza rendersi conto che polli e uova, una volta cotti o bolliti, sono perfettamente sani:tutti i virus muoiono oltre i 60-70 gradi di temperatura.
17/9/05- La riforma elettorale annunciata dal governo Berlusconi è tutt'altro che un ritorno al proporzionale, anzi è la più maggioritaria possibile. Supponiamo infatti che in Italia invece che due schieramenti al 45% ce ne siano 4 al 23% l'uno. Uno di destra estrema, uno di centro destra, uno di sinistra estrema e uno di centro sinistra. O magari una nuova DC. Si tratta di un'eventualità tutt'altro che impossibile a realizzarsi, visto il clima di litigiosità che caratterizza da sempre i due poli. Ebbene, in questo caso il mini schieramento che magari col 24% prendesse un punto in più di quelli avversari, avrebbe in dono secondo la nuova legge la maggioranza assoluta dei seggi, ossia vedrebbe raddoppiati i suoi voti. Neanche in Inghilterra esiste un premio di maggioranza tanto ampio, e la possibilità tecnica di un maggioritario così spinto.
17/9/05- Se anche la Cdl emendasse la proposta di riforma elettorale dello sbarramento al 4%, per il centro sinistra sarebbe comunque un danno. Il motivo di un ritorno al proporzionale da parte del centro destra è infatti il seguente: in base alle analisi sul voto in tutte le elezioni della seconda repubblica, la somma dei voti nel proporzionale ottenuta dai partiti del centro destra è sempre superiore alla quota ottenuta dai propri candidati nei collegi uninominali, mentre per il centro sinistra è storicamente il contrario. Di più: nell'uninominale maggioritario la sinistra va in credito di alcune centinaia di migliaia di voti, un differenziale decisivo in un'elezione testa a testa.
17/9/05- Sharon acclamato come 'pacifista' dopo il ritiro da Gaza e il discorso all'Onu sul diritto dei palestinesi ad un proprio stato. Nessuno che si ricordi delle stragi da lui firmate, da Qibya nel 1952 a Sabra e Shatila nel 1982, a Jenin nel 2002. In punta di diritto in ternazionale dovrebbe essere processato dal tribunale internazionale dell'Aia, non parlare indisturbato all'Onu.
17/9/05- L'opposizione grida allo scandalo per l'inserimento nella proposta di riforma elettorale di uno sbarramento per i partiti al 4%. In realtà già oggi, col cosiddetto mattarellum, i partiti sotto il 4% teoricamente non dovrebbero avere seggi: col 75% dei collegi uninominali il seggio dovrebbe andare (nell'uninominale si presume che per attrarre più voti venga candidato un rappresentante dei partiti maggiori della coalizione), mentre riuardo al restatnte 25% ridistribuito col proporzionale vige già oggi la regola del 4%. Nulla vieta ovviamente, nè lo vieterebbe con la nuova legge, di candidare uomini di partiti minori a nome di tutta la coalizione.
17/9/05- Supervertice 'delle riforme' per i 60 anni dell'Onu: su 190 stati membri, gli Usa hanno una presenza militare in ben 121. Forse sarebbe meglio chiamarle Nazioni unite... d'America.
17/09/05- Monito di Ciampi a Fazio: "rettitudine e rispetto della legalità guidino gli uomini degli istituzioni". Ma proprio lui era ministro del tesoro quando fu privatizzato il capitale di Bankitalia, creando il noto conflitto d'interessi fra controllori e controllati alla base degli scandali finanziari successivi, in violazione dell'art.3 dello statuto della Banca centrale.
17/09/05- La stessa legge elettorale che la Cdl vorrebbe introdurre ora, fra le proteste dell'opposizione, è già in vigore a livello regionale quasi analoga proprio nella rossa Toscana governata dal Centro sinistra.
17/09/05- L'opposizione accusa il governo di non cercare una larga intesa per la riforma elettorale. Citando il tentativo del centro sinistra di fare anch'esso una riforma elettorale alla vigilia delle elezioni 2001, un tentativo da cui si ritirarono davanti al no del Polo. Ma alla vigilia delle elzioni del 2001 fu l'Ulivo a fare a colpi di maggioranza un'altra riforma altrettanto delicata per l'architettura dello stato, quella federalista (titolo quinto della costituzione).
17/09/05- L'opposizione accusa il governo di voler fare la riforma elettorale 'a colpi di maggioranza'. Ma non è illegale, anzi il dovere della maggioranza è proprio quello di fare riforme non bipartisan: si chiama democrazia. Ovvero una 'dittatura' temporanea della maggioranza sulla minoranza.
17/09/05- Per ottenere la governabilità, più che una riforma elettorale servirebbe una legge che obbligasse i deputati di una maggioranza o di un partito a votare tutti compatti, sempre e comunque. La Cdl ad esempio aveva in questa legislatura una maggioranza schiacciante di oltre 100 deputati alla camera. Ma una legge siffatta assomiglierebbe molto all'istituzione di una dittatura.
17/9/05- La Cdl annuncia una riforma elettorale in senso proporzionale. Berlusconi la presenta come un rimedio all'instabilità che hanno caretterizzato le ultime legislature. In realtà la riforma prevederebbe uno sbarramento al 4% (niente seggi per i partiti che non lo raggiungono), nel caso migliore, o addirittura nessuno sbarramento nell'ultima versione proposta dal premier. Dunque in ogni caso non riguarderebbe nè l'Udc (data dai sondaggi fra il 6 e il 7), nè la Lega (fra il 4 e il 4.5) nè sull'altro versante Rifondazione comunista (fra il 5 e il 6). Ossia i piccoli partiti che nei rispettivi schieramenti hanno creato turbolenze e ribaltoni, impedendo alla maggioranza di rispettare il suo programma.
8/05- Collina ha rassegnato le dimissioni in seguito al conflitto d'interessi per lo spot della Opel. Ma aveva avuto l'ok per lo spot dalla Lega con Lanese prima che la stessa Lega gli prorogasse con procedura speciale il contratto da arbitro per altri sei mesi. Allora sapevano che avrebbe fatto prima lo spot e poi ancora l'arbitro...
***Lo sgombero da Gaza. La prima guerra arabo israeliana è del 1948. Finita con l'armistizio di Rodi e una linea di armistizio. Ma i palestinesi non presero mai parte agli accordi. L'intesa riguardò Egitto, Siria, Giordania, Libano, le potenze attaccanti. Con l'armistizio l'Egitto mantenne il controllo di Gaza, la Giordania quello della Cisgiordania. Ciò significa che prima del'48 i palestinesi non avevano un loro stato.
***
8/05- Ccp n. 57286221(causale conferenza), 46676698(Iraq) e 12134623(video 13 dicembre), intestati presso Poste Italiane a Leonardo Mazzei ed Emanuele Fanesi del Campo Antimperialista, e al Centro studi troskista Pietro Tresso di Foligno. C/c n.8542 aperto dalla 'Associazione di solidarietà col popolo palestinese'di Genova alla Banca nazionale del lavoro del capoluogo ligure, e ancora ccp n. 22246169 al Banco Posta, (causali Gaza). Cinque conti correnti, tutti attivi e regolari, che però grondano sangue: creati da cittadini italiani per raccogliere fondi rispettivamente a favore della 'resistenza' armata irachena, di una prima grande conferenza internazionale a sostegno (finanziario) dei compagni di Zarkawi, in programma proprio a Roma in ottobre, e delle attività di Hamas in Palestina. La somma del ricavato finora è di oltre 350.000 dollari, che non è detto possano essere usati un giorno per un attentato sul suolo italiano. Ma che senza dubbio in Iraq e Palestina possono finanziare infinite stragi.
A denunciarlo con toni sdegnati, chiedendoci invano da ormai due mesi di intervenire, non è la solita Cassandra filo sionista, bensì 44 deputati del Congresso americano. Che in una memorabile lettera al nostro ambasciatore in America Sergio Vento, auspicano il congelamento di quei conti e la messa fuori legge degli sponsor italiani del terrorismo islamico. Anche e soprattutto in vista della kermesse romana, che secondo i congressmen farà schizzare verso l'alto l'afflusso di 'donazioni'per la causa. Identico pressante appello è venuto anche dal direttore della Task force anti terrorismo della Dia Caleb Temple davanti all'omonimo sottocomitato del Congresso, tenutosi a fine luglio. E dal prestigioso Centro ebraico Simon Wiesenthal, in una lettera al presidente della Banca centrale europea (Bce) Trichet. Tutti interpreti di iniziative senza precedenti, che in un Paese serio avrebbero monopolizzato il dibattito politico e le prime pagine. Invece dall'Italia non è arrivato uno straccio di risposta. Nessuno se li è filati. Troppo impegnati a varare tra mille polemiche un fantomatico pacchetto antiterrosimo, o a rifinanziare la costosa missione in Iraq, mentre gli amici dei terroristi gestiscono impunemente una rete di finanziamenti qui a casa nostra. Con la complicità involontaria di Poste Italiane e Bnl. Cui basterebbe ritrarsi temporaneamente dai contratti firmati con Mazzei e soci, in attesa di lumi da parte degli inquirenti. Un obiettivo non impossibile da raggiungere, magari con l'aiuto dei lettori e di un buon numero di messaggi di protesta all'ufficio relazioni col pubblico delle due istituzioni, coinvolte loro malgrado.
Il nostro quotidiano è stato il primo a sollevare lo scandalo, l'articolo venne citato dal Washington Times, l'organo di stampa più vicino al Pentagono. Era il 12 marzo 2004, all'indomani delle stragi di Madrid, quando chi scrive partecipò in incognito in un centro sociale milanese a una tappa di questa specie di Telethon del terrore, organizzata dal Comitato Iraq Libero sotto l'egida del Campo Antimperialista. Erano passati una decina di mesi dall'avvio della campagna e Leonardo Mazzei ci confessò che erano state raccolte già diverse migliaia di euro. Specificando che dei soldi i resistenti avrebbero fatto ciò che volevano: "fondare giornali, aprire una sede, o comprare armi", ad libitum. In un'intervista di 2 mesi prima alla Bbc, Mazzei quantificò in 14.165 dollari (12.000 euro di allora) il ricavato dei primi 8 mesi. Oggi, fatte le dovute proporzioni, potrebbe essere almeno 3 volte tanto. Senza contare i denari raggranellati con la vendita della cassetta della manifestazione nazionale a favore della resistenza con rassegna stampa, al prezzo di 15 euro. A questi vanno poi aggiunti i 30.000 euro che il Comitato Iraq Libero sta raccogliendo per l'organizzazione della grande conferenza di Roma (Chianciano 1-2 ottobre). E quelli che arriveranno proprio grazie alla spinta mediatica dell'evento. Per lanciarlo è stato creato un nuovo sito ad hoc: www.iraqiresistance.info. Sempre coi numeri dei conti dove versare in bella evidenza. Gli stessi pubblicizzati in ogni tappa del lungo tour che da oltre due anni vede gli Antimperialisti battere in compagnia di resistenti iracheni le principali città della Penisola. Spesso ospitati in sale di consigli regionali e provinciali o sedi di sindacato. E comunque supportati a livello propagandistico da tutta una serie di gruppi collaterali della galassia rossa filoislamica: Collettivo Iqbal Masiq di Lecce, Associazione romana Assadakah, Circolo viareggino Iskra, Comitato italo arabo di Torino ecc. "Financial activities external to Iraq", così le ha definite il presidente repubblicano del Comitato antiterrorismo del Congresso Sue Kelly, sulla base della relazione di Caleb, mostrando nel corso dell'audizione proprio un poster degli Antimperialisti italiani che invita a donare per la resistenza. Bloccare un conto che scotta, grazie alle ultime norme antiterrorismo non dovrebbe costituire un problema per l'Italia. Ma se nessuno provvede avranno ragione gli amici dei kamikaze, che il 15 agosto in una manifestazione all'ambasciata italiana di Istanbul esponevano il seguente striscione: "Le leggi antiterrorismo non possono fermare la lotta del popolo".
[leggi in esteso]
8/05- Tutti gli osservatori, ora che Israele ha lasciato Gaza, invitano Sharon a non usare il ritiro come una scusa per abbandonare la road map. Ma la road map prevede come primo atto che i palestinesi smilitarizzino le loro milizie. Cosa mai avvenuta e neppura annunciata. Anzi, alle celebrazioni per la 'liberazione' di Gaza, tutti, da Hamas all'Anp, hanno affermato davanti alle folle festanti che Gaza è solo la primavittoria nella guerra di liberazione.
8/05- Gli iraniani sono o meno in buona fede? La loro rincorsa al nucleare è davvero trasparente e non strumentale come giurano i loro leader, quando parlano nei consessi internazionali o quando trattano coi negoziatori europei? Una risposta rivelatrice può venire dall'analisi dei discorsi rivolti dai responsabili del programma nucleare alla propria audience interna. Ossia in un contesto in cui sono costretti a dire la verità. Come è capitato al capo negoziatore iraniano con la troika europea, oltre che membro del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, Hosein Musavian. Ecco la trascrizione fedele di quanto ha dichiarato il 4 agosto scorso dagli schermi del secondo canale della tivù di Teheran. Difendendosi dalle accuse dei falchi di aver sprecato tempo prezioso, sulla via del nucleare, in inutili negoziati con l'Occidente, prima di decidersi a rompere le trattative e a ricominciare l'arricchimento dell'uranio a Isfahan e Natanz. Ogni commento è quasi superfluo.
"Quelli che ci criticano non sanno che in quella fase, agosto 2003, avevamo bisogno ancora di un anno per completare l'impianto di Isfahan, perché potesse essere operativo. Se avessimo lavorato solo con l'Aiea (Agenzia atomica Onu), come secondo questi avremmo dovuto fare, l'Aiea ci avrebbe dato solo 50 giorni di tempo prima dell'ultimatum, per sospendere l'arricchimento dell'uranio. Ma grazie ai negoziati con l'Europa abbiamo guadagnato un altro anno. Altrimenti l'Aiea avrebbe consegnato il dossier sull'Iran al Consiglio di sicurezza Onu nell'ottobre 2003, appena scaduti i 50 giorni. E ciò avrebbe privato l'Iran della possibilità di terminare l'impianto di Isfahan. E anche per completare l'impianto di Natanz avevamo bisogno di 6-12 mesi, per completare il lavoro sulle centrifughe. Entro quell'anno (di negoziati con l'Europa) le poche centrifughe di Natanz necessarie per la fase preliminare hanno potuto diventare operative. Durante quel periodo abbiamo potuto convertire 36 tonnellate di Yellow cake (uranio) in gas, e immagazzinarlo. Proprio grazie alle trattative con l'Europa, anche dopo l'ultimatum dei 50 giorni, abbiamo continuato a lavorare per due anni. E per di più in questi due anni, grazie all'accordo di Parigi, siamo entrati nel club internazionale del ciclo del combustibile nucleare con un delegato iraniano. Anche il decennale divieto americano di farci cominciare un negoziato per aderire all'Organizzazione internazionale per il commercio è stato rimosso. Inoltre gli europei ci hanno dato garanzie sulla sicurezza dell'Iran, e la sua indipendenza, scongiurando l'invasione del Paese. Risultati questi ben aldilà dei progressi raggiunti nel frattempo dalla Corea del Nord."
Insomma tutta una recita per poter mettere la comunità internazionale davanti al fatto compiuto. Come è puntualmente accaduto. Ma la cosa più grave è che tutto questo è stato ordito anche e soprattutto grazie all'Italia. Chi ha letto la nostra inchiesta sul Centro per la fisica nucleare di Trieste (Ictp) di qualche settimana fa, ricorderà che l'interlocutore privilegiato dell'Ictp in Iran è proprio il dipartimento di fisica nucleare dell'università di Isfahan. E anche gli studenti iraniani che abbiamo incontrato in un'aula dell'istituto venivano da lì. Le conoscenze apprese a Trieste da qualche loro predecessore, saranno certo tornate buone al momento di riprendere le operazioni sull'uranio.
8/05- Viaggio del Papa in Germania: all'arrivo di Ratzingher il vento fa spezzare un grosso crocifisso di legno.
8/05- I 9000 coloni ebrei sloggiati da Gaza hanno ricevuto 250.000 dollari ciascuno per il disturbo. I palestinesi proprietari delle 30.000 case abbattute a Gaza in 4 anni di Intifada per "ragioni di sicurezza" (vedi la costruzione della barriera protettiva sul confine con l'Egitto a Rafah), non hanno ricevuto nulla.
***Polemiche su sul ruolo di Scelli e della Cri nelle vicende degli ostaggi italiani in Iraq. L'accusa è di non aver rispettato il ruolo neutrale dell Cri. Ma dagli anni 70 la Croce rossa italiana, diversamente da Quella internazionale, è in realtà diretta da un commissario di nomina governativa, non eletto dai rappresentanti delle associazioni locali o da branche interne. E non basta. Fra queste branche due (infermiere volontarie e corpo militare) dipendono sostanzialemente dal ministero delle difesa).
8/05- Israele si è davvero ritirato da Gaza? In realtà i palestinesi ancora non hanno il controllo del confine con l'Egitto, nè possono disporre del porto liberamente e non hanno diritto a un aeroporto.
18/8/05- Ora che Israele sta completando il ritiro dalla Striscia di Gaza, commentatori e analisti chiedono a Sharon di non usare il ritiro come una scusa per abbandonare la Road map. Non dicono però che il primo punto della Road map prevede il disarmo delle milizie palestinesi da parte dell'Anp. Cosa non ancora avvenuta, nè prima nè dopo Gaza.
17/8/05- Il fallito kamikaze di Londra Hamdi Issac, detenuto a Roma, verrà estradato in Inghilterra entro 35 giorni. O almeno questo sparano le aperture di giornali e telegiornali. In realtà, malgrado la Corte d'appello abbia decretato tale provvedimento, esso non avrà alcun valore se il capo del pool antiterrorismo romano Franco Ionta non ne chiederà la scarcerazione, revocando l'ordine di cattura da parte del Gip Zaira Sechi, che ha spedito l'etiope a Rebibbia su ordine della procura romana. L'ipotesi su cui si basava la misura era il sospetto che Issac potesse stare preparando un attentato anche a Roma.
17/8/05-Ennesimo incidente mortale in pochi giorni ad un aereo di linea, stavolta in Venezuela. Dopo l'Atr italiano e il jet cipriota. Sembra la stagione più nera per gli aerei. E invece le statistcihe dicono che non è così: fino al 16 agosto di quest'anno si sono verificati nel mondo 80 incidenti aerei con 714 morti; mentre alla stessa data del 2002 incidenti 108 e 996 morti, e anche alla stessa data del 2000 108 incidenti e 935 morti. L'anno più nero fu il 1996 (2079 morti in 187 incidenti), seguito dal '95(1569 morti in 181 incidenti).
17/8/05- Nel Bangladessh scoppiano tutte insieme 350 bombe. 15 solo a Dacca, la Capitale. E' un "avvertimento" dei fondamentalisti islamici "a Bush e Blair". Ma sulla stampa occidentale finisce nelle brevi. E se fosse accaduto a Londra?
16/8/05- I commentatori vendono il ritiro israeliano da Gaza come un passo verso la pace fra ebrei e palestinesi nel solco della Road Map. Non dicono che la Road Map prevedeva sì il ritiro di Israele da Gaza e Cisgiordania, ma solo dopo il disarmo da parte dell'Anp di gruppi e infrastrutture terroristiche in quei territori: che non è mai avvenuto, anzi alla vigilia dello sgombero dei coloni israeliani, Hamas ha affermato ufficialmente che non deporrà le armi, e la stesso partito al governo, Al Fatah, ha rilanciato lo slogan oi Gaza domani Gerusalemme.
16/8/05- Tg e giornali ci hanno ricamato sopra per giorni, ma l'sms inviato da un passeggero morente sull'areo cipriota della morte a un parente a terra, era un falso. Non altrettanto spazio, complice anche il Ferragosto, ha avuto oggi la smentita da parte della polizia greca che ha annunciato l'arresto dell'autore dxella beffa,Nektarios Voutas, il quale ha già confessato.
16/8/05- Negoziato sulla nuova costituzione irachena: sciiti e curdi saranno comunque costretti al compromesso con i sunniti. Poichè i sunniti potrebbero in ogni caso rigettare la costituzione nel referendum di ottobre, se i due terzi in almeno 3 delle 4 province a maggioranza sunnita voteranno contro.
16/8/05- L'aereo cirpiota precipitato per una perdita di pressione. I piloti sono partiti lo stesso pur sapendo del guasto e di una tentata riparazione last minute. Ma è tutto legale: i manuali prevedono una minimum equipment list di cose indispensabili per il decollo, è l'impianto di pressurizzazione non è compreso. L'unico obbligo è di ripararlo entro 3 giorni.
16/8/05- Il dissidio sul federalismo nella nuova costituzione tra Sunniti da una parte, e sciiti e curdi dall'altra, non ha motivazioni politiche come si potrebbe arguire sentendo i servizi dei tg. Lo scontro non è su una diversa visione dello stato in senso assoluto, nè sulla rappresentza in parlamento e nel governo, proporzionale alla forza demografica dei vari gruppi. Bensì sul petrolio: la regione delle 4 province a maggioranza sunnita venogno definite le 'Anbar sands', la sabbiosa Anbar, in quanto quasi prive di rossi iacimenti petroliferi. I grossi pozzi stanno nel sud sciita (Bassora) o nel nord curdo (Kirkuk). Col federalismo ognuno tratterrebbe il ricavato della vendita nelle sue zone senza centralizzarlo come avviene oggi.
15/8/05- L'11 settembre ha un colpevole: Clinton. Sua la responsabilità dei mancati controlli che potevano far arrestare i dirottatori un anno prima della strage. La rivelazione arriva dal deputato repubblicano Kurt Weldon, il quale già il 27 giugno aveva ne aveva parlato al congresso, ma solo quando in questi giorni il New York tomes lo ha ripreso è scoppuato il caso. Tipico esempio del potere della stampa di far esistere o meno una notizia di per sè epocale. Weldon ha dimostrato che la Commissione d'inchiesta sull'11/9, che aveva escluso nel suo rapporto finale ogni responsabilità dell'amministrazione nella mancata prevenzione della strage, non aveva inserito pur essendone a conoscenza (come il portavoce della commissione stessa ha confermato) un piccolo dettaglio. Ossia il fatto che un'unità dell'intelligence americana di nome Able danger, creata nell'ambito del Comando operazioni speciali, già nell'agosto del 2000 identificò Mohammed Atta e alcuni dei suoi compagni come terroristi di una cellula di Al Qaeda che preparava un attentato negli Usa. Peccato che il vice ministro della giutizia di Clinton, Jamie Gorelick proibì all'intelligence di dividere l'informazione con l'Fbi, in quanto in quel momento si ritenne che Atta avesse una Green card (permesso di soggiorno permanente), e dunque non si potesse legalmente intervenire contro di lui. uarda caso nell'ottobre 2003 l'ex consiliere per la sicurezza nazionale di Clinton Sandy Bergere fu beccato a rubare e distruggere documenti dagli Archivi nazionali, mentre li consultava per preparare la testimonianza degli ufficiali di Clinton davanti alla commissione d'inchiesta sull'11/9.
15/8/05- Per mesi l'opposizione e il giornalismo alternativo hanno picchiato sul fatto che l'Italia avesse deciso di partecipare alla missione irachena con l'obiettivo di una contropartita economica di primo piano nella ricostruzione. Ma se così fosse sarebbe stao finora tutto inutile: l'Italia, terzo Paese per truppe ha ricevuto solo il 2% (340 mln di dollari) sugli appalti del triennio 2004-2007. Inoltre le imprese petrolifere italiane non hanno ancora ottenuto una loro collocazione, nemmeno rispetto ai contratti assegnati all'Eni a suo tempo da Saddam, sempre congelati. A rivelare tutto ciò è la Relazione semestrale al parlamento sulla politica informativa e sulla sicurezza, presentata dal Cesis (i nostri 007). Oggettiva proprio in quanto di sponda governativa.
15/8/05- Come va davvero l'Iraq? Le condizioni economiche sono migliorate oppure no grazie alla cacciata di Saddam? A sentire i governi alleati, compreso il nostro, la situazione è molto migliorata. Ma nella 'Relazione semestrale al parlamento sulla politica informativa e sulla sicurezza', il Cesis (organo che coordina Sismi e Sisde) dice la verità, oggettiva in quanto espressa dagli apparati di informazione di un Paese presente in Iraq, che avrebbe l'interesse a dipingere tutto di rosa. Ecco qualche dato dalla Relazione: la popolazione irachena vive al 55% sotto il livello di povertà, il reddito medio annuo è di 780 dollari, l'energia elettrica nella maggior parte delle province viene erogata dalle 9 alle 15 ore la settimana, dei 18 miliardi di dollari promessi dai donors solo 5 sono stati versati, benchè vengano poi utilizzati in ran parte per la sicurezza, la disoccupazione è al 25%.
15/8/05- L'Italia comincia alla cetichella il ritiro dall'Iraq: 130 marò del S.Marco tornano a casa e non saranno rimpiazzati. Questo avviene ad appena due giorni dalla scadenza dell'ultimatum lanciato dalla brigate Abu Afs Al Masri il 17 luglio, che dava ai Paesi 'crociati' tra i quali si citava l'Italia, un mese di tempo per ritirarsi dall'Iraq, ed evitare così una campagna di attentati nelle loro capitali. Sarù un caso?
14/8/05- Haroon Rashid Aswat, la mente degli attentati del 7 luglio di Londra, è stato arrestato in Zambia. Ma 'guarda caso' Scotland Yard dichiara di non essere più convinta che la mente fosse proprio lui. L'ex procuratore del ministero della giustizia Usa ed esperto di intelligence John Loftus aveva svelato pochi giorni fa come sia assodato nell'ambito della comunità internazionale degli 007 come Aswat fosse un agente doppio di Londra.
14/8/05- Israele si ritira da Gaza. Ma cui prodest? A chi giova? La partenza dell'esercito un territorio senza legge in mano alle bande del terrorismo islamico che hanno insanguinato Israele e non solo durante gli ultimi anni. E che hanno già aperione to la porta ai cugini di Al Qaeda, facendogli impiantare già la prima sezione in loco. La 'sede' ha aperto il 2 agosto, e si stratta del primo avamposto qaedista sul Mediterraneo a un tiro di schioppo dalle coste europee e del sud Italia. Ma nemmeno Israele sarà più sicuro col ritiro da Gaza: i missili Kassam di Hamas ed Hizb'allah invece di partire dal lontano Libano potranno partire dalla confinante Gaza o dalle 4 colonie della West Bank abbandonate al pari di Gaza in questo storico ritiro del 17 agosto 2005.
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12/8/05- La Rai qualche giorno fa ha perso i diritti del calcio in chiaro per la serie A. E con esso la possibilità di trasmettere i gol a Noventesimo minuto. Eppure l'art.21 della costituzione garantisce il diritto di cronaca. Nel caso, specifico, già alle 18 della domenica la Rai potrebbe trasmettere almeno i 90 secondi sufficienti per mostrare i gol della giornata, come aviene in un servizio da tg.
12/8/05- L'economia americana ha recuperato tutti i posti di lavoro persi da seguito dell'11 settembre, tornando ai livelli pre-2001. Eppure secondo il dipartimento del lavoro Usa le aziende private sono ancora in rosso di 1.16 mln di posti. La verità è che a guidare la riscossa sono le aziende della difesa, che hano beneficiato della guerra al terrorismo con +1.33 mln di posti negli ultimi 4 anni, e le amministrazioni pubbliche con+0.76 mln di posti. In barba all'ideologia liberista a stelle e strisce.
12/8/05- Si parla molto dei 'concertisti' di destra, Ricucci, Fiorani, Gnutti, all'assalto di Rcs, Antonveneta e Bnl, e poco della scalata di Unipol, l'assicurazione delle cooperative di sinistra, alla Bnl. Le opa lanciate dai primi, almeno formalmente erano legali. Mentre Unipol, conquistando il controllo di Bnl ha violato il proprio statuto, il quale stabilisce quale oggetto sociale e missione societaria la prevalenza del settore assicurativo. Con l'acquisizione di Bnl la ragione sociale è divenuta più bancaria che assicurativa, e dunque, o lo statuto verrà modificato oppure l'operazione è giuridicamente nulla. Il problema è che la modifica dello statuto fa scattare il diritto di recesso a favore degli azionisti di minoranza, rendendo l'operazione più onerosa. A confermarlo un'esperto di diritto del calibro di Guido Rossi, peraltro storicamente vicino alla sinistra.
12/8/05- Gli Usa e la comunità internazionale sono in rotta da tempo con la Corea comunista del nord a causa del suo programma nucleare civile, di cui approfitta per ricavare armi atomiche. Sapete qual'è l'unico Paese che approva pubblicamente, e l'ha ripetuto oggi, il diritto di Pyogyang a un programma nucleare civile? Proprio il suo vicino Corea del sud, che l'Occidente ha speso cifre incalcolabili per difendere dalla possibile aggressione della dittatura comunista del nord, durante e dopo la Guerra di Corea.
11/8/05- Nuovo allarme negli Usa per il rischio di attentati di Al Qaeda con l'utilizzo di autobotti. Eppure, mentre la notizia viene rilanciata in prima pagina dai media di tutto il modno, nessuno si accorge che contemporaneamente il livello ufficiale d'allarme negli Stati Uniti, innalzato dopo gli attacchi di Londra, viene abbassato di un grado, passando ad arancione. Che questi allarmi siano farlocchi?
11/8/05- Il costo della benzina è alle stelle, tocca il record di 67 $ al barile. In realtà, su 1.30 euro a litro della benzina verde alla pompa, solo 47 centesimi di euro sono da attribuire al costo reale del petrolio. Altri 47 li paghiamo in tasse europee, e 36 in accise allo stato italiano. Da notare che le accise aumentano in proporzione al prezzo. Dunque il 75% del costo della benzina in Italia è dovuto alle tasse.
11/8/05- La Croce rossa cambia simbolo per non urtare gli islamici. Rinunciando alla croce. Quello che gli islamici ignorano è che la croce rossa su sfondo bianco non rappresenta un simbolo cristiano, ma è una raffigurazione capovolta, in quanto ai colori, della bandiera svizzera, Paese dove la Cri appunto nacque.
11/8/05- Ennesima smentita dell'effetto negativo dell'euro sul nostro export: il saldo commerciale italiano con gli Usa è salito nel giuno 2005 a 1759 mld di dollari contro i 1678 del mese precedente. Per un totale nei primi 6 mesi 2005 di 9271 mld. A fornire questi dati è il ministero del commercio Usa. Alla faccia della campagna leghista per l'abolizione dell'euro e il ritorno alle svalutazioni della lira.
11/8/05- Oggi Antonveneta domani il mondo... Il progetto dei 'concertisti' intercettati (Fiorani, Ricucci, Gnutti, Consorte ecc.) non era semplicemente quello di scalare un paio di banche, bensì di prenedere il controllo dell'intero sistema capitalistico italiano, mangiandosi prima o poi anche Capitalia (la banca di Geronzi che ha ereditato il ruolo della Mediobanca di Cuccia) e la prima industria del Paese, la Fiat. Lo rivelano le intercettazioni su Consorte(il n.1 di Unipol, l'assicurazione della sinistra che ha guidato la cordata anti-straniera in Bnl). E' il 6 luglio quando Consorte parla con Sposetti, il tesoriere dei Ds, dicendogli di fare una cosa per lui, cioè di verificare la notizia secondo cui sembra che si stia preparando un'opa sulla Fiat. Sposetti risponde che la cosa è molto possibile. Le intercettazioni sul ragioniere che muove i soldi di Ricucci, tale argiulo, senalano poi fra 4 e 28 luglio, manovre misteriose sul titolo Capitalia.
11/8/05- Non si spegna la polemica sulle intercettazioni a Fazio e ai 'concertisti'. In realtà i politici, da Berlusconi a Pera a Casini e perfino a Ciampi, sono scesi in campo quando è emerso dai verbali pubblicati che gli intercettati tirano in ballo pesantemente anche i nomi dei maggiori politici di governo e opposizione. Una violazionedella legge sull'immunità parlamentare, hanno gridato in molti. E invece non è così: le intercettazioni non riguardano telefoni di parlamentari, quindi non c'è violazione dell'art.68 della Costituzione, che obbliga il magistrato che vuole intercettare o indagare un parlamentare a chiedere la preventiva autorizzazione della camera di appartenenza. La vera notizia è dunque un'altra, ossia che l'immunità dei parlamentari è solo fittizia. Ai giudici basta mettere sotto controllo tutti i numeri da e per le chiamate parlamentare e il gioco è fatto. Tuttavia, se non si vuole chiedere l'autorizzazione alle camere, queste intercettazioni sono inutilizzabili in un processo e devono essere distrutte se non rilevanti ai fini dell'inchiesta, solo per la parte che riguarda i parlamentari. Niente vieta però di passarle ai giornali o di pubblicarle.
11/8/05- Ricucci sostiene da mesi di non avere dietro nessuno. I soldi sono del mio gruppo (Magiste), dietro di me ci sono solo i miei genitori, afferma l'ex odontotecnico di Centocelle protagonista delle scalate ad Antonveneta, Bnl ed Rcs Corriere della sera. Ma da una classifica internazionale pubblicata da Milano Finanza emerge una dato rivelatore: nella classifica dei super ricchi italiani Ricucci nel 2004 era solo al 39° posto, con partecipazioni azionarie per un valore di 246 milioni di euro. Nel 2005 è salito al 12°, con 1.47 miliardi. Più avanti ad esempio di De Benedetti o Armani (30° e 32°). Lui ha sempre sostenuto di aver fatto i soldi con la compravendita di case lungo 20 anni di lavoro. Ma come si spiega un tale balzo in un solo anno?
11/8/05- Berlusconi si chiama fuori dalla scalata al Corriere, dicendosi estranei alla vicenda anche dopo la scoperta di una cordata guidata dal suo banchiere storico e membro del consiglio Fininvest, Livolsi. In effetti a norma di legge gli sarebbe del tutto impossibile scalare personalmente o attraverso una società di facciata o un prestanome la Rcs. A vietarlo è la stessa legge Gasparri (o 112) varata di recente dal governo. La quale vieta fino al 2010 ai detentori del mercato televisivo di entrare in quello della carta stampata, direttamente o indirettamente.
11/8/05- C'è un legame tra gli attentati del 7 luglio e quelli del falliti del 21 luglio a Londra? Gli inglesi sostengono di sì, e proprio per questo chiedono con urgenza l'estradizione di Hamdi Issac, il kamikaze etiope catturato a Roma. Ma la prova che così non è viene proprio dall'Italia: Invano i pm Ionta e Saviotti, titolari dell'inchiesta su Issac hanno cercato un aggancio con gli attentati del 21 luglio e quelli del 7, poichè tra i 56 morti c'era anche l'italiana Benedetta Ciaccia, e questo avrebbe consentito al pool romano di procedere direttamente contro l'etiope invece che estradarlo in Inghilterra. Oggi i pm italiani gli possono contestare solo l'associazione con finalità di terrorismo internazionale, e dunque non possono trattanerlo a lungo in Italia, come sarrebbe utile per costringerlo a confessare leami e reti terroristici nel nostro Paese.
11/8/05- Da un lato gli Usa guidano una crociata contro la possibilità che l'Iran sviluppi un proramma nucleare. Ma al contempo la Halliburton, la più nota ditta americana di forniture energetiche e militari, è al fianco di uno dei responsabili del proramma nucleare iraniano nonchè membro della delegazione che ha negoziato con gli europei, Cyrus Nasseri, fornendo componeneti chiave per la costruzione di un reattore nucleare. In violazione dell'International emergency economy act, o Ieepa, che proibisce ad aziende americane di fare affari con la teocrazia sciita. Nasseri è stato non a caso interrogato pochi giorni fa dalle autorità iraniane per aver rivelato segreti nucleari alla Halliburton e aver ricevuta da questa 1 milione di dollari. I rapporti tra Nasseri e Halliburton sono cominciati a ennaio, quando la Oriental oil Kish, di cui Nasseri è vicepresidente, ha affidato un subappalto per trivellazioni a una controllata della Halliburton, la Halliburton products and service. La quale è domiciliata alle isole Cayman, proprio per sfuggire allo Ieepa. Proprio l'amministrazione Bush si è opposta con ogni mezzo ai tentativi di riportare sotto controllo l'enorme numero di società Usa che trovano rifugio nei paradisi fiscali. D'altronde la Halliburton ha cominciato a fare affari in Iran già dal 1995, quando suo amministratore delegato era l'attuale vicepresidente Dick Cheney.
11/8/05- I telegiornali l'avevano fatto passare come un eroe. Il pilota tunisino dell'Atr precipitato il 6 agosto al largo di Palermo, che con il suo 'miracoloso' ammaraggio aveva ridotto al minimo (13) il numero delle vittime). Ora, dall'analisi dei tracciati radar si scopre invece che il primo motore si era spento già su Napoli all'altezza dell'aeroporto di capodichino. Senza che il comandante Gharbi lo segnalasse, forse perchè Capodichino non non è sulla rotta prevista per Djerba (a differenza di Paunta Raisi), e dunque i passeggeri non avrebbero goduto dell'assistenza a terra, ergo avrebbero chiesto un rimborso alla Turintair cui l'Atr apparteneva e da cui Gharbi era stipendiato. Proprio la decisione di continuare fino a Palermo con un solo motore avrebbe determinato poi lo spegnimento del secondo: a causa di un'errata composizione della complessa sequenza di spostamento dell'intero carburante su una sola ala, in modo da non sovraccaricare l'ala senza più motore.
Inutile dire che non ha dato lo stesso rilievo della prima ora alla svolta nelle indagini: meglio un eroico comandante che un avido incosciente.
11/8/05- Ieri giornali e tv hanno dato nei titoli la notizia del prolungamento della missione Onu in Iraq. Nessuno però si è premurato di spiegare a lettori e ascoltatori che non si tratta della missione militare della Forza multinazionale che agisce sotto egida Onu, bensì di quella solo umanitaria e autonoma delle Nazioni Unite (United nations assistance mission for Iraq, Unami). Che dal momento dell'attentato contro la sede Onu di Baghdad del 19 agosto 2003, agisce peraltro dai Paesi limitrofi al territorio iracheno.
11/8/05- Non passa ormai giorno che notizie di stampa comunichino piani di ritiro delle truppe Usa dall'Iraq. Sarà, ma intanto i soldati americani in Iraq aumentano: a gennaio, in vista delle nuove elezioni, si passerà dai 140.000 attuali a 160.000.
10/8/05- Il nuovo rassicurante beniamino delle famiglie italiane, l'ex cantante Pupo, in onda su Raiuno nel gioco preserale Il malloppo, è un 'bigamo': vive con due donne, la moglie Anna e la compagna Patricia.
10/8/05- Nel secondo trimestre 2005 il Pil sale dello 0.7%. Il governo grida alla ripresa. L'opposizione afferma che comunque non è ancora una svolta. Chi ha ragione? La crescita dello 0.7 è rispetto al primo trimestre 2005, quando c'era stato un meno 0.5%. Dunque si tratta di una ben più modesta crescita dello 0.2 dall'inizio dell'anno. Ma in realtà è più corretto confrontare periodi omogenei, e dunque il secondo trimestre 2005 col secondo 2004: un misero +0.1%. Inoltre secondo le stime contenute nel rapporto Istat, il Pil acquisito nell'intero 2005 dovrebbe segnare un calo dello 0.1% sul 2004. Mentre secondo Eurostat il pil dell'eurozona crescerà nell'intero 2005 del+1.4%. Per non parlare degli Stati Uniti (+3.6%).
10/8/05- De Benedetti rinuncia con una lettera ai giornali all'alleanza con Berlusconi nellla società salva imprese lanciata in borsa di recente. La sinistra si nera scagliata contro il tradimento l'ingegnere, ora la destra fa altrettanto, definendo vergognosa la marcia indietro del Patron di Repubblica. Nessuno che faccia notare il vero nodo della vicenda: non ci si accorge che il vero scandalo è il conflitto d'interessi di Berlusconi. Com'è possibile che il capo del governo crei una nuova impresa mentre è ancora in carica? E' ovvio che, come tutte le aziende, i suoi rapporti con lo stato saranno vitali per la sua esistenza, e a capo dello stato c'è proprio il suo proprietario.
10/8/05- Berlusconi si chiama fuori dalla scalata di Ricucci e del suo banchiere storico Livolsi (creatore di Mediaset e attuale membro del consiglio di Fininvest), affermando di non averci niente a che fare. La smentita arriva dalle solite intercettazioni di questi giorni a Ricucci e soci (Livolsi e Agag, lo spagnolo della famiglia Aznar e Briatore).
Il quale afferma al telefono, il 5 luglio alle 19.49: "Sto ancora aspettando che il presidente (Berlusconi) mi riceva". "Ho riferito a Livolsi di chiamarlo per le 20 di questa sera", risponde il suo interlocutore ("Zio Romi"). Aggiungendo che "Il presidente deve stare attento perchè Roma non è la Sardegna". "Devi intervenire-incalza Ricucci-se nò non c'è via d'uscita. E' importante che sia io a incontrarmi col presidente, devo dirgli cose che neppuree Livolsi conosce". Infine, il 22 luglio alle 20.50, interviene Briatore con Ricucci: "Vorrei darti una mano con Rcs. Sto organizzando una cena. Vieni? Ci sarà Aznar e inviterà anche il Cavaliere e Galliani".
10/8/05- Si parla tanto del ruolo di Fazio nella vicenda Antonveneta, ma quello giocato da Barlusconi non è meno scorretto. Invece di lasciar decidere al mercato, come prevedono le regole della concorrenza Ue, anche il premier si è schierato in favore di una delle due squadre, quella degli italiani. Lo svelano le intercettazioni, nel passaggio in cui Gnutti, alle 00.29 del 12 luglio, chiama la moglie Ornella, riferendo quanto segue: "Ciao, sono a cena con Berlusconi, Il governatore (Fazio) ha firmato un minuto fa il via libera, e Berlusconi ha parlato al telefono in diretta con Fiorani". Frioani poco prima aveva detto al telefono a Gnutti "Ho sentito il presidente Berlusconi commosso della cosa...". ECco dunque perchè Berlusconi invece che scagliarsi contro Fazio, ha fatto il pesce in barile prendendosela coi giudici. Del fatto che l'operazione Antonveneta andasse avanti con quelle modalità illegali e discutibili, lui era non solo informato ma convinto sostenitore.
9/8/05- L'Iran ha ripreso l'attività nucleare ad Isfahan. Proprio la città con la cui università il centro di fisica nucleare di Trieste Ictp intrattiene un rapporto privilegiato, formando schiere di tecnici atomici col finanziamento del nostro ministero per la ricerca.
9/8/05- Tehran pretende di aver ripreso l'attività nucleare ad Isfahan col permesso e sotto controllo Aiea (l'agenzia atomica dell'Onu). Eppure le operazioni sono ripartite senza aspettare i test di buon funzionamento del sistema di videosorveglianza Aiea. Lo ha denunciato il capo dell'Agenzia El Baradei.
9/8/05- Standard and poor's rivede in negativo il suo outlook sull'Italia, a causa del debito galoppante. E le opposizioni gridano alla crisi e allo sfascio del governo Berlusconi. Nessuno fa notare che lo stesso iorno Moody's, laltra agenzia di ratin altrettanto prestigiosa della prima, ha deciso di non rivedere il suo giudizio sull'Italia.
9/8/05- Ricucci è un tipo trasparente no? Per mesi è andato avanti il tormentone sull'immobiliarista romano d'assalto. E si sono sprecati i sospetti sulla fonte dei suoi infiniti denari, con cui, pur senza aver mai prodotto nulla a livello industriale, sta arrivando a comprarsi il Corriere della Sera.
Lui ha sempre smentito di aver dietro qualcuno. Ma oggi viene sbugiardato dai fatti: al suo fianco nella scalata al Corrierone c'è la merchant bank di Ubaldo Livolsi. Colui che salvò dai debiti la Fininvest di Berlusconi, trasformandola in Mediaset. D'altronde Ricucci aveva barato già all'inizio della sua carriera: lui, semplice odontotecnico, fu condannato per abuso della professione dentistica.
8/8/05- A cosa servono i tanto decantati trials americani? La medaglia d'oro statunitense nei 100 metri ai campionati mondiali in corso di svolgimento a Helsinki, Gallint, fosse stato per i mitici trials non avrebbe dovuto partecipare alla gara: una partenza falsa di troppo nei campionati 'interni' fra gli aspiranti alla squadra Usa l'aveva tagliato fuori. Poi la decisione politica di portarlo comunque in Finlandia.
8/8/05- Altro che ritardi italiani, sono gli inglesi ad aver tardato due anni prima di accorgersi che il fallito kamikaze del 21 luglio a Londra (stazione di Sheperd's Bush) era un terrorista, malgrado una lettera dei responsabili della moschea frequentata dal giovane etiope che lo denunciava.
Da giorni i quotidiani britannici conducono una campagna irridente contro i ritardi della giustizia italiana nel consegnare a Scotland Yard Issac Hamdi, catturato a Roma all'inizio di agosto. Eppure i media italiani ignorano totalmente una notizia che capovolge la situazione a favore degli inglesi. Il 24 luglio 2003 i capi della moschea di Stockwell. frequentata da Issac, inviarono una lettera al vicecomandante della polizia di Briton, citando oltre a Issac anche sua moglie e molti suoi amici intimi, il cui comportamento veniva definito nei seguenti termini:"incitano all'odio razziale e religioso, diffondono letteratura e punti di vista estremisti, ci minacciano e cercano di prendere il controllo della moschea, per trasformarla da moderata in un'altra Finsbury park". La polizia installò una telecamera dentro la moschea, ma secondo uno dei responsabili, Toaha Qureshi, "sottovalutarono il livello della minaccia. Se non lo avessero fatto, oggi molte vite sarebbero state salvate". Gli inquirenti inglesi ritengono infatti che il gruppo del 21 luglio fosse collegato con quello sanguinario del 7 luglio, visto che anche l'esplosivo era dello stesso genere.
8/8/05- Usa e Gran Bretagna accusano l'Iran di violare il trattato di non proliferazione, mascherando con scopi civili il tentativo di dotarsi di bombe atomiche. In realtà a violare quel trattato in questi anni sono state proprio le due potenze anglosassoni. Aldilà del mancato 'disarmo completo a una data vicina' cui impegnava i Paesi firmatari l'art.VI del trattato. Gli Usa hanno rinnovato da tempo il loro arsenale nucleare. Ad esempio le decine di atomiche americane presenti sul suolo italiano (basi di Ghedi e Aviano) sono del tipo B-61, dispieate negli anni 90 per le loro qualità di bunkerbusting (penetrazione profonda in chaive antibunker) e le dimensioni ridotte che la rendono trasportabile dagli F-16 e dai Tornado. Inoltre lo scorso mese il Senato Usa ha stanziato 4 milioni di dollari per la realizzazione di ancor più 'robust nuclear earth penetrator'(RNEP) e l'anno scorso il Congresso ha destinato fondi per il 'rimpiazzo delle testate atomiche'. Senza contare il poderoso rilancio sotto Bush junior dello scudo spaziale di reaganiana memoria, proibito dal trattato Amb. Quanto alla Gb, l'ex ministro degli esteri Robin Cook, nel suo ultimo articolo prima di morire (datato ultima settimana di luglio), ha denunciato l'avviato rimpiazzo da parte del governo inlese, senza passare dal parlamento nè avvertire il pubblico, delle vecchie atomiche Trident con mezzi di nuova generazione presso la fabbrica di Aldermaston. Il portavoce dell'impianto ha precisato che si tratta di nuove 'mini-bombe nucleari' utilizzabili come testate o sui missili Cruise.
8/8/05- Non fu le bombe atomiche americane a provocare la resa del Giappone: come lo storico Tsuyoshi Hasegawa ha ampiamente dimostrato, fu l'inresso dell'Urss nella guerra del Pacifico l'8 agosto (due giorni dopo Hiroshima) a costringere l'impero del sol levante a quel passo.
8/8/05- La nomina del nuovo direttore generale della Rai Alfredo Meocci è illegale. Essendo stato di recente a capo dell'authority per le telecomunicazioni, in base all'art.2 comma 9 della legge 481 del 1995, egli non può per 4 anni lavorare in aziende controllate dallo stato (perfino in qualità di consulente). Il motivo è chiaro: ad esempio Meocci si troverà a rappresentare da Dg Rai il ricorso al Tar contro la multa all'azienda per sforamento del tetto pubblicitario, comminata proprio dall'authorty per le tlc quando lui al vertice.
6/8/05- Si discute sulla liceità o meno delle intercettazioni a Fazio. E Berlusconi promette un decreto per limitarne fortemente l'uso da parte della magistratura, e la conseguente pubblicazione sulla stampa. Nessuno però che parli dell'avviso di garanzia: che fine ha fatto lo strumento previsto dalla legge proprio per avvertire il cittadino che si sta indagando su di lui? Di questo istituto, formalmente obbligatorio e sempre in vigore, si sono perse le tracce. Aldilà dell'opportunità morale, e degli esiti dell'indagine, rimane irrisolto il problema del vulnus giuridico rispetto a una norma che consente all'imputato di non autoaccusarsi con le sue mani (vedi il quinto emendamento negli Usa).
6/8/05- Anniversario di Hiroshima. Le decine di miliaia di morti per la bomba atomica americana vengono continuamente ricordati. Ma nessuno pensa agli altrettanti caduti vittime nella seconda guerra mondiale di bombe convenzionali, quasi vi fosse una differenza morale fra un bombardamento a tappeto continuato per anni ad opera degli alleati, ad esempio su Roma o su Milano, e una singola atomica. La morte è morte, sia che arrivi per autocomubustione da fungo nucleare, o per il crollo di un tetto sulla testa, come sulle nostre città negli anni 40, o sull'Iraq di oggi.
6/8/05- 60° anniversario della prima atomica americana su Hiroshima. L'allora presidente Truman lo annunciò al suo popolo via radio dicendo definendo la settima città giapponese "una base militare"... La disinformazione non è cominciata oggi...
5/8/05- Se i qaedisti e gli antiamericani del mondo islamico l'avessero saputo, forse la storia sarebbe cambiata: a far diventare nucleare Israele non sono stati gli Usa, che anzi erano contrari, ma Gran Bretagna e Francia. Fu nel 1959, che il governo Mc Millan vendette a Israele, via nave, le 20 tonnellate di acqua pesante che gli servivano,attraverso una triangolazione con la Norvegia che inizialmente le aveva fornite proprio a Londra (prima che la Gb abbandonasse questa tecnica nucleare optando per la grafite). Lo ha scoperto la Bbc rovistando in un oscuro archivio di documenti declassificati del Foreign office (Pulic records office). La Francia dal canto suo provvide a spedire altre 4 tonnelleate di acqua pesante, e a realizzare il reattore nucleare sotterraneo di Dimona nel deserto del Neghev. Londra fece tutto di nascosto agli americani, in quanto Eisenhower era contrario alla proliferazione, Parigi spacciò il reattore come una macchina di ricerca per usi civili (irrigazione del deserto). Oggi Israele possiede circa 200 ordigni nucleari. Ed è grazie alle atomiche che i Paesi arabi hanno dovuto accettarne l'esistenza, rinunciando alla pluridecennale guerra contro l'espansionismo ebraico in Palestina. E dire che in cima alle motivazioni di Al Qaeda per l'attacco alle torri figurava il sostegno Usa a Israele.
5/8/05- Berlusconi fa il pesce in barile e si scaglia contro i giudici nello scandalo che vede il governatore di Bankitalia Fazio nella bufera accanto ai banchieri ea gli immobiliaristi d'assalto suoi amici protagonisti della scorretta scalata ad Antonveneta. Forse Fiorani e Ricucci gli ricordano qualcuno: sè stesso...
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5/8/05- Berlusconi non riesce a dire la verità anche quando potrebbe senza essere accusato di nulla di grave: è andato a farsi fare la seconda tranche del trapianto di capelli dal professore abruzzese che lo operò già l'anno scorso (ricordate la bandana estiva?), ma prima si crea un alibi, facendo diffondere la voce che ha la febbre altissima.
5/8/05- Meocci nuovo direttore generale della Rai. Fu assunto al Tg1 da Fede, che lo descrive come uno rispettoso delle gerarchie e dei politici.
4/8/05- Una parte dei Ds ancora sostiene Fazio (D'alema, Visco, Salvi, Violante), mentre il resto dell'opposizione chiede la sua testa: non sarà perchè Bankitalia si deve ancora esprimere circa l'Opa di Unipol (area centro sinistra) sulla Bnl, nello scontro con gli spagnoli?
4/8/05- La stampa e i giudici accusano Fazio di parzialità per non aver ascoltato il parere dei due ispettori di Bankitalia Castaldi e Clemente, che nel loro ruolo di caposervizio della Concorrenza e della vigilanza, si erano espressi contro l'Opa di Fiorani, Ricucci e soci nei confronti di Antonveneta. Ma aveva firmato per l'Opa il direttore Angelo de Mattia, e si era espresso a favore il superiore di Clemente, capo assoluto della vigilanza, Frasca.
4/8/05- L'Iran annuncia la ripresa dell'arricchimento dell'uranio. Si prospettano sanzioni all'Onu e forse un attacco militare preventivo da parte degli Usa o di Israele, per impedire a Tehran di farsi la bomba atomica sfruttando la tecnologia nucleare. Ma chi insegna agli iraniani e ad altre schiere di scienziati di Paesi canaglia come fare? Proprio l'Italia. In un centro frequentato in passato dai padri del programma nucleare di Saddam e dal 'segretario nuclerare' di Osama!
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4/8/05- La Rai lancia lo sceneggiato su Sacco e Vanzetti, i due anarchici condannati innocenti durente gli anni 20 in America. Loro non spararono. Ma fino a quel momento praticamente tutti i terroristi, autori degli omicidi o tentati tali a molte delle teste coronate (Filippo II, NGranduca d'Austria, ecc.) europee e persino a Roosevelt, erano stati italiani e anarchici.
4/8/05- L'Iran annuncia che sta per riprendere l'arricchimenti dell'uranio, rompendo la pausa concordata con l'Ue. L'Occidente è contrario a un Iran nucleare, anche solo civile, perchè teme che dal civile si passi alle armi atomiche. Che sarebbero una violazione del trattato di non proliferazione nucleare. Il quale trattato però Israele vìola da decenni, possedendo un aresenale clandestino di 200 bombe atomiche. Eppure nè gli Usa nè l'Europa gli hanno mai rimproverato nulla.
4/8/05- La legge antifumo è una burla. Il Tar del Lazio ha sancito che una semplice circolare del ministro della salute per imporre agli esercenti di locali pubblici la vigilanza o fargli chiamare la polizia in caso di inadempienze, non basta. Ci sarebbe volita una legge in piena regola. Dunque, da oggi gli esercenti che non fanno la spia non rischiano multe.
4/8/05- Ieri la riunione del consiglio dei ministri sul caso Fazio Bankitalia. Berlusconi si è dato malato, riferendo placche sulla gola. Troppo pigro per pigliarsi aulin e antibiotico, come ogni umile insegnante o impiegato di qualunque ufficio, e non mancare a una seduta così importante? Oppure la voglia di evitare una patata bollente, per inimicarsi l'establishment bancario che controlla Bankitalia e verso cui la Mediaset ha enormi debiti? Quando si dice il conflitto d'interessi... Oppure semplicemente Berlusconi sa che nell'area di centro destra non vi sono in questo momento personalità adatte a ricoprire quel ruolo sostiuendo Fazio, e non vuole che su quella poltrona siedano altri più vicini all'opposizione.
4/8/05- Si parla tanto della probabile decisione del governo di introdurre il mandato a tempo per il governatore di Bankitalia. oggi in carica a vita. Ma solo modificando lo statuto della Banca ciò sarebbe possibile. E lo statuto lo può modificare solo l'assemblea interna dei sindaci, a sua volta nominata dall'assemblea dei proprietari del capitale, ossia le maggiori banche private italiane.
4/8/05- Anche se Fazio fosse sostituito, come conseguenza dello scandalo sulle intercettazioni, il problema della parzialità di Bankitalia non cambierebbe di un millimetro. Chiunque sia nominato a guidare la nostra banca centrale dovrà infatti rappresentare gli interessi dei detentori del capitale, come in ogni società per azioni che si rispetti. E a possedere Bankitalia, in violazione dell'art.3 dello statuto, sono le maggiori banche private italiane, le quali vedono l'ingresso degli stranieri sul mercato nazionale come il fumo negli occhi. Ecco dunque il vero problema da risolvere: non Fazio, ma l'illegalità in cui opera Bankitalia da qualche anno.
3/8/05- L'attentato, che sia a Roma o a Milano, è dato dai nostri apparati di sicurezza come molto probabile. Ma le ambulanze quante sono? A Roma 45 per 3 milioni di persone. Nel capoluogo lombardo solo 28 per 1.5 milioni di cittadini.
3/8/05- Nell'anniversario della strage di Bologna appena passato, nessuno ha avuto il coraggio di ricordare che ala sentenza di condanna a Fioravanti e Mambro (dei Nar di setrema destra) è avvenuta sulola base di due testimoni davvero poco affidabili: Massimo Sparti della banda della Magliana, smentito dai suoi stessi familiari e scarcerato come premi per l'accusa ai Nar, e Angelo Izzo, l'ex massacratore del Circeo tornato a colpire proprio quest'anno. In realtà la pista più probabile era, già 25 anni fa, quella del terrorismo islamico. Una versione che convince anche l'allora ministro deli interni Cossiga. L'arresto in Italia del terrorista palestinese Saleh, mentre nel '79 trasportava dei missili terra aria, ci mise sulla lista nera del gruppo cui questi era ancora legato, quello della primula rossa del terrorismo islamico soprannominato Carlos. Lo paventava un'informativa dell'Ucigos al Sisde datata 11 luglio '80. Guarda caso due dei suoi uomini il giorno della strage erano a Bologna: Thomas Kram, e la moglie del brigatista Padula, Christa Frohlich, venuta a trovare il marito in carcere. Da notare che la presenza dei due a Bologna fu individuata dalla indagini franco tedesce, non dalla polizia italiana.
3/8/05- Ogni familia italiana è stata intercettata almeno una volta negli ultimi 10 anni. Secondo l'Eurispes 30 milioni di cittadini sosno stati spiati dalle forze dell'ordine o dai servizi. Quasi tutti fuori dalla legge, perchè le intercettazioni (preventive e non), che peraltro ci costano 600 milioni di euro l'anno, dovrebbero essere riservate a casi eccezionali per sospetti di terrorismo o gravi atti di criminalità (armi, esplosivi, stupefacenti).
3/8/05- La mente degli attentati di Londra (quelli sanguinari del 7 luglio), Haroon Rashid Aswat, catturato il 20 luglio in Zambia, era un agente doppio che lavorava per il servizio segreto Mi6 britannico. O meglio, fingeva di dare informazioni su Al Qaeda, mentre era ancora fedele all'organizzazione. A rivelarlo, in diretta nella trasmissione Dayside della più vista rete di informazione americana, la Fox news, è l'ex procuratore al ministero della giustizia ed esperto di terrorismo John Loftus. Il quale racconta per la prima volta ciò che ritengono al ministero Usa. Aswat entrò in Inghilterra due settimane prima degli attentati, e se ne andò in aereo proprio la mattina della strage. Indisturbato, malgrado fosse sulla lista dei ricercati da tempo. Dunque l'intelligence di Londra gli ha permesso di farlo. Così come, dal 1999, aveva bloccato due volte il suo arresto chiesto dagli americani, la prima volta mentre Aswat si trovava a Seattle, la seconda posteriore all'11/9, quando fu segnalato in Sud Africa. Come altri del suo gruppo (Al Muhajiroun, 'Gli emigranti', guidati dall'imam con l'unciono della mosche adi Finsbury park), l'Mi6 l'aveva ingaggiato già dai tempi del Kosovo nel 1995, per aiutare i musulmani di quella regione. La storia quindi si ripete: anche Osama aveva lavorato per la Cia in Afghanistan.
2/8/05- Il generale Custer, passato alla storia per la sconfitta di Little big horn ad opera degli indiani Cavallo pazzo, non ebbe colpe. A sostenerlo con prove scientifiche, è la rivista specializzata Wild west, che addossa la responsabilità del massacro al mancato intervento del sottoposto di Custer maggiore Reno, a cui era stato affidato il compito di attaccare il nemico da un'altra posizione, e che non lo fece. I detective della rivista hanno dimostrato che Reno non poteva non aver sentito li spari della battaglia fra Custer e gli indiani.
2/8/05- Fazio sotto tiro dopo la pubblicazione di imbarazzanti intercettazioni che ne sanciscono la parzialità. Larghe fette del mondo politico chiedono le sua dimissioni da governatore a vita di Bankitalia. Ma in realtà secondo l'art.19 dello statuto della Banca, che è un ente di diritto pubblico indipendente dallo stato, la nomina e la revoca del governatore spetta al consiglio superiore della Banca stessa. Ne fanno parte il governatore e il resto del direttorio, oltre a ai consiglieri eletti dalle assemplee locali dei partecipanti presso le 13 sedi dell'Istituto. Al presidente della repubblica, su proposta del governo, spetta poi approvare le nomine decise dal consiglio. Ma Fazio è già stato nominato, e la revoca dovrebbe partire dal Consiglio.
2/8/05- Nuovi poteri alle forze armate in chiave antiterrorismo. Sono stati introdotti in un decreto omnibus appena approvato in parlamento. Le opposizioni denuncuano che si tratta di leggi speciali, in quanto vi si fa riferimento (nell'art.12 ter) all'art.4 della legge Reale (n.152, 22/5/1975). Che permette di perquisire "alla ricerca di armi, esplosivi, e strumenti di effrazione" qualunque persona "il cui atteggiamento o presenza, in realzione a specifiche o concrete circostanze di luogo e di tempo, non appaiono giustificabili". Ciò che dalle opposizioni non saprete mai, è che tale norma, oggi estesa alle forze armate, è oggi tranquillamente in vigore per le forze dell'ordine. E permette a polizia e carabinieri di perquisire chiunque senza che per questo l'Italia sia diventato uno stato di polizia di stampo sudamericano. E comunque le forze armate potranno solo perquisire, non accompagnare in questura o in caserma i fermati come accadeva durante l'operazione antimafia Vespri siciliani qualche anno fa.
2/8/05- E' un etiope il quarto kamikaze di Londra catturato a Roma. Il corno d'Africa, territorio in preda all'anarchia senza un vero governo, è divenuto dunque la nuova fucina di terroristi. Ma anche in questo caso, come nell'Afghanistan di Osama uomo della Cia, è il frutto della politica di Usa e Israele che torna indietro come un boomerang. a ridurre l'Etiopia alla sbando è stata la guerra contro l'Eritrea, invasa nel '98 con finanziamenti americani e israeliani, col pretesto di rivendicazioni di confine. Il vero motivo era il no di Asmara (Eritrea) alla concessione di basi agli Usa, in un territorio altamente strategico per la sua contiguità col Medio Oriente.
2/8/05- Il pacchetto antiterrorismo appena approvato in parlamento porta a 24 ore dalle 12 attuali il tempo del fermo di polizia per identificare i sospetti. Ma come la mettiamo con i consolati che chiudono nei weekend?
2/8/05- Il nuovo presidente della Rai sarà Claudio Petruccioli. Suo cugino è Oreste Scalzone, ex leader di Potere operaio condannato a 9 anni per associazione sovversiva e banda armata, latitante in Francia dall'81. Intervistato, Scalzone dice che sono legati e si sentono.
1/8/05- Hamdi Issac, il quarto kamikaze di Londra catturato a Roma viene dipinto dalla stampa come un freddo e diabolico terrorista di professione. Si tratta invece del criminale più pasticcione della storia recente: anche i bambini sanno che i cellulari sono intercettabili, ma lui lo usato quello intestato alla moglie, per giorni dopo il fallito attentato, chiamando da Londra Roma e Milano.
1/8/05- Il quarto kamikaze di Londra catturato a Roma. Si tratta dell'etiope Hamdi Issac. Come mai, si domandano gli investigatori, dopo i falliti attentati del 21 luglio è scappato proprio in Italia? Aveva forse in programma altri attentati nel nostro Paese? Per rispondere basta un dettaglio: Issac era vissuto in Italia fino a 10 anni fa. A Roma aveva fatto le scuole medie: era uno dei ragazzi delle compagnie hip hop anni 90, sul muretto di via Flaminio.
1/8/05- Tra i 65 punti del libro bianco leghista antiterrorismo figura anche la proposta di introdurre il codice di guerra, ovvero la legge penale militare, anche in conflitti diversi da una guerra classica. Tradotto: introdurre la pena di morte anche per gravi reati di terrorismo. Ma è una minaccia che funzionerebbe con i kamikaze aspiranti suicidi?
1/8/05- Prodi definisce per la prima volta le truppe italiane in Iraq 'occupanti'. Qualcuno gli spieghi che la risoluzione 1511 del 16 ottobre 2003 ha legalizzato il mandato della forza multinazionale di cui l'Italia fa parte:all'art. 13 "autorizza la Forza multinazionale sotto comando unificato a prenedere tutti i provvedimenti necessari al mantenimento della sicurezza e della satbilità in Iraq", e al 14 "esorta i Paesi membri dell'Onu a dare il proprio contributo anche con l'invio di forze militari". All'art.2 della risuoluzione Onu 1546 del giugno 2004, si recita poi: "Il consiglio di sicurezza saluta il fatto che, sempre entro il 30 giugno 2004, finirà l'occupazione e l'autorità provvisoria della Coalizione cesserà di esistere, e l'Iraq riaffermerà la propria completa sovranità". Dunque la missione italiana oggi non è più 'occupante'. Tuttavia parte dei nostri uomini erano già andati in Iraq anche prima delle suddette risoluzioni.
31/7/05- Berlusconi e De Benedetti, fino a ieri nemici mortali, alleati al 50% in una società di borsa che risana medie imprese italiane in difficoltà, per poi rivenderle e guadagnarci. Cdb web tech, così si chiama il titolo. E dire che da vent'anni l'ingegnere definisce Berlusconi un pericolo per la democrazia! Evidentemente i soldi non hanno colore. Al pari degli inciuci.
31/7/05- Catturato a Roma il quarto uomo degli attentati londinesi del 21 luglio. L'etiope Hamdi Issac ha attraversato la Francia per scappare dall'inghilterra all'Italia dopo il fallimento degli attacchi bomba. Alla Francia dunque non serve a nulla aver chiuso le forntiere rinunciando a Shengen.
30/7/05- Prodi annuncia in pompa magna: se vinceremo noi ritireremo le truppe dall'Iraq. O almeno questo è ciò che riportano giornali e tg. Perchè a ben leggere l'intera dichiarazione, Prodi ha detto: "la natura della nostra missione dovrà cambiare: non più militare ma di ricostruzione civile e materiale del martoriato Paese". Insomma, cambia solo il nome, ma non la sostanza:impossibile qualsiasi missione umanitaria senza una copertura militare, in un territorio che ammazza ogni occidentale a tiro.
30/5/05- Il governatore Fazio nella bufera dopo la pubblicazione delle intercettazioni da cui emerge la sua parzialità nel gestire le Opa straniere ad Antonveneta e Bnl, a tutto vantaggio della cordata italiana di Fiorani della Banca popolare di Lodi. Tutto il mondo politico lo attacca, meno la Lega, che lo difende a spada tratta e chiede anzi l'intervento del garante della privacy. Come mai? Eppure i leghisti erano stato al fianco di Tremonti contro Fazio durante lo scandalo Parmalat, quando i mancati controlli di Bankitalia avevano rovinato migliaia di risparmiatori italiani. Nel frattempo però Fazio ha avuto un ruolo decisivo nel salvataggio della banca 'padana' Credieuronord, ad opera proprio di Fiorani. Inoltre gli industriali del nord est, fedudo leghista, hanno puntato alla grande su Antonveneta, con la speranza di far nascere una grande banca con azionisti del nord ma che non fanno parte del cosieddetto salotto buono, espressione di quei poteri forti che hanno sempre visto la Lega come un parente rozzo da emarginare.
29/7/05- La schiuma isolante che riveste l'esterno dello Shuttle si è staccata ancora una volta e ha colpito la navetta, durante il suo primo volo a due anni e mezzo dall'incidente mortale (causato sempre da questo stesso inconveniente). Nessuno lodice, ma gli incidenti hanno cominciato a verificarsi con frequenza e gravità inusitate, da quando le nuove regole ambientali imposte dall'allora presidente Clinton attraverso l'Agenzia per la protezione ambientale, hanno costretto la Nasa ad eliminare il Freon dalla schiuma isolante. L'ha ammesso pubblicamente già nel settembre 2002 uno dei progettisti della schiuma in questione per il contractor Lockheed Martin.Dal 1997, prima missione senza Freon, le mattonelle esterne isolanti sono risultate danneggiate in media al 40% dopo ogni viaggio.
28/7/05- Il neo presidente iraniano Ahmadinejad è passato su tutti i media del mondo come uno degli studenti che rapirono ostaggi americani nel '79 nell'ambasciata di Tehran. Ora il portavoce della Casa Bianca McLellan chiarisce che gli Usa non hanno la prova che fosse nel gruppo che agì, e non solo uno dei capi del movimento studentesco. In Iran persino i suoi acerrimi rivali politici riformisti ne negano il coinvolgimento. Ma bastava guardare l'accostamento tra le due foto, una attuale di Ahmadinejad, l'altra del rapitore del '79 che gli somiglia: l'arcata sopraccigliare e il naso sono con tutta evidenza diversi.
28/7/05- Era atteso da oltre un anno e mezzo. Il nuovo 'Piano strategico militare nazionale per la guerra al terrorismo' degli Usa. In esso si rispolvera la vecchia realpolitik per sconfiggere i gruppi islamici estremi nel cui humus crescono i terroristi. Ovvero il sostegno ai regimi 'moderati' e filooccidentali di Arabia, Pakistan, Yemen, Egitto. Eppure Bush nel discorso inaugurale del suo secondo mandato aveva lanciata una crociata per la democratizzazione di questi Paesi. Sono passati solo 6 mesi.
27/7/05- Nel riuscito attentato terroristico al Ghazala gardens di Sharm el Sheik, hanno perso la vita anche diversi italiani, oltre a decine e decine di altri turisti. I media parlano di colpo grosso dei terroristi che avrebbero ridicolizzato il sistema di sicurezza insieme egiziano e occidentale. La spiegazione invece è molto più prosaica e casuale: l'albergo era superprotetto, ma una guardia giurata si è dimenticata di rimettere a posto un paracarro, permettendo all'auto dell'attentatore di correre verso la reception.
27/7/05- Il centro destra afferma con sdegno che non imiterà la GB nel concedere ai suoi agenti antiterrorismo la licenza di uccidere (shoot to kill) per primi e senza indugio in caso di sospetti kamikaze. Come accaduto nel metrò di Londra col povero brasiliano innocente. Eppure proprio pochi giorni fa il governo Berlusconi ha modificato l'art'52 sulla legittima difesa da parte dei cittadini, abolendo l'obbligo a reagire in modo proporzionale all'offesa in caso di rischi per la propria incolumità o anche di semplice furto in casa.
27/7/05- Il consiglio dei musulmani britannici condanna le bombe nella capitale inglese. In Italia l'Ucoii (Unione comunità islamiche) emette una fatwa contro il terrorismo. Il potente Cair (Council on american islamic relations) aveva fatto altrettanto l'anno scorso con la campagna 'Not in islam name'. Come pure l'ayatollah Sistani in Iraq. Dunque non è vero che non esistano musulmani moderati, come afferma la Lega tra mille polemiche. Il problema è che gli estremisti non seguono gli insegnamenti degli imam moderati.
27/7/05- Nei 10 giorni precedenti l'attentato a Londra la sterlina è caduta del 6% rispetto al dollaro (100% annualizzato). Dopo anni di apprezzamenti, e senza alcuna ragione apparente. Anche prima dell'11 settembre successa la stessa cosa al dollaro. Qualcuno vendette appena prima delle due torri. Per l'universo antagonista si tratta della prova che dietro alle bombe ci sono i servizi occidentali. Ma perchè non potrebbero essere stati i terroristi o qualche loro ricco amico arabo ad approfittare della soffiata? Al Qaeda lo fece prima dell'11/9. E' stato dimostrato dalle autorità di borsa Usa.
27/7/05- La riforma sulla giustizia che colpisce i giudici è stata da poco approvata. Berlusconi e il Polo hanno consumato la loro vendetta postuma sugli emuli di Mani Pulite. Ma è davvero così? Giudicate da voi, scorrendo uno a uno i punti contestati, definiti persecutori e incostituzionali dalle opposizioni e dai magistrati. Divisione delle carriere:il concorso per entrare in magistratura resta unico per gli aspiranti giudici e per i futuri pm. Dopo 5 anni il magistrato dovrà sì scegliere una delle due strade, ma potrà di nuovo cambiare funzione sostenendo un esame orale, frequentando un corso alla scuola della magistratura e cambiando distretto. Solo allora la scelta diverrà irrevocabile.
Concorsi: sull'esito dei concorsi l'ultima parola sarà sempre del Csm.
Scuola della magistratura: corsi ed esami della nuova scuola serviranno solo a concedere idoneità, la decisione finale sugli scatti di carriera in avanti spetterà sempre al Csm.
Nomine: eliminato il potere del ministro di impugnare davanti al Tar le delibere del Csm (salvo vizi di illegittimità formale).
Relazione del ministro: il Guardasigilli non indica le linee di politica giudiziaria, si limita a presentare eventuali leggi e riforme che il governo intende far approvare dalle camere. Vi sembra forse che Castelli abbia qualcosa da festeggiare, o i magistrati da lamentarsi?
27/7/05- Anche gli attentatori di Londra del 21 luglio venivano da fuori. Malgrado il luogo comune dei kamikaze made in Britain ad esempio i due terroristi ancora in fuga Hassan Omar e Muktar Ibrahim, vennero in Gran Bretagna da bambini, portati dall'Africa Orientale.
26/7/05- Chi sono i giocatori più coraggiosi e i più codardi dell'Inter? Oggi c'è un modo per scoprirlo: si sono rifiutati di partecipare alla partita in programma a Londra dopo gli attentati Veron, Cordoba, Toldo, Cristiano Zanetti e Cruz. Hanno accettato di andarci Adriano, Javier Zanetti, Cambiasso, Javier Materazzi, Mihailovic, Martins, Stankovic e i nuovi PIzarro, Solari. Wome e Juolio Cesar.
26/7/05- Il consigliere e guru elettorale di Bush, Karl Rove, è nella bufera per aver rivelato a scopo di ritorsione, il nome di un'agente donna Usa sotto copertura. O almeno questo si capiva guardando ieri i Tg. Nessuno che riferisse la smentita dei suoi stessi accusatori: Matthew Cooper della rivista Time, uno dei due beneficiari della fuga di notizie dichiara quanto segue: Rove non nominò l'agente, si limitò ad indicare che era all'ufficio armi di sterminio della Cia, ed era la moglie dell'ambasciatore Wilson. Come saprete, Rove sostenne che era stata lei, contraria alla guerra all'Iraq, non la Cia, a mandare in Niger Wilson per smentire l'accusa a Saddam.
25/7/05- Il giovane brasiliano ucciso da Scotland Yard in quanto sospetto kamikaze nel metrò di Londra era innocente. La polizia riafferma il diritto alla "licenza d'uccidere" in casi simili, e si difende dicendo che il giovane era scappato dinanzi all'alt intimato dagli agenti. Quel che non si dice è che quegli agenti erano in borghese: scarpe da ginnastica, maglietta, e pistola. Chi di noi, come il brasiliano, non avrebbe pensati a dei malviventi?
25/7/05- Approvato il pacchetto sulla sicurezza antiterrorismo. L'opposizione grida allo stato di polizia. In particolare per la nuova norma che permette anche ai servizi segreti le intercettazioni telefoniche preventive. In realtà anche i servizi dovranno avere prima l'ok del magistrato, come accadeva finora per le forze dell'ordine. Ma il punto vero è che queste intercettazioni preventive, siano esse della polizia giudiziaria o dei servizi, non hanno comunque alcun valore processuale. Non si può insomma utilizzarle come prove. Anzi, la legge ne impone la distruzione dopo l'ascolto da parte del magistrato.
25/7/05- La Lega l'ha avuta vinta-titolano i giornali- nel pacchetto sicurezza antiterrorismo è stato inserito anche il prelievo forzoso della saliva degli indagati di cui non si conosca con altri mezzi l'identità. Nessuno spiega però che non sarà automatico e di massa, ma solo dietro richiesta della polizia al pubblico ministero, e dietro autorizzazione ad personam di quest'ultimo.
23/7/05- Il Comune di Torino concede il voto agli immigrati e spacca il centrodestra, che con la Lega chiede lo stop alla delibera. Così titolano tutti i giornali. In realtà il voto concesso non è un vero voto: è quello per l'elezione dei consigli di circoscrizione, che non hanno alcun potere reale oltre a quello meramente consultivo.
22/7/05- Problema evasione fiscale (200 miliardi l'anno sottratti all'erario). In realtà non è che lo stato non riesca a scoprire gli evasori. Sembra incredibile: li scopre però non incassa il dovuto. Secondo la Cgia di Mestre tra il '98 e il 2003 l'erario ha incassato solo il 10.9% dei 19.3 mld di euro di evasione accertata. Cpme mai? perchè la riscossione è affidata ai privati, in gran parte banche, pagati in base al numero di pratiche gestirte, non ai risultati ottenuti. Se lo stato incassasse in proprio dovrebbe accollarsi anche i 7500 esattori oggi presso le banche.
21/7/05- Il governo vara il Documento di programmazione finanziaria ed economica, prevedendo incassi nella finanziaria 2006 per 5 miliardi sotto la voce "recuperi da evasione fiscale". Eppure, nell'intero 2004 i fondi recuperati così sono stati solo 148 milioni di euro. Alla faccia dell'ottimismo!
18/7/05- Abbiamo liberato l'Iraq da un regime dispotico. Di questa frase si roempino la bocca da due anni i governanti dei Paesi della Coalizione che ha cacciato Saddam. Chissà se la pensano così anche le donne irachene, ovvero più della metà della popolazione di quel Paese. E' stata infatti approvata la prima bozza della nuova costituzione irachena: scompare con l'art.14 la legge sui diritti personali del 1959, che dava alle donne il diritto di scegliersi il proprio marito e in caso di divorzio affidava la questione a un giudice. Restituendo alla legge islamica della famiglia d'appartenenza tutto il diritto di famiglia(matrimoni, divorzi, eredità).
15/7/05- L'ex braccio destro di Berlusconi, fondatore di Publitalia e di Forza Italia, Marcello Dell'Utri, è un mafioso, e agiva da tramite con l'attuale premier per evitare che i familiari dell'allora patron Fininvest venissero sequestrati dalla malavita. Consentendo anche che Cosa nostra percepisse lauti guadagni a titolo estorsivo dall'azienda di Berlusconi. Sta scritto nelle motivazioni della sentenza della procura di Palermo che nei mesi scorsi lo ha condannato a 9 anni di reclusione, depositate oggi.
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15/7/05- E' ufficiale. Gli israeliani sapevano in anticipo delle bombe di Londra del 7 luglio. A confermare quella che molti avevano bollato come una leggenda telematica, è il capo del Mossad Meir Dagan, che al più importante giornale tedesco, Bild, dichiara: "l'Ufficio del Mossad a Londra è stato avvertito 6 minuti prima dell'attacco". Il Mossad aveva infatti bloccato il ministro delle finanze israeliano Netahnyau, impedendogli di recarsi a una conferenza prevista all'ora delle bombe proprio in corrispondenza della stazione colpita di Liverpool street.
- 15/7/05- Lo stagista del Tempo, protagonista dello scoop sui colonnelli di An, sorpresi al bar mentre parlavano male di Fini, è ormai diventato un eroe. Gli si dedicano trasmissioni, e l'ordine dei giornalisti afferma che ha fatto bene il suo lavoro. Eppure, in un Paese serio, verrebbe cacciato da quello stesso ordine, in quanto ha registrato di nascosto una conversazione privata in un bar. La stampa tende a tacere questo 'dettaglio', ma è ovvio che se non avesse avuto una cassetta con l'inciso delle voci, il giorno dopo i tre colonnelli di An avrebbero facilmente potuto smentire l'autore dell'articolo. D0altronde proprio il direttore del Tempo Bechis ha fatto carriera registrando di nscosto i suoi interlocutori. Dunque viene il dubbio che il 'colpo di fortuna' dello stagista in realtà sia stato cercato chissà quante altre volte. Peraltro, l'argomento (gossip politico da osteria) non giustificava una scorrettezza che andrebbe utilizzata solo in casi estremi per scoperchiare scandali, truffe o smascherare reati.
12/7/05- Bush deve sostituire un membro della Corte suprema, e gli avversari lo accusano di puntare su un ultraconservatore, che non riflette la pluralità di vedute della società Usa. In realtà a regolare la nomina dei giudici della Corte è l'art.3 della costituzione americana fin dal 1788. L'art., che assegna al presidente la nomina, non prevede alcun requisito, nemmeno a livello legale, per gli eletti. E infatti in passato non sono mancati casi di giudici che non avevano la minima preparazione giuridica.
10/7/05- Tutti gli osservatori sostengono che la strage di Londra smentisce la teoria del terrorismo venuto da fuori: i kamikaze stavolta sarebbero immigrati di seconda generazione nati e cresciuti in Inghilterra. Nessuno però parla del chimico, colui che teneva l'esplosivo nella vasca da bagno ad Alexandra grove. Questi era egiziano, entrato in Inghilterra con un permesso di studio, dopo studi in America, Specializzandosi in biochimica all'università di Leeds. Nè della mente del gruppo, un uomo collegato ad Abu Faraj al Libi che agisce in Pakistan, giunto in ran Bretagna solo due settimane prima degli attentati e ripartito da Heatrow proprio la mattina del fatidico 7 luglio. Anche tra
10/7/05- L'Italia non abolirà temporaneamente l'accordo di Shenghen per paura del terrorismo, come chiede la Lega. Secondo tutti i partiti si tratterebbe di un vulnus irreparabile e senza precedenti alla costruzione europea. E invece l'Italia già lo fece: ripristinò temporaneamente i controlli alle frontiere per motivi di sicurezza durante il G8.
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10/7/05- I magistrati contestano la costituzionalità della riforma sulla giustizia e preannunciano scioperi. Il guardasigilli Castelli replica che il Csm non ha diritto di esprimere pareri politici. Chi ha ragione?
Basta leggere l'art.105 della costituzione: al Csm spettano assunzioni, assegnazioni, trasferimenti, promozioni e provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati. Queste le sue competenze.
10/7/05- Dopo le bombe di Londra, per la paura di attentati la Francia ripristina temporaneamente i controlli alle frontiere abolendo l'accordo di Shenghen. Eppure l'Inghilterra era fuori da Shenghen.
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9/7/05- Benedetta Ciaccia, l'unica vittima italiana dell'11 settembre londinese, opera di terroristi pakistani, avrebbe dovuto sposarsi proprio con un pakistano e proprio l'11 settembre prossimo. Peraltro il giorno della tragedia, giungendo in treno, aveva perso la sua solitia coincidenza, altrimenti avrebbe sarebbe ancora viva.
9/7/05- Dopo gli attentati di Londra e le nuove minacce online a Berlusconi, scatta di nuovo l'allarme terrorismo anche in Italia, e in parlamento si vota con urgenza un nuovo draconiano pacchetto sicurezza (e la Lega lo ritiene addirittura insufficiente). Quasi l'attentato dovesse colpirci a brevissimo termine. Eppure, a sentire il ministro (leghista) Castelli, l'attentato in Italia è atteso tra febbraio e maggio del prossimo anno, nella finestra tra le olimpiadi invernali di Torino e le elezioni politiche. Lo ha affermato il capo del Comitato di controllo sui servizi Bianco in un'audizione riservata.
8/7/05- Vi ricordate di tutto il polverone sollevato da Al Bano perchè la seconda moglie Loredana Lecciso si dedicava alla tv spazzatura, tra balletti improvvisati e apparizioni prezzemoline? Ebbene, ora il cantante ha annuncia la sua partecipazione al fianco dell figlia Romina junior nientemeno che all'isola dei Famosi 3: il vertice della nuova tv reality/spazzatura.
8/7/05- Poco prima dell'ora delle bombe di Londra il ministro delle finanze israeliano Netahnyau era atteso proprio nella zona delle esplosioni per una conferenza economica. Ma non vi è mai arrivato, anzi non è mai uscito dalla sua camera d'albergo. Secondo la radio dell'esercito israeliano glielo ha impedito il suo servizio di sicurezza. Come faceva a sapere in anticipo del pericolo? Scotland Yard ha smentito un'altra affermazione della Radio israeliana secondo cui ad avvertire il ministro sarebbe stata proprio la polizia inglese.
6/7/05- A seguire i tg sembra che solo l'Iraq sia piagato dal terrorismo. E invece, secondo il centro antiterrorismo americano, gli attacchi terroristici sono stati durante l'ultimo anno 866 in Iraq su 3192 in tutto il mondo. Dunque solo una parte monoritaria delle 28.000 vittime da terrorismo degli ultimi 12 mesi si trovavano in Iraq.
6/7/05- I leghisti cacciati dall'aula al parlamento europeo dopo la contestazione a Ciampi hanno lasciato l'aula gridando: sì, ma invece che contro l'euro, gridavano "Italia vaffanculo".
6/7/05- La Lega contesta duramente Ciampi per il suo elogio dell'euro, durante il suo discorso al parlamento europeo. La polemica seguita all'espulsione dei leghisti dall'aula è enorme. Piccole contraddizione: la Lega dà la colpa dell'aumento dei prezzi da euro proprio all'Europa, e ai suoi sostenitori italiani come Ciampi. TRascurando che i colpevoli dei ritocchi ai prezzi sono stati i commercianti, gli imprenditori e i lavoratori autonomi in generale. Come mai? E' presto detto: secondo l'Ispo di Renato Mannheimer il 33% dell'elettorato leghista è composto da lavoratori autonomi, l'11% da commercianti. Cifre assolutamente superiori alla media della popolazione e a quella degli altri partiti.
4/7/05- Il Live aid di ieri a Roma? Un flop. Da noi giornali e tiggì avevano sbandierato ai quattro venti una mega partecipazione di pubblico, stimendolo in 700.000 spettatori al Circo Massimo. Secondo la questura in realtà erano 200.000. Ma per la fonte imparziale della Bbc gli spettatori "sono cresciuti a sera fino a 50.000, malgrado gli organizzatori sperassero di raggiungere il milione".
3/7/05- Non c'era nessun attentato in preparazione lo scorso inverno, nè a Milano città nè all'areoporto di Linate. I due allarmi, ripresi allora con renade evidenza da stampa e tg, erano stati lanciati solo per farcsi pubblicità da Saya e soci, arrestati in questi giorni per aver fondato una specie di antiterrorismo parallelo con lo scopo di ricevere finanziamenti e sfondare in politica.
3/7/05- Ecco perchè l'Italia gli aveva dato asilo politico quando fuggiva dalla comunità islamica albanese: Abu Omar, l'imam rapito dalla Cia a Milano, è un ex agente doppio che allora era ancora al soldo della Cia. La stessa Cia lo ha poi rapito a Milano non perchè lo riteneva un pericoloso terrorista, bensì per convincerlo con le cattive a riprendere a fare il doppio gioco nella comunità islamica, stavolta italiana.
30/6/05- Berlusconi, parlando agli azzurri dell'assemblea di 'Giovane Italia', ammette per la prima volta che 'il governo ha fatto meno di quanto doveva', quanto a risultati e mantenimento delle promesse. Prima delle regionali, recatosi da Vespa, aveva deriso le accuse dell'opposizione, sostenendo che il contratto con li italiani era stato rispettato in toto, e che il suo governo aveva fatto anzi più di quanto il contratto prevedesse.
28/6/05- E' impazzito Tom Cruise? Sull'attore americano che inprovvisamente straparla, salta sui divani dei talk show e abbraccia la gente per strada, si sprecano le diagnosi a mezzo stampa. Guarda caso recentemente, sempre in un talk show, malgrado i tentativi del conduttore di zittirlo, Cruise aveva preso una dura posizione contro la psichiatria (elettrochoc, uso di antidepressivi, e specialmente del Ritalin ai bambini).
28/6/05- Durante i primi 4 anni dell'attuale governo Berlusconi le tasse invece che calare sono cresciute, ovvero il calo è stato superato dagli aumenti: considerando anche le una tantum l'aumento è stato rispetto all'inizio della legislatura del 2%. E in assoluto la riduzione è stata molto minore che durante l'ultima legislatura del centro sinistra: 19.3 miliardi di tagli sull'Irpef con l'Ulivo, considerando anche la restituzione del fiscal drag, 12.2 con Berlusconi, che si riducono a 6.4 calcolando la mancata restituzione del fiscal drag.
I dati sono del rapporto Nens il centro studi di Visco e Bersani. Ma il governo non ha potuto smentirli nel dettaglio.
28/6/05- La procura di Milano emette 13 ordini di cattura per altrettanti agenti, in seguiti al rapimento da parte della Cia dell'imam Abu Omar dal centro di Milano. In realtà 11 nomi su 13 degli indagati risultano falsi: identità di copertura.
28/6/05- Dal punto di vista giuridico è L'Italia ad aver torto nella vicenda dell'Imam rapito dalla Cia dal centro di Milano.
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28/6/05- Berlusconi ci ha riempito la testa per mesi del progetto del partito unico, come il solo modo per salvare il sistema politico italiano dal ricatto dei partitini. E ora che la riforma elettorale arriva in parlamente, che ti fa? Con la massima incoerenza presenta fa proporre in commissione affari costituzionali da Fi l'introduzione di una norma che consenta la presentazione alle prossime politiche di un numero maggiore di simboli partitici (7) accanto ai candidati della coalizione per camera e senato.
28/6/05- Berlusconi stanzia 180 milioni dal suo conto personale per pagare nella prossima campagna elettorale (le politiche 2006) 1000 mercenari dell' "Onda azzurra", incaricati di battere ogni collegio in cerca di voti. Lo rilevano indiscrezioni di fonti coinvolte nell'operazione. Vi ricordate la reazione sdegnata del cavaliere quando solo pochi mesi fa Prodi definì i militanti azzurri dei mercenari (invece che dei volontari)? Per una settimana l'Italia intera fischiò idealmente l'uscita del professore, ritenuta unanimemente una gaffe.
28/6/05- Immigrati e stupri: ne commettono soloil 3.6% del totale. Il resto è tutto rigorosamente nostrano.
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28/6/05- Chi c'è dietro l'immobiliarista d'assalto Stefano Ricucci, l'ex odontotecnico tresteverino che sta scalando l'azionariato addirittura del Corriere della sera, guardato in cagnesco dal vecchio salotto buono del capitalismo nostrano? Se lo chiedono da settimane tutti i giornali. E' quasi un gioco di società. Vi diamo un indizio: Uscendp dall'assemblea annuale di Confcommercio, dove era stato invitato per la prima volta, Ricucci si è infilato sulla vettura di Romano Comincioli: compagno di scuola di Silvio Berlusconi e senatore di Forza Italia.
28/6/05- L'opposizione dipinge la Bossi Fini sull'immigrazione come una legge disumana. Da destra la difendono a spada tratta citandone i risultati, pur imputando a due sentenze della Corte costituzionale d'averla indebolita. Chi ha ragione? Si tratta della solita farsa: la Bossi Fini, che prevede il carcere per i clandestini recidivi, è virtualmente inapplicata. A causa della debolezza della sua formulazione giuridica. Mentre le sentenze della Consulta ne hanno in realtà inasprito leggermente le pene.
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28/6/05- Gli stupri perpetrati da immigrati irregolari in questi giorni a Milano hanno rilanciato la polemica suiìlla presenza di clandestini. Il governo si difende dicendo di averne espulsi un numero molto maggiore che ai tempi del centro sinistra. Ma c'è un grande equivoco: espulsione non significa automaticamente accompagnamento alla frontiera o rimpatrio. Tutt'altro.
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28/6/05- Rumsfeld conferma: li Usa stanno negoziando una tregua con i sanguinari insorti in Iraq, responsabili di aver uccisi quasi 1800 soldati americani. E poi si rifiutano di tenere qualsiasi rapporto diplomatico o negoziato sul nucleare con l'Iran...
28/6/05- Comincia oggi la causa di beatificazione di papa Woityla. Che dovrebbe essere la più oggettiva possibile, affidata a un esperto di diritto canonico, di storia e teologia. Senonchè, il postulatore della causa, incaricato di indagare, raccogliere le prove a favore e i miracoli, è anch'egli un religioso polacco, Oder Slawomir.
27/6/05- La lega oggi propone la castrazione chimica per gli stupratori, in seguito alla scia di violenze ai danni di ragazze italiane che hanno visto protagonisti immigrati extracomunitari. Si tratta o meno di una mossa demagogica e razzista? La risposta in una vicenda di meno di un anno fa, protagonista il ministro della giustizia leghista Castelli, che insabbiò lo stupro di una quattordicenne di Pordenone ad opera di un militare americano della base di Aviano. Anche quella volta insieme allo statunitense c'erano 3 albanesi.
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27/6/05- In Italia, per la prima volta dal 1992, nel 2004 il numero dei nati sopravanza quello dei morti, e la popolazione cresce di mezzo milione. Tutti i tg danno la notizia con grande evidenza: "non siamo più il Paese della natalità zero". E invece lo siamo ancora: sono gli immigrati a farci crescere facendo figli. Una media di due su tre nuovi nati nel 2004 sono figli di immigrati, non di italiani. Fosse stato per noi la popolazione sarebbe diminuita.
26/6/05- L'intero occidente preoccupato per l'elezione di un ultraconservatore come Ahmadinejad alla presidenza iraniana. Ma dov'è il problema: a comandare realmente, ossia ad evere l'ultima parola su tutte le decisioni del governo, in Iran è la uida spirituale ayatollah Khamenei, non il presidente della repubblica. E Khamenei era già un ultraconservatore antiamericano. Non a caso Ahmedinejad è un suo uomo.
26/6/05- L'Occidente intero è preoccupato che al posto del 'moderato' Rafsanjani abbia vinto il falcco Ahmadinejad alle presidenziali in Iran. In realtà Rafsanjani era un leader terrorista, riconosciuto tale da una corte tedesca e dall'Fbi.Altro che progressista, pragmatico portatore di cambiamento e modernista. L'incoraggiante ritratto dipinto dai newsmagazine occidentali era e rimane un'alchimia giornalistica. D'altronde, se fosse diventato un riformista, il consiglio dei guardiani, cui spetta approvare le candidature, non avrebbe mai permesso a Rafsanjani di ricandidarsi.
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26/6/05- Appena pochi giorni fa la Lega aveva guidato una durissima crociata contro gli stupratori, nei tre casi verificatisi tra Milano e Bologna ad opera di immigrati extracomunitari. Castriamoli, hanno proposto gli esponenti del Carroccio, giurando che non lo facevano per razzismo, e che nel caso fossero stati italiani avrebbero montato la stessa identica campagna. Ebbene, oggi una ragazza minorenne di Lecco rivela di essere stata violentata da un gruppo di amici italianissimi, anzi lombardi come lei. Ma dalla Lega stavolta c'è silenzio totale.
25/6/05- Sorpresa e sconcerto tra i commentatori e gli analisti, per l'affermazione alle presidenziali in Iran dell'ultraconservatore Ahmadinejad sull'ex presidente Rafsanjani. Ma la sconfitta di quest'ultimo non dovrebbe stupire affatto: già nel 2000, a tre anni dalla fine dell'esperienza come presidente, non era riuscito a farsi eleggere nemmeno per un semplice seggio al parlamento.
25/6/05- Il caso dell'imam milanese rapito dalla Cia il 17 febbraio 2003 finisce in parlamento, e si riaccende la polemica con gli Usa. Ma non si sottolinea abbastanza che l'egiziano Abu Omar, secondo il giudice di Milano Guido Salvini, reclutava e indottrinava kamikaze per l'Iraq. E che la Cia l'avrà rapito per portarlo in Egitto. Ma chi l'ha interrogato e torturato in quel Paese erano gli egiziani.
25/6/05- Della valle(quello delle scarpe Tod's) attacca Ricucci, l'immobiliarista romano che sta scalando il Corriere della sera aumentando la sua partecipazione. Lo accusa di scarasa trasaperenza finanziaria. E' la resa dei conti tra vecchio e nuovo capitalismo italian, scrivono i giornali. Eppure la finanziaria di Della Valle, ka Dorint, quella attraverso cui deteiene partecipazioni per 7-800 mln di euro in Bnl, Corriee della sera e Mediobanca, è domiciliata in Lussemburgo, e dunque non presenta bilanci in Italia.
19/6/05- Lo scandalo delle torture ad opera di americani nel carcere di Abu Ghraib aveva tenuto banco per mesi su tv e giornali di tutto il mondo. Ma quando a fare le torture sono iracheni a danno di altri iracheni (i collaborazionisti) la notizia finisce nascosta in qualche pagina interna o taciuta proprio del tutto. I marines impegnati nell'operazione Lancia hanno trovato una camera di tortura gestita dalla guerriglia, a Karabila al confine con la Siria. Elettrochoc, ganci per appendere i prigionieri al soffitto, vasche dove annegarli ecc. Non mancava nulla nell'officina dell'orrore, come hanno raccontato alcuni sopravvissuti. Dall'inizio della guerra gli americani hanno trovato almeno una ventina di lughi analoghi utilizzati dalla cosiddetta resistenza per torturare i connazionali.
19/6/05- Berlusconi parla e straparla quais ogni girono di partito unico e della necessità di ridurre il peso dei partiti minori sul governo. Poi Forza Italia presenta alla camera una proposta di riforma della legge elettorale che prevede l'ampliamento fino a 8 dei simboli di partito inseribili sulla scheda elettorale, accanto a quello della coalizione.
18/6/05- Su una cosa Iran e Stati uniti sono d'accordo: le attuali elezioni iraniane sono truccate. Lo sostengono infatti anche gli esclusi dal ballottaggio, sia conservatori ultrareligiosi (Qalibaf), che riformisti (Moin). Spiega un altro trombato al primo turno, il delfino del presidente uscente Khatami, Karrubi: "Il consiglio dei guardiani ha nominato il sindaco di Teheran Ahmadinejad(lo sfidante di Rafsanjani al ballottaggio)senza alcuna elezione. Del denaro è passato di mano, questo voto è truccato".
18/6/05- Elezioni in Iran: l'Occidente le definisce compatto una farsa, ma per il motivo sbagliato. Il problema non è il fatto che avrà comunque più potere l'autorità religiosa rispetto a quella politica. Ma che l'autorità politica viene direttamente scelta da quella religiosa, e non dal popolo come le immagini degli iraniani che si recano alle urne potrebbero far pensare. Il meccanismo è il seguente. Di candidati ce n'erano ben 1000. Senonchè, il Consiglio dei guardiani ha approvato solo 7 nomi, bocciandone 993 sulla base dell'art.98 della costituzione, che affida al Consiglio il giudizio sui requisiti per l'eleggibilità, tra cui la perfetta aderenza all'ortodossia islamica. A nominare la stragrande maggioranza dei membri del Consiglio dei guardiani, e dunque gli arbitri delle consultazioni popolari, non è il popolo, bensì la suprema autorità religiosa Ayatollah Khamenei. Il quale a sua volta è stato eletto non dal popolo ma da un'Assemblea degli esperti di 86 "virtuosi e colti". Indovinate chi approva le candidature per diventare membro di quest'Assemblea? Lo stesso Consiglio dei guardiani.
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18/6/05- I critici della proposta leghista di uscita dall'euro sostengono che abbandonando la moneta unica torneremmo ai tempi in cui il nostro debito non aveva freni. E invece no: il trattato di Maastricht, coi suoi limiti sul debito (3-3.5% sul Pil) rimarrebbe comunque in vigore.
18/6/05- In Iraq un kamikaze fa strage di 20 corpi in un ristorante della zona verde. A sentire i telegiornali sembra il solito copione. Salvo per un 'piccolo' dettaglio detto en passant: si tratta del primo suicida a piedi, su modello delle stragi in Israele. Un peggioramento nella strategia degli insorti, che finora avevano utilizzato solo veicoli bomba.
18/6/05- Caos in formula uno per il ritiro al gran premio di Indianapolis di tutte le vetture gommate Michelin, dopo un comunicato dell'azienda che non garantiva più la sicurezza in gara delle sue forniture. I commentatori Rai danno fiato per due ore alle forti proteste da parte del pubblico deluso presente all'autodromo. Eppure, proprio in America, nelle formule più diffuse (Nascar, Indy) le gare vengono addirittura interrotte per questioni di sicurezza molto più spesso che da noi: ogni volta che piove.
18/6/05- Mussolini non morì da "cencio tremolante e disfatto", come sostenuto dal suo giustiziere comunista Walter Audisio. Ma col braccio teso in un ultimo saluto fascista, trapassato proprio per questo da un proiettile con una traiettoria inequivocabile. Lo dicono gli studiosi di medicina leale dell'università di Pavia dopo uno studio computerizzato sulle foto dell'esecuzione avvenuta il 28 aprile '45 a Mezzegra (Como), e della swuccessiva autopsia.
17/6/05- La madre assassina di Lecco aveva premeditato l'assassinio di suo figlio Mirko. Dalle indagini condotto prima del 18 maggio, emerge infatti che Maria Patrizio aveva comprato lo scotch con cui poi ha inscenato la finta aggressione da parte di un estraneo, già due giorni prima del delitto. Dunque non si trattò di un raptus. E crolla così anche la difesa basata su una sorta di amnesia nel momento della tragedia. Ciò malrado la signora Patrizio non risiede in carcere, ma in una struttura psichiatrica per mamme assassine. Questa vicenda, definita 'Cogne 2', aveva strappato titoloni per giorni. Oggi la notizia della premeditazione va in una breve negli inserti interni locali dalla Lombardia.
17/6/05- Salta l'approvazione del bilancio Ue in seguito allo scontro con la Gran Bretagna per il congelamento degli sconti sui contributi per l'agricoltura. Molti giornali titolano: l'Europa è morta. E invece non si rischia nulla: se il bilancio non viene approvato, continua a valere l'attuale struttura di spesa, come prevede l'art.272 del trattato Cee. Come in qualsiasi azienda in cui, in caso di mancato accordo, si va all'esercizio provvisiorio.
16/6/05- Prodi rinuncia a fare la sua lista dell'Ulivo. L'annuncio era venuto in pompa magna per bocca del professore, dopo lo strappo della Margherita che a sua volta il 20 maggio si sganciava dal progetto della lista unica del centro sinistra per le prossime politiche. Persino ieri sera, intervenendo a Porta a Porta, Prodi aveva ribadito: "Non posso accettare di regnare senza governare, Non ho mai pensato di essere indispensabile, ma coerente sì. Altrimenti ingannerei il Paese", "Non rinuncerò mai all'Ulivo, è il progetto politico della mia vita. Viene prima di tutto, di fronte ad esso anche la mia candidatura passa in secondo piano", aveva spiegato l'ex presidente Ue per settimane e fino a 24 ore fa. Ergo, da oggi Prodi sta ingannando il Paese.
16/6/05- Gli imprenditori contro il governo per lo slittamento del taglio Irap al 2006. Ma è davvero così brutta questa tanto vituperata Irap? Essa nacque per sostituire 7 tasse preesistenti, e grazie alla sua bassa aliquota (4-5%) ha ridotto il carico complessivo delle società di capitale di non meno di 4-5 miliardi di euro secondo le stime più prudenti.
16/6/05- Berlusconi fischiato all'assemblea degli artigiani. A scatenare la contestazione, l'accusa rivoltagli dal presidente di Confartigianato Guerrini, di non aver invitato la sua organizzazione al tavolo di discussione sull'Irap. Il premier ha allora tirato fuori un invito, tentando di sbugiardare Guerrini. Patetico tentativo: non si trattava dell'invito al primo incontro sull'Irap, ma solo all'ultimo, quello della sera precedente l'assemblea.
16/6/05- Durante la campagna elettorale 2001 Berlusconi aveva giurato: non mi occuperò di Rai, dunque, a prescindere dalla mia uscita da Mediaset, non ci sarà alcun conflitto d'interesse a livello mediatico. Oggi il premier si è opposto alla nomina di Claudio Petruccioli a presidente Rai. "Non acceteremo un candidato scelto dall'opposizione-ha spiegato- da parte nostra c'era la scellta di Monorchio".
16/6/05- Chi aveva ragione nel quarantennale conflitto tra Israele e Palestinesi? Gli israeliani erano degli invasori illegali, oppure avevano un diritto di qualche genere ad occupare Cisgiordania e Gaza? La risposta l'ha data in questi giorni lo stesso stato di Israele attraverso la sua più alta corte, quella suprema. Ma dopo decenni di corrispondenze asfissianti dalla terra santa, i media hanno dato la notizia alla stregua di una breve di scarsa importanza: i giudici hanno affermato che su Cisgiordania e Gaza Israele non ha alcun diritto, si tratta quindi di territori occupati, non contesi.
16/6/05- Assolti i 62 agenti che al termine del G8 di Genova malmenarono senza motivo 93 manifestanti all'interno della scuola Diaz. Si sostiene che sarebbe impossibile identificarli. Piccola contraddizione: i loro capi verranno invece processati per quei reati. Dunque, aprocesso i capi dei picchiatori, ma non i picchiatori stessi.
16/6/05- Le stragi italiane sono rimaste tutte senza colpevoli. E' ormai un luogo comune sostenerlo. Lo stesso si è detto qualche giorno fa quando la cassazione ha assolto Zorzi e Maggi per le bombe di piazza Fontana, giudicando inattendibile il pentito che li accusava. Eppure, proprio la madre di tutte le stragi, quella del '69 alla banca dell'agricoltura di piazza Fontana, non è affatto rimasta senza colpevoli. Nelle motivazioni della sentenza, appena pubblicate, si afferma che i due neofascisti veneti Franco Freda e Giovanni Ventura vengono riconosciuti colpevoli. Solo che non possono essere riprocessati una seconda volta per lo stessom reato, in quanto assolti irrevocabilmente dalla corte d'assise di Bari. Freda oggi fa il libraio a Brindisi, Ventura ha una catena di ristoranti in Argentina.
16/6/05- Un terzo di tutti i reati che si commettono in Italia, oltre la metà in alcune regioni, sono opera di immigrati. Ad esprimersi così il ministro degli interni Pisanu, subito ripreso da tutti i giornali. In realtà doveva specificare: sono opera di immigrati clandestini, perchè su 171.907 reati per cui altrettanti immigrati sono stati denunciati nel 2004, solo 96 sono stati commessi da regolari, il resto da clandestini. E il fatto che in Italia girino impunemente quei clandestini è responsabilità del governo.
16/6/05- Non c'entrava niente il fatto che lui non voleva avere figli. Alla base della rottura della coppia più bella del mondo, quella tra gli attori Brad Pitt e Jennifer Aniston, c'era il tradimento di lui. A rivelarlo è l'ex star di Friends a un giornale inglese: "Brad mi tradiva con Angelina Jolie, ecco perchè ci siamo lasciati".
16/5/05- I giornali italiani sono liberi e indipendenti? Mettono la trasparenza verso il lettore al primo posto? In base a una ricerca Ipsos, solo il 19% degli editori italiani sono editori 'puri', ossia di mestiere fanno solo quello. La maggioranza, il 42%, sono invece industriali di altri rami, con un evidente conflitto d'interessi.
15/6/05- L'uccisione di un barista in provincia di Varese, Claudio Meggiorin, da parte di un albanese, provoca tumulti di piazza fomentati in chiave razzista dalla Lega. Secondo la ricostruzione dei suoi amici e dell'avvocato della famiglia della vittima, venduta per buona dai leghisti, Meggiorin sarebbe stato colpito a morte mentre faceva da paciere in una rissa tra due albanesi. Ma Meggiorin aveva davvero un'indole da paciere? Evidentemente non da molto, visto che era stato diffidato dall'andare allo stadio di Varese, in quanto protagonista di scene da guerriglia urbana col gruppo di tifosi neonazista 'Blood and Honour'. Coi quali aveva mantenuto l'amicizia, tanto da spingerli a inscenare violenti tumulti di piazza alla notizia dell'uccisione del loro compagno. Ma forse saranno anche loro dei pacieri..
15/6/05- La nostra bilancia commerciale è in profondo rosso per il quarto mese consecutivo. Il mondo politico dà la colpa al supereuro e all'invasione di merci cinesi. E invece non è così. Analizzando la natura delle importazioni si scopre infatti come l'85% dei 5.8 mln di euro di disavanzo (differenza tra export e import) sia da addebitarsi alla voce 'bolletta energetica'. Dunque è l'acquisto all'estero di idrocarburi (o meglio la mancanza di centrali nucleari che producano energia senza di essi) la nostra vera croce, non la Cina. E visto che gli idrocarburi si comprano in dollari, se non ci fosse l'euro e il suo supercambio la nostra bolletta energetica secondo stime dell'Unione petrolieri sarebbe più alta di 8.5 miliardi di euro l'anno.
15/6/05- Infuria la polemica tra Ciampi e il ministro della giustizia Castelli sui poteri del presidente della repubblica in merito alla concessione della grazia, col presidente che chiede alla consulta di pronunciarsi facendo da arbitro. Il caso è esploso a seguito della mancata grazia a Sofri, voluta da Ciampi ma non controfirmata dal guardasigilli. Eppure non si vede proprio da dove nasca il dubbio. La costituzione è infatti chiarissima, e all'art. 87, tra i poteri del presidente della repubblica include anche questo: "Può concedere grazia e commutare pene". Non si fa cenno alla necessità che il ministro della giustizia controfirmi. E com'è noto, il dettato costituzionale ha la prevalenza, quanto a gerarchia giuridica, su tutte le altre leggi di ogni ordine e grado. Ciò nonostante, Castelli definisce "devastanti" a livello istituzionale le conseguenze di un pronunciamento della consulta favorevole alla tesi del capo dello stato.
14/6/05- Il commissario europeo Mandelsson, autore dell'intesa, parla di accordo straordinario. L'export di tessile cinese verso l'Europa verrà contingentato fino al 2008 a tassi di crescita non superiori a una forchetta tra l'8 e il 12.5% l'anno. Qualcuno gli riferisca che solo nei primi sei mesi del 2005 l'export di tessile cinese è cresciuto del 950%.
14/6/05- Il viminale l'ha promosso questore. Lui è Vincenzo Canterini, ex comandante del reparto mobile di Roma e del nucleo anti-sommossa, è tra i 29 funzionari rinviati a giudizio per le violenze alla scuola Diaz durante il G8 di Genova, oltre che per falso e calunnia nel fermo dei 93 arrestati nella scuola.
14/6/05- La morte di Lady Diana fu il frutto di un complotto premeditato? Da anni l'opionione pubblica di tutto il mondo se lo domanda senza trovare risposta. Ma dall'indiscrezione di un tabloid inglese arriva il tassello forse decisivo: appena qualche settimana prima dell'incidente l'autista dell'auto su cui morì la principessa, Henry Paul (sopravvissuto alla tragedia), aveva depositato su 13 conti sparsi per l'Europa ben 75.000 sterline (110.000 euro). Mica male per un che guadagnava meno di 30.000 euro all'anno.
14/6/05- Michael Jackson assolto nel processo per pedofilia. E' stata forse un'assoluzione"etnica", come quella che beneficiò il nero O.J. Simpson? No, perchè sui dodici iurati popolari nessuno era afroamericano. In compenso un membro della giuria, un ventunenne studente handicappato, era stato ospite alla tenuta di Jacko (Neverland) alcuni anni fa. La stessa dove il cantante era accusato di aver molestato dei piccoli ospiti.
14/6/05- Il mondo gioisce per la cancellazione da parte dei Paesi ricchi di 40 miliardi di dollari di debito delle nazioni povere sub sahariane. Ma con l'estinzione del debito vengono anche meno controlli e condizioni a cui la concessione, e la successiva restituzione, erano state condizionate. Lasciando i governanti africani liberi di gestire queste somme senza vincoli. Come? Secondo un recente rapporto dell'Agenzia Onu per l'Africa (Uneca), su ogni dollaro di aiuti, mediamente l'80% della cifra finisce all'estero (in banche svizzere o americane) sotto forma di fuga di capitali.
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14/6/05- Intervenendo alla "Conferenza sulla casa dei moderati" a Todi, Berlusconi annuncia che alle prossime elezioni i partiti del centro destra andranno ognuno col proprio simbolo. Non si scioglieranno quindi dentro un nuovo partito unico, come il premier aveva assicurato in numerosi discorsi nell'arco di due mesi dopo la sconfitta alle regionali, promettendo agli italiani che il suo intento era quello di "passare alla storia" come il creatore del partito moderato italiano. Addirittura aveva fissato un ultimatum per gli alleati, ingiungendogli di decidere entro l'estate. E tanto era deciso sulla via di questo progetto da affermare, parlando il 27 aprile scorso a Montecitorio: "o il partito unico o non mi ricandido". "Gli elettori ci hanno dato un segnale inequivocabile-aveva motivato- se andassimo alle elezioni del 2006 ancora divisi, ci punirebbero di nuovo". Dunque, se terrà fede alle sue stesse affermazioni, da oggi Silvio Berlusconi dovrebbe essere fuori dalla gara per le prossime politiche.
12/6/05- Il Papa no ha mai invitato all'astensione. Così i cattolici hanno difeso Ratzinger di fronte alla denuncia del ginecologo Antinori, che ha querelato le gerarchie della Chiesa per violazione della vigente legge elettorale. La quale vieta ai ministri del culto di sollecitare gli elettori all'estensione in occasione di referendum. E invece anche Ratzinger ha pronunciato la parola fatidica. L?ha fatto 2 giorni prima del voto, durante la catechesi dell'udienza generale in Vaticano. Citando in maniera subdola quanto immotivata un commento di uno sconosciuto scrittore cristiano, Barnasufio di Gaza. Costui, riferendosi al libro dei Profeti, versetto 1.7, chiosò: 'Che cosa è il principio di sapienza se non astenersi da tutto ciò che è odioso a Dio?'.
10/6/05- Lo scorso 31 maggio il consiglio di sicurezza dell'Onu ha prolungato di un anno la missione della Forza multinazionale in Iraq. O almeno così titolano agenzie e giornali italiani. In realtà, nel comunicato stampa delle Nazioni unite si riafferma l'osservanza delle risoluzione 1546, che prevede il ritiro del mandato alla missione entro il 31 dicembre 2005. Più precisamente, nel testo della risoluzionesi, al punto 12 si legge: 'decidiamo che il mandato della Forza multinazionale verrà riesaminato a 12 mesi da questa risoluzione (entro l'8 guigno 2005 ndr), e che avrà termine comunque alla fine del processo politico descritto nel precedente paragrafo 4'. Il paragrafo 4 recita: 'elezioni per la formazione di un'assemblea nazionale transitoria entro il 31 dicembre 2004, incaricata a sua volta della formazione di un governo transitorio e della redazione di una costituzione, che porterà infine a un governo costituzionalmente eletto entro il 31 dicembre 2005'.
10/6/05- Berlusconi va all'aeroporto ad accogliere l'ostaggio liberato Clementina Cantoni. Non c'era andato appena qualche giorno fa, per accogliere le bare dei nostri 4 soldati rimasti uccisi nello schianto del loro elicottero in Iraq.
10/6/05- Secondo il rapporto sulle spese militari del Sipri di Stoccolma, le prime 15 potenze del mondo spendono 10035 miliardi di dollari l'anno. Con soli 13 miliardi si sfamerebbe tutta l'Africa per un anno.
10/6/05- Allarme rosso per l'invasione di prodotti dalla Cina. Ciò che pochi sanno è che però la maggior parte di questo import, il 59% del totale, è rappresentato da prodotti di aziende occidentali che hanno delocalizzato in Cina.
9/6/05- Ylenia, la figlia di Al Bano e Romina non è ancora viva, magari nascosta su qualche isola sperduta. La ragazza si suicidò sul serio, buttandosi nel Mississipi. La conferma Al Bano racconta di averla avuta da un poliziotto di New Orleans che vide una ragazza che somigliava ad Ylenia buttarsi nel fiume pronunciando la frase "Ok, io appartengo all'acqua". Era la stessa identica frase che Ylenia pronunciava da piccola per vincere la paura di tuffarsi in mare.
9/6/05- I giornali lanciano la notizia: il patto di sindacato fra i soci del salotto buono del capitalismo italiano, detentori della maggioranza del pacchetto di controllo del Corriere della sera, hanno appunto blindato il proprio patto per impedire a Ricucci di comprarsi la testata. Intestando fiduciariamente il 51% delle loro azioni a un unico fiduciario, PierGaetano Marchetti, con la clausola di poterle vendere soltanto in blocco. Un modo per impedire 'tradimenti' in favore di Ricucci. Senonchè, secondo gli esperti di diritto societario, il codicillo inventato dall'alleanza degli attuali proprietari verrebbe comunque spazzat via in caso di Opa ostile da parte del palazzinaro romano d'assalto. Non ha infatti alcuna forza coercitiva versi i membri del Patto di sindacato.
9/6/05- Secondo il rapporto del Sipri di Stoccolma, il più accreditato istituto di ricerca sulle spese militari, l'Italia spende in questo campo più della Russia, dell'India o di Israele: 27.8 mld nel 2004 contro 19.3, 15.1 e 10.7.
9/6/05- Esce il rapporto del Sipri di Stoccolma sulle spese militari sul nostro pianeta. Imputato numero uno gli Usa, che spendono 455 miliardi l'anno, più di tutti gli altri grandi Paesi messi insieme. Ma si tratta del 3.9% del Pil, mentre durante la guerra fredda spendevano il 6%.
9/6/05- Berlusconi annuncia la prossima messa in vendita delle case popolari italiane parlando all'assemblea annuale dell'associazione dei costruttori (Ance). I cui membri verranno chiamati a dar corpo al progetto in un apposito tavolo governativo. Il premier non si è accorto che anche volendo non potrebbe venderle, perchè non sono di proprietà dello stato ma delle regioni.
9/6/05- Capovolto lo stereotipo su immigrati e criminalità: era un italiano la mente della banda albanese delle rapine in villa, che per tanto tempo ha terrorizzato il nord est. Maurizio Rizzetto, un insospettabile ex direttore di banca, guidava gli extracomunitari segnalandoli le ville dacolpire, fornendo assistenza loistica e ricettando la merce rubata. A lui restava il 40% del frutto dei colpi.
9/6/05- Oggi i Ds gridano allo scandalo per l'appello astensionista dell chiesa e del centro destra in merito ai referendum sulla fecondazione e la ricerca genetica. Due anni fa però invitarono gli italiani ad astenersi al referendum sull'art.18.
9/6/05- La Lega propone di ritirarci dall'euro in quanto il cambio delle nuova moneta, rivalutatasi in maniera abnorme rispetto al dollaro (e allo Yuan che gli è agganciato), danneggia le imprese italiane che esportano all'estero. Riducendo al lumicino la quota del made in Italy, specie sui mercati esterni ad Eurolandia. Ma è davvero così? Non proprio. Per rendersene conto basta consultare le più recenti statistiche di Istat e Ice (Istituto per il commercio con l'estero dello Stato). E scoprire che l'export italiano non è in crollo verticale come ci si potrebbe aspettare, anzi:gli indici sono tutti positivi, e il suo valore complessivo sul Pil è addirittura maggiore rispetto al 1995, l'anno d'oro del made in Italy, quando le svalutazioni della lira ci permettevano di competere ad armi pari con tutti.
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7/6/05- La Lega si propone di presentare un referendum che ci faccia uscire dall'Euro ripristinando la lira. Tutti prendono sul serio questa proposta estrema e la discutono tra mille polemiche. Nessuno s'è accorto che secondo la costituzione italiana (art.75) i referendum non possono riguardare leggi di ratifica di trattati internazionali. E l'euro fu introdotto nel nostro Paese proprio con una legge di ratifica del trattato di Maastricht (poi sostituito da quello di Roma dell'ottobre 2004 sulla costituzione europea).
7/6/05- La Lega proprone un referendum per abolire l'euro, diventato super euro, che penalizza le nostre aziende che esportano all'estero. Ma perchè la Banca centrale europea non abbassa i tassi per ridimensionare l'euro, agevolando così l'export europeo? Perchè nel suo statuto si cita come missione dell'istituto quella di mantenere nei Paesi Ue l'inflazione al 2%. E per riuscirci bisona avere una moneta fortissima senza svalutazioni strategiche.
7/6/05- La brigatista Cinzia Banelli, la pentita del gruppo delle Br che uccise il prof.Marco Biagi, proprio in virtù del suo pentimento viene considerata persona a rischio (di vendetta da parte delle Br), e perciò verrà inserita in un programma di protezione. Quando si dice le contraddizioni della giustizia: se a suo tempo lo stato avesse concesso la scorta a Biagi, da lui sollecitata con accenti disperati, oggi il giuslavorista sarebbe ancora vivo. La stessa Banelli ha testimoniato che il gruppo di fuoco aveva scelto Biagi solo perchè senza scorta. E oggi, proprio all'assassina del professore bolognese la scorta non viene negata.
7/6/05- Tanto rumore per nulla. Così potremmo commentare la vicenda del referendum contro il divieto di estrarre cellule staminali da embrioni umani, sul quale si esprimeranno gli italiani tra qualche giorno. Mentre da noi infuria una vera e propria guerra di religione, in America hanno già cancellato del tutto il problema: il gruppo di ricerca di Yuri Verlinsky del Reproductive genetic institute di Chicago ha annunciato infatti di aver ottenuto per la prima volta al mondo 10 linee di staminali senza utilizzare embrioni, clonandole da altre linee di staminali già esistenti. Il metodo innovativo consiste in una centrifugazione che consente di espellere il nucleo per poi passare alla fusione della cellula denucleata con quella di un donatore adulto. Una volta riprogrammata quest'ultima, ecco le staminali embrionali, ottenute senza più creare (condannandoli a morte) nuovi embrioni.
6/6/05- Qualche giorno fa la notizia era espolsa come una bomba dalla pagine di Gente e di Chi: il capitano della Roma Totti avrebbe tradito la promessa sposa (in agosto) e già incinta di lui Ilary Blasi, andando a letto con la soubrettina Flavia Vento. Totti e la Vento hanno ovviamente smentito. Ma nessuno dei due ha querelato i due settimanali..
6/6/05- Bossi e i suoi ministri oggi preannunciano un referendum per tornare l'Italia alla lira. Ma nell'agosto del 1996, in vista della dichiarazione d'indipendenza della Padania avvenuta a Venezia di lì a poco (il 15 settembre), fu proprio Bossi a nome della Lega a scrivere al presidente della commissione europea Santer, chiedendo ondicazioni su come far aderire la Padania all'unione monetaria fin dall'inizio (previsto per l'1 gennaio 1999). Il 2 settembre Santer rispose che era impossibile far entrare nell'euro la sola Padania. Qualche tempo prima, il 3 marzo '95, in una dichiarazione all'Ansa, Roberto Calderoli, oggi campione della battaglia per l'uscita dall'Euro, definiva la nostra lira "carta straccia". Perealtro il 17 giugno 2001, ancora Bossi dal raduno di Pontida, affermò che "se la lira non fosse entrata nell'euro sarebbaro fallite non solo le grandi imprese ma anche le piccole imprese italiane, perchè costo del denaro e inflazione sarebbero saliti alle stelle, provocando la secessione della Padania".
4/6/05- Rutelli si pronuncia a favore dell'astensione ai referendum sulla procreazione assistita. Sposando la linea del Vaticano oggi che guida la post democristiana Margherita. Ma nel 1988, quando era ancora coi Radicali di Pannella, si batteva alla camera in favore di una proposta di legge sull'inseminazione artificiale che prevedeva ad esempio la fecondazione eterologa per ogni donna (non solo per quelle sterili come chiede l'attuale quarto quesito referendario). E in quella sede bollava il dissenso dell chiesa come "il più retrivo proibizionismo che pretende di trasferire nella legislazione dello stato quanto previsto dalla teologia morale cattolica e codificato dal diritto canonico".
4/6/05- Solo ieri la stampa di tutto il mondo rilanciava con grande evidenza le conclusioni dell'indagine interna del generale Jay Hood sulle presunte autorizzate profanazioni al Corano avvenute a Guantanamo: nel rapporto c'era la conferma dell'indiscrezione pubblicata dal settimanale Newsweek (Corano buttato nel Water da parte delle guarde americane), costretto poi a fare marcia indietro sul contenuto dell'articolo in seguito ai violenti disordini causati dalla notizia in alcuni Paesi islamici e alle relative pressioni del governo americano. Aveva dunque ragione Newsweek fin dall'inizio? Tutt'altro. In realtà, a leggerlo in integrale, il rapporto di Hood non conferma in alcun modo le accuse del settimanale, anzi le smentisce. Da esso emerge infatti quanto segue: nel gennaio scorso furono due detenuti di Guantanamo, e non due guardie, a buttare dopo averlo stracciato il Corano nel water, quale forma di protesta contro i loro carcerieri. Analoghe proteste estreme si verificarono almeno in altri 15 casi.
3/6/05- Un paio di giorni fa tv e giornali hanno sparato titoloni sulla confessione notturna di Maria Patrizio, la mamma di Lecco accusata di aver annegato il suo figlioletto Mirko mentre gli faceva il bagnetto. La signora ha dunque ammesso, dopo giorni di dinieghi, di averlo ucciso lei intenzionalmente. E proprio grazie alla completa assunzione di responsabilità avrebbe avuto il beneficio prima degli arresti domiciliari, poi del ricovero in una struttura ospedaliera non carceraria a Castiglione delle Stiviere. E invece no. Da più precisi dettagli sull'esito dell'interrogatorio decisivo, emerge che la Patrizio non ha ancora mai ammesso di aver ucciso lei il piccolo Mirko. Ha solo ammesso di averlo "tenuto sott'acqua troppo tempo " e poi di "non aver capito più nulla".
3/6/05- La chiesa intera, dal Papa a Ruini all'ultimo parroco di periferia, sta violando la legge con la sua campagna a favore dell'astensione nel referendum sulla fecondazione assistita e la ricerca sugli embrioni. Secondo l'art.98 della vignete legge elettorale (Testo Unico titolo VII): "Il pubblico ufficiale, l'incaricato di un pubblico servizio, l'esercente di un servizio di pubblica necessità, il ministro di qualsiasi culto, chiunque investitto di un pubblico potere o funzione militare, abusando delle proprie attribuzioni o nell'esercizio di esse, si adopera a costringere gli elettori a firmare una dichiarazione di presentazione di candidati o a vincolare i suffragi degli elettori a favore o in pregiudizio di detrminate liste o di determinati candidati o ad indurli all'astensione, è punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni". Ciò vale anche in occasione di referendum, come precisa l'art.51 della legge 352/1970: "Le disposizioni penali contenute nel titolo VIII Testo unico leggi elettorali(..)le sanzioni previste dagli art. 96, 97, 98 del suddetto testo si applicano anche quando i fatti negli articoli stessi riguardino le firme per richiesta di referendum o per proposte di legge, o voti o astensioni di voto relativamente ai referendum".
3/6/05- Esiste una via alternativa, legale e senza effetti collaterali, al congelamento degli embrioni per ottenere la fecondazione assistita. Un metodo con cui si registra una percentuale di successi del tutto analoga, che però non è toccato dalla legge 40 in quanto non crea embrioni soprannumerari destinati a morire. E dunque praticabile indipendentemente dall'esito dell'imminente referendum. Si tratta di una tecnica in cui l'Italia è prima al mondo, basata sul congelamento dei soli ovociti, le cellule uovo femminili. Da noi la effettuano già il 30% dei centri specializzati, eppure nessuno osa parlarne.
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2/6/05- I promotori dei referendum abrogativi della legge 40 citano tra gli aspetti negativi dell'attuale normativa il fatto che l'impianto contemporaneo di tre embrioni innalzi la probabilità di avere parti plurigemellari. E' esattamente il contrario: la percentuale di parti di questo genere era più alta prima della legge 40, quando non c'era il tetto di 3 embrioni impiantabili, e dunque se ne impiantavano anche di più. Inoltre l'impianto dei 3 embrioni non è un obbligo: la legge dice massimo 3, ma se ne possono impiantare anche 2 o solo 1.
2/6/05- Infuria il dibattito sullo statuto dell'embrione in vista del referendum:il dilemma è se sia lecito sacrificarlo per farci ricerca terapeutica, oppure va considerato una persona. Eppure, a giudicare dai numeri, la strage degli embrioni non sembra proprio tale. In una gravidanza naturale solo un'embrione su tre diventa un figlio, ma se si volesse tentare una gravidanza artificiale con un embrione creato apposta per la ricerca (ottenuto per trasferimento nucleare togliendo il nucleo dell'uovo e sostituendolo con un nucleo di cellula somatica), allora le gravidanze riuscite secondo i ricercatori sarebbero 1 ogni 100 embrioni utilizzati per i primati, e intorno a 1 ogni 1000 per la specie umana.
1/6/05- E' partita proprio da Roma, negli scorsi giorni, in collaborazione col sindaco Veltroni, la campagna di Blair per la cancellazione del debito con l'Occidente dei Paesi africani. Ma l'Italia è penultima tra le nazioni occidentali quanto ad aiuti allo sviluppo: malgrado l'impegno di tutti gli stati donatori a destinare lo 0.7% del Pil, noi versiamo solo lo 0.17. Dietro di noi solo gli Usa con lo 0.12.
1/6/05- Il quarto dei referendum per i quali voteremo tra una decina di giorni riguarda la fecondazione eterologa, attualmente vietata dalla legge italiana, ossia l'utilizzo del seme di un donatore esterno per fecondare l'embrione di una coppia sterile. Di solito si identifica la eterologa con la donazione da parte di un maschio del suo spermatozoo, equiparandola inconsciamente a una 'cornificazione' sui generis da parte della donna. In verità, nella stragrande maggioranza delle fecondazioni eterologhe è una donna estranea alla coppia a donargli il proprio ovulo. I metodi per ovviare alla sterilità maschile sono infatti molto più efficaci di quelli per aiutare le donne sterili.
1/6/05- I favorevoli all'abrogazione referendaria del divieto di ricerca sugli embrioni usa tra gli altri anche l'argomento economico: per l'Italia, si sostiene, perdere il treno della ricerca sulle staminali embrionali vuol dire anche perdere le potenziali ricadute che a livello di sfruttamento commerciale ne derivebbero. Spiace deluderli, ma i brevetti su tutto ciò che è ricavabile dall'embrione e dai suoi derivati staminali è già stato brevettato da tempo all'estero, di volta in volta dai pionieri della ricerca sulle embrionali.
1/6/05- I promotori del referendum a favore della ricerca sugli embrioni motivano la loro battaglia per l'abrogazione del divieto tirando in ballo i 31.000 embrioni orfani, abbandonati nei congelatori quale prodotto di scarto (o meglio in soprannumero) delle tecniche di fecondazione assistita. Se vince il referendum potremo finalmente utilizzare quegli embrioni per la ricerca, dicono. E invece solo poche centinaia di quegli embrioni congelati sono davvero orfani, ossia non più collegabili, in seguito a separazioni o a gravi lutti, a qualche persona in carne ed ossa. Gli altri hanno tutti un padre e una madre con nome e cgnome. E chi vuole andarseli a prendere dovrà prima chiedere il loro permesso.
1/6/05- Tra poco più di 10 giorni voteremo per i referendum, tra i quali il quesito che abolisce il divieto di ricerca sugli embrioni a scopo terapeutico. Eppure l'Italia ha ratificato la convenzione di Oviedo, che proibisce ai Paesi firmatari ogni ricerca sugli embrioni. La ratifica avvenne il 28 marzo 2001 con la legge 145.
1/6/05- Il governatore della Banca d'Italia Fazio, nella sua realzione annuale davanti all'assemblea dell'istituto, non fa mea culpa per essersi opposto all'ingresso di gruppi stranieri al comando di banche italiane (leggi Bnl e Antonveneta). Anzi, ha contrattaccato dicendo che "le banche e altro soggetti esteri detengono una quota del capitale dei primi 4 gruppi bancari italiani del 16%, contro una media più bassa in Germania, Francia o Spagna". E' vero, ma Fazio non ha aggiunto che si tratta di partecipazioni, non di quote di controllo.
31/5/05- De Villepin nuovo primo ministro francese, al posto di Raffarin: è un fedelissimo di Chirac, responsabile della sua segreteria per anni, ma nessuno l'ha mai eletto, i suoi incarichi non sono mai passati dalle urne.
30/5/05- Questa costituzione europea è morta per sempre. Così commentano gli analisti dopo il voto sfavorevole espresso dai francesi al referendum di ratifica. E invece, nell'accordo comunitario che aveva dato il via all'adozione del testo costituzionale nei vari Paesi membri, era già previsto che fino a un massimo di 5 nazioni potessero dire no senza provocare la cancellazione automatica della costituzione europea. Nel caso ci siano da 1 a 5 respingimenti, sarà il consiglio d'Europa a decidere il da farsi. TRa i suoi pteri anche quello di adottare bypassando la ratifica, alcuni dei punti chiave del documento.
30/5/05- Il referendum per abolire il divieto di ricerca sulle staminali? Una farsa. Oggi in Italia chi vuole può tranquillamente fare ricerca sulle cellule staminali embrionali umane, importandole dall'estero per un tozzo di pane. Come fanno appunto alcuni ricercatori italiani (vedi il Cattaneolab dell'Università di Milano). Come persino noi saremmo stati in grado di fare, acquistando per 850 euro una linea di staminali embrionali umane da una banca di cellule su Internet, o dalla sua filiale milanese, con una semplice autodichiarazione. Una pratica assolutamente legale. Perchè la legge 40, che i referendum si propongono di modificare, in realtà vieta solo la ricerca sugli embrioni, ma non su cellule già da essi ricavate. Quante linee di staminali per la ricerca si sarebbero potute comprare coi 700 miliardi spesi per oranizzare il referendum?
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30/5/05- Bertinotti canta vittoria per l'esito del referendum sulla costituzione europea, bocciato dai francesi. Eppure egli, oltre che segretario di Rifondazione, è presidente di un partito transnazionale che si chiama Sinistra europea.
30/5/05- Il quarto dei referendum sulla fecondazione assistita propone di abolire il divieto, contentuto nell'attuale legge 40, alla fecondazione eterologa (quella in cui la donna viene fecondata con lo sperma di un donatore esterno alla coppia). Il mondo cattolico e il Vaticano sono invece contrari alla rimozione del divieto. Ma se per paradosso tale divieto ora vigente fosse stato in vigore ai tempi di Gesù, avrebbe fatto una vittima illustre: il Cristo non sarebbe mai nato, in quanto figlio (per i credenti) di una fecondazione eterologa, essendo stata sua madre Maria messa incinta dallo spirirto santo e non dal marito.
29/5/05- A norma di legge la Corte costituzionale sta operando in violazione della costituzione, e dunque tutti i suoi atti da quando questo è iniziato sono giuridicamente invalidi. Il plenum della Corte secondo il dettato costituzionale deve essere composto da 15 giudici, mentre da mesi sono solo 13 a causa dei litigi tra i due Poli, che non si mettono d'accordo sull'elezione dei due mancanti.
27/5/05- Non prendeva tranquillanti o antidepressivi la protagonista della 'Cogne 2' esplosa a Casatenovo in provincia di Lecco. Maria Patrizio, la mamma che annegato il suo bambino di 5 mesi prenedeva sì pasticche da qualche mese, come hanno riferito le cronache. Ma si trattava di prodotti omeopatici, che secondo la scienza ufficiale sono acqua fresca, non contenendo alcun principio attivo.
26/5/05- Stampa e tv li hanno spacciati come l'ultimo caso di reduci giapponesi rimasti nella giungla dai tempi della seconda guerra mondiale. Ma a far rimanere i due soldati del sol levante Yoshio e Tsuzuki nascosti per 60 anni in una foresta delle Filippine non è stato il senso del dovere, bensì la paura di essere processati per diserzione.
23/5/05- Le raccomandazioni esistono ancora? A svelarlo sono gli stessi interessati: secondo un sondaggio del Corriere, tra le persone in cerca di lavoro, la metà dichiara di cercarlo attraverso amicizie e relazioni varie.
23/5/05- I giornalisti del Corriere e di Repubblica, Battistini e Caferri, arrestati ed espulsi a Cuba qualche giorno fa, non sono le ennesime vittime dello stile dittatoriale del regime castrista, come tutti i media hanno evidenziato. Semplicemente erano a Cuba per fare il loro lavoro in occasione di una riunione dell'opposizione antiCastro, ma per entrare avevano richiesto solo un visto turistico. Tutti gli altri colleghi della stampa italiana inviati a Cuba per lo stesso motivo, avevano invece regolarmente chiesto un visto per motivi di lavoro, che era stato concesso senza problemi.
23/5/05- Elezioni in Costa Smeralda: Berlusconi perde in casa. La provincia di Olbia-Tempio va al centro sinistra.
23/5/05- Secondo un sondaggio a tre settimane dai referendum su embrioni e staminali, solo il 42% degli italiani dichiara che andrà a votare. Eppure secondo un altro sondaggio il 50% ancora ignora che si voterà. Sorge il dubbio che si gonfi ad arte il numero degli astensionisti.
23/5/05- Si parla con non chalance della missione che la volontaria italiana rapita a Kabul, Clementina Cantoni, svolgeva in Afghanistan in aiuto a 10.000 vedove locali. Quasi fosse la cosa più normale del mondo assisterle. Quello che non si dice è che queste donne sono abbandonate a sè stesse non perchè le rispettive famiglie d'origine non esistano più o non abbiano mezzi per sostenerle, bensì per la tradizione afghana di tagliare ogni rapporto tra le famiglie originarie e qualunque donna rimasta vedova.
22/5/05- Bush e i suoi se ne sono gloriati per giorni in goni occasione: con un'operazione congiunta in Pakistan è stato catturato il n.3 di Al Qaeda, il libico Abu Farraj al Libbi. Ma era davvero un pesce tanto grosso? I dubbi non mancano. Il suo nome non compariva infatti nella lista dei più ricercati dell'Fbi nè in quella del programma di taglie "ricompensa per la giustizia" del dipartimento di Stato. Vi compariva invece il nome di un altro libico, Anas Al Liby. Che si sia trattato di uno scambio di persona?
22/5/05- Finalmente in questi giorni è giunta la prima condanna di Radio Vaticana per le emissioni elettromagnetiche fuori legge sulle popolazioni circostanti. Ma la condanna è avvenuta sulla base dell'articolo 674 del codice penale che sanziona i reati minori "contravvenzionali" per i quali la prescrizione subentra dopo soli 4 anni e mezzo. Dunque, siccome si tratta del primo grado di giudizio, e sicuramente il Vaticano ricorrerà in appello ed eventualmente in cassazione, i responsabili della radio, grazie ai tempi medi della giustizia italiana, sono già oggi certi di farla franca in ogni caso.
22/5/05- E' solo tutta colpa della Cina se il nostro tessile arretra? A dire il vero andava male già prima che i dazi sull'import cinese venissero aboliti (31 dicembre 2004): tra il 2000 e la fine del 2004 l'export del tessile italiano era calato del 4.9%, e gli addetti si erano ridotti di 249.000 unità (-29.4%), mentre avevano chiuso 10.300 imprese (-9.1%).
22/5/05- Lo strappo di Rutelli, che ha bocciato la lista unica tra Margherita e Ds, e dunque il progetto del partito unico del centro sinistra, nasconde un'altra grossa novità tra le pieghe della mozione approvata a maggioranza dallo stato maggiore della Margherita: alle prossime politiche la Margherita andrà col proprio simbolo, non più con quello unico dell'Ulivo come successo nel 2001 per gli alleati dei Ds. Dunque a morire non è solo il partito unico, ma anche l'alleanza elettorale tra i partiti del cnetro sinistra (L'Ulivo) con cui si sono presentati agli elettori dal '96 a oggi.
22/5/05- Il neoministro della sanità Storace annuncua il blocco per due anni del prezzo delle medicine: le industrie farmaceutiche potranno aumentarli d'ora in poi solo nel gennaio degli anni dispari, e dunque non prima del gennaio 2007. Peccato che il decreto di Storace non dica nulla su quanto potranno aumentare i prezzi alla data fissata. Ogni due anni gli aumenti le industrie potranno farli salire a piacimento per compensare i mancati aumenti intermedi.
21/5/05- Voto leggermente contradditorio quello locale appena svoltosi in Sicilia: da un lato hanno trionfato, frammentando il voto, le 4 nuove liste del transfuga Udc Raffaele Lombardo, dall'altro però nel contemporaneo referendum regionale ha prevalso l'introduzione di uno sbarramento al 5% (antiframmentazione) nell'assemblea della regione.
21/5/05- Se il nuovo movimento autonomista di Raffaele Lombardo, che ha permesso al centro destra di vincere la battaglia per le comunali di Catania, ripetesse alle prossime politiche lo stesso exploit in tutta la Sicilia, l'Udc, da cui Lombardo è fuoriuscito, non raggiungerebbe a livello nazionale lo sbarramento del 4% necessario per entrare in parlamento.
21/5/05- I rapitori di Clementina Cantoni sono dei criminali comuni, non dei combattenti islamici. Questo sostengono i governi italiano e afghano. Ma il rapitore che rivendica e ricatta chiamando dal cellulare della volontaria, Timour Shah, era il capo del secondo distretto della polizia dei Talebani.
21/5/05- Capello è forse il migliore allenatore italiano di ogni tempo: l'unico, da ieri, a vincere scudetti su 4 panchine diverse, Milan, Roma, Real Madrid e Juve.
21/5/05- Nesweek si era rimangiato tutto chiedendo scusa, dopo che la notizia aveva causato 15 morti in incidenti nel mondo islamico: la storia del corano buttato nel gabinetto davanti ai prigioniero, dai torturatori americani di Guantanamo, non era basata su fonti di prima mano. Peccato che oggi il Comitato della Croce rossa internazionale abbia rivelato che tra 2002 e 2003 aveva inviato agli Usa dei rapporti che dimostravano ripetuti abusi sul Corano a Guantanamo, riscontrando dal 2003 un conseguente cambio delle regole negli interrogatori.
20/5/05- Da indiscrezioni di stampa Prodi minaccia la scissione di una parte della Margherita se il presidente del partito Rutelli farà passare oggi in direzione il suo no alla lista comune con i Ds per le politiche 2006. Pochi sanno però che Prodi, malgrado venga considerato uno dei fondatori e dei maggiori esponenti della Margherita, non ci si è mai iscritto. E' la riprova che il suo progetto di sciogliere la Margherita in un partito unico del centrosinistra viene da lontano.
19/5/05- Il caso del bambino annegato mentre la madre gli faceva il bagnetto in provincia di Lecco, già definito dalla stampa 'Cogne 2'. La signora afferma che il bimbo è morto mentre lei veniva legata e imbavagliata da un ladro. E ora si fa avanti un testimone ad avvalorare questa tesi, confermando d'aver visto uno sconosciuto aggirarsi attorno alla casa. Ma nessuno fa notare che si tratta di un testimone assolutamente di parte: il pensionato Silvio Colombo è amico di vecchia data del nonno paterno del bambino annegato, con cui ha lavorato per anni alla Falck di Arcore.
18/5/05- Il cantautore Battiato l'aveva promesso dal palco: se perderà il candidato dell'Ulivo Bianco, me ne andrò da Catania. In realtà Battiato a Catania non vive già più da tempo. La sua residenza principa,le è a Milo, una manciata di km più in là, sulle pendici dell'Etna.
18/5/05- Dall'America parte l'allarme, "passeggero sospetto": costretto a un atterraggio d'emergenza il volo Alitalia Milano Malpensa-Boston. Come è potuto succedere che un nome di quelli sulla lista nera antiterrorismo venisse autorizzato all'imbarco? La spiegazione è semplice quanto inquietante. Il garante per la privacy in Italia vieta di effettuare controlli preventivi all'imbarco (a differenza degli Usa, dove le autorità trasmettono la lista dei passggeri al Dipartimento per la sicurezza 15 minuti prima). Dunque, qualunque volo parta dall'Italia lo fa senza controlli preventivi sulla lista dei passeggeri. In barba a qualsiasi politica di prevenzione antiterrorismo.
18/5/05- Ennesima retata antidoping al giro d'Italia. Fa rande scalpore il sequestro nella stanza del vincitore di tappa McEwan di una macchina ipobarica, l'Altitrainer, che serve per aumentare il sangue nell'ossigeno simulando la respirazione in alta quota. Senonchè, non si dice con la stessa evidenza che queste macchine sono ammesse dall'agenzia antidoping mondiale Wada e dal ciclismo internazionale, tanto che Lance Armstrong negli Usa ne è testimonial pubblicitario.
17/5/05- Lite nell'Ulivo tra Prodi e Rutelli sull'opportunità di presentarsi alle prossime politiche con la lista unica della Fed, che comprenda in un solo simbolo DS e Margherita. Ma gli conviene proprio? Alle Europee 2004 si presentarono uniti e la Fed prese il 29.5%, alle regionali di quest'anno, andando divisi in 5 regioni, Ds+Margherita hanno raccolto 6.4 punti in più, il 35.9%.
17/5/05- Le ripetute rivendicazioni (e relativi ricatti) del sequestro della volontaria italiana in Afghanistan, Clementina Cantoni, vengono ritenuti attendibili in quanto chi chiama lo fa dal cellulare della stessa Cantoni. Non si tiene però conto che il cellulare potrebbe benissimo essere stato ceduto a chicchessia.
17/5/05- Berlusconi rifiuta per l'ennesima volta di rinnovare il contratto agli statali, accusando i sindacati di aver fatto richieste troppo esose: aumenti da 111 euro al mese contro una media di 96 del settore privato. E' una bufala. La cifra di 111 è il picco tra gli aumenti delle varie tipologie di statali, la media, che va spalmata ad esempio anche sui lavoratori degli enti locali (la maggioranza del totale), è sui 96-97 euro.
17/5/05- Berlusconi canta vittoria per la rielezione di Scapagnini a sindaco di Catania. Eppure il partito del premier, Forza Italia, ha perso in queste elezioni comunali siciliane due terzi dei suoi voti precedenti.
17/5/05- Clementina Cantoni, la volontaria milanese rapita ieri sera a Kabul, è caduta in mano ai suoi sequestratori ad un orario in cui, secondo una direttiva interna dell'organizzazione per la quale lavorava (Care Afghanistan) datata 9 marzo, in quanto membro dello staff non avrebbe più dovuto circolare per la città. Nè tantomeno passare il resto della serata in un ristorante del centro come si apprestava a fare. Dunque, al momento del sequestro, avvenuto tra le 20.30 e le 21, si stava muovendo per Kabul in violazione di un coprifuoco. Fissato per i dipendenti di Care alle 8 pm (le 20) dal direttore di Care Afgthanistan Paul Barker, come da lui stesso annunciato alla Bbc.
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15/5/05- Altri due italiani quest'anno festeggiano uno scudetto nel calcio: Trapattoni ha vinto quello portoghese col Benfica, Albertini quello spagnolo col Barcellona.
15/5/05- Non è vero che il principe Alberto di Monaco, succeduto al padre scomparso di recente, non abbia figli e dunque eredi. Ne ha due segreti, il primo concepito con la hostess africana Nicole Coste due anni fa, il secondo una bambina una bambina già tredicenne fatta insieme alla cameriera di fast food californiana Tamara Rotolo. Lo rivelano i maggiori tabloid europei. Ma la notizia vera è un'altra: i due eredi al trono del principato sono dei mulatti, essendo le madri una di colore l'altra latina.
14/5/05- La Rai rinuncia all'acquisto dei diritti di trasmissione di parte del mondiale, a favore della pay tv Sky. E' un colpo storico per l'immagine di viale Mazzini e del suo ruolo di servizio pubblico sostenuto dal canone. Ma davvero non c'erano i soldi, come predica il direttore generale Cattaneo? Eppure, appena qualche settimana addietro la tivù pubblica aveva esibito con orgoglio il primo bilancio in attivo da decenni: 120 milioni di euro nell'ultimo esercizio. Usandone anche solo 40 milioni-tanto ha sborsato Sky per le 39 partite in esclusiva- la Rai si sarebbe portata l'intero pacchetto mondiali evitando la figuraccia.
13/5/05- Ancora echi polemici sulla giustificazione di Berlusconi al calo del Pil nei primi tre mesi del 2005. Imputato dal premier all'anticipo delle vacanze pasquali, mentre l'opposizione parla di grande bufala. Chi ha ragione? Gli italiani lavorano meno o più che nel resto d'Europa? Ecco la risposta definitiva. Se invece di calcolare solo i giorni di ferie si sommano a questi anche quelli delle festività, il confronto con buona parte dell'Europa cambia infatti radicalmente: in Austria i giorni liberi sono 38, in Finlandia, Svezia e Portogallo 37, in Danimarca, Francia e Spagna 36, in Grecia e Norvegia 32, e in Italia solo 31.
13/5/05- Infuriano gli scambi d'accuse tra governo e opposizione sull'ipotesi, già avanzata da Bertinotti e ora ripresa da una parte della maggioranza come mezzo per finanziare i tagli all'Irap, di tassare le rendite patrimoniali e finanziarie. Sembrerebbe un atto da bolscevichi, e invece la verità è un'altra: in Italia la tassazione sulle rendite è del 12.5%, mentre in media in Europa è del 20%.
13/5/05- Eliminazione dell'Irap: l'opposizione chiede al governo come rimpiazzerebbero i 33 miliardi di gettito che ne provengono. Ma si tratta di 10 in meno, non 33 bensì 23 miliardi, che verrebbero realmente a mancare: 9.6 miliardi sono infatti una partita di giro del ministero del tesoro, che finisce per incassarli attraverso i versamenti delle pubbliche amministrazioni.
13/5/05- America scioccata per l'esecuzione in diretta, su una tv locale di Los Angeles (Kabc-tv) da parte della polizia, di un ladro in fuga. A costui, nella foga, era sì caduta di mano la pistola, ma non si dice che nel momento in cui i poliziotti gli hanno sparato stava frugando nei pantaloni per estrarne una seconda.
13/5/05- Dall'interrogatorio in tribunale dell'attore di 'Mamma ho perso l'aereo', Makulay Culkin, spesso ospite a casa diMichael Jackson, emerge un particolare inedito sulla camera da letto della rockstar, finita sotto processo per pedofilia. Si tratta di una camera a due piani, ecco forse perchè in tanti riferiscono di averci dormito.
12/5/05- L'anchorman del Tg1 Giorgino cacciato dalla conduzione in video dopo un'intervista in cui stigmatizzava i taraccamenti nei servizi su Berlusconi da parte del suo direttore Mimun (applausi finti al posto di fischi ecc.). Striscia la notizia manda però in onda un servizio taroccato del '97 a firma di Giorgino, in cui si dovrebbe vedere un presunto malvivente albanese brandire un kalashnikov sulla spiaggia degli scafisti: invece ha in mano un beretta del nostro esercito privo del caricatore.
12/5/05- Berlusconi dà la colpa del calo del Pil nei primi due mesi del 2005 (-o.5% rispetto allo stesso periodo del 2004) alla minor produttività dovuta alle vacanze pasquali, quest'anno anticipate rispetto all'anno scorso. In realtà la comparazione Istat è fatta a parità di giorni lavorati, già "depurata" delle ferie in più.
12/5/05- Approvato il dcreto sulla competitività che taglia l'Irap alle imprese. Berlusconi celebra davanti alla platea di Confindustria i "12 miliardi di tagli all'Irap". In realtà per quest'anno a venire sono solo 4, altri 4 sono previsti l'anno successivo e li ultimi 4 in quello dopo ancora. Peccato che questo governo tra un anno decada per ritornare alle urne. Dunque si promettono 8 miliardi di tagli solo fittizi, in quanto previsti sotto governi potenzialmente diversi dall'attuale.
12/5/05- Il Pil Italiano cala dello 0.5% nei primi due mesi del 2005, e Berlusconi si difende dando la colpa alle vacanze pasquali. In effetti secondo i dati dell'International labour oraganization (Ilo) in Italia si fanno più vacanze che in altri Paesi europei (e due giorni di vacanza equivalgono a un calo del Pil dello 0.1%): 7.9 settimane di ferie all'anno per gli italiani, contro le 6.5 del Regno Unito, le 7 di Francia e Spagna; e ancora, 1619 ore lavorate all'anno da un italiano rispetto alle 1707 di un inglese o alle 1807 dello spagnolo.
Tuttavia la statistica non tiene conto dei giorni di mancato lavoro imputabili a malattia, maternità o permessi. Aggiunendo anche questi ai giorni di ferie si arriva in Italia a 10 settimane l'anno, lo stesso che in Germania e praticamente lo stesso che nel Regno Unito (9.9) e in Francia (9.7).
11/5/05- La notizia è stata oscurata da tutti i grandi media. Eppure, nella sostanza, si trattava nè più nè meno di una seconda tangentopoli. In seguito al crack della Parmalat, dagli interrogatori di Calisto Tanzi erano infatti emersi una serie di fondi neri destinati dall'azienda a quasi tutti i maggiori esponenti politici nazionali. I magistrati di Parma ieri hanno rinviato a giudizio Tanzi e i manager del gruppo confermando l'accusa di finanziamenti illeciti ai partiti per 15.9 milioni di euro in 20 anni. Contemporaneamente però, con una decisione quanto meno schizofrenica, sono stati assolti i destinatari di tali fondi: inclusi quelli che hanno confessato d'averli ricevuti, come Prodi, Casini, Buttiglione, Castagnetti. Resta invece in piedi l'accusa al solito Berlusconi, per aver incassato tra il '94 e il 2001 3.5 milioni di finanziamenti dalla Parmalat in favore di Forza Italia. Inutile dire che anche stavolta le notizie su questa tangentopoli bis sono finite di taglio basso nelle pagine interne dei giornali (sul Corriere ad esempio a pag.15), mentre nei Tg sono state censurate del tutto.
***Prodi è estraneo alla tangentopoli 2, perchè in pratica non beneficiò se non in maniera simbolica del finanziamento ai partiti da parte della Parmalat di Tanzi. Il testimone che pareva averlo incastrato ha infatti ritrattato l'accusa di aver incassato finanziamenti per 300.000 euro tra '96 e 2003, riducendo il contributo a 4500 euro totali nel '96, non segnalati in quanto sotto il limite dei 10 milioni di lire previsto allora dalla legge.
11/5/05- Il sindaco Cofferati è uno che non rispetta le promesse? Questo almeno sostengono i sindacati dei dipendenti comunali di Bologna, che si son visti rifiutare il premio produttività stabilito dal predecessore del 'cinese'. La risposta sta nella storia personale dell'ex n.1 della Cgil: il 21 settembre 2002, quando lasciò il sindacato per riprendere il suo posto da semplice impiegato in Pirelli, giurò davanti a frotte di giornalisti che era una scelta di vita definitiva, non un bluff in attesa di proposte per buttarsi in politica. Neanche un anno dopo, il 13 giugno 2003, si trasferiva a Bologna per cominciare l'avventura da Sindaco di Bologna.
11/5/05- Nel balletto sulla concessione degli aumenti ai 3 milioni di lavoratori statali, giudicata dall'asse del nord un ritorno all'assistenzialismo da prima repubblica che accresce invece di tagliare l'idrovora del pubblico impiego, il governo si difende citando i tagli all'organico delle pubbliche amministrazioni inserito nella finanziaria 2005. "Non inferiore al 5% della spesa complessiva per i posti in organico". Una norma cui tener fede entro aprile 2005, pena il blocco totale delle assunzioni. Peccato però che la finanziaria valga solo per i ministeri e gli enti pubblici non economici, cioè solo per il 10% di tutti i dipendenti pubblici.
11/5/05- Il vicepresidente del consiglio e leader di An, Gianfranco Fini, dice che ai referendum sugli embrioni voterà 3 volte sì. Optando dunque per la liceità delle manipolazione a fini terapeutici e procreativi. Una posizione coraggiosa e coerente? Tutt'altro, visto che appena due anni aveva fortemente impegnato Alleanza nazionale perchè il parlamento approvasse la legge 40 (che i referendum vogliono abrogare). E che già nel '99 esprimeva in due lettere al Corriere in risposta a un intervento di Veltroni, la sua totale contrarietà al libero utilizzo degli embrioni.
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11/5/05- Il vicepresidente del consiglio Fini afferma che l'Italia si ritirerà dall'Iraq verso febbraio 2006 "in base al calendario Onu". Secondo la risoluzione 1546 dell'Onu invece, la missione multinazionale scade il 31 dicembre.
10/5/05- Altro che megataglia e caccia vivi o morti ai superterroristi. Il governo di Kabul ha offerto l'amnistia al Mullah Omar (il deposto capo del regime Talebano in Afghanistan, fuggito durante la guerra). Il quale peraltro ha rifiutato.
10/5/05- Si riaccende la polemica sull'aumento ai 3 milioni di dipendenti statali. Da un lato (Lega e Fi) chi sostiene che più di 100 euro sono troppi, dall'altro chi dice che sono adeguati (An e Udc) perchè il contratto è scaduto da troppo tempo. Chi ha ragione? Il contratto degli statali è scaduto sì da oltre 16 mesi, ma in questo periodo l'inflazione ha intaccato gli stipendi a un ritmo del 2.9x100 ogni 12 mesi. Mentre gli statali chiedono un aumento dell'8x100.
10/5/05- Il gatto del nuovo papa tedesco, un soriano di 6 anni, ha un nome molto latino: Chico.
9/5/05- Spopola il film "Le crociate" di Ridley Scott. Ma nella realtà storica i cavalieri che dall'Europa cristiana andavano a combattere i musulmani, durante le battaglie in Terrasanta non indossavano copricapi occidentali e abiti con la croce, bensì turbanti, il burnus (la lunga veste di seta araba) e sopra l'elmo la kefiah. Esattamente alla maniera dei loro nemici.
8/5/05- Forza Italia, attraverso il suo coordinatore Bondi, dà luce verde all'ipotesi di una rielezione di Ciampi alla presidenza della Repubblica, proposta dal centro destra a Prodi. Un segnale di Berlusconi agli alleati, circa la sua indisponibilità a lasciare la politica che conta per accontentarsi di un ruolo onorifico al Quirinale?
8/5/05- Il prossimo 18 novembre inizierà il semestre bianco impostoci periodicamente dalla partecipazione alla Ue. Dunque, se il governo cadesse, il presidente Ciampi fino a maggio (naturale scadenza della legislatura) non potrebbe convocare nuove elezioni, ma solo nominare un nuovo governo "tecnico-istituzionale bipartisan". E forse è a questo che puntano i centristi del Polo, confidando sull'incarico a una personalità loro vicina (lo stesso presidente della camera Casini?), magari per modificare in senso proporzionale la lege elettorale con l'aiuto dei centristi dell'Unione. O per pilotare l'elezione del successore di Ciampi (il cui mandato scade sempre nella primavera 2006).
8/5/05- Il mostro del Circeo Angelo Izzo, tornato a colpire dopo 30 anni, è tornato in carcere a Campobasso. Nello stesso carcere ci sono anche, a scontare le loro pene a pochi metri da lui, il padre e marito delle due donne uccise pochi iorni fa da Izzo, i due complici dell'assassino e il padre di uno dei due complici.
8/5/05- Il Vaticano aveva respinto con sdegno l'indiscrezione supadre Konrad Hejmo, il religioso sospettato si aver spiato papa Wojtyla durante il suo pontificato per conto dei comunisti polacchi. Ora però lo condannano a 3 settimane di vacanza forzata, ammettendo implicitamente la sua colpevolezza.
7/5/05- Obbedì agli ordini del governo italiano il generale Marioli, colui che la sera del 4 marzo avrebbe dovuto avvertire all'aeroporto di Baghdad i colleghi americani circa l'arrivo dell'auto con la Sgrena e Calipari, e che invece insistette con l'ufficiale di collegamento Green perchè non ne parlasse a nessuno. Palazzo Chigi oggi, nel riconfermare Pollari a capo del Sismi, ha aggiunto che "il Sismi operò secondo le direttive del governo, che ne approvò l'operato". Dunque l'input di non avvertire dell'arrivo della Sgrena li americani venne dal governo al Sismi e tramite esso a Marioli.
6/5/05- Assolto il marine americano che era stato ripreso da una telecamera della Nbc, mentre uccideva un iracheno ferito disteso per terra e disarmato nella moschea di Falluja. IL caso fece rande scalpore qualche mese fa. L'assoluzione riconosce tra le regole d'ingaggio dei soldati Usa la possibilità di sparare al nemico che si finge morto. Dunque nel caso specifico si trattò di un semplice errore di valutazione del marine, che riteneva il nemico armato. Ma fu davvero un incidente, e non la prassi? La risposta da un dettaglio che i pezzi su questa vicenda di solito omettono: quel giorno nella moschea di Falluja quello stesso soldato, di nemici che secondo lui si fingevano morti ne uccise non uno ma tre, come ha accertato l'autopsia sui corpi, tutti crivellati dalla pallottole del suo M-16.
6/5/05- Fra un massimo di 23.3 e un minimo di 6.6 milioni di euro. Tanto sono fruttati in riscatti all'industria del terrorismo iracheno i 5 sequestri di italiani nell'ultimo anno. Stando alle indiscrezioni dei più prestigiosi organi di stampa del mondo. Quanto basta per finanziare migliaia di ulteriori sequestri o di attentati kamikaze (a 1000 euro l'uno, secondo il listino prezzi fornito dal colonnello Al Samaraee della Iraqi police), e 5 volte tanto in attacchi alla coalizione (200 euro a colpo).
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6/5/05- L'Italia intera critica gli americani per non avere concesso che i suoi soldati, colpevoli della morte di Calipari, si sottoponessero al giudizio della magistratura militare romana. Sotto mira c'è una postilla, inserita dagli Usa nella risoluzione dell'Onu che autorizza la missione multinazionale in Iraq, in cui si afferma che per qualunque reato i soldati americani possono essere giudicati solo da tribunali nazionali. Ma in realtà anche per i nostro soldati italiani in missione all'estero sarebbe lo stesso: secondo la legge italiana potrebbero essere giudicati solo dalla magistratura militare romana.
6/5/05- Il soldato ispano-americano che sparò a Calipari e ferì la Sgrena, Mario Lozano, non potrà comunque essere indagato nè condannato dalla magistratura italiana. Malgrado un artificio informatico abbia reso leggibile il suo nome, nel documento ufficiale esso infatti era coperto da omissis. E i processi si possono svolgere solo sulla base di documenti ottenuti in modo legale.
6/5/05- Blair ha vinto le elezioni in Gran Bretagna, e tra l'esultanza della sinistra europea comincia così il suo terzo storico mandato. Ma non governerà per i consueti 4 anni. Tra due o tre anni gli subentrerà il suo vice Gordon, molto più conservatore di lui, come prevede la staffetta annunciata prima del voto.
5/5/05- La Cia voleva la testa di Osama in una scatola con ghiaccio e quelle degli altri capi di Al qaeda in cima a picchie conficcate nel terreno. A rivela re gli ordini del capo della missioner cfer Black è uno degli incaricati della caccia nell'Afghanistan del dopo 11 settembre, Gary Schroen.
5/5/05- Il governo giura che riscriverà l'emendamento sul diritto fallimentare, votato nel decreto sulla competitività, che porterebbe Tanzi e Cragnotti a farla franca. Intanto lo approva, ma annuncia che nei decreti attuativi le pene verranno non verranno più ridotte. Ma secondo i giuristi nelle norme di attuazione non possono esserci riferimenti diversi da quelli indicati dalla delega del decreto.
5/5/05- Nasce il primo governo democraticamente eletto della storia irachena. Ma forse non il più onesto: quale ministro del petrolio è stato nominato Ahmed Chalabi, pupillo dei neocons Usa, già colpito da una condanna a 22 anni di lavori forzati in contumacia in Giordania per bancarotta fraudolenta.
5/5/05- La Cassazione chiude definitivamente, senza colpevoli, il processo per la strage di Piazza Fontana. Perchè tanto stupore? Si sa che la Cassazione è solo un giudice di legittimità, non certo la sede per accertare la verità, che emerge nei giudizi precedenti. Il processo che conta, in mancanza di vizi procedurali, è l'appello:nello specifico quello di assoluzione del 2004.
5/5/05- E' polemica sull'inserimento e successiva approvazione, nel decreto sulla competitività, dell'emendamento "salva bancarottieri", che riduce la condanna massiam per un crac societario (come quelli Parmalat o Cirio) a soli 4 anni. Ma il problema non è la lievità della pena, come sembrerebbe dai resoconti dei tigì. Bensì la sua eliminazione totale, ottenuta in maniera surrettizia grazie a una precedente legge del governo Berlusconi che ha ridotto i tempi della prescrizione per i reati finanziari: scatta già dopo 5 anni, elevabili a non più di 7.5. Considerando i tempi medi di un processo in Italia (7 anni), e quelli ancor più lunghi dei grandi processi con centinaia di migliaia di danneggiati, quali Parmalat o Cirio, Tanzi e Cragnotti, quand'anche condannati,avrebbero così la sicurezza di non finire mai in carcere.
5/5/05- Vincita record da 72 milioni di euro all'Enalotto per un gruppo di sistemisti milanesi. Ma durante l'estrazione in diretta tv, milioni di spettatori hanno visto che una pallina è caduta per terra uscendo dall'urna. Una persona si è chinata a raccorglierla e l'ha reinserita a marine dell'inquadratura. Senza controlli nè verifiche. Era la prima volta che veniva usato la nuova macchina elettronica per l'estrazione, dopo anni di bimbi bendati.
5/5/05- Divampa la polemica sulla concessione dei benefici della Legge Gozzini al mostro del Circeo, tornato a colpire durante la semilibertà dalla trentennale condanna al carcere. Da più parti si lega la concessione dei benefici al fatto che Izzo ebbe il ruolo di pentito in vari processi di mafia e di terrorismo nero. In realtà, se anche non si fosse mai pentito, solo tenendo un comportamento esemplare in carcere (evitando le ripetute evasioni di cui si è macchiato), grazie allo sconto per buona condotta previsto dalla legge sarebbe uscito in semilibertà molto prima che negli ultimi mesi.
5/5/05- Il boss Maiorano, padre della ragazzina uccisa dal mostro del Circeo, si dispera sulla tomba della figlia e le scrive una lettera postuma. Lui stesso però qualche anno fa, aveva strappato per sempre un leccese di 17 anni ai suoi genitori, tagliandogli la testa nell'ambito di un regolamento di conti della Sacra Corona Unita.
5/5/05- Dietro i delitti del mostro del Circeo Angelo Izzo, un 'dettaglio' della sua vita psicosessuale che i suoi difensori adoperarono come attenuante ai tempi della prima condanna per ll stupro e il massacro di due donne nel 1975. Izzo è un soggetto ipodotato, ovvero è nato con un pene molto piccolo. Da qui il desiderio di onnipotenza sull'altro sesso e, forse, anche il movente del suo nuovo duplice omicidio su due donne a Campobasso.
5/5/05- I nuovi delitti del mostro del Circeo. Fu proprio su suggerimento di Angelo Izzo (il 'mostro') che il pentito di mafia Pellegriti accusò Lima (il braccio destro di Andreotti) di essere il mandante dell'omicidio Mattarella. Un'accusa cavalcata per anni dalla sinistra forcaiola e dai Dipietristi, rivelatasi invece, nei processi che ne seguirono, una enorme bufala.
5/5/05- Berlusconi alla camera definisce irregolare il posto di blocco a cui fu ucciso Calipari il 4 marzo a Baghdad. Tuttavia in un passaggio del rapporto italiano sulla tragedia, si legge: 'Peraltro il conducente (il maggiore Carpani del Sismi che quella sera era alla guida)era al corrente del fatto che gli americani talvolta ricorrevano a questi tipi di blocchi stradali senza segnali nè cartelli indicatori, definiti "Illegal Checkpoints", nel gergo della comunità occidentale a Baghdad, conosceva le loro modalità operative e sapeva che poteva imbattersi in uno di essi. Calipari e il conducente erano inoltre stati avvertiti dal comandante del corpo multinazionale (Marioli) della pericolosità rappresentata dal personale di pattuglia del contigente americano e del mervosismo recentemente dimostrato ai checkpoints'.
3/5/05- Il battaglione di cui facevano parte anche i soldati che uccisero Calipari, in seguito a un precedente ferimento di un civile presso lo stesso checkpoint, era stato sottoposto a una specifica seduta di istruzione. Nel corso della quale erano stati affrontati l'uso della segnaletica (mancante la sera della tragedia di Calipari), delle luci chimiche (idem), e un particolare accento fu posto sull'impiego graduale della forza per discernere l'intento ostile. Lo rivelano i rapporti della commissione investigativa.
3/5/05- La morte di Calipari fu colpa del generale italiano Marioli, o dei suoi superiori italiani. Nel rapporto italiano sull'uccisione di Calipari si conferma la versione americana del dialogo tra l'ufficiale di collegamento americano Green e il nostro rappresentante quella sera all'aeroporto di Baghdad, incaricato di avvertire il comando (tramite Green) dell'arrivo della Sgrena, Generale Mario Marioli. Anche secondo il documento italiano Marioli si limitò a chiedere a Green se sapeva niente dell'operazione in corso. reen rispose di no, ma che pensava si trattasse delle Sgrena. Marioli gli rispose che era nel giusto, ma agiunse che era meglio che non lo sapesse nessuno. Frase che il capitano Green, aiutante di campo di Marioli, intese come l'ordine del suo superiore di non farne parola ad altri. Dunque fu Marioli, al quale toccava avvertore gli americani, a non farlo. Non è dato capire se lo sbaglio fu suo, o aveva degli oridni in tal senso dall'Italia. Sta di fatto che il suo nome non viene citato nelle ultime tre righe del rapporto italiano, dove si afferma: "E' da valutare aderente alla realtà dei fatti quanto asserito dalla Sgrena, dal conducente della Toyota (maggiore del Simsi Carpani), e dal responsabile del Sismi a Baghdad (Zarconi, presente al fianco di Marioli all'aeroporto)".
3/5/05- Rapporto Calipari versione americana. Da un lato si dà la colpa dell'incidente al fatto che l'auto con gli italiani andava troppo forte, nel suo superamento della Alert line sulla rampa verso la Irish route (tra i 70 e gli 80 km all'ora secondo la dichiarazione del conducente maggiore Carpani, che viene citata come prova nel rapporto). Giustificando così l'operato dei soldati del checkpoint. Contemporaneamente si afferma però quanto segue, dando conto di un esperimento svolto a sorpresa dalla commissione investigativa Usa il 25 marzo (21 giorni dopo la tragedia), con l'obiettivo di determinare la velocità media delle auto che accedevano, nella stessa fascia oraria in cui avvenne l'incidente, alla rampa del checkpoint incriminato: 'tra le 19.46 e le 20.15 su 30 auto civili analizzate, la velocità media di superamento della Alert line (tracciata così come la sera della sparatoria), era di circa 45 miglia orarie (72 km all'ora).
3/5/05- I soldati che spararono a Calipari avrebbero dovuto smantellare il checkpoint molto prima del suo passaggio. L'ambasciatore Negroponte aveva infatti deciso di tornare nella green zone in elicottero,e quindi non era più necessaria la presenza di una pattuglia sulla strada per l'aeroporto. Il comando però non provvide a comunicarglielo. Ragion per cui quei soldati rimasero al checkpoint molto di più (1 ora e 20) di quanto previsto dalla procedura standard. Che, considerato l'alto livello di rischio (e dunque di stress) del compito, impone un cambio della guardia con uomini freschi ogni 15 minuti ai checkpoint statici. Lo afferma il rapporto americano.
3/5/05- La sera in cui fu ucciso Calipari il plotone di guardia al checkpoint era totalmente isolato dall'aeroporto. Non funzionava infatti il sistema telefonico attraverso internet , il Voip, adoperato per le comunicazioni. Dunque, se anche il comando avesse vuluto avvertirli del passaggio dell'auto con gli italiani, non ci sarebbe riuscito. Lo afferma il rapporto americano.
3/5/05- Sotto accusa i benefici della legge Gozzini dopo il nuovo duplice omicidio di due donne da parte del mostro del Circeo Angelo Izzo, in semilibertà per buona condotta. Eppure i detenuti che recidivano tra quelli che beneficiano della Gozzini sono solo lo 0.2%. 104 su 50.000.
3/5/05- Berlusconi anticipa il nome del nuovo partito unico, "Alleanza della libertà". E così tradisce la vera natura del cosiddetto partito: non veramente 'unico', sul modello americano, ma appunto un'alleanza tra sogetti politici comunque separati.
3/5/05- Nel rapporto americano sulla tragedia di Calipari si accusava il maggiore del Sismi Carpani, quella sera alla guida dell'auto con la Sgrena e Calipari, di lenta reazione ai segnali luminosi di stop in quanto stava parlando al cellulare. Non si dice però che l'auto era a cambio automatico, e dunque poteva essere guidata con una mano sola.
3/5/05- Rapporti Calipari. Si è speculato per giorni sulle intercettazioni di telefonate tra i nostri agenti a Baghdad e Roma, in merito alla necesdità di portare il più in fretta possibile in Italia la Sgrena, una volta liberata. Magari per farla partecipare quella sera stessa al festival di Sanremo. Ma nel rapporto degli inquirenti italiani si dice che l'aereo della nostra aeronautica che attendeva la Sgrena la sera della sua liberazione, aveva quale destinazione del piano di volo un Paese dell'area del Golfo, non il rinetro immediato in Italia.
3/5/05- Rapporto Calipari versione italiana. Tutta la colpa viene data all'assenza di segnali o cartelli che avvertissero dell'approssimarsi del checkpoint. E' agli atti che gli americani si giustificarono dicendo: 'i cartelli di quelle unità erano da alcune settimane in mano ai tecnici che avrebbero dovuto coprirne con nastro adesivo alcune parti /frasi giudicate offensive per i civili'.
3/5/05- Il rapporto italiano scagiona i nostri agenti da ogni responsabilità, dando tutta la colpa della tragedia di Calipari all'assenza di segnali che avvertissero dell'approssimarsi del checkpoint, e un errore da stress da parte degli americani. Eppure in un passaggio recita: 'Peraltro il conducente (il maggiore Carpani del Sismi che quella sera era alla guida)era al corrente del fatto che gli americani talvolta ricorrevano a questi tipi di blocchi stradali senza segnali nè cartelli indicatori, definiti "Illegal Checkpoints", nel gergo della comunità occidentale a Baghdad, conosceva le loro modalità operative e sapeva che poteva imbattersi in uno di essi. Calipari e il conducente erano inoltre stati avvertiti dal comandante del corpo multinazionale (Marioli) della pericolosità rappresentata dal personale di pattuglia del contigente americano e del mervosismo recentemente dimostrato ai checkpoints'.
3/5/05- I soldati che spararono all'auto di Calipari, quella sera erano ancora in fase di apprendistato. Li affiancavano gli uomini del battaglione precedente, da cui avrebbero ricevuto le consegne solo il giorno dopo.
3/5/05- Rapporto americano su Calipari. Tra le parti maldestramente oscurate dal Pentagono, fino alla rimozione degli omissis con un semplice copia incolla da parte di un blogger nostrano, c'è la confessione del comando Usa su come vadano realmente le cose in Iraq. Per dimostrare che i soldati sono sotto stress, si cita il numero segreto degli attacchi subiti dalla Coalizione tra luglio 2004 e marzo 2005: 15.257. Più di 3000 solo tra novembre e marzo. Molti di più di quelli ufficialmente dichiarati.
30/4/05- Il capitano Green(ufficiale di collegamento tra italiani e americani nel comando della coalizione) seppe della liberazione della Sgrena venti minuti prima dell'incidente, come testimonia il rapporto Usa. Ma non avvertì nessuno perchè secondo lui il nostro rappresentante più alto in grado nel comando alleato, Generale Mario Marioli, pur annunciandogli dell'arrivo della Sgrena, aggiunse "è meglio se non lo sa nessuno". Per Green era l'ordine di un superiore.
30/4/05- Nel rapporto americano sulla vicenda Calipari si legge che "nessun militare americano senza tema di smentita era stato informato dagli italiani della missione di recupero e trasporto dell'ostaggio fino a dopo l'incidente". In un altro passaggio del documento si dice però: "Il capitano Green (l'ufficiale di collegamento tra italiani e americani nella coalizione) non era stato informato del recupero e trasporto della Sgrena fino a poco prima dell'incidente al posto di blocco 541". Quando? questo viene svelato in un ulteriore passaggio: "Alle ore 20.30 il maggiore generale Marioli(rappresentante italiano nel comando della Coalizione a Baghdad) si avvicinò al capitano Green e gli chiese se il luogotenente colonnello Zarconi (uomo del Sismi nella Coalizione) agli avesse detto cosa stava succedendo. Lui rispose di nò, ma che sospettava si trattasse della Sgrena (..) Il maggiore generale Marioli avvertì soltanto Green in modo che non fosse sorpreso all'arrivo della signrorina Sgrena".
30/4/05- Il maggiore Carpani, alla guida dell'auto con Calipari e Sgrena, ha dichiarato alla commissione americna d'indagine che quando sentì i primi spari d'avvertimento da parte dei soldati Usa ebbe paura di un agguato e dunque, invece che frenare, accelerò per arrivare prima possibile all'aeroporto. Provocando così la tragica reazione del mitragliere americano.
30/4/05- Non era un checkpoint ma un blocking post (posto di blocco) generico da zona di guerra quello che sparò all'auto di Calipari e Sgrena il 4 marzo a Baghdad. Lo chiarisce il rapporto sulla tragedia, versione americana. Dunque i soldati che lo realizzarono non seguivano le procedure previste per i normali checkpoint (cartelli d'avviso, posizionamento visibile al centro della carreggiata). Nè, di conseguenza, le relative regole d'ingaggio, più prudenti rispetto a una situazione considerata bellica a tutti gli effetti.
30/4/05- Secondo il rapporto Calipari, versione Usa, il maggiore Carpani del Sismi, alla guida dell'auto con gli italiani, andò oltre i normali tempi di reazione nel bloccare l'auto perchè al moemnto in cui incrociò il check point stava parlando al cellulare.
30/4/05- Rapporto Calipari, versione americana. Scagionati i soldati che spararono, in quanto (si sostiene) l'auto andava troppo veloce. Ma il punto del documento in cui lo si dimostra è il seguente: "Entrambi, lo specialista e il sergente, hanno percepito che la macchina stava viaggiando 50 km sopra il consentito". Dunque si tratta solo di una percezione soggettiva, niente riferimenti a filmati da satelliti militari (come da indiscrezioni della Cbs) o altro.
30/4/05- Rapporto Usa sul caso Calipari. Il maggiore del Sismi Carpani, alla guida dell'auto con gli italiani la sera fatale, avrebbe detto alla commissione inquirente che pensava di viaggiare a 70-80 km/h al momento in cui incrociò il checkpoint.
30/04/05- Presentato il rapporto americano sulla tragedia in cui perse la vita Calipari. Scagionati i soldati che spararono, perchè (si sostiene) l'auto degli italiani andava troppo forte. Ma in un altro punto del documento si dice anche che proprio al sottopasso allagato che immetteva sulla strada per l'aeroporto (sottopasso di Route Vernon) poco prima del checkpoint, l'auto dovette per forza rallentare: "Mister Carpani, che stava guidando, ha dovuto rallentare per passare sotto Route Vernon".
30/4/05- Sul cammino delle devolution, la riforma federalista voluta dalla Lega, saranno comunque gli italiani a decidere: la rete dei governatori di centro sinistra, che dopo le elezioni di aprile governano quasi tutte le regioni del sud, preannunciando il suo debutto a Napoli il 3 maggio ha anche affermato che presenterà un referendum per abolire le devolution nel caso venisse approvata in via definitiva.
29/4/05- Il partito unico di cui parla Berlusconi non sarà comunque tale: l'eventuale partito unico tra Fi, An e Udc, per avere la speranza di vincere le elezioni dovrebbe sempre fare un'alleanza con soggetti che hanno già rifiutato l'idea di aderire, quali Lega, Psi, la Mussolini, o con chiunque altro si presentasse per racciliere voti nell'elettorato moderato. E lo stesso avverrebbe nell'area del centro sinistra con Rifondazione comunista ecc. Se non si elimina la quota residua di proporzionale nell'attribuzione dei seggi (25%) il bipolarismo perfetto all'americana è impossibile.
29/4/05- Secondo la Cbs, sulla base di indiscrezioni dal Pentagono, un satellite militare americano avrebbe ripreso il filmato della sparatoria in cui è morto Calipari ed è rimasta ferita la Sgrena. Dimostrando che l'auto con gli italiani andava troppo forte, a 96 km/h. Un dato ottenuto sulla base dei meno di 3 secondi passati tra le segnalazioni di stop da parte dei soldati (con luci, a braccia e colpi in aria)e i colpi a bersaglio. E' noto però che i satelliti spia non filmano ma scattano semplicemente delle foto. E tra una foto e l'altra passano decine di secondi. Dunque, come avrebbero fatto a contare i socndi della sequenza tutti di fila?
28/4/05- La commissione Usa sostiene che i soldati che uccisero a Baghdad il capo del Sismi rispettarono le regole di ingaggio. Dunque gli italiani avrebbero avuto tutto il tempo per vedere il posto di blocco, i segnali luminosi di stop, i colpi in aria e poi per terra, le segnalazioni a braccio, e quindi fermarsi. Ecco in cosa consistono queste famose regole secondo la registrazione del satellite americano che filmò la scena, resa nota da fonti del Pentagono alla Cbs: tra il momento in cui la pattuglia vide l'auto e l'inizio della sparatoria passarono meno di 3 secondi (!), ovvero il tempo necessario a un'auto che va a 96 km all'ora per passare da una distanza di 130 metri a una di 42. Quasi un battito di ciglia.
27/4/05- Vi ricordate la scuola di San Giuliano di Puglia, quella della strage dei bambini durante il terremoto del 31 ottobre 2002? L'ingegnere che progetto e dichiarò agibile il secondo piano dell'edificio, poi crollato a causa di macroscopici difetti di costruzione, ha ricevuto l'incarico dal vicino Comune di Larino di responsabile per la sicurezza dei lavori della nuova zona artigianale.
27/4/05- Partito della libertà. Così si chiamerà il partito unico del centro destra proposto da Berlusconi per le prossime elezioni agli alleati, nel discorso d'insediamento del suo governo bis.
27/4/05- Erika, l'assassina di Novi Ligure, sta per entrare in un carcere per adulti dopo aver compiuto il 21° anno d'età, e perciò ha paura. Non è proprio così: entrerà comunque in un carcere dove esiste la sezione "giovani" (21-25 anni), e ovviamente quella femminile. E' una prassi del diaprtumento dell'amministrazione penitenziaria quella di rinchiudere le detenute provenienti dai carceri minorili solo in una sezione occupata da coetanee del loro stesso.
27/4/05- Nel suo primo incontro coi prelati tedeschi Papa Ratzinger ha confessato che avrebbe preferito non essere eletto. Ha paragonato il momento in cui capì che i voti convergevano su di lui come l'avvicinarsi di una ghigliottina, dicendo di aver pregato Dio che non lo eleggessero. Nei suoi ultimi anni, ha aggiunto sperava di poter fare un vita più comoda.
27/4/05- Indiscrezioni di ex della Cia e delle forze armate Usa riferiscono, sulla base dell'intercettazione delle chiamate di Calipari in Italia, prima durante e dopo la liberazione della Sgrena, che la troppa fretta nel rimpatriare l'ostaggio appena liberato aveva un motivo preciso. Permetterle di parlare in diretta, al suo arrivo a Ciampino, all'interno del festival di Sanremo in corso quella sera: un gran colpo per il governo a un mese dalle regionali. Una sola osservazione: se gli americani avevano intercettato Calipari il giorno della liberazione della Sgrena, allora erano ben al corrente della missione, mentre la relazione che scagiona i soldati Usa accusa l'Italia di non averli informati, imputando proprio a questo la tragedia.
27/4/05- Giuliana Sgrena, la giornalista del Manifesto rapita lo scorso febbraio a Baghdad, ha svelato un 'dettaglio' circa la sua liberazione in un'intervista alla collega e icona no-global Naomi Klein: malgrado i media continuino imperterriti a dire il contrario, la strada percorsa dall'auto con a bordo lei e Calipari, non era l'autostrada principale per l'aeroporto, ossia la Irish route definita la strada più pericolosa del mondo da giornalisti, militari e contractors di tutto il mondo. Bensì un'altra secondaria, riservata a diplomatici e alti gradi oltre che off limits per gli iracheni, che dalla green zone porta sempre verso l'aeroporto incrociando la Irish solo al 10° km. Si tratta della via che Saddam utilizzava per raggiungere in totale sicurezza e solitudine l'aerostazione dal suo palazzo. Ad essa possono accedere solo personale accreditato dalle ambasciate e i papaveri della coalizione, in partenza dall'aeroporto o dalla green zone (la zona superprotetta del quartier generale Usa e degli alberghi). Dunque, se anche l'ufficiale di collegamento americano Green, informato dell'arrivo della Sgrena 25 minuti prima della tragedia, avesse provveduto ad avvertire tutti gli eventuali checkpoint del fatto che gli italiani stavano arrivando dalla Irish route, non sarebbe servito a nulla. La pattuglia volante 504 in cui si imbattè l'auto di Calipari -inviata quella sera per proteggere il passaggio dell'ambasciatore Negroponte- non era lì a guardia dell'autostrada principale ma con la missione di "tener pulito" l'accesso della strada secondaria da cui appunto l'ambasciatore sarebbe transitato. Non a caso, nei minuti successivi alla sparatoria, quando Green apprese dell'accaduto, affermò che non c'era alcun posto di blocco 504 sulla Irish route. E, come risulta dal rapporto del generale Marioli e del capocentro Sismi, persino a una sua prima richiesta in tal senso al comando militare sul campo, gli fu risposto 'nessun checkpoint'. I soldati Usa si videro dunque venire incontro un'anonima berlina con targa irachena su una strada riservata ai riconoscibilissimi gipponi blindati con mezzi corazzati di scorta al seguito del corpo diplomatico e dell'esercito.
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27/4/05- Malgrado in termini numerici (ma non in termini assoluti) gli stanziamenti per il sud sotto Berlusconi sono cresciuti rispetto ai governi dell'Ulivo, l'attuale esecutivo non ha comuqnue mantenuto la promessa contenuta nel suo programma del 2001: portare al 45% del totale nazionale i fondi per il meridione. A fine 2003 era sotto il 38%, in calo dal 40.4% di inizio 2001.
27/4/05- L'opposizone accusa il governo di alterare il dato dei fondi per il sud includendo nella somma anche gli aiuti comunitari per le aree depresse. Stavolta il regolamento Ce 1260 del Consiglio per i fondi strutturali, art.11, gli dà ragione, poichè prescrive ai governi nazionali di considerare aggiuntivi gli stanziamenti europei, e di non usarli come un pretesto per ridurre quelli nazionali sostituendoli con quelli assegnati da Bruxelles. ESso recita infatti: per assicurare un reale impatto economico gli stanziamenti dei fondi non possono sostituirsi alle spese a finalità strutturali pubbliche o assimilabili dello stato membro".
27/4/05- Nel rapporto degli americani sull'uccisione del nostro 007 Calipari a Baghdad, avvenuta la sera della liberazione della Sgrena, si afferma che il proiettile fatale "colpì la regione parieto-occipitale con traiettoria da dietro verso avanti". Il che vuol dire secondo gli estensori del rapporto l'auto di Calipari non si era fermata prima di raggiungere il checkpoint, come sostenuto dalla Sgrena e dal guidatore del Sismi maggiore Corsaro.
Non si accorgono però che da questa deduzione balistica discende anche altro: se i soldati spararono all'auto quando essa aveva già superato il checkpoint (e lo dimostra il proiettile che arriva nella testa di Calipari da dietro e non dal lato o da davanti), vuol dire allora che fu fatto fuoco quando non c'era già più pericolo per gli uomini del posto di blocco, visto che la Toyota Corolla era sfilata senza esplodere.
27/4/05- Nel colloquio con Prodi durante l'anniversario della liberazione, Berlusconi gli ha proposto di appoggiare una riforma elettorale che abolisca la residua quota proporzionale del 25x100 nell'attribuzione dei seggi. Dunque un passaggio al maggioritario puro. Il premier ha poi spiegato alla camera che con l'attuale sistema semimaggioritario le coalizioni finiscono sotto scacco dei partitini minori. Ma nel 1999 fu proprio Forza Italia a non sostenere il referendum che aboliva la quota proporzionale, per il quale non si raggiunse appunto il quorum.
26/4/05- Se si tiene conto dell'inflazione e si calcola il dato in rapporto al Prodotto interno lordo, invece che in astratto, i fondi stanziati per il sud sotto Berlusconi sono gli stessi che negli anni dell'Ulivo: il 6.5-7% del Pil.
26/4/05- Polemica sulle risorse al sud. La sinistra accusa il governo di barare sulle cifre, affermando che la crescita statistica degli stanziamenti per il sud sotto il governo Berlusconi, rispetto agli anni dell'Ulivo, deriva dal fatto che vengono conteggiati gli aiuti europei, il cui utilizzo da parte delle regioni meridionali si è raddoppiato negli ultimi anni. E invece i fondi del centro destra per il mezzogiorno sono più alti anche senza contare i fondi Ue: la somma di risorse ordinarie e aggiuntive, indipendentemente dalle risorse Ue, supera ampiamente negli anni di Berlusconi l'analoga somma del triennio 98-2000. Nel '98 era di 15 miliardi, oggi si avvicina ai 20. Inoltre i fondi comunitari sono sempre soldi nostri: secondo gli ultimi dati disponibili l'Italia versa all'Ue 1.977,9 milioni di euro l'anno in più di quanto riceva. Semplicemente, fino a qualche anno le regioni meridionali sfruttavano solo per meno della metà tali aiuti europei alle aree sottosviluppate.
26/4/05- Divampa la polemica, tra le fila dell'opposizione e anche della stessa maggioranza, sulla proposta (fraintesa) di Tremonti di vendere le spiagge. Il solito teatrino virtuale: Tremonti non potrebbe mai venderle perchè per la costituzione il demanio è inalienabile. Inoltre, per legge, le spiagge non sono di competenza del governo ma degli enti locali.
26/4/05- Berlusconi, nel presentare il programma del suo nuovo governo alla camera, annuncia l'abolizione dell'Irap. In realtà è l'Europa a costringerci a farlo in ogni caso, avendo giudicato questo tipo di tassa sul lavoro incompatibile con la normativa comunitaria. L'ingiunzione ad abolirla è arrivata da parte di Bruxelles solo qualche settimana fa.
26/4/05- Berlusconi annuncia che andrà alle prossime elezioni col partito unico del centro destra: tra i partiti cui chiede di entrarci ci sono anche i radicali.
26/4/05- La famiglia Agnelli perde la proprietà della Fiat: le quattro maggiori banche italiane annunciano che convertiranno in azioni, come da contratto, i loro prestiti che Corso Marconi non riesce a ripagare. Avranno il 27% del gruppo, contro il 22% degli Agnelli.
26/4/05- Tremonti sotto tiro per aver proposto la vendita delle spiagge italiane in un'intervista al Tg5. In realtà si riferiva al prolungamento delle concessioni demaniali che già esistono (sono più di 20.000). E di cui proponeva l'allungamento dagli attauali 6 anni di media, per convincere i beneficiari ad investirci.
26/4/05- Il discorso programmatico d'insediamento del governo Berlusconi alla camera è stato trasmesso in diretta sulla Rai (2). Quello con cui qualche giorno fa si dimise al senato prima di recarsi al Quirinale, non fu trasmesso da alcuna rete italiana.
26/4/05- Nasce il Berlusconi bis alla camera. Ma gli Udc, unici nella maggioranza, e Follini in particolare, non applaudono al discorso programmatico d'insediamento.
26/4/05- Il Berlusconi bis nel giorno del suo debutto in parlamento fa il mea culpa su statali e sud: aumenteremo le risorse, dice il premier, ammettendo che le elezioni sono state perse per la scarsa attenzione in quei due settori. E invece le cifre rivelano che il governo Berlusconi ha speso di più per statali e sud dei precedenti dell'Ulivo, altro che disattenzione. Per gli statali nel quadriennio 98-01 per i rinnovi contrattuali l'Ulivo spese 9.4 miliardi di euro, in quello 01-05 La Cdl ha stanziato 11 miliardi. Quanto al sud, la spesa in conto capitale delle pubbliche amministrazioni per il sud fu di media di 16.4 miliardi l'anno nel '98, '99, 2000, salita a 20.4 nel 2001-02-03, a 21 nel 2004, a 22.7 nel 2004.
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25/4/05- Colloquio di 10 minuti tra Berlusconi e Prodi alle celebrazioni della liberazione. I tg lo descrivono come un semplice incontro a livello umano, cordiale. Non dicono che è stato Berlusconi ad avvicinarsi per cercare di convicerlo a votare un'eventuale riforma della legge elettorale.
25/4/05- Il papa nomina il Cardinale nigeriano Arinze al posto che era suo prima di diventare pontefice (vescovo di Velletri-Segni). Un indizio sulla sua successione?
24/4/05- Si ricompone almeno per ora lo scontro tra Follini e Berlusconi. I grandi giornali lo imputano alla litigiosità tipica dello spirito italico. Invece è frutto del sistema elettorale imperfetto: una volta è la Lega, un'altra i comunisti. Stavolta l'Udc, pur raccogliendo alle ultime politiche del 2001 il 3.5% dei voti, ha ottenuto 39 deputati alla camera, molti di più di quanti gliene spettavano. E' colpa di un sistema uninominale che non dà un premio di maggioranza al partito che prende di più, secondo la formula classica all'inglese che gli italiani pensavano di aver introdotto col referendum Segni nel '93. Il decreto legge Mattarella, votato qualche mese dopo quel referendum che come impone la costituzione era solo abrogativo, riscrisse la legge elettorale creando un'inefficace ibrido. In cui qualunque partito che non raggiunga il 51% dei voti, ha bisogno di allearsi (cedendo quindi collegi) anche con piccoli partitini, che poi tenono sotto scacco il parlamento.
***Comunemente si crede che il difetto dell'attuale legge elettorale sia il fatto che solo il 75% dei collegi viene aggiudicato col sistema uninominale, mentre il restante 25% ancora col proporzionale. In realtà a salvare un po' questa legge è giusto il proporzionale: senza di esso i partiti con più voti sarebbero ancora meno rappresentati in parlamento, e dunque ancor più sotto ricatto dei partiti minori.
23/4/05- Landolfi subentra a Gasparri come ministro delle comunicazioni. Da capo delle commissione di vigilanza parlamentare sulla Rai, nel 2000 aveva fatto una raccomandazione in favore della giornalista Marilù Lucrezio presso l'allora direttore del Tg1 Gad Lerner. A rivelarlo lo stesso Lerner, che il giorno delle sue dimissioni andò in tivù sventolando il bigliettino autografo con la richiesta di Landolfi.
23/4/05- Zacarias Moussaui, l'unico imputato finora per le stragi dell'11 settembre, si dichiara colpevole e rischia così la pena di morte. Ma il tribunale americano che lo sta processando lo accusa di essere uno dei dirottatori delle torri gemelle, che non partecipò all'azione solo per un caso. Mentre lui sostiene di essersi allenato a dirottare un aereo contro la Casa bianca con un altro gruppo, diverso da quello dell'11 settembre. Un piano che non arrivò mai alla fase operativa.
23/4/05- Storace da oggi ministro della salute al posto di Sirchia: l'esponente di An aveva perso il suo posto da governatore alle elezioni nel Lazio, proprio per la sua gestione della sanità in quella regione. Sotto il suo governo il deficit sanitario laziale è diventato uno dei più corposi d'Italia, obbligandolo, primo al mondo, a cartolarizzare gli ospedali. Una pratica che ha valso alla regione il triplice declassamento nel rating da arte di Moody's, Standard and poor's e Fitch.
23/4/05- Nasce il ministero per lo sviluppo e la coesione sociale, affidato al siciliano Miccichè. Inteso come un ministero per il mezzogiorno che bilanci l'asse del nord che ha fatto perdere le elezioni. Peccato che questo nuovo ministero sia senza portafoglio...
21/4/05- Rese note le motivazioni della sentenza del processo Sme, che assolse Berlusconi lo scorso dicembre. L'impianto accusatorio era basato sulle testimonianze di Stefania Ariosto, che ha riferito d'aver assistito al pagamento di bustarelle ai giudici a casa di Cesare Previti: i giudici affermano che la teste non ha mai saputo descrivere l'interno della casa di Previti, ergo non c'è mai stata. Franato a priori anche il movente economico della presunta corruzione perpetrata dal cavaliere: è la sentenza della corte suprema-scrivono sempre i giudici-che impedì l'attribuzione della Sme a De Benedetti, non certo la sentenza di primo grado emessa dal giudice Filippo Verde (il presunto corrotto). Come è pututo durare per 8 anni un processo fondato su due pilastri che fin da subito si rivelarono inesistenti?
20/4/05- Ordinava agli altri di partire per fare la jihad in Iraq, ma quando suo figlio ha deciso di prenderlo in parola (lo comunicava in un bilietto d'addio), preso dal panico ha fatto di tutto per bloccarlo. E' successo al saudita Salman al-Odeh, lo sceicco che ha emesso la fatwa che impone a tutti gli islamici di combattere il satana americano in Iraq. Il figlio è stato rintracciato in tempo a un centinaio di km dal confine iracheno (dichiarando che era solo uno scherzo al padre).
20/4/05- Gli attuali alleati della Casa della libertà rimarranno tali anche alle prossime elezioni perchè ci sono costretti: secondo una simulazione di Roberto D'Alimonte se si votasse oggi la Cdl senza la Lega perderebbe 52 seggi, senza Udc 49, senza An 159.
20/4/05- La benzina in Italia è la più cara dell'intera Europa a 25: abbiamo un differenziale sulla media Ue del +0.06 euro (115 lire).
20/4/05- Nella battaglia in corso per il controllo di alcune banche italiane fra gruppi stranieri e Bankitalia c'è in gioco ben più dell'internazionalizzazione di qualche istituto di credito. Il rischio è che se si apre la porta alle acquisizionei da parte degli stranieri, in pochi anni lo stesso capitale della Banca d'Italia diventi a maggioranza estera. In quanto sono le principali banche private italiane a detenerlo, in fragrante violazione dello statuto (art.3 ultimo comma) della nostra banca centrale.
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20/4/05- Finalmente un papa pacifista. Così la sinistra ha commentato la scelta da parte di Ratzinger del nome di Benedetto. Ispirata secondo tutti i commentatori al precedente di papa Benedetto XV, passato alla storia come il papa della pace per aver definito la prima guerra mondiale una strage inutile. Ma a giudicare dai discorsi e dal catechismo da lui redatto, il nuovo papa è tutt'altro che un pacifista. E' anzi il teorico ufficiale della moderna visione cattolica della guerra giusta.
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20/4/05- La profezia di Malachia ci aveva preso: si parlava di un papa eletto nella "gloria dell'olivo". Ebbene, i benedettini sono definiti anche olivetani, perchè hanno diffuso la coltivazione dell'olivo in Europa. E il nuovo papa è un Benedetto.
19/4/05- Il neo papa Ratzinger aveva chiesto più volte al suo predecessore di poter lasciare la carica cardinalizia per problemi di salute (al cuore). Al pari del suo rivale progressista Carlo Maria Martini (Parkinson e diabete). Martini fu accontentato, Ratzinger no. Ecco entrambe venivano considerate candidature solo di bandiera per coagulare voti su latri. E perchè nessuno poteva prevedere l'elezione del tedesco, o meglio il fatto che lui la accettasse.
19/4/05- La profezie di Nostradamus sull'elezione del papa era sbagliata: secondo i più accreditati interpreti avrebbero dovuto eleggere un nero (il nigeriano Arinze).
19/4/05- Eletto papa Ratzinger. Il quale fece parte della gioventù hitleriana, e militò nell'esercito della Germania nazista. Disponendo trappole anti carro armato al confine tra Austria e Ungheria e prestando servizio in un'unità antiaerea a guardia di una fabbrica di motori per bombardieri della Bmw a Monaco, in cui venivano impiegati i prigionieri del campo di concentramento di Dachau. I suoi critici gli rimproverano di non aver scelto l'obiezione di coscienza, come altri fecero pur tra mille ritorsioni. Quelle che invece subì per il suo antinazismo suo proprio padre Joseph, che sofrì molto nel vedere i suoi due figli arruolati nella Hitler jugend.
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18/4/05- I bookmakers inglesi (sito Paddypower.com) danno come più probabile nome scelto dal nuovo papa, chiunque sarà, quello di Benedetto. La quota è di 3 a 1.
18/4/05- Nel conclave appena aperto, in seguito alla defezione di due cardinali extraeuropei per motivi di slaute, quelli del vecchio continente sono la maggioranza. Forse un indizio della probabile elezione di un papa europeo.
18/4/05- Tutti i giornali hanno titolato sulla prima condanna ufficiale della Cuba di Castro in seno alla commissione sui diritti umani dell'Onu. Nessuno ha aggiunto che nella stessa riunione è stato condannato anche Israele per le condizioni di vita nei territori occupati, la costruzione del muro e l'uso della violenza contro civili palestinesi.
18/4/05- Durante una delle riunioni a porte chiuse di questi giorni di crisi, Berlusconi ha svelato ai suoi quale potrebbe essere la formula elettorale per il 2006 senza l'Udc: "vogliono sfilarsi? Faremo la Casa delle riforme, con noi, An e la Lega, e il ruolo dell'Udc lo facciamo ricprire alla nuova Dc di Rotondi".
18/4/05- Nella lettera a Berlusconi in cui l'Udc garantiva di riconfermargli la fiducia, se avesse accettato di dimettersi per fare un governo bis, non c'era alcun riferimento alla riconferma del cavaliere quale candidato della Cdl per il 2006. Per questo al premier non bastava, e non ha voluto dare soddisfazione immediata alle richieste di Follini, mettendo in atto la "sorpresa" dellle mancate dimissioni al Quirinale.
18/4/05- Alla vigilia dell'elezione di un nuovo papa, si tessono le lodi del grande Wojtyla. Col suo carisma ha fatto folle di proseliti, si sostiene unanimemente. Ma i dati dell'ufficio statistico vaticano per l'Italia dicono il contrario, nel confronto tra 1991 e 2001: chi frequenta la messa settimanale è passato dal 39.2 x100 al 34.8x100, le ordinazioni sacerdotali da 547 a 492 l'anno, i matrimoni religiosi da 257.000 a 190.000, i battesimi dall'89.9x100 all'86.1x100, gli iscritti alle scuole secondarie cattoliche da 243.000 a 143.000 ecc.
18/4/05- I giornali hanno linciato per giorni il presunto autore del lancio del bengala contro il portiere milanista Dida, passato sulle tivù di tutto il mondo come "la vergogna di S.Siro". Spiegando che era lo stesso che lanciò un motorino qualche tempo fa sempre dalle tribune del Meazza. In realtà nel filmato del lancio del motorino nel 2001 lui si trovava nelle gradinate inferiori, quelle sulle quali la moto piombò: sfortuna volle che fosse fotografato mentre dava un calcio all'oggetto piovutogli addosso. Viene fuori inoltre che sempre questo ultrà interista, Matteo Saronni, era già uscito dallo stadio al momento del lancio del bengala, come testimonia una sua chiamate dal cellulare ad amico, del cui orario è rimasta traccia. Se ne era andato dopo la fine del primo tempo, e dunque c'è stato un altro errore di persona. I media però stavolta non sparano la notizia.
18/4/05- Rese note le ultime parole del Papa prima di morire: disse ai medici "lasciatemi tornare al padre". Ma la Chiesa non era contro l'eutanasia?
18/4/05- Ciampi irritato dalle mancate dimissioni di Berlusconi, avrebbe preferito l'apertura formale della crisi in seguito al ritiro dei ministri Udc, giudicato dal Quirinale una modificazione importante dell'assetto governativo . Eppure proprio quando Ciampi era presidente del consiglio, nel 1993, Pds e Verdi ritirarono 5 ministri (per protesta contro la mancata autorizzazione a procedere contro Craxi). E Ciampi non si dimise.
18/4/05- Il figlio di Carolina non sarà in futuro l'erede di Alberto di Monaco alla guida del principato: il figlio del defunto Ranieri ha infatti una figlia segreta, la tredicenne Jazmin Grace Grimaldi, figlia di una cameriera californiana
18/4/05- Berlusconi non si dimette e l'opposizione grida allo strappo istituzionale, accusando il premier di non rispettare le procedure. Invece è tutto perfettamente legale: secondo l'art.94 della costituzione, la crisi di governo si può aprire in seguito al venir meno della maggioranza, ossia se un decimo dei componenti della camera firma una mozione di sfiducia. Finchè essa non è presentata e votata in parlamento, l'esecutivo non è obbligato a dimettersi.
18/4/05- Berlusconi dice non mi dimetto, "perchè è stato il popolo a darmi l'incarico", alludendo al fatto che alle politiche 2001 sul simbolo del centro destra c'era scritto il suo nome. Ma la costituzione non era ancora stata cambiata (la riforma che introduce il premierato legando i destini della maggioranza e del capo del governo, è di qualche settimana fa). Dunque a norma di legge la Coalizione del centro destra avrebbe potuto benissimo indicare un'altro premier o cambiarlo durante la legislatura. L'importante, agli occhi del presidente della repubblica, è solo che non muti la maggioranza, ossia che il primo ministro (chiunque egli sia) ottenga la fiducia.
18/4/05- Grossa "sorpresa" di Berlusconi, che sale al Quirinale ma non si dimette, come da precedente accordo con Udc e An. Ma quale sorpresa?! Il premier l'aveva detto già da due giorni che non si sarebbe dimesso. La dichiarazione era su tutti i siti dei maggiori quotidiani.
18/4/05- Non ci saranno più le elezioni anticipate: Berlusconi, uscendo dal colloquio con Ciampi, ha affermato che andrà alla camera non subito ma "in settimana", dunque non ci sarebbe più il tempo tecnico per convocarle entro fine giugno. Ergo, Berlusconi accontenterà l'Udc, dimettendosi.
18/4/05- Si imputa alla Lega di aver fatto perdere le regionali al centro destra per la devolution. E invece la riforma federalista firmata dal Carroccio ha attenuato la devoluzione di materie legislative esclusive alle regioni, rispetto a quelle previste dalla riforma del titolo quinto varata dall'Ulivo appena prima del voto alle politiche 2001. Introducendo per giunta ilo riferimento alla salvaguardia dell'interesse nazionale che in quella mancava.
18/4/05- Follini ha commissionato prima di aprire la crisi di governo un sondaggio alla Lorien consulting, chiedendo quale sarebbe stato il risultato elettorale dell'Udc in caso di uscita dal governo ed elezioni anticipate: + 5% è stata la risposta.
18/4/05- I due rivali, al centro della crisi di governo, sono il più ricco (Berlusconi) e il meno abbiente (Follini) tra i parlamentari.
18/4/05- In teoria, secondo il diritto canonico, il conclave può eleggere papa qualunque semplice battezzato. Anche un laico. Che in caso di elezione diverrebbe automaticamente vescovo.
18/4/05- Oggi inizia il conclave. In origine il fatto di tenere sotto chiave i cardinali non fu determinato da esigenze di riservatezza, ma dal fatto che i cardinali, ospiti della Roma bene a Viterbo, si trovavano così bene da allungare alle calende greche il periodo delle votazioni. I fedeli decisero quindi di chiuderli a chiave finchè non fossero usciti col nome del nuovo pontefice.
17/4/05- Secondo i grandi media in Iraq i sunniti hanno sequestrato gli sciiti di un'intera cittadina, Madaen, per costringere i rivali ad abbandonarla. Gli uomini di Zarkawi però dal web gridano che è tutta una montatura dell'esercito per occupare la zona. Chi ha ragione? Fonti di polizia totalmente oscurate dalla stampa, in realtà quantificavano gli ostaggi in soli 3.
16/4/05- Secondo la costituzione, teoricamente il presidente della repubblica (Ciampi) potrebbe risolvere in completa autonomia la crisi nel governo tra Berlusconi e Follini: decidendo tutto da solo di respingere le dimissioni dei ministri Udc, o anche quelle eventuali del premier, o ancora sciogliendo le camere per andare al voto o per affidare l'incarico di primo ministro a un altro.
16/4/05- Il piano di Berlusconi e di chi nella Cdl sta subendo lo strappo dell'Udc, è quello di salire lunedì da Ciampi con la firma di Follini in calce al patto per un Berlusconi bis, e concludere il tutto con il voto di fiducia alla camera entro martedì-mercoledì. Ma così non ci sarebbe il tempo materiale per Ciampi di fare il giro di consultazioni con segretari ed ex presidenti come la legge prevede. Sorge dunque il sospetto che, una volta fatto firmare Follini, Berlusconi intenda puntare a un semplice rimpasto di ministri senza crisi di governo: potrebbe essere proprio questo il vero motivo della disputa con l'Udc, il motivo per cui Follini non ha ancora voluto firmare. Vuole prima esser sicuro che il premier poi vada realmente a dimettersi.
16/4/05- Da oggi in vigore le draconiane misure volute dal ministro Pisanu per arginare la violenza negli stadi (interruzione della partita in caso di disordini e incidenti anche minimi). Eppure non cambiano leggi paradossali: portare bengala e fumogeni nello stadio non è reato, lo è solo usarli a fini violenti; nemmeno l'invasione di campo è reato, lo è solo se "pericolosa".
15/4/05- Tra le varie cose dette da Berlusconi durante la riunione di maggioranza in cui s'è consumato lo strappo dell'Udc, ce n'è una molto importante passata sotto silenzio: nella foga del discorso il premier ha indicato chi ritiene essere il proprio successore alla guida del centro destra, il ministro degli interni Pisanu.
15/4/05- Il congedo di Placanica ha riacceso le accuse reciproche fra destra e sinistra sulla morte di Carlo Giuliani nel G8 di Genova. Ma due fatti essenziali vengono sempre dimenticati quando si parla della vicenda. 1)Quando Placanica sparò, Giuliani stava partecipando ad un attacco violento assieme ad altri compagni alla jeep dei carabinieri in cui il suo uccisore sedeva: mentre altri con una trave cercavano di rompere i vetri dell'auto, Giuliani tentava di scagliare un pesante estintore all'indirizzo dei suoi occupanti. 2)Indipendetemente dallo sparo, la jeep, non guidata da Placanica, calpestò inavvertitamente in marcia indietro il corpo Giuliani dandogli il colpo di grazia.
15/4/05- Il carabiniere che uccise Carlo Giuliani al G8 di Genova, Mario Placanica, è stato congedato d'ufficio dall'Arma per sopragiunta inidoneità psicologica. Ma in casi come questo di solito si ricorre a una sistemazione in ufficio non al congedo. Quello che ha determinato tanta severità è stata un'intervista al tg1 in cui Placanica sosteneva di non esser stato lui ad uccidere Giuliani ("Ho sparato in aria, ho coperto responsabilità di altri"). Ciò che ritiene anche il padre del ragazzo ucciso, Giuliano Giuliani.
15/4/05- L'amnistia, chiesta da Papa Wojtyla e calendarizzata in parlamento grazie allo sciopero della sete di Pannella, potrebbe diventare l'ennesima legina ad personam per Berlsuconi e i suoi amici. Qualora la corruzione non venisse esclusa dai reati punibili con pene fino a 4-5 anni, beneficiati dal provvedimento (ove approvato). Le solite paranoie contro il premier? No, perchè la proposta sull'amnistia sponsorizzata al senato dal centrodestra e formalizzata dai senatori a vita, prevede l'amnistia "per tutti i reati non finanziari compiuti entro il 31 dicembre 04, per cui è stabilita una pena detentiva non superiore a 5 anni". Dunque la corruzione non è esclusa.
15/4/05- Finalmente Berlusconi si tradisce. Durante la litigata con Follini che annunciava lo strappo, si è lasciato sfuggire la seguente frase:"uno come me che ha un patrimonio di 20.000 miliardi deve trattare con gente come voi. Ma visto che sono generoso quando sarò alle Bahamas vi manderò una cartolina". Dunque il premier controlla ancora il gruppo da cui sosteneva di essersi separato per non dare adito a conflitti d'interesse.
15/4/05- Follini apre la crisi e Berlusconi si sfoga: "si comporta come se fosse un nemico, non un alleato". Ma lo scopre oggi? Avrebbe fatto meglio a ricordarsi, prima di stringere alleanze con lui, di quando Follini, da consigliere d'amministrazione della Rai tra 1986 e 1993, tuonava contro l'allora Fininvest e il suo boss Berlusconi negli anni della guerra totale tra tivù private e tivù pubblica.
15/4/05- Berlusconi afferma che non accetterà mai un Udc con un semplice ruolo di appoggio esterno, in quel caso meglio tornare alle urne. Eppure Follini prometteva appoggio su tutti i provvedimenti del nuovo programma di svolta annunciato dalla Cdl per la fine della legislatura, dai provvedimenti sulla competitività a quelli per sud, famiglie, salari. Ma a preoccupare Berlusconi è l'approvazione della devolution cara alla Lega, che l'Udc avrebbe avuto libertà di non votare. Senza sicurezze sulla devolution sarebbe la Lega ad aprire la crisi al posto dei centristi.
15/4/05- L'Udc chiede un atto di discontinuità forte. ossia che Berlusconi si dimetta e torni in parlamento con una nuova squadra e un nuovo programma per formare un governo bis. Ma il cavaliere non ci sta: perchè teme che la sua maggioranza non gli rivoti la fiducia, facendolo cadere a favore di un nome nuovo (Casini? Fini? Letta?). E' per questo che insiste tanto sul fatto che Follini firmi un nuovo patto d'alleanza prima del passaggio parlamentare, minacciando altrimenti il voto anticipato.
15/4/05- Follini ci mette la faccia aprendo la crisi ritirando i ministri Udc dal governo. Ma non bisogna dimenticare che l'esponente più rappresentativo dell'Udc è il presidente della camera Casini (sposato alla figlia del palazzinaro romano e mecenate dei rivali di Berlusconiani Caltagirone), che si tiene defilato ma è il vero puparo dell'operazione.
15/4/05- Da indiscrezioni nel rapporto preliminare americano sulla morte di Calipari si afferma che i soldati Usa hanno seguito tutte le regole d'ingaggio. E quella di sparare al vano motore invece che agli occupanti? Dalle foto dell'auto su di esso non si vedono colpi.
14/4/05- Almeno nel Lombardo-Veneto la Casa delle libertà sostiene di aver vinto alle regionali di due settimane fa. Ma in queste due regioni ha perso 823.000 (700.000 solo in Lombardia) del totale dei voti ceduti (oltre 1.800.000)
14/4/05- Dopo la sconfitta alle regionali Berlusconi e i suoi dichiarano di voler rilanciare la Coalizione rinsaldandone l'unità attraverso la nascita di un partito unico (partito popolare) tra Fi e Udc. Ma non era proprio con l'Udc che il premier ha registrato in questi 4 anni maggiori dissensi e divergenze d'opinione sul programma? Vedi l'asse del nord Fi-Lega contro quello del sud rappresentato appunto dall'Udc.
14/4/05- L'amnistia chiesta da Papa Wojtyla è stata calendarizzata in parlamento in seguito allo sciopero della sete di Marco Pannella. Ma è davvero utile vararla? Con l'indultino di un anno fa, su 6000 detenuti scarcerati 1500 sono poi tornati a commettere reati e dunque in galera.
14/4/05- La tragedia di Calipari avvenne alle 20.55 ora di Baghdad. Si è sempre detto che si era ancora lontani dal coprifuoco alleato, che scattava alle 22.30. Tuttavia chiunque abbia percorso quella strada sa che appena cala il buio si svuota, ed è deserta già da un paio d'ore prima del termine. Gli iracheni sanno bene che gli attacchi contro gli americani si verificano generalmente col favore delle tenebre dopo l'imbrunire, e che da quel momento, indipendentemente dall'orologio, i soldati Usa hanno il grilletto facile. Non a caso i driver iracheni rifiutano incarichi serali. E' l'unico modo per non rischiare, visto pure che le modalità del coprifuoco sono state più volte ritoccate con brevissimo preavviso nell'arco degli ultimi mesi, e anticipate alle 19 in coincidenza con le elezioni. Durante la liberazione delle due Simone, cui Calipari partecipò, il coprifuoco non era ancora in vigore, è stato introdotto il 9 novembre.
14/4/05- La Nbc anticipa che nel rapporto preliminare degli americani sulla morte di Calipari e il ferimento della Sgrena, avvenuti a Baghdad poco dopo la liberazione della giornalista del Manifesto: i soldati che spararono vengono totalmente scagionati, in quanto non informati circa l'arrivo dell'auto con gli italiani. A Roma scoppiano infinite polemiche, e i due connazionali che partecipano alla commissione mista d'inchiesta si rifiutano di sottoscrivere il documento. Nessuno sembra però essersi accorto che se anche la pattuglia americana fosse stata informata, si sarebbe aspettata che l'auto con Calipari e Sgrena arrivasse dalla strada per l'aeroporto, su quei 17 km della tristemente famosa Irish route in partenza dalla zona verde. E non di vederseli sbucare da un sottopasso urbano (quello di Ameriya) che incrocia la strada per l'aeroporto solo a poche centinaia di metri dal grande checkpoint automatizzato (senza personale) e a 5 km dall'ingresso dell'aerostazione. Il generale Marioli e il capo centro del Sismi dichiarano di aver avvertito l'ufficiale di collegamento Usa dell'arrivo dei connazionali, ma senza specificare che non sarebbero giunti dalla via maestra. La pattuglia peraltro non si trovava esattamente sulla strada per l'aeroporto, ma proprio di guardia all'incrocio tra il sottopasso e la Irish route, al fine di tenere 'pulita' quest'ultima per il passaggio dell'ambasciatore Negroponte. Per questo l'ufficiale di collegamento americano Green, appena dopo la tragedia smentì che vi fosse un cechkpoint sulla strada per l'aeroporto.
14/4/05- Berlusconi vende il 17% delle azioni di Mediaset. Non lo fa per liberarsi del conflitto di interessi (mantiene il controllo dell'azienda col 34%), nè per monetizzare in vista della campagna elettorale. A spaventarlo è l'eventualità, più che probabile dopo il crollo alle regionali, di una vittoria alle politiche (anticipate o tra un anno) da parte del centro sinistra. Con l'Unione al governo verrebbe abolita la legge Gasparri e con essa al possibilità per il Berlusconi politico di attingere alle casse di Mediaset.
14/4/05- Anche quest'anno Berlusconi risulta nelle cifre diffuse dalla camera il parlamentare più ricco: 12.7 milioni di euro nel 2004. O almeno questo è ciò che dichiara. Perchè secondo le classifiche internazionali (vedi quella di Forbes) il premier, essendo proprietario di Mediaset, dispone nel 2004 di un patrimonio sopra i dieci miliardi di euro: cresciuto in un anno di due miliardi.
13/4/05- Secondo Ue e Fondo monetario internazionale il deficit italiano è aumentato in maniera consistente. In realtà ad essere aumentato è il rapporto tra deficit e Prodotto interno lordo: ossia non siamo più indebitati, siamo soltanto cresciuti di meno.
13/4/05- L'Ue crea una grossa polemica annunciando che punirà l'Italia perchè il deficit è andato oltre (3.6%) la soglia di tolleranza prevista dal recente allentamento del trattato di Maastricht, che prevede uno sforamento massimo del 3.5%. Ma l'indomani il Fondo monetario internazionale dice che siamo non oltre il 3.5%. E nessuno ne parla.
13/4/05- L'albanese Ndoj, il re delle rapine in villa, fugge rocambolescamente da S.Vittore. In realtà una guardia assiste al fatto, ma non può sparargli per fermarlo perchè la legge vieta di far fuoco contro i detenuti all'interno del carcere.
12/4/05- Se non ci sarà una vera e propria crisi di governo Berlusconi non deciderà per le elezioni anticipate. Perchè votando a giugno si sarebbe già in periodo balneare, e dunque a forte rischio astensionista: l'astensionsismo vacanziero, per ovvi motivi, colpisce statisticamente di più tra i benestanti e meno tra i poveri, e dunque più tra l'elettorato moderato che in quello di sinistra. Anche il voto anticipato ad ottobre viene scartato dal Premier, in quanto in quel periodo il governo è assorbito dalla finanziaria e non potrebbe fare campagna elettorale a tempo pieno.
12/4/05- Si fa strada l'ipotesi di elezioni anticipate. L'ultima data utile è il 26 giugno, scrivono i giornali. In realtà la legge non pone alcun limite di tempo, sono i partiti che non vogliono votare in un periodo balneare, col rischio di perder voti.
11/4/05- La Cina è attraversata dalle proteste contro l'introduzione in Giappone di testi negazionisti delle barbarie compiute dai nipponici in Cina nella seconda guerra mondiale. Guarda 'caso' le proteste, impossibili da tenere senza il placet del governo, arrivano mentre all'Onu si discute della possibilità di dare un seggio permanente in consiglio al Giappone.
11/4/05- Vi ricordate del presunto tentativo di rapimento di un bimbo sotto gli occhi della madre da parte di due zingare qualche mese fa in quel di Lecco? Le polemiche allora si sprecarono, quando le due imputate furono in breve rilasciate. Oggi il giudice spiega: fu tutto un equivoco, le donne cercavano l'elemosina, e quella che protese un braccio verso l'infante in realtà aveva in mano il bicchiere delle offerte.
11/4/05- La mamma di Denise Pipitone, la bimba scomparsa da Mazara del Vallo dal 1° settembre 2004, riafferma la bontà del filmato girato col cellulare da una guardia giurata, in cui si vede una bambina che secondo la signora Pipitone sarebbe Denise. L'indizio più importante, il segno di un taglio sulla guancia sinistra che anche la bambina aveva. Ma il taglio nel filmato non si vede. E' solo la guardia giurata a raccontare a posteriori di averlo notato.
10/4/05- Pannella annuncia la fine dello sciopero della sete durato una settimana. I suoi medici confermano però che ieri aveva bevuto una spremuta d'arancia.
10/4/05- E ora anche il governo della Lombardia, come quello nazionale è ostaggio della Lega: in base ai risultati delle regionali i 15 consiglieri conquistati dal Carroccio sono indispensabili al Pirellone per la maggioranza di Formigoni.
10/4/05- Durante il funerale del Papa c'erano capi di stato da tutto mondo, seduti in chiesa in ordine alfabetico: l'alfabeto utilizzato è stato quello francese, perchè se si fosse adoperato quello italiano o americano il presidente Bush, in rappresentanza degli Usa, sarebbe finito in ultima fila, mentre col francese Etatats-Unis era tra i primi.
10/4/05- Dopo 35 anni d'attesa Carlo d'Inghilterra ha sposato finalmente la sua Camilla. Eppure durante il matrimonio celebratosi a Windsor gli sposi non si sono scambiati neanche un sinolo bacio.
10/4/05- Una ricerca pubblicata sul British medical journal conferma: la dieta mediterranea fa vivere più a lungo. Ma la media, calcolata su una coorte di 74.600 cittadini di 9 nazioni europee, è solo di un anno in più per chi la segue.
10/4/05- Il 2 febbraio scorso cominciava il viaggio finale del Papa col fatale ricovero al Gemelli. Accadeva nel decennale esatto della lacrimazione della madonnina di Civitavecchia (Roma). E a distanza di ore dalla pubblicazione sul giornale della diocesi del dossier che ne riconosceva la genuinità. La veggente di Fatima suor Lucia aveva predetto la morte di Wojtyla dopo una ultima apparizione di Maria alle porte di Roma.
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9/4/05- An e Udc accusano il premier di aver perso alle regionali per colpa dell'asse del nord con la Lega, che avrebbe fatto dimenticare lo sviluppo del sud. Eppure il sud, quanto a sviluppo industriale è messo meglio del nord e del centro: nel 2004 nella circoscrizione sud e isole si sono iscritte all'Unioncamere 137.177 nuove imprese (84.764 ad esempio nel nord est), e il saldo attivo rispetto alle cessazioni è risultato di 35.012 unità (12.793 nel nord est). Fra 2001 e 2004 il sud ha sempre superato quanto a saldi positivi le altre circoscrizioni del Paese, aumentando anche il suo peso sul totale nazionale delle imprese fino al 33.2%.
9/4/05- Gli analisti concordano: Berlusconi ha perso alle regionali perchè gli italiani si sono sentiti più poveri a causa del mancato controllo governativo sull'inflazione da Euro, i bassi salari e un taglio delle tasse che ha beneficiato solo i ricchi. Ma a giudicare dai numeri viene il sospetto che il punto debole del centrodestra sia la comunicazione. Povertà: secondo l'ultimo dato Istat disponibile, nel 2003 le famiglie povere sono calate al 10.6% dall'11% del 2002; in totale i poveri sono scesi da 7.828.000 del 2001 a 6.786.000 del 2003, 1.042.000 in meno. Euro: se il governo avesse calmierato per legge i prezzi l'Italia sarebbe stata espulsa dall'Organizzazione mondiale per il commercio, con danni incalcolabili per la nostra economia; la Cina per entrare nella Wto ha dovuto prima abolire il controllo statale sui prezzi. Stipendi: i nostri non sono i più bassi dell'Occidente, su 30 Paesi Ocse siamo 18i;ad esempio in Francia son più bassi del 4.3%, in Spagna di oltre il 15%, e persino in Svezia hanno salari minori che da noi. Tasse: il taglio promesso nel contratto con gli italiani è stato rispettato per le fasce di reddito tra 0 e 26.000 euro, non per quelle dai 26.000 euro in su.
9/4/05- Nichi Vendola si insedia quale nuovo presidente della regione Puglia. E' l'unico politico al mondo con l'orecchino.
9/4/05- Oggi lo Stato italiano rende onore al defunto Papa, ma nel 1979, all'inizio del suo pontificato, il nostro servizio segreto (Sismi) aveva riempito la Santa sede di microspie, per ascoltare i discorsi privati di Giovanni Paolo II. La prova in un rapporto del Sismi del 24 maggio 1979, intitolato "Vaticano: impianti d'ascolto".
9/4/05- "Il più grande funerale di tutti i tempi", così tv e giornali definiscono quello del Papa. Parlino i numeri. Secondo la protezione civile hanno visitato la salma di Wojtyla, riuscendo ad entrare in S.Pietro, 1.400.000 persone, su poco più di 3 milioni di fedeli giunti a Roma dal giorno della morte. Meno di quanti parteciparono ad esempio al funerale del pilota di formula 1 Ayrton Senna il 5 maggio 1994 in Brasile: circa 4 milioni di brasiliani accompagnarono la bara del campione.
7/4/05- Se si andasse ad elezioni anticipate a giugno, salterebbe sicuramente la riforma federalista. Mancherebbero infatti sufficienti giorni di lavoro parlamentare per condurne in porto l'approvazione. Il rischio resterebbe alto anche in caso di elezioni ad ottobre. Ecco perchè la Lega si oppone al voto anticipato.
7/4/05- La minaccia di elezioni anticipate da parte di An e Udc in seguito alla sconfitta della Cdl alle regionali è un bluff: secondo i sondaggisti, traducendo in seggi i risultati delle regionali, se si votasse oggi per le politiche su 93 seggi per il centro destra An e Udc correndo da sole ne prenderebbero solo 8 contro gli 85 di Fi e Lega.
7/4/05- Nella prima messa dopo la sua morte Giovanni Paolo II viene definito "Il grande", come si usa solo con i Papi santificati. E al suo funerale Ratzinger rompendo una tradizione secolare di prudenza dice che il Papa è già affacciato alla finestra del paradiso, davanti alla folla che scandisce "san-to". Intanto si moltiplicano le testimonianze di presunti miracoli compiuti da Wojtyla durante la sua vita. Ma pochi sanno che per le procedure di beatificazione e di santificazione valgono solo i miracoli realizzatisi per intercessione del defunto post-mortem.
7/4/05- Ecco chi saranno gli eventuali successori di Berlusconi: il presidente della camera Casini o Gianni Letta. I nomi sono usciti involontariamente da una riunione infuocata in cui gli alleati hanno cercato di convincere il premier ad elezioni anticipate dopo il crollo alle regionali. MInacciando in alternativa il cambio di leadership nel 2006 o già per questo scorcio finale di legislatura.
7/4/05- I media di sinistra in questi giorni si sono appropriati della figura di Papa Wojtyla trasformandolo nel campione del pacifismo. Ma ci si dimentica che egli, pur avversando le due guerre del Golfo, sollecitò invece l'intervento militare (bombe sui serbi) per fermare l'eccidio in Bosnia. Il 7 agosto 1992 dette mandato al suo segretario di stato di fare la seguente dichiarazione: "Per frenare questa guerra, per recare soccorso alle popolazioni e indagare sulle accuse di atrocità, gli stati europei e l'Onu hanno il dovere e il diritto di ingerenza per disarmare chi vuole uccidere".
6/4/05- La morte del Papa costa agli italiani 70 milioni di euro: tanto ha perduto la Rai in mancati introiti pubblicitari in questi giorni di black out dei palinsesti, fagocitati dalla non stop vaticana. Ed essendo la Rai un'azienda statale saremo noi a dover coprire il buco.
6/4/05- Il centro sinistra alla vigilia delle elezioni aveva denunciato per l'ennesimo volta il conflitto d'interesse di Berlusconi, diffondendo i dati dell'osservatorio di Pavia sulla presenza dei politici in tv (63x100 per quelli della Casa dellle libertà, solo 18% per l'opposizione). La rovinosa sconfitta del centrodestra dimostra che fra lo strapotere mediatico di Berlusconi (proprietario di Mediaset e azionista di riferimento della Rai) e le preferenze elttorali non c'è una relazione di causa effetto. produce effetti elettorali.
5/4/05- All'indomani della bruciante sconfitta alle regionali per Forza Italia, crollata al minimo storico, Berlusconi fa chiudere a chiave il portone di Palazzo Chigi. Ed è la prima volta. Ma aveva un motivo: negarsi ai giornalisti in attesa di comparire dopo 9 anni a un dibattito in tivù con quelli del centro sinistra,su Raitre a Ballarò.
5/4/05- Il centro destra ha perso sonoramente le regionali, ma sostiene di non aver niente da recriminare almeno sulle mancate alleanze: "la Mussolini e la nuova Dc sono risultati ininfluenti", dice Fini. Invece in Puglia, alleandosi con Alternativa sociale e la Dc di Rotondi, Fitto avrebbe superato Vendola di uno 0.32%.
4/4/05- La Casa delle libertà perde le elezioni regionali. Una parte dell'opposizione chiede le dimissioni del governo, citando il precedente di D'Alama, che si dimise da premier dopo analoga sconfitta negli anni 90. In verità il governo di centrosinistra non andò a casa, ma a D'alema successo per un altro anno Amato.
3/4/05- An, Ds e Margherita attaccano manifesti con la faccia del Papa appena morto durante la prima giornata di voto delle regionali. Vengono accusati di strumentalizzarne la figura a scopi elettorali. Ma nessuno ricorda che la loro vera colpa è aver messo in atto iniziative elettorali a urne aperte: illegale.
1/4/05- Mentre il Papa muore il suo attentatore Ali Agcà lancia un'accusa gravissima. "Durante la mia azione avevo complici dentro il Vaticano". O almeno così raccontano giornali e tivù. in realtà, in un'altra parte della sua dichiarazione il terrorista turco ha detto anche questo: "Il 13 magio del 1981 nessuno al mondo sapeva del mio attentato".
1/4/05- L'elettroencefaloramma del Papa è piatto, sostengono i grandi network, dunque è già morto. Peccato che in Vaticano non abbiano una macchina per l'elettroencefalogramma.
1/4/05- La conferma ufficiale viene dal portavoce Navarro Valls. Il Papa non ha voluto affrontare il suo malessere più grave intubato in un ospedale dotato di rianimazione o dialisi, ma nel suo appartamento come un romano pontefice. Ecco perchè, attraverso il suo medico personale Buzzonetti e il segretario particolare Dziwisz, ha detto no alle pressioni dei medici del Gemelli che volevano ricoverarlo dopo la gravissima crisi cardiocircolatoria e respiratoria di ieri sera. Anzi, lui e il suo entourage rifiiutarono le indicazioni dei medici del Gemelli già quando, appena operato di tracheotomia, al pontefice fi ingiunto di restare in una camera sterile ospedaliera finchè il buco con la cannula non fosse stato richiuso. L'alternativa era un'infezione certa e la morte, come puntualmente è stato.
Ma il Papa non era contro l'eutanasia?
1/4/05- Il Papa è alle soglie della morte a causa di un'infezione alle vie urinarie: anche Paolo VI era morto di un'infezione alle vie urinarie.
1/4/05- Stavolta è molto più grave, ma a differenza che in passato non viene ricoverato al Gemelli. Il medico personale che cura Papa Wojtyla nel suo appartamento in queste ore di gravissima agonia è dunque Renato Buzzonetti, lo stesso che nel 1978 fu chiamato a constatare la misteriosa morte di Giovanni Paolo I° (Papa Albino Luciani) a 33 giorni dalla sua elezione. Un decesso sul quale permangono tuttora grossi dubbi, tanto da portare varie documentate inchieste giornalistiche all'ipotesi di un complotto per avvelenarlo. Buzzonetti allora stilò con immotivato ritardo il suo referto, e non ordinò l'autopsia per capire i motivi di un infarto del miocardi in un uomo grosso modo sano e che anzi soffriva di pressione bassa.
31/3/05- La Cnn: al papa è stata impartita l'estrema unzione, ergo sta morendo. In realtà l'estrema unzione non si chiama più così, ma unzione degli infermi. E viene impartita a malati d'ogni genere, non solo ai moribondi. Lo stesso Wojtyla l'ha ricevuta più volte in questi ultimi due mesi.
31/3/05- Berlusconi appena qualche giorno fa intervenendo a Bari all'assemblea di Confindustria, aveva gridato tra gli applausi "aboliremo l'Irap" (dichiarata poco prima dall'Ue una tipologia di tassa non conforme alla normativa europea). Ma dove reperire i 33 miliardi di euro l'anno che l'Irap fa introitare alle amministrazioni pubbliche? Oggi nel salotto di Vespa, il premier aggiusta il tiro, confermando il sospetto che si fosse trattato del solito annuncio pre-elettorale: "ridurremo del 30% l'Irap", dice a mezza bocca.
31/3/05- Quattro promesse su cinque del contratto con gli italiani di Berlusconi non sono state rispettate al 100%, dunque a oggi il premier non potrebbe ricandidarsi alle prossime elezioni. Ma il proramma contenuto nel contratto, corrispondente a 47.5 milioni di specifici provvedimenti singoli, è stato comunque rispettato per tre quarti (il 75.6% del totale). Probabilmente la più alta percentuale di qualunque govrno del dopoguerra.
[leggi in esteso]
29/3/05- Altro che effetto dell'emozione, il silenzio di Wojtyla nel giorno di Pasqua. Il Papa non parlerà più in pubblico. Lo sostiene lo specialista dell'ospedale Gemelli Stefano Ruggieri, dove il Papa è stato sottoposto alla tracheotomia che da alcune settimane gli impedisce di emettere parole.
26/3/05- L'unità al centro della bufera per aver pubblicato un falso, scrivendo che il padre di Storace picchiò un ebreo. Il direttore costretto alle scuse. Eppure anche Europa, il giornale della Margherita, ha pubblicato un articolo identico nei contenuti, e nessuno dice niente.
25/3/05- Il presidente Bush si fa in quattro per far sì che i giudici sospendano il distacco dei tubi che alimentano Terri Schiavo. E' sinceramente commosso e desideroso di salvare una vita, o si tratta solo di propaganda politica per guadagnare voti tra gli elettori ultrareligiosi, che, come alle ultime presidenziali, potrebbero rivelarsi decisivi per suo fratello Jeb, qualora decidesse di presentarsi alle prossime elezioni? Ecco la risposta. Nel Texas, lo stato di cui era governatore George W. Bush, è oggi in vigore una legge da lui voluta nel 1999. Si chiama Legge sulla futilità dell'assistenza' e in casi come quello di Terri consente ai medici di staccare la spina, anche contro il volere dei familiari, ove i pazienti non siano in grado di pagare le spese ospedaliere per l'assistenza.
24/3/05- L'opposizione commenta con toni apocalittici il sì del senato alle riforme costituzionali: premierato=dittatura e federalismo=divisione del Paese. Ma se fossero stati al potere loro, cosa avrebbero fatto? Esattamente le stesse riforme, uguali identiche a quelle fatte oggi dal centro destra. Che avevano promesso pari pari nel programma dell'Ulivo per le politiche 2005.
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24/3/05- Approvate oggi in senato le riforme costituzionali (federalismo e premierato). Il centro sinistra parla con toni apocalittici di divisione del Paese e dittatura. I media parlano di svolta epocale. Ma in realtà le riforme in questione sono ancora tutt'altro che approvate. Saranno in ogni caso gli italiani a respingerle o confermarle con un referendum. L'attuale costituzione prevede infatti che ogni modifica costituzionale sia sottoposta a referendum, qualora non venga approvata dal parlamento con una maggioranza di due terzi. Cosa impossibile se il centro sinistra vota contro.
24/3/05- La lega esulta:la riforma federalista della costituzione viene approvata in senato, l'Italia diventa una repubblica federalista. "Abbiamo vinto la nostra battaglia storica". Ma è vero federalismo? Giudicate voi dal testo del riscritto art.70:'Qualorail governo ritenga che proprie modifiche a un disegno di legge, sottoposto all'esame del senato federale, siano essenziali per l'attuazione del suo programma, il Presidente della Repubblica autorizza il primo ministro ad esporne le motivazioni al senato, che decide entro 30 giorni. Se tali modifiche non sono accolte, il disegno di legge è trasmesso alla camera, che decide in via definitiva a maggioranza assoluta sulle modifiche proposte'. Dunque nella riforma è stata inserita questa clausola di salvaguardia, per cui il governo (che alla camera ha la maggioranza) può bloccare e modificare qualsiasi legge regionale se la ritiene contraria all'interesse nazionale.
***24/3/05- L'opposizione equipara la riforma costituzionale che introduce il premierato a una dittatura de facto del primo ministro, in quanto lo autorizzerebbe a sciogliere le camere a suo piacimento. Ma sentite cosa recita il riscritto art.94: 'IN qualsiasi momento la camera può obbligare il premier alle dimissioni, approvando una mozione di sfiducia. Qualora essa sia presentata con l'indicazione di un nuovo premier, da parte dei deputati appartenenti alla maggioranza espressa dalle elezioni in numero non inferiore alla maggioranza dei componenti della camera, il primo ministro si dimettee il presidente della repubblica nomina quello designato dalla mozione'.
23/3/05- Non saranno invalidate le elezioni nel Lazio e in Lombardia, dove la Mussolini è stata riammessa malgrado quasi tutte le firme di As secondo gli inquirenti siano risultate false. Perchè le sentenze sugli eventuali ricorsi (amministrativi, civili e penali), coi tempi della giustizia italiana, arriverranno non prima di 4 o 5 anni. Ad esempio quelle sui ricorsi delle regionali del 2000 sono arrivate da poco, quando i presidenti eletti in quelle elezioni, che si chiedeva di dichiarare irregolari, avevano già concluso il loro mandato. già scaduta.
23/3/05- Il centrodestra accusa il centrosinistra di aver autenticato le firme false della Mussolini, per farla partecipare alle regionali, drenando voti a Storace. Ma gli autenticatori non erano solo di partiti dell'opposizione:tra essi c'era ad esempio il presidente della provincia di Viterbo, il forzista Giulio Marini, che addirittura rivendica il suo dovere istituzionale di garante imparziale del pluralismo.
23/3/05- Il centro sinistra fa il diavolo a quattro in senato per protestare contro l'approvazione delle riforme costituzionali volute dal centrodestra. Definite l'inizio di una dittatura e della divisione del Paese. Eppure nel programma delle politiche 2001 l'Ulivo prometteva agli elettori che, qualora avesse vinto, avrebbe fatto... queste stesse identiche riforme.
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22/3/05- Berlusconi accusa Prodi di aver sempre remato contro la modifica del patto di stabilità europeo sul deficit. Attribuendosi l'intero merito dela revisione sancita ieri da Bruxelles. Ma carta canta: le agenzie del 21 ottobre 2002 riportavano con grande evidenza un'uscita dell'allora presidente della commissione europea Prodi. Che definiva il patto di stabilità "un patto stupido". Peraltro in quell'occasione Berlusconi, che aveva vinto da un anno le elezioni martellando proprio sulla spesa pubblica senza freni dei governi ulivisti, pare non accolse con favore la dichiarazione del rivale.
22/3/05- Due giorni fa Berlusconi ha promesso davanti alla platea di Confindustria che abolirà l'Irap. Dando la colpa alla sinistra di averla imposta. Ciò che non dice è che l'Irap non fu una nuova tassa, ma andò semplicemente a raggruppare sotto un solo nome 7 tasse diverse che comunque esistevano.
22/3/05- I media annunciano il colpo di scena: il consiglio di stato ha riammesso la Mussolini alle regionali del Lazio, dopo che il Tar l'aveva esclusa. In realtà la vera notizia è un'altra: le prossime elezioni regionali nel Lazio non saranno comunque valide, e sarà necessario ripeterle. La sentenza del consiglio di stato non dice infatti che le firme di As erano false, bensì che la prova della falsità è stata raggiunta con metodi irregolari. Dunque, che vinca Storace o Marrazzo, il perdente potrà impugnare davanti al Tar il risultato, con la certezza di invalidarlo grazie alle firme fasulle di uno dei competitori, Alternativa sociale.
22/3/05- Era stato nominato da Clinton il giudice federale della Florida che ha deciso di non riattaccare la spina della sonda che tiene in vita Terri Schiavo. In America i giudici sono di nomina politica, dunque lui era ovviamente un liberal pro-eutanasia, come il partito (democratico) che l'ha designato. E il blitz legislativo di Bush per salvare la Schiavo non ha fatto che politicizzare ancora di più la vicenda.
21/3/05- E' stata una trappola o un broglio doloso la vicenda delle firme false di alternativa sociale? La Mussolini è vittima o criminale? La risposta sta tutta in un dato: a Roma, dove As, Forza nuova e gli altri gruppi affiliati della destra estrema hanno la loro base, su 2000 firme raccolte, solo 35 non erano fasulle. E' realistico pensare che tra i nutriti cortei di neofascisti o negli affollati teatri che i fan della Mussolini o di Fiore hanno affollato in campagna elettorale, si sia riusciti a tirar su solo poche decine di firme?
21/3/05- I brogli elettorali dovrebbero essere uno dei reati più gravi, in qualsiasi democrazia. Invece il partito della Mussolini, per le firme false al massimo rischia una multa tra 500 e 2000 euro. Il reato di broglio è infatti stato depenalizzato nel 2004 (prima prevedeva 8 anni di carcere).
20/3/05- Storace definisce legale l'intrusione nella banca dati dell'anagrafe capitolina, con cui la società della regione Laziomatica gli ha fornito le prove delle firme false della Mussolini. Lo fa citando l'art.391 quater del codice in materia di indagini difensive, che consente a un avvocato di chiedere alla pubblica amministrazione la visura di documenti atti a dimostrare un reato. Senonchè, l'articolo in questione impone appunto la richiesta, non l'acquisizione di nascosto.
19/2/05- Novità bomba nel caso di Denise Pipitone, la bimba scomparsa da ormai 7 mesi:sua mamma giura di riconoscerla in un filmato amatoriale consegnato agli inquirenti da un testimone che l'ha ripresa casualmente col cellulare. O almeno così dicono tutti i tg. In realtà la mamma di Denise aveva già visionato questo 'nuovo' filmato già un mese dopo la scomparsa, affermando che quella non era sua figlia.
19/3/05- L'auto di Calipari non andava forte come dicono gli americani. Dalle foto risultava colpita anche una delle gomme: se l'auto fosse andata ad alta velocità lo scoppio di un pneumatico l'avrebbe fatta sbandare, cosa che non è successa.
18/3/05- Il ministro degli interni Pisanu incarica il prefetto di Roma di indagare sullo scandalo delle firme false della Mussolini candidata alle regionali nel Lazio. E sul presunto ruolo del candidato presidente della Cdl Storace, sospettato di essere il mandante del blitz di pirateria informatica con cui gli uomini di An sarebbero venuti a conoscienza dei brogli. Piccolo dettaglio: il figlio di Pisanu è candidato anch'egli in quelle stesse elezioni con la lista Storace. Non sorprende che suo padre avesse dato con una missiva un parere a Storace circa le modalità giuridiche per escludere, in caso di brogli, il partito della nipote del duce dalle elezioni.
17/3/05- Proseguono in sede Ue le polemiche sul dumping commerciale cinese, che si fonda spesso sull'export di prodotti contratti. E' vero, la Cina è il primo contraffattore al mondo, ma ha tolto lo scettro solo negli ultimi anni, insieme alla Corea del sud, proprio all'Italia, che comunque è sempre terza.
16/3/05- Berlusconi va da Vespa e annuncia che la sua candidatura alle politiche del 2006 è ormai certa. "Perchè -afferma-ho già realizzato ogni punto del contratto con gli italiani". E secondo la promessa in esso contenuta, a firma Silvio Berlusconi, ne bastavano anche solo 4 per non pregiudicargli la ricandidatura. Vespa non ha nulla da obiettare, la sua è un'intervista con domande concordate, senza diritto di parola. Ma la realtà è l'esatto opposto: Berlusconi non ha rispettato sicuramente 4 dei punti del contratto. Dunque non dovrebbe più ricandidarsi. Punto 1. Prometteva la riduzione a 2 aliquote, 23x100 fino a 100.000 euro, 33 oltre: nella recente riforma fiscale le aliquote sono 3 e per scaglioni diversi (23x100 fino a 26.000 euro, 33x100 da 26000 a 33.500, 39x100 fra 33.500 e 100.000, 43x100 oltre i 100.000). Punto 2. Prometteva una "forte riduzione del numero dei reati rispetto agli attuali 3 milioni": quando nacque il secondo governo Berlusconi i reati erano 2.934.406, nell'ultima relazione della cassazione sono oggi 2.886.281, solo lo 0.6x100 in meno rispetto al 2001. Punto 3. Prometteva l'aumento delle pensioni minime a un milione di lire al mese: solo 1.8 milioni di pensionati al minimo stanno godendo oggi dell'aumento, altri 4 milioni almeno ne sono stati esclusi. Punto 4. Prometteva il dimezzamento del tasso di disoccupazione che nella media del 2001 era al 10.2x100: oggi è all'8x100, non certo al 5.1x100.
***16/3/05- L'unica promessa rispettata del contratto con gli italiani di Berlusconi, è quella al punto 5, sulle grandi opere. Ma non perchè il governo abbia ben operato, bensì perchè era una promessa virtuale, in pratica già mantenuta prima ancora di venire formulata. Infatti, sui 196 miliardi di budget del programma decennale per le grandi opere, 121 sono di opere da completare, solo 75 di opere nuove. E nei siti delle opere da completare i cantieri sono ovviamente già presenti (in qualche caso da oltre 30 anni, vedi l'autostrada Salerno Reggio), o comunque solo da reinaugurare con uno scenografico taglio di nastro. Nel testo della promessa non c'è infatti alcun riferimento alla copertuta finanziaria dell'opera, ma unicamente alla 'Apertura dei cantieri per almeno il 40% degli investimenti previsti dal piano decennale per le grandi opere considerate di emergenza'. E sempre nel medesimo testo si cela un'altro trabocchetto: non si parla di tutte e 125 le grandi opere previste dal programma decennale del ministero dei trasporti, venduto in tv come quello da realizzare, ma soltanto delle 26 opere considerate d'emergenza, cerchiate in rosso nel programma della Casa delle libertà tuttora consultabile sul sito di Forza Italia: Ferrovie (Roma-LaSpezia, Napoli-Reggio, Palermo-Messina-Catania), Metrò(Milano, Genova Roma, Napoli)Autostrade(trafori M.Bianco, Frejus, Mercantour, pedemontana lombarda e veneta, raddoppio Milano-Brescia,passante Mestre, nuova Rome Venezia-Cesena, Parma-Verona, Bologna-Firenze, Cecina-Civitavecchia, Galleria Gran Sasso, variante Caserta, tangenziale Napoli, Sorrentina, statale 268 Vesuvio, Salerno Reggio, Palermo-Messina e Siracusa-Gela).
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17/3/05- Prosegue la polemica circa i dazi sui prodotti cinesi che la Lega chiede a gran voce. L'europa non può diventare protezionista rispondono in coro tutte le altre forze. Dimenticando che già lo è: l'Ue impone da decenni dazi sull'import di prodotti agricoli dall'Africa per tutelare la produzione europea, che altrimenti sparirebbe da un giorno all'altro, travolta dai prezzi infinitamente più bassi della merce d'oltre africana.
17/3/05- La risoluzione dell'Onu che definisce il mandato per la missione multinazionale in Iraq e i tempi del ritiro, non parla però del numero di truppe da inviare e/ da ritirare. Dunque Berlusconi potrebbe lasciare anche solo 10 soldati in Iraq (quanto il contingente delle isole Tonga) senza trasgredire ai propri doveri.
16/3/05- Berlusconi annuncia: da settembre via le prime truppe italiane dall'Iraq. Bush e Blair lo correggono, 'era solo un auspicio, ce ne andremo insieme, solo quando l'Iraq sarà in grado di autogestirsi'. E lui conferma conferma. Mentre l'opposizione parla di confusione. Ma in tutto questo dibattito nessuno si è accorto che, almeno in punta di diritto, l'Italia è in Iraq su mandato dell'Onu, a cui spetta in base alla risoluzione 1546 decidere le date di ritiro della missione multinazionale in Iraq. Al Punto 12 della 1546 si dice infatti che le truppe se ne potranno andare soltanto a processo politico democratico completato, ovvero con la formazione del governo costituzionalmente eletto dal 31 dicembre 2005. Tuttavia, si dice anche che a un anno dalla 1546, ossia l'8 giugno prossimo, la risoluzione dovrà essere riconfermata o meno dal consiglio di sicurezza.
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15/3/05- In seguito all'uccisione di Calipari abbiamo scoperto che l'Italia ha a Baghdad un generale, Mario Marioli. Il quale ricopre il grado di 'Vicecomandante generale del Multinational corps Iraq'. Ovvero è il numero due, da vice del comandante in capo Usa Casey, dell'intera forza multinazionale presente in Iraq (la cosiddetta coalizione), non solo del contingente italiano. Se sulla missione più o meno pacifica delle nostre truppe si può discutere, non altrettanto per quella di Marioli. Che da vicecomandante della Coalizione è responsabile anche della missione (di guerra) americana.
14/4/05- E' polemica sulla proposta leghista di una taglia su unabomber, dopo l'ennesimo attentato. Eppure, mentre si recalcitra sull'ipotesi di premiare il benemerito che facesse arrestare il bombarolo, lo stato paga regolarmente da anni pentiti e collaboratori di mafia pluriomicidi.
14/3/05- Italiani sottopagati? L'erosione dei salari è uno dei cavalli di battaglia dei neo-catastrofisti. Ma dall'ultimo rapporto Ocse emerge che gli stipendi italiani, pur più bassi rispetto a Germania o Usa, sono comunque più alti ad esempio di quelli francesi, svedesi o spagnoli.
13/3/05- Il Papa lascia il suo secondo lungo ricovero al Gemelli. Ma in gola ha ancora la cannula e il relativo buco aperto della tracheotomia. Non a caso la tv lo inquadra solo da dietro.
13/3/05- Smascherate le ex prostitute moldave che hanno fatto arrestare per sequestro di persona don Cesare Lodeserto, il prete direttore a San Foca del più grande Cpt per immigrati. Appena dopo la denuncia erano state trasferite in un'altra struttura, ma da lì hanno richiamato il Regina pacis di S.Foca e hanno chiesto di poter rientrare, sostenendo che nel Cpt di Lodeserto si trovavano meglio...
13/3/05- Unabomber ha colpito ancora in una chiesa a Motta di Livenza: erano dunque innocenti i due fratelli friulani linciati dai media in febbraio, su input della procura, come colpevoli praticamente certi. Al punto che i giudici gli avevano rivolto un appello a confessare.
12/3/05- Gli americani sapevano o meno della liberazione della Sgrena? Un dibattito surreale è nato intorno a questa domanda. Al momento della sparatoria, alle 20.55 ora di Baghdad, le agenzie avevano battuto la notizia (che a sua volta riprendeva un precedente lancio di Al Jazeera) già da 20 minuti. Persino nella sala stampa del festival di Sanremo c'era già stato un applauso.
11/3/05- Berlusconi da quando è premier avrebbe a suo dire perso ogni controllo sulle sue attività imprenditoriali. Eppure oggi la rivista Forbes, nella sua classifica annuale sui più ricchi del mondo, afferma che il patrimonio di Berlusconi è cresciuto in un anno di 2 miliardi di euro, facendolo balzare dal 30° al 25° posto nel mondo.
10/3/05- Fini giura che per liberare gli ostaggi in Iraq non si è mai pagato un riscatto. Secondo tutti gli analisti non è vero, ma il governo non può autoincolparsi di un atto vietato dalla normativa anti-sequestri. E invece il motivo non è questo: la legge sul blocco dei beni dichiara reato il pagamento del riscatto solo in caso di rapimenti a scopo di estorsione, mentre quelli iracheni sono comunque a sfondo politico.
10/3/05- Bush chiede alla Siria il ritiro totale delle sue truppe dal Libano. Ma non a Israele quello dalle alture del Golan in territorio siriano o dalle 'fattorie' di Sheeba in quello libanese.
10/3/05- La lega pone un ultimatum al governo sull'imposizione di dazi contro l'invasione commerciale cinese. L'Europa e la Wto ce li boccierebbero, è il commento di tutte le altre forze politiche. E invece sono già 58 i prodotti sui quali l'Ue ha già imposto da tempo dei dazi anti-Cina:tv a colori, biciclette, accendini, lampadine, bilance ecc.
9/3/05- Sulla strada socondaria utilizzata da Calipari per giungere all'aeroporto, a differenza che sulla via principale, di solito non ci sono veri e propri posti di blocco se non in prossimità dello scalo. Quella maledetta sera ce n'era uno 'volante' perchè doveva passarci il supercapo dei servizi Usa Negroponte.
8/3/05- Quella su cui viaggiavano la Sgrena e Calipari per recarsi all'aeroporto non era la strada principale per lo scalo di Baghdad, ma una strada secondaria, presa per dribblare eventuali attacchi terroristici (o forse per nascondersi agli americani). Dunque, se anche gli americani erano informati dell'arrivo di Calipari, non gli si era però specificato che non dovevano attenderlo sulla strada principale.
6/3/05- A Sanremo non ha vinto Gigi D'alessio. Sconfessati coloro che dicevano da settimane che questo festival era truccato, indicando nel cantante partenopeo un già sicuro vincitore.
6/3/05- Giuliana Sgrena afferma che non tornerà più in Iraq. Ma i media non riportano che nella stessa intervista al Tg5 ha in realtà aggiunto quasi di nascosto due piccole paroline alla frase: "per ora".
6/3/05- Il mondo esulta: Assad annuncia il ritiro immediato di quasi tutte le sue truppe dal Libano. IN realtà ha annunciato solo lo spostamento nella valle della Bekaa, che come i media eviatno di dire per rovinare il quadretto, è appunto sempre in Libano. In futuro (ma non dice quando) il dittatore siriano promette che le arretrerà al confine tra Libano e Siria, senza specificare però se oltre quello siriano o dentro quello libanese.
6/3/05- La Sgrena e Calipari viaggiavano su un auto non blindata. Una normale berlina, che i nostri 007 avevano affittato quel giorno stesso al loro arrivo da Abu Dhabi, presso il comando americano all'aeroporto di Baghdad.
6/3/05- Giuliana Sgrena e il suo compagno Pier Scolari accusano: quello in cui ha perso la vita l'agente del Sismi sulla strada dell'aeroporto non è stato un incidente ma un agguato degli americani. Per uccidere una giornalista in possesso di informazioni compromettenti, o comunque un ostaggio liberato attraverso la trattativa coi sequestratori, in barba alla prassi aggressiva dei G.I. Una sola domanda: perchè, se era un agguato, gli americani non hanno finito l'opera, e hanno addirittura soccorso la Sgrena? Nei lunghi minuti trascorsi prima dell'arrivo dei soccorritori, chiamati peraltro dagli stessi 'assassini', ce ne sarebbe stato ampiamente il tempo...
5/3/05- Tra i 6 e gli 8 milioni di dollari. Tanto è costato il riscatto per la liberazione dell'inviata del Manifesto. Di quanti mitra, ordigni, chili d'esplosivo, mortai, Rpg, ecc. entreranno in possesso i 'resistenti' iracheni grazie a quei soldi?
4/3/05- Tutti i media aprono con la notizia che gli americani hanno ucciso il liberatore della Sgrena e ferito lo stesso ostaggio appena liberato. In realtà i comandi Usa hanno confermato solo che a far fuoco sono stati uomini della coalizione, senza specificare per ora la nazionalità.
4/3/05- Le opposizioni insorgono: il rapimento e il tragico epilogo della liberazione di Giuliana Sgrena sono il frutto della guerra e della partecipzaione italiana. Dimenticano di dire che se non ci fosse stata la guerra la Sgrena non sarebbe mai andata in Iraq a raccontarla. E che i giornalisti francesi, ovvero, di una nazione che non ha preso parte al conflitto, vengono rapiti comunque.
3/2/05- Nel voto alla camera alla fine l'ha spuntata via Nazionale. La Banca d'Italia conserva intatti e in esclusiva i poteri sulla vigilanza bancaria, e Fazio la carica di governatore a vita. Eppure Fazio e Bankitalia sono fuorilegge: avendo infatti violato da anni l'art.3 dello statuto, che obbligava a mantenere in mano pubblica il capitale dell'Istituto, tutti gli atti intrapresi da quella data sono giuridicamente invalidi. La violazione ha beneficiato guarda caso tutte le maggiori banche private italiane, che pur essendo l'oggetto dei controlli di Bankitalia, ne sono al contempo azioniste di maggioranza. Come sorprendersi se poi ci scappa qualche 'svista' come nei crac Parmalat o Cirio, aziende verso cui queste stesse banche erano esposte per miliardi di euro.
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2/03/05- Scende di un punto la pressione fiscale nel 2004. Ma in realtà, sempre secondo l'Istat, il calo è dovuto al venir meno delle una tantum (leggi condoni), mentre sono cresciute sia le imposte dirette (+3.4x100) che le indirette (+4.2). Alla faccia dello sbandierato taglio delle tasse.
2/03/05- Il governo esulta. Secondo l'Istat il debito sul Pil è al 3x100 nel 2004, dentro i parametri di Mastricht. Piccolo dettaglio: sempre secondo un comunicato Istat, "a causa di un danneggiamento dei dischi dei server del 28 febbraio, non è stato possibile valutare il Pil a prezzi costanti". Dunque il Pil su cui si è calcolato il debito non è depurato dall'inflazione.
2/03/05- Per l'Istat la pressione fiscale nel 2004 è scesa di un punto rispetto al 2003, dal 42.8x100 al 41.8: esattamente il livello a cui era ai tempi in cui il ministro delle finanze era l'ulivista Visco. Soprannominato dal centro destra Fisco, proprio per l'esoso regime fiscale che caratterizzò la sua gestione secondo la Cdl.
1/03/05- I cantanti chiedono la sospensione delle scommesse Snai sul Festival di Sanremo. Ciò non fermerebbe però gli scommettitori, che avrebbero comunque a disposizione le agenzie britanniche su internet.
1/03/05- Fino a domani aperte le scommesse sul festival di Sanremo nei 22.000 punti Snai. Nessuno sfregio alla regolarità della gara, dicono dai monopoli di stato. Eppure ci sono una quantità di addetti ai lavori (orchestra, giurati, giornalisti, uomini del programma) che sentono le canzoni nei giorni precedenti la messa in onda. Potendo così regolarsi su quale sia la più appetibile, o dare delle dritte alle stesse agenzie di scommesse.
28/02/05- Usa e Israele dovranno decidere entro fine aprile se bombardare le installazioni nucleari iraniane. Intorno a quella data arriveranno infatti nel Paese le barre d'uranio russe come da contratto appena stipulato. Allora sarà dunque troppo tardi per un'azione che non abbia conseguenze da guerra atomica: colpire le barre di uranio situate negli impianti, quand'anche utilizzate solo per scopi civili, equivarrebbe a trasformarle in 'bombe sporche', con conseguenze non dissimili dallo scoppio di armi atomiche.
28/02/05- Grave scontro tra Berlusconi e Ciampi sui veti 'sinistri' del capo dello stato alle riforme della Cdl. Non si capisce dove sia il problema: secondo l'art.74 della costituzione il presidente della repubblica può sì rinviare alle camere una legge che ritiene incostituzionale, ma solo per una volta:quando gli ritorna il testo approvato per la seconda volta è tenuto a controfirmare (a meno di improbabili proveddimenti dal carattere 'eversivo'). Il centro destra ha una netta maggioranza in parlamento. E, a norma di legge, non sarebbe nemmeno obbligato a recepire alcuna osservazione di Ciampi.
27/02/05- Si è concluso il viaggio europeo di Condoleeza Rice e Bush, mirato a ricucire la frattura con gli alleati sull'Iraq e sul prosieguo della guerra al terrorismo. Un trionfo politico e mediatico secondo tutti gli osservatori. Eppure gli americani sono tornati a casa a mani vuote: niente truppe per il tetaro iracheno da Francia, Germania e Russia. E niente rinuncia alla fornitura di armi e combustibile nucleare da parte di Mosca a Siria e Iran.
27/02/05- Con un annuncio storico Mubarak introduce la democrazia in Egitto. In realtà si tratta per il momento di un'operazione di facciata. Saranno infatti esclusi dalle presidenziali di settembre i principali contendenti: il movimento dei Fratelli musulmani, maggioritario nel Paese, è dichiarato fuorilegge; il sociologo Saadeddin, l'unico ad aver provato finora a candidarsi, è in carcere con la falsa accusa di brogli; nè la popolare scrittrice femminista El Sadaawi potrà candidarsi, proprio in quanto donna.
27/02/05- L'ex segretario di stato americano Powell afferma che il caos iracheno si deve all'esiguo numero di truppe Usa inviate nel Paese. E dire che era considerato la colomba dell'amministrazione Bush...
27/02/05- L'Iran ha firmato oggi il contratto con la Russia per la fornitura di combustibile nucleare. Contemporaneamente Teheran rivendica il diritto a continuare le ricerche per arricchire uranio in proprio, suscitando le ire degli Usa. Giura di volerlo usare solo per scopi pacifici. Ma per l'unica centrale nucleare civile del Paese, Busher, il contratto coi russi prevede appunto che l'uranio giunga da Mosca, e che ritorni indietro una volta 'acceso' il reattore, impedendo così agli iraniani di estrarne plutonio per eventuali atomiche.
27/02/05- Mubarak annuncia l'introduzione del multipartitismo elettorale in Egitto. Coincidenza, il segretario di stato Usa Rice aveva appena annullato la visita in Egitto, prevista il 2 marzo, per protesta contro la reclusione dell'unico oppositore di Mubarak. Mettendo così a rischio il rinnovo del sostegno annuale di Washington al Cairo: 2 miliardi di dollari a fondo perduto.
26/02/05- Putin delude Bush non rinunciando alla vendita di armi alla Siria. Dice di farlo per mere ragioni economiche, e non politiche. Ma è già noto che la Siria, strangolata dall'embargo, non potrà pagare le forniture di Mosca.
26/02/05- Furono proprio i partiti cristiani che oggi guidano dagli scranni dell'opposizione la 'rivoluzione dei cedri' per scacciare i siriani dal Libano, a chederne nel 1976 l'ingresso nel Paese. Scatenando così la guerra civile.
26/02/05- La Siria annuncia il ritiro dal Libano, spostando le sue truppe al confine del Paese. E l'Occidente esulta. Purtroppo ha la memoria corta: di semplici ridispiegamenti come questo ce ne sono stati già altri cinque.
26/02/05- Polemiche sulle conseguenze della legge 'Salva Previti'. Per l'opposizione e i giudici libererà orde di criminali, che godranno della prescrizione dei loro processi. Nessuno nota però che, contemporaneamente, quadruplicherà il numero dei detenuti: eliminando i benefici della Gozzini per i recidivi (i due terzi di tutti i carcerati) ed aumentando le pene per reati minori.
26/02/05- La madre accusatrice di Michael Jackson nel processo per molestie ai danni di suo figlio (e sequestro forzato dell'intera famiglia) è un'abitueè della causa per danni: denunciò la catena di grandi magazzini Penney per aggressione e trattenimento forzato, in occasione del fermo seguito a un furto di merce da parte del figlio.
25/02/05- Non è stata l'influenza a provocare i problemi respiratori del Papa, bensì il Parkinson. E' tipico in chi ha questo morbo l'indebolimento dei muscoli che servono per espettorare il catarro. Che dunque ristagna nella trachea impedendo il passaggio di aria e cibo.
25/02/05- La sentenza definitiva conferma che i giocatori della Juve tra 1994 e 1998 erano dopati. Peccato però che la giustizia penale arrivi tardi: ormai i reati sono prescritti. La squadra non rischia quindi di vedersi togliere i 2 scudetti, la coppa Italia, la coppia dei campioni, l'intercontinentale, le supercoppe italiane o quella europea vinte in quel periodo. Ma non ci si può proprio fare più nulla? Al contrario: la giustizia sportiva, che risponde solo a sè stessa, se solo volesse potrebbe in ogni momento sfilare dalla bacheca juventina quei trofei immeritati.
25/02/05- Il compagno di Giuliana Sgrena, Pier Scolari, annuncia lo sciopero della fame: ma sarà a staffetta, lui comincia poi proseguono altri.
24/02/05- Il nuovo super capo dei servizi segreti Usa, Negroponte, è ebreo. E il neoministro della sicurezza interna americano, come figlio di israeliani doc, ha la cittadinanza dello stato ebraico. Non sarà uno scontro di civiltà con l'Islam, ma ci assomiglia molto.
24/02/05- "Il Csm boccia la legge sulle prescrizioni (o salvapreviti)". Così titolano oggi i quotidiani, dando l'impressione che l'organo di autogoverno dei magistrati abbia il potere di bloccare la legge. Invece si tratta di un mero parere espresso dall'ufficio studi del Consiglio, e fatto proprio dal plenum. L'unico a poter influire sull'iter della legge sarà eventualmente il presidente della repubblica quando si troverà a dover firmare la legge non ancora approvata dalle camere.
23/02/05- E' polemica sulla fine dell'embargo delle armi alla Cina tra Bush in visita in Europa e i suoi interlocutori del vecchio continente. Col presidente Usa che ritiene rischiosissima la decisione Ue di revocarlo a breve. Qualcuno lo avverta che l'Europa viola quell'embargo già da anni: L'Italia solo l'anno scorso ha esportato armi alla Cina per 127 milioni di euro. Francia e Germania per 3 o 4 volte tanto. L'Italia peraltro lo ha fatto in violazione di una legge nazionale, la 185. Arrivando, per negarlo, ad affermare il falso nella relazione governativa al parlamento.
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23/02/05- Gli sciiti hanno deciso, sarà Jafaari, leader del partito Dawa, il primo premier democratico iracheno. Viene dipinto mcome un islamico duro e puro, in realtà è già stato vicepremier del governo di transizione sotto Bremer, caratterizzandosi sempre per l'opposizione alle pressioni di chi chiedeva un calendario per il ritiro delle truppe straniere.
22-02-05 Ucciso a Falluja l'assassino di Baldoni: rivelatosi essere un uomo doc di Al Qaeda, e non un sicario della controguerriglia americana, come una certa sinistra ha sostenuto per mesi. Si chiamava infatti Hisham Mahmoud Hussein, secondo la polizia un noto militante di un gruppo legato ad Al Zarkawi. Costui si vantava pubblicamente della decapitazione del nostro concittadino, oltre che della miriade di altri attentati antioccidentali di cui era autore.
22/02/05- Il capo del Sisde (Mori) e il capitano "ultimo" rinviati a giudizio per non aver perquisito il covo di Riina. In realtà il vero sospetto che anima l'azione della procura di Palermo, è esattamente quello opposto: sulla base delle dichiarazioni dell'ex procuratore capo palermitano Vincenzo Rovello, si ritiene che la perquisizione ci sia stata, ma che le carte trovate fossero talmente scottanti da indurre a tenerla segreta. Guarda caso tutto il mondo politico difende compatto Mori e Ultimo dall'offensiva della procura.
21/02/05- Smascherato l'inganno degli inviati delle tv italiane in Iraq. Da oggi sono tutti rientrati in patria, in seguito all'allarme lanciato da fonti locali, che parlavano di rischio di rapimento direttamente dalle stanze d'albergo. Fino ad ora i giornalisti tv raccontavano (si fa per dire) l'Iraq senza muoversi dalle loro camere nella superprotetta zona verde, ripetendo a pappagallo notizie d'agenzia comunicategli dall'Italia. Insomma erano dei semplici figuranti con dietro il fondale della guerra. Addirittura, per impedirgli di uscire dall'hotel, alcune produzioni avevano smesso di mandare in loco operatori mobili.
19/02/05- La manifestazione per la liberazione della Sgrena chiede il ritiro delle truppe. E riapre il dibattito tra destra e sinistra. In realtà il popolo iracheno si è già espresso: alle elezioni del 30 gennaio ha votato solo al 13.8x100 per il premier Allawi, l'unico a non chiedere l'immediata partenza delle truppe occupanti ritenendone illegittima la presenza. E se avessero votato anche gli insorti sunniti quella percentuale sarebbe stata ancora più bassa.
18/02/05- La bilancia commerciale italiana ha chiuso il 2004 con il primo passivo annuale dal lontano '92. Tutta colpa dell'Euro forte? No, perchè in Germania o Francia l'export cresce. E il deficit italiano comprende anche il commercio con l'area Euro.
17/02/05- Bush nomina super capo delle intelligence di 15 agenzie Usa (Cia ed Fbi incluse) John Negroponte. Questi fu ambasciatore Usa dall'81 all'85 in Honduras, mentre uno squadrone della morte statunitense ('Battaglione 316') torturava e uccideva schiere di attivisti. Inoltre Negroponte fu quello che rifornì illegalmente i contras, di base appunto in Honduras, a rovesciare il governo sandinista nicaraguegno, democraticamente eletto. Vedi scandalo sulle armi Iran-contras sotto Reagan.
17/02/05- I veri rapitori della Sgrena sono gli stessi che avevano mandato la prima durissima rivendicazione da internet, giudicata allora inattendibile. La sigla del gruppo che si vede nel video in cui Giuliana chiede piangendo il ritiro delle truppe, non vuole infatti dire "Mujaheddin senza frontiere". Così l'hanno tradotta tutti i media italiani, ma nell'artigianale montaggio del video la scritta sovrimpressa non appare visibile per intero: in arabo le ultime due lettere possono anche preludere alla frase "(Mujaheddin) della Mesopotamia".
16/02/05- Da oggi in vigore il protocollo di Kyoto. L'Italia deve tagliare del 5.2x100 le emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990. In realtà ci tocca tagliare molto di più, il 17.2x100. Perchè dal '90 a oggi abbiamo aumentato le emissioni almeno del 12x100.
15/01/05- L'Unione vota no al rifinanziamento della missione a Nassiriya, chiedendo una svolta radicale, ossia che della crisi irachena si faccia carico l'Onu. In realtà l'Onu non potrebbe neanche volendo. Non ci sono truppe pronte da inviare in Iraq da parte di Paesi che non hanno partecipato alla guerra: nazioni arabe, Francia, Germania e Russia hanno ripetuto fino alla noia che non sono disponibili.
13/02/05- Muore suor Lucia, l'ultima dei pastorelli veggenti di Fatima. I media ricordano che aveva previsto con decenni d'anticipo l'attentato al Papa nel testo del terzo segreto. Peccato che secondo la profezia il pontefice non avrebbe dovuto sopravvivere alla palottola di Alì Aktchà.
13/02/05- Sciiti delusi per non aver raggiunto la maggioranza alle elezioni irachene, di cui sono usciti oggi i risultati. In realtà, se anche avessero avuto il 51x100 non gli sarebbe servito granchè: per votare la costituzione e il nuovo primo ministro, ci vogliono per legge i due terzi (66.6%) dell'assemblea legislativa.
11/02/05- Paul Volcker,il capo della commissione d'inchiesta sulle tangenti del programma Oil for food, risulta egli stesso a libro paga di due dei soggetti più coinvolti nello scandalo che vede Onu e aziende di mezzo mondo sul banco degli imputati. Precisamente l'azienda petrolifera Total (2 mld di euro in petrolio da Saddam) e la Banque national de Paris (gestiva in esclusiva le compravendite di petrolio per il famigerato programma 'umanitario' Onu). Inoltre sempre lui è direttore del braccio economico dell'ente deputato proprio a curare per conto del Palazzo di vetro le pubbliche relazioni e l'immagine dell'Onu in America.
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10/02/05- Polemiche per l'esiguità della pena inflitta alle due zingare che a Lecco avevano tentato di rabire un bambino sotto gli occhi della madre. Ma la colpa stavolta non è dei giudici, bensì dei politici che non hanno corretto una legge iniqua: solo 8 anni di pena se la vittima è un minore, 16 se è un adulto.
9/02/05- Al posto di Ulivo e Gad nasce L'Unione...sovietica?!
9/02/05- L'Ulivo (poi Gad) diventa da oggi l'Unione. Curioso nome per un'alleanza in cui qualche giorno fa, al congresso dei Ds, ha visto la luce la Fed (Federazione). Della quale fanno parte solo democratici di sinistra, Margherita, Sdie repubblicani, ma non i verdi, Rifondazione e Comunisti.
9/02/05- Si sposano Carlo d'Inghilterra e la sua Camilla. Ma già convivevano: nella Clarence house, residenza della regina madre.
9/02/05- La Rice, durante la sua prima visita in Europa e alla Nato, si scaglia contro l'Iran. Accusandolo di violare il trattato di non proliferazione nucleare Onu, perchè non rinuncia ai suoi processi d'arricchimento dell'uranio. La Rice non dice però che a violare per primi il trattato da divesi decenni sono proprio gli Stati Uniti e i loro alleati europei, Italia in testa. Lo conferma la recente declassificazione di documenti e foto satellitari top secret del governo americano sulle armi atomiche cedute dagli Usa a Paesi del vecchio continente. Ne parla oggi il New York Times, citando enti indipendenti come il Bollettino degli scienziati atomici o il Natural resources defence council. L'Italia ospita 40 ordigni atomici nella base di Ghedi (Bs) dell'aeronautica militare nazionale, e altri 50 nella base Usaf di Aviano. Il doppio di quanto si ipotizzava. Sono tutti delle B-61, bombe di ultima generazione apparse tra anni 80 e 90. Dunque l'Italia, in base al diritto internazionale, è senza dubbio uno stato canaglia, dotato di armi distruzione di massa. Al contrario dell'Iraq di Saddam, il nostro Paese ha infatti violato il Trattato di non proliferazione Onu (Npt), da noi ratificato nel '75. Che vieta agli stati storicamente non-nucleari di dislocare sul proprio territorio atomiche proprie o altrui in maniera diretta o indiretta.
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8/02/05- 'Palestinesi e israeliani deporranno le armi. Giorno storico. Finisce la seconda Intifada' Così hanno aperto ieri i tg sul primo vertice tra Abu Mazen e Sharon a Sharm el Sheik. Peccato sia la solita truffa mediatica: Hamas e Jihad islamica, ovvero i responsabili dell'80% degli attentati contro Israele, affermano che la promessa di Abu Mazen non li riguarda. D'altronde c'erano già state altre 10 tregue come quella di oggi, negli ultimi 4 anni. Mai rispettate.
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8/02/05- Sempre più surreale la vicenda della liberazione del presunto terrorista islamico Mohammed Daki. Il ministero dell'interno gli ha comminato l'espulsione dall'Italia, scontrandosi furiosamente con la procura di Milano che non l'ha concessa. Ma poi la polizia (che dipende dal Viminale) gli ha trovato casa a Reggio Emilia.
8/02/05- Sono una farsa le polemiche sulla liberazione del presunto terrorista islamico Mohammed Daki, assolto dal tribunale di Milano. In realtà gli uomini della Digos lo seguono a vista dal momento del suo ritorno a Reggio Emilia da uomo libero.
8/02/05- Libereremo Giuliana Sgrena perchè non è una spia. Lo dice un nuovo comunicato dell'Organizzazione della Jihad sullo stesso sito dei suoi precedenti comunicati di rivendicazione del sequestro. Tutti festeggiano, dimenticando che all'uscita dei precendenti comunicati erano stati considerati con molta probabilità dei falsi. O sempre veri o sempre falsi.
8/02/05- Tutto sbagliato, tutto da rifare. Prodi ha cominciato da un paio di giorni la 'stesura itinerante' del programma del centro sinistra per il 2006. definendo il nostro un Paese allo sbando. Ma come sarebbe oggi l'Italia se nel 2001 avesse vinto l'Ulivo? Uguale identica, stando alle 122 pagine del loro programma di allora, ancora consultabile online. In cui non manca nessuno dei poi criticati provvedimenti berlusconiani, dalle tasse ai tagli al welfare, dal ponte al federalismo, dalle missioni militari alla giustizia, e perfino alcune leggine 'ad personam'.
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7/02/05- Nella breve benedizione del Papa di ieri, dalla finestra del Gemelli, non si è vista mai la bocca del pontefice, sempre coperta dal foglio. La voce era forse registrata?
7/02/05- "Io ai miei tempi ho combattutto contro la dittatura e mia figlia ha preso da me. Lei è per la pace, non per la guerra". Ad esprimersi così, ricordando di aver fatto parte da partigiano comunista della brigata Matteotti, è il padre della giornalista rapita Giuliana Sgrena. Ma se il sig.Franco avesse combattutto la dittatura al fianco degli alleati nell'Iraq di oggi, lo avrebbero accusato di collaborazionismo. E avrebbe avuto contro la cosiddetta resistenza antiamericana che sua figlia considera legittima.
7/02/05- Non era sola Giuliana Sgrena il giorno del rapimento nel recinto dell'università di Baghdad. Con lei anche il fotografo italiano Franco Pagetti che però lavora per Time, e dunque aveva per contratto una scorta armata di 3 persone al seguito. Dovendo decidere chi rapire tra i due stranieri, i terroristi hanno preferito la Sgrena perchè senza scorta.
7/02/05- Il vertice degli ulema sciiti iracheni (Ayatollah Sistani incluso), sull'onda della vittoria elettorale, comincia a rivelare il suo vero volto. Chiedendo l'adozione da parte della futura assemblea costituente di una costituzione basata solo sulla legge coranica. Per gli Usa è l'incubo di una seconda teocrazia di stampo iraniano. Quel che nessuno dice è che però praticamente ogni Paese islamico arabo ha nella costituzione il riferimento alla sharia come unica fonte legislativa. Compresi nazioni laiche quali Egitto o Algeria.
6/02/05- A Giuliana Sgrena, l'inviata del Manifesto rapita in Iraq, il suo giornale non aveva fatto l'assicurazione di guerra. L'ha rivelato lei stessa in una cena con dei colleghi (Biloslavo, Negri, Schiavullo) prima della partenza del 23 gennaio.
6/02/05- Giuliana Sgrena era già stata rapita in un'altra occasione. Era il giorno in cui gli americani entrarono a Baghdad colpendo il Palestine. Fu vittima di un rapimento lampo col suo autista, caricati con la forza su una macchina carica di kalashnikov e bombe a mano.
5/02/05- Relazione finale sullo scandalo Oil for food:Benon Sevan, ex gestore del programma, accusato di corruzione. Ma la notizia bomba che nessuno ha riportato è un'altra, nascosta tra le pieghe del documento: entra nell'inchiesta da imputato anche il predecessore di Annan alla guida dell'onu, Boutros Ghali, accusato di aver appaltato all'azienda petrolifera di un suo cugino un lucroso contratto di acquisto del petrolio iracheno negli anni del programma gestito dalle Nazioni Unite.
5/02/05- I radicali contesi dai due poli per una possibile alleanza elettorale, si vendono al miglior offerente. Ma Pannella e soci non tengono conto dei sondaggi tra i loro elettori: i due terzi si sentono di centro sinistra e vorrebbero un'alleanza con Prodi.
5/02/05- Ecco perchè Mohammed Daki non scapperà. Il presunto terrorista assolto a Milano in primo grado, la cui espulsione è stata respinta in attesa dell'appello, non tornerà uccel di bosco nel suo Paese, il Marocco: lì rischierebbe la pena di morte per l'accusa di terrorismo. Altrettanto rischioso sarebbe per lui andare da clandestino in qualche altro Paese dove non risulta imputato. E dove perciò, qualora lo fermassero, lo rimanderebbero in Marocco. Per Daki il processo italiano è dunque una manna.
5/02/05- 53 i presunti dispersi italiani nello tsunami più una cinquantina di morti certi: quasi 10 volte meno rispetto al numero delle vittime sbandierato nei giorni della tragedia. Quando ministri parlarono di 800 e i giornali spararono il totale di 1000-1500. Allora ci si aprivano i tg con quelle cifre, oggi la rettifica al ribasso o non viene data o finisce tra le brevi.
5/02/05- Berlusconi al consiglio di Fi si scaglia contro lo statalismo della sinistra. Eppure, proprio sotto il governo della Cdl i dipendenti pubblici sono cresciuti di 122.000 unità.
4/02/05- L'Istat risponde alle polemiche sull'attendibilità dei suoi dati rivedendo il paniere dei prodotti sui cui calcola l'inflazione. Entra l'estetista ed esce il lettore cd. Non cambia però il peso delle singole voci sul paniere:ad esempio le spese per la casa sono solo il 9.3%, mentre nella realtà l'affitto si mangia più della metà dello stipendio.
4/02/05- Presentata la relazione dell'indagine interna Onu sullo scandalo Oil for food. Lungi da noi negare la responsabilità oggettiva del Palazzo di vetro. Ma nessuno ricorda che a comprare il petrolio di Saddam sottobanco, alla faccia della coerenza, erano in gran parte gli Stati Uniti. Che a parole dicevano di voler strozzare il raìs con le sanzioni, accusandolo di stornare gli introiti dell'oro nero per il riarmo. Mentre poi, dietro al paravento dell'autonomia d'impresa, davano mano libera alle proprie aziende (Esso Mobil, Chevron Texaco, Solero) per importare petrolio iracheno a basso costo in America, allora a secco del greggio venezuelano. Come? Fingendo di comprarlo sul mercato, attraverso la triangolazione con intermediari di Paesi terzi. Nell'anno precedente la guerra ne importarono così 500.000 barili al giorno, il 39% di tutto l'export di Saddam (2.3 mln al dì). Saliti nei due mesi precedenti l'invasione (5 dicembre-1 febbraio 2003) al 62%, per 1.6 miliardi di dollari. (Dati Us energy dept./Onu).
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3/02/05- La Gran Bretagna lancia con alcuni partner europei una proposta di grande piano Marshall contro la povertà in Africa. Ma l'Italia e gli Usa non raccolgono, sostenendo che il mondo ha dato già molto a quel continente, senza risultati. Eppure il saldo non torna: 540 miliardi di dollari spesi per sostenere l'Africa dalle nazioni del primo mondo dal 1970 in qua, ma 570 pagati nello stesso periodo dall'Africa in interessi verso quegli stessi Paesi.
3/02/05- Non esce ancora il famigerato 53. E la febbre del lotto sale. Ma in termini matematici il fatto che non esca da tanto tempo non accresce la probabilità che venga estratto: ogni volta la probabilità è sempre la stessa, identica a quella degli altri 17 numeri.
2/02/05- La procura di Brescia ha rimesso in carcere due dei presunti terroristi islamici assolti a Milano, ribaltandone la sentenza scandalo in tempi tanto brevi quanto politicamente sospetti. Infatti i due erano sotto inchiesta a Brescia già da 7 mesi: perchè i gravi indizi che ne giustificano la detenzione cautelare, valgono solo da oggi?
1/02/05- Allawi rassicura: coopteremo i sunniti nel governo. In realtà i candidati di religione sunnita alle elezioni, tra arabi moderati e curdi, erano il 52% del totale.
31/01/05- Retribuzioni + 2.9x100 nel 2004, dice l'Istat. E la destra esulta: non esiste il Paese in crisi descritto dall'Eurispes. In realtà l'aumento riguarda solo chi ha già rinnovato il contratto. 6 milioni di lavoratori non ne hanno beneficiato.
31/01/05- Clamoroso autogol dei sunniti iracheni, che nelle loro province hanno pressocchè disertato le urne. Quelle di ieri erano elezioni anche provinciali. E rinunciando a conquistare la maggioranza anche nell'Al Anbar nel Salahuddin e nel Niniwe, i sunniti si sono preclusi la possibilità di bloccare l'adozione di una nuova costituzione o di scegliere la secessione da Baghdad, come concede l'art.61 della costituzione in vigore, nel caso lo chiedano almeno 3 province.
31/01/05- Contro ogni previsione 8 milioni di iracheni hanno affollato le urne per dare il via al processo di formazione di un loro governo autonomo. Un segno di approvazione alla guerra 'di liberazione' della coalizione occidentale? Tutt'altro. Si tratta di 8 milioni di voti per chiedere la partenza delle truppe straniere: tutti i partiti candidatisi, nessuno escluso, hanno infatti al primo punto dei loro programmi il ritiro delle forze di occupazione.
30/01/05- Il vincitore delle elezioni irachene, ayatollah Al Sistani, non ha votato:vive a Najaf da anni ma è cittadino iraniano.Saddam invece poteva votare, ma non c'era alcuno seggio in prigione.
30/01/05- Lotto. Il 53 non esce da 180 turni. Sembra senza precedenti. Ma solo a fine agosto 2004 era uscito il 67 dopo un'assenza di 192 turni. E nessuno se ne era accorto.
30/01/05- Anche un kamikaze down tra quelli usati da Zarkawi contro i seggi delle prime elezioni in Iraq.
30/01/05- La sinistra sfiducia il ministro per le infrastrutture Lunardi per l'odissea da neve sulla A3. Ma la colpa della mancata chiusura dell'autostrada non è sua: toccava alla Polizia stradale, che dipende dal ministero degli interni.
30/01/05- Affluenza oltre le previsioni alle prime elezioni irachene libere. Che sia il 72x100 o il 60, il punto è che sono elezioni più che valide: hanno votato infatti almeno tanti iracheni quanti americani alle presidenziali di novembre (60.7x100), forse di più.
30/01/05- In Iraq la vendetta della storia: nel 1924 furono gli sciiti a boicottare le elezioni britanniche, e da lì rimasero emerginati per 80 anni sotto il giogo sunnita. Oggi le parti si invertono.
29/01/05- Il dossier della diocesi di Civitavecchia conferma: la lacrimazione della madonnina fu vero miracolo. Eppure, negli articoli e nelle trasmissioni dedicate alla notizia (vedi Vespa) non si cita mai un fatto essenziale:che i proprietari della statuetta, la famiglia Gregori, non si sono mai sottoposti al test del dna per escludere che il sangue lacrimato non fosse il loro. Peraltro quel sangue aveva connotazioni di genere maschile.
29/01/05- Assegnato all'Italia e alla Gb (Lockeed-Agusta) il contratto da 1.7 miliardi per gli elicotteri del Presidente Usa e del Pentagono. A bocca asciutta la cordata all american di Sikorsky. Così Bush ha pagato il suo debito iracheno con Blair e Berlusconi.
29/01/05- Storiche elezioni in Iraq? In realtà ancora non si vota per un governo, come si può essere indotti a credere dalla retorica mediatica. Bensì per eleggere un'assemblea legislativa transitoria che avrà il compito di eleggere a sua volta un altro governo provvisorio, in attesa di redigere una costituzione in base alla quale verrano poi finalmente convocate (tra molti mesi) le vere e definitive elezioni politiche.
28/01/05- Da oggi in vigore gli effetti del taglio delle tasse. Che riducendo le aliquote anche per i redditi più alti, e dunque intaccando il principio della progressività contributiva, viola la costituzione: art 53 "tutti sono tenuti a concorrere alla spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività".
28/01/05- Cela uno scopo non dichiarato la decisione di Bush di concentrare al Pentagono il lavoro di intelligence prima svolto dalla Cia e al tre agenzie. La Cia è sottoposta per legge a controllo parlamentare, il Pentagono no.
28/01/05- Taglio alle tasse per pochi, accusa l'opposizione. Ma dei 22.7 milioni di italiani che oggi non si ritrovano più soldi in busta paga, 13.2 sono soggetti esenti da imposta. Il resto era già stato beneficiato dalla prima tranche del taglio (per classi medio basse).
28/01/05- Centro destra scatenato contro il rapporto Eurispes 2005, che dipinge un'Italia pessimista e sfiduciata al 54 x 100. La Cdl gli contrappone i dati Istat, tralasciando di dire che nell'analogo rapporto Istat la percezione di un'Italia in crisi e preda dell'inflazione è solo poco più bassa: 47 x 100.
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28/01/05- Primo giorno col taglio delle tasse di Berlusconi. L'opposizione sotiene che l'entità del taglio praticamente ne annulla l'effetto. Il punto è invece un altro: 6 miliardi di tasse tagliate in Irpef con l'ultima finanziaria, ma 12 di maggiori tasse in Ici, imposte indirette, bolli e certificati, Tarsu, studi di settore, sigarette, riscossione ecc. Senza contare l'aumento delle tasse locali per il taglio dei trasferimenti dal centro.
28/01/05- E' 'guarito' l'inviato della Vita in diretta schiaffeggiato da Albano: al moribondo erano stati diagnosticati tre giorni di 'prognosi'. Per un innocuo buffetto sulla guancia!
28/01/05- Bufera nel centro sinistra sulle primarie. Prodi dice a Bertinotti di rinunciare alla sua idea di candidarsi, definendola stramba. Ma l'idea delle primarie non era di Bertinotti, bensì di Prodi, che nel lanciarla qualche mese fa ne aveva persino messo per iscritto il regolamento: libera competizione tra i candidati.
28/01/05- Blocco per neve sulla Salerno Reggio. L'Anas si difende dicendo che aveva avvertito in aniticipo gli utenti di portarsi le catene. Piccolo dettaglio: sull'A3 non c'è la corsia d'emergenza dove montare le catene.
27/01/05- Lo stato ammette che il fumo è dannoso, vietandolo da qualche giorno nei luoghi pubblici. Non smette però di speculare sulla vendita delle 'bionde': incassa il 75% del prezzo di ogni pacchetto. Miliardi di euro all'anno(11.4 nel 2004), l'entrata principe tra le imposte indirette, lucrati in barba alla salute dei cittadini.
27/01/05- Il governo oppone il segreto di stato sui lavori alla residenza sarda del premier (villa Certosa). Letta spiega che la villa rappresenta la sede alternativa del governo in caso d'emergenza. Senonchè, la pianta e le altimetrie della tenuta sono pubblicate da tempo nel libro dell'architetto Gianni Gamondi. Non sarà che col segreto si vogliono invece nascondere le prove degli abusi edilizi?
27/01/05- Unabomber ha colpito ancora (nel trevigiano). In coincidenza con l'ultima puntata della fiction tv di Canale 5 'Ris-delitti imperfetti', basata guarda caso sul racconto delle imprese criminogene del bombarolo del nord est.
27/01/05- I capi di stato di tutto l'Occidente commemorano le vittime dell'Olocausto nazista nel 60° dalla liberazione di Auschwitz. Gran parte di quei morti, quelli uccisi tra il 1942 e il '45 sono però sulla coscienza dei loro Paesi. Il presidente israeliano e quello polacco accusano: gli alleati sapevano dei lager già dal 1942, ma non intervenirono per 3 lunghi anni.
27/01/05- Grande cerimonia con 40 capi di stato per i 60 anni dalla liberazione di Auschwitz. Domanda: gli alletai, che irruppero nel lager nazista nel 1945 erano dei liveratori o degli occupanti?
26/01/05- Tre dei cinque presunti terroristi islamici assolti al processo di Milano figurano nell'attuale lista dei terroristi stilata dall'Onu. Come pure il gruppo cui erano affiliati, Ansar al Islam. E dire ce la giudice Forleo aveva basato la sua sentenza proprio sui distinguo della normativa Onu.
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25/01/05- Si infiamma la polemica sulla necessità del ritiro italiano dall'Iraq dopo la morte del maresciallo Cola. In quel Paese manteniamo la sicurezza, dice il governo. Ma la nostra costituzione, all'art.11, ci vieta, per risolvere controversie internazionali, qualunque campagna condotta con l'ausilio di strumenti di carattere bellico, senza distinguere tra attacco, difesa 'umanitaria' o autodifesa. Dunque la nostra missione è fuori legge.
25/01/05- Bufera sull'assoluzione a Milano dei reclutatori di kamikaze per l'Iraq. Per il giudice la guerriglia contro l'invasore straniero non è terrorismo. Quasi tutti sparano a zero contro la sentenza, ma cosa ne direbbero se l'imputato si fosse stato a suo tempo Mazzini, o Garibaldi, o i partigiani dell'attentato anti nazista di via Rasella?
25/01/05- Infuriano le polemiche sui disservizi del digitale terrestre, che impediscono a molti utenti di guardarsi la partita acquistata. Non si parla però del vero disservizio: paghiamo un canone alla Rai che non trasmette alcuna partita e in chiaro e in diretta. Se non fa servizio pubblico, a che serve allora il canone?
25/01/05- E' spettacolo surreale la polemica sulla sentenza milanese che assolve 5 presunti terroristi islamici. Non è infatti mai entrata in vigore la convenzione Onu del '99 su cui si basa il dispositivo assolutorio. La giudice ne cita il passaggio in cui si distingue tra guerriglia (legittima) e terrorismo (criminale). Ma non si è accorta che quel documento non è valido, perchè non s'è mai raggiunto l'accordo tra Paesi che giustificano la 'resistenza' e chi la giudica terrorismo.
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24/01/05- Bush precisa il senso della guerra al terrorismo nel primo discorso radiofonico del suo secondo mandato: "combattere i terroristi all'estero per non farlo in America". Ecco dunque perchè ha invaso l'Iraq, per farlo diventare una calamita per terroristi islamici, portandoli lontano dagli Usa. In questa prospettiva il suo obiettivo è pienamente centrato.
24/01/05- Fiat in crisi nera: 1.7 miliardi di perdite in 9 mesi e 15 miliardi di debiti, mentre la Gm non offre più di 1 miliardo di buonauscita. Così, da Corso Marconi fanno balenare la richiesta di un sostegno statale. Prima di darglielo si tenga conto che, con la cifra ricevuta finora in contributi statali, 1 milione di miliardi in lire, Fiat potrebbe oggi rendere multimiliardari tutti i suoi dipendenti nessuno escluso, consegnando oltre 14 miliardi (in lire) a ciascuno di loro personalmente.
24/01/05- La coalizione di centro-sinistra insorge contro Bertinotti tentando di convincerlo a rinunciare alla candidatura contro Prodi alla primarie nazionali. Questo almeno si capisce a leggere i giornali. In realtà Prodi non rimprovera a Bertinotti di candidarsi, bensì di volerlo fare con un programma uguale al suo. Questa "la stramberia".
23/01/05- Rinviare le elezioni irachene ad un momento più favorevole, evitando quella che sarebbe senza i sunniti una finta consultazione? Lo chiedono i più prestigiosi quotidiani e gran parte dell'opinione pubblica. Ma bisognerebbe violare di nuovo il dettato Onu oltre alla costituzione irachena: il consiglio di sicurezza ha stabilito che le elzioni debbano svolgersi entro gennaio 2005, come la costituzione provvisoria del marzo 2004.
23/01/05- E' appena terminato il periodo del tradizionale pellegrinaggio alla Mecca per 2.5 mln di musulmani. Quest'anno novità epocale: per la prima volta il predicatore ufficiale della grande moschea, lo sceicco Al Sudeis, ha arringato la folla con un sermone contro l'uso del terrorismo, definito eretico.
23/01/05- La storia ha fatto ieri il giro del mondo: a Padova come Romeo e Giulietta, lui (Ettore) si uccide perchè lei (Rosa) è ormai in coma, ma quando lui muore lei si risveglia. Nessuno spazio è stato dato invece al finale della storia: il risveglio di lei dura solo pochi secondi, poi ripiomba nel coma che la avvolge da mesi.
23/01/05- Nessuno ha il coraggio di dirlo chiaramente:i 26 morti italiani a Nassiriya sono colpa del governo, che pur cosciente dei rischi ha perseguito la strategia di dissimulare la natura bellicosa della missione (la costituzione ci vieterebbe di partecipare a guerre che non siano di autodifesa). Per inviare a Nassiryia i mezzi più moderni e pesanti, quali Ariete (tank), Dardo (cingolati blindati) e Mangusta (elicotteri da combattimento), al posto degli inutili e insicuri Leopardo, Grifone e delle semplici camionette, il ministero della difesa ha infatti atteso ogni volta la morte di qualcuno dei nostri. Come pure per mettere delle paratìe efficaci davanti alle nostre basi.
23/01/05- I compiti autorizzati dal parlamento per le nostre truppe a Nassiryia prevedono solo la difesa della nostra missione umanitaria. La copertura alla squadriglia portoghese attaccata non rientrava tra questi.
23/01/05- Si incolpa della morte del maresciallo Cola a Nassiryia il mancato invio degli elicotteri Mangusta, dove il mitragliere è protetto da vetri antiproiettile. Ma non si dice che il Mangusta non è un mezzo multiruolo, non può caricare altro equipaggio a bordo. E la missione in cui è caduto Cola, il recupero di una squadra di portoghesi sotto attacco, prevedeva comunque l'utilizzo di un elicottero da trasporto come il "Grifone", oltre a un eventuale Mangusta (ove ci fosse stato).
23/01/05- L'argentina ha offerto un misero risarcimento del 27% dell'investimento ai possessori italiani di tango bond. Con una semisconosciuta clausola ricattatoria: chi non accetterà non potrà partecipare a eventuali migliori proposte future.
22/01/05- La conferenza Onu sull'allarme tsunami è fallita per l'esasperata concorrenza tra i vari progetti nazionali (Usa, Germania, Giappone, Australia): ognuno voleva mettere il suo marchio sul sistema salva-vite. Evidentemente lo considerano uno spot?
22/01/05- 10 miliardi di dollari di donazioni, e non si trovano 20 milioni per il sistema d'allarme. Fallisce la conferenza mondiale Onu che avrebbe dovuto varare il sistema d'allarme tsunami per l'oceano indiano. Alla fine solo una dichiarazione di principio, niente scadenze nè stanziamenti. Proprio come due anni fa a Bonn. Che uso fa fa l'Onu del mare di donazioni?
22/01/05- E' in corso a Kobe la Conferenza mondiale Onu sulla riduzione dei disastri che dovrebbe varare il nuovo sistema d'allarme tsunami nell'Oceano indiano, o Iewp. Ma nessuno dice che il progetto Iewp era nato ad un'analoga conferenza Onu nel 2003 a Bonn. Rimanendo poi lettera morta.
22/01/05- Gli Usa hanno dato il via libera a Israele per distruggere le presunte installazioni militari nucleari iraniane nel caso Teheran si rifiutasse di smantellarle. A tradire il segreto è stato Cheney, quando a margine dell'investitura presidenziale ha dichiarato:"L'Iran è la prima minaccia per il mondo, e se non riuscissimo a convincerli a fare marcia indietro sul nucleare, ci penserebbe Israele a colpirli". Finora l'amministrazione aveva sempre escluso un attacco preventivo israeliano.
22/01/05- I terroristi del fondamentalismo islamico si fanno scudo della parola di Dio in ogni loro atto, leggendo appositi proclami. L'avventista ultra ortodosso Bush afferma durante la festa per l'insediamento che non potrebbe fare il presidente se avesse Dio a guidarlo. E inizia il primo giorno del suo secondo mandato organizzando una preghiera nella cattedrale di Washington, in cui il reverendo Graham ringrazia per suo conto Dio di averlo riconfermato presidente, come gli avevano chiesto. Due facce della stessa medaglia:una guerra di religione. E dire che gli uni considerano l'altro un demonio, e viceversa.
22/01/05- Americani uguali e contrari agli arabi, quanto ad aiuti alle vittime dello tsunami. E anche peggiori. Il telethon della Nbc ha raccolto solo 18 milioni di dollari, contro i 130 nel 2001 per le vittime dell'11/9. L'Arabia, accusata di tirchieria per gli 80 milioni pro tsunami raccolti col telethon sulla tv di stato, ne raccolse 160 per i parenti dei kamikaze palestinesi nel 2002.
22/01/05- Berlusconi conferma: con Blair e Bush discuteremo passate le elezioni in Iraq un exit-plan delle truppe. I 3 statisti dimenticano però la risoluzione 1546 con cui l'Onu ha autorizzato l'invio di missioni di peace enforcing in loco: "il mandato avrà termine solo se richiesto dal governo iracheno, una volta completato il processo politico definito nel par.4". La richiesta non è finora mai stata formulata. Ed eventualmente potrebbe esserlo solo quando sarà in carica, dopo ulteriori elezioni e la nascita di una nuova costituzione, un governo non più transitorio ma definitivo.
22/01/05- Berlusconi fa beneficenza:due giorni fa 10 miliardi a Don Gelmini, 660 adozioni a distanza in Sri Lanka oggi. Prima di donare avverte però le agenzie di stampa perchè ne diano notizia. Il suo scopo è davvero aiutare, nel qual caso non farebbe differenza farlo in segreto, oppure prevalgono il marketing e la strategia politica?
21/01/05/- L'america abbatterà le tirannie dovunque si trovino nel mondo, continuando nel solco dell'esportazione militare forzosa della democrazia. Così i media hanno interpretato lo storico discorso d'insediamento di Bush. E invece il discorso ha annunciato (almeno a parole) una marcia indietro radicale rispetto al modo con cui è stata condotta la guerra al terrorismo sinora. "...La fine delle tirannie nel mondo- ha detto Bush- non è primariamente compito delle armi: sebbene difenderemo noi stessi ove necessario, la libertà per sua natura deve essere scelta e difesa dai cittadini, e sostenuta dalla legge e dal rispetto delle minoranze...l'America non imporrà il suo stile di governo a chi non lo vuole. Aiuteremo invece gli altri a trovare la loro strada, la loro forma di libertà, a percorrere la loro propria via".
21/01/05- E' dei portoghesi la colpa della morte del maresciallo Cola, colpito a morte oggi a Nassiriya mentre dal suo elicottero copriva la ritirata di una squadriglia dei soldati di Lisbona in ricognizione: si erano ficcati nella zona della città controllata dal delfino di Al Sadr, Al Khafaji, dove vige tacito accordo affinchè le truppe della coalizione non entrino ad espletare normali pattugliamenti.
21/01/05- Le facce di 4 presunti terroristi cinesi tappezzano i muri di Boston e fanno tremare i partecipanti alle celebrazioni per l'insediamento di Bush. Secondo l'Fbi sarebbero giunti in città insiema a 2 iracheni per un attentato nucleare con bomba "sporca". Sapete da dove viene la "credibile" soffiata? Da una chiamata anonima di un tassista messicano ai "Chips" delle autostrade californiane...
21/01/05- Bush nel suo discorso d'insediamento: continueremo ad abbattere le tirannie in tutto il globo. Ma tra i Paesi dell'asse del male non compaiono e non compariranno mai gli alleati strategici in aree dove gli Usa acquistano o acquisteranno il petrolio, come Arabia, Egitto, Pakistan, Uzbekistan ecc. Tutte dittature, al pari dell'Iran o dello Zimbabwe. Lotta alle tirannie dunque, ma solo dove conviene.
20/01/05- Che ci faceva la Lecciso ieri sera a cena con Berlusconi a palazzo Grazioli? Ebbene, pochi sanno che il padre della compagna di Al Bano, Fulvio Lecciso, è stato vicesindaco di Lecce per Forza Italia dal '97 al 2002, e tuttora è consigliere comunale azzurro nella giunta della Poli Bortone. Prossimamente Loredana: una soubrette del biscione in quota forzista, o una futura candidata per la Cdl?
20/01/05- Ecco i nuovi paesi dell'asse del male nel secondo mandato di Bush: Bielorussia, Zimbabwe, Burma, Cuba. Scompaiono Libia e ovviamente Iraq, restano Iran e Corea del nord. La lista l'ha fornita il neosegretario di stato Condoleeza Rice in un'audizione al senato sottovalutata dai media, distratti dal quasi contemporaneo insediamento del presidente.
20/01/05- E' come se oggi ci fosse stato un secondo tsunami: i morti passano da 165.000 a 225.000 in poche ore. Com'è possibile? C'eravamo tutti dimenticati che l'Indonesia aveva interrotto il conteggio ufficiale appena dopo la tragedia.
20/01/05- Oggi si insedia Bush per il suo 2ndo mandato. Ma in America ha il gradimento più basso tra i presidenti all'inizio di un secondo mandato (con Nixon 1972). E nel resto del mondo, stando a un sondaggio Bbc in 21 Paesi, la gente ritiene la sua rielezione negativa per la sicurezza globale (58 per cento contro 26). In Italia il dato è 54 contro 34.
19/01/05- Appena dopo lo tsunami l'Indonesia si è vista alzare il rating da B a B+ da parte di Standard and poor's, che nella motivazione tecnica evidenzia i 36 miliardi di dollari di liquidità dal surlpus commerciale, e dunque la tranquillità nel restituire i 6 miliardi di debito estero annuo. Invece di subire un declassamento i Paesi vittime dell'ecatombe ci stanno guadagnando, grazie al fiume di aiuti e alla cancellazione del debito, diventati una moda. Di cui non avevano bisogno, visto che il loro pil cresce del 6 per cento annuo e le zone colpite contribuiscono solo per il 2 per cento al prodotto nazionale. Inoltre godono di uno sbilancio commerciale a loro favore nei confronti del rsto del mondo. Ma intanto l'Italia ha abbonato già 31 milioni di debito all'Indonesia, definendolo "un dovere profondo".
19/01/05- Nella sua relazione annuale la corte dei conti loda il governo per la sua politica taglia-spesa. Ma contemporaneamente si lamenta del taglio al suo bilancio (-9 per cento dal 2001)...
19/01/05- Shumacher ha donato 7.5 milioni di euro per le vittime dello tsunami. Ma non paga le tasse: ha la residenza a Montecarlo, dove non si pagano imposte.
18/01/05- Ruggero Jucker condannato a 16 anni in appello per l'omicidio della sua ragazza nella MIlano bene. Ma in realtà, se terrà una condotta esemplare, tra 4-5 anni sarà già fuori: 2 anni e mezzo già scontati, 45 giorni d'abbuono ogni sei mesi di carcere, dopo un terzo della pena si può chiedere un lavoro esterno, dopo due terzi la semilibertà.
18/01/05- Alle primarie pugliesi del centro sinistra si poteva votare senza fornire prove di essere del centro sinistra. Solo presentando un documento e affermando, sulla fiducia, di essere elettori di quell'area. E i brogli? Non sarà che Vendola, vincitore di misura, l'hanno eletto proprio i suoi nemici di centrodestra?
18/01/05- Il comunista Vendola vince le primarie dell'Ulivo in Puglia: Prodi comincia a spaventarsi, forse anche le sue primarie, ritenute finora una farsa, un semplice rito d'investitura, tali non saranno. E se a Roma vincesse Bertinotti?
18/01/05-C'era l'Onu non gli americani a capo del centro antitsunami delle Hawaii che avrebbe potuto lanciare l'allarme, e non l'ha fatto "per mancanza di numeri" in agenda. Indonesia e Thailandia erano tra i beneficiari del network. Mentre oggi le Nazioni unite tengono una conferenza a Kobe per avviare un sistema internazionale d'allarme tsunami: qualcuno li avverta che l'Onu lo dirige alle Hawaii già da 36 anni.
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